La Russia si prepara alle “Guerre Stellari”

Aleksandr Korolkov, RIR, 15 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il confronto tra Russia e Stati Uniti prende slancio e può, letteralmente, assumere scala cosmica, in riferimento alle tecnologie sviluppate dagli Stati Uniti che, nel prossimo futuro, possono influenzare l’equilibrio di potere globale e minacciare di ridurre il ruolo delle forze nucleari strategiche della Russia.

10153688Un po’ di storia
Una volta che i missili furono inventati per viaggiare nello spazio, i loro creatori decisero altri usi, anche sganciare le armi più potenti esistenti: quelle nucleari. Il Trattato sullo Spazio del 1967 vieta il posizionamento di armi nucleari nello spazio, tuttavia questa condizione non si applica alle armi convenzionali. Quindi, se non è possibile “bombardare” il nemico con missili nucleari dallo spazio, è possibile intercettarli. Tale lacuna fu affrontata nei negoziati che culminarono nella firma del trattato 1972 sulla limitazione della Difesa Missilistica.

Impunità assicurata
Nel 2001 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM e ora posizionano in diversi luoghi del mondo sistemi marini e terrestri Aegis in grado di abbattere missili dalla gittata di 5500 km. Inoltre, hanno intercettori GBI nei silo e creano un intero sistema radar (compreso il SBX flottante) e posizionano gli ultimi complessi THAAD in Corea del Sud per coprire i “vuoti” del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti verso Siberia ed Estremo Oriente russo, dove l’iniziale e più vulnerabile zona di volo dei missili balistici intercontinentali russi è fuori dalla portata dei radar statunitensi. Il 12 aprile 2015 le truppe EKO russe avvistarono un gruppo di satelliti da ricognizione elettronica in orbita. “Questa costellazione di satelliti fu sviluppata per sorvegliare le comunicazioni militari nel territorio della Federazione russa” ha detto Oleg Majdanovich, comandante delle truppe del Comando Spaziale delle Forze di Difesa Aerospaziale. Il Ministero della Difesa non ha indicato la nazionalità dei satelliti spia, ma gli analisti indicano gli Stati Uniti. “Ovviamente parliamo degli Stati Uniti, che possiedono i satelliti da ricognizione elettronici, in particolare della serie ‘Ferret-D’ che operano nel campo superiore dello spettro radio, in cui i sistemi di guida, scoperta e difesa missilistica operano” ha detto alla TASS Igor Korotchenko, caporedattore della rivista ‘Difesa Nazionale’.

Come risponderà la Russia?
La capacità della Russia di rispondere alle minacce esistenti in questo momento sono limitate, non solo dalla geopolitica ma anche dal punto di vista finanziario. Nella situazione attuale, qualsiasi risposta può essere solo asimmetrica. Date tali circostanze, i russi puntano a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali, a creare sistemi di difesa aerea universali con gli S-400 e S-500, e a modernizzare la difesa missilistica di Mosca. I test sono in corso su un nuovo missile del sistema S-400, dalla portata di 400 km, da utilizzare contro bersagli aerodinamici come gli aerei. Distanza e quota esatta in cui i missili possono abbattere (area di sconfitta) non sono specificate, ma sarebbero in grado di distruggere i missili nello spazio orbitale. Allo stesso tempo, si lavora sul sistema di difesa aerea di nuova generazione S-500 e sul nuovo sistema ABM di Mosca A-235, con cui coopererà. L’operatività è prevista per il 2017. Nel frattempo, l’industria della Difesa russa aumenta la produzione di missili per la difesa aerea e antimissile di tre volte rispetto al 2014. In Russia si lavora per garantire l’intelligence costante sui bersagli. Secondo Anatolij Savin, direttore scientifico della JSC Almaz-Antej, un “sistema originale d’intelligence spaziale” è stato creato permettendo d’individuare e tracciare i movimenti negli oceani delle portaerei nonché dei sottomarini strategici della NATO. “Abbiamo cominciato a sorvegliare costantemente praticamente tutti gli oceani del mondo” ha aggiunto. Inoltre, nel prossimo futuro, è previsto l’ampliamento della rete radar autonoma (RLS) nella regione artica.
Lo sforzo di tutta l’umanità è impedire una grande guerra nello spazio. Oggi, gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare, spiegando l’assenza del Paese nel sostenere il progetto di trattato globale per impedire il dispiegamento di armi nello spazio, che Russia e Cina preparano dal 2007. In tale situazione, gli Stati Uniti richiedono un grande sforzo per convincersi che l’accordo soddisfa i loro interessi, ciò sarebbe possibile solo con la costruzione delle misure molto asimmetriche in corso in Russia e in Cina. A tal fine, la Cina ha già acquistato il sistema russo S-400.

1057761La Russia modernizza la flotta di caccia-intercettori MiG-31
Il primo lotto di 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM entra in servizio
Russia Insider 15 aprile 2015

d_pichugin_mig_31bm_10_1400I primi 24 caccia modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati alle forze armate russe. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov ha detto che 10 aerei saranno consegnati alle truppe ogni anno. “Dopo aver completato l’ammodernamento del MiG-31, ci aspettiamo che le forze militari abbiano a disposizione oltre 130 aerei aggiornati dagli eccezionali cruciali parametri tecnici“, ha detto Jurij Borisov, secondo cui circa 12-13 velivoli saranno modernizzati ogni anno. Il viceministro ha sottolineato che l’impianto aeronautico Sokol di Nizhnij Novgorod, dove avviene l’ammodernamento degli aerei, si adatta al programma di sostituzione delle importazioni. Le imprese Rostec producono i vari componenti dell’aeromobile. Ad esempio, i caccia aggiornati ricevono il nuovo sistema di controllo e radar Zaslon-M, sviluppato dal V. Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design (NIIP) del KRET. Mentre l’aereo era precedentemente classificato solo come intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato ora può distruggere bersagli aerei e terrestri. Con l’avionica modernizzata, l’efficienza del MiG-31BM è 2,6 volte maggiore rispetto al MiG-31. Il Zaslon-M differisce dal radar originale Zaslon per l’antenna di 1,4 m di diametro. Il raggio di scoperta dei bersagli aerei aumenta a 320 km, e quello d’inseguimento a 280 km. Il sistema radar del MiG-31BM può seguire contemporaneamente 10 bersagli aerei. Il MiG-31 è un caccia-intercettore a lungo raggio biposto supersonico ognitempo progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth ed altri obiettivi di ogni tipo e ad ogni quota, di giorno, di notte e in condizioni meteo avverse. Un gruppo di quattro aeromobili può controllare 800-900km di spazio aereo anteriore.
La produzione in serie dei MiG-31 iniziò nel 1979. All’inizio del 1992, le forze di difesa aerea dei Paesi della CSI avevano oltre 200 caccia-intercettori MiG-31. Il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato o ascendente, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può essere supersonico a quote medie e alte senza usare i postbruciatori.
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I missili cinesi YJ-18 una ‘grave minaccia’ per l’US Navy

Sputnik 15/04/2015
La Cina allestisce nuovi cacciatorpediniere armati di potenti nuovi missili antinave, ponendo una seria sfida alle difese navali statunitensi.052D-Missile-Destroyer-Kunming-172Un recente rapporto dell’Office of Naval Intelligence (ONI) ha confermato le affermazioni del governo cinese che “l’ultima classe di cacciatorpediniere Luyang III è equipaggiata con il nuovo ASCM (missile da crociera antinave) a lancio verticale YJ-18“. Le rivelazioni sul YJ-18, SMC supersonico di ultima generazione, sono uno dei principali aspetti della panoramica dell’ONI sugli sviluppi della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN). Finora vi è un solo cacciatorpediniere Luyang III (noto anche come 052D) con il sistema di lancio verticale (VLS) per lo YJ-18, ma la Cina prevede di averne più di 10 operativi entro il 2017. “Questo missile, e il suo cugino aerolanciato YJ-12, sono le principali minacce per l’US Navy“, ha detto al New York Times Lyle J. Goldstein, professore associato nell’Istituto di Studi Marittimi sulla Cina presso l’US Naval War College.Il maggiore aumento della velocità rende il missile molto più difficile da intercettare“. Il rapporto dell’ONI dice anche che il missile viene schierato su tre classi di sottomarini: Song, Yuan e Shang. Il missile avrebbe “una gittata di 180 chilometri a Mach 0,8 e una spinta di 40 km a Mach 2,5-3. Tutti coloro che comprendono seriamente le capacità militari cinesi devono conoscere questo missile”, scrive Andrew Erickson, professore associato presso l’US Naval War College di Rhode Island. Le maggiori velocità e portata del missile, aggiunge Erickson, “insieme ad un profilo di volo a pelo d’acqua e probabilmente un comando via collegamento dati basato su foto da Internet, potrebbero rendere lo YJ-18 estremamente difficile da contrastare“. I timori sulla minaccia rappresentata dallo YJ-18 aumentarono a fine 2014, quando un video apparve sulla CCTV che avrebbe mostrato un test di lancio del missile. In precedenza, la Cina ricorreva alla Russia per i missili, e lo YJ-18 è descritto come una versione locale del 3M54E Klub russo.

La Marina cinese si modernizza ed espande significativamente
Il rapporto dell’ONI, la prima valutazione non classificata sulla Cina dal 2009, dipinge un quadro del piano di miglioramento più qualitativo che quantitativo, ma anche così alcuni numeri, in particolare della Guardia Costiera, sono degni di nota. La PLAN attualmente dispone di 300 navi da combattimento di superficie, sottomarini, navi anfibie e motovedette lanciamissili. Nel 2014, 60 nuove navi hanno raggiunto la flotta, e un numero simile è previsto per il 2015. I cantieri navali cinesi hanno prodotto più navi di qualsiasi altro Paese nel 2013 e 2014. La Guardia Costiera cinese,  denominata “Seconda Marina” della Cina, aumenterà del 25% tra il 2012 e la fine del 2015, più velocemente di qualsiasi altra guardia costiera al mondo, secondo il rapporto. “I principali miglioramenti qualitativi riguardano l’aeronautica navale e la forza sottomarina, sempre più capaci di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dal continente cinese“, dice il rapporto concludendo che nel complesso “emerge una forza ben equipaggiata e competente“.

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Tre sottomarini cinesi puntano i loro missili sugli USA
Pravda 10/04/2015S3NKhL’ammiraglio William Gortney, comandante del Comando Settentrionale degli Stati Uniti, ha detto che la Cina ha schierato tre sottomarini lanciamissili balistici. I sottomarini, secondo il comandante, possono colpire gli Stati Uniti con missili nucleari. Secondo Gortney, i sottomarini potranno colpire gli Stati Uniti quando saranno completamente dotati di missili e testate. Le riserve cinesi sono dispiegati nel Mar Cinese Meridionale in una base sull’isola di Hainan. “Non hanno caricato i  missili o avviato pattugliamenti strategici“, ha detto l’ammiraglio William Gortney, “Ma crediamo che possano iniziare quest’anno“, ha aggiunto. Inoltre, Gortney ha detto riferendosi alle agenzie d’intelligence statunitensi che la Corea democratica può montare una piccola testata nucleare sui nuovi missili intercontinentali autocarrati KN-08. Gortney ha detto che ogni volta che una nazione possiede armi e vettori nucleari che possono raggiungere gli Stati Uniti, “è mia preoccupazione“. E’ la prima volta che un alto ufficiale degli Stati Uniti esprime preoccupazioni sui sottomarini lanciamissili nucleari cinesi.

OSIMINT-DG-May-2011-Sanya-Jin-Class-SSBNTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I russi testano la debole difesa aerea della NATO

Valentin Vasilescu, Reseau International 7 novembre 2014

Dopo che l’Unione europea ha imposto sanzioni economiche alla Russia nella speranza di piegarla e ridurne la forza militare, la Russia ha dimostrato che i Paesi europei non hanno raggiunto i loro obiettivi. La Russia, che non ha perso lucidità con le sanzioni, gioca al gatto con il topo.

WP-rusia-NATOUna nuova isteria si è diffusa tra i media europei con l’esatto copia/incolla dai media statunitensi su qualcosa del genere: le forze aeree della NATO sono state mobilitate; la NATO era in allerta. Le star dell’informazione si chiedevano cosa fare per risolvere il problema. Ma qual era il problema? Avendo tutti nozioni di geografia, vi consiglio di osservare bene la mappa d’Europa.
Cos’è realmente accaduto? Quattro caccia-bombardieri Su-34 e Su-24, scortati da un Su-27 e da un MiG-31, sono decollati dall’enclave di Kaliningrad e, volando sulle acque internazionali del Mar Baltico, nel pomeriggio del 28 ottobre 2014, sono stati intercettati nel Golfo di Finlandia da aerei tedeschi Eurofighter schierati in Estonia. Il gruppo aereo russo cambiava rotta di 180 gradi rientrando sul Mar Baltico, dove fu seguito da caccia F-18 finlandesi, Gripen svedesi ed F-16 danesi. E questo sebbene i russi avessero inviato i piani di volo alle autorità del traffico aereo dei Paesi confinanti, e con il codice d’identificazione del giorno, secondo le norme ICAO. Poche ore dopo, il 29 ottobre 2014, alle 03:00 UTC, i radar norvegesi rilevarono un altro gruppo di quattro bombardieri Tu-95 russi, accompagnato da quattro aerocisterne Il-78, che volava nello spazio aereo internazionale sul Mare di Norvegia. Dopo essere stati identificati, sei velivoli rientravano verso il Mare Barents. Gli altri due Tu-95 continuavano a costeggiare la Norvegia, volando sul Mare del Nord verso la Scozia. I bombardieri russi furono intercettati sulle acque internazionali e costretti a cambiare rotta accompagnati da jet inglesi Eurofighter Typhoon sull’Oceano Atlantico. Altri due velivoli Eurofighter decollavano, nello stesso tempo, dal sud dell’Inghilterra per intercettare un aereo-cargo lituano diretto a Londra e senza collegamenti radio con il traffico aereo. Dopo aver circumnavigando l’Irlanda, i due bombardieri Tu-95 cambiavano rotta di nuovo, per raggiungere le coste del Portogallo, dove furono intercettati da F-16 portoghesi. Poi i due Tu-95 si allontanavano dallo spazio aereo europeo seguendo una rotta sull’Atlantico per le coste della Groenlandia dove, intorno alle 16:00 UTC, cambiavano rotta per rientrare alla base in Russia. Anche nel pomeriggio del 29 ottobre 2014, due bombardieri Tu-95 scortati da due caccia Su-27M evoluivano nello spazio aereo del Mar Nero, venendo intercettati da aerei turchi sulle acque internazionali al largo dell’Anatolia. La NATO non ha mai detto che gli aerei russi avevano sorvolato lo spazio aereo di uno Stato estero. Allora qual era il problema? Se si sa che nel marzo 2014 aerei AWACS, scortati da caccia della NATO, fecero esattamente la stessa cosa compiuta dagli aerei russi il 28 e 29 ottobre 2014, pattugliando ogni giorno il confine occidentale della Russia e del Mar Nero dallo spazio aereo dei Paesi della NATO confinanti con la Russia. I russi mobilitarono per questo motivo i loro aerei da combattimento quando gli AWACS si avvicinarono pericolosamente allo spazio aereo russo? La Russia non lanciò una campagna mediatica e non emise alcun comunicato stampa al riguardo. Temo che tale isteria non sia che guerra psicologica della NATO, tramite i media, contro i cittadini degli Stati membri della NATO. Tanto più che gli stessi media avevano avuto cura d’istillare nel subconscio delle persone le possibili conseguenze.
In un precedente articolo, informavo i lettori che nel 2014 l’esercito russo ha completato la nuova struttura da ricognizione C4I basata sul complesso da ricognizione-attacco volto a consentire una rapida ed accurata proiezione di potenza a centinaia o a migliaia di chilometri di distanza. Abbiamo anche visto che il terzo livello nella raccolta e analisi dei dati è la ricognizione strategica tramite gli aerei da ricognizione a lungo raggio con a bordo equipaggi specializzati nelle missioni ELINT. Tra essi vi sono i velivoli Tu-95/Tu-142 e MiG-25RB/MiG-31B che partecipavano a questa esercitazione. Quest’anno si sono anche visti due nuovi aerei Su-34 con a bordo un pod M400 per sensori a infrarossi Raduga, telecamere panoramiche AP-403 e 404, fotocamera AP AK-108FM, e un contenitore M402 Pika tipo SLAR (radar aeroportato di ricerca laterale) in grado di visualizzare su una mappa digitale il terreno sorvolato fino a una distanza di 300 km. Questa mappa viene continuamente confrontata con quelle memorizzata nel processore per rilevare eventuali modifiche o nuovi schieramenti del nemico.
I russi non hanno fatto altro che testare la scarsa capacità di risposta dell’aviazione dei Paesi della NATO nel nord-ovest e sud-est d’Europa, dopo la loro subordinazione agli Stati Uniti. Ricordiamo che il Regno Unito ha schierato uno squadrone di 12 Tornado GR4 e dei droni MQ-9 Reaper nella base aerea di Akrotiri, Cipro, per partecipare con gli Stati Uniti ai bombardamenti di obiettivi dello Stato islamico in Siria e Iraq. Belgio e Paesi Bassi hanno inviato sei F-16 (più 2 di risserva) negli Emirati Arabi Uniti, per lo stesso motivo. La Danimarca ha inviato nel Golfo 7 dei 30 F-16 della sua aeronautica militare. La Norvegia aveva inviato sei F-16 nel 2011 in Libia, e si prepara ad inviare sei aerei in Iraq e Siria. Gli Stati Uniti si oppongono alla partecipazione della Russia alla coalizione anti-SI. A peggiorare le cose, la Germania ha schierato 4-6 Eurofighter in Estonia (su circa 42). In Lituania, oltre a sei CF-18 canadesi, il Portogallo ha schierato sei F-16 (di 30 di cui dispone). I Paesi Bassi hanno inviato sei aerei da combattimento F-16 in Polonia, lasciando i propri Paesi senza difesa in caso d’invasione aeroterrestre.

1957988Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia studia il nuovo caccia MiG-41

mig_41s_by_abiator-d33ho27L’industria aerospaziale russa lavora sul MiG-41, un nuovo caccia supersonico basato sul MiG-31 Foxhound. La velocità del nuovo caccia-intercettore dovrebbe superare Mach 4, secondo il pilota collaudatore Anatolij Kvochur. “Questo aggiornamento doveva aver luogo 20 anni fa. Tuttavia, ciò non è accaduto e così ora le richieste sono aumentate, compresa la velocità dell’intercettore accresciuta a Mach 4,3“, aveva detto Kvochur a RIA Novosti, il 28 febbraio. Ciò renderebbe l’aereo più veloce dell’ex-ricognitore strategico supersonico dell’USAF Lockheed SR-71, che raggiungeva una velocità di Mach 3,2. Il nuovo MiG-41 sarà sviluppato sulla base del caccia-intercettore MiG-31, aveva detto ai giornalisti, presso il Centro Culturale delle Forze armate russe, il vicepresidente del Comitato della Difesa della Duma di Stato Aleksandr Tarnaev, secondo ITAR-TASS. “La decisione è stata presa dal Capo di Stato Maggiore Generale che ha già firmato il documento per la realizzazione dei lavori di ricerca del programma MiG-41″. Secondo il deputato il MiG-41 “incarnerà tutti i vantaggi dell’aviogetto“.
Tuttavia, mentre sviluppano il sostituto da Mach 4 del Foxhound, i russi continueranno il programma di modernizzazione dei Foxhound, revisionando oltre un centinaio di MiG-31, rimettendoli in servizio presso le forze aeree russe. Tarnaev aveva detto alla riunione di esperti della Difesa aerospaziale che il Capo di Stato Maggiore ha firmato anche un ordine per la profonda modernizzazione dei caccia-intercettori MiG-31. “Il governo ha deciso di aggiornare e rendere operativi i caccia-intercettori MiG-31. Un centinaio di aviogetti sarà assegnato alle forze aeree russe dopo essere stato revisionato“.
Il MiG-31 Foxhound è un caccia-intercettore biposto supersonico a lungo raggio, basato sulla cellula del MiG-25 Foxbat. Vola a Mach 2,8 ed ha un raggio di combattimento di 720 km. Un gruppo di quattro Foxhound può controllare una zona di 1200 km di ampiezza. Inizialmente destinato ad intercettare missili da crociera e satelliti a bassa quota, il MiG-31 venne sviluppato nella prima metà degli anni ’70 dall’OKB-155 (attualmente RAC MiG). Il MiG-31 è destinato all’intercettazione e distruzione di bersagli aerei a basse, medie e alte quote in qualsiasi condizione di luce e atmosferica. L’aviogetto ha efficaci contromisure radar elettroniche attive e passive e infrarossi, ed è armato con un cannone a sei canne da 23 millimetri con 260 colpi, ed infine è dotato di sei punti d’attacco per missili aria-aria di vario tipo. La versione aggiornata MiG-31BM può rilevare bersagli fino a 320 km di distanza e colpirli a 280 km. Il numero totale di MiG-31 delle diverse versioni nelle Forze Aeree della Russia è di circa 190 unità. La produzione degli intercettori venne interrotta nel 1994, ma solo recentemente è iniziato l’aggiornamento di questi velivoli nella versione MiG-31BM.

v_dmitrenko_savasleyka_08Fonti:
ITAR-TASS
RuAviation
The Aviationist

Alessandro Lattanzio, 14/3/2014

Come il MiG-31 cacciò l’SR-71 Blackbird dai cieli sovietici

Dario Leone The Aviationist 11 dicembre 2013

1380115Anche se nessun SR-71 Blackbird è andato perso a causa di azioni ostili durante la su carriera, l’aereo-spia da Mach 3+ affrontò un avversario che poteva intercettarlo efficacemente: il MiG-31 Foxhound. L’impressionante record di missioni del SR-71 fu conseguito grazie ad alcune caratteristiche uniche della sua cellula, come la capacità di volare a una velocità più di tre e mezzo quella del suono a 28.000 metri, una ridotta sezione trasversale Radar (RCS) e le sofisticate contromisure elettroniche (ECM). Queste caratteristiche di volo protessero il Blackbird contro ogni tentativo d’intercettazione condotto da caccia o missili superficie-aria (SAM) nemici nelle sue missioni di ricognizione nei cieli sovietici durante la Guerra Fredda. L’unico aereo che possedeva la capacità di abbattere l’SR-71 era l’F-14 Tomcat, che poteva usare il missile a lungo raggio AIM-54 Phoenix contro il veloce aereo nero. In effetti, il Phoenix fu sviluppato per abbattere i missili da crociera sovietici che volavano a quote simili a quelle raggiunte dal Blackbird. Inoltre, con una velocità tra Mach 4 e Mach 5, l’AIM-54 era abbastanza veloce da causare seri problemi al SR-71. Ma, le capacità del Tomcat e dei suoi missili a lungo raggio non era presenti in alcun intercettore sovietico, e per bloccare i sorvoli dell’SR-71, i sovietici svilupparono un aereo che aveva caratteristiche simili a quelle dell’F-14.
Come abbiamo spiegato recentemente, l’unico aereo che avesse una velocità prossima a quella del SR-71 era il MiG-25. Ma anche se poteva volare a Mach 3,2, il Foxbat non era in grado di sostenere tale velocità abbastanza a lungo per raggiungere il Blackbird. Un altro grave problema del Foxbat era la scarsa efficacia dei suoi missili R-40 (AA-6 Acrid secondo la designazione NATO) contro un bersaglio aereo più piccolo di un bombardiere strategico. Queste carenze furono risolte quando lo sviluppo di un più avanzato MiG-25 portò al MiG-31, entrato in servizio nel 1980: il Foxhound era armato con un missile molto simile all’AIM-54 Phoenix, l’R-33 (AA-9 Amos secondo la designazione NATO). Quest’arma era ideale non solo per abbattere i bombardieri statunitensi ma anche per intercettare e distruggere gli aerei da ricognizione veloci, come l’SR-71. Tale affermazione fu drammaticamente confermata nel libro di Paul Crickmore, Lockheed Blackbird: Beyond The Secret Missions. In questo libro, uno dei primi piloti del Foxhound, il Capitano Mikhail Mjagkij, che decollò con il suo MiG-31 più volte per intercettare l’aereo-spia super-veloce degli USA, spiega come poté bloccare il Blackbird il 31 gennaio 1986:
Il sistema di intercettazione del SR-71 fu calcolato fino all’ultimo secondo, e il MiG decollò  esattamente 16 minuti dopo il primo allarme. (…) Fummo allertati per l’intercettazione alle ore 11.00. Diedero l’allarme con un campanello stridulo, poi confermato con un altoparlante. La comparsa di un SR-71 era sempre accompagnata da nervosismo. Tutti si misero a parlare  freneticamente, a correre e a reagire alla situazione con emozione eccessiva.” Mjagkij e il suo Weapons System Officer (WSO) poterono raggiungere il SR-71 a 16.000 metri e ad una distanza di 120 km dal bersaglio. Il Foxhound salì a 22.000 metri, dove l’equipaggio avvistò il Blackbird, secondo Mjagkij: “L’aereo-spia aveva violato lo spazio aereo sovietico e sarebbe stato effettuato il lancio di un missile. Non vi era praticamente speranza per l’aereo di poter evitare il missile R-33.”
Dopo questa intercettazione i Blackbird cominciarono a compiere le loro missioni di ricognizione  fuori dai confini dell’Unione Sovietica. Ma i MiG-31 intercettarono l’SR-71, almeno in un’altra occasione.
Il 3 settembre 2012, un articolo scritto da Rakesh Krishman Simha per Indrus.in spiega come il Foxhound poté fermare le missioni di spionaggio del Balckbird sull’Unione Sovietica, il 3 giugno 1986. Quel giorno, non meno di sei MiG-31 “intercettarono” un SR-71 sul Mare di Barents, eseguendo un’intercettazione coordinata che mise il Blackbird in balia di un possibile attacco con missili aria-aria da ogni angolo. A quanto pare, dopo questa intercettazione, gli SR-71 non compirono più nessuna missione da ricognizione sull’Unione Sovietica e pochi anni dopo il Blackbird fu ritirato per essere sostituito dai satelliti.
Anche se sostenere che il MiG-31 sia stato una delle cause del ritiro del SR-71 sia un po’ esagerato, è sicuro che verso la fine della carriera del leggendario aereo-spia, i russi dimostrarono di aver sviluppato tattiche che potevano minacciare il Blackbird. Il MiG-31 è ancora in servizio, ma il successore del SR-71, soprannominato SR-72 e capace di raggiungere Mach 6, dovrebbe essere abbastanza sicuro a velocità ipersonica.

1466220Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dietro la storia di successo dei MiG

Anton Valagin, Rossiskaja Gazeta, 13 dicembre 2013RIR

Il costruttore aeronautico sovietico Artjom Mikojan creò l’aereo dai 55 record mondiali. Rossijskaja Gazeta esamina cinque dei progetti più interessanti prodotti dall’Experimental Design Bureau della MiG.  

fYkbbIl MiG-9 fu il primo aereo a reazione sovietico. Nonostante il fatto che i piloti avessero paura di volare su un aereo senza elica, e i meccanici non avessero alcuna esperienza con i motori a reazione, l’esperienza che il Mikojan Gurevich Design Bureau acquisì nella creazione di questo aereo permise di produrre il MiG-15, uno dei migliori caccia del suo tempo. Il momento migliore per tali aerei MiG fu durante la guerra di Corea. Per gli statunitensi l’aspetto più moderno dei caccia sovietici fu una sorpresa assoluta: il MiG-15 aveva facilmente il sopravvento sui lenti caccia F-80 e riuscirono a scacciare i bombardieri. Di conseguenza, gli statunitensi inviarono immediatamente i loro F-86 Sabre, che erano appena entrati in servizio, in Estremo Oriente. Come disse il comandante di squadrone Sergej Kramarenko, che conseguì 13 vittorie in Corea, “molto spesso il risultato del duello veniva deciso dall’attacco iniziale. I MiG salivano più rapidamente dopo l’attacco, mentre i Sabre facevano il contrario, puntando verso terra. Ognuno avrebbe cercato di utilizzare al meglio le caratteristiche in combattimento del proprio aereo, quindi a volte l’incontro si limitava ad un singolo attacco, dopo di che salivamo in quota mentre gli statunitensi andavano a bassa quota.” Il MiG-15 fu il più prodotto aereo a reazione da combattimento del mondo. A parte l’URSS, fu prodotto su licenza in Polonia, Cecoslovacchia e Cina. In tutto oltre 15000 di questi velivoli furono realizzati e il caccia fu in servizio in più di 40 Paesi per oltre mezzo secolo.

971331Il demolitore di ‘Phantom’
Il MiG-19 ha la quota maggiore di vittorie in combattimento aereo della guerra del Vietnam, così come del conflitto tra India e Pakistan. Copie cinesi del MiG-19, conosciute come J-6, pilotati da piloti locali abbatterono Phantom statunitensi, mentre sul Kashmir indiano distrussero i Su-7 dell’Indian Air Force. Il potente armamento del caccia, 3 cannoni da 30 mm, si armonizzava con l’eccellente manovrabilità e la buona velocità di salita. I piloti avrebbero spesso rimarcato l’eccellente affidabilità del velivolo. Il MiG-19 fu utilizzato in URSS per intercettare gli aerei che violavano i suoi confini. Abbatté sulla Regione Polare un velivolo statunitense da ricognizione a lungo raggio RB-47, nel 1960, così come vari aeromobili dell’aviazione statunitense, distrutti nei cieli della Repubblica democratica tedesca, insieme ad un gran numero di aerostati da ricognizione.

a_tsyupka_mig-21_lancer_c_1200La micidiale ‘Balalajka’
Il successivo successo di Mikojan fu il MiG-21, il più diffuso caccia supersonico del mondo. Questo aereo entrò in produzione di serie più di mezzo secolo fa, ed è ancora in produzione in Cina. Una caratteristica importante di questo aereo è il suo basso costo di produzione: la versione d’esportazione costa meno di un BMP-1 (Boevaja Mashina Pekhotij – blindato per trasporto truppe).  La NATO diede al MiG-21 il soprannome insondabile di Fishbed, strato geologico ricco di resti fossili di pesci. I piloti sovietici chiamarono il velivolo Balalajka per via dell’ala di forma triangolare. Il MiG-21 combatté con successo in Vietnam a fianco del suo predecessore. Questo piccolo e maneggevole caccia fu un serio avversario per i Phantom statunitensi di seconda generazione. Una tattica speciale fu anche sviluppata negli USA per il combattimento aereo contro i MiG-21. I piloti vietnamiti adottarono le tattiche sovietiche: essendo guidati sul bersaglio da terra, i caccia avrebbero cercato di posizionarsi dietro e sotto l’aereo statunitense, che avrebbero poi attaccato con missili, ritornando poi alla base.

1537018L’occhio vigile
L’aereo da attacco al suolo MiG-27 era conosciuto come il “balcone con vista sul campo di battaglia”, in riconoscimento dell’eccellente visibilità dalla cabina di pilotaggio. In realtà, sarà l’intercettore MiG-31 a dover diventare il vero aereo da vigilanza. Il MiG-31 fu il primo aereo al mondo ad adottare un sistema radar phased array, che permette di individuare bersagli aerei (compresi obiettivi dalla scarsa visibilità) ad una distanza di 320 km. L’elettronica di bordo può tracciare 24 obiettivi, seguirne 10 e selezionare i quattro più importanti contro cui poi spara missili aria-aria a lungo raggio. Quattro MiG-31 possono controllare uno spazio aereo che copre un fronte di 800 chilometri per 900 chilometri di lunghezza.

1425512Agile e capiente
Il MiG-29 modificato è il principale caccia dell’aviazione russa e allo stesso tempo funge da  laboratorio volante per testare nuove tecnologie. Questo velivolo è dotato di motori che impiegano la spinta vettoriale, dandogli un nuovo livello di manovrabilità. I piloti nominarono i primi MiG-29 “aereo d’allarme interno”, perché non avevano abbastanza carburante per volare lontano dalla  propria base aerea. Oggi il modificato SMT è dotato della più moderna elettronica di bordo, di serbatoi supplementari, nonché di attrezzature per il rifornimento in volo.

1240350Il caccia del futuro
Il prototipo di quinta generazione del caccia Progetto 1.44 doveva essere designato MiG-35 MFI (Mnogofunktsjonalnik Frontovoj Istrebitel – caccia multiruolo tattico). Questo velivolo avrebbe dovuto essere dotato di motori che impiegavano la spinta vettoriale e di tecnologia stealth, ampiamente utilizzate per la sua produzione. Nel 2002, tuttavia, il governo emanò un decreto relativo alla creazione del PAK-FA (Perednij Aviatsionnij Kompleks Frontovoj Aviatsij – Complesso Aereo Avanzato di Prima Linea), che mise termine allo sviluppo del 1.44. L’unico prototipo funzionante, che volò il 29 febbraio 2000, è oggi al Gromov Flight Research Institute di Zhukovskij.

164976Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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