USAF vs RVVS: un confronto

Georgij Nizovoj, Federalnoe Agentstvo Politicheskikh Novostej 28.01.2016 – South Front

Il mondo torna al suo posto, dov’era 30 anni fa. Due potenti coalizioni cercano di sconfiggersi in una serie di guerre e conflitti ibridi. Le loro forze armate finora non si sono scontrate direttamente, ma la loro potenza, utilizzata in varie parti del mondo, spesso decide chi sarà il vincitore. Questa serie di articoli non è un tentativo di descrivere dettagliatamente la situazione in questo o quell’aspetto degli affari militari. È piuttosto il tentativo di esaminare le tendenze nelle forze armate di Russia e Stati Uniti, i due Paesi militarmente più potenti del mondo. Pertanto questi articoli saranno scritti a “volo d’uccello”, concentrandosi sugli eventi più importanti e dando libertà all’immaginazione. Il ciclo conterrà articoli su Aeronautiche, Marine ed Eserciti, occupandosi anche di questioni relative ad industria militare, tattica e strategie nelle guerre del 21° secolo.Blue over HawaiiUSA
Durante il confronto delle superpotenze, l’Aeronautica militare degli Stati Uniti rispettava pienamente le esigenze moderne. Lo sviluppo di velivoli concettualmente avanzati come F-15 e F-16 si rivelò un ottimo investimento sul futuro. Ma mentre gli equipaggiamenti militari divenivano più complessi, raggiungevano i limiti dello sviluppo e le possibilità tecnologiche di fine 20° secolo si esaurivano, il criterio più importante diventava il costo-efficacia. Purtroppo, l’USAF non fece tale riesame, anche se ne notò l’importanza. Questo giocò un brutto scherzo all’USAF causandone il declino, al punto di minacciare la perdita della superiorità aerea. Già il costo della manutenzione degli aeromobili degli anni ’70-’80 era importante quanto le capacità di combattimento. La corsa agli armamenti assorbì ingenti risorse, e il mantenimento di una flotta di 1000 aerei da combattimento si rivelò un’ardua sfida anche per gli Stati Uniti. Non è un caso che dal 1990 la forza di prima linea di USAF e USN iniziò a declinare rapidamente. Nel 1990 l’USAF (e la sua componente Guardia Nazionale) avevano più di 3100 aerei da combattimento tattici. Nel 2014 solo 1500. E quale sarà la situazione nel 2020? Il problema dell’USAF è dovuto agli errori di calcolo nella scelta del concetto di sviluppo della potenza aerea e della progettazione di nuovi aeromobili, e la sua flotta di aerei ora mostra la tendenza pericolosa all’obsolescenza fisica combinata con l’incapacità di riprendersi a breve termine.

F-117
Pertanto, la flotta di aerei da combattimento tattici dell’USAF è in rapido declino negli ultimi anni. Tutti i velivoli F-117 (il velivolo più moderno all’epoca, tranne l’F-22) furono ritirati dal servizio alla fine del 2008. La spiegazione ufficiale fu la carenza di risorse finanziarie, ma in realtà l’aereo fu condannato all’estinzione già durante la campagna in Kosovo, dove il “velivolo invisibile” fu abbattuto da un obsoleto SAM S-125.

F-15
Pilastri della flotta, i velivoli da combattimento F-15 e F-16 sono in servizio da oltre 20 anni ed hanno quasi esaurito la loro vita operativa (8000 ore di volo). Alcuni F-15 furono sostituiti nei primi anni 2000 dagli F-22 (15 squadriglie di 12 aerei ciascuna), e il resto è ancora in servizio per mancanza di fondi. Nel 2020, 400 di questi aerei (soprattutto F-16) sarà in pensione. Devono essere sostituiti dai moderni F-35. Purtroppo per le forze armate statunitensi, questa parte del loro arsenale darà gravi preoccupazioni. Per capire perché, diamo un’occhiata alla struttura dell’USAF negli ultimi decenni. Nel corso degli ultimi 40 anni, l’USAF ha aderito al concetto di due aerei “principali”. Un caccia intercettore per avere la superiorità aerea, e un cacciabombardiere per il combattimento aereo. Negli anni ’70, tale concetto fu attuato mediante l’introduzione dell’F-15 (intercettore) e dell’F-16 (cacciabombardiere). I piani del riarmo a lungo termine ne postularono la sostituzione tra fine anni ’90 e primi anni 2000 con la nuova generazione di F-22 (intercettore) ed F-35 (cacciabombardieri). Questi piani inizialmente comportavano l’acquisto di 800 F-22 (solo 187 effettivamente costruiti) e circa 2000 F-35 (attualmente 1736 previsti per l’USAF). Tutti i velivoli d’attacco A-10 (20 squadriglie) saranno sostituiti dagli F-35.

F-22
I problemi sono iniziati quando il costo del programma F-22 ebbe un drastico aumento, anche se ci sono sospetti che l’aumento dei prezzi sia dovuto alla manutenzione del velivolo, piuttosto che alla produzione. Ogni ora di volo di un F-22 costa circa 50000 dollari rispetto ai 30000 dell’F-15. Se un aereo vola in media 300-400 ore all’anno, il costo sarebbe di 6-8 milioni di dollari all’anno. Una flotta di 800 aeromobili richiederebbe 40 miliardi all’anno per la sola manutenzione. In confronto, il bilancio del DoD degli Stati Uniti per l’operatività è di 240 miliardi di dollari nel 2016. In 20 anni, i costi di manutenzione lieviterebbero a 800 miliardi di dollari. Mentre “solo” 200 miliardi sarebbero spesi per sviluppo e approvvigionamento (assumendo, ancora una volta, una flotta di 800 aerei). Come possiamo vedere, il problema principale dell’aeromobile non è il costo di produzione o sviluppo. I suoi costi operativi minacciano letteralmente di divorare il budget del Pentagono, imponendo una forte riduzione del numero di caccia da acquisire. L’F-22 soffre anche un altro problema. È molto esigente riguardo le condizioni della base. Distribuirli su un gran numero di basi aeree sarebbe molto costoso, non consentendogli di essere schierati in prima linea. Questo rende le basi aeree adattate agli F-22 un obiettivo molto attraente. Danneggiandone la base aerea, si mette fuori operatività l’intera unità di caccia e per lungo tempo.f35_cbuF-35
Problemi simili attendono l’F-35. Calcoli preliminari indicano che un’ora di volo del nuovo cacciabombardiere costa 31000 dollari (e questo è solo una stima di ciò che potrebbe rivelarsi superiore). L’F-16, in confronto, costa 22000 dollari per ogni ora di volo. Ma non è tutto. Il nuovo aereo doveva inizialmente sostituire parzialmente l’F-15, per l’incapacità di sostenere un numero sufficiente di F-22. Ma i problemi tecnici di progettazione e l’incapacità nel raggiungere le prestazioni cercate (rapporto spinta-peso e carico di g) fanno dell’aereo un bombardiere puro capace di lanciare missili aria-aria a medio-lungo raggio. A distanze brevi l’F-35 non ha alcuna possibilità nel combattimento aereo anche contro caccia di 4.ta generazione. Ma non è tutto. Le prove del 2013 hanno dimostrato che l’aeromobile non può essere accettato in servizio anche dopo aver ridotto le capacità. Soffre di numerosi problemi, il più importante è stato indicato nella difficoltà del software estremamente complesso che, secondo le forze armate statunitensi, non saranno risolte prima del 2019. Esiste il velivolo ma non ha capacità di combattimento e non si sa quando l’avrà. Ma il tempo non si ferma. Il logorio fisico dei vecchi aerei e la necessità di preservare le unità da combattimento richiedono una decisione: iniziare a costruire aerei “grezzi”, prima di affrontarne i problemi di sviluppo. È una mossa rischiosa: si può rimanere senza caccia e senza soldi. L’alternativa sarebbe riprendere la produzione di F-15 e F-16, preservando la forza attuale dell’USAF al prezzo del ritardo tecnologico assicurato. Ecco ciò che tale decisione produrrà nel breve termine. Nel 2020 l’USAF avrà 15 squadroni di F-22 (180 aerei), 12-13 squadroni di F-15 e circa 25 squadroni di F-35, anche se non c’è alcuna garanzia che questi caccia saranno pienamente operativi. Vorrebbe dire che l’F-35 non potrà essere utilizzato in combattimento, tranne in casi estremi, e avrebbe notevoli restrizioni nell’impiego. Ci sarebbero anche 18 squadriglie di F-16 e 22 squadriglie di cacciabombardieri F-15E, tutti da sostituire con l’F-35 entro il 2030. A partire dal 2006, USAF ha cominciato a modernizzare 20 squadriglie di A-10 allo standard A-10C per i problemi dell’F-35. Quindi, in totale: 15 squadriglie di caccia moderni, 12-13 squadriglie di caccia obsoleti ed usurati, e circa 65 squadriglie di cacciabombardieri, due terzi dei quali messi a terra per problemi tecnici. E fino a 20 squadriglie d’attacco.1029802323Russia
I piani di approvvigionamento della VKS sono già noti, come sono noti i velivoli che saranno in servizio. Nel 2014 la VKS aveva 32 squadriglie di caccia (8 di MiG-29, 12 di Su-27, 8 di MiG-31, 2 di Su-30 e 2 di Su-35), 14 squadriglie di bombardieri (9 di Su-24 e 5 di Su-34), e 10 squadriglie d’attacco (Su-25).

T-50
Non ho dati sui piani per implementare nuove unità nella VKS ma solo sul riarmo di quelle esistenti. Nel 2020 ci sarà un piccolo numero di squadriglie di T-50 in servizio (non più di 1-2). Anche 6-8 squadriglie di Su-35, 12 squadriglie di MiG-31BM, 5 squadriglie di Su-30 e 2 squadriglie di MiG-35. 4 squadriglie di Su-27SM modernizzati nel 2003-2009 e 1 squadriglia di Su-27SM3 probabilmente rimarranno in servizio. Ci sono informazioni secondo cui nel 2020 altre 3 squadriglie di Su-27 saranno aggiornati a Su-27SM3. La VKS inoltre ha acquisito 28 caccia MiG-29SMT respinti dall’Algeria, e altri 16 sono stati ordinati direttamente dalla VKS, in modo che nel 2020 avrà almeno 3 squadriglie di questi aerei. Quindi vi sono tutte le ragioni per credere che nel 2020 la VKS crescerà di almeno il 37-39 squadriglie di caccia, tutte dotate di velivoli modernizzati o costruiti dopo il 2003, per il 90% dopo il 2010.

Su-35
La VKS continuerà a crescere dopo il 2020 continuando la produzione di Su-35, T-50, MiG-35 e Su-30SM. L’aviazione da bombardamento nel 2020 avrà 10 squadriglie di Su-34 e forse 4 (o più, se ne decide la modernizzazione) squadriglie di Su-24M3 e più di 10 squadriglie d’attacco di Su-25SMT. Così la flotta di aerei di combattimento tattici della Russia avrà una forza di prima linea di circa 61-65 squadriglie (730-800 aerei da combattimento). 100-150 velivoli modernizzati o nuovi saranno assegnati ai centri di addestramento.

Conclusioni
Se si confronta la forza dei caccia, la Russia avrà la parità numerica con gli Stati Uniti e almeno una parità qualitativa. Se l’F-35 non sarà pronto, gli Stati Uniti avranno ancora un notevole vantaggio numerico, anche se, come la Siria dimostra, la Russia avrà un vantaggio qualitativo. Se l’F-35 viene rapidamente accettato in servizio, il costo elevato ne forzerà la riduzione nell’acquisizione a 1300-1500 velivoli, creando 105-110 squadroni nel 2040. In assenza di un forte aumento dei finanziamenti, l’USAF può aspettarsi solo una riduzione numerica. Vi sono due ragioni perciò: concetti e costruzione sbagliati. Gli Stati Uniti commisero un errore negli anni ’90, quando decisero si essere il solo egemone nel mondo. Quell’errore, combinato con il degrado dei mezzi e dell’industria, impedirà agli USA di poter mantenere l’USAF al livello richiesto. Ecco perché gli Stati Uniti sono costretti a considerare l’utilizzo di droni da combattimento come alternativa a basso costo. Una buona idea, forse, quando utilizzati contro selvaggi armati di bastoni, ma interamente inefficaci contro un avversario tecnologicamente avanzato, quindi gli Stati Uniti riconsiderano la loro concezione sugli aerei da combattimento senza pilota di 6.ta generazione. Vi torneremo in un altro articolo.PAK-FA-armament-infographic-1-640x360

Quando la Russia avrà il bombardiere stealth?
Dave Majumdar, The National InterestRussia Insider

625x465_1271180_1231129_1429682426Il primo volo del nuovo bombardiere stealth Tupolev PAK-DA di Mosca viene ritardato di circa tre anni. Secondo funzionari russi, il nuovo bombardiere ora difficilmente volerà prima del 2021. In precedenza il velivolo avrebbe dovuto volare nel 2019. “I lavori sul PAK-DA vanno avanti e il ritmo attuale va bene“, ha detto il comandante della RVVS Colonnello-Generale Viktor Bondarev a Sputnik, questa settimana. “Resta la sfida rimane di far volare il prototipo nel 2021, ma se tutto continua al ritmo attuale, avverrà anche prima”. Tuttavia, il 2021 è un ritardo di tre anni. “Il primo volo dovrebbe essere effettuato nel 2019. Prove e forniture saranno completate nel 2023“, aveva detto Bondarev a RIA Novosti nel maggio 2014. Secondo il piano precedente, l’aereo doveva diventare operativo nel 2025. Tuttavia, questo ritmo pareva ottimista. Con il primo ritardo del volo, il resto del programma PAK-DA probabilmente ritarderà di diversi anni i test operativi e l’operatività. Non si sa molto del PAK-DA, se non che sarebbe un aereo tuttala subsonico più o meno analogo al B-2 Spirit della Northrop Grumman e del prossimo Long Range Strike-Bomber dell’US Air Force. Le ali volanti si prestano bene a caratteristiche particolari come bassa osservabilità ai radar a bassa frequenza operanti nelle bande UHF e VHF, ma la produzione potrebbe ancora essere un problema. Il PAK-DA sarà probabilmente caratterizzato da avanzati avionica, tra cui un nuovo radar, suite di comunicazione e sistemi di guerra elettronica. Nel frattempo, i motori, in fase di sviluppo presso il Design Bureau Kuznetsov, sono un derivato avanzato dei turbofan NK-32 del Tu-160. Il PAK-DA non sarà un piccolo aereo. Dovrebbe avere un peso massimo al decollo di circa 120 tonnellate e le dimensioni di un aereo di linea Boeing 757. Secondo Russia and India Report, i requisiti della RVVS indicano che il velivolo avrà un’autonomia di 10000 km e potrà trasportare 27 tonnellate di armamenti. Ma le cifre non possono essere verificate in modo indipendente. Il PAK-DA è un cambio rispetto ai precedenti bombardieri russi e sovietici, generalmente vettori incentrati sulla combinazione di velocità e missili da crociera a lungo raggio trasportati a bordo. Il PAK-DA è il primo bombardiere russo ottimizzato per la furtività. Tuttavia, i commenti precedenti dei funzionari della Difesa russi suggeriscono che il PAK-DA fungerà da piattaforma di lancio per missili da crociera a lunga gittata nucleari e convenzionali, e una serie di munizioni guidate. Potrebbe anche eventualmente essere armato di missili ipersonici secondo precedenti dichiarazioni dei funzionari russi.
Il PAK-DA sostituirà la flotta di epoca sovietica di Tupolev Tu-22M, Tu-95 e Tu-160. I russi hanno la capacità tecnica per sviluppare e costruire il PAK-DA, ma come Mosca finanzierà il massiccio programma in un momento di difficoltà economica, è una questione aperta.PAK-DATraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia sviluppa nuovi velivoli intercettori

Vadim Matveev, RIR, 30 dicembre 2015

MiG-301 (MDP 70.1)

MiG-301 (MDP 70.1)

La MiG Russian Aircraft Corporation lavora a un nuovo aeromobile per sostituire i Mikojan MiG-31 nelle varie versioni. L’avanzato velivolo intercettore, provvisoriamente denominato MiG-41, svolgerà operazioni di difesa aerea raggiungendo una velocità quasi ipersonica. E’ probabile che entrerà in servizio dal 2020. Il Direttore Generale della MiG Sergej Korotkov ha detto ai giornalisti, a fine dicembre 2015, che ‘il nuovo sistema aereo che sostituirà il leggendario intercettore sarà costruito sulla base dei moderni principi dell’ingegneria degli aerei militari e con materiali moderni’. La cellula del nuovo velivolo è ora in fase di sviluppo. I lavori sul nuovo intercettore iniziarono nei primi mesi del 2014. All’epoca, Aleksandr Tarnaev, deputato del Comitato della Difesa della Duma aveva detto che era stato firmato il documento per avviare la ricerca sul progetto MiG-41. Quasi alcun dettaglio del velivolo è stato reso pubblico. Secondo Viktor Bondarev, comandante in capo delle Forze Aeree russe, il nuovo intercettore dovrebbe essere pronto entro il 2020. Il pilota collaudatore Anatolij Kvochur ritiene che il nuovo velivolo incorpererà tutti i vantaggi del predecessore MiG-31, ma sarà significativamente più veloce, in grado di raggiungere oltre Mach 4. ‘L’aggiornamento doveva avvenire 20 anni fa. Tuttavia, allora non ci fu e così i requisiti ora sono più esigenti. E consistono, tra l’altro, nella velocità dell’intercettore incrementata a Mach 4-4,3 (4248 km orari)’, secondo il pilota in un’intervista a RIA Novosti. Il lavoro sull’intercettore supersonico MiG-41 si avvale dei progetti MiG-301 e MiG-321 iniziati nel 1990. il nuovo velivolo è in competizione con un progetto del Sukhoj Design Bureau, che ha preso l’iniziativa di costruire un intercettore economico ‘operante’ ad una velocità di 2500-2700 km/h. Industria e forze armate dovranno raggiungere un accordo sulla fattibilità del progetto in via di sviluppo. Lo sviluppo simultaneo dei nuovi aerei Sukhoj e MiG ricorda una situazione simile nel 1970 riguardo a Tupolev Tu-22M e Sukhoj T-4, quando quest’ultimo non andò mai in produzione per il costo elevato e la difficoltà di manutenzione.
Il MiG-31 resta la pietra angolare delle difese aeree della Russia. Oggi alcuni caccia-intercettori vengono aggiornati per rafforzare le capacità di combattimento del velivolo. L’aggiornamento dei MiG-31 (che saranno ridenominati MiG-31BM) li doterà di nuove avionica e armi, rendendo il MiG-31BM 2,6 volte più efficiente del MiG-31. I primi tre aerei MiG-31BM aggiornato sono stati consegnati nel dicembre 2015 a un reggimento aereo sulla base aerea di Tsentralnaja Uglovaja presso Vladivostok. L’intera flotta di velivoli Sukhoj Su-27SM e MiG-31 del reggimento sarà sostituita da aerei più moderni nel 2016. Il MiG-31BM continuerà ad essere utilizzato dalle forze aeree russe fino al 2028, quando sarà completamente sostituito dal MiG-41.show_your_teeth_by_abiator-d37vn6wTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I militari russi dimostrano quanto l’occidente si sbagli

L’occidente sottovaluta la Russia
Garrett I. Campbell, Federal Executive Fellow, Brookings Institution; United States Navy, Center for 21st Century Security and Intelligence 26 ottobre 2015 – Fort Russ

Incrociatore Moskva, Proekt 1164

Incrociatore Moskva, Proekt 1164

Fin dalle prime indicazioni che i russi si erano insediati nella base aerea di Lataqia, teorie si sono moltiplicate su strategia e intenzioni della Russia in Siria, come le domande su quanto lontano loro (e altri) andranno. Ci sono molte cose sbagliate in tali teorie. Molti analisti hanno definito la Russia militarmente debole, con qualche indicazione specifica su carenze nelle forze aree e navali in Siria. Ma in base alle prestazioni in combattimento della Russia finora, tale valutazione sembra errata: al contrario, la Russia dimostra che ha la capacità (per non parlare della volontà) d’impiegare le forze convenzionali per raggiungere obiettivi politici limitati.

Nell’aria
I russi compiono numerose sortite dai successi riconoscibili. Le stime attuali variano da 48 a 96 quotidianamente. È molto, come un recente articolo del New York Times indica: “I jet da combattimento della Russia, almeno per ora, effettuano quasi altrettanti attacchi in un giorno contro le truppe ribelli che si oppongono al governo del Presidente Bashar al-Assad, della coalizione guidata dagli statunitensi contro lo Stato Islamico svolge ogni mese, quest’anno“, colpendo numerosi obiettivi dei ribelli anti-Assad. Vi sono rapporti, per esempio, secondo cui raid aerei russi hanno eliminato il Capo di Stato Maggiore della Prima divisione costiera ed ex-capitano dell’esercito siriano Basil Zamu, noto capo ribelle, il 19 ottobre. Anche il capo delle brigate Nuradin al-Zinqi è stato ucciso in altri combattimenti. La Russia può sostenere tale campagna aerea? Forse. Quasi alcuno dei nostri alleati della NATO potrebbe rispondere a ciò che la Russia ha fatto finora nei cieli. Si tratta della sfortunata lezione delle campagne aeree della NATO in Kosovo e Libia.

Sul mare
La Marina militare della Russia è stata definita “più arrugginita che attiva”. Ma la Russia incredibilmente riattiva vecchie navi e ne procurar di nuove. E la Marina ha svelato una capacità significativa: corvette e fregate sul Mar Caspio possono sparare missili da crociera su bersagli ad oltre 900 miglia di distanza. Questa funzione era precedentemente sconosciuta. In prospettiva, le due unità Littoral Combat Ship Liberty e Independence sono sostanzialmente più grandi, 2900 tonnellate e 3100 tonnellate rispettivamente, ma non possiedono alcun missile da crociera o simile capacità di proiezione di potenza. Questa è stata quindi una grande rivelazione, inviando all’occidente un messaggio forte, spingendo un commentatore a suggerire che la flotta russa del Mar Caspio sia decisiva. Con piccole, poco costose, tecnologicamente semplici e facilmente realizzabili navi, la marina russa mostra possibilità uniche, illuminando i risultati degli sforzi della modernizzazione navale, molti dei quali sconosciuti. Gli osservatori hanno anche messo in dubbio il concetto che la Marina russa, e in particolare la Flotta del Mar Nero, possa sostenere operazioni prolungate. Ma negli ultimi tre anni si è registrato un continuo flusso di navi che rifornisce le forze di Assad via Lataqia e Tartus, senza mostrare segni di declino. Con maggiore impegno delle forze di terra e aeree russe, l’occidente dovrebbe aspettarsi che la Russia aumenti le proprie capacità logistiche navali per soddisfare le mutevoli esigenze dei partner della coalizione filo-Assad, e tutto indica che fanno proprio questo. In realtà, la Flotta del Mar Nero si è dimostrata preziosa per la Russia e i partner siriani. Il fiore all’occhiello di Flotta del Mar Nero, l’incrociatore lanciamissili Moskva e numerose unità di superficie di scorta, si sono schierate al largo della Siria per fornire la difesa area e missilistica dal Mediterraneo. La critica è che queste navi siano vecchie con tecnologie vecchie. Rispetto a molte navi della NATO è vero, ma sono più che adeguate al compiuto assegnato. Inoltre, il loro impiego presagisce la capacità e l’intento dei russi di raggiungere limitati obiettivi in politica estera, rappresentando una minaccia significativa che non va ignorata dai pianificatori navali della NATO. A detta di tutti, i russi hanno costruito la loro flotta, negli ultimi anni, in linea ai propri obiettivi dichiarati e dimostrati in politica estera. Il tempo ce lo dirà sicuramente, ma fin quando non abbiamo la prova che il collasso della Marina russa sia imminente, dobbiamo essere attenti nel gettarci in previsioni avventate che non riflettono la realtà.

Le implicazioni nel dubitare delle capacità russe
Molte valutazioni di ciò che l’esercito russo può e non può fare sono inesatte. Questo non è solo il problema di rispettare i fatti, ma ancor più preoccupante, rischia d’inquinare la nostra valutazione di quanto lontano Mosca andrà nell’intervento in Siria. Quando gli analisti occidentali, e a loro volta i capi occidentali, cercano di screditare le capacità militari russe, Mosca continuerà probabilmente a cogliere l’occasione per dimostrare che si sbagliano.

Corvetta Uglich, Proekt 20360

Corvetta Uglich, Proekt 21360

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il pregiudizio acceca gli ‘esperti’ occidentali sul valore militare della Russia

La costante denigrazione delle prestazioni militari russi ha origini ideologiche e spiega la continua sorpresa degli occidentali per l’efficienza militare della Russia
Daniel Fielding, Russia Insider, 19 ottobre 2015

Un’esauriente spiegazione del modo di ragionare dei ‘giornalisti’ ed ‘esperti’ militari, dalla mentalità settaria e da venditori porta a porta del mensile patinato di Finmeccanica Rivista Italiana Difesa (RID). Un gruppo di fenomeni da baraccone che arrivava ad affermare che la Federazione russa ‘faceva la guerra all’Ucraina’ per impossessarsi delle scalcinate fabbriche di carri armati di Kharkov, senza le quali non avrebbe potuto costruire carri armati… (NdT)1452090Le prestazioni militari della forza d’attacco della Russia in Siria sorprende gli analisti occidentali. I russi hanno dimostrato di possedere armi a guida di precisione, anche le avanzate armi a guida satellitare, contrariamente alle supposizioni occidentali che non le avesse o che non ne avesse in quantità significative. I russi hanno dimostrato di avere missili da crociera a lungo raggio in grado di colpire bersagli da migliaia di chilometri di distanza. Ciò era un’esclusiva degli Stati Uniti erano noti possedere. Inoltre i russi hanno lanciato i missili da crociera da piccole navi da guerra sul Mar Caspio, navi da guerra in grado di lanciare missili da crociera più piccole di quelle di qualsiasi marina occidentale, capaci di lanciare tali missili dai fiumi, cosa che alcuna nave da guerra occidentale può fare. Il numero di sortite aeree che i russi hanno effettuato dalla loro base a Lataqia è di gran lunga superiore alle aspettative occidentali, a conferma che i russi hanno un’operazione logistica ben gestita a sostegno della loro forza d’urto. Ciò che sorprende di tutto questo è che gli analisti occidentali ne siano sorpresi. I russi non hanno mai nascosto l’esistenza di una sola delle armi che usano in Siria. Missili, aerei, bombe a guida di precisione, navi e sistema satellitare GLONASS sono o dovrebbero essere di dominio pubblico. Per quanto riguarda l’efficacia dell’operazione logistica, chiunque abbia seguito le operazioni militari russe nel Caucaso e in Georgia sa o dovrebbe sapere che la logistica è il punto di forza dei militari russi, non la loro debolezza. L’esercito russo ha più volte dimostrato di poter spostare numerose truppe ed equipaggiamenti assai rapidamente, molto più di quanto gli Stati Uniti abbiano mai fatto, e che spostando queste truppe è in grado di supportarle nelle operazioni di combattimento. Nel 1999, nel bel mezzo della crisi economica, l’esercito russo impiegò una forza di 100000 uomini per difendere il Daghestan e contrattaccare i ribelli jihadisti in Cecenia fu solo una questione di settimane. Nel 2008, l’esercito russo effettuò un’operazione di sconcertante complessità attaccando l’esercito georgiano da tutte le direzioni e sconfiggendolo in soli cinque giorni, trasportando rapidamente truppe dalla Russia centrale, e con la flotta che imponeva il blocco navale. Le operazioni di quelle dimensioni e complessità non possono essere eseguite senza personale efficiente e una catena logistica ben organizzata, dove i russi eccellono. Perché allora la sorpresa occidentale?
La risposta sintetica è che ciò che passa per analisi dei militari russi in occidente è oggi accecato da pregiudizio e compiacimento. E’ semplicemente dato per scontato che l’esercito russo sia corrotto e incompetente, e che non possa paragonarsi per qualità o raffinatezza ai militari occidentali. Le capacità dei sistemi d’arma russi sono sempre denigrate. Se la loro efficacia viene mai ammessa, raramente, gli analisti occidentali si rassicurano dicendo che i russi non hanno le risorse finanziarie e industriali per produrli. Secondo tale punto di vista, l’esercito russo non è altro che un “villaggio Potjomkin”, una struttura da Mago di Oz, cui vanto e spacconate ne nascondono le debolezza. Tale immagine ha una lunga storia, che parte dalla guerra fredda e oltre. Molte pubblicazioni militari che proliferavano in occidente durante la Guerra Fredda deridevano regolarmente l’efficacia delle armi russe. Ciò si combinò all’immagine popolare dell’esercito russo come brutale e incompetente, afflitto da corruzione e nonnismo, male addestrato e mal diretto, e privo di iniziativa. Tali storie furono riaccolte nel 1981 in un libro famoso, La minaccia, scritto dal giornalista Andrew Cockburn. Testimonianza del potere duraturo di tale mito che 34 anni dopo, tale libro, scritto da un giornalista incompetente, sia ancora venduto e visto da molti in occidente come autorevole resoconto di ciò che è l’esercito russo. Come tutti i miti, contiene un pizzico di verità. L’esercito russo ebbe il vecchio problema del nonnismo (“dedovshchina”), anche se la misura di esso non è facile da valutare, e la mancanza di menzione recentemente può significare che il problema si sia ridotto. Molti armamenti russi furono progettati per essere utilizzati da un grande esercito di leva e sono quindi robusti e semplici, invece di essere tecnologicamente sofisticati come tante armi occidentali. Il mito fu anche massicciamente rinforzato dalla disastrosa performance dei militari russi nella prima guerra cecena del 1994-1996. L’esercito russo del tempo era gravemente demoralizzato dalla caduta dell’Unione Sovietica, lo Stato cui gli ufficiali avevano giurato di servire, e dal crollo dell’economia, della posizione internazionale e del bilancio della difesa del Paese. Molti ufficiali si trasferiti dall’Europa orientale furono costretti a vivere in condizioni gravemente scadenti, mentre la leadership dei militari di quel periodo era altamente politicizzata e poco rispettata. C’era una generale, e giustificata, percezione nelle forze armate che i politici liberali che al tempo dominavano il governo russo non gradissero l’esercito e volessero smantellarlo. Tali profondi problemi si aggravarono con l’uso di Eltsin dei militari per risolvere la crisi politica nel 1993. Il parlamento russo contestava alcune politiche di Eltsin, e lui rispose cambiando la costituzione e sciogliendo il parlamento, con l’esercito, in un modo che venne aspramente risentito da molti ufficiali dell’esercito. Il risultato fu che negli anni ’90 la disciplina e il morale dell’esercito russo sporfondò a livelli spaventosi, e l’esercito all’epoca seguì approssimativamente lo stereotipo degli standard occidentali. Le prestazioni spaventose dei militari nella Prima Guerra Cecena ne furono il riflesso.
149189Il problema è che accecati dal pregiudizio gli analisti occidentali prendono il periodo caotico degli anni ’90 non come eccezione ma come norma. Qualunque cosa sia accaduta ai militari, e qualunque cosa facciano, non scuotono tale convinzione, ormai divenuta in occidente fatto accettato. Il risultato è che ogni volta che l’esercito russo ha successo, come nella seconda guerra cecena, la guerra del 2008 nell’Ossezia del Sud, l’operazione in Crimea nel 2014 e ora le operazioni in Siria, gli analisti occidentali sono sorpresi. Durante la Guerra Fredda tale pregiudizio fu tenuto sotto controllo dalla necessità di avere una valutazione accurata delle capacità militari dell’URSS. Di conseguenza l’occidente acquisì un grande corpo di analisti d’intelligence altamente professionali e capaci che guardavano l’esercito sovietico senza paraocchi. Ciò significa che le valutazioni occidentali private delle capacità militari russe differivano significativamente da quelle pubblicizzate in pubblicazioni popolari come La minaccia. La fine della guerra fredda portò però ad un importante ridimensionamento delle operazioni d’intelligence occidentali nell’ex-Unione Sovietica, e molti degli analisti veterani altamente professionali persero il lavoro e furono costretti a ritirarsi. I loro successori non hanno la loro esperienza e formazione. Si ha l’impressione che i criteri della loro selezione sottolinei conformità ideologica e lealtà politica su scetticismo e obiettività. Il risultato è che tendono a condividere gli atteggiamenti e i pregiudizi dei loro padroni politici. Tali pregiudizi sono rinforzati da una classe di autori che non esisteva durante la Guerra Fredda. Si tratta di autori russi di affari militari che scrivono in Russia, ma che sono liberali fortemente anti-governativi e filo-occidentali. L’esempio notevole è Pavel Felgenhauer, uno scrittore russo di affari militari senza competenze o legami con l’esercito russo, che scrive ampiamente su questioni militari russi, copiando semplicemente la visione occidentale prevalente. Il risultato è la peggiore retroazione, perché gente come Felgenhauer, ripetendo ciò che gli analisti occidentali dicono, viene immediatamente creduta, e poiché scrivono in Russia ciò che loro dicono, vengono presi quali conferma dalla Russia che ciò che gli analisti occidentali dicono sui militari russi è vero. Tali miti occidentali sui militari russi sono così forti che alcun fatto li convincerà. Ciò lo dimostra la risposta occidentale alla guerra in Ossezia del Sud nel 2008. In ogni aspetto oggettivo, l’operazione militare fu brillantemente pianificata ed eseguito, effettuata nel Paese più aspro alla velocità della luce, partendo da fermo, contro ciò che era un avversario ben attrezzato e numericamente più forte. Nessun militare occidentale ottenne una vittoria così rapida e travolgente in così breve tempo da decenni, dalla vittoria d’Israele nella Guerra dei Sei Giorni 1967. Una volta che gli analisti occidentali si ripresero dallo shock, la loro risposta non fu una rivalutazione radicale del loro punto di vista sui militari russi alla luce della vittoria. Invece la risposta fu negarne il successo, sminuendo la vittoria. Cogliendo l’abituale autocritica dei militari russi della propria performance, da ritenere non segno di debolezza ma di forza, e alcuni errori di ricognizione e comunicazione, probabilmente inevitabili in una così rapida campagna combattuta in un Paese ostico, gli analisti occidentali fabbricarono una narrazione del tutto falsa sullo “scarso rendimento” dei militari russi nella guerra. A volte la critica è così dura che ci si chiede come l’esercito russo abbia sempre vinto. Il risultato è che una vittoria militare russa, che avrebbe dovuto smentire le ipotesi occidentali sull’incompetenza militare russa viene invece usata per dimostrarla. A sua volta creando le premesse per la “sorpresa” occidentale sulla qualità delle prestazioni militari russe in Crimea e in Siria. Naturalmente se gli analisti occidentali prendessero le informazioni sui militari russi da fonti russe affidabili, come fa Russia Insider, non ne sarebbero sorpresi. Sarebbe bello pensare che l’esperienza di Crimea e Siria spinga al ripensamento. La realtà deprimente è che che quasi certamente non accadrà. Per esperienza, gli analisti occidentali continueranno a cercare modi per razionalizzare il successo russo in un modo che “dimostri” i loro presupposti sull’incompetenza russa, lasciando intatti i loro pregiudizi sui militari russi. In tal modo tutto ciò che avranno saranno ulteriori sorprese future.article-2624057-1DB1F1BC00000578-98_964x529

Un generale statunitense stordito dalla capacità dei russi di spostare forze militari ‘molto rapidamente’
Sputnik 20/10/2015

1027375761Le capacità militari della Russia sono così impressionanti che lasciano il generale comandante dell’US Army in Europa estremamente preoccupato. “La capacità (dei russi) di spostare molte forze assai rapidamente è la cosa che mi preoccupa di più di ciò che possono fare. L’assenza di indicatori e allerta che subiamo e la loro capacità di spostare molto materiale assai velocemente non sono una buona combinazione“, ha detto il Tenente-Generale Ben Hodges a Defense News. Hodges ha anche menzionato la zona d’interdizione posta dalla Russia a Kaliningrad e Crimea. Secondo il generale statunitense, Mosca è perfettamente in grado di negare l’accesso a Mar Baltico e Mar Nero, se vuole. “Poi ha la capacità di creare una sorta di bolla su più di un quarto del Mediterraneo con i sistemi di difesa aerea che ha installato in Siria“, ha aggiunto il generale. Hodges sostiene che le crescenti capacità militari della Russia e la sua operazione aerea in Siria “certamente non sono l’azione di una nazione che vuole essere partner responsabile nella comunità globale“. Si può solo immaginare ciò che il generale direbbe degli Stati Uniti, che ha incomparabilmente più basi nel mondo e ha conflitti militari in corso in almeno due Paesi. Hodges ha anche omesso la questione della legittimità. La campagna aerea di Mosca in Siria è autorizzata dal Presidente Bashar al-Assad, mentre Washington non ha ricevuto autorizzazioni ad operare nel Paese devastato dalla guerra.1017356649Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Quali erano gli obiettivi dei primi attacchi aerei russi in Siria?

Come gli aerei da combattimento russi sono arrivati in Siria senza che nessuno se ne accorgesse?
Valentin Vasilescu – Reseau International 29 settembre 2015su-35_4_2-1015x5751È con sorpresa che la stampa internazionale ha scoperto il “teletrasporto” di 28 aerei ed elicotteri russi nell’aeroporto internazionale di Lataqia. La scoperta è stata fatta dopo lo studio di immagini satellitari. La maggior parte dei velivoli appartiene alle basi aeree 387 e 368 di Budjonnovsk nel Caucaso: 12 aerei Su-25SM e 16 elicotteri d’attacco Mi-24PN e Mi-35M e da trasporto Mi-8AMTSh. Come sono arrivati? Alcun radar ha rilevato il volo di questi aerei sino all’arrivo in Siria, anche se la rotta sorvolava Mar Caspio e nord dell’Iraq, zona controllata dagli aerei AWACS di primo allarme degli Stati Uniti. L’esercito statunitense ha schierato gli AWACS nella base aerea di Incirlik in Turchia orientale e nel Bahrayn. Questi aerei hanno un raggio di rilevamento di 500 km e coordinano il bombardamento aereo contro il SIIL guidati dagli Stati Uniti nel nord, ovest e centro dell’Iraq. Solo dopo la pubblicazione delle immagini satellitari sulla stampa, il 20 settembre, c’è stato un risveglio. Israele ha immediatamente inviato due mini-AWACS Gulfstream G550 in missione di pattugliamento lungo le coste libanesi. Israele aveva anticipato, in passato, tutti i movimenti nello spazio aereo del Medio Oriente. FoxNews.com aveva detto che il 24 settembre i piloti russi eseguirono i primi voli di acclimatazione a Lataqia, scortati da caccia siriani MiG-29. I piloti russi hanno sorvolato le aree occupate dal SIIL, ma senza attaccare. L’aviazione israeliana inviava un aereo Gulfstream G550 in pattugliamento nel Mediterraneo, tra Libano e Cipro, ma non riusciva, ancora una volta, a raccogliere informazioni con la ricerca radioelettronica.
aviatia-israeliana Gli aerei da combattimento Su-27 e Su-24 possono volare in formazione con velivoli da trasporto An-124 ad una quota di oltre 10000 metri e ad una velocità prossime a quelle dell’An-124 (720 km/h). In queste condizioni, gli echi radar si fondono, tuttavia, nel caso di una rotta di 2400 km, i Su-25 usano serbatoi supplementari sotto le ali e la fusoliera. Con questa configurazione non possono volare oltre gli 8000 m ed ha una velocità di 6/700 km/h, velocità sufficiente per la formazione di volo con gli Antonov. Riguardo gli elicotteri, non volano sopra i 4000 m ed una velocità di 240-300 km/h (velocità prossima a quella di stallo dell’Antonov An-124). Il mistero dell’invisibilità russa si spiega con l’adozione sugli aerei Su-24, Su-25, Su-27 di contenitori ECM SAP-518/SPS-171 e di elicotteri Mi-8AMTSh contro attrezzature per contromisure elettroniche Richag-AV, con un raggio d’azione di 400 km. La cosa più sorprendente è che la Romania acquistò nel 1986 il contenitore di disturbo SPS-141 di una generazione più vecchia, abbandonato con l’adesione alla NATO. Prima ancora, i droni di sorveglianza russi Pchela-1T avevano condotto voli di ricognizione ad est della provincia di Lataqia in Siria per individuare gli obiettivi del SIIL e neutralizzarli con la fanteria siriana sostenuta da diversi blindati russi BTR-82A. Nel frattempo, l’aeroporto di Lataqia è stato fotografato da un aereo da ricognizione russo Il-20M1 passato inosservato sulla Siria. L’aereo ha un sistema ELINT (Electronic Intelligence) che dispone di varie attrezzature per intercettare e disturbare comunicazioni militari, radar, telefonia mobile, telecamere ad alta risoluzione (A-87P) e del radar Kvalat-2 per la visualizzazione del terreno su una mappa digitale fino a 300 km, rilevando automaticamente i veicoli, blindati e pezzi di artiglieria in movimento o schierati in luoghi già noti da un altro luogo. Si prevede che i grandi aerei da ricognizione Il-20M1, con le loro quattro turbine, voleranno ogni giorno nello spazio aereo siriano. Hanno un’autonomia di 8 ore senza rifornimento. L’Il-20M1 e il drone Pchela-1T fanno parte dello schieramento ISR (Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione), a sua volta incorporato nella nuova struttura da ricognizione e attacco C4I schierato dall’esercito russo in Siria, per lanciare una possibile operazione aero-terrestre.

L’arrivo di sei bombardieri Su-34 russi in Siria
Valentin Vasilescu – Reseau International 30 settembre 2015560bbe05c46188216f8b456bI satelliti spia degli USA hanno rilevato il 28 settembre la presenza di sei nuovi aerei russi presso l’aeroporto di Lataqia. Si trattava dei bombardieri Su-34 che si univano ai 30 aerei già esistenti (4 Su-30M1, 12 Su-24M2, 12 Su-25M3, 2 Il-20M1) e 34 elicotteri (Mi-24PN, Mi-35M, Mi-8AMTSh). I russi non hanno nascosto che i Su-34 sono decollati dalla base aerea di Mozdok (Ossezia del Nord) arrivando in Siria attraverso Mar Caspio, Iran e Iraq, pubblicando la foto di un Su-34 sulla pista dell’aeroporto di Lataqia. In un precedente articolo ho cercato di decifrare gli obiettivi Putin nell’operazione militare in Siria, dicendo che era l’occasione per la Russia di testare in condizioni di combattimento il nuovo aereo Su-34, in grado di lanciare 9 tonnellate di bombe e missili a guida laser, infrarossi, TV e GPS. Il Su-34 è l’aereo che meglio corrisponde alla missione per una no-fly zone (bombardamento a media distanza per tagliare rifornimenti o flusso di truppe nemiche in profondità). Per questa versione, le armi utilizzate sono 36 bombe FAB-250 (da 250 kg). Per la ricognizione, l’aereo trasporta sotto la fusoliera un contenitore M400 con sensori a infrarossi Raduga, macchine fotografiche panoramiche AP-403 e AP-404, una macchina fotografica obliqua AK-108FM. Al posto del M400, può usare un contenitore SLAR Pika M402 (con radar laterale). Il Su-34 può anche essere utilizzato come piattaforma per la guerra elettronica in un’area operativa coprendo o scortando con il disturbo una formazione aerea. A tal fine, il Su-34 trasporta il contenitore di disturbo di grande potenza L175V/KS418 dotato di DRFM (memoria digitale delle frequenze radio). Inoltre, i Su-34 hanno tre serbatoi supplementari che gli consentono di volare per 8 ore senza interruzione.
Quali altri aeromobili sarebbero inviati in Siria dalla Russia? Il 16 agosto 2015 l’agenzia turca BGN annunciava che la Russia aveva consegnato all’esercito siriano 6 aerei MiG-31, già operativi sulla base aerea di Maza, alla periferia sud-occidentale di Damasco. L’informazione fu poi confermata da immagini scattate da satelliti spia occidentali. Dato che la Russia non può permettersi di lasciare senza protezione i suoi cacciabombardieri, ricognitori e bombardieri, o lasciarli in balia ad eventuali attacchi aerei dei vicini della Siria, la presenza dei MiG-31 è una necessità. Il MiG-31 inoltre avrà il compito d’impedire agli statunitensi di creare un no-fly zone sulla Siria. Una pattuglia di MiG-31 ad alta quota (20000 m) e alla velocità massima di 3000 km/h, copre un’area larga 400 km e può rilevare simultaneamente 24 obiettivi aerei o spaziali a 400 km di distanza, scegliendone i 10 più pericolosi per sparagli contro missili a lungo raggio. Il MiG-31 è armato con missili BVR (Oltre l’orizzonte visivo) R-33, R-37 e Novator KS-172S-1, dalla gittata di 300-400 km. L’aereo è efficace contro i missili da crociera e i radar volanti Boeing 737 (AEW&C) e E-3 Sentry (AWACS), senza cui non vi può essere una no-fly zone sulla Siria.

La Russia ha creato un formidabile sistema di raccolta ed elaborazione delle informazioni in Siria
Valentin Vasilescu, Reseau International 1 Ottobre 2015mini-awakLo scopo della scienza militare è cercare di garantire il controllo dello scontro localizzando in tempo reale i combattenti nemici, i loro mezzi e le loro intenzioni, incarnate dalle manovre nello spazio e nel tempo. Il vantaggio dei velivoli da ricognizione è che coprono completamente il teatro delle operazioni, come il territorio della Siria. Le operazioni dell’esercito siriano, effettuate finora senza l’uso di droni dotati di telecamere a termo-visione e sensori ad infrarossi, o altro, sono fallite miseramente. La dottrina degli eserciti moderni, come quella della Federazione russa, prevede disporre del quadro completo del teatro della Siria, creando e gestendo un complesso programma su tre livelli di raccolta ed elaborazione dei dati, a cui aggiungere le informazioni raccolte dai satelliti di osservazione militari russi, dotati di sensori di vario tipo. Il primo livello riguarda la sicurezza di ogni base di stanza delle truppe russe in Siria (aeroporto e porto di Lataqia, porto di Tartus). Ciò è garantito da 4-6 mini-UAV (aerei senza pilota) ZALA 421-08 (Strekoza), usati dalle unità di sicurezza delle basi russe, rigorosamente per evitare un attacco di sorpresa dai terroristi. I velivoli sono leggeri, silenziosi, con un motore elettrico e un raggio di azione di 30 km. In parallelo, il dispositivo di monitoraggio perimetrale delle basi russe presenta droni tipo MRK-46. Tutte le basi russe in Siria hanno dispositivi mobili antiaerei Pantsir-S1 e Tor, come ha dichiarato il comandante delle forze NATO in Europa, generale Philippe Breedlove.
Il secondo livello si concentra su obiettivi di ricerca per le missioni future e si basa su 36 droni Jakovlev Pchela-1T e Orlan-10 (simile allo statunitense RQ-7 Shadow) che volano a una quota di 2500-3600 m. Questi droni sono dotati di dispositivi optronici agli infrarossi, consentendogli di volare giorno e notte. La loro missione è individuare qualsiasi ribelle siriano in un raggio di 60km dalle basi russe. In un precedente articolo, ho parlato dei ricognitori senza pilota Pchela-1T, lanciati dall’aeroporto Basil al-Assad per voli di ricognizione nella regione a nord-est di Lataqia. Le subunità corazzate russe (le foto satellitari mostrano almeno 9 carri armati T-90S nell’aeroporto di Lataqia) dispongono di 4-6 ricognitori telecomandati Dozor-600 o Altius, simile all’MQ-1B Predator degli USA. Questi aerei sono parte del secondo livello della sorveglianza, e la loro gittata copre tutto il territorio della Siria. Il velivolo è equipaggiato con un sensore di movimento SAR (Synthetic Aperture Radar) in grado di rilevare un bersaglio in movimento, e di distinguere l’ombra di un uomo che si muove di poche decine di centimetri a una distanza di oltre 700 m. Il Dozor ha due piloni subalari dove agganciare 2 missili laserguidati, 2 lanciarazzi o 6 bombe da 20 kg. In questo secondo livello, le unità dell’esercito russo cooperano con l’esercito siriano rilevando e monitorando i gruppi ribelli per determinarne i punti deboli. I comandanti siriani e russi decidono il momento migliore per distruggerli.
Il terzo livello di raccolta ed elaborazione dei dati di osservazione è strettamente legato alle offensive delle truppe di terra, tra cui una squadra di supporto di 16 Mi-24PN, Mi-35M e Mi-8AMTSh. I sensori di controllo del fuoco e monitoraggio sono montati sugli elicotteri su una carenatura speciale contenente una telecamera diurna, una termica notturna, un piccolo radar millimetrico e un trasmettitore di fascio con telemetro laser, per puntare le armi ad alta precisione. Per evitare che questi elicotteri siano preda degli aerei israeliani e della coalizione anti-SIIL degli Stati Uniti, dispongono di apparecchiature per contromisure elettroniche Richag-AV. Il terzo livello di raccolta ed elaborazione dei dati di sorveglianza include ricognitori ELINT ad ampio raggio, con un equipaggio specializzato a bordo. La Russia ha circa 20 aerei Il-20M1 con raggio d’azione di 6500 km e quota di 11800 m. Gli aerei russi Il-20M1, il cui arrivo in Siria non era stato rilevato, furono fotografati via satellite sull’aeroporto di Lataqia. La parte sconosciuta, che non si potrà mai vedere sulle immagini satellitari del dispiegamento russo in Siria, è di gran lunga più importante degli aerei, essendo formata dal comando automatico avanzato del sistema C4I dello Stato Maggiore, che comprende le seguenti funzioni: comando, controllo, comunicazioni, computer, informazione e interoperabilità. I sistemi C4I riuniscono le ultime generazioni di microprocessori e apparecchiature di comunicazione via satellite, compresi sensori per il rilevamento e il puntamento, con inoltre memorie e server dalla potenza di elaborazione di ultima generazione, protetti da crittografia digitale delle frequenze, rendendo impossibile qualsiasi interferenza. Il C4I distribuisce automaticamente i bersagli rilevati dal sistema di ricognizione ad ogni sistema d’attacco a terra russo e siriano (artiglieria, carri armati, missili), o a bordo di navi e aerei, a seconda della loro gittata.Lupte-Siria-LatakiaQuali erano gli obiettivi dei primi attacchi aerei russi in Siria?
Valentin Vasilescu, Reseau International 1 Ottobre 2015

12074789A differenza della coalizione degli Stati Uniti che per un anno e mezzo ha condotto attacchi aerei contro il SIIL senza risultato, la Russia ha iniziato creando in Siria un formidabile sistema di raccolta e analisi delle informazioni, selezionando gli obiettivi e attaccandoli con precisione chirurgica. Il 30 settembre, 10 aerei Su-24M2 e 5 Su-25M3 effettuavano le prime missioni di bombardamento in Siria. Gli obiettivi colpiti erano blindati, batterie di artiglieria, depositi di armi, carburante e munizioni, centri di comando e comunicazione di SIIL e al-Qaida, usando diversi tipi di bombe laserguidate (KAB-500L-Pr-E anti-bunker, KAB-500L-F-E), a guida GPS (KAB-500S/SE, KAB-250S-E) e a guida ottica (KAB-500kr). L’obiettivo della missione era “avviare le pulizie” su un’area di 25-50 chilometri intorno alla città di Jablah, nel Governatorato di Lataqia, dove si trova l’aeroporto internazionale Basil al-Assad, base aerea dell’aeronautica russa. Questi bombardamenti fornivano il necessario supporto di fuoco all’esercito siriano nell’offensiva di terra per spezzare l’accerchiamento del Governatorato di Lataqia in Siria occidentale. E’ nel governatorato settentrionale di Lataqia, contiguo con la Turchia, che al-Qaida riceve regolarmente armi e munizioni, per lo più missili anticarro statunitensi.
La prima ondata di attacchi ha preso di mira i combattenti di SIIL e al-Qaida nelle città di Dair Hana e Ghanam, nel governatorato di Lataqia, a 25-30 km a nord-est di Jablah. La seconda ondata di bombardamenti, seguita tre ore dopo la prima, prendeva di mira bersagli a Lataminah e Qafr Zita, nel governatorato di Hama, a 30-40 km ad est di Jablah. La terza ondata di attacchi prendeva di mira obiettivi nelle città di Talbisah, Rastan, Zafaranah, Maqarmia e Ghantu, nel governatorato di Homs, a 35-50 km a sud-est di Jablah. Gli attacchi furono effettuati su richiesta del presidente siriano Bashar al-Assad di sostegno militare nella lotta contro il SIIL, approvata dal Senato della Federazione Russa. Ore prima Mosca avvertiva Tel Aviv e Washington della missione dell’aeronautica russa.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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