L’Aja scagiona Slobodan Milosevic

Alexander Mercouris, The Duran3/8/2016

Il tribunale dell’Aja conferma che le accuse occidentali sul ruolo dell’ex-Presidente serbo Milosevic nella guerra in Bosnia erano false. Che dire delle osservazioni identiche sul ruolo di Putin nella guerra ucraina?

sloboChi si ricorda le guerre jugoslave degli anni ’90, ricorda il modo in cui i governi e i media occidentali demonizzavano il Presidente serbo Slobodan Milosevic. Milosevic veniva spacciato per ultranazionalista fascista che presiedeva un regime corrotto e autoritario in Serbia, che uccideva regolarmente gli avversari, tiranneggiava la popolazione del Kosovo e orchestrava le guerre in Bosnia e Croazia nell’ambito del piano megalomane etnico di creare la Grande Serbia. Fu fatto passare per il burattinaio dei serbi nella lunga guerra in Bosnia ed accusato di genocidio in Bosnia e in Kosovo. Quando Milosevic alla fine perse il potere dopo le proteste filo-occidentali, fu processato da un tribunale internazionale per crimini di guerra dell’Aja per tutte queste accuse. Anche se morì durante il processo, i media occidentali continuavano a ripetere tali accuse, come se fossero state dimostrate reali. Chiunque abbia mai messo in discussione tali accuse, o suggerito che ci fosse altro nelle guerre in Jugoslavia che non il piano diabolico di Milosevic e dei suoi collaboratori, veniva regolarmente denunciato come sostenitore della “pulizia etnica” e del genocidio, e come fantoccio di Milosevic o anche “utile idiota”. E’ quindi molto interessante vedere come le varie prove al tribunale internazionale dell’Aja, così come altre indagini e tribunali, hanno respinto nettamente tutte le accuse contro Milosevic spacciate da governi e media occidentali. Tutto ciò in realtà iniziò nel Kosovo, dove gli investigatori scoprirono subito che le affermazioni fatte durante i bombardamenti della NATO sulla Jugoslavia nel 1999, che centinaia di migliaia di persone furono massacrate su ordine di Milosevic, erano semplicemente false. Ma il processo a Milosevic continuò, come discusso brillantemente dall’autore inglese John Laughland nel suo libro Travesty, e nonostante il pubblico ministero lanciasse ogni accusa immaginabile per condannarlo, il processo contro Milosevic essenzialmente fallì. Ci fu poi una sentenza della Corte internazionale di giustizia emessa poco dopo la morte di Milosevic che confermò che né lui né la Serbia ebbero alcun ruolo nella vicenda di Srebrenica. Ed ora si conclude la lunga discussione sul ruolo di Milosevic nella guerra bosniaca, nel processo al tribunale internazionale del leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic. Piuttosto che discutere di tale processo in dettaglio mi limiterò a riprodurre l’eccellente sintesi di Andy Wilcoxson:
156432 “Il 24 marzo la sentenza a Karadzic afferma che “la Corte non è d’accordo che vi fossero prove sufficienti, presentate nel processo, per poter dire che Slobodan Milosevic fosse d’accordo con il piano comune” per rimuovere in modo permanente i musulmani bosniaci e i croati bosniaci dal territorio rivendicato dai serbo-bosniaci. La corte nel processo a Karadzic ha rilevato che “il rapporto tra Milosevic e l’accusato si era deteriorato dal 1992; e nel 1994 non c’era più una linea di condotta comune da adottare. Inoltre, già dal marzo 1992, ci fu un’evidente discordia tra l’imputato e Milosevic negli incontri con i rappresentanti internazionali, durante cui Milosevic e altri leader serbi criticarono apertamente i leader serbo-bosniaci per aver commesso ‘crimini contro l’umanità’ e ‘pulizia etnica’ e una guerra per propri scopi“. I giudici notarono che Slobodan Milosevic e Radovan Karadzic favorivano la conservazione della Jugoslavia e che Milosevic inizialmente lo supportava, ma che le opinioni divergettero nel tempo. La sentenza afferma che “dal 1990 e alla metà del 1991, l’obiettivo politico degli imputati e della leadership serbo-bosniaca era preservare la Jugoslavia e impedire la separazione o l’indipendenza della Bosnia-Erzegovina, che si sarebbe tradotta della separazione dei serbi di Bosnia dalla Serbia; la Corte osserva che Slobodan Milosevic non approvò questo obiettivo e parlò contro l’indipendenza della Bosnia-Erzegovina“. La Corte rilevava che “la dichiarazione di sovranità dell’Assemblea della SRBiH in assenza dei delegati serbo-bosniaci del 15 ottobre 1991, aggravò la situazione“, ma che Milosevic non era d’accordo a costituire la Republika Srpska, in risposta. La sentenza afferma che “Slobodan Milosevic tentava di adottare un approccio più cauto”. La sentenza afferma che nelle comunicazioni intercettate con Radovan Karadzic, “Milosevic dubitava fosse saggio usare ‘un atto illegittimo in risposta ad un altro atto illegittimo’ e mise in discussione la legittimità di un’Assemblea serbo-bosniaca”. I giudici scoprirono anche che “Slobodan Milosevic espresse riserve su come un’Assemblea serbo-bosniaca potesse escludere i musulmani ‘per la Jugoslavia’”. La sentenza osserva che negli incontri con funzionari serbi e serbo-bosniaci “Slobodan Milosevic dichiarò che ‘i membri di altre nazioni ed etnie vanno protetti’ e che ‘l’interesse nazionale dei serbi non è discriminazione’“. Inoltre “Milosevic dichiarò che il crimine va combattuto con decisione“. La Corte di primo grado osserva che “in riunioni private, Milosevic era estremamente arrabbiato verso la leadership serbo-bosniaca per aver respinto il piano Vance-Owen e maledì l’imputato“, scoprì anche che “Milosevic cercò di ragionare con i serbo-bosniaci dicendo che capiva le loro preoccupazioni, ma che era più importante por fine alla guerra“. La sentenza afferma che “Milosevic dubitava che il mondo avrebbe accettato che i serbo-bosniaci, che rappresentavano solo un terzo della popolazione della BiH, ottenessero oltre il 50% del territorio ed incoraggiò l’accordo politico“. Nel corso di una riunione del Consiglio Supremo di Difesa, la sentenza dice che “Milosevic disse al leader serbo-bosniaco che non avevano il diritto di avere più di metà del territorio della Bosnia-Erzegovina, affermando che: ‘non c’è modo che altro vi appartenga! Poiché rappresentate un terzo della popolazione. (…) Non avete diritto ad oltre la metà del territorio, non va tolto qualcosa che appartiene a qualcun altro! (…) Come si può immaginare che due terzi della popolazione siano stipati nel 30% del territorio, mentre il 50% sia troppo poco per voi?! E’ umano, è giusto?!’” In altri incontri con funzionari serbi e serbo-bosniaci, la sentenza osserva che Milosevic dichiarò che “la guerra deve finire e che il peggiore errore dei serbo-bosniaci ‘fu volere la completa sconfitta dei musulmani bosniaci“. A causa della frattura tra Milosevic e i serbo-bosniaci, i giudici notano che “la RFJ ridusse il sostegno alla RS e incoraggiò i serbo-bosniaci ad accettare proposte di pace”“.
In altre parole, non vi era alcun progetto di Grande Serbia da parte di Milosevic, Karadzic o chiunque altro. Milosevic (e Karadzic) volevano mantenere Jugoslavia (come i capi occidentali, all’epoca, professavano volere), Milosevic non era il burattinaio della guerra in Bosnia ed aveva limitata influenza sulla leadership serbo-bosniaca guidata da Karadzic con cui era in rapporti sempre peggiori, ed era lontano dall’impegnarsi in soluzioni violente, crimini di guerra o pulizia etnica, mentre Milosevic ne aveva sempre parlato contro sforzandosi sempre per la pace. Inutile dire che i media occidentali occultano questa sentenza. Né i politici e i giornalisti occidentali che demonizzarono Milosevic negli anni ’90 hanno ammesso che ciò che dissero su di lui, utilizzato per giustificare il bombardamento della Jugoslavia nel 1999, fosse falso. Al contrario, ignoreranno questa sentenza e diranno ciò che dissero di Milosevic all’epoca, proprio come i media occidentali ignorano le altre sentenze della Corte o le indagini che contraddicono le proprie storie, come ad esempio le sentenze che confermano che l’oligarca russo Mikhail Khodorkovskij sia un truffatore emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, o il rapporto Tagliavini che indica che fu la Georgia e non la Russia a scatenare la guerra in Ossezia del Sud nel 2008. Per chi tuttavia presta maggiore attenzione a queste cose, è impossibile evitare paragoni tra il trattamento dell’occidente verso Slobodan Milosevic negli anni ’90 e il trattamento verso Vladimir Putin oggi. La affermazioni identiche sul ruolo di Putin nelle guerre in Ucraina sono pari a quelle emesse negli anni ’90 sul ruolo di Milosevic nelle guerre in Jugoslavia. Chi mette in dubbio tali affermazioni viene chiamato “apologeta di Putin” o “utile idiota”, proprio come coloro che misero in dubbio le affermazioni fatte sul ruolo di Milosevic nelle guerre jugoslave degli anni ’90 venivno chiamati “apologeti di Milosevic” o “utili idioti”. Speriamo che questa volta non ci vogliano 20 anni prima che tali affermazioni, come quelle contro Milosevic, siano adeguatamente esaminate e giudicate false.slobodan-miloseTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Omicidi indotti per infarto e cancro

Oriental Review 9 marzo 2013
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Un articolo pubblicato da Veterans Today un anno e mezzo fa, acquista un nuovo significato dopo la dipartita di Chavez… 

Nel 1975, durante le audizioni del Comitato Church, venne alla luce l’esistenza di un’arma per assassini occulti. La CIA aveva sviluppato un veleno che uccideva la vittima con un infarto immediato. Questo veleno poteva essere congelato sotto forma di dardo e poi sparato da una pistola. La pistola era in grado di sparare il proiettile di ghiaccio a una velocità tale che il dardo avrebbe attraversato i vestiti del bersaglio e lasciato solo un piccolo segno rosso. Una volta nel corpo, il veleno si scioglieva e veniva assorbito nel sangue causando l’infarto! Il veleno fu sviluppato per non essere rilevabile dalle autopsie moderne.
Si può indurre il cancro in una persona? Se il cancro negli animali può essere causato iniettandogli  virus e batteri, sarebbe certamente possibile fare lo stesso con gli esseri umani! Nel 1931, Cornelius Rhoads, un patologo del Rockefeller Institute for Medical Research, infettò volutamente delle cavie umane a Puerto Rico con cellule tumorali, 13 di loro morirono. Anche se un dottore portoricano scoprì in seguito che Rhoads aveva volutamente coperto alcuni dei dettagli del suo esperimento e Rhoads rese una testimonianza scritta attestante che credeva che tutti i portoricani dovessero essere uccisi, in seguito lavorò agli impianti di guerra biologica dell’esercito degli Stati Uniti di Fort Detrick in Maryland (all’origine del virus dell’HIV/AIDS, del virus dell’influenza aviaria e del virus dell’influenza suina/A-H1N1), Utah e Panama, e venne nominato all’US Atomic Energy Commission, dove iniziò una serie di esperimenti sull’esposizione alle radiazioni di soldati e pazienti civili statunitensi. La risposta alla domanda, si può indurre il cancro su una persona, è sì.
Dopo quasi 80 anni di ricerche e sviluppi, ora c’è un modo per simulare un infarto vero e proprio e suscitare il cancro in una persona sana. Entrambi sono stati utilizzati come mezzi di assassinio. Solo un patologo molto esperto, che sappia esattamente cosa cercare nell’autopsia, è in grado di distinguere un assassinio per infarto o cancro indotto. La morte per attacco cardiaco, aneurisma, emorragia cerebrale è dovuta a “causa naturale”? No, se le agenzie governative hanno trovato un modo per influenzare la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna o la dilatazione vascolare. La ricerca neurologica ha scoperto che il cervello ha frequenze specifiche per ogni movimento volontario chiamato ‘set di preparazione’. Sparando al petto un fascio di microonde con frequenze ELF emesse dal cuore, questo organo può essere soggetto a uno stato caotico, il cosiddetto infarto. In questo modo, i leader dei partiti politici che sono inclini ad attacchi di cuore, possono essere uccisi prima che possano causare problemi.
Jack Ruby morì di cancro poche settimane dopo che la sua condanna per omicidio era stata annullata in corte d’appello e gli venisse ordinato di affrontare un processo fuori da Dallas, consentendogli così di parlare liberamente, se lo voleva. Ci fu poca esitazione in Jack Ruby nell’uccidere Lee Harvey Oswald, per impedirgli di parlare, quindi non c’è motivo di sospettare che ci sarebbe stata maggiore considerazione se Jack Ruby avesse rappresentato una minaccia per le persone del governo degli Stati Uniti che avevano cospirato per uccidere il Presidente degli Stati Uniti d’America John F Kennedy.
Matt Simmons, esperto petrolifero, venne assassinato per essere diventato uno spifferatore sull’insabbiamento dall’amministrazione Obama del disastro della BP nel Golf del Messico. Il banchiere Matt Simmons, morto improvvisamente, era un insider dell’industria energetica e consigliere del presidente, il cui profilo salì quando scrisse che l’Arabia Saudita era a corto di petrolio e che il mondo aveva raggiunto il picco (petrolifero). Simmons, 67 anni, era morto nella sua casa estiva nel Maine. L’autopsia del medico legale dello Stato concluse che era morto per annegamento accidentale “con la malattia al cuore come fattore indicente.” Il suo best-seller del 2005, Twilight in the Desert: The Coming Saudi Oil Shock and the World Economy, lo rese assai noto al pubblico. Il libro sostiene che l’Arabia Saudita ha enormemente sopravvalutato le dimensioni delle sue riserve di petrolio, e che il mondo era sull’orlo di una grave penuria di petrolio, mentre i giacimenti di petrolio si esauriscono. Questa rivelazione è sostenuta dall’Iran. L’Iran sa che il petrolio del Medio Oriente sta rapidamente esaurendosi e per questo motivo si concentra sulla costruzione di reattori nucleari. Una volta che il petrolio si esaurirà l’Iran sarà l’unico Paese del Medio Oriente energeticamente autosufficiente. Tutti gli altri Paesi del Medio Oriente, tra cui l’Arabia Saudita, diventeranno Stati del Terzo Mondo impoveriti.
tumblr_lmfk9xDjSd1qzezzfo1_400Anche l’ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic è stato assassinato. Fu trovato morto nel centro di detenzione del Tribunale dell’Aja. Milosevic affrontava accuse di crimini di guerra e crimini contro l’umanità per il suo presunto ruolo centrale nelle guerre in Bosnia, Croazia e Kosovo durante gli anni ’90. Fu anche accusato di genocidio nella guerra di Bosnia del 1992-1995, in cui morirono 100.000 persone. Milosevic scrisse una lettera il giorno prima della morte sostenendo di essere stato avvelenato in prigione. L’autopsia verificò la sua affermazione dimostrando che il corpo di Milosevic conteneva un farmaco che rendeva inefficaci il suo farmaco per la pressione alta e le condizioni del cuore, provocando l’infarto che l’ha ucciso. L’ex agente dell’MI6 Richard Tomlinson ha detto ai giornalisti di aver visto i documenti, del 1992, che discutevano dell’assassinio di Milosevic per mezzo di un incidente d’auto, in cui il conducente sarebbe stato accecato da un lampo di luce e un telecomando che avrebbe messo fuori controllo i freni, causando un incidente. Questa stessa tecnica è stata utilizzata realmente per l’omicidio della principessa Diana.
Se Milosevic è stato assassinato, in ultima analisi chi è il responsabile? La NATO. Perché la NATO? Perché anche se l’ICTY (o ‘Tribunale dell’Aja’) si presenta al mondo come organismo delle Nazioni Unite, i funzionari della NATO hanno chiarito al pubblico che appartiene in realtà alla NATO. La NATO ha nominato i pubblici ministeri e i giudici che esclusero di analizzare eventuali accuse di crimini di guerra contro la NATO. Ne consegue che Slobodan Milosevic, che era un prigioniero del carcere di Scheveningen del Tribunale dell’Aja quando è morto, era prigioniero della NATO. La NATO aveva sia il movente che l’opportunità per ucciderlo. Nel marzo 2002, Milosevic presentò al tribunale dell’Aja, controllato dalla NATO, dei documenti dell’FBI che dimostravano che sia il governo degli Stati Uniti che la NATO avevano fornito sostegno finanziario e militare ad al-Qaida per aiutare il Kosovo Liberation Army nella sua guerra contro la Serbia. Questo non andò giù al Pentagono e alla Casa Bianca, che all’epoca stavano cercando di vendere la guerra al terrore e si preparavano a giustificare l’invasione dell’Iraq.
Durante il processo a Milosevic per crimini di guerra, la NATO ha affermato che i serbi avevano commesso un massacro di civili albanesi nella città del Kosovo di Racak. Le prove presentate in tribunale dimostrarono che la pretesa della NATO era una bufala. Questo era particolarmente imbarazzante, perché la denuncia del massacro di Racak fu la scusa che la NATO utilizzò per iniziare a bombardare i serbi, il 24 marzo 1999 (il bombardamento a tappeto effettuato dall’US Air Force, autorizzato dall’allora presidente Bill e da Hillary Clinton). Poi la NATO sostenne che i serbi avrebbero presumibilmente ucciso 100.000 civili albanesi. Tuttavia, gli stessi scienziati della NATO dissero che non riuscivano a trovare nemmeno il corpo di un civile albanese ucciso dalle forze di Milosevic. L’incapacità di trovare eventuali corpi, alla fine, portò alla pretesa assurda della NATO che i serbi avevano presumibilmente coperto il genocidio spostando migliaia di corpi, su dei camion congelatori, in Serbia (mentre Bill Clinton bombardava a tappeto il luogo) senza lasciare alcuna traccia. Ma il Tribunale dell’Aja dimostrò che anche queste accuse erano del tutto fraudolente.
Milosevic fece diversi discorsi in cui disse come un gruppo ombra internazionalista avesse provocato il caos nei Balcani perché era il passo successivo sulla strada del “nuovo ordine mondiale”. Durante un discorso del febbraio 2000 al Congresso serbo, Milosevic dichiarò: La “Piccola Serbia e il suo popolo hanno dimostrato che la resistenza è possibile. Applicata a un livello più ampio, in primo luogo organizzandola come ribellione morale e politica contro la tirannia, l’egemonia, il monopolio che generano odio, paura, nuove violenze e vendette contro i campioni della libertà delle nazioni e dei popoli, una tale resistenza potrebbe fermare l’escalation dell’inquisizione moderna. Bombe all’uranio, manipolazioni informatiche, giovani assassini tossicodipendenti e teppisti nazionali corrotti e ricattati, promossi ad alleati del nuovo ordine mondiale, questi sono gli strumenti dell’inquisizione che hanno superato, in crudeltà e cinismo, tutte le forme precedenti di violenze vendicative commesse contro l’umanità, in passato.”
Le prove che collegavano Milosevic ai genocidi come a Srebrenica, in cui morirono 7.000 musulmani, si sono dimostrate fraudolente. In realtà, Srebrenica era una ‘zona di sicurezza delle Nazioni Unite’, ma proprio come in Ruanda, i caschi blu si ritirarono deliberatamente e permisero il massacro, accusò allora Milosevic. L’esposizione di Milosevic del coinvolgimento delle Nazioni Unite nel massacro di Srebrenica fu un altro motivo per cui le trascrizioni del tribunale sono state pesantemente modificate e censurate dalla NATO, e un altro fattore che spinse la NATO ad assassinarlo mentre era sotto la sua custodia. Il tribunale dell’Aja della NATO è chiaramente un tribunale illegale il cui unico scopo è convincere la gente comune, in tutto il mondo, che la distruzione a opera della NATO della Jugoslavia era giustificata. Dal momento che la NATO non l’ha dimostrato al proprio tribunale (per la totale assenza di prove che lo rendeva difficile), vi era infatti un potente motivo della NATO per uccidere Milosevic, evitare la sua assoluzione. In questo modo, la NATO può continuare a sostenere che Milosevic fosse colpevole, e nessuno avrebbe iniziato ad esaminare la montagna di prove che dimostra che furono i leader della NATO (in particolare il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton) che commisero crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio in Jugoslavia.
Così tante persone sono state fatte colpite dal cancro in un momento opportuno nella storia, quando giunse il momento di porre la domanda “chi è l’assassino che uccide tramite l’induzione di cancro o di infarti“? Chi ha ordinato gli omicidi e perché?  Charles Senseney, uno sviluppatore di armi della CIA a Fort Detrick, nel Maryland, testimoniò al comitato sull’intelligence del Senato, nel settembre 1975, descrivendo la pistola-ombrello che sparava un dardo velenoso che aveva ideato. Disse che è stato sempre utilizzato tra la folla con ombrelli aperti, sparando tra la folla in modo che non avrebbe attirato l’attenzione. Dato che era silenziato, nessuno tra la folla avrebbe sentito e l’assassino avrebbe semplicemente piegato l’ombrello e andato via con la folla. Le riprese video dell’assassinio di John F. Kennedy mostrano la pistola ombrello usata sulla Dealey Plaza. Prove video degli eventi del 22 novembre 1963 mostrano che il primo colpo sparato, in quel giorno fatidico, sembra avesse avuto un effetto paralizzante su Kennedy. I suoi pugni si erano stretti e la testa, le spalle e le braccia sembrarono irrigidirsi. L’autopsia ha rivelato che c’era una piccola ferita d’ingresso nel collo, ma senza evidenza del passaggio di un proiettile nel collo e nessun proiettile corrispondente a quelle piccole dimensioni è stato mai recuperato.
wicked-bb-gun-300x246Charles Senseney testimoniò che la sua Divisione Operazioni Speciali di Fort Detrick aveva ricevuto incarichi dalla CIA per sviluppare armi esotiche. Una delle armi era una pistola per dardi che poteva sparare un dardo velenoso a un cane da guardia, mettendolo fuori servizio per diverse ore. Il dardo e il veleno non lasciavano traccia, in modo che l’esame non avrebbe rivelato che i cani erano stati messi fuori combattimento. La CIA ordinò circa 50 di queste armi e li usò operativamente. Senseney ha detto che i dardi avrebbero potuto essere utilizzati per uccidere esseri umani e non poteva escludere la possibilità che questo sia stato fatto dalla CIA.
Un particolare tipo di veleno sviluppato della CIA induce infarto e non lascia traccia di una qualsiasi influenza esterna, a meno che l’autopsia sia condotta per verificare la presenza di questo veleno particolare. La CIA rivelò questo veleno in diversi resoconti nei primi anni ’70. La CIA rivelò anche l’arma che sparava i dardi che inducono infarto, nel corso di un’audizione al Congresso. Il dardo di questa arma segreta della CIA era in grado di penetrare l’abbigliamento senza lasciare traccia, ma solo un puntino rosso sulla pelle. Alla penetrazione del dardo mortale, l’individuo bersagliato può sentire come un morso di una zanzara, o non sentire nulla. Il dardo velenoso si disintegra completamente entrando nel bersaglio. Il veleno letale poi entra rapidamente nel flusso sanguigno causando l’infarto. Una volta che il danno è fatto, il veleno sparisce rapidamente, in modo che all’autopsia sia improbabile rilevare che l’infarto sia stato causato da qualcosa di diverso dalle cause naturali. Un ex agente della CIA aveva rivelato che i dardi erano fatti con veleno liquido congelato. Rivelò che il dardo si scioglieva nel bersaglio e lasciava solo un  minuscolo puntino rosso d’ingresso, lo stesso tipo di piccola ferita d’ingresso trovata durante l’autopsia di John F. Kennedy.
Da oltre 50 anni gli omicidi sono stati eseguiti in modo abile, lasciando l’impressione che le vittime siano morte per cause naturali. Dettagli di alcune delle tecniche utilizzate per raggiungere questo obiettivo furono portati alla luce nel 1961, quando l’assassino professionista del KGB Bogdan Stashinskii disertò in occidente rivelando di aver effettuato con successo due missioni del genere. Nel 1957 uccise lo scrittore ucraino Lev Rebet a Monaco di Baviera, con una pistola che vaporizzava veleno, lasciando che la vittima morisse di un apparente infarto. Nel 1959, lo stesso tipo di arma fu utilizzato contro il leader ucraino Stepan Bandera, anche se la morte di Bandera non fu mai completamente accettata come dovuta a cause naturali.
Tra testimoni, persone importanti e cospiratori che avrebbero potuto essere eliminati da un attacco cardiaco e cancro indotto vi sono: Jack Ruby (morto da un infarto causato da una forma non diagnosticata di cancro aggressivo, poche settimane dopo aver accettato di testimoniare davanti al Congresso sull’assassinio di JFK ), Clay Shaw, J. Edgar Hoover, Earlene Roberts (affittuaria di Oswald), Marlyn Monroe, Slobodan Milosevic, Kenneth Lay (ex-amministratore delegato della Enron, il più grande finanziatore della campagna politica di Gorge W. Bush e Dick Cheney), Matt Simmons, Mark Pittman (giornalista che predisse la crisi finanziaria ed espose le malefatte della Federal Reserve. Pittman combatté per mettere la Federal Reserve sotto maggiore controllo), Elizabeth Edwards (le venne all’improvviso diagnosticato un cancro, mentre il marito era in campagna contro Barack Obama e Hillary Clinton per la presidenza della gli Stati Uniti. Nel corso di un discorso elettorale al Council on Foreign Relations, nel maggio 2007, Edwards definì la guerra al terrorismo uno slogan creato per ragioni politiche e che non era un piano volto alla sicurezza degli Stati Uniti. Si spinse oltre confrontandolo a un semplice adesivo che avrebbe danneggiato le alleanze statunitensi, mettendogli contro tutto il mondo).
… Inserire qui i nomi di ogni persona politicamente schietta, testimone o rivelatore morto improvvisamente per attacco cardiaco o rapidamente morto per un cancro incurabile.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Chi ha ucciso Slobodan Miloševic e perché

7 dicembre 2012 De-construct

Slobodan-MilosevicXL’improvvisa morte sospetta del presidente jugoslavo e serbo Slobodan Miloševic in una cella del tribunale dell’Aja, continua a suscitare interrogativi tra i ricercatori e i media indipendenti sei anni dopo. Robin de Ruiter, pubblicista e storico olandese cresciuto in Spagna, ha scritto un libro affascinante (di prossima pubblicazione in Serbia, ma non ancora disponibile in italiano), che non mette in discussione se l’ex presidente della Serbia sia stato ucciso a L’Aja, ma si concentra sui mandanti e gli esecutori di questo crimine.

Demonizzazione brutale tesa all’omicidio premeditato
De Ruiter utilizza fatti verificabili per smantellare il mito occidentale del “macellaio dei Balcani”, ed esamina le ragioni dietro la brutale propaganda di demonizzazione volta a trasformare l’ex presidente serbo in un mostro, insieme all’intera nazione serba. Utilizzando un metodo semplice, mettendo insieme il ritratto di una persona reale e i fatti storici, andando oltre le caricature grottesche create dall’occidente, l’autore presenta una forte prova sulla ragione principale per cui la NATO e e le potenze occidentali guidate da Washington, hanno voluto far tacere per sempre Miloševic.
Contrariamente a quanto sostenuto in generale e alle premesse dell’imputazione del tribunale dell’Aja, “l’obiettivo politico di Miloševic era mantenere il Kosovo all’interno dei confini della Serbia e impedire alla maggioranza albanese di scacciare la minoranza serba dal Kosovo. Non vi era alcun incitamento all’odio nazionalista, né è stata effettuata una pulizia etnica. Al contrario, i membri del Partito socialista di Milosevic hanno sempre sottolineato i vantaggi della multietnicità per la Serbia“, scrive Robin de Ruiter. L’autore, che si sentiva obbligato a scrivere questo libro “per amore della verità”, cita una serie di giuristi, storici e giornalisti investigativi indipendenti che l’hanno aiutato nella sua ricerca approfondita, mettendo insieme il materiale presentato.

Un aspirina al giorno toglie il medico di torno
L’11 marzo 2006, alle 10:00, a 65 anni, Miloševic veniva trovato morto nella sua cella situata a  Scheveningen, all’Aja, Paesi Bassi, mentre il suo processo per presunti crimini di guerra era in pieno svolgimento, con la presentazione delle prove della difesa. Secondo i patologi olandesi, la causa della morte fu un arresto cardiaco. Oltre alla autopsia, un’analisi tossicologia venne richiesta. Secondo i funzionari dell’Aja, la salute di Miloševic aveva iniziato a peggiorare bruscamente e progressivamente quando era iniziato il processo, ed era sotto costante supervisione da parte di “personale medico altamente qualificato”.
L’autore, tuttavia, ha scoperto il fatto che solo un medico generico e un infermiere componevano l’intera squadra del centro di detenzione dell’Aja composto da ‘personale medico altamente qualificato’. De Ruiter rivela anche che la ‘terapia’ che Miloševic ricevette durante il primo anno di detenzione, consisteva in una singola aspirina al giorno, nonostante il fatto che fosse noto che soffrisse di problemi cardiaci e di pressione alta. L’avvocato di Miloševic, Zdenko Tomanovic, afferma che d’allora la salute del suo cliente venne sistematicamente erosa.
Quando il presidente Miloševic morì, lo specialista russo Dr. Leo Bokeria, del famoso Istituto Bakulev, rivelò ai media: “Negli ultimi tre anni abbiamo sempre insistito, senza successo, che Miloševic venisse ricoverato in un ospedale per essere correttamente diagnosticato. Se a Miloševic fosse stato consentito l’accesso a una qualsiasi clinica specialistica, avrebbe avuto un trattamento adeguato e avrebbe vissuto molti anni.”
All’inizio di maggio 2003, un gruppo di tredici medici tedeschi inviarono al tribunale un testo, esprimendo la loro preoccupazione per la salute di Miloševi? e l’assenza di un trattamento adeguato. Ma tutti i suggerimenti dei medici specialisti vennero scartati e una terapia adeguata rimase indisponibile. Inoltre, non vi fu alcuna risposta a questa e ad altre proteste scritte dallo stesso gruppo di medici.

Farmaci sconosciuti nel sangue di Miloševic
Dopo un anno di trattamento della miracolosa aspirina quotidiana come panacea per malattie cardiovascolari, un gruppo di medici messo su dai burocrati del tribunale emise la seguente diagnosi: danni secondari a vari organi e pressione estremamente alta che in determinate condizioni potrebbe portare a ictus, arresto cardiaco e coronarico o morte prematura. In contrasto con questi risultati, il procuratore generale dell’Aja Carla del Ponte, che sembrava saperne di più, affermò che secondo lei Miloševic “stava eccezionalmente bene”.
L’analisi medica nel 2005 aveva mostrato la presenza di sostanze chimiche “sconosciute” presenti nei sangue di Miloševic, che annullavano gli effetti dei farmaci per la pressione alta. A causa di questa scoperta, Miloševic chiese di essere curato da specialisti russi. Anche se il governo russo il 18 gennaio 2006 offrì la garanzia che Miloševic sarebbe stato messo a disposizione del tribunale, dopo le cure, la richiesta di Miloševic venne negata a febbraio. Poche settimane dopo era già troppo tardi: Miloševic subì l’annunciato e atteso infarto. Tra gli altri, De Ruiter cita la conclusione della rivista olandese Obiettivi:Il fatto stesso che i giudici [Robinson, Kwon e Bonomy] si rifiutassero di dar seguito alla sua richiesta di cure, è sufficiente motivo per sporgere denuncia contro il Tribunale per omicidio premeditato.”
Ulteriori sospetti vennero sollevati dal fatto che le ripetute richieste della famiglia di Miloševic, di un’autopsia indipendente al di fuori dei Paesi Bassi, vennero negate e ignorate. Robin de Ruiter cita anche la dichiarazione di Hikeline Verine Stewart di Amnesty International, che ha sottolineato che la morte prematura di Miloševic era stata conseguenza diretta dei farmaci controindicati trovati nel suo sangue. “Siamo certi che siano la causa della morte. La morte per cause naturali è assolutamente fuori questione“, disse.

Purè di patate con rifampicina
L’autore prende in esame una serie di speculazioni circa l’avvelenamento prolungato dell’ex presidente, nel centro di detenzione di Scheveningen, e conclude che sono tutt’altro che infondate. Nel 2002 si scoprì che a Miloševic venivano somministrati farmaci sbagliati che alzavano la pressione già alta. De Ruiter cita il quotidiano olandese NRC Hadelsblad dal 23 novembre 2002: “Slobodan Miloševic assumeva farmaci sbagliati nel centro di detenzione di Scheveningen, che  aumentavano la sua pressione sanguigna. Questo fu il motivo per cui il processo all’ex presidente jugoslavo dovette essere sospeso all’inizio di novembre. Uno dei commentatori del tribunale sosteneva che questo non era un errore. Rifiutò ulteriori commenti.”
Una delle prove che dimostra che Miloševic è stato probabilmente avvelenato durante il suo processo, fu un incidente alla fine di agosto 2004, quando il personale di Scheveningen fu assai  allarmato dopo aver scoperto che un altro detenuto aveva ricevuto la cena di Miloševic. Nel settembre 2004, durante il processo, Miloševic citò questo episodio: “Per tre anni i medici di qui mi hanno considerato in salute e in grado di condurre la mia difesa. E poi qualcosa di veramente strano ha avuto luogo: tutto ad un tratto un ‘medico indipendente’ arrivato dal Belgio, paese in cui ha sede la NATO, annunciava che la mia salute non era abbastanza buona perché continuassi la mia difesa. E tutti i medici qui furono improvvisamente d’accordo in modo unanime su ciò […] Sentitevi liberi di raggiungere le vostre conclusioni, ma vi prego di tenere presente che sto usando farmaci che i medici hanno prescritto. Io non sono molto sicuro di quello che sta succedendo qui, ma potrei chiamare il personale di guardia a testimoniare su tutto ciò che è accaduto quando mi è stato dato un pasto preparato per una persona dell’altro lato del corridoio. Ci fu un grande clamore per darmi del cibo che era stato preparato specificatamente per me, anche se tutti i pasti sembrano esattamente uguali. Non ne ho fatto un problema, non avevo idea di ciò che stava accadendo. Ma ho alcune ipotesi che possono essere giustificate o meno, ma non vi è una chiara prova…” A quel punto, il giudice Robinson fece tacere Miloševic chiudendo il suo microfono.
Questo incidente allarmante non è mai stato discusso o indagato. Nel frattempo, la salute di Miloševic continuava a deteriorarsi rapidamente e quotidianamente. Aveva riferito un malessere quotidiano, una terribile pressione dietro gli occhi e nelle orecchie. L’ex ambasciatore canadese James Bissett testimoniò, dopo aver visitato il presidente serbo Milosevic a Scheveningen, che improvvisamente era diventato terribilmente rosso in faccia e che si prese la testa fra le mani. Miloševic disse che la testa riecheggiava quando parlava, come una pentola di metallo.
Nel marzo 2006, Miloševic espresse le sue preoccupazioni per l’ennesima volta: “Nel corso di cinque anni di detenzione non ho preso un solo antibiotico, non ho avuto infezioni, tranne un’influenza e ancora, nel referto medico del 12 gennaio 2006 [che ricevette due mesi dopo] diceva che vi era un farmaco nel mio sangue, usato per trattare la tubercolosi e la lebbra, la Rifampicina.” Commentando questi risultati dei test che avevano rilevato la rifampicina, altamente tossica, nel sangue di Miloševic, Verine Stewart disse: “E’ un mistero inspiegabile perché dessero a Miloševic e ai suoi avvocati i risultati dei suoi test medici del 12 gennaio, solo due mesi dopo, il 7 marzo.”
Un’altra domanda rimasta senza risposta era perché la morte di Milosevic venne scoperta così tardi, nel più sicuro centro di detenzione, il più tecnologicamente avanzato e dotato di telecamere in ogni cellula, e con controlli ogni mezz’ora. Alla conferenza stampa seguente Carla del Ponte sostenne che non vi furono controlli ogni mezz’ora, durante la notte in cui Miloševic morì. Inoltre, per qualche ragione, tutte le telecamere erano spente quella notte. Quando gli chiesero perché, Del Ponte semplicemente rispose che “non era responsabile delle cose che accadono in prigione“.

L’ambasciatore tedesco: le accuse a Miloševic non valgono la carta su cui sono scritte
Nel frattempo, secondo De Ruiter, emerse una serie di dichiarazioni ufficiali dal mondo del diritto internazionale e degli esperti di crimini di guerra, che sottolineava che il processo a Miloševic, in un primo momento annunciato come il ‘processo del secolo’, si era trasformato in un processo segreto. Secondo l’ex ambasciatore tedesco Ralph Hartmann, “già nel suo discorso di apertura, Miloševic ha rivelato fatti sensazionali, dimostrando il ruolo attivo di Stati Uniti, Germania ed altri paesi della NATO giocato nello smembramento e nelle guerre della ex-Jugoslavia. Si può ignorare la verità, ma non la si può sconfiggere“. Mentre il processo progrediva divenne evidente che l’accusa del tribunale dell’Aja valeva solo la carta su cui era scritta.

Meglio … se muore nella sentenza
Molti giuristi, in tutto il mondo, criticarono la sciarada dell’Aja, sottolineando pubblicamente che il  tribunale dell’Aja chiaramente non aveva alcuna prova reale contro Miloševic e che le accuse contro di lui sfumavano senza tanti complimenti. Un certo numero di commentatori, alcuni dei quali citati da De Ruiter, in realtà avevano sottolineato che l’unico modo per l’Aja di uscire da quella situazione era che Miloševic morisse.
Sarebbe meglio se Miloševic muore mentre si è ancora in ballo, disse James Gaw, esperto e consulente del tribunale per i crimini di guerra dell’Aja. Perché, se il processo continua fino alla fine l’unica cosa che può eventualmente essere condannata è una violazione secondaria della legge”, disse Gaw. L’autore conclude che il tribunale può senza dubbio essere accusato di omicidio colposo, e forse anche di omicidio premeditato per cui, come alcuni resoconti dei media hanno affermato, dovrebbe rispondere. Non vi è alcun dubbio che la responsabilità per la morte di Miloševic ricada in pieno sul Tribunale dell’Aja e su Washington, scrive De Ruiter.

Effetto boomerang
Il 25 agosto del 2005 il procuratore dell’Aja Geoffrey Nice, annunciava che Miloševic non era più accusato del tentativo di creare la mitologica ‘Grande Serbia’. La rimozione di un elemento importante dell’accusa contro il presidente serbo aveva leso radicalmente l’intera costruzione. In effetti, le fondamenta su cui tutte le accuse dell’Aja contro Slobodan Miloševic riposavano e si reggevano tutti insieme, era la premessa che tutto ciò che aveva fatto Miloševic avrebbe avuto un unico obiettivo: creare la ‘Grande Serbia’.
Dolorosamente, il Tribunale comprese che la possibilità di ottenere una condanna anche nominalmente credibile, stava diventando sempre più esigua. L’avvocato olandese NMP Steijnen disse: “Il caos è sempre più evidente. Le accuse cominciano a rivoltarsi contro i pubblici ministeri, come un boomerang. Il tribunale teme che Miloševic e i suoi testimoni riveleranno il ruolo svolto dall’occidente nello smembramento della Jugoslavia, e come l’occidente ha sistematicamente diffuso bugie sulla presunta unità serba per la ‘Grande Serbia’, ed i crimini commessi dalla NATO nella guerra di aggressione contro la Jugoslavia e la Serbia e, quindi, che Miloševic e i suoi testimoni avrebbero in conclusione dimostrato chi doveva essere trascinato davanti ai giudici. Miloševic presentò più e più volte, e con l’aiuto di testimoni occidentali, le prove patenti che il Kosovo non affrontava una ‘catastrofe umanitaria’, alla vigilia del bombardamento NATO della Jugoslavia nel 1999. Non era Miloševic che stava perdendo il processo, ma il tribunale“.
In un articolo, il signor Steijnen scrisse: “Nel corso degli anni del processo, in 466 sessioni, i pubblici ministeri portarono centinaia di testimoni contro Milosevic, accumulando più di 5.000 documenti su di lui, e non hanno dimostrato nulla. Questa assenza di dati reali, la condiscendente  contrattazione dell’azione penale verso sospetti che si rifiutarono di testimoniare contro Miloševic per ottenere riduzioni di pena in cambio, tutto ciò poteva solo danneggiare il tribunale. Gli adoratori del tribunale, nel loro ruolo di reporter, fecero attentamente di tutto per impedire al pubblico di sapere che Miloševic, con i suoi testimoni, aveva inflitto colpi mortali a ciò che restava delle accuse.”

Seri motivi per un omicidio a sangue freddo
De Ruiter prende atto che il tribunale dell’Aja era già in guai seri, ma le cose sarebbero di molto peggiorate quando sarebbe stato finalmente il turno di Miloševic per la sua difesa. I testimoni che avrebbero testimoniato in difesa di Miloševic, senza eccezione, erano eminenti, autorevoli e credibili, e avrebbero causato gravi mal di testa al tribunale, soprattutto se si tiene presente il fatto che diverse testimonianze dell’accusa ‘erano state smontate e dimostrate delle falsità, a volte fino al punto di diventare ridicole e grottesche.
La situazione era diventata estremamente tesa quando, alla fine di febbraio 2006, Miloševic aveva annunciato che avrebbe chiamato Wesley Clark e Bill Clinton alla sbarra. Aveva intenzione di dimostrare, al di là di ogni dubbio, che gli Stati Uniti avevano condotto una guerra illegale contro la Jugoslavia, e consapevolmente e volutamente bombardato obiettivi civili, presentando in tal modo il vero crimine contro l’umanità. Secondo De Ruiter, l’intenzione di Miloševic non era solo inaccettabile per la NATO, ma anche per il tribunale, che sarebbe stato completamente distrutto se tali prove venivano presentate.
James Bissett, ambasciatore del Canada nell’ex Jugoslavia dal 1990-1992, disse: “Sono sempre stato scettico nei confronti di tribunale, perché sono convinto che è uno strumento utilizzato dagli Stati Uniti e dai loro alleati per mascherare i propri errori nella tragedia dei Balcani. Il tribunale serve per presentare Miloševic e la nazione serba come i responsabili di tutti i mali che colpirono quello sfortunato paese.” Il Generale russo Leonid Ivashov disse: “Slobodan Miloševic era l’unico che potesse testimoniare  nettamente e in modo chiaro sul ruolo che gli Stati Uniti hanno svolto nel sanguinoso smembramento della Jugoslavia degli anni novanta, e che avrebbe potuto farlo completamente e fino al più piccolo dettaglio. Questo è esattamente ciò per cui aveva combattuto mentre era sotto processo.” Secondo il Generale Ivashov, se Miloševic veniva dichiarato innocente, tale sentenza avrebbe avuto conseguenze di vasta portata sia per il tribunale che per la NATO. Il Generale Ivashov ritiene che fu questo il motivo dell’omicidio di Miloševic. “Si tratta di un assassinio politico su mandato”, disse Ivashov.
Slobodan Miloševic è morto nella sua cella proprio nel momento in cui la sua difesa era in pieno svolgimento. Era preoccupato per la sua salute, ma bruciava dal desiderio di esporre la verità su ciò che era realmente avvenuto nei Balcani. Non aveva motivo di suicidarsi. D’altra parte, il tribunale dell’Aja aveva un motivo evidente e considerevole per l’omicidio. La NATO, creatrice e finanziatrice del tribunale, stava perdendo il controllo del caso Miloševic. Miloševic doveva essere messo a tacere prima di poter esercitare il proprio diritto di parlare?”, si chiede De Ruiter.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora