S-500: nuova rivoluzionaria arma della Russia

Andrej Akulov, Strategic Culture Foundation 15/05/2016s500launcherL’esercito russo si prepara a testare i primi prototipi del sistema di difesa aerea e missilistica di nuova generazione S-500 Prometej, anche noto come 55R6M “Trjumfator-M”. L’arma non è un aggiornamento, ma un sistema di (nuova) quinta generazione capace di distruggere missili balistici intercontinentali, veicoli spaziali, missili cruise ipersonici e aeroplani che volano a velocità superiori a Mach 5. L’S-500 dovrebbe essere molto più potente dell’attuale S-400 Trjumf. Per esempio, il tempo di risposta è solo 3-4 secondi (per confronto, il tempo di risposta dell’S-400 è nove o dieci secondi). L’S-500 può rilevare e attaccare contemporaneamente (alla velocità di 8 km/s) dieci testate di missili balistici a 600 km di distanza che volano alla velocità di 8 km al secondo. Il Prometej può ingaggiare bersagli a 200 km di quota, come missili balistici in orbita a distanze pari a 720 km. Gli esperti ritengono che il sistema possa colpire i missili balistici intercontinentali nella fase finale e centrale del volo. Alcune fonti riportano che il sistema S-500 può rilevare un missile balistico a una distanza di 2000 km e le testate dei missili balistici ad una distanza di 1300 km. Il sistema può distruggere i missili balistici prima che le loro testate rientrino nell’atmosfera. Costruito per le operazioni per “nascondersi, sparare e spostarsi”, l’S-500 dovrebbe essere altamente mobile e in grado di attivarsi rapidamente, utilizzando una rete di radar per il puntamento a grandi distanze. Il sistema di difesa antimissile utilizzerebbe il radar di gestione in combattimento 91N6A(M), un radar di acquisizione 96L6-TSP modificato, il nuovo radar d’ingaggio multimodale 76T6 e il radar d’ingaggio dei missili balistici 77T6. Sarebbe anche progettato per distruggere gli intercettori. Il sistema avrà nuovi sistemi di comunicazione radio che non hanno eguali per qualità, distanza di trasmissione dei dati e furtività. “Attualmente, la società sviluppa i prossimi sistemi di comunicazione radio di sesta generazione completando le varie tecnologie militari, anche dei sistemi missilistici aria-superficie già presenti nelle forze armate e futuri”, notava una fonte dell’industria della difesa russa. I canali radio altamente protetti lo renderanno immune alle intercettazioni. Il Prometej diverrebbe operativo nel 2017 con 10 batterie ordinate. “Ci aspettiamo che i primi esemplari del sistema missilistico antiaereo S-500 siano consegnati presto”, aveva detto il Tenente-Generale Viktor Gumjonnij, comandante delle truppe della Difesa Aerea delle Forze Aerospaziali russe alla TV Rossija-24. Le prime unità saranno schierate intorno a Mosca e nella zona centrale del Paese. 5 batterie di missili S-500 entreranno in servizio entro il 2020. Gli S-500 saranno integrati con S-400, S-300VM4, S-350 e altre armi per creare una rete di difesa aerea integrata. Il Vicecomandante della Difesa Aerea russa Tenente-Generale Sergej Razygraev ha detto che l’S-500 diventerà un elemento della difesa nazionale missilistica strategica.
I funzionari della difesa degli Stati Uniti ritengono che i migliori aerei da guerra stealth nell’arsenale del Pentagono non saranno efficaci contro l’S-500. Come un funzionario dell’industria degli Stati Uniti ha osservato, “Mosca è riuscita a continuare a sviluppare il sistema di difesa aerea avanzato senza degradarne molto le capacità. In effetti, alcune nuove armi, come l’S-500, sono così efficaci che molti funzionari della difesa degli Stati Uniti temono che anche gli aerei invisibili F-22, F-35 e B-2 potrebbero avere problemi nell’affrontarli”. Non capita spesso che un’arma da difesa aerea relativamente poco costosa possa rendere obsoleto un programma per caccia da miliardi di dollari, ed è esattamente ciò che il sistema missilistico S-500 farà col nuovo caccia stealth statunitense F-35, noto per aver l’avanzata elettronica che ne migliorare la capacità d’inganno. Ma non riguarderà il Prometej, Il sistema S-500 è progettato per evitare contromisure e stealth utilizzando grandi e potenti radar assai resistenti al disturbo. Inoltre, ha anche un set di tre missili di raggio variabile fornendo una difesa a strati sovrapposti. Dati l’estremamente lungo raggio e le capacità effettive da guerra elettronica, l’S-500 è un’arma rivoluzionaria che sfida le capacità militari attuali a livello operativo bellico. Il sistema è unico e senza precedenti nel mondo.d0b0d180d0bcd0b8d18f-17La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo scudo missilistico della NATO assicura l’attacco preventivo russo

Rostislav Ishenko RIA Novosti Russia Insider

L’autore è un famoso analista politico ed ex-diplomatico ucraino costretto ad migrare in Russia dopo il colpo di Stato di Majdan. E’ editorialista dell’Agenzia di Informazioni Internazionale “Rossija Segodnja”.599732Gli Stati Uniti hanno attivato le prime stazioni della difesa missilistica il 12 maggio, presso la base aerea rumena di Deveselu, nell’ambito dello scudo di difesa missilistica in Europa, ed iniziato la costruzione del secondo elemento il 13 maggio presso la base aerea polacca di Redzikowo. Il Presidente Vladimir Putin ha dichiarato in una riunione sulle esercitazioni che gli Stati Uniti non potranno ingannare la Russia sostenendo che il loro sistema sia puramente difensivo, e che in effetti trasferiscono parte della loro potenza nucleare nei Paesi dell’Europa orientale. Il presidente ha promesso che la Russia risponderà adeguatamente alle nuove minacce alla propria sicurezza. Subito dopo la dichiarazione di Vladimir Putin, Stati Uniti e NATO erano isterici per la cosiddetta risposta inappropriata della Russia alle loro azioni “innocue”. Le nuove basi statunitensi sono così pericolose?

Risposta adeguata e non adeguata
L’esperienza di molti anni dimostra che il Presidente della Russia si concede del tempo prima di fare commenti duri, e questi lo erano senza precedenti. Parlando della necessità di ‘ridurre le minacce alla sicurezza della Federazione russa’, Putin ha fatto capire nel modo più chiaro possibile che i governi degli Stati dell’Europa orientale mutano i loro Paesi in possibili obiettivi degli attacchi russi consentendo di ospitare lo scudo antimissile degli USA. Va notato che l’11 maggio, il giorno prima dell’apertura della base romena, il Ministero degli Esteri della Russia aveva fatto una dichiarazione. Il direttore del Consiglio per la non proliferazione e il controllo delle armi, Mikhail Uljanov, definiva le azioni degli Stati Uniti, violazioni del trattato sulle Forze nucleari a raggio intermedio (INF) del 1987.

Controllo dei fatti
Cosa preoccupa la Russia e perché il riferimento di Mosca a “ridurre le minacce” provoca crisi isteriche nella NATO? I complessi terrestri del sistema da combattimento Aegis, base della Difesa Nazionale Anti-missile degli USA in Europa, sono una doppia minaccia per la Russia. Dopo aver concluso il trattato sulla limitazione delle armi strategiche offensive, Stati Uniti e Russia hanno ridotto le armi nucleari da diverse decine di migliaia a 6-7000 per ognuno. Ufficialmente, la Russia oggi ha 7300 testate nucleari. Tuttavia, ogni arma va lanciata sul bersaglio. Al momento, le Forze Armate russe hanno 526 vettori nucleari dotati di 1735 armi. Considerando le unità di riserva, il totale dei vettori sarebbe 877 con 3200 armi. Altri vettori per armi nucleari dispiegati sono gli aerei strategici e i sottomarini nucleari. Tuttavia, se si tentasse un attacco a sorpresa, non tutti gli aerei avrebbero il tempo di decollare, non tutti i missili riuscirebbero a raggiungere la zona di lancio e non tutti i sottomarini raggiungerebbero la zona di combattimento. E l’US Navy cercherebbe in ogni modo di distruggere quelli già attivi, molto prima dell’inizio dei combattimenti. Oggi la Russia ha solo dieci sottomarini lanciamissili balistici, e non sarebbe difficile per gli Stati Uniti neutralizzarli.

A cosa punta il sistema di difesa missilistica statunitense
Solo i lanciatori terrestri di missili balistici intercontinentali assicurano la distruzione del territorio degli Stati Uniti, e sono a questi che il sistema di difesa missilistica statunitense mira. La collocazione ai confini russi dovrebbe consentire l’intercettazione dei vettori intercontinentali nel momento in cui sono più vulnerabili, nella fase di decollo. Finora, la Russia ha circa 300 vettori nucleari intercontinentali. Sicuramente, i 24 missili antibalistici in Romania non bastano a salvare gli Stati Uniti da un attacco di rappresaglia, ma non hanno intenzione di limitarsi a una sola base di missili intercettori. Inoltre, dopo che il sistema viene accelerato, è facile aumentare il numero dei lanciamissili. Abbiamo prestato attenzione alla dichiarazione del Ministero degli Esteri russo sulla violazione dell’INF. Il punto è che il sistema di combattimento Aegis è universale e può controllare il lancio di missili antibalistici e di missili da crociera Tomahawk. I Tomahawk (insieme ai Pershing, tolti dall’arsenale) furono schierati negli anni ’80 in Europa occidentale, e il loro tempo di volo su obiettivi nella parte europea dell’ex-URSS (Ucraina, Bielorussia, Stati baltici e Russia fino al Urali) era di 5-8 minuti. E’ facile calcolare che il tempo di volo sarà ridotto con i Tomahawk in Romania e Polonia (1000-1500 km più vicini). In queste circostanze, non c’è tempo di valutare la situazione e le intenzioni. Tutto ciò che può apparire come minaccia di attacco nucleare contro la Russia determinerà il lancio immediato dei missili intercontinentali. In caso contrario, vi è l’alta probabilità che sarebbero distrutti nei siti. La limitata (dopo la riduzione secondo l’INF) quantità di vettori e testate non lascia speranza che ci siano abbastanza missili per una risposta adeguata dopo il primo attacco. Ciò aumenta il rischio del confronto nucleare ai livelli degli anni ’80, al culmine della storia delle relazioni URSS – USA, fatta eccezione delle due settimane critiche della crisi missilistica di Cuba, 15-28 ottobre 1962. (Crisi, tra l’altro, provocata dall’insediamento dei missili balistici a medio raggio Jupiter in Turchia).

La tensione cresce
L’attuale situazione internazionale è molto più esplosiva. Gli Stati Uniti non vogliono ancora accettare il fatto che la loro egemonia è finita, e al fine di salvarla puntano tutto sulla forza militare. I conflitti che si accendono potrebbero tradursi in un confronto diretto con la Russia, con entrambe le parti che usano le forze armate per far rispettare gli sforzi diplomatici. La disponibilità dimostrata dalla Russia nel proteggere la Siria con l’ombrello del sistema di difesa missilistica ha fermato l’invasione pianificata dall’occidente, secondo lo scenario libico. Non è un segreto che i consiglieri militari di Stati Uniti e Russia si consultano con Kiev e Donbas nella guerra civile in Ucraina. L’attacco contro l’aereo russo in Siria fu compiuto dalla Turchia, membro della NATO, dopo che Ankara aveva minacciato l’invasione della Siria per due mesi, con conseguente inevitabile confronto tra forze aeree russe e turche. In generale, il mondo vive quello che è probabilmente una crescente minaccia militare. Nel frattempo, quando la possibilità di creare una zona di lancio per il sistema missilistico di difesa statunitense in Europa era ancora in discussione, l’esercito russo dichiarò che l’unico modo affidabile per impedirne la minaccia era l’attacco preventivo dei sistemi Iskander se i leader politici concordano sul fatto che le azioni militari sono inevitabili. La distruzione del sistema di difesa missilistica con armi di precisione convenzionali non sarà la necessaria causa della guerra nucleare con gli Stati Uniti (anche se sicuramente porterebbe al confronto militare con i Paesi presi di mira). Ma l’avvicinarsi di decine di vettori con un tempo minimo di volo ai confini russi può essere considerato da Mosca minaccia esistenziale allo Stato russo. In questo caso, l’attuale dottrina militare della Russia prevede il primo impiego delle armi nucleari. Si dice che la dottrina si attui in caso d’aggressione contro la Russia. Tuttavia, la definizione di aggressione e minaccia esistenziale allo Stato sono attualmente piuttosto elastici. Negli ultimi due decenni abbiamo visto così tanti Stati quasi annientati senza una dichiarazione di guerra, che è praticamente impossibile identificare la linea sottile che separa la guerra dalla pace. Anche gli esperti si domandano come identificare lo stato attuale delle relazioni internazionali (situazione pre-bellica, terza guerra mondiale prolungata o inizio della quarta). In tali circostanze, più si avvicina la prima linea delle forze strategiche contrapposte, meno tempo resta ai leader politici per decidere, e il pericolo di schieramento automatico delle forze è molto più alto rispetto a quando i militari semplicemente seguivano le istruzioni prestabilite ‘nel caso’. Ogni Stato Maggiore si basa sul fatto che, se le intenzioni del nemico non sono chiare, vanno interpretate come aggressive (in caso contrario, sarebbe tardi per rispondere). Lasciando l’esercito da solo nel circolo vizioso delle decisioni inevitabili. Ecco perché Stati Uniti e NATO sono in crisi isterica per la dichiarazione di Putin, pensando che l’avrebbero costretto a ritirarsi ponendolo davanti alla minaccia militare, implicita ma innegabile. Ha accettato la loro proposta di alzare la posta in gioco al massimo, e ora è Washington che deve decidere se vale la pena rischiare una guerra nucleare non controllata o ritirarsi di fronte al mondo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I propagandisti occidentali non sanno come trattare il Sarmat

Politrussia, Fort Russ, 15 maggio 2016

f084c656d83a894dedbf95db7da170af_articleIl lavoro della propaganda occidentale è duro. Alti funzionari dichiarano che l’economia della Russia è “a brandelli”, la stampa riprende le loro parole con cattiveria, ma la nostra economia è ancora viva. Gli specialisti della propaganda di Washington diffondo un falso dopo l’altro, venendo subito smentiti dai fatti. Succede che i media occidentali insieme alle loro agenzie ufficiali sabotano i propagandisti locali. Ad esempio, un anno fa “Radio Liberty” attaccò il complesso militare-industriale russo. Presumibilmente, la frequenza della comparsa di nuovi prodotti dell’industria militare nazionale non è significativa, perché se scoppiasse improvvisamente la guerra, la Russia andrebbe a combattere con della spazzatura e nuovi mezzi mediocri: il carro armato “Armata” in stallo, mentre gli altri promettenti prodotti sono esemplari di “carta” e prototipi. Ma in occidente, la pillola sedativa dei giornalisti non funziona. Disintegrando gli argomenti di “Radio Liberty” sullo stato corrotto dell’industria militare russa, Pentagono e media sono andati ripetutamente nel panico discutendo dei nuovi programmi russi. Ad esempio, modellando la battaglia tra il bloccato e per nulla preoccupante “Armata” e lo statunitense “Abrams“, il Pentagono è giunto alla conclusione che il carro russo è un avversario estremamente pericoloso per i mezzi, una seria minaccia per la fanteria ed è quasi invulnerabile agli aerei degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti temono anche altre notizie dai nostri ministeri della Difesa e dell’Industria. Ad esempio, recentemente i militari degli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per lo sviluppo delle tecnologie spaziali russe, che nel lungo termine minacciano i satelliti militari del Pentagono. Lo sviluppo di un drone sottomarino non è sfuggito all’attenzione delle forze armate statunitensi. Ecco un altro esempio. Meno di un mese fa, il vicecapo del CyberCommand delle Forze Armate degli Stati Uniti, Ronald Pontius, ha riconosciuto che il suo Paese non può tenere il passo con lo sviluppo del nostro equipaggiamento militare, in particolare, a suo parere, gli aerei da ricognizione russi a cui gli Stati Uniti non hanno nulla da opporre. Inoltre, secondo il dipartimento della Difesa statunitense, non hanno nulla per contrastare il nostro successo nei moderni sistemi di guerra elettronica. Tuttavia, il pericolo nei cieli non proviene solo dagli aerei, ma anche dalle armi strategiche della Russia.
Il sistema di difesa antimissile statunitense non garantisce protezione assoluta, anche nell’attuale equilibrio di potere, per non parlare dei terribili nuovi prodotti dell’industria militare della Russia. Secondo il comandante delle Forze Strategiche Missilistiche russe Colonnello-Generale Sergej Karakaev, lo sviluppo del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti “attualmente non riduce le capacità operative delle truppe missilistiche strategiche russe“. Inoltre, la Russia considera lo sviluppo della difesa missilistica degli Stati Uniti nella progettazione delle nuove armi. “La realizzazione dei nostri piani implica l’uso di fondamentalmente nuovi ed efficaci mezzi e modi di battere qualsiasi difesa missilistica“, afferma Sergej Karakaev. Uno di questi progetti è il missile balistico intercontinentale “Sarmat“, su cui ha già pubblicato il sito “PolitiRussia“. “Per le sue caratteristiche di peso e dimensioni è simile al predecessore (SS-18 “Satan”). Ma inoltre avremo un nuovo mezzo bellico che promette di violare le difese missilistiche. Cosa più importante, il complesso è sviluppato e sarà prodotto presso le aziende della cooperazione russa“, ha detto Sergej Karakaev descrivendo il missile. Violare le difese nemiche è uno dei principali punti salienti della novità. “Il requisito principale del nuovo missile è la risposta flessibile allo sviluppo del sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti fino al 2030. Inoltre, la sua potenza consentirà al missile di colpire obiettivi non solo in tutto il Nord, ma anche in tutto l’emisfero Sud“, spiega l’ex-Capo di Stato Maggiore delle Forze Missilistiche Strategiche Viktor Esin. “Il nuovo missile potrà resistere alle armi d’attacco spaziali Echelon, e può essere lanciato da quasi tutte le aree e in tutte le direzioni“, ha detto il Viceministro della Difesa Juri Borisov, descrivendo le capacità del missile. Attacchi inaspettati, per esempio dal Polo Sud, preoccuperanno il sistema di difesa missilistico degli USA. Ma molti altri pericoli rappresenta il velivolo da combattimento ipersonico del missile. Un anno fa, il Washington Times scrisse che gli USA non possono difendersi da tali sistemi. Inoltre, se questi missili saranno impiegati dal villaggio Dombarovskij, come previsto, secondo il quotidiano, gli Stati Uniti non potranno abbatterli in volo e neanche distruggerli a terra. La comparsa di questi missili, secondo il Janes Information Group, sarà l’asso nella manica della Russia nei negoziati sulla limitazione delle armi nucleari strategiche. Il test del missile “Sarmat” era previsto per la primavera di quest’anno, ma è già la seconda volta che viene spostato. Il primo lancio non ebbe luogo per l’impreparazione di un impianto di lancio. Ora i problemi sono sorti nel missile stesso “E’ un prodotto completamente nuovo. E’ chiaro che la sperimentazione di nuovi equipaggiamenti può andare storta. E qui, credo, non dovremmo cercare un qualche dolo o conseguenze serie. Naturalmente, è meglio identificare i problemi prima che dopo…“, ha detto il capo redattore della rivista Arms Export Andrej Frolov. “Questi sono i rischi, l’atteso. E non servirebbe dire che tutto va male come dicono. Non andiamo male. Il fatto che abbiamo identificato prima il problema è un bene. Molto meglio di un missile che cade in testa a qualcuno“, ha detto l’esperto della associazione degli scienziati politici militari e professore associato di scienze politiche e sociologia della REU Plekhanov, Aleksandr Perendzhev. E nonostante la riformulazione del test, per la stampa occidentale è estremamente difficile gongolare dato il panico mediatico sullo sviluppo del “Sarmat” negli ultimi anni. Per esempio, il giorno prima della notizia sul ritardo, diverse agenzie inglesi pubblicavano tremendi articoli sul missile russo. Daily Mirror, Daily Express, Daily Star e Daily Record pubblicavano articoli terrorizzanti diffusi in occidente dalla rete.
E’ un’arma da giorno del giudizio così potente che in pochi secondi può cancellare un vasto territorio dalla faccia della Terra. L’occidente non ha nulla per contrastarlo, potendo facilmente aggirare tutti i sistemi di difesa missilistica“, dicevano i giornali citando esperti inglesi. “Una zona enorme” paragonabile, per esempio, a Texas o Francia. Il missile a lungo raggio spaventa anche gli inglesi. Il “Sarmat” può colpire le coste orientali e occidentali degli Stati Uniti o il centro di Londra, scrivevano. Tuttavia, non solo gli inglesi erano allarmati, anche la stampa statunitense ha scritto sul “Sarmat” con cautela, anche se più contenuta, rispetto alle controparti inglesi. National Interest ha risposto con pubblicazioni sul promettente missile. “Gli Stati Uniti sono notevolmente indietro rispetto alla Russia sullo sviluppo dei missili balistici intercontinentali… il programma della comunità di difesa missilistica europea e del sistema di difesa antimissile terrestre (complesso di difesa missilistica progettato per intercettare le testate in arrivo) nel prossimo futuro non sarà efficace contro i missili russi“, concludeva delusa la pubblicazione. Qualunque missile sostituisca l’attuale “Minuteman-III” degli Stati Uniti, è improbabile che sarà impressionante quanto quello russo, riassume l’autore di The National Interest. Inoltre, mentre sarà completato lo sviluppo del nuovo ICBM, il sistema di difesa missilistico russo non rimarrà fermo. “Lavoriamo alla modernizzazione del “Minuteman”, ma il comando aereo degli Stati Uniti ha detto al Congresso che questo sistema obsoleto difficilmente garantirà una barriera difensiva sicura rispetto al miglioramento delle difese missilistiche“, secondo la pubblicazione.
Forse piacerebbe credere alla propaganda occidentale che descrive accuratamente il declino delle Forze Armate russe. Ma come farlo quando la reazione diretta della stampa estera sul prossimo test di uno solo dei nostri missili è così eloquente?1023623195Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

RS-28 Sarmat, arma formidabile contro i piani degli USA

Andrej Akulov Foundation Strategic Culture 13/05/2016

xPGxUIl comandante delle Forze Missilistiche Strategiche della Russia Sergej Karakaev ha detto il 10 maggio che la Russia sviluppa nuovi missili balistici intercontinentali (ICBM), con particolare attenzione alla capacità di penetrare le difese antimissile balistico (BMD) degli USA. Ha detto che la decisione di accelerarne l’attuazione è stata provocata dallo schieramento del BMD degli Stati Uniti in Europa. Il generale ha sottolineato che i missili russi voleranno su traiettorie ottimali colpendo con le testate su più direzioni, “costringendo la controparte a proteggere il perimetro della difesa missilistica”. Secondo lui, la Russia avrà in egual numero lanciatori di ICBM fissi e mobili entro il 2021. L’arma prevede di testare 16 missili balistici intercontinentali nel 2016. Su un totale di 16 lanci di prova, 14 saranno condotti nell’ambito dello sviluppo di nuovi missili e testate. Nel complesso, le Forze Missilistiche Strategiche russe pianificano di testare circa 160 nuovi sistemi d’arma nel 2016, il doppio rispetto al 2015. Alcuni test riguarderebbero il nuovo velivolo ipersonico (HGV) Ju-71, che verrebbe montato sull’ultimo missile balistico intercontinentale (ICBM) pesante a propellente liquido russo RS-28 Sarmat (SS-X-30). Lo sviluppo del sistema missilistico pesante basato su silo Sarmat è in fase di ultimazione. La Russia schiererà i nuovi missili balistici intercontinentali pesanti a propellente liquido RS-28 Sarmat in Siberia e negli Urali meridionali, quando la nuova arma sarà operativa nel 2018. Il sistema sostituirà gradualmente l’obsoleto ICBM Voevoda R-36M2 Satan (SS-18). Il Sarmat utilizzerà gli stessi silos che ospitano il Satan, ma i due missili hanno caratteristiche molto diverse. I silos saranno ricostruiti per i nuovi missili e dotati di intercettori per proteggerli da un attacco preventivo. I primi prototipi del missili sono già stati costruiti. I primi lanci di prova sono in programma per la fine dell’anno presso Plesetsk, dopo un breve periodo di prove preliminari. Secondo una fonte dell’industria della difesa, il missile viene espulso dal silo fino ad un’altitudine di 30-40 metri grazie a un generatore a gas appena testato. A quella quota si avvia il motore da crociera del primo stadio per il lancio ‘regolare’. Con una gittata di almeno 11000 km, l’ICBM più grande mai costruito, l’RS-28 Sarmat, trasporterà 10-15 testate termonucleari a puntamento indipendente: 10 testate pesanti o 15 leggere a seconda della missione. Il missile peserà almeno 100 tonnellate e trasporterà un carico utile di 10 tonnellate. Utilizzerà una combinazione di esche, vari sistemi di contromisure e velocità progettata specificamente per superare le difese antimissile balistico e sarà dotato di testate manovranti per complicarne l’intercettazione. Il previsto schieramento dell’RS-28 è una delle misure adottate dalla Russia in risposta al Rapido Attacco Globale (PGS) e ai piani sulla difesa antimissile balistico degli USA.
Il PGS è lo sviluppo di un sistema capace di un attacco aereo di precisione convenzionale in tutto il mondo entro un’ora. Il programma comprende numerose tecnologie presenti ed emergenti, tra cui missili ipersonici convenzionali aerolanciati o lanciati da superficie o sottomarini. La difesa antimissile balistico è stata creata per contrastare un contrattacco in caso di guerra. Gli Stati Uniti si sforzano di creare un sistema di difesa antimissile globale efficace costituito da vari missili intercettori integrati con sistemi cinetici o laser schierati in tutti gli ambienti, anche nello spazio. Si ritiene che tale difesa a più livelli possa colpire missili in volo e testate nello spazio. Nel 2002 gli USA si ritirarono unilateralmente dal trattato ABM. La mossa fu molto distruttiva per il regime di controllo degli armamenti e fu percepita dalla Russia come tentativo d’immunizzare gli Stati Uniti da un attacco di rappresaglia. Ora, il sistema di difesa antimissile balistico Aegis Ashore è già attivo in Romania. Secondo i piani, nel 2018 la versione aggiornata sarà stanziata in Polonia. Navi della difesa antimissile degli USA sono di stanza a Rota, in Spagna. Questi sono solo alcuni esempi dello sforzo degli USA sul BMD globale. Mosca ha dichiarato in molte occasioni che se gli Stati Uniti continuano sulla questione, la Russia troverà mezzi asimmetrici per rispondere al sistema di difesa missilistica. I piani di sviluppo a lungo termine delle Forze Missilistiche Strategiche della Russia sono stati corretti, di conseguenza. L’arma prevede di introdurre nuovi ed efficaci mezzi e tecniche per penetrare qualsiasi sistema di difesa missilistica e in grado d’ingaggiare bersagli in qualsiasi parte del mondo. L’RS-28 è un esempio che testimonia il fatto che l’abbandono del Trattato ABM e l’attuazione dei programmi per ottenere la superiorità sulla Russia non rendono gli USA più sicuri. Al contrario, il controllo degli armamenti è il modo migliore per evitare la minaccia. Speriamo che la prossima amministrazione statunitense adotti un approccio più realistico ai problemi della sicurezza nucleare.1443718349_rs-18-baykonur-14122014-1La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Foundation Strategic Culture.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La futura blitzkrieg della NATO contro la Russia: La Battaglia per la supremazia aerea

Valentin Vasilescu, Katehon, 10/05/20161030841619Gli investimenti del Pentagono si limitano alle armi offensive progettate per l’invasione di altri Paesi. Per esempio, chi ha bisogno di aerei stealth per difendere il proprio territorio? Washington è l’unica proprietaria di portaerei nucleari scortate da decine di incrociatori, cacciatorpediniere, navi d’assalto anfibio e sottomarini d’attacco nucleare in grado di attaccare qualsiasi punto del globo. Gli Stati Uniti dispongono anche di una flotta di oltre 500 aerei cargo pesanti specificamente progettati per il trasporto di divisioni corazzate a decine di migliaia di chilometri dal continente americano. La Russia, circondata da basi della NATO, è vista da Washington come un enorme bottino dato il vasto territorio sul quale il 60% delle risorse minerarie della Terra, acqua potabile, terreni agricoli e foreste si trovano. Dal crollo dell’URSS, quando gli Stati Uniti rimasero l’unica superpotenza del mondo, nacque il modulo con cui Washington propone l’invasione militare di un altro Paese. In primo luogo si crea una psicosi tra l’opinione pubblica secondo cui il Paese bersaglio è sul punto di attaccare e occupare i vicini. Quando in realtà l’esercito statunitense invade il Paese bersaglio, il processo di guerra psicologica viene condotto intensamente dai media asserviti, che presentano l’aggressione militare degli USA volta ad eliminare la minaccia di uno Stato che minaccia i vicini. Per gli Stati Uniti, in realtà la “guerra fredda” non è mai finita, e negli ultimi due anni hanno innescato una guerra psicologica contro la Russia obbligando l’UE e altri Stati vassalli ad imporle sanzioni economiche. Per impedire che l’influenza russa si espanda dopo il successo in Siria, gli Stati Uniti devono accelerare i preparativi per attaccare la Russia. Eppure Barack Obama, anatra zoppa, non può decidere nulla e si presume che il prossimo presidente degli Stati Uniti deciderà.

Dove attaccherebbero gli Stati Uniti?
Gli Stati Uniti non pensano a uno sbarco nell’Estremo Oriente della Russia. Invece, proprio come Napoleone o Hitler, intendono occupare la capitale strategica della Russia, Mosca. Il piano iniziale era che l'”euromaidan” degli Stati Uniti includesse l’Ucraina nella loro sfera d’influenza e che le basi navali russe in Crimea passassero alla Marina degli Stati Uniti e l’Ucraina divenisse membro della NATO. L’invasione della Russia fu fissata dal territorio dell’Ucraina. Avrebbe preso in considerazione Lugansk, ad esempio, a soli 600 km da Mosca. Il piano iniziale fu ribaltato dal referendum che decise la riunificazione della Crimea con la Russia e, successivamente, dalla guerra civile nel Donbas, impedendo agli statunitensi di lanciare qualsiasi aggressione militare contro la Russia dall’Ucraina. Pertanto, il piano degli Stati Uniti è stato rivisto e gli Stati baltici sono destinati ad essere la nuova zona di partenza dell’offensiva. Perciò gli Stati Uniti fanno ultimamente pressione su Svezia e Finlandia per aderire alla NATO, il cui territorio potrebbe essere utilizzato per le manovre contro la Russia. Mosca è a soli 600 km dal confine con la Lettonia e non è protetta da eventuali barriere naturali che ostacolerebbero qualsiasi invasione da un punto di vista militare. Presumibilmente per “scoraggiare” la Russia, il Pentagono ha ampliato la spesa militare con la campagna anti-russa nei Paesi europei confinanti Russia. Gli Stati Uniti hanno anche schierato l’ennesima brigata corazzata negli Stati baltici e in Polonia, violando così l’Atto istitutivo del trattato Russia-NATO del 1997, oltre ad aumentare la flotta statunitense da 272 a 350 navi da guerra. Pertanto, il piano strategico del Pentagono potrebbe includere una blitzkrieg sotto il comando della NATO, con armi convenzionali, da Stati baltici e Polonia direttamente su Mosca. La sconfitta della Russia verrebbe seguita da un cambio della leadership politica rappresentata da Vladimir Putin e dal graduale ritiro delle forze, lasciando parti di territorio russo occupato da Lettonia, Estonia e Ucraina. Il confine occidentale della Russia passerebbe lungo la linea da San Pietroburgo a Velikij Novgorod, Kaluga, Tver e Volgograd. La rapida modernizzazione dell’esercito cinese, che può comportare seri problemi a Stati Uniti ed alleati nel Pacifico occidentale, spingerebbe il Pentagono a non schierare tutti i mezzi da combattimento disponibili in Europa. 1/3 delle forze militari statunitensi sarebbe tenuto in riserva nel caso di un attacco a sorpresa da parte della Cina.

Quale sarebbe la finestra temporale?
Qualsiasi invasione militare della Russia potrebbe avere successo per gli USA entro il 2018, dopo di che le possibilità di successo calano drammaticamente, data la perdita del Pentagono della superiorità tecnologica in molti settori rispetto all’esercito russo e alla possibilità che il conflitto diventi globale con l’uso di armi nucleari.12273747Ottenere la supremazia aerea
L’esercito russo si concentra sulla difesa. Ha intercettori ad alte prestazioni e sistemi missilistici antiaerei altamente mobili in grado di rilevare e distruggere gli aerei di 5.ta generazione degli USA. Pertanto, i militari degli Stati Uniti, sostenuti dalla NATO, non potranno avere la supremazia aerea. Con grande sforzo, potrebbero ottenere una superiorità aerea parziale per brevi periodi in alcune zone presso il confine con la Russia, con una striscia dalla profondità di 300 km. Per creare zone di volo sicure laddove i sistemi antiaerei russi sono attivi, gli statunitensi sarebbero costretti ad inviare una prima ondata d’attacco di 220 velivoli (15 bombardieri B-2, 45 F-35, 160 F-22A). Con due compartimenti aerodinamici, un B-2 può trasportare 16 bombe a guida laser GBU-31 (900 kg), 36 cluster bomb CBU-87 (430 kg) o 80 bombe GBU-38 (200 kg). I velivoli F-22A possono essere armati con 2 bombe JDAM (450 kg) o 8 bombe da 110 kg. Uno dei principali ostacoli sono i missili anti-radar AGM-88E degli statunitensi con un raggio d’azione di 140 km, troppo grandi per entrare nei vani di F-22A ed F-35 (lunghezza 4,1 m, coda di 1m) e se sono attaccati ai piloni subalari compromettono immediatamente l'”invisibilità” di questi aerei. Gli obiettivi predominanti della prima ondata sarebbero aeroporti e sistemi per le zone di esclusione A2/AD russi. Per l’F-22A, i rapporti del Pentagono mostrarono soddisfazione per i risultati dell’F-117 (primo velivolo di 5.ta generazione) nella prima campagna del Golfo e in Jugoslavia. Il Pentagono quindi originariamente ordinò 750 F-22A per sostituire l’F-16 dell’US Air Force, ma una volta che l’intelligence militare statunitense scoprì che la Russia aveva testato con successo il radar anti-stealth 96L6E contro l’F-117, il Pentagono ridusse l’ordine a 339 F-22A. Mentre gli statunitensi sviluppavano e testavano l’F-22A, i russi ne avevano già creato l’antidoto, cioè il sistema missilistico S-400 che utilizza apparecchiature di rilevamento a più componenti, come il 96L6E. In fine, solo 187 F-22A sono stati prodotti. A complicare il compito della difesa aerea russa, oltre ad affrontare gli aerei di 5.ta generazione vi sono 500-800 missili da crociera su navi e sottomarini statunitensi dispiegati nel Mar Baltico. Le possibilità che tali missili da crociera raggiungano i loro obiettivi sono piccole, avendo la Russia circa 250 caccia a lungo raggio MiG-31 in grado di raggiungere una velocità di Mach 2,83 (3500 km/h) specializzati nell’intercettare aerei AWACS E-3 Sentry e missili da crociera. I radar dei MiG-31 possono rilevare obiettivi a una distanza di 320 km e seguirne 24 contemporaneamente, 8 dei quali possono essere attaccati contemporaneamente con missili R-33/37 dalla gittata di 300 km e Mach 6 di velocità. Allo stesso tempo, F-18, F-15E, B-52 e B-1B degli Stati Uniti possono lanciare, senza avvicinarsi al confine con la Russia (anche senza entrare nel raggio d’azione dei missili S-400), mini missili da crociera AGM-154 o AGM-158 con raggio d’azione tra i 110 e i 1000 km. Possono colpire le navi da guerra della Flotta del Baltico e le batterie dei missili superficie-superficie 9K720 Iskander (gittata 500 km) e OTR-21 Tochka (gittata 180 km). Nel migliore dei casi, l’efficacia di tale prima ondata potrebbe neutralizzare il 30% della rete dei radar di sorveglianza aerea della Russia, il 30% dei battaglioni S-300 e S-400 schierati tra Mosca e il confine con i Paesi baltici, il 40% dei sistemi C4I automatizzati (particolarmente i componenti per il disturbo radar), nonché aeroporti bloccando 200 aerei ed elicotteri, danneggiando così il sistema di gestione operativa russo, ecc. Tuttavia, le perdite previste da statunitensi ed alleati possono raggiungere il 60-70% di aerei e missili da crociera entrati nello spazio aereo russo nella prima ondata.

Ma qual è il maggiore ostacolo alla conquista della supremazia aerea?
Intorno alle città di San Pietroburgo e Kaliningrad, i russi hanno creato due sistemi C4I automatizzati (dotati di comando, controllo, comunicazioni, computer, intelligence e interoperabilità automatici) avendo la supremazia per impedire la guerra radio-elettronica condotta dai sistemi di sorveglianza terrestri, aerei e cosmici statunitensi. Tra gli altri, l’equipaggiamento C4I comprende i SIGINT e COMINT Krasukha-4 (che può intercettare tutte le reti di comunicazione). Il Krasukha-4 può anche impedire la sorveglianza radar dei satelliti militari Lacrosse e Onyx statunitensi, dai radar installati negli Stati limitrofi o montati sugli aerei da ricognizione statunitensi AWACS, E-8C, RC-135 e sui velivoli senza equipaggio Northrop Grumman RQ-4 Global Hawk. L’esercito russo è dotato di sistemi di disturbo dei sensori optronici dei sistemi di guida laser, GPS ed infrarossi di bombe e missili del nemico. Tali sistemi sono relativamente poco numerosi, ma possono impedire importanti obiettivi al nemico. La diffusione dei sistemi C4I russi permette anche la creazione di due zone di esclusione (area anti-accesso/d’interdizione A2/AD), impenetrabili alle forze della NATO. Inoltre, i C4I sono integrati in due battaglioni con missili antiaerei a lungo raggio S-400 e a diverse batterie mobili di sistemi a corto raggio Tor-M2 e Pantsir-2M. Per impedire l’invasione occidentale, la Russia avrebbe iniziato a sviluppare l’integrazione dei sistemi automatizzati C4I, EW e A2/AD da San Pietroburgo al confine con gli Stati baltici alla regione di Kaliningrad. Il sistema S-400 può seguire ed attaccare 80 bersagli aerei dalla velocità di 17000 km/h a una distanza di 400 km, utilizzando le informazioni da radar e sensori satellitari multispettrali. La Russia dispone di 20-25 battaglioni con 8×40 sistemi di lancio ciascuno per missili S-400 (circa 180 installazioni di lancio di S-400). Otto battaglioni S-400 si trovano intorno a Mosca e uno in Siria. La Russia potrebbe portare gli altri battaglioni di S-400 al confine con gli Stati baltici o posizionarli in Bielorussia con 130 battaglioni di S-300 dotati di 1100 installazioni di lancio di S-300 (dalla gittata di 200 km) che, anche se più vecchi rispetto agli S-400, sono resistenti alle interferenze, e pososno essere aggiornato allo standard PMU-1/2 equipaggiandoli con il radar 96L6E. L’S-500, un modello più avanzato dell’S-400, è in fase di test e inizierà ad entrare nell’esercito russo nel 2017. Per via delle numerose ed assai efficienti attrezzature SIGINT e COMINT, anti-radar, anti-optronico e anti-GPS della Russia, la NATO non potrà avere la supremazia nelle guerre radio-elettroniche. Va ricordato come i sistemi automatizzati C4I, EW e A2/AD della Russia in Siria hanno impedito alla coalizione anti-SIIL degli USA di scoprire quali obiettivi dei terroristi sarebbero stati attaccati dai bombardieri russi. Nel caso di un attacco della NATO alla Russia, nella prima ondata gli Stati Uniti colpirebbero il 60 – 70% di obiettivi falsi sul territorio russo. I velivoli di disturbo EF-18 e le navi dell’US Navy di stanza nel Mar Baltico proteggerebbero la successiva ondata di attacchi aerei degli Stati Uniti. Ma per via della debole supremazia aerea dalla prima ondata, i successivi attacchi della NATO sarebbero caratterizzati da perdite sempre più pesanti. La forza aerea statunitense è composta da 5000 aerei ed elicotteri appartenenti ad Air Force, Navy e Marines che sarebbero affiancati dai 1500 aeromobili degli alleati della NATO.С-400_«Триумф»Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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