Missione compiuta: la portaerei Admiral Kuznetsov torna a casa

Alexander Mercouris, The Duran  6/172016

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo la portaerei della Marina russa Admiral Kuznetsov rientra in Russia per un esteso aggiornamento. Una volta completato, la Kuznetsov sarà schierata in Mediterraneo in modo semi-permanente.
Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo il Ministero della Difesa russo confermava che la flotta russa inviata nel Mediterraneo orientale in autunno, tra cui la portaerei Admiral Kuznetsov e l’incrociatore da battaglia lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij, rientravano in Russia. Questi erano i piani. Non c’è mai stato alcun suggerimento che lo schieramento non fosse temporaneo. La parte che la flotta russa ha giocato nella battaglia di Aleppo è difficile da valutare. Tuttavia è improbabile che sia stata decisiva o significativa. Il dispiegamento della flotta sembra volta a fornire esperienza alla flotta russa sulle operazioni di combattimento imbarcate, una cosa completamente nuova per la Russia, mentre rafforzava le difese aerea russe in Siria nel momento della battaglia decisiva in Siria, quando c’erano minacce da certi ambienti d’interferire nelle operazioni stabilendo una no-fly zone. In altre parole, la missione della flotta era una combinazione di esercitazione e di deterrenza, ed ha avuto successo su entrambi gli aspetti. I media russi già prima dello schieramento dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo orientale suggerivano che dopo aver completato la missione sarebbe stata sottoposta ad importanti modifiche, comportanti la sostituzione dei motori poco efficienti e la sistemazione dei vari problemi dei sistemi che affliggono la nave da sempre. Soprattutto certi noti problemi come, ad esempio, i sistemi di riscaldamento e idrici, e i russi ora sono consapevoli degli ulteriori problemi dei cavi di arresto (che hanno causato almeno due incidenti) e senza dubbio di altri problemi di cui non sappiamo nulla.
I russi ora sanno di risolverli, come avevano pianificavano per dopo lo schieramento. Il risultato sarà una nave da guerra più potente ed efficiente, una volta completato l’aggiornamento, ma ci vorranno anni. Una volta completati i lavori, vi è la possibilità che l’Admiral Kuznetsov sia schierata nel Mediterraneo in una base semi-permanente. L’Admiral Kuznetsov, essendo una portaerei convenzionale di medie dimensioni, si adatta meglio alle condizioni del Mediterraneo che non a quelle del Nord Atlantico. Nel Mediterraneo è un potente simbolo della volontà politica e della forza navale russa, mentre nel Nord Atlantico è un nano data l’inferiorità numerica verso le molto più potenti e numerose superportaerei nucleari della marina degli Stati Uniti, dove il suo ruolo è meno evidente. I russi hanno affermato che l’impianto di riparazione nel porto siriano di Tartus, attualmente in fase di ampliamento come base navale effettiva, potrà ospitare portaerei. Probabilmente l’Admiral Kuznetsov vi sarà basata.9z4yd1e

La Cina schiera la sua prima portaerei, avvertendo gli Stati Uniti
Alexander Mercouris, The Duran 6/1/2016

Mentre salgono le tensioni, i media cinesi avvertono gli Stati Uniti sulla gara navale 50ennale per il controllo del Pacifico, mentre la Cina schiera la sua prima portaerei nel Mar Cinese Meridionale.e5447d360adfMentre la portaerei russa Admiral Kuznetsov rientra dopo l’impiego operativo nel conflitto in Siria, la portaerei gemella cinese Liaoning (ex-Varjag) compie la prima crociera. Il Ministero della Difesa cinese ha descritto lo scopo della crociera della Liaoning come “ricerca scientifica, sperimentazione e formazione“. In altre parole, si tratta soprattutto di addestramento destinato a familiarizzare i cinesi con le operazioni aeronavali in vista delle molto più grandi portaerei cinesi in costruzione. Non solo questo però. I cinesi hanno volutamente schierato la Liaoning nel Mar Cinese Meridionale, punto di tensioni con gli Stati Uniti. La sua presenza ha ovviamente lo scopo di rivendicare ai cinesi il Mar Cinese Meridionale e ricordare a Stati Uniti e altre potenze navali del Pacifico la realtà della potenza cinese in questo settore. I cinesi usano la Liaoning come manifestazione politica ed hanno maggiori piani per quella che è, per ora, la loro unica portaerei; ciò è confermato da un editoriale del quotidiano cinese Global Times, noto per riflettere le opinioni della dirigenza cinese.
Il ruolo della Liaoning non si limiterà ai test tecnologici militari. Va anche verificato il ruolo geopolitico delle portaerei cinesi e la risposta delle grandi potenze al rafforzamento della Marina militare della Cina. Le portaerei sono strumenti strategici che dovrebbero essere usati per mostrare al mondo la forza della Cina e modellare l’atteggiamento del mondo nei confronti di essa. E non sono costruite solo per la guerra, ma le portaerei cinesi devono partire per un lungo viaggio. Gli interessi fondamentali della Cina sono principalmente sugli oceani, l’azione delle portaerei va al di là delle aree limitrofe. La rivalità va estesa nelle aree più ampie in modo da allentare la pressione al largo della Cina. Pur avendo nella flotta una sola portaerei, la Cina ora dovrebbe avere la capacità e il coraggio di proiettarsi sugli oceani. Dovrebbe non solo superare la prima catena di isole, ma anche la seconda e operare in acque dove la flotta cinese non ha mai incrociato. La flotta cinese navigherà nel Pacifico orientale, prima o poi. Quando la flotta di portaerei della Cina apparirà al largo degli USA, un giorno, si penserà in modo intenso sulle regole marittime. La navigazione oceanica della flotta di portaerei cinese non ha per scopo provocare gli Stati Uniti o ridisegnare la struttura strategica marittima. Ma se la flotta potrà entrare nelle aree in cui gli Stati Uniti hanno interessi fondamentali, la situazione con cui gli Stati Uniti fanno unilateralmente pressioni sulla Cina cambierà. La Cina dovrà accelerare il varo delle nuove portaerei, in modo da attivarle per il combattimento. Inoltre, la Cina deve pensare ad istituire punti di rifornimento per la Marina in Sud America, in questo momento. I cinesi amano la pace, ma i militari cinesi devono essere risoluti. La Cina non è facilmente irritabile, ma una volta che lo sarà, adotterà contromisure. La Liaoning e la sua flotta parteciperanno a una competizione geopolitica spietata e diverranno portabandiera della Marina militare cinese”.
Questo è un avvertimento diretto della volontà cinese ad affrontare gli Stati Uniti nella corsa agli armamenti navali nel Pacifico, con la Marina militare cinese pronta a sfidare quella degli Stati Uniti, mai messa in discussione dalla sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale. Inoltre i cinesi discutono apertamente di stabilire punti logistici per la loro Marina militare in Sud America (ci si chiede in quali Paesi) in un modo che alcun altra potenza, neanche URSS o Giappone, hanno mai fatto prima. Nonostante le garanzie della redazione che la Cina “non mira a provocare gli Stati Uniti” con queste mosse, è impossibile immaginare altra sfida geopolitica e militare-strategica che rischi di provocare di più gli Stati Uniti. Per la prima volta nella storia moderna, gli Stati Uniti affronterebbero una sfida militare diretta al largo delle loro coste e nel proprio cortile di casa. Vi è ampio dibattito sull’utilità militare delle portaerei, con l’affermazione spesso fatta che siano oggi militarmente obsolete essendo sempre più vulnerabili ai missili antinave. Mentre ciò sembra essere una forzatura, ha probabilmente una verità nella vasta area del Pacifico, dove le flotte hanno maggiori probabilità di essere schierate oltre la gittata dei missili antinave terrestri e aerei. Fu dopo tutto contro il Giappone, nel Pacifico, durante la Seconda Guerra Mondiale, e non contro la Germania o l’URSS nell’Atlantico nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda, che la portaerei ebbe il suo maggiore impiego. Infatti il principio che i militari spesso si preparano sull’ultima guerra, piuttosto che su quella successiva, è una critica forse valida della Marina degli Stati Uniti, costruita su una flotta di portaerei durante la guerra fredda, più adatta alla guerra contro uno Stato insulare dipendente dal commercio come il Giappone che contro l’autosufficiente superpotenza continentale sovietica a cui in realtà si contrappose. Mentre la minaccia del rafforzamento navale cinese nel Pacifico è la sfida probabilmente più vicina a quella cui la Marina degli Stati Uniti si è preparata a combattere, c’è una differenza cruciale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le le risorse industriali e tecnologiche del Giappone si ridussero. Oggi, al contrario, la Cina, rivale degli Stati Uniti nel Pacifico, ha risorse industriali superiori quelle degli Stati Uniti. Ovviamente a causa dell’enorme vuoto da colmare, l’equilibrio navale nel Pacifico ancora favorisce enormemente gli Stati Uniti. Tuttavia, in un successivo editoriale, il Global Times chiariva la decisione della Cina nel costruire le proprie forze navali nel Pacifico, per raggiungere una posizione navale dominante, anche se richiedesse cinquant’anni. “La Liaoning è utilizzata per la ricerca scientifica e prepararsi per la portaerei interamente di fabbricazione cinese in costruzione. La Cina ha una lunga strada da percorrere per costruire una propria difesa su portaerei. Per almeno mezzo secolo, la Cina non smetterà la costruzione della propria difesa. E’ chiaro che nel 21° secolo l’ascesa della Cina è la nuova normalità”.
Date le maggiori, e crescenti, risorse della Cina, questa è una sfida che gli Stati Uniti nel tempo semplicemente non potranno vincere, e i cinesi lo sanno. Vi è naturalmente un forte postura in tutto questo. Proprio mentre Donald Trump si avvicina a Taiwan per spingere la Cina a fare concessioni, gli avvertimenti cinesi sulla corsa agli armamenti navali nel Pacifico sono un monito agli Stati Uniti a venire a patti o affrontarne le conseguenze. In effetti lo stesso editoriale del Global Times dice tanto, “La Cina è diventata uno dei Paesi più potenti del Pacifico occidentale, ma non chiede più diritti. Gli interessi fondamentali della Cina non si sono ampliati, ed è aperta a negoziati su tutte le controversie. La Cina non affronterà l’alleanza USA-Giappone in acque oceaniche, mentre essi non sfideranno gli interessi fondamentali della Cina. La Cina infliggerà un duro colpo a chi agisse arbitrariamente nelle sue zone marittime”. Mentre la Cina e gli USA di Trump si preparano ad affrontarsi, vi è l’avvertimento appena velato che nel guanto di velluto cinese c’è un pugno di ferro. Donald Trump, autore dell’Arte degli affari, si spera comprenda e ne prenda nota.china-liaoning-2016-1-a

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Intanto, Washington a fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei...

Intanto, Washington ha fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché i ‘treni-fantasmi’ russi spaventano l’occidente

Sputnik, 4/12720161023028482Commentando i recenti successi del test di lancio del missile balistico intercontinentale russo dell’avanzato complesso missilistico strategico su rotaia Barguzin, i media tedeschi hanno lanciato un allarme, definendolo “incubo”, tuttavia osservando che si tratta della risposta all’aggressività occidentale ai confini della Russia. Il test ha avuto luogo presso il cosmodromo di Plesetsk ai primi di novembre, e apre la via ai test di volo reali. “Le prove di lancio sono svolte per determinare se il complesso è operativo. Il missile e il contenitore di lancio sono stati progettati da tempo, ma la piattaforma di lancio è nuova. Le prove hanno lo scopo di testarne le prestazioni“, affermava l’analista della difesa Viktor Murakhovskij a Radio Sputnik, all’inizio di novembre. Il test segna il rilancio del progetto del treno nucleare sovietico. Nel 1987, l’URSS decise di disporre di missili su ferrovia, approfittando dell’ampia e ramificata rete ferroviaria, in cui un treno poteva sfuggire alla ricognizione satellitare. Ciascuno dei 12 ‘treni nucleari’ sovietici era armato con tre missili balistici intercontinentali (ICBM) RT-23 (SS-24 Scalpel) che trasportavano 10 testate. Dallo spazio, questi treni sembravano vetture-frigorifero ordinarie.
a1a5ce9e16dea931ad3dfc65216c35e6In conformità con il trattato START II, la Russia disattivò i treni nel 2005 e li radiò nel 2007. Il nuovo progetto, nome in codice Barguzin, dal forte vento del Bajkal, non è soggetto al trattato e supera i predecessori per potenza. Ogni treno Barguzin sarà armato con 6 ICBM RS-24 Jars (equivalente terrestre del Bulava navale). Il nuovo “treno nucleare” opera similmente a un sottomarino nucleare. Le vetture sono così solide che possono resistere all’esplosione di una testata nucleare ad alcune centinaia di metri di distanza. Un treno può operare per un mese in modo autonomo e percorrere 1000 chilometri al giorno. Il sistema dovrebbe essere messo a punto entro il 2018. Cinque reggimenti Barguzin dovrebbero entrare nelle Forze missilistiche strategiche della Russia entro il 2020. “Le piattaforme sovietiche impiegavano vagoni ferroviari diversi dalle carrozze ferroviarie standard. Il nuovo complesso missilistico è adattato allo scartamento standard. I carri che trasportano i missili recentemente testati, assomigliano a quelli frigorifero, ad esempio“, spiegava Murakhovskij. Commentando i recenti test, il sito Welt.de e la rivista Stern hanno definito il treno “un incubo“. Tuttavia notavano che il rilancio dei cosiddetti “treni fantasma” è la risposta a ciò che Mosca vede come “passaggio dell’occidente della linea rossa” in Europa orientale, ai confini della Russia, indicando il rafforzamento militare della NATO in Europa orientale e nel Baltico. In un commento sul tema, il commentatore militare Vasilij Sychev osservava che i Barguzin sono solo la risposta all’unità Prompt Global Strike (PGS), un sistema aereo d’attacco convenzionale con armi intelligenti capace di colpire qualsiasi parte del mondo entro un’ora, similmente ad un ICBM nucleare. Tale arma permetterebbe agli Stati Uniti di rispondere molto più rapidamente di quanto sia possibile con le forze convenzionali.
Nel settembre 2014, il Presidente Putin citò il PGS tra le numerose nuove minacce che la Russia doveva affrontare, insieme al sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti in Alaska, al sistema di difesa antibalistico Aegis in Europa e la maggiore attività della NATO in Europa orientale. Il Viceprimo Ministro incaricato dell’Industria della Difesa Dmitrij Rogozin avvertiva che la Russia aggiornerà le forze nucleari strategiche e le difese aerospaziali in risposta al sistema PGS. Viktor Murakhovskij affermava che chi definisce il treno “un puro e semplice incubo” presso i servizi segreti stranieri, ha tutte le ragioni per dirlo. “Sono d’accordo dato che non ci sono gli elementi che potrebbero essere utilizzati per rilevare il complesso missilistico su rotaia“, aveva detto. “C’è una nuova piattaforma di lancio e un nuovo sistema di controllo operativo che utilizza canali di trasmissione digitali protetti. Vi sono nuovi programmi per le missioni“, dettagliava. Quindi i media tedeschi hanno ragione ad allarmarsi sui temuti treni russi che potranno colpire tutti gli obiettivi strategici in occidente. I treni tuttavia rimarranno esclusivamente sul territorio russo, dato che lo scartamento delle ferrovie della Russia è più ampio di quello dell’Europa. I binari nei territori della Russia e dell’ex-Unione Sovietica sono stati costruiti utilizzando il binario a scartamento largo (1520 millimetri). La maggior parte delle ferrovie europee occidentali, fino agli Stati baltici, così come il 60 per cento delle ferrovie del mondo, usa lo scartamento normale (1435 millimetri). Le origini di questa differenza risalgono al 19° secolo. Per la Russia, il diverso scartamento dei binari aveva uno scopo strategico militare, ostacolando la forza militare ostile impedendogli di spostare truppe e materiale bellico nel Paese via treno.1_RG_44,375Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

L’intercettore più veloce del mondo entra in servizio nelle Forze Aerospaziali della Russia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 03/12/2016s_miroshnichenko_mig-31bm_03_1601Il 30 novembre, tre squadroni di caccia-intercettori MiG-31BM atterravano nella base aerea Tsentralnaja Uglovaja, presso Vladivostok, entrando in servizio nell’Aeronautica russa. Il nuovo velivolo sostituirà i Su-27SM e le precedenti versioni dei MiG-31. I primi 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati ai militari ad aprile. Le Forze Aerospaziali della Russia riceveranno 130 MiG-31BM. 12-13 aviogetti saranno sottoposti all’ammodernamento nella versione BM ogni anno. Secondo il Viceministro della Difesa russo Jurij Borisov, dopo la modernizzazione, l’aereo rimarrà in servizio per 40-50 anni. Il MiG-31 (Foxhound) è un aereo da combattimento biposto a lungo raggio ad alta velocità e alta quota sviluppato sulla base del solido intercettore MiG-25 Foxbat. Fu progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth e altri obiettivi che volino a tutte le quote possibili, di giorno o di notte e in condizioni meteo avverse. Il MiG-31BM è uno dei pochi aerei in grado di intercettare e distruggere i missili da crociera che volano a quote estremamente basse. L’aggiornamento BM consentirà ai MiG-31 di rimanere in servizio fino al 2030. Secondo il capitano Vladimir Matveev, portavoce del Distretto Militare Orientale, le capacità operative del velivolo sono aumentate di 2,6 volte con la modernizzazione. Classificato intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato può distruggere bersagli aerei e terrestri. L’aereo è propulso da due motori a basso consumo D-30F6 dalla velocità massima di 2883km/h ad alta quota e circa 1554 km/h a bassa quota. Il MiG-31 può superare la barriera del suono durante il volo livellato o in cabrata, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può volare a velocità supersonica a quote medie e alte senza accendere i postbruciatori. Può accelerare fino a 2500 km/h e alla velocità massima è più veloce di qualsiasi aereo simile nel mondo, di almeno 500 chilometri all’ora. L’autonomia del MIG-31 in volo supersonico è limitata solo dal rifornimento. Il raggio operativo, a seconda della velocità, varia da 708 chilometri a 1448 km. Durante le esercitazioni, l’aereo ha conseguito il record del più lungo volo non-stop, volando sette ore e quattro minuti coprendo la distanza di 8000 km dalla regione di Krasnojarsk in Siberia alla regione di Astrakhan, nel sud della Russia, con tre aero-rifornimenti effettuati lungo il volo.
mig-31-bm-564x272 Il sistema di gestione delle armi e radar Zaslon-M, sviluppato dall’Istituto di Ricerca Scientifico e Progettazione V. Tikhomirov, offre un maggiore campo di rilevamento dei bersagli, 320 km, e di tiro, 280 km. Il sistema può rilevare un caccia a una distanza di 320 km ed ingaggiarlo ad una distanza di 280 km. Il radar aggiornato può tracciare 24 velivoli e inseguirne 10 simultaneamente. Il Zaslon-M consente l’impiego di missili aria-aria, bombe intelligenti e missili anti-radar. L’equipaggiamento comprende datalinks protetti digitali come l’RK-RLDN per le comunicazioni con i centri di controllo a terra. L’APD-518 consente a una formazione di quattro MiG-31 di scambiarsi automaticamente i dati radar volando a 200 km di distanza tra essi. E’ anche possibile guidare altri aerei sugli obiettivi tracciati dal MiG-31BM. Un gruppo di 4 di questi aeromobili può controllare uno spazio aereo ampio 800-900 km. Il MiG-31BM può svolgere anche il ruolo di piattaforma aerea di primo allarme (AEW) liberando gli aeromobili AEW A-50 per altre missioni. L’aereo è dotato di 10 missili R-37M o RVV-BD dal raggio d’azione di 320 km. La gittata è 189 km contro gli aerei invisibili. Il missile è progettato per abbattere aerei AWACS e C4ISTAR, mantenendo la piattaforma di lancio fuori dalla portata di qualsiasi caccia che protegga il bersaglio. Può attaccare obiettivi che voltano a quote dai 15 metri ai 25000 metri. L’R-37M dovrebbe rintracciare i propri obiettivi con un sistema di guida radar semi-attivo e attivo. L’R-37M può anche utilizzare la modalità lancia e dimentica, in cui è completamente indipendente dalla piattaforma di lancio. La testata ad alto esplosivo a frammentazione è enorme, 60 kg, capace di abbattere grandi aerei. La velocità è incredibilmente alta, 7350 chilometri all’ora o Mach 6. Il MiG-31BM è inoltre dotato di un cannone a tiro rapido a sei canne. In modalità operativa aria-superficie, il caccia può essere utilizzato per mappare il terreno e attaccare bersagli a terra e in mare utilizzando un’ampia gamma di missili e bombe guidate. Può essere equipaggiato con missili anti-radar Kh-31 e Kh-25, missili aria-superficie Kh-59 e Kh-29, bombe guidate KAB-1500 o KAB-500 a guida TV o laser. Il carico bellico massimo è di 9000 kg.
In grado di svolgere missioni d’intercettazione a lungo raggio, attacchi di precisione e soppressione delle difese, l’aereo è tra i primi dieci del mondo. La versione MiG-31BM formerà la spina dorsale delle difese aeree della Russia.d_pichugin_mig-31bm_domna_1200La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
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Il caccia invisibile statunitense F-22 Raptor perde il rivestimento antiradar
South Front  03/12/2016

Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, utilizzati dall‘US Air Force in Siria, perdono il rivestimento radar-assorbente. Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, che partecipano all’operazione in Siria, perdono il rivestimento antiradar, secondo il sito Aviation Week. Il rivestimento radar-assorbente del velivolo si deforma e si stacca. Secondo l’US Air Force, le condizioni climatiche in cui operano gli aerei da guerra sono tra le ragioni delle difficoltà. Secondo il responsabile del programma F-22 della Lockheed Martin, John Cottam, le grinze e il distacco del rivestimento sono dovuti alla perdita di rigidità liquefacendosi. Notava anche che il processo viene accelerato da fattori come pioggia e sabbia. In precedenza, i piloti degli Stati Uniti si lamentavano della distruzione del rivestimento radar-assorbente al contatto con carburante e lubrificanti. Nel 2009, un ex-ingegnere della Lockheed Martin, Olsen Derrol, accusò la compagnia di applicare diversi strati del rivestimento radar-assorbente per nascondere il fatto che il rivestimento ‘invisibile’ si stacca facilmente dalla fusoliera degli aerei su azione di acqua, olio e carburante. I progettisti dell’F-22 Raptor affermano di aver creato una nuova formula, più stabile, e di applicarla sui 186 aerei da combattimento prodotti, nelle operazioni di manutenzione. Secondo stime preliminari, il processo richiederà almeno tre anni.f-22-raptorTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sarmat: Il missile che potrebbe impedire la Terza Guerra Mondiale

Rakesh Krishnan Simha, RBTH 28 novembre 2016

In grado di spazzare via una superficie grande come il Texas o la Francia, il nuovo missile balistico della Russia migliorerà considerevolmente la deterrenza, e impedirà l’avventurismo degli USA nel cortile di Mosca.rs-28-sarmat-russian-missile-satan-1Il nuovo missile balistico con una potenza distruttiva 2000 volte superiore alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki viene testato in prossimità degli Urali prima di entrare in servizio nelle Forze strategiche russe. Armato di 10 testate a rientro indipendente e numerosi inganni, un solo missile balistico intercontinentale (ICBM) RS-28 Sarmat può eliminare la vita umana in un’area grande quanto il Texas, secondo uno scrittore statunitense. Il colosso da 100 tonnellate fa dello statunitense Minuteman uno “stuzzicadenti a razzo”. In via di sviluppo dal 2011, l’esistenza del Sarmat fu confermata quando la prima immagine venne declassificata nell’ottobre 2016. Il missile è già una parola che spaventa i media occidentali. Il Daily Mail ha suscitato panico tra i lettori con un articolo secondo cui il nuovo missile russo potrà distruggere l’Inghilterra e il Galles in un colpo. Il New York Post l’ha descritto come il “diavolo sotto mentite spoglie”. I media occidentali, per una volta, hanno ragione. Il Sarmat è il derivato dell’SS-18 Satan, nome in codice NATO del 50enne missile RS-36, attualmente il più potente missile esistente. Il Sarmat non solo ha caratteristiche furtive ma può volare su grandi distanze, oltre 11000 chilometri, sorvolando polo nord e polo sud, creando enorme incertezza nel nemico. Queste caratteristiche lo rendono un’arma da deterrenza strategica estremamente utile. Secondo il Viceministro della Difesa russo per gli Armamenti Jurij Borisov, il nuovo missile sarà operativo già nel 2018. Attualmente il missile viene testato per il “lancio” a freddo. È la prima fase dei test del missile, durante cui l’enorme Sarmat viene espulso dal silo mediante gas compresso, prima di accendere il motore a razzo a diversi metri dal suolo. Il lancio a freddo del missile permette che lo scarico del getto non danneggi il silo missilistico.

Non esiste una cosa come troppa potenza
L’attuale peso massimo, l’SS-18, sarà un progetto di oltre cinquant’anni, ma può infliggere un potentissimo colpo, dal potere distruttivo superiore a un migliaio di armi nucleari tipo Hiroshima, ponendo fine alla vita umana in un’area grande quanto Gran Bretagna o Stato di New York. In questo contesto, l’assai più potente Sarmat potrebbe sembrare eccessivo, ma non è così. L’arsenale di missili balistici intercontinentali della Russia attualmente non può essere intercettato dai sistemi antimissili balistici (ABM) degli USA, ma in futuro questi missili mortali potrebbero non essere imbattibili. Attualmente, la deterrenza strategica si basa sulla distruzione reciproca assicurata, o MAD, in cui entrambe le parti sanno che saranno distrutte in caso di scambio nucleare. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno dichiarato l’intenzione di annullare il MAD con il Prompt Global Strike (PGS), un piano del Pentagono per sviluppare un sistema d’attacco aereo intelligente convenzionale capace di colpire in tutto il mondo nel giro di un’ora, similmente agli ICBM nucleari. Il Sarmat sarà la risposta efficace al PGS così come alla difesa missilistica degli Stati Uniti in prossimità delle frontiere della Russia, come ad esempio nei Paesi baltici, Romania, Polonia e Corea del Sud.2Fatto: sconvolgi e terrorizza
Borisov ha rivelato che il Sarmat è un’arma di quinta generazione più avanzata degli ICBM della generazione precedente. La velocità del missile è di 6,7 km al secondo (circa 25000 km all’ora), permettendo così di colpire obiettivi negli Stati Uniti continentali in meno di 30 minuti. Mentre l’SS-18 può cavalcare il vento (formando una serie di curve a S per eludere le difese antimissile) solo in alcune fasi del volo, il nuovo missile manovra sempre, quindi è quasi impossibile per i sistemi di difesa missilistica abbatterlo. Lo sviluppo del Sarmat avviene in sincronia con il Proekt 4202, un velivolo ipersonico che si prevede di attivare tra il 2020 e il 2025. Ciò significa che invece di testate a gravità trasportate dagli ICBM, le testate multiple del Sarmat accelereranno sull’obiettivo a un velocità 7/12 volte superiore a quella del suono. Molto semplicemente, il Sarmat è la risposta della Russia alla minaccia dei sistemi di difesa missilistica progettati dagli Stati Uniti per minare l’equilibrio strategico globale.

Mantenere le polveri asciutte
Nella prima parte del secolo scorso, lo scrittore e storico Will Durant scrisse: “Una nazione deve amare la pace, ma mantenere le polveri asciutte“. La Russia non può seguire l’interventismo degli statunitensi, ma Mosca ha bisogno di forze armate moderne più che mai dalla fine della guerra fredda. Non può permettersi d’ignorare i progressi nella tecnologia ABM degli USA, e neanche i suoi missili meno recenti che cominciano ad invecchiare. Igor Sutjagin, esperto della potenza nucleare russa del Royal United Services Institute di Londra, dice: “L’SS-18 ha più di 30 anni. Ha superato l’operatività prevista, quindi anche se avesse rapporti più stretti con la NATO, la Russia vorrà aggiornare i missili. Ma (il Presidente Vladimir) Putin, naturalmente, è felice che ciò appaia come mossa aggressiva, volendo sottolinearne imprevedibilità ed importanza”. Come disse Stephen J. Cimbala ne ‘L’esercito russo nel XXI secolo“, durante la guerra fredda i capi statunitensi erano “quasi eroicamente incapaci” a capire il comportamento russo. In una intervista di quei giorni, Putin ricordava l’imprevedibilità del governo russo.

Indebolimento delle difese degli USA
L’insistenza russa su una potenza di megatoni è un retaggio della dottrina militare sovietica ed è corretta. In un rapporto dell’US Army War College dal titolo ‘L’impatto delle minacce missilistiche sull’affidabilità delle basi d’oltremare’, Joel Wuthnow scrive che i missili sono interessanti strumenti coercitivi per due ragioni: “In primo luogo, i missili possono influenzare le decisioni politiche degli USA minacciando o causando vittime in massa all’estero o in patria. L’idea è che le pressioni interne per evitare o minimizzare le perdite possano spingere un presidente degli Stati Uniti a ripensare l’impiego della forza. In secondo luogo, i missili possono essere sfruttati contro gli Stati che ospitano truppe o che pensano di concedere accesso agli Stati Uniti. Le nazioni ospiti possono essere costrette con le minacce o vere vittime e/o danni economici“. Per Mosca, l’arsenale di missili balistici è fondamentale visto l’incessante avventurismo degli USA presso la Russia e in altri teatri. Le armi nucleari possono essere utilizzate per disperdere le forze NATO prima che possano organizzare l’invasione, diciamo, dell’Ucraina. Ciò costerebbe caro all’interventismo militare degli Stati Uniti. Nel corso di un’udienza al sottocomitato sulle minacce emergenti del Comitato per le forze armate del Senato, tenutasi il 5 marzo 1999, l’ex-Capo di Stato Maggiore dell’US Air Force Ronald Fogleman disse, “Attacchi di saturazione con missili balistici contro forze sulle coste, porti, depositi e aree di raccolta potrebbero rendere estremamente costoso proiettare le forze statunitensi in un teatro, tanto meno effettuare operazioni per sconfiggere un aggressore ben armato. Semplicemente la minaccia di tali attacchi missilistici del nemico potrebbe scoraggiare i partner della coalizione degli Stati Uniti e dal rispondere all’aggressione“. Anche se gli Stati Uniti pompano miliardi nel progetto PGS, potrebbe rivelarsi l’ennesimo disastro in stile Star Wars, destinato a fallire contro una pioggia di missili balistici intercontinentali russi. Christopher J. Bowie scrive in ‘La minaccia d’interdizione e basi aeree di teatro’ che l’aggiornamento delle armi offensive schierate è più facile di quello delle armi difensive. Per esempio, le future forze missilistiche saranno caratterizzare da inganni o contromisure, e possono essere rivestite di materiali radar-ablativi. Queste sono appunto le caratteristiche che il Sarmat avrà. Il massiccio peso al lancio potrebbe consentire decine di testate d’inganno, ognuna delle quali i radar degli Stati Uniti dovranno affrontare mentre monitorano anche le testate reali in volo sui centri abitati degli Stati Uniti. Il risultato: il Sarmat violerà la difesa statunitense. Come spiega Bowie, indipendentemente dalla raffinatezza della difesa, un avversario armato con un numero “minimo” di missili potrà sopraffare le difese, una preoccupazione aggravata dalla crescente letalità delle singole testate. Anche se in futuro le difese attive non costituiranno un’inutile “Linea Maginot degli USA”, la minaccia “stresserà significativamente le difese aeree“. In questo contesto, l’ICBM Sarmat minaccia di creare una tale vulnerabilità negli, esistenti o concepibili, scudi antimissilisi che proteggano le città occidentali. La potenza apocalittica del Sarmat potrà ironicamente preservare la pace nei prossimi decenni, ed impedire la terza guerra mondiale.sarmat-7Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La Russia testa il nuovo sistema strategico mobile

Il presidente Trump può impedire una nuova corsa agli armamenti
Peter Korzun, Strategic Culture Foundation 24 /11/2016

bjrk_301214-tGli Stati Uniti rimuginano una profonda revisione della triade nucleare. L’Air Force lavora ad una nuova versione del missile intercontinentale balistico (ICBM) e al programma Long Range Strike-Bomber (LRS-B). La Navy studia i piani per sostituire i sottomarini classe Ohio. Secondo il Centro di valutazioni e bilancio strategici, i piani per aggiornare la triade nucleare costeranno più di 700 miliardi di dollari nei prossimi 25 anni. L’ex-segretario alla Difesa William Perry ha avvertito che gli Stati Uniti sono “sull’orlo” di una nuova corsa agli armamenti nucleari, elevando il rischio di un’apocalisse nucleare come nella Guerra Fredda. Mosca non ha altra scelta che rispondere. La Russia ha condotto con successo il primo test del missile balistico intercontinentale (ICBM) progettato per il futuro sistema strategico nucleare offensivo ferroviario Barguzin. Si trattava dell’“eiezione” del missile dal contenitore di lancio. Le prove sono state effettuate presso il cosmodromo di Plesetsk, due settimane fa, aprendo la via ad ulteriori prove da effettuare nel 2017. Il Colonnello-Generale Sergej Karakaev, comandante delle Forze missilistiche strategiche della Russia, ha detto ai giornalisti che il nuovo sistema missilistico ferroviario sarò pronto nei primi mesi del 2017. In precedenza, Jurij Solomonov, capo-progettista dell’Istituto di Tecnologia Termica di Mosca (MITT), promise che il primo test di espulsione si sarebbe avuto “all’inizio del quarto trimestre del 2016”. I primi cinque sistemi ferroviari Barguzin diverrebbero operativi entro il 2020, rimanendo in servizio fino al 2040. Mosca ha intenzione di schierare cinque treni Barguzin nel 2019. Ogni treno Barguzin trasporterà sei ICBM RS-24 Jars pronti a lancio in pochi minuti. La gittata dei missili è di 11000 km, con almeno 4 testate MIRV da 150-250 kiloton. La velocità è superiore a Mach 20 (24500 km/h o 6806 m/s). Il sistema di guida è inerziale e via GLONASS. La precisione è di 150-200 m. Camuffata da treno merci, la piattaforma mobile non può essere individuata da satellite o sorveglianza elettronica. Va ricordato che le ferrovie russe sono le seconde più lunghe del mondo. In generale, il sistema di combattimento può percorrere 1000 chilometri al giorno, ed è estremamente difficile individuarlo. Con i relativamente leggeri missili Jars a bordo, non ci saranno le firme rivelatrici delle locomotive dei vecchi sistemi ferroviari, dismessi nel 2005. Il sistema è stato creato in risposta alla difesa antimissile balistico della NATO (BMD), che può lanciare missili da crociera a lungo raggio Tomahawk, oltre a missili intercettori. Il dispiegamento del sistema è anche la risposta al concetto Prompt Global Strike (PGS) degli USA, che prevede la capacità di attacco convenzionale di precisione su qualsiasi obiettivo nel mondo entro un’ora, usando armi ipersoniche. BMD e PGS sono considerati destabilizzanti dalla Russia. Il Barguzin è una risposta che non viola le disposizioni del nuovo trattato START del 2010. Vi è un altro importante rafforzamento del deterrente strategico nucleare russo. L’ottavo sottomarino a propulsione nucleare Knjaz Pozharskij, della classe Borej, sarà impostato nel cantiere Sevmash nella città di Severodvinsk, il 23 dicembre. Il Knjaz Pozharskij sarà l’ultimo degli otto sottomarini classe Borej e il quinto della versione avanzata Borej-A. Il sottomarino trasporta 16 missili balistici intercontinentali Bulava. Un missile MIRVizzato con 6 veicoli di rientro dalla potenza di 150 kiloton ciascuno e dalla gittata di 8300 km. Questi sviluppi ricordano che Russia e Stati Uniti, le due nazioni che rappresentano oltre il 90% della potenza nucleare strategico mondiale, devono prendere una decisione molto importante sul futuro del controllo degli armamenti. Il nuovo Trattato START scade nel 2021 senza prospettive per un nuovo accordo. Il Presidente Putin e il Presidente Trump devono correggere la situazione. Vi sono molte cose che complicano un problema già complesso: il futuro del Trattato INF, la superiorità d’attacco convenzionale degli USA, le armi tattiche della NATO (B61-12) in grado di colpire il territorio russo come le armi strategiche, il rifiuto degli altri Stati nucleari ad aderire al processo di controllo degli armamenti, sono noti.
Da quando gli Stati Uniti si ritirarono dal Trattato ABM, la difesa antimissile balistico è diventata il principale ostacolo a un accordo. La capacità BMD renderebbe il deterrente russo meno credibile, perché gli Stati Uniti potrebbero degradare la capacità di rappresaglia del secondo colpo russo. Il nuovo START menziona l’interazione tra armi offensive e difesa, ma non contiene limitazioni. Senza dubbio, la Russia solleverà la questione quale prerequisito a qualsiasi discussione sul controllo degli armamenti. Il nuovo presidente degli Stati Uniti dovrà pensare a lungo e molto se procedere con tale sistema altamente destabilizzante, che può rovinare i futuri sforzi per accordarsi. Gli Stati Uniti hanno una riserva di testate inattive da poter rendere operative entro 6-24 mesi. Le testate da aggiornare possono essere attivate da 24 a 60 mesi. E conserva parte di tale funzionalità per i propri vettori strategici. Questo è un problema che il nuovo START non affronta. Nel 2002 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM creando un precedente, essendo la prima volta che una superpotenza si ritirava da un accordo sul controllo degli armamenti. E se gli Stati Uniti decidono di ritirarsi dal nuovo START o da qualsiasi altro trattato con la Russia? Se accadesse potranno riattivare sui missili le testate depositate (capacità di riarmo), e costruirsi un potenziale strategico da diverse migliaia di testate in qualche mese. Le apprensioni della Russia sono giustificate. La nuova amministrazione degli Stati Uniti considererà le preoccupazioni dell’altra parte? Secondo le disposizioni, il nuovo trattato START può essere esteso per 5 anni, ma dal punto di vista della Russia ci sono preoccupazioni che dovrebbero essere prese in considerazione prima che il problema arrivi all’agenda del controllo degli armamenti. Con i militari russi e statunitensi che non hanno contatti regolari, vi è il pericolo di incidenti, un altro problema che le due nazioni affrontano.
Entrando in carica il 20 gennaio, Donald Trump erediterà la crisi nelle relazioni Russia-Stati Uniti e le crescenti tensioni nucleari e il futuro incerto sul controllo degli armamenti. Trump ha detto molte cose positive e vi è motivo di sperare nel progresso su questioni come la Siria, per esempio. E’ logico aspettarsi che l’attuale flessione del rapporto bilaterale s’inverta. Ma finora nulla è stato detto da Donald Trump e dalla sua squadra sul rilancio della cooperazione nucleare. Forse gli accordi vincolanti sui sistemi BMD o le limitazioni esistenti ed emergenti sulle armi offensive convenzionali a lungo raggio e la riduzione delle armi nucleari di teatro, potranno contribuire a compiere progressi graduali. “Il rischio di un conflitto nucleare sarebbe superiore oggi rispetto agli anni 1980”, avverte Andrew Kuchins, esperto di Russia presso la Georgetown University di Washington ed ex-capo del Carnegie Moscow Center, in una prossima relazione sui rapporti USA-Russia. “Purtroppo, società ed istituzioni politiche… sembrano inconsapevoli che tale minaccia esistenziale possa veramente ritornare”. Ci sarà cooperazione in alcuni settori di reciproco interesse, ma alcuna inversione da una crisi pericolosa senza progressi sul controllo degli armamenti. Con la nuova amministrazione statunitense sarebbe opportuno per gli esperti prendere il toro per le corna ed iniziare le discussioni. Con la vittoria di Trump c’è una possibilità che non va persa.f1406c28eda1d71a2da51894bd344d2eLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013