La Siria permette la grande modernizzazione delle Forze Armate russe

Alex Gorka  Strategic Culture Foundation 18/02/2017maxresdefaultLa Siria è diventata il banco di prova degli armamenti della Russia. L’occasione non viene mancata. Le lezioni vengono apprese per rendere le forze armate più efficienti. I velivoli Sukhoj Su-35, Su-30 e Su 30SM sono stati testati in battaglia e modernizzato. I missili da crociera Kh-101 e Kalibr venivano lanciati dal Mar Caspio in attacchi a lungo raggio ed alta precisione contro i terroristi in Siria. Ma non si tratta solo di aerei e missili. Secondo i piani, i robot entreranno nell’arsenale delle forze armate nel 2017-2018 per un totale del 30 per cento del materiale militare. Finora, i media hanno raramente menzionato i militari russi testare il sistema robotico antimine telecomandato Uran-6. Controllato a distanza di sicurezza a 1 km, può svolgere il lavoro di 20 genieri. Dotato di apripista e rostri trainati, attraversa terreni pericolosi cercando mine e ordigni inesplosi e neutralizzarli via comando dell’operatore. Il sistema resiste alle esplosioni di mine da 60 kg di TNT e può eliminare mine antiuomo e ordigni pericolosi da 1-4 kg di TNT. Il motore diesel da 240cv permette una velocità di sminamento di 2 chilometri all’ora e una velocità massima di 5 chilometri all’ora, offrendo un rapporto peso/potenza di 32cv/t. Il robot da sminamento Uran-6 può operare per cinque ore, superare ostacoli alti 1,2m e superare trincee larghe 1,5 metri. La pendenza massima di salita del robot è di 20°. I sistemi Uran-6 furono schierati dalle truppe russe per la rimozione degli ordigni esplosivi a Palmira, in Siria, nell’aprile 2016. Negli ultimi scontri, i robot russi sono stati ampiamente utilizzati, come Platform-M, un’unità robotica telecomandata cingolata e armata di lanciagranate e fucili Kalashnikov per colpire obiettivi fissi e in movimento. Dotato di localizzatori optronici e radio, può essere utilizzato anche per l’intelligence. Potenza di fuoco supplementare può essere montata sul sistema, su richiesta. L’Argo è un robot telecomandato progettato per operazioni su terreno accidentato e montagnoso. Può anche essere anfibio per utilizzarlo con ideale mezzo per il tiro di supporto per le unità dei marine. L’Argo è armato con una mitragliatrice da 7,62 mm e 3 lanciarazzi RPG-26. Il sistema telecomandato automatico Andromeda-D può essere montato sui veicoli blindati BTR-D, BMD-2 e BMD-4. Può anche essere aerotrasportato supportando le forze aviolanciate. Armato con una mitragliatrice da 7,62 mm e lanciagranate, il sistema si muove su sei gambe meccaniche. Il robot può analizzare l’ambiente e adattare la “camminata” alle irregolarità della superficie. Può identificare oggetti e riconoscere facce. Grazie alle piccole dimensioni e al peso (circa tre chilogrammi) può entrare sotto le macerie in caso di terremoti e altri disastri. La macchina può trasportare farmaci e altri soccorsi. Il robot può anche essere dotato di un microfono bidirezionale. E’ stato testato in battaglia a Lataqia, in Siria, su terreno montagnoso.
cghvdg90yxnzmi5jzg52awrlby5yds93awr0ac83ndrfyjeyzji5mjyvdgfzcy9tmi91cgxvywrzl2kvmjaxnja5mtavndmzmtixny5qcgc_x19pzd04mze2naAlla fine del 2016, un unico guardiano robotico senza equipaggio superava con successo le prove militari russe. Il “Sentinella” è telecomandato da un operatore. Il sistema è stato sviluppato per aumentare la sicurezza dei siti militari stazionari ed è destinato ad essere schierato a guardia dei silo sotterranei delle Forze missilistiche strategiche (SMF). Equipaggiato con strumenti optronici e radar, può sparare proiettili e granate in modalità automatica ed semi-automatica su bersagli a 400 metri di distanza. L’anno scorso, un nuovo veicolo russo senza equipaggio (UGV), assegnato al tiro di supporto e alla ricognizione armata sul campo di battaglia, veniva presentato al forum tecnico militare dell’esercito del 2016. Designato come veicolo senza pilota da combattimento, il Vikhr si basa sul veicolo da combattimento della fanteria BMP-3 e può essere integrato con altri veicoli corazzati da combattimento dal peso operativo di 7-15 tonnellate. Il Vikhr è armato con un cannone stabilizzato automatico da 30 mm, una mitragliatrice coassiale da 7,62 mm e sei missili anticarro 9M133M Kornet-M pronti al lancio. E’ possibile utilizzare i missili terra-aria dei sistemi di difesa antiaerea portatili Igla o 9K333 Verba, così come il lanciafiamme a razzo Shmel-M. Il sistema ha un peso in combattimento di 14,7 tonnellate, un carico utile di 4 tonnellate, un’autonomia di 600 km, una velocità massima su strada di 60 km/h, velocità di guado di 10 km/h e può essere telecomandato da un distanza di 10 km.
La Russia ha anche un drone da ricognizione su autocarro per la sorveglianza del terreno. Il Pterodactyl può volare per un periodo molto lungo non avendo fonti di energia a bordo, ma ricevendola via cavo, volando attorno al serbatoio per un raggio di 50-100 metri. Il nuovo UAV leggero è realizzato in materiali compositi per assicurarne durata e leggerezza. Il radar portatile e il visore notturno termico sono gli occhi del sistema. La Russia fa progressi nello sviluppo delle apparecchiature da guerra elettronica. Alcuni sistemi sono stati testati ed ora hanno un ruolo di primo piano in Siria. Secondo Izvestija, un velivolo senza equipaggio aggiornato, in grado di inviare SMS e messaggi audio e video, entrerà in servizio nel 2017. Il nuovo drone si basa sul velivolo telecomandato Orlan-10, componente del complesso aggiornato del sistema di guerra elettronica RB-341V Leer-3. Il sistema comprende 3 droni destinati a disturbare le antenne per cellulari ed è dotato di speciali dispositivi di disturbo e trasmettitori. I militari russi utilizzarono il drone ad Aleppo per informare i civili sui corridoi e i luoghi dove ricevere gli aiuti umanitari. Il sistema fu utilizzato per inviare i moduli per la domanda del cessate il fuoco ai terroristi, sostituendo gli aerei. Il Krasukha-4 è una stazione autocarrata mobile di disturbo multifunzionale a banda larga che protegge strutture di alta priorità. Gli obiettivi principali sono UAV e aerei-radar in volo. Attualmente protegge dagli aerei-spia la base aerea russa di Humaymim. Il sistema può disturbare gli AWACS da 250 chilometri di distanza e missili a guida radar. I missili, una volta disturbati, ricevono un falso bersaglio per garantirsi che non costituiscano più una minaccia. La sua gittata è sufficiente a disturbare efficacemente satelliti su orbita bassa (LEO) e danneggiarne i dispositivi radio-elettronici. I radar basati a terra sono altri obiettivi cruciali del Krasukha-4.
Il conflitto in Siria dà alla Russia il margine di manovra per testare in condizioni reali nuove armi ed equipaggiamenti. Con le preziose lezioni apprese, l’esercito compie rapidi progressi nel mettere in servizio ciò che prima non aveva. L’esperienza in Siria ha notevolmente incrementato la potenza militare della Russia.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

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I velivoli d’attacco russi Su24M e Su-25M: spina dorsale dell’antiterrorismo
Peter Korzun, Strategic Culture Foundation 19/02/20175e7d0bd218a67e7da8b0712665822514Gli aerei russi Su-24M e Su-25M sono stati recentemente schierati nella base aerea di Ayni, in Tagikistan. Gli aerei svolgevano le esercitazioni con la 20.ma Brigata di fanteria di stanza nel Paese, in conformità con l’accordo bilaterale che scadrà nel 2042. Questo schieramento è una misura precauzionale visto il peggioramento della situazione in Afghanistan. Su-24M e Su-25M sono stati testati operativamente in Siria con grande successo. Il 9 febbraio, il Generale John W. Nicholson Jr., il comandante supremo degli USA in Afghanistan, dichiarava ai legislatori che le forze di sicurezza afghane affrontano gravi difficoltà e che il Paese è in cattive acque. Il generale ritiene che le forze afghane manchino di supporto aereo. Nel 2016, l’aeronautica afgana non era all’altezza del compito, mettendo a repentaglio i piani per la campagna del 2017. La dichiarazione del generale quasi coincideva con la richiesta del governo afgano d’intensificare le operazioni di supporto aereo. Il consigliere della sicurezza nazionale afgano Mohammad Hanif Atmar richiedeva il supporto aereo di NATO e partner nella missione di addestramento Resolute Support, durante una riunione speciale del Consiglio del Nord Atlantico presso la sede della NATO a Bruxelles, il 7 febbraio. Secondo lui, il supporto aereo era una “carenza grave” delle forze afghane. Il funzionario accusava del deterioramento della situazione l’aumento dei terroristi afghani e pakistani, così come quelli di altre regioni e delle reti internazionali. Nel 2016, le forze armate degli USA effettuarono solo uno-due attacchi aerei al giorno, in media, nonostante l’assegnazione di maggiori poteri per sconfiggere l’insurrezione. In confronto, la coalizione degli Stati Uniti compiva oltre 10 sortite al giorno per colpire gli obiettivi dello Stato islamico in Siria e Iraq. L’anno scorso, le Forze aerospaziali russe effettuavano 52 sortite in media in Siria. La maggior parte del compito era svolto dai “cavalli da tiro” Su-24M e Su-25M.
107 Il Sukhoj Su-24 è un bimotore biposto con ala a geometria variabile, un velivolo supersonico d’interdizione con i posti affiancati per i due piloti dell’equipaggio. Il bombardiere tattico è stato progettato per penetrare il territorio ostile e distruggere obiettivi sotterranei e di superficie. Il velivolo dispone di diversi profili di volo automatizzati, buona visibilità, cabina ben congegnata, sistema di posizionamento/attacco digitale integrato che utilizza il sistema globale per la navigazione GLONASS. La cabina di volo è dotata di display multifunzione (MFD), head-up display (HUD), generatore di mappe mobili digitali, sistema di puntamento montato sul casco Shel. Il velivolo è dotato delle più avanzate armi intelligenti, tra cui i missili aria-aria R-73, ed ha una velocità massima 1315 km/h a livello del mare; 1654 km/h ad alta quota. Il raggio di combattimento è 615 km in missione d’attacco a bassa quota con 3000 kg di carico bellico e serbatoi esterni. L’autonomia è di 2775 km; la quota operativa di 11000 m e il rateo di salita di 150 m/s. L’armamento include un cannone a sei canne da 23 mm Gsh-23-6 e un carico bellico massimo di 8000 kg con nove punti d’attacco esterni. L’aereo è propulso da due motori turbofan AL-21F da 12000 kg di spinta. Il Su-24SM3 è equipaggiato con il sistema di puntamento e navigazione integrato modificato PNS-M, comprendente un sistema laser/TV per i missili aria-superficie a guida laser/TV. In concomitanza con la radionavigazione, può supervisonare il terreno; individuare gli obiettivi e distruggerli con bombardamenti livellati o in picchiata; designare i bersagli dei missili; rilevare i radar operativi e lanciargli i missili contro; controllare in modo automatico e semi-automatico il velivolo nella fase d’atterraggio ad una altezza di 40-50 metri. Il 17 aprile 2014, due bombardieri Su-24 disarmati sorvolarono il cacciatorpediniere AEGIS dell’US Navy USS Donald Cook nel Mar Nero. I sistemi di bordo degli aerei neutralizzarono il sistema radar AEGIS della nave, che l’equipaggio non riusciva a riavviare.
1386153905-ybhdi-2-fotor-1-1120x0-696x408Il Sukhoj Su-25 Grach è un aviogetto monoposto progettato per fornire supporto aereo ravvicinato e distruggere piccoli bersagli mobili e fissi a terra ed ingaggiare bersagli aerei a bassa velocità operanti vicino e in profondità nelle aree tattiche ed operative ravvicinate. La velocità al suolo del velivolo è di 975 km/h, e ad alta quota di 984 km/h; la quota operativa è 10000 m, l’autonomia senza rifornimento è di 2500 km, il raggio operativo senza rifornimento, secondo profilo di volo, velocità e carico, è di 150-800 km. Tutte le versioni del Su-25 hanno un’ala fissa a freccia moderata, con architettura razionale e dispositivi di portanza. Il Su-25SM3 è la versione dotata del sistema di primo allarme Vitebsk-25 che localizza in azimut il tipo di emissioni radar del probabile nemico e sopprime i segnali nelle diverse gamme di frequenza. Il sistema incorpora un ricevitore di allarme radar, un sistema di allarme missilistico agli ultravioletti e una potente suite di disturbo. Secondo il quotidiano russo Izvestia, la suite delle contromisure difensive incorpora disturbatori radar e razzi agli infrarossi. Il sistema è progettato per proteggere il velivolo dai missili terra-aria. La fonte riferiva che il Vitebsk è progettato per identificare automaticamente e geo-localizzare con precisione le emittenti della minaccia, passandone le coordinate a un missile anti-radiazioni Kh-58 per colpire il bersaglio, permettendo all’aereo una certa capacità di soppressione delle difese aeree nemiche. Il Su-25SM3 aggiornato ha un nuovo sistema di navigazione e puntamento PrNK-25SM Bars che opera con il sistema di navigazione satellitare GLONASS e si basa sul computer digitale BtsVM-90. Il carico bellico comprende i missili aria-aria altamente manovrabili Vympel R-73, i razzi S-13T da 130mm (sparati dai lanciarazzi B-13) con testate perforanti e a frammentazione e anche un cannone GSh-30-2 con caricatore da 250 colpi. Il velivolo è equipaggiato con il nuovo sistema di puntamento optronico SALT-25 che consente al pilota di rilevare e monitorare le forze di terra nemiche a una distanza di parecchi chilometri, di giorno, di notte e in qualsiasi condizione meteo. L’aviogetto dispone di un sistema di trasmissione video in tempo reale. L’armamento del Su-25 include bombe non guidate da 250 o 500 kg, bombe a grappolo e razzi. L’armamento del Su-25M3 invece comprende armi guidate di nuova generazione come le RBC SPBE 500-D, bombe a grappolo da 500 kg dotate di submunizioni intelligenti SPBE-D, usate in Siria dai bombardieri Su-24. Ogni submunzione è una piccola bomba anticarro a guida agli infrarossi munita di testata anticarro-esplosiva capace di penetrare 150-160mm di corazza omogenea, abbastanza per perforare il tetto di un carro armato.
Su-24 e Su-25 sono dei cavalli da tiro. I modelli esistenti sono sottoposti a un programma di miglioramento ed estensione della vita operativa comprendente GLONASS, display multifunzione, generatore di mappe digitali e armi più avanzate come i missili aria-aria R-73. Continuamente aggiornati, contribuiscono notevolmente alla lotta antiterrorismo. La Russia rimane fedele agli obblighi nel proteggere gli alleati della Collective Security Treaty Organization (CSTO). Con la situazione in Afghanistan che si aggrava, i cavalli da tiro testati sono chiamati ancora una volta a svolgere il loro compito.a_pavlov_su-25_11_1280La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Perla della Grande Flotta Cinese

Aleksandr Ermakov, RIACchinas-liaoning-aircraft-carrierLa Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLA Navy) è forse quella dalla più rapida e ambiziosa crescita del mondo. Dopo decenni di sviluppo della difesa costiera, la PLA Navy per la prima volta si avventura sugli oceani ed è pronta a combattere per la supremazia nella regione. Per supportare le rivendicazioni territoriali e confermare lo status di mezzo di proiezione di potenza mondiale del Paese, la PLA Navy ha avviato un grande programma per costruire una flotta di portaerei.

Tutto ciò che si può comprare
4a7ed479b4bb687fb89d910f325fb2d5-kheg-835x437ilsole24ore-web-11 Per sviluppare la Marina, la Cina naturalmente segue la prima potenza globale e principale avversario, gli Stati Uniti. Tuttavia, il programma per le portaerei si basa sui progetti sovietici. Non sarebbe esagerato suggerire che la Cina, al momento almeno, continua l’opera dei costruttori navali russi interrotta un quarto di secolo fa. Ciò non sorprende dato che prende spunto dai piani sovietici. In primo luogo, sintetizziamo il programma delle portaerei sovietiche. Dopo i tentativi falliti di costruire “La Grande Flotta di Stalin”, come fu chiamata [1], che avrebbe incluso le portaerei (le prime proposte del genere si ebbero quando l’impero russo ancora esisteva), la Marina sovietica fu costretta a mettere da parte le portaerei, che in ogni caso furono etichettate “armi dell’aggressione imperialista”. Le prime poterei sovietiche erano piuttosto dei bizzarri compromessi, essendo stato sviluppate dalle portaelicotteri, e furono dotate di missili da crociera ed ufficialmente classificate incrociatori portaeromobili (o semplicemente portaerei secondo la nomenclatura delle forze armate di tutto il mondo). I 7 incrociatori costruiti fecero ufficialmente parte del Proekt 1143 (nome in codice “Krechyet“, falcone). E nonostante mostrassero una certa affinità, furono divise in tre gruppi.
Le prime quattro navi potrebbero giustamente essere chiamate incrociatori, essendo incrociatori pesanti lanciamissili con ponte di volo per elicotteri e velivoli Jak-38 a decollo e atterraggio verticale (VTOL) “allegata a babordo”. Le successive due sono portaerei con un ponte di volo esteso comprendente una grande rampa e cavi d’arresto che rendono possibile l’utilizzo di velivoli da combattimento navalizzati. Lo sviluppo logico di queste navi era il Proekt 1143.7, la portaerei Uljanovsk la cui costruzione fu sospesa con il crollo dell’Unione Sovietica. L’Uljanovsk doveva essere la prima portaerei a pieno titolo dell’Unione Sovietica, una nave a propulsione nucleare e con catapulte per aerei. I lanciamissili dovevano esser rimossi dalle ultime navi della serie, divenendo portaerei “pulite” (anche se è del tutto possibile che la Marina sovietica continuasse comunque a chiamarle incrociatori). Le rampe della navi sovietiche consentivano di ridurre significativamente la corsa al decollo e decollare con un buon rapporto spinta-peso (la correlazione tra potenza del motore e peso dell’aeromobile). Sistemi d’arresto venivano utilizzati per l’atterraggio, come funi di acciaio progettati per essere catturati dal gancio di arresto del velivolo. In altri Paesi, le rampe sono usate per aumentare il peso al decollo degli aerei dopo una breve corsa, come lo Sky Jump per l’Harrier, consentendo maggiore quantità di carburante e carico bellico. Da un lato, le rampe assicurano facilità di funzionamento e affidabilità; dall’altra parte, tuttavia, non consentono ad aerei pesanti di decollare, come i velivoli-radar a lungo raggio, limitando il peso al decollo degli aeromobili, anche dei caccia, soprattutto quando la nave viaggia a bassa velocità ed in condizioni meteo sfavorevoli (senza venti a favore e con temperature elevate che riducono la spinta dei motori a reazione). Le catapulte per aerei non hanno tali limitazioni. Tuttavia, il meccanismo della catapulta moderna è piuttosto complesso.
1280px-usnwc_varyag01Il destino delle navi costruite come Proekt 1143 fu vario. La maggioranza lasciò la Russia, con la Cina che ne acquistò tre in un colpo solo. Una nave fu venduta alla Corea del Sud (per rottamarla); un’altra fu acquistata dalla Marina indiana (aggiornata ed in servizio con il nome Vikramaditya); una terza nave (Uljanovsk) fu smantellata nel cantiere in Ucraina; e una quarta fa parte della Marina russa (Admiral Kuznetsov). Ufficialmente, la Cina ha acquistato le portaerei per trasformarle in attrazioni e/o alberghi a tema, e le prime due (Kiev e Minsk) vengono infatti utilizzate per tale scopo (anche se sono state studiate da militari e costruttori navali). Fu una storia completamente diversa per la terza nave acquistata, la Varjag. Al momento del crollo dell’Unione Sovietica, la nave era al 70 per cento completata. Nel 1998, lo scafo fu acquistato da una società cinese per 27milioni di dollari. La ragione ufficiale era trasformarla in casinò e albergo. Tuttavia, il piano originale era completarla ed assegnarla alla flotta del Paese [2]. La Varjag arrivò in Cina solo nel 2002, avendo seguito un lungo tragitto. I lavori che ripristinarono lo scafo, rimossero la corrosione, completarono la costruzione e riequipaggiarono la nave iniziarono nel 2005. Sembra che i costruttori navali cinesi dovettero acquistare dei componenti necessari (tra cui l’apparato motore) in Ucraina e Russia. Inoltre, l’acquisto da parte cinese della documentazione tecnica del Proekt 1143.6 in Russia, negli anni ’90, gli avrebbe aiutati. Se le portaerei sovietiche furono costruite nel cantiere navale sul Mar Nero in Ucraina, furono progettate dall’Ufficio Progettazione Nevskoe di San Pietroburgo, per cui è lecito ritenere che la documentazione non poteva che essere stata ottenuta lì [3]. Non fu che nel 2011, quando i lavori sulla nave erano in fase di completamento, che la Cina ufficialmente riconobbe che la portaerei sarebbe entrata nella sua flotta. Ovviamente, sarebbe stato sciocco da parte delle autorità cinesi continuare a nascondere le intenzioni. Il viaggio inaugurale della nave avvenne nell’agosto dello stesso anno, e nel settembre 2012 entrò ufficialmente nella flotta. La portaerei ebbe il numero identificativo 16 e fu denominata Liaoning in onore della provincia in cui è stata completata, nella città costiera di Dalian, che ospita diversi grandi cantieri navali.
Così cosa esattamente hanno ereditato i cinesi dall’URSS?6-1024x565La prima di molte
Il fatto che così tanti cacciatorpediniere siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è creare un solo gruppo di portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formano il nucleo. La portaerei cinese Liaoning è l’aggiornamento della nave sovietica Proekt 1143.6, quasi identica all’Admiral Kuznetsov costruita come Proekt 1143.5 [4]. Allo stesso tempo, i cinesi non hanno effettuato serie alterazioni alla nave, oltre a dotarla della componente aerea e ad allestirne lo scafo. Di conseguenza, la portaerei è molto simile al predecessore russo per aspetto e con capacità di volo comparabili. Tuttavia, la nave cinese si differenzia principalmente nell’avionica e nei sistemi di difesa aerea a corto raggio. Considerando l’intervallo tra il varo della Liaoning e quello dell’Admiral Kuznetsov, non c’è da meravigliarsi che la versione cinese abbia un’avionica superiore. Per quanto riguarda la difesa aerea, tuttavia, la Liaoning non è così massicciamente armata come la controparte russa. Parlando della difesa aerea, sembrerebbe che la Cina s’ispiri alle marine occidentali, dove questo compito è in gran parte affidato a cacciatorpediniere con potenti sistemi missilistici antiaerei e radar. Finora l’attenzione su questo tipo di difesa aerea ha portato alla comparsa di una classe universale di navi da guerra, come i cacciatorpediniere inglesi Type 45 (più comunemente noti come classe Daring) e i cacciatorpediniere australiani classe Hobart, essenzialmente navi antiaeree con capacità limitate negli altri settori. Il compito prioritario dei cacciatorpediniere degli Stati Uniti classe Arleigh Burke è provvedere alla difesa antiaerea dei gruppi d’attacco imbarcati (CSGS), anche se i conflitti degli ultimi decenni hanno reso questo compito meno evidente, evidenziato dall’uso da parte di queste navi dei missili da crociera a lungo raggio contro obiettivi terrestri. In questi casi, le portaerei fungono da difesa aerea a lungo raggio, responsabilità degli aerei da combattimento imbarcati, mentre le navi sono equipaggiate con sistemi di difesa aerea a corto raggio minimali, principalmente destinati a contrastare i velivoli che superano le prime difese.
c6b615721b99 La Cina ha seguito l’esempio occidentale negli ultimi anni, costruendo rapidamente cacciatorpediniere Tipo 052C (sei) e Tipo 052D (sette di dodici navi programmate). Le specifiche tecniche reali di queste navi sono difficili da valutare, ma sarebbero in linea con i leader mondiali. Si lavora sui cacciatorpediniere Tipo 055, che sembrano promettenti. Le dimensioni di queste navi hanno portato alcuni esperti a considerarli incrociatori, piuttosto. Il fatto che tanti cacciatorpediniere (che, naturalmente, possono svolgere molti compiti) siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è comporre un solo gruppo portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia da tempo impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formino il nucleo. La prima portaerei interamente progettata e realizzata in Cina è attualmente in costruzione presso lo stesso cantiere di Dalian in cui è stata completata la Liaoning. Il nome in codice della portaerei è Tipo 001A (di conseguenza, il nome in codice della Liaoning è Tipo 001). Il sistema cinese di denominazione delle navi da guerra è piuttosto rigido e prevedibile, così la nuova nave probabilmente avrà il nome di una delle province del Paese, per esempio Guangdong, la provincia più popolosa della Cina e che ospita la Flotta del Sud, responsabile della protezione del Mar cinese meridionale e delle sue isole contese. A giudicare dalle immagini (la Cina tende a mantenere riservate le esatte specifiche tecniche delle sue navi), la Tipo 001A sarà, almeno in apparenza, una copia della Liaoning. Alcune differenze possono essere viste nella sovrastruttura, basate essenzialmente sul presupposto che vi sarà installata avionica cinese (l’attesa riduzione delle dimensioni della sovrastruttura non s’è avuta). Di ben maggiore interesse è l’ampiezza della riprogettazione interna della nave: per esempio, le dimensioni dell’hangar sono aumentate? Dimensioni e numero degli ascensori aerei (due) lasciano molto a desiderare, sarebbe utile poter sollevare due caccia su almeno uno di tali impianti. Sarà interessante vedere come sarà utilizzato lo spazio liberato dalla rimozione dei missili antinave, un semplice “magazzino”? O forse una serie di scomparti verrà modificata? Ciò che è certo è che i moderni mezzi di automazione riducono significativamente le dimensioni dell’equipaggio. Circa duemila marinai prestavano servizio sulle originali portaerei sovietiche Proekt 1143.5 e 1143.6, oggi eccessivo per una nave della loro stazza. In confronto, le dimensioni dell’equipaggio della nuova portaerei Gerald R. Ford degli Stati Uniti sono state ridotte di un quinto rispetto alle precedenti classe Nimitz [5]. Un equipaggio ridotto significa alloggi e spazio ridotti, come mense e palestre. Nel complesso, ci si può aspettare di vedere alcuni miglioramenti nella portaerei Tipo 001A, un hangar più grande, sistemi di decollo ed atterraggio più efficienti, peso al decollo più elevato (assumendo un miglioramento delle prestazioni dinamiche) e avionica migliorata. La nave sarà varata nei prossimi mesi, ma ciò non significa che sarà completata, semplicemente lo sarà quando sarà già in mare, consentendo di liberare il cantiere per avviare la costruzione di una nuova nave. In epoca sovietica, la navi Proekt 1143 furono costruite presso il cantiere navale del Mar Nero in Ucraina quasi senza interruzione, non appena una veniva varata la costruzione di un’altra iniziava.
0ab809748ba5Si parla molto di come sarà la nuova nave, anche se per lo più sono congetture e speculazioni, come avviene di solito nel caso dei programmi militari della Cina. E’ molto probabile che la seconda portaerei, interamente progettata e realizzata in Cina (e terza della flotta), l’ipotetica Tipo 002, sarà dotata di catapulte per aerei. La Cina iniziò a studiare le catapulte alla fine degli anni ’80, quando usò la tecnologia dalla portaerei Melbourne che acquistò [6], presumibilmente per rottamarla, costruendo un impianto per le esercitazioni simile a quello sovietico NITKA [7]. In seguito, i piloti cinesi si addestrarono a decollare da rampe simili a quelle della Liaoning. Tuttavia, la Cina ha recentemente aperto un proprio centro di collaudo con due catapulte, di cui almeno una probabilmente elettromagnetica invece che a vapore. Le catapulte elettromagnetiche sono una nuova promettente tecnologia, dalla maggiore efficienza nella conversione dell’energia e maggiore facilità d’uso rispetto alle classiche catapulte a vapore. Ma sono estremamente difficili da costruire dal punto di vista tecnologico. Allo stato attuale, non una sola portaerei al mondo ha catapulte elettromagnetiche operative. La Gerald R. Ford (CVN-78) è dotata di un prototipo di catapulta elettromagnetica, ma non è nemmeno stata testata che già causa problemi tecnici. In generale, i programmi militari cinesi non tendono ad essere eccessivamente avventurosi. Di conseguenza, la costruzione della seconda portaerei del Paese (e prima di proprio disegno) non dovrebbe essere troppo difficile. Schematicamente, sarebbe simile alla sovietica Proekt 1143.7 Uljanovsk, che era dotata di rampa e due catapulte. L’affidabilità della catapulta non sarà così cruciale in questo caso, tuttavia, poiché i caccia possono decollare dalla rampa. Potrebbe essere possibile, quindi, “rischiare” d’installare una catapulta elettromagnetica. Un’altra questione importante è se la Tipo 002 sarà una nave nucleare. I motori nucleari offrono una serie di vantaggi alle portaerei di grandi dimensioni: eliminano la necessità di rifornirsi di carburante durante le operazioni; liberano spazio per il carburante e le armi degli aeromobili [8]; garantiscono alte velocità stabili e hanno grande potenza. Tra le navi di superficie, l’utilità del nucleare è evidente per le portaerei; la flotta statunitense, che ha costruito un numero significativo di incrociatori nucleari durante la guerra fredda, gli ha radiati. Le navi da battaglia Proekt 1144 classe Orlan sono le uniche che poterono essere prodotte dall’Unione Sovietica, che all’epoca puntava alla creazione di un mezzo per combattere i gruppi d’attacco imbarcati degli Stati Uniti. Dotare le navi Tipo 002 di reattore nucleare sarebbe un compito straordinariamente difficile, soprattutto per la Cina, in quanto nessuna delle sue navi di superficie ne è attualmente dotata. Se si decidesse d’installarvi un reattore nucleare, allora il programma Tipo 002 diverrebbe il più ambizioso che le forze armate cinesi abbiano intrapreso. Probabilmente s’impiegherebbero gli sviluppi compiuti nella tecnologia dei sottomarini nucleari, dove hanno una certa esperienza (la PLA Navy ha varato i suoi primi sottomarini a propulsione nucleare all’inizio degli anni ’70). I reattori nucleari per i sottomarini sono relativamente poco potenti, ma diversi possono essere installati in una sola nave: la portaerei francese Charles de Gaulle ha due reattori simili a quelli utilizzati sui sottomarini a propulsione nucleare, e la portaerei USS Enterprise ne aveva otto. L’Uljanovsk doveva averne quattro, e due ne hanno gli incrociatori Proekt 1144.
Qualunque cosa accada, la portaerei Tipo 002 non sarà operativa prima del 2020. Nel frattempo, la flotta cinese sarà composta da 2 portaerei con rampe. L’approfondimento delle prospettive dello sviluppo della componente aerea imbarcata della Cina e dei relativi compiti sarà affrontato nella seconda parte di questo articolo.liaoning-cv16Note
1. Nome collettivo da tempo assegnato a una serie di programmi di costruzione navale nel pre e dopoguerra, il cui obiettivo era creare una potente flotta oceanica. I programmi si conclusero con un fallimento poiché le autorità sovietiche sopravvalutarono le capacità dell’industria, e perché scoppiò la guerra. Il colpo finale fu la morte di Stalin e la successiva ridistribuzione del denaro assegnato ai programmi per la flotta sottomarina, l’esercito e lo sviluppo dei missili nucleari.
2. Va notato qui che nella sua autobiografia (pubblicata 15 anni dopo), Xu Zengping, l’uomo d’affari di Hong Kong che effettuò l’acquisto, scrive che il governo cinese lo compensò solo in parte della somma che versò, e solo dopo molto tempo. Effettivamente consegnò la nave al governo come dono. L’affare lo rovinò.
3. Questo probabilmente spiega perché, secondo i ricordi dei protagonisti ucraini dell’operazione, i cinesi non acquisirono la documentazione tecnica del Proekt 1143.6 che si trovava nel cantiere. Xu Zengping afferma il contrario.
4 . Secondo i piani sovietici, le differenze tra Proekt 1143.6 e 1143.5 dovevano essere minime e impercettibili: modifiche al disegno dell’isola; un leggermente diverso posizionamento dei lanciamissili antiaerei ed elettronica aggiornata.
5 . Da 5680 a 4660 membri dell’equipaggio .
6. L’HMAS Melbourne delle portaerei classe Majestic, fu operativa dal 1955 al 1982. La nave fu impostata nel Regno Unito nel 1943 e varata nel febbraio 1945. La costruzione venne sospesa dopo la seconda guerra mondiale. La Royal Australian Navy l’acquistò nel giugno 1947. I lavori di costruzione sulla Melbourne proseguirono con ritmo lento, con una serie di modifiche introdotte per permetterle di accogliere gli aerei a reazione.
7. NITKA (Complesso di prova e addestramento aereo) è un impianto militare costruito in Crimea nei primi anni ’80, per consentire di imitare le operazioni di decollo e atterraggio su un ponte, per ricerca ed addestramento. Desiderosa di liberarsi della dipendenza dall’Ucraina, la Russia costruì un complesso simile a Ejsk, ma la Russia si annetté la Crimea prima che il complesso venisse completato e i problemi associati al primo complesso scomparvero.
8. Ad esempio, la portaerei Proekt 1143.7 poteva trasportare più di due volte la quantità di carburante per aeromobili rispetto alle similari navi Proekt 1143.5 e 1143.6.6efc26e759feTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russia e Cina esplorano nuovi orizzonti nella cooperazione economica

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 14/02/2017

inondazioni-in-primoryeUno degli aspetti più importanti del partenariato economico tra Stati è la cooperazione in settori come trasporti e logistica. Come ci si attendeva, lo sviluppo intenso delle relazioni economiche tra Russia e Cina viene subito seguito da rapida crescita ed integrazione dei rispettivi sistemi di trasporto, aumentando il traffico crescente tra gli Stati. Tra i principali progetti per i trasporti cino-russi vi sono i corridoi commerciali internazionali Primorye-1 e Primorye-2 che collegano le province cinesi di Heilongjiang e Jilin con i porti nel territorio russo del Primorskij, che consentiranno ai cinesi di risparmiare tempo e denaro, mentre attireranno investitori cinesi nell’Estremo Oriente della Russia. Tuttavia, la costruzione dei corridoi richiede investimenti significativi in quanto lo Stato è tenuto a migliorare ed espandere l’infrastruttura esistente, strade, ferrovie, porti. Tuttavia, quando tutto questo sarà fatto, il ricavato del transito dei carichi cinesi coprirà rapidamente i costi sostenuti dai russi. Gli esperti prevedono che entro il 2030, gli ITC Primorye-1 e Primorye-2 porteranno circa 100 miliardi di rubli (1,7 miliardi di dollari) all’anno al tesoro della Russia. All’inizio del settembre 2016, il Primorye della Russia ospitò il secondo Forum economico orientale, una conferenza sul potenziale del trasporto nell’Estremo Oriente. A questo evento, il Vicepresidente del governo popolare della provincia di Heilongjiang della Cina, Li Haitao, dichiarò che una volta che Primorye-1 e Primorye-2 saranno operativi, il transito delle merci attraverso i porti del Primorye aumenteranno dagli attuali 23 milioni di tonnellate l’anno ad oltre 60 milioni di tonnellate. Di questi, ci si può aspettare un minimo di 7 milioni di tonnellate di merci in container, più costosi. Finora, l’importo massimo di tale carico inviato dai porti dell’oriente russo non supera il milione di tonnellate all’anno.
Oltre ad esportare merci attraverso questi corridoi, la provincia di Heilongjiang prevede d’inviare merci lungo questa rotta verso altre regioni della Cina e ad altri Paesi dell’Asia-Pacifico. La costruzione delle infrastrutture necessarie è a buon punto in Cina, e Pechino esorta la Russia a fare in fretta con la sua parte. Va notato che la provincia nord-orientale dell’Heilongjiang ha un significato speciale per le relazioni russo-cinesi, dato che è sempre stato una sorta di ponte tra i due Paesi, svolgendo questo ruolo con successo soprattutto per via della posizione geografica particolare: all’estrema periferia della Cina, praticamente circondata dal territorio russo. Il confine con la Russia è lungo circa 4000 km. Inoltre è separata dalla centro della Cina dalla baia di Bohai sul Mar Giallo, rendendo i trasporti dalla provincia di Heilongjiang alla Cina centrale una questione ardua. Tuttavia, potrà usare la posizione a proprio vantaggio, divenendo uno snodo tra Russia, regioni meridionali della Cina, Corea del Sud, Giappone e altri Paesi dell’Asia-Pacifico. Ma il suo obiettivo sarà praticamente irraggiungibile senza gli ITC Primorye-1 e Primorye-2 russi. Inoltre, è imperativo per Pechino dare alla provincia di Heilongjiang una via sicura che colleghi i suoi produttori al resto della Cina. Si parla di una regione dall’agricoltura sviluppata e che occupa un posto di primo piano nel raccolto del grano nel Paese, così le sue forniture sono cruciali per la sicurezza alimentare della Cina. Tuttavia, se la nuova infrastruttura ITC sarà utilizzata, ridurrà notevolmente costi e tempi dell’invio dei prodotti agricoli della Provincia di Heilongjiang. Forse in futuro, questa via veloce sarà usata da tutte le aziende cinesi costantemente alla ricerca di migliori opzioni logistiche. Tuttavia, oltre allo sviluppo delle infrastrutture, tali corridoi richiedono procedure doganali semplificate. Nell’ottobre 2016 i valichi di Vladivostok iniziarono ad operare tutto il giorno, mentre i documenti necessari da quel momento in poi possono essere depositati elettronicamente. Come risultato, la maggior parte dei carichi di transito viene controllata nei porti del Primorye, permettendo la spedizione in non più di due giorni.
In conclusione si può dire che l’efficace attuazione dei progetti Primorye-1 e Primorye-2 non solo è importante per il Primorye e la Provincia di Heilongjiang, per la Russia e la Cina, ma è cruciale per lo sviluppo della regione Asia-Pacifico. Guardando in generale, si tratta di un passo importante nel processo d’integrazione economica dei Paesi dell’Eurasia nel commercio regionale, in quanto collega l’Unione economica eurasiatica, guidata dalla Russia, al progetto Fascia e Via della Cina.7fd187b5e88f735b3f09957ad722881eDmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché la Russia è il fornitore di armi dell’India

I documenti declassificati dalla CIA rivelano il motivo per cui la Russia continua ad essere il fornitore di armi più affidabile dell’India
Rakesh Krishnan Simha, RBTH 8 febbraio 2017191251i46-0La Central Intelligence Agency (CIA) ha spesso preso numerose cantonate nelle valutazioni sull’India. Ma in questa particolare occasione fece centro. In un rapporto recentemente declassificato, l’agenzia dello spionaggio degli Stati Uniti sostiene che l’India preferisce le armi russe perché Mosca è affidabile in caso di rifornimenti. Nel rapporto del novembre 1984, La potenza aerea indiana: modernizzazione e supremazia regionale, la CIA osserva che “l’affidabilità di Mosca come fornitore e il finanziamento agevolato di tecnologie avanzate” fanno della Russia un “apprezzabile concorrente dei Paesi occidentali“. Anche se il rapporto ha 32 anni, gran parte di ciò che dice continua ad essere rilevante. L’India ha una forte dipendenza dalla Russia su aerei e relative attrezzature, spiega il rapporto. “Alti funzionari governativi indiani hanno dichiarato pubblicamente l’opinione che Mosca sia un fornitore di armi più affidabile dell’occidente perché l’Unione Sovietica è sempre stata con New Delhi al contrario dei Paesi occidentali, nelle ostilità dell’India con i vicini. Inoltre, robustezza e relativa semplicità delle armi sovietiche le raccomandano presso la forza aerea indiana. “Inoltre, Mosca vende moderni aeromobili dotati di sistemi avanzati con credito agevolato, piccoli acconti, tassi di interesse bassi e lunghi periodi di rimborso, fornendo il materiale in tempi relativamente brevi...” Inoltre, notava l’agenzia, i russi mostravano maggiore disponibilità a fornire licenze e assistenza tecnica per la produzione di aerei moderni in India, come MiG-27 e MiG-29.

La diversificazione
Il rapporto mostra che gli sforzi dell’India per diversificare l’acquisizione di armi risalgono ai primi anni ’80, con la Prima ministra Indira Gandhi sensibile alle accuse dei capi dell’opposizione e degli osservatori occidentali, secondo cui con il suo governo l’India era diventata un “agente sovietico”. “Credeva che la stretta identificazione con Mosca limitasse le opzioni in politica estera del suo governo, indebolendo la leadership di New Delhi tra gli Stati non allineati, e lasciando le forze armate dipendenti da una sola fonte di approvvigionamento. Crediamo che fosse anche disposta a sfruttare la concorrenza Est-Ovest a beneficio dell’India“. La CIA riteneva che il figlio, e successore, di Indira avrebbe fatto uscire l’India dall’abbraccio dell’orso. “Per via della formazione tecnocratica, il nuovo Primo ministro indiano Rajiv Gandhi sarebbe incline a dare maggior peso alla tecnica piuttosto che alla politica nella scelta dei nuovi sistemi d’arma. Ciò può portarlo a favorire l’acquisto di equipaggiamenti occidentali più della madre. Tuttavia l’acquisto di aerei occidentali rischia di restare secondario rispetto da quelli dell’URSS, a nostro giudizio, anche intensificando gli sforzi per la vendita dei fornitori occidentali“. Tuttavia, c’erano limiti alla capacità di Rajiv di diversificare e ridurre la dipendenza dalle armi russe. “Mosca è saldamente primo fornitore di armi di Nuova Delhi, e l’India non può permettersi la spesa e un processo che richiede tempo per passare ai sistemi occidentali. Le informazioni indicano anche che molti funzionari indiani non credono di poter dipendere molto dal sostegno militare occidentale“.

Fulcrum russo vs Falcon statunitense
La CIA dà credito quando è dovuto. Sul MiG-29 (nome in codice NATO Fulcrum), l’agenzia lo descrive come “uno dei più capaci caccia da superiorità aerea operativi” nelle forze russe. “Crediamo che la decisione di acquistare il caccia piuttosto che assemblare il Mirage-2000, alternativa considerata da Nuova Delhi, rifletta la maggiore disponibilità di Mosca ad esportare un aereo avanzato e attrezzato per contrastare i crescenti sforzi nelle vendite dei produttori di armi dell’Europa occidentale“. “Riteniamo che i MiG-29, velivoli ognitempo con missili a guida radar a medio raggio, siano aerei superiori agli F-16 del Pakistan… anche se i velivoli sono paragonabili per prestazioni aerodinamiche“. L’India fu il primo cliente internazionale del MiG-29, con l’Indian Air Force (IAF) che ordinò più di 50 MiG-29 negli anni ’80, mentre l’aereo era ancora in fase di sviluppo. L’IAF attualmente possiede oltre 90 Fulcrum, tra cui 45 MiG-29K imbarcati sulle portaerei. L’IAF impiegò i MiG-29 estesamente nella guerra di Kargil, in Kashmir, nel 1999, per scortare i caccia MiG-21, MiG-27 e soprattutto Mirage-2000 che attaccavano obiettivi pakistani con bombe a guida laser. 2 MiG-29 del 47.mo Squadrone (Arcieri Neri) dell’IAF agganciarono i missili su 2 F-16 della Pakistan Air Force (PAF) che pattugliavano il confine per evitare eventuali incursioni aeree indiane, ma non l’ingaggiarono perché non ci fu la dichiarazione di guerra. I MiG-29 indiani erano armati con missili aria-aria oltre-l’orizzonte, mentre gli F-16 pakistani no.mig29k346La potenza pakistana
Gli statunitensi hanno una cattiva opinione dei militari pakistani. “Crediamo che i pakistani non possano né avere una difesa aerea efficace dei loro obiettivi militari e industriali contro un attacco aereo indiano concertato da contrattacco aereo, né seriamente minacciare la maggior parte degli obiettivi strategici dell’India. Riteniamo che i pakistani siano ostacolati da comando e controllo carenti, assenza di una rete di difesa aerea integrata, scarso numero di sistemi missilistici di difesa aera e addestramento inadeguato“.

Opportunità perdute
Il rapporto esamina anche la capacità dell’India di neutralizzare la potenza nucleare del Pakistan. Anche se la CIA sosteneva che l’India negli anni ’80 poteva effettuare un attacco aereo preventivo che infliggesse “gravi danni agli impianti cruciali del Pakistan“, come l’impianto per l’arricchimento di Kahuta e quello di ritrattamento PINSTECH, vicino Islamabad, fu un’occasione mancata che non ritornerà. “L’IAF probabilmente potrebbe sopraffare le difese aeree del Pakistan su Kahuta e PINSTECH e distruggere o danneggiare sufficientemente le strutture da impedire ad Islamabad di produrre armi nucleari per diversi anni. Tale attacco avrebbe probabilmente ritardato lo sviluppo del Pakistan nella produzione di materiale fissile; danneggiandone seriamente gli impianti nucleari di ricerca e le infrastrutture necessarie per fabbricare, assemblare e testare componenti di armi nucleari; e forse ucciderne il personale tecnico. Non crediamo, tuttavia, che i bombardamenti aerei, da soli, garantissero la distruzione del materiale fissile che il Pakistan avrebbe accumulato. Sorpresa e velocità saranno importanti nell’attacco preventivo indiano. Per aumentare la probabilità di sorpresa, gli aerei indiani probabilmente sarebbero decollati direttamente dagli aeroporti al confine con il Pakistan. A causa delle brevi distanze tra le strutture nucleari del Pakistan e gli aeroporti indiani, un tempo di volo di circa 30 minuti e lo scarso sistema di comando del Pakistan, riteniamo che Islamabad non avrebbe sventato l’attacco aereo indiano. Se i pakistani prestassero attenzione alla possibilità di un attacco, tuttavia, l’India probabilmente subirebbe gravi perdite“. Tuttavia, a differenza degli israeliani che distrussero la centrale nucleare irachena di Osirak nel 1981, la leadership politica indiana del periodo era troppo legata a vaghi ideali morali piuttosto che a una fredda realpolitik. Nonostante il ministro degli Esteri israeliano Moshe Dayan facesse una visita segreta in India nel 1977, proponendo di attaccare congiuntamente Kahuta, il Primo ministro indiano Morarji Desai respinse l’idea.

Lezioni per India e Russia
Eccetto rare occasioni in cui la Russia ha flirtato con il Pakistan, vi è un’eccellente sinergia tra India e Russia da decenni. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, le politiche erratiche dell’ex-presidente russo Boris Eltsin e dei suoi consiglieri filo-americani Egor Gajdar e Andrej Kozirev incoraggiarono gli Stati Uniti ad erodere l’influenza russa in India. Kozyrev, ministro degli Esteri russo nel 1990-1996, dichiarò che Mosca non avrebbe prestato particolare importanza a Nuova Delhi trattando India e Pakistan alla pari. Kozyrev e il suo team costrinsero l’India a guardare a occidente per le armi. Poi il Primo ministro PV Narasimha Rao non ebbe altra scelta che diversificare i rapporti della sicurezza indiana. L’affidabilità di Mosca rimase solida, prima e dopo gli anni di Eltsin. La Russia è l’unico Paese che ha fornito all’India sottomarini a propulsione nucleare, una nuova portaerei, missili supersonici e motori a razzo criogenici, assieme ad altre armi ad alta tecnologia. Ciò non fu dimenticato nel South Block mentre migliorava le relazioni con l’occidente. Al contrario, i russi dovrebbero procedere con cautela nella vendita di armi ai Paesi confinanti con l’India. Infatti, anche la minore vendita di armi al Pakistan è vista con estremo sospetto dagli indiani. Il rapporto della CIA chiariva abbastanza la posizione dell’India. “Nuova Delhi ha osservato pubblicamente e in via diplomatica di ritenere le vendite militari degli USA a Islamabad come la peggiore minaccia alla sicurezza indiana e alla stabilità regionale. I funzionari indiani accusano pubblicamente il rapporto militare tra Stati Uniti e Pakistan sfidare il predominio politico e militare di Nuova Delhi nell’Asia meridionale e invitare ad inasprire la concorrenza tra superpotenze nell’Oceano indiano“. Mosca non deve dimenticare che Nuova Delhi è ancora il suo primo cliente militare. Deve, quindi, evitare di commettere gli errori strategici commessi dagli statunitensi durante la guerra fredda.404853Rakesh Krishnan Simha è un giornalista e analista politico residente in Nuova Zelanda.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo caccia MiG-35

Valentin Vasilescu, Algora 11 febbraio 2017c3lwg86waaasrjwIl 26 gennaio 2017, l’Aeronautica russa cominciava a testare il lotto di pre-produzione del nuovo MiG-35, derivato del MiG-29. Il prototipo del MiG-35 fu fatto volate nel 2007, ora l’aereo è stato completamente modificato e dotato di nuova avionica. I precedenti MiG-29 erano caccia leggeri prodotti dall’Aircraft Corporation MiG (“RAC MiG”, in origine Mikojan-Gurevich Design Bureau), dalle qualità aerodinamiche eccezionali e il più alto rateo di salita di qualsiasi aeromobile multiruolo (330m/s). Il MiG-29 è entrato in servizio nel 1982 e ne furono prodotti 1600. Nel combattimento il MiG-29 è stato superato da F-15 e F-16 per via dell’avionica inferiore. La ragione di ciò è che fino al 2004 la Russia non aveva i fondi necessari per la ricerca di un’avionica migliorata e sostituire quella vecchia. A differenza della RAC MiG, Lockheed preferiva continuare a migliorare l’F-16, soprattutto nell’avionica, invece di progettare un altro aeromobile di 4.ta++ generazione. Dal 1978 ha costruito 4500 aerei nei vari modelli: F-16A/B (Block 1/5/10/15/20), F-16C/D (Block 25/30/32 / 40/42 / 50/52), F-16E e l’ultima versione F (Block 60) con gran parte delle dotazioni dell’F-35 di 5.ta generazione. L’US Air Force dispone di 900 F-16. Per portare le prestazioni del MiG-29 vicine a quelle dell’F-16, l’impianto Sokol della RAC MiG di Nizhnij Novgorod (400 km a est di Mosca) ha creato versioni aggiornate, come il MiG-29M/M2, MiG-29SMT e MIG-29K/KUB. Il MiG-35 è l’ultima versione del MiG-29 e non è inteso come aviogetto intercettore, in quanto inferiore a F-22, F-35 e F-15. Con il MiG-35C, i russi puntano a ridurre il costo di volo di 2,5 volte, aumentandone la capacità di colpire bersagli a terra e difendersi da velivoli di 4++ generazione come F-16C/D, Gripen, Rafale, Typhoon e F-18C/D.

Aggiornamenti
La cabina del MiG-29 è stata ridisegnata. Il MiG-35 ha un EFIS (Electronic Flight Instrument System) con tre LCD a colori MFD (display multifunzione) consentendo di visualizzare i dati di navigazione, nonché situazione tattica, controllo dei motori, carburante ed attrezzature speciali. Inoltre, vi è un HMTDS (Sistema di puntamento su casco) ed un HUD (Head-Up Display) proiettato sul parabrezza. Utilizza un sistema di controllo del volo fly-by-wire a tre canali. Il sistema di comunicazione del MiG-35 include due nuove stazioni radio, una delle quali opera come datalink protetto. Il datalink trasmette e riceve via satellite dati e informazioni ai centri di comando a terra o imbarcati, e a velivoli-radar (AWACS/AEW), trasmettendo al MiG-35 informazioni aggiuntive e affidabili sulla situazione, aumentando la probabilità di adempiere la missione. I due motori TVN RD-33 sono potenziate fino a una spinta di 9000 kg ciascuno. A differenza del MiG-29, i motori del MiG-35 sono dotati di chip (di monitoraggio digitale e sistemi di controllo), ed hanno un consumo specifico basso, non emettono fumo ed hanno una traccia ad infrarossi molto ridotta. I motori TVN RD-33 hanno ugelli vettoriali che gli permettono di virare e cabrare per 15-30 gradi. Questi miglioramenti “hanno consentito al MiG-35 di volare a velocità molto basse, senza limitazioni negli angolo d’attacco, assicurandone il controllo anche a velocità zero e a ‘velocità negativa’ per periodi prolungati”. [1] La spinta vettoriale permette l’esecuzione di manovre brusche con grandi sovraccarichi per evitare missili aria-aria o terra-aria. Inoltre, vi sono serbatoi dorsali (dietro l’abitacolo) e nella giunzione ali-fusoliera. Il carburante interno è stato portato a 950 litri, aumentandone l’autonomia di volo a 2000 km.

Radar Zhuk-AE
La principale risorsa per i dati aerei e terrestri è il radar Zhuk-AE. Un radar AESA (a scansione elettronica attiva) che può individuare bersagli aerei ad una distanza di 160 km e navi di superficie a 300 km. Il radar può tracciare 30 bersagli contemporaneamente e inseguirne 6. I radar del tipo precedente, PESA (a scansione elettronica passiva), avevano un’antenna conica che ruotava di 360 gradi per dirigere le onde radio in un fascio ristretto. Il pannello dell’antenna del radar AESA sul MiG-35 è composto da 1000-2000 moduli ricetrasmettitori (TR) disposti nel naso, sull’ala o la fusoliera, e ognuno funziona in modo indipendente. Il fascio radar è modellato digitalmente entro uno spazio molto ristretto delineato dal computer, che seleziona la potenza della radiazione emessa da ogni modulo TR in pochi milionesimi di secondo. Inoltre, ogni modulo TR può essere programmato per operare solo come trasmettitore o ricevitore, eseguendo funzioni diverse in parallelo. Due computer CIP (Processori integrati comuni) integrano il radar.40Optoelettronica
Il MiG-35 ha un sistema di puntamento/navigazione inerziale che riunisce radio e apparecchiature GPS. L’apparecchiatura di navigazione inerziale BINS-SP2 è prodotta dalla KRET in collaborazione con la SAGEM Defense-France e si basa su tre giroscopi laser e tre accelerometri al quarzo. Questo sistema è collegato al sottosistema per le condizioni di scarsa visibilità e il puntamento delle armi. Gli aerei di 5.ta generazione statunitensi F-22 e F-35 non hanno i sistemi di puntamento e navigazione installati su punti meccanici; il MiG-35 copia la soluzione di 5.ta generazione essendo questi dispositivi integrati nel velivolo. Il sistema di puntamento IRST (ricerca e inseguimento a raggi infrarossi) OLS-35 è montato nel naso ed è usato in combattimento. L’OLS-35 può individuare un aereo dopo aver scoperto un’emissione di calore a 50 km se emessa dall’“emisfero anteriore” e 90 km se emessa dall’“emisfero posteriore”. Il MiG-35 è dotato di un FLIR (sistema di ricerca agli infrarossi) in un pod montato sotto la gondola motore destra dell’aereo. Durante la navigazione notturna visualizza l’immagine del terreno sorvolato, permettendo l’identificazione dei bersagli. Il pod FLIR guida anche le munizioni intelligenti, come per gli aerei militari statunitensi. Il pod FLIR ha un telemetro laser che misura la distanza dal bersaglio (fino a 20-30 km) e un proiettore laser per guidare bombe e missili. Avendo abbandonato i punti meccanici per le apparecchiature optoelettroniche, il MiG-35 ha visto aumentare i piloni da 6 a 9, portando il carico utile massimo da 4800 a 7000 kg.

Equipaggiamento da guerra radio-elettronica
L’apparecchiatura EW (Guerra Elettronica) comprende un ricevitore di allarme radar a banda larga con antenne disposte su superficie alare e fusoliera. Il MiG-35 ha sensori ottici ed ultravioletti MAWS (sistema di allarme approccio missile) montati su fusoliera, coda e ali che segnala al pilota qualsiasi missile aria-aria in avvicinamento. Il sistema EW può anche rilevare il lancio di MANPADS (sistema di difesa aerea portatili) o di un sistema superficie-aria a corto raggio (10 km), o a medio o lungo raggio (30-50 km). Il microprocessore dell’EW stima il tempo di impatto dei missili nemici e controlla le contromisure elettroniche attive e passive. L’apparecchiatura EW è co-prodotta dalla ditta italiana Elettronica (incorporando il dispositivo ELT/568-V2, “disturbatore di auto-protezione per la difesa dai radar di tiro della contraerea“). Il test del MiG-35 sarà completato nel 2018, con il primo lotto di 37 MiG-35 da consegnare ai militari russi nel 2019. L’Aeronautica russa schiera circa 250 MiG-29 e prevede di sostituirli con 170 MiG-35. Il primo ordine straniero per il MiG-35 proviene dall’Egitto, che ha firmato un contratto nel 2015 per acquistare 50 MiG-35 per 2 miliardi di dollari.c3lwgnxwcaaguc_[1] MiG-35 Fulcrum-F Multirole Fighter, Russia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora