La Via della Seta arriva in Sud America

Andrew Korybko (USA) Oriental Review 20 maggio 2015Dilma_Rousseff_and_Xi_Jinping3Il premier cinese Li Keqiang è in visita in Sud America, e ci si aspetta che formalizzai la versione regionale della Via della Seta, la Ferrovia Interoceanica, durante il viaggio. Un ampio progetto per costruire una ferrovia di 5300 km dal Brasile al Perù, attraversando alcuni dei territori più difficili e delicati del mondo. Lungo la strada, tuttavia, affronterebbe certe minacce asimmetriche emergenti, come il potenziale assalto di gruppi ambientalisti indigeni violenti o il riemergere dell’organizzazione terroristica Sendero Luminoso. Se il progetto dovesse essere costruito e attivare il proprio potenziale economico, tuttavia, potrebbe risolvere la rivalità tra Alleanza del Pacifico e Mercosur che minaccia di dividere il continente e impedirne l’integrazione multipolare.

Grandi ambizioni
La grande strategia della Cina è facilitare il commercio globale attraverso progetti infrastrutturali strategici, credendo che la libertà economica offra ai partner la possibilità di liberarsi dal quadro unipolare occidentale e facilitare la transizione verso il sistema multipolare emergente. Assieme a questa visione, sono annunciati i progetti Fascia economica della Via della Seta e Via della Seta Marittima, diffondendo questa visione in Eurasia e Africa orientale. Informalmente, però, ha anche lo scopo di lcolegare l’America Latina a questo sistema tramite i più recenti impegni verso il continente (America Centrale e Sud America). La Cina risponde al Pivot degli Stati Uniti in Asia con il proprio perno, sia pure verso l”emisfero occidentale, e l’ultimo programma ferroviario è un’indicazione della scommessa cinese su una presenza prolungata nella regione. Il Dialogo Chino è un’ottima didascalia interattiva delle specifiche della Ferrovia interoceanica, spiegando la natura tramutante del progetto. Dovrebbe partire da Porto Do Acu, vicino Rio De Janeiro, e correre direttamente a nord-ovest fino al confine settentrionale con la Bolivia, dopo di che serpeggiare attraverso le Ande e terminare a Puerto Ilo in Perù. Lungo il percorso, attraverso il cuore industriale, carbonifero, agricolo (soprattutto soia e manzo), minerario (fosfati) e del legname del Brasile, ne trasporterebbe i prodotti oltre le Ande avvicinandoli all’affamato mercato cinese. L’obiettivo immediato è integrare le economie dei due Paesi BRICS, più vicini che mai, nonché dare a Pechino un punto d’appoggio sulla costa pacifica del Sud America, attraverso la porta peruviana, completandone la strategia emisferica assieme al Canale Transoceanico in Nicaragua, finanziato dai cinesi, con i due grandi progetti infrastrutturali che creano gli ancoraggi nord e sud del perno della Cina in America Latina.

Le minacce emergenti alla Ferrovia Interoceanica
Mentre il piano della Via della Seta sudamericana della Cina suona bene sulla carta, potrebbe in realtà essere piuttosto difficile attuarlo sul campo. A parte gli ostacoli geografici come montagne vertiginose e giungle impenetrabili, vi sono anche minacce socio-politiche e militari che potrebbero ritardarne o fermarne completamente la costruzione in alcune aree. Ecco ciò che potrebbe ragionevolmente incontrare la Ferrovia Interoceanica o essere fabbricato.

28DB4D5E00000578-3088105-image-a-5_1432056872337Resistenza ambientalista indigena
Anche se la rotta ufficiale della ferrovia deve ancora essere resa pubblica, le stima di ciò che probabilmente attraverserà preoccupa alcuni per le conseguenze ambientali e sociali. Più precisamente, importanti tratti di foresta pluviale, fauna selvatica e comunità indigene (alcune delle quali rimangono volontariamente isolate) probabilmente rischierebbero di essere disturbati dal progetto, e questi due temi, ambiente e diritti degli indigeni, notoriamente creano coalizioni di sostenitori nazionali ed internazionali. Il rischio è che la resistenza da tali due gruppi (soprattutto da comunità indigene e sostenitori) potrebbe divenire uno scandalo per le pubbliche relazioni, creando un caso di politica interna e dibattito nazionale, consentendo ai movimenti di opposizione anti-multipolarismo in Brasile e Perù di capitalizzare sui sentimenti negativi e sfruttarli nelle loro campagne per il potere.

Opposizione armata
L’evoluzione dello scenario delle minacce già citato per la Ferrovia interoceanica, è possibile se gli attori citati infine passassero all’opposizione armata. Dopo tutto, non sarebbe del tutto peculiare, dato che una guerriglia che in generale sostiene tali movimenti è recentemente spuntata in Paraguay. L’Esercito Popolare Paraguaiano (PPE) è un presunto gruppo di guerriglieri marxisti con legami con FARC ed organizzazioni di narcotrafficanti sudamericani, ed usa l’ambientalismo militante come suo ultimo grido di battaglia. L’ultimo attacco del PPE, ad aprile, ha visto la presenza di opuscoli di propaganda accanto a tre vittime uccise, denigrando la coltivazione di “soia, mais e altri prodotti che richiedono pesticidi” (prevedibilmente in risposta al controllo della Monsanto sul Paese), così come l’armamento delle milizie antiguerriglia degli agricoltori. Invano esso cercò il favore della popolazione indigena Mbya Guaraní in passato, ma ciò non significa che le mosse precedenti lo portino in futuro ad abbandonare completamente tale strategia. Pertanto, come si vede nel suo intenzionale (ma non necessariamente riuscito) uso di ambientalismo e diritti dei popoli indigeni, nell’ambito degli sforzi per sensibilizzare la comunità, il PPE presenta la violenta fusione di due temi principali che un giorno potrebbero riunire i principali come massa organizzata i gruppi d’interesse che si oppongono alla Ferrovia interoceanica. Non si prevede che il PPE espanda le attività in Brasile o Perù, ma movimenti simili potrebbero svilupparsi attorno a tali principi, e il fatto stesso che il PPE le utilizzi nell’ambito della propria attività d’informazione, crea il presupposto per futuri gruppi violenti nascosti dietro di essi.

Campagne terroristiche
L’apice dell’opposizione alla Via della Seta sudamericana vede gruppi ambientalisti e indigeni unirsi in una campagna terroristica contro i governi brasiliano e peruviano. Mentre il Brasile non ha una storia di terrorismo rurale, finora, il Perù sì ed è possibile che tale problema possa rispuntare ‘convenientemente’ con la Cina che porta la Ferrovia interoceanica nel Paese. Sendero Luminoso, riconosciuto come gruppo terrorista da Stati Uniti e Unione europea, mostra piccole scintille di una rinnovata attività negli ultimi due anni (per lo più traffico di droga), facendo pensare che un giorno possa acquisire una seconda vita. Se il movimento si rianima (forse anche con supporto esterno (occidentale)), potrebbe rappresentare un disastro per la costruzione della Via della Seta sudamericana, soprattutto perché il gruppo ha un passato operativo nelle giungla e montagne che la ferrovia dovrebbe attraversare. C’è anche lo scenario inquietante che tattiche terroristiche e motivazioni di Sendero Luminoso ed Esercito Popolare Paraguaiano si diffondano nell’Amazzonia brasiliana, creando una grave crisi interna che potrebbe impantanare il bastione sudamericano dei BRICS.

UNASUR più forte?
La costruzione della Ferrovia interoceanica collegando le coste atlantica e pacifica del Sud America attraversa il centro del continente, rappresenta un’impresa ingegneristica storica dalle profonde implicazioni economiche e politiche. Uno dei segni più importanti del completamento del progetto potrebbe benissimo essere la mitigazione delle tensioni tra i blocchi commerciali Alleanza del Pacifico e Mercosur e il rafforzamento del gruppo integrativo continentale UNASUR. Il ragionamento ditrro questo ottimismo è semplice, l’economia cinese ha dimensione e forza tali che Pechino potrebbe usarla ‘mediando’ tra i due blocchi, e ciò ancora di più se i progetti ferroviari (l’unico dei grandi progetti infrastrutturali che li collega) venissero completati. Se l’Alleanza del Pacifico e il Mercosur convergono, come è stato già detto, il risultato logico sarà la creazione di una zona di libero scambio pan-continentale fornendo la base economica essenziale a una maggiore integrazione in altri campi. Dovrebbe essere un dato di fatto che la maggiore integrazione renderebbe il Sud America più resistente all’egemonia degli Stati Uniti; e con la Ferrovia Interoceanica quale motore del processo multipolare, ci si può aspettare che gli Stati Uniti mobilitino i loro agenti in qualsiasi modo possibile, per sabotarla ad ogni costo.

Brasília - DF, 19/05/2015. Presidenta Dilma Rousseff e o Primeiro-Ministro da República Popular da China, Li Keqiang durante cerimônia de assinatura de atos. Foto: Roberto Stuckert Filho/PR.

Andrew Korybko è analista politico e giornalista presso Sputnik, attualmente vive e studia a Mosca, in esclusiva per Oriental Review.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA addestrano la guardia ucraina

Dean Henderson 24/04/2015

Sergej Shkil e Julija Timoshenko

Andrej Shkil e Julija Timoshenko

In chiara violazione dell’accordo di Minsk, le truppe statunitensi hanno iniziato l’addestramento della Guardia Nazionale ucraina nella nazione in guerra. Interfax cita il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggiore-Generale Igor Konashenkov dire che le truppe statunitensi addestrano le forze ucraine non solo in Ucraina occidentale, “ma direttamente nella zona dei combattimenti di Marjupol, Severodonetsk, Artjomovsk e Volnovakha“. Il Pentagono ha negato qualsiasi attività ad est, ma ha riconosciuto che circa 300 membri della 173.rd Airborne Brigade degli Stati Uniti di Vicenza, Italia, sono stati inviati presso il Peacekeeping International & Security Center di Javorov, vicino il confine polacco, per addestrare le forze della Guardia nazionale di Kiev. I combattimenti sono aumentati nelle ultime settimane in Ucraina orientale, nonostante l’accordo di pace firmato a febbraio a Minsk. La portavoce del dipartimento di Stato Marie Harf accusava la Russia di disporre difese aeree e truppe vicino alla linea del cessate il fuoco. Più di 6000 persone sono morte in Ucraina orientale dall’avvio dei combattimenti dopo il colpo di Stato filo-occidentale contro il presidente democraticamente eletto Victor Janukovich. L’Ucraina ha dichiarato l’indipendenza dall’ex-Unione Sovietica nel 1991. Nel 2004-2005 le ONG occidentali operarono con finanziamenti di CIA/Mossad/MI6 inscenando la falsa rivoluzione arancione. Victor Jushenko divenne primo ministro, ma fu avvelenato durante la campagna. I media occidentali incolparono i russi, ma probabilmente era un operazione del Mossad per sostituirlo con la più banksterofila miliardaria di destra Julija Timoshenko. Timoshenko co-condusse la rivoluzione arancione ed è una delle persone più ricche dell’Ucraina. Nel 2005 Forbes la nominò terza donna più potente del mondo. Nel 2007 si recò negli Stati Uniti per incontrare il vicepresidente Dick Cheney e la consigliera della sicurezza nazionale Condaleeza Rice per parlare di energia. Timoshenko divenne ricca essendo dirigente di una società gasifera. L’Ucraina fu inserita nella distorta Policy Task Force Energy di Cheney, che aprì il pianeta alla selvaggia esplorazione di petrolio e gas, tra cui il fracking. Timoshenko privatizzò oltre 300 industrie di Stato durante il suo dominio, ma il popolo ucraino sentì puzza di ratto. Nel 2010 votò Primo Ministro Viktor Janukovich con il 48% dei voti. Il suo Partito delle Regioni sconfisse ancora il partito Patria di Timoshenko nelle elezioni parlamentari del 2012. Timoshenko fu condannata per appropriazione indebita di fondi statali e abuso di potere, a sette anni e a una multa di 188 milioni di dollari. I reati avvennero nel settore del gas. Timoshenko fu rilasciata dal carcere nell’ambito di un accordo ordito durante un incontro segreto tra Janukovich, e funzionari UE, NATO e russi svelato da William Engdahl in un articolo per Veterans Today. Subito dopo il rilascio si scatenò l’inferno.

Gli amici fascisti del Mossad
shkil_una_unso_shrine Il 22 febbraio cecchini spararono dai tetti sulla piazza di Kiev. Engdahl spiega che tali cecchini erano membri di una cellula terroristica fascista chiamata Assemblea Nazionale ucraina – Autodifesa popolare ucraina (UNA-UNSO) guidato da Andrej Shkil: il gruppo ha legami con il neo-nazista Partito Nazionaldemocratico tedesco. Secondo fonti d’intelligence di Engdahl, UNA-UNSO è parte di una cellula segreta della NATO, Gladio, ed è coinvolta nei conflitti che vanno dalla Georgia al Kosovo e alla Cecenia, nell’ambito della strategia della tensione contro la Russia. Shkil aveva anche legami diretti con Timoshenko, con il neopremier Aleksandr Turchnov, predicatore battista ed ex-consigliere di Timoshenko, che andò al potere dopo che Janukovich era fuggito in Russia per le minacce alla vita. Nel 2006 i pubblici ministeri aprirono un procedimento contro Turchinov, accusato di distruggere i documenti che mostravano i legami di Timoshenko con il capo della criminalità organizzata Semjon Mogiljovich. Con Turchinov primo ministro, l’Ucraina è dominata dai mafiosi fascisti noti collettivamente come settore destro. Non sorprende quindi, quanto Press TV riferì su Haaretz e Times of Israel vantarsi apertamente di come un gruppo di “ex” soldati israeliani, conosciuti come caschi blu di Majdan, avessero posto i “manifestanti” di Kiev sotto la guida di un uomo dal nome in codice Delta. Secondo Paul Craig Roberts, tali “manifestanti” erano pagati dall’UE e dagli Stati Uniti. Il colpo di Stato del Mossad portò al potere Settore Destro, emarginando le voci più moderate finanziate e sostenute dagli Stati Uniti, come rivelato sul video di YouTube dall’ormai famigerata assistente del segretario di Stato Victoria Nuland, mentre discute con l’ambasciatore statunitense in Ucraina Geoffrey Pyatt (entrambe agenti israeliani nel dipartimento di Stato), su chi insediare come primo ministro ucraino, una volta sbarazzato Janukovich.

Rubare risorse
Come al solito questo putsch dei bankster di Rothschild rigaurda le risorse. L’Ucraina si trova in una posizione geografica altamente strategica, costeggiando Mar Nero e Mare d’Azov. L’Ucraina è il granaio dell’emisfero orientale. Nel 2011 fu il 3.zo maggiore esportatore mondiale di grano. È tra i primi 10 Paesi al mondo per terreni agricoli. L’Ucraina aveva il 2.ndo maggiore l’esercito dell’Europa dopo la Russia e, la NATO, strumento dei Rothschild, non vorrebbe altro che cacciare la Flotta del Mar Nero russa da Sebastopoli, simbolo della potenza navale russa dal 18.mo secolo. L’Ucraina ha vasti giacimenti di gas naturale, una base industriale avanzata ed è crocevia altamente strategico degli oleogasdotti che collegano i giacimenti dei Quattro Cavalieri del Mar Caspio ai consumatori europei. Nel 2009 una disputa tra Putin e Timoshenko sulle forniture di gas trans-ucraine della Russia causò un enorme aumento dei prezzi del gas in Europa. Nell’ottobre 2013, il Fondo monetario internazionale incontrò funzionari ucraini per discutere della presunta “crisi del bilancio” del Paese. Il braccio armato dei bankster chiese che l’Ucraina raddoppiasse i prezzi al consumo di gas naturale ed energia elettrica, svalutasse la moneta, tagliasse i finanziamenti statali a scuole e anziani, e togliesse il divieto di vendita dei suoi ricchi terreni agricoli agli stranieri. In cambio all’Ucraina fu promessa la miseria di 4 miliardi di dollari. Janukovich disse al Fondo monetario internazionale di sparire e la Russia si presentò subito promettendo energia più economica e dichiarando che avrebbe acquistato 15 miliardi di obbligazioni ucraine. Janukovich era ormai sulla lista dei nemici dei bankster, e il resto è storia.

00-ukraine-map-04-11-06-141Dean Henderson è autore di cinque libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete iscrivervi gratis al settimanale Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le forze di sicurezza ucraine ricevono istruttori della NATO

Cassad, 23 aprile 2015z_fea800Il governo della Repubblica Popolate di Donetsk indica l’aumento degli istruttori militari stranieri nei territori controllati dall’Ucraina. Ora c’è un enorme numero di istruttori provenienti da diversi Paesi. Ad esempio, 200 provengono dal Canada e ci sono inglesi ed altri. Ora, solo legalmente, sul territorio ucraino ci sono circa 1500 istruttori militari, che non combattono ma insegnano agli altri a farlo, senza contare istruttori illegali, mercenari e agenti speciali, ha detto al corrispondente di “RG” il Presidente del Consiglio nazionale della RPD Andrej Purgin, secondo cui specialisti stranieri addestrano i membri dei gruppi sovversivi e battaglioni territoriali dalle “mani sporche di sangue“. “Ci sono anche mercenari che combattono direttamente dalla parte delle forze ucraine. Per lo più provengono dalla Georgia e si uniscono ai battaglioni territoriali che, tra l’altro, sono del tutto illegali secondo la legislazione ucraina. Chi li paga non lo so. La maggior parte dei battaglioni territoriali riceve poco, vivendo “allo stato brado” e saccheggiando””, dice Andrej Purgin. Ci ricorda, come già è stato riferito, che a Volnovakha, nella parte ucraina, erano giunti 70 mercenari della statunitense “Academi” (Blackwater). “Secondo i dati disponibili, nel territorio controllato dagli ucraini, a Volnovakha, è stata svelata la presenza di 70 membri della compagnia militare privata “Academi o Blackwater, come era nota la formazione“, ha detto il rappresentante del Ministero della Difesa della RPD Eduard Basurin, che ha anche spiegato che i mercenari di questa compagnia seguono gli ordini del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, nelle zone calde, e contrabbandano armi.

PS. A poco a poco la naturale crescita della presenza militare straniera, vista la situazione, diventa sempre più evidente assomigliando a scenari come la guerra di Corea. Come nel caso dell’appoggio russo a RPD e RPL, il sostegno dei “px” statunitensi ad alleati e satelliti ha due livelli, legale e illegale.
Sul piano legale, si osserva:
1. Istruttori di ufficiali e militari che rientrano nella leggenda su “esercitazioni” e “addestramento”.
2. Informazioni inviate dalla costellazione di satelliti statunitensi “presumibilmente per aiutare”.
3. Fornitura di equipaggiamenti (giubbotti antiproiettile, caschi, ecc.).
4. Forniture speciali (termocamere, dispositivi di visione notturna, puntatori)
5. Forniture di mezzi speciali (radar controtiro, attrezzature da guerra elettronica, blindati)
6. Attenzione su unità meccanizzate dell’esercito statunitense e dell’Europa orientale.

Sul piano illegale, si osserva:
1. Attive compagnie militari private (Academi, ASBA Otago, Greystone, Green Group)
2. Armi contrabbandate dall’Europa orientale e occidentale.
3. Contrabbando di blindati dall’Europa dell’Est.
4. Diffusione di infrastrutture delle intelligence negli enti ex-ucraini o con pretese organizzazioni internazionali come l’OSCE.
5. Lavoro di istruttori e consiglieri militari, la cui presenza in Ucraina non è ufficiale o è coperta.

screen-shot-2014-05-14-at-12-16-13-pmInoltre, sebbene non ci sia nessuna chiara prova di:
1. Artiglieria fornita dall’Europa orientale.
2. Blindati fronti dai Paesi dell’Europa occidentale.
Le principali vie della presenza militare straniera sono:
1. Basi aeree nel sud-est dell’Ucraina per fornire e trasferire personale speciale tramite l’aviazione da trasporto militare degli Stati Uniti.
2. Collegamenti ferroviari con l’Ucraina occidentale, attraverso cui passano treni con armi e munizioni provenienti dall’Europa orientale.
3. Basi aeree in Ucraina centrale e occidentale per importare legalmente materiale ed equipaggiamenti, così come personale legale come istruttori, “ispettori”, “osservatori”.
4. Porto di Odessa usato per il contrabbando di armi via mare.
I principali Paesi coinvolti nel sostegno militare alla junta sono Stati Uniti e Polonia. Il compito principale del sostegno militare è aumentare la prontezza al combattimento delle forze armate ucraine e migliorarne l’efficienza in guerra. Pertanto, i principali cambiamenti strutturali delle FAU non sono neppure legati all’invio di armi (di norma obsoleti), ma ai cambiamenti nelle strutture logistiche, d’intelligence, informazione e comando che dovrebbero aumentarne l’efficienza. In generale, la presenza militare straniera continua ad evolversi e diventa sistematica. Il lavoro dei “px” stranieri si sentirà a luglio-agosto. In questa fase, la trasformazione delle FAU è abbastanza lenta per l’inadeguatezza delle strutture organizzative e di comando di base cui si sovrappone elevata corruzione, mancanza di comprensione, in una significativa parte del corpo degli ufficiali, delle esigenze della guerra moderna, basso livello di formazione tecnica del personale riguardante l’uso di attrezzature non familiari. Ma non ci dovrebbero essere illusioni, è un problema che in qualche modo può essere superato, ed in realtà è ciò che fanno consiglieri e istruttori. Alla fine, Stati Uniti e alleati cercano di adattare i militari alle esigenze belliche della junta nel perseguire l’obiettivo voluto. Non devono combattere in prima linea, quindi, in questa fase della guerra, sarà difficile vedere in prima linea dei marines o chissà quale reparto meccanizzato statunitense, che potrebbero apparire solo con l’acutizzarsi degli scenari ucraini.
Mentre il Voentorg è semi-legale, ciò in linea di principio riflette la linea dell’amministrazione Obama su un lungo confronto senza coinvolgimento militare diretto degli Stati Uniti. I falchi vogliono aggiungere ai punti sopra elencati l’invio aperto di armi e un coinvolgimento più attivo del Pentagono. Tutto ciò sullo sfondo di battaglie a bassa e media intensità (entrambe le parti utilizzano attivamente artiglieria pesante e carri armati), di fatto iniziate il 12 aprile e che non si pensa smettano, dato che il primo comma del “cessate il fuoco” di fatto non viene seguito, così come il “ritiro delle armi pesanti”, comunque. In generale, una presenza militare straniera muterà gradualmente la natura della guerra divenendo sistematica, organizzata e centralizzata su entrambi i lati. Non sarà una guerra parzialmente scomposta tra milizie, ma una guerra tra eserciti regolari addestrati da consiglieri e istruttori militari.

6806a996003cdfadecff4bc5c7101ae9Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le guerre di quarta e quinta generazione arrivano sui teatri europeo e mediorientale

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 21/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I senatori statunitensi Chris Murphy e John McCain, e il capo del partito neo-nazista ucraino Svoboda, Oleg Tjagnibok.

I senatori statunitensi Chris Murphy e John McCain, e il capo del partito neo-nazista ucraino Svoboda, Oleg Tjagnibok.

Statunitensi, inglesi, canadesi e altri militari occidentali addestrano le forze ucraine che includono gangster neonazisti di Ucraina e altre parti d’Europa, e il sostegno di NATO/CIA all’addestramento in Turchia e Giordania fornito ai jihadisti islamisti di Stato islamico, al-Nusra e al-Qaida, sono l’applicazione sul campo di battaglia delle tattiche della guerra di 4.ta generazione (4GW) e di 5.ta generazione (5GW) dei think tank di Pentagono e Central Intelligence Agency. Le 4GW/5GW riguardano principalmente l’uso dei cosiddetti “attori violenti non statali” (VNSA). Nel caso dell’Ucraina, questi, con l’integrazione dei battaglioni neonazisti nell’esercito ucraino regolare, sono divenuti “attori violenti statali” o VSSA. Il concetto di 4GW fu redatto da un gruppo del collegio di guerra del Pentagono alla fine degli anni ’80, per descrivere la minaccia degli insorti VNSA negli Stati falliti. Dopo aver affinato il concetto di 4GW, il mondo affronta gruppi come SIIL e derivati annidatisi negli Stati falliti come Yemen, Siria, Iraq, Afghanistan e Libia, grazie all’intervento militare e d’intelligence delle amministrazioni repubblicane e democratiche degli USA, minacciando la stabilità regionale e globale. La nomina del capo della milizia neo-nazista ucraina Dmitrij Jarosh a consulente del Comandante in Capo delle Forze Armate Viktor Muzhenko e l’integrazione dei gangster della milizia neo-nazista nell’esercito ucraino è un chiaro esempio di VNSA divenuti VSSA. Ciò è anche il passo di CIA e NATO dalla 4GW alla molto più pericolosa 5GW, in cui organizzazioni criminali, hacker e terroristi statali hanno un ruolo significativo. Jarosh ebbe un ruolo significativo nella rivolta “Euromajdan” che rovesciò il governo eletto ucraino con un colpo di Stato nei primi mesi del 2014. Una situazione simile esiste con lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (SIIL), il cui auto-proclamato “califfo” Abu Baqr al-Baghdadi fu visto nel nord della Siria in compagnia di politici neo-conservatori come John McCain e ufficiali di collegamento dell’ambasciata USA ad Ankara e della CIA. In ciò che è un cattivo auspicio per la sicurezza globale, Jarosh è divenuto un culto tra i capi neo-nazisti, così come numerosi nazionalisti ucraini, in particolare a Lvov, che collaborerebbro con i volontari del SIIL provenienti dai fronti siriano e iracheno. Jarosh e al-Baghdadi, una volta prigioniero delle forze di occupazione statunitense, sono VNSA da manuale. Jarosh è diventato un VSSA mentre le connessioni di al-Baghdadi con il “Milli Istihbarat Teshkilati” (MIT), l’Organizzazione Nazionale dell’Intelligence, e con il “Muqabarat al-Ama”, Direzione Generale dell’Intelligence saudita, indicano che anche lui è passato da VNSA a VSSA.
lead_large Le reclute neonaziste e del SIIL si battono per entità quasi-statali pesantemente coinvolte nella criminalità organizzata internazionale. Il regime ucraino si basa sul supporto di oligarchi come l’ucraino-israeliano Igor Kolomojskij, a capo di una mafia in Ucraina e all’estero. Gli irregolari dello Stato islamico giurano fedeltà a un califfato che sequestra persone, traffica le antichità saccheggiate (a volte in concerto con organizzazioni criminali ucraine e israeliane), infiltra reti informatiche e deruba banche. Organizzazioni criminali e VNSA/VSSA sono al centro della 5GW. Alcuni esperti vedono la 5GW come combinazione di barbarie e guerriglia. Certo, sotto tale definizione, decapitazioni e stragi del SIIL in Libia, Siria e Iraq e gli omicidi ben pianificati dai gangster statali di politici e giornalisti in Ucraina, critici del regime Kiev, seguono i piani dettati dalla 5GW. Un organigramma del SIIL recuperato dal campo di battaglia in Iraq e pubblicato da “Der Spiegel” rivela che il SIIL agisce come un servizio segreto. Ciò non dovrebbe sorprendere se si considera che tra i padroni del SIIL vi sono i servizi di sicurezza di Arabia Saudita e Turchia, agendo con più dei semplici “ammiccamenti e cenni” da CIA, MI-6 e Mossad. Il SIIL è affiliato all’“Esercito libero siriano” addestrato e armato dagli USA, in gran parte formato da leali ad al-Nusra, al-Qaida e SIIL. Gli ascari sauditi che combattono i ribelli huthi nello Yemen sono affiliati ad “al-Qaida nella penisola arabica” (AQAP) che ha saccheggiato con piacere dalle armerie abbandonate da Sana, a Muqala, Taiz e Aden, le armi statunitensi fornite ai passati regimi yemeniti. AQAP ha assaltato Muqala nello Yemen del Sud, liberando dal carcere il sedicente emiro dell’AQAP della provincia di Abyan, Qalid Batarfi. Non solo al-Baghdadi s’è guadagnato un altro alleato nello Yemen, ma i sauditi hanno un altro capo jihadista da usare per combattere gli huthi. L’armamento dell’AQAP con armi statunitensi catturate nello Yemen rispecchia la cattura da parte del SIIL delle armi statunitensi dalle basi abbandonate dell’esercito iracheno nelle regioni settentrionali ed occidentali dell’Iraq. Gli Stati Uniti sono i primi responsabili dell’inondazione di armi leggere in Medio Oriente, più di qualsiasi altra nazione. Tuttavia, permettendo a gruppi come SIIL e AQAP di armarsi, il Medio Oriente entra in una 5GW in piena regola.
8736718 E’ stato recentemente rivelato che i guerriglieri siriani che “catturarono” il corrispondente della NBC Richard Engel e il suo team nel 2012, non erano sciiti fedelissimi del presidente siriano Bashar al-Assad, come originariamente riportato dalla NBC, ma dell’Esercito siriano libero filo-USA. Engel mentì consapevolmente dopo il suo rilascio: “Penso di avere una buona idea di chi siano (i sequestratori). È un gruppo noto come Shabiha, milizia governativa. Costoro sono fedeli al Presidente Bashar al-Assad. Sciiti che parlavano apertamente della loro fedeltà al governo, esprimendo apertamente la loro fede sciita. Sono addestrati dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana e sono alleati di Hezbollah”. Le dichiarazioni di Engel erano totalmente false, ma NBC News le diffuse. Engel inoltre spargeva la propaganda israeliana secondo cui Hezbollah e Iran erano i principali responsabili della guerra civile siriana. Se non fosse stato per il rovesciamento per mano USA e NATO della Libia di Muammar Gheddafi, il Boko Haram in Nigeria non potrebbe avere le armi dai jihadisti che hanno proclamato l’emirato nella Libia orientale. Infatti, i jihadisti libici e nigeriani hanno giurarono fedeltà allo Stato islamico di al-Baghdadi. Il presidente della Nigeria Goodluck Jonathan, aspramente criticato per non fare abbastanza per arginare Boko Haram, poi sconfitto alle elezioni, tuttavia raccolse enormi quantità di aiuti militari statunitensi grazie allo “spauracchio” del Boko Haram. L’inazione di Jonathan ha portato Boko Haram ad essere non solo una minaccia per il nuovo governo nigeriano di Muhammadu Buhari, ma anche per i vicini Niger, Camerun e Ciad. Tutto ciò ovviamente rientra nella strategia della 5GW dell’US Africa Command per l’Africa, continente divenuto fonte importante di materie prime per la macchina da guerra degli Stati Uniti.
Con la decisione del Pentagono di armare i neo-nazisti integrati nell’esercito ucraino, i pianificatori militari di Stati Uniti e NATO hanno ora intrapreso la pericolosa strada della 5GW. Oggi, VNSA come le bande neonaziste di Ucraina e altri Paesi europei, e i jihadisti islamici che da tutto il mondo aderiscono a Jabhat al-Nusra e altri gruppuscoli allineati allo Stato Islamico, passano da VNSA a VSSA. La “dottrina Obama”, in parte basata sull’intervento nelle nazioni destabilizzate, ha permesso l’introduzione della 5GW sulla scena mondiale.

Al-Baghdadi, pimo a sinistra, McCain primo a destra.

Al-Baghdadi, pimo a sinistra, McCain primo a destra.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il muro missilistico russo dell’Iran

Tony Cartalucci New Eastern Outlook 18/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora1044832La vulgata sul conflitto tra l’occidente e l’Iran è sempre stata quella di uno Stato canaglia pericoloso intenzionato ad avere armi nucleari per scatenare l’Armageddon nucleare contro Israele. Sotto tale rozza propaganda c’è una verità più complessa sul conflitto per procura tra Oriente e occidente. Così com’era avvenuto nella prima e seconda guerra mondiale, posizione strategica, risorse e popolazione dell’Iran costituiscono un prerequisito necessario per prima contenere e poi sconfiggere l’ordine politico di Mosca. Questa volta, oltre Mosca, l’asse occidentale intende circondare e sconfiggere anche Pechino. A differenza delle guerre mondiali, grandi guerre di logoramento e invasioni meccanizzate non sono possibili oggi. Invece, una campagna concertata di guerre per procura, sovversione politica occulta, sanzioni e altri strumenti non militari sono impiegati in ciò che è a tutti gli effetti un conflitto globale. A definirne i fronti, oltre alle alleanze politiche ed economiche, è la presenza del “muro missilistico” o programmi di difesa missilistica nazionali attuato in Oriente e occidente. Laddove finiscono queste mura missilistiche, generalmente inizia la dichiarata aggressione militare dell’occidente. In Libia, Siria, Iraq e Yemen dove tali sistemi missilistici erano assenti, l’occidente bombardava o bombarda queste nazioni con assoluta impunità. Le Nazioni Unite, in teoria, avrebbero dovuto impedire l’aggressione a Libia, Siria, Iraq e Yemen, ma ha categoricamente fallito. Con le nazioni dotate di difese missilistiche formidabili, l’aggressione diretta occidentale è più o meno impensabile, lasciando che operino le meno efficienti guerre per procura e sovversione politica. La presenza di sistemi di difesa antimissile può trattenere l’aggressione militare occidentale, è ciò che sarebbe necessario per stabilire equilibrio di potere e stabilità globale che le Nazioni Unite hanno promesso, ma finora mai dato.

Iran, l’ultimo baluardo
Nazioni come l’Iran, dove le guerre per procura non possono essere facilmente condotte e la sovversione politica eterodiretta è stata sconfitta, l’occidente da anni prevede opzioni militari per avere il cambio di regime a Teheran. Presenti nel rapporto “Quale percorso per la Persia?” del Brookings Institution, tali opzioni includono l’uso delle trattative diplomatiche, in particolare sul programma nucleare civile iraniano, per giustificare gli attacchi alle strutture di ricerca nucleare iraniana. Gli attacchi non porterebbero sicuramente a un cambio di regime, ma i politici occidentali sperano che provochino una rappresaglia iraniana che l’occidente utilizzerebbe per espandere le operazioni militari fino al cambio di regime. Scritto nel 2009, “Quale percorso per la Persia?” comprende molteplici scenari ormai palesemente testati e falliti. Rimangono i colloqui sul nucleare avviati dagli Stati Uniti, destinati ad apparire come atto di buona volontà verso l’Iran. Israele ha il compito di attaccare unilateralmente gli impianti nucleari iraniani, affermando che il “tradimento” degli USA che non gli lascia altra scelta. Ancora una volta, nella speranza che l’Iran si vendichi, o in seguito a un attacco sotto falsa bandiera fatto apparire come rappresaglia iraniana, gli Stati Uniti interverrebbero per aiutare Israele. In altre parole, l’accordo nucleare è un trucco, con l’occidente non solo non intenzionato ad onorarlo, ma ad usarlo per giustificare un attacco agli impianti nucleari, seguito da una coalizione volta a rovesciare il governo iraniano. Tuttavia “Quale percorso per la Persia?” non ha preso in considerazione, come è stato, la crescente influenza della Russia nel conflitto attuale e la capacità di sfruttare l’opportunità aperta brevemente dalla malafede dell’occidente con la sua “buona volontà” verso Teheran del presunto “riavvicinamento”. L’occidente sostiene di essere soddisfatto da termini ed impegno sull’accordo nucleare dell’Iran, avanzando la firma formale nei prossimi mesi. Com’era prevedibile, mentre tale soddisfazione dovrebbe in teoria portare alla revoca delle sanzioni, l’occidente non ha compiuto alcun gesto di buona volontà finora. La Russia da parte sua inizia a togliere le sanzioni. Ciò include l’accordo petrolio-merci con l’Iran, così come la consegna di diversi sistemi missilistici antiaerei S-300. I missili in particolare, da consegnare 5 anni fa, possono complicare notevolmente qualsiasi tentativo occidentale di tradire l’Iran nel firmare e onorare l’accordo nucleare. Con l’acquisto e dispiegamento effettivo dei sistemi missilistici S-300, l’Iran sarà dietro un “muro missilistico” che aumenterà drasticamente il costo di un atto già potenzialmente rischioso di aggressione militare contro Teheran da parte di Israele, Stati Uniti, entrambi, o Arabia Arabia, che ha recentemente iniziato unilateralmente a bombardare il vicino Yemen.

Iniziano le strette di mano
A seguito della decisione della Russia di fornire i sistemi S-300, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato che le sanzioni vanno revocate “nel modo più coeso possibile”. In altre parole assieme e secondo l’occidente. Bisogna chiedersi se l’occidente si sia veramente impegnato a riavvicinarsi all’Iran, allora perché, come atto di buona fede, non ha tolto almeno alcune sanzioni alleviando il peso socioeconomico che infligge il popolo iraniano da anni? Va anche chiesto perché l’occidente ha reagito negativamente alla revoca delle sanzioni della Russia, così come alla fornitura di un sistema d’arma puramente difensivo. L’occidente, si potrebbe sospettare, rimprovererebbe la Russia per la fornitura di un sistema difensivo all’Iran solo se prevede di tradirlo del tutto, proprio come fecero gli Stati Uniti con Iraq, Siria e Libia, nelle varie fasi di riavvicinamento con ciascuna di esse prima che gli annientassero o tentassero di farlo; c’è ogni ragione di credere che tradiranno anche l’Iran. La risposta negativa dell’occidente alla consegna dei sistemi missilistici S-300 è particolarmente ipocrita dato che erige il proprio “muro missilistico” intorno Russia e Cina. Le assicurazioni dell’occidente secondo cui Russia e Cina non hanno nulla da temere da tali sistemi missilistici puramente “difensivi” viene ricambiata da Mosca incrementando la difesa missilistica dell’Iran.

Quanto è forte il Muro?
L’S-300 è, secondo varie fonti, tra cui lo statunitense International Assessment and Strategy Center (IASC), uno dei sistemi di difesa missilistica più formidabili in campo. Secondo un rapporto dell’IASC intitolato, “Almaz S-300 – La Difesa aerea “Offensiva” della Cina“: “I sistemi SAM S-300 sono uno dei più letali, se non il più letale, dei sistemi SAM di difesa aerea in servizio, con una gamma di derivati più potenti dispiegati dalla Russia, o in fase di sviluppo”. La relazione sottolinea che i sistemi missilistici difendono non solo lo spazio aereo di una nazione, ma possono negare alle forze aeree la possibilità di difendere il proprio spazio aereo. Questo potrebbe spiegare il motivo per cui la NATO, guidata dagli Stati Uniti, erige una rete missilistica vicino a Russia e Cina da anni. Tuttavia, non vi sono casi noti di S-300 usati in combattimenti reali. La deterrenza dell’S-300 è efficace solo se le forze impiegano il sistema e le capacità dei missili stessi sono effettive. E’ noto che la NATO ha già svolto esercitazioni in Europa concentrandosi in particolare su come aggirare i sistemi di difesa aerea di fabbricazione russa. Una tale esercitazione fu condotta nel 2005, chiamata Trial Hammer e riguardante la ‘Soppressione della Difesa Aerea Nemica’ (SEAD). Tali esercitazioni possono già operare sui modi per aggirare o neutralizzare sistemi come l’S300. Tuttavia, il rischio è che Israele o Stati Uniti lancino l’attacco all’Iran una volta che gli S-300 saranno operativi; perdendo un numero significativo di aeromobili non solo l’operazione fallirebbe, ma un duro e umiliante colpo verrebbe inferto alle forze coinvolte, con il velo dell’invincibilità del potere militare occidentale, in particolare aereo, perso per sempre innescando una rivolta a valanga nell'”ordine internazionale” che l’occidente ha creato soprattutto con la minaccia della propria forza militare. Inoltre, se l’Iran dovesse abbattere numerosi aeromobili coinvolti in un qualsiasi attacco unilaterale contro il suo territorio, avrà compiuto una “rappresaglia” proporzionale, negando la necessità di rispondere ulteriormente, smascherando del tutto un attacco sotto falso bandiera a nome dell’Iran. L’occidente fallirebbe operativamente, strategicamente e geopoliticamente. Perciò, forse a prescindere dalle reali capacità della S-300, il rischio sarebbe troppo grande per lasciare quest’ultima scommessa ai politici occidentali che tentano d’impedire l’ascesa dell’Iran a potenza regionale permanente, del tutta immune all’aggressione militare occidentale.
Come suggerito da altri analisti ,ciò non esclude del tutto la minaccia dei piani degli USA contro la Russia attraverso l’Iran. Se costretti ad accettare relazioni normali con l’Iran, in realtà rimuovendo le sanzioni agli idrocarburi iraniani inonderebbero il mercato e ridurrebbero i prezzi di cui la Russia da tempo beneficia e dipende. Resta da vedere se tale opzione piace ai politici occidentali più che incenerire l’acuta percezione di mezzo secolo d’invincibilità militare con i sistemi di difesa missilistica dell’Iran.

israeli-s-300-the-syria.siTony Cartalucci, Bangkok-basato ricercatore geopolitico e scrittore, in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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