Il legame occulto tra Clinton e Fratellanza musulmana

Muhsan Abdalmuman, Algerie Patriotique, Counterpsyops, 30 luglio 2013 c_scalefl_progressiveq_80w_800Alla luce di una molto approfondita e documentata di indagine e di controlli incrociati, basata su fonti multiple e affidabili, questo lavoro di indagine rivela il collegamento occulto tra l’amministrazione degli Stati Uniti, il sionismo e la Fratellanza Musulmana. La pietra angolare di questo collegamento strategico non è altri che Huma Abedin, braccio destro di Hillary Clinton, moglie di un noto candidato sionista a sindaco di New York, Anthony Weiner, e figlia di Saliha Mahmud Abedin, membro dei Fratelli musulmani del ramo femminile delle “sorelle musulmani”, che siede nel segretariato con la moglie del deposto presidente egiziano Muhamad Mursi, di cui è amica personale. Algeriepatriotique presenta le prove di questa ricerca per realizzare un articolo documentato che chiarisce la situazione attuale, dopo ciò che accade nel mondo arabo dominato dalla setta assassina dei Fratelli musulmani e delle sue pestifere ramificazioni tentacolari. Il caos che ha visto il mondo arabo non è altro che il risultato di tali elementi ben combinati.landscape-1442960404-dress-indexHuma Abedin e i dettagli del suo ruolo centrale nella grande cospirazione
Huma Abedin è nata nel 1976 a Kalamazoo, Michigan. Il padre, Sayad Abedin (1928-1993), era uno studioso di origine indiana che lavorò come visiting professor al King Abdulaziz University in Arabia Saudita all’inizio degli anni 70. La madre di Huma, Saliha Mahmud Abedin, è una sociologa legata a molte organizzazioni islamiste, tra cui i Fratelli musulmani, ed è noto per la difesa della sharia. Quando Huma compì due anni, la famiglia si trasferì dal Michigan a Jeddah, in Arabia Saudita. Questa mossa avvenne quando Abdullah Umar Nasif, allora vice-presidente dell’Abdulaziz University, reclutò il collega Zayid Abedin l’Istituto degli Affari delle Minoranze Mmusulmane (IMMA), un think tank saudita che Nasif che preparava a lanciare. Alcuni anni dopo, Nasif tesse stretti legami con Usama bin Ladin e al-Qaida. È essenziale notare che per l’IMMA, l’ordine del giorno era e rimane oggi la politica estera calcolata del ministero degli Affari religiosi dell’Arabia Saudita, come spiega il giornalista Andrew C. McCarthy, consistente nell'”assediare aggressivamente la popolazione non assimilata alla supremazia islamica, a poco a poco cambiando radicalmente i caratteri dell’occidente. A 18 anni, Huma Abedin tornò negli Stati Uniti per seguire dei corsi presso la George Washington University. Nel 1996 iniziò a lavorare come stagista nella squadra di Clinton alla Casa Bianca, dove fu assegnata al seguito della First Lady, Hillary Rodham Clinton. Abedin finalmente venne assunta come assistente della Clinton e lavorò per lei al Senato (2000 e 2006) e alla mancata candidatura presidenziale nel 2008. Dal 1997 fino a poco prima della partenza nel 1999, e sempre come stagista alla Casa Bianca, Abedin era membro del consiglio esecutivo dell’Associazione degli studenti musulmani (MSA) della George Washington University (GWU). Va notato che nel 2001-2002, poco dopo che Abedin lasciò il consiglio esecutivo, la “guida sprituele” dell’associazione era Anwar al-Awlaki, membro influente di al-Qaida. Un altro cappellano dell’MSA (dall’ottobre 1999 all’aprile 2002) fu Muhamad Umaysh, che guidava l’Organizzazione internazionale del soccorso islamico, finanziato da al-Qaida. Il fratello di Umaysh, Isam, guidava la Muslim American Society, filiale quasi-ufficiale dei Fratelli musulmani negli Stati Uniti. I fratelli Umaysh erano strettamente associati ad Abdurahman al-Amudi, poi condannato e imprigionato per terrorismo. Nel 1996-2008, Abedin fu redattore per l’Istituto degli Affari delle Minoranze Musulmane (IMMA), presso la pubblicazione interna del Giornale degli Affari delle Minoranze Musulmane (JMMA). Per sette anni Abedin collaborò attivamente durante la presenza attiva all’IMMA dell’affiliato ad al-Qaida Abdullah Umar Nasif, e negli ultimi sei anni in cui Huma Abedin era nel Comitato Editoriale di JMMA (2002- 2008), vi collaborò. Tuttavia, negli anni all’IMMA, Abedin fu sempre una stretta collaboratrice di Hillary Clinton. Nel 2008, durante le primario di Clinton per la presidenza, il New York Observer descrsse Huma Abedin, nuova direttrice dello staff della candidata, “consigliere fidata di Clinton, in particolare sui problemi nel Medio Oriente”. Secondo molti nella cerchia di Clinton, “durante le riunioni sulla regione, il punto di vista di Abedin era sempre ricercato“. Quando Clinton fu nominata segretaria di Stato dal presidente Barack Obama nel 2009, Abedin divenne il suo vicecapo staff ed nello stesso tempo il suo nome fu rimosso dal JIMMA. “A parte il loro rapporto di lavoro, Abedin e Clinton hanno anche sviluppato una stretta relazione personale durante questi anni“, come testimoniano le persone vicine a Hillary Clinton. Nel 2010 dichiarò: “Ho una figlia, ma se ne avessi una seconda, sarebbe Huma“. Nel 2011, Clinton visitò la madre di Huma Abedin, Saliha Mahmud Abedin, in Arabia Saudita. In quell’occasione, Clinton descrise pubblicamente l’aiutante come “molto importante e sensibile”. In seguito alle proteste dei senatori repubblicani, preoccupati che gente dai Fratelli Musulmani venissero nominati a consiglieri della Casa Bianca, tra cui Huma Abedin, il sinistro senatore McCain, alias “Frankenstein”, coinvolte nelle guerra del Golfo e in Siria, difese vigorosamente Huma Abedin contro i suoi omologhi dello stesso partito. Cosa c’è dietro la simpatia del sionista McCain per Huma Abedin, la “sorella musulmana”? Il 10 luglio 2010 Huma Abedin, musulmana praticante, sposò il deputato Anthony Weiner in una cerimonia officiata dall’ex presidente Bill Clinton. Numerosi analisti notarono che è estremamente raro per le donne musulmane, in particolare di famiglie dagli stretti legami con la Fratellanza musulmana, sposino ebrei come Weiner. Il 1° febbraio 2013, l’ultimo giorno di Hillary Clinton segretaria di Stato, Abedin si dimise da vicecapo dello staff di Clinton. Il 1° marzo fu nominata alla formazione della squadra di transizione del dipartimento di Stato, un ufficio di transizione di sei persone a Washington. Gli stilisti preferiti di Huma Abedin sono i de la Renta, Catherine Malandrino, Charles Nolan, Yves Saint Laurent e Prada. “Ha un debole per le borse Marc Jacobs“, secondo un amico. “E’ nota per le sue borse“. Robert Barnett,vecchio avvocato dei Clinton, disse che negli 11 anni che la conosce, non l’ha mai vista indossare lo stesso vestito due volte. E alcuni si chiedono come poté acquistare un appartamento a Washington DC nel 2006, da 649000 dollari, mentre lo stipendio massimo non superi i 10000.150815173927-huma-abedin-super-169La madre di Huma Abedin, Saliha S. Mahmud Abedin, e la sua influenza
Oltre ad essere un membro delle “sorelle musulmane”, la madre di Huma Abedin, Saleha S. Mahmud Abedin. è anche membro della Lega musulmana mondiale, strumento per la diffusione del wahhabismo saudita. L’organizzazione che dirige, il Comitato internazionale islamico per le donne e bambini, fa parte della Lega musulmana mondiale. Il comitato della Lega islamica ha uno statuto scritto dai capi della Fratellanza, tra cui lo sceicco Yusif al-Qaradawi, sostenitore di Hamas. Non sorprende quindi che l’organizzazione voglia sbarazzarsi delle leggi contro lo stupro coniugale, autorizzare il matrimonio prima dei 18 anni e altri aspetti della sharia. È anche un membro del Consiglio internazionale islamico della Dawah, attraverso il gruppo che dirige. Il padre di Huma Abedin, Dr. Sayad Abedin, era strettamente legato ai radicali. Guidava l’Istituto degli affari delle minoranze musulmane in Arabia Saudita, e finanziato dalla Lega musulmana mondiale. Tale Istituto era un’entità dell’Assemblea Mondiale della Gioventù Musulmana (WAMY), fondato dal nipote di Usama bin Ladin e coinvolto nel finanziamento di al-Qaida. L’Istituto pubblicò anche un libro di Huma Mahmood Abedin, che a sua volta fu l’assistente editoriale dell’Istituto meò 1996-2008, il che significa che ha pubblicato il libro della madre estremista. Il fratello di Huma Abedin, Hasan, ebbe una borsa di studio al Centro per gli studi islamici di Oxford, entità molto vicina ai Fratelli musulmani, dove lo sceicco Yusif al-Qaradawi faceva parte del CdA. Uno stretto collaboratore della famiglia Abedin è Abdullah Umar Nasif, ex-segretario generale della Lega musulmana mondiale, fondò la famosa Rabita Bank, i cui beni furono congelati dal governo degli Stati Uniti nell’ottobre 2001 per il sostegno ai gruppi terroristici. Il padre di Huma incontrò Nasif quando era visiting professor presso l’Università di Re Abdul Aziz, dove Nasif era decano. Vi sono notizie contrastanti su chi, tra il padre di Huma e Nasif avesse avviato l’Istituto degli Affari delle Minoranze Musulmane (IMMA), ma è chiaro che nascono da uno sforzo comune sostenuto dalla Lega islamica di Nasif. Huma, la madre, il fratello e la sorella lavorarono per la rivista dell’IMMA. La madre e Nasif sono anche membri del Consiglio di Presidenza del Consiglio islamico internazionale della Dawah diretto da al-Qaradawi. Tali collegamenti sono ben documentati e dettagliati dal Centro di Studie Politici, noto centro di ricerca statunitense.
Comitato editoriale del JMMA (Giornale degli affari delle minoranze musulmane)
Direttrice: Saliha S. Mahmud Abedin (madre)
Assistenti:
Huma Abedin
Hassan Abedin (fratello di Huma Abedin)
M. Hakan Yavuz
Hiba A. Qalid (sorella di Huma Abedin)
Zulekha Pirani
Altri collaboratori:
M. Hakan Yavuz, Hamid Ismail, Sanaa Pirani
Tale giornale è una vera ragnatela con molti attivisti n vari Paesi collegati a think tank, università e centri di ricerca che lavorano per i Fratelli musulmani: Baha Abu-Laban (Canada), Imtiaz Ahmad (Bangladesh), Munir D. Ahmed (Germania), Ameer Ali (Australia), Zafar Ishaq Ansari (Pakistan), Ali Asani (USA), Gulnara Baltanova (Russia), Pervaiz Iqbal Cheema (Pakistan), Allan Christelow (USA), Asghar Ali (India), John Esposito (USA), Marc Gaborieau (Francia), Dru C. Gladney (Hawaii, USA), Bruce M. Haight (USA), Riaz Hassan (Australia), Baymirza Hayit (Germania), Kemal Karpat (USA), Bernard Lewis (USA), Tahir Mahmood (India), RJ May (australia), Ali A. Mazrui (USA), Barbara Pillsbury (USA), James Piscatori (UK), Azade-Ayse Rorlich (USA), Jan Slomp Leusden (Paesi Bassi), Michael W. Suleiman (USA), Suha Taji-Farouki (UK), John O. Voll (USA), Earl Waugh (Canada), Lawrence Ziring (USA). Per una panoramica è completa, non si dimentichino i sei consiglieri speciali di Barack Obama alla Casa Bianca, tutti dalla Fratellanza Musulmana:
Promemoria:
Arif Ali Khan, nominato vicesegretario della Homeland Security nel 2009 da Obama. Era consigliere di Obama e responsabile per gli Stati musulmani. Fondatore dell’organizzazione Mondo islamico (ramo dell’Organizzazione Mondiale della Fratellanza Musulmana), assicurò collegamenti e trattative con i movimenti islamisti, prima e dopo la “primavera araba”.
Mohamed Elibiary (alias “Qutbist” per il suo fanatismo secondo le idee di Sayad Qutb) è un membro di spicco dei Fratelli musulmani negli Stati Uniti. Ex-direttore della sezione di Houston deil Council on American Islamic Relations (CAIR), vetrina dei Fratelli musulmani negli Stati Uniti, scrisse il discorso di Obama per togliere Hosni Mubaraq dal potere.
Rashid Hussein, membro occulto dei Fratelli musulmani. Nel giugno 2002 partecipò alla conferenza annuale dell’American Muslim Council, precedentemente guidata da Abdurahman al-Amudi, condannato per finanziamento del terrorismo. Partecipò al comitato organizzatore della riflessione critica islamica, al fianco di grandi figure dei Fratelli musulmani negli Stati Uniti come Jamal Barzinji, Hisham al-Talib e Yacub Mirza. Dopo l’adesione alla squadra elettorale di Obama, quest’ultimo fu nominato nel gennaio 2009 Consigliere giuridico della Casa Bianca e responsabile dei suoi discorsi sulla politica estera. Nel 2009 fu Rashid Hussein che redasse il discorso di Obama a Cairo.
Salim al-Marayati è un iracheno di cittadinanza statunitense. Attualmente è direttore esecutivo del Consiglio degli Affari Pubblici Musulmano (MPAC), un’organizzazione islamica fondata nel 1986 dai Fratelli musulmani. Fu nominato nel 2002 presso la National Security Agency. I sospetti che pesavano sul MPAC, nella campagna per la sicurezza dopo l’11 settembre 2001, non impediromo ad al-Marayati di avvicinarsi neoconservatori e democratici del team di Obama.
Muhamad Majid, nato nel nord del Sudan nel 1965, è il figlio dell’ex-mufti del Sudan. Emigrò negli Stati Uniti nel 1987. Dopo ulteriori studi, insegnò presso la Howard University nel 1997, specializzatosi in esegesi coranica. Membro della Fratellanza musulmana, era molto influente tra le comunità musulmane del Nord America. Come avvocato fu un feroce sostenitore della criminalizzazione della diffamazione dell’Islam. Sostenne la candidatura di Obama alle elezioni presidenziali, e quest’ultimo gli assegnò diverse missioni presso le associazioni comunitarie. Nel 2011 fu nominato consigliere del Dipartimento della Homeland Security (DHS) per la lotta ad estremismo e terrorismo. Attualmente consiglia il Federal Bureau of Investigation (FBI) e altre agenzie federali.
Eboo Patel è un musulmano statunitense di origine indiana. Ha completato gli studi in sociologia nell’Illinois, ad Urbana-Champaign. Da studente militava presso i musulmani provenienti da India, Sri Lanka e Sud Africa. Con i fondi della Fondazione Ford, creò l’IFYC nel 2002. Fratello musulmana ed amico intimo di Hani Ramadan, membro del comitato consultivo religioso del Council on Foreign Relations. Era anche molto vicino a Siraj Wahhaj, famoso Fratello musulmano statunitense. Attualmente è consulente del Dipartimento per la Sicurezza interna e consigliere di Barack Obama.
Le organizzazioni a cui appartiene la madre di Huma Abedin, Saliha S. Mahmud Abedin, sono:
– Dar al-Hiqma College, amministrazione dell’università (vicepreside per l’avanzamento istituzionale e direttrice generale)
– Istituto degli Affari delle Minoranze Musulmane (direttrice), Londra
– JMMA, comitato editoriale
– Consiglieri per la Pace (Direttrice generale e fondatrice), Dar al-Hiqma, Jeddah, Arabia Saudita
– IICWC (Comitato internazionale islamico per le donne e i bambini) (presidente), Amman, Giordania.
– Semi di spiritualità (copresidente. Pakistan) Iniziativa delle Donne per a Pace Globale
Il Comitato Islamico Internazionale per le Donne e i Bambino (IICWC) prevede, tra l’altro:
la cancellazione delle leggi che criminalizzano le mutilazioni dei genitali femminili, prevedono l’età minima per il matrimonio, il diritto degli uomini alla poligamia e allo stupro, l’abbassamento della maggiore età a 15 anni, ecc. Qualsiasi lettore che voglia capire la portata del disastro può consultarne l’aberrazione retrograda sui siti di tali organizzazioni.usa_new_york_weiner_sexting_scandalAnthony Weiner, sposo di Huma Abedin: funzioni e missione
Anthony Weiner, sposato ad Huma Abedin, il famoso “Carlos Danger” nei siti porno, è nato nel 1964. Fallì nelle elezioni del 2005 a sindaco di New York City. Nello stesso anno, fu condannato a una multa di 47000 dolllari dalla Commissione elettorale federale per l’accettazione di “contributi eccessivi da 183 singoli contributori alle elezioni primarie e generali del 2000“. Da quando è entrato in politica, Weiner è un avvocato d’Israele. Nelle primarie democratiche per la presidenza nel 2008, Weiner era un forte sostenitore della candidata Hillary Clinton. Nel 2010 sposò Huma Abedin, con cui ha avuto un bambino. È uno dei più forti sostenitori al Congresso delle assicurazione sanitaria statale, e sembra che il settore sanitario sia stato il maggiore contribuente alla sua campagna per il Congresso nel 2008. Negli ultimi dieci anni, Weiner ha abbracciato molte posizioni filo-israeliane di estrema destra. A un giornalista del New York Times, che gli aveva chiesto se credeva ancora che la Cisgiordania non fosse occupata dall’esercito israeliano, si disse convinto che “questa zona va lasciata alle persone che vi sono“. “Non-occupazione della West Bank, Ho sentito bene?“, Esclamò il giornalista incredulo. ““, rispose Weiner. Dopo un momento, il giornalista insistette: “Dice non vi è alcuna presenza dell’esercito israeliano?” “Sì”, disse Weiner seccamente. Poi celebrò il passaggio al Congresso della legge per tagliare i fondi all’Autorità palestinese e costringere la delegazione palestinese alle Nazioni Unite a lasciare gli Stati Uniti, dicendo: “Dovrebbero cominciare a fare i loro piccoli bagagli da terroristi palestinesi“. Un emendamento presentato da Weiner dichiarava illegale la Missione delle Nazioni Unite dei palestinese ad est di Manhattan. Weiner è talmente accecato dalla sua fedeltà ad Israele e così ignorante del Medio Oriente, che ebbe un ruolo sinistro nella politica estera degli Stati Uniti. Anthony Weiner, in particolare chiese il licenziamento di Joseph Massad, professore presso il dipartimento di Lingue e culture mediorientali della Columbia University. La sua carriera non sarebbe discutibile se fosse un insegnante palestinese-statunitense che parla di Israele e Palestina. In questo caso, si ebbero proteste da media e università degli Stati Uniti, e Anthony Weiner venne paragonato al senatore Joseph McCarthy per aver preso di mira il professore per una presunta posizione anti-israeliana. Si può definirlo il “Caso Massad”, in cui il New York Times si mise dalla parte del docente. Per l’università e la società statunitense il maccartismo è inaccettabile, tranne quando si critica Israele. La stampa scandalistica di destra attaccò brutalmente il professore attribuendogli parole errate, raccolti da un video di propaganda realizzato da un gruppo di pressione, in cui accuse anonime l’accusavano senza che l’insegnante potesse rispondere alle accuse. Gli attacchi a Massad e altri due professori del dipartimento furono condotti fuori dall’università da organizzazioni di estrema destra sioniste allineate al Likud in Israele, tra cui una organizzazione di Boston chiamato The David Project che produsse il video delle accuse. Infatti, secondo uno studio di Scott Sherman di The Nation, non vi è un solo video, ma sei. The David Project ha sempre rifiutato di renderli disponibili e Chares Jacobs, direttore dell’organizzazione sionista, si era anche rifiutato di fornire dettagli sui finanziatori del gruppo o dei suoi legami con i lobbisti pro-israeliani. Sull’attacco israeliano alla Mavi Marmara, la “flottiglia della libertà”, in acque internazionali, che uccise 9 persone, Weiner disse: “Se si cerca d’iniziare un conflitto con la marina israeliana non è difficile. Furono offerte alternative a questa flottiglia. Invece, scelsero di navigare attraverso un blocco riconosciuto a livello internazionale. Fu un atto ostile di pura provocazione ad Israele“. Ma il blocco dei civili a Gaza è una violazione del diritto internazionale. Non è riconosciuto internazionalmente e, al contrario, fu condannato da quasi tutti i Paesi e dall’organizzazione dei diritti umani.
Weiner disse che il New York Times è contro Israele ed ha sostenuto che l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina è ancora elencato dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica, mentre l’OLP invece è stata rimosso dalla lista da più di due decenni. Sostiene che Mahmud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese, non sia il leader dell’OLP. Si è rifiutato di condannare l’uso di bombe a grappolo d’Israele sui civili nel sud del Libano nel 2006. Disse che l’esercito israeliano non occupa la Cisgiordania e che non vi è alcuna presenza militare israeliana nella West Bank. Definì la guerra d’Israele contro Gaza “umanitaria”, mentre 400 bambini furono uccisi. Votò per l’autorizzazione della guerra in Iraq nel 2002, prima di metetrsi contro la guerra. Anthony Weiner sa adulare i sostenitori d’Israele. Ha detto a Mondoweiss (sito web che segue la politica estera statunitense in Medio Oriente) che “Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni” (BDS) è “spericolato” e che Israele è un “importante alleato” degli Stati Uniti. Israele è “una democrazia in un oasi di Stati e organizzazioni terroristiche. Dobbiamo salvare Israele“, aggiunse. L’ascesa politica di Weiner fu finanziata da una raccolta fondi che è una cassa di guerra. Entrò in gara con 4,2 milioni di dollari in banca. e una domanda posta prima di lasciare il Congresso dopo il suo primo scandalo sessuale (tweets con foto di lui nudo inviate a donne). Alcuni donatori che sostengono Weiner hanno una visione bellicista in accordo ai suoi commenti su Israele, come i dossier della Commissione sulla finanza della campagna di New York hanno rivelato. Eli E. Hertz gli diede 1000 dollari nell’ottobre 2007. Hertz, che ha partecipato ad una cena dell’Organizzazione Sionista d’America (ZOA) nel 2006, dove Weiner scherzò dicendole di essere “l’ala della ZOA del Pd“, è un membro del consiglio esecutivo della Commissione affari pubblici USA-Israele (AIPAC). Hertz fi anche direttrice del Washington Institute per la politica in Medio Oriente, e scrisse numerosi articoli per il sito pro-insediamenti Arutz Sheva. Giustificò la Naqba in una articolo del maggio 2013: “sloggiare tutti gli abitanti arabi dalle aree sensibili vicine agli insediamenti ebraici, stabilendo una continuità territoriale tra i blocchi sotto controllo ebraico, e garantire il controllo delle principali vie di trasporto, erano una necessità militare“. Un altro membro dell’AIPAC che finanziò Weiner è Beth Dozoretz, che fa parte del comitato esecutivo della lobby israeliana. Dozoretz diede 2000 dollari nel 2008, e poi un contributo di 3050 dollari. Nel marzo 2007, Arnold Goldstein, uomo d’affari pro-Israele, diede 4000 dollati a Weiner. Due anni più tardi, Goldstein diede 5 milioni di dollari al Technion-Israel, l’Istituto di Tecnologia di Haifa, per “costruire droni e un centro satellitare“, secondo Jewish Week. “Poiché Israele è un piccolo Paese circondato da tanti nemici, deve essere tecnologicamente più avanzato dei suoi vicini ostili, per continuare ad esistere“, aggiungendo, “Il programma di robotica è piuttosto sorprendente, e penso sia essenziale per l’esistenza di Israele“. Le idee di Weiner sul movimento BDS “Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni”, volto ad esercitare ogni sorta di pressioni economiche, accademiche, culturale e politiche d’Israele. BDS fu proposto nel 2002 e formalmente avviato il 9 luglio 2005 da 172 organizzazioni della società civile palestinese. La campagna di Wiener fu raggiunta da Michael Adler, altro suo donatore elettorale. Adler, ex-vice presidente delle federazioni ebraiche del Nord America, diede 2000 dollrai a Weiner nel 2008. Nel gennaio 2011, Adler tenne un discorso alla Federazione ebraica di Greater Miami, do cui fu presidente, denunciando il movimento BDS che cerca “di distruggere Israele come Stato ebraico democratico. Il movimento BDS è un sofisticato movimento politico. Il loro obiettivo di distruggere Israele è pericoloso come qualsiasi arma o esercito. È un movimento terroristico politico ed economico che fermeremo“. Un altro donatore è il falco Irwin Hochberg, che diede 1000 dollati al candidato nel 2007. Hochberg è il vicepresidente della ZOA, e fa parte del comitato esecutivo del Forum Medio Oriente, gruppo anti-islamico guidato dal neo-conservatore Daniel Pipes. Nel luglio 2013 Weiner ebbe in regalo di 4950 dollari (il massimo consentito dalla legge) da John Merrigan, un lobbista di al-Jazeera.screen-shot-2016-01-28-at-10-21-02-amSesso tra Hillary Clinton e Huma Abedin
Questa è la domanda posta da diversi giornali tra cui The Times di Londra, Le Matin (Svizzera) e La Stampa (Italia). Il giornale svizzero riprende vecchie voci sull’ex-first lady dopo l’arrivo di Bill Clinton alla Casa Bianca nel 1993. La Stampa aveva aperto la partita con un lungo articolo dal titolo “Venti anni, bella e amante di Hillary” dedicata a Huma Abedin, l’assistente personale della senatrice di New York. “La voce fu ripresa in seguito, dal sito del giornalista indipendente Ron Rosenbaum“, dice Le Matin. Nel suo testo del 29 ottobre 2007, riportava una conversazione avuta on un fine conoscitore del mondo dei media. “Questo mi disse che il Los Angeles Times copre uno scandalo sessuale su un candidato presidenziale. Il mio interlocutore aggiunse che “nel microcosmo politico, tutti lo sapevano“, scrisse Ron Rosenbaum. Nell’articolo, il giornalista non faceva nomi, ma si capì che lo “scandalo” coinvolgeva Hillary Clinton. “Se tutti i giornalisti dopo la campagna presidenziale ne sono consapevoli, ma non scrivono una riga, è una notizia di per sé. Non vorrei trovarmi al posto dei miei colleghi. Deve essere davvero difficile pubblicare o meno le voci“, dichiarava Ron Rosenbaum, citato da Le Matin. Hillary Clinton ha sempre negato tali voci. Rispose a una intervista ala rivista The Advocate sulla sua presunta omosessualità: “La gente dice molte cose su di me e io non vi presto alcuna attenzione. Non è vero che sono gay, ma non ho controllo le voci. La gente continuerà a dire ciò che vuole”. Tuttavia, la candidato democratica e Huma sono sempre state molto vicine. L’arma segreta indicata da Hillary, la giovane donna lavora per i Clinton dal 1996. In occasione di un ritratto per Vogue dedicato a Huma, Hillary le fece un tributo, “Huma ha la l’energia di una ventenne, la fiducia in se di una trentenne, l’esperienza di una quarantenne e la grazia di una cinquantenne. E’ equilibrato, gentile e intelligente. Sono davvero fortunata ad averla nella mia squadra da dieci anni”. Un alto funzionario del dipartimento di Giustizia disse a Big Head DC che la voce su Hillary Clinton “che se la godrebbe” con una delle sue principali dipendenti, Huma Abedin, è un segreto di Pulcinella. “Sono abbastanza vicino a Hillary e Huma per dirvi che questa voce è vera, disse il funzionario. “E’ ben noto nell’ambiente diretto che Hillary e Huma sono amanti”. “Se si chiama la residenza di Hillary a Washington al primo mattino, Huma risponde al telefono”, continuava il funzionario. “E’ la stessa cosa a tarda notte o in viaggio”. E’ un segreto che la cerchia vicina a Hillary conserva a tutti i costi ed è strettamente monitorato. Bill Clinton non ha mai negato la bisessualità della moglie, pronunciando questa frase indegna per un ex-capo di Stato e pubblicata in un libro di Gennifer Flowers, attrice e giornalista ex-amante di Bill Clinton: “Hillary ha probabilmente mangiato più tope di me”. Queste parole non sono mai state oggetto di un procedimento giudiziario, anche se al contrario era G. Flowers che citava chi la definiva cacciaballe. Inoltre, la morte più che sospetta ed enigmatico di alcuni agenti di sicurezza e guardie del corpo dopo le rivelazioni sugli scandali dei Clinton ci dicono della loro amministrazione più di qualsiasi prova della vita sessuale della coppia, e dei danni incommensurabile che hanno causato ai loro immediati vicini.3-photos-14Gli scandali sessuali di Anthony Weiner, alias “Carlos Danger”, il marito sionista di Huma la sorella musulmana
Costretto a dimettersi e lasciare il Congresso nel 2011, dopo aver diffuso immagini del suo pene e scambio di messaggi di posta elettronica molto espliciti con alcune “amanti digitali,” Weiner fece il suo mea culpa e promise di diventare una persona diversa: un marito e un politico in grado di imparare dagli errori. Si scusò con la moglie e i suoi elettori, chiedendo a tutti di dargli una seconda possibilità. Ma ora Weiner è tornato questa settimana in una conferenza stampa, accompagnato dalla moglie Huma Abedin, che continua a sostenerlo nonostante le recenti rivelazioni su testi e immagini scabrose su Internet dimostrando di esser andato ben oltre ciò che mise fine alla sua carriera a Washington. Anthony Weiner è sceso nei sondaggi, ammettendo di aver avuto tre relazioni sessuali on-line dopo aver lasciato il Congresso. Scosso dalla suo crollo nei sondaggi dopo la pubblicazione di altre torbide foto, di cui una che mostra il suo attrezzo in primo piano, Anthony Weiner lottò per salvare la sua vacillante candidatura a sindaco. Nonostante le richieste dei rivali per di farla finita con la sua campagna, inasprendo le critiche dalla direzione del partito, e la possibilità che rivelazioni più imbarazzanti potessero emergere, Weiner si era fermamente convinto che non avrebbe lasciato la corsa a sindaco. Quest’altro scandalo sessuale di Weiner causò scalpore negli Stati Uniti. Le foto scabrose, pubblicate sul sito Dirty.com (sito porno), lo misero in imbarazzo. “Weiner ha mentito di nuovo agli americani“, tale è l’impressione dominante. “Quello che chiediamo ora non è una seconda, ma una terza possibilità“. Anche il New York Times l’attaccò e gli chiese di ritirarsi dalla corsa per il posto di Bloomberg, in un editoriale molto duro. Nel frattempo, gli psichiatri intervistati su Weiner lo descrivono malato, incapace di controllare i suoi istinti. Ma Weiner non si arrendeva, sapeva che ci sarebbe stato un secondo “round” dello scandalo e insisteva: “Non è cambiato nulla. Tutto è passato vedo tutto nello specchietto retrovisore, si guarda al futuro, non al passato“. La moglie Huma Abedin di suo saltò nell’arena partecipando con lui in una conferenza stampa e scrisse anche un articolo per la rivista Harper: “Tutto ciò ha pesato sul nostro matrimonio. Era difficile perdonare Anthony. Ci sono voluti molto lavoro e molte terapie. Ma alla fine, ho salvato il nostro matrimonio per me, mio figlio e la nostra famiglia. Amo Anthony, so che è un uomo di valore e voglio dargli una seconda possibilità. Questo è qualcosa che si dovreste anche decidere, voi elettori di New York. Credo in lui e so che ama la sua famiglia e la sua città“. Huma era una figura centrale nella campagna del marito Anthony Weiner, sfilando accompagnandolo, usando le sue connessioni coi Clinton per raccogliere fondi per la campagna e rimanendo al suo fianco quando lottava per spiegare come e perché ha ripreso le sue scappatelle sessuali su Internet, mentre le rivelazioni simili l’avevano già costretto a dimettersi dal Congresso. Il supporto deo Clinton a Huma Abedin e mantengono le distanza da Weiner che non hanno mai sopportato. “Noi tutti vogliamo il meglio per Huma”, disse un amico dei Clinton e di Abedin. “Lei ha il sostegno di tutti per tutto ciò che è stato e d ha fatto da oltre dieci anni“, ha detto il testimone. “In Hillaryland, era doloroso vedere Abedin come un soldato in mezzo a rivelazioni imbarazzanti sulle trasgressioni sessuali del marito“. Addetti ai lavori sanno che Clinton non mosse un dito per aiutare a raccogliere fondi per la campagna di Weiner, quindi Abedin fece il giro dagli ex-donatori dei Clinton, raccogliendo quasi 150000 per finanziare la candidatura del marito a sindaco in soli due mesi, i documenti lo dimostrano. Alcuni ritengono che molti di questi donatori avrebbero pagato perché temevano di compromettere il loro rapporto con Hillary Clinton, se non lo facevano.
Sentiamo sempre più tra i democratici che i guai di Weiner potrebbero costringere Clinton a togliere di mezzo il marito di Huma perché lo scandalo Weiner appanna Abedin e, per estensione, Hillary Clinton, che vuole candidarsi alle presidenziali del 2016. “Basterebbe una loro parola pubblica o privata per por terminare alla carriera di Weiner“, disse una fonte collegata ai Clinton. Hank Sheinkopf, stratega democratico che ha lavorato per la campagna a sindaco di William Thompson ha detto che sarebbe stato fatto in privato. “Nessuno lo saprebbe mai“, disse. Diversi addetti ai lavori rifiutano qualsiasi idea che lo scandalo Weiner possa offuscare i Clinton, anche se non è detto che la preoccupazione dei Clinton per Abedin possa spingerli ad agire. “Non credo che ci siano implicazioni politiche, ma ci possono essere conseguenze personali ed emotive che li spingano ad interessarsene“. New York Times, Wall Street Journal e New York Daily News chiasero in sala al candidato sindaco Anthony Weiner di abbandonare la corsa a sindaco di New York dopo i messaggi e le foto che aveva inviato all’ex-collaboratrice della campagna di Obama Elaine Sydney. Il comitato di redazione del New York Times pubblicò un rimprovero caustico a Weiner, il Wall Street Journal pubblicò un articolo dicendo sprezzante su Anthony Weiner “non è un essere umano normale”. Daily News mise in evidenza un “Basta con queste menzogne e rivelazioni salaci, Weiner non è degno di guidare la prima città americana. Bastonatelo!” Nella sfilata del Giorno dell’Indipendenza di Israele del 3 giugno 2013 l’ha visto sventolare la bandiera israeliana chiamando la popolazione a votarlo a sindaco di New York. “Sono come un purosangue sulla linea di partenza“, disse prima della manifestazione. Secondo il Washington Times, le reazioni furono diverse per strada: “Quello che ha fatto nella sua vita privata e tutto ciò che ha fatto in passato, sono pronto a dimenticarli per amore di New York city“, disse uno spettatore. Altri erano meno entusiasti: “Ha abusato delle donne a New York e in giro, facendo quello che ha fatto. Non ha il diritto di essere qui“. Il Daily News nel frattempo affermava “Anthony Weiner è l’unico candidato ebraico a sindaco, ma l’ex-membro del Congresso è stato fischiato e deriso dutante la celebrazione dell’Israel Day. C’ era già aperta ostilità sulla strada per il municipio. Molti spettatori l’hanno applaudito augurandogli fortuna, ma altri gridavano “Non ci rappresenti!” o “Vattene, Anthony” e lo deridevano per lo scandalo sessuale che l’ha costretto alle dimissioni dal Congresso al grido “Tweettalo!”. “L’ebraismo crede nella redenzione”, disse un rabbino. “Molti hanno detto che i media sono fissate con lo sfortunato episodio su Internet. Se si considera chi sono le persone al Congresso e che hanno violato leggi, come quelle fiscali, la gente penserebbe che non dovrebbe dimettersi”. Weiner nel frattempo, disse che non era troppo preoccupato dall’allentamento del suo sostegno ebraico, dato che è ampiamente supportato: “ho rappresentato un quartiere che aveva una grande popolazione ebraica in tutta della mia carriera, aggiunse“.
L’impunità di tale casta ripugnante, ignobile e malvagia che domina il mondo è inevitabile visti i disastri mostruosi che ha causato con i suoi complotti machiavellici, distruggendo interi Paesi, massacrandone le popolazioni? Il mondo arabo e musulmano, anche il mondo tutto, è destinato ad essere un parco giochi per i vari poteri e il potere del denaro? Queste sono alcune delle domande che ci poniamo in conclusione.huma-master1050-v2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Una scia di morte: oltre 100 persone vicine ai Clinton morte in modo sospetto

Alessandro Lattanzio, 9/9/2016

Di seguito l’elenco di persone morte in circostanze sospette e collegate o in rapporti coi Clinton. L’ampiezza di tale lista è sconcertante e va oltre le coincidenze:mena-airport-combined

Shawn Lucas, 08/2016, morte per cause ignote
Il 3 luglio 2016, Shawn Lucas e il regista Ricardo Villaba seguirono il DNC Services Corp. (commissione elettorale democratica) e la sua direttrice Debbie Wasserman Schultz presso la sede della DNC di Washington DC, per la class action dei sostenitori di Bernie Sanders contro le frodi nel Partito Democratico. Wikileaks aveva pubblicato documenti comprovanti che la DNC lavorava contro Sanders durante le primarie del 2016. Shawn fu trovato morto dalla ragazza. Le autorità si rifiutano di rivelare la causa della morte. Nel frattempo, il DNC cerca di ritardare la causa fino a dopo le elezioni di novembre, dicendo che Lucas non aveva agito “correttamente“… e Lucas convenientemente non può più testimoniare.97c6beb5-3f33-4fef-85ab-6afe8caabb8e_profile

Victor Thorn, 08/2016, suicidio
Giornalista, Thorn fu rinvenuto cadavere, ucciso con un colpo di pistola sulla cima di una montagna vicino casa. Thorn aveva scritto libri e articoli su American Free Press critici sui Clinton e i loro segreti, tra cui quelli riguardanti il narcotraffico a Mena, Arkansas. Ufficialmente dichiarato suicidio, ma Victor Thorn era all’apice del successo con una lunga serie di libri riusciti, tra cui Incoronare Clinton: Perché Hillary non dovrebbero andare alla Casa Bianca e la trilogia Hillary (e Bill), dei best-seller. La trilogia è stata appena acquistata per la traduzione e pubblicazione all’estero.thorn-1

Seth Conrad Rich, 07/2016, assassinato
Seth Conrad Rich, responsabile dei dati della DNC, fu accoltellato più volte alla schiena a un isolato da casa, a Bloomingdale. La polizia dichiarò che si trattava di una rapina, ma sul cadavere di Seth c’erano ancora portafogli, orologio e cellulare. A giugno, WikiLeaks aveva reso pubblici 20000 email della DNC che dimostrano come la commissione nazionale del partito democratico avesse agito per favorire Hillary Clinton alle primarie. Lo scandalo fece dimettere la direttrice della DNC Debbie Wasserman Schultz.sr71116

Joe Montano, 06/2016, collasso
Presidente della Comissione nazionale democratica (DNC) (prima di Debbie Wasserman Shultz) e Direttore Regionale per conto di Tim Kaine, il 25 luglio 2016 moriva per presunto attacco cardiaco subito dopo che Wikileaks aveva pubblicato le email della DNC che ne dimostravano il sabotaggio contro Bernie Sanders per nominare Hillary Clinton. Joe aveva 47 e alcuna traccia di problemi cardiaci.joemontano01

John Ashe, 06/2016, incidente
Ex-presidente generale delle Nazioni Unite, John Ashe morì il 22 giugno 2016 quando la trachea gli fu schiacciata da un bilanciere. Ashe doveva partecipare a un processo per corruzione dell’uomo d’affari cinese Ng Lap Seng, implicato nello scandalo del “Chinagate“, ovvero finanziamenti illegali al fondo elettorale di Bill Clinton nel 1996, inviati tramite il proprietario di ristoranti Charlie Trie. Ashe avrebbe dovuto testimoniare sui collegamenti tra Hillary e Ng Lap Seng lo stesso giorno della morte.john-ashe

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John Jones, 04/2016, incidente
Avvocato di Julian Assange, John Jones fu ucciso travolto dal treno mentre andava al lavoro, in Gran Bretagna. Jones lavorava per impedire l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti. Assange e WikiLeaks hanno diverse informazioni su Hillary Clinton.jones

Walter Scheib, 06/2015, scomparso
Walter Scheib fu assunto come cuoco alla Casa Bianca sotto Clinton e lavorò anche per l’amministrazione Bush. Il 13 giugno 2015 scomparve durante una passeggiata. Il suo corpo fu rinvenuto nel fondo di un fiume. Nessuna causa della morte è stata resa pubblica.walter-schieb-e1435027497583

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Michael Hastings, 06/2013, incidente
Michael Hastings morì in un incidente d’auto assai sospetto. Aveva detto agli amici che aveva paura per la sua vita dopo aver scritto articoli critici verso la segretario di Stato Hillary Clinton. Uno dei messaggi di posta elettronica trapelati durante la Convention democratica del 2016, conferma che Hillary aveva ricevuto un rapporto investigativo di Hastings sull’attacco al consolato di Bengasi del settembre 2012.michael-hastings

Tom Schweich, 02/2013, suicidio
Schweich fu capo dello staff per le indagini dell’ex-senatore John Danforth sulle operazioni dell’FBI nell’assedio a Waco, Texas, nel 1993. Aveva annunciato la candidatura a governatore un mese prima della morte. Il 26 febbraio 2013 fu rinvenuto cadavere con un colpo di pistola alla tempia sinistra. Schweich era destro. Un mese dopo, il suo direttore per i media, Robert “Spence” Jackson, fu trovato morto nelle medesime circostanze.missouri_state_auditor_tom_schweich_dead_2647190000_14061676_ver1-0_640_480

Gary Webb, 12/2005, suicidio
Giornalista vincitore del premio Pulitzer, Webb denunciò il narcotraffico della CIA in una serie di libri e articoli. Fu trovato morto il 10 dicembre 2004, in ciò che la polizia definì suicidio. Webb si era sparato alla testa due volte!gary_webb

Charles Ruff, 11/2000, collasso
Avvocato di Clinton durante il processo per l’impeachment. Le prime notizie dissero che era morto in un incidente a casa, il 20 novembre 2000, poi si disse che fu trovato in camera da letto privo di sensi, e poi fu dichiarato morto all’arrivo in ospedale.charles-ruff

Quattro piloti del Marine One, l’elicottero presidenziale, 04/2000, incidente
Morti (con altri 15) nell’incidente di un V-22 Osprey vicino a Tucson, l’8 aprile 2000. Testimoni riferirono che il velivolo prese fuoco in volo e poi si schiantò.

Carlos Ghigliotti, 04/2000, assassinato
Carlos Ghigliotti, 42enne, fu trovato morto a casa, Washington DC. Non c’era alcun segno di effrazione o di lotta presso il suo studio, dove fu trovato il corpo decomposto. Ghigliotti, analista di immagini termiche, fu assunto dal Comitato per la riforma del Governo per rivedere il nastro dell’assedio di Waco, in Texas, per decidere se l’FBI aveva sparato quel 19 aprile 1993. L’FBI spiegò che le raffiche di luce apparse sui filmati ad infrarossi erano riflessi di raggi del sole su schegge di vetro o altri detriti che ingombravano la scena.

John Millis, 06/2000, assassinato
Millis, direttore del Comitato Permanente sull’Intelligence del Congresso, collaborò alle “indagini” sul narcotraffico della CIA che, prevedibilmente, concluse che la CIA non ne era coinvolta. Millis fu trovato ucciso da un’arma da fuoco a Fairfax, il 4 giugno 2000. La morte fu subito dichiarata un suicidio.

Daniel A. Dutko, 07/99, incidente
Dutko era il co-presidente di Leadership 2000 del Comitato Nazionale Democratico, ente per la raccolta fondi. Fu anche vicepresidente della campagna finanziaria di Clinton-Gore per le presidenziali del 1995; e vicepresidente della raccolta finanziaria della DNC nel 1996. Il 27 luglio 1999 sarebbe morto cadendo dalla bicicletta, sbattendo la testa sul cemento per due volte.

Caporale Eric S. Fox, 03/99, suicidio
Addetto al Marine One, l’elicottero presidenziale, il 22 marzo 1999 fu rinvenuto con un colpo alla testa. Dichiarato suicidio.

Charles Wilbourne Miller, 01/99, suicidio
Vicepresidente e membro del Consiglio di Alltel, la società informatica che creò il sistema informatico della Casa Bianca. Il 12 gennaio 1999 fu trovato morto, ucciso con diversi colpi da due pistole. Fu dichiarato un suicidio.

Tenente-Generale David J. McCloud, 07/98, incidente
Comandante del Comando dell’Alaska, 11° Air Force, e del Comando Regione dell’Alaska del North American Aerospace Defense, all’Elmendorf Air Force Base, in Alaska, morì il 26 luglio 1998 quando il suo aereo acrobatico precipitò. McCloud aveva raccolto prove contro il presidente Bill Clinton.220px-david_j_mccloud

Johnny Franklin Lawhon, Jr., 03/98, incidente
Nella primavera 1997, un tornado aprì il bagagliaio di una macchina, contenente una scatola con i dati dello scandalo Whitewater, tra cui una copia di un assegno da 27000 della Madison intestato a Bill Clinton. Johnny Franklin Lawhon, Sr., che la trovò, consegnò la scatola dei documenti all’FBI. Il 29 marzo 1998, secondo la polizia Lawhon Jr. (il figlio) e un amico finirono contro un palo del telefono correndo a tutta velocità con la loro auto, ma dopo aver camminato per meno di 1/4 di miglio. Una morte simile a quelle di Paula Grober e Neil Moody.

Sandy Hume, 02/98, suicidio
Il 22 febbraio 1998, il giornalista Sandy Hume fu trovato morto nella casa di Arlington, in Virginia. A parte la dichiarazione che si trattava di suicidio “apparente”, ogni notizia fu bloccata. Hume era un reporter della rivista The Hill, giornale interno del Congresso, e nel 1997 scrisse dell’attrito tra il presidente della Camera Newt Gingrich e una fazione guidata da Paxon (che annunciò le dimissioni appena 24 ore dopo la morte di Hume). Sandy Hume era appena stato assunto da Fox News TV, che però ignorò la morte del suo ultimo acquisto. L’uomo che eseguì l’autopsia, ancora classificata, era il Dr. James C. Beyer, noto per saper camuffare gli omicidi come suicidi.
height-182-no_border-width-320Eric Butera, 12/97, assassinato
Un informatore si fece avanti offrendo informazioni sull’omicidio della stagista della Casa Bianca Maria Mahoney. Fu inviato in una crack house nota per un acquistare droga sotto copertura della polizia e fu picchiato a morte. Sua madre ricevette 100 milioni a titolo di risarcimento, ma un giudice federale poi ridisse la cifra a solo 1 milione di dollari.

Theodore Williams, Jr., 12/97, incidente
Theodore Williams era il fratello di Bettie Currie, segretaria presidenziale di Bill Clinton. Il 16 dicembre 1997 la sua auto fu gettata fuori strada e lui fu poi travolto e ucciso da un’auto.

Ron Miller, 10/97, malattia
Ron Miller fu indagato per la vendita della sua azienda, Gage Corp., alla Dynamics Energy Resources, Inc. La Dynamics aveva assunto il figlio di Ron Brown, Michael, al solo scopo di fornire 60000 dollari all’allora segretario al Commercio di Clinton, secondo la testimonianza di Nolanda Hill. Ron Miller morì improvvisamente il 12 ottobre 1997, 9 giorni dopo essersi ammalato di una malattia del sangue che i medici dell’Integris Baptist Medical Center e la Procura dell’Oklahoma State Medical esaminarono, ma che si rifiutarono di rendere pubblica.

Mary ‘Caity’ Mahoney, 07/97, assassinata
La 25enne Mary era un ex-stagista della Casa Bianca di Bill Clinton dove lavorava come addetta alla caffetteria Starbuck di Georgetown. In vista del processo a Paula Jones, Mike Isikoff suggerì che un “ex-membro dello staff della Casa Bianca” dall’iniziale “M” stava per dichiarare una vicenda di molestie sessuali alla Casa Bianca. Pochi giorni dopo, uomini armati entrarono nella Starbuck, uccidendo gli addetti Aaron Goodrich ed Emory Evans, assieme a Mary, che ricevette cinque proiettili di almeno due pistole diverse, molto probabilmente coi silenziatori, al petto, viso e nuca. Anche se i 4000 dollari della cassa non furono toccati, la polizia parlò di triplice omicidio per rapina. Non c’era alcun segno di effrazione, il che significa che i dipendenti fecero entrare i killer un’ora dopo la chiusura. La porta della Starbuck era schiusa quando i corpi furono ritrovati la mattina successiva. I ladri non si preoccupano di chiudere le porte. George Stephenopolis, Monica Lewinsky e Chelsea Clinton erano tutti abituali avventori della Starbuck. Un affidavit presentata da Sonya Stewart, conferma che il dipartimento del Commercio trafficava nelle cariche per le missioni commerciali in cambio di donazioni per le campagne elettorali. La persona accusata dall’affidavit era il membro dello staff della Casa Bianca Doris Matsui, la cui stagista in quel periodo era Mary Mahoney. Christine M. Mirzayan fu uccisa il 1° agosto 1998, anche lei era una giovane stagista dal nome che iniziava per “M”. Fu colpita a morte con un oggetto contundente nei pressi della Georgetown University. Mike Isikoff in realtà si riferiva a Monica Lewinsky.mary-catherine-mahoney

Gordon Matteson, 05/97, suicidio
Vicino ai Clinton. Dichiarato suicida il 15 maggio 1997.

Barbara Wise, 11/96, assassinata
Addetta allo staff del dipartimento del Commercio, il 29 novembre 1996, Wise fu rinvenuta cadavere nel suo ufficio, chiuso, al quarto piano dell’edificio del dipartimento del Commercio. Era parzialmente nuda (secondo un rapporto era completamente nuda) e coperta di lividi. Alcuna causa di morte fu mai dichiarata, nonostante l’autopsia eseguita senza notificarlo ai parenti, come da obbligo di legge. Dopo la scoperta del corpo, Bill Clinton rientrò improvvisamente alla Casa Bianca da Camp David, sostenendo che aveva bisogno di un libro per completare il suo discorso inaugurale.

Aldo Franscoia, agente del Secret Service, Capitano pilota Kevin N. Earnest, Capitano pilota Kimberly Jo Wielhouwer, Tenente navigatore Benjamin T. Hall, Sergente Michael J. SmithJr., Aviere Rick L. Merritt, Sergente Michael R. York, Aviere Billy R. Ogston, Aviere Thomas A. Stevens, 08/96, incidente
Uccisi quando il C-130 che trasportava la limousine presidenziale precipitò presso Jackson Hole, Wyoming, luogo di villeggiatura dei Clinton, il 18 agoisto 1996. L’aereo era in rotta da Jackson Hole all’aeroporto internazionale John F. Kennedy. Il presidente Clinton disse che gli fu detto che il pilota stava cercando di tornare nell’aeroporto di Jackson Hole quando si schiantò. L’US Air Force non trovò tracce di guasti meccanici, né che il pilota avesse comunicato via radio su problemi meccanici prima di precipitare su monte Sheep.

Ammiraglio Jeremy Boorda, 05/96, suicidio
Capo delle Operazioni Navali, era un decorato veterano della guerra dal Vietnam. Ricevette decorazioni e mostrine dopo la riclassificazione di alcune missioni compiute, nel 1995. Quando domande su tali ultimi titoli sorsero, gli fu imposto di non indossarle. Il veterano di guerra e massimo ufficiale della marina, responsabile di 200mila effettivi in servizio, si sarebbe suicidato per tale motivo? Boorda si sparò al petto due volte con due pistole diverse il 16 maggio 1996, prima di essere intervistato dalla rivista Newsweek quello stesso pomeriggio. Boorda presumibilmente lasciò due biglietti di addio, mai resi pubblici.jeremy_m-_boorda

William Colby, 04/96, incidente
William Colby fu direttore della CIA nel 1973-1976. Fu Colby che rivelò al Congresso i piani per uccidere Fidel Castro, lo spionaggio dei cittadini statunitensi (in diretta violazione della Carta della CIA) e i test della CIA con l’LSD su cittadini ignari. Fu sostituito da George Bush. Il 27 aprile 1996 Colby fu dato per disperso dai vicini che ne “recuperarono” la canoa, presso il molo di casa. A 76 anni era redattore di una newsletter finanziaria, “Investimento strategico”, che coprì il “suicidio” Vince Foster. I suoi redattori assunsero tre esperti di scrittura per studiare la lettera d’addio di Foster, che fu trovata fatta a pezzi e senza impronte digitali, molto dopo il ‘suicidio’. Gli esperti dichiararono che era un falso, e neanche ben fatto. Colby fu il responsabile della famigerata Operazione Phoenix durante la guerra del Vietnam, in cui più di 20000 cittadini del Vietnam del Sud furono arrestati, torturati e giustiziati. Il 6 maggio 1996 il corpo di Colby fu trovato a 20 metri da dove fu recuperata la canoa, in una zona accuratamente esaminata da squadre di ricerca. Degna di nota era l’assenza del giubbotto di salvataggio, che secondo la moglie Colby portava sempre.William E. Colby

Ron Brown, 04/96, incidente aereo
Segretario al Commercio, indagato minacciò Clinton che “non sarebbe affondato da solo“. Ron Brown morì insieme a 39 persone quando il T-43 (il Boeing 737 utilizzato dall’US Air Force) che trasportava il gruppo in Bosnia si schiantò presso l’aeroporto di Dubrovnik, il 3 maggio 1996. Era sul punto di essere incriminato e aveva dichiarato pubblicamente la volontà di accordarsi con i procuratori. Il giorno successivo, l’avvocato di Ron Brown fu ucciso in una sparatoria. Pochi giorni dopo, il Controllore del traffico aereo, accusato del disastro aereo, fu trovato morto e dichiarato suicida. Il governo disse che le scatole nere del velivolo non furono trovate, anche se le TV croata e francese mostrarono le squadre che le recuperavano. L’US Air Force per la prima volta annullò l’indagine sull’incidente di un velivolo statunitense in territorio amico. Dei 34 passeggeri, si salvò una hostess, che morì nel viaggio per l’ospedale per emorragia a un’arteria femorale, tranciata nello schianto!ronbrown

John Hillyer, 1996, morte per cause ignote
Cameraman di NBC, Hillyer morì per cause sconosciute. Lavorava a un’indagine su Mena e aveva lavorato ai documentari “Circle of Power” e “Clinton Chronicles“. Prima della scomparsa, la vedova ricordò che il marito si sentiva in pericolo.
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Duane Garrett, 07/95, suicidio
Avvocato e presentatore radio della KGO-AM di San Francisco, Duane Garrett diresse la raccolta fondi del vicepresidente Al Gore. Secondo l’avvocato di Garrett, Duane era sotto inchiesta per aver frodato degli investitori. Il 26 luglio, Garrett annullò l’incontro con il suo avvocato perché doveva incontrare alcune persone presso l’aeroporto di San Francisco. Tre ore dopo fu trovato galleggiante sotto il Golden Gate Bridge.

Caetano Carani, 11/94, assassinato
Brasiliano, testimone di una sparatoria vicino la Casa Bianca. Subì un’infezione sconosciuta poco prima che testimoniasse. La morte avvenuta l’11 novembre 1994 fu attribuita a un’intossicazione alimentare “apparente”.

Stanley Huggins, 06/94, polmonite
Avvocato che indagava sulla Medison Guarantee, sarebbe morto di polmonite virale, il 23 giugno 1994. Il suo rapporto di 300 pagine non fu mai pubblicato. Aveva da poco lasciato lo studio legale di Little Rock, dove Hillary Clinton lavorava, per crearsi un ufficio a Memphis. Nel giugno 1994 appariva estremamente nervoso. Si sapeva nel partito democratico che fosse coinvolto in qualche trama occulta e che era indagato. Poco dopo si recò in un’università per tenere un discorso, ma fu rinvenuto cadavere in una stanza della foresteria dai dipendenti universitari. La morte fu dichiarata causata da una polmonite virale. La moglie cercò di avere i registri ospedalieri, ma furono sigillati da Janet Reno segretaria alla Giustizia di Clinton. Lo stesso giorno l’ufficio di Memphis fu perquisito e il suo rapporto di 300 pagine sequestrato per sempre.

Bill Shelton, 06/94, suicidio
Si sarebbe sparato sulla tomba della fidanzata Kathy Ferguson, morta il mese prima sempre suicida. Shelton era un poliziotto che proclamò che la fidanzata non si era suicidata. Si sarebbe sparato dietro l’orecchio sinistro.

Kathy Ferguson, 05/94, suicidio
Ex-moglie del poliziotto Danny Ferguson, fidanzata del poliziotto Bill Shelton. Danny Ferguson avrebbe scortato Paula Corbin Jones nella camera d’albergo di Clinton. Kathy fu una testimone a favore di Paula Jones. Si sarebbe sparata dietro l’orecchio sinistro, il 10 maggio 1994.

Paula Corbin Jones

Paula Corbin Jones

Gandy Baugh, 05/94, suicida
Avvocato di Dan Lassater nel processo riguardante una presunta cattiva condotta finanziaria, si sarebbe lanciato da una finestra l’8 gennaio 1994. Dan Lassater era un caro amico di Bill Clinton, accusato di narcotraffico e condannato alla prigione. Il partner dell’ufficio legale di Baugh si “suicidò” un mese dopo, il 9 febbraio 1994.

Ronald Rogers, 03/94, incidente aereo
Dentista di Clinton, ucciso poco prima di essere intervistato da un reporter del Sunday Telegraph per rivelare delle informazioni.

Hershell Friday, 03/94, incidente aereo
Avvocato ed elemosiniere dei Clinton. Il suo aereo esplose in volo, il 1° marzo 1994.

Ed Wiley, 11/93, suicidio
Wiley si sarebbe sparato in testa in Virginia. Avvocato immobiliare e manager della Commissione finanze della campagna presidenziale di Clinton. Morì lo stesso giorno in cui la moglie Kathleen veniva violentata alla Casa Bianca di Bill Clinton, il 30 novembre 1993.

Kathleen Wiley

Kathleen Wiley

Jerry Luther Parks, 09/93, assassinato
Capo del team per la sicurezza del governatore Clinton in Arkansas, fu ucciso nella sua auto presso Little Rock, il 26 settembre 1993. La famiglia riferì che poco prima di morire, veniva pedinato, e dalla casa fu rubato il dossier sulle attività illecite di Clinton che Parks aveva raccolto. Dopo il ritrovamento del corpo di Vincent Foster, Parks disse “Sono un uomo morto”, che la gente di Bill Clinton aveva “ripulito casa” e che era “il prossimo della lista”.

Stanley Heard, 09/93, incidente aereo
Presidente del comitato consultivo della Chiropatric Health Care, curava madre, patrigno e fratello di Clinton. Ucciso nello schiantò dell’aereo privato il 10 settembre 1993, presso l’aeroporto Dullas, dopo la segnalazione d’incendio a bordo. Anche Steve Dickson, consulente di Heard, rimase ucciso nello stesso incidente. Poco prima aveva noleggiato un primo velivolo, che ebbe delle noie, e con cui ritornarono all’aeroporto. Affittarono un altro aereo, che in volo sviluppo un incendio; al rientro verso l’aeroporto si schiantò.

Jon Walker Parnell, 08/93, incidente
Investigatore della RTC che indagava sullo scandalo Morgan Guarantee, il 15 agosto 1993 cadde dal balcone dell’appartamento di Vince Foster.

Vincent Foster, 07/93, suicidio
Consigliere della Casa Bianca, si sarebbe sparato in bocca il 20 luglio 1993, nel Ft. Marcy Park di Washington DC; il proiettile non fu trovato e stringeva la pistola in mano. Un testimone disse che non c’era alcuna pistola. Caro amico di Clinton, in possibile relazione con Hillary, coinvolto nell’insabbiamento dei computer della CIA della Inslaw e delle tracce sui finanziamenti di Clinton. Molte irregolarità nella morte e nelle indagini. Il biglietto d’addio fu trovato pochi giorni dopo, a pezzetti, nella valigetta dopo cje il suo ufficio era stato ripulito dal personale della Casa Bianca. Il biglietto era un falso. La pistola che avrebbe usato per uccidersi non recava impronte digitali o tracce di sangue, né c’era sangue sulle mani di Foster. Foster era compaesano di Clinton, di Hope, Arkansasa, e lavorò per lo studio legale Rose, come Clintob. Foster conosceva bene le finanze personali dei Clinton, e fu coinvolto in un’indagine sulle loro finanze, e avrebbe fatto una telefonata a Hillary Clinton, a Los Angeles, poche ore prima della morte. Foster fu chiamato a testimoniare al Congresso sulle finanze di Hillary Clinton. Recentemente, un rapporto firmato dal Dr. Donald Tall è stato scoperto nei National Archives, che indicava che Foster aveva al collo una ferita di arma da fuoco, precedentemente non dichiarata. Dopo l’omicidio di Vincent Foster, la moglie Lisa sposò James Moody, un giudice dell’Arkansas, il 1° gennaio 1996. Poco prima che Susan McDougal finisse in prigione per oltraggio, il figlio del giudice Moody, Neil, morì in un incidente d’auto. Si pensò che avesse parlato con Bob Woodward del Washington Post sulla vicenda del primo marito della matrigna. Dei testimoni dissero di aver visto Neil Moody litigare con una persona poco prima dell’incidente.

Hillary Clinton e Vincent Foster

Hillary Clinton e Vincent Foster

Paul Wilcher, 06/93, morto a Washington
Avvocato che indagava su corruzione federale, Mena e assalto della BATF a Waco. Poco prima della morte diede a Janet Reno un affidavit di 105 pagine, ma tre settimane dopo, il 22 giugno 1993, fu rinvenuto morto, poco prima d’incontrare l’avvocato di Danny Casolaro. Alcuna causa della morte fu mai indicata dal medico legale. Al momento della morte indagava sui legami tra la “Sorpresa di ottobre” durante le presidenziali del 1980 e il narcotraffico nell’aeroporto di Mena, Arkansas, oltre all’assalto della BATF a Waco, Texas.

John Augustus Wilson, 05/93, suicidio
Ex-membro del Consiglio di Washington DC, Wilson affermò di avere informazioni sullo scandalo immobiliare Whitewater riguardante Bill e Hillary Clinton e i loro soci Jim e Susan McDougal della Whitewater Development Corporation, un’azienda fallita negli anni ’80. Fu trovato impiccato il 18 maggio 1993. Dichiarato suicidio. Jim McDougal fu poi condannato a 3 anni per frode bancaria. Era al Fort Worth Federal Medical Center in Texas, struttura gestita dal Federal Bureau of Prisons per i detenuti malati. Poco prima di una testimonianza al grand jury di Kenneth Starr, l’8 marzo 1998, Jim McDougal ebbe un infarto nella cella d’isolamento. Invece di rianimarlo, fu portato morente all’ospedale John Peter Smith, che non è l’ospedale più vicino al Fort Worth Federal Medical Center.

James McDougal

James McDougal

Sergenti B. Haney e Tim Sabel, Maggiore William Barkley, Capitano Scott Reynolds, 05/93, incidente aereo
Tutti morti nell’incidente aereo nei boschi presso Quantico, Virginia, del 19 maggio 1993. Avevano scortato Clinton nella visita alla portaerei Roosevelt. Il video ripreso dai vigili del fuoco sul luogo dell’incidente fu sequestrato dai Marines che, come disse il capo dei vigili del fuoco, “armati, sorvegliavano strettamente” il luogo dell’incidente.

Tenenti Jon A. Rystrom, William R. Dyer, Robert A. Forwalder, Patrick J. Ardaiz e John A. Messier, 03/93, incidente aereo
Tutti morti in un incidente quando un aereo-radar dell’US Navy Grumman E-2C Hawkeye scomparve a un miglio dalla portaerei Roosevelt, il 25 marzo 1993, al largo dell’Italia meridionale. Avevano scortato Clinton durante la visita alla portaerei due settimane prima.

Maggior-Generale William Robertson, Vice Comandante Generale, V Corpo dell’US Army in Europa
Colonnello William Densberger, Capo delle Operazioni e Piani del V Corpo
Colonnello Robert Kelly, Capo dell’Intellingence del V Corpo
Specialista Rodhes, Capo equipaggio, 02/93, incidente aereo
Attivi nelle operazioni in Bosnia, erano tutti presenti alla visita di Clinton sulla Roosevelt. L’elicottero UH-60 Blackhawk su cui erano a bordo, si schiantò nei pressi di Wiesbaden, in Germania, il 23 febbraio 1993.Les Aspin;William J. Clinton;John W. Jr. Warner

Steve Willis, Robert William, Conway Lebleu, Todd McKeehan, 02/93, assassinati
Il 28 febbraio 1993 furono uccisi da fuoco amico prima dell’assalto della BATF a Waco, provenivano dal servizio segreto, dove erano state le guardie del corpo di Clinton. I cadaveri furono esaminati da un “medico privato”, erano morti tutti per una ferita alla tempia sinistra.

Jim Wilhite, 12/92, incidente
Vicepresidente della Arkla Inc., collegato a Clinton e Mack McLarty che lo chiamò poche ore prima della morte per incidente con gli sci, il 21 dicembre 1992.

Paula Grober, 12/92, incidente
Interprete per sordomuti nei discorso di Bill Clinton. Uccisa in un incidente d’auto senza testimoni, il 9 dicembre 1992. Lavorava con i Clinton dal 1978.

Paul Tully, 09/92, morte per cause ignote
Direttore politico del Comitato Nazionale Democratico, “Caro amico” di Clinton e consigliere fidato. Autore delle strategie chiave di Clinton e Partito Democratico. Il 24 Settembre 1992 fu trovato in una stanza d’albergo a Little Rock, Arkansas, deceduto per “cause sconosciute” e non fu permessa alcuna autopsia.tully

Victor Raiser, 07/92, incidente aereo
Presidente della Mobile Telecomm Technologies Corp., la cui filiale SkyTel Corp. è una società utilizzata dall’FBI. Co-presidente dell’organizzazione per la raccolta fondi di Clinton. Il suo aereo precipitò in Alaska durante un viaggio per una battuta di pesca, il 30 luglio 1992. Monty Raiser era il figlio di Victor, rimase ucciso nello stesso incidente aereo assieme ad altri 5 passeggeri. Victor Raiser e la moglie erano amici dei Clinton da dieci anni. Era stato Presidente della finanza nazionale del Democratic National Committee, fece parte di Democratic Business Council, Centro per la politica nazionale e Consiglio dei consulenti del Democratic Leadership Council.

Danny Casolaro, 08/91, suicidio
dan_casolaro1 Reporter che indagava su Whitewater, Mena, BCCI e ADFA. Doveva ricevere informazioni che collegavano l’Iran-Contra allo scandalo Inslaw, quando fu rinvenuto nella vasca da bagno in una camera d’albergo con i polsi tagliati. Casolaro lavora al libro “The Octopus“, iniziando dalle indagine sul furto al dipartimento di Giustizia del software chiamato PROMIS della società Inslaw. PROMIS è un database delle forze dell’ordine che aveva una caratteristica unica per l’epoca, poteva essere programmato per accedere automaticamente ad altri database, presentando all’utente il quadro delle transazioni finanziarie dei sospetti utilizzando più fonti. Ciò ne fece un potente strumento di spionaggio e gli Stati Uniti adottarono una versione che s’installava sugli altri computer in rete, che poi regalò agli altri governi. Tutto ciò mentre si svolgeva il traffico di armi e droga della CIA con i Contras in Nicaragua. Un’operazione totalmente illegale e che aveva il proprio centro di contrabbando nell’aeroporto di Mena, Arkansas, sotto l’allora governatore Bill Clinton. L’armamento dei Contras veniva finanziato con il traffico di cocaina negli Stati Uniti, i cui narcodollari venivano riciclati da diverse banche e dall’agenzia dello Stato, l’Arkansas Development Finance Authority, creata da Webster Hubbell e approvato da Bill Clinton. L’abbattimento di uno degli aerei della CIA in Nicaragua e la cattura dell’agente della CIA Eugene Hasenfus svelò l’operazione, che divenne nota come affare Iran-Contra. Casolaro scoprì la rete di agenti governativi e politici collegati al narcotraffico gestito dalla CIA negli Stati Uniti e lavorava a un libro che svelava tale rete quando fu trovato nella vasca in una camera d’albergo con i polsi tagliati in un modo che il patologo dichiarò non sembrare opera di Danny. In particolare, i tagli profondi recisero i tendini delle dita, il che avrebbe reso impossibile a Danny tagliarsi l’altro polso con la mano ormai inferma. Nonostante questo, il verdetto ufficiale fu suicidio, anche se nessuno degli amici e dei familiari ci credono, in particolare coloro che furono testimoni diretti delle numerose minacce di morte che ricevette. Il dossier che aveva raccolto per il suo libro scomparve.casolaro

Kevin Ives e Don Henry, 08/87, assassinati
I due ragazzi di Bryant, Arkansas, videro troppe cose nell’aeroporto di Mena. Furono rinvenuti sui binari ferroviari, il 23 agosto 1987. Il primo rapporto disse che vi si erano addormentati; era stato redatto dal patologo di Stato Fahmy Malak, nominato da Bill Clinton. I genitori protestarono e dopo mesi il caso fu riesaminato. La causa della morte fu l’omicidio, i ragazzi erano stati pugnalati (Henry) e i loro crani schiacciati (Ives) prima che il treno arrivasse. Il capo della polizia della vicina città di Alexander, John Brown, riconobbe di aver ottenuto una confessione registrata da uno degli assassini dei ragazzi, ma fu occultata su richiesta dell’FBI! A Jean Duffey, che guidava la task force antidroga del 7° distretto dell’Arkansas nel 1990, non fu mai permesso di condurre un’indagine sul narcotraffico presso Mena o sulla morte dei ragazzi. Il suo gruppo di lavoro e il gran giurì federale furono sciolti appena avviarono le indagini sulla corruzione di funzionari pubblici. Dan Harmon era un funzionario del governo locale, il pubblico ministero delle contee di Saline, Grant ed Hot Springs che fu condannato nel giugno 1997 per droga, racket ed estorsione. Nel gennaio 1991, Harmon convinse un giudice a citare in giudizio la task force di Jean Duffey, che aveva prove contro di lui e altri funzionari pubblici. La signora Duffey si rifiutò di comparire, temendo per la vita (molti testimoni erano stati uccisi), e fuggì inseguita da un mandato d’arresto.don-henry-and-kevin-ives-1Testimoni del caso Ives/Henry
Kevin Coney, Gregory Collins, Kieth McKaskle, Jeff Rodhes, Richard Winters,
Jordan Ketelson, 1988-89, assassinati
Gregory Collins, gennaio 1989
Greg aveva informazioni sulla morte di Ives e Henry. Morto per colpo d’arma da fuoco al volto. Dichiarato suicidio.
Keith Coney, maggio 1988
Keith aveva informazioni sulla morte di Ives ed Henry. Morto in un incidente motociclistico nel luglio 1988 mentre era inseguito da un’auto.
Jordan Kettleson, giugno 1990
Kettleson aveva informazioni sulle morti Ives e Henry. Fu trovato cadavere sul sedile anteriore del suo pick-up.
Keith McKaskle, novembre 1988
Keith aveva informazioni sul narcotraffico a Mena e gli omicidi di Henry e Ives. Fu accoltellato 113 volte il 10 novembre 1988.
Jeff Rodhes, aprile 1989
Jeff aveva informazioni sulla morte di Ives, Henry e McKaskle. Il suo corpo bruciato fu rinvenuto in una discarica. Fu ucciso con un colpo da arma da fuoco alla testa e presentava delle mutilazioni al corpo, in particolare mani e piedi erano stati parzialmente segati.
Richard Winters, luglio 1989
Winters si offrì di cooperare, ma fu ucciso da un colpo di fucile al volto nel corso di una “rapina” dimostratasi una messa in scena. Il detective John Brown avrebbe risolto il caso e consegnato i risultati all’FBI. Secondo Brown, “Sappiamo chi li ha uccisi. Il motivo per cui il caso è stato chiuso… è perché portava a Bill Clinton coinvolto nell’insabbiamento“.

Barry Seal, 02/86, assassinato
Seal era un pilota narcotrafficante della CIA che operava dall’aeroporto di Mena. Sarebbe stato in contatto con il capo della sicurezza del governatore Bill Clinton, Raymond “Buddy” Young, ex-clown da rodeo e poi vicedirettore della FEMA. Barry fu condannato ai domiciliari presso il Salvation Army Housing, nel parcheggio del quale, il 19 febbraio 1986, fu ucciso a colpi di mitra. Barry aveva assunto delle guardie del corpo che, quel giorno, non si presentarono.barry-seal

Judi Gibbs, 01/86, assassinata
Judi Gibbs (insieme alla sorella Sharon) apparve nel numero di dicembre 1979 di Penthouse, e in seguito lavorò in un bordello di Fordyce, nei pressi di Mena, Arkansas, dove partecipò anche in un’operazione di ricatto dei clienti ripresi con le ragazze. Secondo la famiglia Gibbs, Bill Clinton era un cliente abituale di Judi, e vi erano le foto di lui che se la scopava. Cooperò con le forze dell’ordine in un’indagine sullo spaccio di droga. Judi morì nell’incendio doloso della casa. Il suo corpo fu trovato sul pavimento di fronte a una finestra al piano terra, in prossimità della porta d’ingresso. In una dichiarazione giurata, la guardia del corpo di Clinton, Barry Spivey, disse che quando l’aereo del governatore Clinton volò sulla casa di Judi Gibbs e gli mostrò le foto dell’attico della casa, indicandola.judi-gibbs

Suzanne Coleman, 02/77, suicidio
Da procuratore generale, avrebbe avuto una relazione con Clinton. “Suicida” con un colpo di arma da fuoco ferita alla nuca, il 15 febbraio 1977. Nessuna autopsia; era incinta di sette mesi.

James Bunch, suicidio
Suicidio simile a quello di Vince Foster. Aveva redatto un “libro nero” su politici del Texas e dell’Arkansans che andavano a prostitute. Una voce indicava eventuali note su Bill Clinton.shawn-lucas-clintons-e1472645286518Fonti:
Body Count
What Really Happened

La fuga di El Chapo in Messico indica i legami della CIA con i narcotrafficanti

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 26/07/2015Jeb Bush Speaks At The Reagan Library About His New BookLa seconda evasione da un carcere di massima sicurezza messicano di Joaquín Guzmán, noto anche come “El Chapo”, temuto capo del famigerato cartello della droga di Sinaloa, ha puntato i riflettori dei media sul narco-Stato del Messico. La prima evasione di El Chapo nel 2001 dalla prigione Puenta Grande dalla pretesa massima sicurezza, e la seconda evasione da un altro carcere a prova di fuga di Altiplano, ad ovest di Città del Messico, hanno coinvolto numerosi funzionari messicani corrotti dalle tangenti del ricco Guzman. Inoltre, la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti e le sue ramificazione della Drug Enforcement Administration (DEA) sono indagate ancora una volta per aver favorito funzionari del governo messicano, come l’ex-presidente Vicente Fox e l’attuale presidente Enrique Peña Nieto, accusati di favoreggiamento delle fughe di El Chapo ed anche del narcotraffico messicano e latinoamericano. L’attenzione dei candidati presidenziali del 2016 sulla questione dell’immigrazione clandestina dal Messico ha portato a miniera d’oro mediatica al promettente repubblicano Donald Trump, mentre le proposte più morbide sull’immigrazione di candidati come Jeb Bush e Marco Rubio sono oggetto di forti critiche. Trump ha irritato l’establishment politico statunitense quando ha accusato la maggior parte degli immigrati clandestini dal Messico di essere dei criminali. L’assassinio a luglio a San Francisco della 31enne Kate Steinle, di fronte al padre, per mano dell’immigrato illegale messicano Juan Francisco Lopez-Sanchez ha alzato l’indice di Trump nei sondaggi di opinione, soprattutto dopo che fu svelato che Lopez-Sanchez fu deportato dagli Stati Uniti in cinque occasioni. San Francisco per decenni è stato un importante punto del narcotraffico dal Messico e altri Paesi dell’America Latina. Quando Lopez-Sanchez fu arrestato per l’omicidio di Steinle, si scoprì che era già ricercato dalle autorità statunitensi per droga. Mentre Trump e il senatore repubblicano del Texas Ted Cruz hanno denunciato l’idea della cittadinanza a milioni di immigrati illegali latinoamericani negli Stati Uniti, Bush e Rubio, con legami familiari in America Latina, la sostengono. Bush e Rubio inoltre trafficano avidamente con l’economia oligarchica messicana. I due maggiori partiti del Messico, il conservatore liberista Partito di Azione Nazionale (PAN) e il Partito Rivoluzionario Istituzionale globalista (PRI), sono corrotti dal denaro del cartello della droga. L’unico partito che sembrava intento a ripulire la scena politica messicana dal controllo dei cartelli, il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) di sinistra-progressista, fu devastato da dissensi interni e da una scissione dopo la sconfitta sul filo del rasoio alle presidenziali nel 2006, con prove di una massiccia frode elettorale. Il registro della CIA prevede la diffusione dei semi della ribellione nei partiti sul punto di prendere il potere e sfidare autocrati e globalisti. Il Messico non ha fatto eccezione.
Jeb Bush, la cui moglie è messicana, avrà un momento difficile per le passate attività di uomo d’affari e governatore della Florida che ha incrociato individui legati ai sindacati dei narcotrafficanti, come i cartelli Sinaloa e del Golfo del Messico. Mentre Bush era governatore della Florida, le autorità di regolamentazione bancaria degli Stati Uniti scoprirono che il cartello di Sinaloa di El Chapo controllava 23 conti presso la filiale di Miami della Wachovia Bank. Dopo aver lasciato la carica di governatore della Florida nel 2007, Bush istituì la Jeb Bush e soci, un ufficio in comodato, senza pagare l’affitto, nel palazzo della HSBC sulla Brickell Avenue, nel quartiere degli affari di Miami. All’inizio del 2015, HSBC fu colta dalle autorità federali statunitensi riciclare 881 milioni di narcodollari, in gran parte del cartello di Sinaloa. In precedenza, HSBC fu scoperta aver riciclato 376 milioni per Wachovia. Nessuno della HSBC finì in prigione e la banca pagò una multa 1,9 miliardi di dollari al dipartimento della Giustizia con una “penale differita”, un congegno ideato da avvocati e pubblici ministeri per evitare ai banchieri la prigione. Jeb Bush, i cui legami con Wachovia e HSBC avrebbero dovuto suscitare maggiore attenzione dei pubblici ministeri, ha deciso di provare a diventare il terzo presidente degli Stati Uniti della famiglia Bush. Quando gli avvocati statunitensi del panamense Manuel Noriega minacciarono di svelare le videocassette che mostravano Noriega e George HW Bush cospirare per contrabbandare droga negli Stati Uniti, il giudice William M. Hoeveler decise semplicemente che la CIA non avrebbe dovuto presentarsi per conto della difesa al processo Noriega, a Miami. Hoeveler fu scelto da Jimmy Carter per presiedere l’US District Court del Sud della Florida fino al pensionamento lo scorso anno. Anche se ovviamente prendeva ordini da Langley, Hoeveler fu lodato dai colleghi come “stella in ascesa” della giurisprudenza statunitense. Nei tribunali statunitensi sono all’ordine del giorno giudici che hanno lavorato per conto dei riciclatori di denaro sporco e dei politici che hanno beneficiato della loro generosità finanziaria. La famiglia Bush è il peggior esempio di dinastia politica arricchitasi con narcotraffico e riciclaggio di denaro, creando una rete di “giudici sporchi” scelti per presiedere i tribunali federali e statali in Florida e Texas.
cia-rendition-plane-crash.1312435895w500 Il 28 settembre 2007, un jet Gulfstream di un contractor della CIA che trasportava 3,3 tonnellate di cocaina dalla Colombia al cartello di Sinaloa El Chapo, a Cancun, si schiantò nello Stato di Quintana Roo, nei pressi di Tixkoko, Yucatan. Il velivolo era collegato a due aziende già identificate come imprese per voli charter della CIA: S/A Holdings LLC di Garden City, New York e Richmor Aviation di Hudson, New York. Il 16 settembre 2007 l’aereo fu venduto a due uomini d’affari della Florida, uno di Miami e l’altro di Lakeland. I due uomini d’affari non furono mai identificati, ma l’aereo fu venduto per 2 milioni di dollari dalla Donna Blue Aircraft di Coconut Creek, Florida. Ogni esame delle operazioni di narcotraffico della CIA e della famiglia Bush in Florida, Louisiana e Texas svela sempre una rete complessa di società ‘scatole cinesi’, aerei che cambiano continuamente proprietari, oscuri miliardari latinoamericani che vivono in Florida e comodi “cadaveri” quando le forze dell’ordine ricevono soffiate sulle operazioni di contrabbando. Due individui legati al narcotraffico e al riciclaggio di denaro di Jeb Bush in Florida morirono in circostanze molto sospette. Manny Perez, complice di Bush nel riciclaggio di denaro presso la Eagle National Bank, fu trovato galleggiare in un canale a West Hialeah, vicino Miami, dopo che si pensava avesse spifferato del narcotraffico della famiglia Bush in Florida. La polizia stabilì che la morte di Perez fu un “incidente di nuoto”. Un altro portaborse di Bush, Manny Diaz, morì in un incidente stradale sospetto. Entrambi dovevano testimoniare alla sottocommissione bancaria del senatore John Kerry, che indagava sull’Iran-contra e il riciclaggio di narcodollari nel 1988. George Morales, contractor della CIA, morì scivolando su una saponetta nella doccia della prigione, il giorno prima del suo rilascio dal carcere in Florida, dov’era per traffico di cocaina. Morales doveva volare a Washington DC per testimoniare alla Camera dei Rappresentanti sulle operazioni di droga e contrabbando di armi della CIA, attività che interessavano Jeb Bush e suo padre, il 41.mo presidente degli Stati Uniti. Ancora un altro agente della CIA con informazioni sufficienti da affondare le fortune politiche della famiglia Bush nel 1980, Johnny Molina, si suicidò a Pensacola, in Florida, nel parcheggio di un ristorante. La polizia concluse che Molina si sparò 20 colpi con una MAC 10. Il corpo di Molina fu cremato prima dell’autopsia. L’ex-pilota della CIA, divenuto informatore della DEA, Barry Seal fu ucciso con un’esecuzione mafiosa a Baton Rouge, Louisiana, durante il servizio alla comunità dopo la condanna per droga. Quando fu arrestato in Louisiana per aver pilotato un aereo carico di marijuana, Seal disse che aveva il numero di telefono privato di George HW Bush nella valigetta. Kerry scoprì ciò che molti giornalisti investigativi hanno scoperto sui legami di CIA e famiglia Bush con il narcotraffico: la rete tra aziende, banche, agenti della CIA, compagnie aeronautiche e marittime coinvolte nel narcotraffico. Tali aziende, dalla Frigorificos de Puntarena, società di frutti di mare del Costa Rica, all’Ocean Hunter, Inc., altra azienda di frutti di mare di Miami, dalla SETCO Air che trasportava droga dall’America Centrale alla Florida alla Vortex/Universal Air Leasing di Miami, erano legate alla famiglia Bush e alla CIA, Jeb Bush compreso.
Le ramificazioni dell’evasione di El Chapo e i riferimenti importuni di Trump al problema degli immigrati illegali messicani schiumano sulla superficie della campagna presidenziale in cui i collegamenti della famiglia Bush al narcotraffico della CIA sono un problema, piaccia o no ai Bush e benestanti sostenitori.

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Povero vecchio Messico, non finiranno mai le violenze se non chiude il flusso della droga.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo re saudita è il maggiore sostenitore di al-Qaida

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 25/01/2015

Salman bin Abdulaziz al-Saud con l'ex-capo della CIA Leo Panetta

Salman bin Abdulaziz al-Saud con l’ex-capo della CIA Leo Panetta

Il nuovo re dell’Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz al-Saud, fratellastro di re Abdullah, morto a 90 anni per le complicazioni di una polmonite, dovrebbe governare in senso ancor più wahabita e concentrarsi a limitare la prudente politica di riforme iniziata da Abdullah. Salman dovrebbe anche dedicare energia ad aumentare la sicurezza nazionale saudita. La devozione di Salman alla sicurezza saudita è ipocrita, dato il suo passato sostegno ad al-Qaida, tra cui alcuni soggetti implicati nell’attacco dell’11 settembre contro gli Stati Uniti. Il coinvolgimento di Salman nel finanziamento dei terroristi dell’11 settembre, ed altri, probabilmente rafforzerà il rifiuto dell’amministrazione Obama di declassificare le 28 pagine mancanti dal rapporto del Comitato sull’Intelligence del Senato, del 2002, sui fallimenti dell’intelligence riguardo l’attacco. Allora governatore di Riyadh, Salman probabilmente appare tra i responsabili nelle 28 pagine del rapporto del Senato. In apparenza Salman non governerà assai diversamente dal predecessore su politica del petrolio e sicurezza nazionale. Salman sarà assistito dal figlio, principe Muhammad bin Salman, ministro della difesa e capo della corte reale. Muhammad fu principale consigliere del padre quando era governatore della provincia di Riyadh. Il principe Muhammad è divenuto ministro della Difesa quando il padre è salito al trono dopo la morte di Abdullah. L’altro consulente di Salman sarà Muhammad bin Nayaf, ministro degli interni dal 2012 e attuale secondo principe ereditario e secondo viceprimo ministro. Nayaf, nipote di re Salman, è secondo in linea al trono dopo il principe ereditario Muqrin bin Abdulaziz al-Saud. Muqrin era il capo del Muqabarat al-Amah, l’agenzia d’intelligence saudita nel 2005-2012. Nel 2006, i capi dell’opposizione democratica saudita in Gran Bretagna accusarono Salman, allora governatore della provincia di Riyadh, di fornire aiuti materiali ad al-Qaida in Afghanistan, prima e dopo l’11 settembre. L’opposizione rivelò che i membri di al-Qaida viaggiavano regolarmente da Riyadh al Pakistan e poi alle regioni governate dai taliban in Afghanistan. Questi sauditi riferirono anche che il governatorato di Salman pagava in contanti hotel e voli aerei ai membri di al-Qaida. Non c’è dubbio che le attività di Salman per conto di al-Qaida siano note alla Central Intelligence Agency (CIA), che approvò i rifornimenti sauditi ai guerriglieri arabi tra i mujahidin in Afghanistan fin dai primi giorni del coinvolgimento di Langley nella campagna jihadista per abbattere il governo socialista e laico dell’Afghanistan. Poco prima della sospetta morte in Scozia nel 2005, l’ex-ministro degli Esteri inglese Robin Cook scrisse su The Guardian che “al-Qaida” era l’archivio dei mercenari, finanzieri ed interlocutori utilizzati dalla CIA per combattere i sovietici in Afghanistan: “Per tutti gli anni ’80, lui (Usama bin Ladin) fu armato dalla CIA e finanziato dai sauditi per la jihad contro l’occupazione russa dell’Afghanistan. Al-Qaida, letteralmente ‘l’archivio’, era in origine i file dei computer di migliaia di mujahidin reclutati e addestrati dalla CIA per sconfiggere i russi”.
Secondo l’opposizione saudita e Cook, è inconcepibile che Salman non fosse a conoscenza delle attività del personale del suo governatorato a Riyadh. Quando un principe saudita e noto parente di re Salman, il primo consigliere principe Muhammad bin Nayaf, chiamato anche Nayif, fu arrestato in Francia per narcotraffico nel 1999, il ministero degli Interni saudita informò Parigi nel 2000 che se la Francia trascinava in tribunale il principe Nayaf, il contratto da 7 miliardi di dollari per il radar della difesa del progetto SBGDP (“Garde Frontiere”) con la ditta francese Thales, sarebbe stato annullato. I dettagli si trovano in un cablo diplomatico francese riservato, datato 21 febbraio 2000. Il tema del cablo era un incontro tra funzionari francesi e il ministro degli Interni saudita principe Nayaf, sul caso di un aereo saudita sospettato di narcotraffico (“Prince Nayef, ministre saoudien de l’interieure. Affaire de l’avion saoudien soupçonne d’avoir servi a un traffic stupefiants“.) Il cablo fu inviato dal consulente tecnico del ministero degli interni francese François Gouyette al ministero della giustizia francese e all’ambasciata francese a Riyadh. Gouyette divenne ambasciatore francese negli Emirati Arabi Uniti nel 2001. La cocaina spacciata da Nayaf era, secondo un documento riservato dell’US Drug Enforcement Administration (DEA), utilizzata per finanziare al-Qaida in Afghanistan. Il denaro del ministero dell’Interno per pagare le reclute del terrorismo che passavano per Riyadh, era i proventi del narcotraffico detenuti in conti bancari segreti. La CIA lo sapeva e incoraggiava i pagamenti sottobanco delle reclute di al-Qaida, proprio come fa oggi con le reclute di al-Qaida liberate dalle carceri saudite e pagate dai mediatori governativi sauditi. Nel 1999, la DEA sventò una cospirazione, per contrabbandare cocaina colombiana dal Venezuela, del principe Nayaf a sostegno di certe “intenzioni future” basate su una profezia coranica. Le operazioni della DEA erano contenute in un memorandum “di declassificazione del documento segreto 6 della DEA ufficio di Parigi” del 26 giugno 2000. Nel giugno 1999, 808 chilogrammi di cocaina furono sequestrati a Parigi. Nello stesso tempo, la DEA conduceva una grande inchiesta sul cartello della droga di Medellin, chiamata Operazione Millennio. Attraverso un fax intercettato, l’ufficio di Bogota della DEA apprese della cocaina sequestrata a Parigi e collegò l’operazione ai sauditi. L’indagine della DEA s’incentrava sul principe saudita Nayaf al-Saud, il cui alias era “El Principe”. Il nome completo di Nayaf è Nayaf (o Nayif) bin Fawaz al-Shalan al-Saud. Nel perseguimento dei suoi traffici di droga internazionali, Nayaf viaggiava con il suo Boeing 727 e sfruttò il suo status diplomatico per evitare i controlli doganali. Il rapporto della DEA affermava che Nayaf aveva studiato presso l’Università di Miami, in Florida, di proprietà di una banca in Svizzera, parla otto lingue, aveva pesantemente investito nell’industria petrolifera del Venezuela, visitava regolarmente gli Stati Uniti e viaggiava con milioni di dollari statunitensi.
Nayaf aveva anche investito nell’industria petrolifera della Colombia. Nayef avrebbe incontrato i membri del cartello della droga a Marbella, in Spagna, dove la famiglia reale saudita ha una grande palazzina. La relazione afferma che, quando un gruppo di membri del cartello si recò a Riyadh per incontrare Nayaf, “furono accolti da una Rolls Royce appartenente a Nayaf e portati all’hotel Holiday Inn Riyadh. Il giorno successivo furono accolti da Nayaf e dal fratello (che si credeva si chiamasse Saul (sic). Il fratello gemello è il principe Saud. Il fratello maggiore, principe Nawaf, è sposato con la figlia di re Abdullah)… Il secondo giorno viaggiarono nel deserto su fuoristrada (Hummer). Durante il viaggio nel deserto discussero di narcotraffico. “UN” (informatore della DEA) e Nayaf accettaono di spedire 2000 kg di cocaina a Caracas, usando gente di UN, da cui Nayaf poteva facilitarne il trasporto a Parigi. Nayaf spiegò che avrebbe utilizzare il suo jet di linea 727, sotto copertura diplomatica, per il trasporto della cocaina. Nayaf disse a “UN” che poteva trasportare 20000 chilogrammi di cocaina nel suo aereo di linea, e propose ad “UN” di inviarne 10-20000 chilogrammi in futuro. “UN” chiese perché Nayaf, presumibilmente devoto musulmano, fosse coinvolto nel narcotraffico. La risposta di Nayaf illumina ciò che oggi è noto del finanziamento del terrorismo saudita, meritevole di attenta lettura. Durante l’incontro di Riyadh, Nayaf rispose alla domanda di “UN” affermando che “è un rigoroso sostenitore del Corano musulmano (sic)”. “UN” dichiarò, “Nayaf non beve, non fuma né viola qualsiasi precetto del Corrano (sic)”. “UN” chiese a Nayaf perché voleva vendere cocaina e Nayaf rispose che il mondo è già condannato e che era stato autorizzato da Dio a venderla. Nayaf disse a “UN” che poi avrebbe capito le vere intenzioni del suo narcotraffico, sebbene poi non dicesse altro. Il narcotraffico del principe saudita fu distrutto da DEA e polizia francese nell’ottobre 1999. Il riciclaggio di narcodollari a sostegno dei terroristi di al-Qaida in Afghanistan e Pakistan, la rigida interpretazione del Corano nel futuro governo dell’Arabia Saudita, il ritorno della temuta polizia religiosa, la “mutawin” e la repressione del legittimo dissenso interno in Arabia Arabia: questo è lo stile di governo che re Salman porta all’Arabia Saudita.

Muhammad bin Nayaf con Hillary Clinton

Muhammad bin Nayaf con Hillary Clinton

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’espulsione dell’ambasciatore statunitense ha bloccato un colpo di Stato in Bolivia

Contrainjerencia 6/12/14

Cordoba, Argentina, ecco cos’ha detto il ministro della Presidenza della Bolivia Juan Ramón Quintana, prima della presentazione di un documentario all’UNC, aggiungendo che il piano coinvolgeva grandi media, partiti dell’opposizione di destra, magistratura e ONG.

invasion_usaIeri è stata presentata la serie dei documentari “Invasion USA” diretta da Andrés Sallari nella Sala Hugo Chavez del padiglione del Venezuela dell’Università Nazionale di Córdoba (UNC), dove viene analizzata l’ingerenza di Washington in Bolivia dal 1920 ad oggi. La presentazione ha visto la visita del Ministro della Presidenza dello Stato Plurinazionale della Bolivia Juan Ramón Quintana, intervistato da La Manhana di Cordoba, dove analizzava l’asse delle politiche del Presidente Evo Morales per “scalzare il potere radicato di grande stampa, grandi gruppi imprenditoriali, numerose ONG coordinate (a volte apertamente) dall’allora ambasciatore statunitense Phillip Goldebrg“, ha detto Quintana. Alla domanda sull’espulsione dell’ambasciatore statunitense, avvenuta nel settembre 2008 e delle agenzie DEA e USAID, e il loro impatto sulla politica boliviana, Quintana ha risposto: “La cacciata dell’ambasciatore statunitense per prima cosa ha smobilitato la destra, che preparava un ‘golpe civico-prefetturale’, e di conseguenza ha reso orfani quei gruppi politici che tentavano di destabilizzare il governo“. “Il piano di destabilizzazione si basava sul sistematico attacco al governo attraverso i grandi media, applicando la strategia del potere morbido per delegittimare il governo“, ha sottolineato il ministro boliviano. Le dinamiche viste, erano simili a quelle applicate in Paraguay contro Lugo, inclusa “la creazione di conflitti per accelerare la degradazione, come ad esempio nel caso di Pando e vari scontri, cercando di dimostrare che il governo non sapesse governare il Paese, perdendo sostegno sociale e generando conflitti regionali“, ha detto il ministro. “Un altro nucleo fondamentale di tale colpo di Stato era la magistratura, che insieme a media, partiti di destra e ONG, era un pilastro fondamentale di tali tentativi di golpe morbidi“, ha continuato. Sulla cacciata della DEA, Quintana sostiene che “settori dell’opposizione si auguravano che il governo della Bolivia finisse nello scenario colombiano-messicano, ma ha fatto esattamente il contrario: recuperava il controllo del territorio e le istituzioni della sicurezza, sviluppando un piano governativo contro il traffico di droga, mentre il valore culturale della foglia di coca è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite, rendendo possibile passare da 33000 ettari ai 22000 di oggi, a soli duemila da 20000, obiettivo del governo”, ha detto. “La destra indicava quelle argomentazioni della DEA che se la Bolivia avesse seguito, sarebbe diventata il paradiso della criminalità organizzata, ma è successo il contrario“, ha osservato il ministro del governo boliviano.

USAID, articolazione dell’interventismo
Secondo il funzionario boliviano la cacciata dell’USAID ha avuto effetti in diversi settori, “da un lato, il settore degli intellettuali della classe media legato all’ambasciata statunitense è rimasto disoccupato, scoperto. In secondo luogo, molti giornalisti pagati dall’USAID nel quadro dei programmi di viaggio negli Stati Uniti sono stati eliminati, smascherandoli da freelance che in realtà erano portavoce dell’ambasciata USA”, ha detto Quintana. Inoltre, ha sottolineato che la cacciata dell’USAID ha lasciato un esercito di ONG “privo di finanze, proposte, azione politica e legami organici con i movimenti indigeni“. La mappa delle operazioni dell’USAID copriva quasi tutta la società boliviana, indica Quintana. “Il programma per la democrazia gli avrebbe permesso d’influenzare Assemblea Legislativa Plurinazionale, Parlamento nazionale, partiti politici, rafforzando la destra e danneggiando i partiti dello sviluppo emergenti“, ha aggiunto. “C’era anche il programma per la società civile, con seminari su giustizia e democrazia, ma sempre costruiti sull’ideale neoliberale“, ha detto. Ha anche descritto un programma per lo sviluppo economico volto a forgiare l’idea del “libero mercato”, e un altro sull’autonomia volto “a minare la struttura dello Stato multiculturale come il nostro, assieme al programma di lotta al traffico di droga nell’ambito della sicurezza e, infine, un altro che promuoveva la leadership indigena“. “Cioè, sabotavano lo Stato smobilitando l’azione del governo e articolando l’opposizione“, ha concluso Quintana.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora