Che cos’è il “Safari Club II” e come può cambiare la dinamica del Medio Oriente

Wayne Madsen SCF 26.01.2018Durante la Guerra Fredda, la Central Intelligence Agency convinse alcuni alleati europei e mediorientali a stabilire un’alleanza d’intelligence informale i cui legami con gli Stati Uniti sarebbero stati “plausibilmente negati” nel tipico linguaggio della CIA. Nel 1976, un gruppo di direttori di agenzie d’intelligence filo-occidentali s’incontrò di nascosto al Mount Kenya Safari Club di Nanyuki, in Kenya, per organizzare un patto informale destinato a limitare l’influenza sovietica in Africa e Medio Oriente. Il gruppo si riunì sotto gli auspici del trafficante di armi e miliardario saudita Adnan Khashoggi, del presidente keniota Jomo Kenyatta e del segretario di Stato degli USA Henry Kissinger. Sebbene Khashoggi fosse presente al primo incontro di ciò che presto divenne noto come “Safari Club“, Kenyatta e Kissinger non erano presenti al raduno inaugurale delle spie. A firmare la carta di origine del Safari Club in Kenya c’erano il conte Alexandre de Marenches, direttore del servizio d’intelligence estero Service de Documentation Extérieure et de Contre-Espionnage (SDECE) francese; Kamal Adham, capo del Muqabarat al-Amah, il servizio d’intelligence saudita; il Direttore del servizio d’intelligence egiziano, generale Qamal Hasan Aly; Ahmad Dlimi, capo del servizio d’intelligence del Marocco e il generale Nematollah Nassiri, a capo dell’agenzia d’intelligence SAVAK iraniana. Ci sono indicazioni, ma nessuna prova effettiva, che il capo del Mossad Yitzhak Hofi avesse preso parte al primo incontro del Safari Club in Kenya. Il Mount Kenya Safari Club, fondato nel 1959, era di comproprietà del magnate del petrolio dell’Indiana Ray Ryan, individuo collegato a CIA e Mafia; di Carl W. Hirschmann Sr., fondatore svizzero della Jet Aviation, società aerea commerciale globale dagli stretti legami con la CIA e venduta alla General Dynamics nel 2008; e l’attore William Holden. Il 18 ottobre 1977, dopo che il Safari Club aveva trasferito il quartier generale operativo al Cairo, Ryan fu ucciso da un’autobomba ad Evansville, nell’Indiana. Holden morì solo nel suo appartamento a Santa Monica, in California, il 12 novembre 1981, dopo che, secondo quanto riferito, era inciampato sul tappeto accanto al letto, colpendo con la testa un comodino ed emorragia successiva. L’omicidio di Ryan rimane un caso aperto, mentre domande continuano a circondare la morte solitaria di Holden.
Nel 1977, Khashoggi approfittò dei problemi fiscali di Ryan col governo degli Stati Uniti e degli stessi problemi finanziari di Hirschmann per acquistare il pieno controllo del Mount Kenya Safari Club poco prima dell’omicidio di Ryan. Grazie alla sua posizione a Cairo, il Safari Club fu un elemento chiave nel reclutamento di irregolari arabi per combattere l’Unione Sovietica in Afghanistan. Khashoggi fu un attore chiave nel finanziamento della “Legione Araba” in Afghanistan, grazie al sostegno della famiglia reale saudita e del sultano Hassanal Bolkiah del Brunei. Il Mount Kenya Safari Club continuò a svolgere un ruolo utile nelle riunioni clandestine del Safari Club, tra cui quello del 13 maggio 1982 tra il ministro della Difesa israeliano Ariel Sharon; il presidente del Sudan Jafar al-Nimayri; del capo dell’intelligence sudanese Umar al-Tayab; del miliardario statunitense-israeliano Adolph “Al” Schwimmer, del fondatore delle Israel Aerospace Industries Yaacov Nimrodi, dell’ex-ufficiale di collegamento del Mossad a Teheran con la SAVAK e vicedirettore del Mossad, David Kimche. Il capo effettivo del Safari Club era, secondo alcuni resoconti di alcuni addetti ai lavori, George “Ted” Shackley che, in qualità di vicedirettore aggiunto per le operazioni della CIA, era il capo delle operazioni clandestine della CIA sotto George HW Bush. Shackley, il cui soprannome era “Blond Ghost“, fu licenziato dal direttore della CIA di Jimmy Carter, ammiraglio Stansfield Turner. Tuttavia, Shackley fu richiamato dal capo della CIA di Ronald Reagan, William Casey. Agendo da agente d’intelligence privato, Shackley fu determinante nel mobilitare la vecchia rete SAVAK del Safari Club in Europa, per creare il famigerato affare Iran-contra. Il Safari Club era responsabile di gran parte delle operazioni clandestine dell’occidente contro l’Unione Sovietica nelle zone di conflitto che si estendevano dall’Afghanistan alla Somalia e dall’Angola al Nicaragua. È ironico che un gruppo di servizi segreti e di guerriglie che supportano gli huthi nello Yemen stiano ora riprendendo il vecchio Safari Club per combattere Stati Uniti, Arabia Saudita, Israele e i loro agenti in Yemen, Corno d’Africa e Medio Oriente.
Il movimento anti-saudita Huthi nello Yemen, i cui membri aderiscono alla setta zaidita dell’Islam, si oppone alle rigide pratiche fondamentaliste del wahhabismo saudita. Gli huthi, vicini religiosamente e politicamente all’Iran sciita, hanno istituito un servizio d’intelligence estero diretto da Abdarab Salah Jarfan. Emulando il Safari Club, l’intelligence huthi ha stipulato accordi informali con il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) o Pasdaran; il Servizio di sicurezza preventiva (PSS) della Palestina; i tre rami dell’intelligence di Hezbollah, come l’Unità 1800, ramo delle operazioni speciali dell’intelligence di Hezbollah, e l’intelligence di Hamas, che ha sede a Gaza ma ha agenti in tutto il Medio Oriente. Ora che il presidente siriano Bashar al-Assad ha sbaragliato la maggior parte degli eserciti jihadisti dal suo Paese, con l’assistenza del personale inviato dagli huthi, la Siria è nella posizione migliore per dare assistenza militare alla coalizione huthi nello Yemen. Insieme, questa alleanza di forze antisioniste e anti-wahhabite, che potrebbe essere chiamata “Safari Club II“, può violare il confine saudita-yemenita e condurre operazioni contro obiettivi militari e governativi sauditi nella provincia di Asir in Arabia Saudita.
Da quando la coalizione guidata dai sauditi, che comprende anche truppe provenienti da Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Egitto, Quwayt, Marocco, Sudan, Giordania e Bahrayn, è intervenuta nella guerra civile yemenita nel 2015 a nome del governo fantoccio filo-saudita, gli huthi hanno portato la guerra presso i sauditi. Le forze huthi sono entrate in tre regioni di confine saudite, Asir, Jizan e Najran. Gli huthi, con il sostegno dell’intelligence dei Pasdaran e di Hezbollah, crearono un gruppo secessionista saudita, l’Ahrar al-Najran, o “I liberi della regione del Najran”. Il Najran, fino al 1934, faceva parte del regno dello Yemen, il regno mutuaqilita governato da un monarca zaidita fino al 1962, quando il regno yemenita fu rovesciato. Gli irredentisti sul versante saudita del confine volevano unirsi allo Yemen. La tribù yemenita Hamdanid, che fornì il nucleo del sostegno all’ex-monarca yemenita zaidita, giurava fedeltà alla coalizione guidata dagli huthi nello Yemen. L’intelligence huthi ha anche condotto ricognizioni sulle basi navali israeliane nel Mar Rosso e in Eritrea, nell’arcipelago Dahlak e nel porto di Massawa. Gli huthi hanno anche sorvegliato le operazioni militari saudite ed emiratine nella città portuale eritrea di Assab. Nel 2016, le forze huthi avrebbero attaccato il quartier generale della Marina eritrea dopo che le forze saudite arrivarono nella città portuale. Gli huthi potrebbero essere stati aiutati da un altro alleato del Safari Club II, il gruppo d’opposizione eritreo Organizzazione Democratica Afar del Mar Rosso (RSADO), sostenuto anche dall’Etiopia. Nel 2016, gli huthi effettuarono con successo un’incursione nell’Asir e catturarono una base militare saudita, insieme a un deposito di armi statunitensi e canadesi. La sponsorizzazione del Safari Club II del movimento secessionista in Arabia Saudita è simile al sostegno dell’originale Safari Club a vari gruppi di insorti, tra cui UNITA in Angola, RENAMO in Mozambico e contras in Nicaragua.
Gli sconvolgimenti politici nello Yemen e in Arabia Saudita hanno portato a nuove alleanze tra la coalizione saudita e i membri del Safari Club II. Il 4 novembre 2017, il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Muhamad bin Salman, consolidava il potere politico arrestando diversi principi della Casa dei Saud, così come importanti ministri, ecclesiastici e uomini d’affari. Un elicottero che trasportava il principe Mansur bin Muqrin, vicegovernatore della provincia di Asir, e altri sette alti funzionari sauditi, si schiantò vicino Abha, nella provincia di Asir, al confine con lo Yemen settentrionale controllato dagli huthi. Ci furono diversi rapporti secondo cui l’elicottero fu abbattuto dai sauditi dopo aver appreso che volava verso lo Yemen controllato dagli huthi, dove il principe e il suo partito avrebbero ricevuto asilo politico. Un principe saudita che si univa agli huthi sarebbe stato un grande colpo del Safari Club II. Allo stesso tempo, gli huthi si schieravano nella confusione all’interno della Casa dei Saud, l’intelligence huthi, aiutata dalle impressionanti capacità nell’intelligence elettronica di Hezbollah, intercettò una serie di messaggi tra l’ex-presidente yemenita Ali Abdullah Salah, ex-alleato degli huthi, e gli Emirati Arabi Uniti e la Giordania, alleati dei sauditi. Si scoprì che Salah stava negoziando un accordo separato con la coalizione saudita-emiratina, un atto visto come tradimento dagli huthi, che assaltarono la residenza di Salah nella capitale yemenita Sana, giustiziandolo sul posto. Va notato, oltre l’ironia, che il Safari Club II combatte contro molti membri del Safari Club originale. Ad eccezione dell’Iran, ora membro del Safari Club II, i vassalli degli Stati Uniti Arabia Saudita, Israele, Francia, Egitto, Marocco e Sudan. Henry Kissinger, patrono del Safari Club originale, ora consiglia il genero di Donald Trump, Jared Kushner, agente presso la Casa Bianca del Mossad, sui frequenti rapporti col principe ereditario saudita ed altri attori regionali nel Medio Oriente, compresi gli israeliani. Il Safari Club II ha qualcosa che mancava al primo Safari Club: il supporto popolare. La convergenza di interessi dei popoli oppressi di Yemen, Libano, Cisgiordania e Gaza, con le preoccupazioni geopolitiche e di sicurezza dell’Iran, e più recentemente, come risultato dei sotterfugi degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, fornisce al Safari Club II un vantaggio nella propaganda. Originariamente membro della coalizione saudita nello Yemen, col boicottaggio economico da parte di Arabia Saudita, Bahrayn, Quwayt ed Emirati contro il Qatar, l’alleanza Safari Club II otteneva un simpatizzante a Doha, capitale del Qatar. La Cina, che collaborò con l’originale Safari Club nelle operazioni in Afghanistan e Angola, ha ricevuto le delegazioni huthi a Pechino. La Cina inoltre arma la coalizione huthi nello Yemen attraverso l’Iran. L’Oman, rimasto neutrale nella guerra civile yemenita, fu scoperto nel 2016 fornire armi agli huthi su camion con targhe omanite. Il governo iracheno guidato da sciiti è anche noto sostenitore degli huthi.
La CIA e i suoi alleati della Guerra Fredda, nel formare l’originale Safari Club, diedero un modello inestimabile alle popolazioni assediate di Yemen, Corno d’Africa e Medio Oriente. Il Safari Club II da a sauditi, israeliani, statunitensi, egiziani, marocchini ed altri, come lo Stato islamico e al-Qaida nello Yemen finanziati dai sauditi, un assaggio della propria amara medicina.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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La realtà del dopoguerra in Siria: chi contiene chi?

Alastair Crooke SCF 23.01.2018Rotte e cambi della Casa Bianca in Medio Oriente, con Muhamad bin Salman (MbS), Muhamad bin Zayad (MbZ) e Bibi Netanyahu, per un “accordo del secolo” non hanno prodotto “alcun accordo”, ma piuttosto esacerbato le tensioni del Golfo verso una crisi vitale. Gli Stati del Golfo sono ora molto vulnerabili. L’ambizione ha spinto alcuni capi ad ignorare i confini intrinseci tipici dei piccoli emirati tribali, quelli commerciali e i presunti giochi di potere gonfiati, da architetti che si trovino in cima al nuovo ordine mediorientale. Il team di Trump (e certi europei), intossicato da tali trentenni, ambiziosi delle business school del Golfo e bramanti il potere, sé bevuto tutto. La “Prima famiglia” ha abbracciato la narrazione (capovolta) dell’Iran e degli sciiti furfanti e terroristi, pensando di sfruttarla per un accordo con cui Arabia Saudita ed Israele ostacolassero congiuntamente l’Iran e i suoi alleati, e in cambio Israele avrebbe ottenuto, finalmente, la tanta ricercata “normalizzazione” col mondo sunnita (“l’accordo del secolo”). Bene, la decisione sbagliata su Gerusalemme ha messo fine a tale mossa: piuttosto, l'”appello” di Trump ha fatto il contrario: ha dato alla regione un “polo” attorno cui gli ex-antagonisti del conflitto siriano possono ritrovare una causa comune: difendere Gerusalemme come cultura, storia ed identità comune dei popoli musulmani e cristiani. Una causa che potrebbe unire la regione, dopo questo periodo di tensioni e conflitti. E gli Stati del Golfo ora si ritrovano, avendo perso in Siria, trascinati da una controversia a un’altra, ovvero la ‘jihad’ a guida statunitense, per così dire, contro gli sciiti, con tutte le apparenze regionali (reali e immaginate). Un piano di alto profilo che danneggia l’economia (Dubai, ad esempio, è essenzialmente un piccolo Stato del Golfo che sopravvive commerciando con Iran e Pakistan, quest’ultimo con una popolazione sciita di notevoli dimensioni), e senza una politica saggia: l’Iran è una nazione reale di 6000 anni, con una popolazione di quasi 100 milioni di abitanti. Non sorprende che tale “piano” per lo scontro faccia a pezzi il GCC: l’Oman, con i suoi vecchi legami con l’Iran, non ne ha mai fatto parte; il Quwayt, con la sua significativa componente sciita, pratica coesistenza ed inclusione con gli sciiti. Dubai si preoccupa delle prospettive economiche; e il Qatar… beh, il bullismo sul Qatar si è concluso con la nascita del nuovo “asse” regionale con Iran e Turchia. Ma oltre a ciò, l'”Arte del compromesso” parla anche del revanscismo economico statunitense: gli USA recuperano il territorio economico perso (presumibilmente) a causa della “negligenza delle passate amministrazioni”, secondo l’analisi della Strategia della sicurezza nazionale degli Stati Uniti (NSS). Secondo quanto riferito, Washington gioca con i dazi con la Cina, le sanzioni contro la Russia e la guerra economica, volta a rovesciarne il governo, all’Iran. Se il presidente Trump perseguisse tale politica (e sembra proprio che questa sia l’intenzione), allora ci sarà la risposta economica di Cina, Russia e Iran. Già l’area e la popolazione coperte dal sistema del petrodollaro si sono ridotte, e potrebbero ridursi ulteriormente (forse includendo l’Arabia Saudita che riceve yuan per il suo petrolio). In breve, la base di liquidità (depositi di petrodollari) da cui dipende l’ipersfera finanziaria del Golfo e gran parte del suo benessere economico, si restringerà. E questo in un momento in cui le entrate petrolifere sono già diminuite (la prima fase della contrazione attuale del petrodollaro) per gli Stati del Golfo, che devono ridimensionarsi fiscalmente, a spese dei cittadini. La Cina ha recentemente lanciato un’inchiesta sui piani di guerra commerciale degli Stati Uniti, svelando intenzionalmente (e poi ritrattando) il suggerimento che la Banca Centrale cinese smetta di comprare titoli del Tesoro USA o di disinvestirvi. E la principale agenzia di rating del credito cinese, Dagong, declassava il debito sovrano degli Stati Uniti da A- a BBB+, suggerendo in modo efficace che le riserve del Tesoro USA del Golfo non sono più le “attività prive di rischio” che si supponeva fossero, e che potrebbero persino svalutarsi mentre i tassi d’interesse aumentano; il QE4 colpisce.
Com’è possibile che il Golfo sia finito in una posizione così esposta? Essenzialmente, non riconoscendo, e quindi non superando, i propri “confini” intrinseci, è la prima risposta. Alla fine degli anni ’90 e agli inizi degli anni 2000, il Qatar e il suo governante Hamad bin Qalifa erano percepiti politicamente attivi, ben oltre le ridotte dimensioni del Qatar (200000 abitanti). Il Qatar inaugurò la TV al-Jazeera, un’innovazione sconvolgente nel mondo arabo all’epoca, ma che divenne uno strumento potente durante la cosiddetta “primavera araba”. Fu accreditata, almeno così mi disse all’epoca l’emiro, con l’estromissione del presidente Mubaraq e l’impostazione del quadro politico associato all’ondata di proteste popolari nel 2011. Forse l’emiro aveva ragione. Sembrava quindi che gran parte del Golfo (compresi gli Emirati Arabi Uniti), potesse essere rovesciata dall’assalto infuocato di al-Jazeera e cedere alla Fratellanza musulmana, che il Qatar allattava come strumento per “riformare” il Mondo arabo sunnita. Chiariamo, il Qatar sfidava l’Arabia Saudita, e non solo politicamente sponsorizzando i Fratelli musulmani, sfidava la stessa dottrina religiosa alla base della monarchia assoluta dell’Arabia Saudita. (La FM, al contrario di al-Saud, sostiene che la sovranità spirituale si fonda sul “popolo”, l’Umma, e non su un “re” saudita). I sauditi odiavano questa arroganza rivoluzionaria del Qatar che minacciava il dominio dei Saud. Così fece anche MbZ, che riteneva che la FM avesse come obiettivo Abu Dhabi. C’erano anche antiche rimostranze e competizioni nella rivalità tra Abu Dhabi e Qatar. L’emirato del Qatar, infine, si spinse oltre e fu dimesso ed esiliato nel 2013. Storicamente, Abu Dhabi aveva sempre avuto un rapporto tenue con l’Arabia Saudita, accondiscendente con tali emirati “minori”, ma con MbS tuttavia MbZ coglieva l’opportunità non solo d’influenzarlo, ma di fare di Abu Dhabi il “nuovo Qatar”, sopravvalutando il proprio peso politicamente leggero. Ma, a differenza del Qatar, non cerca di rivaleggiare con l’Arabia Saudita, ma piuttosto di essere il “Mago di Oz” dietro le quinte, a tirare le leve dell’Arabia Saudita per far leva sugli Stati Uniti ed ottenere l’approvazione e il favore statunitensi sia per MbS che per MbZ per la posizione anti-fratellanza, laicista, neoliberale e anti-iraniana. E in un certo senso, il successo di MbZ, dopo la guerra israeliana ad Hezbollah del 2006, nel costruire i rapporti con gli USA (attraverso il generale Petraeus, allora comandante di CentCom), centrati sulla minaccia iraniana; e l’abile uso della paura dell’infiltrazione da parte della Fratellanza musulmana per aprire la porta all’espansione del dominio di Abu Dhabi su Dubai e il resto dei principati, sul piano della sicurezza; e l’uso dell’assistenza finanziaria agli altri emirati di Abu Dhabi dopo la crisi finanziaria del 2008, diventava la guida per eliminare i rivali politici e avere potere illimitato. Questa ascesa guidò la successiva ascesa al potere assoluto di MbS in Arabia Saudita, sotto la guida del più vecchio MbZ. Il duetto intendeva invertire il corso del Medio Oriente, nientemeno, colpendo l’Iran e, con l’aiuto statunitense ed israeliano, ripristinare il primato dell’Arabia Saudita.
Il presidente Trump ha abbracciato (e pare irrevocabilmente) MbS e MbZ. Ma si è rivelato un altro caso di sopravvalutazione del Golfo: quest’ultimo non ha potuto “normalizzare” Gerusalemme in Israele; Netanyahu non può alleviare la situazione dei palestinesi (né con la sua coalizione attuale, né potrebbe formarne un’altra). E, in ogni caso, nemmeno Abu Mazen potrà cedere sullo status di Gerusalemme. Quindi Trump ha semplicemente “dato” la Città Santa ad Israele, innescando così una rissa col quasi completo isolamento diplomatico degli USA. Politicamente, MbS, MbZ, Netanyahu e Jared Kushner hanno fallito umiliandosi ed indebolendosi. Ma, cosa importante, il presidente Trump ora è bloccato nel suo abbraccio con l’agitata leadership saudita e la sua antipatia radicale nei confronti dell’Iran, come dimostrato dall’ONU nel discorso di settembre all’Assemblea generale. Rimanendo col piano anti-iraniano, il presidente Trump ora si ritrova, grazie al suo errato giudizio sulle capacità di MbS e MbZ di creare qualcosa di concreto, senza truppe sul campo. Il GCC è spezzato, l’Arabia Saudita è in subbuglio, l’Egitto veleggia verso Mosca (dove acquista SAM S300 per 1 miliardo di dollari e 50 aerei da combattimento Mikojan MiG-29 per 2 miliardi di dollari). La Turchia è alienata e gioca da entrambi i lati: Mosca a Washington, contro il centro; e gran parte dell’Iraq si schiera con Damasco e Teheran. Persino gli europei lamentano la politica USA sull’Iran. Certo, Trump può ancora colpire l’Iran. Può farlo anche senza ritirarsi dal JCPOA, creando incertezza se “lui voglia o no” ritirarsene, più le minacce di sanzioni alternative probabilmente sufficienti a spaventare le imprese europee (alcune significative) nell’avviare piani commerciali con l’Iran; ma per quanto possa essere doloroso per il popolo iraniano, ciò non può mascherare la nuova realtà del conflitto post-Siria: in Libano, Siria o Iraq, in un modo o nell’altro, può accadere poco senza il coinvolgimento iraniano. Anche la Turchia non può perseguire una realistica strategia curda senza l’aiuto dell’Iran. E Russia e Cina hanno bisogno dell’aiuto iraniano per garantirsi che il progetto One Belt, One Road non sia colpito dagli estremisti jihadisti. Questa è la realtà: mentre i capi statunitensi ed europei parlano incessantemente dei loro piani per “contenere” l’Iran, la realtà è che l’Iran e i suoi alleati regionali (Siria, Libano, Iraq e in misura imprevedibile Turchia) di fatto ‘contengono’ (cioè hanno una deterrenza militare) USA ed Israele. E il centro di gravità economica della regione, inesorabilmente, si allontana dal Golfo verso la Cina e il progetto eurasiatico della Russia. La forza economica del Golfo compie la sua parabola.
Il dispiegamento di una “piccola” forza di occupazione statunitense nel nord-est della Siria non è una minaccia all’Iran, quanto un ostaggio di Damasco e Teheran. Questo è il cambio dell’equilibrio di potere tra i legami settentrionali degli Stati regionali con quelli meridionali. È un simbolismo, una forza militare statunitense in Siria apparentemente destinata a “contenere l’Iran”, che gli Stati Uniti potrebbero successivamente richiamare se la Turchia dovesse agire o, infine, abbandonarli, lasciando gli ex-alleati curdi piegarsi al vento secco siriano.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Qatar: è il momento delle confessioni…

Mouna Alno-Nakhal, Mondialisation, 28 ottobre 2017Non fu che nell’aprile del 2016 che si sentì l’ex-primo ministro del Qatar, Shayq Hamad bin Jasam o “HBJ”, affermare in un’intervista a Rula Qalaf del Financial Times [1]: “Voglio dire qualcosa per la prima volta… Quando iniziammo ad impegnarci in Siria nel 2012, ricevemmo via libera col Qatar alla guida (delle operazioni), perché l’Arabia Saudita non voleva farlo. Poi ci fu un cambio politico e Riyadh non ci disse che ci voleva retrocedere. Inoltre, ci ritrovammo concorrenti e non era un bene“. Sulla Libia è vergognoso che HBJ riassumesse l’aggressione omicida degli alleati con tale odiosa metafora: “C’erano troppi cuochi, il piatto si rovinò“! Ciò che HBJ non disse è che il via libera statunitense-sionista passò col rosso perché le turpitudini del Qatar commesse in Siria, in stretta collaborazione con la Turchia e una fazione di Hamas attraverso al-Qaida e Fratellanza musulmana, non riuscirono a distruggere lo Stato siriano in pochi mesi come previsto. Ci torneremo…
Il 25 ottobre 2017 riservò le sue confidenze alla televisione ufficiale del Qatar “Masrah TV”. Intervista di 110 minuti su Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrayn; relazioni con Iran, Israele, Fratellanza musulmana; sostegno alle cosiddette rivoluzioni arabe, ecc. Intervista ritenuta “di grande importanza” dalla rete qatariota che riepiloga le sue dichiarazioni in queste poche righe:
– Deploro profondamente la creazione della rete televisiva “al-Jazeera”.
– Contattai gli sciiti del Bahrayn per una “riconciliazione”. Il problema fu risolto con la forza. Sono contrario a tale tendenza.
– Informammo re Abdullah dei nostri contatti con Gheddafi e delle sue cattive intenzioni verso l’Arabia Saudita.
– Ogni capitale degli Stati del Golfo deve avere un ruolo specifico al di fuori di qualsiasi confronto, l’Arabia Saudita è la sorella maggiore che deve proteggerci in quanto piccolo Paese.
– Con questa crisi, abbiamo dato spettacolo in tutto il mondo, mentre i nostri popoli che vivevano in armonia cominciano a litigare e ad insultarsi.
– Tutti vanno negli Stati Uniti, dando dati veri e falsi sui rispettivi Stati, informazioni che saranno uno di questi giorni usate contro tutti noi danneggiandoci”.
Sarebbe tedioso tornare su ciascuno di tali punti e molti altri omessi dalla lista, come ad esempio:
– Per ammissione del generale Petraeus degli Stati Uniti, l’ufficio dei taliban a Doha fu aperto su richiesta ufficiale degli Stati Uniti, per usarlo come “hub” dei negoziati per il recupero dei prigionieri. Nel 2003, dopo la demolizione del Grande Buddha, gli rifiutammo l'”ambasciata” nonostante la pressione degli Stati Uniti, dicendo che l’avremmo concesso a uno Stato riconosciuto a livello internazionale.
– Partecipammo alla guerra allo Yemen senza saperne la ragione. I sauditi ce lo chiesero e accettammo.
– Quando l’ambasciata saudita fu attaccata in Iran, ritirammo l’ambasciatore, mentre avevamo eccellenti relazioni con l’Iran, rispettandone intelligenza e diplomazia e siamo partner presso l’enorme giacimento di gas che condividiamo.
– Negli ultimi anni interrompemmo i rapporti con l’Iraq perché la politica saudita lo pretese. Ma adesso li abbiamo restaurati senza neppure dirlo al GCC! Restaurazione che approvo e che avrebbe dovuto essere fatta molto prima.
– Non abbiamo particolarmente sostenuto la Fratellanza musulmana. Avevamo solo relazioni interstatali quando Mursi era al potere in Egitto.
– Sulla registrazione delle conversazioni con Gheddafi sul cambio di regime in Arabia Saudita, HBJ è costretto ad ammettere che sono autentiche. Ma “nonostante il rispetto dovuto a una morte di cui non va detto che il bene”, l’accusò di aver defraudato gli EAU vendendogli una raffineria che non esisteva e di aver estorto il Qatar, senza dire altro.
– Su Israele, tutti sanno che: “Il suo reddito nazionale supera quello di qualsiasi Paese arabo, mentre non ha petrolio (!?)… ha cervello e quattro milioni di persone, di cui tre dalla doppia nazionalità, il che significa che possono emigrare ma rimangono perché hanno un obiettivo che cercano di raggiungere. Noi tutti ne cerchiamo l’amicizia e li temiamo. Chi di noi ancora parla della questione palestinese?… Parliamo solo delle modalità della normalizzazione… Conosco bene gli israeliani. Ho lavorato con loro e fui insultato per questo. Ma il nostro obiettivo era la pace… che la questione palestinese si sistemasse pacificamente a Gaza e Cisgiordania… Ora so che molti leader regionali trattano con loro e che molti incontri avvengono, alcuni nel Mar Rosso. Ma so anche che sono destinati al fallimento…
HBJ si chiede se, nonostante tale buona fede e precaria fedeltà, il comportamento dei suoi fratelli assedianti (Arabia Saudita, EAU, Bahrayn e Egitto) non rifletta la volontà d’imporre un cambio nella politica regionale. Una politica che il Qatar probabilmente approverebbe, a condizione che esista, sia chiaramente pianificata, associandosi o permettendogli di potervi aderire. Soprattutto dato che il Qatar gli ha dimostrato magnanimità: “I quattro fratelli avevano riconosciuto il cambio di regime avutosi in Qatar nel 1996… anche se non avevamo bisogno del loro sostegno perché era una decisione del nostro popolo [sic] e mentre sapevamo del complotto contro di noi, partecipammo al vertice di Muscat [2] l’anno prima… All’epoca, i militari di questi Stati assedianti che parteciparono al complotto furono catturati a Doha… Più tardi, re Abdullah chiese di liberarli e di voltare pagina. Sua altezza, il padre del principe attuale, rispose alla richiesta… cioè anche quando la tensione raggiunse il parossismo, mantenemmo un minimo di rispetto reciproco… Non toccammo i simboli e il tono non raggiunse mai il livello attuale...”
Non toccarono i simboli! A sentirlo, il Qatar ha solo cacciato in Siria, cucinato in Libia e salvato il popolo di Gaza dalle grinfie terrificanti d’Israele. E se ha perso la preda, non va dimenticato che non è l’unico colpevole e che i fratelli assedianti furono più che complici. In ogni caso, questo è ciò che pensiamo del suo discorso sulla Siria che riserviamo alla fine. Un discorso che non ci dice nulla che non sapevamo già, ma chi meglio del criminale conosce i dettagli del delitto? Anche se non racconta tutta la verità: “Non appena le cose iniziarono in Siria, andai in Arabia Saudita su richiesta del padre di sua altezza. Conobbi re Abdullah, Dio gli conceda la misericordia. Mi disse: “Siamo con voi, andate avanti e ci coordiniamo, ma avrete la responsabilità nelle vostre mani”. Ecco cosa facemmo. Non voglio entrare nei dettagli… Abbiamo prove complete su tale argomento. Tutto passava dalla Turchia, tutto fu fatto in coordinamento con le forze statunitensi, i turchi, noi stessi e i nostri fratelli sauditi. Tutti erano presenti coi loro militari. Errori potrebbero essere stati compiuti in alcuni dettagli dell’aiuto, ma non con lo SIIL. Là si esagera! Ci può essere stata una relazione con Jabhat al-Nusra. È possibile. Per Dio, non lo so! Tuttavia, se fosse così posso dire che non appena fu decretato che Jabhat al-Nusra era inaccettabile, non fu più sostenuto e gli sforzi si concentrarono sulla liberazione della Siria… (qui) combattiamo per la preda… la preda è scomparsa… e ancora combattiamo per questa! E ora si hann uccisioni in Siria e Bashar è ancora là… Ora dite che Bashar può rimanere. Non siamo contrari. Non dobbiamo vendicarci di Bashar. Era nostro amico. Ma eravate con noi nella stessa trincea. Avete cambiato idea. Ditecelo!Fonte:
TV ufficiale del Qatar/ al-Haqiqa Show: “La verità”

Note:
[1] La confessione di Shayq Hamad, soprannominato HBJ, sulla Libia
[2] Il Qatar rifiuta la tutela di Riyadh sulla regione del Golfo

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il Qatar scarica Hillary Clinton

Tom Luongo, 28 ottobre 2017

Ora su Zerohedge, l’ex-primo ministro del Qatar Hamad bin Jasim bin Jabar al-Thani, ha concesso un’intervista confermando ciò che chiunque con minima conoscenza degli eventi in Siria, negli ultimi sei anni, sapeva… Arabia Saudita, Qatar, Turchia e Stati Uniti hanno cospirato per rovesciare il governo di Bashar al-Assad e armare i gruppi terroristici della regione perciò, incluso ciò che è divenuto lo SIIL.
Traduzione parziale dell’intervista a Jabar al-Thani: “Quando si ebbero i primi eventi in Siria, andai in Arabia Saudita e incontrai re Abdullah, gli relazionai secondo le istruzioni di sua altezza il principe, mio padre, e gli dissi che eravamo con loro e ci saremmo coordinati, ma che sarebbero stati responsabili. Non posso entrare nei dettagli ma abbiamo documenti completi e tutto ciò che è stato inviato in Siria, passando per la Turchia in coordinamento con le forze statunitensi, e il tutto veniva distribuito dai turchi e dalle forze statunitensi… E noi, e tutti gli altri eravamo coinvolti, i militari… forse ci furono errori e il sostegno fu dato alla fazione sbagliata… Forse c’era un rapporto con al-Nusra, è possibile ma io stesso non lo so… stavamo combattendo contro la preda (al-Sayda) e ora la preda è andata e ancora combattiamo… e Bashar è ancora lì. Voi (Stati Uniti e Arabia Saudita) eravate con noi nella stessa trincea… non ho alcuna obiezione che si cambi capendo di aver sbagliato, ma almeno informatene il partner… per esempio lasciare Bashar (al-Assad) o fare questo o quello, ma la situazione creata ora non permetterà mai alcun progresso nel GCC (Consiglio di cooperazione del Golfo) o qualsiasi progresso su qualsiasi cosa, se continuiamo a lottare apertamente“.
Gente, vi dico da giorni che il muro di contenimento attorno a Hillary Clinton crolla. Ora il Qatar, che non ha nulla da perdere, a questo punto, accusando di complicità l’amministrazione Obama, specialmente perché i sauditi gli si sono messi contro per farne il capro espiatorio del fallimento dell’insurrezione in Siria. Ma accusare direttamente CIA e dipartimento di Stato degli Stati Uniti, allora controllati da Hillary Clinton, è assolutamente la cosa peggiore da fare adesso. Quindi, cosa è successo agli 1,8 miliardi di dollari che Hillary trasferì in Qatar poche settimane prima delle elezioni? Qualcuno ancora pensa che sia la benvenuta? Penso che la frase operativa sia “Diavolo, mai!” Infatti, mi chiedo perché non sia stata vista lì nelle ultime settimane, non avendo un trattato di estradizione col Qatar…. e ora la risposta è evidente, il Qatar si prepara ad ogni evenienza, mentre molla l’intera operazione. Se dovesse continuare a subire il blocco finanziario e militare, allora tutti lo seguiranno fino in fondo. Questa è l’essenza del Dilemma del prigioniero. Finché non ci sarà sufficiente pressione su uno dei prigionieri, lo status quo può mantenersi e nessuno parlerà. Ma, una volta che l’attrito arriva al punto in cui il silenzio diventa solo un danno, l’intero edificio si sbriciola.
Hillary ha governato con la paura per più di 30 anni, prima in Arkansas e poi a Washington. Nessuno la teme più e nessuno prossimo a lei è morto la settimana passata; forse farsi avanti ed accordarsi è la cosa giusta. Il Qatar ha un futuro con Iran e Russia. L’unica cosa che non se visto, naturalmente, è il ruolo d’Israele in tutto questo. Al-Thani l’ha evitato.
Alla prossima.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Malta misteriosa

AanirfanDavid Gonzi, figlio dell’ex-primo ministro di Malta Lawrence Gonzi, è interessato da un’inchiesta dell’antimafia italiana sulle operazioni delle società di gioco a Malta, gestite dalla Ndrangheta. Lawrence Gonzi appartiene al Partito Nazionalista di destra di Malta. Malta, Daphne Caruana Galizia: la pista della Ndrangheta è da seguire?
David Gonzi appare nei documenti aziendali di molte altre imprese della mafia“. Malta Nostra
Haru Pharma, “legata alla criminalità“, ha sede a Balzan. Quando si tratta di riciclaggio di denaro della mafia, “Appaiono nomi di maltesi che contano. Il primo è Iusif Galea… il braccio destro di John Dalli, ex-capo del partito nazionalista e commissario europeo per i diritti dei consumatori e la protezione della salute, vicino al presidente Barroso… David Gonzi, lavora gomito e gomito con Galea…Corriere della Calabria
La ‘Ndrangheta fa ufficialmente affari con certi cittadini israeliani… “Un caso è quello di Ehud Goldshmidt, soprannominato Udi“, Malta Nostra/MaltaFiles
La ‘Ndrangheta’ produce circa 70 miliardi di dollari l’anno. Michael Calleja, nato a Malta, era collegato alla mafia calabrese. L’Italia ha voluto estradare Michael Calleja dall’Australia all’Italia. L’Australia ha rifiutato In contumacia, in Italia Calleja è stato condannato a 15 anni per traffico di cocaina. “Il coinvolgimento maltese nel traffico di cocaina da parte della mafia calabrese (Ndrangheta) non si limita al riciclaggio di denaro attraverso le società di gioco via internet istituite a Malta“. Doveva esserci un maltese da qualche parte/Michael Calleja di Melbourne, condannato a 15 anni in contumacia
Siderno ospita uno dei più grandi e importanti clan della Ndrangheta, i Commisso. I genitori dell’ex-capo della CIA, Leon Panetta, Carmelo Frank Panetta e Carmelina Prochilo, sono di Siderno. Si dice che la Ndrangheta abbia lavorato per Licio Gelli nella loggia massonica P2. La P2 era un governo segreto che gestiva l’Italia con l’aiuto della CIA e, secondo quanto riferito, dei Rockefeller e Rothschild. Licio Gelli sarebbe stato un confidente del Mossad israeliano.Nel 2016, due dei più stretti collaboratori di Muscat apparvero sui Documenti di Panama. Erano Konrad Mizzi, ministro, e Keith Schembri, capo dello staff del primo ministro. “John Mula, presidente del club del Partito Laburista Hal Safi, espresse solidarietà a Toni Abela, bocciato alla nomina della Corte dei conti europea. Il club Hal Safi era al centro dello scandalo del traffico di cocaina, che pesò nella presentazione di Abela alla commissione del Parlamento europeo. I dirigenti del club, credo che Mula fosse tra loro, caddero su un mattone di cocaina tirato fuori dalla cucina del club Hal Safi del Partito laburista. La loro reazione fu chiamare Toni Abela, vicedirettore degli affari del partito, piuttosto che la polizia. All’epoca la cocaina fu “smaltita” e Abela fu registrato in una conversazione coi boss del club dire che il meglio che poteva fare era trovare un poliziotto filo-laburista (pulizija laburist), ma che non c’era riuscito“. Presidente del club della cocaina

La giornalista Ilaria Alpi fu uccisa dalla CIA, con l’aiuto degli agenti di Gladio della CIA e dei servizi segreti italiani, perché scoprì un traffico di armi della CIA”. Repubblica

Il maggiore Charles McKee fu ucciso perché raccolse le prove del narcotraffico della CIA”. Lockerbie riguarda l’eroina
Gli oligarchi collaborano acoi servizi di sicurezza, politici e mafiosi. Il dottor Simon Mercieca dell’Università di Malta suggerisce che l’omicidio di Daphne Galizia potrebbe essere stato organizzato da oligarchi legati a mafia e politici di punta. Mercieca scrive: “Caruana Galizia potrebbe essere stata assassinata in ciò che può essere descritto come strategia del terrore. Col suo assassinio, la criminalità internazionale potrebbe inviare un messaggio chiaro ai maltesi. La mafia rende pubblico che, a Malta, vuole essere lasciata in pace… Non sono sicuro che sia una decisione saggia che il primo ministro maltese chieda l’aiuto dell’FBI… Una particolare agenzia straniera che riferiva dell’assassinio di Daphne, accusa gli USA di collusione con la criminalità internazionale, in ciò che ora viene chiamata operazione Gladio-B. Daphne Caruana Galizia ha toccato questi punti nei suoi articoli“. Mercieca scrive: “C’è una parola in italiano per descrivere la situazione locale. Malta diventa uno stato “colluso”… Il nostro Stato è ora invischiato con la criminalità organizzata… Questo omicidio è un messaggio all’intera nazione maltese affinché rimanga in silenzio… La parola italiana Omertà è normalmente tradotta in inglese come congiura del silenzio. Gli oligarchi… sanno che possono stare al potere finché le persone sono divise“. Crimine organizzato

Daphne Galizia aveva recentemente scritto: “Adesso ricevo messaggi dai membri della cerchia di Adrian Delia che dicono, senza punteggiatura se non molti esclamativi alla fine, che sono finita, RIP, prenda una pillola di cianuro e altre osservazioni che riguardano parti del corpo…” Quali potenze sostengono il Partito Nazionalista di Adrian Delia? Il Partito Nazionalista di Malta è considerato più pro-Israele del Partito Laburista di Malta, al potere dal 2013. Nel 2014, il ministro degli Esteri di Malta George Vella dichiarò che non avrebbe sostenuto Israele nella richiesta per un seggio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel 2018. Nel dicembre 2015 Israele censurò Malta e altri cinque Paesi dell’Unione europea sulle sanzioni, perché sostennero la decisione che le merci provenienti dagli insediamenti ebraici nella Cisgiordania e nelle Alture del Golan fossero contrassegnate di conseguenza. Alcuni ebrei maltesi sostengono i nazionalisti e alcuni i laburisti.
“Ritengo che almeno il 30% dei 450000 cittadini di Malta sia di origine ebraica“. La Storia segreta degli Ebrei di Malta di Simcha Jacobovici
Alcuni dei cognomi maltesi più comuni hanno origini semitiche (ebraico/arabe):
Azzopardi (sefardita)
Borg (castello)
Buttigieg (pollaio)
Farrugia (pollo)
Micallef (giudice)
Xerri (procione)
Famiglie ebraiche di Malta
Charlie Azzopardi del Partito Laburista di Malta fu criticato per aver scritto “Gli ebrei sono i veri terroristi. Ovunque andiamo, ci sono spargimenti di sangue e guerra“. Consulente del ministero bannato.
Il Partito Nazionalista di Malta era filo-mussoliniano. L’amante ebraica di Mussolini, Margherita Sarfatti, era fascista. Margherita Sarfatti, madrina ebraica del fascismo, era “la compare ideologica di Mussolini, e pianificò con lui la “Marcia su Roma”, e scrisse articoli col suo nome, curò l’organo del Partito fascista e ne scrisse la prima biografia ufficiale“. La nipote di Margherita Sarfatti, Ippolita Gaetani, dice: “Oggi molti ebrei in Italia sono fascisti, perché il fascismo è molto vicino all’odierno Israele…La madrina ebraica del fascismo
A Malta, Daphne Galizia scrisse che Adrian Delia pensava “di ritirarsi dal Partito Nazionalista e ritornare al (nuovo) fascismo”.

Adrian Delia, leader del Partito Nazionalista di Malta.
L’iconografia iniziale del Partito Nazionalista di Malta (PN) riprendeva le immagini protofasciste più smaccate… Il PN appoggiò apertamente l’esercito fascista del Generale Franco nella guerra civile spagnola, per esempio. In termini economici, promosse uno status quo nettamente favorevole ai ricchi e potenti di Malta… a spese delle grandi masse analfabete che rimasero povere e scalze fin dopo la seconda guerra mondiale“. Le radici fasciste del partito
Daphne Galizia accusò entrambi i partiti politici, laburista e nazionalista, di corruzione. Roberto Memmo di Roma e Monaco era uno dei capi storici, con Licio Gelli, della Propaganda Due (P2), organizzazione collegata alla CIA che “commise atti terroristici in Europa“. Roberto Memmo ha ottenuto, dal governo nazionalista di Malta, “un affettuoso affitto di 99 anni nella cittadella di Fort Chambrai sull’isola maltese di Gozo, per un ridicolo affitto di 20000 dollari all’anno“. Memmo era legato ai Cavalieri di Malta, a Henry Kissinger, alla CIA, ad alcuni ricchi israeliani e all’assassinio nel 1998 del prefetto francese Erignac a Ajaccio, in Corsica. Assassinio mafioso collegato ad Abramoff/Il nostro agente a Montecarlo.
Un partito di destra maltese, il Fronte dei combattenti della libertà (FFF), avrebbe eseguito una serie di attentati a Malta negli anni ’80. Il FFF aveva legami con la CIA, suggerivano i documenti d’intelligence resi pubblici in Italia. Il FFF apparve nei primi anni ’80 dalle fila del Partito Nazionalista di Malta. Era costituito da attivisti che favorivano una violenta risposta al dominio del Partito Laburista su Malta. Il FFF era diretto da Josie Muscat, membro al Parlamento del Partito Nazionale che radunò gli elementi di estrema destra nel Partito Nazionalista. Una serie di attentati alle strutture del Partito Laburista sull’isola fu attribuita al FFF dai media. Molti credevano che il FFF preparasse attivamente un colpo di Stato. I documenti rilasciati dagli archivi nazionali della Gran Bretagna mostrano che il ministero degli Esteri inglese riteneva che il FFF fosse finanziato dalla CIA. Un rapporto inglese dei primi anni ’80 afferma che il gruppo era probabilmente dietro molte esplosioni contro gli attivisti del Partito Laburista. La relazione inglese descrive il FFF come “di carattere neofascista“. Il rapporto del ministero degli Esteri inglese suggerisce che Muscat viaggiò all’estero per incontrare agenti della CIA, nonché tessere una rete con altre organizzazioni violente in Europa. Il partito di destra maltese aveva collegamenti con la CIA, secondo l’intelligence inglese/Gruppo maltese collegato alla CIA

Il memo di cui sopra, firmato da Ronald Reagan, riassunse la politica statunitense verso Malta. I documenti della CIA ne dimostrano l’interferenza a Malta. Chi ha assassinato la blogger maltese Daphne Caruana Galizia? Chi gestisce il narcotraffico? Lockerbie, eroina, CIA. “Il materiale utilizzato nella bomba nell’auto è stato identificato come Semtex, esplosivo militare non disponibile a Malta“. Omicidio di Daphne: le fonti suggeriscono l’eventuale coinvolgimento di stranieri. Malta è utilizzata da aziende legate alla mafia italiana, alla mafia russa e ai membri più importanti dell’élite turca. I dossier di Malta
Alcune fonti locali ritengono che l’esplosivo utilizzato per la bomba nell’auto di Galizia provenisse dall’Italia. In Italia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono morti nello stesso modo di Galizia“. Malta, dalla mafia italiana a quella russa: tutti i nemici di Daphne Galizia
Secondo fonti, la bomba che uccise Daphne Caruana Galizia, il 16 ottobre 2017, fu probabilmente innescata con un cellulare. La bomba so pensa fu attaccata sotto il veicolo dal lato del passeggero anteriore. La bomba che ha ucciso Caruana Galizia probabilmente ‘innescata da un cellulare’

Prima dell’autobomba che uccise Daphne Caruana Galizia il 16 ottobre 2017, Malta subì 5 autobombe in 13 mesi. Cinque autobombe in 13 mesi/ Sette autobombe dal 2011 rimangono questioni “aperte e non risolte”/Bombe a Malta per reazione: nove attentati dal 2010
Nel gennaio 2016, Martin Cachia fu ucciso quando una bomba esplose nell’Alfa Romeo che guidava lungo la bretella di Marsascala. Cachia era coinvolto in una serie di cause giudiziarie, tra cui droga e traffico di esseri umani.
Nel settembre 2016, un autobomba a Marsa uccise Joseph Cassar. La bomba era stata posta sotto il suo furgone e detonata con un cellulare.
Nell’ottobre 2016, un autobomba esplose nella baia di San Paolo uccidendo John Camilleri, noto come Giovanni tas-Sapun.
Nel gennaio 2017, Victor Calleja, noto anche come Ic-Chippu, morì quando l’auto esplose a Marsa. La bomba sarebbe stata posta nella vettura e fatta detonare elettronicamente.
Nel febbraio 2017, un autobomba a Msida uccise Romeo Bone.
Malta è legata a Lockerbie, cioè al traffico di eroina. Lockerbie, eroina, CIA
Si dice che Adrian Delia, a capo del Partito Nazionalista all’opposizione a Malta, si occupi del racket della prostituzione e della pornografia. Secondo la Daphne Caruana Galizia: “La società di Ron Cadwell, CCBill LLC, ha il monopolio virtuale nel mercato miliardario del porno… ” I pagamenti vengono trattati tramite le società di Malta CCBill EU Ltd e CCBill EU Holdings Ltd… Adrian Delia e il suo partner legale, Georg Sapiano, istituirono le società per conto di Ron Cadwell, usando la loro società denominata Aequitas Trust & Fiduciary Ltd. E allo stesso tempo Delia riciclò 1,4 milioni di euro dal racket della prostituzione a Londra attraverso il suo conto bancario della Barclays International di Jersey, per conto dei clienti Eucharist ed Emanuel Bajada… Delia e Sapiano eseguono l’operazione CCBill per la pornografia a Malta… Adrian Delia e Georg Sapiano fanno la maggior parte dei soldi…

Adrian Delia con la moglie Nickie Vella de Fremeaux (a destra) e Rebecca Dimech, fidanzata di un narcotrafficante.
Adrian Delia è il capo del partito nazionalista pro-NATO di Malta, e fu accusato da Daphne Caruana Galizia di riciclaggio di denaro. Daphne sosteneva che il denaro della prostituzione negli appartamenti di Londra Soho viene trasferito a un conto offshore a nome di Delia. “Adrian Delia querela per la quarta volta Daphne Caruana Galizia”, 2 settembre 2017. Adrian Delia dichiarò: “Malta diventa il centro del traffico di droga, della prostituzione e del traffico di schiavi bianchi“.
Foto del rapporto interno di un agente di polizia ai superiori, dello scorso settembre. In questa relazione, l’agente descrive come quel giorno, 13 settembre 2016, la polizia ricevette una telefonata anonima secondo cui “un uomo” vendeva droga da una Mercedes grigia, targa DEL320, parcheggiata ad Horses Lane presso Tal-Handaq. Il proprietario dell’auto era Adrian Delia“. Il capo del partito nazionalista Adrian Delia

Rebecca Dimech

Adrian Delia e sua moglie Nickie sono amici intimi di Rebecca Dimech, il cui fidanzato è uno spacciatore. Nickie Delia dice di Rebecca Dimech: “Rebecca è stata una delle mie amiche più vicine e fidate negli ultimi sei anni, è sempre con me. Adrian Delia ha ripetutamente pubblicato commenti entusiasti sulle pose provocanti di Rebecca Dimech su facebook… Rebecca Dimech è una modella glamour amatoriale sul lato sbagliato della strada, il cui fidanzato Andre Falzon (noto come Id-Diesel) è uno spacciatore condannato e ben noto alla polizia. Uscì di prigione lo scorso giugno”. Il capo dell’opposizione, la moglie e la fidanzata dello spacciatore

Daphne Caruana Galizia, nota per le indagini sui politici corrotti maltesi, fu uccisa da una bomba nell’auto. Aveva attaccato sia il governo che l’opposizione a Malta. Gli obiettivi di Daphne erano politici corrotti, banche coinvolte nel riciclaggio di denaro e legami tra l’industria del gioco online di Malta e mafia. Running Commentary
L’Italia, con la Sicilia e la Calabria, è vicina a Malta. Malta è collegata alle reti di abuso sui minori, mafie, omicidi, Anders Breivik e macchinazioni di CIA e compari. Malta non fa parte della NATO.
La CIA lo desidera. Malta fu utilizzata da Stati Uniti e NATO nella guerra contro la Libia. Nelle elezioni generali di Malta del 9 marzo 2013, il Partito Nazionalista filo-NATO fu sconfitto dal Partito Laburista “anti-NATO”. Nel frattempo, sembra ci fu un golpe della CIA a Cipro
Nel 2012 il Partito Laburista di Malta chiarì l’opposizione al programma del Partito Nazionalista per infilare Malta nella Partnership per la Pace della NATO, senza il permesso del parlamento. “Gli obblighi della Partnership per la Pace comportano esercitazioni militari e addestramento congiunto, visite di comandanti della NATO e degli USA, creazione di basi, centri di addestramento e uffici di collegamento della NATO e schieramento di truppe per la guerra dell’Alleanza in Afghanistan… il Partenariato per la pace vede membri Armenia, Austria, Azerbaigian, Finlandia, Georgia, Irlanda, Macedonia, Montenegro, Svezia, Svizzera (fino al 2008) e Ucraina, che hanno anche fornito truppe per il conflitto ultradecennale“. Malta: caso da manuale della sovversione e coercizione della NATO
Nel 1974 la CIA credeva che i greco-ciprioti fossero inaffidabili, pertanto aiutò la Turchia, membro della NATO, ad occupare “Cipro del Nord” e trasformarla in una colonia turca e nella base della CIA.Secondo MaltaToday, “Breivik aveva stretti legami con un numerosi politici maltesi. Nel suo dossier Breivik scrisse di aver visitato diversi Paesi, tra cui Malta“. “I servizi d’intelligence più attivi del mondo sono controllati dall’Ordine dei Cavalieri di Malta“. CIA, Vaticano, Cavalieri di Malta, fascismo
Il mentore di Ander Breivik sarebbe Paul Ray. Paul Ray è un inglese che vive a Malta. Le spie inglesi spesso vanno in pensione a Malta.
MaltaToday, (il “mentore” di Breivik ospitò Johnny Adair e Nick Greger) rivela che: Nel febbraio 2011, Paul Ray ospitò a Malta l’ex-brigadiere dell’Ulster Freedom Fighter (UFF) Johnny ‘Mad Dog’ Adair e l’ex-terrorista neonazista Nick Greger. Adair avrebbe collegamenti con le agenzie del governo inglese. “Mad Dog” Adair e il suo amico gangster di Glasgow Tam McGraw erano profondamente coinvolti nel narcotraffico tra Scozia e Ulster (Irlanda del Nord). McGraw: ladruncolo con una fortuna di 30 milioni di sterline
Durante la Seconda Guerra Mondiale molti ebrei in fuga dal nazismo giunsero a Malta perché era l’unico Paese europeo a non richiedere visti agli ebrei in fuga dai tedeschi. Israele influenza Malta. Attualmente vi sono 68 società registrate a Malta con partecipazione israeliana. Malta firma accordi con Israele ed Autorità palestinese
Nel 1995, a Sliema, Malta, il Mossad assassinò un palestinese, davanti al Diplomat Hotel… “dal 23 agosto 2010 l’assassinio irrisolto dell’analista strategico russo Aleksandr Pikaev si allargò a una serie di decessi irrisolti sulle coste nord di Malta…L’ultima morte avvenne nella baia di San Paolo, una donna ungherese fu pugnalata 40 volte/Malta, altri omicidi
Peter Chamberlin scrisse degli omicidi collegati alla famiglia Attard nella zona di Attard/TaQila. “Josef Grech, fu trovato nello stesso punto in cui fu trovato il corpo di Margaret Mifsud. Grech era in attesa dei complici dell’assassinio di Patricia Attard nel 2004. Joseph Cutajar, noto anche come Il-Lion, fu trovato vicino, a Mosta, era sotto processo per l’omicidio di Kevin Gatt, 32enne di Ghaxaq e di Stephen Zammit, 32enne di Fgura. Stephen Zammit fu ucciso forse da Cutajar, il 15 marzo, tre giorni dopo essere apparsi in tribunale per accusa di frode da Charles e Dolores nee Mercieca, nata Attard, lo stesso nome della vittima dell’omicidio del 2004 Patricia Attard, il cui presunto assassino fu ucciso lo stesso giorno di colui che avrebbe ucciso Zammit. Quale connessione c’è tra Mifsud e il caso Attard? Fu uccisa dal marito libico che all’epoca fece false dichiarazioni sul piano dei terroristi libici di attaccare l’ambasciata statunitense a Malta“.
Jimmy Savile ebbe la Croce al Merito dei Cavalieri di Malta. Tra i cavalieri di Malta vi furono Edward Garnier, Franz von Papen, Francis Spellman, il principe Laurent del Belgio, William J. Casey… Louis Minster lavorò all’Università di Malta per nove anni e si ritirò a Malta. Louis Minster era responsabile dei servizi sociali del consiglio di Londra per il comune di Richmond-upon-Thames. Questo quando i ragazzi della casa-famiglia di Grafton Close furono portati all’Elm Guest House di Barnes e abusati sessualmente da numerosi potenti, come ex-ministri del governo inglese, parlamentari, poliziotti e persone legate alla famiglia reale. L’ex-professore universitario di Malta indagò sull’abuso dei minori di Richmond

Una rete di importanti pedofili inglesi operò a Malta. Secondo una relazione del 1993 del Servizio Sociale di Hereford e Worcester: “Una rete di pedofili elitari era coinvolta nell'”abuso organizzato di ragazzi” e loro “commercio” a Malta e Gozo. La “rete di pedofili elitari” comprendeva oltre 20 parlamentari inglesi, giudici e religiosi. Il rapporto proveniva da Peter McKelvie, ex-responsabile per la protezione dei bambini, che lo scrisse nel 1993“. Le prove su ‘abusi organizzati’ e ‘commercio’ di ragazzini a Gozo abbondano
Durante l’inchiesta sul consulente governativo del Regno Unito Peter Righton, fu scoperta una corrispondenza riguardante una rete di importanti pedofili a Gozo e Malta. Svezia e Norvegia erano menzionate nelle lettere. Tali prove da Gozo e Malta sono conservate presso la polizia di West Mercia. Vi sono sette scatole di prove su una potente rete di pedofili. I misteriosi Bottomley / Sir Peter Bottomley ed Elm Guest House
Secondo McKelvie: “Non sappiamo ancora chi ha dato l’ordine di fermare l’indagine della polizia… La decisione di chiuderla fu probabilmente presa da Michael Howard o Virginia Bottomley. Howard era all’epoca il segretario agli interni, con responsabilità generale sulla polizia, e Bottomley era segretaria alla sanità, con responsabilità complessiva per le case-famiglia e il lavoro sociale“. Le prove su ‘abusi organizzati’ e ‘commercio’ di ragazzini a Gozo abbondano
15 anni fa, il primo ministro di Malta, Eddie Fenech Adami, annunciò che due giudici, tra cui il capo della magistratura, furono indagati per corruzione. L’ex-capo della magistratura Noel Arrigo e l’ex-giudice Patrick Vella furono processati per aver accettato tangenti. Nel marzo 2007, ammisero di aver accettato una tangente di 10 milioni di lire (23300 euro) per ridurre la carcerazione del narcotrafficante Mario Camilleri. Nel dicembre 2012, Justice Ray Pace fu messo in custodia dopo essersi dichiarati non colpevole di aver accettato tangenti, scambio di influenze e riciclaggio di denaro. Déjà vu: giudizio nel bacino/Giudice accusato di aver accettato una tangente
Alla Cairn Energy di Edimburgo fu concessa la licenza per cercare petrolio e gas dalla costa nord di Malta. Cairn a caccia di idrocarburi a Malta
Malta era (venti anni fa) una piccola isola pittoresca, il cui unico prodotto era la cordialità. Ora Malta è diventata meno cordiale, ma entrate in un club del Partito laburista e cominciate a parlare. “Cosa pensa di quella fuga dalla prigione?” chiesi al grosso lavoratore al bar che beveva una birra Cisk.
È il Partito Nazionalista che accusano“, rispose.
Perché, è così?
Il crimine è aumentato da quando è al potere”.
Suggerisce la corruzione?
Leggete un libro chiamato IL-HBIEB TAL-HBIEB di Glen Bedingfield sulle connessioni tra contrabbandieri e parenti di certi politici. Guardi alcuni di questi del Partito Nazionalista, hanno belle auto e grandi ville, come mai un narcotrafficante e un tentato assassino sono graziati e circolano liberi?
Non lo so, e la Chiesa?
I nazionalisti mescolano religione e politica, cosa sbagliata“.
E’ anti-clericale, non è interessato all’influenza della Chiesa?
Già“.
La Chiesa è contraria al divorzio, all’aborto e così via“.
Ma la Chiesa non difende contro i mali occidentali? Droga e così via?
Amichevolmente? Cenammo sul tetto di casa sua.
Entro in un Club del Partito Nazionalista.
Cosa pensa del Sindacato?” Chiesi all’uomo d’affari della classe media al bar.
È come la Gran Bretagna prima di Thatcher“, rispose. “Il Sindacato resiste al cambiamento necessario“.
Cambiamento?” chiesi.
Abbiamo bisogno della Comunità Europea per avere investimento e lavoro, per aggiornare tutto, Eddie ha sostenuto la modifica, Sant ha voluto solo mettere tasse“.
Amichevolmente? Mi invitò a casa sua.
Uno dei miei fratelli non ha fiducia nel partito laburista“, disse Rose Marie, “e l’altro non crede ai preti“.
Tutti i soldi sono nei conti bancari svizzeri“, disse uno dei fratelli…
In un vecchio appartamento nel dockland, incontrai un anziano gentiluomo chiamato Joseph, un personaggio pesante che afferma che una volta aiutò a violare la sede di un certo partito politico. Joseph raccontò di presunti omicidi commessi dai sostenitori di un partito. “Sosterrò sempre i laburisti” disse Joseph, seduto su un vecchio letto di ferro sotto un quadro di Cristo. Più di trenta anni fa i colleghi di Joseph pensavano fosse gay. L’esaurimento nervoso seguì una terapia shock basata su droghe pesanti. Joseph perse il lavoro e si ammalò per venti anni…
Hai letto dell’alto clericale e del catamita?
I maltesi ebbero la fortuna di sbarazzarsi delle basi inglesi e della NATO, che gli evitano di essere presi di mira. Per compensare la perdita della base navale, Malta sviluppò l’industria e il turismo. L’industria contribuisce per il 40% del PIL e impiega il 27% della forza lavoro. L’industria include Malta Drydocks, Malta Shipbuilding, il terminal container di Marsaxlokk/Birzebuggia, tessile, cuoio… I salari tendono ad essere bassi, ma lo sono anche i prezzi, e il Sindacato e il Partito Laburista hanno cercato di garantire un tenore di vita confortevole per i lavoratori. Il turismo porta circa il 40% del PIL di Malta. L’agricoltura è ostacolata dalla mancanza di terreni e acqua. Ma c’è la produzione, in parte dell’anno, di pomodori, cavoli, cipolle, fragole, fiori, patate, viti… Il più grande proprietario terriero è la Chiesa. Droghe, omicidi e stupri sono giunti a Malta, assieme alla volgarità portata dalla TV. Malta diventa brutale come l’Italia e la Gran Bretagna. Ma Malta è ancora uno dei posti più sicuri d’Europa! Parte della popolazione è vittima di un crimine ogni anno (International Survey of Victims of Crime 1995)
Austria 18%
Belgio 19%
Finlandia 18%
USA 24%
Malta 23%Traduzione di Alessandro Lattanzio