Rilasciato il video dell’ostaggio degli inglesi Julija Skripal

Moon of Alabama, 24 maggio 2018

L’agenzia inglese Reuters pubblicava il video e una dichiarazione dell’ostaggio Julija Skripal: “Skripal parlava da una località segreta a Londra perché sotto la protezione dello stato inglese. È stata dimessa dall’ospedale del distretto di Salisbury cinque settimane dopo l’avvelenamento e finora non era stata vista dai media”. Avevamo già notato il Silenzio degli Skripal, e la nota D (SMA) emessa dal governo inglese per impedire ai media di seguire il caso e l’evidente disinformazione spacciata dal governo inglese, che afferma che l’ex-spia Sergej Skripal e la figlia Julija furono avvelenati da un micidiale agente nervino del gruppo Novichok. Secondo fughe di notizie del governo inglese ai media, l’agente nervino fu applicato a una valigia, una scatola, fiori, bevande e cibo, prese d’aria, mini droni, porta d’ingresso, cereali o maniglia sotto forma di spray, gel o liquido. Il governo inglese accusò a gran voce la “Russia” dell’avvelenamento degli Skripal, ma non identificò nessuno che avrebbe compiuto tale attacco. Nel nuovo video della Reuters, Julija Skripal svolge un monologo a memoria e sotto pressione dichiarando di non volere essere contattata da cugina, nonna, governo russo o chiunque altro. La dichiarazione era scritta in inglese burocratico. Nel video, Julija Skripal usava la versione russa del testo inglese probabilmente non tradotto. Se questo fosse stato video e dichiarazione di una cittadina inglese in “custodia cautelare” dello stato russo, media e governo inglese avrebbero sicuramente affermato che erano stati imposti con la costrizione. Julija Skripal sembrava star bene ma aveva una cicatrice alla gola che poteva provenire da un taglio della trachea.

Reuters pubblicava un rapporto e un video che mostra anche la firma della dichiarazione manoscritta del testo letto sul video. La dichiarazione è abbastanza simile a quella emessa dalla polizia metropolitana l’11 aprile “a nome di Julija Skripal”. Entrambe le dichiarazioni includono un’espressione burocratica diretta all’ambasciata russa che nessuna persona libera userebbe mai: “Al momento non desidero avvalermi dei loro servizi”. La versione inglese della dichiarazione manoscritta è senza errori, la versione russa ha diverse correzioni.L’ambasciata russa in Gran Bretagna esprimeva preoccupazione: “Siamo lieti di aver visto Julija Skripal viva e vegeta. La dichiarazione che ha letto contiene nuove informazioni. Tuttavia, il video rafforza solo le nostre preoccupazioni sulle condizioni in cui è detenuta. Ovviamente, Julija leggeva un testo scritto. Inoltre, a giudicare da alcuni elementi, era una traduzione di un testo scritto da madrelingua inglese. Le lettere manoscritte firmate da Julija in russo e inglese confermano questa impressione. Con tutto il rispetto per la privacy e la sicurezza di Julija, tale video non esonera le autorità del Regno Unito dagli obblighi previsti dalle convenzioni consolari. Il Regno Unito è obbligato a darci l’opportunità di parlare direttamente con Julija per assicurarci che non sia trattenuta contro la sua volontà e che non parli su pressione. Finora, abbiamo tutte le ragioni per sospettare il contrario”.
Il 18 maggio fu riferito che il padre di Julija era stato rilasciato dall’ospedale distrettuale di Salisbury: “Il signor Skripal è protetto da una guardia armata 24 ore in una casa sicura dell’MI5 dopo aver lasciato l’ospedale all’inizio di questa settimana, rivelavano alcune fonti”. Non sono state pubblicate immagini o dichiarazioni di Sergej Skripal. Mentre era in ospedale, Julija Skripal aveva chiamato la cugina in Russia. Fino a ieri la nonna e la cugina in Russia non avevano sentito altro dai parenti: “Nel frattempo, la madre di Skripal ha chiesto che le sia permesso di parlare con la figlia. Elena, che non ha più avuto notizie da quando fu avvelenata, oggi ha detto a un parente di volerle parlarle. La congiunta di Elena Viktorija Skripal, che per due volte si è visto rifiutare il visto inglese per vedere la cugina Julija, aveva detto: “Abbiamo appena comunicato la notizia all’anziana madre che aspetta da più di due mesi una qualche parola da lui o da Julija”, aveva detto Viktorija. “Supplica l’ospedale, o chiunque decida libertà di movimento e di parola di Sergej, che per favore gli consenta di parlarle”. Alcune delle “lettere manoscritte” di Julija Skripal (plurale) menzionatre dall’ambasciata russa si rivolgerebbero ai parenti.
Il governo inglese aveva accusato lo Stato russo del presunto attentato agli Skripal. L’unica argomentazione è che il presunto agente nervino utilizzato provenisse da un gruppo di agenti originariamente sviluppati nell’Unione Sovietica. Un’affermazione senza senso. I gruppi chimici Novichok erano ben noti, un libro fu pubblicato e uno scienziato iraniano li aveva sintetizzati, e furono aggiunti al database internazionale delle armi chimiche. La repubblica ceca aveva ammesso di averne prodotti. All’inizio degli anni ’90 le spie tedesche acquisirono alcune sostanze Novichok da un contatto nell’ex-Unione Sovietica. Furono analizzati in Svezia e i risultati condivisi con certi alleati della NATO: “I tedeschi erano al corrente della formula chimica negli anni ’90 grazie ad un campione da uno scienziato russo disertore, secondo i media tedeschi. Il composto fu analizzato per la prima volta in un laboratorio in Svezia. Successivamente, la formula fu inviata al ministero della Difesa tedesco e al BND. Su ordine dell’ex-cancelliere tedesco Helmut Kohl, il BND informò CIA e MI6, agenzie d’intelligence di Stati Uniti e Gran Bretagna. Da allora ne furono prodotte piccole quantità per testare antidoti, manometri e dispositivi di protezione. Anche la Repubblica ceca aveva prodotto del Novichok”.
Le accuse del governo inglese alla Russia non sono solide. Il laboratorio di armi chimiche a Porton Down, a pochi chilometri da Salisbury, sicuramente ha prodotto agenti del Novichok, dei composti semplici da creare per chiunque conosca la chimica organica e abbia accesso a un laboratorio decente. Dave Collum è professore di chimica organica alla Cornell University. Aveva criticato l’affermazione inglese secondo cui solo la Russia avrebbe prodotto l’agente che avrebbe ferito gli Skripal. Ne mise il test nella sua tesi e solo uno dei suoi 15 studenti non seppe superarlo:Le affermazioni del governo inglese sul caso Skripal sono prive di senso. È del tutto possibile che gli Skipal siano state vittime d’intossicazione alimentare o sovradosaggio di Fenatnyl. Il governo inglese ha usato il caso per accrescere l’ostilità nei confronti della Russia distraendo il pubblico dai fallimenti nei negoziati sulla Brexit. C’è un precedente storico di tali false accuse allo Stato russo. Il caso Skripal è anche legato al “Dossier sporco” dell’ex-spia inglese Christopher Steele creata per diffamare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sergej Skripal potrebbe averci scritto. Un fatto che il governo inglese cerca di nascondere . Gli Skripal furono probabilmente intossicati. Le accuse alla Russia hanno causato enormi danni nelle relazioni internazionali. Ma la prima vittima del caso è l’affidabilità dei media britannici. Dove sono profonde indagini, domande intriganti, le testimonianze di tale caso? Perché non vengono poste domande serie sulle discutibili affermazioni fatte sul caso? In che modo gli Skripal sopravvissero a un agente nervino “dieci volte più letale del VX”? Perché non era più necessario indagare in relazione al dossier Steele? Altre domande vanno poste. Chi gestisce i media col loro comportamento ossequioso? Perché?

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Annunci

L’alba della guerra psicografica

Wayne Madsen SCF 26.03.2018Da qualche parte nelle viscere del complesso israeliano di sorveglianza-intelligence-militare, forse in una dozzina o più laboratori informatici altamente protetti a Tel Aviv, Herzliya, Ramat Gan e Petach Tikva, l’idea fu per la prima volta sollevata. Prendendo in prestito gli strumenti psicografici sviluppati dalle società di marketing online e abbinandoli con metodi di propaganda antichissimi e tecniche di guerra psicologica più moderne utilizzate dai servizi militari e d’intelligence, è stato deciso che le elezioni possono essere manipolate, non alle urne, ma influenzando gli elettori. Benvenuti nel mondo della guerra basata sui risultati psicografici o “POW”. Non è più di moda interferire nel conteggio dei voti. Invece, gli esperti di guerra psicografica hanno deciso che è molto più vantaggioso influenzare gli elettori prima di esprimere il voto. Questa forma di guerra informatica apparve nel 2006 dopo lo sviluppo del Megaphone Desktop Tool, un programma software progettato per rispondere a ciò che era considerato contenuto anti-israeliano sul web. Utilizzando feed RSS (Rich Site Summary), Megaphone e un’organizzazione di propaganda ombrello denominata Give Israel Your United Support (GIYUS) poterono sostenere le politiche israeliane votando automaticamente nei sondaggi on-line, rispondendo ai commenti ritenuti negativi nei confronti d’Israele nelle chat room e nei forum online e indirizzando la posta elettronica a varie organizzazioni giornalistiche, tra cui BBC, Independent Television News (ITN) e Reuters. Secondo “The Register” nel Regno Unito, ciò che Megaphone fece fu “un esercizio high-tech sul ballottaggio“. Megaphone fu soprannominato “lobby”. Nel 2007, Megaphone fu riprogrammato per altri usi e una versione riveduta fu commercializzata da Collactive, un’azienda al centro della diffusione di software spamming a rivenditori online senza scrupoli. Il denaro per Collactive fu fornito da Sequoia Capital, una società di capitale di rischio di Menlo Park, in California, attiva nel finanziamento di imprese ad alta tecnologia israeliane. Non è un caso che il quartier generale della Sequoia Capital si trovi a soli 12 km dalla sede centrale di Facebook ad East Palo Alto. Il nesso tra gli sviluppatori di software per lo spamming e le società di datamining sono profonde quanto tra Facebook e Google, quest’ultimo a sole 10 miglia da Sequoia, costituirebbe una seria minaccia per le elezioni in oltre 100 Paesi, regioni e province in tutto il mondo. È ormai noto che Facebook consentiva a Cambridge Analytica, società del Regno Unito, di estrapolare l’onnipresente repository di dati personali dai provider, sviluppare software per il targeting geo-demografico e quindi influenzare gli elettori nel mondo. Lungi dal manomettere le macchine per il voto o di tabulazione dei voti, ciò che Cambridge Analytica ha fatto, insieme alla consociata negli Stati Uniti Cambridge Analytica LLC, era manomettere le menti degli elettori. Ciò fu realizzato utilizzando sofisticati programmi psicografici. Dopo diverse elezioni discutibili negli Stati Uniti, come le elezioni presidenziali del 2000 e 2004, fraudolente in Florida e Ohio, il nuovo metodo di “lancio” delle elezioni risiedeva sulle decisioni degli elettori. Analizzando psicologicamente gli elettori in base ad attività e comportamento, interessi, atteggiamenti, valori sul web, Cambridge Analytica, armata di un software basato sui risultati delle elezioni, poté condurre campagne da guerra psicologica di massa per allontanare gli elettori da determinati candidati, partiti e scelte referendarie popolari. Il fattore determinante nella vittoria elettorale di Trump fu il microtargeting di 230 milioni di elettori statunitensi utilizzando ben 5000 diversi vettori di raccolta dati dai massicci database di Facebook, Twitter, Google e altre applicazioni dei social media. In quasi tutti i casi in cui le elezioni erano influenzate da tali operazioni di manipolazione, i vincitori erano partiti e candidati favorevoli agli interessi israeliani. GIYUS e Megaphone divennero da operazione di propaganda ad operazione d’influenza determinante sull’esito del voto, con un cambiamento comportamentale elettorale in piena regola. Invece di sondaggi on-line che soccombevano ai creatori di tali illeciti, era il voto vero a divenire obiettivo della manipolazione psicologica “Made in Israel“.
La vittoria elettorale di Donald Trump nel 2016 fu favorita da Long Island dal magnate degli hedge fund di New York e scienziato informatico Robert Mercer. Mercer, un prodotto di destra del complesso d’intelligence militare, grazie ai suoi primi lavori sull’intelligenza artificiale per il Laboratorio di armi dell’aeronautica statunitense presso la base militare di Kirtland, nel Nuovo Messico. Mercer poté trasformare l’intelligenza artificiale utilizzata per i sistemi d’arma per prevedere vincitori e perdenti nel mercato azionario. I programmi sviluppati da Mercer l’hanno reso miliardario. La Renaissance Technologies di Mercer era un importante investitore della Cambridge Analytica. Robert Mercer e sua figlia Rebekah Mercer furono anche i principali finanziatori del sito di destra filo-Trump Breitbart News. Cambridge Analytica, lavorando a braccetto con Breitbart e l’unità operativa digitale della campagna presidenziale Trump, impegnata in una campagna da guerra psicologica mai vista nella storia degli Stati Uniti, fu preceduta da operazioni di interferenza elettorale praticamente non dichiarate in Europa, America Latina e Asia. La società madre di Cambridge Analytica, SCL Group di Londra, già Strategic Communication Laboratories (SCL), collegata a Ministero della Difesa inglese, MI-6 e dipartimenti della Difesa e dello Stato degli Stati Uniti, fu fondata nel 1993 da un ex-dirigente della società pubblicitaria Saatchi & Saatchi. Il gigante pubblicitario fu fondato nel 1970 dai fratelli Maurice e Charles Saatchi, che provenivano da una famiglia ebrea molto ricca di Baghdad, in Iraq. I fratelli Saatchi, entrambi ebrei ortodossi, come il genero di Trump Jared Kushner e la figlia Ivanka Trump, sono forti sostenitori di Israele. Le connessioni tra SCL e Cambridge Analytica nelle precedenti operazioni di propaganda sul web sviluppate dall’intelligence israeliana, quindi, non dovrebbero sorprendere. Uno psicologo di Cambridge Analytica, Michal Kosinski, fu coinvolto nella ricerca di un’azienda privata che concluse che gli utenti di Internet che “gradivano” le scarpe Nike e le barrette di cioccolato KitKat erano anche anti-israeliani. Alcuni fondi di Kosinski provenivano dall’Agenzia per la ricerca avanzata di difesa degli Stati Uniti (DARPA), nota operazione di riciclaggio e ricerca di Central Intelligence Agency e National Security Agency.
Né dovrebbe sorprendere che Cambridge Analytica abbia assunto i servizi di due rabbiosi funzionari filo-israeliani nella campagna di Trump e nella prima amministrazione, l’incriminato l’ex-consigliere della sicurezza nazionale di Trump, tenente-generale Michael Flynn, e l’ex-stratega capo di Trump, Steve Bannon. Jared Kushner, il cui ex-detenuto padre Charles Kushner ha stretti legami con l’intelligence israeliana, supervisionò personalmente l’impiego di Cambridge Analytica nella campagna Trump. Infatti, la classica “intelligenza” usata da Cambridge Analytica, sotto la direzione del suo ex-amministratore delegato Alexander Nix, scatenò voci malevoli sull’orientamento sessuale dei candidati politici e su altre abitudini sessuali, oltre a cercare di comprometterli con attraenti prostitute ucraine, tattiche preferite dal Mossad di Israele. Charles Kushner impiegò tattiche d’intrappolamento, con un”honeytrap” omosessuale guidato dall’intelligence israeliano, l’ex governatore democratico del New Jersey Jim McGreevey. Charles Kushner fu anche accusato in tribunale di cercare di usare prostitute per intrappolare il contabile e il cognato, testimoni del governo nel processo federale per corruzione intentatogli contro. Cambridge Analytics aveva almeno 10 dipendenti nelle operazioni digitali della campagna Trump, guidati da Brad Parscale, recentemente nominato capo della campagna elettorale di Trump per il 2020. Ci sono anche collegamenti tra Cambridge Analytica e Palantir, l’azienda fondata con fondi venture capital della CIA e guidata dal caro amico e consigliere economico di Trump Peter Thiel. Con sede a pochi chilometri da Facebook e Google a Palo Alto, Palantir utilizza dati personali e geo-spaziali supportando Pentagono e comunità di intelligence degli Stati Uniti nelle operazioni di guerra psicologica ed “operazioni informative” micro e macro-mirate. Ed è a sole 10 miglia da un’altra azienda che avviata con capitale iniziale della CIA, Oracle, Inc., il nonno dei database relazionali. In un’esposizione su Cambridge Analytica trasmessa da Channel 4, Nix rivelò che l’azienda utilizzava “alcune compagnie israeliane“, che considerava “molto efficaci nella raccolta di informazioni“. Lo sviluppatore dell’applicazione utilizzata da Cambridge Analytica per raccogliere ed estrarre dati personali di 50 milioni di utenti statunitensi di Facebook, per scopi politici e di altro genere, è Aleksandr Kogan, collega di Kosinski. Nato in quella che era la Repubblica socialista sovietica moldava, Kogan e la famiglia erano tra le centinaia di migliaia di ebrei residenti nell’Unione Sovietica che emigrarono negli Stati Uniti negli ultimi anni dell’URSS. In una mossa degna del peggior James Bond, Kogan cambiò nome in Dr. Alexander Spectre. È interessante notare che un programma dannoso che abbatte la sicurezza delle applicazioni informatiche “sicure” è anche noto come “Spectre“. Molti ebrei moldavi fungono da boss in quello che il Federal Bureau of Investigation chiama “mafia euroasiatica”. Il Presidente Vladimir Putin aveva assolutamente ragione quando dichiarò a NBC News che dei russi non sarebbe coinvolti nell’ingerenza delle elezioni statunitensi, ma che potevano essere “ucraini, tartari o ebrei con cittadinanza russa… Forse doppia cittadinanza o visto. O forse gli statunitensi li hanno pagati per questo lavoro“.
Sulla base delle origini di Cambridge Analytica, SCL Group, Renaissance Technologies, Saatchi & Saatchi, Sequoia Capital, Facebook, Google, Palantir, Collactive e Megaphone/GIYUS, non c’è “forse” sul coinvolgimento di ucraini e ebrei ex-sovietici nella psicologia della manipolazione elettorale. Si potrebbe aggiungere alla lista del Presidente Putin, moldavi, israeliani e cittadini inglesi e statunitensi, per non parlare di lettoni, estoni, rumeni, turchi e macedoni. SCL Group ha condotto ricerche classificate per il Ministero della Difesa inglese e la NATO su “Target Audience Analysis” (TAA), sottoinsieme di ciò che le agenzie d’intelligence occidentali chiamano “Population Intelligence“. Piuttosto che avere legami con l’intelligence o il governo russi, Cambridge Analytica e la collegata SCL Group hanno un rapporto diretto con Whitehall, Pentagono, Foggy Bottom, US Defense Intelligence Agency quando era sotto il comando del generale Flynn, quartier generale del partito conservatore del Regno Unito, quartier generale della NATO a Bruxelles e, in particolare, Mossad e ministero della Difesa israeliano a Tel Aviv. L’ex-commissario per la privacy australiano Malcolm Crompton, ha riassunto il modo in cui aziende come Cambridge Analytica e SCL Group interferiscono nelle elezioni. Disse al “Brisbane Times” che i partiti politici, da soli, vanno biasimati. Crompton disse che i partiti usano “macchine molto sofisticate sull’elettorato” che raccolgono informazioni dai contatti cogli elettori. Aggiunse che tali “fonti di informazione potrebbero poi essere combinate con i dati di Facebook per costruire il profilo degli elettori“. La portata delle interferenze elettorali di Cambridge/SCL Group nel mondo è sbalorditiva. Oltre agli Stati Uniti, il conglomerato è stato attivo nelle elezioni in Kenya, India, Trinidad e Tobago, Antigua e Barbuda, Moldova, St. Lucia, Argentina, Repubblica Ceca, Ghana, Lettonia, Italia, Nigeria, St. Kitts-Nevis, Messico, Giamaica, Polonia, Scozia, Lituania, Germania, Francia, Ungheria, Romania, Tailandia, Sud Africa, Brasile, Indonesia, Irlanda del Nord, Kedah, Bihar, Colombia, Dominica, St. Vincent e Grenadine, Islanda, Nepal, Iran, Malesia e nella campagna “Leave” della Brexit nel Regno Unito.
Nel 2015, gli hacker israeliani di Cambridge Analytica, che lavoravano dall’ufficio di Londra, hackerarono le e-mail dell’ex-candidato presidenziale nigeriano Muhammadu Buhari per scovare informazioni personali imbarazzanti sul candidato musulmano. Ciò avrebbe giovato al presidente in carica Goodluck Jonathan, cristiano che sosteneva stretti legami con Israele. Nello stesso anno, gli hacker israeliani hackerarono e-mail e cartelle cliniche del leader dell’opposizione di St. Kitts-Nevis, Timothy Harris, del Partito laburista popolare. Il governo israeliano era noto opporsi ad Harris per la sua politica volta a rafforzare i legami col Venezuela, deciso avversario d’Israele. Harris, contro le probabilità imposte dagli hacker israeliani e da Cambridge, vinse le elezioni. Cambridge Analytica colpì ancora nel 2017, quando sostenne la rielezione del presidente Uhuru Kenyatta in Kenya diffondendo online voci e pettegolezzi sul suo avversario, usando Facebook e l’applicazione Whatsapp. Kenyatta mantenne forti relazioni d’intelligence e militari con Israele. In quasi tutte le elezioni in cui interferirono, Cambridge Analytica e SCL lo fecero per conto di capi e partiti favorevoli allo stretto legame con Israele. Non è una coincidenza. Con tutta l’attenzione sull’integrità elettorale, ora arriva un’azienda che offre tecnologia blockchaining per controllare e autenticare il conteggio dei voti. L’8 marzo 2018, Agora, società di tecnologia blockchain con sede in Svizzera, emise il seguente comunicato stampa, l’8 marzo 2018: “Le elezioni presidenziali della Sierra Leone del 2018, tenutesi il 7 marzo, rappresentano la prima volta nella storia che la tecnologia blockchain viene utilizzata per le elezioni governative. I risultati del West District sono stati registrati sul blockchain ledger di Agora, e il conteggio fu reso disponibile pubblicamente giorni prima del consueto conteggio manuale“. La tecnologia blockchain è al centro delle criptovalute come Bitcoin. Non è un caso, infatti, che dietro l’introduzione della criptovaluta nella Repubblica delle Isole Marshall, stretto alleato diplomatico d’Israele, vi siano le società tecnologiche israeliane. Manipolazione e penetrazione delle elezioni globali a beneficio di Israele non finirà nel prossimo futuro, né i politici, timorosi della Lobby israeliana, accusano i veri colpevoli di violazioni elettorali in oltre 100 Paesi.Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Psyop dell’MI6 su Facebook

Dean Henderson, 20/03/2018

Se mai ci fossero prove decisive su chi sia dietro la manipolazione della geopolitica globale, questo è lo scandalo che coinvolge Facebook e Cambridge Analytica. Il caso svela il nodo gordiano che lega le intelligence inglese ed israeliana al servizio dei banchieri della City di Londra. Ho sostenuto a lungo che Facebook di Mark Zuckerberg è un’operazione d’intelligence del Mossad israeliano volta a raccogliere un dossier su ogni persona del pianeta mentre distrugge sia il tessuto sociale necessario a sfidare l’egemonia bancaria con la disinformazione, la divisione e la creazione di conflitti; e il benessere emotivo dell’umanità attraverso una guerra psicologica intelligentemente orchestrata. Cambridge Analytica è una società di “data mining” inglese, il cui logo è un cervello composto da vettori che collegano punti. Nel 2013 fu scorporata dalla società madre SCL (Strategic Communications Laboratories) Group per “partecipare alla politica statunitense“. Le università di Cambridge e Oxford nel Regno Unito sono incubatrici dell’élite bancaria globale, producendo, come ad Harvard e Yale negli Stati Uniti, la classe manageriale degli Illuminati. L’insider di Cambridge Analytica Robert Mercer è stato uno dei primi pionieri dell’intelligenza artificiale ed importante finanziatore di gruppi statunitensi di estrema destra come Heritage Foundation, Cato Institute, Breitbart e Club for Growth. Risiede nella villa “Owl’s Nest” a New York. Mercer è stato anche il principale finanziatore della Brexit, via Nigel Farrage e del partito per l’indipendenza del Regno Unito. Mentre molti vedono la Brexit come emancipazione dalla tirannia europea, ho a lungo sostenuto che fu orchestrata dall’élite per cementare l’alleanza anglostatunitense ed isolare le banche della City di Londra dai regolamenti UE sulle loro sporche attività. Lo stesso Mercer fu nominato direttore di otto diverse società delle Bermuda controllate dalla Corona, implicate nell’evasione fiscale secondo i Paradise Papers. Ma una recente indagine sotto copertura di Channel 4 rivelava attività molto più nefande, che fanno di Cambridge Analytica e Facebook un aspetto simile a una ben orchestrata operazione d’intelligence anglo-israeliana. In realtà, è un esempio da manuale di come l’Impero inglese, ora molto silenzioso, gestisce ancora il mondo usando i suoi surrogati israeliani e statunitensi. In circa 12 minuti d’intervista all’amministratore delegato di Cambridge, Alexander Nix, viene ripresa dalla telecamera vantandosi di come spesso le società inglesi “subappaltano” il lavoro ad imprese israeliane, “molto efficaci nella raccolta d’informazioni“. Il reporter in incognito di Channel 4 News si propose come agente di un cliente facoltoso che sperava di far eleggere certi candidati nello Sri Lanka. Nix disse al giornalista: “…siamo abituati ad operare attraverso diversi mezzi nell’ombra, e non vedo l’ora di costruire una relazione a lungo termine e segreta con voi“. Nix si vantava quindi di come Cambridge e il suo gruppo SCL abbiano manipolato segretamente le elezioni in oltre 200 Paesi nel mondo, tra cui Nigeria, Kenya, Repubblica Ceca, Argentina e India.
Cambridge ha usato bustarelle, prostitute e documenti falsi per elaborare i risultati elettorali. Nix descrive le trappole al miele che la sua azienda attuava per screditare certi candidati dove avrebbero inviato “alcune ragazze nella casa del candidato. Le ucraine sono molto belle. Trovo che funzioni molto bene“. Non è un caso che una delle più grandi operazioni MI6/Mossad negli ultimi anni sia stata il colpo di Stato ucraino che ha portato al potere il miliardario Petro Poroshenko e la sua mafia. La schiavitù bianca è un marchio dell’intelligence inglese, dove la pedofilia dilaga. Lo spinoff della Cambridge nel 2013 ha dato ora agli Illuminati l’accesso diretto per manipolare le elezioni presidenziali statunitensi nel 2016. Mentre la City di Londra diffonde la menzogna sul Russiagate, ed ora sembra che sia stato il Regno Unito a progettare la vittoria di Trump nel tentativo di annullare la rivoluzione americana. L’ha fatto usando un “subappaltatore” israeliano chiamato Facebook, che forniva i dati alla Cambridge, mentre GCHQ era impegnato a monitorare la campagna di Trump per assicurarsi che la loro carta venisse presto giocata, facendo come gli era stato detto. Ma la Cambridge non solo estraeva dati da Facebook. I memo recentemente scoperti rivelano che manipolava i dati con la consapevolezza di Facebook per “creare stati emotivi desiderati” negli utenti. Come Nix si vantava nell’intervista, “Abbiamo solo messo le informazioni nel flusso sanguigno d’Internet, per oi guardarlo crescere, dargli una spintarella ogni tanto… come un telecomando. Deve succedere senza che nessuno pensi, ‘quella è propaganda’, perché nel momento in cui lo pensi la prossima domanda diventa, ‘chi l’ha diffonde?’. Molti dei nostri clienti non vogliono essere visti lavorare con una società straniera… così spesso abbiamo creato, se ci lavoriamo, identità e siti falsi, possiamo essere studenti che svolgono ricerche collegati a un’università, possiamo essere turisti, ci sono così tante opzioni da scegliere. Ho molta esperienza in questo“. Direttamente dalla bocca del “contractor” dell’MI6.

Robert Mercer

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Edward Snowden accusa Facebook di spionaggio

Secondo Snowden Facebook non è altro che una società di sorveglianza spacciata da “social media”
Alex Christoforou, The Duran 19 marzo 2018

Eric Schmidt

L’informatore della NSA ed ex-dipendente della CIA Edward Snowden ha attaccato Facebook con un tweet dopo la sospensione dei Strategic Communication Laboratories (SCL) e della società di analisi dei dati politici Cambridge Analytica, su ciò che secondo Facebook era l’uso improprio dei dati raccolti. Zerohedge spiega che nel 2015 Cambridge Analytica acquistò dati da un professore di psicologia dell’Università di Cambridge, Aleksandr Kogan, che aveva sviluppato l’app “thisisyourdigitallife” che raccoglieva informazioni sugli utenti e i loro contatti. Dopo aver convinto Kogan e Cambridge Analytica a cancellare i dati raccolti dall’app, Facebook ricevette segnalazioni (da fonti che non avrebbe identificato) secondo cui non tutti i dati erano stati cancellati, portando il gigante dei social media a cancellare gli account di Cambridge Analytica e della sua società SCL. “Trasmettendo le informazioni a una terza parte, tra cui SCL/Cambridge Analytica e Christopher Wylie di Eunoia Technologies, violava le nostre norme per la piattaforma. Quando abbiamo appreso di tale violazione nel 2015, abbiamo rimosso l’app da Facebook e richiesto le certificazioni di Kogan e di tutte le parti a cui aveva fornito i dati sulle informazioni che erano state distrutte. Cambridge Analytica, Kogan e Wylie ci hanno certificato di aver distrutto i dati”, Facebook”. Zerohedge nota che Cambridge Analytica lavorava per Ted Cruz e Ben Carson nelle elezioni del 2016, prima di contrattare per la campagna di Trump. Cruz smise di utilizzare CA dopo che la modellazione dei dati non ne identificò i probabili sostenitori. Cambridge Analytica negava qualsiasi illecito con una dichiarazione. In risposta al divieto, Edward Snowden twittava criticando apertamente Facebook, e affermando che la società di social media non è altro che “un’azienda di sorveglianza” impegnata con “un inganno riuscito” a riqualificare se stessa.

Edward Snowden @Snowden
Facebook guadagna sfruttando e vendendo dettagli intimi sulla vita privata di milioni di persone, ben oltre i pochi dettagli che pubblicate volontariamente. Non sono vittime. Sono complici..
21:28 – 17 mar 2018
Christopher Wylie, che ha contribuito a fondare la ditta Cambridge Analytica e vi ha lavorato fino al 2014, ha descritto l’azienda come “arsenale per armi” da guerra culturale, dato che i consulenti di Trump hanno sfruttato milioni di dati di Facebook. Cambridge Analytica ha raccolto informazioni personali da una vasta parte dell’elettorato per sviluppare tecniche successivamente utilizzate nella campagna di Trump. NYTimes

Edward Snowden @Snowden
Le aziende che guadagnano denaro raccogliendo e vendendo dati dettagliati di vite private sono state definite chiaramente “società di sorveglianza”. La loro riqualificazione a “social media” è l’inganno più riuscito da quando il dipartimento della Guerra è diventato il dipartimento della Difesa.
00:12 – 18 mar 2018Julian Assange ha anche definito l’intimo rapporto tra Silicon Valley e le agenzie d’intelligence statunitensi. Nel libro del 2014, “When Google Met WikiLeaks“, Assange descriveva i legami di Google con NSA e Pentagono. “Nello stesso periodo, Google era coinvolto in un programma noto come “Enduring Security Framework” (ESF), che comportava la condivisione di informazioni tra le società tecnologiche della Silicon Valley e le agenzie del Pentagono, “a velocità di rete”. Le e-mail ottenute nel 2014 in base alle richieste del Freedom of Information mostrano Schmidt e il suo collega di Google Sergey Brin dare del tu al capo della NSA generale Keith Alexander su ESF Reportage con e-mail incentrate sulla familiarità nella corrispondenza: “Generale Keith… é così bello sentirci…!” scrisse Schmidt. Ma la maggior parte delle segnalazioni trascura un dettaglio cruciale. “Le tue intuizioni come membro chiave della Defense Industrial Base”, scrisse Alexander a Brin, “sono preziose per garantirci che gli sforzi dell’FSE abbiano un impatto valutabile”.” Julian AssangeKim Dotcom ha parlato ripetutamente della collaborazione dei social media con le agenzie d’intelligence statunitensi, twittando a febbraio… “Sfortunatamente tutte le grandi aziende Internet statunitensi vanno a letto con lo Stato profondo. Google, Facebook, YouTube, Twitter, ecc. Forniscono i backdoor ai vostri dati“.

Kim Dotcom @KimDotcom
Poiché YouTube appartiene a Google e Google è il principale fornitore di dati degli utenti del governo degli Stati Uniti. Tutto ciò che fai su qualsiasi servizio di Google, qualsiasi ricerca, qualsiasi email, finisce nella nube spionistica dell’NSA. E Google offre una tecnologia di ricerca personalizzata al Governo per spiarti meglio. #Pirates. Twitter 
03:24 – 5 feb 2018

Kim Dotcom @KimDotcom
Sfortunatamente tutte le grandi aziende Internet statunitensi vanno a letto con lo Stato profondo. Google, Facebook, YouTube, Twitter, ecc. forniscono i backdoor ai vostri dati. Potreste aver notato che tutti favoriscono i democratici. Perché? Obama li ha fatti sentire speciali condividendo i vostri dati. Privilegi!
02:03 – 28 feb 2018

Kim Dotcom @KimDotcom
@Google ha costruito un motore di ricerca personalizzato per NSA/CIA indicizzando i dati della sorveglianza di massa globale da FVEY. #DontBeEvil #DoTheRightThing
12:51 – 18 mar 2017Infine, Zerohedge aggiungeva che nel 2006, la rivista Wired pubblicò le prove di un tecnico delle comunicazioni AT&T in pensione, Mark Klein, che rivelava una stanza segreta utilizzata per “scomporre” i dati Internet in un ufficio di San Francisco nell’ambito delle tecniche di raccolta dati degli statunitensi utilizzate dall’NSA. “Durante quel lavoro, apprese da un collega che stanze simili venivano installate in altre città, tra cui Seattle, San Jose, Los Angeles e San Diego. I circuiti suddivisi includevano il traffico proveniente da collegamenti peering con altri provider backbone d’Internet, il che significa che AT&T stava anche deviando il traffico indirizzato dalla sua rete da o per altri fornitori nazionali ed internazionali, secondo Klein. “Stanno raccogliendo tutto su tutti”, affermava Klein”. (Wired)

Generale Keith Alexander

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il veleno ‘Novichok’ esiste? Le dichiarazioni fallaci di May

Moon of Alabama 14 marzo 2018Il governo inglese sostiene che il veleno “Novichok“, sviluppati 30 anni fa in Unione Sovietica, ha colpito un agente doppio inglese. Ma tale sostanza forse non esiste affatto. Il governo inglese affermava inoltre che il governo russo è responsabile dell’incidente e annunciava sanzioni contro il Paese. Un episodio analogo accadde nel 2001 negli Stati Uniti. Buste con spore di antrace inviate a vari politici. Alcune persone morirono. La Casa Bianca disse all’FBI di incolparne al-Qaida ma l’antrace si rivelò essere prodotto da un laboratorio di armi chimico-biologiche statunitense. Il caso è ancora irrisolto. Vil Mirzajanov, l'”informatore” che “rivelò” il programma “Novichok” e i suoi veleni, pubblicò le formule chimiche che dovrebbero consentire a qualsiasi laboratorio decente di riprodurle. Ma né l’esistenza del programma né delle presunte sostanze fu mai accettata dalla comunità scientifica. Il governo russo dice di non sapere del programma e dei presunti veleni. Il dramma fabbricato sul presunto avvelenamento dell’agente doppio inglese Skripal e sua figlia è quindi divenuto surreale. Il governo inglese finora non ha fornito prove che gli Skripal siano stati avvelenati da qualcuno. Non è stato pubblicato alcun bollettino medico dettagliato. Le accuse inglesi alla Russia fanno supporre che un tentato suicidio sia escluso. Perché? Non c’è una valutazione indipendente del presunto avvelenamento. Il governo inglese sostiene che il suo laboratorio di armi chimiche di Porton Down, a poche miglia dal luogo dell’incidente, ha identificato il veleno come uno dei prodotti chimici “Novichok“. Ma nel 2016 un chimico di spicco di Porton Down dubitava dell’esistenza di tali sostanze. (Paul McKeigue, professore di genetica statistica ed epidemiologia genetica all’Università di Edimburgo, Piers Robinson, professore di politica, società e giornalismo politico alla Sheffield University e l’ex-ambasciatore inglese Craig Murray lo sottolineano): “Recentemente, nel 2016, il dott. Robin Black, capo del laboratorio di rilevamento presso l’unico stabilimento di armi chimiche del Regno Unito a Porton Down, ex-collega del dott. David Kelly, scrisse su una prestigiosa rivista scientifica che le prove dell’esistenza di Novichok erano scarse e la sua composizione sconosciuta. Negli ultimi anni c’è stata molta speculazione sul fatto che una quarta generazione di agenti nervini, “Novichok” (nuovo arrivato), fosse stata sviluppata in Russia dagli anni ’70 col programma “Foliant” per trovare agenti che compromettano le contromisure difensive. Le informazioni su questi composti sono di scarso dominio pubblico, per lo più provenienti da un chimico militare russo dissidente, Vil Mirzajanov. Alcuna conferma indipendente delle strutture o proprietà di tali composti è stata pubblicata”. Robin Black. (2016) Sviluppo, uso storico e proprietà degli agenti da guerra chimica, Royal Society of Chemistry.
Il comitato consultivo scientifico dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) non ha riconosciuto Novichok come arma chimica perché ha trovato scarse prove che esista. Stati Uniti e Regno Unito fanno parte dell’organizzazione e concordano con questa valutazione: “Il SAB ha sottolineato che la definizione di sostanze chimiche tossiche nella Convenzione coprirebbe tutte le potenziali sostanze chimiche candidate all’uso come armi chimiche. Sulle nuove sostanze chimiche tossiche non elencate nell’allegato sulle sostanze chimiche che possono rappresentare un rischio per la convenzione, la SAB indica “Novichok”. Il nome “Novichok” è usato su una pubblicazione di un ex-scienziato sovietico che avrebbe indagato sulla nuova classe di agenti nervini adatti all’uso come armi chimiche binarie. Il SAB afferma di non disporre di informazioni sufficienti per commentare l’esistenza o le proprietà di “Novichok”.”(OPCW, 2013)
L’ex-scienziato sovietico, Vil Mirzajanov, che “spifferò” e scrisse del “Novichok“, ora vive in una casa da un milione di dollari negli Stati Uniti. L’AFP l’aveva intervistato sull’incidente: “Mirzajanov, parlando nella sua casa di Princeton, nel New Jersey, ha detto di essere convinto che la Russia l’abbia compiuto per intimidire gli oppositori del Presidente Vladimir Putin. “Solo i russi” svilupparono questa classe di agenti nervini, dice il chimico. “L’hanno tenuto e lo tengono ancora segreto”. L’unica altra possibilità, dice, sarebbe che qualcuno abbia usato le formule del suo libro per fabbricare un’arma del genere”. “E’ stata la Russia“, dice Mirzajanov, “O QUALCUNO CHE HA LETTO IL MIO LIBRO”. Il libro fu pubblicato nel 2008 ed è disponibile in versione cartacea, tascabile o a 8,16 dollari in formato elettronico. Include numerose formule che, secondo Mirzajanov, potrebbero essere utilizzate per produrre gli agenti chimici. Ma né Porton Down né l’OPCW sembrano convinti che sia possibile. Riterrebbero che Mirzajanov sia solo presuntuoso. Un lettore del libro di Mirzajanov osservava: “Ho bisogno dell’editore per cacciargli in gola l’epica cosa del “Sono un terrificante eroico martire” e attaccarmi alla scienza”. Un altro recensore scrisse: “Segreti di Stato è di gran lunga il romanzo più noioso sulle armi chimiche scritto da uno scienziato depresso e scontento dalla Russia che abbia mai letto! Se volete sapere delle delusioni sulla grandiosità di sé lamentandosi di ogni persona con cui si abbia mai lavorato, questo è il libro che fa per voi, altrimenti non sprecate i vostri momenti di pace. Sul serio! Non c’è nulla, tranne Vil che per 30 anni fa qualcosa su cose che uccidono, arrivando a una (sorta di) coscienza, disertando e continuando a lamentarsi di… tutto”. Vil Mirzajanov ha promosso il suo libro in un video del 2009. Poco dopo averlo pubblicato, spiegò perché v’incluse delle formule: “Mentre stavo scrivendo il mio libro “Segreti di Stato: cronaca di un insider del programma russo sulle armi chimiche”, alcuni a Washington mi consigliarono di non includervi le formule degli agenti chimici della serie Novichok… chiesi perché sarebbe una cattiva idea pubblicarle, poiché sarebbe per la sicurezza di tutti. Quindi i governi avrebbero lavorato includendo quegli agenti chimici e precursori nella lista dei controlli. Risposero: “I terroristi potrebbero usarli per le i loro crimini”. Tale ragionamento viene usato continuamente per spaventare la gente e impedire qualsiasi discussione. Grazie a ciò siamo già abituati ad ignorare molti problemi reali”. Mirzajanov osserva inoltre che negli esperimenti in laboratori ben attrezzati potrebbero usare le sue formule. Gli attori statali hanno laboratori del genere, come l’inglese Porton Down, ma i terroristi non hanno tali capacità. Mirzajanov esortava ad includere le sostanze descritte nella lista OPCW del materiale controllato. Ma l’OPCW, come già visto, l’ha respinto. Né il suo comitato scientifico né il capo del laboratorio di rilevamento di Porton Down erano convinti che tali sostanze o il programma sovietico descritto da Mirzajanov esistano. Il laboratorio di armi chimiche sovietico in cui Mirzajanov avrebbe lavorato era in Uzbekistan, non in Russia, come sostiene falsamente Theresa May. Il laboratorio fu smantellato con l’aiuto degli Stati Uniti. Theresa May afferma che gli Skripal sono stati avvelenati con agenti “Novichok“, ma ciò è assai discutibile. La sua affermazione che solo la Russia ne sia responsabile è ovviamente spazzatura.
L’esistenza delle sostanze descritte da Vil Mirzajanov è in serio dubbio. Ma se ha ragione, qualsiasi Stato o azienda con un laboratorio decente e personale competente può produrle dalle formule e descrizioni date dal suo libro. Questo è almeno ciò che dice Mirzajanov stesso. Ma ciò che è più inquietante nel caso non sono le false affermazioni di Theresa May. È in profonda difficoltà politica per i negoziati sulla Brexit e altre questioni e ha bisogno di ogni diversione politica possa ottenere. Accusare la Russia per “qualcosa” è di moda e potrebbe aiutarla per un po’. No, il problema più preoccupante è il comportamento dei media che non riescono a far notare che le affermazioni di May sono insulse e che non ci sono prove a sostegno. L’unico giornale scettico è l’Irish Times, che ritiene improbabile che il governo russo sia dietro l’avvelenamento. May aveva chiesto e ottenuto un vertice della NATO sul caso. Ma la dichiarazione rilasciata dalla NATO era estremamente vaga, offrendo supporto solo nelle indagini e chiedendo alla Russia di rispondere alle domande inglesi. Né ha sostenuto le affermazioni di May, né preso misure contro la Russia. Un portavoce francese dichiarava: “Non facciamo fantasy” e abbiamo “chiesto conclusioni definitive” sul caso prima di decidere. Alcun sostegno è stato dato a May dall’amministrazione Trump (Aggiornamento: l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso l’ONU Nick Haley è andata in aiuto di May). La storia che May racconta ha troppi buchi per essere sostenibile. Il coinvolgimento dell’agente doppio inglese Skripal nel falso dossier di Steele su Trump è probabilmente la vera causa del caso. Non c’è alcun supporto internazionale a May. Il leader dell’opposizione Corbyn aveva ragione quando chiese di produrre le prove delle sue affermazioni. Qualche altra spinta e il suo castello di carte cadrà sicuramente.

Vil Mirzajanov

Traduzione di Alessandro Lattanzio