“Non è successo niente in Siria; l’occidente è perduto”

Histoire et Societé, 15 aprile 2018
Un’analisi di alto livello di Emmanuel Todd sulla situazione in Siria e l’impero dopo il bombardamento della coalizione occidentale su Damasco.
Sono un po’ rassicurato perché non è successo nulla. Seguendo la stampa anglo-statunitense, come faccio ogni mattina, si era in modalità russofoba. In realtà, ciò che appariva dai traffici inglesi, equivalenti a una narrativa, l’ascesa di una sorta di russofobia totalmente misteriosa, che meriterebbe un’analisi. E gli ultimi sviluppi diplomatici erano statunitensi e Trump che emanavano tweet minacciando un massiccio attacco, ecc. E i russi rispondere, ascoltate bene, se è giusto useremo la nostra difesa antiaerea e questo sistema che fa paura a tutti, l’S-400, presumibilmente il miglior sistema di difesa aerea del mondo. E c’era semplicemente la possibilità di una grande guerra e resa dei conti, cioè la rivelazione della fine del gioco a poker, dato che in realtà non sappiamo di cosa i russi sono capaci. L’S-400 potrebbe distruggere tutto ciò che vola, portando a dieci minuti dalla fine dell’impero statunitense. O ci sarebbe stato il fallimento dell’S-400 scatenando di nuovo gli Stati Uniti. Ma qui, si sparavano petardi per negoziare coi russi. C’era una dinamica anti-russa in ascesa con infine statunitensi, inglesi e francesi bastonati dai russi. Quindi si ritorna al nulla. Allo stato attuale delle informazioni, sono piuttosto rassicurato.

La Russia è una potenza che fa da contrappeso militare agli Stati Uniti
Parlo da un punto di vista a priori favorevole al mondo anglo-statunitense. Sono francese, ma siccome la Francia è intrappolata nell’euro che non controlla e le sua azioni non contano, non hanno importanza. Quindi ciò di cui sono veramente preoccupato quando leggo la stampa occidentale è che impazzita. Cioè, la visione del mondo su cui i cittadini occidentali vengono intrattenuti, su una Russia iperpotente, minacciosa, tentacolare, totalitaria, ecc., è in realtà un’allucinazione. La Russia ha un regime che chiamo democrazia autoritaria. Putin è eletto. C’è un certo controllo degli organi di stampa, ma i russi sono informati. Tutti concordano sul fatto che sono favorevoli alla politica di Putin. La Russia è un Paese che avrebbe poco più di 140 milioni di abitanti, cioè dieci volte meno il cosiddetto mondo occidentale. È un Paese che ha appena trovato stabilità e sicurezza sociale. Il tasso di suicidi collassa, come quello degli omicidi. Una certa fiducia sociale vi è stata appena restaurata. La vera ragione della popolarità di Putin è semplicemente che dopo la crisi per l’uscita comunista, i russi si sentono meglio, hanno un futuro. La fertilità cresce, sebbene si fletta un po’. Ed è vero, questo Paese è tornato alla parità nelle tecnologie militari. Non c’è dubbio che ha compiuto una svolta tecnologica. E infatti, la Russia sembra l’unica forza al mondo in grado di opporsi, ad essere militarmente di contrappeso agli Stati Uniti. Se pensiamo all’equilibrio di potere, se rispettiamo la Costituzione americana, va detto che è un bene comunque! Perché l’idea che solo un Paese al mondo possa fare ciò che vuole non va bene dal punto di vista liberale. Anche se non ci piace la Russia, l’esistenza di un polo di stabilità che non ha reale capacità d’espansione, con una popolazione troppo piccola, dovremmo accettarla come buona notizia.
E in occidente, la Russia, non solo Putin, è un mostro lanciato oltre i criteri antropologici e familiari che non dovrebbero avere nulla a che fare con la geopolitica, come lo status degli omosessuali o qualcosa del genere. C’è una visione estremamente negativa della Russia. Tutti gli interventi russi, tutto ciò che i russi dicono è considerato satanico, bugiardo, ecc.

La febbre assolutamente incredibile delle grandi democrazie occidentali
E poi, ci comportiamo come se fossimo normali. Ma la verità è che nel mondo estremo occidentale, le tre prime democrazie occidentali, Francia, Regno Unito e Stati Uniti, cioè le nazioni che costruirono la democrazia, vanno considerate preda di un isterismo assolutamente incredibile. Un mondo in crisi… La verità è che in tali democrazie c’è instabilità e schizofrenia… Ho letto i testi di Putin e Lavrov, e avuto contatti recenti con l’ambasciata russa; il livello intellettuale dei diplomatici e dei leader russi è molto più alto di quello degli occidentali. Non potere capire la situazione se non notate questa asimmetria. Cioè, in un’intervista a Lavrov o un colloquio con Orlov, ambasciatore russo a Parigi, appaiono di gran lunga superiori alla gente del Quai d’Orsay. Hanno una visione della storia, del mondo, della Russia, dell’equilibrio di potere, dell’autocontrollo, che richiamano professionalità… Se si smette di leggere Le Monde e di crederci, e ci si chiede: beh, dov’è la razionalità, l’intelligenza, l’autocontrollo? Questo è ciò che importa.”Traduzione di Alessandro Lattanzio

Annunci

Le origini naziste della NATO

Mision Verdad, 10 aprile 2018Sui nazisti ci sono molti miti e persino fantasie, tuttavia alcune storie su ciò che accadde a certi ufficiali, scienziati, intellettuali del Terzo Reich sono state confermate da documenti, rapporti e dossier declassificati. Si trova sul web la storia delle ratlines (linee dei topi), di cui il Vaticano tesse la logistica. Consisteva in una serie di rotte e punti di transizione per alcuni personaggi del nazismo che il governo statunitense volle arruolare, aiutandosi nella clandestinità. Da qui anche il riferimento ai ratti. La riconversione dal nazismo all’occidente contro il comunismo fu solo proforma, poiché già il Terzo Reich cercò nella Seconda guerra mondiale di sconfiggere l’Unione Sovietica. Come si sa, fallì. Ma alti comandanti nazisti furono poi riciclati nella struttura della coalizione transatlantica guidata dagli Stati Uniti contro il blocco sovietico. Di seguito presentiamo brevi profili dei seguenti ufficiali che, da nazisti, divennero importanti ufficiali dell’Organizzazione del Nord Atlantico (NATO).

Adolf Heusinger, al centro, Hitler a destra, a sinistra di Heusinger, Paulus.

– Adolf Heusinger ascese ai vertici delle gerarchie militari del Terzo Reich.
Divenne capo di Stato Maggiore nel 1944 per un breve periodo, e poi fu ridotto a capo della divisione cartografica per una possibile collaborazione all’attentato a Hitler.
Fu coinvolto nei piani d’invasione nazista di Polonia, Norvegia, Danimarca e Francia.
La sua storia è la più interessante, poiché dopo la guerra divenne spia della CIA, braccio destro militare del governo di Konrad Adenauer nel 1957-1961, nella Repubblica Federale di Germania, per poi avere la presidenza del Comitato militare della NATO, il massimo grado militare dell’organizzazione, fino al 1964.

Heusinger alle spalle di Adenauer.

– Hans Speidel fu tenente-generale nazista, Capo di Stato Maggiore e uno dei più importanti ufficiali da campo di Erwin Rommel. Aderì all’esercito tedesco di Adenauer come consigliere e supervisionò l’integrazione della Bundeswehr (forze armate tedesche) nella NATO. Fu poi nominato comandante supremo delle forze alleate della NATO in Europa centrale dal 1957 al 1963.

1944; Speidel, Lang e Rommel

1.12.1955, Heusinger, Blank e Speidel

– Johannes Steinhoff fu uno dei più audaci piloti dell’aviazione militare nazista.
Il suo record di 176 aerei nemici abbattuti, e la sua esperienza in 993 missioni durante la carriera di pilota da combattimento, fu abbattuto 12 volte e sempre salvato, gli valse la decorazione più importante del Terzo Reich durante la guerra: la Croce di Ferro da Cavaliere.
Steinhoff fu capo di Stato Maggiore e comandante delle Forze aeree alleate dell’Europa centrale (1965-1966), capo di Stato Maggiore della Luftwaffe della Bundeswehr (1966-1970) e presidente del Comitato militare della NATO (1971-1974).

Steinhoff e il Generale statunitense JR Holzapple

Steinhoff a sinistra, con Willy Brandt al centro; Bonn

– Johann von Kielmansegg fu ufficiale di Stato Maggiore Generale dell’Alto Comando nazista, dove divenne colonnello e comandò diversi reggimenti sul campo. Dopo la guerra, aderì alla marina tedesca e promosso generale di brigata, scalò i vertici della NATO come comandante in capo delle forze speciali dell’Europa centrale nel 1967.

Kielmansegg, Hoepner, Schoen Angerer e Landgraf, durante l’invasione dell’URSS, presso Leningrado

Il capo di Stato Maggiore USA Lyman Lemnitzer e Johann Adolf Graf von Kielmansegg; 1968

– Jürgen Bennecke faceva parte dello Stato Maggiore del Gruppo d’Armate Centro dei nazisti. Fu promosso generale durante la formazione dell’esercito tedesco nel dopoguerra, e dal 1968 al 1973 fu comandante in capo del Comando delle forze alleate della NATO in Europa centrale.

Jurgen Bennecke col Maresciallo dell’Aria Sir August Walker, comandante della RAF; 1968

– Ernst Ferber fu promosso tenente-colonnello nello Stato Maggiore della Wehrmacht, venne decorato con la Croce di ferro di prima classe. Dopo il reclutamento post-bellico, fu comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale dal 1973 al 1975.

Ernest Feber al centro

– Karl Schnell fu primo ufficiale dello Stato Maggiore di importanti corpi e divisioni e ricevette la Croce di ferro di seconda classe. Successivamente studiò economia aziendale e divenne tenente-generale, sostituendo il generale Ferber a comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale, nel 1975 – 1977.

Karl Schnell, a sinistra

– Franz-Josef Schulze fu tenente nelle forze aeree naziste e comandante di reggimento, ricevette la Croce di ferro di cavaliere. Nella Germania del dopoguerra divenne generale e fu comandante in capo delle f forze alleate della NATO in Europa centrale nel 1977 – 1979.– Ferdinand von Senger und Etterlin combatté come tenente nell’invasione nazista dell’Unione Sovietica (operazione Barbarossa) e partecipò alla battaglia di Stalingrado, una delle più importanti della Seconda guerra mondiale che ribaltò l’equilibrio di forze per gli alleati. Tra le tre decorazioni più importanti c’era la Croce tedesca in oro, ed alla fine della guerra fu assistente del Comando supremo della marina del Terzo Reich. In seguito comandò diversi battaglioni di carri armati divenendo generale e comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale nel 1979 – 1983.Tali ufficiali nazisti hanno parecchie cose in comune, tra cui aver scritto e pubblicato libri sulle loro esperienze da nazisti nella Seconda guerra mondiale, essendo stati catturati (in maggioranza) dalle forze armate statunitensi offrirono i loro servigi agli ordini della struttura più importante che affrontò, durante gli anni della cosiddetta Guerra Fredda, i sovietici e la loro influenza in Europa. L’obiettivo principale della Germania nazista era distruggere il progetto sovietico, così come la NATO aveva intenzione di fare fino alla caduta del muro di Berlino. Questo è il motivo per cui gli ufficiali nazisti con esperienza sul campo di battaglia e conoscenza delle tattiche che la NATO poi usò contro Jugoslavia e Libia, per nominare due casi, furono reclutati dalle élite statunitensi e tedesche per riprendere l’Operazione Barbarossa con modi più sottili e la stessa audacia ideologica. Proprio come l’Organizzazione Gehlen fu attivata da Stati Uniti e Germania Federale nel dopoguerra, partendo dalle reti spionistiche che i nazisti avevano nell’Europa dell’Est, gli stessi ufficiali che ebbero successo nelle campagne militari furono riattivati per adempiere al loro ruolo secondo nuovi tempi ed interessi. La ricapitolazione sulle origini naziste di tale organizzazione transatlantica spiega ciò che molti altri analisti militari a lungo pensano: che il nazismo in Europa si manifesta storicamente oggi nella NATO. Il sogno di Hitler si materializza oggi e punta direttamente contro Russia e progetto eurasiatico.

Hans Landgraf, Georg Reinhardt, ignoto, e von Kielmansegg, a destra, durante l’invasione dell’URSS, estate 1941

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Fallito attacco missilistico: perché gli USA mentono sui loro “successi”

Alessandro Lattanzio, 15/04/2018

Il segretario PCcino ‘Ponzio Pelato’ non ha mai letto il Che fare? di Nikolaj Lenin, ma il Chi? di Alfonso Signorini.

Il Ministero della Difesa russo dichiarava che 95 dei 105 missili lanciati da Stati Uniti, Regno Unito e Francia furono intercettati dalle difese aeree della Siria, impiegando sistemi di difesa aerea S-125, Buk e Kvadrat di fabbricazione sovietica, proteggendo integralmente 4 principali basi aeree siriane; infatti. i 12 missili lanciati sull’aeroporto militare di al-Dumayr furono tutti intercettati, così come i 18 missili contro l’aeroporto militare di Bulayl, i 12 missili contro l’aeroporto militare di Shayrat, i 9 missili contro l’aeroporto militare di Mazah e i 16 missili contro l’aeroporto militare di Homs. Dei 30 missili lanciati su Barzah e Jaramana, a Damasco, solo 7 colpivano l’edificio per la ricerca farmaceutica. Ovviamente, il Pentagono, per nascondere tale imbarazzante fallimento, si esibiva nella conferenza stampa il tenente-generale Kenneth McKenzie, propalando dichiarazioni grottesche tese a nascondere i fatti e a celebrare dei successi che, se fossero veri, sarebbero le mera illustrazione di un piano operativo delirante. “Riteniamo che tutti i nostri missili abbiano raggiunto i loro obiettivi“, dichiarava McKenzie; e cosa significa tale affermazione?
1. I missili lanciati dagli USA colpivano “fabbriche e depositi di armi chimiche” senza preoccupazioni sull’eventuale diffusione di agenti chimici nelle vicine aree abitate; gli USA sapevano che non c’era nulla all’interno. Soprattutto ciò avveniva poco prima che gli ispettori sulle armi chimiche iniziassero le indagini presso Damasco.
2. Gli USA avrebbero sparato 105 missili contro solo tre obiettivi; tale affermazione si commenta da sé. Ovvero, i siriani avevano abbattuto il 90% di tali missili, perciò gli Stati Uniti parlavano di aver voluto attaccare solo i tre obiettivi che erano riusciti effettivamente a colpire, e questo con ben tre ondate di lanci di missili eseguiti con intervalli di circa un’ora…
3. Tre missili “fortunati” avevano colpito fabbriche di armi chimiche di cui gli Stati Uniti non avevano mai parlato in 7 anni (poiché erano nel territorio occupato dai terroristi fino a ieri). Volevano essere sicuri di cancellare le prove?La forza d’aggressione alla Siria era composta da 2 cacciatorpediniere e 1 incrociatore statunitensi, 1 fregata francese, 4 cacciabombardieri Tornado inglesi e 2 bombardieri B-1B statunitensi. L’incrociatore Monterrey aveva lanciato 30 missili Tomahawk, il cacciatorpediniere Higgins 23 Tomahawk, il cacciatorpediniere Laboon 7 Tomahawk, il sottomarino John Warner 6 Tomahawk, i 2 bombardieri B-1 21 missili JASSM, i 4 cacciabombardieri Tornado GR4 16 missili Storm-shadow. Si era parlato di aerei francesi, ma non è vero, poiché di francese c’erano solo i missili Storm-shadow usati dagli inglesi.Secondo gli statunitensi, i 3 impianti “obiettivi ufficiali” furono colpiti da ben 105 missili da crociera:
– 76 missili contro il centro di ricerca di Barzah, a Damasco
– 22 missili contro una non ben definita struttura “chimica”
– 7 missili contro un non ben definito “bunker chimico”
Gli ultimi due si trovavano fino a pochi giorni prima in territorio controllato dai terroristi armati e finanziati da USA, Regno Unito, Francia, Qatar, Turchia ed Arabia Saudita…
Il Centro ricerche di Barzah:Ciò che McKanzie diceva era che questi 3 edifici del centro furono colpiti da 76 missili da crociera!!! “Affermazione ridicola e senza la minima credibilità”. Sarebbero stati colpiti nel modo seguente:In Siria furono attaccate strutture simili con un missile da crociera per edificio. Si può pensare di voler essere sicuri? 2 o 3 andavano bene per edificio; ma qui gli Stati Uniti affermano di averne lanciato 76 contro 3 edifici…
Gli altri due obiettivi attaccati, secondo gli Stati Uniti, erano un deposito ad Him Shinshar:Sempre secondo gli statunitensi, la struttura sarebbe stata colpita da 22 missili da crociera!!! Altra affermazione ridicola e senza la minima credibilità. Tanto più che a differenza di Barzah, si trattava di 3 capannoni in lamiera, cioè strutture fragilissime. Un missile per struttura bastava. Per capire di cosa si parla, si guardi questa foto elaborata per mostrare cosa significherebbe lanciarvi 22 missili da crociera:Come si può vedere dalle immagini satellitari, gli Stati Uniti mentono quando affermano che il sito fu colpito da 22 missili da crociera.Il terzo dei bersagli attaccati, secondo gli Stati Uniti, era il bunker “chimico” di Him Shinshar:Secondo gli statunitensi, l’installazione sarebbe stata colpita da 7 missili da crociera!!! Ancora un’affermazione senza la minima credibilità. Ecco la foto ritoccata per mostrare cosa significherebbero 7 missili da crociera su quest’installazione:Come si può notare non ci sono 7 impatti di missili da alcuna parte.In realtà, la difesa aerea siriana è interconnessa con quella russa che, attraverso i sistemi di collegamento, incrementava l’efficienza della difesa aerea della Siria basata sui sistemi aggiornati Buk, Pantsir, S-200 e S-125 Pechora-M, coordinati da moltiplicatori di forza come aerei AWACS, sistemi ECM, sistemi radar e sistemi delle navi russe. Ad esempio, gli inglesi avevano lanciato i loro missili su Homs, ma furono tutti abbattuti dai sistemi di guerra elettronica siriani. Gli inglesi vi perdevano 50 milioni di dollari di armamenti, e senza colpire nulla. Infine, i sistemi di difesa aerea siriani impiegati per abbattere i missili da crociera statunitensi furono i seguenti: Pantsir-S1, Buk-M2E, S-125/S-125M, Osa, S-75 e cannoni antiaerei, che riuscivano ad abbattere circa 97 missili. Non furono impiegati i missili S-200.Conclusione
Ma ciò che infastidisce più di tutto sono gli espertidiminkia, dai generaloni della NATO-in-pensione-e-in-TV, agli esperti in geominkiate di regime, ospiti fissi dei talk show piddiotizzanti, fino ad arrivare al circo delle pulci neo-ottomaniaci, i paggetti erdoganisti pseudo-eurasiatici che mentre abbaiano contro Egitto e India, che condannano l’aggressione alla Siria, osannano il sultano pazzo Erdogan che invece partecipava a tale aggressione alla Siria. Ebbene, tale ammasso di ciarpame, pur avendo sbattuto la faccia contro i fatti (dalla testa dura) e non sapendo come rigirarsi tale sonora pedata al culo ricevuta dal popolo e dall’esercito della Siria, cerca ogni modo di deformare i fatti e giustificare le proprie avventatezze ideologiche scalando pareti vetrate di grattacieli, pur di non dire che i supermen che albergano al Pentagono, come insegna la propaganda di Raiset-La47, hanno racimolato l’ennesima bastonata, travisata sempre da vittoria dalla suddetta propaganda, con tanto di coretto di corvi catastrofisti filo-imperialisti che, camuffati da eterni finti filo-russi e filo-siriani, sempre denigrano la Russia per l’“immobilismo” mostrato in Siria.
Un esempio? Sono i geniacci che ci dicono che l’attacco era ‘concordato’ tra Trump e Putin; ebbene tale scherzo comprendeva 105 missili da crociera, al modico prezzo di 1,5 milioni di dollari al pezzo. Si facciano i calcoli, e si dica che tale spesa era solo intesa a tirar su uno ‘scherzo’ che copre di ridicolo il Pentagono, la NATO, i governi di tre potenze occidentali, il complesso militar-industriale degli USA, l’intero apparato mediatico del ‘libero’ occidente, ecc.; e non si badi a cosa certi “communists”, col vitalizio e sempre in prima linea nei talk shaw berlusconiani, arrivano a dire (“i russi hanno disattivato le difese antimissile in Siria”) pur di denigrare l’operato dell’alleanza russo-siriana e celebrare i “successoni” immaginari degli USA. Non possono che dire questo, pena l’esclusione dai salotti televisivi da dove condurre una novella immaginosa ‘rivoluzione d’ottobre’…
L’unico scherzo in tutto questo, non è l’attacco missilistico alla Siria, ma l’indecoroso spettacolo messo su da tale torma di geocazzari d’ogni risma e tendenza, affratellati dal comune odio per la Russia e dal tentativo di salvare il grugno lesionato di Trump; nonostante perfino il segretario alla Difesa Mattis e il Capo di Stato Maggiore statunitense Dunford, relazionando sull’attacco missilistico, abbiano chiarito che qualsiasi responsabilità su tutto questo, anche futura, ricadeva solo su Trump, con implicita presa di distanza.Fonti:
Analisi Militares
Bolshaja Igra
The Duran
Wail al-Russi

Come la difesa antimissile russa respingerebbe l’attacco alla Siria

Nikolaj Litovkin, RBTH 13 aprile 2018L’ombrello antimissile russo in Medio Oriente è uno dei più potenti mai creati. Presto potrebbe essere chiamato a dimostrare le proprie capacità se la Marina degli USA colpisse la Siria. Due cacciatorpediniere dell’US Navy, USS Donald Cook e USS Porter, si avvicinavano alle coste siriane, ognuno armato di 56 missili da crociera Tomahawk, una delle più letali armi moderne. Questi missili con raggio d’azione di 2500 km possono essere equipaggiati con varie testate, a seconda degli obiettivi. Il Cremlino aveva già avvertito di abbattere i missili statunitensi se la vita di consiglieri e personale militare russi in Siria è a rischio. Ma come funziona il sistema antimissile russo in Medio Oriente, e in che modo l’esercito russo neutralizza il devastante potere dei cacciatorpediniere della Marina USA?

Primo scaglione: Guerra elettronica (EW)
La prima linea della difesa è il disturbo radio del sistema da Guerra Elettronica, accecando totalmente i sistemi elettronici e di navigazione di qualsiasi missile“, dichiarava Viktor Murakhovskij, caporedattore della rivista Arsenale della Patria. Ricordava che il Donald Cook fu accecato da “piccoli” sistemi di EW nella primavera del 2014, quando entrò nelle acque territoriali russe nel Mar Nero. “Uno dei nostri Su-24 scese in picchiata sul cacciatorpediniere e disattivò le apparecchiature radioelettroniche della nave col sistema EW Khibinij. Dopo l’incidente, alcuni membri dell’equipaggio del cacciatorpediniere si licenziarono“, osservava. Inoltre, tali sistemi si trovano a bordo di aerei ed elicotteri di ogni tipo, compresi tra i più grandi. Ad esempio l’Il-22 Porubshik. Secondo il team di progettazione, questo velivolo può abbattere l’equipaggiamento nemico col potente sistema di disturbo di bordo, e anche accecare i similari sistemi EW nemici. “Prima che il sistema di blocco elettronico entri in azione, l’aeromobile scansiona i segnali radio nella zona di attività: dopo aver rilevato le frequenze del traffico radio del nemico, l’operatore a bordo dell’aereo attiva il sistema di disturbo sulla frequenza richiesta“, secondo una fonte dell’industria della Difesa. Oltre ai sistemi di bordo, vi sono i complessi EW Krasukha-4 a terra situati presso la base aerea di Humaymim, base chiave della Russia in Medio Oriente. Il loro scopo è sopprimere “intercettazioni” e sistemi di guida delle armi nemiche: il Krasukha-4 acceca i sistemi radar nemici fino a una distanza di 250 km.

Secondo scaglione. Difesa antimissile
La difesa aerea russa in Siria è composta dai sistemi missilistici terra-aria S-300 e S-400. Questi temibili sistemi possono rilevare bersagli a una distanza di 250-400 km. Nel frattempo, i missili S-300 e S-400 possono abbattere oggetti a una distanza di 150 e 250 km rispettivamente. Non solo, i proiettili nemici saranno abbattuti anche a velocità fino a 2,5 km al secondo. S-400 ed S-300 possono rilevare 36 oggetti sui radar ed ogni lanciatore può sparare a 12 bersagli contemporaneamente. Dati precisi sul numero di installazioni e personale di servizio sono classificati top secret. Ma è noto che il numero di sistemi antimissile, radar di rilevamento, tracciamento e puntamento può raggiungere le diverse decine. “I complessi S-300 e S-400 presso la base sono supportati dai sistemi missilistici terra-aria Pantsir-S1, sistema antimissile a corto raggio che “elimina” i missili che per qualche motivo non vengono abbattuti dai sistemi a lungo raggio”, dichiarava il Professor Vadim Kozjulin dell’Accademia delle scienze militari russa, aggiungendo che il Pantsir-S1 opera su bersagli fino a una distanza di 10-15 km.Traduzione di Alessandro Lattanzio

I Siriani riuniti attorno al Presidente Assad per resistere alle forze sataniche

Intervista di Basma Qadur alla Professoressa Niloufer Bhagwat, Syria Times, 01 giugno 2015La Professoressa Niloufer Bhagwat dell’Associazione degli avvocati indiani osservava che la Siria è in prima linea nella Terza guerra mondiale che mira a ricolonizzare le regioni strategiche nell’interesse dei governi imperialisti. Chiariva che la “nuova guerra di colonizzazione” è segreta e palese ed è guidata da Stati Uniti, Regno Unito, Israele e altre potenze della NATO alleate coi governi di Arabia Saudita, Turchia, Giordania e membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo usando mercenari criminali, terroristi, reclutati nella regione e in Europa, così come forze speciali e soldati dei Paesi vicini. “Tali terroristi, che abusano dell’Islam, non sono altro che strumenti per destabilizzare Paesi e creare caos e violenza settaria per spianare la strada all’intervento armato e alle operazioni militari”, dichiarava la Professoressa Bhagwat alla giornalista del giornale elettronico Syriatimes Basma Qadur, in un’intervista via e-mail. Aggiungeva: “Il terrorismo viene usato per aggredire, occupare, sottomettere economicamente e politicamente l’intera regione del mondo arabo, incluso il Maghreb, per mano della coalizione a guida USA della NATO, Israele e delle potenze regionali coinvolte. E la sovranità economica della popolazione del Paese non allineato viene presa di mira dal cambio di regime per installarvi governi collaborazionisti“.Governi collaborazionisti
I governi collaborazionisti devono servire le multinazionali e le istituzioni finanziarie dei governi imperialisti, che controllano la politica attraverso gruppi di riflessione come Rand Corporation e Trilateral Commission“. In tale contesto non si va dimenticato che uno dei primi atti del governo-fantoccio messo al potere dal colpo di Stato in Ucraina fu cedere l’oro ucraino a Washington e imporre condizioni economiche insopportabili ai cittadini ucraini amministrati da un consiglio rispondente alla Troika di FMI, Banca centrale europea e Unione europea, non al parlamento ucraino.

Le organizzazioni terroristiche sono al servizio degli interessi geopolitici d Stati Uniti, Regno Unito e Francia
Pertanto, Stati Uniti, Regno Unito e Francia non passeranno mai una risoluzione al Consiglio di sicurezza dell’ONU per fermare il sostegno alle organizzazioni terroristiche che servono i loro interessi geopolitici legati ad occupazione, saccheggio e ricolonizzazione di diverse regioni del mondo per sostenere le proprie economia e finanze declinanti”, notava la Prof.ssa Bhagwat. Affermava che vi sono trattati segreti tra Stati Uniti e Regno Unito che guidano le potenze della NATO in alleanza con Israele, Turchia, Arabia Saudita, Giordania, Qatar ed Emirati per ritagliarsi aree strategiche per gasdotti e oleodotti in Siria. “Fu riferito che a margine della grande conferenza delle compagnie petrolifere tenutasi nel novembre 2013 in Turchia, che il governo turco ebbe l’ordine d’intensificare la guerra alla Siria dalle compagnie petrolifere che, come in tale guerra, decidono quali regioni e i Paesi sono oggetto di guerra e guerra civile“. La Professoressa Bhagwat indicava che la politica del regime turco contro la Siria fu pianificata dalla Rand Corporation, un think tank conservatore, finanziato da corporazioni, banche ed istituzioni finanziarie statunitensi per frammentare e mordificare diverse regioni strategiche del mondo per conto di gasdotti e oleodotti.

Erdogan viene finanziato dal Consiglio di cooperazione del Golfo
La Professoressa Bhagwat affermava che Recep Tayyip Erdogan riceve finanziamenti dal Consiglio di cooperazione del Golfo ed è personalmente legato finanziariamente a tali regimi, oltre alla stretta collaborazione con Israele, che ha cercato di camuffare con la tragedia della Mavi Marmara. “Il governo turco opera da Stato canaglia e colonialista nel mondo arabo. Il sostegno alle organizzazioni terroristiche in Siria è un’aggressione aperta alla Siria“, dichiarava, aspettandosi che l’Esercito arabo siriano non eviterà lo scontro diretto con l’esercito turco che partecipa all’aggressione in diverse aree nelle province di Idlib, Aleppo e Lataqia. Dal suo punto di vista, tutti i Paesi della regione, come Arabia Saudita, Turchia ed Emirati e loro alleati al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, le potenze coloniali, finiranno nel calderone in un modo o nell’altro nel nome del “terrorismo” per dimostrare che non c0è una guerra solo alla Siria, ma all’intero mondo arabo, e alle regioni dell’Africa scelte per essere saccheggiate delle risorse, come oro e risorse nazionali. “I nativi americani o indiani rossi furono spazzati via, anche se i coloni bianchi firmarono decine di trattati, queste sono le lezioni della storia“, affermava l’avvocatessa indiana. Vedete che se le potenze coloniali raggiungeranno i loro obiettivi in Siria, Yemen e Iraq, in futuro ci sarà l’assalto all’Iran. “La Russia resterà obiettivo delle potenze coloniali, che cercano anche di creare punti di scontro bellico nel Mare della Cina meridionale“, aggiungeva sottolineando l’importante ruolo dell’unità dei popoli della regione nel resistere alla ricolonizzazione, osservando che gli organi disinformazione devono spiegare all’opinione pubblica mondiale che ciò che accade nel mondo arabo è una guerra coloniale e non una semplice operazione terroristica.
L’avvocatessa indiana era con la delegazione internazionale per la pace in Siria del 23-28 aprile 2015. Ci ha detto che il morale del popolo siriano e l’assenza di isteria tra popolo, soldati, intellettuali e leader politici l’attrassero.

Coesistenza spirituale
C’era una tranquilla determinazione e rinnovato impegno tra i cittadini che si svolgevano il loro lavoro, altrettanto indimenticabile era lo spirito filosofico e l’unità spirituale tra l’alto clero delle diverse confessioni religiose, i quali si sono sacrificati in un modo o nell’altro tra i continui attacchi brutali che colpivano quasi ogni famiglia“, dichiarava la Professoressa Bhagwat. “Non è stata prestata sufficiente attenzione al fatto che in Siria è assurdo indicare la questione settaria, poiché le vaire culture sono profondamente intrecciate e collegate e la convivenza vi è profondamente radicata. Il Presidente Bashar al-Assad rappresenta la convivenza emotiva e spirituale dei siriani“, affermava la Prof.ssa Bhagwat, notando che il popolo siriano si è unito attorno al Presidente Bashar al-Assad dopo quattro anni di crisi, perché sa che il Presidente Assad resiste alle forze più sataniche sulla terra. “La Siria è un fronte militare che impedisce attacchi diretti ad altri Paesi e società dichiarati prossimi obiettivi militari delle organizzazioni terroristiche“, aggiungeva. “Nella mia infanzia ho conosciuto bene Damasco come culla della civiltà, e credevo davvero che non ci sarebbe stata nessuna Mecca senza Damasco, che nei secoli aveva assistito a tanti dialoghi e movimenti religiosi… Non immaginavo che un mi sarei seduta a capo chino pregando per la pace nella Moschea degli Omayyadi con la Delegazione internazionale della pace e i nostri amici siriani dalle diverse fedi religiose e confessioni islamiche e che ognuno di noi avrebbe pregato secondo le usanze dei nostri diversi Paesi e credenze religiose accanto al mausoleo dove la testa di Giovanni Battista, mentore religioso di Gesù Cristo, è sepolta, al centro della moschea, e il mausoleo del capo religioso della Siria assassinato, accanto alla tomba del coraggioso generale e monarca Salahudin, che sconfisse i crociati, accanto alla moschea“.Questa è la Siria
Questa è la Siria che ho sognato, dove non c’era alcuno scontro di civiltà, in quanto le civiltà non si scontrano, le guerre sono combattute per ragioni politiche ed economiche non per cultura o l’umanità. Come dicono i buddisti, il karma più difficile è essere un soldato, e in tempi come questi!!! Per me Damasco era un luogo di pellegrinaggio, come promise a mio padre musulmano e mia madre zoroastriana, non avrei fatto un passo sul suolo del territorio occupato dell’Arabia Saudita, a meno che non sia liberato, trovando il mio luogo di pellegrinaggio, un luogo degno delle mie personali preghiere per l’umanità e del mio omaggio. Ho trovato in Siria che i capi di tutte le confessioni religiose rispettano la fede e la fede altrui. Non dividono l’umanità in sette e religioni religiose ottuse e bigotte, e dove i capi religiosi comprendono come e perché l’umanità è schiava e da chi e dove sta la risposta“.

Obiettivi della visita
L’iniziativa per la pace internazionale iniziò dopo l’aggressione alla Siria”, affermava la prof.ssa Bharwat, aggiungendo che gli obiettivi della visita della delegazione in Siria era esprimere sostegno fraterno e solidarietà al popolo siriano contro l’aggressione, partecipare alla conferenza dall’università di Damasco su “Siria, dalla distruzione alla ricostruzione“, visitare alcuni dei siti del patrimonio mondiale distrutti dalle bande criminali e partecipare alle solenni cerimonie religiose che commemorano il 100° anniversario del massacro degli armeni per mano del governo turco e dei suoi capi cospiratori. “In un modo o nell’altro alcuni membri della delegazione possono influenzare i responsabili politici sia perché sono in contatto con parlamentari e capi religiosi delle loro istituzioni, o sono influenti nei media, o che, come me, hanno posto la questione, discussa in occasione delle conferenze nazionali degli avvocati in India dal 2011, mentre presentavano documenti sulla situazione internazionale e nazionale“, concludeva la Prof.ssa Bhagwat.

Delegazione internazionale della pace
La delegazione internazionale per la pace in Siria includeva:
– Dottor Declan Hayes dall’Irlanda.
– Reverendo Andrew Ashdown in rappresentanza della Chiesa d’Inghilterra che recava un messaggio dell’Arcivescovo di Canterbury.
– Padre Dave Smith, rappresentante della Chiesa protestante d’Australia, accompagnato da un membro del team di pugilato olimpico australiano.
– Professor Simon Keys della Winchester University in Inghilterra.
– Professor Mohammed Maradi, professore di studi nordamericani all’Università di Teheran,
– John Mesler, giornalista free-lance di New York, professore dall’Armenia.
– Dr. Faysal Abdul al-Satar, giornalista che rappresentava i media del Libano
– Professoressa Niloufer Bhagwat dell’Indian Association of Lawyers.Traduzione di Alessandro Lattanzio