Come Gorbaciov distrusse il programma spaziale militare dell’URSS

Sputnik, 14.05.2017Trent’anni fa, nel maggio 1987, il leader sovietico Mikhail Gorbachev giunse nel Cosmodromo di Bajkonur per ordinare personalmente la chiusura del programma spaziale militare dell’URSS. Tre decenni dopo, l’osservatore militare Aleksandr Khrolenko guarda a quella decisione che costò al Paese e continua a costare alla Russia. In un articolo dedicato all’anniversario della decisione di Gorbaciov per RIA Novosti, Khrolenko ricordò che mentre il leader conobbe alcune tecnologie sviluppate dagli scienziati sovietici durante la visita nello spazioporto, espresse rammarico per aver promesso a Ronald Reagan a Reykjavik, l’anno prima, di chiudere unilateralmente il programma spaziale militare dell’URSS. Washington, nel frattempo, rifiutò di sospendere i lavori sullo scudo missilistico della propria difesa strategica, continuandoli fino al 1993, dopo che l’Unione Sovietica era scomparsa. Tuttavia, quando arrivò alla Casa degli Ufficiali l’11 maggio 1987, “il Segretario generale ribadì il corso dello sviluppo pacifico dello spazio”, un’iniziativa che aveva intrapreso dopo l’ascesa al potere nel 1985. Khrolenko scrive: “Dopo la visita di Gorbaciov, il programma sovietico per sistemi spaziali militari venne smantellato. Il concetto di stazione orbitale pesante fu chiuso nel 1989 e subito dopo tutto il lavoro cessò sul missile spaziale pesante Energija e la navetta spaziale Buran”. Sfortunatamente, il giornalista aggiunge che tre decenni dopo, nonostante i grandi auguri di pace di Gorbaciov, “il mondo non è cambiato.” Il 7 maggio 2017, il velivolo orbitale X-37B Test-4, in missione segreta per quasi due anni, atterrava a Cape Canaveral“. Khrolenko ricorda che “in precedenza, il Pentagono aveva affermato che lo spazioplano, che pesa circa 5 tonnellate, volando a un’altitudine compresa tra 200 e 750 km può cambiare rapidamente orbita e manovrare, eseguire missioni di ricognizione e porre piccoli carichi in orbita“. Nel frattempo, gli esperti russi definiscono l’X-37B per quello che è: un intercettore militare spaziale. “In altre parole”, secondo il giornalista, sembra ovvio che “il programma statunitense per armi d’attacco orbitale sopravvissuto alle “Star Wars” di Ronald Reagan, sia un fatto nel ventunesimo secolo: la Russia dovrà recuperare nel campo spaziale militare, creando un nuovo missile pesante e una base materiale affidabile“.Ciò che Gorbaciov cedette
L’Unione Sovietica cominciò a lavorare su sistemi spaziali militari negli anni ’60, partendo dall’idea di satellite volto ad abbattere quelli nemici. L’URSS lanciò il primo satellite operativo sperimentale, Poljot-1, in orbita nel 1963. Cinque anni dopo, il 1° novembre 1968, gli ingegneri sovietici per la prima volta intercettarono un satellite. Tra il 1973 e il 1976, con il programma segreto Almaz, l’Unione Sovietica mise in orbita tre stazioni da ricognizione civili e militari. Nel frattempo, gli ingegneri effettuarono decine di test continuando a migliorare i sistemi anti-satellite. Nelle massicce esercitazioni strategiche svoltesi tra giugno e settembre 1982 e successivamente definite dalla NATO come “guerra nucleare delle sette ore”, l’Unione Sovietica e gli alleati effettuarono manovre che previdero il lancio di missili balistici basati a terra e mare, test di missili antimissile e manovre con satelliti militari, compreso l’intercettore-satellite 5V91T Uran. “Anche l’Energija Space Corporation produsse armi d’attacco spaziale per le operazioni di combattimento nello spazio“, ricorda Khrolenko. Alla fine degli anni ’70, Energija creò due progetti di futuri velivoli spaziali con la stessa piattaforma, il primo con missili spaziali e il secondo con laser. I missili erano più piccoli e leggeri, permettendo al sistema di trasportare una grande quantità di combustibile a bordo; il velivolo fu designato 17F111 Kaskad, progettato per abbattere sistemi nemici in orbita bassa (entro 300 km). Il velivolo armato di laser, conosciuto come 17F19 Skif, doveva essere utilizzato contro i satelliti nemici in orbite geostazionarie e medie. Esistevano piani per creare un gruppo d’attacco orbitale costituito sia da Kaskad che Skif. Il progetto Kaskad comprendeva un missile intercettatore spaziale per intercettare le testate dei veicoli di rientro degli ICBM nemici, nella fase passiva del volo. Per la distruzione delle installazioni militari chiave nemiche a terra, gli ingegneri sovietici svilupparono una stazione spaziale pesante, la DOS-17K, così come velivoli autonomi (come la navetta spaziale Buran) con testate nucleari a bordo (fino a 15-20 ognuno). In caso di guerra, i moduli si separavano dai vettori, prendevano posizione e iniziavano la discesa per colpire gli obiettivi con estrema precisione. Dopo che il presidente Reagan presentò la sua iniziativa di difesa strategica, gli ingegneri sovietici iniziarono ad esplorare la possibilità di sfruttare lo spazio orbitale. Khrolenko ricorda che “fu condotta una ricerca sull’efficacia della spazzatura orbitale di nuvole, che avrebbe completamente liberato lo spazio a una navetta spaziale nemica fino a un’altezza di 3000 km“. Infine, il giornalista osserva che, nonostante i progressi compiuti dall’URSS nel programma spaziale militare, Gorbaciov, dopo essere salito al potere, inizà persistentemente a promuovere la tesi dello sviluppo pacifico dello spazio, secondo il suo “nuovo pensiero”. “Su pressione del Comitato Centrale, la Commissione statale sul lancio del 17F19 Skif (con un laser gasdinamico dalla potenza di 1 MW) annullò il programma e altri sistemi di combattimento. Il fallimento tecnico durante il lancio della navetta accelerò la chiusura del programma“. Khrolenko sottolinea che nella guerra fredda, gli Stati Uniti erano in grave ritardo rispetto all’URSS nella tecnologia militare spaziale. La creazione di stazioni spaziali statunitensi per uso militare iniziò solo negli anni ’70 (i progetti includevano armi cinetiche, laser e a fasci di particelle). Reagan ordinò lo sviluppo di un sistema antisatellite nel 1982 e proclamò l’iniziativa di difesa strategica nel marzo 1983. Mentre questo programma venne formalmente sciolto nel 1993, Khrolenko osserva che “l’uso pacifico dello spazio rimane solo un sogno dell’umanità“. “Le tecnologie spaziali danno origine a nuovi modi per svolgere le operazioni militari. Oggi, di circa 1380 satelliti in orbita, 149 sono militari e a doppio uso statunitensi, in confronto la Russia ne dispone di 75, la Cina 35, Israele 9, Francia 8 e Regno Unito e Germania 7“.
Le maggiori potenze attualmente sviluppano tecnologia militare spaziale. “Lo spazio prossimo alla Terra è sempre più militarizzato“. All’inizio dell’anno, il vicecomandante del Comando Strategico degli Stati Uniti disse che è necessario inviare ai nemici futuri degli Stati Uniti il segnale di essere disposti a combattere una guerra nello spazio. Alla fine dell’anno scorso, il generale John Hyten, capo di Stratcom, andò oltre affermando che mentre le potenze mondiali si espandono nello spazio, la possibilità di conflitti inevitabilmente cresce. “In quel caso, dobbiamo essere pronti“, disse. Nel frattempo, gli analisti militari statunitensi ritornano ancora sul tema della difesa missilistica spaziale, con l’Agenzia della difesa missilistica e la Raytheon Corporation che sviluppano e testano sistemi missilistici progettati per individuare e distruggere missili balistici che si avvicinano nell’atmosfera dallo spazio. Oggi Khrolenko osserva che anche quei Paesi che si oppongono alla militarizzazione dello spazio, come Russia e Cina, sono costretti a sviluppare le armi spaziali per evitare che si crei uno squilibrio strategico mortale. Secondo il giornalista, la domanda che va posta è: “E’ valsa la pena, con tanta persistenza in tanti anni, forgiare dalle spade spaziali russe degli aratri, riducendo i nostri Kascada e Skif in pentole e padelle?Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia sviluppa un sistema antisatellite

Anatolij Zak, RSW, 21/4/2017

All’inizio del 2015, l’esercito russo completava con successo i test iniziali di un drone spaziale di nuova generazione progettato per rilevare e distruggere i satelliti nemici in orbita, secondo fonti affidabili. Un velivolo molto più sofisticato rispetto ai sistemi antisatellite di prima generazione noti anche come ASAT; il nuovo killer satellitare ha dimostrato la capacità di avvicinarsi molto agli obiettivi e d’inviarne le immagini a terra. Tuttavia scopo finale del nuovo velivolo sarebbe la distruzione dei mezzi stranieri, in primo luogo i satelliti militari degli Stati Uniti. Dopo il lancio di 2 satelliti di prova, sotto i nomi di copertura Kosmos-2491 e Kosmos-2499, l’ultimo velivolo spaziale della serie, designato Kosmos-2504, entrò in orbita il 31 marzo 2015 e, dopo una serie di manovre, compì la missione intorno al 16 aprile. Le manovre orbitali continuarono a luglio.

Sistema di nuova generazione
Secondo una fonte, all’inizio del 2015 un satellite antisatellite russo, probabilmente il Kosmos-2499, si era già avvicinato, inviandone le immagini, a un satellite militare statunitense! Finora non c’era stata conferma di tale incontro dal governo degli Stati Uniti. Anche se i parametri orbitali dei satelliti statunitensi non sono ufficiali, i dati amatoriali consentono di escludere praticamente tutti i satelliti non russi noti nelle orbite corrispondenti al Kosmos-2504 e simili, dice Jonathan McDowell, scienziato dell’Harvard-Smithsonian Center of Astrophysics e noto storico. Di conseguenza, non sarebbe possibile una formazione in volo o un appuntamento a bassa velocità tra il satellite russo e qualsiasi altro satellite, come quello osservato tra il Kosmos-2499 e lo stadio Briz-KM. Tuttavia, “un veloce flyby ad alta velocità è certamente possibile, e non posso escluderlo“, scriveva McDowell in una e-mail. Con sufficiente manovrabilità, i nuovi velivoli antisatellite russi potrebbero utilizzare laser o armi cinetiche di piccole dimensioni anziché esplosivi e shrapnel per disattivare i loro obiettivi. Le navette potrebbero quindi manovrare ed attaccare un altro satellite. Tuttavia, date le dimensioni relativamente piccole dei satelliti russi osservati, la loro capacità di manovra è probabilmente limitata. Allo stesso tempo, potrebbero essere solo precursori di velivoli spaziali più grandi e potenti. Le prove segrete dell’ultimo sistema antisatellite russo coincisero con il peggioramento delle relazioni tra occidente e Oriente per la crisi ucraina. Inoltre, anni di sforzi congiunti russi e cinesi nelle Nazioni Unite per introdurre il divieto di diffusione di armi nello spazio non hanno prodotto nulla per l’opposizione degli Stati Uniti a tale trattato, che sarebbe inapplicabile e privo di senso. Ironia della sorte, Cina e Stati Uniti l’hanno dimostrato distruggendo obiettivi orbitali con missili terrestri.

Lancio del Kosmos-2504
Un misile Rockot lanciò tre satelliti Gonets-M 21, 22 e 23 del Blocco 14 della rete Gonets-D1M e un carico utile militare classificato. Secondo i media, il Rockot/Briz-KM venne lanciato il 31 marzo 2015, alle ore 16:47:56 di Mosca dal sito 133 di Plesetsk. Il Ministero della Difesa russo confermò il lancio e la presenza di un quarto carico utile militare a bordo del vettore, che avrebbe ricevuto la designazione ufficiale di Kosmos-2504, e che potrebbe anche avere la designazione 14F153. La sezione del carico venne separata dal secondo stadio del vettore di lancio alle 16:53 e la navetta spaziale avrebbe raggiunto l’orbita alle ore 18:45.Manovre orbitali
I radar occidentali individuarono cinque oggetti (probabilmente quattro satelliti e lo stadio Briz-KM) nell’orbita di 1172 per 1506 chilometri con inclinazione di 82,5 gradi verso l’equatore. Nel catalogo pubblico del Comando Strategico degli Stati Uniti, questi oggetti hanno ricevuto le denominazioni 2015-020A, 2015-020B, 2015-020C e 2015-020D. Poche ore dopo il lancio, il radioamatore olandese Cees Bassa rilevò le trasmissioni radio associate all’Object 2015-020D, identiche ai segnali dei satelliti manovrabili Kosmos-2491 e Kosmos-2499. Sulla base dei parametri orbitali dell’Object D, era chiaro che il Kosmos-2504 si era separato dal Briz-KM dopo che lo stadio aveva manovrato verso l’orbita di “sepoltura”, anziché librarsi insieme ai tre satelliti Gonets, come Kosmos-2491 e Kosmos-2499 avevano già fatto, secondo osservatori del forum online della rivista Novosti Kosmonavtiki. I dati radar occidentali indicano che il 9 aprile 2015, Kosmos-2504 compì una piccola manovra, passando da un’orbita di 1171 per 1505 chilometri ad una di 1173 per 1508 chilometri. Un’altra serie di manovre apparentemente cominciò intorno al 13 aprile, culminando con un appuntamento con lo stadio Briz-KM, che l’aveva messo in orbita. La sera del 15 aprile, i due oggetti sarebbero stati distanti 4,4 km e il 16 aprile solo 1,4 chilometri. Inoltre, intorno al 16 aprile, lo stadio Briz-KM indicava una salita leggera, molto più probabilmente si spinse a un’orbita più alta, deliberatamente o in conseguenza dell’impatto fisico durante l’attracco. Tuttavia, il 17 aprile i due oggetti furono rilevati distanziarsi di nuovo, con il Kosmos-2504 ancora nell’orbita d’appuntamento e il Briz-KM su un’orbita decisamente superiore.

Nuove manovre nel luglio 2015
Tra il 2 e il 3 luglio 2015, il Kosmos-2504 compi una manovra improvvisa scendendo di 53 chilometri, secondo gli osservatori del forum online di Novosti Kosmonavtiki. Il satellite passò dall’orbita di 1181 per 1528 chilometri a una di 1154 per 1476 chilometri. L’inclinazione orbitale era leggermente cambiata da 82,49 a 82,68 gradi. L’8 ottobre 2015, Kosmos-2504 manovrò verso lo stadio Briz-KM che l’aveva messo in orbita e rimase nelle vicinanze per il resto del mese.

Kosmos-2504 si rianima nel 2017
Quasi due anni dopo aver ultimato le prove, il misterioso satellite militare russo Kosmos-2504 riprendeva improvvisamente le manovre. I suoi primi movimenti evidenti dal 2015 furono rilevati il 27 marzo 2017. Il 20 aprile, Kosmos-2504 passò notevolmente vicino, 1183 metri, dall’Object 1999-025DPP; i resti del satellite meteorologico cinese Fengyun-1C distrutto l’11 gennaio 2007 da un test con un missile antisatellite della Cina. Questo relitto spaziale circuita la Terra su un’orbita di 848 per 736 chilometri con un’inclinazione di 98,87 gradi verso l’equatore, secondo il NORAD. È una delle centinaia di frammenti lasciati dall’esplosione e tracciati dai radar. La navetta spaziale russa ha poi condotto un’altra manovra tra il 18 e il 19 aprile 2017. Ancora più sorprendente, il satellite precedente Kosmos-2499 apparve compiere una manovra nello stesso tempo!

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Buran: il maggiore successo tecnologico perduto

Intervista di Nina Leontieva Pravda 12/04/2016bbur32buranlogo2Il nome di Jurij Gagarin brillerà nella storia della nostra civiltà per sempre. Eppure, non molti sanno che Gagarin compì uno studio scientifico sul primo veicolo spaziale riutilizzabile al mondo. Pravda intervista sul culmine dello sviluppo della cosmonautica russa il venerabile pilota sperimentale e cosmonauta della Federazione Russa Sergej Tresvjatskij. All’alba dell’esplorazione spaziale, si credeva che i piloti fossero i più preparati alla professione di cosmonauta. Nel 1972, gli Stati Uniti annunciarono la creazione dello space shuttle, che avrebbe semplificato e ridotto i costi per le operazioni di volo spaziale. Le prime navette spaziali degli Stati Uniti (Columbia, Discovery, Challenger, Atlantis) potevano essere utilizzate come vettori d’attacco. Poco dopo, l’Unione Sovietica presentò la più potente e costosa navetta spaziale dall’unico sistema di atterraggio automatico, chiamata Buran. Il 15 novembre 1988 la Buran salì nello spazio con l’unico missile vettore Energija. Pochi anni dopo, l’idea della competizione tra navette spaziali sovietiche e statunitensi si eclissò. Tuttavia, gli statunitensi continuarono il loro programma Space Shuttle. Il progetto Buran fu chiuso, e uno dei più grandi successi dell’alta tecnologia dell’Unione Sovietica andò perduto. Pravda ha la possibilità di parlare con la persona che seguì gli alti e bassi del grande programma spaziale sovietico. Il pilota sperimentale sovietico e russo, Distinguished Test Pilot della Federazione Russa Sergej Tresvjatskij.

“Conosce il programma dall’interno. C’era qualcosa di mistico come molti dicono?”
IMG_6480www “Il lavoro di un numero enorme di persone di talento si concentrò sul progetto del veicolo spaziale riutilizzabile, e i piloti avrebbero dovuto portare questa nave nello spazio raggiungendo l’obiettivo cercato. Fu un’attività psicologica, intellettuale e fisica molto intensa. Il Buran era un programma nazionale a cui tutto il Paese guardava”.

“Ma il grado di segretezza era alto. Tutto il Paese costruiva la nave spaziale, ma non ne sapeva nulla”.
“Sì, la sicurezza era parte del sistema statale. Ci vuole tempo per analizzarlo oggettivamente e non perdere le cose più importanti nell’analisi del recente passato storico. Sappiamo già che ci mancano alcuni elementi del perduto sistema sovietico. Il Buran illustrava lo sviluppo tecnico dell’Unione Sovietica. Nel 1993, il nostro Paese cessò di realizzare programmi nazionali di questa portata. Il progetto Buran fu una testimonianza della grande stagione tecnologica. La fine del programma Buran pose fine alla grande epoca dell’Unione Sovietica”.

“Il numero di equipaggi del Buran era limitato a dieci persone, e sei di loro erano cosmonauti. Cosa dovevano fare?”
“L’equipaggio del Buran consisteva di due piloti: Il comandante e il co-pilota. Il compito era assicurare i voli di prova nello spazio. Li abbiamo integrati generando esperienza con l’addestramento, che di certo non sarebbe stato così esteso per i successivi equipaggi della navetta”.

“Quando il Buran sarebbe decollato col suo primo equipaggio?”
“Otto mesi dopo il primo volo. Ma poi arrivarono altri tempi”.

“Molti dicono che il Buran sovietico fosse molto simile alla navetta spaziale statunitense. Qual era la differenza tra i due progetti?”
“Infatti, molti ancora dicono che il Buran fosse una copia dello Space Shuttle. Tuttavia, nel 1966 Jurij Gagarin lo difese nella tesi dedicata al veicolo spaziale riutilizzabile. Il programma space shuttle degli Stati Uniti iniziò nel 1970. Koroljov, Tsjolkovskij e Zander parlarono del progetto di veicoli spaziali riutilizzabili. Abbiamo creato un sistema spaziale riutilizzabile unico. Il missile vettore Energija fu creato non solo per il Buran, ma per porre in orbita stazioni spaziali e molti altri oggetti. Degno di nota, gli statunitensi non fecero mai volare automaticamente le loro navette spaziali. Nell’URSS, l’atterraggio automatico fu attuato nei numerosi voli sperimentali con i laboratori volanti MiG-25 e Tu-154″.

“Il Buran fu progettato per 20 voli operando automaticamente, entrando nel Guinness dei primati. Perché si era ancora decisi ad impiegare cosmonauti?”
“I piloti erano fortemente contrari ai lanci senza equipaggio. I sistemi automati?i vanno inclusi nel circuito di guida dell’equipaggio, non viceversa”.

“La Russia avrà un proprio veicolo spaziale orbitale riutilizzabile? C’è bisogno di averne?”
“Sì. Questo è un altro passo nello sviluppo dell’esplorazione spaziale. E’ il momento di rivisitare progetti simili dal superiore livello tecnico e tecnologico.”

“Giappone, Cina e Francia cercano di creare veicoli spaziali riutilizzabili senza equipaggio. Chi ha più possibilità di lanciare una navetta spaziale oggi?”
“Credo che la Cina avrà successo, a questo punto. Dobbiamo fare ogni sforzo per non lasciare che le conquiste distruggano la nostra civiltà. Questa è la grave responsabilità delle grandi nazioni, compresa la Cina. Gli statunitensi fermarono il loro programma Space Shuttle nel 2012, era tecnicamente esaurito. Oggi, cercano di spendere meno di quanto non facessero prima. Abbiamo visto una serie di progetti privati che non richiedono grandi infrastrutture. Il missile Antares è uno di questi progetti”.030-Transport-Carriage-buran_an-225_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come la Russia raggiungerà le stelle

Andrew Korybko (USA) Oriental Review 30 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroravostochnyPersa tra i reportage occidentali manipolati per la nuova guerra fredda, vi è la copertura del recente annuncio della Russia su ambiziosi piani spaziali, indicando una strategia chiara e volta ancora a divenire la prima potenza mondiale in questo campo. Una certa componente della strategia della Russia è motivata dalla necessità di contrastare la militarizzazione dello spazio degli Stati Uniti e, considerando ciò, ci si aspetta che riceva accese e fuorvianti critiche nel prossimo futuro. Comunque, l’altro interesse della Russia è puramente altruistico, con Mosca che cerca di perpetrare l’eredità dei successi spaziali e di favorire il progresso dell’umanità.

Dalla Terra…
La nuova strategia spaziale russa ha avuto inizio con la costruzione di Vostochnij Bajkonur, avviata nel 2011. Questo ambizioso progetto è volto a creare un avanzato sito spaziale al confine cinese, nell’Oblast dell’Amur. Tale posizione è strategica in quanto probabilmente prevede che anche il maggiore alleato della Russia, la Cina, possa trovarvi un utilizzo. Inoltre, il posizionamento della grande infrastruttura strategica di Vostochnij vicino al confine con la Cina, dimostra l’alto livello di sicurezza e fiducia della Russia verso la Cina, fornendo ulteriori prove degli stretti legami alla base del partenariato strategico russo-cinese, così come la previsione a lungo termine di Mosca secondo cui tali rapporti continueranno in futuro. Oltre alla costruzione di Vostochnij, la Russia vuole anche creare la prima industria mondiale dei motori a razzo, consolidando le risorse produttive del Paese in questo settore ed accelerandone la collaborazione. Tale mossa va vista nell’ambito di una grande strategia superiore agli interessi nazionali della Russia, poiché se il piano avrà successo, Mosca potrà vendere queste unità ad altre potenze spaziali, stabilite o emergenti. Già partecipe in questo settore (in particolare con gli Stati Uniti ), ma assieme a un più efficiente processo di produzione e un aumentato interesse da molti Stati nell’esplorazione dello spazio e/o lanci di satelliti, la Russia potrà divenire decisamente la nazione guida globale in questa tecnologia, come nel caso dell’industria dell’energia nucleare.

Al cielo
map-russia.jpg__600x0_q85_upscale Una delle decisioni spaziali più significative della Russia è creare una propria stazione spaziale entro il 2023, annunciata dal Presidente Putin nell’ultima sessione con il pubblico. Tale entità sarà la versione della Federazione russa della Mir sovietica, la prima stazione spaziale al mondo interamente sotto la sovranità di Mosca. Il significato di questa decisione non va separato dal contesto politico e strategico. La Guerra Fredda figura in primo piano nella decisione, ma probabilmente qualche preparazione era stata avviata in Russia anche prima dell’esplodere ‘ufficiale’ delle tensioni durante euromajdan. Eppure, da ancor prima, Washington è impegnata nella militarizzazione dello spazio attraverso il programma segreto dell’X37. Tale progetto fu inizialmente avviato dalla NASA nel 1999, prima di essere trasferito al DARPA nel 2004, dopo di che fu classificato scomparendo da ogni notiziario fino al primo test nel 2010 (ancora avvolto dal segreto). Gli USA sono fermamente convinti che sia la Cina, non essi, ad aver iniziato la militarizzazione dello spazio con i test delle armi antisatellite di Pechino nel 2007, ma va ricordato che gli Stati Unit abbatterono per primi un satellite nel 1984, con l’ASAT ASM-135. Visto con il prisma delle guerre spaziali e l’eventuale uso di armi antisatellite e loro proliferazione presso gli Stati Uniti ed alleati e associati della NATO, ragionevolmente la Russia vuole una propria stazione spaziale in orbita per osservarne gli sviluppi e rispondere di conseguenza. In realtà, la Russia ovviamente non è l’unica potenza multipolare minacciata dall’antagonismo spaziale degli Stati Uniti, e di conseguenza si prepara a proporre ai partner dei BRICS di lanciare in cooperazione una propria stazione orbitante. Questo passo non avrà scopo militare (anche se potrebbe avere un certo contrappeso all’occidente), ma dimostrare che la cooperazione multilaterale e pacifica nello spazio è certamente possibile, e che il progresso umano nel cosmo non va ostacolato da disaccordi politici sulla Terra. Mentre vi sono certamente diversi limiti alla proposta (non ultima la rivalità spaziale tra India e Cina), sarà l’idea provocatoria che potrebbe eventualmente trasformarsi in una struttura spaziale russo-cinese congiunta invece, soprattutto se l’India si esclude e Brasile e Sud Africa affrontano ostacoli di bilancio. Non importa quale sia la direzione, il fatto stesso che la Russia sollevi la questione della cooperazione multipolare nello spazio dovrebbe eloquentemente dimostrare che lo sviluppo geopolitico degli ultimi decenni può prospetticamente trascendere la Terra stessa.

E oltre!
Le più lontane ambizioni russe vanno oltre la Terra e il suo campo gravitazionale, verso i vicini corpi celesti della Luna e di Marte. La Russia prevede d’iniziare una missione con equipaggio in orbita attorno alla Luna nel 2025, seguito poco dopo dall’atterraggio umano reale nel 2029. Inoltre, comprendendo la multipolarità integrale e il partenariato strategico russo-cinese nella politica estera di Mosca, questi due concetti vengono riuniti in quello interstellare e, da quando è stato appena annunciato dal Viceprimo Ministro russo Dmitrij Rogozin, le due potenze eurasiatiche pensano di cooperare per una base lunare comune. La Cina non è il solo socio spaziale della Russia, tuttavia, dato che è stato appena rivelato che Roscosmos e NASA collaborano su un programma di voli verso la Luna e Marte. Questo gesto amichevole dimostra che la Russia non evita di cooperare con chiunque nell’interesse dell’umanità, nonostante le attuali tensioni da Guerra Fredda, e ciò dovrebbe anche essere visto quale ammissione degli Stati Uniti della necessità di rapporti pragmatici con la Russia. Quest’ultimo è particolarmente specifico qui, tuttavia, poiché gli Stati Uniti finora non l’hanno dimostrato sulla Terra. Può darsi che l’intenzione degli USA di cooperare con la Russia su Luna e Marte sia legato all’implicita consapevolezza di non poter condurre unilateralmente tali missioni, o che devono ancora acquisire quel concreto peso militare per poi precludere tale cooperazione, usando qualsiasi mezzo necessario per divenirlo unilateralmente. Solo il tempo può dire cosa gli Stati Uniti abbiano in mente lavorando con la Russia nello spazio, ma finora è chiaro che l’intento della Russia è dare un esempio positivo alle future prospettive spaziali dell’umanità, e che la praticità trionfa sulla politica quando ciò è imperativo.

cosmodromAndrew Korybko è analista politico e giornalista di Sputnikm attualmente vive e studia a Mosca, in esclusiva per Oriental Review.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Abbandonare l’ISS: la Russia creerà la sua stazione spaziale?

RTHistoire et Societé 18 novembre 2014

Come dobbiamo interpretare la notizia che non solo indica un programma autonomo, ma che parte dal nord della Russia, cioè vicino la Cina? Il cosmodromo sovietico di Bajkonur in Kazakistan sarà utilizzato fino al termine del programma internazionale, ma altre opzioni sono esplorate.

389450main_image_1479_1024-768L’Agenzia Spaziale Russa valuta la costruzione di una stazione spaziale nel 2017. Ciò significa che Mosca si libererà dell’ISS dal 2020, quando i suoi obblighi nell’ambito del programma saranno assolti. Il Kommersant ha riferito che il programma della stazione spaziale con equipaggio fino al 2050 prevede l’installazione di una nuova stazione spaziale scientifica, citando fonti dell’Istituto Centrale di Ricerca per l’Ingegneria e la Tecnologia dell’Agenzia Spaziale Roskosmos, istituto di ricerca scientifica spaziale. La differenza principale con la Stazione Spaziale Internazionale attualmente operativa è l’orbita alta della nuova stazione russa, con un’inclinazione di 64,8 gradi, rendendo il 90 per cento del territorio russo visibile da bordo, compresi i mari artici. Dall’ISS, che ha un’inclinazione orbitale di 51,6 gradi, non più del 5 per cento del territorio russo è attualmente visibile. Inoltre, la nuova stazione sarà meglio posizionata per i voli spaziali dalle strutture russe di Bajkonur e Vostokhnij, che vedrà il primo lancio alla fine del 2015. Un volo con equipaggio per l’ISS da Vostokhnij, se accadesse oggi, comporterebbe qualche rischio in caso d’improvvisa cancellazione della missione. In questo caso la rotta vedrebbe il modulo scendere in mare, mentre dalla nuova stazione scenderebbe a terra, riferisce Kommersant. Il cosmodromo militare di Plesetsk, nel nord della Russia sarà usata per inviare carichi alla nuova stazione spaziale. L’uso del cosmodromo ex-sovietico di Bajkonur in Kazakistan continuerà come al solito. “La configurazione iniziale sarà composta da un modulo nodale accoppiato a un laboratorio multiuso di ricerca spaziale OKA-T”, citava Kommersant una fonte dell’Istituto Centrale di Ricerca per l’Ingegneria e la Tecnologia. La nuova stazione sarà rifornita con vettori in fase di sviluppo: il Progres-MS (primo lancio nella seconda metà del 2015) e Sojuz-MS (primo lancio maggio 2016). Una volta attivata la stazione, Roskosmos intende iniziare a testare motori e moduli per il futuro programma lunare. “In realtà si tratta di creare una testa di ponte: prima l’equipaggiamento spaziale sarà inviato alla stazione e poi sulla Luna“, ha detto la fonte.
815f15eecd496ea5b2686d78cd81e6e71-446x257 Il nuovo programma di esplorazione spaziale con equipaggio viene affinato dagli istituti scientifici guidati da Roskosmos. L’Istituto Centrale di Ricerca per l’Ingegneria e la Tecnologia, ha rifiutato di commentare su RT la costruzione della nuova stazione spaziale. Roskosmos valuta diverse opzioni per la nuova stazione spaziale nazionale in sostituzione dell’ISS, ha confermato Denis Lyskov, segretario dell’Agenzia Spaziale Federale, all’agenzia stampa ITAR-TASS. “Esaminiamo una serie di opzioni” ha detto. Senza entrare nei dettagli, Lyskov ha criticato le notizie sulla stazione in circolazione sui media. “Le opzioni premature non dovrebbero essere pubblicate sui media“, ha sottolineato. Il Viceprimo Ministro Dmitrij Rogozin aveva annunciato a maggio che Roskosmos riceve scarso vantaggio commercialmente interessante dalla Stazione Spaziale Internazionale, nonostante la spesa del 30 per cento del suo bilancio annuale sul progetto. “Il nostro profitto è molto basso, quindi non abbiamo alcun interesse commerciale in essa (nell’ISS)”, ha detto Rogozin, aggiungendo che la Russia è disposta ad adempiere ai suoi obblighi internazionali verso l’ISS. “Ci sono voci che la Russia abbandonerà il progetto ISS. Non è vero, il programma è impostato per operare fino al 2020 e ci atterremo ai nostri obblighi internazionali. Sull’estensione fino al 2024 vi sono fondati dubbi”, ha detto Rogozin. La scorsa settimana il capo di Roskosmos Oleg Ostapenko aveva detto all’amministratore della NASA Charles Bolden, all’Airshow della Cina (Zhuhai 2014 NdT), che la decisione sul futuro dell’ISS, dopo il 2020, si avrà alla fine dell’anno.
L’industria spaziale degli Stati Uniti, che utilizza le russe Sojuz per inviare i suoi astronauti sull’ISS, enfatizza l’uso dell’ISS almeno fino al 2024. Gli altri partecipanti al progetto, come il Giappone, hanno espresso interesse a mantenere l’operatività della stazione per un periodo più lungo. Nel 2013 gli Stati Uniti spesero 3 miliardi di dollari per l’ISS, sei volte più della Roskosmos, mentre la Russia ha diritto di formarne metà dell’equipaggio. Il progetto ISS è iniziato nel 1998 con la Russia che fornì i primi moduli necessari per la costruzione. Prima dell’ISS, Roskosmos aveva la propria stazione sovietica Mir, operativa per 15 anni dal 1986 al 2001, prima che abbandonasse l’orbita affondando nell’Oceano Pacifico.

cosmodrome-vostochny-construction-site-russia-3Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora