Le origini naziste della NATO

Mision Verdad, 10 aprile 2018Sui nazisti ci sono molti miti e persino fantasie, tuttavia alcune storie su ciò che accadde a certi ufficiali, scienziati, intellettuali del Terzo Reich sono state confermate da documenti, rapporti e dossier declassificati. Si trova sul web la storia delle ratlines (linee dei topi), di cui il Vaticano tesse la logistica. Consisteva in una serie di rotte e punti di transizione per alcuni personaggi del nazismo che il governo statunitense volle arruolare, aiutandosi nella clandestinità. Da qui anche il riferimento ai ratti. La riconversione dal nazismo all’occidente contro il comunismo fu solo proforma, poiché già il Terzo Reich cercò nella Seconda guerra mondiale di sconfiggere l’Unione Sovietica. Come si sa, fallì. Ma alti comandanti nazisti furono poi riciclati nella struttura della coalizione transatlantica guidata dagli Stati Uniti contro il blocco sovietico. Di seguito presentiamo brevi profili dei seguenti ufficiali che, da nazisti, divennero importanti ufficiali dell’Organizzazione del Nord Atlantico (NATO).

Adolf Heusinger, al centro, Hitler a destra, a sinistra di Heusinger, Paulus.

– Adolf Heusinger ascese ai vertici delle gerarchie militari del Terzo Reich.
Divenne capo di Stato Maggiore nel 1944 per un breve periodo, e poi fu ridotto a capo della divisione cartografica per una possibile collaborazione all’attentato a Hitler.
Fu coinvolto nei piani d’invasione nazista di Polonia, Norvegia, Danimarca e Francia.
La sua storia è la più interessante, poiché dopo la guerra divenne spia della CIA, braccio destro militare del governo di Konrad Adenauer nel 1957-1961, nella Repubblica Federale di Germania, per poi avere la presidenza del Comitato militare della NATO, il massimo grado militare dell’organizzazione, fino al 1964.

Heusinger alle spalle di Adenauer.

– Hans Speidel fu tenente-generale nazista, Capo di Stato Maggiore e uno dei più importanti ufficiali da campo di Erwin Rommel. Aderì all’esercito tedesco di Adenauer come consigliere e supervisionò l’integrazione della Bundeswehr (forze armate tedesche) nella NATO. Fu poi nominato comandante supremo delle forze alleate della NATO in Europa centrale dal 1957 al 1963.

1944; Speidel, Lang e Rommel

1.12.1955, Heusinger, Blank e Speidel

– Johannes Steinhoff fu uno dei più audaci piloti dell’aviazione militare nazista.
Il suo record di 176 aerei nemici abbattuti, e la sua esperienza in 993 missioni durante la carriera di pilota da combattimento, fu abbattuto 12 volte e sempre salvato, gli valse la decorazione più importante del Terzo Reich durante la guerra: la Croce di Ferro da Cavaliere.
Steinhoff fu capo di Stato Maggiore e comandante delle Forze aeree alleate dell’Europa centrale (1965-1966), capo di Stato Maggiore della Luftwaffe della Bundeswehr (1966-1970) e presidente del Comitato militare della NATO (1971-1974).

Steinhoff e il Generale statunitense JR Holzapple

Steinhoff a sinistra, con Willy Brandt al centro; Bonn

– Johann von Kielmansegg fu ufficiale di Stato Maggiore Generale dell’Alto Comando nazista, dove divenne colonnello e comandò diversi reggimenti sul campo. Dopo la guerra, aderì alla marina tedesca e promosso generale di brigata, scalò i vertici della NATO come comandante in capo delle forze speciali dell’Europa centrale nel 1967.

Kielmansegg, Hoepner, Schoen Angerer e Landgraf, durante l’invasione dell’URSS, presso Leningrado

Il capo di Stato Maggiore USA Lyman Lemnitzer e Johann Adolf Graf von Kielmansegg; 1968

– Jürgen Bennecke faceva parte dello Stato Maggiore del Gruppo d’Armate Centro dei nazisti. Fu promosso generale durante la formazione dell’esercito tedesco nel dopoguerra, e dal 1968 al 1973 fu comandante in capo del Comando delle forze alleate della NATO in Europa centrale.

Jurgen Bennecke col Maresciallo dell’Aria Sir August Walker, comandante della RAF; 1968

– Ernst Ferber fu promosso tenente-colonnello nello Stato Maggiore della Wehrmacht, venne decorato con la Croce di ferro di prima classe. Dopo il reclutamento post-bellico, fu comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale dal 1973 al 1975.

Ernest Feber al centro

– Karl Schnell fu primo ufficiale dello Stato Maggiore di importanti corpi e divisioni e ricevette la Croce di ferro di seconda classe. Successivamente studiò economia aziendale e divenne tenente-generale, sostituendo il generale Ferber a comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale, nel 1975 – 1977.

Karl Schnell, a sinistra

– Franz-Josef Schulze fu tenente nelle forze aeree naziste e comandante di reggimento, ricevette la Croce di ferro di cavaliere. Nella Germania del dopoguerra divenne generale e fu comandante in capo delle f forze alleate della NATO in Europa centrale nel 1977 – 1979.– Ferdinand von Senger und Etterlin combatté come tenente nell’invasione nazista dell’Unione Sovietica (operazione Barbarossa) e partecipò alla battaglia di Stalingrado, una delle più importanti della Seconda guerra mondiale che ribaltò l’equilibrio di forze per gli alleati. Tra le tre decorazioni più importanti c’era la Croce tedesca in oro, ed alla fine della guerra fu assistente del Comando supremo della marina del Terzo Reich. In seguito comandò diversi battaglioni di carri armati divenendo generale e comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale nel 1979 – 1983.Tali ufficiali nazisti hanno parecchie cose in comune, tra cui aver scritto e pubblicato libri sulle loro esperienze da nazisti nella Seconda guerra mondiale, essendo stati catturati (in maggioranza) dalle forze armate statunitensi offrirono i loro servigi agli ordini della struttura più importante che affrontò, durante gli anni della cosiddetta Guerra Fredda, i sovietici e la loro influenza in Europa. L’obiettivo principale della Germania nazista era distruggere il progetto sovietico, così come la NATO aveva intenzione di fare fino alla caduta del muro di Berlino. Questo è il motivo per cui gli ufficiali nazisti con esperienza sul campo di battaglia e conoscenza delle tattiche che la NATO poi usò contro Jugoslavia e Libia, per nominare due casi, furono reclutati dalle élite statunitensi e tedesche per riprendere l’Operazione Barbarossa con modi più sottili e la stessa audacia ideologica. Proprio come l’Organizzazione Gehlen fu attivata da Stati Uniti e Germania Federale nel dopoguerra, partendo dalle reti spionistiche che i nazisti avevano nell’Europa dell’Est, gli stessi ufficiali che ebbero successo nelle campagne militari furono riattivati per adempiere al loro ruolo secondo nuovi tempi ed interessi. La ricapitolazione sulle origini naziste di tale organizzazione transatlantica spiega ciò che molti altri analisti militari a lungo pensano: che il nazismo in Europa si manifesta storicamente oggi nella NATO. Il sogno di Hitler si materializza oggi e punta direttamente contro Russia e progetto eurasiatico.

Hans Landgraf, Georg Reinhardt, ignoto, e von Kielmansegg, a destra, durante l’invasione dell’URSS, estate 1941

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Le radici inglesi del nazismo tedesco

Nikolaj Starikov, Libertégérie, 1 aprile 2018

Maria Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, ha recentemente promesso una “sorpresa”. Questa sorpresa è stata pubblicata in un riepilogo dettagliato di alcuni fatti che mostrano non solo la portata, ma anche l’importanza dei funzionari della dirigenza tra i rappresentanti inglesi in visita da Hitler in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936. A tal proposito, il resoconto dettagliato riflette la posizione della Russia sull’attuale conflitto artificiale gonfiato da Londra
Su “Meeting Place” di NTV, trasmesso il 30 marzo, veniva esaminato in dettaglio l’invisibile cordone ombelicale ideologico che legava impero inglese e Terzo Reich. Dato che la parola tedesca Reich significa “impero”, quando impero inglese veniva colloquialmente chiamato il Regno Unito, per mantenerne la leadership nel mondo, nei primi anni trenta giunse alla conclusione di restaurare la Germania. I finanziamenti occidentali ad Hitler iniziarono nella prima metà degli anni ’20. Una grande quantità di prove dell’opera cosciente di Londra, Parigi e Washington per creare l’inflazione artificiale nel Terzo Impero tedesco (come lo chiamava Hitler) viene data nei miei libri “Chi spinse Hitler ad attaccare Stalin” e “La guerra, dalle mani straniere“. Pertanto, per ulteriori dettagli, ne parlo con chi ne è interessato. Il programma dava molte informazioni e fatti interessanti. Alcuni vorremmo sottolinearli.
Nel 1936 nella Germania nazista non ci fu una, ma due Olimpiadi! d’Estate a Berlino e d’inverno a Garmisch-Partenkirchen. Hitler fu intensamente pompato come rispettabile, elevandone il prestigio internazionale da Cancelliere del Terzo Reich.
Il nazismo nacque dalla teoria e pratica razziale del colonialismo inglese.
I primi campi di concentramento furono inventati dagli inglesi durante la guerra anglo-boera. In questi campi, gli inglesi v’inviarono donne, bambini e anziani, tutti coloro che li combattevano.
Nel 1943, gli inglesi organizzarono consapevolmente la carestia nella provincia indiana del Bengala. Gli inglesi volevano privare del cibo le truppe giapponesi che si avvicinavano ed evitare la rivolta della popolazione locale, che odiava i colonialisti inglesi. A seguito della carestia, morirono oltre 20 milioni di persone. Gli inglesi trattavano gli abitanti delle loro colonie come persone di seconda o terza classe. Prima della Seconda guerra mondiale, la riserva aurea della Cecoslovacchia fu conservata nel Regno Unito (si noti che questo stock “cecoslovacco” era in realtà parte dell’oro dell’Impero russo preso dai cechi durante la guerra civile, dopo l’arresto di Kolchak.
Dopo l’occupazione della Cecoslovacchia da parte dei tedeschi, Londra condannò queste azioni a parole, ma consegnò ad Hitler le riserve auree della Cecoslovacchia. Molto eloquente è il frammento di programma, in cui rappresentati dell’organizzazione Belolentochnoj, “scelta democratica”, difatti giustificavano i crimini del fascismo, provando prima a dividere nazismo e fascismo, e quindi dicendo che il fascismo non è criminale e sanguinario. Una cosa sorprendente, ma come vediamo in Ucraina, dal liberalismo al nazismo, in senso politico, c’è solo un passo. Poiché la tesi che “il fascismo non è nazismo” iniziava a risuonare spesso, va sottolineato che lo scopo di tale virus informativo è riciclare il fascismo come sistema di opinioni politiche. Dove porti ciò, di nuovo, lo si vede coll’esempio ucraino. Fascismo e nazismo sono due facce della stessa medaglia. Uno non c’è senza l’altro, solo la dimensione criminale è diversa. I fascisti tedeschi semplicemente commisero molti più crimini dei loro “camerati” italiani e spagnoli. E per i crimini dei giapponesi potrebbero essere attribuiti al fascismo. L’ideologia della superiorità della razza giapponese, la stessa alla base dei genocidi, come la tesi della superiorità degli ariani. I fascisti croati massacrarono i serbi, costruirono campi di concentramento ed eliminarono i civili. I fascisti ungheresi terrorizzarono il popolo sovietico nelle regioni di Brjansk e Voronezh. I fascisti rumeni, con Hitler, marciarono su Mosca, e così via.Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Seconda guerra mondiale fu voluta dal Regno Unito

Andrej Knjazev, Nikolaj StarikovLibertégérie, 20 marzo 2018

Dopo aver preso Berlino nel 1945, quando divenne chiaro che la guerra era finita, il pianeta sembrava appeso al filo della Terza guerra mondiale. Il suo istigatore (come nella Seconda guerra mondiale) era… il Regno Unito. Così crede il professore dell’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri della Russia, ed accademico dell’Accademia di Scienze Militari Igor Panarin. “Come scienziato, non sono abituato a non basarmi su documentazioni“, dice Igor Nikolaevich. Permettetemi di ricordarvi che nell’ottobre 1998, prima nella stampa inglese e poi mondiale, furono pubblicate le prime relazioni sui piani militari di Churchill contro l’Unione Sovietica preparati nella primavera del 1945. La base di questi rapporti erano documenti dell’Archivio di Stato del Regno Unito. Recentemente, l’Istituto di Storia Mondiale dell’Accademia delle Scienze Russa ha ricevuto le fotocopie di questi documenti, consentendo di conoscerli nel dettaglio. La chiave di tutto ciò era il piano dell’Operazione Impensabile, datato 22 maggio 1945, pianificato dallo Stato Maggiore inglese. Il piano valutava la situazione, formulava gli obiettivi dell’operazione, identificava le forze da impiegare, la direttrice degli attacchi delle truppe occidentali e i loro probabili risultati. Gli allegati al piano contengono informazioni sullo schieramento di truppe sovietiche (nei documenti inglesi, di solito viene usato il termine “esercito russo”) ed occidentali, oltre al materiale cartografico. Data la complessità della preparazione, e natura e portata dei documenti, vi sono tutte le ragioni di ritenere che il primo ministro avesse assegnato questo compito ai pianificatori nell’aprile 1945. Dopo il fallimento dell’operazione Valchiria e il tentativo di concludere una pace separata col Reichsfuhrer Himmler, Winston Churchill impartì un ordine segreto per la preparazione di un piano di attacco all’URSS. Già il 22 maggio un piano del genere era pronto.

– Ma non erano passate due settimane dalla resa della Germania, continuava la Seconda Guerra Mondiale, il Giappone militarista non è ancora stato sconfitto. È difficile credere che si potesse pianificare la Terza guerra mondiale…
– Purtroppo, non tutto è logico, non solo per i filistei, ma anche per politici e storici. Eppure, un colpo doveva essere inflitto da mezzo milione di truppe anglo-statunitensi dalla Germania settentrionale. Con loro, un esercito di 100000 tedeschi doveva essere formato dai resti della Wehrmacht hitleriana, su ordine di Churchill. Con uniformi e armi e sotto il comando degli stessi ufficiali hitleriani. La Terza guerra mondiale doveva iniziare il 1° luglio 1945, col passaggio a un’offensiva decisiva di 47 divisioni occidentali.

– E cosa l’impedì?
Il fatto che Stalin apprendesse in anticipo dall’intelligence sovietica l’astuto piano degli ex-alleati. Il 29 giugno 1945, le truppe sovietiche in Germania si mossero inaspettatamente, adottando posizioni migliori. E il leader sovietico organizzò simultaneamente un’operazione d’informazione e un’operazione di propaganda, con cui il mondo intero seppe dell’esistenza dell’esercito tedesco di Churchill, che fu costretto a smantellarlo. Il piano d’attacco all’URSS fallì. Ma l’intenzione era indicativa.

– Ho sentito che anche prima della fine della guerra, quando il risultato era ovvio, il Regno Unito sviluppò un piano di propaganda nera, secondo cui doveva dichiararsi vincitore…
– Sì, era l’obiettivo più importante della guerra d’informazione. Passiamo al piano altamente segreto approvato in Quebec ed accuratamente nascosto all’URSS. Si scopre che la famosa “Operazione Overlord”, lo sbarco nel nord della Francia il 6 giugno 1944 delle truppe alleate, fu concordata dall’MI6 inglese ed Ufficio servizi strategici degli Stati Uniti coi generali tedeschi nell’ambito dell’Operazione Valchiria. Divenne la base del complotto contro Hitler, organizzato dal capo dell’OSS Donovan, e dal capo dell’MI6 Menzies, usando i contatti nei circoli dell’esercito tedesco dell’agente d’influenza ammiraglio Canaris. Secondo i circoli dominati dell’impero inglese (Comitato dei 300, “Tavola rotonda”, ecc.), Hitler aveva già adempiuto ai suoi compiti e interferiva nell’attuazione dei piani per l’istituzione dell’ordine mondiale postbellico e la massima limitazione dell’URSS. Canaris, essendo un sostenitore dell’impero inglese, fornì i contatti coi generali tedeschi all’MI6. La chiave promossa dall’intelligence inglese nella Wehrmacht era Rommel, che doveva sostituire Hitler e continuare la guerra ad est in alleanza con le formazioni armate del governo degli emigrati polacchi a Londra. Se parliamo dello sbarco alleato in Normandia, allora si faccia attenzione a chi comandava le truppe tedesche nella zona dello sbarco, Rommel, che partecipava attivamente alla cospirazione contro Hitler; il futuro Napoleone tedesco (secondo i piani dell’MI6). Sulla base di questi fatti, è possibile affermare che il “Day D” fu una delle più grandi operazioni di disinformazione del ventesimo secolo. Il “D-Day” era un altro accordo di Monaco (ricordate la collusione, tra l’altro, per salvare le truppe inglesi a Dunkerque e la promessa a Hitler, il 10 maggio 1941, di non aprire un secondo fronte in caso di attacco all’URSS).

– Si trattava di disinformazione… verso chi?
– L’oggetto principale era, naturalmente, l’Unione Sovietica. Ma toccò il mondo intero. Molto probabilmente, lo sbarco alleato in Normandia del 6 giugno 1944 fu accuratamente preparato dall’operazione segreta per simulare l’invasione (cospirazione guidata da Churchill col feldmaresciallo Rommel).

– Recentemente ha espresso un’idea molto “insinuante” secondo cui all’inizio della Seconda guerra mondiale, la Germania fu incoraggiata da Regno Unito e Stati Uniti…
– Quale insinuazione? Posso confermarlo coi fatti. Nel 1933, sotto il controllo del capitale finanziario anglo-statunitense vi erano industrie chiave e le principali banche tedesche. Allo stesso tempo, c’erano fondi per il partito nazista ed Hitler personalmente, istruito ad attaccare l’Unione Sovietica.
Dall’autunno 1929, indotto da Banca d’Inghilterra e Federal Reserve (FED), il crollo della Borsa statunitense avviò la terza fase attuando la strategia dei circoli finanziari dell’impero inglese. FED e Morgan Bank decisero d’interrompere i prestiti alla Germania, causando la crisi bancaria e la depressione economica in Europa. Nel settembre 1931, l’impero inglese abbandonò il gold standard, distruggendo deliberatamente il sistema dei pagamenti internazionale e bloccando completamente i finanziamenti della Repubblica di Weimar. Il NSDAP, tuttavia, era al secondo posto nel Reichstag, dopodiché ne fu attivato il finanziamento dall’estero. Schacht, presidente della Reichsbank, era il principale collegamento tra i maggiori industriali tedeschi e i finanzieri stranieri. Il 4 gennaio 1932, il capo della Bank of England Montagu Norman incontrò Hitler, durante il quale fu firmato un accordo segreto sui finanziamenti al NSDAP. All’incontro c’erano anche dei politici statunitensi, i fratelli Dulles. Così, già nel 1932, i Dulles parteciparono attivamente alla realizzazione dei piani dell’impero inglese. Pochi mesi dopo, l’élite politica tedesca decise di dare il potere ai nazisti e il 30 gennaio 1933 Hitler divenne Cancelliere del Reich. Iniziò l’attuazione della quarta fase della strategia. L’atteggiamento dei circoli governativi anglo-statunitensi nei confronti del nuovo governo fu estremamente benevolo. Quando Hitler si rifiutò di pagare i risarcimenti, ovviamente mettendo in discussione il pagamento dei debiti di guerra, né l’impero inglese né la Francia presentarono richieste di pagamento. Inoltre, dopo aver visitato gli Stati Uniti nel maggio 1933 e aver incontrato il presidente e i più grandi banchieri di Wall Street, gli USA concessero alla Germania nuovi prestiti per un miliardo di dollari. E a giugno, durante un viaggio a Londra, incontrando Norman, Schacht ebbe un prestito di 2 miliardi di sterline, oltre a tagli e interruzione dei pagamenti dei vecchi prestiti. Così, i nazisti ebbero ciò che i precedenti governi non poterono ottenere. Nell’estate del 1934, l’impero inglese concluse un accordo di trasferimento anglo-tedesco, che divenne una delle basi della politica del Terzo Reich. Alla fine degli anni ’30, la Germania divenne il principale partner commerciale del Regno Unito. La Schroeder Bank divenne l’agente principale della Germania nel Regno Unito, e nel 1936 il suo ufficio di New York si fuse con la Rockefeller House per creare la Banca di Investimenti Schroeder, Rockefeller e Co.
Dal punto di vista della guerra dell’informazione, la Grande Depressione fu, a mio parere, un’operazione strategica d’informazione per preservare il dominio mondiale dell’impero inglese organizzando la crisi economica globale e la Seconda guerra mondiale. In questo caso, si può solo essere felici che la Gran Bretagna non abbia raggiunto tali obiettivi.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Mitterrandismo: la resistenza dei vichisti contro gollismo e comunisti

Histoire et Societé, 09 marzo 2018

Segretario Generale del Partito Comunista francese Georges Marchais.

Sono come gli spagnoli, mi ricordo bene di come i comunisti furono emarginati in Spagna e Italia col pieno accordo dei loro capi eurocomunisti che posero le condizioni per la propaganda contro il proprio passato e l’effettiva accettazione del fascismo che avevano combattuto. Ripenso alla campagna contro Georges Marchais quando rifiutò la politica neoliberale di Mitterrand, la ristrutturazione industriale decisa dall’Europa e il piano Davignon. Gli fu detto che sarebbe andato alla STO, ingannato dalla propaganda e per aiutare la famiglia, accettando di lavorare in Germania. Tutto il passato del Partito dei fucilati fu cancellato dai detrattori. Se ripenso a tale campagna è perché non si disse nulla sul passato compromesso di François Mitterrand, sul quale tornerò a breve. Si noti che François Mitterrand coltivò tale ambiguità rimanendo fino alla fine amico di René Bousquet, di cui si può leggere più avanti. Ufficialmente Mitterrand si pregiava di essere stato resistente, ma il suo autore preferito era Chardonne, e la sua personalità continuava a sprofondare nella Francia collaborazionista che aveva avuto difficoltà a mollare. Mentre Marchais fu accusato, e attraverso di lui il Partito Comunista, distrutto dalla denuncia della STO e dello stalinismo, la cui vittoria sul nazismo fu annebbiata dalla leggenda nera dell’equivalenza dei crimini, si glorifica la resistenza di François Mitterrand, la sua ascesa a La Roche de Solutré, inventando una resistenza socialista. Il fatto che François Hollande avesse riportato dei socialisti nel Pantheon e rifiutato lo stesso diritto ai resistenti comunista è solo la continuazione di tale linea. Ciò autorizzò Mitterand a rifiutare i funerali nazionali ad Aragon, il poeta comunista resistente che denunciò il colonialismo mentre lo stesso Mitterrand fu il guardasigilli che fece decapitare Fernard Iveton, comunista algerino.
Ecco alcuni dati sul Mitterrand “resistente”:
Prima della sua amicizia con René Bousquet, vi fu il suo rapporto con Petain. Era petainista? Su questo delicato argomento è già stato compiuto un serio lavoro storico. François Mitterrand ebbe diverse vite: un passato travagliato durante la guerra, una carriera di ministro della Quarta Repubblica, 23 anni di opposizione prima di diventare il primo presidente di sinistra della Quinta Repubblica. A tale vita professionale piena si aggiunse una doppia vita personale e una personalità enigmatica. Il 19 giugno 1942 arrivò a Vichy e trovò lavoro come documentarista nella Legione dei combattenti e volontari della Rivoluzione Nazionale, una specie di partito unico che faceva propaganda petainista. Nei primi mesi del 1942, François Mitterrand ammirava il maresciallo Pétain e collaborò con una rivista di Vichy: “France, revue de l’Etat nouveau“. In una lettera trovata nei suoi archivi, François Mitterrand loda il gruppo paramilitare SOL (Servizio d’Ordine dei Legionari) incaricato di reprimere i nemici del regime. Durante la collaborazione, Mitterrand era a Vichy ed incontrò René Bousquet, segretario generale della polizia. Nel giugno 1942, quest’ultimo negoziò col capo della polizia tedesca i termini della collaborazione della polizia francese nelle retate degli ebrei. Nelle rare occasioni in cui François Mitterrand accettò di parlare di questo periodo, il Presidente della Repubblica si giustificò spiegando che non sapeva ciò che accadeva agli ebrei. Al voto delle leggi del 1941 che esclusero gli ebrei dalla comunità nazionale, Mitterrand era in Germania. Tuttavia, possiamo mettere in discussione questa versione. È difficile credere che Mitterrand non sapesse del destino degli ebrei. Era a Vichy quando gli agenti di polizia francesi arrestarono gli ebrei di Parigi e nella zona meridionale, agli ordini di René Bousquet.
Il doppio gioco di Mitterrand a Vichy; Mitterrand sarebbe stato a Vichy facendo il doppio gioco, si argomenta. Nel giugno 1942, Mitterrand entrò nel servizio stampa del commissariato generale dei prigionieri. In tale organizzazione responsabile dell’invio dei pacchi ai soldati prigionieri in Germania, Mitterand si occupava del bollettino di propaganda. Qui incontrò un gruppo di combattenti della Resistenza infiltratisi nel commissariato. Pertanto, François Mitterrand fece il doppio gioco e partecipò ad azioni illegali, come creare documenti falsi per chi fuggiva dalla Germania. Nel gennaio 1943, Laval dimise Maurice Pinault dal commissariato per collocarvi un suo uomo. Anche i principali collaboratori di Pinault, incluso Mitterrand, si dimisero. Da allora, Mitterrand si allontanò da Vichy e contattò gruppi della Resistenza senza rompere definitivamente con Vichy finché nell’aprile 1943 François Mitterrand fu decorato con la Francisque. Tuttavia, per ottenerla dovette completare un formulario in modo inequivocabile: “Do la mia persona al maresciallo Pétain, dato che ha data la sua alla Francia. M’impegno a servire i suoi discepoli e a rimanere fedele alla sua persona e alla sua opera“. Più tardi, Mitterrand mitigò il significato simbolico di tale affermazione sostenendo che era in Inghilterra quando gli fu consegnata la Francisque. Tranne che firmò il modulo prima di partire. Di conseguenza, nella primavera 1943, Mitterrand esitava ancora tra Resistenza e Vichy.
Il passaggio definitivo alla Resistenza risale alla fine del 1943, quando la vittoria di Stalingrado ebbe luogo il 2 febbraio 1943. Nella notte tra il 15 e il 16 novembre 1943, François Mitterrand volò a Londra per assicurare la legittimità della sua organizzazione nella Resistenza presso i leader della Francia libera. Quindi andò ad Algeri dove fu ricevuto dal Generale De Gaulle. Quest’ultimo gli chiese di accettare lo scioglimento della sua organizzazione nell’unica organizzazione resistente sotto l’autorità di suo nipote. Ma Mitterrand rifiutò. Quando tornò a Parigi nel 1944, Mitterrand era un uomo braccato dalla Gestapo. Cambiò identità decine di volte e sfuggi per un soffio all’arresto. Secondo il parere di chi lo conobbe all’epoca, Mitterrand mostrò vero coraggio fisico. Aveva un autocontrollo distaccato per lui naturale. Mitterrand, che si faceva chiamare “Morlan”, era a capo di un’importante organizzazione resistente nel 1944, comprendente tutti gli amici che conobbe nel 104.mo e nello Stalag. Nel 1944, De Gaulle nominò Mitterrand commissario generale del ministero dei Prigionieri, una sorta di ministro ad interim prima dell’istituzione del governo provvisorio. Dall’inizio dell’insurrezione a Parigi, Mitterrand, armi in mano, occupò l’edificio del commissariato dei rifugiati. Questo è ciò che sappiamo di Mitterrand nella Resistenza. Quel che affascina, ripeto, è che la stampa si scatenò contro Marchais e il Partito Comunista, compresa quella vicina ai socialisti, la stampa cosiddetta di sinistra, ma non sollevò mai la questione di tale passato più o meno ambiguo e da allora si può analizzare l’assalto a gollismo e comunisti da parte di persone originariamente vicine a Vichy. Il modo in cui tale sinistra mitterrandiana si scatenò continuamente contro gollismo e comunismo non finì con Mitterrand. Lo si ritrova in Hollande, nato da un ambiente vicino a Petain per non parlare dei nuovi filosofi che attrassero gli ebrei in tale flusso e alla CIA, come Cohn Bendit… Ma anche tra “intellettuali” come Onfray; uno dei suoi primi bersagli fu Guy Mocquet. L’operazione continua senza sosta oggi accusando Aragon del suo passato “stalinista”, e non solo, Gallimard non ha rinunciato a pubblicare gli opuscoli antisemiti di Celine, ma tutta la letteratura dei collaborazionisti è sugli scaffali.

Francois Mitterrand incontra Philippe Petain il 15 ottobre 1942.

Annnie Lacroix Rice lo rapporta correttamente cogli imprenditori francesi che col Fronte Popolare puntarono su Hitler e che oggi continuano la propria riabilitazione. Questo affare ritornò ideologicamente sui furgoni della sinistra mitterrandiana “anti-totalitaria”, ed oggi col macronismo che può sbarazzarsi di ciò che rimane del PS vicino agli strati popolari e celebrare il prorio Maggio ’68. La domanda è sul ruolo conscio ed inconscio giocato da Mélenchon nell’offensiva contro PCF, i suoi leader e l’Humanité, ed il minimo che si possa dire è che non smette di appoggiare l’operazione. Qui va capito il passo del “riequilibrio” della sinistra con Renè Bousquet:

René Bousquet e Reinhard Heydrich

René Bousquet, 1909-1993, era un alto ufficiale che, come tanti altri ahimè, collaborò con l’occupante nazista. Alla fine della guerra era in Baviera in una villa ad Ober-Allmannshausen. Ottenne così il titolo di “deportato in Germania”. Il colmo! Come scrisse il giornalista Eric Conan “Un ultimo ruolo molto utile per un personaggio che già ne giocò molti altri per cinque anni“… Dall’aprile 1942 alla fine del 1943 fu segretario generale della polizia di Vichy, sotto il sesto governo Laval. Aantisemita viscerale, applicò zelantemente la politica di Petain. Bousquet fu coinvolto in almeno tre grandi crimini. Organizzò la retata al Velodromo d’inverno a Parigi nel luglio 1942. Ricevette una lettera da Karl Oberg, capo delle SS e della polizia nazista in Francia, congratulandosi con lui per l’esemplare condotta della polizia francese. Nell’agosto 1942 fu coinvolto in incursioni nella zona franca. Seguendo la proposta di Laval, i bambini non furono risparmiati! Nonostante le proteste del pastore Marc Boegner, si rifiutò di abbandonare la caccia ai bambini ebrei sfuggiti ai convogli della deportazione e nascosti in chiese e da cittadini. “Li cercheremo. Li prenderemo dove sono. Dobbiamo cercarli“. Alla fine del 1942, Bousquet rifiutò d’inviare 1000 bambini ebrei negli Stati Uniti. Spiegò cinicamente che le famiglie non andavano separate. Nel gennaio 1943 guidò la polizia ausiliaria francese dei nazisti durante la retata di Marsiglia. Secondo un rapporto attribuito a Bousquet: più di 60000 ebrei furono arrestati e consegnati all’occupante per essere deportati ad est o più semplicemente nei campi di sterminio; ciò che le autorità collaborazioniste hanno sempre preteso d’ignorare! Va detto che Salengro, ministro degli Interni del Fronte popolare, non fu davvero acuto ad affidare a Bousquet, nel 1936, la responsabilità del casellario centrale della sicurezza nazionale, che identificava 5 milioni di francesi e due milioni di stranieri considerati sospetti o indesiderabili. Questo casellario fu molto utile ad identificare gli ebrei stranieri nei raid. Il 1° marzo 1943, a Villeurbanne, in seguito all’accordo di Bousquet nell’ambito della repressione delle “azioni antinazionali”, le polizie tedesca e francese di concerto arrestarono 150 combattenti comunisti della Resistenza immediatamente deportati. Allo stesso tempo, Bousquet, che non era pazzo, non più dell’amico Mitterrand, capì che le prime vittorie alleate nell’inverno 1942-1943 avrebbero suonato la campana a morto del Terzo Reich. Decise quindi di concedere qualcosa alla Resistenza e frenare il proprio zelo. Il vecchio maresciallo lo capì e ritenendolo “troppo morbido col terrorismo” ne esigette il licenziamento nell’ottobre del 1943. Bousquet disse a un prefetto amico, “Tornerò a Parigi, è ora che venga arrestato!“. Fu portato in Baviera con la famiglia e il bagaglio nell’auto concessa per “cortesia e amicizia” dal capo delle SS Oberg. Fu “liberato” nell’aprile 1945 dagli statunitensi ed incarcerato a Fresnes dal maggio 1945 al luglio 1948. Alla fine di un breve processo, Bousquet fu prosciolto dall’Alta Corte di Giustizia dall’accusa di “aver attaccato gli interessi della difesa nazionale” Oh bene? Ma si dichiarò “convinta del crimine d’indegnità nazionale” e fu condannato a “cinque anni di degrado nazionale, immediatamente prosciolto per la partecipazione attiva e prolungata alla resistenza contro l’occupante”. Il 23 giugno 1949 fu assolto.
Quindi iniziò una brillante carriera nella stampa e nella Banca d’Indocina. Nel 1957, il Consiglio di Stato restituì il titolo che gli fu tolto e si lanciò in politica, e nel 1974 sostenne finanziariamente il candidato Mitterrand. Nel 1981, dopo la vittoria di Mitterrand, Bousquet fu ricevuto all’Eliseo. Tutto andava per il meglio nel migliore dei mondi mitterrandiani, tranne per il fatto che le accuse contro Bousquet divennero consistenti. Un’indagine giudiziaria fu condotta e Mitterrand fu accusato di ostacolare le indagini. Nel 1989, l’Associazione dei Figli e Figlie degli Ebrei di Francia di Serge Klarsfeld, la Federazione Nazionale della Resistenza e dei Deportati ed Internati patriottici e la Lega per i diritti umani denunciarono Bousquet di crimini contro l’umanità Alla fine fu accusato nel 1991, con gran sgomento di Mitterrand. L’inchiesta era in corso quando l’8 giugno 1993 fu ucciso con cinque colpi a casa da un certo Christian Didier. Chi ne trasse vantaggio?

René Bousquet osserva Mitterand

Traduzione di Alessandro Lattanzio

“Operazione Impensabile” e la minaccia di guerra USA-NATO alla Russia

Oriental Review, 9 maggio 2016Cinque giorni prima della celebrazione del 71° anniversario della capitolazione della Germania nazista alle truppe sovietiche e alleate nella Seconda guerra mondiale, il nuovo comandante supremo della NATO in Europa, Curtis Scaparrotti, annunciò che era venuto per battere i tamburi di guerra. Ignorando fatti storici e legittimi interessi russi, nel primo discorso dopo aver assunto l’incarico condannava il presunto “comportamento aggressivo russo che sfida le norme internazionali” e incitava i membri del blocco a “combattere stasera se la deterrenza fallisce”. Tale dichiarazione era correlata alla strategia militare e mediatica adottata dalla classe dirigente occidentale da decenni. Anche mettendo da parte la ben argomentata tesi secondo cui l’ascesa di Hitler a fuhrer del Terzo Reich nella Germania umiliata del dopoguerra fu un’operazione attentamente pianificata e condotta dall’intelligence militare statunitense, per metterla contro l’Unione Sovietica, l’analisi dei fatti disponibile dimostra che il nucleo del nazismo fu profondamente favorito dai centri ideologici occidentali molto tempo prima della sconfitta nel maggio 1945. Non c’è paradosso qui: la lotta per il dominio globale era (ed è ancora) l’idea fissa di molte élite nella storia dell’umanità, e su tale retrospettiva il fenomeno del nazismo tedesco va considerato come mero strumento dei suoi istigatori per raggiungere tale obiettivo. Nonostante alcune difficoltà tattiche (ad esempio, nel marzo 1939 Hitler improvvisamente fece il proprio gioco, ma fu ricondotto all’obbedienza nel maggio 1941), lo sviluppo generale del conflitto globale a metà del XX secolo fu ammissibile per le élite. Almeno alla Conferenza di Bretton Woods tenutasi nel luglio del 1944, il mese dopo che gli Alleati sbarcarono in Francia per controbilanciare l’offensiva sovietica in Oriente (che a quel punto avrebbe inevitabilmente portato alla sconfitta unilaterale dei nazisti da parte dell’URSS), fissò le regole chiave del monopolio finanziario del dollaro della Federal Reserve. (Secondo l’Atto finale di Bretton Woods, tutti i tassi delle valute internazionali erano legati a un paniere al 96% col dollaro della Federal Reserve e al 4% della sterlina inglese, potendo acquisire l’oro solo attraverso questo tasso; la Nota della Federal Reserve era quindi eguagliata all’oro come misura universale di valore).
La sfida principale che gli autori di Bretton Woods affrontarono all’inizio dei colloqui era l’atteggiamento sovrano della delegazione sovietica. Dovevano attirare l’Unione Sovietica in tale sistema draconiano con qualsiasi mezzo. Mentre Stalin e i suoi inviati non mostravano alcuna intenzione di essere tentati dalla carota, Wall Street dovette prendere il bastone. L’idea era raggiungere una tregua separata con la Wehrmacht sui teatri occidentale e meridionale per rinforzare il fronte orientale tedesco (in particolare, i documenti relativi all’operazione Sunrise nel marzo 1945 non ancora declassificati dagli Stati Uniti). A causa della tempestiva contromisura da parte dell’intelligence sovietica e dopo un duro scambio diplomatico, i tre colloqui per la tregua a Lucerna, in Svizzera, furono sospesi, ma i contatti clandestini nazisti-statunitensi procedettero. Di fatto, dalla fine di marzo 1945, senza alcuna tregua formale le truppe tedesche iniziarono ad arrendersi massicciamente alle forze anglo-statunitensi che avanzarono rapidamente verso Berlino incontrando i sovietici sull’Elba il 25 aprile 1945. Non sorprende che la famigerata rete Odessa (Organizzazione degli ex-membri delle SS) venisse attivata nello stesso momento permettendo a 30mila(!) criminali di guerra nazisti di fuggire dall’Europa attraverso “finestre” nella zona di occupazione anglo-statunitense. Molti furono in seguito legalizzati negli Stati Uniti per servire lealmente i nuovi padroni…
Una volta scomparso il “fattore tedesco”, gli “alleati” si affrettarono ad elaborare segretamente un nuovo piano di guerra per sconfiggere militarmente l’Unione Sovietica, esaurita dalla drammatica campagna durata quattro anni. Il dossier dell’Operazione Impensabile fu declassificata nel 1998. Secondo essa, il 1° luglio 1945 gli “alleati” previdero l’attacco alle forze sovietiche in Europa e alle aree industriali chiave dell’URSS. L’obiettivo era “imporre alla Russia la volontà degli Stati Uniti e dell’Impero inglese”. Così nell’estate 1945 Wall Street pianificò Barbarossa 2.0 per aggredire l’URSS, come quella lanciata dalla loro frenetica creatura Hitler quattro anni prima.Operazione impensabile: URSS: minaccia alla civiltà occidentale“, Gabinetto di guerra inglese, Staff della pianificazione congiunta (Bozze e rapporti finali: 22 maggio, 8 giugno e 11 luglio 1945), Ufficio del registro pubblico, CAB 120/691/109040/002. (declassificato nell’ottobre 2004)

Il motivo per cui il piano non fu mai attuato fu che gli esperti militari occidentali valutarono “l’equilibrio delle forze” in Europa insufficiente per un’efficace rapida sconfitta dei sovietici. Gli Stati Uniti possedevano in esclusiva la bomba atomica e speravano che tale minaccia avrebbe impressionato Stalin tanto da ratificare Bretton Woods. L’episodio di Potsdam tuttavia dimostrò il contrario, così gli Stati Uniti decisero di rendere questa minaccia più vivida. La certezza di 200mila morti giapponesi non significò molto per il presidente Truman nel suo Grande Gioco per l’egemonia della Federal Reserve. La conseguente Guerra Fredda (dopo che Stalin aveva definitivamente rifiutato la ratifica degli accordi di Bretton Woods nel dicembre 1945) va oltre l’ambito del presente articolo. Il fatto comunque è che la grandiosa e continua operazione mediatica per eguagliare Stalin e Hitler e rivedere e distorcere le verità fondamentali della storia moderna presso le persone “istruite” nel mondo, è solo un aspetto dell’agenda globale elitaria per sopprimere la prima potenza che si oppone al loro dominio illimitato sul mondo. Gli strumenti per creare tale dominio sono gli stessi: creazione di un progetto chimerico controllato (al-Qaida o nazismo ucraino) e interpretare il ruolo di “peacekeeper” e “filantropi” nel sanguinoso caotico conflitto.Traduzione di Alessandro Lattanzio