Déjà Vu delle accuse inglesi alla Russia

Wayne Madsen SCF 20.03.2018

Soros, Saltykov e Berezovskij

Una cosa dei neo-conservatori, che hanno penetrato a fondo il governo tory della prima ministra inglese Theresa May e, data la natura salvifica del reality show di Donald Trump, occupano rapidamente il maggior numero possibile di posti nell’amministrazione statunitense, è che sono coerenti. I neoconservatori, che non fanno mistero del desiderio di grandi conflagrazioni militari, hanno rispolverato un vecchio libro di esercitazioni sull’avvelenamento da gas nervino dell’agente doppio russo Sergej Skripal e di sua figlia a Salisbury, nel Regno Unito. Le contorte accuse formulate dal governo inglese recano tutte le caratteristiche dell’intossicazione da radiazioni da polonio 210 dell’ex-agente dei servizi segreti russo Alexandr Litvinenko, morto a Londra nel 2006. Nel giugno 2008, il governo inglese ammise che il governo del primo ministro laburista Tony Blair inventò ed esagerò affermazioni sul coinvolgimento della Russia nell’avvelenamento di Litvinenko. Apparentemente, l’attuale governo May ritiene che la gente seria non ricordi ciò che accadde in Gran Bretagna dodici anni fa. I servizi segreti inglesi, che avevano rapporti con Litvinenko, non potevano più sopprimere le prove schiaccianti che il suo avvelenamento fosse dovuto al complotto della criminalità anti-Putin residente in Gran Bretagna, Israele, Ucraina e Polonia, per imbarazzare il governo russo. I sospetti sul ruolo della criminalità in esilio russo-israeliana nell’avvelenamento del ricercato Litvinenko, compreso l’amico oligarca russo-israeliano Boris Berezovskij, riemersero dopo che l’ex-primo ministro russo Egor Gajdar si ammalò gravemente dopo aver fatto colazione a una conferenza a Dublino, in Irlanda. Le leggi sul segreto bancario irlandese ne facevano il luogo preferito della mafia eurasiatico-israeliana. La morte sospetta di Berezovskij nel marzo 2013, il cui corpo fu scoperto nella tenuta di Ascot, nel Regno Unito, suggerì che la criminalità anti-russa, che collaborava col miliardario degli hedge fund George Soros e la Central Intelligence Agency, eliminò Berezovskij perché stava per rivelarne la natura al governo russo. La maggior parte dei resoconti sui media inglesi, all’epoca, sostenevano che Berezovskij morì per cause naturali. Altri suggerirono suicidio od omicidio. È interessante notare che Berezovskij era stato di recente curato in Israele. Gli amici espatriati di Berezovskij in Gran Bretagna e Israele includevano oligarchi in esilio oggetto di mandati d’arresto dalla Russia. Tra costoro l’affarista russo-israeliano Leonid Nevzlin, ex-amministratore delegato di Jukos Oil oggetto di un mandato d’arresto russo per omicidio, appropriazione indebita ed evasione fiscale. Nevzlin, ex-capo del Congresso ebraico russo, risiedeva a Tel Aviv sotto la protezione del governo israeliano. I compari esiliati russo-israeliani di Nevzlin includevano Vladimir Dubov, importante azionista della Jukos, e l’oligarca ricercato Vladimir Gusinskij. Gli ex-funzionari di Jukos ricercati, ora alleati dell’ex-capo espatriato di Jukos ed ex-galeotto Mikhail Khodorkovskij, erano anche legati al ricco affarista inglese Jacob Rothschild. Berezovskij guidava dall’esilio una grande rete di supporto ai terroristi ceceni. Uno dei loro capi, Ahmed Zakaev, era uno stretto collaboratore di Berezovskij e Litvinenko.
Proprio come Litvinenko, Sergej Skripal aveva rapporti personali coi servizi segreti russi e occidentali, suggerendo che come Litvinenko, si era imbarcato in una vita pericolosa da agente doppio o triplo. Skripal lavorò per il “centro informazioni” dell’ambasciata USA a Mosca e presso l’Holiday Inn di Southampton, nel Regno Unito. I posti di lavoro negli hotel sono la posizione di “copertura non ufficiale” preferita del Secret Intelligence Service (MI-6) inglese. Fino all’arresto da parte delle autorità russe, Sergej Skripal era un agente dell’MI-6. Nel 2010 gli fu concesso asilo in Gran Bretagna dopo un importante scambio di spie tra Stati Uniti e Russia. L’agente nervino che avrebbe colpito Skripal e sua figlia sarebbe il “Novichok“, da una serie di agenti binari presumibilmente sviluppati dall’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Questi agenti nervini sarebbero anche apparentemente stoccati nell’impianto di ricerca militare chimico inglese di Porton Down, a sole otto miglia da Salisbury, dove gli Skripal si ammalarono. Ma l’esistenza del Novichok è, a sua volta, discutibile. Le affermazioni sul Novichok provengono da Vil Mirzajanov, scienziato sovietico che sosteneva di averlo inventato in una struttura della Repubblica socialista sovietica uzbeka. Nel 1994, Mirzajanov fuggì negli Stati Uniti, dove passò sotto il controllo della CIA. Nel 2016, il Dr. Robin Black, capo del Detection Laboratory di Porton Down, pubblicò un articolo accademico che metteva in discussione la veridicità delle affermazioni di Mirzajanov. L’avvelenamento degli Skripal fu seguito a breve distanza dalla morte a Londra del vecchio socio e amico di Berezovskij Nikolaj Glushkov. La polizia inglese ne definì la morte “sospetta”, citando come causa “compressione al collo”. Berezovskij morì per impiccagione, secondo la polizia un “suicidio”. Tracce radioattive del Polonio 210 usato per avvelenare Litvinenko furono rinvenute nell’ufficio di Berezovskij al 7 di Down Street, nel quartiere Mayfair di Londra. Nel 2008, Badri Patarkatsishvili, socio georgiano-israeliano di Berezovskij, cadde e morì a casa sua, a soli 15 miglia dalla tenuta di Berezovskij. La morte del 52enne fu determinata dalle autorità come causata da “infarto”.
Molto più che prove circostanziali suggeriscono che Berezovskij, Glushkov e Patarkatsishvili siano stati assassinati da oppositori in esilio del governo russo, essendo anche dei capi della mafia eurasiatico-israeliana che usa la Gran Bretagna come principale base delle operazioni. Il Regno Unito è favorito da tali sindacati criminali per lo stretto rapporto di lavoro che hanno con le agenzie d’intelligence anglo-statunitensi, così come con Soros, che ha una residenza a Londra. Proprio come le accuse infondate sulla Russia fatte dai funzionari del governo inglese dopo la morte di Litvinenko, gli attuali funzionari inglesi trovavano difficile tenere in piedi le loro storie. Uno di tali funzionari è il segretario agli Esteri Boris Johnson, ex-sindaco di Londra soprannominato “Trump inglese”. Johnson affermò ridendo che la Russia diresse “l’uso di un agente nervino per le strade del Regno Unito, d’Europa, per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale”. Proprio come l’uso sfrenato da parte dell’amministrazione Trump di “notizie false” e “fatti alternativi”, Johnson si era impegnato a creare una “falsa storia”. Non ci sono prove che alcuna arma chimica, per non parlare di agenti nervini, sia stata usata dalla Germania contro la Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale. Adolf Hitler e la sua unità dell’esercito tedesco erano vicino Ypres, in Francia, nell’attacco che portò Hitler all’ospedale militare con polmoni bruciati e parziale cecità, convincendo il dittatore tedesco a non usare armi chimiche contro Gran Bretagna o Unione Sovietica. Sebbene i nazisti conservassero scorte di agenti nervini tabun e sarin, Hitler proibì ai suoi generali d’impiegarli in battaglia, tranne l’uso di gas asfissianti dalle truppe chimiche delle SS nelle caverne e catacombe di Sebastopoli e Odessa contro militari e civili sovietici che cercavano riparo dall’invasione tedesca. E sebbene i nazisti abbiano usato l’acido cianidrico e il monossido di carbonio per assassinare milioni di ebrei, rom, prigionieri di guerra sovietici e altri nei campi di concentramento d’Europa, la dichiarazione di Johnson sull’uso di agenti nervini per le strade inglesi ed europee nella Seconda guerra mondiale è ridicola, oltre che palesemente falsa. Ciò che non è falso è che i generali inglesi dissuasero il primo ministro Winston Churchill dall’usare gas velenoso e antrace sui centri abitati tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Certamente, Churchill fu un grande promotore dell’uso del gas velenoso, ordinando l’uso del gas lacrimogeno debilitante e del mortale gas mostarda contro i ribelli in Iraq, nel 1920.
Nel mondo dell’intelligence inglese, la “finzione” dei film a volte è più rivelatrice sulla vera natura delle operazioni dell’MI-6. Gli sceneggiatori del film “Casino Royale“, riconobbero la vera natura dei mafiosi internazionali che si occupano di assassini di individui per scopi propagandistici. Nel film, non solo c’è un rete mafiosa eurasiatica in Montenegro, uno dei centri della criminalità eurasiatico-israeliana, coinvolta nel terrorismo internazionale per manipolare il mercato azionario, ma c’è un riferimento di “M” “(Judi Dench) a un gruppo del genere impegnato a collocare opzioni azionarie prima degli attacchi da 11 settembre, al fine di ricavare tonnellate di soldi dai mercati mondiali. Sembra che le spie di fantasia sappiano di più su tali intrighi, su come gli omicidi di Litvinenko, Berezovskij, Patarkatsishvili e Glushkov e gli avvelenamenti degli Skripal e di Gajdar provochino crisi internazionali, che non le controparti reali e gli ottusi come Boris Johnson e Theresa May.

Eltsin e Berezovskij

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Porton Down, oscuro segreto sulle armi chimiche del Regno Unito

True Publica, 16 marzo 2018

Dal 1916 più di 25000 militari hanno preso parte ai test a Porton Down, dove gli scienziati svilupparono armi chimiche e dispositivi di protezione. È il programma più longevo di test di armi chimiche su esseri umani del mondo“. (Porton Down)Vi hanno sede due strutture governative del Regno Unito: il Laboratorio di scienza della difesa (Dstl) del ministero della Difesa, noto da oltre 100 anni come uno dei più segreti e controversi servizi di ricerca militare del Regno Unito, che copre 7000 acri. Il compito del laboratorio era condurre ricerche sugli agenti per armi chimiche delle forze armate inglesi nella prima guerra mondiale, come cloro, gas mostarda e fosgene. Quando terminò la Seconda guerra mondiale, lo stato avanzato della tecnologia tedesca sugli agenti nervini organofosforici, come tabun, sarin e soman, sorprese gli alleati, desiderosi di capitalizzarla. La successiva ricerca ebbe gli agenti nervini tedeschi appena scoperti come punto di partenza, portando infine al gas nervino VX, sviluppato a Porton Down nel 1952. Alla fine degli anni ’40 e all’inizio degli anni ’50, la ricerca a Porton Down mirava a fornire alla Gran Bretagna i mezzi per armarsi di moderni agenti nervini e sviluppare specifici mezzi di difesa contro di essi. I test per determinare gli effetti degli agenti nervini su soggetti umani, suscitò accuse persistenti di esperimenti su umani a Porton Down. Nel 1942, la Gruinard Island, in Scozia, fu pericolosamente contaminata dall’antrace dopo che una nuvola di spore di antrace fu deliberatamente rilasciata sull’isola durante un esperimento. “Dal 1945 al 1989, Porton ha esposto migliaia di “cavie” umane al gas nervino. Sembra probabile che Porton abbia testato più soggetti umani con gas nervino, e nel periodo più lungo, che qualsiasi altro stabilimento scientifico nel mondo”, riferiva The Guardian nel 2004. Altre due nazioni ammisero di testare il gas nervino su umani, ma mai nelle dimensioni del Regno Unito: le forze armate statunitensi contaminarono circa 1100 soldati tra il 1945 e il 1975, e il Canada un piccolo numero prima del 1968. Tra il 1963 e il 1975, la MRE condusse test a Lyme Bay, nel Dorset, in cui vennero spruzzati batteri vivi da una nave, per farli arrivare a riva col vento simulando un attacco con l’antrace. I batteri spruzzati erano il Bacillus globigii e l’Escherichia coli meno pericolosi, ma in seguito fu ammesso che i batteri danneggiarono alcune persone vulnerabili. La città di Weymouth era sottovento durante l’irrorazione. Quando i test divennero di pubblico dominio alla fine degli anni ’90, il Consiglio della contea di Dorset, i Consigli comunali di Weymouth e Portland e il Consiglio distrettuale di Purbeck richiesero un’inchiesta pubblica sugli esperimenti. Il governo si rifiutò. Nello stesso periodo, Porton Down fu indagata per 25 morti riguardanti iniezioni di antrace, vaiolo, poliomelite e peste bubbonica su ignari volontari. Per 30 anni il governo rifiutò qualsiasi richiesta.
Porton Down fu coinvolta in test umani in vari momenti dell’utilizzo del sito da parte del ministero della Difesa. 20000 persone presero parte ai vari studi dal 1949 al 1989. Dal 1999 al 2006 fu indagata con l’operazione Antler. Nel 2002 una prima inchiesta e nel maggio 2004, una seconda inchiesta sulla morte di Ronald Maddison, durante i test sull’agente nervino sarin, iniziate dopo che genitori e amici fecero pressioni per anni (51, NdT), scoprirono che la sua morte fu un crimine. “Ronald Maddison aveva 20 anni quando prese parte a quello che, si pensava, fosse un esperimento per trovare una cura al raffreddore, nel maggio 1953. L’aviere morì pochi minuti dopo e l’inchiesta originaria, tenuta riservata per “ragioni di sicurezza nazionale”, decretò che morì per asfissia, ma i commilitoni affermarono che fu esposto al mortale agente nervino Sarin nel centro di guerra chimica e biologica del governo nel Wiltshire”.
La maggior parte del lavoro svolto a Porton Down rimane segreta. Bruce George, membro del parlamento e presidente del comitato scelto sulla Difesa, dichiarò alla BBC News il 20 agosto 1999 che: “Non direi che la Commissione Difesa gestisca in modo microscopico DERA o Porton Down. Lo visitiamo, ma, con undici membri del Parlamento e cinque membri del personale che lavorano in un dipartimento labirintico come il ministero della Difesa e le Forze Armate, sarebbe del tutto errato e fuorviante dire che sappiamo tutto ciò che succede a Porton Down. È troppo grande per saperne, e in secondo luogo, ci sono molte cose che accadono lì che non sono nemmeno certo se i ministri ne siano pienamente consapevoli, per non parlare dei parlamentari“. Diversi dipartimenti di Porton Down attuano vari esperimenti su animali. Il dipartimento di Scienze biomediche è coinvolto nella valutazione della tossicodipendenza e nei test di efficacia, inclusi studi di tossicologia, farmacologia, fisiologia, scienze comportamentali, scienze umane, traumi e chirurgia. Il dipartimento di Scienze fisiche utilizza animali nella sua ricerca “Armor Physics“. Come altri aspetti della ricerca di Porton Down, i dettagli precisi degli esperimenti sugli animali sono generalmente tenuti segreti. I media suggerivano che comprendessero esposizione di scimmie all’antrace, drenaggio del sangue dai maiali, iniezione di batteri E. coli ed esposizione di animali a vari agenti nervini tossici e letali. In un caso del 2000 fu riferito che la polizia studiava i test di guerra chimica a Porton Down ed esaminava almeno 45 morti. Non ci sono ulteriori informazioni sul risultato di queste indagini.
Centinaia di veterani sottoposti a test nell’impianto per la guerra chimica di Porton Down hanno ricevuto un risarcimento di 3 milioni di sterline, secondo il ministro della Difesa Derek Twigg, nel gennaio 2008. In una dichiarazione scritta ai parlamentari, Twigg diede le prime piene scuse del governo ai militari, dicendo: “Il governo si scusa sinceramente con chi potrebbe essere stato colpito“. Il riconoscimento fu salutato dai rappresentanti dei veterani, che dichiararono di essere stati indotti a partecipare ai test presso l’impianto del Wiltshire durante la guerra fredda. Molti credevano che cercassero una cura per il raffreddore. 369 militari affetti lanciarono un’azione legale contro il ministero della Difesa lo scorso marzo, sostenendo che i test, tra cui invio alle camere a gas ed esposizione a gas nervino, gas mostarda e gas lacrimogeni, gli avevano causati problemi di salute che andavano dalle malattie respiratorie a cancro e problemi psicologici. Eric Gow, presidente del Porton Down Veterans’ Group, dichiarò: “Sono così dispiaciuto e arrabbiato che molti dei nostri compagni siano morti prima di arrivare a questo punto, ma sono sicuro che oggi ci guarderanno con una certa soddisfazione“. Solo sei mesi prima, gli attivisti per i diritti degli animali reagirono con rabbia e shock dopo che si scoprì che il laboratorio da guerra del governo faceva test su quasi tre volte più scimmie dell’anno precedente. Le richieste del Freedom of Information hanno rilevato che 2745 animali, tra cui macachi, maiali e uistitì, vi erano alloggiati.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Le 7 volte in cui gli Stati Uniti si persero armi nucleari

Rachel Blevins, Activist Post 28 gennaio 2018Anche se può sembrare assurdo pensare a un governo che perde armi nucleari nel mondo, la verità è che il governo degli Stati Uniti ha una lunga storia del genere, ed alcune sono scomparse da 70 anni. Qui le sette volte che il governo degli Stati Uniti ha perso armi nucleari mai ritrovate:

1. Febbraio 1950. La prima perdita nota di arma nucleare si ebbe quando un bombardiere B-36 volando dall’Alaska al Texas perse potenza in tre motori. I rapporti affermarono che quando l’aereo iniziò a perdere quota, l’equipaggio cercò di alleggerire il carico sganciando una bomba nucleare da 30 kiloton Mark 4 (Fat Man), nell’Oceano Pacifico. Mentre i componenti d’uranio della bomba andarono persi e vanno ancora recuperati, un subacqueo affermò di aver trovato i resti della bomba nucleare al largo delle coste della British Columbia, nel novembre 2016.

2. Marzo 1956. Un B-47 Stratojet dell’US Air Force volando dalla Base Aerea MacDill, in Florida, verso una base oltreoceano, trasportava due nuclei per armi nucleari. Sebbene l’aereo completasse il primo aerorifornimento in volo, non raggiunse mai la seconda aerocisterna e si presume si sia schiantato. Secondo AerospaceWeb, gli esperti ritengono che l’aereo e il suo carico siano dispersi nel Mar Mediterraneo, ma “alcuna traccia dell’aereo, del suo equipaggio o del suo carico nucleare fu mai trovata nonostante ampie ricerche“.

3. Luglio 1957. Il successivo incidente avvenne quando un aereo C-124 dell’US Air Force lasciò la base aerea di Dover nel Delaware, trasportando tre bombe nucleari sull’Oceano Atlantico. Quando l’aereo perse potenza, l’equipaggio sganciò due bombe nucleari, che non furono mai ritrovate e si presume siano ancora localizzate nell’Oceano Atlantico, a 100 miglia da Atlantic City. L’Asbury Park Press riportò che quando la prima bomba fu gettata fuori bordo a una quota di 800 metri, “non ci fu alcuna esplosione visibile quando colpì l’acqua svanendo rapidamente dalla vista. La seconda bomba fu gettata nello stesso modo. Di nuovo, non ci fu alcuna detonazione osservabile degli elementi ad alto esplosivo“.

4. Febbraio 1958. Quando un bombardiere B-47 dell’USAF si scontrò con un F-86 Sabre durante una missione di addestramento presso la base aerea Homestead in Florida, il pilota dell’F-86 si eiettò, e il pilota del B-47 tentò di atterrare sulla base aerea Hunter in Georgia. Dopo vari tentativi di atterraggio falliti, il B-47 sganciò la bomba nucleare Mark 15 Mod 0 che trasportava sull’Oceano Atlantico, vicino Tybee Island, in Georgia. Secondo Aerospace Web, la ricerca delle armi durò nove settimane, e poi “un’altra ricerca fallita fu avviata nel 2001, e le segnalazioni di radiazioni rilevate a meno di un miglio dalle coste portarono a speculazioni sulla scoperta della bomba nel 2004“, ma la bomba non fu mai trovata.

5. Gennaio 1961. Il successivo incidente “Broken Arrow” si verificò quando un B-52 che trasportava due bombe nucleari da 24 megatoni si schiantò dopo essere decollato dalla base aerea di Goldsboro, nel North Carolina. L’incendio alla struttura causò l’incidente, uccidendo tre dei suoi otto membri dell’equipaggio e sganciando le due armi. Una cadde a terra affondando in terreni paludosi, e se l’Air Force ne recuperò il plutonio, la maggior parte dello stadio termonucleare, compreso l’uranio altamente arricchito che costituiva il nucleo della bomba, non fu mai trovata. I rapporti sostengono che l’USAF abbia risposto acquistando la servitù permanente concedendo al governo il permesso di scavare nel terreno.

6. Dicembre 1965. Un aereo d’attacco A-4E Skyhawk che trasportava una bomba termonucleare B-43 affondò nell’Oceano Pacifico dopo essere caduto dall’USS Ticonderoga mentre ritornava nella base navale di Yokosuka, Giappone, dopo il dispiegamento in Vietnam. L’aereo, il pilota e l’arma andarono persi in oltre 5000 metri di profondità e non furono mai recuperati. Non fu che nel 1989 che i funzionari statunitensi ammisero che l’incidente avvenne a 70 miglia da Okinawa. Il Los Angeles Times osservò che l’incidente “provò che gli aerei da guerra statunitensi che operavano in Vietnam trasportavano bombe nucleari e che le navi da guerra statunitensi portavano armi atomiche nei porti giapponesi violando la politica del Giappone“.

7. Maggio 1968. Il sottomarino d’attacco USS Scorpion stava rientrando nella base di Norfolk, in Virginia, dopo una missione di tre mesi, quando affondò misteriosamente nell’Oceano Atlantico, a circa 500 miglia a sud-ovest delle Isole Azzorre. Il sottomarino, con 99 membri dell’equipaggio, il reattore nucleare e due siluri a testata nucleare a bordo, andarono persi e devono ancora essere recuperati. Mentre domande rimangono su ciò che portò alla tragica perdita, Aerospace Web riferiva che una delle teorie più importanti è che “la batteria di uno dei siluri del sottomarino si surriscaldò e si accese, provocando la detonazione della testata e aprendo il portello di carico del siluro nella parte superiore del compartimento di prua“, che portò all’inondazione che affondò lo Scorpion per oltre 3000 metri nell’oceano.

Rachel Blevins è una giornalista indipendente del Texas, che aspira a infrangere il falso paradigma sinistra/destra nei media e nella politica perseguendo la verità e contestando le narrative esistenti. L’articolo è apparso per la prima volta su The Free Thought Project.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Questioni nucleari: parole e fatti

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 16/01/2014

4.2.3Il presidente degli Stati Uniti Obama ha dichiarato l’obiettivo di un mondo libero dal nucleare. La Nuclear Posture Review 2010 afferma che gli Stati Uniti si preparano a ridurre l’arsenale nucleare a 1000 testate o meno. Nell’estate del 2013 si offrirono di avviare colloqui su ulteriori riduzioni delle armi strategiche che la Russia ha rifiutato. La direzione di Obama del Pentagono punta alla riduzione del ruolo delle armi nucleari nella strategia della sicurezza globale degli Stati Uniti e a restringere la strategia della deterrenza nucleare, come infatti ha affermato la Casa Bianca nel 2013.  Molti iniziano a dire che gli Stati Uniti hanno perso interesse per le armi nucleari, mentre cercavano di intralciare la Russia con la scusa che si rifiuta di seguirne l’esempio. La Deterrence and Defence Posture Review 2012 della NATO collega i cambiamenti della postura nucleare dell’alleanza alla politica nucleare della Russia, affermando che “la NATO è disposta a considerare l’ulteriore riduzione delle armi nucleari non strategiche assegnate all’Alleanza nel contesto di iniziative reciproche con la Russia”. Nell’indirizzo del 19 giugno 2013 presso la Porta di Brandeburgo di Berlino, Obama disse: “Non possiamo più vivere nella paura dell’annientamento globale, ma fin quando esisteranno armi nucleari, non saremo veramente al sicuro”. Sembrava emozionante. L’idea si evolse nella proposta di Obama per un nuovo round per la riduzione delle armi nucleari con la Russia, a giugno, a Berlino. Mosca subito respinse tale proposta e continua a respingerla (e a crescere e modernizzare il proprio arsenale nucleare). Alla fine dello scorso anno il presidente russo Vladimir Putin ha fatto una serie di dichiarazioni annunciando l’intenzione di mantenere un forte deterrente nucleare strategico del Paese, adottando nuovi sistemi nell”arsenale. Tutti questi temi sono in cima all’agenda propagandistica per il Vertice sulla Sicurezza Nucleare che si terrà all’Aia il 24 e 25 marzo 2014. Obama ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero anche ospitato un vertice sulla sicurezza nucleare nel 2016.
Gli Stati Uniti hanno davvero “perso interesse per armi nucleari”? La Russia incrementa il suo potenziale senza ragione o provocazione? Tale ragionamento regge? O è una ritorsione di Mosca per mantenere l’equilibrio esistente? Un rapido sguardo ai fatti contribuirà a darne un giudizio…

USA: nessun arretramento sulle armi nucleari anche in tempi di budget ristretti
Il Congresso affronta tagli lineari da 1200 miliardi dollari al bilancio federale, nei prossimi dieci anni, con il Budget Control Act del 2011. Non importa se un’ampia revisione dell’arsenale nucleare del Paese è in corso. La modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti riguarda 5113 testate, piattaforme e impianti di produzione. Fu prudenzialmente stimata in 355 miliardi dollari per il prossimo decennio secondo il think tank Stimson Center. Tale cifra coincide con le stime del Congressional Budget Office, come si può vedere qui. Tuttavia, la relazione del Centro dice che la spesa potrebbe salire, soprattutto se il compito estremamente importante ma pubblicamente sottovalutato viene ancora ignorato. Obama ha patteggiato con i repubblicani del Senato nel 2010, promettendo l’ammodernamento dell’arsenale nucleare per garantirsi l’approvazione dell’accordo sulla nuova iniziativa per la riduzione degli armamenti con la Russia. Secondo i dati appena pubblicati della Federazione degli Scienziati Atomici (FAS), gli Stati Uniti hanno attualmente 4650 testate nucleari, 2130 operative. Oltre alle 4650 testate, Washington ne ha 2700 in deposito per essere smantellate. Secondo le stime della FAS, attualmente “1620 testate strategiche sono schierate sui missili balistici: 1150 sui missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e 470 sui missili balistici intercontinentali (ICBM); circa 300 testate strategiche si trovano nelle basi dei bombardieri degli Stati Uniti e quasi 200 testate non strategiche sono dispiegate in Europa”. Gli Stati Uniti spenderanno 1000 miliardi di dollari per mantenere e modernizzare l’arsenale nucleare nei prossimi 30 anni, secondo il rapporto Trillion Dollar Nuclear Triad: US Strategic Modernization over the Next 30 Years, diffuso il 7 gennaio 2014 da James Martin del Center for Nonproliferation Studies (CNS), un think tank indipendente. Si afferma “i contratti per sostituire piattaforme e testate associate raggiungerà il picco nell’arco di quattro-sei anni, poco dopo il 2020. Durante tale periodo di picco, gli Stati Uniti dovranno spendere il tre per cento del bilancio annuale per la difesa per il proprio arsenale nucleare. Ciò è simile alla percentuale del bilancio della difesa dedicata alla modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti di Ronald Reagan, negli anni ’80”, come notano gli autori Jon B. Wolfsthal, Jeffrey Lewis e Marc Quint.
I piani dell’amministrazione Obama costeranno circa 355 miliardi dollari nei prossimi dieci anni, ha detto il Congressional Budget Office il 20 dicembre 2013. Cioè quasi 150 miliardi dollari in più ai 208.500 milioni di dollari stimati dall’amministrazione in un rapporto al Congresso dello scorso anno, ha detto un analista di un gruppo di controllo degli armamenti, poiché la modernizzazione è solo all’inizio i costi dovrebbero aumentare notevolmente dal 2023. L’ufficio del bilancio ha detto che il presidente Barack Obama ha chiesto 23,1 miliardi dollari per le forze nucleari statunitensi per l’anno fiscale 2014, tra cui 18 miliardi dollari per mantenere armi e laboratori di supporto, così come sottomarini, bombardieri e missili vettori. Nel decennio finito con il 2013, i piani dell’amministrazione per modernizzare e mantenere sottomarini, bombardieri e missili prevedevano un costo di circa 136 miliardi dollari, affermava il CBO in un rapporto di 25 pagine. Gli Stati Uniti modernizzano tutti i vettori strategici esistenti e ristrutturano le testate che trasportano in vista dei prossimi 20-30 anni o più. I sistemi di lancio nucleari statunitensi sono in via di ammodernamento continuo, comprese la ricostruzione completa degli ICBM Minuteman III e degli SLBM Trident II.  L’US Navy attualmente prevede l’acquisto di 12 nuovi SSBN per sostituire i 14 SSBN classe Ohio, che saranno gradualmente radiati. Ogni nuovo SSBN costerà circa 4-6 miliardi di dollari. La vita operativa dei sottomarini lanciamissili balistici Trident della classe Ohio è stata estesa. Inoltre, il nuovo sottomarino, l’SSBNX, che sostituirà la classe Ohio è in via di sviluppo e dovrebbe costare circa 100 miliardi, secondo il Congressional Budget Office. L’US Navy ha ora intenzione di acquistare il primo SSBNX nel 2021, il secondo nel 2024 e uno all’anno tra il 2026 e il 2035. Il primo battello dovrebbe diventare operativo nel 2031. Di conseguenza, l’US Navy schiererà 10 sottomarini lanciamissili balistici tra il 2030 e il 2040. L’US Air Force sviluppa una nuova serie di bombardieri d’interdizione a lunga autonomia (LRPB) nucleari. Modernizza continuamente il B-2 (anche il bombardiere B-52H è stato aggiornato) della flotta, divenuto operativo nel 1997 e che dovrebbe restare fino al 2058. L’arma attualmente si occupa della sostituzione dell’ALCM, il missile da crociera standoff a lungo raggio (LRSO). L’US Air Force pianifica l’inizio della produzione del nuovo missile da crociera intorno al 2025, se si decide di portare avanti il LRSO. L’arsenale degli Stati Uniti di testate e bombe nucleari è continuamente rinnovato attraverso il Programma di estensione della vita operativa della NNSA (LEP). L’United States Air Force attualmente dispone di 450 ICBM Minuteman III situati presso la F. E. Warren Air Force Base, Wyoming, Malmstrom Air Force Base, Montana, e Minot Air Force Base, Dakota del Nord. Un programma di estensione della vita operativa da 7 miliardi di dollari è in corso per mantenere gli ICBM sicuri e affidabili fino al 2020; e il generale Robert Kehler, Comandante in Capo di STRATCOM, ha detto che i programmi di modernizzazione manterranno operativi i Minuteman III fino al 2030. Il programma di modernizzazione comporta essenzialmente un “nuovo” missile, ampliandone le opzioni di puntamento e migliorandone l’accuratezza e la capacità di sopravvivenza. L’Air Force attualmente esplora la possibilità di estendere l’operatività del missile Minuteman III fino al 2050 o all’arrivo di un nuovo sistema. L’US Air Force aggiorna anche le testate nucleari del Minuteman sostituendo parzialmente le vecchie testate W78 con nuove e più potenti testate W87, già schierate sui defunti ICBM MX Peacekeeper. L’US Air Force e US Navy inoltre hanno un LEP congiunto per ristrutturate le testate sostituendo le W78 e W88. Un programma per modernizzare la bomba nucleare B61 è in corso. La testata B61 è l’arma nucleare principale utilizzata sia dall’aviazione della triade strategica degli Stati Uniti (bombardieri, missili balistici intercontinentali e sottomarini) che dagli aerei d’interdizione di teatro di Stati Uniti e NATO. Ha un solo seppur importante obiettivo: la deterrenza nucleare. I governi europei hanno detto in numerose occasioni che vorrebbero far rimuovere tali armi. Invece, le armi dovrebbero essere aggiornate con capacità avanzate. La prima B61-12 dovrebbe essere completata entro il 2020. Entro il 2024, tutte le vecchie bombe dovrebbero essere sostituite. Poi, secondo il piano, nuove armi saranno schierate sui jet da combattimento come l’F-16, il nuovo F-35 e  bombardieri strategici come il B-2 Spirit o il nuovo bombardiere LRSB. Gli esperti vedono la B61-12 come molto più di un puro programma di prolungamento operativo o versione leggermente aggiornata delle vecchie bombe. Al contrario,  ritengono che sia de facto un nuova arma, uno sviluppo che violerebbe lo spirito dell’impegno preso dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama di non produrre eventuali nuove armi nucleari o dalle nuove specifiche. “La B61 è l’unica arma in riserva che soddisfa missioni tattiche e strategiche“, ha detto nell’audizione al Congresso del 6 novembre 2013 il Generale Robert Kehler, capo del Comando Strategico. La testata termonucleare B61 potrebbe costare 10 miliardi dollari in cinque anni.
Götz Neuneck dell’Istituto per le ricerche sulla pace e la politica di sicurezza di Amburgo vede un futuro onere per il governo tedesco. “Dovrebbero far capire a Washington che l’Europa non ha bisogno di nuove bombe e non ne renderà disponibile alcun vettore.” Inoltre, la NATO deve urgentemente fare proposte concrete alla Russia sul controverso sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti, visto da Mosca come una minaccia. “Se tutto ciò fallisce”, ha detto Neuneck, “nuove armi nucleari tattiche saranno di stanza in Europa, e il disarmo nucleare sarà impossibile per decenni.” Alcuni della comunità di controllo degli armamenti affermano che la modernizzazione della triade nucleare è inutile strategicamente. Joseph Cirincione, Presidente del Fondo Ploughshares, scrive nel suo recente libro “Incubi nucleari: assicurare il mondo prima che sia troppo tardi”, “L’arsenale nucleare degli Stati Uniti è ancora configurato per contrastare la minaccia da guerra fredda di un massiccio attacco nucleare russo… la riconfigurazione della forza nucleare per affrontare l’ambiente delle reali minacce del XXI.mo secolo potrebbe ridurne drasticamente le dimensioni nel prossimo decennio, senza sacrificare le vitali missioni militari”.

y8uuQLa Russia incrementa il potenziale nucleare
Il 3 gennaio il portavoce del ministero della Difesa ha detto che l’esercito russo prevede di testare circa 70 tipi di razzi e missili presso un importante poligono, per quest’anno. Secondo il colonnello Igor Egorov, portavoce del ministero, il programma dei test al poligono di Kapustin Jar, nella Russia meridionale, riguarderà circa 300 lanci di razzi, missili e droni di oltre 180 programmi di ricerca e sviluppo. Lo sforzo non si limita al “prolungamento della vita operativa” o all’aggiornamento tecnico dei vecchi sistemi presenti nell’arsenale come: i missili balistici intercontinentali (ICBM) SS-18, SS-19 e SS-25 e i missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM)  SS-N-18 e SS-N-23. L’obiettivo è sostituire una forza obsolescente con nuovi missili, testate e piattaforme. Il Tenente-Generale Sergej Karakaev, il comandante in capo delle Forze missilistiche strategiche, ha annunciato che l’intera forza nucleare strategica russa sarà aggiornata entro il 2021.  La maggior parte dei missili balistici intercontinentali russi è alla fine della vita utile, ciò rende l’implementazione e l’ammodernamento dei missili attuali e nuovi fondamentale per mantenere le capacità nucleari del Paese. Attualmente, la maggioranza degli ICBM della Russia è costituita dai vecchi missili balistici intercontinentali SS-18, SS-19 e SS-25 entrati in servizio nell’era sovietica. La Russia vuole sostituire entro il 2016 108 di questi vecchi missili con i nuovi e più avanzati RS-24 Jars-M (SS-29) e Topol-M (SS-27)  mobili, così come 30 SS-19 di nove divisioni basate sui silo.
Nel corso della riunione allargata del Ministero della Difesa del 10 dicembre, Putin ha dettagliato gli sforzi per la modernizzazione delle forze nucleari, ricordando che la Russia deve ricevere 40 ICBM avanzati e aggiornati. Faceva seguito a un vertice con i leader delle forze missilistiche strategiche russe, alla fine del novembre scorso, dove furono discussi in dettaglio i piani per il dispiegamento di 40 ICBM RS-24 Jars-M, 22 sui silo e 18 mobili. Mosca ha annunciato che implementerà un nuovo missile balistico intercontinentale pesante a propellente liquido nel 2018, che vanta caratteristiche superiori a tutti i precedenti missili russi, compresa l’immunità dai sistemi di difesa missilistica. La Russia ha sviluppato un nuovo ICBM a propellente solido, l’RS-26, da testare per la fine di quest’anno. Poche caratteristiche sono note, mentre il missile sarebbe dotato di una nuova testata. La Russia sta attuando il programma degli otto nuovi sottomarini nucleari della classe Borej per l’arsenale della marina, divenendo il nucleo della forza nucleare strategica navale, mentre vengono sostituiti i vecchi sottomarini Typhoon, Delta III e IV. Ogni Borej è dotato di 16 (le versioni successive ne avranno 20) nuovi SLBM Bulava. Il PAK-DA, nuovo bombardiere a lungo raggio, è in via di sviluppo per sostituire la sempre più obsoleta flotta di bombardieri strategici Tu-95MS Bear e Tu-160 Blackjack. L’aeromobile sarà equipaggiato con i nuovi missili da crociera nucleari Kh-101 e Kh-102 che vantano una gittata di 10000 km. Armi nucleari tattiche potranno essere configurate anche per i nuovi cacciabombardieri Su-34 recentemente introdotti in servizio.

Cause e ragioni di tale posizione
La Russia vede una minaccia nello sviluppo dell’iniziativa Prompt Global Strike che consente agli Stati Uniti di colpire obiettivi in tutto il mondo con armi convenzionali in meno di un’ora, così come lo sviluppo della difesa missilistica statunitense, che modifica la bilancia globale del potere. In  risposta s’è concentrata sul rafforzamento del deterrente nucleare. Poco prima di del suo terzo mandato a presidente della Russia, Vladimir Putin ha scritto un articolo per la rivista Foreign Policy, in cui ha sottolineato la particolare importanza per Mosca del suo potenziale strategico. Il Presidente ha osservato che, “In un mondo in sconvolgimento c’è sempre la tentazione di risolvere i propri problemi a spese di qualcun altro, attraverso la pressione e la forza. In altre parole, non dobbiamo tentare nessuno permettendoci di essere deboli. Noi, in nessun caso, cederemo la nostra  deterrenza strategica. Infatti, la rafforzeremo”. Parlando al suo annuale indirizzo alla nazione del dicembre 2013, il Presidente Putin ha sottolineato, “L’incremento in Paesi stranieri dei propri sistemi strategici ad alta precisione non nucleari e l’ampliamento delle possibilità della difesa antimissile, potrebbero rovinare gli accordi precedentemente raggiunti sul controllo e la riduzione degli armamenti nucleari, rompendo il cosiddetto equilibrio strategico… Nessuno dovrebbe farsi illusioni sulla possibilità di superare militarmente la Russia”, ha detto. “Non lo permetteremo mai”. Il 23 giugno, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov suggeriva che riduzioni oltre i livelli del nuovo START renderanno gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia paragonabili a quelli di altri Paesi con armi nucleari. “Ciò significa che ulteriori eventuali proposte per la riduzione effettiva delle armi strategiche offensive, dovranno essere riviste multilateralmente. Parlo non solo delle potenze nucleari ufficiali, ma di tutti i Paesi che possiedono armi nucleari”, ha detto Lavrov alla TV Rossija 1. La Russia insiste sul fatto che ulteriori riduzioni nucleari dipendono anche dalla risoluzione delle sue preoccupazioni sui piani della difesa missilistica strategica degli Stati Uniti. La difesa missilistica, i programmi di modernizzazione in corso delle forze nucleari, il concetto Prompt Global Strike, l’evidente superiorità degli Stati Uniti nelle armi non nucleari di alta precisione a lungo raggio, la crescente proliferazione delle armi nucleari nel mondo (aspetto che gli Stati Uniti evitano di prendere in considerazione, pur presentando proposte sui tagli delle forze strategiche), tutti questi fattori definiscono la posizione della Russia sulla questione… Speriamo che questi temi scottanti siano nell’agenda del prossimo evento dell’Aia, venendo affrontati costruttivamente da tutti i partecipanti che realmente si sforzano di rendere il mondo un posto più sicuro rispettando ogni altra preoccupazione e agendo concretamente, invece di insistere con dure parole dal senso torbido, come ogni tanto accade nei migliori eventi mondiali.

TBXjbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Spazio nucleare 2012

Karl Grossman Enformable 13 Aprile 2012

Lo schianto della scorsa settimana di un drone statunitense sulle isole Seychelles, il secondo incidente di un drone statunitense alle Seychelles in quattro mesi, sottolinea la follia mortale del piano degli scienziati dei laboratori nazionali degli Stati Uniti e della Northrop Grumman Corp. riguardante i droni a propulsione nucleare.
Il drone che “è rimbalzato un paio di volte sulla pista” nel Seychelles International Airport, il 4 aprile, “prima di finire” in mare, secondo una dichiarazione della Civil Aviation Authority delle Seychelles, era a propulsione convenzionale. Dalle isole dell’Oceano Indiano i droni degli Stati Uniti volano sulla Somalia e anche sulle acque al largo dell’Africa orientale, alla ricerca di pirati. Ma l’uso di energia nucleare per i droni degli Stati Uniti è stato “positivamente valutato dagli scienziati del Sandia National Laboratories e della Northrop Grumman Corp.”, ha rivelato Steven Aftergood, del Progetto sulla segretezza del governo della Federazione degli scienziati americani, il mese scorso.
Il loro rapporto ha detto che “i progetti tecnologici e dei sistemi sono stati valutati … ma non sono mai stati applicati in precedenza sui velivoli senza equipaggio” e l'”uso di queste tecnologie” potrebbe fornire “prestazioni del sistema senza paragoni con le tecnologie esistenti.” E’ riconosciuto, tuttavia, che “le attuali condizioni politiche non consentono l’uso dei risultati.” Così “è dubbio che saranno utilizzati in un futuro a breve o a medio termine.”
Basti pensare se i due droni che si sono schiantati alle Seychelles, avessero utilizzato il nucleare, e se all’impatto il combustibile radioattivo che avrebbero potuto contenere, si fosse sparso. Oppure, si pensi se i droni fossero precipitati altrove, in Somalia, per esempio, fornendo materiale nucleare per chi volesse avere una “bomba sporca“. I droni, non troppo per inciso, hanno una serie di frequenti incidenti.
Il drone a propulsione nucleare apparentemente non va avanti da nessuna parte, ora, a causa delle “considerazioni politiche attuali.” Ma altri sistemi che utilizzano la propulsione nucleare, e che anche minacciano una catastrofe nucleare, sono sul tavolo di progettazione e alcuni progrediscono.
Questi includono:
– Un nuovo piano dell’Aviazione degli Stati Uniti che sostiene “il volo con motore nucleare“, dal titolo Energy Horizons, emesso a gennaio, afferma che “l’energia nucleare è stata impiegata su diversi sistemi satellitari” e “questa fonte fornisce una potenza costante … con una molto più alta energia e densità di potenza rispetto alle tecnologie attuali.” E ammette che “l’attuazione di tale tecnologia deve essere valutata con dei possibili esiti catastrofici.” Infatti, il peggior incidente che ha coinvolto un sistema spaziale nucleare degli Stati Uniti si è verificato con la caduta sulla Terra, nel 1964, di un satellite alimentato da un generatore termoelettrico a radioisotopi o RTG, lo SNAP-9A. Non riuscì a raggiungere l’orbita e cadde sulla Terra, la disintegrazione nell’atmosfera causò la dispersione del suo combustibile al Plutonio-238, sotto forma di un’ampia nube di polvere sulla Terra. Il dr. John Gofman, professore di Fisica Medica presso l’University of California, Berkeley, collegò l’incidente dello SNAP-9A ad un aumento globale nel cancro ai polmoni. Il rapporto dell’Aviazione considera l’energia nucleare una fonte di energia che l’aiuterà a raggiungere la “massima quota fondamentale“, fornendo “l’accesso a ogni parte del globo, comprese le aree negate”.
– “Un innovativo sistema di navigazione spaziale a propulsione nucleare russa, sarà pronta entro il 2017, e spingerà una nave in grado di compiere lunghe missioni interplanetarie entro il 2025“, aveva riferito, la scorsa settimana, l’agenzia russa RIA Novosti. L’articolo del 3 aprile, intitolato “Plutonio su Plutone: novità sul volo spaziale nucleare russo“, diceva, “Il motore nucleare della potenza di megawatt, funzionerà per un massimo di tre anni e produrrà 100-150 kilowatt di energia, a potenza normale.” E “sviluppato presso Skolkovo, polo tecnologico avanzato della Russia, dove il direttore del programma nucleare Dennis Kovalevich ha confermato la svolta.” Ha detto, “gli scienziati si aspettano di iniziare a sviluppare il nuovo motore tramite test operativi, già nel 2014.” In precedenza, RIA Novosti aveva riferito che il direttore di Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, riteneva che lo “sviluppo di sistemi a energia nucleare, della potenza di megawatt, per veicoli spaziali con equipaggio umano, è determinante se la Russia vuole mantenere un vantaggio competitivo nella corsa allo spazio, compresa anche l’esplorazione della Luna e di Marte.” Si dice che anche l’azienda spaziale russa Energija, sia “pronta a progettare una centrale nucleare spaziale, con una vita utile di 10 a 15 anni, da collocare inizialmente sulla Luna o su Marte.” Il peggior incidente che coinvolse un sistema spaziale nucleare sovietico o russo, fu la caduta nel 1978 del satellite Cosmos 954, alimentato da un reattore nucleare. Disperse nell’atmosfera detriti radioattivi per oltre 77.000 miglia quadrate, sui Territori del Nordovest del Canada.
– Gli Stati Uniti stanno avviando di nuovo la produzione di Plutonio-238 per uso spaziale. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti avevano smesso di produrre Plutonio-238. E’ 270 volte più radioattivo rispetto al più comunemente conosciuto plutonio-239, utilizzato come combustibile per le bombe atomiche, e quindi la sua realizzazione ha prodotto un significativo inquinamento radioattivo. Invece, hanno ottenuto Plutonio-238 dalla Russia. Gli RTG alimentati da Plutonio-238 sono stati utilizzati dagli Stati Uniti come fonte di energia elettrica per i satelliti, come Horizons Energy notava. Ma questo fino all’incidente dello SNAP-9A, che ha causato una svolta verso la produzione di elettricità con pannelli solari fotovoltaici. Ora tutti i satelliti sono alimentati da pannelli solari, così come la Stazione Spaziale Internazionale. Ma gli RTG che usano il Plutonio-238 sono rimasti una fonte di energia elettrica a bordo di sonde spaziali come la Cassini, che la NASA ha lanciato verso Saturno nel 1999. Il Dipartimento dell’Energia prevede di produrre Plutonio-238, sia all’Oak Ridge National Laboratory che nell’Idaho National Laboratory. “Nei prossimi due anni, l’Oak Ridge National Laboratory avvierà un progetto pilota da 20 milioni di dollari per dimostrare la capacità del laboratorio nel produrre e processare Plutonio-238 per l’utilizzo nel programma spaziale“, ha riferito il Knoxville Sentinel News, il mese scorso.
-Gli Stati Uniti stanno inoltre sviluppando missili a propulsione nucleare. Il direttore della NASA Charles Bolden, un ex astronauta e maggiore generale dell’US Marine Corps, è un sostenitore del progetto di una società di Houston, Ad Astra, di cui un altro ex astronauta, Franklin Chang-Diaz, è presidente e chief executive officer. “Ha lanciato Ad Astra, dopo che si era ritirato dalla NASA nel 2005, ma l’azienda continua una stretta collaborazione con l’agenzia spaziale degli Stati Uniti“, osservava la governativa Voice of America, nel suo articolo sul progetto dello scorso anno. Il Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket o VASMIR può essere alimentato da energia solare, ma l’articolo riferisce, “Chang-Diaz dice che sostituendo i pannelli solari con un reattore nucleare, si fornirà la potenza necessaria a VASMIR per un viaggio molto più veloce.” E lo cita riferire che “potremmo compiere una missione su Marte in circa 39 giorni, solo in andata.” E, anche se “tale missione è ancora lontana tanti anni, Chang-Diaz dice che il suo razzo potrebbe essere utilizzato molto prima per le missioni della Stazione Spaziale Internazionale o per il recupero o il posizionamento di satelliti in orbita attorno alla Terra.”
Chi sfida ciò che sta accadendo è il Global Network Against Weapons & Nuclear Power in Space.
Bruce Gagnon, coordinatore del gruppo, commenta:
Chi può negare che l’industria nucleare non stia facendo gli straordinari per diffondere il suo prodotto mortale su ogni possibile applicazione militare? La recente rivelazione che il Pentagono stia fortemente considerando di usare motori nucleari sui droni è pericolosamente ‘più del solito'”. “Droni a propulsione nucleare che volano in giro o a bordo di razzi che spesso falliscono il lancio, sono follia pura“, afferma Gagnon. “Le persone devono respingerlo nettamente“.
Quello che sta accadendo ha cause profonde. Un concetto fondamentale di Sandia e Northrop Grumman per i droni a propulsione nucleare era, come il quotidiano britannico The Guardian ha riferito la settimana scorsa, i voli a lunghissima autonomia. “Gli scienziati statunitensi hanno elaborato piani per una nuova generazione di droni a propulsione nucleare, in grado di volare sulle regioni remote del mondo per mesi e mesi, senza rifornimento di carburante“, ha segnalato. La stessa logica, ha osservato Gagnon, fu alla base dello sviluppo negli Stati Uniti, negli anni ’40 e ’50, di bombardieri a propulsione nucleare.
La strategia era che questi bombardieri a propulsione nucleare rimanessero in aria per lunghi periodi di tempo. Non ci sarebbe stato quindi alcun bisogno di mobilitare gli equipaggi e fare decollare i bombardieri per sganciare armi nucleari in Unione Sovietica, se erano già in volo, in attesa del comando. L’Energia Nucleare per la Propulsione di Aeromobili o progetto NEPA, fu iniziato nel 1946 e ha comportato la conversione di due bombardieri B-36 per la propulsione nucleare. La prima operazione di un motore aeronautico nucleare si verificò nel 1956. I laboratori nazionali degli Stati Uniti, una serie di strutture che iniziarono il programma d’urto per costruire le armi atomiche, il  Manhattan Project, erano parte integrante del programma. L’Oak Ridge National Laboratory, che venne avviato quando si sciolse la Commissione per l’Energia Atomica degli USA, svolse gran parte del lavoro di ricerca. Gran parte del test venne svolto in quello che ora è l’Idaho National Laboratory, dove oggi due motori per aerei nucleari sono esposti al pubblico ed è anche rimasto un hangar gigantesco, costruito per gli aerei nucleari. La General Electric fu il principale contraente.
Il piano dei bombardieri a propulsione nucleare venne finalmente affondato a causa del problema causato dalla pesante schermatura in piombo per proteggere l’equipaggio dalle radiazioni e, come l’allora Segretario alla Difesa Robert McNamara disse al Congresso nel 1961, un aereo atomico “espellerebbe nell’atmosfera una parte delle sostanze radioattive prodotte dalla fissione, creando un importante problema di pubbliche relazioni, se non un pericolo fisico reale.”
Un programma successivo che collegò l’energia nucleare e le armi fu il programma Star Wars del presidente Ronald Reagan. Venne “predicato”, osserva Gagnon, “il nucleare nello spazio“. Reattori e anche un “Super RTG” vennero costruiti dalla General Electric, per fornire l’energia a piattaforme orbitanti da combattimento dotate di laser, cannoni iperveloci e armi a fascio di particelle.
Nel mio libro, The Wrong Stuff: The Space Program’s Nuclear Threat to Our Planet e nel documentario TV, Nukes in Space: The Nuclearization and Weaponization of the Heavens, ho notato la dichiarazione del 1988 del tenente generale James Abramson, primo capo della Strategic Defense Initiative, che “senza reattori in orbita [vi] sarà necessità di un lungo, lungo cavo elettrico che scenda sulla superficie della Terra” per alimentarli. Aveva affermato: “Il mancato sviluppo dell’energia nucleare nello spazio potrebbe paralizzare gli sforzi per implementare sensori anti-missili e armi in orbita.”
Per quanto riguarda i razzi a propulsione nucleare, gli Stati Uniti hanno una lunga storia di tentativi di realizzazione a partire dagli anni ’50. C’era un programma chiamato Nuclear Engine for  Rocket Vehicle Application o NERVA, seguiti dai progetti Plutone, Rover e Poodle (barboncino). E negli anni ’80, il razzo a propulsione nucleare Timberwind venne sviluppato per inviare carichi pesanti per Star Wars e anche per dei viaggi su Marte. Più di recente, il programma Prometeo per costruire razzi a propulsione nucleare, venne iniziato dalla NASA nel 2003. Nel corso degli anni ci sono state grandi preoccupazioni sulla possibile esplosione di un missile nucleare al lancio o un suo schianto sulla Terra.
L’Unione Sovietica, la Russia, ha condotto un programma spaziale nucleare parallelo, per satelliti a propulsione nucleare, lo sviluppo di un bombardiere nucleare e di missili a propulsione nucleare.
Ora, nel frattempo, l’energia nucleare sopra le nostre teste, viene indicato come necessaria.
La NASA ha continuato a usare gli RTG alimentati da Plutonio-238 su sonde spaziali, affermando che non c’era altra scelta. Ma l’anno scorso ha lanciato la sonda spaziale Juno che ora viaggia verso Giove – che per alimentare tutti i suoi sistemi di bordo, utilizza solo pannelli solari fotovoltaici.  Arriverà nel 2016 e farà 32 orbite attorno a Giove ed eseguirà una serie di missioni scientifiche. La NASA ha dichiarato la settimana scorsa, sul suo sito web, che Juno:il 4 aprile sarà approssimativamente a 209 milioni di chilometri dalla Terra … La sonda Juno è in ottima salute.” Questo nonostante la NASA sostenga da decenni che solo l’energia nucleare sia in grado di fornire energia elettrica a bordo, nello spazio profondo.
Allo stesso modo, l’Agenzia spaziale europea ha varato nel 2004 una sonda spaziale chiamata Rosetta, che utilizza l’energia solare piuttosto che l’energia nucleare, per avere energia elettrica a bordo. Dovrà incontrare nel 2014 la cometa 67P/Churjumov-Gerasimenko e inviarvi un lander per analizzarne la superficie. A quel punto sarà a 500 milioni di miglia dal Sole, una piccola pallina nel cielo a quella distanza, ma Rosetta raccoglierà ancora l’energia solare .
Come  propulsione spaziale, una fonte di energia molto promettente sono le particelle ionizzate nello spazio, che possono essere utilizzate nell’ambiente senza attrito chiamato vela solare.
Nel maggio 2010, l’Exploration Agency del Giappone ha lanciato un veicolo spaziale sperimentale, Ikaros, che sette mesi più tardi ha raggiunto Venere, spinto solo dalla sua vela solare. La Planetary Society sta preparando una missione simile, utilizzando un veicolo spaziale di nome LightSail-1 (Vela di luce) alimentato da vele solari e pianifica due voli più ambiziosi per LightSail-2 e LightSail-3.
Queste missioni non minacciano la vita sulla Terra, come invece fa l’uso della propulsione nucleare. E le minacce della propulsione nucleare possono essere enormi. Ad esempio, si consideri la proiezione nella Final Environmental Impact Statement for the Cassini Mission della NASA, sugli impatti possibili se ci fosse un “rientro accidentale” di Cassini nell’atmosfera terrestre, durante una delle sue due “flyby”, slanci attorno alla Terra, ma a poche centinaia di miglia di quota, per aumentare la sua velocità in modo da poter raggiungere Saturno. Se cadesse sulla Terra, si dissolverebbe nell’atmosfera ed i suoi 72,3 chilogrammi di Plutonio-238 verrebbero dispersi, “5 miliardi … della popolazione mondiale … potrebbero ricevere il 99 per cento o più della esposizione alle radiazioni“, prevedeva la NASA.
Inoltre, anche la produzione di combustibile nucleare sulla Terra per l’uso nello spazio o nell’atmosfera, per droni, costituisce un pericolo. Le strutture che sono state utilizzate in precedenza dagli Stati Uniti per la produzione di Plutonio-238, i Los Alamos National Laboratory e i Mound Laboratory, sono divenuti ricettacoli della contaminazione dei lavoratori e dell’inquinamento radioattivo.
James Powell, direttore esecutivo dell’organizzazione Keep Yellowstone Nuclear Free, che si è opposto al riavvio della produzione di Plutonio-238 nel vicino Idaho National Laboratory, commenta:  “A parte il pericolo incombente di ordigni nucleari sulla Terra, dobbiamo anche renderci conto che il materiale nucleare deve essere prodotto nei nostri cortili con reattori nucleari degli anni ’60 e poi trasportato avanti e indietro da [Oak Ridge National Laboratory in] Tennessee all’Idaho. Ogni singola parte di questo processo ci interessa”.

Karl Grossman, professore di giornalismo presso la State University di New York / College di Old Westbury, è l’autore di The Wrong Stuff: The Space Program’s Nuclear Threat To Our Planet (Common Courage Press), e scrittore e narratore del documentario TV, Nukes In Space: The Nuclearization and Weaponization of the Heavens (EnviroVideo).

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora