L’India promuove un’atmosfera amichevole verso la Cina

La recente politica indiana sul Dalai mostra buona volontà
Yang Sheng, Global Times, 17/4/2018I legami sino-indiani riprendono grazie al prossimo vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) in Cina, secondo gli esperti, che avvertivano che se l’India vuole maggiore collaborazione con la Cina, dovrà mostrare maggiore sincerità nel rafforzare la fiducia reciproca. “L’India ha fatto alcune mosse per riprendere i legami con la Cina, come il divieto dell’attività del Dalai Lama a Nuova Delhi il mese scorso: l’India vuole promuovere un’atmosfera amichevole prima del vertice della SCO“, dichiarava Hu Zhiyong, ricercatore dell’Istituto per le relazioni internazionali dell’Accademia delle scienze sociali. Il vertice SCO di quest’anno si terrà a Qingdao, nella provincia dello Shandong, a giugno. L’India aderì alla SCO l’anno scorso. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Hua Chunying dichiarava: “Quest’anno, sotto la guida dei leader dei due Paesi, le relazioni tra Cina e India hanno avuto uno slancio positivo con scambi ravvicinati e nuova cooperazione a vari livelli”. Yang Jiechi, dell’Ufficio Politico del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) e direttore della Commissione per gli Affari Esteri del Comitato Centrale del PCC, aveva colloqui col Consigliere per la Sicurezza Nazionale Ajit Doval. I due Paesi avevano anche il quinto incontro del Dialogo economico strategico Cina-India a Pechino. Le parti avevano anche riunioni sulla questione del confine e dei meccanismi del traffico fluviale transfrontaliero, affermava Hua. La Ministra degli Esteri indiana Sushma Swaraj visiterà presto la Cina ed avrà colloqui bilaterali con l’omologo cinese Wang Yi. La Ministra della Difesa dell’India Nirmala Sitharaman, visiterà la Cina la prossima settimana incontrando la controparte, secondo l’Hindustan Times.
Il mese scorso New Delhi ordinava ai funzionari indiani di evitare le attività organizzate dal gruppo del Dalai Lama, a cui vietava una manifestazione a New Delhi. L’atteggiamento dell’India su tale problema è molto diverso dall’anno scorso, secondo Lin Minwang, professore del Centro per gli Studi dell’Asia meridionale dell’Università di Fudan. “Questo è il risultato della politica cinese formata sia da dura lotta che da sincera cooperazione con l’India“. Quando Pechino protestò per le attività del Dalai Lama in India, l’anno scorso, New Delhi parlò d'”interferenza negli affari interni dell’India”. Quindi New Delhi apparentemente cambia politica verso la Cina, osservava Lin. “Se i rapporti sino-indiani rimangono tesi o ostili come l’anno scorso, sarà imbarazzante per i loro leader incontrarsi a Qingdao, e l’incontro bilaterale col leader cinese non ci sarà, quindi New Delhi deve riprendere i legami con la Cina e mostrare sincerità“, affermava Hu.

Attendendo
Tuttavia, gli esperti cinesi restano cauti sul miglioramento dei rapporti bilaterali. Secondo Lin: “Non sappiamo se la politica dell’India nei confronti della Cina abbia un cambiamento strategico a lungo termine o sia una mossa tattica temporanea“. Alla quinta riunione del Dialogo economico strategico Cina-India a Pechino, l’India chiese l’aiuto della Cina per accelerare il corridoio ferroviario Bangalore-Chennai, secondo il quotidiano indiano Economic Time. “L’India collabora col Giappone su progetti ferroviari, ma li consideriamo rischiosi, poiché l’India ha imposto richieste eccessive al Giappone, aggiungendo che il costo per aggiornarne il sistema ferroviario è enorme, quindi la Cina rimarrà cauta, e senza ampia fiducia e distensione politica sul confine, è improbabile che ci sia maggiore cooperazione“, affermava Hu.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Russia e India verso un’importante svolta commerciale

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 15.04.2018Russia ed India sono partner di lunga data con una ricca storia di cooperazione reciprocamente vantaggiosa. I due Paesi hanno un grande potenziale commerciale. Tuttavia, commercio e cooperazione economica russo-indiani non possono ancora essere definiti molto attivi. Questa situazione non è accettabile ed ora Russia ed India lavorano per sviluppare le relazioni economiche. Per molti anni i due Paesi hanno collaborato in settori cruciali come Industria della Difesa, energia nucleare e tecnologie spaziali. Tuttavia, gli scambi sono ancora relativamente piccoli. Inoltre, negli ultimi anni, il volume degli scambi ha iniziato a diminuire, costringendo la leadership di Russia e India a prestare particolare attenzione al problema. Grazie agli sforzi congiunti nel 2017, una crescita costante è finalmente iniziata. Nel periodo gennaio-novembre 2017, il commercio russo-indiano superava gli 8 miliardi di dollari, oltre il 21% in più degli scambi dello stesso periodo del 2016. Anche il 2018 è iniziato con successo: gli scambi nel gennaio 2018 superavano gli indicatori simili del 2017 del 55 percento. Si prevede che la crescita continui e che nel 2018 il commercio russo-indiano superi i 10 miliardi di dollari. Tuttavia, secondo gli esperti russi e indiani, queste cifre potrebbero essere molto più alte se il potenziale commerciale russo-indiano fosse pienamente realizzato. Nel marzo 2018, i media riferivano dell’incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico russo Maksim Oreshkin e il Ministro del Commercio e dell’Industria indiano Suresh Prabhu. Durante i colloqui, i ministri discussero dei vari ostacoli alla cooperazione economica tra Russia e India. Tali ostacoli furono riscontrati nella sfera finanziaria, nella legislazione doganale e in vari altri settori. Di conseguenza, fu adottato un piano per rimuoverli; col successo dell’attuazione del piano, il commercio russo-indiano potrebbe raggiungere i 30 miliardi di dollari entro il 2025.
Un altro passo importante nello sviluppo delle relazioni commerciali tra Russia e India potrebbe essere la creazione di una zona di libero scambio tra India ed Unione economica eurasiatica (UEE), in cui la Russia svolge un ruolo di primo piano. Nel gennaio 2018 si svolsero consultazioni preliminari tra i rappresentanti dell’UEE e la leadership indiana a Nuova Delhi. Si prevede che entro la fine del 2018 le parti procederanno a negoziati a tutti gli effetti. Mentre la cooperazione su vasta scala su vari beni e servizi tra Russia e India va ancora raggiunta, da tempo è ad alto livello in settori come la tecnologia militare. L’India è da tempo un importante acquirente di equipaggiamento militare russo. Il progetto missilistico russo-indiano BrahMos è un successo. Tra le ultime notizie sulla cooperazione tecnico-militare tra i due Paesi, va notato il desiderio dell’India di acquisire sistemi di difesa aerea russi S-400 Triumf. Si prevede che il contratto sarà firmato entro la fine del 2018. L’India è anche interessata alle tecnologie russe per scopi pacifici. Ad esempio, nel febbraio 2018 fu firmato un memorandum per la cooperazione tra United Shipbuilding Corporation (USC, RF) e la più grande società di costruzioni navali indiane, la Cochin Shipyard Limited. Conformemente al documento, le parti intendono progettare e costruire insieme navi moderne per la navigazione interna e costiera. L’elenco delle navi che le compagnie russe e indiane costruiranno congiuntamente comprende petroliere, navi da carico secco, navi passeggeri e hovercraft. Inoltre, l’USC prenderà parte alla costruzione di infrastrutture per le costruzioni e riparazioni navali nello stato indiano dell’Andhra Pradesh. Inoltre, Russia e India considerano molti altri progetti congiunti relativi ad industria petrolifera, aeronautica, elettronica, farmaceutica e informatica. Una task force sui progetti d’investimento prioritari, creata dalla commissione intergovernativa russo-indiana diversi anni fa, ne discute. La riunione programmata del gruppo si tenne nel settembre 2017. Tra le questioni discusse c’era l’imminente apertura del Centro per la formazione di specialisti nei settori dell’energia e dell’ingegneria pesante, che inizierà i lavori in India nel 2018. La creazione del centro è il risultato del lavoro congiunto tra associazione scientifica e produttiva russa TsNIITMASH e società indiana Heavy Engineering Corporation Ltd. Oltre alla task force per i progetti d’investimento, ci sono anche task force russo-indiani per scienza e tecnologia, prodotti farmaceutici, turismo e cultura, energia, promozione dei pagamenti in valute nazionali e così via.
Nonostante il lavoro dei funzionari, il miglioramento della legislazione e l’impegno degli ambienti economici, il principale problema che ostacola il commercio russo-indiano è il fattore geografico. Russia e India non confinano e tra esse si trovano le distese di Cina ed Asia centrale. La maggior parte (oltre l’80%) del traffico tra i due Paesi avviene lungo la rotta marittima da San Pietroburgo che attraversa il Canale di Suez. È una rotta lunga e difficile che difficilmente permetterà il pieno potenziale commerciale russo-indiano, indipendentemente dalle condizioni favorevoli che i due Paesi creano. Pertanto, un importante passo verso la cooperazione commerciale su vasta scala tra India e Russia include l’istituzione di un corridoio per il trasporto internazionale (ITC) chiamato “Nord-Sud”, sul quale operano Federazione Russa, India, Iran e Azerbaigian. Il progetto ITC prevede la creazione di una vasta rete di strade e ferrovie che collega Russia e Iran. Un ramo va dalla Russia all’Iran attraverso l’Azerbaijan; l’altro termina nel Mar Caspio, nel porto di Astrakhan. Lì, il carico passa al trasporto marittimo seguendo le coste iraniane e quindi continuando su ferrovia. Il terzo ramo passa da Kazakistan, Uzbekistan e Turkmenistan. Passando per l’Iran, queste strade dovrebbero finire sulle rive del Golfo Persico, nel porto di Bandar Abbas, da dove possono raggiungere il più grande porto indiano, Mumbai. Pertanto, l’ITC “Nord-Sud” dovrebbe ridurre al minimo il segmento marittimo della rotta tra Russia e India. Il lavoro sul progetto è già al primo decennio; l’interesse per l’ITC si attenuò e poi riapparve. Ma alla fine, negli ultimi anni, i Paesi partecipanti intensificano gli sforzi e il progetto “Nord-Sud” inizia rapidamente ad avvicinarsi alla realizzazione. Va completandosi il ramo più conveniente dell’ITC dal punto di vista logistico, che attraversa l’Azerbaigian. Dopo il completamento dei restanti 180 km di ferrovia tra Iran e Azerbaigian, sarà istituito un servizio ferroviario diretto tra questi Paesi e la Russia. Ciò significa che le comunicazioni tra Russia e India aumenteranno significativamente.
Si può concludere che Russia e India lavorano seriamente sullo sviluppo della cooperazione economica. Dato l’enorme potenziale per entrambi i Paesi, ci si può aspettare che i lavori portino presto risultati molto tangibili.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Cina impone dazi sui beni statunitensi

Covert Geopolitics 2 aprile 2018La Cina sospende gli obblighi di riduzione dei dazi su 128 prodotti importati dagli Stati Uniti e ne impone di addizionali sulla base degli attuali dazi applicabili. “Al fine di proteggere gli interessi della Cina e bilanciare le perdite causate dai dazi imposti dagli Stati Uniti (cioè 232 misure) sui prodotti importati in acciaio e alluminio, nell’interesse della Cina la Commissione doganale del Consiglio di Stato ha deciso di sospendere le concessioni sui dazi su determinati prodotti importati dagli Stati Uniti”, dichiarava la Commissione dei dazi doganali del Consiglio di Stato. Per sospendere gli obblighi di riduzione daziaria su 120 prodotti importati, come frutta e altri prodotti dagli Stati Uniti, la Cina imponeva dazi addizionali sugli attuali applicati ed imponeva un dazio del 15%, secondo la dichiarazione del Consiglio di Stato. Otto merci importate, come carne di maiale e prodotti originari degli Stati Uniti, non saranno soggette ad obblighi di riduzione daziaria. I dazi sono imposti sulla base degli attuali dazi applicati e il tasso daziario viene aumentato del 25%. L’attuale politica di tassazione, sgravi fiscali e esenzioni fiscali rimane invariata”.

Dr. Thomas Hoke @hoke_thomas
Secondo quanto riferito, la Cina impone dazi su oltre 125 importazioni statunitensi, tra cui frutta e maiale. Secondo i media statali cinesi, circa 128 merci statunitensi saranno tassate, col governo del Presidente Xi Jinping che esegue la minaccia d’imporre le misure.
19:26 – 1 apr 2018

L’8 marzo 2018, il presidente degli Stati Uniti Trump firmava l’annuncio confermando che i prodotti importati in acciaio e alluminio minacciavano la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e deciso d’imporre dazi (232 misure) su acciaio e prodotti in alluminio importati, dal 23 marzo. Sputnik 
Oltre a sganciare letteralmente atomiche tattiche sull’infrastruttura economica della Cina, che tipo di contromisura dovrebbe scatenare lo Stato profondo ora? Una Cina unita contro gli “Stati Uniti” divisi conduce solo al collasso dell’impero inglese. Non è che la prima abbia trascurato d’avvertire gli Stati Uniti dall’aprire il proverbiale vaso di Pandora. “Vorremmo raccomandare agli Stati Uniti di astenersi da qualsiasi azione che possa danneggiare commercio e relazioni economiche tra i due Paesi, altrimenti gli Stati Uniti cadranno nella fossa che scavano per altri“, aveva detto Gao. Sembra che ora vedremo la Cina alla fine del tiro della fune. Ed anche Putin…

Ed anche il Pakistan si unisce alla mischia… “La Cina avrebbe fornito al Pakistan un sistema di tracciamento ottico altamente avanzato, che sarà un vantaggio per il proprio programma missilistico. La mossa è un evidente sgarbo all’India, che diventa il principale rivale regionale della Cina. La consegna del sistema fu segnalata dall’Accademia delle Scienze cinese (CAS) in una dichiarazione che il South China Morning Post (SCMP) riportava. Un’occasione rara per Pechino di confermare pubblicamente l’esportazione di attrezzature militari sensibili che potrebbero suscitare polemiche in altre nazioni. L’accordo, afferma la nota, è il primo di questo tipo tra la Cina e un acquirente straniero“. RT

Maj Gen Asif Ghafoor@OfficialDGISPR
Il Pakistan ha condotto un altro test riuscito del missile da crociera sublanciato (SLCM) sviluppato dal BABUR, con una gittata di 450 km. Il BABUR è in grado di trasportare vari tipi di testate.
19:22 – 29 mar 2018

La grande domanda ora è: dove va lo Stato profondo così? Che dire dei cosiddetti patrioti statunitensi? Non combineranno qualcosa mostrandoci alcune azioni reali e verificabili? Questo è il momento migliore per reagire. Inoltre, non ci si può aspettare che Trump e il suo team di guerrafondai riciclati facciano il dovuto rendendo l’America ancora grande.Traduzione di Alessandro Lattanzio

La profonda disperazione dello Stato profondo. Ecco perché…

Covert Geopolitics, 31 marzo 2018Vi siete mai chiesti perché lo Stato profondo si comporta “stranamente” ultimamente? Non importa dove si guardi, lo Stato profondo lotta per preservare la propria posizione privilegiata sull’intero spettro sociale. Che si tratti di economia, geopolitica, militare o anche nell’esopolitica, perde il controllo, è un grande momento. In breve, è nel panico.

Economia mondiale
Come previsto, lo Shanghai International Energy Exchange (INE) ha iniziato ad intrattenere gli investitori sui futures sul petrolio greggio quotati da 23 intermediari esteri. In appena una settimana, ha già totalizzato 278234 transazioni, per un valore di 115,92 miliardi di yuan. La Cina è attualmente il principale consumatore di energia, ed è giusto che debba dettare il corso della valuta da utilizzare nell’acquisto del petrolio, d’ora in poi. Questo naturalmente fa ben sperare sull’industria guerrafondaia del petrodollaro. No, questo non è solo un cambio tra due elementi dello stesso ordine mondiale. È assolutamente sbagliato. In Cina oggi si costruiscono 33 centrali nucleari avanzate, e il suo obiettivo intermedio è esportare centrali elettriche chiavi in mano in tutto il mondo a un prezzo che solo la Cina potrà offrire. Anche se Donald Trump costringe la Cina ad assumere più idrocarburi costosi, quindi i dazi sull’acciaio cinese. Ma gli Stati Uniti si sparano ai piedi, dato che quest’ultimo è molto più economico delle controparti locali. Perché? La Cina non gioca al gioco economico dell’occidente, basato sulla scarsità. Vuole mostrare all’altra parte che c’è un modo migliore di gestire il pianeta, a vantaggio di tutti. È abbastanza saggio capire che l’unico modo in cui può proteggersi è potenziare le altre nazioni con ampio sviluppo e massicce istituzioni di sistemi energetici liberi con l’uso pacifico dell’energia nucleare.

Il cambio di regime è stato fermato
L’impero inglese non è contento della sconfitta dei suoi gruppi terroristici nel Ghuta in Siria. Circa 6000 terroristi impiegati dalla CIA ancora ottenevano un passaggio sicuro verso Idlib. Ma un giornalista si prese l’onere di confrontarsi con alcuni di loro e mettere in discussione il senso delle loro azioni insensate. Ai terroristi fu offerta la riconciliazione dal governo siriano, ma rifiutavano scegliendo invece di trasferirsi ad Idlib, dove possono unirsi agli altri terroristi della CIA sconfitti. Trump, assai volubile d’altro canto, lascia intendere che gli Stati Uniti molleranno presto la Siria. Applausi per Trump. Ma in realtà, il danno fatto in Siria non può essere annullato con un’affermazione. Per non parlare del fatto che poche settimane prima firmò il più alto bilancio del Pentagono di sempre. Anche l’ultimo tentato colpo di Stato anti-Trump inglese usando la psyop Cambridge Analytica falliva.Comportamento infantile di un vecchio impero
Tornando al Regno Unito, l’immaturità negli affari mondiali si manifesta nell’uso sfrenato del dipartimento d’intelligence per avviare false flag anti-russe malriuscite, avvelenando il proprio agente Sergej Skripal e darne la colpa alla Russia. Ciò seguito dalla massiccia espulsione di diplomatici russi da parte di UE e Stati Uniti, in qualche modo enorme miglioramento considerando che un anno prima, in realtà li assassinavano, apertamente o in altro modo. Ultimamente, i russi risposero con la proporzionata espulsione di diplomatici occidentali, dovuta alla mancata esibizione da parte di questi ultimi delle prove sull’avvelenamento di Skripal, e al rifiuto del Regno Unito di collaborare nelle indagini. La disperazione dell’impero inglese continua col raid ingiustificato su un aereo di linea dell’Aeroflot e la chiusura dell’accesso a Internet di Julian Assange. Il governo svedese non ha alcuna causa contro il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, e quindi, l’impero non ha nulla da rimproverare all’attivista, il cui crimine è fare solo ciò che i giornalisti seri dovrebbero fare, cioè scovare e pubblicare gli illeciti del governo? I governi controllati dallo Stato profondo vogliono limitare la nostra libertà di espressione ed intromettersi nelle nostre vite, ma esso stesso non può permettersi di aprirsi al pubblico controllo.

Il multipolarismo avanza, mollando l’occidente
Voi proponete, ma l’altra parte rifiuta i termini del reciproco vantaggio. Quali sono le opzioni? Mentre si fanno le puntate da fare, la rinascita dell’antica Via della Seta continua mentre altre nazioni africane si avvalgono dei massicci progetti infrastrutturali finanziati al 70% dalla Cina. Questo importante incremento economico è associato al trasferimento di tecnologia che avrà profondo impatto sulla vita delle popolazioni locali. Paragonato ai superficiali concerti rock per l’Africa, dove il ricavato andava nelle tasche di chi gestisce le losche e false organizzazioni umanitarie. Tutto ciò che i critici occidentali potrebbero fare è osservare questi sviluppi e malignare sulla Cina che solo cerca di sfruttare le risorse naturali, come fa l’occidente da 500 anni. No, la partecipazione della Cina alla costruzione di infrastrutture di base in Africa rende il continente indipendente dallo sfruttamento occidentale. Questo è ben lontano da cambi di regime, guerre e attacchi biochimici occidentali contro gli africani. Gli Stati Uniti d’America devono ricordare che alla loro nascita come repubblica, fu la Cina a finanziarne lo sviluppo economico iniziale, con le costruzioni ferroviarie nel continente che usarono la laboriosa manodopera cinese che nei libri di storia statunitensi sono etichettati come schiavi È così bello vedere che in Africa oggi già si parla di come rapportarsi con la Cina in termini economici,… piuttosto che usarne le conoscenze in matematica contando i cadaveri delle guerre istigare dall’occidente. Si ricordi come lo Stato profondo controllava le Nazioni Unite nel 1994, rispondendo al genocidio del Ruanda. Chi innescò quell’evento se non l’intelligence occidentale nella regione? Così com’è oggi, l’Oriente è stanco di affrontare immaturità ed eccezionalismo dell’occidente, e progredisce lo sviluppo globale, con o senza la partecipazione occidentale. L’occidente non può più dettare i termini su cui l’umanità ascende a una prosperità condivisa. La privilegiata élite parassitaria occidentale sarà presto irrilevante, poiché i padroni di casa acquisiranno più conoscenze su come decontaminare, disintossicare e smantellare le celle della prigione immaginaria costruitagli intorno.
Non ci sono mai stati limiti teorici e fisici a ciò che l’essere umano può fare. Le limitazioni dogmatiche stabilite dalla scienza sono laddove l’egemonia occidentale trae potere. Ma i risultati scientifici combinati all’Alleanza tra Russia, Iran e Cina, l’hanno efficacemente neutralizzate. Tutto ciò è la vera causa del panico nell’impero dello Stato profondo.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Mentre gli USA attuano la guerra commerciale, India e Cina si avvicinano

Times of India, 26 marzo 2018

La visita al Ministro del Commercio cinese Zhong Shan “ha salutato gli investimenti indiani in Cina e promesso di affrontare il deficit commerciale tra i due Paesi“, secondo la dichiarazione del Ministero del Commercio indiano. In precedenza, il Ministro del Commercio Suresh Prabhu e l’omologo cinese Zhong parteciparono al Joint Economic Group (JEG). L’incontro aveva una premessa interessante. Dall’inizio di questo mese, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha aumentato i dazi all’importazione in due occasioni. All’inizio di marzo, i dazi furono aumentati sulle importazioni di acciaio e alluminio, il che avrebbe influito su India e Cina. La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno inferto un colpo ancora più decisivo alla Cina imponendo altri dazi per 60 miliardi su tecnologia e beni di consumo cinesi. D’altra parte, il Premier cinese Li Keqiang, alla chiusura della sessione parlamentare annuale della seconda economia mondiale, dichiarava che aziende nazionali ed estere in Cina potranno competere su un piano di parità. L’India esporta il 16,13% delle esportazioni negli Stati Uniti. Invece il 3,42 per cento delle esportazioni è destinato alla Cina, diventando così quarto importatore di prodotti indiani. I nuovi dazi imposti dall’amministrazione Trump su acciaio e alluminio comportano qualche fastidio. Solo il 5% delle esportazioni indiane negli Stati Uniti sono metalli, di cui circa il 3% acciaio. Tuttavia, i dati dal sito del Ministero del Commercio mostrano un balzo del 41,60 per cento nelle esportazioni di acciaio e ferro dell’India tra aprile 2017 e gennaio 2018, rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. D’altra parte, pietre e vetro, le esportazioni più importanti dell’India negli Stati Uniti, hanno visto una lenta crescita. Il settore delle pietre preziose e semipreziose infatti ha visto un trend negativo dell’8%.
Per la Cina, i prodotti chimici organici, le maggiori esportazioni dell’India verso la superpotenza asiatica, hanno registrato una crescita del 16,75% nel periodo aprile 2017-gennaio 2018. Ma il commercio con la Cina è in gran parte distorto. Il disavanzo commerciale dell’India con la Cina s’è ampliato negli ultimi tre anni, e lo stesso discorso era all’ordine del giorno nella riunione dei ministri del commercio. L’India sicuramente cerca di favorire il commercio con la Cina, poiché tenta di ridurre il crescente deficit commerciale. Il Ministero del Commercio indiano presentava per l’esportazione in Cina un gran numero di prodotti farmaceutici. L’India suggerisce regole d’ingresso più semplici per i farmaci autorizzati in altri Paesi, una questione su cui si prevedono infine dei progressi nei prossimi mesi. Con quasi 11 miliardi, i prodotti farmaceutici rappresentano la quinta maggiore quota di esportazione dell’India, anche se fu osservato nel periodo aprile 2017-gennaio 2018 un trend negativo del 5%.
Il governo indiano, a sua volta, sarà probabilmente più aperto sulla concessione alla Cina dello status di “economia di mercato”. La Cina lotta con Unione europea (UE) e Stati Uniti nell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) per il riconoscimento come economia di mercato, denominazione che comporterebbe dazi antidumping notevolmente più bassi sui beni cinesi, rendendoli così più competitivi sul mercato globale mercato. Il deficit commerciale dell’India cogli Stati Uniti è molto più basso, rispetto a quello con la Cina. Con Stati Uniti e Cina che mostrano sentimenti contrastanti e l’India desiderosa di rendere più proficuo il commercio con la Cina, nuove vie nel commercio sino-indiano potrebbero aprirsi.Traduzione di Alessandro Lattanzio