Ecuador: l’agente della CIA Swat e altri

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 22/06/2016or-37496Sul murale nel parlamento ecuadoriano dal famoso pittore ecuadoriano Oswaldo Guayasamín, dal titolo “Imagen de la Patria”, appare un teschio ghignante con elmetto decorato con la sigla CIA. Quando il murale fu presentato nell’agosto 1988, Guayasamín spiegò che l’immagine sintetizzava le minacce straniere al suo Paese natale, e da quasi tre decenni questo “cranio della CIA” con ghigno sinistro osserva i deputati in parlamento. Le impronte digitali della CIA sono visibili in decine di incidenti in Ecuador, con cui i politici che minacciavano la politica estera statunitense furono eliminati. Ad esempio, nel maggio 1981 l’aereo con il presidente Jaime Roldós si schiantò nella provincia di Loja, regione montuosa dell’Ecuador. Il presidente Reagan era ostile agli ecuadoriani: Roldós rifiutò l’invito al suo insediamento e mantenne relazioni amichevoli con i sandinisti in Nicaragua e il governo cubano. Mostrò anche solidarietà al Fronte Democratico Rivoluzionario in El Salvador, che si opponeva alla dittatura militare. Roldós voleva riorganizzare l’industria petrolifera dell’Ecuador, mettendo a repentaglio gli interessi delle compagnie petrolifere transnazionali. Roldós fu eliminato a causa di “tutta una serie di lamentele”. Una volta che Rafael Correa è entrato in carica, la CIA intensificò le azioni in Ecuador. In una recente intervista Correa ha detto che nei primi giorni dell’amministrazione un certo diplomatico statunitense chiese un incontro durante il quale si presentò come “rappresentante ufficiale della CIA” in Ecuador. Costui sottolineò che agiva in modo indipendente dall’ambasciatore degli Stati Uniti. Come osservò Correa, a quel tempo “gli statunitensi ancora pensavano di poter prendere il controllo del nostro governo”. L’impulso delle ultime rivelazioni di Correa sulle attività sovversive dell’intelligence degli Stati Uniti nel Paese fu l’incidente con un’agente della CIA dal nome in codice “Swat”.
mario-pazmino Dal 1984 al 2007, una certa Leila Hadad Pérez, donna di origine libanese, agiva a Quito da agente illegale della CIA. In un primo momento usò un salone di bellezza come facciata, e poi un negozio che vendeva tappeti. Il suo vero nome era Sania Elias Zaytun al-Mayaq. Swat era soprattutto interessata agli alti ufficiali delle forze armate e della polizia. La loro collaborazione fu sottoscritta con “mance” mensili in dollari, pari a diversi stipendi degli ufficiali, e con la promessa di una carriera sempre in ascesa. Grazie agli sforzi di Swat, molti posti chiave dei servizi informativi e delle forze armate dell’Ecuador furono occupati da agenti della CIA. Uno degli obiettivi principali era ostacolare il coinvolgimento dell’Ecuador in iniziative volte ad integrare il continente ed anche a contrastare qualsiasi alleanza rafforzata con il Venezuela. Una campagna fu condotta per compromettere i leader vicini all’Ecuador come Hugo Chávez, Inácio Lula da Silva, Néstor Kirchner, Evo Morales, e altri. La rete degli agenti di Swat fece di tutto per evitare la chiusura della base militare statunitense di Manta. La campagna elettorale 2006 di Correa non nascose ciò che aveva in mente circa la presenza militare degli Stati Uniti. Praticamente ogni agente operativo della CIA nel Paese fu mobilitato, così come l’intelligence militare degli Stati Uniti, tra cui politici, poliziotti, militari, giornalisti, sindacalisti, studenti e ONG. Ma i loro sforzi fallirono. Come osserva Correa, i metodi impiegati da Swat erano “goffi” ed “era ovvio che era il cervello della CIA in Ecuador”. Di conseguenza, il presidente ecuadoriano decise di espellerla dal Paese. Nel luglio 2009, la base militare statunitense di Manta fu chiusa. L’ambasciatore degli Stati Uniti Todd Chapman cercò di negare l’esistenza dei legami tra CIA e politici ecuadoriani. Con una certa ironia, il Presidente Correa consigliò l’ambasciatore d’imparare “un po’ di più su come questi servizi lavorano, se non lo sa”. Rafael Correa pensa che il suo Paese sia ancora in pericolo di colpo di Stato. Alcuni analisti ritengono che, alla fine, la congiura della CIA in Ecuador sarà guidata da Mario Pazmino, ex-direttore dell’intelligence dell’Ecuador. Correa l’accusò di nascondere informazioni strategicamente vitali sull’attacco illegale lanciato dal confine con la Colombia a un accampamento delle FARC in Ecuador. Dall’inizio alla fine, l’attacco fu pianificato da CIA e intelligence militare. Conseguenza di queste rivelazioni, le agenzie di intelligence e controspionaggio dell’Ecuador compromesse furono riformate e un Segretariato Nazionale dell’Intelligence creato, nuovi agenti assunti e nuove attrezzature specializzate adottate. Tutto questo consentirà di monitorare in modo efficace le organizzazioni che rispondono alla CIA come USAID e National Endowment for Democracy (NED). Fu subito scoperto che Karen Hollihan, un’ecuadoriana di origine tedesca-statunitense, fu inviata a ripristinare la rete di agenti in Ecuador. Un uomo di nome Fernando Villavicencio collaborava con lei, affermando di essere un esperto di petrolio, ma la sua attività principale era denigrare il Presidente Correa. Villavicencio fu condannato a 18 mesi di carcere per diffamazione, ma riuscì a fuggire e ora usa internet per diffondere articoli scritti dalla CIA sulla corruzione nel governo Correa. Un altro contatto attivo di Hollihan si chiama César Ricaurte, che dirige l’organizzazione non-profit Fundamedios che monitora “le minacce alla libertà di stampa” in Ecuador sostenendo i critici del regime partecipi alla campagna di denunce della CIA. La ONG Participación Ciudadana, specializzata nel “giornalismo investigativo” della CIA, ha ricevuto 265000 dollari solo dal NED negli ultimi due anni, per coprire le “spese correnti”.
L’ecuadoregno Mario Ramos, direttore del Centro Andino per gli Studi Strategici, che analizza le operazioni contro i governi latino-americani che rifiutano le linee di Washington, ha osservato su Telesur che le attività sovversive della CIA aumentano in ogni Paese prima di scegliere “la strategia di destabilizzazione adeguata: guerra economica, mediatica o psicologica, e così via”. Ramos ritiene che, per contrastare tali operazioni sovversive, i latino-americani debbano stabilire “una strategia di difesa integrata” che si estenda alle sfere della diplomazia, militare e della finanza, e concentri gli sforzi dei servizi segreti dei loro Paesi su questo compito. La denuncia delle operazioni sovversive della CIA in Ecuador, la sfilata in TV dei primi piani dei criminali e l’analisi delle ripercussioni catastrofiche per il Paese dovute a tali attività illegali, provano che i leader politici e della sicurezza dell’Ecuador hanno raggiunto le dovute conclusioni.

Karen Hollihan

Karen Hollihan

Ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I progetti per trasformare lo spazio eurasiatico

F. William Engdahl New Eastern Outlook 21/06/2016Route-mapCon tali omicidi e distruzioni di infrastrutture nel mondo, dalla Siria all’Ucraina al Venezuela e alla Nigeria, voglio sottolineare due recenti progetti per la costruzione di nuove infrastrutture per sviluppare la crescita economica e la prosperità in alcune delle regioni meno sviluppate della Terra, in Eurasia, le vaste terre tra Russia e Cina. Due progetti sono appena stati confermati. La ferrovia ad alta velocità Mosca-Kazan-Kazakistan-Cina e l’importante ponte ferroviario sul fiume Amur in Cina. Di per sé non sono epocali. Nel contesto del multi-miliardario progetto infrastrutturale della Fascia economica della Nuova Via della Seta, come viene anche chiamata, i due progetti sono collegamenti vitali per creare il centro di sviluppo economico mondiale del prossimo secolo.
1416389012_rossiya-i-kitay-budut-sovmestno-protivostoyat-revolyuciyamIl 3 giugno Aleksandr Misharin, Primo Vice-presidente delle Ferrovie dello Stato russe annunciava che la Nuova Banca per lo Sviluppo (NDB) dei Paesi BRICS, formalmente istituita nel 2015, dopo aver ascoltato la presentazione delle Ferrovie Russe accettava il finanziamento parziale di 500 milioni di dollari del progetto ferroviario ad alta velocità Mosca-Kazan. La Cina ha recentemente confermato l’intenzione di fornire un prestito di 6 miliardi di dollari per la tratta Mosca-Kazan di quello che sarà il maggiore collegamento ferroviario ad alta velocità Mosca-Pechino dell’infrastruttura stradale Via e Fascia. La Cina finanzierà l’ulteriore completamento del progetto con azioni da 1 miliardo di dollari. Come notava Misharin, l’accordo della banca dei BRICS, NDB, è essenziale. Secondo le regole, la seconda nuova banca infrastrutturale asiatica, AIIB o Asian Infrastructure International Bank, creata l’anno scorso su iniziativa da Pechino per finanziare nei prossimi anni con 7 trilioni di dollari il deficit infrastrutturale asiatico stimato, offrendo prestiti molto più grandi, non ne sarà il primo creditore per questioni politiche. Quest’ultima decisione della NDB di cofinanziare la tratta Mosca-Kazan dell’eventuale collegamento ferroviario ad alta velocità Mosca-Pechino, parte fondamentale del progetto della Nuova Via della Seta economica, sarà assicurata dai governi di Cina e Russia approvando formalmente entro l’anno il progetto a livello governativo. Nel maggio 2015 le due ferrovie di Stato approvavano la tratta Mosca-Kazan e un gruppo ferroviario cinese, la China Railway Group Limited, insieme a due società russe, formava il consorzio per completare il collegamento. Il collegamento ad alta velocità Mosca-Kazan ridurrà il tempo di viaggio da 14 ore a 3 ore e mezza, aprendo nuove possibilità economiche sulla sua rotta, che dovrebbe essere completata nel 2018. Il progetto fu inizialmente proposto da Misharin nel 2009 in un contesto economico e politico molto diverso. Allora non c’era il concetto dei collegamenti Fascia e Via della Cina, e neanche le sanzioni economiche occidentali alla Russia che la costringessero a dare un’occhiata ai vicini orientali, in particolare alla Cina.

Banca dell’Alleanza Strategica
Un altro sviluppo correlato darà notevole esperienza e supporto finanziario e professionale alla nuova banca dei BRICS. L’8 giugno, la Nuova Banca per lo Sviluppo (NDB) firmava un accordo strategico di cooperazione con la China Construction Bank, la seconda banca statale cinese che collaborerà con la NDB in diversi settori, tra cui emissione di obbligazioni, finanziamento congiunto e scambio di informazioni. La China Construction Bank sosterrà anche la banca dei BRICS con linee di credito adeguate e l’impegno ad investire nelle obbligazioni finanziarie del nuovo creditore. La CCB è profondamente coinvolta nel finanziamento della costruzione della vasta rete ferroviaria ad alta velocità cinese ed di altre importanti infrastrutture. In breve, la NDB assume sostanzialmente il ruolo di serio finanziatore.

Un ponte sulle belle acque
La Russia ha annunciato inoltre la costruzione di un ponte sulle splendide acque del fiume Amur che separa la Russia dalla Cina. Il fiume Amur è il decimo fiume più lungo del mondo. Il nuovo ponte renderà possibile il collegamento diretto con la linea ferroviaria ad alta velocità della Fascia e Via della Cina, col futuro ponte di Tongjiang, nella provincia di Heilongjiang in Cina. Da parte russa si collegherà a Nizhneleninskoe nella regione autonoma ebraica della Russia. Il ponte fu proposto nel 2007 da Valerij S. Gurevich, vice-presidente della regione autonoma ebraica della Russia. Il fatto che la parte russa ne abbia ufficialmente iniziato la costruzione è un importante passo avanti dopo il ritardo che finora ha rinviato il completamento del ponte, indica il cambio delle priorità ad oriente della Russia, mentre le sanzioni economiche occidentali indeboliscono i rapporti UE-Russia. In un colloquio personale al St. Petersburg International Economic Forum, Aleksandr B. Levintal, Governatore della regione autonoma ebraica, mi ha detto che il ponte sarà completato ed operativo entro due anni. Il ponte di 2197 metri di lunghezza richiederà investimenti per 230 milioni di dollari. Il principale carico saranno i minerali di ferro della miniera a cielo aperto di Kimkan, della Petropavlovsk PLC, nella regione autonoma ebraica. La società mineraria Petropavlovsk parteciperà al finanziamento del ponte. Durante la visita del Presidente Putin in Cina nel maggio 2014, l’accordo per la costruzione del ponte fu firmato dai funzionari russi e cinesi. Il ponte avrà scartamento normale (mm 1435) e scartamento russo (1520 mm). Il lato cinese del ponte è quasi completato. Il ponte della ferrovia Russia-Cina sarà completato entro giugno 2018 e diverrà il principale corridoio economico tra Cina, Russia e Mongolia, così come per la Nuova Via della Seta economica nella provincia di Heilongjiang. Questi sono i poco noti collegamenti che lentamente creano le basi della nuova prosperità economica mondiale. A Bruxelles, fino ad oggi, gli anonimi burocrati del Ministero della Camminata Sciocca, come i Monty Python lo chiamerebbe, fanno finta che il miliardario progetto infrastrutturale eurasiatico della Nuova Via della Seta non esista. Un grave errore per l’Europa e il futuro della sua economia.inside_bridge_2F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I sauditi istigano a Washington la rivolta contro Obama

Finian Cunningham Strategic Culture Foundation 23/06/20163501I 51 diplomatici statunitensi che rimproverano la politica sulla Siria del presidente Obama chiedendo maggiore uso della forza militare contro il governo di Damasco, sono di per sé notevole segno del dissenso dei funzionari a Washington. Ma l’autorità del presidente è ulteriormente minata sfacciatamente quando pochi giorni dopo i governanti sauditi applaudivano quei diplomatici dissidenti statunitensi, mentre venivano ricevuti alla Casa Bianca. Molte cose si possono individuare qui. Una, la politica degli Stati Uniti sulla Siria è fallita. L’obiettivo di un cambio di regime, che ha spinto la guerra nel Paese negli ultimi cinque anni, sembra dissolversi quale obiettivo possibile. L’intervento militare della Russia iniziato lo scorso ottobre per stabilizzare lo Stato siriano l’ha sventato. Le notizie su Abu Baqr al-Baghdadi, capo supremo del cosiddetto Stato Islamico (SIIL), ucciso da un attacco aereo siriano/russo nel roccaforte di Raqqa suggerisce che l’insurrezione terroristica straniera affronta la sconfitta finale. La tattica segreta degli Stati Uniti di utilizzare un processo politico dal doppio binario nei supposti negoziati di pace, per consentire ai loro mercenari di riorganizzarsi, fallisce pure. Siria ed alleati russi, iraniani e Hezbollah non hanno ceduto sull’azione contro le milizie terroristiche, anche quelle che Washington definisce malignamente “moderate”, e sul “cessate il fuoco”. La cessazione delle ostilità chiesta da Russia e Stati Uniti a febbraio finisce non essendo mai stata in buona fede, soprattutto per una Washington assai poco preoccupata. Era solo una manovra per facilitare il cambio di regime con mezzi politici. Così, la politica degli Stati Uniti è stata valutata in modo decisivo in Siria. E ciò spiegherebbe l’eruzione di frustrazione nei diplomatici degli Stati Uniti e pianificatori del dipartimento di Stato, come illustrato dalla “fuga” sulle molte critiche all’amministrazione Obama. Il fallimento genera frustrazione. I diplomatici contrariati chiedono agli Stati Uniti di attaccare direttamente le forze del governo siriano del Presidente Bashar al-Assad. Negli ultimi due anni, attacchi aerei degli USA in Siria presumibilmente colpivano lo Stato islamico in assenza di unità dell’esercito siriano. I diplomatici ribelli a Washington vogliono che la potenza di fuoco degli USA sia d’ora in poi diretta contro l’esercito siriano. La Russia ha subito bollato la proposta statunitense come grave violazione del diritto internazionale. Mosca sa che tale mossa rischia seriamente di trascinare le forze statunitensi e russe a un confronto diretto. Obama, da parte sua, difficilmente cambierà la politica sulla Siria. Sa che il rischio di escalation è troppo alto e a pochi mesi dalla fine il secondo mandato, il 44° presidente è riluttante a concludere la permanenza alla Casa Bianca nell’ignominia. Tuttavia, l’irrequietezza entusiasta a Washington per una grande guerra in Siria potrebbe essere tollerata dal successore di Obama. La democratica Hillary Clinton che ha invocato un’ampia campagna aerea sulla Siria, e dei repubblicani prescelti verrebbero assunti per assicurarsi altrettanto entusiasmo, se non di più. Il dissenso di Washington sulla Siria è quindi un segnale dell’inasprimento della guerra. Verrebbe accantonata per alcuni mesi, ma sembra quasi certo che una grande guerra sia in preparazione. E questo soprattutto perché gli obiettivi del cambio di regime statunitense in Siria sono stati contrastati finora. Il fallimento genera petulanza.
clinton-prince-nayef Lo straordinario spettacolo della sfida al presidente Obama è un biglietto da visita inquietante della futura escalation in Siria e Medio Oriente. Sembra più che incoscienza che Washington, in primo luogo, cerchi supporto all’intervento militare per salvare la causa persa dei suoi fantocci, e in secondo luogo, spinge affinché le sue forze si scontrino con quelle di Russia, Iran e Hezbollah. La gravità della rivolta a Washington sulla Siria è testimoniata dalle notizie su John Kerry, segretario di Stato degli USA, che incontrerebbe i 51 diplomatici che invocano l’intervento militare diretto. Kerry è arrivato a descrivere le loro proposte come “molto buone”, anche se non ha detto esplicitamente se le approva. Tuttavia, il fatto che il ministro degli Esteri di Obama e capo della diplomazia di Washington abbia apertamente incontrato il gruppo che sfida il presidente sulla Siria, dimostra che il Partito della Guerra va rilanciandosi. La settimana prima, Kerry avvertiva Mosca che gli Stati Uniti “perdono la pazienza” sul futuro di Assad in Siria, indicando ancora una volta che sembrava passare al campo militarista. Ciò dopo che Kerry quasi supplicasse, all’inizio dell’anno, a che lo spargimento di sangue in Siria finisse. Bene, dopo tutto, l’”eroe” della Guerra del Vietnam Kerry ha un passato di maestria nell’opportunismo carrieristico. Il Capo di Stato Maggiore della Russia Generale Valerij Gerasimov ha risposto alla bellicosità di Kerry dicendo che non sono gli Stati Uniti a perdere la pazienza, ma piuttosto la Russia, spinta dai giochi cinici di Washington a favore dei terroristi, rifiutandosi continuamente di cooperare con Mosca nel delineare i terroristi da colpire. In ogni caso, il punto saliente, come indicato all’inizio di questo commento, è il modo con cui il regime saudita dirige lo spettacolo di Washington da dietro le quinte, sfidando il presidente statunitense. Questo è un presagio sinistro.
Pochi giorni dopo la bordata dai diplomatici degli Stati Uniti, una delegazione saudita veniva ricevuta alla Casa Bianca con la consueta adulazione. La delegazione comprendeva il ministro della Difesa e viceprincipe ereditario saudita Muhamad bin Sultan (figlio del re) e il ministro degli Esteri Adil al-Jubayr. I sauditi poi dissero in conferenza stampa di appoggiare l’appello dei diplomatici ad Obama per una “linea dura” sulla Siria. Naturalmente, questo è il mantra del regime saudita negli ultimi cinque anni. Quando Obama rinnegò la “linea rossa” dell’intervento militare aperto alla fine del 2013, la Casa dei Saud fece un enorme sbuffo. Ma l’indebolimento audace del presidente degli USA ad opera degli ospiti sauditi dimostra quanto profondamente siano in sintonia la Casa dei Saud e il Partito della Guerra di Washington. L’arroganza promanata dai gradini della Casa Bianca parla del rapporto formidabile tra Casa dei Saud e potenti elementi del governo segreto statunitense, spiegando anche perché i sauditi fossero così atterriti dai tentativi del Congresso d’indagare sul presunto coinvolgimento saudita negli attacchi terroristici dell’11 settembre. Tale indagine probabilmente non ci sarà comunque, ma già il direttore della CIA John Brennan ha fiduciosamente dichiarato che i documenti ufficiali classificati dell’indagine del Congresso sul 9/11 respingeranno la presunta complicità dello Stato saudita. Data la storica collusione tra il potere statale occulto degli Stati Uniti e regime saudita, si può capire il motivo per cui i sauditi sono così tormentati anche da semplici tiepidi tentativi di Washington di far chiarezza sui despoti sauditi. Dal punto di vista saudita, ben sapendo la profonda collusione degli Stati Uniti nelle operazioni segrete, la semplice menzione dei crimini del regno petrolifero sembrerebbe alto tradimento. La torbida relazione USA-Arabia Saudita fu accennata da un raro articolo del New York Times all’inizio dell’anno, quando fu divulgato che per decenni le operazioni segrete statunitensi nel mondo dipesero fortemente dal finanziamento saudita. Il New York Times dice candidamente come i piani sovversivi e le criminali operazioni clandestine della CIA furono finanziate dal regime saudita. Tale partnership criminale va ben oltre la nota vicenda di come statunitensi e sauditi crearono ed armarono gli estremisti jihadisti in Afghanistan negli anni ’80 per lottare contro l’Unione Sovietica. Cioè, i fantocci della jihad che poi formarono al-Qaida e le varie diramazioni, come Stato islamico e Jabhat al-Nusra in Siria e in Iraq, non sono che un ramo della macchina insurrezionale e terroristica globale che gli Stati Uniti hanno schierato per rovesciare governi e destabilizzare i nemici. Implicito qui è che l’Arabia Saudita usò i petrodollari per ungere le operazioni segrete globali degli Stati Uniti, dal Centro e Sud America, all’Iraq a di nuovo Afghanistan, Cecenia, Balcani, Georgia, Libia, Siria e colpo di Stato in Ucraina nel febbraio 2014. Forse anche i recenti disordini in Kazakistan e Uzbekistan.
familysecrets Nel suo libro sulla dinastia Bush, “La famiglia dei segreti”, il pluripremiato autore Russ Baker documenta come George HW Bush Sr, capo della CIA a metà degli anni ’70, cementò il ruolo saudita nel finanziare le operazioni sporche degli Stati Uniti nel mondo. Quel rapporto oscuro crebbe da allora, raddoppiando con la presidenza del figlio George W. Bush Jr. Poiché la CIA ha ricevuto miliardi di dollari sauditi dalla metà degli anni ’70, per finanziare il suo sporco lavoro, denunciato da varie commissioni del Congresso e da ricorrenti proteste pubbliche fin dal 1963. L’assassinio del presidente John F. Kennedy creò la reazione politica alla CIA e al suo sospetto coinvolgimento in attività clandestine, come l’assassinio di leader politici. Dalla metà degli anni ’70 in poi, la CIA e le sue appendici nello Stato profondo degli USA, hanno disperatamente bisogno di finanziare le loro operazioni con fondi extra-contabili, per non esserne responsabili di fronte al Congresso. L’arrivo dei sauditi permise volentieri di creare l’alleanza segreta forse più distruttiva dalla seconda guerra mondiale. Vi sono tutte le ragioni per credere che tale rapporto segreto USA-Arabia Saudita continui oggi. Ecco la profonda riluttanza nella dirigenza di Washington ad abbandonare i banchieri de facto delle sue operazioni segrete. In cambio di tale accordo, i governanti sauditi sanno su chi premere a Washington nel promuovere un ordine del giorno militarista. Obama finora, per qualsiasi motivo, ha resistito alle pretese di CIA, dipartimento di Stato e governanti sauditi a un maggiore intervento militare in Siria. L’indebolimento di Obama per mano dei sauditi, appoggiando la rivolta di Washington contro la politica del presidente, suggerisce fortemente che la guerra in Siria stia per degenerare.

20150510 saudi salman kerryLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo MiG-35 della Russia effettuerà i voli di prova

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 22/06/20164260Le Forze Aerospaziali russe riceveranno l’aviogetto da combattimento Mikojan MiG-35 (nome in codice NATO: Fulcrum-F) dal 2018 dopo che l’aereo avrà svolto le prove nel 2017, secondo il direttore del programma di sviluppo del velivolo presso l’United Aircraft-Manufacturing Corporation, Vladimir Mikhajlov, che ha anche detto alla TASS “nel 2018, l’aviogetto da combattimento sarà consegnato alle Forze Aerospaziali russe”. Il Mikojan MiG-35 (Fulcrum-F) è un caccia russo di 4.ta++ generazione. L’azienda RSK MiG fornirà gli aerei al Ministero della Difesa russo per il test di volo di questa estate. “Definiamo il MiG-35 velivolo di 4.ta++ generazione, cioè velivolo con caratteristiche dei caccia di 5.ta generazione come tecnologia stealth e la capacità di essere una piattaforma multiruolo”, ha detto Sergej Korotkov, l’amministratore delegato dell’Aircraft Manufacturing Corporation MiG (RSK MiG). Secondo Korotkov, il MiG-35 potrà utilizzare l’intera gamma di armi aerolanciate in servizio nelle Forze Armate della Russia. La missione principale è la superiorità aerea e la capacità di effettuare attacchi al suolo in qualsiasi condizione meteo. Il velivolo può essere utilizzato anche per la ricognizione aerea. Il MiG-35 è un derivato avanzato del MiG-29 Fulcrum. Se la cellula è simile, l’aeromobile è praticamente di nuova progettazione, unendo un nuovo sistema di controllo del volo fly-by-wire a una cellula alleggerita del velivolo, maggior carburante, motori più efficienti con ugelli vettoriali. La versione monoposto è designata MiG-35 e la versione biposto MiG-35D. Entrambe le versioni si basano sullo stesso progetto per massimizzare i pezzi di ricambio. Caratteristiche e prestazioni generali: equipaggio – uno o due, lunghezza – 17,3 m; apertura alare – 12 m; altezza – 4,7 m; superficie alare – 38 mq. Il velivolo pesa circa 11000 kg e il peso massimo al decollo è 29700 kg. Il MiG-35 può cabrare a un rateo di 330 m/s. La quota operativa è di 17500 m. La velocità massima è di 2400 km/h. Raggio d’azione ed autonomia del velivolo sono rispettivamente 2000 km e 3100 km. L’armamento: le armi guidate del velivolo comprendono missili antinave Kh-31A con testata di ricerca radar attiva, missili anti-radar Kh-31P, missili Kh-29TE e bombe a guida TV KAB-500KR. Dotato di un contenitore esterno laser/ottico il caccia può utilizzare i missili aria-superficie Kh-29L e le bombe laserguidate KAB-500L. Il MiG-35 avrà una nuova avionica. Il nuovo aviogetto incorpora il primo radar a scansione elettronica attivo della Russia, il Zhuk-MA. Il radar può inseguire bersagli aerei dalle dimensioni di un caccia a 160 km di distanza e navi a 300 km di distanza. L’aereo può agganciare 10 obiettivi contemporaneamente e colpirne 6. Il sistema di rilevazione ottico (OLS) è un sensore elettro-ottico passivo aria-aria che opera anche agli infrarossi. Disimpegna il velivolo dall’intercettazione via sistema di controllo da terra (GCI) e permette di svolgere missioni multiruolo indipendenti. L’OLS comprende un potente complesso ottico e agli infrarossi (IR) che rende impossibile a qualsiasi velivolo nascondersi, anche nel caso di un aereo stealth degli USA. Risolve il problema della visione offuscata. Ad alta velocità, ogni frammento di polvere può causare danni alla vetronica dell’OLS. Utilizzando il leucozaffiro, il materiale più duro dopo i diamanti artificiali, allunga la durata della vetronica. Il leucozaffiro permette tutte le emissioni dell’OLS e non corrompe il segnale, fattore importante per i sistemi ottici.
Il MiG-35 è propulso da 2 RD-33MKB che possono essere installati con gli ugelli vettoriali KliVT e relativo sistema di controllo (TVC). La combinazione MiG-35 – TVC e sensori di allarme avanzati dà un netto vantaggio in combattimento. Un turbofan RD-33MK “Morskaja Osa” con la postcombustione fornisce una spinta di 9000 kg/s. Il nuovo motore non genera fumo e comprende sistemi che riducono la visibilità a raggi infrarossi ed ottica. Può essere dotato di ugelli a spinta vettoriale. Il MiG-35 vanta la capacità di volare ad angoli di attacco supercritici con elevati e sostenuti carichi di G ed elevati angoli d’attacco, richiedendo un maggior rapporto spinta-peso e migliore efficienza aerodinamica dell’ala. Il velivolo può essere rifornito in volo. L’aggiunta di un serbatoio dietro l’abitacolo ha permesso al MiG-35 maggiore capacità di carburante interna per 950 litri. La capacità del serbatoio esterno, sospeso sotto la fusoliera, viene aumentata a 2000 litri. Il volo con tre serbatoi di carburante esterni arriva a 3100 km, e con rifornimento in volo l’autonomia passa a 5400 km. Il sistema di gestione del carburante è digitalizzato ed include un nuovo sistema digitale di controllo del combustibile. Nell’aprile 2015, l’Egitto ha firmato un contratto da 2 miliardi di dollari per 50 caccia MiG-35. I MiG-35 egiziani saranno dotati di contenitori di puntamento ad alta precisione. La Russia ha già ricevuto il pagamento anticipato dall’Egitto. La dissoluzione dell’Unione Sovietica ha portato alla peggiore crisi dell’industria aeronautica e della difesa. La situazione è notevolmente migliorata oggi; i costruttori di aeromobili russi offrono un portafoglio di aerei militari competitivo a livello internazionale con il MiG-35, mentre le Forze Aerospaziali russe dimostrano un inedito livello operativo e di prontezza operativa in Siria. Il MiG-35 darà un grande contributo alla potenza militare della Russia quando sarà presto in servizio.mig-35-fulcrum-f_00420342La ripubblicazione è graduta in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’intervista di Xinhua al Presidente Putin

San Pietroburgo, Russia, Xinhua 23 giugno 2016WzfFHcwPsmWpe6jv075HTA5HcuwLEKAjIl Presidente russo Vladimir Putin, in un’intervista esclusiva di un’ora con il presidente di Xinhua Cai Mingzhao in vista della prossima visita in Cina, ha espresso le opinioni sui legami bilaterali e il commercio, la cooperazione nella Shanghai Organization (SCO) e la cooperazione internazionale Cina-Russia, tra le varie questioni. Ciò che segue è il testo integrale dell’intervista esclusiva di Xinhua a Putin:

Cai: Onorevole Presidente Putin, è mio grande piacere avere un’intervista esclusiva con voi qui nella vostra bella città natale di San Pietroburgo, prima della vostra prossima visita in Cina. Mi permetta di esprimere il nostro rispetto per conto della Xinhua News Agency.
Putin: Grazie.

Cai: Grazie agli sforzi congiunti del Presidente cinese Xi Jinping e Vostri, il rapporto tra Cina e Russia è attualmente al meglio nella storia. Credo che l’intervista di oggi favorirà le nostre relazioni bilaterali. Possiamo iniziamo l’intervista?
Putin: Sì, prego.

Cai: Secondo i nostri calcoli, il Presidente Xi l’ha incontrata cinque volte l’anno scorso. E rivisiterete la Cina molto presto. La completa partnership di coordinamento strategica Cina e Russia s’è approfondita grazie agli sforzi congiunti del Presidente Xi e Vostri. Quest’anno ricorre il 15° anniversario della firma del Trattato di Buon vicinato, Amicizia e Cooperazione sino-russo, così come il 20° anniversario della costituzione del Partenariato di coordinamento strategico Cina-Russia. Quali, secondo Voi, sono i punti forti dei legami Cina-Russia? Quali sono le loro prospettive future? Cosa Vi aspettate da questa visita?
Putin: Ha detto che le nostre relazioni bilaterali sono a un livello molto elevato, nel suo commento sui nostri rapporti bilaterali. Qui voglio ricordare ai lettori di Xinhua due congiunture storiche:
Venti anni fa annunciammo un nuovo tipo di rapporti, un partenariato strategico; 15 anni firmammo il Trattato di Buon vicinato, Amicizia e Cooperazione sino-russo. Molto lavoro s’è fatto da allora, la fiducia tra Russia e la Cina ha raggiunto un livello senza precedenti ed è la solida base della cooperazione bilaterale. Poiché è un livello che probabilmente non è mai stato raggiunto nei nostri rapporti in passato, è molto difficile per i nostri esperti definire la causa comune di oggi che lega i due Paesi. In realtà, non basta ora chiamarla semplicemente coordinamento strategico. Pertanto, abbiamo iniziato a chiamarla “partenariato di coordinamento strategico globale”. La parola “globale” significa che collaboriamo su quasi tutte le aree di vitale importanza, e “strategico” dimostra l’importanza primaria che alleghiamo al nostro rapporto. Lei ha citato il coordinamento tra il Presidente Xi e me. In effetti, il lavoro tra di noi, il lavoro al nostro livello, è senza dubbio il motore dello sviluppo delle relazioni bilaterali. Attualmente discutiamo alcune questioni fondamentali nella nostra strategia di cooperazione. Il Presidente Xi apprezza molto lo sviluppo delle relazioni Russia-Cina. È un buon amico e un partner affidabile. Tuttavia, il buon sviluppo dei legami Russia-Cina non può limitarsi a dipendere dai nostri sforzi. Si chiede di migliorare ulteriormente il meccanismo operativo tra i governi della Federazione Russa e della Repubblica popolare cinese. I capi di governo dei nostri due Paesi s’incontrano regolarmente. Più di 20 sotto-commissioni e commissioni intergovernative sono state istituite, credo che ci siano 26 sotto-commissioni in realtà. La gente in queste commissioni già lavora in modo efficiente. Anche se i due Paesi sono ancora ben lungi dal poter raggiungere rapidamente un consenso su ogni problema complesso, condividiamo sempre l’obiettivo comune di far progredire la nostra collaborazione, indipendentemente dalla complessità dei problemi. Così troviamo sempre una soluzione. Le difficoltà che l’economia globale attraversa sono ampiamente note e si riflettono anche nel coordinamento tra i due Paesi. Per esempio, il volume degli scambi tra Russia e Cina è diminuito un po’. Ma crediamo che sia solo un rallentamento temporaneo dovuto ai prezzi di mercato di alcune materie prime e a differenze nei tassi di cambio. Nel frattempo, azioni vengono intraprese per risolvere i grandi problemi. Per ottimizzare la struttura del commercio bilaterale, abbiamo adottato alcune azioni sostanziali. Non posso ricordarlo correttamente e potrebbe essere necessario controllare, ma nell’ultimo anno le esportazioni russe di prodotti meccanici e tecnici per la Cina sono cresciute in modo significativo, del 44 per cento. Ciò significa molto per noi. L’abbiamo negoziato con i partner cinesi per anni. Voglio ringraziare i nostri amici per averla resa una realtà, rendendoci possibile realizzare gradualmente i nostri obiettivi nelle direttive più importanti. Questo è il nostro obiettivo comune, su cui concordiamo. Progrediamo insieme nella direzione che dobbiamo seguire. Pertanto, il compito più importante nelle relazioni bilaterali è portare diversità e maggiore qualità nelle relazioni commerciali, in particolare aumentando la cooperazione nei settori ad alta tecnologia. Collaboriamo anche nei programmi aerospaziali, in particolare nella ricerca congiunta sugli aerei wide-body e gli elicotteri pesanti. Cerchiamo soluzioni ai problemi ecologici e continuiamo a lanciare mega-progetti nel campo dell’energia, compresa l’energia nucleare.

Cai: La Russia è molto forte in questi settori.
Putin: In effetti, sì. Rosatom (compagnia statale nucleare russa) ha una notevole portafoglio ordini. I due reattori della centrale nucleare di Tianwan operano da otto anni e sono noti per le loro prestazioni. Stiamo costruendo altri due reattori e non credo che ci fermeremo lì. Dobbiamo espandere la nostra cooperazione, non solo nella costruzione di altre centrali nucleari in Cina, ma anche ampliando la nostra collaborazione tecnologica in questo senso. La Cina rafforza gradualmente la presenza nel nostro mercato dell’energia. Non solo è uno dei principali azionisti dell’impianto Jamal LNG, un importante mega-progetto sul gas naturale liquefatto, ma la Cina ha anche acquistato il 10 per cento delle azioni della Compagnia Petrolchimica e Gasifera Siberia-Urali, una delle prime società per azioni chimiche della Russia. Diamo il benvenuto a tale investimento dalla Cina, non solo per l’afflusso di capitali, ma anche perché aiuta ad approfondire la nostra collaborazione. Sulla famosa linea ferroviaria ad alta velocità Mosca-Kazan, assistiamo ad ottimi progressi e ci aspettiamo una velocità di 400 km all’ora in alcuni segmenti. Seguiamo da vicino il lavoro sui progetti, e può benissimo essere solo l’inizio della nostra un’ampia cooperazione nelle infrastrutture. Anche la nostra cooperazione nella cultura è di grande valore, tra cui il Capodanno cinese e l’anno della Russia alternativamente nei nostri due Paesi, l’anno degli scambi dell’amicizia della gioventù sino-russa, l’Anno della lingua russa e cinese, l’Anno del turismo, ecc Alcuni di questi furono proposti dalla Russia, mentre altri furono avviati dalla Cina. Hanno avuto tutti molto successo e senza dubbio promuoveranno la fiducia reciproca tra i nostri due popoli. L’importanza di queste attività non è inferiore a quella dei mega-progetti sull’energia come “Potere della Siberia”, riferendomi al progetto di gasdotto orientale tra Russia e Cina per fornire alla Cina 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Oltre a questo, abbiamo anche avuto costanti progressi nella cooperazione negli affari internazionali e militari e sulle tecnologie militari. Di solito discutiamo di tutte queste cooperazioni quando il Presidente Xi e io c’incontriamo. Sapete, la mia prossima visita è fitta, molto fitta in realtà. Quindi mi aspetto di avere incontri amichevoli con il Presidente Xi su una vasta gamma di argomenti, con fiducia reciproca, come sempre.

Cai: Grazie. Lei ha citato la crescita della cooperazione economica e commerciale, e molti mega-progetti di cooperazione molto incoraggianti. Ha detto molte volte che dobbiamo allineare l’Unione economica eurasiatica (EEU) all’iniziativa Fascia e Via proposta dalla Cina. L’economia della Cina segue attentamente la situazione. Così specificamente cosa suggerisce ai due Paesi a tal proposito? Come possiamo sfruttare l’allineamento di questi programmi di sviluppo per promuovere la cooperazione economica e commerciale tra Cina e Russia?
Putin: Quello che ha sollevato è un argomento interessante. Sappiamo che il Presidente Xi Jinping promuove la Fascia economica della Via della Seta. Riteniamo che la proposta di Xi sia molto tempestiva e accattivante, e l’iniziativa ha un grande potenziale mirando ad espandere la cooperazione della Cina con il mondo. I vicini della Cina vengono naturalmente prima in tale cooperazione, dato che la Via, ovunque conduca, passa dai Paesi limitrofi. Abbiamo avviato due trattative: una bilaterale tra Russia e Cina, e l’altra tra Cina e UEE. Proprio di recente, i cinque Paesi membri dell’UEE hanno discusso ad Astana (capitale del Kazakistan) i temi attinenti. Siamo tutti d’accordo a sviluppare la cooperazione con la Cina nel quadro dell’iniziativa della Cintura economica della Via della Seta. Devo essere assolutamente franco con Lei. Naturalmente, ci prenderemo cura degli interessi dei nostri produttori. Ma condividiamo il consenso sul nostro approccio fondamentale allo sviluppo economico mondiale e alla nostra cooperazione con la Cina eliminando gradualmente i vari ostacoli alla nostra causa comune dell’apertura. Quindi penso che ciò che possiamo fare nella prima fase è creare una zona di libero scambio. Siamo realisti e siamo consapevoli che non è possibile nella prima fase escludere eccezioni e casi particolari, ma dobbiamo essere chiari su dove vogliamo andare. Dato che sempre più Paesi nella nostra regione sono entusiasti della nostra cooperazione, per raggiungere il nostro obiettivo cercheremo di creare le condizioni favorevoli per ciò che chiamiamo cooperazione eurasiatica, e cercheremo di evitare di creare un blocco economico e commerciale chiuso.

Cai: Grazie. Il 16° vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO) si terrà nella capitale uzbeka di Tashkent. Fondata 15 anni fa, la SCO, con Cina e Russia come Stati membri fondatori, ha svolto un ruolo importante nel promuovere la sicurezza e lo sviluppo regionali. Qual è la sua attesa sul prossimo vertice? Cosa ne pensa del meccanismo della SCO?
Putin: La SCO, nei suoi primi giorni, si scelse degli obiettivi di piuttosto basso profilo. Voglio dire quegli obiettivi erano importanti e pragmatici, avendo lo scopo di affrontare i vari problemi sui confini collaborando. Tuttavia, facili o no, questi problemi non ci sono più nella cooperazione sulle frontiere. Ma siamo consapevoli che questi problemi sarebbero rimasti insoluti per decenni, senza sincerità, potendo essere facilmente risolti con sufficiente sincerità. Sia che tali problemi fossero stati risolti o meno, dipende dalla situazione interna di un Paese e dal relativo comportamento sulla scena mondiale, in ampia misura. Con la massima sincerità Russia, Cina e gli altri Stati membri della SCO hanno raggiunto tutti gli obiettivi prefissati in questo campo. Ovviamente, è consigliabile non abbandonare questo meccanismo e preservarne i risultati, nonché mantenere il livello attuale di interrelazioni tra tutti gli Stati membri della SCO. È un dato di fatto che cominciammo a risolvere altri problemi attraverso il meccanismo della SCO, iniziando la cooperazione in vari campi. Tale cooperazione non è solo politica, ma coinvolge anche la costruzione delle infrastrutture. Abbiamo anche iniziato a discutere le questioni concernenti sicurezza e traffico di droga, tra gli altri. Non voglio dire che abbiamo raggiunto molti risultati straordinari o effettuato varie operazioni esemplari. Ma dirò che la SCO è diventata un’organizzazione popolare e attraente nella regione. Molti Paesi nel mondo hanno espresso la volontà di farne parte. Al vertice SCO di Ufa dello scorso anno, decidemmo di avviare la procedura di ammissione di India e Pakistan. Al vertice di Tashkent implementeremo la decisione e discuteremo della volontà degli altri Paesi a partecipare ai lavori dell’organizzazione. L’espansione delle funzioni della SCO e l’aumento del numero dei membri, in particolare l’inclusione di questi importanti Paesi, l’hanno resa un’autorevole e popolare organizzazione internazionale nella regione e nel mondo in generale. Dato che la situazione internazionale è complessa e stratificata, alcuni Paesi potrebbero differire da altri per atteggiamento e opinione su alcune questioni internazionali. Anche se la loro adesione alla SCO potrebbe non offrire una soluzione ai loro disaccordi, tenteremo di spianare la strada alla soluzione di questi problemi. Abbiamo molte aspettative su questo.

Cai: Grazie. Oggi il mondo affronta molte sfide gravi, tra cui la lenta ripresa economica globale, instabilità e volatilità di alcune regioni, attività terroristiche rampanti e problemi ambientali come il cambiamento climatico. Come grandi Paesi influenti e responsabili, Cina e Russia, sono forze importanti nel mantenimento della pace e della stabilità mondiale, in particolare in situazioni internazionali difficili. Allora, quali altri sforzi pensa Cina e Russia dovrebbero fare per mantenere la pace nel mondo e migliorare la governance globale?
Putin: Come sapete, il coordinamento tra Russia e Cina sulla scena globale è di per sé un fattore di stabilità negli affari internazionali. Ricordiamo l’indirizzo del Presidente cinese Xi Jinping alla cerimonia del 70° anniversario della costituzione delle Nazioni Unite. Si prega di ricordarne le parole. Ha sostenuto che tutte le questioni controverse vanno risolte in conformità al diritto internazionale e solo attraverso mezzi pacifici. Il Presidente Xi anche detto che la Cina è pronta ad aiutare i Paesi poveri, ed anche a proporre misure specifiche di conseguenza. È uno dei pochi leader nazionali che si dedicano alla riduzione della povertà internazionale. Sono queste posizioni, invece della vicinanza geografica, che ci uniscono negli affari internazionali. Oltre alla nostra cooperazione nel quadro della SCO, abbiamo collaborato con altri nel quadro dei BRICS. In realtà, abbiamo creato congiuntamente il meccanismo BRICS. Abbiamo anche collaborazioni attive con altri presso le Nazioni Unite. Col senno di poi, il mio Paese, l’Unione Sovietica, fece del suo meglio per aiutare la Repubblica Popolare Cinese ad assicurarsi il seggio permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, un posto di tutto rispetto che pensiamo da sempre la Cina debba avere. Fino ad oggi, siamo sempre stati molto felici che questo sia accaduto, avendo i nostri due Paesi, nel linguaggio della diplomazia, gli stessi o molto simili punti di vista negli affari internazionali. Tale allineamento delle nostre prese di posizione è anche motivata a livello tecnico. Abbiamo mantenuto i contatti con regolarità e avuto consultazioni su questioni globali e regionali. Vi vediamo come stretti alleati, così naturalmente ci consultiamo sempre, con questo voglio dire di ricordarsi gli interessi di ognuno. Credo che nella mia visita nella Repubblica Popolare Cinese, la nostra cooperazione continuerà a seguire questo spirito.

Cai: Grazie Signor Presidente. Siamo sinceramente lieti della Vostra visita in Cina e Vi auguriamo un enorme successo. Vorrei anche dirvi che durante la Vostra visita, Xinhua News Agency e TASS News Agency firmeranno un nuovo accordo di cooperazione.
Putin: Avete dato un grande aiuto su questo fronte. Grazie. Nel mondo di oggi, il lavoro nell’informazione non è meno importante di quello diplomatico.

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Putin e Xi danno il benvenuto alla SCO all’India
The BRICS Post, 24 giugno 2016

1041833099I presidenti cinese e russo Xi Jinping e Vladimir Putin hanno discusso “l’adozione degli impegni di India e Pakistan sulla loro adesione” alla SCO, secondo un comunicato del Cremlino. Putin e Xi si sono incontrati a Tashkent, a margine del vertice della Shanghai Cooperation Organisation (SCO) guidata da Cina-Russia. Putin e Xi hanno sostenuto l’adesione dell’India a membro permanente del blocco della sicurezza ed economico regionale. La SCO prevede una nuova banca di sviluppo e un nuovo corridoio dei trasporti. In precedenza Xi aveva detto al Primo ministro indiano Narendra Modi che la Cina non vede l’ora di rafforzare la cooperazione con la vicina India nel quadro della SCO. Attualmente, India e Pakistan sono osservatori nel blocco. Il Pakistan aveva chiesto la piena adesione nel 2006 e l’India nel 2014. Fondata nel 2001, la SCO ha ora Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan aderenti a pieno titolo, con Afghanistan, Bielorussia, India, Iran, Mongolia e Pakistan osservatori. Ai vertici BRICS e SCO in Russia nel luglio dello scorso anno, il Presidente cinese Xi Jinping invitava gli Stati aderenti a “sostenere lo “Spirito di Shanghai” nello sviluppo comune“. Almeno 16 dei 40 miliardi del Fondo per la Via dell Seta della Cina saranno dedicati a progetti in Asia centrale. Xi annunciò ad Ufa che Pechino è disposta a rafforzare la cooperazione negli investimenti con gli altri aderenti alla SCO utilizzando il Fondo della cooperazione economica Cina-Eurasia e il Fondo per la Via della Seta, “concentrandosi su grandi progetti infrastrutturali, sfruttamento delle risorse, industria e finanza“. Nel frattempo, nell’incontro con il “vecchio amico” Putin, Xi ha detto che vuole “consolidare la nostra fiducia politica e strategica, rafforzare il sostegno reciproco, collegare le strategie di sviluppo dei nostri Paesi, raccordare il piano della Fascia economica della Via della Seta con l’UEE e promuovere una più stretta cooperazione ed interazione sulle attuali questioni internazionali e regionali“.
I governi di Russia e Cina dovrebbero accelerare il processo di collegamento dell’Unione Eurasiatica economica (UEE) e della Cintura economica della Via della Seta, secondo quanto detto dal Ministro degli Esteri cinese Wang Yi il mese scorso. “Cina e Russia dovrebbero accelerare il collegamento tra Cintura economica della Via della Seta ed UEE, per raccoglierne da subito i frutti“, aveva detto Wang. In precedenza Putin, Xi e il leader della Mongolia Tsakhiagiin Elbegdorj, adottavano il programma di costruzione di un corridoio economico tra i tre Paesi.Xi Jinping, Vladimir PutinTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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