George Soros e la distruzione dell’Ucraina

Alex Christoforou, The Duran 20/8/2016

Potere e controllo di George Soros sull’Ucraina di Majdan vanno oltre ogni immaginazione.
poroshenkosorosNotammo in un precedente post quanto sia importante l’Ucraina per George Soros, con documenti di DCLeaks che mostrano Soros e la sua ONG Open Society ungere media e politici greci per imporre i vantaggi del loro colpo di Stato in Ucraina alla società greca filo-russa. Ora altri documenti, una tranche di 2500 di quelli trapelati, mostrano l’immenso potere e controllo che Soros aveva sull’Ucraina immediatamente dopo il golpe di Majdan. Soros e i suoi capi delle ONG organizzarono riunioni dettagliati e con quasi tutti gli attori coinvolti nel colpo di Stato… dall’ambasciatore degli USA Geoffrey Pyatt ai ministri di esteri, giustizia, sanità e istruzione dell’Ucraina. L’unica persona ignorata era Victoria Nuland, anche se sicuramente nelle minute delle riunioni apparirà un giorno. I piani per sovvertire e minare influenza e legami culturali russi con l’Ucraina sono al centro di ogni conversazione. Hard power e soft power di USA e UE sono fondamentali per avvicinare l’Ucraina al modello neo-liberale che Soros spaccia e piegare economicamente la Russia. L’ONG di Soros, International Renaissance Foundation (IRF), svolge un ruolo chiave nella formazione della “Nuova Ucraina”… termine che Soros usa quando parla del suo piano per l’Ucraina. In un documento intitolato “Colazione con l’ambasciatore statunitense Geoffrey Pyatt”, George Soros, (GS), discute del futuro dell’Ucraina con: Geoffrey Pyatt (ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina); David Meale (consigliere economico all’ambasciatore); Lenny Benardo (OSF); Evgenij Bistritskij (direttore esecutivo, IRF); Aleksandr Sushko (consigliere, IRF); Ivan Krastev (presidente del Centro di Studi Liberali); Sabine Freizer (OSF); Deff Barton (direttore USAID Ucraina). L’incontro avvenne il 31 marzo 2014, pochi mesi dopo il colpo di Stato di Majdan, e qualche settimana prima che la guerra civile scoppiasse, quando le forze ucraine attaccarono il Donbas. Nel corso della riunione, l’ambasciatore Pyatt delineava l’obiettivo generale della guerra mediatica contro Putin, a cui GS era più che felice di assistere.
soros-poroshencoAmbasciatore: Il problema a breve termine che va affrontato è diffondere il messaggio del governo attraverso strumenti mediatici professionali, soprattutto in considerazione delle campagne diffamatorie professionali di Putin.
GS: Accordo sul problema delle comunicazioni strategiche, aiutare nelle PR professionali il governo ucraino sarebbe molto utile. Dare la supervisione al Crisis Media Center istituito dall’IRF e necessità di ulteriori interviste a Jatsenjuk da indirizzare direttamente a giornalisti e pubblico attualmente critici sulle sue decisioni”.
Pyatt sosteneva di decentrare il potere nella nuova Ucraina, senza volgersi verso la raccomandazione di Lavrov per un’Ucraina federale. GS osservava che il federalismo permetterebbe alla Russia di controllare le regioni orientali dell’Ucraina, a cui si oppone rigorosamente.
Ambasciatore: Lavrov sostiene la riforma costituzionale e il concetto di federalismo in Russia. Il governo degli USA ha ribadito che non negozierà sulla testa degli ucraini sulla riforma costituzionale e che l’Ucraina deve deciderlo da sola. Osservava che ci sono modelli per la devoluzione che possono essere utilizzati in questo contesto, ma che la questione sarà capire come decentrare senza l’immissione dell’agenda russa.
GS: il piano di federalizzazione avanzata da Putin a Merkel e Obama si tradurrebbe nella Russia che aumenta la propria influenza e il controllo de facto sulle regioni orientali. Osservava che Lavrov ha chiare istruzioni da Putin nel sostenere la federalizzazione.
Ambasciatore: il segretario Kerry sarebbe interessato a sentire direttamente le opinioni di GS sulla situazione, al rientro dal suo viaggio.
SF: Non vi è alcun modello positivo di federalismo nella regione, anche i modelli di decentramento sono scarsi perché il concetto non è molto comune. Le istituzioni necessarie per il decentramento non esistono ancora e devono essere costruite.
YB: L’Ucraina dovrebbe perseguire una politica di decentramento sul modello polacco, e IRF ha finanziato lo sviluppo seguendo questo modello e gli interessati sono ora consulenti del governo sul tema. È anche importante incoraggiare il Consiglio costituzionale creato dal governo ad essere più aperto e coinvolgere esperti indipendenti.
Ambasciatore: la questione delle riforme costituzionali è la questione più urgente per l’Ucraina, vi è la necessità di decentrare per portare la democrazia al livello locale e spezzare la corruzione sistemica che deriva dall’autorità di Kiev sui governi locali.
Ambasciatore: la propaganda russa dice ai residenti di Kharkov e Donbas che il governo in Ucraina occidentale cerca di portargli via risorse e diritti col decentramento, alimentando la linea di Lavrov che il governo ucraino sia disfunzionale e fallimentare per lo Stato unitario, rendendo necessaria la federalizzazione”.
I partecipanti non smettevano di fissarsi su Russia e Putin durante l’incontro. Il piano ucraino sembra più volto a aggredire la Russia che a salvare un Paese sull’orlo del baratro. L’ambasciatore degli Stati Uniti Pyatt cedeva il pieno controllo a GS, e all’improvviso gli chiese, “cosa l’USG dovrebbe fare e ciò che fa“. La risposta di GS è stupefacente, “Obama è troppo morbido con Putin“…
original_bigAmbasciatore: chiesto a GS delle critiche alla politica degli Stati Uniti e cosa pensa l’USG debba fare.
GS: Invierà all’ambasciatore Pyatt copie di corrispondenze ad altri e l’articolo per il New York Review of Books “Obama è troppo morbido con Putin”, e vi è la necessità d’imporre potenti sanzioni intelligenti, osservando la necessità di dividere il lavoro tra Stati Uniti ed Unione europea con gli Stati Uniti nel ruolo di poliziotto cattivo. L’USG dovrebbe imporre sanzioni alla Russia per 90 giorni o fin quando il governo russo riconoscerà i risultati delle elezioni presidenziali. Osservava che era più preoccupato dalla giustizia e dalle purghe.
Ambasciatore: L’USG organizzerà conferenze con gli inglesi a fine aprile sui reati finanziari, riunendo funzionari e rappresentanti della comunità internazionale, dai vertici governativi, per discutere dove su dove sia finito il denaro. Sottolineava le sue preoccupazioni sull’implosione completa del Partito delle Regioni e ne parlerà a IRI e NDI per aiutarli a ricostruire il partito dell’era post-Janukovich”.
L’ambasciatore degli Stati Uniti Pyatt decide di togliere Tymoshenko dalla Nuova Ucraina. È stata utile alla scopo come povera e malata prigioniera politica quando Janukovich era al potere, dicendo che “Tymoshenko è legata solo a cose indegne“…
Ambasciatore: Personalmente la prima necessità dell’Ucraina in questo momento è l’unità nazionale. Ciò non accadrà con Tymoshenko perché vista come ritorno del vecchio regime e personalità assai controversa. Parla della rivoluzione come “rivoluzione della dignità” e Tymoshenko è legata a tutto ciò che c’è d’indegno.
GS: la necessità di purificare dal “peccato originale” tutti gli attuali candidati alla presidenza va sottolineata allo scopo di far avanzare l’Ucraina”.
Vengono discusse le preoccupazioni su Pravij Sektor, come disarmare o integrare la forza utilizzata per istigare le violenze a Maidan. Soros avanza il sospetto che Pravij Sekto sia infiltrato e lavori per l’FSB della Russia.
“GS: crede che il Pravij Sektor sia un complotto dell’FSB e finanziato per destabilizzare l’Ucraina
Ambasciatore: D’accordo che ciò sia almeno in parte vero, ma il problema ora è che Pravij Sektor è organico ed ancora armato. Vi è la necessità che il governo sappia come smobilitarlo e disarmarlo.
GS: Come possiamo difenderci dai tentativi di Putin di destabilizzare le elezioni di maggio?
Ambasciatore: La comunità internazionale deve inviare una marea di osservatori dell’OSCE e di altre istituzioni. L’ambasciata degli Stati Uniti attualmente lavora anche con le agenzie d’intelligence locali per monitorare la situazione e hanno già trovato agenti russi. Osservava che un secondo l’ambasciatore, Cliff Bond, arriverà all’ambasciata per concentrarsi su questioni a lungo termine, come decentramento, purghe, e-governance e lotta alla corruzione e si coordinerà coi finanziatori su tali temi. Obama incaricava l’ambasciata di concentrarsi principalmente sul sostegno economico all’Ucraina, evitando quello militare.
GS: auspica che andando avanti ci sia stretta cooperazione tra ambasciata degli Stati Uniti e IRF”.
PDF completa delle minute George Soros del 2014.
Il verbale della riunione rappresenta un chiaro caso di come George Soros e la sua International Renaissance Foundation (IRF) manipolano l’Ucraina spingendola verso l’autodistruzione. In una riunione dal titolo, “Tavola rotonda con la società civile”, i piani della quinta colonna in Crimea venivano presentati quali soluzioni valide dai partecipanti alla discussione.
Screen-Shot-2016-08-20-at-11.57.54-AMAllo stesso modo vediamo come sia coinvolto Soros nel minare un’Ucraina federale ai massimi livelli, influenzando Merkel e Obama affinché respingessero tali iniziative. Col senno di poi appare chiaro come il sole che l’unico modo che l’Ucraina aveva per sopravvivere al colpo di Stato fosse passare a un modello di governo federale. (George Soros) ha osservato che l’Ucraina è in grave pericolo perché Putin sa che non può permettere alla nuova Ucraina di avere successo. Ribadiva i suoi punti sulle conversazioni di Putin con Merkel e Obama sul federalismo e le sue preoccupazioni sugli sviluppi. Osservava che non aveva informazioni dirette, ancora, su tale problema ed era preoccupato dalle informazioni di seconda mano sulle reazioni di Merkel e Obama. Ma ribadiva la necessità che il governo ucraino rispondesse a voce alta e subito”.

Nuland, Pyatt, Poroshenko, Kerry

Nuland, Pyatt, Poroshenko, Kerry

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Alessandro Lattanzio a ParsToday: Ecco come George Soros manipola politiche ed elezioni europee

Boao Forum for Asia 2013Teheran (ParsToday  Italian) – Alessandro Lattanzio, saggista e analista delle questioni politiche internazionali e’ stato intervistato dalla nostra Redazione. Con Lattanzio abbiamo esaminato la forte influenza di Soros nelle politiche europee soprattutto per quanto riguarda l’immigrazione e le elezioni.
Per ascoltare la versione integrale dell’intervista potete cliccare qui.

Come Soros manipola le elezioni europee (e italiane)

Alex Christoforou, The Duran 15 agosto 2016
Ecco l’elenco completo delle ONG finanziate da George Soros per manipolare le elezioni in tutti gli Stati dell’UE. Le email di George Soros sono spaventose.
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Il miliardario statunitense e le sue ONG esercitano un potere immenso, e i documenti diffusi da DCLeaks mostrano come Soros fa cadere governi e istiga guerre civili, così da poter realizzare enormi profitti finanziari. Si tratta dell’immensa raccolta di minute, libri bianchi, schede su stanziamenti e piani mediatici che dettagliano come Soros e le sue ONG telecomandano governi e istituzioni finanziarie. È possibile trovare i documenti completi sul sito DCLeaks, che descrivono come Soros e la sua rete di ONG “sfruttano a sangue milioni e milioni di persone solo per arricchirsi ancora di più“. George Soros è un magnate, investitore, filantropo, attivista politico e autore ungaro-statunitense di origine ebraica dalla doppia cittadinanza. Guida oltre 50 programmi e fondazioni, sia globali che regionali. Soros viene definito architetto e sponsor di quasi ogni rivoluzione e colpo di Stato nel mondo degli ultimi 25 anni. Grazie a lui e ai suoi burattini, gli USA sono ritenuti un vampiro, non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi succhiano sangue a milioni e milioni di persone solo per arricchirsi. Soros è un oligarca che sponsorizza partito democratico, Hillary Clinton, centinaia di politici nel mondo. Questo sito è volto a consentire a tutti di osservare i documenti secretati dell’Open Society Foundation di George Soros e delle organizzazioni correlate, come piani di lavoro, strategie, priorità e altre attività. Tali documenti fanno luce su una delle reti più influenti ed attive nel mondo. Ecco la lista completa delle ONG di Soros che manipolano le elezioni in tutti gli Stati membri dell’UE, con obiettivi, referenti e finanziamenti dei piani.

ONG Italiane finanziate da Soros:

Centro Studi ed Iniziative Europeo (CESIE)

Centro Studi ed Iniziative Europeo (CESIE)

Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE)

Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE)

Arcigay e Associazione 21 luglio

Arcigay – Associazione 21 luglio

Associazione Upre Roma - Fondazione Romani Italia

Associazione Upre Roma – Fondazione Romani Italia

Transparency International

Transparency International – United fot Intercultural Action

Stichting Onderzoek Multinationale Ondememingen (SOMO)

Stichting Onderzoek Multinationale Ondememingen (SOMO)

Young European Federalists (JEF)

Young European Federalists (JEF)

Media Diversity Institute - Migrant Policy Group

Media Diversity Institute – Migration Policy Group

Zerohedge riporta che “2576 documenti sono stati resi pubblici da DCLeaks, un sito che sostiene di essere stato “lanciato da hacktivisti statunitensi che rispettano e apprezzano la libertà di espressione, i diritti umani e il governo del popolo“. I documenti provengono da diversi dipartimenti delle organizzazioni di Soros. L’Open Society Foundations di Soros sembra essere il gruppo col maggior numero di documenti resi pubblici, che provengono da sezioni presenti in quasi tutte le regioni geografiche del mondo, dagli Stati Uniti ad Europa, Eurasia, Asia, Latina, America, Africa, dalla Banca Mondiale all”Ufficio del Presidente”, così come da entità sconosciute come il SOUK. Come nota il Daily Caller, vi sono documenti risalenti almeno al 2008-2016. I documenti provengono da studi di ricerca come “Crisi europea: sviluppi chiave delle ultime 48 ore” che studia l’impatto della crisi dei profughi, o da documenti dal titolo “Il dibattito sull’Ucraina in Germania“, agli aggiornamenti sui finanziamenti di specifiche borse di studio. Una e-mail diffusa da Wikileaks mostra che Soros consigliava Hillary Clinton, durante il mandato da segretaria di Stato, su come gestire i disordini in Albania, consigli che ha seguito.Boao Forum for Asia 2013Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dugin e il duginismo

Hari Har Dash

Inroduzione
alexander_dugin-580x580 Dugin viene presentato quale mente strategica di Putin. Una favola che piace sia ai denigratori di Putin, per poterlo spacciare come dittatore ‘fascista’, sia a Dugin e seguaci, perché così ottengono un immeritato prestigio riflesso dalla figura del presidente russo, di cui in realtà sono nemici. Anche la storia che Dugin rappresenti la ‘filosofia politica’ alla base dell’Eurasiatismo è fasulla. Dugin non fa mai riferimento alla corrente del post-zarismo russo detta ‘Smena Vekh‘ o all’eurasiatismo russo vecchio e nuovo, che si tratti di Trubetskoj o di Gumiljov. Semmai riprende concetti ‘metapolitici’, ovvero considerazioni che si autosostengono senza dover ricorrere a dati economici, sociali e storici. Quindi abbiamo dei ‘geopolitici’, nell’ambiente duginista, che non hanno idea di cosa sia la Storia, la società dei Paesi che analizzerebbero, o dell’economia, ridotta a ‘corridoi energetici’, quindi appendice della geopolitica ‘metapolitica’, ovvero onirica ed ideologizzata. E ciò si riverbera sul piano pratico attuale della politica internazionale. Le idee che avanzano e che promuovono Dugin e i suoi seguaci fanno a pugni con la geopolitica razionale di Mosca volta a costruire un mondo multipolare, incentrato sullo sviluppo delle relazioni politico-economiche nel nucleo multipolare tra Russia, India e Cina. Anzi, spesso l’ambiente duginista suscita aspre polemiche e posture che smentiscono l’intenzione di voler sostenere l’eventuale percorso intrapreso dalla dirigenza russa attuale. Ad esempio, è da diversi mesi che i duginisti conducono un’inesplicabile polemica astiosa e violenta contro l’India, che viene dipinta come vendutasi agli Stati Uniti. Stesso discorso è ripreso contro il Vietnam, solo perché Obama vi aveva compiuto una visita, la prima di un presidente statunitense in 40 anni. Non viene risparmiato lo stesso Putin, definito velatamente un fantoccio di oligarchie e banche, di volta in volta accusato di essere circondato da quinta, sesta e persino settima colonna, nel tentativo palese di screditare e danneggiare l’immagine dell’esecutivo russo. Arrivando a denigrare figure di spicco dell’ambiente accademico geopolitico russo, molto vicini a Putin, che Dugin definisce agenti degli USA. La CIA non chiederebbe di meglio. In ciò non va trascurato anche l’aspetto umano di tali accuse all’ambiente putiniano. In fondo voleva accreditarsi come sorta di ‘Rasputin’ di Putin; ma ovviamente questa dirigenza l’ha respinto dopo un breve periodo di convergenze.
Concretamente, in tale visione grottesca dell”Eurasia’ duginista, si erge la figura di Erdogan, con i cui agenti Dugin ha stretti contatti. Erogan viene esaltato e celebrato quale combattente antiamericano, condonandogli in modo sfacciato 5 anni di guerra d’aggressione alla Siria e un imperialismo straccione che ha avuto come vittime diversi Paesi alleati e vicini alla Russia (Siria, Iraq, Armenia, Asia Centrale, Cina) se non la stessa Russia, dove Ankara finanzia e sostiene da sempre l’islamismo nel Caucaso del Nord. Tutto questo, sul piano della sostanza politica e geopolitica, per l’ambiente duginista non conta, volendo presentare Erdogan quale nuovo feroce nemico degli USA, in quanto mera vittima di un golpe che i dugnisti attribuiscono senza incertezze a Washington, anche se si basano solo sui propri desideri. Senza dimenticare che la politica di Erdogan, da ben 15 anni, abbattimento del cacciabombardiere russo compreso, viene dai duganisti assegnata in blocco a presunti gulenisti e agenti della CIA che agivano nell’assenza totale di consapevolezza di Erdogan. Una spiegazione grottesca che non fa una piega presso tale ambiente di settari ideologizzati. Difatti finora Ankara non ha ufficialmente accusato nessun funzionario statunitense, ma solo il vecchio sodale di Erdogan, Gulen. Quindi, il neo-ottomanismo di Erdogan viene arruolato dai duginisti nella costruzione del loro impero onirico, (onirismo che sta infettando sempre più cosiddetti siti d’informazione alternativa). E per preservare il nuovo idolo, nel tentativo di giustificare quest’improvvisa svolta pro-ottomanista e pro-islamista, i duginisti non esitano a denigrare perfino la Siria e le sue Forze Armate, diffondendo e legittimando la peggiore propaganda anti-siriana. E non si creda che tale ‘impero onirico’ di Dugin corrisponda al Blocco multipolare che va formandosi in Eurasia e nel resto del mondo. Seguendo tali deliri onirici, l’ambiente duginista, ad esempio, è arrivato ad immaginare la restaurazione in Giappone di un sistema feudal-militarista, l’abolizione del parlamento, l’elevazione dell’imperatore ancora una volta a divinità, e infine creazione di un’alleanza tra tale ‘nuovo’ Giappone e Russia duginista per muovere guerra…. alla Cina popolare…. Dov’è in tutto questo il mondo multipolare e l’Eurasia antimperialista nell’impero onirico integralista schmittiano* di cui vaneggiano Dugin e sodali? In realtà, tutto ciò appare essere opera di sabotaggio ideologico e mediatico, oggettivo e forse soggettivo; ad esempio denigrando irresponsabilmente l’India, grande Paese amico della Russia da decenni, e con cui continuano ottimi rapporti a tutti i livelli; e perfino il Vietnam, altro grande alleato della Russia che ha subito lo stesso inverecondo trattamento da tale ambiente. E qualcuno si è spinto, tastando il terreno, a fare rumore su una presunta frattura tra Pechino e Mosca. Pessima aria spira nell”Imperium’ di Dugin e seguaci.
(Alessandro Lattanzio)

*(con la pedante ripetizione della sublimazione ‘filosofica’ e a-storica della suddivisione tra Terra e Mare, idea generata dall’ambiente nazista, consapevole della propria subalternità all’impero inglese a cui si concedeva il dominio degli oceani, dopo la sconfitta nel 1918 dell’imperialismo d’oltremare della Germania guglielmina).

960181Se Dugin viene talvolta associato al regime di Putin, in realtà l’odia considerando il presidente russo troppo liberale. Dugin stesso non crede nell’esistenza di quattro ideologie politiche. Per lui, ci sono sempre state solo tre ideologie: comunismo, liberalismo e fascismo, e Dugin mette il neo-eurasiatismo in quest’ultima categoria.
I principali punti di Dugin sul fascismo.
1. Tre elementi della prossima dittatura:
1) il Partito Russia Unita la cui ideologia è debole va sostituito col neo-eurasiatismo, cioè il fascismo;
2) la Camera pubblica che, su “richiesta del popolo”, chiederà a Russia Unita d’introdurre misure anti-costituzionali e antidemocratiche;
3) un movimento giovanile che formi il “commissario dell’autorità illegittima” per reprimere tutti coloro che si oppongono alla dittatura.
2. “Abbiamo avuto una dittatura liberale, quindi la prossima dittatura sarà illiberale. Abbiamo avuto una dittatura sovietica, ma ora è passata. Quale sarà la prossima? Indovinate la terza“.
3. I neo-eurasiatisti devono controllare due elementi della prossima dittatura: l’ideologia del partito Russia Unita e il movimento giovanile.
4. Essendo il fascismo considerato un male in Russia, il movimento giovanile neo-eurasiatista dovrebbe evitare di farsi chiamare “Hitlerjugend“, e usare nomi come “oprichnina”, dalla polizia segreta dello zar Ivan il Terribile.
Quando l’Ucraina avviò il conflitto, Dugin disse di voler attaccare l’Ucraina e uccidervi tutti e annetterla alla Russia. I neo-eurasiatisti cercano di sbarazzarsi di Putin e di creare uno Stato fascista totalitario, a tutti gli effetti. Dugin appare spesso in talk show politici di prima serata e scrive sui giornali.
Questo testo non offrirà una nuova visione della concezione di Dugin e delle sue opinioni politiche, anche se spera di contribuire a una visione scientifica di tale figura politica quale agente dalla Weltanschauung fascista.
store-pic-3Il pensiero geopolitico di Dugin è politicamente legato a colui che fu un tempo il principale geopolitico di Adolf Hitler, Haushofer. Sembra che sia un seguace di una ristretta corrente geopolitica, vale a dire la geopolitica fascista di Haushofer. La prima organizzazione spiccatamente socio-politica che Aleksandr Dugin raggiunse, impegnandosi in politica, fu l’associazione storico-patriottica ‘Pamjat‘ nota per l’antisemitismo centonerista. Prima di tale affiliazione, la sua visione del mondo si modellava sugli insegnamenti esoterici e metafisici cui fu introdotto quando era membro del ‘circolo Juzhinskij‘, o per usare le parole di uno dei suoi ex-membri, dell”underground schizoide intellettuale’. Tale circolo fu costituito negli anni ’60 intorno allo scrittore e poeta russo Jurij Mamleev, che risiedeva in due stanze di un appartamento condiviso su viale Juzhinskij, nel centro di Mosca. Mamleev trasformò l’alloggio in un salotto letterario illegale dove un certo numero di volatili artisti, scrittori, poeti e intellettuali anti-sistema e non conformisti si riuniva per discussioni che avrebbero potuto danneggiare gli interessati. Il circolo Juzhinskij era evidentemente anti-sovietico, ma rimase in gran parte apolitico prima che Mamleev emigrasse negli Stati Uniti nel 1974. Pochi anni dopo un grande ‘fazione’ del circolo finì sotto l’influenza dello scrittore mistico, poeta e traduttore Evgenij Golovin. Quando Dugin aderì al circolo nel 1980, si legò a tale ‘fazione’. Nel circolo, Golovin propagò progressivamente occultismo, esoterismo, opere di René Guénon e di altri autori e, in seguito, la rivoluzione conservatrice e i classici fascisti ‘tradizionalisti integrali’. La ‘fazione’ di Golovin fu caratterizzata da una ‘filosofia che negava la realtà circostante come qualcosa di malvagia, ostile, erronea ed artificiale’. Per via dell’affiliazione di Dugin al circolo ‘Juzhinskij’ per la prima volta partecipò a un ‘movimento’ che percepiva la transitorietà del presente, possiamo supporre che in tale ‘movimento’ Dugin fu incoraggiato nella sua via alla sintesi confusa (mazeway resynthesis), che avrebbe imposto a seguaci e compagni di viaggio negli anni successivi.
Quando Eltsin ascese al potere e dopo, quando Putin divenne presidente, sapeva che Putin poteva spedirlo in carcere, ma sapeva anche che se lo spediva in prigione gli USA avrebbero scatenato una rivoluzione religiosa facendo di Dugin un capro espiatorio. Non ha mai rinunciato a sfruttare il ‘tradizionalismo’ e l’occulto per la sua causa politica, usando l’approccio attivista di Julius Evola sfruttando la dottrina per scopi politici. Nel periodo sovietico Dugin fondò l'”Ordine Nero delle SS” basandosi sul nazismo. Ma suo padre era un generale dell’intelligence militare e Dugin non ebbe alcun problema su ciò. Da “figlio dell’élite” fu salvato dalla coscrizione nell’esercito sovietico. Oggi è molto più popolare all’estero che in Russia. Dugin è bravo nelle lingue straniere, ne conosce 7-8 europee. Fu il primo nell’URSS che iniziò a leggere e tradurre massicciamente i testi dei cosiddetti “tradizionalisti” (Guenon, Crowley, Evola, ecc). La sua carriera si fonda su questo lavoro. Su FB ho incontrato molti suoi seguaci. Per lo più provengono da Germania, Portogallo, Italia, Grecia. Pochissimi dalla Russia. Dugin e i suoi seguaci sono supportati e sponsorizzati dalla cosiddetta “vecchia élite europea”.
Dugin: Il fascismo è il nazionalismo non ancora nazionalista, ma una rivoluzionaria, ribelle, romantica, idealistica (forma di nazionalismo) che si appella a un grande mito ed idea trascendente, cercando di mettere in pratica il sogno impossibile, dare vita alla società dell’eroe superumano, cambiando e trasformando il mondo.
Il simbolismo occulto svolge un altro ruolo importante nell’immaginazione ideologica. La freccia a otto punte di Dugin, simbolo ufficiale della sua organizzazione, fece la prima apparizione sulla copertina di Geopolitikij Osnovij, posta al centro dei contorni dell’Eurasia. Tale simbolo è una versione modificata della ‘Stella del Chaos’ e farebbe riferimento al ‘Chaos Magico’, una dottrina occulta basata sui testi di Crowley, Austin Osman Spare e Peter Carroll. Sembra opportuno considerare il ‘Chaos Magico’ stesso un prodotto della via alla sintesi confusa. I ‘praticanti la magia del caos’ ammettono apertamente che ‘per loro, visioni del mondo, teorie, credenze, opinioni, abitudini e anche personalità sono strumenti che possono essere scelti arbitrariamente al fine di comprendere e manipolare il mondo che vedono e creano attorno a sé’. La ‘Star of Chaos’ è uno degli ‘strumenti’ simbolici adottati nei libri fantasy di Michael Moorcock, diffusa dai giochi di ruolo, in particolare della serie Warhammer40K.

Dugin e l'agente di Erdogan Dogu Perincek

Dugin e l’agente di Erdogan Dogu Perincek

Perincek ed esponenti del Partito comunista svizzero. Perincek, inquanto agente di Erdogan, opera prevalentemente negli ambienti della sinistra occidentale, per raccogliere sostegno al golpe/cintrogolpe di Erdogan e la relativa politico neo-ottomana. Infatti, Perincek è forte sostenitore della negazione del genocidio armeno.

Perincek ed esponenti del Partito comunista svizzero. Perincek, in quanto agente di Erdogan, opera prevalentemente negli ambienti della sinistra occidentale, per raccogliere sostegno al golpe/controgolpe di Erdogan e alla relativa politica neo-ottomana. Infatti, Perincek è un forte sostenitore della negazione del genocidio armeno.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Pokemon Go – La terribile realtà

Pokemon Go – La terribile realtà

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