AFRICOM: un gigantesco spreco di denaro

Wayne Madsen SCF 26.02.2018Il Comando Africa degli USA (AFRICOM), creato nel 2007 per rivaleggiare con le controparti della struttura militare geopolitica, Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) e Comando Meridionale (SOUTHCOM), come versione moderna della Compagnia delle Indie Orientali inglese assegnata a un continente, si è rivelato un gigantesco fallimento e spreco totale di denaro dei contribuenti. L’AFRICOM, a differenza degli equivalenti a Tampa, Miami, Honolulu e Stoccarda, non è mai riuscito ad avere un proprio quartier generale ma è stato costretto a condividerlo a Stoccarda con l’US European Command (EUCOM). AFRICOM si trova nelle Kelley Barracks, l’ex-quartier generale del 5° comando trasmissioni della Luftwaffe nazista. L’AFRICOM non ha responsabilità sull’Egitto, che ricade sotto l’egida del CENTCOM. Sebbene alcuni Paesi africani offrissero il quartier generale all’AFRICOM, la maggioranza dei membri dell’Unione Africana si oppose alla presenza militare statunitense permanente nel continente africano. Un luogo pianificato era vicino la città portuale di Tan Tan, nel sud del Marocco, al confine con l’ex-colonia spagnola del Sahara Occidentale, occupata dai marocchini. In realtà, Tan Tan è posta strategicamente tra due ex-colonie spagnole, Sahara occidentale e l’ex-enclave spagnola di Ifni. I piani abortiti per la base di Tan Tan furono spinti tra il servizio d’intelligence militare e la Direzione Generale per la Sicurezza Estera (DGED) del Marocco e l’Ufficio della Difesa dell’ambasciata USA a Rabat. L’opzione della base in Marocco, che sarebbe costata 50 miliardi di dollari per costruirla e avviarla, fu sostituita da un sistema d’invio truppe e personale di supporto statunitense in vari Paesi africani coi compiti temporanei di istruttori, costruzione di impianti ed intelligence. Tra le responsabilità dell’AFRICOM vi sono le “operazioni di stabilità” in Africa, che il Pentagono cita come “missione militare centrale statunitense”. Tale missione è sostenuta dalla presenza di ciò che il Pentagono chiama Cooperative Security Locations o “ninfee”, magazzini nascosti di armi, veicoli e altro materiale spesso integrati da nuovi aeroporti che possono ospitare velivoli militari e droni. Le ninfee (Lily pads) sono state costruite in Algeria, Botswana, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Gabon, Ghana, Kenya, Liberia, Mali, Mauritania, Namibia, Niger, Nigeria, Sao Tome e Principe, Senegal, Seychelles , Sierra Leone, Somalia, Tunisia, Uganda e Zambia. Ci fu la proposta che AFRICOM istituisse un comando nel Golfo di Guinea degli Stati Uniti a Sao Tome. Il comando sarebbe stato responsabile della protezione delle compagnie petrolifere statunitensi che operano nella regione. Sebbene il comando del Golfo di Guinea non sia mai stato istituito, AFRICOM conduce l’Obangame Express annuale, che comprende l’addestramento alla sicurezza marittima delle forze di Angola, Benin, Camerun, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Congo, Gabo, Gabon, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Guinea equatoriale, Liberia, Marocco, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Sao Tome e Principe e Togo.
Sebbene l’AFRICOM abbia l’incarico di condurre “operazioni di stabilità”, ci sono prove che si sia impegnato a fomentare colpi di Stato militari in Africa. Nel 2009, un gruppo di ufficiali della Guinea che tentò di assassinare il presidente della Guinea, capitano Moussa Dadis Camara, stava operando su ordine delle Forze Speciali assegnate al Comando Africa degli USA (AFRICOM) e al personale dell’intelligence militare francese. Lo stesso Camara prese il potere con un colpo di Stato nel dicembre 2008 dopo la morte del presidente Lansana Conte. Apparentemente Camara aveva firmato un accordo con la Cina affinché quella nazione ricevesse i contratti minerari sulla bauxite delle aziende statunitensi e francesi con la promessa che la Cina avrebbe raffinato la bauxite costruendo una fabbrica di alluminio in Guinea. Statunitensi e francesi esportavano la bauxite grezza per fonderla all’estero. L’offerta dei cinesi di fondere la bauxite in Guinea, con la promessa di lavori ben pagati per la nazione povera, era troppo per Francia e Stati Uniti e un “golpe” fu ordinato contro Camara, usando gli elementi delle forze armate guineane addestrati dall’AFRICOM in Guinea, Germania e Stati Uniti. L’Agenzia per la sicurezza nazionale, l’agenzia di spionaggio delle informazioni (SIGINT) di punta degli USA aveva investito centinaia di milioni di dollari per addestrare all’intercettazione in numerose lingue, anche africane. AFRICOM gestiva un programma di formazione ridondante e bilingue che rispecchiava il programma del NSA. AFRICOM spese milioni inutilmente duplicando la NSA nell’addestramento nelle lingue Bemba, Bete, Ebira, Fon, Gogo, Kalenjin, Kamba, Luba-Katanga, Mbundu/Umbundu, Nyanja, Sango, Sukuma, Tsonga/Tonga, Amarico, Dinka, Somalo, Tigrinya e Swahili. Questo è solo uno dei tanti esempi di come l’AFRICOM sia un completo spreco di denaro con sforzi duplicanti quelli di altre agenzie ed enti governativi. La morte per strangolamento il 4 giugno 2017 a Bamako, in Mali, del sergente dei berretti verdi dell’esercito statunitense Logan Melgar per mano di due Navy SEALs, tutti schierati sotto il comando di AFRICOM, era legato alla scoperta di Melgar che i due della Marina intascavano i fondi ufficiali utilizzati da AFRICOM per pagare gli informatori nel Paese dell’Africa occidentale. La frode è un altro esempio della cultura del malaffare presente tra le fila dell’AFRICOM. Tale disaffezione è nota dal 2012 quando il primo capo di AFRICOM, generale William “Kip” Ward, fu degradato da generale a tenente-generale. Si scoprì che Ward usò la sua posizione al vertice di AFRICOM per “spese non autorizzate” e “viaggi lussuosi”, tra cui un soggiorno al Ritz-Carlton Hotel di McLean, in Virginia, al Fairmont Hamilton Princess Hotel nelle Bermuda e al Waldorf-Astoria Hotel di New York. Ward viaggiò con la moglie e tredici assistenti diverse volte, in Burkina Faso, Senegal, Ruanda, Madagascar, Namibia (dove Ward soggiornò al Windhoek Country Club), Gibuti, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Francia con solo alcuni giorni dell’itinerario riservati agli affari ufficiali. In alcuni viaggi, Ward accettò cene da uomini d’affari che cercavano contratti con AFRICOM.
Le manovre annuali dell’AFRICOM portano titoli come African Lion, Flintlock, Cutlass Express, Unified Accord, Phoenix Express, Unified Focus, Justified Accord e Shard Accord. Tali esercitazioni implicano milioni di dollari in spese di viaggio e alloggio, offrendo ogni opportunità di frode, spreco e abuso commessi dal primo comandante dell’AFRICOM. Nell’ottobre 2017, quattro membri dell’esercito statunitense furono uccisi dalle forze ribelli presso il villaggio Tongo-Tongo in Niger. Il Pentagono non ha mai spiegato che tipo di “addestramento” stessero svolgendo coi militari nigerini. Nel febbraio 2016, il personale delle forze speciali dell’AFRICOM si ritrovò sotto attacco terroristico islamista all’Hotel Radisson Blu di Bamako. Il mese precedente, altro personale delle forze speciali dell’AFRICOM fu visto mentre una cellula terrorista islamista attaccò l’Hotel Splendid e il vicino ristorante Cappuccino di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, di proprietà ucraina. Gli attacchi a Bamako e Ouagadougou erano simili alla destabilizzazione effettuati dalle forze di destra e fasciste nell’Europa occidentale durante la Guerra Fredda. Gli attacchi “false flag” furono attribuiti a gruppi di sinistra, ma erano orchestrati da Central Intelligence Agency e NATO nell’ambito dell’operazione Gladio e relativi programmi segreti. L’AFRICOM è una copertura del Pentagono per proteggere gli interessi economici degli Stati Uniti in Africa e garantire che i governi africani aderiscano alla linea filo-USA. Tuttavia, AFRICOM viene eclissata dalla crescente influenza della Cina in Africa, accolta con favore da molte nazioni africane. L’ingresso del “soft power” cinese in Africa fa dell’AFRICOM un ulteriore spreco di denaro.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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La somma di tutte le paure degli USA in Corea: la pace

Tony Cartalucci, LD, 11 febbraio 2018La Corea democratica viene dipinta dai media occidentali come pericoloso Stato canaglia, che complotta l’olocausto nucleare degli USA e tiene in ostaggio pace e stabilità globali con la sua irrazionale aggressività. È la presunta minaccia che la Corea democratica pone al mondo che gli Stati Uniti usano per giustificare la lunga presenza militare nella penisola coreana. Nella Strategia di Difesa delle Nazione del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, pubblicata di recente, si afferma: “La Corea democratica cerca di garantire la sopravvivenza del regime e una maggiore leva cercando un mix di armi nucleari, biologiche, chimiche, convenzionali e non e crescente capacità missilistica per avere influenza coercitiva su Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti”. Eppure l’immediato vicino della Corea democratica, la Corea del Sud, si è sentito abbastanza a suo agio con questo “regime canaglia” che non ha invitato solo diplomatici ai Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang del 2018, ma ha avuto i propri atleti competere con le controparti nordcoreane in una squadra unificata. La cerimonia di apertura comprendeva un gruppo unificato con parate, canzoni e cori. La sorella del leader nordcoreano Kim Jong Un salutava pubblicamente il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in. Erano presenti altri leader e diplomatici nordcoreani che interagivano con le controparti sudcoreane. ABC News riportava nell’articolo, “La sorella di Kim Jong Un stringe la mano al presidente della Corea del Sud alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi“, che: “Dopo essere arrivata in Corea del Sud con una delegazione di alto livello, la sorella del leader nordcoreano Kim Jong Un ha stretto la mano al presidente della nazione vicina durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali del 2018”. La CNN riferiva che il leader nordcoreano Kim Jong Un avrebbe invitato il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in nella capitale nordcoreana, Pyongyang. Evidente è l’assurdità delle affermazioni politiche e dei media occidentali sul pericolo che la Corea democratica rappresenta per il mondo, quando la stessa nazione presumibilmente tecnicamente in guerra, la Corea del Sud, ne invita la leadership a un evento sportivo, i loro atleti competono insieme come squadra unica i cui leader guardano seduti fianco a fianco. Tuttavia, l’articolo della CNN, “Kim Jong Un invita il presidente della Corea del Sud Moon a Pyongyang“, rivela: “Moon ha risposto all’invito suggerendo che i due Paesi “dovrebbero realizzare questo creando le giuste condizioni”, aggiungendo che erano necessari anche colloqui tra Corea democratica e Stati Uniti e chiesto che la Corea democratica sia più attiva nel dialogo cogli Stati Uniti, secKim Eui-kyeom”. In sostanza, il presidente della Corea del Sud chiede il permesso agli Stati Uniti per condurre ciò che dovrebbero essere colloqui bilaterali della Corea del Sud con il vicino del nord. E qui si rivela la radice delle tensioni nella penisola coreana, il coinvolgimento degli USA, e la somma di tutte le loro paure, la pace tra Nord e Sud alle loro condizioni. Per gli Stati Uniti, la Corea democratica era un comodo pretesto per rimanere incistita nella penisola coreana, certamente parte della strategia di Washington, non per affrontare uno Stato canaglia, ma per accerchiare e contenere ulteriormente l’ascesa della Cina in Asia. Gli Stati Uniti hanno una significativa presenza militare in Giappone per scopi simili e tentano di ristabilire una presenza militare nelle Filippine per tale fine.

Il pretesto per l’occupazione permanente negli Stati Uniti
Furono gli Stati Uniti a fare pressioni sulla Corea del Sud per mantenere una posizione bellicosa verso la Corea democratica, conducendo esercitazioni militari annuali cogli Stati Uniti volte a provocare la leadership della Corea democratica. Telegraph nell’articolo, “I Navy Seals degli Stati Uniti incaricati di decapitare la Corea democratica, potrebbero far parte delle esercitazioni“, riferiva: “Un’unità di forze speciali statunitensi incaricate di svolgere operazioni di “decapitazione” potrebbe trovarsi a bordo di un sottomarino a propulsione nucleare attraccato nel porto sudcoreano di Busan, secondo quanto riferito dai media nazionali citando fonti della difesa. L’USS Michigan, un sottomarino di 18000 tonnellate, è arrivato venerdì a Busan, in vista delle manovre congiunte USA-Corea del Sud guidate dalla portaerei USS Ronald Reagan”. L’articolo faceva parte di una vasta guerra psicologica condotta di concerto dai media occidentali e sudcoreani per provocare la leadership della Corea democratica. Le manovre Foal Eagle con le forze speciali statunitensi, dove presumibilmente partecipano migliaia di truppe statunitensi simulando attacchi aerei su obiettivi nordcoreani. Gli Stati Uniti hanno stilato documenti politici per discutere i piani per invadere, rovesciare e soggiogare la Corea democratica, di solito con la Corea del Sud nel ruolo di supporto. L’autorevole think tank statunitense Council on Foreign Relations, nel 2009 con “Prepararsi al cambiamento improvviso in Corea democratica“, sostenne la necessità dell’occupazione statunitense della Corea democratica nel caso in cui la leadership, per qualsiasi ragione, crollasse: “Quanta forza sarebbe necessaria per portare sicurezza e stabilità nella Corea democratica dipenderebbe dall’acquiescenza all’intervento straniero. Basata su esperienze precedenti, la regola empirica del numero di truppe richiesto per operazioni di stabilità di successo in un ambiente permissivo è tra cinque e diecimila persone. Poiché la Corea democratica ha una popolazione di circa ventitré milioni, un’operazione di successo potrebbe richiedere da 115000 a 230000 militari. Inoltre, potrebbero essere necessarie decine di migliaia di poliziotti per supportare queste forze in compiti basilari. Tali requisiti porteranno a un notevole sforzo della Corea del Sud, in particolare con l’attuazione della riduzione del proprio esercito di circa il 30% nel prossimo decennio”.
Anche in tale rapporto del 2009, si dice che la Corea del Sud si preparava a ridurre le proprie forze armate del 30%, rilanciando di nuovo la presunta minaccia mondiale che gli USA indicano nella Corea democratica e per la vicina Corea del Sud, che si preparava a licenziare oltre un quarto dei suoi militari, affinché ci ripensasse. La Corea del Sud è subordinata nella propria difesa dalla fine della guerra di Corea. Gli Stati Uniti ancora controllano le operazioni in guerra, hanno decine di migliaia di truppe stanziate nella penisola coreana e chiedono alla Corea del Sud di pagare parte del costo della loro presenza. Gli Stati Uniti apertamente e ripetutamente si riferiscono all'”alleanza USA-ROK” che “difende la Corea del Sud“. The Straits Times riferiva nell’articolo intitolato, “La Corea del Sud versa altre ‘noccioline’ per ospitare le truppe statunitensi“, che: “La Corea del Sud paga circa la metà dei costi per il mantenimento delle 28000 truppe statunitensi, che nel 2016 arrivarono a 944,1 miliardi di won (1,1 miliardi di dollari). Il pagamento è salito costantemente: da 488,2 miliardi nel 2001 a 680,4 miliardi nel 2005 e a 790,4 miliardi nel 2010”. L’articolo aggiungeva: “Un’altra cosa da notare quando si considera “il surplus e il deficit della difesa” è il fatto che la Corea del Sud è un importante acquirente di armi statunitensi, avendo speso 36400 miliardi di won in armi ed equipaggiamento militare negli ultimi 10 anni”. L’articolo termina citando l’ascesa della Cina, non la minaccia della Corea democratica, come scopo reale delle truppe statunitensi in Corea del Sud e Giappone. È chiaro che per rimanere in Corea e vendere un’enorme quantità di armi statunitensi, gli Stati Uniti devono produrre una minaccia sufficiente a giustificarsi. Contenere l’ascesa economica pacifica della Cina non è una giustificazione sufficiente, sebbene questo sia il vero scopo della loro presenza nella penisola coreana. Infine, si è scoperto che erano gli stessi Stati Uniti, attraverso bugie concertate e una seria di provocazioni e minacce, che intenzionalmente perpetuano le tensioni nella penisola coreana, non la Corea democratica. Fu il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence a fare una brutta faccia quando i leader della Corea democratica e del Sud si salutavano alle Olimpiadi invernali di quest’anno. E saranno gli Stati Uniti a sventare intenzionalmente qualsiasi tentativo di Corea democratica e del Sud di ripartire dagli storici incontri svoltisi durante l’evento sportivo.
Gli Stati Uniti non temono l’olocausto nucleare sul proprio suolo coi missili balistici intercontinentali della Corea democratica; temono la pace nella penisola coreana secondo le condizioni di Corea del Nord e del Sud e che un altro angolo dell’Asia che gli mostri la porta.Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Fondazione Rockefeller e la guerra psicologica

Triangle, 15 agosto 2015

Nelson Rockefeller

La Fondazione Rockefeller fu la principale fonte di finanziamento della ricerca sull’opinione pubblica e la guerra psicologica tra gli anni ’30 e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Col governo e le grandi corporazioni che non mostravano ancora alcun particolare interesse o supporto agli studi sulla propaganda, la maggior parte dei finanziamenti per la ricerca proveniva da tale potente organizzazione, che comprese l’importanza di valutare e guidare l’opinione pubblica immediatamente prima della guerra. L’interesse filantropico di Rockefeller nell’opinione pubblica era duplice:
Valutare e modificare l’ambiente psicologico degli Stati Uniti in previsione dell’impegno nell’imminente guerra mondiale.
Condurre la guerra psicologica e sopprimere l’opposizione popolare all’estero, specialmente in America Latina.
Dopo aver scoperto che l’amministrazione Roosevelt era politicamente impantanata e la sua capacità di prepararsi alla guerra in termini di propaganda interna ed estera era ridotta, la Fondazione Rockefeller creò programmi ed istituti di ricerca presso l’Università di Princeton e di Stanford e la New School for Social Research, per supervisionare e analizzare le trasmissioni radio a onde corte dall’estero. I “padri fondatori” della ricerca sulle comunicazioni di massa non avrebbero mai potuto creare questo campo di studio senza la generosità dei Rockefeller. Come Harold Laswell, propagandista durante la Prima guerra mondiale ed esperto di scienze politiche all’Università di Chicago; e lo psicologo Hadley Cantril, uno dei maggiori esperti dell’informazione, che consentì all’impero USA e alle società controllate dai Rockefeller di dominare il periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. Durante questo periodo, Cantril fornì al conglomerato Rockefeller importanti informazioni e nuove tecniche per misurare e controllare l’opinione pubblica in Europa, America Latina e Stati Uniti. Cantril, compagno di stanza di Nelson Rockefeller alla facoltà di Dartmouth alla fine degli anni ’20, conseguì il dottorato in psicologia ad Harvard e fu co-autore di The Psychology of Radio nel 1935 con Gordon Allport, il suo supervisore della tesi. Cantril e Allport notarono che “la radio è un mezzo di comunicazione completamente nuovo, uno strumento di controllo sociale e mezzo storico per influenza sul paesaggio mentale dell’umanità“. Lo studio suscitò l’interesse di John Marshall, capo della sezione scienze umane della Fondazione Rockefeller, incaricato di convincere le emittenti private a includere più contenuti educativi nella loro programmazione, sviluppata fino ad allora solo per attirare inserzionisti. Per raggiungere questo obiettivo, Rockefeller finanziò associazioni nelle reti CBS e NBC. Sapendo dei legami tra Rockefeller e Cantril da Dartmouth, Marshall l’esortò a presentare domanda di finanziamento alla fondazione. Cantril ricevette una sovvenzione di 67000 dollari per finanziare il Princeton Radio Project (PRP) per due anni alla Princeton University. Lì, Cantril condusse studi sugli effetti della radio sul pubblico. Nel 1938, Cantril divenne anche uno dei redattori che fondò la rivista finanziata da Rockefeller Public Opinion Quarterly, poi strettamente associata alle operazioni di guerra psicologica del governo degli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Quando l’ente di Princeton fu avviato, il ricercatore della CBS Frank Stanton, altro psicologo vicino a Rockefeller, fu nominato direttore della ricerca del PRP, ma ricoprì un ruolo secondario come direttore associato per la sua posizione nella CBS. Fu in quel momento che Paul Lazarsfeld, emigrato austriaco esperto in scienze sociali, fu reclutato da Cantril. Così Cantril, Stanton e Lazarsfeld furono associati e posti nelle condizioni ideali per intraprendere uno studio su larga scala dell’opinione pubblica e della sua persuasione. L’opportunità di condurre un’analisi del genere venne in occasione della trasmissione della CBS di Orson Welles sull’adattamento della Guerra dei mondi di HG Wells, del 30 ottobre 1938. Lazarsfeld ritenne che fosse un evento particolarmente notevole, e immediatamente chiese a Stanton il finanziamento della CBS per studiare le reazioni a quella che allora fu la più importante persuasione di massa nella storia dell’umanità. Nei mesi successivi, le testimonianze degli ascoltatori della Guerra dei Mondi furono raccolte e inoltrate a Stanton presso la CBS, prima di essere analizzate nello studio di Cantril pubblicato nel 1940: The Invasion From Mars: A Study in the Psicology of Panic. Notando la mancanza di “informazioni di base su formazione ed evoluzione” dell’opinione pubblica, la fondazione cercò di comprendere meglio quest’ultimo nel corso della guerra. Il rapporto della fondazione per il 1939 afferma: “La guerra in Europa ha offerto a questo Paese un’opportunità unica per studiare lo sviluppo dell’opinione pubblica, i cambiamenti che l’influenzano in base al contesto e le motivazioni alla base di questi cambiamenti“.
Dopo aver affidato a Cantril il compito di rivedere i dati di diversi anni di sondaggi e interviste, la direzione della fondazione concluse che il progetto: “fornirebbe fatti essenziali sulla formazione e le tendenze dell’opinione pubblica quando passa dallo stato di pace a quello di guerra, poi da uno stato all’altro sotto l’influenza di guerre successive. Ci aspettiamo che un’ulteriore analisi dei dati dimostri l’influenza di fattori come relazioni familiari, livello di istruzione e di occupazione, origine dei gruppi che mostrano forte interesse o mancanza di interesse su molti argomenti”. Così, con l’entrata degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale ormai imminente, Rockefeller fornì 15000 dollari a Princeton per istituire l’Ufficio della ricerca sull’opinione pubblica (OPOR). Uno degli obiettivi principali di OPOR era esaminare sistematicamente il processo di formazione dell’opinione, i fattori che motivano i sentimenti del pubblico su certi argomenti e, come disse Cantril, “seguire le fluttuazioni dell’opinione pubblica durante la guerra già iniziata in Europa e che sentivo presto avrebbe coinvolto gli Stati Uniti“. Nel 1940, la fondazione portò la dotazione per la ricerca dell’opinione pubblica e le comunicazioni di massa a 65000 dollari, di cui 20000 assegnati all’Opor di Cantril. Inoltre, 25000 furono assegnati alla Princeton School of Public and International Affairs per monitorare e valutare le trasmissioni radio europee a onde corte e 20000 ad Harold Lasswell, esperto di scienze politiche presso l’Università di New Brunswick. Chicago, per creare un istituto presso la Biblioteca del Congresso “per condurre ulteriori studi sulle trasmissioni radio, stampa e altri media”. Una stazione di monitoraggio radio a onde corte fu istituita presso la Stanford University per valutare le comunicazioni dall’Asia. Cantril poté, attraverso metodi di campionamento segreti, prevedere il comportamento degli elettori in importanti referendum in Canada e Stati Uniti. Questi successi ricordarono il giovane psicologo al suo ex-compagno di classe Nelson Rockefeller, stretto collaboratore di Franklin Roosevelt. Rockefeller supervisionò l’ufficio del Coordinatore degli affari inter-americani presso il dipartimento di Stato, un ramo dell’intelligence statunitense la cui attività principale era condurre operazioni di guerra psicologica in America Latina. Data la repulsione degli statunitensi per la propaganda, nomi come quello dato all’agenzia di Rockefeller intendevano oscurare la natura di tali operazioni.
Una delle principali preoccupazioni di Rockefeller era verificare lo stato dell’opinione pubblica in Sud America, al fine di stabilire gli interessi bancari e petroliferi dei Rockefeller nella regione. Secondo lui, il potere non si sarebbe più manifestato col controllo militare sulle colonie, ma piuttosto coll’esercizio del soft power, in cui comprensione e anticipazione delle tendenze dell’opinione pubblica erano al centro dell’attenzione. A tal fine, alla fine degli anni ’40, Rockefeller aiutò Cantril e il consigliere pubblico George Gallup a creare l’American Social Surveys, una cosiddetta organizzazione non-profit che analizzò meticolosamente i cambiamenti nell’opinione pubblica in Sud America. Nel 1942, Cantril pose anche la prima pietra de The Research Council, Inc. col finanziamento del magnate pubblicitario Gerard Lambert. Con sede a Princeton, il Consiglio di ricerca intraprese un sondaggio nazionale per valutare l’opinione pubblica sulla guerra e anticipare lo stato dell’ambiente dopo la fine delle ostilità. Usando Rockefeller come intermediario, Roosevelt studiò attentamente i risultati della ricerca di Cantril per scrivere i suoi discorsi durante la guerra. Il Consiglio di ricerca iniziò ad implementare programmi in Nord Africa per conto del dipartimento di guerra psicologica dell’intelligence militare, del dipartimento di Stato riguardo l’atteggiamento degli statunitensi verso gli affari esteri degli Stati Uniti, e dell’Office of Strategic Services (OSS, precursore della CIA) sullo stato dell’opinione pubblica in Germania. Il Consiglio di ricerca di Cantril continuò le attività a favore degli interessi statunitensi nel dopoguerra, valutando l’opinione pubblica in Francia, Paesi Bassi e Italia per anticipare e reprimere sul nascere i movimenti popolari politici e sociali. In seguito si seppe che, per la maggior parte dell’esistenza, il Consiglio di ricerca fu finanziato dalla CIA attraverso la Rockefeller Foundation, una tecnica utilizzata frequentemente da Rockefeller per supportare vari programmi segreti. Nelson era così contento dell’analisi di Cantril sull’opinione pubblica europea che, mentre era consulente per la guerra psicologica del presidente Eisenhower nel 1955, offrì al ricercatore e al suo socio Lloyd Free un patrocinio a vita da 1 milione di dollari per continuare a fornire tali informazioni. Cantril ricorda che “Nelson fu sempre profondamente convinto che strumenti e concetti forniti dalla psicologia andassero usati per avere una migliore comprensione dei popoli“. Sostenuto da tali enormi risorse, che il New York Times rivelò in seguito provenire dalla CIA usando la Fondazione Rockefeller come schermo, i ricercatori crearono un’organizzazione senza scopo di lucro, l’Istituto per la ricerca sociale internazionale, in cui Rockefeller era uno dei principali amministratori.
L’interesse della Fondazione Rockefeller per l’arte della persuasione negli Stati Uniti crebbe durante la guerra. Ad esempio, tra il 1938 e il 1944, l’organizzazione spese 250000 dollari per la produzione di film documentari ed educativi attraverso l’American Film Center. Alla fine degli anni ’40, i funzionari della fondazione avevano sviluppato un interesse ancora maggiore nel manipolare l’opinione. Come affermato nel rapporto della Fondazione del 1948: “Una buona comprensione dei cambiamenti nella comunicazione e stato generale mentale è importante per il nostro sistema educativo, per i leader di grandi organizzazioni e per gli interessati al comportamento e alle opinioni politiche“. Ad esempio, la Fondazione Rockefeller condusse un finanziamento senza precedenti per la ricerca sulla guerra psicologica. Nel 1954, per esempio, un fondo di 200000 dollari fu assegnato allo psicologo di Yale Carl Hovland per finanziare i suoi studi sulla persuasione e la modificazione dell’umore. Con la Guerra Fredda sullo sfondo, i finanziamenti per tali lavori furono sempre più forniti dalle forze armate statunitensi, che spesso reclutavano scienziati sociali addestrati sotto gli auspici dei Rockefeller. Come notato dallo storico Christopher Simpsons, il finanziamento del governo dal dopoguerra era almeno il 75 per cento del bilancio del Bureau of Applied Social Research di Lazarsfeld, presso la Columbia University, nonché dell’Institute for International Social Research di Cantril a Princeton.
Tradizionalmente, la classe dirigente della famiglia Rockefeller non distingueva tra statunitensi e stranieri, poiché erano obiettivi della propaganda e modificazione comportamentale, il che spiega gli sforzi della Fondazione Rockefeller nelle aree globali dell’istruzione e scienze sociali. Se visti dalla prospettiva che considera i confini nazionali degli ostacoli a programmi di potere e controllo politico-economico, sono anche sottoposti a manovre manipolative e persuasive, così come all’ingegneria del consenso. L’interesse di Rockefeller per la guerra psicologica, tuttavia, è solo un capitolo di una grande saga. Per convincersene, è sufficiente contemplare le conseguenze del sostegno dato ad alcuni approcci filosofici e pedagogici nel sistema educativo statunitense, a partire dall’inizio del XIX secolo, che ha portato al significativo declino della qualità delle strutture educative. Altre attività filantropiche dei Rockefeller possono essere esaminate, tra i tentativi di placare una popolazione scioccata dal massacro di Ludlow o i famosi doni in monete da 10 centesimi di John D. Rockefeller, che furono l’esercizio approfondito della gestione di una stampa meticolosamente orchestrata.James F. Tracy è professore di sociologia dei media presso la Florida Atlantic University.

Riferimenti
– Cantril, Hadley e Gordon Allport. 1935. La psicologia della radio. New York: Harper & Brothers Publishers.
– Cantril, Hadley. 1940. The Invasion from Mars: uno studio nella psicologia del panico. Princeton NJ: Princeton University Press.
– Cantril, Hadley. 1967. La dimensione umana: esperienze nella ricerca politica. New Brunswick, NJ: Rutgers University Press.
– Cramer, Gisela. 2009. “The Rockefeller Foundation and Pan-American Radio“, in Patronizing the Public: la trasformazione della cultura, della comunicazione e degli studi umanistici della filantropia statunitense, pp. 77-99, di William J. Buxton (a cura di). Lanham MD: Lexington Books.
– Engdahl, F. William. 2009. Gods of Money: Wall Street e la morte del secolo americano, Joshua Tree, CA: Progressive Press.
– Gary, Brett. 1999. Ansie di propaganda dalla prima guerra mondiale alla guerra fredda, New York: Columbia University Press.
– Glander, Timothy R. 1999.Origini della ricerca sulla comunicazione di massa durante la guerra fredda: effetti educativi e implicazioni contemporanee. New York: Routledge.
– Lazarsfeld, Paul F. 1969. “Un episodio nella storia della ricerca sociale: una memoria“, in The Intellectual Migration: Europe and America, 1930-1960, pp. 270-337, di Donald Fleming e Bernard Bailyn (a cura di). Cambridge, MA: Harvard University Press.
– Maessen, Jurriaan. 2012. “Rivelati i documenti della Fondazione Rockefeller attivamente impegnati nel Controllo mentale di Massa“, Infowars.com, 4 marzo.
– Pooley, Jefferson. 2008. “La nuova storia della ricerca sulla comunicazione di massa“, nella ricerca sulla storia dei media e della comunicazione: Contested Memories , pp. 43-69, di Jefferson Pooley e David W. Park (a cura di). New York: Peter Lang.
Rapporto annuale della Fondazione Rockefeller – 1939. New York: Fondazione Rockefeller.
Rapporto annuale della Fondazione Rockefeller – 1940. New York: Fondazione Rockefeller.
– Simpson, Christopher. 1993. Science of Coercion: Communication Research and Psychological Warfare, 1945-1960. New York: Oxford University Press.
– Shaplen, Robert e Arthur Bernon Tourtellot (eds.). 1964. Verso il benessere dell’umanità: cinquant’anni della Fondazione Rockefeller. Garden City NY: Doubleday & Company.

Henry Kissinger, Nelson Rockefeller e Gerald Ford

Questo articolo è la traduzione di The Rockefeller Foundation e Early Psychological Warfare Research, pubblicato da John F. Tracy su Memory Hole.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Cambogia si rivolge alla Russia

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 29.01.2018L’Unione Sovietica collaborò attivamente con l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), sostenendola nelle lotta per l’indipendenza e nell’opposizione alle politiche occidentali. Dopo la caduta dell’URSS e la fine della “Guerra fredda”, la cooperazione tra l’URSS (e successori) e ASEAN diminuì significativamente. Tuttavia, negli ultimi anni la leadership russa ha adottato una serie di importanti misure per ripristinare le relazioni con l’ASEAN. Come in passato, queste misure riguardano cooperazione economica ed unione delle forze per resistere ai tentativi occidentali d’imporsi all’ASEAN. Esempio di Paese dell’ASEAN con cui la Russia sviluppa le relazioni è la Cambogia. Il regno di Cambogia si trova nella parte meridionale della penisola indocinese ed è uno dei Paesi meno sviluppati economicamente nella regione. Tuttavia, la Cambogia ha diritto di voto nell’ASEAN, che ne fa un partner attraente per i Paesi che desiderano influenzare il gruppo. L’occidente cerca di sviluppare la cooperazione con Phnom Penh, ma dato che l’influenza degli Stati Uniti nella regione Asia-Pacifico diminuisce, mentre quella della Cina aumenta, la Cambogia in misura crescente sceglie di lavorare con quest’ultima. La Cina chiaramente adotta misure attive per rafforzare le posizioni in Cambogia, sviluppando legami commerciali ed investendo ingenti somme nella sua economia. Tuttavia, la Russia presta molta attenzione alla Cambogia ed amplia le relazioni economiche, così come politiche, con questo Paese. Va sottolineato che anche l’URSS cooperò attivamente con la Cambogia e fornì una quantità significativa di aiuti. Una questione importante nelle attuali relazioni tra Cambogia e Russia sono i colloqui sulla cancellazione, o almeno riduzione, del debito da 1,5 miliardi di dollari della Cambogia. Considerando le relazioni amichevoli tra i due Paesi, ci sono motivi per sperare che il debito venga cancellato. Un segno dell’alto livello raggiunto dalle relazioni politiche tra Mosca e Phnom Penh è la nomina della Russia a principale osservatore delle imminenti elezioni nazionali cambogiane, che si terranno nel luglio 2018. Assumendo questo ruolo la Russia fornisce un importante servizio al governo cambogiano del Primo ministro Hun Sen. Il fatto è che nel settembre 2017 fu arrestato Kem Sokha, capo del principale partito di opposizione cambogiano, il National Rescue Party (CNRP), per tradimento. Nell’ottobre 2017, il governo intentò una causa per sciogliere il CNRP, per attività anti-statali. Nel novembre 2017, tale partito annunciò lo scioglimento, anche se prima aveva previsto di candidarsi alle elezioni del 2018. Stati Uniti, UE e vari altri Paesi immediatamente accusavano il governo cambogiano di perseguitare il primo partito d’opposizione del Paese affermando che ciò automaticamente invalidasse le prossime elezioni. Chiesero anche sanzioni contro la Cambogia. È difficile prevedere fino a che punto si sarebbe arrivati se la Russia non fosse intervenuta.
Secondo i media, l’accordo per consentire agli osservatori russi di monitorare le elezioni cambogiane è stato concluso dal Primo ministro Dmitrij Medvedev in persona. Questo accordo fu raggiunto incontrando Hun Sen al summit dell’ASEAN del novembre 2017 a Manila, capitale delle Filippine. Dmitrij Medvedev osservò le lunghe e ricche relazioni tra Cambogia e Russia, risalenti al 1956, quando le relazioni diplomatiche tra i due Paesi furono ufficialmente stabilite. Il primo ministro russo annunciava che i due Paesi continuavano a comunicare ai massimi livelli, come dimostrato dai frequenti incontri con Hun Sen tra il 2014 e il 2016. Secondo Dmitrij Medvedev, la vicinanza delle relazioni tra Russia e Cambogia è dimostrata da varie cooperazioni economiche, tra cui gli scambi tra i due Paesi e la popolarità della Cambogia come meta per i turisti russi. Dal tono del discorso del Primo Ministro russo sulle relazioni tra Russia e Cambogia, sembra probabile che la valutazione degli osservatori russi delle elezioni cambogiane sarà positiva, anche se gli osservatori dell’OSCE hanno un’opinione diversa. Secondo gli analisti, il partito nazionale al governo in Cambogia, guidato da Hun Sen, è il probabile vincitore delle elezioni.
La cooperazione con potenti attori internazionali come Russia e Cina sarà di grande valore per la Cambogia se l’influenza occidentale nel suo territorio continua a diminuire. Nonostante gli Stati Uniti restino il principale partner commerciale, la Cambogia continua a sviluppare relazioni coi partner eurasiatici e a collaborarvi, anche in settori come la vendita di armi. Nel novembre 2017, due navi della Flotta del Pacifico russa, Admiral Panteleev e Boris Butoma, attraccarono nel porto cambogiano di Kampongaon, in visita informale nella crociera nei mari del sud-est asiatico e dell’Asia orientale, volta a rafforzare la cooperazione con le forze navali di Cina ed ASEAN. Durante la permanenza in Cambogia, i marinai russi parteciparono alle manovre congiunte con la Marina cambogiana. Secondo i media, Mosca e Phnom Penh discutono la possibilità che la Cambogia conceda alla Marina russa il diritto di utilizzare i porti su base permanente. Va ricordato che nel 2017 la Cambogia si ritirò dalle esercitazioni congiunte con gli Stati Uniti. Altra area in cui Russia e Cambogia cooperano è l’energia nucleare. La Cambogia intende sviluppare questo settore e si affida all’assistenza russa per costruire la prima centrale nucleare. Nel 2015, il governo cambogiano e Rosatom, società statale russa per la tecnologia nucleare, firmarono un memorandum d’intesa sulla cooperazione relativa agli usi pacifici dell’energia nucleare. Da allora, non ci sono stati sviluppi significativi nella collaborazione tra Russia e Cambogia sul nucleare. Tuttavia, data la crescente cooperazione tra i due Paesi e il ruolo della Russia come osservatrice alle elezioni cambogiane, ci si augura che tutti i progetti congiunti dei due Paesi siano presto completati.
Considerando quanto sopra, si può concludere che la Cambogia si avvicina sempre più alla Russia, mentre si allontana da Stati Uniti ed UE. Poiché la Cambogia è un membro a pieno titolo del gruppo ASEAN, la cooperazione con essa aumenterà l’influenza della Russia in tutti gli Stati aderenti all’importante organizzazione del Sud-Est asiatico.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La duplicità di NATO/UE con la Russia ricorda l’Europa di Hitler

Rodney Atkinson, Free Nations 14 gennaio 2018La duplicità della NATO nei suoi attacchi alla Russia e ad altri Stati dell’Europa orientale dopo la caduta del muro di Berlino, ha tutti i tratti distintivi dell’Europa di Hitler (quando ripetutamente affermava di non avere “più rivendicazioni territoriali” pur continuando le conquiste) e l’Unione Europa (in cui la Corte di giustizia europea si considera organizzazione politica che espande il potere dell’UE e afferma che le parole di politici e “semplici dichiarazioni” non hanno forza). Il grande simbolo della Guerra Fredda fu il Muro che divise Berlino tra l’Oriente comunista e l’occidente democratico. Cadde nel 1989 perché il presidente russo Mikhail Gorbaciov lo permise. E furono proprio le parole dei principali politici occidentali nel 1990 a dare assicurazioni alla Russia consentendo il pacifico crollo del comunismo sovietico e la fine della divisione dell’Europa. Permisero a Mosca di porre fine alla Guerra fredda e di liberare gli ex-Paesi del Patto di Varsavia per diventare Stati nazionali indipendenti. La dimostrazione delle forti promesse date dai Paesi della NATO a Mikhail Gorbaciov nel 1990 sono nei 30 documenti cruciali dall’archivio della sicurezza nazionale degli Stati Uniti appena resi pubblici.
Nel febbraio 1990, il segretario di Stato di George HW Bush, James Baker, assicurò all’omologo sovietico, Eduard Shevardnadze, che la NATO sarebbe stata, “Meno di un’organizzazione militare, molto più politica, (e) non avrebbe avuto capacità indipendenti”, e offrì “Garanzie di ferro che la giurisdizione o le forze della NATO non si sposteranno verso est“. Baker inoltre promise a Gorbaciov che la NATO non si sarebbe mossa “di un pollice ad est“. Il 10 febbraio 1990, Helmut Kohl disse a Gorbaciov, “Crediamo che la NATO non dovrebbe espandere la sfera delle sue attività. Dobbiamo trovare una soluzione ragionevole. Comprendo correttamente gli interessi per la sicurezza dell’Unione Sovietica e mi rendo conto che lei, signor Segretario Generale, e la leadership sovietica, dovrebbero spiegare chiaramente cosa succede al popolo sovietico“. Più tardi quel mese, parlando col presidente cecoslovacco Vaclav Havel, (sì quel Paese esisteva ancora allora!) il presidente George HW Bush disse: “Dica a Gorbaciov che… vi ho chiesto di dire a Gorbaciov che non ci comporteremo, per quanto riguarda la Cecoslovacchia o qualsiasi altro Paese, in modo da complicare i problemi che ha così francamente discusso con me“. In altre parole, i nuovi Paesi dell’Europa orientale indipendenti avrebbero avuto indipendenza e sovranità che la caduta dell’Unione Sovietica e la fine del Patto di Varsavia gli avevano dato. In effetti queste erano precisamente le libertà che gli alleati anti-nazisti, anche i russi, raggiunsero nel 1945. Naturalmente ciò che successe e continua a succedere è che tutte queste promesse furono infrante e la NATO spostò le basi militari sempre più ad est, la Germania unita è diventata membro della NATO (non solo una delle principali preoccupazioni della Russia, ma anche del presidente della Francia Mitterand) e ciascuno dei Paesi dell’Europa orientale per la cui indipendenza Gorbaciov cercò ed ottenne assicurazioni, non solo fu assorbito dalla NATO, ma fu conquistato dal braccio costituzionale politico della NATO, l’Unione europea conquistatrice che non tollera né nazioni, né indipendenza, né democrazia! Bush, avendo assicurato Gorbaciov e il presidente ceco che non ci sarebbero state “più rivendicazioni territoriali” allora, come gli eserciti di Hitler e l’Europa fascista degli anni ’30 e ’40, marciarono in ogni caso.La risposta fascista della NATO
Ma forse l’aspetto peggiore e più spaventoso di tali menzogne e falsità della NATO e dell’UE (vergognosamente appoggiate da una decadente classe politica inglese che non ha la minima idea del perché entrammo in guerra nel 1939 né di ciò che ottenemmo in nome della democrazia nazionale nel 1945) fu la successiva razionalizzazione e giustificazione di tali tradimenti. Di fronte alle prove devastanti sul rinnegare questi impegni, la NATO ora afferma: “Gli alleati della NATO prendono decisioni per consenso e queste sono registrate. Non vi è alcuna registrazione che una decisione del genere sia stata presa dalla NATO. Le assicurazioni personali, dei capi della NATO, non possono sostituire il consenso dell’alleanza e non costituiscono un accordo formale della NATO“. Sieg Heil! Qualcuno crederà mai più ai capi della NATO? Se era evidente agli osservatori informati da anni che i veri aggressori in Jugoslavia, nell’Europa orientale e ora in Ucraina sono la NATO e gli imperialisti dell’UE in espansione, i popoli occidentali vengono bombardati da una propaganda massiccia di cui Goebbels sarebbe orgoglioso. Ma così perversa che milioni in Europa e negli Stati Uniti non ci credono. Ora che molto più si può leggere su parole e promesse date, e violate, a loro nome dai capi “democratici”, la minoranza arrabbiata diverrebbe maggioranza ribollente.

Al centro Adolf Heusinger, nel 1961 presidente della NATO.

Traduzione di Alessandro Lattanzio