Gli scienziati di Pyongyang sono stati sottovalutati?

Bob Woodward, Decrypt News, 6 settembre 2017L’ultimo test nucleare fa suonare l’allarme. Gli Stati Uniti hanno sottovalutato per anni i progressi tecnologici del regime nordcoreano? C’era un momento in cui tutto questo faceva ridere. Il gioviale leader nordcoreano in una sala di controllo di un’altra epoca, che sembrava fatta di cartapesta; Kim Jong Un assorto che sembrava augurare buona fortuna a un missile a lungo raggio prima del lancio, lo scorso febbraio… Ora nessuno ride. Il 23 settembre Pyongyang effettuava l’ultimo test atomico, di gran lunga il più potente se si crede alla violenza delle scosse misurate. Giustamente o meno, credendo al regime nordcoreano, si trattava di una bomba H o termonucleare che sviluppa la fusione degli atomi d’idrogeno e la cui caratteristica, a parte la potenza, è che richiede, prima, un’esplosione nucleare “classica” con una bomba a fissione. Un apoteosi, in un certo senso. Dimenticati gli aspetti “folklorici” che finora circondavano l’avventura nucleare nordcoreana, la questione centrale è: gli Stati Uniti hanno sottostimato i progressi degli ingegneri di Pyongyang? Un problema reso ancora più cruciale da una circostanza aggravante: insieme a questa scoperta, la Corea democratica ha anche fatto un salto drammatico nei test missilistici intercontinentali. Fino a poco tempo prima sembrava che le prove nordcoreane fossero solo una serie di fallimenti. La situazione è diversa ora: a luglio la Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) lanciava con successo nuovi missili, che non solo hanno permesso di mettere satelliti in orbita ma di poter colpire gli Stati Uniti. Jeffrey Lewis, professore presso l’Istituto Middlebury del Vermont, dettaglia l’enigma. Con gli studenti del suo istituto di ricerca ha creato un modello dei primi cinque test nucleari condotti dai nordcoreani tra il 2006 e il 2016. Conclusione? La RPDC avrebbe scommesso su una sorta di “scorciatoia”, difficile da realizzare dal punto di vista tecnologico, ma pagante in termini di efficienza. Saltando il caso di una “mega-bomba” tradizionale, gli ingegneri nordcoreani avrebbero testato direttamente sistemi miniaturizzati, con meno plutonio e più facili da piazzare direttamente, domani, su un missile. I risultati, deludenti nei primi test per energia liberata, “non erano frutto d’incompetenza, ma di ambizione“, riassume Jeffrey Lewis. Prove che avrebbero ingannato il mondo facilmente, perché si svolsero in profondissime gallerie scavate in montagna, rendendo ancora più difficile valutarne la potenza reale. È questa circostanza, nota oggi agli specialisti, che rende ancora casuale la valutazione esatta dell’ultimo test. Una bomba termonucleare? Una migliore bomba a fissione? Dovremo aspettare ulteriori dati. Ma una cosa è certa: altri Paesi prima della Corea democratica, in particolare il Pakistan, decisero allo stesso modo di “saltare le fasi” per arrivare al punto.
Sebbene descritto come “regime eremita”, la Corea democratica non lesina nel dispiegare propri agenti e spie per trarre vantaggio dall’esperienza acquisita dalle altre pecore nere del trattato di proliferazione nucleare, trattato che Pyongyang denunciò nei primi anni 2000. È questo stesso tipo di “collaborazione” internazionale che sembra spiegare il salto improvviso dei lanci missilistici della RPDC. Mentre il regime nordcoreano avviò il programma nucleare a metà del secolo scorso, fino alla svola degli anni ’90, quando il Paese cominciò a sviluppare propri missili balistici internazionali, per lanciate testate nucleari a migliaia di chilometri. Il risultato, a sua volta, del crollo dell’Unione Sovietica e poi dell’aumento delle tensioni tra Russia e Ucraina? Secondo un altro esperto, Michael Elleman dell’International Institute for Strategic Studies, il motore degli ultimi missili lanciati con successo da Pyongyang, incluso quello che ha recentemente sorvolato il Giappone, è uguale a quelli prodotti dalla Dnipro, in Ucraina, una volta orgoglio del regime comunista e che ora è ridotta a fabbricare carrelli. “Sinceramente, la velocità con cui hanno raggiunto questo livello ci ha sorpreso, tanto negli Stati Uniti che nel resto del mondo“, commentava alla televisione statunitense l’ex-direttore della CIA Leon Panetta.
La duplice avanzata a marce forzate sarebbe passata inosservata a causa della profondità delle montagne nordcoreane ma anche dell’esplosione del mercato nero dopo la fine dell’Unione Sovietica. Una spiegazione che, infatti, lascia il mistero quasi intero. Mentre la RPDC subisce sanzioni internazionali crescenti, quante complicità sono state necessarie per ricevere tutto questo materiale ingombrante? Gli Stati Uniti, almeno, avevano la testa altrove.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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La Corea democratica umilia la difesa missilistica degli Stati Uniti

Sputnik 02.09.2017L’osservatore militare russo Aleksandr Khrolenko spiega come il test dei sistemi missilistici sempre più sofisticati della Corea democratica manda in bancarotta i costosi sistemi di difesa missilistica degli USA. La settimana scorsa, la Corea democratica lanciava il nuovo missile balistico Hwasong-12 che sorvolava il Giappone prima di cadere nell’Oceano Pacifico, a 1133 chilometri ad est dell’isola settentrionale di Hokkaido. Diversi giorni dopo, il Ministero della Difesa giapponese chiedeva un bilancio per la difesa record per l’anno fiscale 2018, da 5,25 trilioni di yen (48,6 miliardi di dollari) per i nuovi missili antiaerei terrestri e navali, caccia, pattugliatori e un sottomarino. La richiesta del ministero include la grande modernizzazione della rete della difesa aerea e delle capacità di missilistiche anti-superficie e antinave del Paese. Commentando il test del missile e la risposta del Giappone, l’osservatore militare di RIA Novosti Aleksandr Khrolenko scriveva che l’ultima prova di Pyongyang dimostra oltre ogni dubbio che i sofisticati sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti in Asia sono inutili. “Oggi“, spiegava l’analista, “la difesa missilistica del Giappone è fornita da navi dotate del sistema Aegis (che comprende il missile SM-3 per l’intercettazione esoatmosferica). Inoltre, il Giappone ha i Patriot PAC-3 per la distruzione dei missili entro l’atmosfera“. “Tuttavia tali mezzi si sono rivelati inutili il 29 agosto, quando il missile balistico nordcoreano sorvolò il territorio giapponese cadendo a 1180 km da capo Erimo, nell’Hokkaido. In 14 minuti il missile coprì 2700 km raggiungendo la quota massima di 500 km“. Anche se il Giappone non riportava danni dalla prova, Khrolenko osservava che era estremamente curioso che non avessero nemmeno tentato di abbattere il missile. “Avrebbero almeno tentato di abbatterlo, anche se solo per addestramento“, scriveva l’analista. “La comunità mondiale non l’avrebbe condannato e Washington avrebbe sicuramente sostenuto Tokyo, ma i sistemi di difesa missilistici statunitensi e giapponesi hanno solo seguito la traiettoria dell’Hwaseong-12“. “Ancora più interessante è come il Giappone potrebbe abbattere il missile nordcoreano che vola ad una quota di 550 km, quando il più potente missile SM-3 statunitense raggiunge una quota di 250 km. Con un raggio di 500 km, il sistema Aegis non potrebbe raggiungere il missile neanche durante la discesa, tanto più che l’obiettivo si separava in tre parti (forse tre testate)“. Ricordando questi fatti, Khrolenko suggeriva che la “richiesta record del Ministero della Difesa giapponese riflette il panico tra gli alleati degli statunitensi, dopo tutto non era la prima volta che una ragione per dubitare dell’onnipotenza delle armi statunitensi, e in particolare dei loro sistemi ABM, si presenta“. Il mese scorso, ad esempio, a seguito delle minacce di Pyongyang disposta ad attuare un attacco missilistico massiccio su Guam, il Pentagono rispose che qualsiasi lancio di tali missili sarebbe stato individuato in pochi minuti e avrebbe portato alla prospettiva di una guerra totale. È interessante però, secondo Khrolenko, notare che il Pentagono “non precisò se i missili nordcoreani sarebbero stati intercettati e questo è fondamentalmente importante per prevedere perdite ed esito di una guerra (che non lascerebbe il Giappone inalterato)“. Inoltre, secondo l’analista, il lancio del missile nordcoreano si è dimostrato particolarmente umiliante alla luce del fatto che nello stesso giorno in cui avveniva, le truppe giapponesi svolgevano esercitazioni di difesa aerea presso la base di Yokota, Tokyo occidentale, dove schieravano intercettori Patriot-3. “Dalla prospettiva militare, le esercitazioni coincisero con la riuscita prova del nuovo missile balistico nordcoreano. Pyongyang ‘ha giocato a palla’, ma Washington non accettava l’inatteso ‘passo’, continuando installazione e preparazione dei componenti del PAC-3, come se l’azione fosse più importante del risultato”.
In realtà, scriveva Khrolenko, la vera efficacia dei numerosi e costosi sistemi di difesa missilistica statunitense va ancora dimostrata in condizioni operative. “Solo una volta, nel febbraio 2013, un intercettore SM-3, lanciato dall’incrociatore USS Lake Erie, distrusse l’USA-193, un satellite difettoso ad un’altitudine di 247 km. Il bersaglio simulava un missile balistico a medio raggio (anche se questi ultimi non vanno in orbita) Il test fu semplificato il più possibile, i parametri di volo erano noti in anticipo, così come il settore del bersaglio. La designazione del bersaglio fu fornita dal satellite da ricognizione STSS-D, che non può essere utile in una vera situazione operativa“. “Un altro esempio: i test del sistema di difesa missilistico statunitense durante le esercitazioni della Difesa Missilistica del Teatro Marittimo, del 2015, mostrarono che… numerose navi dell’alleanza equipaggiate con il sistema di gestione delle informazioni in combattimento Aegis poterono eliminare solo un missile balistico Terrier Orion, che probabilmente volava a una velocità subsonica. Il grado di efficacia di tali difese antimissile in caso di attacco massiccio non è noto, ma il grado di semplificazione implicato nei test suggerisce che è piuttosto basso“. In effetti Khrolenko osservava che l’ultima prova del missile nordcoreano “creava una paradossale parità di forze nel confronto del Paese con gli Stati Uniti“. In queste circostanze, osservava, Washington farebbe bene ad evitare di sottoporre gli alleati regionali a un pericolo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Istituto per le Armi Nucleari della RPDC sulla riuscita prova della bomba H per ICBM

Rodong 4 settembre 2017L’Istituto per le armi nucleari della RPDC ha dato la seguente dichiarazione in relazione al successo perfetto del test della bomba a idrogeno per ICBM:
Gli scienziati dell’industria nucleare della RPDC hanno eseguito con successo il test di una bomba H per ICBM nel poligono nel nord della Corea democratica, alle 12:00 del 3 settembre, fedele al piano del Partito dei Lavoratori della Corea per la costruzione di una forza nucleare strategica. La prova della bomba H veniva effettuata per esaminare e confermare l’accuratezza e la credibilità della tecnologia di controllo della potenza e il progetto strutturale interno recentemente introdotto nella fabbricazione della bomba H da collocare come carico utile di ICBM. Il risultato delle misurazioni sperimentali ha mostrato che le specifiche di potenza della testata nucleare comprendenti la potenza totale dell’esplosione e il rateo della potenza dalla fissione alla fusione e tutte le altre specifiche fisiche riflettono il livello qualitativo delle armi termo-nucleari a due stadi, pienamente conformi ai dati di progettazione. È stato anche confermato che anche se il recente test è stato effettuato con una bomba di potenza senza precedenti, non c’erano emissioni attraverso la superficie del suolo, né perdite di materiali radioattivi, né alcun effetto negativo sull’ambiente ecologico circostante.
Il test ha confermato la precisione della tecnologia di compressione e di controllo dell’avviamento della reazione a catena della fissione del primo sistema della bomba H, dimostrando ancora una volta che il tasso di utilità del materiale nucleare nel primo e nel secondo sistema raggiunge i livelli previsti dal progetto. La compressione simmetrica della carica nucleare, la detonazione della fissione e l’accensione nucleare ad alta temperatura della fusione, e le conseguenti reazioni della fusione che si espande rapidamente, tecnologie chiave per incrementare il potere nucleare della fusione del secondo sistema della bomba H, sono stati confermati realizzandosi a un livello elevato. Ciò ha contribuito a dimostrare che la struttura combinata direzionale e l’esplosione delle radiazioni multi-livello della struttura di progetto del primo sistema e del secondo sistema, utilizzati per la fabbricazione della bomba H, erano molto accurati e i materiali resistenti alle radiazioni termiche e ai neutroni, e quindi che i materiali erano stati selezionati razionalmente. Il test ha contribuito a trarre la conclusione che il metodo analitico in stile coreano e i programmi di calcolo per i complicati processi fisici che si verificano nel primo e secondo sistema ha raggiunto un livello elevato, e che la struttura ingegneristica della bomba H come testata nucleare progettata secondo lo Juche, inclusa la struttura della carica nucleare del secondo sistema, è accettabile. Il test ha confermato ancora una volta l’affidabilità del sistema di controllo della detonazione nucleare a concentrazione, completamente verificata attraverso la prova di detonazione nucleare e i lanci di prova di diversi missili balistici.
Il successo perfetto nel test della bomba H per ICBM ha dimostrato chiaramente che le bombe secondo lo Juche della RPDC hanno basi altamente precise, e la sicurezza dell’operazione della testata nucleare è pienamente garantita, che progettazione e produzione della tecnologia delle armi nucleari della RPDC si basano su livelli elevati, adeguandone la potenza distruttiva in considerazione di obiettivi e finalità. Ha anche segnato un’occasione molto significativa di raggiungere l’obiettivo finale di completare la forza nucleare dello Stato. Il Comitato Centrale del PLC ha esteso calorose congratulazioni a scienziati e tecnici dell’industria nucleare e del poligono nucleare del nord, per il successo della prova della bomba H per ICBM.Ridicole minacce guerrafondaie
Sim Chol Yong, Rodong 4 settembre 2017

Poco tempo fa, il comandante fantoccio della marina sudcoreana, insieme al padrone statunitense, di recava nelle isole meridionali del Mare Occidentale, affermando la necessità di “aprire il fuoco con decisione se il nemico provoca”. Nel frattempo, le unità speciali della marina dei fantocci organizzava un’esercitazione imponente per colpire i sistemi di lancio mobile della RPDC. Anche se le forze dei burattini avviano l’isteria bellica, istigata dagli Stati Uniti, restano solo pecore scabbiose. Se spariamo, moriranno. Questo è il destino inevitabile dei fantocci guerrafondai. I gangster militari fantocci dovrebbero sempre essere consapevoli che se fingono di essere coraggiosi, non salveranno la pelle, poiché non hanno né misura né capacità per far fronte alle conseguenze. È sciocco chi espone il collo alla falciatrice osando contrastare una potenza militare mondiale dotata di potenti forze nucleari. Se le forze dei fantocci sudcoreani continuano ad essere sconsiderate, giudicando male risentimento e volontà dei nostri esercito e popolo, subiranno un terribile disastro.

Dalla test della Bomba H nordcoreana? No, dalla reazione del mondo…

Azioni sconsiderate acuiscono la tensione regionale
Rodong 4 settembre 2017

Il Ministero della Difesa del Giappone ha deciso d’introdurre i nuovi missili statunitensi Aegis col pretesto di contrastare lo sviluppo della tecnologia missilistica balistica della RPDC. Il Giappone ha apertamente optato per le azioni militari degli Stati Uniti. I media di ultra-destra chiedono di dimostrare solidarietà tra Giappone e Stati Uniti e contenere la RPDC. È in questo contesto che il primo ministro Abe ha discusso con il ministro degli Esteri e il ministro della Difesa e ha indicato la stretta solidarietà tra Giappone e Stati Uniti per far fronte alle “minacce” della RPDC. Questo è un atto senza senso oltre ogni limite. È l’eterna ambizione dei reazionari giapponesi realizzare il vecchio sogno della “Grande Sfera di Co-Prosperità dell’Asia Orientale” abusando della situazione tesa in Asia-Pacifico. Il parlamento giapponese ha concesso alle “Forze di autodifesa” il diritto di esercitare l'”autodifesa collettiva” e ampliato l’ambito delle operazione estere. Intensificando le mosse per trasformare il Paese in fascista e militarista emanando in successione leggi malvagie come la legge sulla protezione dei segreti e quella sulla punizione dei crimini organizzati, il Giappone rivederà in modo retrogrado la costituzione per giustificare legalmente l’aggressione all’estero. Ma la revisione retrograda della costituzione affronta una denuncia forte in patria e all’estero e il governo giapponese attualmente subisce sconfitte consecutive nelle elezioni locali. Ora cerca la via d’uscita estremizzando l’ostilità verso la RPDC e diffondere l’idea militarista nella società. Se il Giappone acuisce la situazione regionale tesa, si ritroverà tra la vita e la morte.

La Corea del Nord dichiara di avere la Bomba all’Idrogeno!!! – Che sollievo, pensavo che non avrebbero finito di parlare di Trump!…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Kim Jong Un indirizza l’armamento nucleare

Rodong, 3 settembre 2017Il leader supremo Kim Jong Un guida il lavoro per l’armamento nucleare sul posto. È stato accolto da alti funzionari del Dipartimento per le Munizioni del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea (PLC) e dagli scienziati dell’Istituto delle Armi Nucleari prima di essere informato sui dettagli dell’armamento nucleare. L’istituto recentemente ha sviluppato un’arma nucleare più avanzata, secondo le intenzioni strategiche del PLC di compiere la svolta nell’armamento nucleare. Osservò la bomba H destinata per il nuovo ICBM. Dicendosi orgoglioso dell’indomabile rafforzamento delle forze nucleari ad un ottimo prezzo, osservando l’arma termonucleare secondo lo Juche dal potere esplosivo eccellente realizzata coi nostri sforzi e la nostra tecnologia; esprimeva grande soddisfazione per i nostri scienziati che fanno adempiuto senza fallire il compito deciso dal partito. S’informava sulle specifiche tecniche, strutturali ed operative della bomba H. Gli scienziati hanno ulteriormente aggiornato le prestazioni tecniche a livello ultra-moderno, sulla base dei preziosi successi ottenuti nel primo test della bomba H.
La bomba H, la cui potenza esplosiva è regolabile da dieci a centinaia di chilotoni, è un’arma nucleare termonucleare multifunzionale dalla grande potenza distruttiva che può essere detonata anche ad alta quota per super-potenti attacchi EMP su obiettivi strategici. Tutti i componenti della bomba H sono stati realizzati nazionalmente e tutti i processi che vanno dalla produzione del materiale nucleare delle armi fino alla lavorazione di precisione dei componenti e al loro assemblaggio, seguono il Juche, consentendo così al Paese di produrre le potenti armi nucleari che vuole, ha detto. Ricordando che scienziati, i tecnici, lavoratori, i soldati e funzionari dell’industria dell’energia atomica, che hanno compiuto sforzi devoti per portate alla perfezione le armi nucleari, secondo quanto previsto dal partito, sono riconosciuti “combattenti nucleari” del Partito che sostengono la linea di sviluppo dei due fronti contemporanei con armi nucleari più potenti, elogiandone le azioni. Sottolineando la necessità che l’istituto conduca dinamicamente la campagna per concludere con successo la fase finale della ricerca e sviluppo per perfezionare la forza nucleare dello Stato, poneva compiti importanti da adempiere nella ricerca nucleare.Un terremoto veniva rilevato alle 12:36 ne nord della provincia Hamgyeong, secondo l’Amministrazione meteorologica della Corea (KMA). E l’USGS riportava un tremito dalla magnitudine 6,3, mentre l’Amministrazione sui terremoti della Cina rilevava un terremoto di magnitudo 6,3 nel nord-est della Corea democratica, definendola “esplosione sospetta”. I sudcoreani affermavano che la possibile esplosione sia stata molto più potente delle precedenti registrate dopo i test di Pyongyang. “La potenza è 10-20 volte o addirittura maggiore delle precedenti“, dichiarava Kune Y. Suh, professore di ingegneria nucleare presso l’Università Nazionale di Seoul, “Quella scala è a un livello in cui chiunque può parlare di test di bomba all’idrogeno“. I media nordcoreani dichiaravano il riuscito test di una bomba all’idrogeno destinata ad armare i sistemi missilistici della RPDC, salutando il test come “successo” e “passo significativo” nel completamento dell’armamento nucleare, “La bomba H, la cui potenza esplosiva è regolabile da dieci chilotoni a centinaia di chilotoni, è un’arma termonucleare multifunzionale dalla grande potenza distruttiva che può essere detonata anche ad alta quota per super-potenti attacchi EMP (impulso elettromagnetico) su obiettivi strategici“. Una forte esplosione nucleare ad alta quota può causare un impulso elettromagnetico che non uccide a terra ma crea danni alle apparecchiature elettriche ed elettroniche. La televisione nordcoreana, mostrava le foto della visita di Kim al Dipartimento per le Munizioni del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea e all’Istituto delle Armi Nucleari, dove esaminava una bomba H destinata al nuovo ICBM Hawsong-14. Un’ora dopo i sismografi dell’Asia orientale rilevavano l’evento sismico nell’area di Punggye-ri. Come le precedenti prove delle armi nucleari nordcoreane, l’evento avveniva esattamente alle 12:00 in punto, indicando una potenza esplosiva tra 100 kiloton e 1 megaton. Dopo il 28 agosto, quando la Corea democratica testò un missile Hawsong-12 che sorvolò il Giappone a una quota di 550 chilometri, i test della Corea democratica dovrebbero convincere anche i più dubbiosi che le capacità dichiarate da Pyongyang sono reali, e dimostrare alla Casa Bianca che insulti, minacce, dimostrazioni di forza e sanzioni economiche, come previsto, non servono a nulla.

Fonti:
Moon of Alabama
RussiaToday
The Duran

I Ministri del Turismo delle Marianne, Marshall e Micronesia vi chiedono se potete minacciare anche loro.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russia e Cina uniscono le forze per l’esplorazione spaziale

Peter Korzun SCF 29.08.2017Cina e Russia hanno intenzione di firmare un accordo storico ad ottobre sull’esplorazione spaziale nel 2018-2022, inviando per la prima volta missioni sulla Luna. L’accordo bilaterale coprirà cinque settori, tra cui esplorazione lunare e cosmica, sviluppo di materiali speciali, collaborazione nei sistemi satellitari, telerilevamento terrestre e ricerca di detriti spaziali. Questo è il primo accordo bilaterale per una partnership di cinque anni. Dovrebbe essere firmato sullo sfondo della gara spaziale che gli Stati Uniti cercano di vincere, per cui i due partner hanno deciso di unire gli sforzi. A febbraio, l’amministrazione Trump chiese alla NASA di esaminare la possibilità di presumere una missione con un vettore pesante da lanciare nel 2018, impostando la prima fase per il ritorno sulla Luna. L’operatore spaziale Glavkosmos lavora con i partner cinesi su esperimenti congiunti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La Cina era interessata all’acquisto dei potenti motori a razzo RD costruiti da Energomash, mentre Russian Space Systems ha mostrato interesse per la tecnologia elettronica cinese. Il primo modulo della stazione spaziale cinese dovrebbe essere lanciato nel 2018. Il progetto dovrebbe essere completato nel 2022. Secondo i piani, una missione cinese verrà inviata su Marte nel 2020 per farvi sbarcare un veicolo robotizzato per la ricerca scientifica. L’anno scorso, Pechino attivava il più grande radio telescopio al mondo da mezzo chilometro di diametro. Nel 2014, la Cina raggiunse la Russia avendo lanciato lo stesso numero di satelliti, 117 (più 72% nel 2011-14). La Russia 118 (aumentando del 20% nello stesso periodo).
La Cina prevede d’inviare astronauti sulla Luna prima del 2036. A marzo annunciava piani per lanciare una sonda spaziale per riportare i campioni dalla Luna, prima della fine dell’anno, che i media indicavano concorrenziali con le ambizioni del presidente Donald Trump per rivitalizzare l’esplorazione spaziale degli USA. La sonda Chang’e-5 è in fase di prova finale e dovrebbe attendere il lancio, che coinvolgerà nuove sfide per la Cina nella raccolta dei campioni, scendendo sulla Luna e rientrando ad alta velocità nell’atmosfera terrestre, rendendola “una delle missioni spaziali più complicate e difficili della Cina”, secondo Hu Hao, funzionario del Programma di Esplorazione Lunare. Il Presidente Xi Jinping ha chiesto alla Cina di diventare una potenza dell’esplorazione spaziale. “Non molto tempo fa l’amministrazione Trump rivelava l’ambizione di ritornare sulla Luna. Il nostro Paese ha anche annunciato una serie di piani di esplorazione spaziale“, dichiarava il quotidiano ufficiale della scienza e tecnologia. Le sonde lunari cinesi Chang’e 4, Chang’e 5 e Chang’e 6 hanno molto in comune con le russe Luna 26, Luna 27 e Luna 28. Riunire i progetti faciliterà notevolmente il progresso. La Russia ha grande esperienza e tecnologia all’avanguardia da condividere. La Cina ha proprie tecnologie e risorse finanziarie enormi. È difficile esplorare lo spazio da soli, per cui unire gli sforzi è naturale. Entrambi hanno molto da offrire. Negli anni ’90, il progetto della Stazione Spaziale Internazionale era impensabile senza la Russia, così gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali l’accolsero. La Russia collabora con l’occidente nell’esplorazione spaziale negli ultimi 25 anni, ma le sanzioni e il generale deterioramento delle relazioni portano a un’altra direzione. Per Mosca, Pechino è un partner di fiducia. Visitando il forum OBOR di Pechino (14-15 maggio), il Presidente Putin dichiarava: “Collaboriamo con successo nello spazio e ci sono tutte le possibilità che avanzeremo in questa cooperazione. La fornitura dei nostri motori a razzo alla Cina è all’ordine del giorno. Un motore ad alto potenziale è all’ordine del giorno e questo ci offre l’opportunità di implementare l’idea del nostro velivolo a lungo raggio con i partner cinesi. Ci sono tutte le possibilità per farlo”. Russia e Cina collaborano nel formato BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) per creare un sistema unificato di telerilevamento terrestre. Anche Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Iran e altri Paesi sono candidati all’adesione alla ricerca spaziale internazionale.
Non si tratta solo di ricerca spaziale civile. È in corso la corsa agli armamenti spaziali con armi in fase di sviluppo o negli arsenali di Cina, Russia e USA, dotate di jammer satellitari, cannoni laser e a microonde ad alta potenza. I piani statunitensi per l’armamento spaziale e la difesa missilistica globale (BMD) sono ben noti. La Cina ha testato il missile antisatellite DN-3 a fine luglio. Il test fallì ma il programma continua. La Russia ha l’S-500 Prometej, l’arma più efficace del mondo, l’unica in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e spaziali, missili ipersonici da crociera e aeroplani che volano ad oltre Mach 5. Russia e Cina collaborano per impedire la militarizzazione dello spazio, ma gli Stati Uniti li hanno sempre ostacolati. Il primo progetto di Trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia od uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT) fu ideato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei loro mezzi spaziali, nonostante il trattato affermasse esplicitamente il diritto all’autodifesa. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa “Alcun primo collocamento di armi nello spazio“. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici Paesi che rifiutarono di sostenere l’iniziativa russa. Per anni, Russia e Cina hanno sostenuto la ratifica di un trattato statunitense vincolante che vietasse le armi spaziali, che i funzionari ed esperti degli Stati Uniti hanno ripetutamente rifiutato come interessato impedimento. Gli Stati Uniti non presentarono alcuna iniziativa propria. Piazzare armi nello spazio per avere la supremazia globale è al vertice dell’agenda dell’amministrazione attuale. Si ritiene generalmente che finora sistemi d’arma non siano presenti nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate col Trattato Spaziale del 1967. Ma non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non è stato raggiunto alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio, a causa dell’obiezione di certi Stati guidati dagli Stati Uniti. Con tutte le piroette in politica estera, il presidente Trump ha una politica spaziale dettagliata e ambiziosa. I sistemi BMD basati a terra, la navetta spaziale X-37B e le piattaforme del Geosynchronous Space Situational Awareness Programme (GSSAP) potrebbero divenire strumenti bellici nello spazio. Il segretario alla Difesa degli USA James Mattis ha chiesto maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Riferendosi alle armi antisatellite e antimissile nello spazio, il congressista Doug Lamborn dichiarava: “Alcune questioni tecniche su questi concetti vanno concluse, ma ci sono molte opzioni interessanti”. Il progetto di autorizzazione per la difesa nazionale del bilancio 2018 prevede maggiore enfasi sui sistemi di difesa missilistica e l’intensificazione degli sforzi nell’esplorazione spaziale. La militarizzazione dello spazio interferirà con gli strumenti del controllo degli armamenti esistenti. Può scatenare una cosa agli armamenti devastante. Quest’anno è il 50° anniversario del Trattato Spaziale del 1967. E’ piuttosto simbolico che entrasse in vigore in ottobre, il mese in cui l’accordo d’esplorazione spaziale russo-cinese dovrebbe essere firmato. Sarebbe giusto che le nazioni lancino dei colloqui sulla prevenzione della militarizzazione spaziale. È qui che Russia, Cina e Stati Uniti devono collaborare, mettendo da parte le differenze. Questo sarebbe un contributo cruciale nel prevenire l’erosione del controllo degli armamenti attuale. Nel frattempo, Russia e Cina entrano in una nuova fase della cooperazione reciprocamente vantaggiosa, in ciò che un giorno potrebbe diventare l’azione internazionale spaziale guidata da queste due nazioni che si scambiano alta tecnologia ottenendo risultati tangibili.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora