La vittoria della Russia in Siria: il vero significato della tragedia dell’ospedale ad Aleppo

Ruslan Ostashko, Fort Russ, 8 dicembre 2016

Le dottoresse Nadezhda Durachenko e Galina Mikhajlova, assassinate dai terroristi filo-occidentali ad Aleppo. Nessuna Boldrini o affine, ha pigolato sul femminicidio.

Le dottoresse Nadezhda Durachenko e Galina Mikhajlova, assassinate dai terroristi filo-occidentali ad Aleppo. Nessuna Boldrini o affine, ha pigolato di femminicidio.

Non sono sorpreso dai doppi standard dei media e dei capi occidentali che non riconoscono il fatto che i nostri medici militari sono stati uccisi o dichiarano che “gli sta bene”. Sono ancor meno sorpreso dall’assenza di condoglianze di “circostanza” offerte in occasione dell’omicidio dei nostri consiglieri militari. Dirò qualcosa di cinico: sarei molto preoccupato se i media e i politici occidentali improvvisamente facessero altrimenti. Il punto è che la cavalleria è un lusso che solo i vincitori possono permettersi, e le forze globaliste in Siria subiscono una gravissima sconfitta dalle conseguenze di vastissima portata. Pertanto, quando il Pentagono sorride e la Croce Rossa Internazionale sputa sulla memoria dei nostri medici, significa che tutto è in ordine. Questo vuol dire che facciamo ciò che è necessario e che le nostre truppe sono dalla parte giusta della storia e sono vicinissime alla vittoria. I nostri nemici sputano da sempre sulle tombe dei morti quando non riescono a sconfiggere i vivi. Questo è un segno sicuro che perdono e noi vinciamo. La situazione per i globalisti che coordinano i terroristi dell'”opposizione siriana” è così disperata che faranno qualsiasi cosa per rovinare la vicina vittoria delle truppe russe in Siria. La catastrofe incombe sui globalisti e si avvicina il momento in cui saranno privati della leva finanziaria, come la leva del controllo di certe risorse militari statunitensi. Un comandante prudente ora negozierebbe con calma con Mosca il ritiro degli istruttori militari statunitensi da Aleppo dove coordinavano i terroristi. Ma invece, i globalisti sparano coi mortai su un ospedale russo come addio, sapendo perfettamente che la risposta sarà il massimo spargimento di sangue. Le probabilità che gli istruttori occidentali escano da Aleppo vivi è ormai zero. E’ evidente che non si preoccupano della sorte dei loro istruttori e che non gliene potrebbe fregare di meno, proprio perché il Pentagono finirà presto nelle mani di Trump. Non potranno utilizzare più tali istruttori. Allora, perché proteggerli? Secondo la logica del team di Clinton in uscita, è molto più importante e interessante rovinare la festa e far costare ancora di più la vittoria russa. Non c’è nulla di sorprendente, la logica dei globalisti, per i quali siriani e statunitensi sono carne da cannone per le loro guerre personali, si riflette cristallina in questa situazione. Non so voi, ma mi ricorda l’aprile 1945, quando affrontammo un maniaco che si comportò in modo simile, finendo molto male.
Seguo da vicino le guerre di informazione contro la Russia, e ricordo molto bene come ci dicessero ad ogni passo che la Siria sarà il nuovo Afghanistan della Russia. Ricordo come specialisti sul Medio Oriente ci hanno detto che Assad era segnato in ogni caso. Ricordo come ci dissero che Aleppo è inespugnabile e che Turchia e Stati Uniti avrebbero lottato fino alla fine per proteggere i loro terroristi in Siria. In sostanza c’invitavano a riconciliarsi con tali “fatti” e a non cercare d’interferire nei piani dei clintoniani per rimodellare il Medio Oriente, pensando ai gasdotti del Qatar verso l’Europa e trasformando la regione in una fabbrica di terroristi da usare per attaccare la Russia. Ma cosa vediamo ora? Assistiamo non solo alla battaglia finale per Aleppo, ma al trionfo delle Forze Armate e dei consiglieri militari russi. Abbiamo imparato a combattere con la massima preoccupazione per la vita dei nostri soldati. Ecco perché i casi in cui non riusciamo a salvare i nostri medici o consiglieri militari, sono così dolorosi. Si può già dire che la loro morte non è stata vana. Oltre agli ovvi vantaggi geopolitici ora in gioco e alla drastica riduzione dei terroristi che potrebbero, in altre circostanze, presentarsi in Russia, l’operazione in Siria ha mostrato a noi stessi e al mondo che la Russia può difendere i propri interessi geopolitici oltre i propri confini, anche meglio di quanto facesse l’URSS. 25 anni fa, l’operazione in Afghanistan permise alla società d’essere indifferente o perfino d’accettare il crollo dell’Unione Sovietica. Ma ora la nostra operazione in Siria fa il contrario: rafforza la nostra fiducia nella nostra forza e nel nostro Paese. Questo va molto bene. Forse 25 anni fa imparammo a trarre le giuste conclusioni dagli errori del passato.

Funerali del pilota Oleg A. Peshkov, del velivolo abbattuto a tradimento dai turchi, nel novembre 2015

Funerali del pilota Oleg A. Peshkov, del velivolo abbattuto a tradimento dai turchi, nel novembre 2015

Come i commando russi liquidano i terroristi ad Aleppo
Rusreinfo 9 dicembre 2016

97540_800Il successo dell’Esercito Arabo Siriano ad Aleppo deve molto alle operazioni delle Forze Speciali russe nella regione, che disturbano i gruppi terroristici liquidandone i comandanti.
Nelle ultime settimane nella regione di Aleppo decine di capi di vari gruppi sono stati eliminati da cecchini e operazioni aeree mirate basate sulle informazioni trasmesse da infiltrati e forze speciali russe sul campo. Questo è il metodo che Israele segue contro i gruppi terroristici: gli infiltrati individuano i capi dei terroristi, forse mettono un GPS sulle loro auto, e poi un drone o aviogetto lancia un missile sul bersaglio. L’assenza di coordinamento dei comandi provoca sbandamento e fuga nei gruppi terroristici, e l’Esercito arabo siriano può quindi facilmente neutralizzarli. Secondo informazioni riservate, molti cittadini statunitensi, inglesi e tedeschi, mercenari o ufficiali agli ordini dei loro governi, sarebbero caduti sotto le pallottole dei cecchini o degli attacchi mirati. Questo è probabilmente uno dei motivi dell’attuale isteria a Washington e Berlino sull'”aggressione russa in Siria” e dei tentativi disperati di raggiungere una tregua, giustamente respinta dalla Russia che nota come i precedenti cessate il fuoco, quando rispettati dai terroristi, furono utilizzati per consentirgli di riorganizzarsi. Senza pregiudicare gli ordini che il presidente Trump darà a gennaio, è chiaro che Obama s’imbarca in una corsa sfrenata di cui va chiesto quale sia il vero obiettivo: rendere la situazione il più difficile possibile per Trump, o innescare un’escalation con la Russia prima del giuramento di Donald Trump? Tutto è possibile nelle prossime settimane.
spetz-1728x800_cTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze Speciali russe eliminano i capi dei terroristi in Siria

South Front

crb-flmxeaaksqfSecondo esperti ed analisti, le Forze Speciali russe partecipano attivamente alle operazioni militari in Siria, contribuendo all’eliminazione dei capi dei terroristi.
L’operazione militare avviata ad Aleppo è stata preparata da tempo e consiglieri militari ed ufficiali delle Forze Speciali russi vi hanno contribuito, secondo i media russi che citano esperti militari indipendenti. Secondo loro, ciò è confermato da numerose azioni per eliminare i capi più noti dei gruppi terroristici, con conseguenti perturbazioni e perplessità tra i terroristi. Prima dell’offensiva dell’Esercito Arabo Siriano, sulle reti sociali dei terroristi si riferiva della morte di dieci ben noti capi. La maggior parte liquidata a distanza con fucili da cecchino di grosso calibro. Altri con attacchi missilistici delle Forze Aerospaziali russe durante telefonate via cellulare o satellitare, indicando l’utilizzo di munizioni guidate. Tuttavia, con l’inizio della battaglia nei quartieri orientali di Aleppo, la tendenza proseguiva. Negli ultimi 10 giorni è stata indicata l’eliminazione di Abdulhamid Haj Ahmad, un capo dell’esercito libero siriano (ELS), Said Shahabi e Hasima al-Musa, capi di Jabhat al-Shamiyah, Umar Muhamad al-Haj, emiro dell’haraqat Nuradin al-Zinqi, Abu al-Haris capo del ramo ad Aleppo dell’haraqat Ahrar al-Sham, e Abu Muqirah al-Shishani, uno dei capi di Jabhat Fatah al-Sham (già noto come Jabhat al-Nusra). Secondo i media russi, l’efficace preparazione delle Forze Speciali russe ha garantito il successo delle operazioni delle truppe siriane ad Aleppo. Gli esperti militari sono sicuri che si possa vederlo chiaramente nell’eliminazione dei capi dei gruppi armati da parte delle Forze Speciali. Inoltre, gli analisti attirano l’attenzione sui raid aerei estremamente accurati delle Forze Aerospaziali russe, e ciò significa che dei controllori di volo avanzati, che di solito sono operatori delle Forze Speciali, vi hanno operato. Secondo gli esperti, l’Esercito Arabo Siriano non ha personale abbastanza qualificato per svolgere tali compiti. A sua volta, il Ministero della Difesa russo ha confermato la presenza delle Forze Speciali russe in Siria. Tuttavia, il Ministero afferma che i militari russi scambiano solo esperienze e operano come consiglieri militari. “Le divisioni delle nostre Forze Speciali operano sul territorio della Siria, controllando la ricognizione delle strutture per i raid della Forza Aerea russa, puntando i velivoli su obiettivi in aree remote e svolgendo altre missioni speciali“, dichiarava il comandante del gruppo militare in Siria Colonnello-Generale Aleksandr Dvornikov. Tuttavia, il fatto che le Forze Speciali partecipino attivamente alle operazioni è confermata dall’esempio di Palmyra, dove l’ufficiale Aleksandr Prokhorenko vi perse la vita, circondato dai terroristi mentre operava come controllore di volo avanzato. L’ufficiale Fjodor Zhuravlev, che guidava i missili da crociera, è stato ucciso in una situazione simile.czguxyfw8aarjyh

La Russia schiera la Polizia Militare della Repubblica di Cecenia ad Aleppo
South Front560e9418c36188b34b8b457aLa Russia schiera oltre 100 militari della Polizia Militare dalla Repubblica di Cecenia in Siria, secondo un video apparso sui social media il 7 dicembre. Il video mostra presumibilmente i preparativi della polizia militare cecena prima dell’invio in Siria, nella base militare di Hankala, presso la capitale della Repubblica cecena Groznij. Secondo i media russi, i combattenti ceceni proteggeranno le infrastrutture cruciali, civili e militari. in Siria. Gli esperti russi suggeriscono che almeno una parte dei combattenti ceceni verrà inviata ad Aleppo. Vi sono pochi dubbi che la città sarà presto liberata e il governo siriano avrà bisogno di assistenza per migliorare la situazione umanitaria e della sicurezza in città. In precedenza, il Presidente della Repubblica di Cecenia Ramzan Kadyrov aveva annunciato che alcune unità cecene operavano in Siria, insieme ad altre unità delle Forze Speciali russe. Il video del Mufti della Repubblica di Cecenia che arringa i combattenti ceceni prima del dispiegamento in Siria, è disponibile online:

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come Blackwater ed Emergency traghettano migranti in Italia

Gefira 11/10/2016 – Newropeans

Regina e Chris Catrambone

Regina e Chris Catrambone

MOAS è l’acronimo di Stazione di aiuto ai migranti in mare aperto. Si tratta di un’organizzazione non governativa con sede a Malta che si è posto il compito di pattugliare il Mediterraneo e salvare persone in alto mare, recuperandole da gommoni, zattere e barche sul Phoenix, il peschereccio della MOAS, una nave completa di droni per sorvegliare le acque, traghettando i migranti per miglia, dalle coste libiche alla Sicilia. L’organizzazione è gestita da Chris Catrambone (35) e sua moglie Regina. Chris Catrambone, statunitense della Louisiana diplomato al college, gestiva un ristorante su un battello a vapore ed ha lavorato presso il Congresso degli Stati Uniti a Washington DC, prima di lavorare come investigatore assicurativo. In tale veste fu inviato nei luoghi più pericolosi del mondo, come ad esempio Iraq e Afghanistan. Dopo aver fatto abbastanza esperienza, e accidentalmente sopravvissuto all’uragano Katrina in Louisiana nel 2005, l’anno dopo Chris Catrambone fondava il Tangiers Group, azienda globale specializzata in “Servizi di assicurazione, assistenza di emergenza, gestione dei sinistri sul campo ed intelligence“(1)). Inizialmente operava dagli Stati Uniti, ma per gestire meglio l’azienda in espansione trasferiva le attività in Italia (dove incontrava la futura moglie) e poi a Malta. È qui che nel 2013 Chris Catrambone fondò la Migrant Offshore Aid Station (MOAS) per assistere la popolazione del terzo mondo ad attraversare il mare in cerca di una vita migliore. Catrambone e la moglie si dice che abbiano speso 8 milioni di dolari propri per tale fine, perché, come il fondatore della MOAS ha confessato, anche lui, una volta che perse la casa a causa di Katrina, capì la situazione degli altri.
ianIan Ruggier è un membro del consiglio della MOAS. Questi un tempo fece scalpore a Malta con un piano volto a frenare i migranti in rivolta a Malta. Le unità di polizia circondarono la folla, ed isolarono e colpirono i capi per evitare ulteriori dimostrazioni. Eppure qualcosa andò storto e fallì, con le organizzazioni pro-immigrati che fecero enorme clamore e i tribunali che se ne occuparono (2). Dopo 25 anni di servizio, Ian Ruggier ha trovato lavoro nella MOAS: incaricato di contenere i migranti ora è passato dalla loro parte: Saulo divenne Paolo. Forse.
Ma che succede se Ian Ruggier è soltanto l’uomo il cui compito è garantire che i migranti soccorsi o infiltrati in Europa non finiscano a Malta? Perché le barche della MOAS sono di stanza a Malta, da dove operano. Una volta caricati di immigrati, salpano dal porto di La Valletta verso l’Italia per scaricarvi il carico umano. Robert Young Pelton è consulente strategico della MOAS (3), fondatore di Migrant Report (4) e proprietario della Dpx (Posti estremamente pericolosi) Gear, che vende coltelli da guerra (5) per chi si reca nelle zone di conflitto da cui, stranamente, provengono le persone che si suppone MOAS e Migrant Report dovrebbero aiutare. Come giornalista free-lance ha incontrato Eric Prince, il fondatore della Blackwater, la società militare privata statunitense (mercenari) impegnata in operazioni in Afghanistan e Iraq; per inciso, la Blackwater è stata impiegata anche in Louisiana, durante l’uragano Katrina: Chris Catrambone era capitato lì proprio in quel momento. Robert Young Pelton ha incrociato Eric Prince su questioni finanziarie.
Ma tornando a Chris Catrambone. Un giovane laureato e dipendente, costituisce una società (Tangiers Group) che estende rapidamente le attività in oltre cinquanta Paesi, comportando profitti per milioni da potersi creare l’ente di beneficenza che si chiama MOAS. MOAS impiega uomini che contemporaneamente possono intervenire presso le aziende militari private o essere incaricati di frenare l’afflusso di persone che cercano di attraversare il Mediterraneo. Tale organizzazione non-governativa non è in concorrenza con i governi europei nel recupero dei migranti: piuttosto li integra, un riconoscimento per cui il suo fondatore riceve premi. (6)
aaeaaqaaaaaaaak Alcune domande sorgono. Come ha fatto Chris Catrambone ad accumulare tale fortuna, così giovane, sul mercato delle assicurazioni? (7) È il suo ente di carità è solo un’espressione delle proprie convinzioni personali? Persegue scopi politici? Il suo Tangiers Group opera nelle zone di guerra: è un puro caso? Lavorò presso il Congresso degli Stati Uniti a Washington DC. Alcuni suoi collaboratori spuntano nelle stesse zone pericolose dove opera Tangiers Group. Anche qui un puro caso? Sembra che ci sia una stretta relazione tra MOAS, marina maltese ed esercito statunitense. MOAS è guidata da un ufficiale di marina noto per il duro trattamento inflitto agli immigrati; fu promosso partner commerciale della Blackwater, ben nota per le azioni spietate contro i civili e di proprietà di una persona che ha fatto fortuna sfruttando le operazioni militari statunitensi in Afghanistan, Africa del Nord e Medio Oriente. Lo stesso denaro, in un modo o nell’altro, guadagnato creando caos in Africa e Medio Oriente, provocando la crisi dei rifugiati, viene ora usato per spedire migliaia di africani senza documenti nel cuore dell’Europa, causando problemi in Italia, Francia, Grecia e Germania. Non si può fare a meno di chiedersi se quelli della MOAS siano onesti salvatori o compiano la missione di destabilizzare ancora di più l’Europa.tumblr_nh96xy1z101u6emqdo1_1280

 Robert Young Pelton in Afganistan nel 2001, durante l'invsione degli USA. Qui era circodanto dai guerriglieri dell'Alleanza del Nord, il fronte di cui era leader il potente narcotrafficante afgano Ahmad Shah Masud, grande amico di Gino Strada. C'è un nesso? Pelton era presente

Robert Young Pelton in Afganistan nel 2001, durante l’invasione degli USA. Qui era circondato dai guerriglieri dell’Alleanza del Nord, il fronte di cui era leader il potente narcotrafficante afgano Ahmad Shah Masud, grande amico di Gino Strada. C’è un nesso?

Robert Young Pelton, in Iraq assieme agli amici della Blackwater

Robert Young Pelton, al centro, in Iraq assieme agli amici della Blackwater. Pelton è “consigliere strategico” dell’ente immigrazionista MOAS con cui Emergency di Gino Strada ha stretto forti legami.

Riferimenti
1. Christopher Catrambone, My Story.
2. Come l’esercito ha sbagliato, Times of Malta, 19/12/2005, un ufficiale responsabile della disastrosa gestione delle proteste, Malta Today 16/11/2007.
3. Robert Young Pelton: Aid Station Migrant Offshore (MOAS) e la crisi dei rifugiati dalla Siria.
4. Migrant Report
5. Dpx Gear
6. MOAS, giovane eroe tra coloro onorati nel giorno della Repubblica, 13/12/2015 Malta Today 2015/12/13.
7. “Avevo un patrimonio netto di 10 milioni di dollari prima di compiere trent’anni. (…) Non sono cresciuto nel denaro o nel lusso. Ho costruito tutto quello che ho da zero, attraverso il duro lavoro e la dedizione. Ad un certo punto, ho cominciato a vedermi arrabbattarmi tra questioni sui soldiPhoenix Rising.

Il sodalizio tra MOAS ed Emergency risale al 2011?

Il sodalizio tra MOAS ed Emergency risale al 2011?

La MOAS usa droni da ricognizione.

La MOAS usa droni da ricognizione di origine militare per le operazioni di ‘recupero’ di migranti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le ONG contrabbandano immigrati in Europa?

Qualcosa di molto strano accade nel Mediterraneo
GefiraSouth Frontjason_florio_moas-eu-8604Per due mesi, utilizzando marinetraffic.com, abbiamo monitorato i movimenti delle navi di proprietà di un paio di organizzazioni non governative e, utilizzando i dati di data.unhcr.org abbiamo tracciato l’arrivo quotidiano di immigrati africani in Italia. Abbiamo scoperto di essere testimoni di una grande truffa e di un’operazione di traffico illegale di esseri umani. ONG, contrabbandieri e mafia in combutta con l’Unione europea hanno spedito migliaia di clandestini verso l’Europa con il pretesto di salvarli, assistiti dalla guardia costiera italiana che ne coordina le attività. I trafficanti di esseri umani contattano la guardia costiera italiana per ricevere aiuto e raccogliere i loro dubbi carichi. Le navi delle ONG vengono dirette sul “luogo del soccorso”, anche se è ancora in Libia. Le 15 navi che abbiamo osservato sono di proprietà o affittate da ONG viste regolarmente salpare dai porti italiani in direzione sud, fermarsi a poche miglia dalle coste libiche, prendere il carico umano a bordo e naturalmente rientrare per 260 miglia in Italia, anche se il porto di Zarzis, in Tunisia, è solo a 60 miglia di distanza dal punto di salvataggio. Le organizzazioni in questione sono: MOAS (Migrant Offshore Aid Station), Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Medici Senza Frontiere, Save the Children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye e Life Boat.
Le vere intenzioni dietro le ONG non sono chiare. Il loro movente può essere il denaro, che non sorprenderebbe se si rivelasse essere così. Possono anche essere politicamente pilotati; le attività dell’organizzazione di Malta, MOAS, che traffica persone in Italia, è la migliore garanzia che i migranti non appaiano sulla rive maltesi. MOAS è gestita da un ufficiale della marina maltese ben noto per maltrattamenti ai rifugiati (1). E’ anche possibile che tali organizzazioni siano gestite da ingenui “buonisti” che non sanno di servire da magnete per le persone provenienti dall’Africa e quindi, volenti o nolenti, causare altri morti, per non parlare delle azioni per destabilizzare l’Europa. Per quanto nobili siano le intenzioni di tali organizzazioni, sono criminali, come la maggior parte dei migranti che non può ricevere asilo, finendo per strada a Roma o Parigi, minando la stabilità in Europa aumentando le tensioni sociali a sfondo razziale. Bruxelles ha creato una legislazione particolare per proteggere i trafficanti di esseri umani dalle accuse. In una sezione dedicata a una risoluzione UE, intitolata Ricerca e salvataggio, il testo afferma che “proprietari privati di navi e organizzazioni non governative che assistono i salvataggi nel Mediterraneo non dovrebbero rischiare punizioni per tale assistenza“. (2)
Nei due mesi di osservazione, abbiamo monitorato almeno 39000 africani illegalmente contrabbandati in Italia con il pieno consenso delle autorità italiane ed europee.

Le navi utilizzate dalle ONG al largo delle coste libiche© Moas 2015 - Image Peter MerciecaLa Phoenix è una delle due navi della MOAS. La nave è regolarmente avvistata nelle acque territoriali della Libia. È registrata in Belize, Sud America. Tuttavia, la nave è di proprietà di maltesi che trasportano gli immigrati in Italia. Sito web: MOASfoto-emergencyLa Topaz Responder, un vascello di soccorso di 51 metri, ospita 2 lance di soccorso ad alta velocità. La nave è gestita assieme a MSF (e ad Emergency di Gino Strada. NdT). È uno dei tre traghetti che trasportano centinaia di persone alla volta. La nave è registrata nelle Isole Marshall. Sito web: MOAS
3x340630-k09c-600x337nwz-onlineLa Iuventa è registrata nei Paesi Bassi ed è di proprietà della ONG tedesca Jugend Rettet. Sito web: Jugend Rettet.stichting-bootvluchting2La Golfo Azzurro è utilizzata dall’olandese ‘Boat Refugee Foundation‘. Golfo Azzurro opera sotto la bandiera di Panama. La Fondazione trasporta rifugiati con la nave a un prezzo simbolico. Sito web: Bootvluchteling.Dignity I ready to bolster operations in the Mediterranean SeaLa Dignity 1 è registrata a Panama. Crediamo che la nave appartenga a Medici Senza Frontiere. Sito web: MSF.
msf147678La Bourbon Argos, nave di Medici Senza Frontiere. È una delle tre navi utilizzate per trasportare persone tratte da imbarcazioni più piccole in Italia. La nave è attualmente registrata in Lussemburgo. MSF2016-02-19t173113z_737741010_lr1ec2j1cnqnj_rtrmadp_3_europe-migrants-france_0La Aquarius è una delle tante navi gestite da Medici Senza Frontiere. È registrata a Gibilterra. Sito web: MSF.
eni-hires-vroons-vos-hestiaLa nave di ricerca e soccorso Vos Hestia, noleggiata da Save The Children, come molti vascelli delle ONG. è supervisionata dal sito della Guardia Costiera italiana: Save the Children. livio-lomonaco-oscar-camps-badalona_1597050523_29619824_3189x2126L’Astral della Proactiva Open Arms. Abbiamo individuato l’Astral molte volte nelle acque territoriali libiche. La nave è scomparsa regolarmente dal monitoraggio dei siti web AIS. Sito web: Proactiva Open Arms.seawatch1La Sea-Watch I è di proprietà di un’organizzazione di Berlino che collabora con Watch The Med, rete transnazionale di persone che combattono il regime di frontiera europeo, e chiedono il passaggio libero e sicuro per l’Europa. Sito web: Sea-Watch.
sea-watch_2_elbe-18-von-39-1La Sea-Watch II è di proprietà di un’organizzazione di Berlino che collabora con Watch The Med, rete transnazionale di persone che combattono il regime di frontiera europeo, e chiedono il passaggio libero e sicuro per l’Europa. Sito web: Sea-Watch.

L’Audur è registrata nei Paesi Bassi. Non sappiamo a chi appartenga.sea-eye_0_1314947-940x1000La Sea-Eye è di proprietà della Sea-Eye-eV. Michael Buschheuer di Regensburg, in Germania, un gruppo di familiari e amici che ha fondato l’organizzazione non-profit di soccorso in mare. Sito web: Sea-Eye.

Lo Speedy è un motoscafo di proprietà della Sea-Eye-eV, ma è stato confiscato dal governo libico. Sito web: Sea-Eye.
minden-ausgedienter-seenotrettungskreuzerLa Minden è una scialuppa di salvataggio di proprietà di un’organizzazione tedesca. La nave è attualmente registrata in Germania. Sito web: Lifeboat.

Altre informazioni:
Ad ottobre abbiamo scoperto che quattro ONG raccolgono persone nelle acque territoriali libiche. Abbiamo la prova che questi contrabbandieri comunicano in anticipo le loro azioni alle autorità italiane. Dieci ore prima che gli immigrati lascino la Libia, la guardia costiera italiana dirige le ONG sul luogo di “salvataggio”: il completo resoconto “Colti sul fatto: le ONG gestiscono il traffico di migranti
L’organizzazione MOAS ha stretti legami con il famoso contractor militare degli Stati Uniti Blackwater, con l’esercito degli Stati Uniti e la marina maltese (e ricordo, anche con Emergency di Gino Strada). Resoconto: “Gli statunitensi della MOAS traghettano i migranti in Europa“.
Vi è una relazione completa sulle navi coinvolte: “L’Armada delle Ong che opera al largo delle coste della Libia” e come le persone sono incoraggiate a venire in Europa: “La strada della morte per l’Europa promossa sul web“.

Le ONG pro-immigrazionismo, impiegano materiale militare, come questo drone di fabbricazione tedesca.

Le ONG pro-immigrazionismo impiegano materiale militare, come questo drone di fabbricazione tedesca.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria: verso la Liberazione di Aleppo est

Moon of Alabama 5 dicembre 2016

Questa è la situazione ad Aleppo dal 4 dicembre. L’area verde è occupata da al-Qaida ed alleati, sarà presto spazzata via.e-aleppo20161204Il ministro degli Esteri inglese dice che la vittoria del governo siriano ad Aleppo non è per nulla un bene. Bollocks e i suoi camerati evidentemente hanno mollato e si lamentano per salvarsi la faccia. Alleanza della Siria è vincente, la politica degli Stati Uniti cambia e la fine della guerra è ormai prossima. L’operazione di propaganda dell’MI-6 “Bana al-Abad” è fallita. La prima stella dell’operazione era una bambina di Aleppo che non sapeva l’inglese, ma la politica mondiale ha saputo twittarla in perfetto inglese, anche quando internet ad Aleppo non c’era. Ora è scomparsa, proprio come una delle prime operazioni di propaganda anti-siriane, la “lesbica di Damasco”, fallita nel 2011 poco prima che l’autore, uno statunitense che viveva in Scozia, venisse denunciato. Che diranno i media che volontariamente hanno spacciato le sciocchezze su “Bana”, ai loro lettori? Dall’inizio dell’offensiva dell’Esercito arabo siriano contro i taqfiri ad Aleppo est, oltre 21000 civili sono fuggiti verso le zone governative occidentali. Diversi media confermano che questi civili erano ostaggio dei taqfiri e che fuggivano sotto il loro tiro: “Eravamo sotto pressione con ogni mezzo, psicologico e finanziario. I terroristi cercavano d’impedirci di uscire fin quando l’esercito arrivò“, ha detto Amina Ruayn, fuggita con il marito, sette figlie e tre figli. “Siamo finiti sotto il tiro dei terroristi appena ce ne siamo andati e l’esercito ha colpito il minareto da cui sparava il cecchino, e poi siamo andati via“, ha detto. Circa 500 terroristi tra i civili si sono arresi all’Esercito arabo siriano. 480 erano del posto e non sapendo dove andare si sono impegnati a porre fine ai combattimenti. I restanti vogliono rimanere e continuare fino alla morte, sabotando i piani del segretario di Stato degli USA Kerry, che cerca un altro cessate il fuoco con cui far uscire i terroristi di al-Qaida, ma altri taqfiri occupano Aleppo est. Kerry arriva tardi comunque. L’accordo non è più in discussione e l’UE ha idee peggiori, vuole corrompere il governo siriano per mantenere al potere i terroristi. Uno scherzo! Le forze russe e siriane non lasceranno alcun terrorista vivo o alcun centimetro di Aleppo occupato da essi. E poi sarà lo stesso in tutta la Siria.
Nuove vie d’uscita controllate per la popolazione civile e terroristi che vogliono arrendersi saranno aperte a breve. Le vecchie vie d’uscita sono completamente sotto il controllo del governo siriano. Dubito che ci sono molti civili. Come avevo stimato il 15 ottobre: “Sulla base dei numeri a Daraya e altri assedi in Siria, vi sono probabilmente non più di 4-5000 combattenti e 3-5000 civili, ovvero i loro famigliari, nella zona est di Aleppo. Il totale potrebbe facilmente essere circa 20000”.
I funzionari dell’agenzia dei rifugiati delle Nazioni Unite hanno raccontato fiabe su 270000 civili assediati ad Aleppo est. I vari media “occidentali” lo ripetevano a pappagallo. Oltre il 60% del territorio è stato liberato. La Croce Rossa Internazionale l’ha trovato vuoto. Dove sono le centinaia di migliaia di civili che le Nazioni Unite si sono sognate? Ci sono ancora attacchi dalle zone dei taqfiriti contro il territorio governativo nelle zone occidentali, e ciascuno di essi costa vite. Secondo SANA, 8 persone sono state uccise e 25 ferite il 5 dicembre quando i taqfiriti hanno sparato razzi sulle zone residenziali di Aleppo ovest. Un ospedale da campo russo istituito negli ultimi giorni, per aiutare i rifugiati provenienti da Aleppo est, veniva attaccato dai taqfiriti “moderati”. Una dottoressa russa è stata uccisa, diversi altri feriti e l’ospedale distrutto. Tali attacchi creano l’urgenza di svuotare la sacca il prima possibile. Ci sono molti altri motivi, inoltre, perché l’attacco ad Aleppo est proceda molto più velocemente del previsto. Ogni volta che l’Esercito arabo siriano ed alleati rallentano, i terroristi occupano la sacca. Il 4 dicembre, il gruppo di al-Qaida Jabhat al-Nusra, si è unito al gruppo Zinqi, armato dalla CIA, nell’attaccare le basi di altri gruppi armati, che controllavano magazzini di cibo e munizioni. Tali lotte intestine sono ideali per le forze siriane che avanzano in modo inaspettato. Le forze governative siriane non procedono lungo le linee attese dagli esperti, non attaccano lungo le strade principali o gli assi con evidenti punti di controllo e trappole tese dai nemici, ma ne sondano i fianchi fin quando trovano un punto debole spezzandolo per effettuare massicci attacchi alle difese nemiche dal tergo. I 25000 combattenti dell’Esercito arabo siriano e 10000 alleati (4000 dall’Iraq, 4000 dall’Iran e 2000 di Hezbollah) hanno un inaudito supporto da aerei ed elicotteri siriani. I rapporti sui “bombardamenti russi” ad Aleppo est, delle ultime sei settimane, sono tutti falsi. Solo l’Aeronautica siriana è attiva sulla zona.
Il piano generale è scacciare i taqfiriti dalla piccola sacca ad Aleppo est (la “città vecchia”) e poi negoziare la loro dipartita per Idlib, nel nord-ovest della Siria. Idlib è travolta da lotte intestine tra i vari terroristi a cui fu offerta l’uscita dalle zone presso Damasco, Homs e Hama. Sarà presto un poligono di tiro per le forze aeree siriane e russe. I terroristi fuggono in Turchia, incubo di Erdogan, e da lì magari per le città europee “occidentali”, dove saranno coccolati e riposeranno fin quando i loro padroni vorranno un’altra guerra.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora