La Perla della Grande Flotta Cinese

Aleksandr Ermakov, RIACchinas-liaoning-aircraft-carrierLa Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLA Navy) è forse quella dalla più rapida e ambiziosa crescita del mondo. Dopo decenni di sviluppo della difesa costiera, la PLA Navy per la prima volta si avventura sugli oceani ed è pronta a combattere per la supremazia nella regione. Per supportare le rivendicazioni territoriali e confermare lo status di mezzo di proiezione di potenza mondiale del Paese, la PLA Navy ha avviato un grande programma per costruire una flotta di portaerei.

Tutto ciò che si può comprare
4a7ed479b4bb687fb89d910f325fb2d5-kheg-835x437ilsole24ore-web-11 Per sviluppare la Marina, la Cina naturalmente segue la prima potenza globale e principale avversario, gli Stati Uniti. Tuttavia, il programma per le portaerei si basa sui progetti sovietici. Non sarebbe esagerato suggerire che la Cina, al momento almeno, continua l’opera dei costruttori navali russi interrotta un quarto di secolo fa. Ciò non sorprende dato che prende spunto dai piani sovietici. In primo luogo, sintetizziamo il programma delle portaerei sovietiche. Dopo i tentativi falliti di costruire “La Grande Flotta di Stalin”, come fu chiamata [1], che avrebbe incluso le portaerei (le prime proposte del genere si ebbero quando l’impero russo ancora esisteva), la Marina sovietica fu costretta a mettere da parte le portaerei, che in ogni caso furono etichettate “armi dell’aggressione imperialista”. Le prime poterei sovietiche erano piuttosto dei bizzarri compromessi, essendo stato sviluppate dalle portaelicotteri, e furono dotate di missili da crociera ed ufficialmente classificate incrociatori portaeromobili (o semplicemente portaerei secondo la nomenclatura delle forze armate di tutto il mondo). I 7 incrociatori costruiti fecero ufficialmente parte del Proekt 1143 (nome in codice “Krechyet“, falcone). E nonostante mostrassero una certa affinità, furono divise in tre gruppi.
Le prime quattro navi potrebbero giustamente essere chiamate incrociatori, essendo incrociatori pesanti lanciamissili con ponte di volo per elicotteri e velivoli Jak-38 a decollo e atterraggio verticale (VTOL) “allegata a babordo”. Le successive due sono portaerei con un ponte di volo esteso comprendente una grande rampa e cavi d’arresto che rendono possibile l’utilizzo di velivoli da combattimento navalizzati. Lo sviluppo logico di queste navi era il Proekt 1143.7, la portaerei Uljanovsk la cui costruzione fu sospesa con il crollo dell’Unione Sovietica. L’Uljanovsk doveva essere la prima portaerei a pieno titolo dell’Unione Sovietica, una nave a propulsione nucleare e con catapulte per aerei. I lanciamissili dovevano esser rimossi dalle ultime navi della serie, divenendo portaerei “pulite” (anche se è del tutto possibile che la Marina sovietica continuasse comunque a chiamarle incrociatori). Le rampe della navi sovietiche consentivano di ridurre significativamente la corsa al decollo e decollare con un buon rapporto spinta-peso (la correlazione tra potenza del motore e peso dell’aeromobile). Sistemi d’arresto venivano utilizzati per l’atterraggio, come funi di acciaio progettati per essere catturati dal gancio di arresto del velivolo. In altri Paesi, le rampe sono usate per aumentare il peso al decollo degli aerei dopo una breve corsa, come lo Sky Jump per l’Harrier, consentendo maggiore quantità di carburante e carico bellico. Da un lato, le rampe assicurano facilità di funzionamento e affidabilità; dall’altra parte, tuttavia, non consentono ad aerei pesanti di decollare, come i velivoli-radar a lungo raggio, limitando il peso al decollo degli aeromobili, anche dei caccia, soprattutto quando la nave viaggia a bassa velocità ed in condizioni meteo sfavorevoli (senza venti a favore e con temperature elevate che riducono la spinta dei motori a reazione). Le catapulte per aerei non hanno tali limitazioni. Tuttavia, il meccanismo della catapulta moderna è piuttosto complesso.
1280px-usnwc_varyag01Il destino delle navi costruite come Proekt 1143 fu vario. La maggioranza lasciò la Russia, con la Cina che ne acquistò tre in un colpo solo. Una nave fu venduta alla Corea del Sud (per rottamarla); un’altra fu acquistata dalla Marina indiana (aggiornata ed in servizio con il nome Vikramaditya); una terza nave (Uljanovsk) fu smantellata nel cantiere in Ucraina; e una quarta fa parte della Marina russa (Admiral Kuznetsov). Ufficialmente, la Cina ha acquistato le portaerei per trasformarle in attrazioni e/o alberghi a tema, e le prime due (Kiev e Minsk) vengono infatti utilizzate per tale scopo (anche se sono state studiate da militari e costruttori navali). Fu una storia completamente diversa per la terza nave acquistata, la Varjag. Al momento del crollo dell’Unione Sovietica, la nave era al 70 per cento completata. Nel 1998, lo scafo fu acquistato da una società cinese per 27milioni di dollari. La ragione ufficiale era trasformarla in casinò e albergo. Tuttavia, il piano originale era completarla ed assegnarla alla flotta del Paese [2]. La Varjag arrivò in Cina solo nel 2002, avendo seguito un lungo tragitto. I lavori che ripristinarono lo scafo, rimossero la corrosione, completarono la costruzione e riequipaggiarono la nave iniziarono nel 2005. Sembra che i costruttori navali cinesi dovettero acquistare dei componenti necessari (tra cui l’apparato motore) in Ucraina e Russia. Inoltre, l’acquisto da parte cinese della documentazione tecnica del Proekt 1143.6 in Russia, negli anni ’90, gli avrebbe aiutati. Se le portaerei sovietiche furono costruite nel cantiere navale sul Mar Nero in Ucraina, furono progettate dall’Ufficio Progettazione Nevskoe di San Pietroburgo, per cui è lecito ritenere che la documentazione non poteva che essere stata ottenuta lì [3]. Non fu che nel 2011, quando i lavori sulla nave erano in fase di completamento, che la Cina ufficialmente riconobbe che la portaerei sarebbe entrata nella sua flotta. Ovviamente, sarebbe stato sciocco da parte delle autorità cinesi continuare a nascondere le intenzioni. Il viaggio inaugurale della nave avvenne nell’agosto dello stesso anno, e nel settembre 2012 entrò ufficialmente nella flotta. La portaerei ebbe il numero identificativo 16 e fu denominata Liaoning in onore della provincia in cui è stata completata, nella città costiera di Dalian, che ospita diversi grandi cantieri navali.
Così cosa esattamente hanno ereditato i cinesi dall’URSS?6-1024x565La prima di molte
Il fatto che così tanti cacciatorpediniere siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è creare un solo gruppo di portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formano il nucleo. La portaerei cinese Liaoning è l’aggiornamento della nave sovietica Proekt 1143.6, quasi identica all’Admiral Kuznetsov costruita come Proekt 1143.5 [4]. Allo stesso tempo, i cinesi non hanno effettuato serie alterazioni alla nave, oltre a dotarla della componente aerea e ad allestirne lo scafo. Di conseguenza, la portaerei è molto simile al predecessore russo per aspetto e con capacità di volo comparabili. Tuttavia, la nave cinese si differenzia principalmente nell’avionica e nei sistemi di difesa aerea a corto raggio. Considerando l’intervallo tra il varo della Liaoning e quello dell’Admiral Kuznetsov, non c’è da meravigliarsi che la versione cinese abbia un’avionica superiore. Per quanto riguarda la difesa aerea, tuttavia, la Liaoning non è così massicciamente armata come la controparte russa. Parlando della difesa aerea, sembrerebbe che la Cina s’ispiri alle marine occidentali, dove questo compito è in gran parte affidato a cacciatorpediniere con potenti sistemi missilistici antiaerei e radar. Finora l’attenzione su questo tipo di difesa aerea ha portato alla comparsa di una classe universale di navi da guerra, come i cacciatorpediniere inglesi Type 45 (più comunemente noti come classe Daring) e i cacciatorpediniere australiani classe Hobart, essenzialmente navi antiaeree con capacità limitate negli altri settori. Il compito prioritario dei cacciatorpediniere degli Stati Uniti classe Arleigh Burke è provvedere alla difesa antiaerea dei gruppi d’attacco imbarcati (CSGS), anche se i conflitti degli ultimi decenni hanno reso questo compito meno evidente, evidenziato dall’uso da parte di queste navi dei missili da crociera a lungo raggio contro obiettivi terrestri. In questi casi, le portaerei fungono da difesa aerea a lungo raggio, responsabilità degli aerei da combattimento imbarcati, mentre le navi sono equipaggiate con sistemi di difesa aerea a corto raggio minimali, principalmente destinati a contrastare i velivoli che superano le prime difese.
c6b615721b99 La Cina ha seguito l’esempio occidentale negli ultimi anni, costruendo rapidamente cacciatorpediniere Tipo 052C (sei) e Tipo 052D (sette di dodici navi programmate). Le specifiche tecniche reali di queste navi sono difficili da valutare, ma sarebbero in linea con i leader mondiali. Si lavora sui cacciatorpediniere Tipo 055, che sembrano promettenti. Le dimensioni di queste navi hanno portato alcuni esperti a considerarli incrociatori, piuttosto. Il fatto che tanti cacciatorpediniere (che, naturalmente, possono svolgere molti compiti) siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è comporre un solo gruppo portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia da tempo impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formino il nucleo. La prima portaerei interamente progettata e realizzata in Cina è attualmente in costruzione presso lo stesso cantiere di Dalian in cui è stata completata la Liaoning. Il nome in codice della portaerei è Tipo 001A (di conseguenza, il nome in codice della Liaoning è Tipo 001). Il sistema cinese di denominazione delle navi da guerra è piuttosto rigido e prevedibile, così la nuova nave probabilmente avrà il nome di una delle province del Paese, per esempio Guangdong, la provincia più popolosa della Cina e che ospita la Flotta del Sud, responsabile della protezione del Mar cinese meridionale e delle sue isole contese. A giudicare dalle immagini (la Cina tende a mantenere riservate le esatte specifiche tecniche delle sue navi), la Tipo 001A sarà, almeno in apparenza, una copia della Liaoning. Alcune differenze possono essere viste nella sovrastruttura, basate essenzialmente sul presupposto che vi sarà installata avionica cinese (l’attesa riduzione delle dimensioni della sovrastruttura non s’è avuta). Di ben maggiore interesse è l’ampiezza della riprogettazione interna della nave: per esempio, le dimensioni dell’hangar sono aumentate? Dimensioni e numero degli ascensori aerei (due) lasciano molto a desiderare, sarebbe utile poter sollevare due caccia su almeno uno di tali impianti. Sarà interessante vedere come sarà utilizzato lo spazio liberato dalla rimozione dei missili antinave, un semplice “magazzino”? O forse una serie di scomparti verrà modificata? Ciò che è certo è che i moderni mezzi di automazione riducono significativamente le dimensioni dell’equipaggio. Circa duemila marinai prestavano servizio sulle originali portaerei sovietiche Proekt 1143.5 e 1143.6, oggi eccessivo per una nave della loro stazza. In confronto, le dimensioni dell’equipaggio della nuova portaerei Gerald R. Ford degli Stati Uniti sono state ridotte di un quinto rispetto alle precedenti classe Nimitz [5]. Un equipaggio ridotto significa alloggi e spazio ridotti, come mense e palestre. Nel complesso, ci si può aspettare di vedere alcuni miglioramenti nella portaerei Tipo 001A, un hangar più grande, sistemi di decollo ed atterraggio più efficienti, peso al decollo più elevato (assumendo un miglioramento delle prestazioni dinamiche) e avionica migliorata. La nave sarà varata nei prossimi mesi, ma ciò non significa che sarà completata, semplicemente lo sarà quando sarà già in mare, consentendo di liberare il cantiere per avviare la costruzione di una nuova nave. In epoca sovietica, la navi Proekt 1143 furono costruite presso il cantiere navale del Mar Nero in Ucraina quasi senza interruzione, non appena una veniva varata la costruzione di un’altra iniziava.
0ab809748ba5Si parla molto di come sarà la nuova nave, anche se per lo più sono congetture e speculazioni, come avviene di solito nel caso dei programmi militari della Cina. E’ molto probabile che la seconda portaerei, interamente progettata e realizzata in Cina (e terza della flotta), l’ipotetica Tipo 002, sarà dotata di catapulte per aerei. La Cina iniziò a studiare le catapulte alla fine degli anni ’80, quando usò la tecnologia dalla portaerei Melbourne che acquistò [6], presumibilmente per rottamarla, costruendo un impianto per le esercitazioni simile a quello sovietico NITKA [7]. In seguito, i piloti cinesi si addestrarono a decollare da rampe simili a quelle della Liaoning. Tuttavia, la Cina ha recentemente aperto un proprio centro di collaudo con due catapulte, di cui almeno una probabilmente elettromagnetica invece che a vapore. Le catapulte elettromagnetiche sono una nuova promettente tecnologia, dalla maggiore efficienza nella conversione dell’energia e maggiore facilità d’uso rispetto alle classiche catapulte a vapore. Ma sono estremamente difficili da costruire dal punto di vista tecnologico. Allo stato attuale, non una sola portaerei al mondo ha catapulte elettromagnetiche operative. La Gerald R. Ford (CVN-78) è dotata di un prototipo di catapulta elettromagnetica, ma non è nemmeno stata testata che già causa problemi tecnici. In generale, i programmi militari cinesi non tendono ad essere eccessivamente avventurosi. Di conseguenza, la costruzione della seconda portaerei del Paese (e prima di proprio disegno) non dovrebbe essere troppo difficile. Schematicamente, sarebbe simile alla sovietica Proekt 1143.7 Uljanovsk, che era dotata di rampa e due catapulte. L’affidabilità della catapulta non sarà così cruciale in questo caso, tuttavia, poiché i caccia possono decollare dalla rampa. Potrebbe essere possibile, quindi, “rischiare” d’installare una catapulta elettromagnetica. Un’altra questione importante è se la Tipo 002 sarà una nave nucleare. I motori nucleari offrono una serie di vantaggi alle portaerei di grandi dimensioni: eliminano la necessità di rifornirsi di carburante durante le operazioni; liberano spazio per il carburante e le armi degli aeromobili [8]; garantiscono alte velocità stabili e hanno grande potenza. Tra le navi di superficie, l’utilità del nucleare è evidente per le portaerei; la flotta statunitense, che ha costruito un numero significativo di incrociatori nucleari durante la guerra fredda, gli ha radiati. Le navi da battaglia Proekt 1144 classe Orlan sono le uniche che poterono essere prodotte dall’Unione Sovietica, che all’epoca puntava alla creazione di un mezzo per combattere i gruppi d’attacco imbarcati degli Stati Uniti. Dotare le navi Tipo 002 di reattore nucleare sarebbe un compito straordinariamente difficile, soprattutto per la Cina, in quanto nessuna delle sue navi di superficie ne è attualmente dotata. Se si decidesse d’installarvi un reattore nucleare, allora il programma Tipo 002 diverrebbe il più ambizioso che le forze armate cinesi abbiano intrapreso. Probabilmente s’impiegherebbero gli sviluppi compiuti nella tecnologia dei sottomarini nucleari, dove hanno una certa esperienza (la PLA Navy ha varato i suoi primi sottomarini a propulsione nucleare all’inizio degli anni ’70). I reattori nucleari per i sottomarini sono relativamente poco potenti, ma diversi possono essere installati in una sola nave: la portaerei francese Charles de Gaulle ha due reattori simili a quelli utilizzati sui sottomarini a propulsione nucleare, e la portaerei USS Enterprise ne aveva otto. L’Uljanovsk doveva averne quattro, e due ne hanno gli incrociatori Proekt 1144.
Qualunque cosa accada, la portaerei Tipo 002 non sarà operativa prima del 2020. Nel frattempo, la flotta cinese sarà composta da 2 portaerei con rampe. L’approfondimento delle prospettive dello sviluppo della componente aerea imbarcata della Cina e dei relativi compiti sarà affrontato nella seconda parte di questo articolo.liaoning-cv16Note
1. Nome collettivo da tempo assegnato a una serie di programmi di costruzione navale nel pre e dopoguerra, il cui obiettivo era creare una potente flotta oceanica. I programmi si conclusero con un fallimento poiché le autorità sovietiche sopravvalutarono le capacità dell’industria, e perché scoppiò la guerra. Il colpo finale fu la morte di Stalin e la successiva ridistribuzione del denaro assegnato ai programmi per la flotta sottomarina, l’esercito e lo sviluppo dei missili nucleari.
2. Va notato qui che nella sua autobiografia (pubblicata 15 anni dopo), Xu Zengping, l’uomo d’affari di Hong Kong che effettuò l’acquisto, scrive che il governo cinese lo compensò solo in parte della somma che versò, e solo dopo molto tempo. Effettivamente consegnò la nave al governo come dono. L’affare lo rovinò.
3. Questo probabilmente spiega perché, secondo i ricordi dei protagonisti ucraini dell’operazione, i cinesi non acquisirono la documentazione tecnica del Proekt 1143.6 che si trovava nel cantiere. Xu Zengping afferma il contrario.
4 . Secondo i piani sovietici, le differenze tra Proekt 1143.6 e 1143.5 dovevano essere minime e impercettibili: modifiche al disegno dell’isola; un leggermente diverso posizionamento dei lanciamissili antiaerei ed elettronica aggiornata.
5 . Da 5680 a 4660 membri dell’equipaggio .
6. L’HMAS Melbourne delle portaerei classe Majestic, fu operativa dal 1955 al 1982. La nave fu impostata nel Regno Unito nel 1943 e varata nel febbraio 1945. La costruzione venne sospesa dopo la seconda guerra mondiale. La Royal Australian Navy l’acquistò nel giugno 1947. I lavori di costruzione sulla Melbourne proseguirono con ritmo lento, con una serie di modifiche introdotte per permetterle di accogliere gli aerei a reazione.
7. NITKA (Complesso di prova e addestramento aereo) è un impianto militare costruito in Crimea nei primi anni ’80, per consentire di imitare le operazioni di decollo e atterraggio su un ponte, per ricerca ed addestramento. Desiderosa di liberarsi della dipendenza dall’Ucraina, la Russia costruì un complesso simile a Ejsk, ma la Russia si annetté la Crimea prima che il complesso venisse completato e i problemi associati al primo complesso scomparvero.
8. Ad esempio, la portaerei Proekt 1143.7 poteva trasportare più di due volte la quantità di carburante per aeromobili rispetto alle similari navi Proekt 1143.5 e 1143.6.6efc26e759feTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La potenza navale cinese: le portaerei

Alessandro Lattanzio, 3/2/2017

CV-17 Shandong in costruzione

CV-17 Shandong in costruzione

La prima portaerei cinese, la Tipo 001 CV-16 Liaoning, e la squadra di supporto assegnata avevano svolto le prime esercitazioni di tiro reale nel mare di Bohai, nel dicembre 2016. I velivoli imbarcati, i caccia J-15, erano dotati di missili aria-aria PL-12 e di missili antinave YJ-83. I velivoli decollavano utilizzando una rampa angolato a prua della portaerei, permettendo agli aeromobili di decollare più facilmente. La Liaoning svolgeva anche manovre in coordinamento con le fregate e i cacciatorpediniere di scorta. La Liaoning svolge il compito di addestrare i futuri equipaggi delle portaerei, oltre che i piloti dei velivoli imbarcati, che costituiranno la futura componente aero-navale imbarcata della Marina Militare cinese. La seconda portaerei, la Tipo 001A CV-17 Shandong, è in costruzione nei cantieri navali di Dalian. Sarà la prima portaerei costruita interamente in Cina, dato che la Liaoning è l’ex-sovietica Varjag, acquistata dall’Ucraina nel 1998 e ricostruita in Cina. Entrò in servizio il 25 settembre 2012 dopo ampie prove in mare, per svolgere il compito principale di piattaforma di addestramento per la componente aerea imbarcata della Marina Militare. La Liaoning regolarmente imbarca 24 caccia J-15, 6 elicotteri antisom Z-18F, 4 elicotteri di preallarme Z-18J e 2 elicotteri di ricerca e salvataggio Z-9C. Il caccia J-15 è la versione navale del J-11B, versione cinese del Su-27, che svolge essenzialmente il ruolo d’intercettore a causa dei limiti imposti dalle operazioni di decollo con il trampolino angolato.
1027257430 Pechino schiererà la futura portaerei CV-17 Shandong nel Mar Cinese Meridionale, aumentando le difese della Cina e la disponibilità a rispondere ad eventuali “situazioni complicate”. La CV-17 probabilmente svolgerà le prove in mare nel 2018-2019 e sarà operativa nel 2020. La CV-17 avrà un dislocamento maggiore, così come sono maggiori l’hangar per gli aerei sottocoperta e l’isola della nave, situata a dritta sullo scafo. L’analisi della struttura dell’isola, realizzata in due moduli, indica che disporrà di più avanzati sistemi di comunicazione e del nuovo radar a scansione planare (APAR) Tipo 346A, già impiegato sui cacciatorpediniere Tipo 052D; un aggiornamento del radar a scansione elettronica (AESA) Tipo 346. Una riproduzione delle sovrastrutture della portaerei si trova a Wuhan, per addestrare i piloti e le squadre degli addetti ai velivoli imbarcati. Mentre nella base aerea di Huangdicun, a nord-ovest del Golfo di Bohai, che ospita il reggimento dotato dei caccia navalizzati J-15, venivano costruite due catapulte per il lancio dei velivoli imbarcati sulle portaerei, dove si trovano anche due impianti per i trampolini di lancio e due piste dotate dei cavi di arresto presenti sulla portaerei Liaoning; tutte componenti del centro di addestramento dei piloti dei caccia imbarcati, per svolgere le operazioni di addestramento al decollo dal ponte delle portaerei. I due sistemi di lancio o catapulte, di Huangdicun, appaiono differenti, suggerendo lo studio di due diversi tipi di catapulte: una convenzionale a vapore, e una elettromagnetica. La base aerea di Huangdicun, quindi, riproduce la disposizione delle rampe di lancio, delle aree di atterraggio, delle catapulte e degli hangar per i caccia J-15 imbarcati sulle portaerei. Inoltre, su alcuni aerei J-15 sono stati osservati un gancio per catapulta sul carrello anteriore, per aiutarli al decollo. Le operazioni di decollo dalle catapulte (sistema CATOBAR) a Huangdicun dovrebbero iniziare a metà 2017, in vista della preparazione di un reparto aereo imbarcato abilitato a questo tipo di operazioni a bordo delle future portaerei cinesi. La futura portaerei Tipo 002 CV-18, che dovrebbe essere costruita presso i cantieri Jiangnan Changxingdao di Shanghai, sarà dotata delle catapulte per il lancio degli aeromobili, superando così i limiti di peso imposti attualmente dal sistema di decollo basato sulla prua angolata delle portaerei CV-16 e CV-17 (sistema STOBAR). Il sistema CATOBAR permetterà il decollo dalla CV-18 di velivoli più pesanti o dotati di un maggior carico bellico, consentendo d’imbarcare aerei antisom (ASW) e aerei-radar (AEW). Le portaerei STOBAR opereranno entro il raggio d’azione dei velivoli ASW e AWACS basati a terra, mentre la Marina Militare cinese provvede alla costruzione di una nuova nave rifornimento di squadra, la Tipo 901, in costruzione nel Guangdong da 45000 tonnellate di dislocamento, il doppio delle navi cisterna di squadra Tipo 903A attualmente in fase di prove in mare.
416 Come detto, queste portaerei avranno compiti di Controllo e Interdizione di Area (A2/AD), soprattutto nel Mar Cinese Meridionale, e garantiranno la protezione dei sottomarini lanciamissili balistici cinesi dislocati nella base navale dell’isola di Hainan, che si affaccia proprio sul Mar Cinese Meridionale, dove Pechino ha fortificato diverse isole semi-artificiali. Qui le isole Zhubi, Yongshu, Yongxing e Meiji dispongono di piste della lunghezza di 3000 metri, nelle prime due isole, e 2700 metri nelle altre due, dove possono atterrare e decollare i cacciabombardieri della Marina Jianhong JH-7A, dotati di siluri Air3-500 e bombe di profondità Shen-3A; i bombardieri lanciamissili Hong H-6K e H-6M; e i velivoli da trasporto Il-76 e Y-20. Sulle altre isole sono state costruite degli eliporti. Inoltre, su queste isole vengono schierati, a rotazione, 72 caccia-intercettori Jian J-11B, che effettuano pattugliamenti e sono dotati dei missili antinave YJ-62 e YJ-83, e dei missili anti-radar YJ-91. I caccia sono supportati dalle aerocisterne H-6U del 17.mo Reggimento della 6.ta Divisione bombardieri, e Il-78. Ogni H-6U può rifornire 4 aerei da combattimento J-11B, prolungandone l’autonomia di almeno 1000km; mentre un Il-78, nello stesso intervallo, può rifornire 10 J-11B. Infatti, il sistema di rifornimento in volo dell’H-6U permette di rifornire 2 caccia per volta, mentre il sistema ORM-1M dell’Il-78 può rifornire 3 aeromobili per volta. Gli intercettori verranno supportati anche dagli aerei AWACS KT-200, che possono rilevare 500 bersagli aerei e di superficie simultaneamente fino a 400 km di distanza e a 10000 metri di quota. Con il sistema digitale unificato di scambio dati standard 1553, trasmetteranno le informazioni sugli obiettivi ad aeromobili, navi, batterie lanciamissili e infine anche ai bombardieri H-6, che hanno per compito principale distruggere le unità AEGIS della Marina degli Stati Uniti utilizzando i missili supersonici YJ-12 (dalla velocità di Mach 5,5).
Le basi navali sulle isole artificiali Yongshu, Zhubi e Meiji possono ospitare navi dal dislocamento di 20000 tonnellate. I depositi di carburante e i centri di riparazione e manutenzione consentono alla Marina Militare cinese di schierarvi in modo permanente un gruppo di 30 navi di superficie e una forza mista di sottomarini diesel-elettrici e nucleari. Forze ritenute sufficienti dalla strategia per la “difesa delle zone limitrofe e la protezione delle operazioni prolungate”. Le squadre navali della PLAN sono di due tipi:
Il tipo “Quattro Fronti d’Acciaio”, che comprende cacciatorpediniere Tipo 052A/C per la difesa aerea, fregate Tipo 054 o corvette Tipo 056A per la difesa anti-som e gli attacchi missilistici, e una nave da guerra elettronica Tipo 815A dotata di sistemi di soppressione radioelettronica.
Il tipo “Otto Fronti d’Acciaio”, che comprende lo schieramento summenzionato più 1 sottomarino convenzionale Tipo 039, 1 sottomarino nucleare Tipo 093G, 1 velivolo Y-8 o Y-9 da guerra antisom e 1 aereo AWACS KT-200. I sottomarini e i velivoli ampliano l’efficacia della squadra navale.
Sulle isole sono schierati radar con portata oltre l’orizzonte, stazioni di rilevamento aereo e di contromisure elettroniche, e batterie di missili antiaerei Hongqi H-9, che in futuro saranno sostituiti dai più sofisticati Hongqi H-26. In definitiva, i presidi sulle isole Yongshu, Zhubi e Meiji permettono di controllare una parte significativa del bacino del Mar Cinese Meridionale.

CV.16 Liaoning

CV-16 Liaoning

La Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN) cinese, schiera 235000 effettivi suddivisi tra le Flotte del Mare del Nord, del Mare dell’Est e del Mare del Sud, e dispone di:
1 portaerei
26 cacciatorpediniere (4 Sovremennij, 1 Tipo 051B, 2 Tipo 051C, 2 Tipo 052B, 6 Tipo 052C, 3 Tipo 052D)
35 fregate (4 Tipo 053H26, 10 Tipo 053H3, 2 Tipo 054, 19 Tipo 054A)
25 corvette Tipo 056
85 pattugliatori lanciamissili (di cui 60 Tipo 022)
56 navi d’assalto anfibio (di cui 4 LPD Tipo 071)
42 cacciamine
5 sottomarini d’attacco a propulsione nucleare
4 sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare
57 sottomarini convenzionali
316 velivoli da combattimento terrestri
21 velivoli da combattimento imbarcati
130 elicotteriasiemerdechineconflitzeeplateformepetrolierechinevietnamafpFonti:
Janes
South Front
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Sputnik
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La Cina schiera ICBM al confine della Russia

RussiaToday 24 gennaio 20171159378Beijing schiera gli avanzati ICBM Dongfeng-41 nella provincia di Heilongjiang, confinante con la Russia, secondo rapporti basati su immagini, forse diffusi in concomitanza con il giuramento di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. “Le immagini del missile balistico cinese Dongfeng-41 sono apparse sui siti web della Cina continentale“, secondo Global Times che citava articoli dei media “di Hong Kong e Taiwan”. Le agenzie russe ne hanno identificato uno, Apple Daily, tabloid di Hong Kong. “E’ stato rivelato che le foto sono state scattate nella provincia di Heilongjiang. Gli analisti militari ritengono che si tratti della Seconda Brigata su missili strategici Dongfeng-41 schierata nella Cina nord-orientale“, continuava l’articolo del quotidiano cinese Global Times, affiliato al Quotidiano del Popolo, giornale ufficiale del Partito comunista cinese, anche se tendenzialmente più controverso.
Il DF-41 è un missile a propellente solido a tre stadi che avrebbe una gittata di 15000 km e dotato di 10 testate nucleari MIRVizzate. La Cina deve ancora mostrare l’ICBM al pubblico nel corso di una parata militare o un evento simile. La maggior parte delle informazioni dell’arma avanzata rimane altamente riservata. S’ipotizza che la Cina preveda di schierare almeno tre brigate di DF-41 nel Paese. La fuga delle immagini sarebbe cronometrata con il giuramento di Trump, nuovo presidente che assumerebbe una postura conflittuale nei confronti della Cina, secondo il Global Times. Prima di assumere la carica, irritò Pechino con la minaccia di porre fine alla ‘Politica di una sola Cina’, che riconosce la Cina continentale unica nazione cinese e respinge la pretese di Taiwan di esserlo. Ha anche detto che avrebbe fatto pressione su Pechino su questioni economiche, come politica monetaria e barriere commerciali. La Cina utilizza abitualmente le dimostrazioni militari per avvertire avversari come gli Stati Uniti. Per esempio, testò una versione autocarrata del DF-41 nel dicembre 2016, mentre l’allora segretario alla Difesa Ashton Carter visitava la portaerei USS John C. Stennis nel Mar Cinese Meridionale.
Il presunto schieramento del DF-41 al confine della Russia non va letta come minaccia alla Russia, secondo l’analista militare Konstantin Sivkov. “I missili DF-41 collocati vicino al confine della Russia sono una minaccia minore che dislocati in profondità nel territorio cinese. Tali missili di solito hanno un grande ‘zona morta’ (zona entro la gittata minima e che non può essere colpita dall’arma)“, ha detto aggiungendo che gli ICBM non potrebbero colpire l’Estremo Oriente della Russia e la maggior parte della Siberia orientale dalla Provincia di Heilongjiang. Il Cremlino concorda con la valutazione dicendo che la Cina è per la Russia “un partner strategico politico ed economico. Certo, le azioni dei militari cinesi, se le notizie sono corrette, rafforzano militarmente la Cina ma senza considerarlo una minaccia per il nostro Paese“, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.5887159bc361887f308b4594

Analista ritiene che i missili cinesi ai confini russi puntano sugli Stati Uniti
Secondo un analista la Cina ha schierato missili balistici intercontinentali vicino la Russia per poter colpire obiettivi negli Stati Uniti, Canada ed Europa
TASS 24 gennaio 2017

La Cina ha schierato missili balistici intercontinentali vicino la Russia per poter raggiungere obiettivi negli Stati Uniti, in Canada e in Europa, afferma il presidente dell’Accademia sui Problemi Geopolitici, Dottore in Scienze Militari Konstantin Sivkov. In precedenza, il quotidiano Global Times aveva detto che la Cina aveva schierato missili balistici intercontinentali di propria progettazione (DF-41) nella provincia nord-orientale di Heilongjiang, al confine con la Russia. “Si tratta di missili di classe intercontinentale dalla gittata efficace di 10-12mila chilometri. La zona morta del missile non è inferiore ai tremila chilometri. Gran parte del territorio della Russia, praticamente Estremo Oriente e Siberia occidentale, non è raggiungibile dal missile“, ha detto Sivkov. La scelta della zona per schierarvi i missili non è opportuna dal punto di vista militare per puntarli contro il territorio russo. “Se fosse stato così, i missili avrebbero dovuto essere schierati in profondità nella Cina continentale o al suo confine meridionale“, spiegava Sivkov. Secondo lui tali missili sono stati dislocati per poter raggiungere obiettivi negli Stati Uniti, Canada ed Europa. “Questa è la risposta della Cina alle minacce del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Inoltre, i missili cinesi potrebbero utilizzare la rotta settentrionale, più vantaggiosa per colpire obiettivi negli Stati Uniti, bypassandone la difesa antimissile“, ha detto Sivkov. L’ICBM a tre stadi a propellente solido DF-41 (Dongfeng-41, conosciuto anche col nome in codice NATO CSS-X-10), è stato progettato dall’Accademia Tecnologica dei Motori a razzo cinese, ed è presumibilmente armato con una testata multipla composta da 10-12 veicoli di rientro a puntamento indipendente.5717507dc36188ed378b45bd

La Cina costruisce una flotta per scacciare gli Stati Uniti dall’Asia
Joseph Thomas New Esterm Outlook 24/01/20170ab809748ba5In molti modi, l’influenza socio-economico e militare della Cina in Asia ha già equilibrato il lungo squilibrio di potere geopolitico nella regione. La stabilità sociale ed economica presentata dall’ascesa della Cina al resto dell’Asia ha permesso di eliminare molti “vicoli ciechi”. Stati Uniti ed alleati europei hanno spesso creato divisioni, distruzioni e opportunità d’intervenire per rovesciare governi. Le ambizioni navali della Cina, in particolare, sono denigrate dagli analisti politico-militari occidentali che credono (correttamente) che le crescenti capacità navali della Cina non potranno mai pareggiare le forze navali globali degli Stati Uniti. Ma è proprio questo il punto. La potenza navale della Cina non è volta a togliere l’egemonia globale agli Stati Uniti sconfiggendoli, ma piuttosto a scacciarli quale potenza egemone regionale in Asia, dove la loro presenza e pluridecennale influenza sferzano e a volte calpestano la sovranità westfaliana. Gli analisti occidentali hanno sottolineato che le capacità oceaniche della Cina sono ridotte rispetto a quelle degli Stati Uniti, e ci vorranno anni alla Cina, se volesse, per pareggiarle. Per esempio, gli analisti sottolineano che la Cina ha una sola portaerei operativa, la Liaoning, contro le 10 statunitensi. Tuttavia, se le ambizioni della Cina non puntano a sopraffare o a competere con la flotta globale degli USA, si limitano a scoraggiare ed infine scacciare la presenza degli Stati Uniti in Asia-Pacifico, e l’attuale flotta è già sufficiente. Gli analisti sottolineano che, quando le attività navali della Cina si svolgono nei pressi delle coste cinesi, i sistemi d’arma terrestri e aerei riequilibrano significativamente il potere militare a favore di Pechino.
La decisione della Cina di creare essenzialmente delle portaerei inaffondabili nel Mar Cinese Meridionale, nella corsa a costruire isole, ha irritato la tramontante egemonia occidentale proprio su tale motivo. Da queste isole, per scelta o costrizione, il potere militare della Cina può essere esercitato contro i mezzi navali occidentali, anche nel caso che una risposta militare formidabile occidentale entrasse in azione. E mentre analisti, politici e demagoghi tentano d’accusare la Cina di costruire le proprie forze trascinando in guerra Pechino e occidente, la realtà è che la guerra si avrà solo se l’occidente non riconoscerà la fine della sua “Age of empires” e dell’influenza ingiustificata che esercitava letteralmente oltreoceano, nell’Asia Pacifico. Al di là della declinante presenza militare statunitense nella regione, molti di coloro che Washington chiama “alleati” dimostrano di gravitare economicamente ed anche militarmente verso Pechino. Questo non è il risultato della forza militare della Cina, ma dell’espansione della propria influenza economica e della diplomazia divergente da quella di Washington. Quando gli Stati Uniti perseguivano una politica in Asia Pacifico basata sulla “costruzione della nazioni”, con l’intervento militare diretto e l’occupazione, le varie coercizioni o usando le loro numerose organizzazioni non governative per costruire istituzioni parallele nelle nazioni alleate, per abbatterne i governi e sostituirli con regimi più malleabili, Pechino puntava su proposte infrastrutturali ed economiche immense, indipendentemente da chi vi fosse al potere.
La Cina non usa i media per moltiplicare l’agitazione politica negli Stati confinanti come fanno gli Stati Uniti nell’Asia-Pacifico, né sostiene o abbatte partiti politici negli Stati vicini come fanno sempre gli Stati Uniti. In altre parole, non importa quanto sembri utile un rapporto con gli Stati Uniti agli Stati dell’Asia-Pacifico, lo spettro della sovversione incombe sempre, laddove nei rapporti con Pechino non è così. E’ ironico quindi, che nonostante la potenza militare degli Stati Uniti, siano fondamentalmente perdenti in diplomazia, ritornando al colonialismo europeo che ne annulla potere ed influenza in Asia Pacifico; quando gli Stati Uniti dovrebbero cominciare a non perseguire una politica estera basata sull’espansione extraterritoriale nell’Asia-Pacifico, non avendo bisogno di potere e influenza sull’Asia-Pacifico, superando la sovranità westfaliana. Le forze navali della Cina, allora, non sono volte ad attraversare il Pacifico e a proiettarne l’influenza sui popoli delle Americhe, ma sono volte a scoraggiare ed eventualmente scacciare le forze statunitensi in Asia. In molti modi, la strategia della Cina già opera e nel tempo avrà inevitabilmente successo. La presenza degli USA in Asia Pacifico, come tutte le potenze imperiali precedenti che tentarono di proiettare influenza a migliaia di chilometri dalle proprie coste, è in una posizione insostenibile. Anche senza una spinta, tale equilibrio precario infine giungerà al termine. La potente flotta navale della Cina, tuttavia, darà la spinta sufficiente a garantirlo prima e nelle condizioni di Pechino.16a8e5b70136Joseph Thomas è redattore capo della rivista di geopolitica thailandese, The New Atlas, collaboratore della rivista on-line “New Esterm Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sviluppo delle Forze Armate Russe, articolo del Ministro della Difesa Shojgu

Sergej Shojgu, Ministro della Difesa della Federazione Russa, VPK, Southfront, 13/01/2017

I principali compiti assegnati alle Forze Armate prima d’iniziare l’operazione in Siria sono stati adempiuti.1448743101_444555Il 2016 ha visto molti importanti eventi legati alla sicurezza del nostro Paese. La portata geografica e la natura delle sfide si sono ampliate. Le Forze Armate hanno svolto un ruolo più importante nelle relazioni internazionali. Invece di concentrarsi sulla lotta al terrorismo, la NATO ha dichiarato che la principale minaccia è la Russia. Il bilancio militare dei Paesi della NATO è aumentato di 26 miliardi di dollari, per un totale di 918 miliardi. La leadership del blocco ha deciso di distribuire quattro gruppi tattici rinforzati nei Paesi baltici e in Polonia, e di posizionare e mantenere una brigata corazzata statunitense nei Paesi dell’Europa orientale. La NATO ha intensificato la sua attività d’intelligence lungo il perimetro della Russia. In dieci anni, il numero totale dei voli di aerei da ricognizione della NATO vicino al confine con la Russia è quasi triplicato, e nel sud-ovest del Paese di otto volte. Per confronto: nel 1990 furono 107; nel 2000 298, nel 2016 852. Questo ha costretto ad aumentare le sortite degli aerei da combattimento del 61 per cento, per impedire le violazioni del nostro spazio aereo nel Mar Baltico, Mar Nero e Artico. La NATO ha intensificato le esercitazioni di due volte, e la maggior parte di esse sono dirette contro la Russia. Al Salisbury Training Ground, le forze armate inglesi hanno iniziato ad indicare il nemico usando carri armati di fabbricazione russa e uniformi del nostro esercito. L’ultima volta che tale metodo di formazione fu utilizzato, fu nella Germania fascista. Il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa è stato reso operativo. Elementi di esso vengono schierati in Giappone e, dal 2017, in Corea del Sud. La versatilità dei lanciamissili Mk-41 è tale che dopo l’installazione è possibile segretamente disporvi missili da crociera “Tomahawk“. Ve ne sono da 150 a 300 ai nostri confini e il loro raggio d’azione è di 2400 chilometri. Il tempo di volo dei missili al confine occidentale della Russia è meno di dieci minuti. E’ stato deciso che questa minaccia sarà neutralizzata. Negli Stati Uniti si attua il programma per modernizzare le bombe nucleari e i loro depositi in Europa. Circa 200 armi statunitensi aggiornate sono schierate in Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia. Tali azioni creano ulteriori rischi per la Russia, a cui non può non rispondere. E’ importante notare che le Forze Armate russe non perseguono la corsa agli armamenti, ma attuano sistematicamente il programma per aggiornarsi, adottato nel 2012.

Il test mediorientale
162 tipi di armi moderne e aggiornate sono stati testati in combattimento in Siria, dimostrandosi altamente efficaci. Tra essi gli avanzati complessi aeronautici Su-30SM, Su-34, Mi-28N e Ka-52. Qui vi è stato il primo uso di munizioni guidate e di missili da crociera navali delle forze russe in condizioni di combattimento, confermandone le caratteristiche tattiche. È importante che una serie di carenze sia stata individuata, senza essere stata svelata nelle prove delle nuove armi. L’acquisto di dieci unità è stata sospesa finché queste carenze saranno eliminate. Come risultato, ne abbiamo notevolmente migliorato la qualità tecnologica e confermato l’affidabilità. I principali compiti assegnati alle Forze Armate prima che l’operazione in Siria fosse lanciata, sono stati adempiuti. L’Aeronautica della Russia ha cambiato il corso della guerra al terrorismo nel Paese, sconfiggendo le principali bande nelle zone di Homs e Hama; scacciando i terroristi da Lataqia e territori a sud e a nord di Damasco; sbloccando l’arteria principale che collega la capitale con il Nord del Paese; e liberando Aleppo e al-Quraytin, di fondamentale importanza. Insieme, i combattenti hanno liberato 12360 chilometri quadrati di territorio siriano e 499 insediamenti. Dall’inizio dell’operazione, l’Aeronautica russa ha effettuato 18800 sortite e compiuto 71000 attacchi alle infrastrutture terroristiche, liquidando 725 campi di addestramento, 405 fabbriche e laboratori di munizioni, 1500 mezzi militari e 35000 terroristi, tra cui 204 capi sul campo. Gli specialisti del Centro Anti-Mine Internazionale (delle Forze Armate russe) hanno bonificato 26853 ordigni esplosivi per una superficie di 1420 ettari. Nella sola Aleppo liberata sono state individuate e distrutte 66000 tonnellate di esplosivo. La partecipazione negli aiuti umanitari della Russia ha visto Nazioni Unite, Armenia, Bielorussia, Serbia, India, Cina e Kazakistan. E proprio a Dayr al-Zur assediata, circa 2500 tonnellate di merci umanitarie sono state paracadutate, anche dell’ONU, utilizzando piattaforme russe.2Comitato di Controllo della Difesa
Prendendo in considerazione l’esperienza in Siria, abbiamo modificato i sistemi di comando e controllo divisionali per truppe e sistemi a livello tattico. Questo ha ridotto il tempo necessario per il processo decisionale e di pianificazione dei comandanti e degli Stati Maggiori. Il lavoro del Comitato Nazionale di Controllo della Difesa è stato portato a un nuovo livello. Un completo monitoraggio è stato realizzato, nonché il coordinamento delle 6500 esercitazioni delle Forze Armate. L’efficienza delle decisioni cruciali è stata migliorata di tre volte. La piattaforma delle informazioni riunisce in un sistema unificato le interazioni di 73 dipartimenti federali, dei governi degli 85 soggetti della Federazione e di 1320 imprese statali e della difesa. Per fare un confronto: il nostro Centro di Controllo della Difesa Nazionale (NDCC) ha un volume dati di 19 volte e una potenza di calcolo di tre volte superiori a quelli del Centro di controllo combinato francese “Balard”. E, a proposito, il Ministero della Difesa ha costruito questo complesso edilizio tre volte più velocemente e 2,6 volte più economicamente dell’equivalente francese. Le Forze Armate adempiono con successo alla missione di garantire la nostra presenza militare nelle regioni strategicamente importanti del mondo. I velivoli a lungo raggio hanno eseguito diciassette pattugliamenti sulle acque del Mar di Norvegia, Mar del Nord, Mar Nero, Mar Giallo, Mar del Giappone, Pacifico occidentale, nord Atlantico e zona artica. Le navi della Marina russa aumentano l’attività. La nostra bandiera è presente nella regione artica, nel Centro-Nord Atlantico e nei Caraibi, per un totale di 121 crociere e prestato servizio operativo regolare nel Golfo di Aden, una zona dove i pirati sono una minaccia. Per quattro anni le Forze del Comando Strategico nelle zone marittime lontane hanno adempiuto alla missione di proteggere gli interessi nazionali della Russia e dei suoi alleati nella regione mediterranea, con 15 navi di superficie di varie classi, in media.

Il rublo è protetto
L’ottimizzazione del sistema degli appalti pubblici della Difesa dello Stato ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi negli appalti della Difesa nel 2016. Dotando le Forze Armate di armi ed equipaggiamenti moderni, aumentando la prontezza delle unità del 58,3 per cento e facilitando la manutenzione del 94 per cento. Ciò è stato permesso dal sistema di controllo del bilancio per i fondi statali negli appalti pubblici per la Difesa. Oggi, l’accesso ai dati da parte delle banche autorizzate avviene in tempo reale, e il Ministero della Difesa può vedere ogni rublo del bilancio quando viene speso e come attraversa ogni anello della catena delle forniture. Con l’introduzione di questo sistema, in senso figurato, non siamo più ciechi, rendendo possibile una politica monetaria più efficace, permettendoci di compiere progressi trimestrali nell’esecuzione degli ordini per la Difesa dello Stato, in accordo con la produzione e i cicli tecnologici. Di conseguenza, il rischio s’è ridotto di tre volte, e i crediti scaduti sono passati da 363 miliardi di rubli all’inizio anno, a 120 miliardi nel periodo attuale.savx9431-900Addestramento massiccio
Cinque esercitazioni improvvise sulla prontezza al combattimento hanno contribuito al miglioramento della formazione del personale e del coordinamento delle formazioni militari. Ogni distretto militare vi ha preso parte, di ogni tipo e ramo dei servizi, con il coinvolgimento attivo delle autorità centrali e dei governi delle unità amministrative della Federazione. La più ambiziosa è stata l’esercitazione del Comando Strategico e dello Stato Maggiore “Kavkaz-2016”. Le unità di quattro armate furono raggruppate da una distanza di 2500 chilometri, raggiungendo il dispiegamento completo dei sistemi di controllo delle truppe nel nuovo teatro. Alla fine, questo ha confermato la capacità dei leader militari di gestire efficacemente i gruppi di nuova formazione, creati in caso di minacce alla sicurezza nazionale nel sud. Le attività di addestramento operativo e al combattimento sono state intensificate. 3630 esercitazioni furono condotte, tra cui 1250 delle forze combinate. Insieme alle manovre internazionali e all’esperienza acquisita in Siria, questo ha migliorato la formazione sul campo delle truppe. Il tasso annuo di voli è salito del 21 per cento. Gli equipaggi delle navi di superficie e dei sottomarini hanno aumentato la loro esperienza in navigazione per 1,7 volte. In questo modo il numero di gruppi tattici navali omogenei ben preparati è aumentato del 27 per cento. E il numero di lanci effettuati dalle truppe aviotrasportate è aumentato del cinque per cento. Il programma delle esercitazioni internazionali si è ampliato includendo 23 specialità militari. 82000 militari vi hanno preso parte, tra cui 3500 provenienti da altri Paesi. Il continuo sviluppo del sistema d’istruzione militare ha contribuito alla maggiore professionalità. Quest’anno il personale docente delle università del Ministero della Difesa è stato ampliato da ufficiali con esperienza al combattimento. Dal 1° settembre, la formazione di studenti e cadetti è passata ai libri di testo elettronici unificati. Tutte le università del Ministero della Difesa sono collegate alle principali risorse informatiche del Paese. La rete d’istruzione pre-universitaria continua ad espandersi. La Scuola Militare Suvorov di Tula è stata aperta. Una catena di comando è stata creata presso la VMU Nakhimov, comprendente la riorganizzazione delle filiali presso le scuole dei cadetti presidenziali di Sebastopoli e Vladivostok. Nel 2017 il sistema sarà completato da una filiale a Murmansk. E a Petrozavodsk aprirà una scuola per cadetti presidenziale. Con il sostegno del Ministero della Difesa è stato istituito il Movimento pubblico militar-patriottico pan-russo JunArmija (Gioventù dell’Esercito). Oggi ha raggiunto quasi tutte le parti della Federazione e guadagna popolarità tra i giovani.

JunArmija

JunArmija

Un’offensiva sociale
Una priorità nel 2016 è stata risolvere alcune questioni dei servizi sociali per i militari. Siamo passati in modo pianificato a fornire alloggi permanenti. Abbiamo un maggior numero di appartamenti per militari. In un anno, 28500 persone ne hanno ricevuto uno. Inoltre, un fondo speciale del Ministero della Difesa comprendeva 12100 unità abitative. Tenendo conto della decisione di aumentare l’integrazione dei subaffitti al livello reale, il problema è stato risolto.
– Continuo sviluppo del sistema dei mutui. Nel 2016, 21000 soldati vi hanno partecipato. La dimensione media degli appartamenti acquistati era di 60 metri quadrati, il 20 per cento al di sopra del valore del momento.
– Miglioramento sostanziale di accessibilità e qualità dell’assistenza sanitaria. La fornitura di attrezzature moderne per 83 tipi di cure mediche ad alta tecnologia messe disposizione, rendendo possibili operazioni specifiche.
– La capacità dei centri di cura e delle strutture sanitarie è stata aumentata, triplicando il numero di militari che hanno avuto la riabilitazione medica e psicologica. Praticamente tutti coloro che avevano bisogno di ricevere cure.
– Misure per lo sviluppo del complesso edilizio militare sincronizzando le infrastrutture con la ricezione di armi e attrezzature militari. Oggi, la necessità di strutture militari, tenendo conto del deterioramento dei fondi, ammonta a 30 milioni di metri quadrati. In un anno, 2550 edifici e strutture sono stati costruiti, per una superficie totale di 2,7 milioni di metri quadrati, cioè il 18 per cento in più rispetto al periodo precedente. Per un confronto: nel 2010-2012 furono costruite 210 strutture. L’uso delle moderne tecnologie ha dimezzato il tempo necessario per costruire ricoveri per mezzi, abitazioni, centri sanitari e caserme, riducendo i costi di costruzione delle opere del Ministero della Difesa a meno di 30000 rubli al metro quadrato, il più basso in tutto il Paese.
– Abbiamo effettuato una grande riforma complessiva. La Spetsstroy della Russia è stata abolita. Le Forze Armate hanno otto aziende statali federali che costruiscono strutture specifiche per il Ministero della Difesa. Questo ha rimosso i collegamenti intermedi e gli intermediari, e il numero del personale amministrativo è stato dimezzato.
– Stiamo completando lo sviluppo del territorio artico. Il lavoro è stato completato sulle Isole della Nuova Siberia, dell’arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe e della Novaja Zemlja. La costruzione è in corso di stazioni radar e punti di orientamento aeronautici sull’isola della Terra di Alexandra, dell’isola di Wrangel e di Capo Schmidt.
– La bonifica ambientale è stata completata nella regione artica nella zona del terminal Alykel (Pevek), sulla Novaja Zemlja, e sulle isole Kotelnyj e Wrangel. In totale 165 ettari sono stati bonificati e 6500 tonnellate di rottami metallici rimosse.
– Le truppe ferroviarie completano la costruzione della tratta Zhuravka-Millerovo, bypassando l’Ucraina. La massicciata è pronta. Le dimensioni delle opere sono pari a nove milioni di metri cubi. Su 84 km di pista, 23 km sono già stati gettati. L’opera sarà completata entro settembre 2017.
– Nel Parco “Patriot” il Ministero della Difesa ha svolto 14 eventi (convegni e mostre) nel 2016. Il più significativo è stato il forum tecnico-militare internazionale “Army 2016”, in cui le delegazioni di 70 Paesi e più di mille aziende hanno partecipato, dissipando il mito che la Russia soffra dell’isolamento internazionale e dimostrando la potenza degli armamenti nazionali.

dsc04709Piano per il 2017
Nel 2017, il Ministero della Difesa dovrà affrontare diverse priorità. Innanzitutto:
– Continuare ad ampliare l’operatività delle Forze Armate.
– Prendere misure per rafforzare le Forze Armate nelle aree strategiche occidentali, meridionali ed artiche.
– Assicurare la disponibilità puntuale e rigorosa nell’adempimento delle acquisizioni per la Difesa nel 2017 e avere il 60% delle unità pronte dotate di armi e attrezzature militari avanzate.
– Mettere in servizio operativo nelle Forze Missilistiche Strategiche (RVSN) tre reggimenti missilistici strategici, dotati di sistemi moderni.
– Mettere in servizio cinque sistemi aeronautici strategici aggiornati.
– Consegnare all’esercito due brigate di complessi missilistici Iskander-M e riarmare tre divisioni della difesa aerea tattica con i missili da difesa aerea Tor-M2.
– Garantire la fornitura di 905 carri armati e mezzi corazzati moderni.
– Consegnare all’Aeronautica e all’Aviazione Navale 170 aeromobili nuovi e modernizzati.
– Riarmare quattro reggimenti antiaerei con i missili S-400.
– Mettere in linea otto navi di superficie e nove imbarcazioni da combattimento per la Marina.
– Fornire alle truppe costiere quattro complessi missilistici Bal e Bastion.
– Assicurarsi l’entrata in servizio dei tre centri radar da combattimento di Enisejsk, Barnaul e Orsk.
– Lanciare la seconda navicella spaziale del Sistema Spaziale Unificato.
– Completare il lavoro militar-patriottico tra i giovani.
– Tenere un congresso del Movimento pubblico militar-patriottico pan-russo JunArmija.

Sergej Shojgu, Ministro della Difesa della Federazione Russa1470388340-schermata-2016-08-05-11-07-01

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Missione compiuta: la portaerei Admiral Kuznetsov torna a casa

Alexander Mercouris, The Duran  6/172016

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo la portaerei della Marina russa Admiral Kuznetsov rientra in Russia per un esteso aggiornamento. Una volta completato, la Kuznetsov sarà schierata in Mediterraneo in modo semi-permanente.
Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo il Ministero della Difesa russo confermava che la flotta russa inviata nel Mediterraneo orientale in autunno, tra cui la portaerei Admiral Kuznetsov e l’incrociatore da battaglia lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij, rientravano in Russia. Questi erano i piani. Non c’è mai stato alcun suggerimento che lo schieramento non fosse temporaneo. La parte che la flotta russa ha giocato nella battaglia di Aleppo è difficile da valutare. Tuttavia è improbabile che sia stata decisiva o significativa. Il dispiegamento della flotta sembra volta a fornire esperienza alla flotta russa sulle operazioni di combattimento imbarcate, una cosa completamente nuova per la Russia, mentre rafforzava le difese aerea russe in Siria nel momento della battaglia decisiva in Siria, quando c’erano minacce da certi ambienti d’interferire nelle operazioni stabilendo una no-fly zone. In altre parole, la missione della flotta era una combinazione di esercitazione e di deterrenza, ed ha avuto successo su entrambi gli aspetti. I media russi già prima dello schieramento dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo orientale suggerivano che dopo aver completato la missione sarebbe stata sottoposta ad importanti modifiche, comportanti la sostituzione dei motori poco efficienti e la sistemazione dei vari problemi dei sistemi che affliggono la nave da sempre. Soprattutto certi noti problemi come, ad esempio, i sistemi di riscaldamento e idrici, e i russi ora sono consapevoli degli ulteriori problemi dei cavi di arresto (che hanno causato almeno due incidenti) e senza dubbio di altri problemi di cui non sappiamo nulla.
I russi ora sanno di risolverli, come avevano pianificavano per dopo lo schieramento. Il risultato sarà una nave da guerra più potente ed efficiente, una volta completato l’aggiornamento, ma ci vorranno anni. Una volta completati i lavori, vi è la possibilità che l’Admiral Kuznetsov sia schierata nel Mediterraneo in una base semi-permanente. L’Admiral Kuznetsov, essendo una portaerei convenzionale di medie dimensioni, si adatta meglio alle condizioni del Mediterraneo che non a quelle del Nord Atlantico. Nel Mediterraneo è un potente simbolo della volontà politica e della forza navale russa, mentre nel Nord Atlantico è un nano data l’inferiorità numerica verso le molto più potenti e numerose superportaerei nucleari della marina degli Stati Uniti, dove il suo ruolo è meno evidente. I russi hanno affermato che l’impianto di riparazione nel porto siriano di Tartus, attualmente in fase di ampliamento come base navale effettiva, potrà ospitare portaerei. Probabilmente l’Admiral Kuznetsov vi sarà basata.9z4yd1e

La Cina schiera la sua prima portaerei, avvertendo gli Stati Uniti
Alexander Mercouris, The Duran 6/1/2016

Mentre salgono le tensioni, i media cinesi avvertono gli Stati Uniti sulla gara navale 50ennale per il controllo del Pacifico, mentre la Cina schiera la sua prima portaerei nel Mar Cinese Meridionale.e5447d360adfMentre la portaerei russa Admiral Kuznetsov rientra dopo l’impiego operativo nel conflitto in Siria, la portaerei gemella cinese Liaoning (ex-Varjag) compie la prima crociera. Il Ministero della Difesa cinese ha descritto lo scopo della crociera della Liaoning come “ricerca scientifica, sperimentazione e formazione“. In altre parole, si tratta soprattutto di addestramento destinato a familiarizzare i cinesi con le operazioni aeronavali in vista delle molto più grandi portaerei cinesi in costruzione. Non solo questo però. I cinesi hanno volutamente schierato la Liaoning nel Mar Cinese Meridionale, punto di tensioni con gli Stati Uniti. La sua presenza ha ovviamente lo scopo di rivendicare ai cinesi il Mar Cinese Meridionale e ricordare a Stati Uniti e altre potenze navali del Pacifico la realtà della potenza cinese in questo settore. I cinesi usano la Liaoning come manifestazione politica ed hanno maggiori piani per quella che è, per ora, la loro unica portaerei; ciò è confermato da un editoriale del quotidiano cinese Global Times, noto per riflettere le opinioni della dirigenza cinese.
Il ruolo della Liaoning non si limiterà ai test tecnologici militari. Va anche verificato il ruolo geopolitico delle portaerei cinesi e la risposta delle grandi potenze al rafforzamento della Marina militare della Cina. Le portaerei sono strumenti strategici che dovrebbero essere usati per mostrare al mondo la forza della Cina e modellare l’atteggiamento del mondo nei confronti di essa. E non sono costruite solo per la guerra, ma le portaerei cinesi devono partire per un lungo viaggio. Gli interessi fondamentali della Cina sono principalmente sugli oceani, l’azione delle portaerei va al di là delle aree limitrofe. La rivalità va estesa nelle aree più ampie in modo da allentare la pressione al largo della Cina. Pur avendo nella flotta una sola portaerei, la Cina ora dovrebbe avere la capacità e il coraggio di proiettarsi sugli oceani. Dovrebbe non solo superare la prima catena di isole, ma anche la seconda e operare in acque dove la flotta cinese non ha mai incrociato. La flotta cinese navigherà nel Pacifico orientale, prima o poi. Quando la flotta di portaerei della Cina apparirà al largo degli USA, un giorno, si penserà in modo intenso sulle regole marittime. La navigazione oceanica della flotta di portaerei cinese non ha per scopo provocare gli Stati Uniti o ridisegnare la struttura strategica marittima. Ma se la flotta potrà entrare nelle aree in cui gli Stati Uniti hanno interessi fondamentali, la situazione con cui gli Stati Uniti fanno unilateralmente pressioni sulla Cina cambierà. La Cina dovrà accelerare il varo delle nuove portaerei, in modo da attivarle per il combattimento. Inoltre, la Cina deve pensare ad istituire punti di rifornimento per la Marina in Sud America, in questo momento. I cinesi amano la pace, ma i militari cinesi devono essere risoluti. La Cina non è facilmente irritabile, ma una volta che lo sarà, adotterà contromisure. La Liaoning e la sua flotta parteciperanno a una competizione geopolitica spietata e diverranno portabandiera della Marina militare cinese”.
Questo è un avvertimento diretto della volontà cinese ad affrontare gli Stati Uniti nella corsa agli armamenti navali nel Pacifico, con la Marina militare cinese pronta a sfidare quella degli Stati Uniti, mai messa in discussione dalla sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale. Inoltre i cinesi discutono apertamente di stabilire punti logistici per la loro Marina militare in Sud America (ci si chiede in quali Paesi) in un modo che alcun altra potenza, neanche URSS o Giappone, hanno mai fatto prima. Nonostante le garanzie della redazione che la Cina “non mira a provocare gli Stati Uniti” con queste mosse, è impossibile immaginare altra sfida geopolitica e militare-strategica che rischi di provocare di più gli Stati Uniti. Per la prima volta nella storia moderna, gli Stati Uniti affronterebbero una sfida militare diretta al largo delle loro coste e nel proprio cortile di casa. Vi è ampio dibattito sull’utilità militare delle portaerei, con l’affermazione spesso fatta che siano oggi militarmente obsolete essendo sempre più vulnerabili ai missili antinave. Mentre ciò sembra essere una forzatura, ha probabilmente una verità nella vasta area del Pacifico, dove le flotte hanno maggiori probabilità di essere schierate oltre la gittata dei missili antinave terrestri e aerei. Fu dopo tutto contro il Giappone, nel Pacifico, durante la Seconda Guerra Mondiale, e non contro la Germania o l’URSS nell’Atlantico nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda, che la portaerei ebbe il suo maggiore impiego. Infatti il principio che i militari spesso si preparano sull’ultima guerra, piuttosto che su quella successiva, è una critica forse valida della Marina degli Stati Uniti, costruita su una flotta di portaerei durante la guerra fredda, più adatta alla guerra contro uno Stato insulare dipendente dal commercio come il Giappone che contro l’autosufficiente superpotenza continentale sovietica a cui in realtà si contrappose. Mentre la minaccia del rafforzamento navale cinese nel Pacifico è la sfida probabilmente più vicina a quella cui la Marina degli Stati Uniti si è preparata a combattere, c’è una differenza cruciale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le le risorse industriali e tecnologiche del Giappone si ridussero. Oggi, al contrario, la Cina, rivale degli Stati Uniti nel Pacifico, ha risorse industriali superiori quelle degli Stati Uniti. Ovviamente a causa dell’enorme vuoto da colmare, l’equilibrio navale nel Pacifico ancora favorisce enormemente gli Stati Uniti. Tuttavia, in un successivo editoriale, il Global Times chiariva la decisione della Cina nel costruire le proprie forze navali nel Pacifico, per raggiungere una posizione navale dominante, anche se richiedesse cinquant’anni. “La Liaoning è utilizzata per la ricerca scientifica e prepararsi per la portaerei interamente di fabbricazione cinese in costruzione. La Cina ha una lunga strada da percorrere per costruire una propria difesa su portaerei. Per almeno mezzo secolo, la Cina non smetterà la costruzione della propria difesa. E’ chiaro che nel 21° secolo l’ascesa della Cina è la nuova normalità”.
Date le maggiori, e crescenti, risorse della Cina, questa è una sfida che gli Stati Uniti nel tempo semplicemente non potranno vincere, e i cinesi lo sanno. Vi è naturalmente un forte postura in tutto questo. Proprio mentre Donald Trump si avvicina a Taiwan per spingere la Cina a fare concessioni, gli avvertimenti cinesi sulla corsa agli armamenti navali nel Pacifico sono un monito agli Stati Uniti a venire a patti o affrontarne le conseguenze. In effetti lo stesso editoriale del Global Times dice tanto, “La Cina è diventata uno dei Paesi più potenti del Pacifico occidentale, ma non chiede più diritti. Gli interessi fondamentali della Cina non si sono ampliati, ed è aperta a negoziati su tutte le controversie. La Cina non affronterà l’alleanza USA-Giappone in acque oceaniche, mentre essi non sfideranno gli interessi fondamentali della Cina. La Cina infliggerà un duro colpo a chi agisse arbitrariamente nelle sue zone marittime”. Mentre la Cina e gli USA di Trump si preparano ad affrontarsi, vi è l’avvertimento appena velato che nel guanto di velluto cinese c’è un pugno di ferro. Donald Trump, autore dell’Arte degli affari, si spera comprenda e ne prenda nota.china-liaoning-2016-1-a

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

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Intanto, Washington a fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei...

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora