L’intercettore più veloce del mondo entra in servizio nelle Forze Aerospaziali della Russia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 03/12/2016s_miroshnichenko_mig-31bm_03_1601Il 30 novembre, tre squadroni di caccia-intercettori MiG-31BM atterravano nella base aerea Tsentralnaja Uglovaja, presso Vladivostok, entrando in servizio nell’Aeronautica russa. Il nuovo velivolo sostituirà i Su-27SM e le precedenti versioni dei MiG-31. I primi 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati ai militari ad aprile. Le Forze Aerospaziali della Russia riceveranno 130 MiG-31BM. 12-13 aviogetti saranno sottoposti all’ammodernamento nella versione BM ogni anno. Secondo il Viceministro della Difesa russo Jurij Borisov, dopo la modernizzazione, l’aereo rimarrà in servizio per 40-50 anni. Il MiG-31 (Foxhound) è un aereo da combattimento biposto a lungo raggio ad alta velocità e alta quota sviluppato sulla base del solido intercettore MiG-25 Foxbat. Fu progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth e altri obiettivi che volino a tutte le quote possibili, di giorno o di notte e in condizioni meteo avverse. Il MiG-31BM è uno dei pochi aerei in grado di intercettare e distruggere i missili da crociera che volano a quote estremamente basse. L’aggiornamento BM consentirà ai MiG-31 di rimanere in servizio fino al 2030. Secondo il capitano Vladimir Matveev, portavoce del Distretto Militare Orientale, le capacità operative del velivolo sono aumentate di 2,6 volte con la modernizzazione. Classificato intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato può distruggere bersagli aerei e terrestri. L’aereo è propulso da due motori a basso consumo D-30F6 dalla velocità massima di 2883km/h ad alta quota e circa 1554 km/h a bassa quota. Il MiG-31 può superare la barriera del suono durante il volo livellato o in cabrata, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può volare a velocità supersonica a quote medie e alte senza accendere i postbruciatori. Può accelerare fino a 2500 km/h e alla velocità massima è più veloce di qualsiasi aereo simile nel mondo, di almeno 500 chilometri all’ora. L’autonomia del MIG-31 in volo supersonico è limitata solo dal rifornimento. Il raggio operativo, a seconda della velocità, varia da 708 chilometri a 1448 km. Durante le esercitazioni, l’aereo ha conseguito il record del più lungo volo non-stop, volando sette ore e quattro minuti coprendo la distanza di 8000 km dalla regione di Krasnojarsk in Siberia alla regione di Astrakhan, nel sud della Russia, con tre aero-rifornimenti effettuati lungo il volo.
mig-31-bm-564x272 Il sistema di gestione delle armi e radar Zaslon-M, sviluppato dall’Istituto di Ricerca Scientifico e Progettazione V. Tikhomirov, offre un maggiore campo di rilevamento dei bersagli, 320 km, e di tiro, 280 km. Il sistema può rilevare un caccia a una distanza di 320 km ed ingaggiarlo ad una distanza di 280 km. Il radar aggiornato può tracciare 24 velivoli e inseguirne 10 simultaneamente. Il Zaslon-M consente l’impiego di missili aria-aria, bombe intelligenti e missili anti-radar. L’equipaggiamento comprende datalinks protetti digitali come l’RK-RLDN per le comunicazioni con i centri di controllo a terra. L’APD-518 consente a una formazione di quattro MiG-31 di scambiarsi automaticamente i dati radar volando a 200 km di distanza tra essi. E’ anche possibile guidare altri aerei sugli obiettivi tracciati dal MiG-31BM. Un gruppo di 4 di questi aeromobili può controllare uno spazio aereo ampio 800-900 km. Il MiG-31BM può svolgere anche il ruolo di piattaforma aerea di primo allarme (AEW) liberando gli aeromobili AEW A-50 per altre missioni. L’aereo è dotato di 10 missili R-37M o RVV-BD dal raggio d’azione di 320 km. La gittata è 189 km contro gli aerei invisibili. Il missile è progettato per abbattere aerei AWACS e C4ISTAR, mantenendo la piattaforma di lancio fuori dalla portata di qualsiasi caccia che protegga il bersaglio. Può attaccare obiettivi che voltano a quote dai 15 metri ai 25000 metri. L’R-37M dovrebbe rintracciare i propri obiettivi con un sistema di guida radar semi-attivo e attivo. L’R-37M può anche utilizzare la modalità lancia e dimentica, in cui è completamente indipendente dalla piattaforma di lancio. La testata ad alto esplosivo a frammentazione è enorme, 60 kg, capace di abbattere grandi aerei. La velocità è incredibilmente alta, 7350 chilometri all’ora o Mach 6. Il MiG-31BM è inoltre dotato di un cannone a tiro rapido a sei canne. In modalità operativa aria-superficie, il caccia può essere utilizzato per mappare il terreno e attaccare bersagli a terra e in mare utilizzando un’ampia gamma di missili e bombe guidate. Può essere equipaggiato con missili anti-radar Kh-31 e Kh-25, missili aria-superficie Kh-59 e Kh-29, bombe guidate KAB-1500 o KAB-500 a guida TV o laser. Il carico bellico massimo è di 9000 kg.
In grado di svolgere missioni d’intercettazione a lungo raggio, attacchi di precisione e soppressione delle difese, l’aereo è tra i primi dieci del mondo. La versione MiG-31BM formerà la spina dorsale delle difese aeree della Russia.d_pichugin_mig-31bm_domna_1200La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
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Il caccia invisibile statunitense F-22 Raptor perde il rivestimento antiradar
South Front  03/12/2016

Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, utilizzati dall‘US Air Force in Siria, perdono il rivestimento radar-assorbente. Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, che partecipano all’operazione in Siria, perdono il rivestimento antiradar, secondo il sito Aviation Week. Il rivestimento radar-assorbente del velivolo si deforma e si stacca. Secondo l’US Air Force, le condizioni climatiche in cui operano gli aerei da guerra sono tra le ragioni delle difficoltà. Secondo il responsabile del programma F-22 della Lockheed Martin, John Cottam, le grinze e il distacco del rivestimento sono dovuti alla perdita di rigidità liquefacendosi. Notava anche che il processo viene accelerato da fattori come pioggia e sabbia. In precedenza, i piloti degli Stati Uniti si lamentavano della distruzione del rivestimento radar-assorbente al contatto con carburante e lubrificanti. Nel 2009, un ex-ingegnere della Lockheed Martin, Olsen Derrol, accusò la compagnia di applicare diversi strati del rivestimento radar-assorbente per nascondere il fatto che il rivestimento ‘invisibile’ si stacca facilmente dalla fusoliera degli aerei su azione di acqua, olio e carburante. I progettisti dell’F-22 Raptor affermano di aver creato una nuova formula, più stabile, e di applicarla sui 186 aerei da combattimento prodotti, nelle operazioni di manutenzione. Secondo stime preliminari, il processo richiederà almeno tre anni.f-22-raptorTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai trasforma l’Eurasia

Ariel Noyola Rodriguez, Russia Today

L’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai è sulla strada per passare dalla cooperazione su sicurezza e difesa, ad unire gli sforzi in campo economico e finanziario. Nel corso del 15.mo vertice tenutosi ai primi di novembre, il Primo ministro della Cina, Li Keqiang, ha proposto ai membri del gruppo la creazione di una zona di libero scambio e di una banca di sviluppo regionale, che aumenterebbero l’influenza di Pechino e Mosca in una regione che, secondo un’importante geostratega degli USA, definirà il futuro dell’egemonia globale.
xxjidwe005001_20161110_bnmfn0a001_11nZbigniew Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Jimmy Carter, scrisse nel 1997 nel libro “La Grande Scacchiera: il primato americano e i suoi imperativi geostrategici”, che una delle condizioni per gli Stati Uniti di mantenere l’egemonia globale era impedire, a tutti i costi, l’emergere di una potenza avversaria nell’Eurasia. Oggi, Washington non solo non ha più il controllo su questa zona, ma i cinesi, insieme ai russi, costruiscono un grande circuito economico e finanziario tra i Paesi della regione. I media occidentali hanno per lo più nascosto che, ai primi di novembre, il Primo ministro della Cina Li Keqiang visitava diversi Paesi dell’Asia centrale, per poi atterrare a Bishkek (Kirghizistan), dove partecipava al 15.mo vertice dei capi di governo della Shanghai Cooperation Organisation (SCO). La SCO, che copre 300 milioni di chilometri quadrati (circa il 60% dell’Eurasia) ed ospita un quarto della popolazione mondiale, attualmente comprende Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. India e Pakistan vi aderiscono con un processo che dovrebbe completarsi al vertice di Astana nel giugno 2017. Anche se in origine fu concepita dal punto di vista militare e della sicurezza, oggi la SCO riguarda anche la cooperazione economica e finanziaria. Proprio come il commercio internazionale ha registrato la peggiore performance dalla crisi finanziaria del 2008, per i Paesi della SCO è necessario l’urgente rafforzamento dei legami, sia commerciali che negli investimenti. Per affrontare il rallentamento economico globale, è urgente che i Paesi emergenti rafforzino le relazioni sud-sud (tra i Paesi della periferia), per ridurne la dipendenza dalle nazioni industrializzate, oggi immerse nella stagnazione.
La proposta del Primo ministro della Cina di creare la zona di libero scambio tra gli aderenti alla SCO, punta precisamente all’integrazione orizzontale delle filiere produttive della regione eurasiatica. Nel momento in cui la Cina accelera il riorientamento dell’economia verso il mercato interno, diminuendo così la prevalenza dei massicci investimenti e della crescita del commercio estero, per gli altri Paesi della SCO è questione di prim’ordine cercare di saltare alla produzione ad alto valore aggiunto. D’altra parte, credo che la SCO debba esplorare la possibilità di unire le forze con altri programmi d’integrazione attuali, cercando di consolidarsi. L’eliminazione delle barriere tariffarie potrebbe consentire ai Paesi della SCO d’incrementare sostanzialmente i flussi commerciali e gli investimenti con i blocchi regionali cui aderiscono le economie emergenti; per esempio l’Unione eurasiatica economica (UEE, composta da Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan) o l’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN). E’ essenziale, in parallelo, che le strategie d’integrazione economica regionale guidate da SCO e UEE cerchino di stabilire al più presto possibili alleanze con le zone di libero scambio che la Cina guida nel continente asiatico, cioè trovare punti di convergenza, per esempio, con l’Accordo economico pan-regionale (RCEP).
A mio avviso, il ruolo della Cina nei flussi commerciali mondiali offre enormi vantaggi ai Paesi dell’Eurasia, tuttavia, non si tratta solo di vendere merci in uno dei mercati più dinamici nel mondo, ma anche di acquistare beni a prezzi molto più bassi. Inoltre, va notato che durante l’incontro con gli omologhi della SCO, Li avanzava la proposta d’implementare una banca di sviluppo regionale e di un fondo di credito speciale, strumenti che, a suo avviso, soddisferanno le esigenze finanziarie della regione eurasiatica. Se si materializzassero, queste istituzioni si aggiungerebbero alle istituzioni finanziarie guidate dalla Cina, avviate negli ultimi anni: Nuova Banca per lo sviluppo dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) e Banca per gli investimenti per lo sviluppo infrastrutturale asiatico (AIIB). E’ importante notare che tutte queste iniziative hanno per obiettivo principale convogliare i risparmi dei Paesi emergenti verso il finanziamento delle più ambiziose iniziative economiche e geopolitiche della Cina in questi ultimi tempi: ‘Cintura e Via’ (‘One Belt, One Road‘), una vasta rete di trasporti collegante i Paesi di Est, Sud e Sud-Est asiatico con Medio Oriente, Nord Africa e continente europeo. La RPC conferma, ancora una volta, che l’integrazione economica dell’Asia è una delle sue priorità strategiche. Sebbene l’amministrazione Obama abbia lanciato la “dottrina del perno” nel 2011, una missione strategica della difesa per contenere l’ascesa della Cina a grande potenza, i leader di Pechino hanno agito in modo più efficace, consolidando la leadership regionale. Ora, sembra che l’avvertimento di Brzezinski di venti anni fa sia divenuto una realtà dolorosa per gli USA. La SCO sostenuta in modo deciso da Cina e Russia, guida la grande trasformazione dell’Eurasia…xxjidwe005001_20161110_bnmfn0a002_11nTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Gruppo della portaerei Admiral Kuznetsov diretto verso la Siria

Sputnik 15/10/ 2016

La Flotta del Nord della Marina russa annunciava che un gruppo di navi da guerra guidato dalla portaerei Admiral Kuznetsov, completa di armi e aerei, lasciava il porto di stazionamento per aderire all’operazione russa contro lo Stato islamico in Siria.22proxyL’Admiral Kuznetsov lasciava il porto di Severomorsk alle 15:00 del 15 ottobre, iniziando il lungo viaggio nel nord-est Atlantico verso il Mar Mediterraneo orientale. La portaerei, ufficialmente classificata dalla Marina russa incrociatore portaerei, è accompagnata dall’incrociatore pesante lanciamissili della classe Kirov Pjotr Velikij, dai cacciatorpediniere Vitseadmiral Kulakov e Severomorsk, e da navi di supporto. I velivoli dell’Admiral Kuznetsov comprendono le versioni navali del caccia per superiorità aerea Su-33 e gli elicotteri antisom Ka-27/Ka-29. Il mese scorso fu detto che i Su-33 sarebbero stati dotati del sistema di puntamento ultra-preciso SVP-24, utilizzato con successo da altri aeromobili nell’operazione antiterrorismo russa in Siria. 4 caccia multiruolo uymx_qlhdocMiG-29K si sono aggiunti all’arsenale della nave, insieme a diversi elicotteri da ricognizione e combattimento Ka-52K. Questi ultimi erano originariamente progettati per le operazioni a bordo delle navi d’assalto anfibio di costruzione francese Mistral, la cui consegna Parigi rinviò e poi annullò nel 2014. Gli elicotteri sono dotati di missili aria-aria e aria-terra, come anche di bombe e cannoni automatici. I MiG si prevede usino bombe intelligenti della famiglia KAB-500 con sistema di navigazione satellitare Glonass, e che possano anche essere dotati dei missili antinave subsonici Kh-35. Oltre ai velivoli, l’Admiral Kuznetsov è dotati di 12 lanciamissili per i missili da crociera antinave Granit, del sistema missilistico antiaereo Kinzhal (4 moduli e 192 missili) e del sistema d’arma ravvicinato Kortik, con 8 moduli, 256 missili e 48000 proiettili. L’Admiral Kuznetsov, costruita nel cantiere sul Mar Nero di Nikolaev, Ucraina, nel 1985, è lunga 306 metri, larga 75 metri e ha un dislocamento di 60000 tonnellate. Nel 2012, la nave entrò nei cantieri Sevmash di Severodvinsk per aggiornamento ed ammodernamento completati poco prima dello schieramento nel Mediterraneo. La nave ha un’autonomia di 15000 km e un equipaggio di 1960 effettivi, tra cui 518 ufficiali e 210 sottufficiali.
Il mese scorso, il Ministro della Difesa Sergej Shojgu annunciava che la Russia avrebbe inviato il gruppo navale dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo per rafforzare la presenza navale russa nella regione. Da allora il gruppo navale russo nel Mediterraneo orientale consiste in 6 navi da guerra e 4 navi di supporto. Il 6 ottobre, la corvetta lanciamissili Mirazh, armata di missili da crociera Kalibr, lasciava Sebastopoli per le coste siriane. Tre giorni prima, 2 corvette, Serpukhov e Zeljonij Dol, lasciavano il Mar Nero per schierasi nel Mediterraneo. Durante il viaggio verso gli obiettivi, i terroristi dello SIIL, l’Admiral Kuznetsov sarà raggiunta da un sottomarino nucleare e da bombardieri strategici Tu-160, per manovre antipirateria e antiterrorismo. Il dispiegamento operativo anti-SIIL sarà storico, essendo il primo dispiegamento operativo di una portaerei russa.11cuvy7lyxgaamqqfGli aerei della portaerei russa effettueranno attacchi ‘ultraprecisi’ contro lo SIIL
Sputnik  02/09/2016

1026963248I caccia da superiorità aerea Sukhoj Su-33 della portaerei russa Admiral Kuznetsov, che sarà schierata presso le coste siriane a novembre, avranno un sistema di puntamento ultra-preciso noto come SVP-24, secondo le Izvestija che citano una fonte anonima del Ministero della Difesa russo. Il sistema, sviluppato dall’azienda della difesa Gefest&T, permetterà agli aerei da guerra russi di sganciare bombe non guidate con la stessa precisione di quelle guidate. Inoltre, il caccia multiruolo di 4.ta++ generazione Mikojan MiG-29K recentemente unitosi all’arsenale dell’Admiral Kuznetsov, impiegherà bombe guidate e missili contro obiettivi terroristici in Siria, aggiungeva il giornale. L’unica portaerei della Russia farà parte di un gruppo operativo di superficie che si trasferirà in Siria a novembre. Il gruppo aereo a bordo dell’Admiral Kuznetsov comprenderà 10 Su-33 e 4 MiG-29K, dettaglia il giornale. “I Su-33 dotati dell’SVP-24 effettueranno attacchi utilizzando le bombe stupide“, affermava la fonte del giornale. “Tuttavia, l’elenco delle armi che i MiG-29 useranno non è stato ancora completamente specificato, ma includerebbe bombe intelligenti della famiglia KAB-500, come quelle che utilizzano il sistema di navigazione satellitare GLONASS, e missili Kh-35“. L’SVP-24 ha il compito di determinare la traiettoria ottimale per sganciare una bomba, utilizzando la posizione dell’aereo, parametri di volo e dati del bersaglio. Si è già illustrato nella campagna antiterrorismo russa nel Paese arabo assediato. “I Su-24 dotati dell’SVP-24 sono il cavallo di battaglia delle Forze Aerospaziale russe in Siria“, affermava l’analista della difesa Anton Lavrov, aggiungendo che il sistema è una valida alternativa alle munizioni a guida GPS, popolari in occidente. Inoltre, la soluzione russa è più conveniente rispetto a prodotti analoghi sviluppati altrove.
L’analista statunitense noto come The Saker ha spiegato come funziona il sistema SVP-24, che confronta la posizione del velivolo e dell’obiettivo misurando parametri ambientali, come umidità, velocità del vento, angolo d’attacco, ecc. Può ricevere dati aggiuntivi da aerei AWACS, stazioni a terra e altri aerei. Il sistema quindi “calcola un ‘pacchetto’ (velocità, quota, rotta) entro cui le bombe stupide vengono sganciate automaticamente ed esattamente nel momento preciso in cui il loro volo senza guida li porta dritto sul bersaglio (con una precisione di 3-5m)“, aggiungeva l’analista. “In termini pratici ciò significa una bomba ‘stupida’ vecchia di 30 anni può essere sganciata da un aereo russo di 30 anni con la stessa precisione di una nuova bomba guidata sganciata da un avanzato bombardiere moderno”, osservava l’esperto.cutbm4awiaad3ei-jpg-largeTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il trionfante vertice indo-russo di Goa

Ajay Kamalakaran, RIR, 15 ottobre 2016
India e Russia, infine, firmano un accordo per il sistema missilistico di difesa aerea S-400 Trjumf. I Paesi firmano anche altri 15 accordi dall’energia alle città intelligenti.
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India e Russia, il 15 ottobre, hanno firmato 16 contratti al 17.mo vertice bilaterale annuale, nello Stato occidentale indiano di Goa. Gli accordi vanno dalla difesa all’energia, tra cui l’attesissimo accordo per l’acquisto del sistema missilistico di difesa aerea S-400 Trjumf. Anche se i dettagli immediati dell’accordo per acquisire il sistema di difesa missilistica non sono disponibili, è opinione diffusa che l’India vi spenderà 5 miliardi. Nuova Delhi ha inoltre accettato di acquistare 3 fregate Proekt 11356. L’India ha 6 fregate classe Talwar, precursori del Proekt 11356, costruite presso il cantiere Jantar di Kaliningrad. Su un programma televisivo della rete indiana Doordarshan, l’ex- ambasciatore indiano in Russia, Ajai Malhotra, elogiava l’efficienza delle fregate furtive russe.

Make in India
Nella spinta del Primo Ministro indiano Narendra Modi sull’iniziativa ‘Make in India’, i Paesi hanno deciso di produrre congiuntamente 200 elicotteri utility Kamov Ka-226T in India. “Gli accordi sulla produzione degli elicotteri Kamov Ka-226T, la costruzione delle fregate e acquisizione e costruzione di altre piattaforme della difesa sono in sinergia con le priorità su tecnologia e sicurezza dell’India“, ha detto Narendra Modi nella conferenza stampa congiunta con il Presidente russo Vladimir Putin. Anche se non ci sono stati riferimenti diretti al Pakistan nella conferenza stampa, Modi ha detto che l’India ha profondamente apprezzato “comprensione e sostegno della Russia alle nostre azioni nella lotta al terrorismo che minaccia alle frontiere la nostra intera regione“. Il Primo Ministro indiano iniziava la conferenza stampa con un detto russo: “Un vecchio amico è meglio di due nuovi“.

Energia e infrastrutture
Russia e India hanno anche firmato importanti accordi energetici e infrastrutturali. La compagnia petrolifera russa Rosneft, insieme ai suoi partner, acquistava l’Essar Oil dell’India del valore di quasi 13 miliardi di dollari. È la maggiore acquisizione estera in India e il maggiore accordo mai realizzato da una società russa, secondo Reuters. Rosneft ottiene una quota del 49 per cento di Essar Oil e i due partner, l’olandese Trafigura e il fondo russo United Capital Partners, si divideranno un altro 49 per cento in parti uguali. Gli azionisti di minoranza avranno il restante 2 per cento una volta che la società sarà ricapitalizzata. La Russia inoltre decideva d’intensificare gli investimenti nelle infrastrutture dell’India. Il Fondo diretto infrastrutturale russo e il National Infrastructure Investment Fund indiano investiranno ognuno 500 milioni di dollari per creare un fondo comune per le infrastrutture da 1 miliardo. La Russia ha istituito fondi di investimento simili con la Cina, tra cui un fondo agricolo per l’estremo oriente russo. Le società russe investiranno anche nelle città intelligenti negli Stati indiani di Andhra Pradesh e Haryana. Le ferrovie indiane e russe firmavano un memorandum d’intesa per aumentare la velocità dei treni fra Nagpur e Secunderabad.

Avvio di Kudankulam 3 e 4
Via videoconferenza, Putin e Modi presenziavano all’avvio della seconda unità e lanciavano i lavori per la terza e quarta unità del Kudankulam Nuclear Power Project. Putin iniziava l’intervento alla conferenza stampa congiunta congratulandosi con i responsabili del successo dell’impianto di Kudankulam. “L’energia nucleare darà un contributo molto significativo alla sicurezza energetica dell’India“, aveva detto, “Darà ulteriore impulso alla crescita dell’economia indiana“. Il presidente russo aggiungeva che il suo Paese continuerà a promuovere l’ulteriore sviluppo dell’energia nucleare in India. “Nei prossimi 20 anni, almeno altri 12 reattori nucleari potrebbero essere costruiti in India con l’aiuto della Russia“, aveva detto. Putin elogiava anche la cooperazione economica tra i due Paesi. “Le industrie dei due Paesi migliorano la cooperazione; e anche la cooperazione militar-tecnica migliora“, aveva detto.

I principali vantaggi del vertice
Questi accordi dimostrano che nelle relazioni indo-russe, i settori delle tecnologie militari ed energetico sono i principali campi in cui si ha una cooperazione a lungo termine“, affermava Pjotr Topychkanov, esperto dell’ Asia del Sud e Associato al Programma di non proliferazione del Carnegie Moscow Center, aggiungendo che l’India potrebbe beneficiare immensamente dall’acquisizione dell’S-400. “Nel contesto regionale, il sistema di difesa aerea S-400 è strategico, consentendo all’India di controllare lo spazio aereo del Pakistan“. Sugli accordi energetici, comprendenti anche la proposta di Gazprom di aumentare l’impegno in India, Topychkanov affermava che la Russia apre lentamente l’industria energetica all’India. “In altre circostanze economiche e politiche la Russia difficilmente sarebbe stata d’accordo, dato che il suo obiettivo principale era l’occidente, prima delle crisi georgiana e ucraina. Ma ora Mosca è più flessibile. L’India è uno dei partner naturali nell’energia“. Aggiungeva che Russia e India devono andare oltre i settori tradizionali della cooperazione. “Credo ora, che il modo più efficace sia utilizzare la cooperazione militar-tecnologica ed energetica coinvolgendo attivamente le aziende private, ampliando i contatti esistenti tra le imprese russe e indiane nel campo delle tecnologie e dei prodotti dal duplice uso“. Modi e Putin avranno incontri bilaterali con altri leader dei BRICS il 15 ottobre, prima di partecipare al vertice dei BRICS.kudankulam6_826585f

Il sistema missilistico S-400 aumenterà le capacità militari dell’India
The BRICS Post  14 ottobre 20161030738398-e1450414587182Solo poche ore prima dell’ottavo vertice annuale dei BRICS, che si apre a Goa, le forze della difesa dell’India anticipavano la firma di un accordo da 5,85 miliardi di dollari per cinque sistemi missilistici di difesa aerea di nuova generazione russi S-400 ‘Trjumf‘. L’S-400 potrà inquadrare ogni tipo di bersaglio aereo, tra cui aerei e velivoli VLO (ad osservabilità molto bassa). L’ex-Capo di Stato Maggiore indiano Generale Shankar Roy Chowdhury (a riposo) dichiarava a BRICS Post che si attendeva la firma del contratto con la Russia. “Si suppone sia uno dei migliori sistemi missilistici del mondo“, ha detto Chowdhury, ex-parlamentare indiano. “Viene importato dalla Siria per contrastare gli attacchi missilistici d’Israele. La firma guarda al futuro del vertice BRICS“, aggiungeva. Gli analisti militari dicono che l’acquisizione dei sistemi missilistici di difesa aerea S-400 ‘Trjumf” aumenterà “drasticamente” il potenziale militare dell’India. “E quando la capacità militare viene migliorata, si migliora anche la resistenza in guerra della nazione e delle forze armate“, affermava il Generale DB Shekatkar, esperto della difesa.

Sistema di difesa multiruolo
La popolarità dell’S-400 sta nel fatto che può neutralizzare droni, missili balistici e da crociera entro un raggio di 400 km e una quota di 32 km. I sistemi missilistici di difesa aerea S-400 ‘Trjumf‘ sono dotato di tre diversi tipi di missili e di un radar di acquisizione in grado di tracciare fino a 300 obiettivi entro 600 km di raggio. Il Trjumf è un sistema costituito da otto lanciatori e una stazione di controllo. Spiegando il motivo per aver optato per il sistema d’arma russo, il Generale Shekatkar affermava che le forze armate indiane cercano tre criteri nell’acquisizione di armamenti: affidabilità, robustezza e ridondanza. “Perciò stipuliamo questo accordo con la Russia sull’S-400“, aggiungeva. “Acquisiamo armi e tecnologia dalla Russia da tempo, e la Russia è il nostro partner strategico. Le guerre del 1965, 1971 e Kargil dimostrano che l’equipaggiamento russo è affidabile“, affermava riferendosi alle guerre che l’India combatté con il vicino Pakistan. Altri analisti sostengono che l’India abbia la necessità degli S-400 e quindi l’acquisto imminente sia una buona acquisizione per le forze armate. “L’India firma alcuni accordi importanti con la Russia acquisendo S-400 ed elicotteri“, afferma Nitin Gokhale, analista della difesa, “Ci sarà anche un programma sull’FGFA (caccia di quinta generazione) e questo guarda al futuro“.modi-and-putin_1_0Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin: L’India è un partner strategico privilegiato della Russia

Kremlin 13 ottobre 2016
In vista della visita in India, Vladimir Putin ha rilasciato un’intervista a Rossija Segodnja. International News Agency e IANS News AgencyВстреча президента РФ В. Путина с премьер-министром Индии Н. МодиLe relazioni russo-indiane possono essere qualificate come partnership strategica privilegiata. Sull’economia, un perfetto esempio è la cooperazione nell’energia atomica, in particolare nella costruzione del NPP di Kudankulam. Quali altri settori della cooperazione russo-indiana parlano di un successo simile?
L’India è un partner strategico particolarmente privilegiato della Russia. La cooperazione tra i nostri Paesi compie buoni progressi in tutte le aree secondo i forti tradizionali amicizia, fiducia e mutuo rispetto. Russia e India sono alleati che garantiscono sicurezza strategica e stabilità, e costruzione di un ordine mondiale giusto. Lavoriamo a stretto contatto nelle principali organizzazioni multilaterali come BRICS, G20 e ONU. Questo ottobre saranno 16 anni dalla firma dello strumento chiave delle relazioni russo-indiane, la Dichiarazione sul partenariato strategico. Abbiamo fatto molto per promuovere l’intero meccanismo dei legami bilaterali durante questo periodo. I due Paesi hanno un dialogo politico attivo, con vertici ogni anno. La Commissione inter-governativa sulla cooperazione commerciale, economica, scientifica, tecnica e culturale lavora in modo efficiente. I nostri ministri degli Esteri, direttori dei consigli di sicurezza e dei ministeri sono regolarmente in contatto. Vi è un graduale aumento degli scambi inter-parlamentari, interregionali, commerciali e umanitari. Abbiamo sviluppato un quadro giuridico forte con oltre 250 accordi. L’India è stato e rimane il principale partner del commercio estero della Russia. Anche se il commercio tra i Paesi è sceso del 7,8 per cento nel 2015, insieme ai nostri partner indiani siamo decisi a superare la tendenza negativa che, a nostro avviso, è in gran parte associata alla volatilità sui mercati globali e dei tassi di cambio. Tanto più che i nostri scambi commerciali sono reciprocamente vantaggiosi e la loro struttura dimostra la complementarietà delle due economie. Chimica e ingegneria rappresentano una quota considerevole delle esportazioni della Russia e delle esportazioni dal Vostro Paese. L’industria energetica ha un ruolo importante nella cooperazione commerciale ed economica tra Russia e India. La costruzione del NPP Kudankulam è il più grande progetto a lungo termine. Nell’agosto 2016, il Primo ministro Narendra Modi ed io partecipammo ad una cerimonia dedicata all’attivazione della prima unità della centrale nucleare di Kudankulam della Repubblica dell’India. La seconda unità sarà attivata nel prossimo futuro. Il funzionamento del primo e secondo gruppo a piena capacità nominale aumenta significativamente la produzione di energia dell’India e ne rafforza la sicurezza energetica. La Rosatom State Atomic Energy Corporation e la Nuclear Power Corporation of India avviano i preparativi per la costruzione delle unità 3 e 4. I lavori sono in corso secondo il programma concordato. Il progetto è realizzato con il finanziamento della Federazione Russa. Il prestito del governo è pari a 3,4 miliardi di dollari, o l’85 per cento del valore totale dei contratti conclusi con le organizzazioni russe. Ora lavoriamo alla localizzazione della produzione di componenti in India. Abbiamo iniziato la valutazione della costruzione di centrali nucleari in altri siti in India. E viene stabilita la cooperazione tecnologica nel campo dell’arricchimento dell’uranio. Rafforziamo la cooperazione bilaterale nell’energia convenzionale. Durante il St Petersburg International Economic Forum tenutosi nel giugno 2016, Rosneft e un consorzio indiano firmavano un contratto per la vendita del 23,9 per cento delle azioni di Vankorneft, che possiede il campo Vankor nella regione di Krasnojarsk. Inoltre, Rosneft ha venduto una quota di azioni della Taas-Jurjakh Neftegazodobycha, società che sviluppa un giacimento in Siberia orientale, alle aziende indiane. Migliorare la struttura del fatturato commerciale, aumentando l’invio di prodotti ad alta tecnologia e sviluppando la cooperazione industriale, sono temi di attualità. Ben note società russe come Silove Mashinij, Gazprom, Strojtransgaz, Novolipetsk Steel (NLMK), Uralmashzavod, SIBUR Holding, Mechel, KAMAZ e molte altre operano nel mercato indiano. La realizzazione di grandi progetti promettenti è in corso nelle industrie meccanica, chimica e mineraria, aeronautica, farmaceutica, medicale, nanotecnologica e biotecnologica. La cooperazione nelle finanza e banche che coinvolge, tra gli altri, Banca VTB e Sberbank della Russia, avanza. E’ ovvio che le società russe vedano prospettive reali e assai attrattive nel mercato indiano. I nostri Paesi collaborano attivamente nell’industria militare. Le Russia rimane in testa nella fornitura diretta della maggior parte delle armi ed attrezzature militari avanzate e nella ricerca così come nella produzione congiunte con l’India per scopi militari. La costruzione del missile da crociera supersonico BrahMos e lo sviluppo del nuovo aereo da combattimento di quinta generazione sono tra i progetti comuni riusciti. Mi si permetta di aggiungere che molti progetti russi in India non solo hanno importanza commerciale ma svolgono anche un ruolo sociale ed economico significativo per le economie dei due Paesi, inserendosi armoniosamente nel nuovo programma di industrializzazione indiano proposto dal Signor Modi.

Il livello di cooperazione nell’investimento è uno dei criteri su relazioni bilaterali affidabili e fiduciose tra Paesi. A questo proposito, quali misure sono previste nel prossimo vertice russo-indiano? I piani per la privatizzazione di società russe influenzerà lo sviluppo del partenariato negli investimenti tra Russia e India?
Naturalmente, durante la nostra visita in India speriamo di dare nuovo slancio ai legami commerciali ed economici bilaterali, dato che le aziende di entrambi i Paesi sono interessate alla realizzazione di nuovi progetti reciprocamente vantaggiosi. Gli investimenti della Russia in India ammontano a circa 4 miliardi di dollari, mentre le imprese indiane hanno investito due volte tanto nell’economia russa, circa 8 miliardi di dollari. Sono convinto che Russia e India possano aumentare considerevolmente gli investimenti bilaterali. Per stimolare gli investimenti reciproci, programmiamo una discussione con i nostri partner indiani sulla possibilità di aggiornare l’accordo bilaterale per la promozione e reciproca protezione degli investimenti. Incoraggiamo le istituzioni di sviluppo, Fondo diretto russo e Vnesheconombank, ad essere più attivi nel finanziamento degli investimenti delle società russe. Un gruppo di lavoro sui progetti d’investimento prioritari è stato creato ed ora opera con successo nel quadro della Commissione intergovernativa. Le agenzie dei due Paesi, in collaborazione con il Forum sul commercio e gli investimenti India-Russia, sono impegnati in una rigorosa selezione delle iniziative imprenditoriali più promettenti individuando ed eliminando gli ostacoli alla libera circolazione delle merci, dei capitali e dei servizi. Fino ad oggi, sono stati scelti 20 progetti prioritari, 10 russi e 10 indiani, in settori come ingegneria dei trasporti, industria chimica, aeronautica e farmaceutica, comprendenti la costruzione da parte della SIBUR Holding di un impianto di gomma butilica dalla capacità operativa di 100000 tonnellate all’anno nella città di Jamnagar, e della produzione da parte della Lighting Technologies Company della Russia di apparecchi d’illuminazione per scopi generali e specifici nella città di Jigani, nello Stato del Karnataka. La System Financial Corporation sviluppa un modello di “città intelligente” in India. La Dauria Aerospace lavora sulla realizzazione della costellazione di satelliti per telecomunicazioni NextStar su orbita geostazionaria. I governi dei due Paesi potranno contribuire alla realizzazione di questi progetti.

I vertici dei BRICS sono stati già inclusi nell’agenda globale e si svolgono regolarmente. Tuttavia, le dichiarazioni finali sono leggermente diverse da vertice a vertice. Cosa pensa sia essenziale per rendere la cooperazione BRICS più sostanziale, effettiva e concreta?
I BRICS è uno degli elementi chiave del mondo multipolare emergente. I cinque Paesi hanno costantemente riaffermato l’impegno a rispettare i principi fondamentali del diritto internazionale e a promuovere il ruolo centrale delle Nazioni Unite. I nostri Paesi rifiutano la politica di pressione coercitiva e violazione della sovranità di altri Stati. Abbiamo posizioni simili sulle questioni internazionali urgenti, tra cui la crisi siriana e la sistemazione del Medio Oriente. Perciò le dichiarazioni finali dei vertici, e il vertice di Goa non farà eccezione, riaffermano il nostro impegno comune ai principi fondamentali della comunicazione inter-statale, in particolare, al rispetto del diritto internazionale con ruolo centrale di coordinamento dell’ONU. Verso certi Paesi occidentali che cercano di promuovere i loro approcci unilaterali, questa posizione è ancora più rilevante. Tradizionalmente, le dichiarazioni dei leader dei BRICS delineano posizioni fondamentali sul consenso su un’ampia gamma di questioni, individuando gli obiettivi a breve termine per le cinque nazioni, che saranno obiettivo dei passi successivi volti a rafforzare le partnership strategica tra i nostri Paesi in vari campi. Su una collaborazione pratica tra i cinque Paesi più sostanziale, vorrei sottolineare che oggi esistono più di 30 formati nella cooperazione tra le agenzie nei settori politico, economico, umanitario, della sicurezza e delle forze dell’ordine. L’istituzione della Nuova Banca per lo Sviluppo (NDB) e l’Accordo di Disposizione dei Contingenti dei BRICS, per un capitale totale di 200 miliardi di dollari, sono un esempio concreto di questa cooperazione. Sono convinto che, rafforzando la banca, la sua attività non potrà che aumentare anche attraverso progetti che promuovono l’integrazione tra i Paesi BRICS. L’NDB ha iniziato i lavori nel 2016, dopo aver approvato i primi progetti nei cinque Paesi. La priorità attuale è l’energia rinnovabile. In Russia ciò implica la costruzione di piccoli impianti idroelettrici da 50 MW in Carelia dal valore di 100 milioni di dollari. I nostri Paesi cooperano attivamente nell’ambito del Gruppo dei 20, anche sotto l’attuale Presidenza cinese. Così, i Paesi BRICS si sono impegnati ad attuare il Piano d’azione sull’erosione della base e il mutamento del profitto. Cerchiamo di far convergere in modo sistematico le nostre posizioni nell’OMC per migliorare le regole e stimolare i negoziati multilaterali nell’organizzazione. Questo è il motivo per cui penso che la cooperazione dei BRICS già comporti risultati concreti. E’ essenziale continuare a lavorare sul consolidamento di questi risultati ed individuare le aree d’interesse comune. I partecipanti al vertice BRICS di Goa guarderanno ai risultati iniziali dell’attuazione della strategia per il partenariato economico dei BRICS adottata a Ufa, concludendo il programma dei BRICS per la cooperazione commerciale, economica e sugli investimenti per il 2020. Abbiamo intenzione di creare nuovi formati e meccanismi per collaborare con i nostri partner, in cui saranno elaborate le misure concertate volte a sviluppare i nostri legami nei vari campi. Allo stesso tempo, abbiamo intenzione di concentrarci sulle questioni relative al rafforzamento della sicurezza e della stabilità internazionale, a rafforzare la competitività delle nostre economie e a promuovere lo sviluppo internazionale. Sosteniamo anche le iniziative avanzate dalla Presidenza indiana in campi della collaborazione dei BRICS come agricoltura, trasporti ferroviari, sport, turismo e contatti tra popoli.

Quali proposte ha intenzione di presentare al prossimo vertice BRICS e cosa si aspetta da questo incontro? Cosa pensa che i partecipanti all’associazione possano rivendicare come loro successi in questo incontro? Quali altri progetti, accanto alla Nuova banca di sviluppo, possono provare quanto questa collaborazione sia preziosa?
In primo luogo, vorrei esprimere gratitudine alla leadership indiana che, nella sua Presidenza dei BRICS, si è sempre concentrata su rafforzamento e consolidamento del partenariato strategico della nostra associazione. Sono convinto che il vertice di Goa, che si terrà sotto lo slogan della continuità e dell’innovazione, sarà molto fruttuoso. Per i leader dei nostri cinque Paesi, questo incontro sarà una buona occasione per armonizzare le posizioni su questioni chiave dell’agenda internazionale. Siamo decisi a cooperare nella lotta a terrorismo, narcotraffico e corruzione. Contribuirà anche alla soluzione dei conflitti e a garantire la sicurezza delle informazioni internazionali. Tutti siamo preoccupati dalla continua assenza di stabilità nell’economia globale. Insieme ai nostri partner rifletteremo su cosa può essere fatto per unire ulteriormente i nostri sforzi affrontando tali sfide. Ci aspettiamo inoltre che il vertice BRICS di Goa apra nuove opportunità nella cooperazione economica e umanitaria. Sicuramente si discuterà dei problemi nel finanziamento dei progetti attraverso la Nuova Banca di Sviluppo e dell’avvio del Contingente delle valute di riserva dei BRICS. Ciò implica uno scambio di opinioni sui lavori tra gli alti rappresentanti della sicurezza, riunioni ministeriali competenti, interazione tra esperti, Rete universitaria dei BRICS e Business Council. Per esempio, sono stati completati i preparativi per la firma del memorandum di cooperazione tra i servizi doganali e le accademie diplomatiche dei nostri Stati, così come per creare una piattaforma per la ricerca agricola dei BRICS. Siamo grati ai nostri partner indiani per aver garantito la continuità del programma BRICS dal vertice di Ufa in Russia del luglio 2015. L’attuazione della Dichiarazione e del Piano d’azione di Ufa è iniziata. I partner indiani hanno anche proposto varie iniziative che prevediamo di studiare in occasione del vertice. Sulle specifiche proposte russe al vertice di Goa, ricordo che durante la nostra Presidenza la strategia del partenariato economico veniva adottata, coprendo le aree più promettenti della cooperazione tra i cinque Paesi. Un piano d’azione per l’attuazione è attualmente in preparazione. La Russia ha proposto più di 60 progetti, una sorta di road map da poter attuare in collaborazione con i partner dei BRICS (con uno o con tutti). Credo che se riusciamo ad essere partner nella realizzazione di questi progetti, sarà un passo importante verso la modernizzazione delle economie dei nostri Paesi. La Russia sostiene anche maggiore cooperazione nel commercio elettronico (compresa l’analisi delle barriere cruciali tra i Paesi in questo ambito, sviluppo delle migliori pratiche normative, ecc.), facilitando il commercio (con il coinvolgimento della Commissione economica eurasiatica), sostenendo piccole e medie imprese (lancio di un portale web per le piccole e medie imprese dei BRICS) e tutelando la proprietà intellettuale.

Lei parla spesso della necessità di interconnettere i processi d’integrazione, in particolare quelli dell’UEE e della Cintura economica della Via della Seta. Come potrebbe il formato BRICS essere utilizzato per attuare tali iniziative?
La situazione economica e finanziaria globale resta difficile, con le conseguenze della crisi finanziaria globale tuttora persistenti. E’ quindi deplorevole che certi Paesi cerchino di risolvere i problemi accumulatisi introducendo misure protezionistiche e cercando di impegnarsi in programmi oscuri come la Trans-Pacific Partnership o il partenariato transatlantico di scambio ed investimenti. La Russia, proprio come tutti i partner BRICS, è impegnata a plasmare aree economiche non discriminatorie aperte sulla base dei principi dell’OMC. Vi ricordo che il 9 luglio 2015, Ufa ospitò un incontro con la partecipazione dei capi di Stato di Unione economica eurasiatica, SCO e Stati osservatori della SCO. Tra le altre cose, i partecipanti discussero della questione degli importanti progetti infrastrutturali regionali e trans-regionali. In questo contesto, proponemmo anche il lavoro per integrare l’Unione economica eurasiatica con la Cintura economica della Via della Seta. Questo processo potrebbe eventualmente fornire la base per la Grande Partnership Eurasiatica coinvolgendo vari Stati di Unione eurasiatica economica, SCO e ASEAN. Ci aspettiamo che tale partenariato sia aperto all’adesione di tutti i Paesi interessati e si basi sui principi di trasparenza e rispetto reciproco. Il potenziale della cooperazione dei Paesi BRICS può anche essere utilizzato per implementare questa iniziativa. Desideriamo il supporto dell’India, seriamente interessata alla proposta. Siamo sicuri che questo argomento sarà ulteriormente discusso dai vertici dei BRICS e della BIMSTEC a Goa.

Quando si pensa al territorio dall’India alla Russia ci si rende conto che la situazione è piuttosto complicata, con numerosi problemi e contraddizioni. Quali sfide e problemi, a suo parere, saranno più importanti e gravi per i Paesi della regione nei prossimi dieci anni?
La situazione sul territorio tra India e Russia rimane tesa. In particolare, gli sviluppi in Afghanistan preoccupano ancora. Azioni decisive sono necessarie per aiutare il Paese a far fronte a tali sfide e minacce, come terrorismo, estremismo e narcotraffico. Russia e India condividono la necessità di sostenere gli sforzi per la riconciliazione nazionale sotto la legge internazionale e sono interessate ad approfondire la costruttiva cooperazione multilaterale aiutando l’Afghanistan a risolvere le questioni di sicurezza nazionale, costruzione della capacità di lotta al narcotraffico, garantendo sviluppo sociale ed economico, e migliorando l’interconnettività. In termini più generali, il nostro Paese è disposto a sviluppare tale interazione nella regione permettendo una risposta rapida alle sfide alla sicurezza emergenti e ricercando vie comuni nell’affrontare possibili minacce. A nostro parere, l’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai ha un ruolo di primo piano, essendo in continua espansione geografica, per esempio India e Pakistan aderiscono all’Organizzazione. La SCO intensifica gli sforzi per costruire la fiducia, rafforzare gli sforzi genuinamente collettivi nel rispondere alle crisi e sviluppare una cooperazione multiforme. Il fatto che la Russia, con il supporto dei suoi partner, promuova attivamente questi progetti per creare uno spazio economico comune in Eurasia, contribuisce anche ad appianare le differenze. Tale ‘integrazione delle integrazioni’, basata sui principi di trasparenza e tenendo conto degli interessi di tutte le economie nazionali, consentirà l’integrazione della regione nello sviluppo comune, rafforzandone la stabilità.File picture of the first unit of the Kudankulam Nuclear Power Plant which was synchronised with the southern power grid marking a major milestone in power generation of the ambitious Indo-Russian nuclear collaboration at Tirunelveli of Tamil Nadu on on Oct.22, 2013. (Photo: IANS)

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora