La Cina aumenta l’influenza sull’Afghanistan

Vladimir Platov New Eastern Outlook 21.09.2017Non sorprende che gli Stati Uniti non siano l’unico Stato a riconoscere l’importanza geopolitica dell’Afghanistan. Tra le altre nazioni profondamente interessate a questo Stato dell’Asia centrale c’è la Cina. Fin dal 2011, quando fu lanciato il vertice “Cuore dell’Asia”, la Cina fa ogni sforzo per migliorare i rapporti con tutte le nazioni impegnate nella ricostruzione dell’Afghanistan. Pechino organizzò una riunione coi partner regionali, tra cui Iran, Pakistan e Russia, e collabora strettamente con il gruppo di coordinamento quadripartito tra Afghanistan, Pakistan, Stati Uniti e Cina, nonché i taliban. Tuttavia, negli ultimi tre anni la Cina è sempre più interessata a stretti legami con l’Afghanistan. Dopo il ritiro della maggior parte delle forze d’occupazione degli Stati Uniti, Pechino inviò a Kabul un gruppo di funzionari guidati dal Ministro degli Esteri Wang Yi. Infatti, negli ultimi tre anni, Pechino forniva più assistenza all’Afghanistan di quanto abbia fatto nei tredici anni precedenti.

Interessi cinesi in Afghanistan
Le ragioni di Pechino sono abbastanza chiare da sempre. Cerca la graduale riduzione delle truppe NATO in Afghanistan per ridurre l’influenza di Washington e creare una “zona di stabilità” ai confini della Cina. Allo stesso tempo, i funzionari di Pechino si rendono conto che fintanto che la situazione in Afghanistan rimarrà instabile, le forze della NATO e statunitensi avranno un pretesto per prolungare la presenza in un territorio confinante con la Cina. Inoltre, è estremamente importante che Pechino garantisca l’attuazione sicura dell’iniziativa economica Fascia e Via (OBOR), indebolendo i gruppi terroristici operanti nella regione, tra cui lo SIIL. Tali gruppi garantiscono che l’Asia centrale rimanga un quadro politico potenzialmente esplosivo. Ciò consente ai terroristi di preoccupare Pechino sulla stabilità nazionale e regionale. Quel che è peggio è che la tensione sempre presente nell’Asia centrale può potenzialmente mettere in pericolo l’iniziativa promettente dell’OBOR. Un brusco aumento delle attività dello SIIL in Afghanistan e Asia centrale è la maggiore preoccupazione della Cina, dato che tale minaccia può essere controbilanciata solo con l’aiuto di operatori regionali e dall’antiterrorismo costantemente crescente di Cina e Russia. Pechino ritiene che i terroristi dello SIIL possano infiltrarsi nel territorio cinese dal confine Pakistan-Cina per tentare in qualche modo di sabotare l’OBOR.

La Cina e la lotta al terrorismo internazionale
A questo proposito, negli ultimi anni la Cina ha lanciato la lotta al terrorismo internazionale sostenendo i Paesi dell’Asia centrale e meridionale, in particolare l’Afghanistan, e aumentando la spesa per la sicurezza degli operatori regionali nel contrastare la crescente minaccia terroristica. Non c’è da meravigliarsi che Pechino sia al comando di ogni grande esercitazione antiterrorismo nella regione, da allora. Tale politica viene perseguita da Pechino soprattutto perché, secondo stime di medio e lungo termine, quando i conflitti nel Medio Oriente finiranno, lo SIIL agirà in Afghanistan e negli altri Stati dell’Asia centrale. Per queste ragioni, dal 2016 le autorità cinesi rafforzano i confini statali e guidano le esercitazioni antiterrorismo. È anche curioso che, secondo la legislazione cinese, Pechino possa considerare lo schieramento di truppe nel territorio di uno Stato confinante nel caso in cui la sicurezza nazionale cinese sia minacciata. Se si tiene conto dell’esperienza della Russia nell’assistenza a Damasco nell’antiterrorismo, e del desiderio degli Stati Uniti di aumentare l’influenza in Afghanistan e altri Paesi della regione, i politici cinesi potrebbero pianificare l’aumento degli investimenti negli Stati regionali come forma di contrappeso. Sul rafforzamento della cooperazione cinese con Kabul nella lotta antiterrorismo, la decisione di Pechino di assisterla nella creazione di unità speciali per la guerra in montagna è particolarmente degna di nota. In particolare, come osservato a metà agosto dal Ministero della Difesa afghano, la Cina finanzierà la creazione di un’unità di forze speciali nel Badakhshan, per garantire la sicurezza di questa provincia montuosa ai confini con il Tagikistan. Pechino non si è semplicemente impegnata a creare le infrastrutture necessarie, ma a sostenere l’unità con armi ed equipaggiamenti. Prima di ciò, i vertici militari cinesi annunciarono l’intenzione di fornire all’Afghanistan 73 milioni di dollari in aiuti militari.Vladimir Platov, esperto di Medio Oriente, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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L’ultimo lancio dell’Hwasong-12

Imp-Navigator 16 settembre 2017Il 15 settembre mattina, la RPDC eseguiva un nuovo lancio di prova dell’IRBM Hwasong-12, che sorvolava le isole giapponesi cadendo nella regione del Pacifico designata, a 3700 km dal sito di lancio, raggiungendo la quota di 770 km durante il volo. Quindi, quanto basta per colpire Guam in caso di guerra. A proposito, questa volta il lancio è stato effettuato direttamente dal veicolo lanciamissili, a differenza dei test precedenti, quando l’autocarro piazzava sul sito di lancio il missile e si allontanava a distanza di sicurezza. Ciò spiega chiaramente che il missile è già abbastanza affidabile da non temere incidenti al lancio.

Pyongyang, 16 settembre
Il Presidente del PLC, Presidente del Consiglio di Stato della RPDC, Comandante supremo dell’EPC, stimato Leader supremo, il compagno Kim Jong-un ha diretto sul posto i preparativi del lancio del missile balistico a media e lunga portata Hwasong-12. Il leader supremo è stato accolto da alti funzionari del PLC, tra cui Li Bong Chor, Kim Jong Sik, Kyaw Yong Won e Yu Jin, e il comandante delle Forze Strategiche dell’EPC Generale Kim Rak Kim e gli operatori del Centro di Ricerca scientifica della Difesa dello Stato, tra cui Zhang Chang Ha e Jeong Ir Ho. Gli scienziati e tecnici dell’Industria missilistica e del Centro di controllo missilistico delle Forze Strategiche dell’EPC partecipavano ai preparativi dell’Hwasong-12. Questo lancio di prova del missile rientra tra gli obiettivi per far fronte all’aggressione degli Stati Uniti, che invocano l’uso della forza contro il Nord, rafforzando sempre più la capacità di compiere operazioni di attacco e contrattacco a un’aggressione con una reazione rapida e potente, valutando traiettoria e puntamento delle testate nucleari in condizioni operative.
All’ordine improvviso del compagno stimato leader supremo, la prima mattina il sistema Hwasong compiva le manovre schierandosi sulla piazzola di lancio e completando la preparazione al lancio secondo i competenti organizzazione e comando, attendendo l’ordine di lancio del missile balistico. Il comandante era giunto sul sito di lancio apprendendo il piano di lancio del missile balistico strategico a medio e lungo raggio Hwasong-12 e lo stato dei preparativi, dando l’ordine di lancio. Immediatamente l’Hwasong-12, tra una luce brillante e i maestosi suoni dell’esplosione che impressionavano il pianeta, decollava verso il cielo azzurro. Il missile seguiva la rotta di volo programmata sullo spazio aereo dell’isola di Hokkaido, in Giappone, e centrava l’area indicata tra le acque del bersaglio nell’Oceano Pacifico. Lo stimato Leader supremo apprezzava l’operazione di lancio, di grande importanza per l’armamento delle Forze Nucleari, raggiungendo l’obiettivo e superando il test con successo, ed esprimeva grande soddisfazione. Il leader supremo elogiava gli artiglieri dell’unità Hwasong, che hanno gestito il missile magistralmente nell’operazione di lancio. Con orgoglio affermava che l’efficacia operativa del missile balistico strategico a medio e lungo raggioa Hwasong-12 era stata ancora una volta verificata e la capacità operativa dei componenti della missione era stata assolutamente impeccabile nel dispiegare il missile Hwasong-12.
Affermava che in futuro tali esercitazioni saranno importanti e utili come questa volta per l’armamento delle Forze Nucleari e, in base alla potenza delle varie testate nucleari, sarà necessario stabilire rigorosamente le routine corrispondenti. Inoltre, affermava che scienziati e tecnici della ricerca missilistica e gli artiglieri dell’unità Hwasong, con uno stretto coordinamento, dovranno svilupparne la modernizzazione, arrivando ad avere sistemi missilistici ultramoderni e un centro di controllo dal massimo livello. Affermava agli ufficiali responsabili del Dipartimento militare del Comitato Centrale del partito e dell’Istituto di ricerca scientifica della Difesa di Stato, che l’accompagnavano: il nostro obiettivo è avere la vera parità militare con gli Stati Uniti ed impedire i discorsi pronunciati dai governanti statunitensi, inclusa l’irresponsabile scelta militare, e similari, verso il nostro Stato. La capacità di effettuare un attacco militare, consentendo un contrattacco nucleare a cui gli Stati Uniti non possano far fronte, e il continuo progresso, vanno costantemente rafforzati qualitativamente. Come riconosce il mondo intero, abbiamo respinto tutte le sanzioni dell’ONU, che durano da decenni e non hanno sempre ricevuto la “benedizione” dell’ONU. Così, l’animo si annoia infinitamente pensando alle eminenti potenze ancora trascinate dal pensiero che sia possibile sottometterci con sanzioni e cose simili, dichiarava.
Lo stimato Leader supremo dichiarava che è necessario dimostrare chiaramente ai grandi sciovinisti come il nostro Stato, nonostante loro sanzioni ed inutili embarghi, raggiunge l’obiettivo di perfezionare le Forze Armate dello Stato e, dato che abbiamo quasi raggiunto il punto finale, di completarle.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Gli scienziati di Pyongyang sono stati sottovalutati?

Bob Woodward, Decrypt News, 6 settembre 2017L’ultimo test nucleare fa suonare l’allarme. Gli Stati Uniti hanno sottovalutato per anni i progressi tecnologici del regime nordcoreano? C’era un momento in cui tutto questo faceva ridere. Il gioviale leader nordcoreano in una sala di controllo di un’altra epoca, che sembrava fatta di cartapesta; Kim Jong Un assorto che sembrava augurare buona fortuna a un missile a lungo raggio prima del lancio, lo scorso febbraio… Ora nessuno ride. Il 23 settembre Pyongyang effettuava l’ultimo test atomico, di gran lunga il più potente se si crede alla violenza delle scosse misurate. Giustamente o meno, credendo al regime nordcoreano, si trattava di una bomba H o termonucleare che sviluppa la fusione degli atomi d’idrogeno e la cui caratteristica, a parte la potenza, è che richiede, prima, un’esplosione nucleare “classica” con una bomba a fissione. Un apoteosi, in un certo senso. Dimenticati gli aspetti “folklorici” che finora circondavano l’avventura nucleare nordcoreana, la questione centrale è: gli Stati Uniti hanno sottostimato i progressi degli ingegneri di Pyongyang? Un problema reso ancora più cruciale da una circostanza aggravante: insieme a questa scoperta, la Corea democratica ha anche fatto un salto drammatico nei test missilistici intercontinentali. Fino a poco tempo prima sembrava che le prove nordcoreane fossero solo una serie di fallimenti. La situazione è diversa ora: a luglio la Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) lanciava con successo nuovi missili, che non solo hanno permesso di mettere satelliti in orbita ma di poter colpire gli Stati Uniti. Jeffrey Lewis, professore presso l’Istituto Middlebury del Vermont, dettaglia l’enigma. Con gli studenti del suo istituto di ricerca ha creato un modello dei primi cinque test nucleari condotti dai nordcoreani tra il 2006 e il 2016. Conclusione? La RPDC avrebbe scommesso su una sorta di “scorciatoia”, difficile da realizzare dal punto di vista tecnologico, ma pagante in termini di efficienza. Saltando il caso di una “mega-bomba” tradizionale, gli ingegneri nordcoreani avrebbero testato direttamente sistemi miniaturizzati, con meno plutonio e più facili da piazzare direttamente, domani, su un missile. I risultati, deludenti nei primi test per energia liberata, “non erano frutto d’incompetenza, ma di ambizione“, riassume Jeffrey Lewis. Prove che avrebbero ingannato il mondo facilmente, perché si svolsero in profondissime gallerie scavate in montagna, rendendo ancora più difficile valutarne la potenza reale. È questa circostanza, nota oggi agli specialisti, che rende ancora casuale la valutazione esatta dell’ultimo test. Una bomba termonucleare? Una migliore bomba a fissione? Dovremo aspettare ulteriori dati. Ma una cosa è certa: altri Paesi prima della Corea democratica, in particolare il Pakistan, decisero allo stesso modo di “saltare le fasi” per arrivare al punto.
Sebbene descritto come “regime eremita”, la Corea democratica non lesina nel dispiegare propri agenti e spie per trarre vantaggio dall’esperienza acquisita dalle altre pecore nere del trattato di proliferazione nucleare, trattato che Pyongyang denunciò nei primi anni 2000. È questo stesso tipo di “collaborazione” internazionale che sembra spiegare il salto improvviso dei lanci missilistici della RPDC. Mentre il regime nordcoreano avviò il programma nucleare a metà del secolo scorso, fino alla svola degli anni ’90, quando il Paese cominciò a sviluppare propri missili balistici internazionali, per lanciate testate nucleari a migliaia di chilometri. Il risultato, a sua volta, del crollo dell’Unione Sovietica e poi dell’aumento delle tensioni tra Russia e Ucraina? Secondo un altro esperto, Michael Elleman dell’International Institute for Strategic Studies, il motore degli ultimi missili lanciati con successo da Pyongyang, incluso quello che ha recentemente sorvolato il Giappone, è uguale a quelli prodotti dalla Dnipro, in Ucraina, una volta orgoglio del regime comunista e che ora è ridotta a fabbricare carrelli. “Sinceramente, la velocità con cui hanno raggiunto questo livello ci ha sorpreso, tanto negli Stati Uniti che nel resto del mondo“, commentava alla televisione statunitense l’ex-direttore della CIA Leon Panetta.
La duplice avanzata a marce forzate sarebbe passata inosservata a causa della profondità delle montagne nordcoreane ma anche dell’esplosione del mercato nero dopo la fine dell’Unione Sovietica. Una spiegazione che, infatti, lascia il mistero quasi intero. Mentre la RPDC subisce sanzioni internazionali crescenti, quante complicità sono state necessarie per ricevere tutto questo materiale ingombrante? Gli Stati Uniti, almeno, avevano la testa altrove.Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Corea democratica umilia la difesa missilistica degli Stati Uniti

Sputnik 02.09.2017L’osservatore militare russo Aleksandr Khrolenko spiega come il test dei sistemi missilistici sempre più sofisticati della Corea democratica manda in bancarotta i costosi sistemi di difesa missilistica degli USA. La settimana scorsa, la Corea democratica lanciava il nuovo missile balistico Hwasong-12 che sorvolava il Giappone prima di cadere nell’Oceano Pacifico, a 1133 chilometri ad est dell’isola settentrionale di Hokkaido. Diversi giorni dopo, il Ministero della Difesa giapponese chiedeva un bilancio per la difesa record per l’anno fiscale 2018, da 5,25 trilioni di yen (48,6 miliardi di dollari) per i nuovi missili antiaerei terrestri e navali, caccia, pattugliatori e un sottomarino. La richiesta del ministero include la grande modernizzazione della rete della difesa aerea e delle capacità di missilistiche anti-superficie e antinave del Paese. Commentando il test del missile e la risposta del Giappone, l’osservatore militare di RIA Novosti Aleksandr Khrolenko scriveva che l’ultima prova di Pyongyang dimostra oltre ogni dubbio che i sofisticati sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti in Asia sono inutili. “Oggi“, spiegava l’analista, “la difesa missilistica del Giappone è fornita da navi dotate del sistema Aegis (che comprende il missile SM-3 per l’intercettazione esoatmosferica). Inoltre, il Giappone ha i Patriot PAC-3 per la distruzione dei missili entro l’atmosfera“. “Tuttavia tali mezzi si sono rivelati inutili il 29 agosto, quando il missile balistico nordcoreano sorvolò il territorio giapponese cadendo a 1180 km da capo Erimo, nell’Hokkaido. In 14 minuti il missile coprì 2700 km raggiungendo la quota massima di 500 km“. Anche se il Giappone non riportava danni dalla prova, Khrolenko osservava che era estremamente curioso che non avessero nemmeno tentato di abbattere il missile. “Avrebbero almeno tentato di abbatterlo, anche se solo per addestramento“, scriveva l’analista. “La comunità mondiale non l’avrebbe condannato e Washington avrebbe sicuramente sostenuto Tokyo, ma i sistemi di difesa missilistici statunitensi e giapponesi hanno solo seguito la traiettoria dell’Hwaseong-12“. “Ancora più interessante è come il Giappone potrebbe abbattere il missile nordcoreano che vola ad una quota di 550 km, quando il più potente missile SM-3 statunitense raggiunge una quota di 250 km. Con un raggio di 500 km, il sistema Aegis non potrebbe raggiungere il missile neanche durante la discesa, tanto più che l’obiettivo si separava in tre parti (forse tre testate)“. Ricordando questi fatti, Khrolenko suggeriva che la “richiesta record del Ministero della Difesa giapponese riflette il panico tra gli alleati degli statunitensi, dopo tutto non era la prima volta che una ragione per dubitare dell’onnipotenza delle armi statunitensi, e in particolare dei loro sistemi ABM, si presenta“. Il mese scorso, ad esempio, a seguito delle minacce di Pyongyang disposta ad attuare un attacco missilistico massiccio su Guam, il Pentagono rispose che qualsiasi lancio di tali missili sarebbe stato individuato in pochi minuti e avrebbe portato alla prospettiva di una guerra totale. È interessante però, secondo Khrolenko, notare che il Pentagono “non precisò se i missili nordcoreani sarebbero stati intercettati e questo è fondamentalmente importante per prevedere perdite ed esito di una guerra (che non lascerebbe il Giappone inalterato)“. Inoltre, secondo l’analista, il lancio del missile nordcoreano si è dimostrato particolarmente umiliante alla luce del fatto che nello stesso giorno in cui avveniva, le truppe giapponesi svolgevano esercitazioni di difesa aerea presso la base di Yokota, Tokyo occidentale, dove schieravano intercettori Patriot-3. “Dalla prospettiva militare, le esercitazioni coincisero con la riuscita prova del nuovo missile balistico nordcoreano. Pyongyang ‘ha giocato a palla’, ma Washington non accettava l’inatteso ‘passo’, continuando installazione e preparazione dei componenti del PAC-3, come se l’azione fosse più importante del risultato”.
In realtà, scriveva Khrolenko, la vera efficacia dei numerosi e costosi sistemi di difesa missilistica statunitense va ancora dimostrata in condizioni operative. “Solo una volta, nel febbraio 2013, un intercettore SM-3, lanciato dall’incrociatore USS Lake Erie, distrusse l’USA-193, un satellite difettoso ad un’altitudine di 247 km. Il bersaglio simulava un missile balistico a medio raggio (anche se questi ultimi non vanno in orbita) Il test fu semplificato il più possibile, i parametri di volo erano noti in anticipo, così come il settore del bersaglio. La designazione del bersaglio fu fornita dal satellite da ricognizione STSS-D, che non può essere utile in una vera situazione operativa“. “Un altro esempio: i test del sistema di difesa missilistico statunitense durante le esercitazioni della Difesa Missilistica del Teatro Marittimo, del 2015, mostrarono che… numerose navi dell’alleanza equipaggiate con il sistema di gestione delle informazioni in combattimento Aegis poterono eliminare solo un missile balistico Terrier Orion, che probabilmente volava a una velocità subsonica. Il grado di efficacia di tali difese antimissile in caso di attacco massiccio non è noto, ma il grado di semplificazione implicato nei test suggerisce che è piuttosto basso“. In effetti Khrolenko osservava che l’ultima prova del missile nordcoreano “creava una paradossale parità di forze nel confronto del Paese con gli Stati Uniti“. In queste circostanze, osservava, Washington farebbe bene ad evitare di sottoporre gli alleati regionali a un pericolo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Istituto per le Armi Nucleari della RPDC sulla riuscita prova della bomba H per ICBM

Rodong 4 settembre 2017L’Istituto per le armi nucleari della RPDC ha dato la seguente dichiarazione in relazione al successo perfetto del test della bomba a idrogeno per ICBM:
Gli scienziati dell’industria nucleare della RPDC hanno eseguito con successo il test di una bomba H per ICBM nel poligono nel nord della Corea democratica, alle 12:00 del 3 settembre, fedele al piano del Partito dei Lavoratori della Corea per la costruzione di una forza nucleare strategica. La prova della bomba H veniva effettuata per esaminare e confermare l’accuratezza e la credibilità della tecnologia di controllo della potenza e il progetto strutturale interno recentemente introdotto nella fabbricazione della bomba H da collocare come carico utile di ICBM. Il risultato delle misurazioni sperimentali ha mostrato che le specifiche di potenza della testata nucleare comprendenti la potenza totale dell’esplosione e il rateo della potenza dalla fissione alla fusione e tutte le altre specifiche fisiche riflettono il livello qualitativo delle armi termo-nucleari a due stadi, pienamente conformi ai dati di progettazione. È stato anche confermato che anche se il recente test è stato effettuato con una bomba di potenza senza precedenti, non c’erano emissioni attraverso la superficie del suolo, né perdite di materiali radioattivi, né alcun effetto negativo sull’ambiente ecologico circostante.
Il test ha confermato la precisione della tecnologia di compressione e di controllo dell’avviamento della reazione a catena della fissione del primo sistema della bomba H, dimostrando ancora una volta che il tasso di utilità del materiale nucleare nel primo e nel secondo sistema raggiunge i livelli previsti dal progetto. La compressione simmetrica della carica nucleare, la detonazione della fissione e l’accensione nucleare ad alta temperatura della fusione, e le conseguenti reazioni della fusione che si espande rapidamente, tecnologie chiave per incrementare il potere nucleare della fusione del secondo sistema della bomba H, sono stati confermati realizzandosi a un livello elevato. Ciò ha contribuito a dimostrare che la struttura combinata direzionale e l’esplosione delle radiazioni multi-livello della struttura di progetto del primo sistema e del secondo sistema, utilizzati per la fabbricazione della bomba H, erano molto accurati e i materiali resistenti alle radiazioni termiche e ai neutroni, e quindi che i materiali erano stati selezionati razionalmente. Il test ha contribuito a trarre la conclusione che il metodo analitico in stile coreano e i programmi di calcolo per i complicati processi fisici che si verificano nel primo e secondo sistema ha raggiunto un livello elevato, e che la struttura ingegneristica della bomba H come testata nucleare progettata secondo lo Juche, inclusa la struttura della carica nucleare del secondo sistema, è accettabile. Il test ha confermato ancora una volta l’affidabilità del sistema di controllo della detonazione nucleare a concentrazione, completamente verificata attraverso la prova di detonazione nucleare e i lanci di prova di diversi missili balistici.
Il successo perfetto nel test della bomba H per ICBM ha dimostrato chiaramente che le bombe secondo lo Juche della RPDC hanno basi altamente precise, e la sicurezza dell’operazione della testata nucleare è pienamente garantita, che progettazione e produzione della tecnologia delle armi nucleari della RPDC si basano su livelli elevati, adeguandone la potenza distruttiva in considerazione di obiettivi e finalità. Ha anche segnato un’occasione molto significativa di raggiungere l’obiettivo finale di completare la forza nucleare dello Stato. Il Comitato Centrale del PLC ha esteso calorose congratulazioni a scienziati e tecnici dell’industria nucleare e del poligono nucleare del nord, per il successo della prova della bomba H per ICBM.Ridicole minacce guerrafondaie
Sim Chol Yong, Rodong 4 settembre 2017

Poco tempo fa, il comandante fantoccio della marina sudcoreana, insieme al padrone statunitense, di recava nelle isole meridionali del Mare Occidentale, affermando la necessità di “aprire il fuoco con decisione se il nemico provoca”. Nel frattempo, le unità speciali della marina dei fantocci organizzava un’esercitazione imponente per colpire i sistemi di lancio mobile della RPDC. Anche se le forze dei burattini avviano l’isteria bellica, istigata dagli Stati Uniti, restano solo pecore scabbiose. Se spariamo, moriranno. Questo è il destino inevitabile dei fantocci guerrafondai. I gangster militari fantocci dovrebbero sempre essere consapevoli che se fingono di essere coraggiosi, non salveranno la pelle, poiché non hanno né misura né capacità per far fronte alle conseguenze. È sciocco chi espone il collo alla falciatrice osando contrastare una potenza militare mondiale dotata di potenti forze nucleari. Se le forze dei fantocci sudcoreani continuano ad essere sconsiderate, giudicando male risentimento e volontà dei nostri esercito e popolo, subiranno un terribile disastro.

Dalla test della Bomba H nordcoreana? No, dalla reazione del mondo…

Azioni sconsiderate acuiscono la tensione regionale
Rodong 4 settembre 2017

Il Ministero della Difesa del Giappone ha deciso d’introdurre i nuovi missili statunitensi Aegis col pretesto di contrastare lo sviluppo della tecnologia missilistica balistica della RPDC. Il Giappone ha apertamente optato per le azioni militari degli Stati Uniti. I media di ultra-destra chiedono di dimostrare solidarietà tra Giappone e Stati Uniti e contenere la RPDC. È in questo contesto che il primo ministro Abe ha discusso con il ministro degli Esteri e il ministro della Difesa e ha indicato la stretta solidarietà tra Giappone e Stati Uniti per far fronte alle “minacce” della RPDC. Questo è un atto senza senso oltre ogni limite. È l’eterna ambizione dei reazionari giapponesi realizzare il vecchio sogno della “Grande Sfera di Co-Prosperità dell’Asia Orientale” abusando della situazione tesa in Asia-Pacifico. Il parlamento giapponese ha concesso alle “Forze di autodifesa” il diritto di esercitare l'”autodifesa collettiva” e ampliato l’ambito delle operazione estere. Intensificando le mosse per trasformare il Paese in fascista e militarista emanando in successione leggi malvagie come la legge sulla protezione dei segreti e quella sulla punizione dei crimini organizzati, il Giappone rivederà in modo retrogrado la costituzione per giustificare legalmente l’aggressione all’estero. Ma la revisione retrograda della costituzione affronta una denuncia forte in patria e all’estero e il governo giapponese attualmente subisce sconfitte consecutive nelle elezioni locali. Ora cerca la via d’uscita estremizzando l’ostilità verso la RPDC e diffondere l’idea militarista nella società. Se il Giappone acuisce la situazione regionale tesa, si ritroverà tra la vita e la morte.

La Corea del Nord dichiara di avere la Bomba all’Idrogeno!!! – Che sollievo, pensavo che non avrebbero finito di parlare di Trump!…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora