Zjuganov: dobbiamo riunire le terre del nostro spazio geopolitico in modo pacifico, democratico e con dignità…

Histoire et Societé 15 febbraio 2015zyuganov.siIntervista del 13 febbraio presso la Duma di Stato, osservazioni sulla situazione in Ucraina, del Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista, G. A. Zjuganov. “Il Partito Comunista dell’Ucraina raccolse a suo tempo tre milioni di firme, per indire un referendum sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Questo referendum dovrebbe risolvere pacificamente i problemi che si sono accumulati“, ha ricordato GA Zjuganov. “La junta di Kiev ha dato l’ordine di sparare sui propri cittadini, un crimine senza precedenti. Conosco la storia delle guerre. Sono stato in molti punti caldi, ma è la prima volta che vedo una situazione in cui si usano aerei e carri armati per costringere le persone ad abbandonare la loro lingua, le loro tombe e i loro antenati“, s’indigna il capo del Partito Comunista. “Il popolo ucraino ha bisogno di una guerra? Ovviamente no. E’ un popolo lavoratore e silenzioso, delle persone oneste, ha detto il capo dei comunisti russi. I responsabili in Europa ne hanno bisogno? Neanche. Tale conflitto sanguinoso e terribile è stato organizzato da funzionari corrotti, oligarchi ladri, diplomatici degli Stati Uniti e dalla CIA, dai banderisti veri nazisti. Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale si è formato un governo apertamente fascista e criminale“. “Solo gli ingenui possono sperare che tale governo risolva i problemi dell’Ucraina. Credo che la guerra vada bene agli statunitensi che hanno intenzione di conquistare il mercato europeo. Il debito degli USA è di 18000 miliardi di dollari, che vogliono scaricare sulle spalle dell’Europa e della Federazione russa. Infatti, dopo aver iniziato la guerra in Ucraina, distruggendo legami economici, finanziari e altri tra i Paesi europei e la Russia, gli sarà possibile imporsi all’Europa“, ha detto G. A. Zjuganov.
In effetti, nella Novorossia di oggi c’è una guerra tra un regime filo-USA e la Federazione russa. Sembra già la crisi dei missili di Cuba combinata alla guerra in Vietnam. Per l’Europa, ciò potrebbe comportare il collasso dell’intero sistema finanziario ed economico costruito nel dopo guerra. Quando Merkel e Hollande si sono resi conto che la situazione degenerava, hanno cominciato a cercare un modo urgente di risolvere il problema“, ha proseguito Gennadij Zjuganov. “Dobbiamo fermare la carneficina e il bombardamento della Novorossia da parte della junta radicale di Kiev. Sembra che sia stato raggiunto un accordo, ma domani vedremo cosa succederà dopo la mezzanotte. Tuttavia vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che, anche nel corso dei negoziati, nessuno ha interpellato Poroshenko. Nessuno gli ha detto cosa stai facendo? Ci sediamo al tavolo dei negoziati, ma continui a bombardare città ed aree residenziali, scuole e asili. Non dobbiamo dimenticare che Poroshenko è il capo delle Forze armate dell’Ucraina“, ha detto G. A. Zjuganov.
Credo che Poroshenko non abbia alcun controllo sulla situazione, ha detto il capo del Partito Comunista. Le condizioni gli sono dettate dal partito della guerra guidato da Jatsenjuk, Turchinov e simili. Sono dei militaristi che eseguono gli ordini di Washington, non di Poroshenko. Pertanto dobbiamo stare in guardia e non dimenticare con chi abbiamo a che fare”. “C’è una cosa che mi fa dubitare sull’attuazione degli accordi. I capi che oggi siedono a Kiev, Poroshenko, Turchinov, Jatsenjuk e Avakov semplicemente non potrebbero esistere in condizioni normali. Non sanno lavorare e non sanno cos’è l’economia“, dubita G. A. Zjuganov. “Solo degli sciocchi o furfanti potrebbero acquistare carbone in Sud Africa. Solo dei bastardi assolutamente irresponsabili potrebbero distruggere le miniere del Donbas, mentre la metà della popolazione dell’Ucraina muore di freddo. Ecco che razza di persone oggi distrugge l’apparato amministrativo del Paese“, ha detto il leader dei comunisti russi. “Dobbiamo capire cosa potrebbe accadere se il potere dei nazisti banderisti a Kiev si rafforzasse. Quando s’impossessano di armi moderne, sparano a tutti non solo a Donetsk, ma anche altrove. Sono individui senza morale, senza coscienza e privi degli obblighi fondamentali esistenti in ogni società“, ha avvertito Gennadij Zjuganov.
Dobbiamo riunire le terre del nostro spazio geopolitico in modo pacifico, democratico e dignitoso. Così tutti ne trarranno vantaggio. Tanto più che la base di ciò è già stata posta nella forma dell’Unione eurasiatica“, ha concluso il leader del Partito comunista.170532894Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Oleg Popov, comandante della milizia comunista e deputato di Lugansk

Ibai Trebinho Sociologia Critica 19/11/2014minerosDiversi fantocci rossi, al servizio di CIA, Soros, BND e Gladio, dirigono il coretto anti-comunista e russofobo nei centri sociali, nell’area del cosiddetto antagonismo, nelle catacombe putrescenti dell’anarchismo italiano, sempre allineato con la teppa atlantista e le sue avventure, ed iperinfiltrato da agenti di Stay Behind dai tempi delle bombe nelle piazze e nelle banche. Perché non dovrebbe esserlo oggi? Soprattutto l’ampia sponsorizzazione di cui hanno goduto gli anarchici da parte della CIA, e che godono oggi da parte delle varie fogne ideologiche pro-pagate da George Soros, l’oligarca finanziario statunitense mai citato dalla teppaglia antifa, anarchica, antagonista e dai reflui del bertinottismo persistente. (Infoaut, Militant, e anche contropiano che ha scoperto la Novorossija solo dopo i massacri dei nazifascisti banderisti e la loro sconfitta militare nel Donbas), senza arrivare al buffone mediatico Marco Rizzo, nei cui documenti programmatici del micropartito di sua proprietà si parla di imperialismo russo, iraniano, cinese e dei BRICS. Tutto questo pattume, rosso, neo-enverista, estremista, anarcoide e perfino “antifascista”, genera con la sua disinformazione confusione nell’asfittico ambiente della sinistra radicale (o radical-chic, gli ‘antagonisti’, spesso e volentieri, si scoprono figli di potenti notabili, avvocati, primari, magistrati, ecc. Un passatempo per ricchi e protetti nullafacenti). Confusione gestita e controllata da mestatori di professione, professorini di micragnosi partitini settari e mercenari arruolati da ONG, fondazioni, servizi segreti e polizia politica, per condurre un po’ di sana propaganda filo-atlantista, secondo cui Putin è fascista, la Novorussia fascista, i minatori russi fascisti, mentre gli squadristi della NATO messi al potere a Kiev da Washington vengono presentati come “giovani” combattenti per la libertà e l’indipendenza ucraina dall’imperialismo ‘russo’. Argomento, come già notato, utilizzato dal fasullissimo Marco Rizzo, ricorrendo alla propaganda di una setta “marxista” greca (infiltrata ai vertici del KKE) che invoca la crociata nucleare contro l’asse del male Russia-Cina-Iran-Palestina…
La breve e efficace intervista al deputato comunista di Lugansk Oleg Popov, illustra da che parte stia chi sostiene la Novorossija, e da quale parte stia invece chiunque sostenga i golpisti di Kiev direttamente, indirettamente o tacitamente, anche criticando la Novorossija. Continuino pure a contorcersi coloro che si sentono afflitti dalla denuncia qui fatta della collusione con Gladio e il terrorismo atlantista dei suddetti ambienti antifa, antagonisti e anarchici, che non hanno mai espresso una presa di posizione antifascista chiara e univoca. Soros paga, e detta la musica dei pifferai dei ratti.
Alessandro Lattanzio, 2 dicembre 2014

9nwcj-eulyo“Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio”, afferma Oleg Popov, utilizzando la famosa frase di Che Guevara, mentre ci dirigiamo verso il confine. Popov l’ho incontrato al municipio di Lugansk. “Oltre alla famiglia, la cosa più importante che ho nel mondo è il mio attivismo politico”, dice. E’ il segretario generale del Partito Comunista di Lugansk e deputato della Novorussia. Ma Popov non è un comune politico, combatte nella milizia.

Oleg Popov, combattente comunista per la Novorrusia. Perché?
I rivoluzionari e i comunisti sono sempre stati in prima linea nella lotta al fascismo, anche in Novorussia. Non altro.

Come ha deciso di prendere le armi e combattere?
Dopo Majdan, questo Paese è diventato nazionalista e fascista. Il governo di Kiev è pieno di fascisti. Oggi, coloro che ci vogliono governare da Kiev sono nazisti puri che hanno lanciato l'”operazione antiterrorismo” contro il Donbas. Noi comunisti, siamo sempre per l’amicizia con la Russia.

Da dove viene e a cosa risponde tale nuovo fascismo in Ucraina?
Non è una guerra provocata solo dal fascismo, anche imperialismo ed interessi economici l’hanno causata. Gli Stati Uniti vogliono riconquistare l’egemonia mondiale, ma sarà impossibile possedere il mondo se la Russia si oppone. Il loro scopo è destabilizzare la Russia attaccandone la sovranità e usando i gruppi fascisti e nazionalisti in Ucraina.

La Novorussia è un progetto politico contro il nuovo fascismo europeo?
La Novorussia è la resistenza al fascismo. Eliminiamo tutti i fascisti. Ma la Novorussia è anche resistenza all’imperialismo e agli Stati Uniti. Sosteniamo l’amicizia tra tutti i popoli slavi. Il nostro obiettivo è costruire una potenza forte e dignitosa come l’Unione Sovietica e cacciare gli yankees.

La Novorussia un progetto nazionale con base socialista?
L’obiettivo di ogni comunista è costruire un mondo comunista, insieme a greci, italiani, russi, ucraini e spagnoli. La Novorussia è solo il primo passo per lottare per questo obiettivo.

Abbiamo parlato molto della varietà ideologica della resistenza popolare del Donbass: comunisti, socialisti, monarchici, nazionalisti e altri. Cosa ne pensi?
La base della nostra unione è lo scontro con il fascismo. L’unità del nostro popolo si basa sulla lotta per giustizia, verità e libertà. I comunisti hanno come modello Marx, Engels e Lenin. Sosteniamo la rivoluzione sociale contro il fascismo e la globalizzazione. L’obiettivo è estenderne la lotta in tutto il mondo. La nostra ideologia e il nostro progetto politico si basano sul nostro Paese e il nostro popolo. Siamo con il popolo, per questo combattiamo. Il popolo non vuole vivere sotto il giogo del fascismo, e neanche essere schiavo di un regime fascista.

Quale forma di Stato proponete: indipendente, socialista o nella Federazione Russa?
Siamo a favore dell’amicizia con gli slavi e i popoli sovietici, quindi siamo anche sostenitori dell’unione con Russia e Ucraina, ma non con l’attuale Ucraina fascista.

Non è comune, almeno tra i politici occidentali, vedere un deputato con un’arma combattere al fronte.
Abbiamo assistito alla uccisione di civili, donne, bambini e non possiamo permetterlo. Così ho deciso di entrare nell’esercito, prendere le armi e combattere al fronte. E’ inaccettabile che politicanti assistano tranquillamente all’uccisione di civili. Da quando è iniziata la guerra, tutti i ceti hanno dato il loro contributo: medici, operai, minatori, deputati e altri. Noi tutti lottiamo per il popolo, per la difesa del nostro popolo.

Dato che è anche comandante della milizia, come vede le prospettive della guerra? Funziona l’accordo di Minsk?
Il governo ucraino teme di perdere questo territorio, unico motivo per lanciare l’offensiva militare. Il governo continua a credere che dopo che Simferopol e Crimea hanno lascito l’Ucraina, nel Donbas succeda qualcosa di simile. Non vuole nessun cessate il fuoco o altro.

Qual è l’obiettivo? Controllare l’attuale territorio e recuperare le parti di Donetsk e Lugansk sotto controllo dell’Ucraina o estendersi a ciò che è storicamente la Novorussia?
Per ora vogliamo liberare Donetsk e Lugansk. Ma se Kherson, Odessa, Kharkov o una qualsiasi delle sette repubbliche della Novorussia ci chiedessero aiuto, glielo daremo. Siamo chiari. Libereremo Novorussia e saremo con la Russia anche se l’Ucraina non vuole. Non sarà a breve, ma nel medio-lungo termine; uno o due anni… non so quando, ma libereremo la Novorussia perché molti comunisti vogliono liberare la Novorussia. Vinceremo, senza dubbio.

Z-whUpFmBs4Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Senza Titolo

“In Putin vi è più Lenin che in tutta la sinistra occidentale degli ultimi 50 anni”

Risposta di un marxista-leninista russo alla sinistra occidentale
Valentin Zorin Left.ru agosto 2008

Nota: Di seguito pubblichiamo un commento di Valentin Zorin, caporedattore di Left.ru e Burtsev.ru, all’articolo “Lenin’s Epitaph: Lessons from the Russia – Georgia War”, pubblicato nel blog The ruthless critic of all that exists. Ci scusiamo per qualche irregolarità stilistica dell’originale.

283995Ogni “spietata critica di tutto ciò che esiste” non può essere presa sul serio, a meno che non inizi con una spietata autocritica della critica spietata. È doppiamente vero se il critico spietato appartiene alla sinistra imperialista fin dalla nascita e per istruzione, e per tutta la sua vita (per storia politica, mentalità, pregiudizi culturali, ecc.) Il dogma che “tutto è per il petrolio” dimostra la sua totale ignoranza sulle cause di questa guerra (la guerra dei 5 giorni in Georgia). Ma tale ignoranza non è ingenua. La sinistra imperialista l’usa ancora e ancora per mascherare i piani aggressivi dell’ultra-imperialismo occidentale contro la Russia e tutti gli altri Paesi che si oppongono al loro cammino verso il dominio mondiale. Lo stivale sinistro marcia lealmente assieme allo stivale destro, non un passo indietro! La sinistra occidentale è altrettanto spietatamente ipocrita quanto le sue classi dirigenti.
Proprio come il fascista statunitense Robert Kagan, il nostro “critico spietato” ritiene irrilevante chi ha attaccato chi l’8 agosto (2008). Proprio come il nazistofilo McCain, il nostro critico spietato non sembra curarsi del fatto che questo era il terzo tentativo, da parte degli sciovinisti georgiani, di sterminare gli osseti del sud, dal primo sotto il presidente menscevico Zhordanija nel 1920. Proprio come la stampa corporativa occidentale, il nostro spietato critico di tutto, tranne della sua complicità nel lavaggio del cervello ideologico dell’ultra-imperialismo occidentale, beneficiando delle proverbiali “briciole” dal loro tavolo, in qualche modo si dimentica che l’US Navy entrava nel Mar Nero per riarmare i fascisti georgiani, e non la Marina russa entrava nel Golfo del Messico. E’ la NATO che circonda la Russia, non la Russia che circonda la Gran Bretagna e il suo impero coloniale. Sono i servizi segreti statunitensi e inglesi che fomentano l’odio etnico nell’ex-URSS, non i russi dell’FSB che addestrano separatisti scozzesi e texani. Questi fatti non sembrano importanti per il nostro spietato critico di tutto, tranne che dei suoi pregiudizi. Anche gli onesti osservatori borghesi iniziano a parlare come i critici dell’imperialismo occidentale, di fronte a fatti simili, mentre il nostro critico spietato di tutto, con il labbro superiore irrigidito, non scorge la differenza tra l’aggressore e la sua vittima, tra la banda di ultra-imperialisti occidentali e il nazionalismo dei popoli che vogliono distruggere.
Lenin è e rimarrà nei nostri cuori. Anche in Putin vi è più Lenin che in tutta la sinistra occidentale degli ultimi 50 anni. E’ Putin che ha detto, dopo che poco più di 2000 cittadini russi sono stati uccisi dai fascisti georgiani, che il popolo georgiano è nostro fratello, che la cultura russa è impensabile senza la cultura georgiana. E tu che cosa ne sai o capisci di cultura della Georgia? Tu non sai nemmeno il russo, la lingua di Tolstoj e Lenin, per leggere notizie diverse da quelle dei media aziendali che avvelenano il tuo cervello! Vergognatevi tutti voi, svergognati fottuti occidentali, a destra come a sinistra! Per voi, diventare di nuovo umani è l’unica medicina amara che vi può aiutare. Abbiamo subito perdite a decine di milioni per spezzare la schiena al nazismo tedesco; no, al nazismo occidentale, perché senza tutta la storia genocida dell’occidente, non ci sarebbe stato alcun Hitler. La Russia guiderà i popoli del mondo che voi avete fottuto e sottoposto a genocidio per secoli, e vi distruggeremo. Lo faremo, prima o poi!

j_49MOBfcUgValentin Zorin, Marxista-Leninista Russo

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

“L’esperienza cinese è utile alla Russia”

Articolo di Zjuganov per il Quotidiano del Popolo e la Pravda
Histoire et Societé – 26 settembre 2014

Il 25 settembre è iniziata la visita ufficiale in Cina, su invito del Comitato centrale del Partito comunista cinese, della delegazione del Partito comunista (della Federazione Russa) guidata dal Segretario Zjuganov. Lo stesso giorno, il giornale ufficiale del Comitato centrale del PCC, “Quotidiano del Popolo”, ha pubblicato un articolo di Zjuganov. Oggi presentiamo ai lettori la traduzione dalla Pravda.

MAIN201409270824000105867568431Nel giugno 1997, i nostri partiti firmarono un memorandum per la cooperazione, che divenne la base per lo sviluppo delle relazioni multilaterali tra il Partito comunista e il PCC. Il Partito comunista in quel momento, dopo esser stato bandito e un lungo processo presso la Corte Costituzionale, e dopo aver superato la difficile strada per il recupero e la rigenerazione, aveva ripreso forza con fiducia e conquistato l’appoggio delle masse. Per noi, la firma di quel protocollo fu un importante sostegno morale. Lo scambio delle delegazioni consentì ai membri del nostro gruppo di conoscere le conquiste del popolo cinese, le attività del PCC. In Cina hanno soggiornato diversi gruppi militanti degli uffici regionali del partito comunista. Tra di loro c’erano speciali delegazioni di giovani, futuri leader del partito. Per loro, questi viaggi sono diventati una sorta di tirocinio. Molti giovani talenti si uniscono al nostro partito. Acquisire familiarità con le conquiste del Paese nel costruire il socialismo con caratteristiche cinesi, è un incentivo per il loro lavoro quotidiano. Anche i giornalisti del partito visitano la Cina. Dopo le loro visite, hanno pubblicato decine di materiali. Un aspetto importante del rapporto tra i partiti è la partecipazione dei rappresentanti del Partito Comunista in vari seminari e conferenze organizzati dalle organizzazioni scientifiche del PCC. I rappresentanti del Partito comunista cinese frequentano regolarmente i congressi del Partito comunista, così come quelli internazionali organizzati a Mosca su iniziativa del Partito Comunista. Ho visitato il vostro bel Paese sette volte. Questa visita sarà l’ottava. Ho avuto l’opportunità di incontrare molti leader del PCC. Il compagno Xi Jinping ha sostenuto attivamente lo sviluppo delle relazioni tra il Partito comunista russo e il PCC, chiedendone l’espansione. Penso che questi incontri siano un importante contributo alle relazioni tra il partito comunista e il PCC.
Sono grato ai compagni cinesi, perché hanno tradotto e pubblicato in cinese una serie di mie opere che riflettono i processi che avvengono in Russia, e le attività del nostro partito. Il mio libro “La globalizzazione e il destino dell’umanità”, contiene un’analisi delle relazioni internazionali contemporanee. Mi è stato detto che ha suscitato grande interesse tra i lettori cinesi. Generalmente, durante i nostri viaggi in Cina, abbiamo avuto l’opportunità di familiarizzare con i processi su riforme, sviluppo della scienza, produzione industriale moderna. I cinesi hanno ottenuto un notevole successo. Ero a Pechino quando avevano appena iniziato i preparativi per le Olimpiadi. Poi ho visitato Pechino alla vigilia della celebrazione globale dello sport e ho visto con i miei occhi ciò che è stato costruito: stadi, centri sportivi, nuove infrastrutture. Tutto questo mi ha fatto impressione. E’ con grande cura che seguiamo l’attuazione delle riforme previste nella RPC da parte del partito. La Cina detiene ancora il primo posto nel mondo per crescita economica, nonostante la crisi globale: una media del 9-10% all’anno negli ultimi 30 anni. C’è stato un aumento costante dei redditi nelle aree urbane e rurali. Sappiamo che la politica interna in Cina è determinata dall’adesione al sistema socialista. Tuttavia, la scelta socialista non impedisce di sviluppare relazioni nell’economia di mercato. La stabilità politica e il progresso dell’economia nazionale incitano la popolazione della Grande Cina a sperare in un futuro migliore.
Per noi, comunisti russi, l’esperienza della cooperazione con i partiti democratici del PCC in Cina è di grande interesse. Ci siamo incontrati più volte con i rappresentanti del Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo della Cina. Credo che questa esperienza possa essere utile per la Russia. Le relazioni russo-cinesi sono caratterizzate da elevate dinamiche di sviluppo, basandosi sul trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione tra Russia e Cina del 16 luglio 2001. Queste relazioni sono ora caratterizzate da un partenariato basato su fiducia e interazione strategica. Dietro queste formulazioni ufficiali vi sono centinaia di contratti e accordi specifici. Recentemente sono venuto a conoscenza del piano d’azione 2013-2016. Esso dimostra che oltre 300 trattati ed accordi intergovernativi sono stati firmati, coprendo quasi tutti i settori della cooperazione. I parlamentari contribuiscono all’approfondimento delle relazioni tra i nostri due Paesi. Le commissioni parlamentari istituite operano con successo secondo la cooperazione tra Consiglio della Federazione, Consiglio di Stato e Congresso nazionale del popolo. Il Primo Vicepresidente del Partito Comunista, Primo Vicepresidente della Duma Ivan Melnikov, è responsabile per lo sviluppo delle relazioni tra la Duma di Stato e il Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo della Cina. Un membro del nostro gruppo, l’Ambasciatore Vassilij Likhachjov, è il coordinatore del gruppo di cooperazione tra la Duma di Stato e la CCPPC. Un posto importante nelle relazioni russo-cinesi prendono le relazioni interregionali. Oggi, più di 60 soggetti della Federazione Russa hanno contatti con le province della RPC. Hanno firmato più di un centinaio di accordi di cooperazione. I deputati comunisti degli organi di rappresentanza di questi soggetti, sostengono pienamente lo sviluppo dei contatti interregionali. L’Anno della Russia in Cina e l’Anno della Cina in Russia, delle lingue cinese e russa, hanno avuto molto successo. La mia famiglia contribuisce anche a questa partnership: un mio nipote studia cinese al liceo e ha fatto uno stage a Shanghai. I nostri Paesi hanno buone prospettive nell’approfondire la cooperazione reciprocamente vantaggiosa. La cosa importante è che gli accordi siano carichi di contenuti concreti.
Assistiamo all’improvviso peggioramento della situazione internazionale. In varie parti del mondo imperversano la guerra e il terrorismo, e le minacce alla pace e alla stabilità si inaspriscono. La guerra ha raggiunto i confini della Russia, in Ucraina c’è la guerra civile. Nei documenti diplomatici avrebbero scritto probabilmente che gli approcci di Russia e Cina ai problemi fondamentali della politica mondiale e alle questioni internazionali sono vicini o coincidono. In pratica, ciò significa che i nostri Paesi hanno sventato l’aggressione alla Siria. I marinai dei nostri Paesi hanno garantito le regolari operazioni per distruggere le armi chimiche siriane. Nel vocabolario internazionale vi sono concetti ben affermati come BRICS e SCO, nella cui formazione sono coinvolte attivamente Russia e Cina. Sono convinto che queste strutture internazionali emergenti avranno sempre più importanza e influenzeranno il corso degli eventi mondiali.
Oggi abbiamo tutte le ragioni per dire che Russia e Cina sono cruciali nel mondo moderno, e senza cui non può essere risolto alcun problema internazionale.

P201003242150341005320083Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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