“Gli Stati Uniti vanno bastonati come un cane rabbioso”

“I nostri missili non sono puntati sugli inutili burattini”
Cassad 15 settembre 2017Nelle esercitazioni militari sudcoreane vi sono stati i lanci di 2 missili balistici “Hyunmu-2“, in risposta alle prove di Pyongyang. Uno dei missili ha volato per 250 chilometri, la stessa distanza dalla zona delle manovre all’aeroporto internazionale di Pyongyang, da dove il missile della RPDC è stato lanciato. Il lancio del secondo missile sudcoreano è fallito, dopo il lancio era caduto in mare. Il commento dell’ambasciata della RPDC in Russia sulle sanzioni dell’ONU, le minacce degli USA e i piani futuri.
Il Ministero degli Esteri della RPDC il 13 settembre emetteva il messaggio seguente.
Il 12 Stati Uniti e satelliti, durante la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, definendo la nostra prova della bomba all’idrogeno di cui dotare gli ICBM come “minaccia” a pace e sicurezza del mondo, fabbricavano un’altra “sanzione” anti-coreana senza precedenti nella storia. Accusiamo fermamente la risoluzione come fabbricazione degli statunitensi che hanno mobilitato tutti i mezzi e i metodi più vili per far adottare la “risoluzione sulle sanzioni” n. 2375 al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, risultato di una brutale provocazione volta a soffocare il nostro Stato e il nostro popolo, privandoli della giusta difesa della loro Repubblica e applicando un blocco economico totale. Le illegalità dell’adozione della “risoluzione sulle sanzioni”, adottate nuovamente su iniziativa degli Stati Uniti, ci danno l’opportunità di affermare che il cammino scelto è centocinquanta volte corretto e ciò è motivo del forte rafforzamento della nostra decisione nel continuare a seguire questa strada fino alla fine e al più presto possibile. Dato che i tentativi degli Stati Uniti, con intrighi senza precedenti su sanzioni e pressioni per bloccare il nostro sviluppo, disarmarci e schiacciarci con le loro forze nucleari, ora sono chiari, creiamo una vera parità di forze militari difendendo la nostra sovranità e il diritto ad esistere, e rafforzeremo ulteriormente tale potebza garantendo pace e sicurezza nella regione.

È impossibile aumentare il peso delle testate per esistere
I burattini della Corea del Sud, accusando le nostre misure auto-difensive, s’impegnano a ricreare una “corsa ai missili” con gli Stati Uniti. Dicono recentemente che il governo della Corea del Sud ha invitato Trump a ricreare la “corsa ai missili” consentendogli di aumentare il peso della testata del missile balistico dell’esercito fantoccio e a riceverne un “consenso verbale”. Ad ottobre, a Seul, tale questione sarà discussa. I burattini fanno rumore anche se hanno già esteso la gittata del loro missile balistico attraverso due programmi puntando all’intero territorio della Repubblica Democratica Popolare, ma a causa del peso minore della testa bellica, il suo potere distruttivo è limitato e quindi è necessario aumentarlo di oltre una tonnellata. Si vantano che se il peso della testa bellica aumenta di oltre una tonnellata, può “distruggere completamente il comando sotterraneo del Nord, trasformato in fortezza” armandosi di “una forza militare deterrente per resistere alla minaccia del Nord“. Probabilmente, i burattini, che hanno perso la ragione coi successi sensazionali nel miglioramento delle nostre Forze Armate nucleari e la seria offensiva contro gli Stati Uniti, non hanno affatto la capacità elementare di analizzare la situazione e di capire la realtà.
Ora i nostri missili balistici intercontinentali sorvolano terraferma ed oceano, e arrivano fino allo spazio, e il suono maestoso di un’esplosione di una arma termonucleare super-potente, una bomba ad idrogeno, ha scosse la Terra. Le nostre armi strategiche vengono modernizzate al massimo per colpire con precisione qualsiasi obiettivo nemico, indipendentemente da dove sia o da quale parte. A questo punto, affidandosi ai padroni, cercano la via d’uscita per aumentare il peso della testa bellica del missile, veramente ridicolo. Questo sottolinea la loro miserabile posizione di schiavi coloniali, che da sé non decide neanche sul problema del peso della testata del missile, restando sotto il tallone degli Stati Uniti. Ogni volta che si prendono le misure per rafforzare le Forze Armate nucleari contro gli Stati Uniti, i burattini della Corea del Sud gridano e ricorrono a provocazioni militari irresponsabili. Gli Stati Uniti hanno frenato i burattini “nella corsa ai missili”, in modo che essi non facciano un solo passo senza il loro consenso. Il fatto che gli Stati Uniti abbiano dato un “consenso verbale” è volto ad usare tali pedine come carne da cannone nel confronto con i connazionali, la guerra contro il Nord e il dominio sull’Asia nordorientale. Coloro che non lo capiscono sono i burattini contenti, come sperano. Non possiamo nemmeno guardarne la disgrazia. Cosa può cambiare aumentando il peso della testata bellica del missile? Francamente, le nostre armi nucleari e i nostri missili balistici strategici non sono destinati agli inutili burattini sud-coreani. Le autorità della Corea del Sud non possono che far rumore. Li abbiamo già avvertiti che se strepitano sperando nella forza del padrone statunitense, subiranno un disastro inimmaginabile. 

La Corea democratica lancia un altro ICBM sorvolando il Giappone
Cassad 15 settembre 2017

Dopo le dichiarazioni di oggi su “Oscurità e cenere” per Giappone e Stati Uniti, inclusa la massima che “gli Stati Uniti vanno bastonati come un cane rabbioso“, Pyongyang prevedeva decisamente di dimostrare che Stati Uniti e loro sanzioni sono inutili. Un altro ICBM veniva lanciato sorvolando il territorio del Giappone e cadendo nell’Oceano Pacifico a 2000 chilometri ad est dell’isola di Hokkaido, non molto tempo dopo che la televisione centrale della RPDC aveva minacciato di affondare “con tutti i mezzi di rappresaglia”. Apparentemente, una versione modificata dell’ICBM Hwasong è stata provata. Il Giappone, che più di una volta ha minacciato di abbattere i missili nordcoreani se sorvolassero la sua zona economica, ha visto Kim per la seconda volta in tre settimane, e non solo vedendo arrivare vicino al Giappone, ma sorvolato direttamente fino all’Oceano Pacifico dai missili, non prestare particolarmente attenzione alle minacce dei giapponesi. Trump ha anche twittato le precedenti vuote minacce, ma tutto qui. Altra chiara conferma della tesi secondo cui la RPDC non si piegherà su pressione estera, come avvertono Pechino e Mosca.
PS: sarebbero stato lanciato un Hwasong-12. La gittata in questo test è stata di 3500 chilometri. La quota massima di 770 chilometri. Secondo fonti nella Casa Bianca, Trump “è stato informato”. È divertente, ma un paio di giorni prima in Giappone era comparsa una vignetta che propagandava la difesa missilistica giapponese.Ma finora…Traduzione di Alessandro Lattanzio

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La razionalità di Kim Jong-un (e delle sue atomiche)

Gary Leupp, Dissident Voice 11 settembre 2017Kim Jong-un non è pazzo, al contrario, ha compiuto un’azione totalmente razionale. Producendo armi nucleari e missili balistici in grado di portarle nel territorio degli Stati Uniti, Pyongyang ha ottenuto la certezza che gli Stati Uniti non l’attaccheranno, con l’ennesimo tentativo di cambio di regime. Aspetta, diranno. Aveva già un’assicurazione. Ogni giornalista in TV dice che un attacco statunitense porterebbe inevitabilmente a un attacco su Seul che ucciderebbe decine di migliaia di persone immediatamente. I sudcoreani dovrebbero biasimare l’invasione degli Stati Uniti. Quindi non è semplicemente possibile. Anche se limitata alle forze convenzionali, la minaccia d’invasione era già un’appropriata deterrenza. Non c’è modo che gli USA inneschino l’attacco a una città di 10 milioni di abitanti che considererebbero gli Stati Uniti un loro protettore. Quindi i coreani non avevano bisogno di sconvolgere il mondo acquisendo il nucleare. Ma si pensi dal punto di vista di Jong-un. Nato nel 1984, Jong-un aveva 7 anni quando gli Stati Uniti bombardarono l’Iraq, presumibilmente per scacciarne le truppe dal Quwayt (anche se Sadam Husayn aveva già accettato di ritirarsi). Poi gli Stati Uniti imposero sanzioni che uccisero mezzo milione di bambini. Aveva 11 anni quando gli Stati Uniti intervennero in Jugoslavia, bombardando i serbi per creare lo Stato fallito cliente della Bosnia-Erzegovina. Aveva 15 anni (probabilmente in una scuola in Svizzera) quando gli Stati Uniti bombardarono la Serbia creando lo Stato fallito cliente del Kosovo. Aveva 17 anni quando gli Stati Uniti bombardarono e cambiarono regime dell’Afghanistan. Diciassette anni dopo, l’Afghanistan rimane preda della guerra civile, ospitando ancora truppe statunitensi per abbattere l’opposizione. Aveva 19 anni quando gli Stati Uniti abbatterono Sadam e distrussero l’Iraq, producendo di conseguenza miseria e caos. Aveva 27 anni quando gli Stati Uniti rovesciarono Gheddafi, distrussero la Libia e cacciarono il presidente dello Yemen causando caos e iniziarono a sostenere l’opposizione armata in Siria. Aveva 30 anni quando il dipartimento di Stato degli USA spese 5 miliardi di dollari per rovesciare il governo ucraino attraverso un colpo di Stato violento.
Conosce la storia del proprio Paese e di come l’invasione statunitense, dal settembre 1950, lo rase al suolo uccidendo un terzo del suo popolo, mentre Douglas MacArthur pensava ad usare le armi nucleari sulla penisola. Sa come il fantoccio degli statunitensi Synghman Rhi, presidente della “Repubblica di Corea” proclamata dagli Stati Uniti, aveva ripetutamente minacciato d’invadere il Nord e giustiziato 100000 sudcoreani dopo lo scoppio della guerra perché simpatizzanti comunisti che avrebbero aiutato il nemico. Ama i film di Elizabeth Taylor ma odia l’imperialismo statunitense. Non c’è niente di pazzo in questo.
Jong-un aveva 10 anni quando Stati Uniti e Corea democratica firmarono un accordo con cui Pyongyang accettava di congelare le proprie centrali nucleari sostituendole con reattori ad acqua leggera (inidonei alla proliferazione nucleare) finanziati da Stati Uniti e Corea del Sud e la graduale normalizzazione delle relazioni Washington-Pyongyang. Ne aveva 16 quando la segretaria di Stato Madeleine Albright visitò Pyongyang e incontrò il padre Kim Jong-il. (In quello stesso anno, il presidente sudcoreano Kim Dae-jung incontrò con Kim Jong-il a Pyongyang durante il periodo della “Diplomazia del sole”, sabotato dall’amministrazione Bush/Cheney). Aveva 20 anni quando l’accordo fu rotto (per mano di Dick Cheney e dei suoi neocon nel 2004). Aveva 17 anni quando il fratellastro Jong-nam fuggì nell’aeroporto di Narita, perché cercava stupidamente di entrare in Giappone con la famiglia con falsi passaporti dominicani, per visitare la Disneyland di Tokyo. Questa idiozia escluse dalla successione Jong-nam (assassinato come sapete in Malaysia nel febbraio 2017), mentre il fratello Jong-chul era considerato “effeminato” (a un concerto di Clapton a Singapore nel 2006 fu visto con i buchi alle orecchie). Jong-un probabilmente non si aspettava di essere il prossimo monarca fin quando non ebbe 25 anni. Aveva 24 anni quando l’Orchestra filarmonica di New York visitò Pyongyang con un caloroso benvenuto. (Washington rifiutò l’offerta nordcoreana per una visita di ricambio). Scelto come successore, è diventato il nuovo leader assoluto della Corea democratica a 27 anni; giovane, vigoroso e ben istruito (laurea in fisica della Kim Il-sung University) e dal forte senso di responsabilità dinastica. Ciò significa riportare la RPDC alla relativa prosperità economica degli anni ’70 e ’80, quando il consumo medio di energia procapite nel nord superava quella del sud.
Gli analisti suggeriscono che Kim abbia realizzato per primo lno sviluppo economico e che la politica del “Prima i militari” (Songun) da tempo lascia il posto al rafforzamento politico dei leader civili del Partito dei Lavoratori coreani. L’economia della RPDC, secondo The Economist, “probabilmente cresce tra l’1% e il 5% annuo“, facendo emergere una nuova classe di commercianti e imprenditori (donju). Il complesso sistema sociale (Songbun) che divide la società in 51 sottocategorie tra “leali”, “oscillanti” e “ostili” (e privilegi nella distribuzione di conseguenza) viene spezzato dall’ascesa delle forze del mercato. A quattordici mesi dalla sua nomina, Jong-un invitò Dennis Rodman, membro della Hall of Fame di Basket degli Stati Uniti, a Pyongyang per la prima di cinque visite. È un grande fan del basket, un appassionato di cultura popolare statunitense, figlio del rock’n roll. È anche razionalmente consapevole della minaccia che gli Stati Uniti pongono al suo Paese (tra molti Paesi). Quindi la sua strategia è arrivare al nucleare finché può. Forse pensava che, poiché l’amministrazione Trump fosse (ed è) nel caos, alcuna risposta violenta (come un attacco al complesso nucleare di Yongbyon) sia probabile. Ma rischiava; il presidente degli Stati Uniti è, dopo tutto, instabile ed ignorante. Ha chiesto ripetutamente ai suoi consiglieri, perché non possiamo usare le atomiche dato che le abbiamo? Il fatto è che Mattis, Tillerson e McMaster hanno davanti un fatto compiuto nucleare a cui devono rispondere, mentre cala l’influenza statunitense col relativo declino economico. Non possono sganciare una bomba MOAB (come in Afghanistan in aprile) o lanciare un attacco missilistico su una base (come in Siria nello stesso mese, per mostrare virilità). Jong-un si è assicurato. Se gioca bene le sue carte, avrà il riconoscimento internazionale della RPDC quale potenza nucleare: lo stesso riconoscimento dato agli altri non firmatari del NPT come India, Pakistan e Israele. Gli Stati Uniti dovranno rivolgersi alla sobrietà cinese e russa e abbandonare la rude reticenza minacciosa. Dovranno ripiegare, come nella guerra di Corea, quando capirono che non potevano conquistare il Nord e riunire la Corea sotto Washington, accettando l’esistenza della RPDC.
In cambio delle misure di riduzione della tensione da parte di Stati Uniti e Sud e dei rapporti diplomatici e commerciali, Pyongyang sospenderà il suo programma per armi nucleari, soddisfatta e orgogliosa di ciò che ha realizzato. È l’unico modo. L’altro è suggerito da John McCain, pazzo guerrafondaio fino alla fine. Il presidente del comitato dei servizi armati del Senato dichiarava alla CNN che se il leader nordcoreano “agisce in modo aggressivo”, qualunque cosa significhi per McCain che non ha mai capito che il suo bombardamento del Vietnam era un’aggressione, “il prezzo sarà l’estinzione”; sul tono del generale Curtis LeMay nelle sue osservazioni sull’assassinio di ogni uomo, donna e bambino a Tokyo durante il bombardamento terroristico della città nel 1945. Lindsey Graham, amico di McCain, ha detto che Trump gli disse: “Se ci sarà una guerra per fermare (Kim Jong-un), sarà laggiù. Se migliaia muoiono, moriranno là, non qui… E questo può essere provocatorio, ma non proprio. Quando sei presidente degli Stati Uniti, dove credi vada la tua fedeltà? Al popolo degli Stati Uniti“. Sapere che il nemico è capace di contemplare l’estinzione del tuo popolo, sicuramente motiva alcuni leader a cercare l’arma finale. Il caro giovane Marsciallo l’ha ottenuta. Ha replicato ciò che Mao fece in Cina tra il 1964 e il 1967, ottenere la bomba, usata per la prima volta su Hiroshima il 6 agosto 1945, e tre giorni dopo su Nagasaki. E non fu mai utilizzata da nessuno da quando gli Stati Uniti furono raggiunti da URSS, Regno Unito, Francia, Cina, Israele, India e Pakistan. Non c’è alcuna ragione per usarla, a meno che gli Stati Uniti non lo vogliano. I negoziati basati sul rispetto reciproco e la coscienza storica sono l’unica soluzione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La storia del carro armato sovietico che fermò i nazisti a Minsk

Sputnik 10.09.2017Il giornalista militare Aleksandr Khrolenko ritorna sull’incredibile storia di come un solitario carro armato medio sovietico T-28 condusse un audace scontro nella Minsk occupata dai nazisti nelle prime settimane della Grande Guerra Patriottica. Il 10 settembre la Russia festeggia la giornata dei carristi, la festa ufficiale degli equipaggi dei carri armati fondata nel 1946 in onore della vittoria delle forze meccanizzate nella Grande Guerra Patriottica. Alla luce della celebrazione, l’autore di RIA Novosti Aleksandr Khrolenko ha scritto un pezzo su uno degli episodi più sorprendenti sull’eroismo dei carristi durante la guerra: il caso incredibile dell’equipaggio di un carro armato sovietico T-28 a Minsk, nel luglio 1941.

12.mo giorno di guerra
All’inizio di luglio 1941, il carro armato medio T-28 comandato dal Sergente-Maggiore Dmitrij Malko fu colpito dalla Luftwaffe mentre si ritirava con una colonna meccanizzata sovietica nei pressi di Berezino, 90 km ad est di Minsk occupata dai nazisti subito dopo l’inizio della guerra. Il motore del carro armato fu danneggiato. Malko, un esperto meccanico, riuscì a ripararlo ma perse i contatti col resto della colonna. Piuttosto che cercare di raggiungerla, il sottufficiale e il suo equipaggio decisero di dirigersi verso ovest e visitare i tedeschi a Minsk. Recuperando le munizioni da un deposito abbandonato, il T-28 si diresse verso la capitale bielorussa. Le forze armate del feldmaresciallo Hans Guderian erano già avanzate verso est, e il solitario T-28 sovietico che viaggiava lungo le strade non attirò l’attenzione dei tedeschi, abituati a vedere i blindati nemici catturati.Scontro feroce
Dirigendosi verso ovest, i carristi di Malko incontrarono una colonna di motociclisti tedeschi a 40 km da Minsk, sul ponte sul fiume Svislach. Khrolenko scrive: “Il T-28 piombò sulla colonna, sparando alle forze nemiche con il cannone e le quattro mitragliatrici. Dopo di che, l’equipaggio distrusse due camion, un blindato Hanomag e decine di soldati tedeschi di fronte a una distilleria. Recandosi in città, il T-28 correva sparando alle truppe naziste nelle strade e nel parco Gorkij (che ospitava un campo militare)“. “Nel corso dell’attacco a Minsk, i sei carristi sovietici distrussero 10 carri armati e blindati, 14 camion e 3 batterie di artiglieria nemici. Le truppe tedesche subirono perdite per circa 360 soldati e ufficiali”. Il coraggioso equipaggio del T-28 attraversò Minsk, sparando finché non finirono le munizioni, prima che il comando tedesco avesse finalmente capito cosa succedesse. Un cannone anticarro della Wehrmacht sparò sul carro armato sovietico, ma la corazzatura frontale assorbì il colpo, dopo di che il Sergente-Maggiore Vasechkin rispose al fuoco, distruggendo il cannone. Khrolenko scrive che dopo aver completato la missione, “il T-28 uscì dalla città, ma alla periferia, nell’area del cimitero Kalvarijskoe, fu colpito dal tiro di un pezzo d’artiglieria nemico e prese fuoco”. I soldati dell’Armata Rossa riuscirono ad abbandonare il carro armato.Il destino dell’equipaggio
L’equipaggio del carro armato subì diverse sorti. Il Sergente-Maggiore Vasechkin lasciò il carro armato dal portello del comandante, sparando con la pistola TT prima di essere ucciso dai nazisti. I cadetti Aleksandr Rachitskij e Sergej (cognome sconosciuto) caddero anche nella battaglia. Il cadetto Nikolaj Pedan fu preso prigioniero e detenuto per quattro anni in un campo di concentramento nazista. Fu infine liberato, reintegrato nell’esercito e smobilitato nel 1946. Il cadetto Fjodor Naumov si nascose e aderì al potente movimento partigiano della Bielorussia. Fu ferito gravemente nel 1943 ed evacuato verso est. Il Sergente-Maggiore Malko riuscì a scappare verso est, incontrando le truppe sovietiche. Khrolenko scrive: “Combatté nelle truppe corazzate per il resto della guerra, il suo carro armato fu colpito sedici volte… vide il Giorno della Vittoria nella Prussia orientale, promosso al momento vicecomandante di una compagnia di carri armati. Esattamente tre anni dopo il raid del 1941, nel luglio 1944, il Tenente-Maggiore Malko si trovò nella Minsk liberata e vide lo scafo bruciato del suo T-28“. “Più tardi, nella primavera del 1945, la controintelligence statunitense interrogò il maggiore tedesco Rudolf Hale, prigioniero nella Ruhr. Durante l’interrogazione, il maggiore disse agli statunitensi che nell’estate del 1941 la sua compagnia fu quasi completamente distrutta dall’apparizione inaspettata di un T-28 sovietico a Minsk; il comando statunitense consegnò questa testimonianza agli organi appropriati delle controparti sovietiche, ma nessuno credette alla storia del carrista Dmitrij Malko e del maggiore Rudolf Hale. Nikolaj Pedan la confermò, per cui fu assegnato a Malko l’Ordine della Guerra Patriottica di Prima Classe“.
Ombreggiato dal cugino più giovane, il leggendario T-34, il T-28 era uno dei carri armati medi più formidabili del mondo durante il periodo pre-bellico. Il mostro d’acciaio aveva una corazzatura frontale spessa 80 mm e una laterale e posteriore di 40 mm. L’insolita configurazione multi-torretta del carro armato comprendeva un cannone da 76 mm e quattro mitragliatrici da 7,62 mm. Il cannone del carro armato poteva penetrare corazze spesse 50 mm alla distanza di 1000 metri. Il suo motore da 500cv gli permetteva di muoversi a velocità superiori ai 40 km/h e di attraversare fossati, scarpate e altri ostacoli. La stazione radio a bordo permetteva di comunicare fino a 60 km. Il carro armato aveva un equipaggio standard di sei elementi. Nel giugno 1941, l’Armata Rossa aveva in servizio circa 250 T-28. L’ultimo impiego in combattimento del T-28 avvenne nel 1944.Traduzione di Alessandro Lattanzio

La RPDC è uno Stato nucleare invincibile

Scienziati e tecnici nucleari celebrati da Kim Jong Un
Rodong 11 settembre 2017Il Comitato Centrale e la Commissione Militare Centrale del Partito dei Lavoratori di Corea hanno dato un grande banchetto di congratulazione per gli scienziati e i tecnici nucleari che hanno portato al grande successo della storia nazionale, l’evento straordinario del successo perfetto del test della Bomba-H. Al banchetto era presente il rispettato Leader supremo Kim Jong Un. Presenti su invito vi erano gli autori del successo del test della bomba per ICBM. Kim Jong Un è apparso nella sala del banchetto della Casa Mokran e ha salutato la guardia d’onore delle forze terrestri, navali, aeree e antiaeree dell’Esercito Popolare coreano e delle Guardie Rosse degli operai e dei contadine insieme agli scienziati. Ri Man Gon, Vicepresidente del CC del PLC svolgeva il discorso di congratulazioni. Su autorizzazione di Kim Jong Un, Comandante in capo della Forza Nucleare della Repubblica, l’oratore si congratulava calorosamente coi coraggiosi eroi che hanno dato un grande contributo al raggiungimento dell’obiettivo finale del completamento della Forza Nucleare dello Stato, enunciato al VII Congresso del Partito, raggiungendo il successo perfetto nel test della Bomba-H. Affermava che gli aderenti al corpo immortale nucleare che affrontarono la morte entrando nella battaglia nucleare eseguendo a tutti i costi l’ordine del Partito, dedicando indefessamente giovinezza, vita e felicità familiare senza volere alcun onore o lode per cui in realtà i veri patrioti, disinteressati e dal servizio distinto, sono rispettati in tutto il Paese. Non è molto nota la lotta e i meriti dettagliati dei ricercatori nucleari, ma il nostro partito s’interessa al loro sangue, sudore ed eroici solidi sforzi e li loda, affermava l’oratore continuando: Non sono pochi gli addetti alla difesa nazionale nel mondo, ma solo i nostri realizzatori nucleari conducono una vita degna della più grande gloria e felicità con particolari amore e cura del leader. La nostra Bomba-H dalla superpotenza esplosiva è certamente una realizzazione di Kim Jong Un prodotta dal suo amore ardente per il Paese e il popolo, la bomba termonucleare del Partito dei Lavoratori della Corea. Il nostro partito progetta un brillante domani da potenza socialista dalla forte fiducia verso gli scienziati della difesa illimitatamente fedeli al Paese e alla Rivoluzione, affermava l’oratore sottolineando la necessità che i ricercatori nucleari si dotino appieno dello spirito di difesa fino alla morte del Comitato Centrale del Partito, guidando dinamicamente la campagna finale per completare la Forza nucleare dello Stato e dotare così l’arsenale del Comando Supremo delle testate nucleari più potenti del mondo capaci di contenere per sempre il nemico.
Al banchetto Kim Jong Un faceva osservazioni significative. Apprezzava molto i ricercatori nucleari per la più orgogliosa e realistica realizzazione dei compiti affidatigli dal 7.mo Congresso del Partito dei Lavoratori della Corea e li ha ringraziati ancora una volta per conto del Partito e dello Stato. Affermava con serietà che il leader Kim Jong Il è felice quando sa della vittoria odierna avendo tracciato la strada per costruire la Forza nucleare della RPDC portandone l’opera alla vittoria. Il recente test della Bomba-H è la grande vittoria del popolo coreano ottenuta a costo del sangue, resistendo nel periodo più arduo, osservava. Invitava tutti i settori e le unità a seguire lo spirito e i caratteri dei combattenti nucleari che guidano l’esecuzione delle decisioni del VII Congresso del Partito. Presentava i compiti a scienziati e tecnici nel campo della scienza della Difesa, nel condurre le ricerche scientifiche per rafforzare la deterrenza nucleare dell’autodifesa e raggiungere l’obiettivo finale completando la Forza nucleare dello Stato, fedeli alla linea del Partito di sostegno contemporaneo a costruzione economica e costruzione della forza nucleare. Affermava che la vittoria finale della rivoluzione del Juche è certa, poiché esistono solide basi economiche autosufficienti, poste dai grandi leader, dal grande contingente di scienziati di talento, dall’esercito e dal popolo con lo spirito rivoluzionario del Paektu e la tradizionale lotta per l’auto-sufficienza. Invitava i combattenti nucleari fedeli al nostro Partito a conquistare una vittoria maggiore con sforzi raddoppiati, senza rinunciare allo spirito che hanno mostrato compiendo il grande evento della storia nazionale, straordinario col successo perfetto del test della Bomba-H.
Il banchetto si è svolto in un’atmosfera di alto entusiasmo rivoluzionario dei protagonisti della difesa salda del partito e della rivoluzione con le più potenti bombe nucleari del mondo, concludendo con successo la campagna di ricerca e sviluppo della fase finale del completamento della Forza nucleare di Stato e sostenendo con lealtà la leadership di Kim Jong Un. Presenti al banchetto erano Hwang Pyong So, Pak Pong Ju, Choe Ryong Hae e altri alti funzionari del partito, dello Stato e dell’esercito.La RPDC è uno Stato nucleare invincibile
Ri Hyon DoRodong 11 settembre 2017

La RPDC s’illustra luminosamente come Stato nucleari del Juche e gigante militare mondiale. La posizione della RPDC non è mai stata così alta come oggi, in 5000 anni di storia della nazione coreana. Il popolo coreano non poteva che soffrire nella pessima condizione di schiavo coloniale calpestato da stivali stranieri, senza nemmeno poter parlare del passato. La Corea imboccò la strada dello sviluppo indipendente alla liberazione. La fondazione della RPDC fu la nascita del nuovo potere popolare per la prima volta nella storia, un evento nazionale che comportò una svolta drammatica nel destino del popolo coreano e nella costruzione di un Paese prospero. È filosofia della rivoluzione coreana che se il leader è grande, anche un piccolo Paese può emergere come potente e dignitoso Paese e la nazione illustrarsi nel mondo. I miracoli della RPDC che rafforzano la forza militare e costruiscono una nazione socialista altamente civilizzata, negli ultimi anni, sono il prodotto degli sforzi instancabili e della devozione del rispettato leader supremo Kim Jong Un. La RPDC, dimostrando come non mai dignità e potere da potenza invincibile che nessun formidabile nemico può provocare, grazie alla saggia guida deu grandi e brillanti comandanti del Songun dallo spirito e dal coraggio del Paektu.La vittoria è la tradizione della RPDC
Rodong 11 settembre 2017

L’amministrazione Trump degli Stati Uniti s’è smascherata come gruppo di maniaci guerrafondai dall’inveterato odio per la RPDC, facendo l’inferno per più severe sanzioni, pressioni e manovre militari, dipingendo a tinte fosche il successo della Bomba-H per ICBM della RPDC, parlando di “proteste” e “minacce”. Gli Stati Uniti cercano disperatamente d’infangare la RPDC, falsandone la Forza nucleare di autodifesa. Questo è solo un trucco per nascondere la loro natura criminale che soprattutto cerca di aumentare le tensioni e le minacce nucleari. Il secondo test dell’ICBM Hwasong-14 di luglio è stato un serio avvertimento per gli Stati Uniti, che si agitano senza motivo. Più disperatamente gli Stati Uniti ricorrono a sanzioni senza precedenti per fare pressione sulla RPDC, più forti saranno le contromisure di quest’ultima. Tali mosse saranno solo un boomerang per gli Stati Uniti. La RPDC avanza con successo grazie alla fiducia in sé e all’autosviluppo di fronte a sanzioni e pressioni statunitensi. Oggi è emersa come potenza nucleare mondiale. Gli Stati Uniti compiono un fatale errore se credono che tali sanzioni e ricatti nucleari funzioneranno con la RPDC. Gli Stati Uniti riceveranno grandi o piccoli “pacchetti regalo” se persistono con tale politica ostile verso la RPDC. La vittoria è una tradizione della RPDC e gli Stati Uniti sono destinati alla sconfitta, dovrebbero ricordarselo invece di tirare dritto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Corea democratica, Paese sovrano che resiste

Alex Anfruns, Investig’Action 4 settembre 2017Quest’estate, la crisi diplomatica tra Stati Uniti e Corea democratica è riemersa. Le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che minacciava d’innescare una guerra “con fiamme e furia come il mondo non ha mai visto”, hanno dato il tono. Lungi dal decifrare le questioni chiave, il discorso politico e mediatico occidentale non prevede la riunificazione della Corea o l’opzione diplomatica come soluzione. L’indomito appetito dell’affarismo giustificherebbe una nuova guerra? Nel suo libro “Come si può essere coreani (del nord)? “Robert Charvin, specialista di diritto internazionale, fa luce sul fondo di questa pericolosa crisi politica ereditata dalla guerra fredda.

Alex Anfruns: Quali sono i punti della crisi scoppiata tra la Corea democratica e Trump?
Robert Charvin: La crisi attuale è solo una continuazione della tensione che non cessa da decenni (tranne brevi periodi in cui Seoul e Stati Uniti accettarono di avviare un dialogo). Può essere risolta soltanto mediante negoziati, affinché si concluda il trattato di pace che sopprima lo stato di belligeranza che permane dal 1953. Questo trattato deve garantire le normali relazioni diplomatiche e commerciali, consentendo un progressivo ravvicinamento tra Nord e Sud della Penisola, per la successiva riunificazione, risolvendo numerosi problemi socioeconomici.

Per molti Pyongyang è un “regime dittatoriale” che minaccerebbe la pace nel mondo. Conosci bene la Corea democratica, cosa ne pensi?
La Corea del Nord, Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC), Stato membro delle Nazioni Unite, non è una potenza “provocatrice”: non ha basi militari e armi nucleari ai confini statunitensi dalla fine della seconda guerra mondiale. L’impero degli Stati Uniti esercita egemonia su gran parte del mondo, non la Corea popolare. La teoria del Juche, l’ideologia di Pyongyang, non s’impone ai popoli come il modello di vita americano! Se si ha paura delle Forze Armate della RPDC, perché, come ho già proposto, non sostengono un accordo regionale per la denuclearizzazione che ovviamente includa gli Stati Uniti? Quanto ai campioni dei diritti umani, civili e politici, ovviamente occidentali, perché non lo propongono quale unico mezzo per promuovere i diritti del popolo coreano, nel Nord come nel Sud?

La visione di Pyongyang è sistematicamente respinta nei dibattiti… Perché tale consenso?
La Corea democratica fa scuola da decenni. Purtroppo, né i media né i partiti politici occidentali la trattano come tale. È ammesso dire qualcosa su questo Paese, “incarnazione del male” diretto da “fanatici fanatici” e per giunta “ancora” comunista, anche se è un socialismo tinto di confucianesimo. Le ragioni di tale consenso, che alla fine hanno assorbito varie forze progressiste che avevano paura d’indebolirsi di più andando “troppo” contro l’attuale (elettoralismo e cretinismo parlamentare d’obbligo!) non sono un mistero. La Corea è lontana da Stati Uniti ed Europa: è difficile distinguere la verità da ciò che è politicamente utile a certi interessi. Il cittadino medio è facilmente convinto da argomenti semplici, coltivati da pseudo-intellettuali e da una stampa ripetitiva che trascura le spiegazioni storiche, sociologiche ed economiche, per non parlare della geopolitica ignorata, dimenticata anche da una “sinistra” ai limiti dell’asineria. Da tempo, però, il mondo capitalista legittima la propria egemonia con difficoltà di cui è spesso all’origine, ma do cui soffrono i popoli che ha dichiarato “nemici”: si tratta di convincere “che altrove è peggio”, e quindi sia necessario accettare i “buoni signori” che regnano a Parigi, Bruxelles o Washington. Ovviamente non si tratta delle dittature protette perché redditizie agli affari, come i sauditi o gli Stati africani controllati, le cui elezioni sono delle mascherate e la repressione delle opposizioni è la regola. Deve essere “rosso” o simile, dal Cile di Salvador Allende a Kim Jong Un, via Castro, Chavez o Maduro… Queste sono “eccellenti” smentite a ciò che in occidente si denuncia come regno dell’illusione del denaro e della concorrenza, sempre distorta. Stati Uniti e loro alleati locali uccisero Lumumba, Allende e molti altri e rovesciarono molte potenze fragili perché fu difficile costruire il socialismo in totale rottura con il mondo dominante. Ma la Corea popolare rimane scandalosa e provocatrice!

Cosa spiega la tenacia del sistema politico al potere a Pyongyang?
Il popolo coreano ha la “pelle dura”: quasi mezzo secolo di colonialismo giapponese, feroce! Una guerra devastante con gli statunitensi nel 1950-1953: non un solo edificio in piedi nella capitale, Pyongyang, nel 1953! Quasi 70 anni di embargo unilaterale, e quindi illegale, creano l'”effetto città assediata”, cinicamente definita paranoia! Per non parlare dei drammi causati, come i costi alimentari con la scomparsa dell’alleato sovietico, degli Stati dell’Europa dell’Est e l’evoluzione della Cina che assicura a Pyongyang solo il “servizio minimo”, Seoul è economicamente più “redditizia”. Nonostante tutto e pagando, la Repubblica popolare di Corea è rimasta sovrana, contando solo sulle proprie capacità, creando l’attuale spirito di resistenza, mescolando ideologicamente marxismo e confucianesimo, che i giornalisti della grande stampa occidentale ignorano completamente. In breve, un modello che non va seguito secondo gli occidentali che vivono solo saccheggiando il pianeta. Ci vorrebbero 5 pianeti perché gli abitanti della terra vivano come negli Stati Uniti. La Corea democratica è uno spazio che non deve contagiare; occupa una posizione strategica ai confini di Russia, Cina e Giappone. Va “colmato” al massimo e se possibile, un giorno, farlo scomparire con la forza militare nordamericana (di stanza in Corea del Sud, Guam, ecc.) Nel frattempo, la Corea democratica è un pretesto per mantenere la presenza militare nordamericana a migliaia di chilometri, ma vicino ai confini della Russia (alleato di Pyongyang) e della Cina, le cui “ambizioni sono minacciose”, secondo gli economisti occidentali! Il peggio è il cinismo degli “osservatori”: il tutto avviene da decenni per soffocare la Corea democratica, che viene rimproverata per voler respirare! Tuttavia, le autorità di Pyongyang hanno solo una scelta: resistere o capitolare e adattarsi a Seoul, direttamente soggetta ai dollari e soldati yankee.

Eppure Pyongyang sembra essere isolata sulla scena politica mondiale. Come lo spiega?
Un dramma politico: l’internazionalismo è morto. Non c’è alcun ostacolo all’anticomunismo che insulta la Corea democratica. Dopo aver perso la maggior parte delle battaglie ideologiche, alcuni partiti comunisti hanno lasciato il campo della solidarietà internazionale: è troppo costoso essere coi coreani, il socialismo nordcoreano è troppo “diverso”; il monolitismo ideologico è l’opposto del “dirittumanitarismo” ancora di moda. L’idea di un “modello” unico di socialismo è stata abbandonata, ma l’occidentalismo e l’etnocentrismo permeano i comunisti occidentali. In definitiva, i pochi gollisti sopravvissuti in Francia capiscono meglio la volontà coreana di possedere un deterrente nucleare che i circoli “progressisti” che rifiutano qualsiasi approccio geopolitico e non sono sensibili alla questione dell’indipendenza nazionale! Ovviamente il socialismo capace di resistere alla globalizzazione neoliberale e agli interessi speculativi e al saccheggio delle grandi imprese può basarsi solo sulla Nazione, sulle particolarità storiche e sull’eredità: sono i sincretismi che fanno la Storia. Il socialismo francese, belga, statunitense o italiano non possono essere “standard”: solo il mercato, cioè un mondo incentrato sul “business” e il capitale, standardizza a scapito dei valori popolari. La Corea è coreana: poiché Pyongyang è soprattutto sovrana, senza compromessi, anche riguardo la Cina, il grande vicino molto diverso, la Corea democratica, Stato membro delle Nazioni Unite, in via di sviluppo nonostante tutto, esiste ancora.

Avete un messaggio di speranza sul risultato di questo conflitto, strettamente legato alla nostra storia recente?
È possibile che un giorno, a causa della follia imperiale di un Trump, delle manovre di Wall Street, di questo o di quel potere, ogni popolo, ovviamente nel Sud, ma anche in Europa, può contare su se stesso perché non esiste la filantropia internazionale, e alleanze e cooperazione possono essere solo complementari. Questo è il messaggio della RPDC: è rispettabile dati i tempi tristi. D’altra parte, violenze e minacce dei “Grandi” meritano disprezzo. Non c’è scusa per coloro che, oltre confine, credono che tutto gli sia permesso.

Traduzione di Alessandro Lattanzio