Quando l’Aeronautica Sovietica sconfisse la Luftwaffe

Alexander Vershinin, RIR, 15 luglio 2016

All’inizio della guerra di Hitler sul fronte orientale, nel 1941, l’Aeronautica sovietica subì la peggiore sconfitta nella storia. Il disastro evidenziò carenze strutturali nella forza aerea sovietica, e vi vollero diversi anni e un grande sforzo per eliminarle.19-Покрышкин-самолет-звездочки

041-01-01Quando le armate naziste tedesche avanzarono in Unione Sovietica nel 1941, sostenute da un travolgente supporto aereo, divenne vitale per l’URSS seguire la Luftwaffe tecnologicamente. Questo, tuttavia, fu tutt’altro che un compito facile. Nel 1942, dopo le sconfitte inflitte nella prima fase della guerra, gli ingegneri sovietici modernizzarono gli aerei dell’Aeronautica dell’Armata Rossa. Furono fatti tentativi per risolvere il problema tecnico fondamentale dell’Aeronautica Sovietica: la minor resa dei motori. Apparvero in un primo momento un successo. Gli ‘yak’ sovietici erano paragonabili ai caccia tedeschi per velocità. Tuttavia, le prime battaglie nei cieli di Stalingrado dimostrarono che era troppo presto per festeggiare. I nuovi caccia tedeschi ancora una volta superarono quelli sovietici. Gli ultimi modelli di Messerschmitt quasi ripeterono la situazione del 1941. Tale ritardo nella tecnologia poté essere compensato solo dalla predominanza numerica. Secondo le stime degli specialisti sovietici, due aerei sovietici erano necessari per ogni aereo tedesco. La risposta fu un drammatico aumento nella produzione dwi caccia, anche a scapito di altri tipi di aerei militari, come aerei d’attacco e bombardieri. Nel frattempo, il lavoro continuò nel perfezionare i modelli validi già in servizio. Tuttavia, fu possibile risolvere completamente il problema solo costruendo nuovi aerei dal terzo anno di guerra. Non solo i caccia Jak-3 e La-7 da combattimento tenevano, ma in realtà superavano gli aerei tedeschi. Il processo di aggiornamento non fu facile: i difetti strutturali rimasero portando a un tasso di incidenti elevato. Verso la fine della guerra, oltre il 15 per cento della flotta aerea sovietica veniva indicato guasto. Tuttavia, attraverso tentativi ed errori, i problemi che afflissero l’Aeronautica dell’Armata Rossa, rendendola inferiore alla Luftwaffe, furono risolti.

Dalla quantità alla qualità
Di regola, la mera superiorità numerica nella battaglie aeree non porta alla vittoria. E’ difficile in volo schiacciare gli avversari con il numero. In caso di differenza di qualità tra forze aeree nemiche, un più moderno e manovrabile aereo da caccia, manovrando può facilmente distruggere più aerei in una sola battaglia. Ciò spiega come la forza aerea sovietica, nonostante la superiorità numerica nella maggior parte delle grandi battaglie della seconda guerra mondiale, subì spesso sconfitte. Il comando sovietico lo riconobbe rapidamente e mise a punto un modo per uscire da questo vicolo cieco. L’amministrazione dell’Aeronautica fu riorganizzata. Gli aerei furono assegnati a squadroni distinti, collegati a terra ai Fronti ed Armate corrispondenti. L’Aeronautica migliorò la cooperazione con le unità a terra compiendo operazioni congiunte. Allo stesso tempo, il contatto radio tra squadre e singoli aerei fu sviluppato. In precedenza, i piloti dovevano accordarsi a terra sul coordinamento in combattimento. In aria era quasi sempre necessario improvvisare e rompere le formazioni tattiche. I piloti tedeschi si orientavano rapidamente col contatto radio. Dal 1942-1943 in poi, i piloti sovietici cominciarono a fare lo stesso, e non ci volle molto prima che i risultati si vedessero. Le perdite della Luftwaffe in estate e autunno 1942 superarono i 7000 velivoli, oltre il 70 per cento di tutte le perdite totali a quel momento.originalConquista dei cieli
Le battaglie del 1942-1943 nei cieli della regione del Volga e di Kursk ebbero successi variabili per l’Aeronautica sovietica. Un difficile processo di sviluppo delle tecniche di combattimento aereo era in corso, regolando comunicazione e collaborazione negli squadroni. I tecnici aiutarono in modo che entro il 1943 gli aerei cominciassero ad essere dotati di nuove radio, che fungevano anche da radar. L’industria aeronautica raggiunse i massimi livelli di produttività. Il numero di motori prodotti superò le perdite in combattimento di tre volte. Nel 1944, la superiorità dell’Aeronautica militare sovietica divenne schiacciante, costringendo i tedeschi a prendere misure disperate riducendo la flotta di bombardieri e rafforzando le squadriglie dei caccia, invece. Gli Alleati diedero un notevole sostegno all’Aeronautica sovietica inviando aerei da combattimento statunitensi e inglesi attraverso il programma Lend-Lease, pari al 13 per cento del totale die velivoli fabbricati in Unione Sovietica, tra cui i noti AirCobra e KingCobra. Fu con un AirCobra che il celebre pilota sovietico Aleksandr Pokryshkin volò abbattendo 65 aerei tedeschi. L’intensità del lavoro e del sostegno degli alleati fu pienamente ripagato: verso la fine del 1944, la supremazia dell’Aeronautica dell’Armata Rossa era completa, gettando le fondamenta per la creazione di una tra le più avanzate forze aeree del mondo.samolet-bell-p-39q-airacobraTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Canale del Nicaragua, carri armati russi e spie degli Stati Uniti

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 04/07/2016travaux-canal-panama-1728x800_cIl 14 giugno un gruppo di statunitensi fu deportato dopo che le autorità considerarono le sue azioni abbastanza sospette. Due di loro lavoravano per l’US Customs and Border Protection e cercavano di “controllare” il lavoro dell’Agenzia delle Dogane del Nicaragua senza il permesso del governo del Nicaragua. Avevano anche preso misure per avere informazioni sull’invio di materiale militare dalla Russia, compresi i piani per importare carri armati T-72. L’ambasciata degli Stati Uniti a Managua protestò e spiegò che i suoi “ispettori” erano interessati ai siti ad accesso limitato semplicemente nell’ambito della missione per combattere il terrorismo internazionale. Fu anche espulso dal Paese Evan Ellis, professore dell’US Army War College arrivato in Nicaragua, contemporaneamente agli “ispettori” e, come loro, ospite dell’hotel Hilton Princess. A giudicare dal numero degli articoli pubblicati, la produttività accademica di Ellis è insolitamente elevata. La sua ricerca, che di solito impiega la terminologia conflittuale della guerra fredda, si concentra principalmente sulle incursioni di Cina e Russia nei Paesi latinoamericani e caraibici. In Nicaragua, Ellis era interessato al canale transoceanico in costruzione. Il professore afferma di aver preparato la visita a Managua da privato cittadino e che ebbe colloqui preliminari sul programma del suo viaggio con l’ambasciatore del Nicaragua negli Stati Uniti, il Presidente dell’Autorità Canal Grande Manuel Coronel Kautz e numerosi alti funzionari del Nicaragua. Le riunioni furono programmate con funzionari governativi, uomini d’affari, diplomatici, giornalisti e attivisti sociali per raccogliere informazioni sul canale. Tuttavia, il professore non riuscì a rimanere in Nicaragua per 24 ore. Prima di essere deportato, Ellis ebbe solo il tempo di visitare una mostra fotografica promossa dal Consiglio nazionale per la difesa di terra, lago e sovranità, una ONG che protesta contro la costruzione del canale. La stessa sera, gli agenti dell’immigrazione giunsero nella camera d’albergo di Ellis e l’informavano che, non avendo il permesso ufficiale d’indagare sul canale transoceanico, doveva lasciare immediatamente il Paese. Lo statunitense prendeva il primo volo per gli Stati Uniti. Dopo l’espulsione, Ellis perdeva la calma e appariva fuori di sé su internet. Le sue accuse riecheggiano solo la posizione di Washington, ostile alla costruzione del canale di Nicaragua, probabile concorrente di quello di Panama, ufficiosamente sotto il controllo degli Stati Uniti. Ellis soprattutto mette in discussione la fattibilità del progetto, affermando che “il governo del Nicaragua ha gestito il progetto di canale dietro un manto di segretezza, forse per nascondere i benefici personali derivanti ai nicaraguensi interessati”. Per Ellis, la deportazione dei diplomatici degli Stati Uniti è un’indicazione che la “strategia costruttiva, l’impegno rispettoso con il regime del Nicaragua non funzionano”. Pertanto, alla vigilia delle elezioni di novembre in Nicaragua, l’amministrazione statunitense “ha diritto e l’obbligo morale di lavorare coi gruppi della società civile per far avanzare significativamente la democrazia”. Per Ellis, il rifiuto di consentire agli osservatori del governo degli Stati Uniti o del Carter center di monitorare le elezioni in Nicaragua è un atto che “mina la democrazia”. Così ora chiede agli Stati Uniti d’intervenire per evitare che il Nicaragua degeneri in un regime autoritario “venezuelano”. Indicando il possibile “criminale comportamento” dei leader del Nicaragua, Ellis cita la necessità che siano costantemente monitorati dalle forze dell’ordine degli Stati Uniti. Il suo rapporto include alcune sfumature minacciose: “i collegati alla criminalità transnazionale organizzata, o che si arricchiscono a spese del popolo nicaraguense, non sfuggiranno alla giustizia per vivere con guadagni illeciti, una volta lasciato l’incarico”.
hudsoninside5C’è la buona ragione per cui Ellis propone tale supervisione: i leader sandinisti sono una continua irritazione per l’amministrazione Obama. E’ noto che i servizi segreti degli Stati Uniti sorvegliano di continuo Daniel Ortega, che ha un atteggiamento disincantato su ciò, come Hugo Chávez, perché non ha né conti esteri segreti né inclinazioni cleptocratiche. Un altro motivo dell’attacco al “regime di Ortega” è la cooperazione militare e tecnica del Nicaragua con la Russia. Questo è un altro settore in cui Ellis sottolinea la necessità di rimanere vigili. Ad esempio, il Centro di addestramento Maresciallo Zhukov: qual è il suo vero scopo? E’ semplicemente utilizzato per addestrare i militari dell’esercito? Oppure, altro esempio, l’invio di 2 motomissilistiche e 4 pattugliatori in Nicaragua. Perché così tanti? La Russia ha chiaramente lanciato una corsa agli armamenti senza precedenti nel Mar dei Caraibi e nell’Oceano Pacifico! Ellis è anche preoccupato dall’invio di carri armati aggiornati T-72B1 in Nicaragua. 20 sono arrivati con la prima spedizione, e i carristi del Nicaragua ne attendono in tutto 50 entro la fine dell’anno. Ellis consiglia di lavorare più attivamente con i vicini del Nicaragua, come il Costa Rica. Non è del tutto chiaro a cosa specificamente si riferisse il professore statunitense in questo caso. Vuole aiutare la nazione tradizionalmente pacifica del Costa Rica a sviluppare un esercito effettivo? O costruirvi la prossima base militare del Pentagono? Lo scorso dicembre il lavoro sul canale transoceanico del Nicaragua è stato sospeso fino ad agosto. Il rinvio fu precipitato dalle difficoltà finanziarie del contraente principale, il consorzio di Hong Kong HK Nicaragua Canal Development Investment Co. Ellis osserva che questo mega-progetto non è andato molto avanti dall’inizio della costruzione dell’infrastruttura iniziale: i due porti in acque profonde non sono stati costruiti, né vi sono magazzini o fabbriche per la produzione dei materiali da costruzione, il cui completamento era previsto per l’aprile 2016. Inoltre, le ONG ambientali lavorano sempre più vigorosamente, incoraggiate dagli statunitensi che covano le proteste di agricoltori improvvisamente angosciati dal disboscamento delle foreste vicino al lago Nicaragua e i fiumi Brito e Las Lajas. Con l’aiuto di esperti come Ellis, i media filo-statunitensi cercano di convincere i nicaraguensi che il canale è “propaganda sandinista” e la sua complessa costruzione scoraggiante. Per lo stesso motivo, i mass media degli Stati Uniti, così come i media latino-americano da essi controllati, danno risalto agli sforzi per aggiornare il canale di Panama. Il filo conduttore è chiaro: nessun canale alternativo è necessario nell’emisfero occidentale, perché quello di Panama può “risolvere quasi tutti i problemi” del commercio asiatico con gli Stati Uniti, compresa la capacità di accogliere navi da 14000 TEU. Poi appare l’immagine corrispondente: la Cosco Shipping Panama, una nave portacontainer cinese, che attraversa le nuove chiuse del Canale di Panama.
Alla vigilia delle elezioni in Nicaragua, Washington fa tutto il possibile per minare la posizione di Daniel Ortega, ancora una volta nominato alla presidenza dal partito Fronte sandinista di liberazione nazionale. Questo spiega il motivo per cui ogni sorta di emissari ed esperti viene inviata nel Paese. La quinta colonna del Nicaragua è isolata e ha bisogno di sostegno. E cittadini dei Paesi latino-americani sono spesso utilizzati per fornire tale supporto. Ad esempio, Viridiana Ríos, dello staff messicano del Centro Wilson di Washington DC, è fuggita in preda al panico dal Nicaragua dopo che gli statunitensi furono deportati, perché credeva di essere giustiziata. Sostiene di aver raccolto informazioni sui problemi di sicurezza pubblica e violenza. Molti dei suoi studi vengono utilizzati da CIA, DEA e FBI, così ha avuto qualche motivo per spaventarsi e fuggire. Un gruppo di ambientalisti latino-americani, arrestati nel sud del Nicaragua, era anche al centro di certi incidenti sospetti. A quanto pare, tali “ambientalisti” insegnavano ai nativi come usare esplosivi. L’espulsione di tali provocatori stranieri è un segno che i sandinisti non permetteranno la destabilizzazione del Paese. Da qui la campagna isterica nei media internazionali sulla “dittatura di Ortega” Il progresso socio-economico del Nicaragua, il miglioramento della qualità della vita nicaraguensi, la stabilità e la sicurezza (rispetto all’aumento della criminalità nella maggior parte dei Paesi dell’America Centrale) vanno in gran parte accreditati al Presidente Ortega. E’ un fedele difensore degli interessi del Nicaragua sulla scena internazionale e gode del sostegno della stragrande maggioranza dei nicaraguensi. Questo è il motivo per cui le attività sovversive dei servizi segreti degli Stati Uniti e la loro “strategia del caos” non funzioneranno in Nicaragua.Daniel-Ortega2La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La verità dimenticata di Lenin

Ilija Belus, Cont, 1 luglio 2016 – Fort Russ

s640x480Chi aveva bisogno dell’esecuzione della famiglia reale? Chi rovesciò lo Zar? Chi distrusse l’esercito russo? L’attuale generazione cresciuta sui libri di George Soros e Igor Chubais ha già dimenticato la verità su questi eventi. Cercherò di spiegare molto brevemente, succintamente e puntualmente.
1. L’interesse dell’Impero russo alla prima guerra mondiale consisteva nella soluzione della questione orientale, il controllo dello stretto del Bosforo e dei Dardanelli, vecchie esigenze geopolitiche del nostro Paese.
2. Regno Unito e Francia promisero all’impero russo di risolvere il problema del fronte orientale (contro Germania e Austria-Ungheria).
3. La Russia assolse al ruolo alleato, e il Regno Unito si rese conto che la sua promessa doveva essere mantenuta e che i “servizi” della Russia non erano più necessari.
4. Il Regno Unito decise di ritirare la Russia dalla guerra, incitando artificialmente il caos a Pietrogrado (San Pietroburgo) e di conseguenza, dopo una settimana l’autocrazia cadde come un castello di carte.
5. La quinta colonna nella Duma di Stato, composta da oligarchi e intellettuali, si alleò con il Regno Unito ed attuò la rivoluzione borghese di febbraio costringendo Nicola a firmare l’abdicazione. La rivoluzione borghese di febbraio può essere paragonata ad euromaidan. Guchkov, borghese come l’oligarca Poroshenko, e Shulgin, avvocato fondatore delle guardie bianche, secondo la terminologia moderna, rappresentavano la classe creativa. La vittoria più importante della CIA nella guerra dell’informazione è che milioni di persone oggi non distinguono la rivoluzione borghese di febbraio con la rivoluzione popolare di ottobre. Pensano che Lenin abbia arrestato lo zar personalmente. Possono mostraci questa foto? No, perché i bolscevichi tornarono in Russia solo 2 mesi dopo.
6. Il 6 aprile 1917, gli Stati Uniti presero il posto della Russia nell’Intesa.
7. Il consiglio menscevico di San Pietroburgo, su pressione del governo provvisorio, firmò il decreto n° 1 che introduceva l’elezione democratica di ufficiali e la subordinazione ai comitati dei soldati. Così la quinta colonna distrusse l’esercito russo.
8. Dopo la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, Lenin fu costretto a concludere con urgenza la pace perché non c’era nessuno e niente per combatterla. Insistette sull’uscita di tutte le parti dalla guerra senza annessioni.
9. Non fu un bene per l’Intesa, che vinceva. Fu costretta a negoziare con la Germania separatamente dalla Russia. Così si ebbe il trattato di pace di Brest.
10. L’Intesa impedì l’instaurazione della pace. Il 6 luglio 1918, il socialrivoluzionario Bljumkin uccise l’ambasciatore tedesco Mirbach.
11. Aleksandra Feodorovna e le figlie erano principesse tedesche, e ucciderle fu utile per il Regno Unito, deteriorando le relazioni tra Russia e Germania.
12. Secondo la testimonianza dei tre operatori telegrafici dell’ufficio postale di Ekaterinburg, Lenin, in una conversazione diretta con Berzin, ordinò “a scapito della vita, proteggete tutta la famiglia reale ed impedite qualsiasi violenza nei loro confronti”.
13. Per attenuare la dura reazione all’omicidio dell’ambasciatore Mirbach, la possibilità d’inviare uno o più membri della famiglia reale in Germania non fu esclusa.
14. Dal maggio 1918, l’intero Paese dagli Urali a Vladivostok non era più controllato dalla dirigenza bolscevica da Mosca. E fu così fino al 1922. Questa zona era governata da anarchici separatisti contrari allo zar e a Lenin.
15. I leader degli Urali avevano la propria posizione sulla famiglia reale. Il Presidio del Consiglio regionale degli Urali era pronto a sterminare i Romanov già nell’aprile 1918, durante il trasferimento da Tobolsk a Ekaterinburg.
16. La decisione sull’esecuzione dei Romanov fu del comitato esecutivo del Consiglio regionale degli Urali, mentre la leadership centrale sovietica ne fu informata solo dopo l’esecuzione.
17. Né Lenin né Sverdlov ebbero alcuna relazione coll’esecuzione dello Zar.
Questi sono i contenuti dei documenti storici. Questi sono i fatti. Tutto il resto è sciocchezza liberale statunitense.1446851885_5Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ecuador: l’agente della CIA Swat e altri

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 22/06/2016or-37496Sul murale nel parlamento ecuadoriano dal famoso pittore ecuadoriano Oswaldo Guayasamín, dal titolo “Imagen de la Patria”, appare un teschio ghignante con elmetto decorato con la sigla CIA. Quando il murale fu presentato nell’agosto 1988, Guayasamín spiegò che l’immagine sintetizzava le minacce straniere al suo Paese natale, e da quasi tre decenni questo “cranio della CIA” con ghigno sinistro osserva i deputati in parlamento. Le impronte digitali della CIA sono visibili in decine di incidenti in Ecuador, con cui i politici che minacciavano la politica estera statunitense furono eliminati. Ad esempio, nel maggio 1981 l’aereo con il presidente Jaime Roldós si schiantò nella provincia di Loja, regione montuosa dell’Ecuador. Il presidente Reagan era ostile agli ecuadoriani: Roldós rifiutò l’invito al suo insediamento e mantenne relazioni amichevoli con i sandinisti in Nicaragua e il governo cubano. Mostrò anche solidarietà al Fronte Democratico Rivoluzionario in El Salvador, che si opponeva alla dittatura militare. Roldós voleva riorganizzare l’industria petrolifera dell’Ecuador, mettendo a repentaglio gli interessi delle compagnie petrolifere transnazionali. Roldós fu eliminato a causa di “tutta una serie di lamentele”. Una volta che Rafael Correa è entrato in carica, la CIA intensificò le azioni in Ecuador. In una recente intervista Correa ha detto che nei primi giorni dell’amministrazione un certo diplomatico statunitense chiese un incontro durante il quale si presentò come “rappresentante ufficiale della CIA” in Ecuador. Costui sottolineò che agiva in modo indipendente dall’ambasciatore degli Stati Uniti. Come osservò Correa, a quel tempo “gli statunitensi ancora pensavano di poter prendere il controllo del nostro governo”. L’impulso delle ultime rivelazioni di Correa sulle attività sovversive dell’intelligence degli Stati Uniti nel Paese fu l’incidente con un’agente della CIA dal nome in codice “Swat”.
mario-pazmino Dal 1984 al 2007, una certa Leila Hadad Pérez, donna di origine libanese, agiva a Quito da agente illegale della CIA. In un primo momento usò un salone di bellezza come facciata, e poi un negozio che vendeva tappeti. Il suo vero nome era Sania Elias Zaytun al-Mayaq. Swat era soprattutto interessata agli alti ufficiali delle forze armate e della polizia. La loro collaborazione fu sottoscritta con “mance” mensili in dollari, pari a diversi stipendi degli ufficiali, e con la promessa di una carriera sempre in ascesa. Grazie agli sforzi di Swat, molti posti chiave dei servizi informativi e delle forze armate dell’Ecuador furono occupati da agenti della CIA. Uno degli obiettivi principali era ostacolare il coinvolgimento dell’Ecuador in iniziative volte ad integrare il continente ed anche a contrastare qualsiasi alleanza rafforzata con il Venezuela. Una campagna fu condotta per compromettere i leader vicini all’Ecuador come Hugo Chávez, Inácio Lula da Silva, Néstor Kirchner, Evo Morales, e altri. La rete degli agenti di Swat fece di tutto per evitare la chiusura della base militare statunitense di Manta. La campagna elettorale 2006 di Correa non nascose ciò che aveva in mente circa la presenza militare degli Stati Uniti. Praticamente ogni agente operativo della CIA nel Paese fu mobilitato, così come l’intelligence militare degli Stati Uniti, tra cui politici, poliziotti, militari, giornalisti, sindacalisti, studenti e ONG. Ma i loro sforzi fallirono. Come osserva Correa, i metodi impiegati da Swat erano “goffi” ed “era ovvio che era il cervello della CIA in Ecuador”. Di conseguenza, il presidente ecuadoriano decise di espellerla dal Paese. Nel luglio 2009, la base militare statunitense di Manta fu chiusa. L’ambasciatore degli Stati Uniti Todd Chapman cercò di negare l’esistenza dei legami tra CIA e politici ecuadoriani. Con una certa ironia, il Presidente Correa consigliò l’ambasciatore d’imparare “un po’ di più su come questi servizi lavorano, se non lo sa”. Rafael Correa pensa che il suo Paese sia ancora in pericolo di colpo di Stato. Alcuni analisti ritengono che, alla fine, la congiura della CIA in Ecuador sarà guidata da Mario Pazmino, ex-direttore dell’intelligence dell’Ecuador. Correa l’accusò di nascondere informazioni strategicamente vitali sull’attacco illegale lanciato dal confine con la Colombia a un accampamento delle FARC in Ecuador. Dall’inizio alla fine, l’attacco fu pianificato da CIA e intelligence militare. Conseguenza di queste rivelazioni, le agenzie di intelligence e controspionaggio dell’Ecuador compromesse furono riformate e un Segretariato Nazionale dell’Intelligence creato, nuovi agenti assunti e nuove attrezzature specializzate adottate. Tutto questo consentirà di monitorare in modo efficace le organizzazioni che rispondono alla CIA come USAID e National Endowment for Democracy (NED). Fu subito scoperto che Karen Hollihan, un’ecuadoriana di origine tedesca-statunitense, fu inviata a ripristinare la rete di agenti in Ecuador. Un uomo di nome Fernando Villavicencio collaborava con lei, affermando di essere un esperto di petrolio, ma la sua attività principale era denigrare il Presidente Correa. Villavicencio fu condannato a 18 mesi di carcere per diffamazione, ma riuscì a fuggire e ora usa internet per diffondere articoli scritti dalla CIA sulla corruzione nel governo Correa. Un altro contatto attivo di Hollihan si chiama César Ricaurte, che dirige l’organizzazione non-profit Fundamedios che monitora “le minacce alla libertà di stampa” in Ecuador sostenendo i critici del regime partecipi alla campagna di denunce della CIA. La ONG Participación Ciudadana, specializzata nel “giornalismo investigativo” della CIA, ha ricevuto 265000 dollari solo dal NED negli ultimi due anni, per coprire le “spese correnti”.
L’ecuadoregno Mario Ramos, direttore del Centro Andino per gli Studi Strategici, che analizza le operazioni contro i governi latino-americani che rifiutano le linee di Washington, ha osservato su Telesur che le attività sovversive della CIA aumentano in ogni Paese prima di scegliere “la strategia di destabilizzazione adeguata: guerra economica, mediatica o psicologica, e così via”. Ramos ritiene che, per contrastare tali operazioni sovversive, i latino-americani debbano stabilire “una strategia di difesa integrata” che si estenda alle sfere della diplomazia, militare e della finanza, e concentri gli sforzi dei servizi segreti dei loro Paesi su questo compito. La denuncia delle operazioni sovversive della CIA in Ecuador, la sfilata in TV dei primi piani dei criminali e l’analisi delle ripercussioni catastrofiche per il Paese dovute a tali attività illegali, provano che i leader politici e della sicurezza dell’Ecuador hanno raggiunto le dovute conclusioni.

Karen Hollihan

Karen Hollihan

Ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché l’Aeronautica Sovietica fallì nel 1941?

Aleksandr Vershinin, RBTH, 20 giugno 2016

39-air-forceL’Aeronautica Militare russa dimostra in Siria che, insieme agli Stati Uniti, la Russia è l’unico Paese al mondo la cui forza aerea può proiettare potenza ben oltre i confini nazionali. Non è sempre stato così. La consapevolezza dell’importanza degli aerei militari nacque nei giorni bui dell’invasione nazista dell’Unione Sovietica.

La seconda guerra mondiale segnò l’avvio dell’Aeronautica Militare sovietica e il suo periodo più difficile. Nel 1941, l’Aeronautica Sovietica subì una sconfitta devastante. Nei primi sei mesi di guerra perse quasi il 70 per cento dei velivoli da combattimento. Il 22 giugno, il giorno dello scoppio delle ostilità, le perdite ammontarono a 1200 aerei, più della metà dei quali nemmeno decollò. I tedeschi subirono gravi perdite durante lo stesso periodo, quasi 4000 velivoli, superiori alle perdite della Luftwaffe in tutte le campagne precedenti. Ma tuttavia il bilancio non fu favorevole ai sovietici. Le perdite del 22 giugno furono un grande shock per i generali sovietici. Dopo aver volato sugli aeroporti devastati, il comandante dell’aeronautica del distretto bielorusso si suicidò per la disperazione. L’aviazione tedesca, la Luftwaffe, era giustamente considerata la migliore al mondo. Per via dell’alta qualità in combattimento, i tedeschi ridussero la superiorità aerea dell’aviazione dell’Armata Rossa a zero entro l’inverno, raggiungendo la parità numerica che, considerando la superiorità qualitativa generale della Luftwaffe, li avviava verso la supremazia aerea. I piloti tedeschi trovavano i bersagli usando correttamente le stazioni di monitoraggio, neutralizzando la superiorità tattica dell’Aeronautica Sovietica su vari settori del fronte. I piloti dell’Armata Rossa mostrarono grande eroismo, spesso abbattendo aerei nemici, ma tutto questo non ribaltò la situazione generale.

Le ragioni della sconfitta
L’Armata Rossa aveva diversi velivoli, sia nuovi (per esempio, l’Il-2, soprannominato “Carro armato volante”) che macchine obsolete, tre volte più numerose di quelle nuove. Tuttavia, anche i modelli moderni avevano svantaggi significativi: la qualità dei motori aeronautici sovietici lasciava molto a desiderare; i velivoli avevano comunicazioni radio mal funzionanti e la blindature dei caccia sovietici erano così vulnerabili che le mitragliatrici, relativamente poco potenti, montate sui bombardieri tedeschi, potevano perforarle. L’addestramento degli equipaggi avveniva immediatamente: i piloti avevano appena il tempo di imparare come far funzionare le loro nuove macchine. Poco prima della guerra, le scuole di pilotaggio sovietiche fecero gli straordinari, formando migliaia di nuovi piloti. Il numero di brevettati era tale che molti non furono nominati ufficiali, in modo da non gonfiare l’organigramma. Non tutti i giovani piloti erano professionisti. Questo apparve già chiaro nella guerra Sovietico-Finlandese del 1939-1940, quando la piccola forza aerea finlandese causò gravi problemi all’Aeronautica Sovietica, nonostante la superiorità numerica schiacciante.

Problemi profondamente radicati
Tuttavia, la questione del perché il 1941 fu un anno così tragico per l’Aeronautica Sovietica è più complicata. Va tenuto presente che la creazione di una forza aerea regolare nell’URSS iniziò solo 10 anni prima della guerra. Gli impianti aeronautici erano spesso recenti e non avevano materiali sufficienti e numero necessario di tecnici e operai qualificati. Inoltre, l’Aeronautica è la più tecnicamente complessa delle armi moderne. La sua creazione richiede industrie chimica, elettronica e metallurgica sviluppate. Tutto questo fu creato nell’URSS al momento. I progettisti studiarono soprattutto per tentativi ed errori. Gli svantaggi dei motori aerei ne limitarono la libertà d’azione, e i tentativi di risolverli subito comportarono gravi conseguenze. La mancanza di comandanti qualificati era un grosso problema. La repressione stalinista non creò il problema, ma certamente l’aggravò. Addestramento ed esperienza in combattimento dei piloti sovietici non erano sufficientemente alti e ancora dovevano assorbire le lezioni apprese nei combattimenti nelle forze repubblicane durante la guerra civile spagnola di qualche anno prima.r2UUNy6Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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