I piani militari degli Stati Uniti contro la Russia

La Russia viene etichettata ‘potenza revisionista’ che viola l’ordine mondiale esistente
Aleksej Fenenko Russia Direct, 10 luglio 2015 – Russia Insider700_bzb0cjw3vsicdhozeia0rewqkmgeblswMentre la segretaria dell’aeronautica degli Stati Uniti Deborah James descrive la Russia “lamaggiore minaccia” agli interessi statunitensi, l’8 luglio l’ultima versione della “Strategia Nazionale Militare degli Stati Uniti” sembra riecheggiarla. Il documento ha già generato un’ondata di commenti. In Russia, l’attenzione dei media è puntata su due disposizioni, in particolare quella che definisce la Russia “potenza revisionista”. La nuova strategia militare degli Stati Uniti in primo luogo si propone di contrastare le “potenze revisioniste” che violano le norme dell’ordine mondiale. In secondo luogo, pretende di contrastare le organizzazioni estremiste che, come dimostra lo Stato Islamico dell’Iraq e Grande Siria (ISIS), possono creare unità armate. Entrambi i postulati sono accompagnati da discussioni sulla necessità di migliorare flessibilità, mobilità e tecnologia a disposizione delle Forze Armate degli Stati Uniti. Tali disposizioni sono state ripetute innumerevoli volte nei documenti della pianificazione militare di USA. Il maggiore interesse è la nuova strategia militare nazionale suggerire che il pensiero strategico delle élite degli Stati Uniti (indipendentemente dal partito di appartenenza) si basi su una combinazione di due tendenze. La leadership statunitense vuole preservare le regole della cooperazione internazionale istituite dal 1991. Allo stesso tempo, la Casa Bianca percepisce che i meccanismi esistenti sono insufficienti per la sua protezione.

La “nuova” strategia militare degli Stati Uniti può essere fatta risalire al 1991
Tornando alla fine degli anni ’80, gli esperti statunitensi sbandierarono quattro idee che costituirono la base della politica estera statunitense, tutte esposte nella Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti del 1991:
– La fine della guerra fredda non ha portato al raggiungimento dell’obiettivo fondamentale degli Stati Uniti: il potenziale militare sovietico non fu distrutto sul modello della Germania e del Giappone dopo la seconda guerra mondiale;
– Nel prossimo futuro la Russia resta l’unico Paese al mondo con la capacità tecnica di distruggere il potenziale strategico degli Stati Uniti;
– Washington ha bisogno di giustificare la presenza delle sue forze armate sul territorio degli alleati, come Paesi della NATO, Giappone e Corea del Sud;
– Gli Stati Uniti devono condurre la lotta alle “minacce non tradizionali”, tra cui il terrorismo transnazionale.
Questi punti furono in ultima analisi sanciti nella Strategia Militare Nazionale degli Stati Uniti del 1995, che stabiliva che il dipartimento della Difesa statunitense doveva contrastare gli Stati che tentano di modificare l’ordine mondiale post-1991. Per raggiungere tali obiettivi, gli Stati Uniti dovevano mantenere la superiorità militare, dare garanzie di sicurezza agli alleati e dimostrare di essere disposti a usare la forza in proporzione alla natura della minaccia. Quest’ultimo punto fa sì che Washington si riservi il diritto di usare la forza anche contro grandi potenze come Russia e Cina. Ma il discorso era meno un confronto diretto e più un intervento accurato di Washington su un potenziale conflitto con Russia, Cina o loro vicini. Da allora, la politica militare degli Stati Uniti ha continuato a svilupparsi in tale quadro.

La Russia è ora la prima minaccia
La novità della Strategia Militare Nazionale del 2015 è definita dalle priorità. La prima delle possibili minacce è la Russia. Il documento afferma che Mosca “ha più volte dimostrato disprezzo per la sovranità dei vicini e la volontà di usare la forza per raggiungere i suoi obiettivi”. Poi viene l’Iran accusato di sviluppare armi nucleari e destabilizzare il Medio Oriente. Al terzo posto la Corea democratica, egualmente criticata per la produzione di armi nucleari e missili balistici e di minacciare gli alleati regionali degli USA Giappone e Corea del Sud. Al quarto posto c’è la Cina, descritta come minaccia alla sicurezza regionale, in particolare nel Mar Cinese Meridionale. Solo dopo la lotta alle organizzazioni terroristiche viene menzionata. Inoltre, Russia e Cina sono citate assieme a Iran e Corea democratica. Quasi tutte le amministrazioni statunitensi segregarono questi Paesi sottolineando che Iran e Corea democratica fossero “Stati canaglia”. Ora l’amministrazione Obama mette tutti e quattro i Paesi in un unico contesto. Ciò significa che l’attuale amministrazione statunitense ha messo Russia e Cina nella categoria degli “Stati canaglia”? Un altro segnale allarmante è quando dice che la comunità internazionale coordina gli sforzi nella lotta contro tali quattro le minacce. Il fatto che Iran e Corea democratica siano esclusi dalla “comunità internazionale” secondo gli Stati Uniti, è considerato fatto reale. Ma se sono escluse anche Russia e Cina, la situazione assume una nuova dimensione. O Washington riconosce che il mondo è sostanzialmente diviso, o conta su un marcato indebolimento delle risorse russe e cinesi nel prossimo futuro. Il terzo problema è il ritorno della Russia a principale avversario. Non c’è nulla di fondamentalmente nuovo in ciò. Anche l’US Nuclear Posture Review del 1994 indicava Mosca principale avversario per la parità nucleare con Washington. Tuttavia, nella sua retorica pubblica la Casa Bianca cercava di non focalizzare l’attenzione su ciò. (A livello semi-ufficiale si ipotizzava che la Cina fosse la nuova Unione Sovietica). Ora la retorica ufficiale sembra emergere con capacità tecnico-materiali. La Cina rimane l’ultima delle potenziali minacce. A prima vista ciò sembra strano, dato che già nel 2009 Obama annunciava il suo “pivot in Asia”. Forse l’attuale amministrazione democratica nutre ancora la speranza di negoziare con Pechino. O forse gli statunitensi eseguono solo un’altra svolta in politica estera. La crisi ucraina ha messo sotto i riflettori la priorità della regione Baltica-Mar Nero. Nel frattempo, la regione Asia-Pacifico tornerà alla ribalta quando gli Stati Uniti prepareranno le retrovie necessarie e creato la situazione desiderata nella Cina meridionale o Mar Cinese Orientale (la regione esatta non è così importante).

Gli Stati Uniti preparano la recrudescenza delle guerre tra grandi potenze
La nuova strategia militare nazionale menziona regolarmente il crescente pericolo di guerra con “attori statali”, più precisamente una guerra con grandi potenze. Vista sezione precedente, non ci può essere alcun dubbio su chi siano gli avversari. Di maggiore interesse è che la “strategia” sottolinea costantemente che gli Stati Uniti hanno meccanismi troppo deboli nel contrastare le altre potenze nelle guerre regionali. Dietro ciò si cela un problema strategico serio. Nell’ultimo secolo la strategia degli Stati Uniti fu ispirata dalle idee del generale italiano Giulio Douhet sulla superiorità incondizionata del potere aereo. In guerra, il controllo dell’aria costringe il nemico a capitolare. Questo postulato fu la base della logica della deterrenza nucleare, con la minaccia di spazzare via città e infrastrutture nemiche. Ma nessuno spiegò cosa sarebbe successo se, invece di capitolare il nemico adottava la ritorsione. La struttura militare statunitense fu preoccupata vedendo sempre più difficile trovare i soldati per le operazioni a terra. A differenza della Guerra Fredda, i suoi alleati non hanno alcuna fretta di fornire la fanteria alla “copertura aerea” degli Stati Uniti. Per gli autori della Strategia Militare Nazionale, la soluzione è la costruzione di infrastrutture militari regionali. Non a caso primo obiettivo di un conflitto ipotetico per contrastare gli obiettivi primari dell’aggressore. Ciò è possibile solo avendo forze statunitensi sul terreno in aree problematiche (per Washington). In un certo senso, gli statunitensi pensano di perfezionare i loro mezzi tecnici in vista dello scopo. Ma allo stesso tempo, la diffusione di infrastrutture degli Stati Uniti al confine di Russia e Cina allarma Mosca e Pechino. Già negli anni ’70 una grande guerra fra Unione Sovietica e Stati Uniti era irta di difficoltà tecniche. Con la comparsa di infrastrutture militari degli Stati Uniti vicino Russia e Cina (tra cui vari sistemi di difesa antimissile regionali), ciò diventa tecnicamente più fattibile. A medio termine, la prospettiva di un tale conflitto indurrà i politici statunitensi in tentazione?

Final rehearsal of military parade to mark 70th anniversary of Victory in 1941-1945 Great Patriotic WarTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina avverte la Russia dello “Stato di Guerra” con gli USA

What Does it Mean 4 luglio 2015the_daily_edit_05.10.15_11Il Ministero degli Esteri (MoFA) riporta oggi che la Federazione è stata informata dal Consiglio di Stato della Repubblica Popolare della Cina (PRC) dello stato “di Guerra” de facto esistente tra la nazione asiatica e gli Stati Uniti d’America. Secondo questo rapporto, a seguito di “disposizioni e protocolli” dell’Accordo russo-cinese sulla cyber-sicurezza dell’8 maggio 2015, che dichiara che un firmatario del patto che prevede le ostilità deve informare immediatamente la controparte in modo che provveda “ai preparativi di guerra” necessari per proteggere le infrastrutture critiche, quindi la PRC ha informato la Federazione che “ora esistono tali condizioni”. A portare a tale grave avvertimento della Repubblica popolare cinese, spiega la relazione, è stata la perdita catastrofica di oltre 3700 miliardi di dollari sui mercati azionari cinesi in due settimane, che hanno visto un crollo di oltre il 30% e portato il panico tra investitori finanziari e semplici cittadini. Sulle cause di tale devastante crollo, continua la relazione, gli esperti della RPC hanno dichiarato che “malvagie” forze di mercato erano vicine a rovinare l’economia cinese, sospettando “predatori” di investimenti occidentali in agguato dietro a disordini, citando anche il gigante bancario degli Stati Uniti Morgan Stanley. Inoltre, questa relazione rileva che cinque importanti professori universitari della Cina hanno ampiamente diffuso una lettera pubblica, il 2 luglio, sulle sinistre forze di mercato che sfruttano le debolezze del sistema finanziario cinese per profitto, paragonando la situazione in cui il “burattinaio” del presidente Obama, il finanziere George Soros, e altri, scommisero contro le valute asiatiche orientali durante la crisi finanziaria asiatica del 1997-1998.
3472788141Ciò che ha precipitato tale devastante attacco finanziario alla PRC da parte del regime Obama, secondo gli esperti del MOFA per la presente relazione, fu specificato il mese scorso dal Washington Post News Service che diceva: “Gli hacker che lavorano per lo Stato cinese hanno violato il sistema informatico della direzione del personale a dicembre, hanno detto funzionari statunitensi (il 4 giugno), e l’agenzia informava circa 4 milioni di attuali ed ex dipendenti federali che i loro dati personali erano compromessi. L’hackeraggio è stato la più grande violazione dei dati dei dipendenti federali negli ultimi anni. La seconda grande intrusione nella stessa agenzia da parte della Cina in meno di un anno, e la seconda significativa violazione estera delle reti governative statunitensi negli ultimi mesi“. Sulla saggezza del regime Obama di attaccare i mercati finanziari della RPC in rappresaglia per il presunto hackeraggio dei server del governo degli Stati Uniti, la relazione continua, sembra essere “infantile” ed “affrettata” avendo la Cina una partecipazione di oltre 4000 miliardi di dollari in riserve estere, in confronto ai 121 miliardi di dollari degli Stati Uniti… mentre i cittadini cinesi hanno un sconcertante risparmio di 21000 miliardi di dollari rispetto ai soli 614 miliardi di dollari delle controparti statunitensi… molto più con cui preparare una risposta. Rendendo la situazione ancora più pericolosa, gli esperti del MoFA in questo rapporto avvertono che come ulteriore risposta agli attacchi del regime Obama, due alti ufficiali cinesi hanno invitato l’Esercito di Liberazione del Popolo a rafforzare la propria capacità navale e la prontezza al combattimento davanti a maggiori rischi di “una guerra alle porte”. In un articolo di 5000 parole pubblicato sul Quotidiano del Popolo, giornale di punta del Partito comunista, il Generale Cai Yingting, comandante della regione militare di Nanjing, e il suo commissario politico Generale Zheng Weiping, avvertivano che l’EPL doveva apprendere le lezioni della guerra con il Giappone, conclusa 70 anni fa. I generali cinesi inoltre dichiaravano: “Ci sono profonde dispute territoriali alla periferia del nostro Paese, competizione geopolitica tra grandi potenze e attriti etnico-religiosi. Le tensioni nei circostanti punti caldi aumentano, e il rischio di caos e guerra alle nostre porte è aumentato. Dovremmo essere più vigili… e prepararci mentalmente al combattimento“. Su come il regime di Obama “risponde/prepara” la guerra con la Cina, tuttavia questa relazione nota che la Terza Guerra Mondiale è la prima notizia calda al Pentagono mentre il Wall Street Journal ha appena recensito “The Ghost Fleet” di Peter Singer e August Cole. Singer, “preminente futurologo degli Stati Uniti” ora è “nelle sale del Pentagono a presentare un sinistro avvertimento ai capi militari statunitensi: la terza guerra mondiale con la Cina è imminente“. In realtà, Singer avvertiva anche che i nuovi avanzati jet da combattimento F-35 possono essere “spazzati via dai cieli avendo microchip di fabbricazione cinese, che gli hacker cinesi possono facilmente infiltrarsi nei servizi d’intelligence militari… e l’esercito cinese un giorno potrebbe occupare le Hawaii “. Speculazione? No, Dion Nissenbaum del Wall Street Journal ha ricordato ai lettori che gli hacker cinesi hanno già preso i “computer della Casa Bianca, i piani dell’industria della difesa e milioni di file segreti governativi degli Stati Uniti“. Inoltre è importante notare, la relazione continua, che la Cina ha superato gli Stati Uniti quale prima economia del mondo e come, forse meglio ne scrive Vanity Fair News Service: “Quando la storia del 2014 sarà scritta, si dovrà notare che grandi fatti hanno ricevuto poca attenzione: il 2014 è stato l’ultimo anno in cui gli Stati Uniti potevano pretendersi la più grande potenza economica del mondo. La Cina entra nel 2015 al vertice, dove probabilmente rimarrà per molto tempo se non per sempre. Così ritorna nella posizione che ha avuto per la maggior parte della storia umana“.
E su chi vincerà una guerra tra Repubblica popolare cinese e Stati Uniti, questa relazione conclude che Market Watch News Service nell’articolo intitolato “Fuochi del 4 luglio: la terza guerra mondiale con la Cina si avvicina“, riassume meglio scrivendo: “Quando la Rand pubblicò un rapporto nel 2000 descrivendo il potenziale esito di un conflitto sino-statunitense su Taiwan, gli Stati Uniti vincevano facilmente. Nove anni dopo, il think tank nonpartisan rivide l’analisi, assegnando a Pechino l’aggiornamento della forza aerea, l’attenzione sulla guerra cibernetica e la capacità di usare missili balistici per eliminare i satelliti statunitensi. La conclusione della Rand nel 2009 fu: “Gli Stati Uniti finirebbero per perdere la guerra aerea, e il conflitto generale sarebbe più duro e costoso di quanto molti avevano immaginato“.cuw3Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Obama invia 2500 combattenti ucro-nazisti in Colorado per “ragioni sconosciute”

What Does it Mean 5 luglio 20150001986d_mediumUn nuovo rapporto che circola al Cremlino e predisposto dal Ministero della Difesa (MoD) afferma che continui voli militari notturne statunitensi, la scorsa della settimana, decollati dall’Aeroporto Internazionale di Borispol di Kiev (BIA) sono stati “seguti via satellite” mentre volavano per la Peterson Air Force Base (P-AFB), in Colorado (USA), con un “carico umano” di 2500 combattenti del temuto battaglione ucraino neonazista Azov, che ora aderisce alla massiccia esercitazione Talisman Sabre 2015 iniziata oggi. Talisman Saber 2015, spiega la relazione, coinvolge 35000 truppe della Forza di difesa australiana e militare statunitense in sei basi nel nord e centro dell’Australia, Mar dei Coralli, Honolulu (Hawaii), Denver (Colorado) e Suffolk (Virginia). Sull'”integrazione strategica” dei terroristi neonazisti del battaglione Azov nella struttura militare statunitense, consentendone la partecipare a tali manovre, è stato da tempo notato dal Ministero della Difesa, afferma la relazione… e dopo aver fornito al Congresso degli Stati Uniti prove decisive che dimostrino le atrocità dei neonazisti del battaglione Azov contro il popolo ucraino, il congressista John Conyers, jr. e il deputato Ted Yoho statunitensi fecero approvare il mese scorso una nuova legge che blocca gli aiuti militari e il supporto statunitensi a loro diretti. Nonostante la nuova legge che vieta ai militari degli Stati Uniti di addestrare tali terroristi neonazisti, continua il rapporto, le truppe statunitensi della 173.th Airborne Brigade ne continuano l’addestramento nella base di Lvov nell’Ucraina occidentale. Il fondatore e capo del battaglione Azov, Andrej Biletskij, che chiaramente afferma che “La missione storica della nostra nazione in questo momento critico è guidare le razze bianche in una crociata finale per la loro sopravvivenza“, com il rapporto avverte, si è ancora più perplessi sul perché il regime di Obama vorrebbe avere tali razzisti e terroristi neonazisti in patria. Anche la scorsa settimana, il rapporto notava incredibilmente, quando i giornalisti statunitensi del Daily Beast News Service tentando di scoprire perché tali terroristi neonazisti erano ancora addestrati, nonostante la legge che lo vieta, si sentirono rispondere dalla rappresentante del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l’addetta stampa Jarina Ferentsevich dell’ambasciata USA in Ucraina, che i “neo-nazisti, si sa, possono anche arruolarsi nell’esercito degli Stati Uniti“.
9011Sul perché il regime di Obama abbia trasferito un numero così enorme di terroristi neonazisti del battaglione Azov in Colorado, gli analisti dell’intelligence del MoD in questo rapporto dicono che è “incerto” e, in questo momento, “per ragioni sconosciute”. Tuttavia, gli analisti dell’intelligence del MoD fanno notare che ai primi di maggio (2015), l’esercito statunitense arrivò in Colorado nell’ambito della tanta temuta esercitazione Jade Helm 15, per poi inviare “elementi significativi” del 10.th Special Forces Group dell’US Army di Fort Carson, Colorado (che doveva partecipare a Jade Helm 15) operando al Comando Europeo degli Stati Uniti (EUCOM), in Ucraina, per “integrare e operare” nel battaglione Azov. E mentre tali 2500 terroristi neonazisti del battaglione Azov siano ora, senza dubbio, sotto il comando del 10° Gruppo Forze Speciali di Fort Carson, la relazione avverte che si tratta di un ulteriore atto di destabilizzazione contro la Federazione da parte del regime di Obama, mentre le truppe di stanza in questa base militare degli Stati Uniti hanno iniziato l’addestramento di ciò che si chiama “guerra di nuovo tipo” etichettata come “combattimento ad alta intensità” e “manovra di guerra” volti a conquistare territorio, distruggere postazioni nemiche e vincere, piuttosto che combattere per conquistare cuori e menti … in altre parole, la “guerra totale”.
Prima che nel Colorado arrivasse Jade Helm il 15 maggio, gli analisti dell’intelligence del MoD affermarono, inoltre, di aver notato un aumento nei notiziari alternative statunitensi di riferimenti a contatti militari statunitensi che parlavano, a marzo, di soldati di lingua “russa” addestrati a Fort Carson per Jade Helm 15… e che potevano essere solo terroristi neonazisti del battaglione Azov, e non certo le forze della Federazione. E, forse, ancor più agghiacciante è la conclusione in appendice del MoD che notava che la “maggior parte” di tali “criminali veterani” neonazisti del battaglione Azov, attualmente a Fort Carson, erano responsabili dei più raccapriccianti crimini di guerra in “stile SIIL” della guerra civile ucraina… e chiunque contro cui Obama li scatenerà dovrà prepararsi all'”inferno sulla terra”. Così oggi, avviando la massiccia esercitazione Talisman Sabre 2015, che si sovrapporrà, il 15 luglio, con l’altrettanto temibile Jade Helm 15, è bene ricordare le parole di Obama del 2011 quando “avviò le manovre” rivolte alle truppe australiane a Darwin che, dopo aver annunciato lo stazionamento dei marines, dichiarò: “Non si può dire dove finiscono i nostri ragazzi e dove cominciano i vostri… ” Tali parole ora si adattano al battaglione neonazista Azov così… chiarendo il motivo per cui Stati Uniti, Canada e Ucraina sono gli unici tre Paesi al mondo ad aver impedito la risoluzione delle Nazioni Unite contro il nazismo e la negazione dell’Olocausto, lo scorso novembre.

azov-battalion1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Tunisia – False Flag

Aanirfanworld-in-pic-2Nel maggio 2015, il ministero degli Interni della Tunisia fu avvertito di un imminente attacco a Susa. Il ministero degli Interni, che sarebbe controllato dal Mossad, non fece nulla per impedire l’attacco. Intercettazioni ufficiali riferivano di un attentato imminente, secondo Walid Zaruq, ex-guardia carceraria che ora dirige una ONG che monitora i funzionari della sicurezza. Attentato in Tunisia: I funzionari furono avvertiti di un attentato imminente nel maggio 2015
Discorsi su un attacco contro turisti si diffusero sui forum e account twitter pro-SIIL dalla fine di febbraio 2015. Dal 2011, Zaruq attaccò corruzione e ingerenze politiche nella dirigenza della sicurezza. In passato fu arrestato per rivelazioni. Dopo la caduta di Ben Ali, più di 180 alti ufficiali antiterrorismo e d’intelligence furono licenziati. Due ex-dirigenti del Ministero degli Interni, Muhamad Ali Mahjubi e Ahmad Ben Nur, sarebbero stati agenti del Mossad. Il Mossad controlla la Tunisia
1. La storia ufficiale su un solo uomo armato è una menzogna. Il testimone Tom Richards, ingegnere, ha detto al Guardian di aver visto un uomo armato con la barba sparare in testa a due turisti. “Aveva forse 20 o 25 anni, lunghi capelli neri e la barba“. Attentato in Tunisia, domande senza risposta
Una dei sopravvissuti, Kirsty Murray, ha detto che fu colpita alle gambe da un uomo con la pistola. Il 26 giugno 2015 testimoni oculari riferirono che cinque terroristi arrivarono in barca per l’attacco alle strutture presso Susa. Testimoni oculari dicono che furono utilizzate due barche. (Aljarida)
Media locali affermano che uno degli aggressori indossava l’uniforme della polizia“. Tunisia Live
Fonti della polizia locale di Susa dicono che Yaqubi (Sayfadin Razguy) arrivò nella località su un’auto a noleggio con altri due uomini che lo lasciarono in un vicolo che conduce alla spiaggia“. Daily MailPart-NIC-Nic6464707-1-1-02. Le autorità tunisine hanno collaborato con gli assalitori. I sopravvissuti hanno detto al Guardian che non furono fermati dalla polizia per fornire testimonianze su ciò che videro. Testimoni hanno detto che un uomo armato arrivò sulla spiaggia su una moto d’acqua o un motoscafo. Alcuna moto d’acqua o motoscafo fu recuperato. Attentato in Tunisia, domande senza risposta
Vi sono speculazioni secondo cui l’aggressore o gli aggressori arrivarono su un aereo visto volare a bassa quota sul villaggio, quel giorno. Gli agenti di polizia arrivarono sul posto in pochi minuti. I poliziotti permisero agli uomini armati di massacrare liberamente i turisti inglesi per più di mezz’ora, dei testimoni affermarono. Attentato in Tunisia: la polizia lascia liberi uomini armati impazziti per mezz’ora, dice un testimone
Il ministro degli Interni della Tunisia Rafiq Chali dice che uno dei tiratori partecipò a un campo del SIIL a Sabratha, in Libia occidentale. Il SIIL è gestito da Mossad, CIA e amici. Così l’attacco alle strutture tunisine fu apparentemente effettuato dai servizi di sicurezza occidentali.

11-Copy-of-ID-card-on-Rezgui-v2Misteriosamente, questa carta d’identità fu trovata sul cadavere di ‘Sayfadin’. “La polizia trovò il tesserino da studente di Rezguy nell’abbigliamento intriso di sangue“. L’attacco agli alberghi in Tunisia
“Sayfadin… fu ucciso dalle forze di sicurezza sulla spiaggia di Susa, secondo il Daily Mail. “Nuove immagini del corpo del bandito dopo essere stato colpito, mostrano che aveva una borsa, che sarebbe stata imbottita di esplosivo, e anche un giubbotto-esplosivo addosso“. L’attentatore tunisino consumava cocaina e si faceva i selfie – Daily Mail/Sayfadin ‘portava una bomba inesplosa’
Sayfadin con le spalle al muro fu ucciso in un parcheggio sul retro dell’hotel Imperial Marhaba, a Port al-Qantawi“. Daily Mail

Terroriste-sousse-Tunisie-victimes-620x300Qui vi sono alcune delle varie versioni:
1. Sayfadin Yaqubi (Razguy) fu ucciso (A) in un vicolo sul retro dell’hotel Imperial Marhaba o (B) sulla spiaggia.
2. Fu colpito (A) a Port al-Qantawi o (B) undici km lontano, a Susa.
3. Fu ucciso da (A) un poliziotto con due proiettili, dopo che i cecchini sui tetti non riuscirono più volte a colpirlo o (B) dalle forze di sicurezza (al plurale) o (C) dal Mossad, prima o dopo essere stato portato in auto a Port al-Qatawi e lasciato in un vicolo.
Foto scattate istanti dopo che Sayfadin Razguy venisse ucciso dalla polizia mostrano due grandi fori vicino al cuore e uno sopra l’ombelico“. Tre proiettili, non due. Daily Mail

Conclusione
Molti articoli dei media tradizionali sono scritti dal Mossad e amici, e Sayfadin aveva un sosia del Mossad. C’era l’amichevole e liberale Sayfadin, che amava università, famiglia e amici. Poi c’è il ‘Mossad Sayfadin’ che viveva in compagnia ‘di agenti del Mossad‘ a Qayruan. Questi ‘agenti del Mossad’ furono intervistati dai media. Secondo il personale dell’Institut Superior des Sciences et de Technologie Appliquées (Issat) di Qayruan, dove Sayfadin studiava, funzionari del Ministero degli Interni e agenti di polizia avevano detto che non sapevano che Sayfadin fosse membro di una rete jihadista. Il ‘Mossad Sayfadin’ viveva con sei giovani in una casa in affitto nel quartiere di Sidi Belqasim di Qayruan. Tale ‘gruppo del Mossad‘ “aveva una vita segreta ed evitava di parlare con la gente locale. Il gruppo improvvisamente scomparve un mese prima degli omicidi“. Il vero Sayfadin non studiava ingegneria aeronautica, ma gestione internet. Secondo quanto riferito, all’inizio di giugno 2015 Sayfadin andò a Susa, nella speranza di trovare un lavoro. L’attacco agli alberghi in Tunisia
Un uomo di nome Wasim Bel Adil afferma che conosceva Sayfadin Yaqubi (Sayfadin Razguy). Bel Adil afferma che Sayfadin lavorava per il SIIL. Va sottolineato che il SIIL è addestrato e rifornito da CIA e alleati. Il SIIL è la CIA-Mossad
L’impero mediatico di Rupert Murdoch sostiene che Sayfadin faceva parte di una cellula terroristica di cinque uomini che operava a Qayruan negli ultimi quattro anni. L’impero mediatico di Rupert Murdoch ammette che Sayfadin amava bere e il sesso. E va notato che Sayfadin non portava la barba. Ma questi era una facciata, secondo alcuni giornalisti ebrei. Erika Solomon, sul Financial Times, riporta frasi che potrebbero essere scritte dal Mossad? I quartieri poveri della Tunisia alimentano i jihadisti
Sembra che ci fossero due Sayfadin. Un lettore ha sottolineato che c’erano due Anders Breiviks e due Lee Harvie Oswald. Negli attentati di Mumbai del 2008 c’erano due Kasab. I servizi d’intelligence usano una persona quale vera spia e una quale capro espiatorio da accusare. C’era un Lee Harvey Oswald a New Orleans e allo stesso tempo un Lee Harvey Oswald in Giappone. C’era un Lee Harvey Oswald in Messico che non assomigliava per niente a Lee Harvey Oswald divenuto famoso a Dallas. (Patshannan/JFK Research)

mugIl musulmano Muhamad Atta non avrebbe ucciso nessuno. L’impostore Muhamad Atta non sarebbe stato un musulmano e sarebbe stato un agente dei servizi di sicurezza. Come spiega Xymphora: “L’originale… Muhamad Atta era studente di architettura… nato in Egitto e visto l’ultima volta ad Amburgo, in Germania. Gli fu rubato il passaporto in Germania nel 1999. L’impostore Muhamad Atta è il tizio che l’interpretò negli Stati Uniti. Un Muhamad Atta frequentò l’Accademia militare internazionale di Montgomery, Alabama. Il Muhamad Atta negli USA avrebbe parlato ebraico e amava ballerine e braciole di maiale”. Muhamad Atta – Benvenuti in Terrorlandia

mohamedattaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Attentato in Tunisia: connessioni CIA-Mossad-MI5

AanirfanCIcjqxuUcAAkKXAIn Tunisia i poliziotti permisero ad uomini armati di massacrare liberamente turisti inglesi per più di mezz’ora, secondo testimoni. La polizia arrivò sulla scena dopo vari minuti. Attacco in Tunisia: la polizia lascia liberi uomini armati impazziti per mezz’ora, dice un testimone. Negli attentati in Norvegia era chiaro che ‘polizia e militari norvegesi aiutavano i tiratori’. Attentati in Norvegia, operazione interna

Abu Qatada

Abu Qatada

Sayfadin Yaqubi era collegato al MI5. Il Daily Mail collega Sayfadin Yaqubi a un alto agente del MI5. Costui era un informatore del MI5 ed era protetto da polizia e MI5 inglesi. L’agente del MI5 è Abu Qatada. TIME magazine cita “funzionari dell’intelligence europea” rivelare che Qatada fu “nascosto in una casa sicura” dove lui e la famiglia erano “curati, nutriti e vestiti dai servizi d’intelligence inglesi“. Sayfadin era probabilmente un capro espiatorio innocente. I veri assassini erano di una squadra che opera per i servizi di sicurezza. La CIA avrebbe una prigione segreta vicino a Biserta, 65km a nord di Tunisi. Base della CIA in Tunisia

2ramzi-prisonsNel 2002, 14 turisti tedeschi, 5 tunisini e 2 cittadini francesi furono uccisi sull’isola di Djarba, in Tunisia. CIA e Mossad furono sospettati dell’attentato di Djarba.

Habib al-Sid

Habib al-Sid

Il primo ministro della Tunisia Habib al-Sid. I servizi di sicurezza della Tunisia sono controllati da CIA e Mossad. Habib al-Sid, nato a Susa, si laureò presso l’Università del Minnesota negli Stati Uniti. Al-Sid è stato un alto funzionario del ministero degli Interni sotto il governo di Ben Ali. Ben Ali fu rovesciato da CIA e traditori nel suo governo e tra i militari. Dopo la rivoluzione della CIA nel 2011 che rovesciò Ben Ali, al-Sid fu consigliere per la sicurezza al primo ministro Hamadi Jabali, del partito islamista della Tunisia al-Nahda. In altre parole, al-Sid ha legami con gli islamisti della CIA.KasabSosia di Ajmal Kasab. Sayfadin Yaqubi è un capro espiatorio innocente come Ajmal Kasab. Kasab fu impiccato per gli attentati di Mumbai del 2008. Nel caso di Mumbai, dissero che 8 uomini armati furono arrestati e poi che fu arrestato solo Ajmal Kasab. Dissero che gli uomini armati presso la stazione ferroviaria e altrove erano bianchi. In un momento dissero che Kasab soggiornò per diversi giorni presso l’Hotel Taj; poi dissero che era appena sbarcato quando iniziarono gli omicidi. Ci furono segnalazioni che Kasab avesse ferite da proiettili e rapporti secondo cui non era ferito. Vi furono segnalazioni che uno dei complici di Kasab era stato arrestato all’ospedale Cana e rapporti che suggeriscono che nessuno vi fu arrestato. Kasab è innocente

Ajmal_Kasab_3Il vero Ajmal Kasab. Ajmal Kasab disse che fu incastrato dagli israeliani e dal servizio segreto dell’India (RAW). Ajmal Kasab afferma che il video registrato dal canale pakistano GeoTV (mostrato in una corte speciale) “fu creato da agenti del RAW e israeliani“. Kasab disse che l’aveva saputo da alcuni funzionari della polizia criminale. Kasab ora sostiene che il RAW l’accusa di spionaggio. Il 25 dicembre 2010 The Washington Post riferiva che il sospettato di Mumbai Ajmal Kasab “ha detto al giudice che si era recato a Mumbai come turista e fu arrestato 20 giorni prima dell’assalto. Il giorno degli attentati, Kasab disse che la polizia lo prese dalla cella perché assomigliava a uno degli attentatori. Poi lo filmarono per far sembrare che fosse coinvolto negli attacchi e riarrestato…Il tiratore di Mumbai invoca la Corte internazionale
Ajmal Kasab affermò che il servizio segreto indiano, RAW, lo prese in custodia il 6 novembre 2008 e poi lo consegnò alla polizia di Mumbai. Gli attacchi di Mumbai avvennero il 26 novembre 2008. Kasab parla della custodia del RAW. Kasab ora sostiene che il RAW l’accusa di spionaggio
Le indagini del Daily Mail indicano che il RAW negli ultimi anni segue i criteri dell’agenzia d’intelligence israeliana Mossad… il Mossad è riuscito a creare molti falsi terroristi tra i palestinesi innocenti facendogli confessare crimini che non hanno mai commesso. Le scoperte del Daily Mail indicano che tale tattica fu adottata dal RAW alla fine degli anni ’90 quando improvvisamente il numero di pakistani arrestati in India con l’accusa di terrorismo aumentò drammaticamente, e di cui Ajmal Kasab è l’ultimo“. The Daily Mail – Dal Pakistan

David Headley

David Headley

Lo statunitense David Headley organizzò gli attentati di Mumbai ed ammise che lavorava per la CIA. Ajmal Kasab disse che lo statunitense David Headley, che sarebbe l’agente della CIA che organizzò gli attentati di Mumbai, l’interrogò con altri quattro bianchi nella cella di custodia della polizia di Mumbai, dopo la sua cattura. Il sospettato dell’attentato di Mumbai Kasab ritratta la confessione, sostenendo di aver incontro un sospetto terrorista degli USA. Kasab afferma che fu interrogato da agenti dell’FBI e che David Headley era uno di loro. Processo sul 26/11: Kasab fu interrogato da HeadleyHeadleyTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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