George Soros e la distruzione dell’Ucraina

Alex Christoforou, The Duran 20/8/2016

Potere e controllo di George Soros sull’Ucraina di Majdan vanno oltre ogni immaginazione.
poroshenkosorosNotammo in un precedente post quanto sia importante l’Ucraina per George Soros, con documenti di DCLeaks che mostrano Soros e la sua ONG Open Society ungere media e politici greci per imporre i vantaggi del loro colpo di Stato in Ucraina alla società greca filo-russa. Ora altri documenti, una tranche di 2500 di quelli trapelati, mostrano l’immenso potere e controllo che Soros aveva sull’Ucraina immediatamente dopo il golpe di Majdan. Soros e i suoi capi delle ONG organizzarono riunioni dettagliati e con quasi tutti gli attori coinvolti nel colpo di Stato… dall’ambasciatore degli USA Geoffrey Pyatt ai ministri di esteri, giustizia, sanità e istruzione dell’Ucraina. L’unica persona ignorata era Victoria Nuland, anche se sicuramente nelle minute delle riunioni apparirà un giorno. I piani per sovvertire e minare influenza e legami culturali russi con l’Ucraina sono al centro di ogni conversazione. Hard power e soft power di USA e UE sono fondamentali per avvicinare l’Ucraina al modello neo-liberale che Soros spaccia e piegare economicamente la Russia. L’ONG di Soros, International Renaissance Foundation (IRF), svolge un ruolo chiave nella formazione della “Nuova Ucraina”… termine che Soros usa quando parla del suo piano per l’Ucraina. In un documento intitolato “Colazione con l’ambasciatore statunitense Geoffrey Pyatt”, George Soros, (GS), discute del futuro dell’Ucraina con: Geoffrey Pyatt (ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina); David Meale (consigliere economico all’ambasciatore); Lenny Benardo (OSF); Evgenij Bistritskij (direttore esecutivo, IRF); Aleksandr Sushko (consigliere, IRF); Ivan Krastev (presidente del Centro di Studi Liberali); Sabine Freizer (OSF); Deff Barton (direttore USAID Ucraina). L’incontro avvenne il 31 marzo 2014, pochi mesi dopo il colpo di Stato di Majdan, e qualche settimana prima che la guerra civile scoppiasse, quando le forze ucraine attaccarono il Donbas. Nel corso della riunione, l’ambasciatore Pyatt delineava l’obiettivo generale della guerra mediatica contro Putin, a cui GS era più che felice di assistere.
soros-poroshencoAmbasciatore: Il problema a breve termine che va affrontato è diffondere il messaggio del governo attraverso strumenti mediatici professionali, soprattutto in considerazione delle campagne diffamatorie professionali di Putin.
GS: Accordo sul problema delle comunicazioni strategiche, aiutare nelle PR professionali il governo ucraino sarebbe molto utile. Dare la supervisione al Crisis Media Center istituito dall’IRF e necessità di ulteriori interviste a Jatsenjuk da indirizzare direttamente a giornalisti e pubblico attualmente critici sulle sue decisioni”.
Pyatt sosteneva di decentrare il potere nella nuova Ucraina, senza volgersi verso la raccomandazione di Lavrov per un’Ucraina federale. GS osservava che il federalismo permetterebbe alla Russia di controllare le regioni orientali dell’Ucraina, a cui si oppone rigorosamente.
Ambasciatore: Lavrov sostiene la riforma costituzionale e il concetto di federalismo in Russia. Il governo degli USA ha ribadito che non negozierà sulla testa degli ucraini sulla riforma costituzionale e che l’Ucraina deve deciderlo da sola. Osservava che ci sono modelli per la devoluzione che possono essere utilizzati in questo contesto, ma che la questione sarà capire come decentrare senza l’immissione dell’agenda russa.
GS: il piano di federalizzazione avanzata da Putin a Merkel e Obama si tradurrebbe nella Russia che aumenta la propria influenza e il controllo de facto sulle regioni orientali. Osservava che Lavrov ha chiare istruzioni da Putin nel sostenere la federalizzazione.
Ambasciatore: il segretario Kerry sarebbe interessato a sentire direttamente le opinioni di GS sulla situazione, al rientro dal suo viaggio.
SF: Non vi è alcun modello positivo di federalismo nella regione, anche i modelli di decentramento sono scarsi perché il concetto non è molto comune. Le istituzioni necessarie per il decentramento non esistono ancora e devono essere costruite.
YB: L’Ucraina dovrebbe perseguire una politica di decentramento sul modello polacco, e IRF ha finanziato lo sviluppo seguendo questo modello e gli interessati sono ora consulenti del governo sul tema. È anche importante incoraggiare il Consiglio costituzionale creato dal governo ad essere più aperto e coinvolgere esperti indipendenti.
Ambasciatore: la questione delle riforme costituzionali è la questione più urgente per l’Ucraina, vi è la necessità di decentrare per portare la democrazia al livello locale e spezzare la corruzione sistemica che deriva dall’autorità di Kiev sui governi locali.
Ambasciatore: la propaganda russa dice ai residenti di Kharkov e Donbas che il governo in Ucraina occidentale cerca di portargli via risorse e diritti col decentramento, alimentando la linea di Lavrov che il governo ucraino sia disfunzionale e fallimentare per lo Stato unitario, rendendo necessaria la federalizzazione”.
I partecipanti non smettevano di fissarsi su Russia e Putin durante l’incontro. Il piano ucraino sembra più volto a aggredire la Russia che a salvare un Paese sull’orlo del baratro. L’ambasciatore degli Stati Uniti Pyatt cedeva il pieno controllo a GS, e all’improvviso gli chiese, “cosa l’USG dovrebbe fare e ciò che fa“. La risposta di GS è stupefacente, “Obama è troppo morbido con Putin“…
original_bigAmbasciatore: chiesto a GS delle critiche alla politica degli Stati Uniti e cosa pensa l’USG debba fare.
GS: Invierà all’ambasciatore Pyatt copie di corrispondenze ad altri e l’articolo per il New York Review of Books “Obama è troppo morbido con Putin”, e vi è la necessità d’imporre potenti sanzioni intelligenti, osservando la necessità di dividere il lavoro tra Stati Uniti ed Unione europea con gli Stati Uniti nel ruolo di poliziotto cattivo. L’USG dovrebbe imporre sanzioni alla Russia per 90 giorni o fin quando il governo russo riconoscerà i risultati delle elezioni presidenziali. Osservava che era più preoccupato dalla giustizia e dalle purghe.
Ambasciatore: L’USG organizzerà conferenze con gli inglesi a fine aprile sui reati finanziari, riunendo funzionari e rappresentanti della comunità internazionale, dai vertici governativi, per discutere dove su dove sia finito il denaro. Sottolineava le sue preoccupazioni sull’implosione completa del Partito delle Regioni e ne parlerà a IRI e NDI per aiutarli a ricostruire il partito dell’era post-Janukovich”.
L’ambasciatore degli Stati Uniti Pyatt decide di togliere Tymoshenko dalla Nuova Ucraina. È stata utile alla scopo come povera e malata prigioniera politica quando Janukovich era al potere, dicendo che “Tymoshenko è legata solo a cose indegne“…
Ambasciatore: Personalmente la prima necessità dell’Ucraina in questo momento è l’unità nazionale. Ciò non accadrà con Tymoshenko perché vista come ritorno del vecchio regime e personalità assai controversa. Parla della rivoluzione come “rivoluzione della dignità” e Tymoshenko è legata a tutto ciò che c’è d’indegno.
GS: la necessità di purificare dal “peccato originale” tutti gli attuali candidati alla presidenza va sottolineata allo scopo di far avanzare l’Ucraina”.
Vengono discusse le preoccupazioni su Pravij Sektor, come disarmare o integrare la forza utilizzata per istigare le violenze a Maidan. Soros avanza il sospetto che Pravij Sekto sia infiltrato e lavori per l’FSB della Russia.
“GS: crede che il Pravij Sektor sia un complotto dell’FSB e finanziato per destabilizzare l’Ucraina
Ambasciatore: D’accordo che ciò sia almeno in parte vero, ma il problema ora è che Pravij Sektor è organico ed ancora armato. Vi è la necessità che il governo sappia come smobilitarlo e disarmarlo.
GS: Come possiamo difenderci dai tentativi di Putin di destabilizzare le elezioni di maggio?
Ambasciatore: La comunità internazionale deve inviare una marea di osservatori dell’OSCE e di altre istituzioni. L’ambasciata degli Stati Uniti attualmente lavora anche con le agenzie d’intelligence locali per monitorare la situazione e hanno già trovato agenti russi. Osservava che un secondo l’ambasciatore, Cliff Bond, arriverà all’ambasciata per concentrarsi su questioni a lungo termine, come decentramento, purghe, e-governance e lotta alla corruzione e si coordinerà coi finanziatori su tali temi. Obama incaricava l’ambasciata di concentrarsi principalmente sul sostegno economico all’Ucraina, evitando quello militare.
GS: auspica che andando avanti ci sia stretta cooperazione tra ambasciata degli Stati Uniti e IRF”.
PDF completa delle minute George Soros del 2014.
Il verbale della riunione rappresenta un chiaro caso di come George Soros e la sua International Renaissance Foundation (IRF) manipolano l’Ucraina spingendola verso l’autodistruzione. In una riunione dal titolo, “Tavola rotonda con la società civile”, i piani della quinta colonna in Crimea venivano presentati quali soluzioni valide dai partecipanti alla discussione.
Screen-Shot-2016-08-20-at-11.57.54-AMAllo stesso modo vediamo come sia coinvolto Soros nel minare un’Ucraina federale ai massimi livelli, influenzando Merkel e Obama affinché respingessero tali iniziative. Col senno di poi appare chiaro come il sole che l’unico modo che l’Ucraina aveva per sopravvivere al colpo di Stato fosse passare a un modello di governo federale. (George Soros) ha osservato che l’Ucraina è in grave pericolo perché Putin sa che non può permettere alla nuova Ucraina di avere successo. Ribadiva i suoi punti sulle conversazioni di Putin con Merkel e Obama sul federalismo e le sue preoccupazioni sugli sviluppi. Osservava che non aveva informazioni dirette, ancora, su tale problema ed era preoccupato dalle informazioni di seconda mano sulle reazioni di Merkel e Obama. Ma ribadiva la necessità che il governo ucraino rispondesse a voce alta e subito”.

Nuland, Pyatt, Poroshenko, Kerry

Nuland, Pyatt, Poroshenko, Kerry

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il centro dell’intelligence russa in Nicaragua preoccupa il Pentagono

VZ Reseau International 13 agosto 2016b22824I mass media statunitensi hanno rivelato l’estrema preoccupazione dell’ambiente militare sul “sito di sorveglianza costruito da Mosca” nel Paese. Tuttavia, vi sono seri motivi per dubitare di tali affermazioni. Inoltre, la cooperazione tecnico-militare tra Russia e Nicaragua non è segreta. Gli Stati Uniti credono che la Russia effettui operazioni di ricognizione elettronica nell’emisfero occidentale. The Washington Free Beacon titola “Mosca ha costruito un centro d’intelligence in Nicaragua“. Gli statunitensi sono convinti che Mosca cerchi d’incrementare la presenza militare e d’intelligence in questa parte del globo. L’articolo annunciava gli sviluppi militari nei Paesi dell’America Latina, come l’aumento delle attività d’intelligence russa. Mosca ha venduto al Nicaragua 50 carri armati russi T-72 per 80 milioni di dollari, 9 milioni più del bilancio militare del Nicaragua nel 2015, secondo la fonte degli Stati Uniti. La vendita dei nuovi carri armati e l’apertura di una base causano gravi preoccupazioni al Pentagono, scrive l’edizione. Inoltre, esistono tensioni con il leader della sinistra nicaraguense Daniel Ortega in altri Paesi e regioni dell’America Latina. Il Ministro degli Esteri russo non ha prestato attenzione a tali informazioni, notando solo che è complesso commentare tali fantasie. “La Federazione russa sviluppa la collaborazione con l’America Latina nel campo del GLONASS, sulla base di accordi aperti e pienamente trasparenti“, dichiarava il ministero all’agenzia “Interfax“.

Il GLONASS in Nicaragua
Ovviamente alla base delle analisi statunitensi vi è la volontà della Russia di creare un centro di comunicazioni e topografia digitale in Nicaragua, con le attrezzature complesse per la navigazione satellitare della stazione GLONASS che permetteranno all’esercito del Nicaragua di conservare, analizzare e utilizzare pienamente i dati trasmessi. Il giornale degli Stati Uniti dice che il 14 giugno tre dipendenti del dipartimento di sicurezza degli Stati Uniti furono arrestati dalle autorità nicaraguensi e scortati all’aeroporto. Il rappresentante ufficiale del dipartimento di Stato degli Stati Uniti disse che ciò non era correlabile a un rapporto positivo e costruttivo tra USA e Nicaragua e che avrebbe effetti negativi sulle relazioni bilaterali, anche commerciali. L’autore dell’articolo fa notare che gli sforzi di Obama per ripristinare le relazioni con i governi di sinistra dell’America Latina, tra cui Cuba, non hanno avuto successo. Il Presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, è vicino al governo comunista di Cuba e alle autorità venezuelane. “È un peccato che Barak Obama non sia interessato a ciò che accade in Nicaragua. Un Paese in cui vi sono solo due cose, droga e dittatura, e a cui non è interessato“, ironizza il giornale. Il portavoce del comando sud degli Stati Uniti, David Olsen, dichiarava: “Gli Stati Uniti sanno delle attività della Russia nell’emisfero occidentale. Il suo coinvolgimento nel nostro territorio non è nuovo ed è simile in altri Paesi”. Il giornale rileva che non vi sono dati su posizione e completamento dei lavori sul centro di ricerca in Nicaragua… solo c’informano che sarebbe camuffata da stazione del sistema satellitare GLONASS russo, la cui costruzione è quasi finita… L’accordo per la ostruzione della stazione GLONASS venne firmato nell’agosto 2015 da Russia e Nicaragua. Sarebbe costruito a nord di Managua, o secondo altre fonti, sulle coste del Mar dei Caraibi…Visit Sergei Shoigu in NicaraguaI Russi in America Latina
Va ricordato che il centro topografico in Nicaragua fu inaugurato dal Ministro della Difesa Sergej Shojgu il 23 febbraio 2015. Con ogni probabilità, i media statunitensi espressamente indicavano questo centro. “Abbiamo calcolato che migliorerà notevolmente l’efficienza dell’esercito del Nicaragua a vantaggio del popolo“, aveva detto Sergej Shojgu alla cerimonia di apertura. Inoltre, l’accordo militare firmato da Sergej Shoigu dedica un paragrafo alla semplificazione dei passaggi delle navi da guerra nei porti del Nicaragua, fornendo un carattere essenziale agli scali delle navi russe. Il comandante dell’esercito nicaraguense, Generale Julio Aviles, osservava che il progetto soddisfa le principali esigenze moderne. “La Federazione Russa fornisce assistenza tecnica e militare nel risolvere i nostri principali problemi nel preservare sicurezza e sovranità del Paese. Desideriamo esprimere la nostra gratitudine per il vostro forte e deciso sostegno“, aveva detto. Il comandante nicaraguense dichiarò che non si trattava solo di supporto militare: “Il nostro Paese è grato per averci permesso di dotare il nostro esercito di materiali moderni, completare gli sminamenti umanitari, completare il supporto a genieri ed ospedali militari che proteggono il popolo“. Detto questo, il Ministro della Difesa russo visitava Venezuela e Cuba, che firmavano accordi di cooperazione tecnico-militare. Analisti ed esperti sottolineavano la crescente presenza russa nei Paesi dell’America Latina e la fornitura di moderni sistemi di difesa aerea, di artiglieria e di carri armati che non favoriscono lo squilibrio di potenza, cosa ovviamente non gradito agli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti accerchiano la Russia
Non è superfluo ricordare che il rapporto speciale tra Russia e Nicaragua s’è sviluppato dal ritorno al potere nel 2006 del Presidente Ortega. Managua dopo essersi ancora una rivolta a Mosca aveva il sostegno delle autorità russe, tra l’altro, in risposta ai cambiamenti delle frontiere nello spazio post-sovietico. Nel 2008, il Nicaragua fu il primo Paese a riconoscere, dopo la Russia, l’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud. “La Russia non aveva altra scelta se non concedere sostegno militare e politico contro la minaccia costante della Georgia“, disse il presidente del Nicaragua. Quest’ultimo accusò la NATO di rappresentare una grave minaccia per la pace nel mondo e di spendere ingenti risorse non solo per la guerra in Iraq e Afghanistan, ma anche per accerchiare militarmente la Russia. Nel 2014, l’ambasciatore del Nicaragua in Russia, Cuadra Louis, sostenne “incondizionatamente” l’adesione di Crimea e Sebastopoli alla Russia.

Ci si possono aspettare altre sciocchezze
Il Vicedirettore dell’Istituto sull’America Latina, Boris Martin, incoraggiava a rivedere la versione pubblica: queste informazioni non hanno alcuna relazione con la realtà e si rivelano mere speculazioni. “Forse si vi hanno costruito… ma come interpretarlo?”, commentava su Gazeta. Martin ricordava che il Centro d’intelligence sovietico a Lourdes, Cuba, fu abbandonato nel 2000 e che “non avevamo più niente in America Latina”. Inoltre vi è un “flusso di informazioni” sulla Russia. “Gli Stati Uniti cercano di riappropriarsi dell’America Latina che, per loro, è andata troppo lontano. In questo contesto non sorprende che ci si possano aspettare altre assurdità”, dice Martin. Gli esperti hanno stimato positivo lo sviluppo delle relazioni tra Russia e Nicaragua. Al momento, collaborano a un programma di addestramento anti-droga. “L’aumento dell’invio di cocaina dall’America Latina in Russia non è un segreto. Arriva poca eroina afgana”. “Questo è fondamentale“, aggiungeva. L’analisi del rappresentante dell’Unione geopolitica, Konstantin Sivkov, riconosce che la Russia sia interessata ad avere ogni informazione e dettaglio sulla regione. “Ma la Russia ha mezzi limitati. Pertanto, la raccolta di dati chiave in questo settore è un gradito, ma non principale obiettivo. Dobbiamo installare tali centri in Europa e Stati Uniti, laddove vi sono potenziali avversari“, aveva detto Sivkov. L’esperto aggiungeva che la creazione di GLONASS in Nicaragua non avrà probabilmente per unico scopo la raccolta di informazioni. “Non si tratta solo d’intercettare le informazioni, ma anche di garantirsi rilevazioni precise. Ecco perché diciamo che una sola antenna non basta. È necessaria una schiera di antenne… per poter installare un sistema in grado di eliminare le informazioni non necessarie, praticamente impossibile nella realtà. Non basta saper come costruire ogni centro, ma va anche garantito il luogo migliore per disporre sistemi informatici e schiere di antenne“, secondo Sivkov, che esprimeva la certezza che tali informazioni erano apparse per cercare di rallentare il dispiegamento del sistema di navigazione satellitare russo in Nicaragua. Secondo loro, l’assenza di sistemi simili renderebbe complicato a certi tipi di missili russi colpire, per esempio, gli Stati Uniti.nicaragua puertosTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sparatoria in Crimea: FSB contro sabotatori ucraini

L’intercettazione dell’FSB di gruppi di sabotaggio ucraini che tentavano d’infiltrarsi in Crimea aumenta le tensioni
Alexander Mercouris, The Duran 11 agosto 2016
1517470_10152135350076181_837062290_nChiunque segua le notizie sull’Ucraina degli ultimi giorni saprà dei movimenti di truppe russe in Crimea, di uno scontro tra le forze di sicurezza russe e presunti infiltrati ucraini che ha causato dei morti, e delle accuse che gruppi di sabotaggio ucraini avevano tentato d’infiltrarsi nella penisola. Il 10 agosto 2016 c’era la conferma dell’incidente dall’agenzia del controspionaggio e antiterrorismo della Russia, l’FSB (dichiarazione completa allegata sotto), che riferiva di diversi incidenti tra tre gruppi di sabotaggio ucraini collegati alla Prima Direzione d’Intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina, e operatori dell’FSB e tra Esercito russo e militari ucraini al confine, e della morte di un operativo dell’FSB e di un soldato russo nelle sparatorie. Altri rapporti parlano della morte di almeno due infiltrati ucraini e della cattura di molti altri, cosa che però l’FSB non conferma. Il rapporto dell’FSB tuttavia parla di una ventina di ordigni esplosivi con più di 40 chili di TNT, munizioni, fusibili, mine antiuomo e magnetiche, granate e armi speciali delle forze armate ucraine, rinvenuti in uno dei luoghi dell’incidente. Il rapporto dell’FSB dice anche che diversi cittadini ucraini e russi appartenenti ad una rete di spie operante in Crimea sono stati arrestati con l’accusa di aiutare i sabotatori. L’FSB ha indicato il capobanda in Evgenij Panov, residente della regione di Zaporozhe in Ucraina, classe 1977, che l’FSB dice sia un dipendente della Prima Direzione d’Intelligence del ministero della Difesa ucraino. Presumibilmente lavorava in Crimea da tempo sotto copertura. L’FSB dice che l’ha arrestato e che “fornisce prove”. L’FSB non ha specificato gli obiettivi dei sabotatori, dicendo che erano “infrastrutture vitali e cruciali della penisola”. Alcuni media russi hanno suggerito che l’intenzione era creare incidenti “false flag” per mettere le comunità di tartari e russi di Crimea l’una contro l’altra. Il riferimento alle “infrastrutture vitali della penisola”, tuttavia, non lo supporta. Piuttosto suggerisce un tentativo d’interrompere le forniture energetiche ed, eventualmente, gli impianti di trattamento delle acque, al culmine della stagione turistica della Crimea e alla vigilia delle elezioni. Gli ucraini da parte loro negano tutto, sostenendo che l’incidente è un’invenzione dai russi. I media occidentali, prevedibilmente, sostengono le pretese ucraine con speculazioni selvagge che i russi abbiano fabbricato l’incidente per giustificare l’invasione dell’Ucraina durante i Giochi Olimpici. Mentre la verità su tale incidente sarà nota tra tempo, se e quando gente come Panov sarà processata, non vi è alcuna ragione di dubitare delle affermazioni russe. I russi non organizzerebbero la morte di uno dei loro agenti dell’FSB e di uno dei loro soldati per creare un incidente come questo, e la relazione della cattura di alcuni sabotatori, e la conferma dell’arresto dei membri della rete di spie creata per sostenerli, confermano le affermazioni russe su tale incidente. Infatti dato che i capi ucraini spesso parlano dell’Ucraina in guerra con la Russia, non è difficile capire perché autorizzino una simile missione di sabotaggio, per interrompere le elezioni che confermano l’integrazione della Crimea alla Russia. Presumibilmente il piano ucraino era sostenere che gli attacchi erano dovuti a cellule della resistenza anti-russa locale, favorendo la finzione di un’opposizione in Crimea all’unificazione con la Russia. È motivo di grave imbarazzo per la dirigenza ucraina e i suoi sostenitori occidentali che non ci sia alcuna prova di tale opposizione. La missione di sabotaggio sembrava volta a “correggere” ciò.
1044197316 Due giorni prima fu riportato di un incontro di Putin con i capi della sicurezza che sembravano essere stati frettolosamente convocati in una località segreta. S’ipotizzava che si discutesse della situazione ad Aleppo. Se Aleppo senza dubbio è stato discussa nella riunione, come indicato dalla presenza del Ministro degli Esteri Lavrov e dal resoconto del Cremlino, ci si riferiva alle prossime riunioni di Putin con i leader stranieri, i cui più importanti erano col presidente Erdogan della Turchia e il Presidente Rouhani dell’Iran con cui il tema della Siria e di Aleppo sarebbe stato certamente discusso, ma nell’incontro tra Putin e i capi della sicurezza senza dubbio si è anche discusso della situazione in Crimea e della missione di sabotaggio ucraina. Potrebbero esservi stati altri scopi nella missione di sabotaggio ucraina volte a creare un quadro d’instabilità in Crimea durante la stagione turistica e le prossime elezioni? Putin nella conferenza stampa congiunta tenuta a Mosca dopo l’incontro con il Presidente Sargsjan dell’Armenia, lo collegava all’attentato ad Igor Plotnitskij, leader della Repubblica Popolare di Lugansk. Se fosse vero, suggerirebbe che il governo di Kiev cercando disperatamente una vittoria sia passato ad assassini e sabotaggi per continuare la lotta contro la Russia e raggiungere obiettivi politici. In alternativa, gli ucraini avrebbero attuato tali operazioni in preparazione dell’offensiva estiva nel Donbas di cui molto si è parlato, ma che non c’è ancora, anche se non è chiaro come le bombe in Crimea sosterrebbero un’offensiva nel Donbas. Ancora un’altra spiegazione è che gli ucraini potrebbero essere allarmati dall’indebolimento del sostegno europeo e avrebbero lanciato l’operazione per aumentare le tensioni, avere sostegno e minare ulteriormente il processo di pace di Minsk II. La spiegazione più probabile a tale azione francamente sconsiderata, che causerà gravi imbarazzi a certi sostenitori europei dell’Ucraina, anche se non sono disposti a dirlo pubblicamente, è il caos del potere e le lotte intestine perenni in Ucraina. Dato il greve romanticismo di molti membri del movimento Maidan, che abitualmente si concedono, è facile vedere come l’operazione di sabotaggio in Crimea e il tentativo di omicidio di Plotnitskij, se in effetti collegati, possano essere stati ideati da persone a Kiev che pensano che il successo di tali operazioni ne aumenterebbe credibilità e popolarità nel movimento di Maidan e quindi la possibilità di avere successo politico in Ucraina. Quali che siano le motivazioni precise alla base di tale incidente, Putin ha chiarito che i russi la prendono molto sul serio. Ha già detto che non ci sarà alcun incontro con Merkel, Hollande e Poroshenko in occasione del prossimo vertice del G20 in Cina. Inoltre, in contrasto a ciò che è successo dopo il processo Savchenko, che agì nel Donbas e quindi nel territorio che i russi continuano a riconoscere ucraino, è prevedibile che i russi siano molto più restii ad accettare scambi di prigionieri con gli operatori ucraini coinvolti in tale missione, accusandoli di effettuare o programmare violenze sul territorio russo.
Ecco il testo della dichiarazione sugli incidenti dell’FSB:
L’FSB ha sventato atti terroristici nella Repubblica di Crimea, preparati dalla Prima Direzione d’Intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina.
L’FSB ha scongiurato atti terroristici nella Repubblica di Crimea in fase di preparazione da parte della Prima Direzione d’Intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina, che mirava ad alcune infrastrutture di supporto vitali cruciali nella penisola. L’obiettivo era la destabilizzazione della situazione socio-politica nella penisola prima delle elezioni per le istituzioni governative federali e regionali. Le operazioni d’indagine effettuate nella notte del 6/7 agosto 2016 in prossimità della città di Armjansk, Repubblica di Crimea, scoprivano un gruppo di sabotatori. Durante il tentativo di arrestare i terroristi, un agente dell’FSB è stato ucciso dal fuoco nemico. Quanto segue è stato scoperto sulla scena: 20 ordigni esplosivi dalla potenza totale di 40 kg di TNT, munizioni, detonatori speciali, mine antiuomo e magnetiche, granate e armi speciali utilizzate dalle unità per operazioni speciali dalle forze armate ucraine. Le successive misure sul territorio della Repubblica di Crimea eliminavano una rete di agenti della Prima Direzione d’Intelligence delle forze armate ucraine. Cittadini ucraini e russi, impegnati nella preparazione degli attentati, sono stati arrestati e ora confessano. Uno degli organizzatori è Evgenij Aleksandrovich Panov, nato nel 1977, abitante della regione di Zaporozhe in Ucraina, agente della Prima Direzione d’Intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina, che arrestato collabora. Nella notte dell’8 agosto 2016, unità per operazioni speciali del ministero della Difesa dell’Ucraina tentavano altre due infiltrazioni di unità di sabotatori, sventate dalle unità armate dell’FSB ed enti alleati. L’infiltrazione fu coperta dal tiro pesante dalla regione adiacente, anche da veicoli blindati militari ucraini. Un soldato russo è stato ucciso dal tiro. Sulla base delle indagini e dei combattimenti, la Direzione del Reparto Investigativo dell’FSB della Crimea avviava un’indagine penale. Ulteriori misure investigative sono in via di attuazione. Luoghi in cui i turisti si concentrano e riposano e infrastrutture vitali hanno ricevuto ulteriori misure di sicurezza. Un regime di controllo rafforzato delle frontiere è stato introdotto al confine con l’Ucraina“.

Evgenij Panov

Evgenij Panov

Poroshenko si prepara ad attaccare Donbas e Crimea?
Alexander Mercouris, The Duran, 11 agosto 2016

Nonostante la retorica furiosa, appelli in privati alla moderazione dall’occidente saranno probabilmente fatti per impedire la guerra, anche se la situazione resta estremamente pericolosa.

50d1a18b452bc78d291bb1d3852cc93aAll’indomani della sparatoria in Crimea i presidenti di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Petro Poroshenko, si sono incontrati con le rispettive leadership politiche e militari. L’incontro di Putin è stata una riunione plenaria del Consiglio di Sicurezza della Russia, parzialmente e frettolosamente convocato. L’incontro di Poroshenko era col Consiglio di sicurezza nazionale dell’Ucraina, dal nome simile al Consiglio di Sicurezza della Russia ma senza gli stessi poteri, e il cui compito è molto più limitato a questioni di difesa e sicurezza. Poroshenko ha anche messo in allerta l’esercito ucraino nel Donbas e al confine con la Crimea, cercando anche di contattare le leadership di Stati Uniti ed europee per un sostegno. E’ certo che nelle prossime ore le dichiarazioni rituali di sostegno all’Ucraina e critiche ed avvertimenti alla Russia proverranno dai capi di Stati Uniti ed europei. Mettendo da parte la retorica, saranno queste ultime mosse a provocare la guerra tra Russia e Ucraina in Crimea, e tra Ucraina e le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk nel Donbas? Due cose vanno prima dette. Primo, che l’idea che ci sia la pace nel Donbas è un mito. La lotta continua ogni giorno sulla linea di contatto con i militari ucraini che bombardano regolarmente le posizioni delle milizie e la milizia che risponde. Scontri a fuoco avvengono continuamente. All’inizio di luglio l’Ucraina ha ammesso di aver perso 80 soldati nel Donbas in una sola settimana, mentre verso la fine di luglio ha anche ammesso la perduta di 6 soldati in un solo scontro. Secondo, la situazione politica in Ucraina è instabile e l’atmosfera anti-russa è tale che sarebbe sciocco contare su un’Ucraina che dimostri qualche limitazione. La guerra è quindi, purtroppo, una possibilità molto reale. A conti fatti però è dubbio che ci sarà. Il breve riassunto dell’incontro di Putin con il Consiglio di Sicurezza parla solo di “ulteriori misure di sicurezza e protezione delle infrastrutture cruciali in Crimea” e descrive dettagliatamente le “possibili misure antiterrorismo lungo i confini e lo spazio aereo della Crimea“. Ciò suggerisce che i russi pensano solo a misure di sicurezza più rigide in Crimea, e che non hanno alcuna intenzione d’iniziare una guerra. Sarebbe naturalmente coerente con il loro intero approccio da quando il conflitto ucraino è cominciato nel 2014.
L’Ucraina, anche se vi sono senza dubbio persone capaci d’iniziare una guerra, non mostra intenzione di volerla; personalmente dubito che alla fine l’Ucraina faccia il grande passo di andare in guerra. Dietro le dichiarazioni rituali di sostegno ci si aspetta che Stati Uniti ed europei in privato sollecitino l’Ucraina a dar prova di moderazione per due motivi: primo perché qualunque cosa possano fingere in pubblico, sanno che i resoconti russi dell’incidente in Crimea sono veri; e secondo e ben più importante, sanno che in una guerra tra Ucraina e Russia, o anche tra Ucraina e le Repubbliche Popolari del Donbas, l’Ucraina perderebbe. Obama certamente non vuole un’altra sconfitta in Ucraina nel pieno delle presidenziali degli Stati Uniti, soprattutto perché probabilmente farebbe il gioco di Donald Trump, anche se purtroppo lo stesso non si può dire degli psicopatici che sostengono Hillary Clinton, che sembrano anelare al confronto con la Russia con ogni pretesto. Più precisamente è difficile immaginare che Angela Merkel, sempre più criticata in Germania per la politica della porta aperta ai rifugiati ed anti-russa da SPD, CSU e comunità imprenditoriale tedesca, voglia un’altra debacle in Ucraina. In realtà si sospetta che alcuni negli Stati Uniti e in Europa siano privatamente furiosi verso gli ucraini per il loro pasticcio, qualunque cosa debbano dire in pubblico. Quindi, ci si può aspettare che le linee telefoniche tra le capitali occidentali e Kiev siano bollenti per le chiamate urgenti alla moderazione. Nonostante la forza del partito bellicista a Kiev, è dubbio che le autorità ucraine, infine, si sentano abbastanza forti da ignorare tali chiamate. Ci sarebbe sgomento in Europa se succedesse qualcos’altro. Gli europei hanno stupidamente legato la revoca delle sanzioni alla Russia alla piena attuazione degli accordi di Minsk II, nonostante sappiano perfettamente che è Kiev, e non Mosca, a non onorarli. L’intera premessa di tale stupidità era costringere Mosca a cedere. C’è il caso in cui non solo Mosca non faccia alcuna concessione, ma che Putin non vada al prossimo incontro dei Quattro di Normandia, che dovrebbe esaminare i progressi nell’attuazione degli accordi di Minsk II. Data la crescente rabbia pubblica in Europa per le sanzioni, ci sarebbe il panico presso i capi europei se i russi abbandonassero Minsk II, a cui gli europei hanno stupidamente legato le sanzioni, lasciandoli in asso. Proprio come si sospetta che le linee telefoniche tra Kiev e le capitali occidentali siano bollenti per gli inviti alla moderazione, si sospetta che le linee telefoniche tra Mosca e le capitali occidentali siano bollenti per gli appelli urgenti ai russi a modificare e spiegare la nuova linea dura, impegnandosi nuovamente al formato dei Quattro di Normandia. Non sorprenderebbe se in cambio ai russi abbiano assicurazioni che le potenze occidentali agiranno per impedire a Kiev di fare ciò che ha appena cercato di fare in Crimea. Naturalmente, che i russi credano a tali assicurazioni è un altro discorso. Detto ciò, va ripetuto ancora una volta che la situazione rimane estremamente pericolosa. In definitiva ogni decisione spetta a Kiev. Nessuno di buonsenso avrà alcuna fiducia che Kiev faccia la cosa sensata. I prossimi giorni o ore scioglieranno il nodo.crimea-russian-sol_2845317b

Putin: I negoziati di Minsk sono ormai inutili alla luce delle provocazioni in Crimea
Fort Russ, 10 agosto 2016President Vladimir Putin delivers his address on the Crimean referendum on reunification with Russia in the Grand Kremlin Palace in Moscow.Vladimir Putin: “Ciò è molto preoccupante. I nostri servizi di sicurezza hanno impedito la penetrazione di un gruppo sabotaggio-ricognizione del ministero della Difesa dell’Ucraina in Crimea. Naturalmente, tali azioni fanno sì che i colloqui del formato Normandia siano inutili, soprattutto per la prossima riunione in Cina. Perché, a quanto pare, chi ha violentemente preso il potere a Kiev continuando ad usurparlo, non vuole i negoziati. (omissis) Ora, invece di cercare vie per risolvere il conflitto pacificamente, hanno deciso di usare il terrorismo. A tal proposito, non posso evitare di ricordare che consideriamo il recente attentato al capo della Repubblica Popolare di Lugansk come atto di terrorismo, uguale al tentativo di intrufolare sabotatori nel territorio della Crimea. Voglio sottolineare, e penso che i media l’abbiano già riferito, che i russi hanno avuto dei caduti. Due soldati sono stati uccisi. Certamente non basteranno le scuse. Ma vorrei affrontare anche i nostri partner europei e statunitensi. Credo che ormai sia evidente a tutti che le autorità di Kiev non vogliano risolvere i problemi con il negoziato. Ora ricorrono al terrorismo. Questo è molto preoccupante. A prima vista, ciò che abbiamo appena visto in Crimea sembra essere un atto stupido e criminale. E’ stupido, perché è impossibile riconquistare la fiducia della popolazione della Crimea così. Ed è criminale, perché delle persone sono morte. Ma penso che la situazione di fondo sia ancora più allarmante. Perché non c’è nulla da guadagnarci da tali attacchi, tranne distrarre il proprio popolo dall’economia ucraina in rovina, dalla situazione di molti ucraini, unica ragione. Cercare di provocare violenze e conflitti serve a distogliere l’attenzione del pubblico da chi ha preso il potere a Kiev e continua ad usurparlo per derubare il proprio popolo. Giocano con il fuoco per rimanere al potere il più a lungo possibile, e rubare quanto più possibile. Ma i loro tentativi sono falliti, perché i loro compari sono troppo incompetenti. Naturalmente, faremo tutto il possibile per garantire la sicurezza delle infrastrutture e dei cittadini, adottando misure di sicurezza supplementari. E intendo serie misure supplementari, tecniche e non. Ma la cosa più importante è che i governi occidentali che sostengono le autorità di Kiev devono decidere, cosa vogliono? Vogliono che i loro fantocci continuino a provocarci? O invece ancora vogliono un accordo di pace? E se ancora davvero lo vogliono, spero che finalmente prendano misure reali per fare le dovute pressioni sull’attuale governo a Kiev”.Crimea_map_itTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Stalin, la Bomba e gli imbecilli occidentali

Micheal D. Gordin, The History Reader 16 luglio 2011RV-AQ260_bkrvpo_J_20150515130807Il 16 luglio, il giorno prima dell’inizio di Terminal, gli scienziati che lavoravano al Progetto Manhattan fecero esplodere la prima atomica del mondo nel deserto di Alamogordo, New Mexico: era l’Operazione Trinity. In cima ad una torre di 30 metri, pezzi di plutonio (un metallo pesante generato dall’uranio arricchito nei reattori atomici, una nuova invenzione), accuratamente sagomati nei segmenti di una sfera, furono fatti implodere in un nucleo denso, avviando la fissione. I nuclei pesanti degli atomi di plutonio si scissero, liberando enormi quantità di energia. Questo processo fisico fu scoperto solo nel dicembre 1938; il plutonio fu segretamente sintetizzato nell’inverno 1940-1941, e ora gli statunitensi ne ottennero un’arma. Il test era andato perfettamente, e la bomba Fat Man, e la più semplice basata su un cannone all’uranio 235 denominata Little Boy, furono spedite nel Pacifico per farle esplodere su città giapponesi appositamente scelte. Forse i sovietici non erano necessari, dopo tutto. Ma a Stalin andava detto. Ufficialmente era un alleato, anche se nessuna delle due parti si fidava dell’altra, e tecnicamente non era ancora un alleato nella guerra del Pacifico. Molti protagonisti statunitensi avevano la crescente sensazione che l’alleanza di Roosevelt e Stalin fosse stata un errore o stava per diventarlo. Forse questo era un campo in cui la tendenza ad essere troppo accoglienti verso i sovietici andava rivista. Il Progetto Manhattan, iniziato come collaborazione anglo-statunitense, aveva deliberatamente ed esplicitamente escluso l’Unione Sovietica fin dall’inizio. Per quanto Truman e Byrnes ne sapessero, Stalin era completamente all’oscuro dei loro sforzi per militarizzare uranio e plutonio, ma certamente l’avrebbe saputo una volta che la prima città venne distrutta all’inizio di agosto, e avrebbe capito che era stato lasciato all’oscuro di proposito. L’impulso iniziale di Byrnes era di continuare così. Il ministro della Guerra Henry L. Stimson non era d’accordo. Stimson era un incaricato anziano nominato da Roosevelt, ed ex-segretario di Stato del presidente repubblicano Herbert Hoover. (Stimson rimase un repubblicano irremovibile sotto i due presidenti democratici che servì). Byrnes, non volendo interferenze, fece di tutto per non invitarlo al vertice di Potsdam, ma Stimson vi andò lo stesso, soprattutto per consigliare Truman su S-1 (il nome in codice del Progetto Manhattan). Il tempo dello stallo con Stalin era finito. Il verbale dell’ultima riunione del Comitato politico combinato anglo-statunitense del 4 luglio 1945, registrava il segretario della guerra già convinto che Potsdam fosse il luogo per sollevare il velo ai sovietici, almeno un po’: “Se nulla viene detto in questo incontro su TA (leghe per tubi = arma atomica) l’immediato uso potrebbe avere un grave effetto sulle relazioni franche tra i tre grandi alleati. (Stimson) aveva quindi consigliato al presidente di osservare l’atmosfera al vertice (di Potsdam). Se la franchezza reciproca su altre questioni era reale e soddisfacente, allora il presidente poteva dire che era stata sviluppata la fissione nucleare per scopi bellici, con buoni progressi; e che un tentativo di utilizzare un’arma sarebbe stato compiuto a breve, anche se non era certo se avrebbe avuto successo”.
1945-molotov Il comitato interinale, un gruppo di funzionari civili e militari con qualche scienziato che Stimson aveva convocato per discutere delle implicazioni in tempo di guerra e nel dopoguerra della bomba atomica, aveva “unanimemente convenuto che sarebbe stato un notevole vantaggio, se utile all’occasione, che il Presidente suggerisse ai sovietici che stavamo lavorando su questa arma con prospettive di successo e che ci aspettavamo di usarla contro il Giappone”. In un primo momento, Truman era ostile all’idea d’informare Stalin, e Winston Churchill lo era altrettanto. Ma la notizia su Trinity cambiò tutto. Stimson scrisse nel suo diario che Churchill “Ora non solo non era preoccupato d’informare i russi sulla questione, ma era piuttosto incline a usarla come argomento a nostro favore nei negoziati“, e continuava: “Il sentimento… è unanime nel ritenere che fosse opportuno dire ai russi almeno che stavamo lavorando su questo tema e dell’intenzione di usarla se e quando completata con successo“. Il 24 luglio, intorno alle 19:30, dopo una dura giornata di negoziati sulle questioni europee, Truman saltellando verso Stalin durante una pausa, lasciandosi l’interprete alle spalle, scambiò qualche parola. Non sapremo mai esattamente cosa disse, ed esattamente cosa rispose Stalin. Lo scambio ebbe ripercussioni enormi, ma Truman, Stalin e l’interprete di quest’ultimo, V. N. Pavlov, non lasciarono alcuna trascrizione immediata di ciò che accadde. L’interprete di Truman, Charles “Chip” Bohlen, rimase indietro mentre il suo capo fece la sua mossa: “Spiegando che voleva essere il più informale e casuale possibile, Truman disse durante una pausa che sarebbe andato verso Stalin e con nonchalance informarlo. Mi disse di non accompagnarlo, come facevo normalmente, perché non voleva indicare che vi fosse nulla di particolarmente importante. Così Pavlov, l’interprete russo, tradusse le parole di Truman a Stalin. Non sentì la conversazione, anche se Truman e Byrnes dissero che c’ero… Dall’altra parte della stanza, guardai con attenzione la faccia di Stalin mentre il presidente dava la notizia. Così estemporanea fu la risposta di Stalin che ebbi il dubbio che il messaggio del presidente fosse arrivato. Avrei dovuto bene sapere di non sottovalutare il dittatore”. Bohlen non fu l’unico che pensò che ci fosse stato un problema di comunicazione. Tutti, Bohlen, Stimson, Byrnes, Churchill, osservarono la conversazione con attenzione, anche se non con troppa attenzione, per non far capire a Stalin che la battuta era importante. Come Byrnes ricordò nelle sue memorie del 1947: “(Truman) disse che aveva detto a Stalin che, dopo una lunga sperimentazione, avevamo messo a punto una nuova bomba molto più distruttiva di ogni altra bomba conosciuta, e che prevedevamo di usarla molto presto, a meno che il Giappone non si arrendeva. L’unica risposta di Stalin fu di essere contento di sentire della bomba e sperava che l’avremmo usata. Fui sorpreso dalla mancanza d’interesse di Stalin. Conclusi che non ne colse l’importanza. Pensai che il giorno dopo avrebbe chiesto ulteriori informazioni. Non lo fece. Più tardi conclusi che, poiché i sovietici tenevano segreti i loro sviluppi militari, pensassero che fosse improprio chiedere dei nostri”. Nel 1958, nella seconda edizione delle memorie, rivide leggermente il suo punto di vista: “Non credevo che Stalin colse il pieno significato della dichiarazione del Presidente, e pensai che il giorno dopo ci sarebbe stata qualche indagine su questa “arma nuova e potente”, ma mi sbagliai. Pensai allora e anche adesso che Stalin non apprezzasse l’importanza delle informazioni dategli; ma ci sono altri che credono che, alla luce delle informazioni successive sui servizi segreti sovietici in questo Paese, fosse già a conoscenza del test del New Mexico, e che a ciò fosse dovuta la sua apparente indifferenza”.
preview.php Il dittatore sovietico non lasciò nulla sullo scambio, ma la sua delegazione lo fece. E’ difficile prendere le memorie del Ministro degli Esteri sovietico V. M. Molotov come completamente affidabili, poiché ricordò qualcosa che nessun altro vide, la propria presenza alla conversazione, ma sembra certo che Stalin l’informasse subito dopo. Ecco il racconto di Molotov: “Truman prese Stalin e me da parte e con uno sguardo misterioso ci disse che avevano un’arma speciale che non era mai esistita prima, un’arma molto straordinaria… E’ difficile dire ciò che pensava, ma mi sembrò che volesse scioccarci. Stalin reagì con molta calma, in modo che Truman pensasse che non avesse capito. Truman non disse ‘bomba atomica’, ma lo capimmo subito“. Ci sono tre caratteristiche importanti della versione sovietica: Truman non specificò mai il carattere nucleare dell’arma; i sovietici conoscevano la realtà delle sue parole, anche se non la rivelarono, e Stalin e il suo entourage la videro come una velata minaccia. Il Maresciallo Georgij Zhukov, Comandante dell’Armata Rossa e quindi figura cruciale a Potsdam, ritenne che Truman andò da Stalin “ovviamente per ricattarlo politicamente“, ma osservò che Stalin “non espresse per nulla i suoi sentimenti, agendo come se non vi trovasse niente di importante nelle parole di H. Truman”. Il che ci lascia l’importante domanda: Cosa pensava Stalin? In effetti, cosa sapeva davvero della bomba atomica prima della battuta di Truman? Truman era certo che non ne sapesse nulla, come dichiarò in un’intervista nel 1959: “Quando (il giornalista del New York Times William Laurence) dice che Stalin sapeva, non è vero. Non ne sapeva assolutamente nulla fin quando accadde… Non ne sapeva più dell’uomo sulla Luna“. Tuttavia, come è ormai evidente dagli archivi sovietici, Truman giudicò male l’avversario. Stalin ne sapeva abbastanza. Il 7 agosto, il giorno dopo la distruzione di Hiroshima con la bomba all’uranio Little Boy, Molotov (ora a Mosca) s’incontrò con l’ambasciatore statunitense Averell Harriman e gli disse: “Voi americani potete tenere un segreto quanto volete“. Harriman osservò “qualcosa di simile a un sorriso” sul volto di Molotov, e più tardi osservò che “il modo in cui lo disse mi convinse che non fosse per nulla un segreto… L’unica sorpresa, suppongo, fu il fatto che il test di Alamogordo ebbe successo. Ma Stalin, purtroppo, sapeva che eravamo molto vicini a testare la prima esplosione di prova“. L’intuizione di Harriman era corretta. Zhukov osservò che Stalin prese Molotov da parte la sera della battuta di Truman e disse, “Dobbiamo discutere con Kurchatov dell’accelerazione del nostro lavoro“. Igor Kurchatov era il direttore scientifico del programma della bomba atomica sovietica. Stalin non sapeva solo della bomba, ma stava costruendo la sua; Truman non solo mancò d’impedire la proliferazione sovietica, ma sembra che l’abbia accelerata.Vets-and-the-Soviet-bombTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Hillary Clinton bizzarra e malata

Tyler Durden, Zerohedge 9 agosto 2016

Mentre la campagna presidenziale entra nella fase finale, domande emergono sulla salute di Hillary Clinton. Il bizzarro comportamento Hillary nella campagna elettorale (culminata nei perplessi commenti sul suo “corto circuito“) lascia molti chiedersi se sia gravemente malata. Hillary ha a più volte avuto convulsioni spesso riprese nei video, e una serie di attacchi di tosse apparentemente inspiegabili.Coughin-HillaryUn video spesso ripreso, sostiene che Hillary abbia condizioni da ricovero, emerse alcune settimane fa, e finora non si è riusciti a dare una spiegazione conclusiva se Hillary abbia problemi di salute o postumi dell’ictus subito tre anni fa.

Ricordiamo che nel gennaio 2013 la CNN riferì che l’allora segretaria di Stato Clinton fu ricoverata in un ospedale di New York per sciogliere un coagulo di sangue nel cervello. Allora i medici erano sicuri che si sarebbe pienamente ripresa. Clinton fu ricoverata al New York Presbyterian Hospital per il coagulo scoperto durante un esame relativo alla commozione cerebrale subita quel mese, secondo il suo portavoce Philippe Reines. Il coagulo si trovava tra il cervello e il cranio, dietro l’orecchio destro e non aveva comportato ictus o danni neurologici, secondo il comunicato dei medici. Risalendo al 2005, la senatrice Hillary svenne durante un discorso a Buffalo, NY, ricevendo cure mediche sul posto. “Circa cinque minuti dall’inizio del discorso, disse di avere la nausea”, riferì il presidente democratico della contea di Erie, Len Lenihan, che era alla raccolta fondi del club privato TAP delle Donne. “Clinton lasciò il podio e continuò il discorso seduta, ma alla fine lasciò la stanza dicendo che aveva bisogno di una pausa, secondo Lenihan. Tornò al podio dopo poco, ma svenne prima di riprendere il discorso. E’ chiaro che era debole, fu messa giù lentamente“, disse. La stanza fu sgombrata e Clinton immediatamente soccorsa, tra gli altri, da un medico presente alla manifestazione. E così le domande sulla salute di Hillary rimangono, soprattutto dopo la comparsa di foto che la mostrano salire delle scale con disagio.CpPE3clVYAAxGkN.jpg large

Ciò ha portato ad ulteriori speculazioni circa l’identità di un uomo, presumibilmente parte del suo servizio segreto, definito come il “controllore”, che si suppone sia il medico personale.

CpSfKySWEAIdpkZCome Mike Cernovich osserva, ecco una foto del controllore di Hillary prima di entrare nel servizio segreto. Con abbigliamento casual.CpSY4KOXYAASnasAbbiamo visto questo “dottore” durante il blocco di Hillary. Come le foto successive mostrano, il controllore sembra sempre pronto a rassicurare Hillary, spostando gli agenti segreti di servizio davanti e sollecitandola a “continuare a parlare“. Secondo Cernovich “non è un comune agente del servizio segreto”. Ulteriore mistero, Cernovich osserva anche, secondo una fonte non confermata, che il cosiddetto “controllore” sembra portare una penna di Diazepam.hillary-handler-seizure-drug-575x408Il dispositivo in questione è una penna di auto-iniezione Diazepam utilizzata per acute e ripetute ricadute. Diazepm è uno dei farmaci prescritti per i pazienti che soffrono di crisi ricorrenti.hillary-handler-diazepam-575x816Tali dettagli emergono il giorno dopo che l’American Psychiatric Association ha detto ai suoi membri di non definire i candidati presidenziali malati di mente, immaginando le ultime accuse a Donald Trump. Come nota The Hill dopo una brutta settimana per Donald Trump, in cui ha insultato una famiglia della Gold Star e s’è rifiutato di appoggiare lo speaker Paul Ryan, prima di andare avanti, molti iniziavano a chiedersi se Trump abbia un disturbo di personalità“. “Ce lo chiediamo, non lo dico io, ma tutti se lo chiedono: Donald Trump è uno sociopatico?” aveva detto ad MSNBC Joe Scarborough. Un democratico della California lanciava una petizione su change.org per chiedere a Trump di sottoporsi a una valutazione della salute mentale, suggerendo che possa avere un disturbo della personalità narcisistica. Più di 25000 firme sono state raccolte. Mentre gran parte di ciò sarebbe umorismo, allo scopo di focalizzare l’attenzione sulle dichiarazioni roboanti di Trump, è forse il momento di dare uno sguardo serio alla storia sanitaria di Hillary Clinton, soprattutto perché nella maggior parte dei sondaggi sembra poter battere Trump, e molto probabilmente essere il prossimo presidente degli Stati Uniti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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