Putin al consiglio del Servizio di Sicurezza Federale

Kremlin 16 febbraio 2017

Vladimir Putin ha partecipato a una riunione annuale allargata del Consiglio del Servizio di Sicurezza Federale (FSB) per discutere i risultati del FSB nel 2016, nonché i compiti prioritari per garantire la sicurezza nazionale della Russia.fsb-putinPresidente della Russia Vladimir Putin: Buon pomeriggio.
Questi incontri annuali del Consiglio del FSB ci danno la possibilità d’incontrarci e non solo di analizzare a fondo e rivedere i risultati dei lavori dell’Agenzia nel periodo, ma anche di discutere a lungo le più importanti questioni della sicurezza nazionale in generale e delinearne le priorità per il futuro immediato e a lungo termine. L’FSB ha un ruolo chiave nella protezione del nostro ordine costituzionale e la sovranità del nostro Paese, e nel proteggere il nostro popolo dalle minacce in patria e all’estero. Lasciatemi dire fin dall’inizio che i risultati dello scorso anno sono stati positivi e mostrano un buon sviluppo. Ciò riguarda il vostro lavoro nel contrastare il terrorismo e l’estremismo, una serie di riuscite operazioni di controspionaggio, i vostri sforzi nel combattere la criminalità economica, e in altre campi. Viene assicurato un elevato standard di sicurezza nei grandi eventi pubblici, tra cui le elezioni della Duma di Stato e le elezioni regionali e locali. Vorrei ringraziare dirigenti e personale per l’atteggiamento coscienzioso verso il lavoro e la tempestività ed efficienza prestata nelle loro funzioni. Allo stesso tempo, le esigenze verso qualità e risultati del vostro lavoro crescono costantemente. La situazione globale non è divenuta più stabile o migliorata nell’anno passato. Al contrario, molte minacce e sfide sono diventate più acute. La rivalità politico-militare ed economica tra i responsabili delle politiche globali e regionali e tra i singoli Paesi è aumentata. Vediamo sanguinosi conflitti continuare in numerosi Paesi in Medio Oriente, Asia e Africa. Gruppi terroristici internazionali, in sostanza eserciti terroristici, che ricevono sostegno tacito e talvolta anche aperto da certi Paesi, prendono parte attiva in questi conflitti.
Al vertice della NATO lo scorso luglio, a Varsavia, la Russia è stata dichiarata principale minaccia dell’Alleanza per la prima volta dal 1989; la NATO ha ufficialmente proclamato che contenere la Russia è la sua nuova missione. E’ con tale obiettivo che la NATO continua ad espandersi. Questa espansione era già in atto, ma ora credono di avere più serie ragioni per farlo. Hanno intensificato il dispiegamento di armi strategiche e convenzionali oltre i confini degli Stati membri principali della NATO. Ci provocano costantemente e cercano di attirarci nel confronto. Vediamo continui tentativi d’interferire nei nostri affari interni, nel tentativo di destabilizzare la situazione politica e sociale nella stessa Russia. Vediamo anche la recente grave fiammata nel sud-est dell’Ucraina. Questa escalation persegue il chiaro obiettivo d’impedire agli accordi di Minsk di andare avanti. Le attuali autorità ucraine, ovviamente, non vogliono una soluzione pacifica a questo problema molto complesso e hanno deciso di optare per l’uso della forza, invece. Per di più, si parla apertamente di organizzare sabotaggio e terrorismo, in particolare in Russia. Ovviamente, è una questione di grave preoccupazione.
Gli eventi e le circostanze che ho menzionato richiedono che i nostri servizi di sicurezza e d’intelligence, in particolare al Servizio di Sicurezza Federale, concentrino al massimo attenzione e impegno sul compito fondamentale della lotta al terrorismo. Abbiamo già visto i nostri servizi d’intelligence assestare potenti colpi ai terroristi e loro complici. I risultati dello scorso anno lo confermano: il numero di crimini connessi al terrorismo è diminuito. Il lavoro di prevenzione ha portato anche risultati. Il FSB e le altre agenzie di sicurezza, con il Comitato Nazionale Antiterrorismo in qualità di coordinatore, hanno impedito 45 reati connessi al terrorismo, di cui 16 attentati pianificati. Meritano speciale gratitudine per questo. È necessario continuare gli sforzi attivi per identificare e bloccare l’attività dei gruppi terroristici, eliminarne la base finanziaria, impedire le attività dei loro emissari provenienti dall’estero e le attività pericolose su Internet, e prendere in considerazione, in questo lavoro, l’esperienza russa e internazionale nel campo. L’omicidio del nostro ambasciatore in Turchia è stato un crimine terribile che in particolare sottolinea la necessità di proteggere i nostri cittadini e le missioni all’estero. Vi chiedo di collaborare con il Ministero degli Esteri e il Servizio d’Intelligence Estero per adottare ulteriori misure per garantirne la sicurezza. Si deve anche lavorare per portare la nostra cooperazione nell’antiterrorismo con i partner esteri ad un nuovo livello, nonostante le difficoltà che vediamo nei vari ambiti della vita internazionale. E’ una priorità, naturalmente, intensificare il lavoro con i nostri partner nelle organizzazioni come Nazioni Unite, CSTO e Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. E’ nel nostro interesse comune ripristinare il dialogo con i servizi segreti degli Stati Uniti e degli altri Paesi membri della NATO. Non è colpa nostra che tali legami siano stati tagliati e non si sviluppino. E’ molto chiaro che tutti i Paesi responsabili e gruppi internazionali dovrebbero collaborare nell’antiterrorismo, perché anche semplicemente lo scambio di informazioni su canali e fonti di finanziamento dei terroristi e persone coinvolte o sospettate di legami con il terrorismo, migliorano sensibilmente i risultati dei nostri sforzi comuni.
Le nostre priorità comprendono saldamente la soppressione dell’estremismo. I metodi della protezione devono andare di pari passo con il continuo lavoro di prevenzione. E’ essenziale impedire che l’estremismo trascini i giovani nelle sue reti criminali, e imporre un fermo rifiuto globale a nazionalismo, xenofobia e radicalismo aggressivo. In questo contesto, di grande importanza è il dialogo aperto con le istituzioni della società civile e i rappresentanti delle religioni tradizionali della Russia. I servizi di controspionaggio affrontano maggiori richieste oggi. I dati operativi dimostrano che l’attività dei servizi segreti stranieri in Russia non è diminuita. L’anno scorso, i nostri servizi di controspionaggio hanno fermato 53 funzionari e 386 agenti dei servizi segreti stranieri. E’ importante neutralizzare gli sforzi dei servizi segreti stranieri per accedere a informazioni riservate, in particolare le informazioni riguardanti le nostre capacità tecnico-militari. Ciò rende prioritario migliorare il nostro sistema di protezione delle informazioni classificate comprese nel segreto di Stato, in particolare dato che le agenzie usano il sistema elettronico di circolazione dei documenti. Vorrei sottolineare che il numero di attacchi informatici alle risorse informative ufficiali si è triplicato nel 2016 rispetto al 2015. In questo contesto, ogni agenzia deve sviluppare il proprio segmento del sistema statale per individuare e impedire gli attacchi informatici alle risorse informative ed eliminarne le conseguenze.
Il pubblico si aspetta maggiori risultati in settori chiave come la sicurezza economica e la lotta alla corruzione. Vi chiedo in particolare un approfondimento nel monitoraggio dei fondi stanziati per gli appalti della Difesa dello Stato (un argomento di cui ho già parlato), i grandi progetti infrastrutturali, la preparazione di grandi eventi internazionali e l’attuazione dei programmi federali socialmente mirati ed importanti. Purtroppo, vediamo ancora molti casi di fondi statali sottratti o indebitamente appropriati. La protezione affidabile dei nostri confini statali ha un ruolo importante nel garantire la sicurezza globale del nostro Paese. La priorità è chiudere i canali attraverso cui membri di gruppi terroristici ed estremisti internazionali entrano in Russia, e porre fine a ogni forma di contrabbando, dalle armi alle droghe e a varie risorse biologiche. Naturalmente, dobbiamo continuare il lavoro per sviluppare le infrastrutture di confine non ancora sufficientemente sviluppate, in particolare in Estremo Oriente e nella regione artica.
Colleghi, vorrei sottolineare che continueremo a sostenere i rami centrali e regionali del FSB e ad assicurarci che abbiano le armi e le attrezzature più avanzate. Continueremo anche a prestare attenzione alle disposizioni in materia sociale per il personale del FSB e i loro familiari. Vi auguro di riuscire a proteggere i nostri interessi nazionali e la sicurezza del nostro Paese e del nostro popolo. Sono certo che continuerete a lavorare sui vostri obiettivi con dignità.
Grazie per l’attenzione.CRIMEA-UKRAINE-RUSSIA-POLITICS-CRISIS-HISTORY-WWIITraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli intrighi contro Trump

Larry Chin, Global Research, 20 febbraio 2017rt_trump_pence_3_jt_160716_4x3_992Con Donald Trump, nulla è come sembra. L’episodio di Michael Flynn esemplifica la natura sfuggente, imprevedibile e letale del conflitto dall’alta posta in gioco che continua a svolgersi. Ciò che è evidente e fuori discussione è che il presidente Trump sia in guerra con lo Stato profondo in tutte le sue forme, comprese significative fazioni della comunità d’intelligence e delle forze dell’ordine. I media mainstream (in gran parte controllati dalla CIA) e praticamente l’intera dirigenza politica. Trump è visto chiaramente come minaccia esistenziale per i loro crimini. Quest’apparato, ad ogni livello, è impegnato in un colpo di Stato. Ciò che non è chiaro, ed è estremamente difficile valutare, è la natura della risposta di Trump ai nemici. Inoltre non è chiara la situazione nella sua amministrazione. Nemici e alleati sono in bilico.

Flynn: il parafulmine
Michael Flynn era centrale per la politica estera di Trump. Flynn era a capo della Defense Intelligence Agency sotto Obama, e ha portato un patrimonio di conoscenze nella comunità d’intelligence nella sua breve ma ricca azione da consigliere per la sicurezza nazionale. Flynn, democratico, era un aperto critico della politica estera di Obama/Clinton e dell’uso deliberato da parte della CIA dei terroristi di al-Qaida/SIIL/al-Nusra in Siria. Ha voluto importanti riforme per la comunità d’intelligence politicizzata. Ha spinto a migliorare le relazioni con la Russia e ha cercato di denunciare e annullare i rapporti dell’amministrazione Obama con l’Iran. Il controverso Flynn è un eroe per la base di Trump, per aver detto di “rinchiudere” Hillary Clinton e “prosciugare la palude”. Trump rispetta Flynn, e sembrava avere problemi con il suo stile combattivo. Era controverso durante il mandato sotto Obama prima di appoggiare Trump, e controverso durante la campagna e le elezioni. Trump ha sfruttato Flynn come consigliere per la sicurezza nazionale invece che in un altro posto di gabinetto, per evitare a Flynn di dover essere brutalmente approvato dal Congresso (e probabilmente non sarebbe passato). Cosa è cambiato?

Dimissioni curiose
L’episodio Flynn è stato descritto come un’insabbiatura senza un crimine. Flynn non ha violato alcuna legge. E’ stato approvato dal FBI, come descritto in questo articolo del Washington Post. (Il Washington Post è uno dei principali organi anti-Trump). Flynn ha agito in modo appropriato ed entro l’autorità di consigliere per la sicurezza nazionale, e non ha (come afferma la propaganda dell’opposizione) negoziato le sanzioni al telefono con l’ambasciatore russo. Le trascrizioni lo confermano. Trump stesso ha più volte sostenuto che Flynn ha fatto il suo lavoro. Perché a Flynn è stato chiesto di dimettersi? Secondo la linea ufficiale della Casa Bianca, Trump e il vicepresidente Mike Pence non erano soddisfatti dalle modalità comunicative di Flynn. Le dimissioni di Flynn sono semplicemente una questione di protocollo interno? Un problema di chimica o di lotta per il potere nella cerchia di Trump? Se sì, qual è la natura del problema e perché non è gestito internamente? Chi e cosa ha reso pubblico uno scandalo drammatico e dannoso?309126432_0-0785“Sangue nell’acqua”
Come succintamente descritto da Julian Assange di Wikileaks, “una battaglia incredibile per il dominio si svolge tra il governo degli Stati Uniti eletto e la comunità d’intelligence che si considera il “governo permanente””. La cacciata Flynn è il risultato di una “campagna di destabilizzazione di spie statunitensi, democratici e stampa”. Dal punto di vista dello Stato profondo, una grande vittoria è stata ottenuta con la cacciata di Flynn, decapitando l’amministrazione Trump ancor prima di esser completamente formata. Trump ha perso un membro chiave della sua cerchia, e il resto cadrà presto. Trump ha dimostrato gravi debolezze, e queste vengono attaccate con gusto e violenza. Secondo il Wall Street Journal, la comunità d’intelligence non riceve informazioni da Trump. (Trump e il suo ODNI lo negano). I lealisti di Obama, in particolare, lavorano contro. Secondo Glenn Greenwald , i rivelatori dello Stato profondo che hanno denunciato Flynn ci sono riusciti compiendo dei reati. Lo Stato profondo è ora ancora più incoraggiato e potente. Secondo l’ex-congressista Dennis Kucinich, “qualcosa di sbagliato succede nella comunità d’intelligence, che vuole riaccendere la guerra fredda tra Stati Uniti e Russia, in modo che l’asse militare, industriale e d’intelligence ci guadagni“. “Svegliati America!” Secondo Eli Lake di Bloomberg, l’episodio di Flynn è un “assassinio politico”, dove Trump “ha ceduto all’opposizione burocratica e politica“. La CNN (la voce della CIA e della dirigenza politica) ha dichiarato che la rete non cede alla narrativa russa e di Flynn. Ovviamente ne avrà il materiale per il crescente tentativo d’impeachment dei democratici e repubblicani anti-trump. Uno dopo l’altro, CIA/media potranno semplicemente denigrare tutti i membri del gabinetto Trump, e lo stesso Trump, finché sarà rimosso. C’è “sangue nell’acqua”. Come piranha, i nemici di Trump sono in frenesia. Ma Trump, difatti, è “alle corde”? O Trump come Muhammad Ali “li metterà alle corde”?

Cambio di carte
Dopo una giornata di attacchi dei media, Trump ha preso a Twitter ed ha rapidamente istituito una conferenza stampa, durante cui ha invertito pubblicamente la narrazione in maniera aggressiva. Le fughe sono la vera storia. Trump: la vera storia è la fuga illegale. Le fughe, non Flynn, i problemi nell’amministrazione, la “Russia”. “Le fughe sono reali. La notizia è falsa“.

E’ una provocazione?
La speculazione intrigante, non riportata dai media mainstream, è che l’intero caso Flynn sia una complessa provocazione, una trappola tesa deliberatamente da Trump per smascherare i rivelatori, nell’ambito di un’operazione contro lo Stato profondo. Questa operazione, a sua volta, fa parte del programma “Prosciugare la palude”; la pulizia radicale e tanto attesa per scovare la dirigenza politica. Vi sono diversi resoconti che sostengono in modo convincente che si tratti di una provocazione:
Le dimissioni del generale Flynn sono un elaborato stratagemma per smascherare i rivelatori
Le dimissioni di Flynn sono una provocazione?
Attenti, rivelatori (Diario dell’operazione delle fughe di Trump)
Secondo un’analisi dettagliata (citando fonti del’intelligence russa), l’episodio Flynn era una classica “trappola canarino” ideata da Trump e Flynn in coordinamento con l’FBI e altri rami dell’intelligence e delle forze dell’ordine, per esporre e cogliere i rivelatori e le corrotte figure dei media che lavorano per lo Stato profondo: Il cambio del FBI terrorizza i media statunitensi.
Flynn aveva diretto contemporaneamente le operazioni contro le principali reti del narcotraffico internazionale legate a CIA, islamisti e Clinton. Robin Townley, aiutante di Flynn impegnato in questa operazione, si vide improvvisamente negare il nulla osta della sicurezza dalla CIA, nonostante Townley l’avesse avuto per anni. La CIA ha creato lo scandalo Flynn/Russia per ritorsione. “L’ombra” del generale Michael Flynn di Trump. Secondo il resoconto, Flynn e la sua squadra sarebbero rimasti operativi, lavorando nell’Ufficio informazione e ricerca. Ciò suggerisce che Flynn non sia stato davvero “licenziato”, ma trasferito a un ruolo più segreto, per motivi pratici. La sanzione ufficiale del Tesoro degli USA sul caso contro la rete di Samark Jose Lopez Bello, guidata da Flynn, il 13 febbraio 2017, può essere letta qui. L’operazione/trappola di Flynn non finisce qui (i media non hanno smesso di diffondere materiale appositamente trapelato), e non sarebbe l’unica provocazione che l’amministrazione Trump attua. Secondo Jack Posobiec dei Cittadini per Trump e suo forte sostenitore, Trump ha utilizzato con successo le provocazioni nella campagna presidenziale e nell’elezione. Secondo Posobiec, la storia del piano di Trump di utilizzare la Guardia Nazionale per rastrellare gli immigrati era intenzionale. The Associated Press c’è cascata. Ulteriori prove della tanto attesa massiccia campagna di pulizia per “drenare la palude” comprende il “bagno di sangue” del 7.mo piano del dipartimento di Stato da parte del segretario di Stato Rex Tillerson, e il licenziamento di numerosi dipendenti, presumibilmente per non aver superato i controlli. Craig Deare, alto funzionario del NSC, è stato appena licenziato per aver espresso opinioni in contrasto con l’agenda di Trump.3caeec8900000578-4174310-image-a-15_1485839768432Yemen
Il ruolo di Flynn nell’incursione nello Yemen potrebbe anche aver innescato la rappresaglia della CIA. Questa operazione rischiosa ha provocato la morte di 14 militanti di al-Qaida (inclusi dei capi operativi), di 25 civili e del Navy Seal William “Ryan” Owens, e il ferimento di sei soldati statunitensi. Anche se i dettagli rimangono oscuri, il raid nello Yemen sembra aver scontrato le Forze Speciali dei Navy Seals con al-Qaida. Dato che al-Qaida è una facciata della CIA, il conflitto è essenzialmente tra la squadra militare-intelligence di Trump e la CIA. L’obiettivo sembra essere stato avvertito, portando la squadra delle Forze Speciali dei Navy Seal ad affrontare una fiera resistenza. (Forse la CIA aveva avvertito i propri agenti nello Yemen?) Anche se pesantemente criticato dai media mainstream come “pasticciato” e “disastroso”, l’amministrazione l’ha visto come un “grande successo”, raggiungendo l’obiettivo principale, i documenti dell’intelligence a supporto delle future campagne antiterrorismo. La squadra dei Navy Seal ha portato via un “tesoro” d’intelligence su cd per computer, telefoni cellulari e file. Flynn e la sua squadra agisco secondo l’intelligence contenuta nei file? Ciò ha fatto infuriare ulteriormente la CIA, accelerando la campagna contro di lui?

Il collegamento con la pedofilia
Aggiungendo bizzarria sulla cacciata di Flynn, vi è il collegamento alla pedofilia, o Pizzagate. Dopo la cacciata di Flynn, Hillary Clinton non ha potuto resistere dal postare un greve commento su Twitter, rilanciato dal suo funzionario Philippe Reines: “Cari Mike Flynn e Mike Flynn Jr, fatevi un giro su COMET. E avrete la vostra ossessione sulla pizza… jobs.dominos.com/dominoscareer… Hillary Clinton: Philippe ha il suo modo di dire le cose, ma ha ragione sulle reali conseguenze delle false notizie…” A cosa si riferiva? Nel novembre 2016 Flynn espresse sostegno all’indagine del Dipartimento di Polizia di New York sulle prove e-mail del possibile coinvolgimento di Hillary Clinton in “reati di riciclaggio e sesso con bambini“. Il figlio, Michael G. Flynn (primogenito di Flynn e suo braccio destro) espresse sostegno alle indagini. I messaggi di posta elettronica di John Podesta svelati da Wikileaks indicano ciò che appare una significativa prova sulla rete di pedofili di alto livello della dirigenza di Washington, e più precisamente la parte di una rete che coinvolge Podestà, agenti del Partito Democratico e dei Clinton, e la rete delle pizzerie nel Paese, in particolare Comet ping-pong e Pizza di Washington DC. Numerosi ricercatori indipendenti hanno continuato a cercare tenacemente queste prove, nonostante il forte e pericoloso insabbiamento politico e un grave contraccolpo. Clinton avrebbe potuto scegliere di rimanere in silenzio, ma non poteva resistere dall’insultare Flynn, non più sulla “Russia” o su Trump, ma sul Pizzagate. Perché se n’è uscita richiamando l’attenzione su questo? Flynn ha subito “conseguenze reali” per qualcosa che non è “reale”?

Turbolenze nella cerchia di Trump: opinioni contrastanti
Nonostante gli avvertimenti continui dei lealisti Trump si è circondato di coloro che sembrano essere dei nemici: neocon repubblicani e anti-Trump; ha riempito la “palude” invece che “prosciugarla”. Trump crede che cooptare e conquistare la dirigenza lo ponga in una posizione più forte? Quanto pesa questo calcolo rispetto ai desideri della base anti-globalista/anti-dirigenza? C’è disaccordo anche fra la base di Trump su ciò che accade. La perdita di Flynn è un duro colpo. Trump è circondato da neoconservatori guidati da Pence. Steve Bannon e Kellyanne Conway sono gli ultimi lealisti rimasti a Trump nella cerchia interno. L’amministrazione Trump è inquinata e compromessa? Il capo dello staff Reince Priebus, ex-presidente del RNC, è visto da sempre più lealisti di Trump come la principale minaccia interna. Secondo Breitbart, Priebus è la talpa, accusato di non volere attuare gli ordini esecutivi, rallentando la conferma dei candidati di gabinetto, e di non fare nulla contro la rete delle “cellule dormienti” di Obama che continua a sovvertire l’amministrazione. Trump, secondo Breitbart, ha lavorato attivamente per sostituire Priebus. Pence e Priebus decisero di estromettere Flynn, secondo Fox News, nonostante le obiezioni di Bannon e Conway, che credevano che Flynn dovesse restare. Secondo Jerome Corsi di Infowars, Priebus non è solo una talpa, ma il “capo dei rivelatori”, e dovrebbe essere il prossimo ad andarsene. Mike Cernovich così come Alex Jones e Roger Stone, vedono Priebus come una minaccia. La fedeltà di Priebus va ai neocon repubblicani e lavora attivamente contro Trump. Il vicecapo dello staff Katie Walsh è stata identificata come possibile rivelatrice ed è indagata. Il 19 febbraio, apparendo alla conferenza stampa della NBC, Priebus si è assunto la colpa sul caso Flynn, definendolo disonesto.

Reince Priebus

Reince Priebus

La minaccia di Pence
Il vicepresidente Mike Pence non è solo un neocon repubblicano, ma un neocon di Bush. Pence ha recentemente partecipato al Super Bowl con George HW Bush, verso cui è servile e che sostiene d’idolatrare. Di cosa Pence ha discusso con Poppy Bush l’arcicriminale e capo dell’apparato criminale che non esita nel voler distruggere Trump? Pence supporta su tutto Bush. Il suo profilo è quello di un nemico di Trump. Ha sostenuto il Patriot Act, la guerra in Iraq, la tortura (si oppone alla chiusura di Guantanamo), la guerra in Medio Oriente e la linea dura con la Russia. Ha sostenuto il rovesciamento della Libia e ringraziato Hillary Clinton di ciò. Sostiene la globalizzazione e il libero scambio, la NAFTA e il CAFTA. È per le grandi aziende e si oppone alle riforme sulla finanza bancaria e in campagna ha elogiato la criminale sentenza della Corte Suprema sul caso Cittadini Uniti a favore delle corporazioni. Lui e Trump sono apertamente in disaccordo sulla Russia, contrasti che l’amministrazione ha respinto blandamente. Pence voleva far fuori Flynn. Pence decide la politica estera di Trump? Pence era contro le operazioni segrete di Flynn? Pence ignora Tillerson, Mattis, ecc.? Il 18 febbraio, nel discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, Pence vantava che gli Stati Uniti saranno “costanti” nell’impegno per la NATO, che “staranno con l’Europa” ed ha anche minacciato la Russia: “Sappiate questo: gli Stati Uniti continueranno ad accusare la Russia“. Tale presa di posizione bellicosa sovverte la retorica di Trump (riecheggiata da Flynn) che chiede il miglioramento delle relazioni con la Russia, ed antagonizza la NATO, che definiva “obsoleta”. La visione di Pence è in netto contrasto con la frustrazione di Trump nel migliorare le relazioni con Mosca, indebolite dalla propaganda russofoba. Ma è il suo vicepresidente che vomita tale propaganda. La contraddizione Trump-Pence sarebbe uno stratagemma “poliziotto buono/poliziotto cattivo”, o c’è un vero conflitto? Pence è nella posizione ideale per fare di Trump ciò che George HW Bush fece di Ronald Reagan, o Lyndon B. Johnson di John F. Kennedy. Se Trump viene rimosso, l’amante di Bush e russofobo Pence sarà presidente. (E chi avrebbe il presidente Pence come suo vice? Jeb Bush?)

L’esplosiva previsione di un ex-agente della CIA
In una intervista esplosiva per Alex Jones Show, l’ex-agente della CIA Robert David Steele ha espresso i seguenti pareri:
– La NSA ha spiato i cittadini, mentre la CIA causa le fughe di notizie, ed entrambi partecipano al colpo di Stato.
– Reince Priebus è il “Giuda alla Casa Bianca”, permettendo e coprendo la pedofilia. (Nota: in una precedente intervista per RT, Steele definì Priebus agente della CIA presso Trump.)
– Julian Assange “può abbattere il partito repubblicano e Priebus in particolare“.
– Avendo indagato sulla pedofilia per oltre un decennio, Steele dichiarava che “la pedofilia è una tendenza acquisita dai democratici“, e che gente come John Podesta sono “pedofili all’acqua di rose” rispetto a repubblicani, élite bancaria e sauditi.
– La pedofilia è il tallone d’Achille del sistema, e “Trump l’ha capito”.
– Le fondazioni delle corporation e i loro anarchici pianificano massicci disordini a primavera e in estate, tra cui una grande manifestazione a Washington DC a maggio.
In particolare, riguardo Michael Flynn:
– “Flynn è finito nei guai perché diventato troppo arrogante e ha cercato di dire a Mattis e Tillerson cosa fare“. Ma il motivo per cui è stato licenziato, secondo Steele, era che Flynn voleva smascherare la lista dei pedofili di Washington. Uno dei nomi sulla lista era “il migliore amico di Mike Pence“. Steele non l’ha nominato. Chi è?

Tutto va bene secondo Trump
L’amministrazione Trump ha fermamente respinto tutte le critiche e i sospetti sul suo gabinetto. Nella conferenza stampa del 16 febbraio, Trump ha sostenuto che la sua amministrazione “gira come una macchina messa a punto“, che vi è “zero caos” ed ha anche ripetuto l’ampia fiducia in Reince Priebus, che “fa un lavoro fenomenale“. Nell’ultimo Twitter, Trump ha scritto: “Non credo al flusso di (false) notizie dei media. La Casa Bianca opera molto bene. Ho ereditato un pasticcio e lo sto risolvendo“. Trump ha continuato ad attaccare i media, nel comizio del 19 febbraio. Secondo The Hill, Bannon è indignato dalle pretese che lui e Priebus siano in contrasto, e respinge le osservazioni avanzate da Breitbart, la sua ex-pubblicazione. L’ex-agente dell’intelligence Steve Pieczenik respinge la cacciata di Flynn come mossa pragmatica di routine. Secondo Pieczenik, tutto il personale è alla fine “usa e getta”, e ritiene che Flynn non doveva rimanere in carica per molto. A suo avviso, la polemica è esagerata. Il senatore Paul Ryan, capo dei repubblicani e considerato un aspro anti-Trump e nemico dai lealisti di Trump, diffonde voci concilianti, come se fosse con Trump. L’intervista di Ryan su Fox con Sean Hannity è la prima in cui parla positivamente dell’ordine del giorno di Trump. Quando gli è stato chiesto da Hannity che lui e Trump sono considerati in contrasto, Ryan l’ha liquidata come “passato”. Perché Ryan è improvvisamente conciliante? Chi sostituisce ora Flynn come consigliere per la sicurezza nazionale di Trump? Un altro neocon. La lista si restringe a tre candidati: l’attuale sostituto consigliere per la sicurezza nazionale Keith Kellogg, lo stratega militare HR McMaster, e il maniacale ex-ambasciatore alle Nazioni Unite di George W. Bush John Bolton. Robert Harward (Lockheed Martin, ex-funzionario della NSC di George W. Bush) ha rifiutato dopo aver chiesto di avere il proprio personale (Trump ha rifiutato di licenziare il team di Flynn, tra cui KT McFarland).

Verso l’inaspettato
Lo Stato profondo non è “profondo”. Il governo ombra non è nascosto. La criminalità è alla luce del sole come non mai, ed è tutta contro Trump. L’aperta sedizione e il tradimento sono pubblicamente incoraggiati e “sponsorizzati dal governo”. Vi sono inviti aperti a colpi di Stato, anarchia, terrorismo e isteria di massa. Trump è in pericolo, o controlla? Viene rovesciato o guida con successo una guerra di inganno e agguati? Siamo entrati in un territorio inesplorato, con il futuro dell’umanità in gioco. Tutto è in gioco. Nulla è chiaro.ct-trump-pence-huppke-20160715Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Generale McMaster: pappagallo del complesso militar-industriale

Tony Cartalucci, NEO 22/02/2017

635799907110060403-arm-2014-ausa47Recentemente è stato annunciato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto il Tenente-Generale dell’US Army Herbert Raymond McMaster come Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Il New York Times nell’articolo, “Trump sceglie HR McMaster consigliere della sicurezza nazionale”, riferisce: “Il Presidente Trump ha nominato il Tenente-Generale HR McMaster come suo nuovo consigliere per la sicurezza nazionale, accogliendo uno stratega militare ampiamente rispettato e noto nel sfidare il pensiero convenzionale, contribuendo a far svoltare la guerra in Iraq nei giorni più bui”. In realtà, ciò che il Presidente Trump ha fatto è scegliere un uomo che porterà ben poco dei propri pensieri. Invece, testualmente, ripete i discorsi che riflettono l’ordine del giorno che serve gli interessi che guidano la manica di think tanks finanziate dalle corporation finanziarie che da decenni suggeriscono, dopo averla definita, la politica estera di Stati Uniti-Unione europea.

Cosa rappresenta il Generale McMaster
In un discorso tenuto in uno di tali think tank, il Centro di Studi Strategici e Internazionali, finanziato da aziende come ExxonMobil, Hess, Chevron e Boeing, e presieduto da individui come il segretario di Stato del Presidente Trump Rex Tillerson, e da rappresentanti di Lockheed Martin, Raytheon e Betchel, il Generale McMaster sciorina un passo ben studiato che riflette la visione e gli obiettivi collettivi del mondo non solo del CSIS, ma certamente di Brookings Institution, Council on Foreign Relations e una miriade di altri pensatoi politici guidati da interessi precisi. Il discorso, pubblicato sul canale YouTube del CSIS nel maggio del 2016, vede il Generale McMaster nella sua uniforme accusare la Russia d'”invadere l’Ucraina” e la Cina di “sfidare gli interessi degli Stati Uniti ai confini della potenza americana“. Nel descrivere la Cina “sfidare” gli interessi degli Stati Uniti, presenta una mappa della Cina e del Mar cinese meridionale, decisamente non proprio luoghi vicino agli Stati Uniti o in qualsiasi ambito logico e legittimamente vicino alla sfera d’influenza di Washington da poterne giustificare il controllo. Il Generale McMaster accusa Russia e Cina di minacciare gli “interessi degli Stati Uniti” all’estero, non la sicurezza nazionale, sfidando l’ordine internazionale post-Seconda Guerra Mondiale, un ordine certamente creato da e per gli Stati Uniti e gli alleati europei, concedendogli egemonia unipolare militare, socio-politica e finanziaria sul pianeta. Indica prevedibilmente Corea democratica e Iran come minacce per gli Stati Uniti, nonostante non abbiamo mai attaccato gli USA o desiderato o potuto farlo. Accusa l’Iran, in particolare, di “combattere una guerra per procura contro di noi dal 1979“, riferendosi a quando gli iraniani finalmente rovesciarono la dittatura brutale insediata e sostenuta dagli Stati Uniti di Mohammad Reza Shah Pahlavi, nel 1979. Il Generale McMaster accusa l’Iran di “costruire milizie” fuori dal controllo dei governi del Medio Oriente, di sostenerle ed anche di usarle come leva contro di essi, non diversamente da come gli Stati Uniti fanno con le forze di occupazione dispiegate nella regione e con i gruppi terroristici armati, finanziati, addestrati e diretti da Stati Uniti e alleati del Golfo Persico, dal Nord Africa al Medio Oriente, come in Iraq, Yemen, Siria e Libano. Nel discorso del 2016, McMaster passa ad affrontare lo “Stato islamico” (SIIL), presentando una diapositiva dell’estensione territoriale dello SIIL, indicando in modo chiaro le linee dei rifornimenti che vanno direttamente dal membro della NATO Turchia in Siria e Iraq, con una linea secondaria promanante dall’alleata degli USA Giordania. Non fa menzione di chi combatte lo SIIL, raffigurando il conflitto come il cartone animato che i media statunitensi-europei spacciano presso il pubblico. Il Generale McMaster presenta al pubblico una strategia di difesa basata su “deterrenza dell’interdizione e deterrenza alle frontiere a spese dei potenziali avversari“, riferendosi a regioni del pianeta a migliaia di miglia dalle coste degli Stati Uniti, dove cercano di mantenere o riaffermare potere e influenza, o di proiettarle in regioni finora indipendenti da Wall Street e Washington.

Un’agenda perenne
La scelta del Presidente Trump del Generale McMaster a Consigliere per la Sicurezza Nazionale assicura che la sicurezza nazionale resti dominio dei think tanks aziendal-finanziari che hanno definito, deciso e dominato la politica estera degli USA per decenni. I documenti politici che il Generale McMaster cita sempre in ogni suo discorso in un think tank aziendal-finanzierio dopo l’altro, sono i prodotti degli stessi think tank. Che il Generale McMaster identifichi Russia, Cina e Iran come “minacce” agli Stati Uniti non perché cercano di danneggiarli nel proprio territorio o nella logica sfera d’influenza, ma perché semplicemente cercano di proteggere le proprie sfere d’influenza dal sistematico e palese sovvertimento degli Stati Uniti tramite influenza e accerchiamento, indica la continuazione della devastante guerra globale già vista con le amministrazioni di numerosi altri presidenti, come Obama, Bush, Clinton, Bush padre, Reagan e anche Carter. Mentre gli Stati Uniti posano da nazione “democratica” guidata dagli interessi del popolo, è evidente che gli interessi di Wall Street e Washington hanno un ordine del giorno proprio che trascende presidenti “eletti” dal popolo e le politiche che chi ha eletto questi presidenti crede svolgano. I sostenitori del Presidente Trump nel mondo del lavoro subiscono l’illusione che rigetti l’aggressione e il cambio di regime nel mondo degli Stati Uniti, mentre ha appena nominato il Generale McMaster come suo consigliere per sicurezza nazionale, un uomo che apertamente e ripetutamente sostiene la ricerca dell’egemonia globale degli USA, indicando ancora una volta l’inganno perpetrato e come tale preciso ordine del giorno avanzi senza sosta.herbert-raymond-mcmaster-donald-trumpTony Cartalucci, ricercatore e scrittore geopolitico di Bangkok, in esclusiva per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il significato del discorso di Putin sul “terrorismo ucraino”

Rostislav Ishenko, RIA Analytics, 18 febbraio 2017 – Fort Russ2694ce06cf469d54fe24738726df1692Il 16 febbraio, in occasione della riunione annuale del Collegio del Servizio di sicurezza federale russo (FSB), Vladimir Putin attirava particolare attenzione sulla situazione nel sud-est dell’Ucraina. Secondo il Presidente, le autorità ucraine aggravano deliberatamente la situazione nella zona del conflitto nel Donbas, violando gli accordi di Minsk e puntando sulla soluzione militare del problema. Il Capo dello Stato ha anche sottolineato che le autorità di Kiev “parlano apertamente di organizzare sabotaggio, terrorismo e sovversione anche in Russia“.

Un segnale all’occidente
E’ chiaro che l’azione antiterrorismo e di contro-intelligence sia al centro delle operazioni del FSB. Ma è anche chiaro che le dichiarazioni del Presidente, rese pubbliche, sono destinate principalmente al pubblico estero. Dopo tutto, la leadership del FSB può essere istruita in segreto. Inoltre, nessuno dubita che fin dall’inizio della guerra civile in Ucraina, l’FSB abbia seguito i tentativi di portare la guerra nel territorio russo. Dal 2014, la stampa ha periodicamente lanciato informazioni sull’arresto di cittadini ucraini e russi catturati mentre spiavano il territorio della Russia per conto di Kiev, o vi preparavano attentati terroristici. Così, la dichiarazione del presidente è destinata non al pubblico russo, ma estero, ma non ucraino. Se si volesse appellare al governo ucraino, avverrebbe con i canali diplomatici. Questa affermazione non è neanche la minaccia della risposta militare alle provocazioni ucraine. In caso contrario, sarebbe stata fatta al collegio del Consiglio di Sicurezza del Ministero della Difesa. La scelta del luogo e della forma dell’affermazione indica chiaramente che si tratta di un segnale inviato ai nostri partner occidentali. L’FSB può condurre ampie operazioni antiterrorismo. Va notato che le azioni preventive contro i terroristi e i loro capi sono una delle componenti principali dell’azione del FSB, non necessariamente limitate al territorio russo. Certo, le operazioni sul territorio di un altro Stato sono limitate da condizioni rigorose. Affinché le misure antiterrorismo preventive sul territorio straniero siano giustificate dal punto di vista del diritto internazionale, lo Stato in questione deve essere in guerra o aver subito un attacco non provocato. C’è ancora un altro scenario sancito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: la perdita da parte di un governo del controllo sul territorio da cui provengono le attività terroristiche. Questo scenario non è rilevante in questo caso tuttavia, dato che la comunità internazionale non considera il governo di Kiev incapace di controllare la situazione sul territorio dell’Ucraina. Eppure finora Kiev ha attuato ogni genere di provocazioni contro la Russia, anche sanguinose (in Crimea) come le iniziative di singoli rifiutandosi di riconoscerne l’appartenenza alle proprie agenzie di sicurezza. La reazione della Russia, tuttavia, si limitava alle proteste diplomatiche, documentando le provocazioni e raccogliendo le prove del coinvolgimento del primo direttorato dell’intelligence (GUR), del SBU e dello Stato Maggiore dell’Ucraina, presentandole alle organizzazioni internazionali.

Terrorismo di Stato
A quanto pare, la massa delle prove raccolte è decisiva e un secondo aspetto, il diritto internazionale, viene ora attivato. La dichiarazione del Presidente Putin era preceduta da una relazione del Comitato investigativo della Federazione Russa che ha raccolto prove necessarie e sufficienti a condannare le autorità ucraine per gli attacchi terroristici nelle zone residenziali nel Donbas usando missili balistici Tochka-U. Tali azioni sono state classificate dal Comitato investigativo come uso di armi di distruzione di massa (ADM) contro la popolazione civile. La dichiarazione di Putin si basa sulla conclusione logica della relazione della Commissione d’inchiesta. L’uso di ADM contro la popolazione civile va qualificata non solo crimine di guerra, ma terrorismo di Stato. Così anche le operazioni sovversive e terroristiche contro uno Stato in situazione di pace. Esattamente di ciò Vladimir Putin accusa le autorità ucraine. Negli ultimi anni le autorità statali che hanno sancito azioni qualificate come terrorismo di Stato, sono state riconosciute dalla comunità internazionale come “illegittime”. L’applicazione di tale etichetta a Husayn, Gheddafi e Assad suggerisce che la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non sia necessaria, bastano a supportarla fatti (anche infondati) e dichiarazioni dello Stato che si considera vittima. I precedenti stabiliti dagli Stati Uniti negli ultimi 20 anni permettono l’uso di tutte le misure contro i “regimi illegittimi”, anche operazioni militari, speciali, da ricognizione e in sostegno dichiarato ai governi alternativi ribelli in guerra civile contro il regime. Nell’applicare qualsiasi di queste misure, la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarebbe auspicabile, ma non necessaria. Come gli avvenimenti in Jugoslavia, Iraq, Libia e Siria hanno dimostrato, è facile andare oltre le disposizioni della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o semplicemente farne a meno.

Il diritto di reagire
La Russia si è sempre impegnata nel rispetto rigoroso delle norme e procedure stabilite dal diritto internazionale. Pertanto, non vi può essere alcun dubbio sulla serietà dell’affermazione dal Presidente Putin, che non l’avrebbe fatta senza prove inoppugnabili e la consapevolezza dell’impossibilità di fermare il governo ucraino in qualsiasi altro modo. In altre parole, la Russia è pronta a fornire alla comunità internazionale le prove delle criminali attività sovversive delle autorità di Kiev. Naturalmente, sappiamo che anche la prova più inoppugnabile non ne garantisce l’accettazione dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dove ognuno ha i propri interessi e tutti i membri permanenti hanno potere di veto. La situazione con il Boeing malese, il cui colpevole la commissione d’inchiesta internazionale non ha identificato non avendo esaminato le informazioni fornite dalla Russia, è la migliore prova dell’attuale politica dei doppi standard. Tuttavia, vi è un punto interessante. Le attività terroristiche sanzionate dalle autorità di uno Stato contro un altro (ad esempio, il terrorismo di Stato) non sono semplicemente un atto di aggressione non provocata, ma un attacco armato. L’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite consente allo Stato aggredito il diritto all’autodifesa individuale o collettiva, il cui contenuto va deciso dallo Stato stesso, obbligato ad almeno “immediatamente informare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle misure adottate e ad interromperle non appena il Consiglio adotta le misure necessarie per mantenere la pace e la sicurezza internazionale”. In tale scenario, il sistema delle Nazioni Unite è dalla parte della Russia. Mosca ha potere di veto, e senza il suo consenso il Consiglio non può adottare una decisione vincolante e, quindi, non può “adottare misure in modo indipendente”. Così Putin segnala ai nostri “partner” occidentali che se non danno una calmata alle autorità di Kiev, allora la Russia è pronta ad adottare misure che, pur unilaterali, sono pienamente coerenti con il diritto internazionale, nello spirito e lettera della Carta delle Nazioni Unite. E come ciliegina sulla torta, Putin tiene all’oscuro su quali misure saranno adottate (asimmetriche). Dopo tutto, il FSB non riferisce i suoi piani al dipartimento di Stato.vladimir-putin-4Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Trump e i “Ruski”

Leftist Critic, Oriental Review 16 febbraio 2017170211134242-micahel-flynn-file-exlarge-169Nei giorni scorsi la politica statunitense sembrava un film di Hollywood, tranne che è vera ed ha conseguenze reali. Dopo che il Generale Mike Flynn è stato estromesso dall’incarico nella Sicurezza Nazionale per aver osato parlare con i russi, eventualmente delle sanzioni, ma anche forse delle tensioni russofobe che politici e media compiacenti hanno acuito. Una domanda a cui rispondere è quanto sia “pro-Russia” l’amministrazione Trump?
Nell’ultima campagna presidenziale negli Stati Uniti, Hillary Clinton e lacchè accusarono Trump di essere un “burattino di Putin”. Va ricordato che Clinton fece tali accuse già nel 2014, sostenendo che ci fossero “gruppi ambientalisti falsi… finanziati dai russi” che si opponevano al fracking, una pretesa avanzata dall’industria petrolifera e gasifera. Non c’è dubbio che durante la campagna, Trump avesse un tono più moderato nei confronti della Russia dei dirigenti democratici o repubblicani che gridano all'”impeachment” oggi, mentre certi democratici plaudono allo “scandalo” che l’amministrazione Trump affronta. Mentre Tillerson e Dunford s’incontrano con i loro omologhi russi, poco è cambiato da Obama. L’amministrazione Trump ha dichiarato, attraverso Nikki Haley e Sean Spicer, che la Russia deve “restituire” la Crimea all’Ucraina e ridurre le violenze nel Paese, per rimuovere le sanzioni. I russi hanno giustamente respinto ciò come ridicolo. Se Trump fosse davvero “pro-Russia” avrebbe rimosso le truppe statunitense alle frontiere della Russia e aumentato gli sforzi per rimuovere le sanzioni. È chiaro, le stesse politiche di Obama sulla Russia sono proseguite sotto Trump. La dirigenza della sicurezza nazionale, spesso chiamata “comunità d’intelligence”, è supportata direttamente i democratici russofobi a cui giurano fedeltà e che sostengono che ciò che gli spettri dicono è vero al 100%. Chiaramente, non ricordano la loro storia e collegano Trump alla Russia con nuova “teoria della cospirazione” liberal, screditando tutti i democratici. Costoro, insieme ai repubblicani russofobi, hanno presentato un disegno di legge al Congresso che propone la revisione dei possibili tentativi dell’amministrazione Trump di alleggerire le sanzioni alla Russia, dichiarando che l’amministrazione “insabbia”, e chiedendo un’indagine per “scoprire” i collegamenti russi della nuova amministrazione, che potrebbero anche non esserci. Anche i media di regime usano la “minaccia della Russia”, spacciando la pretesa della “magica nave spia russa” a largo del Connecticut, mentre si giravano i pollici su “ciò che succedeva” nella telefonata tra il generale Flynn e l’ambasciatore russo negli Stati Uniti. Altri media sono più percettivi. Chicago Tribune e The Atlantic riportavano che l’estromissione di Trump è una vittoria dello “Stato profondo”, come più precisamente va chiamata l’istituzione della sicurezza nazionale. Anche l’arciconservatore National Review ha chiesto che la conversazione di Flynn, registrata da FBI e NSA, sia resa pubblica.
Prendendo tutto ciò in considerazione, ogni giorno c’è sempre meno possibilità che Trump riduca le tensioni con la Russia. L'”establishment golpista” che caccia Flynn è spinta dalla stessa macchina spionistica che egli stesso ha contribuito a creare, autorizzando Trump ad incolparla direttamente delle conseguenze. A parte gli argomenti che servono alla “sinistra”, delle critiche significative di Trump e che Flynn avesse tendenze “cospirazioniste”, le dimissioni di Flynn probabilmente avranno effetti negativi sulla possibile “distensione russa” dell’amministrazione Trump. Alcuni possono rispondere notando che Trump ha un tono “positivo” verso Putin da quando è in carica. Potrebbero esclamare che Trump, nell’intervista con Bill O’Reilly, quando ha detto che Putin è ragionevole “glossando” sull’idea che fosse un “killer” dicendo che l’impero ha commesso degli errori, dimostrasse “fedeltà” ai russi. È completamente senza senso. L’amministrazione Trump ha aspre posizioni anti-Iran e pro-Israele, danneggiando profondamente gli interessi russi. Questa posizione potrebbe anche portare alla guerra con l’Iran, nonostante la cacciata di Flynn sia una buona notizia per l’Iran, dato che era esplicito nel condannare gli atti “terroristici” del governo iraniano. Il vero terrorismo sono le decine di migliaia di bombe sganciate dagli Stati Uniti su Libia, Somalia, Iraq, Siria, Yemen, Afghanistan e Pakistan l’anno scorso, insieme alle forze speciali nel 70% delle regioni del mondo, persone che Trump chiama “guerrieri leggendari” che combattono in luoghi lontani contro gli “islamisti radicali”. A credito dell’Iran, resiste all’aggressività dell’amministrazione Trump, deridendola come fuori luogo.
Indipendentemente dal motivo per cui Flynn è stato licenziato, se per mancanza di fiducia o altro, non vi è dubbio che gli sforzi dei russofobi nella dirigenza della sicurezza nazionale e nei partiti democratico e repubblicano s’intensificheranno nei prossimi giorni. Quasi pensano che l’Unione Sovietica sia “tornata” come in Simpson Tide, episodio del 1998 dei Simpson, quando i russi fecero credere agli Stati Uniti che l’Unione Sovietica fosse scomparsa. Forse, più precisamente, l’attuale enigma politico assomiglia alla satira del 1964 del Dottor Stranamore. I russofobi sono come il generale “Buck” Tergidson, solo diversi per sfumatura sciovinista dal generale Jack D. Ripper che voleva la guerra nucleare con la Russia, a qualsiasi costo, affermando che i comunisti ingannavano il presidente dicendogli che “ci pesteranno!” L’amministrazione Trump è come il presidente Merkin Muffley che cercava un approccio più equilibrato, razionale con la Russia finché fu evidente che la guerra era inevitabile.
Ora ci troviamo a un bivio, con il futuro del mondo in bilico. Finché l’amministrazione Trump avrà una posizione aspra contro Iran, Venezuela e Corea democratica, il mondo multipolare sarà minacciato. Se ci fosse un indirizzo filo-russo nel governo Trump, sarebbe positivo per il mondo, eventualmente riducendo i conflitti, anche se è difficile sostenere tale postura con gli attacchi dai russofobi. Ciò che succede dopo riguarda noi, gente del mondo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora