Lo strano destino delle Mistral russo-egiziane

Philippe Grasset, Dedefensa, 21 aprile 2016

E meno male che l'ho fermato dicendogli Ciao!

E pensare che l’ho fermato dicendogli ‘Ciao’…

E’ nota la molto originale avventura, testimonianza di grande carattere e forti virtù della dirigenza politica, se non del Sistema che dirige la Francia, delle portaelicotteri classe Mistral vendute alla Russia nel 2009. Le istruzioni washingtoniane, arrivate nel 2014, denunciavano la vendita e la Francia cercava disperatamente un via d'”uscita”, trovandola “vendendo” le due unità, nel frattempo battezzate Vadivostok e Sevastopol, all’Egitto per 950 milioni di dollari, lontano dal quasi miliardo per unità previsto dall’iniziale vendita alla Russia. L’abilità di Hollande è sconfinata. Nella svendita, com’è stata negoziata, gli egiziani hanno scelto la componente elicotteristica russa (tra cui gli elicotteri d’attacco Ka-52), corrispondendo alle intenzioni iniziali dei russi e facendo delle Mistral egiziane la decisione che avvicina ancor più Egitto e Russia negli equipaggiamenti militari. La cosa s’è ulteriormente ampliata e rafforzata, forse per la crescente confusione dei francesi, se ancora esistono, con la richiesta degli egiziani che il sistema elettronico delle unità sia russo e non francese. Si negozia, scrive RT riprendendo la TASS. La conclusione delle sapienti operazioni francesi sotto gli auspici della sorprendentemente originalità della politica estera completamente allineata: le Mistral promesse e poi vietate ai russi diventano sempre più “russe” e probabilmente l’Egitto potrebbe, forse diciamo, prestarle alla Marina russa. Il risultato generale della svendita all’Egitto di equipaggiamenti strategici francesi rifiutati alla Russia è l’ulteriore rafforzamento dei legami strategici tra Egitto e Russia, e l’evidente coordinamento tra Egitto e Russia, comprese le operazioni congiunte. Hollande ancora svetta nei sondaggi. “Le Forze Armate egiziane hanno chiesto alla Russia la fornitura di sistemi elettronici per le portaelicotteri classe Mistral acquistate dalla Francia, secondo una fonte militare diplomatica citata da TASS. “Dopo i colloqui con la russa Rosoboronexport (Azienda per l’esportazione delle armi dello Stato), la delegazione militare egiziana ha detto chiaramente che vuole installare apparecchiature elettroniche russe, tra cui sistemi di guerra elettronica, sulle Mistral acquistate dalla Francia e in attesa di essere consegnate”, ha detto la fonte. Esemplari dei sistemi di guerra elettronica saranno mostrati nei prossimi negoziati con l’esportatore di armi della Russia. I colloqui potrebbero aversi il prossimo mese, secondo la fonte. Il Capo dello Staff Presidenziale Sergej Ivanov ha detto che Cairo potrebbe acquistare 1 trilione in equipaggiamenti e aeromobili per le nuove navi. Ivanov ha scherzato dicendo che senza tale materiale, le Mistral sono solo barattoli di latta“.

Il premier francese Manuel Valls al Presidente Abdalfatah al-Sisi, "le vuoi tutt'e due, no?"

Il premier francese Manuel Valls al Presidente Abdalfatah al-Sisi, “le vuoi tutt’e due, no?”

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russia e Cina vinceranno la nuova corsa agli armamenti

Gli Stati Uniti hanno accumulato un ritardo per via del sistema economico e politico corrotto e monopolista del loro Stato profondo
Jon Hellevig, Russia Insider 10 marzo 2016179112Molti credono che il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan progettò il crollo dell’Unione Sovietica con il suo programma per la corsa agli armamenti “Star Wars”. In effetti, il programma fu più retorico che reale e personalmente non credo che avesse eliminato l’Unione Sovietica, che invece crollò a causa dal declino dell’economia non competitiva e il venir meno della fede ideologica. Tuttavia, è senza dubbio vero che l’URSS spese troppe risorse economiche e finanziarie per la difesa, sia direttamente che indirettamente. Il grande paradosso è che questa volta la nuova corsa agli armamenti, continuando la nuova guerra fredda, probabilmente spezzerà l’economia degli Stati Uniti, piuttosto che quella russa. Ciò sembra incredibile per la maggior parte delle persone, soprattutto vedendo il grafico sottostante diffuso sui media.arm-salesMa in realtà questo grafico è piuttosto la prova della debolezza degli Stati Uniti. Mostra che gli Stati Uniti già spendono enormi quantità di denaro, ma non hanno tuttavia alcuna superiorità militare schiacciante su Cina e Russia, al contrario, perdono costantemente vantaggio. Vanno prima risolte due ipotesi principali alla base del saggio. La prima è, che sì c’è una nuova guerra fredda. I leader russi e occidentali e i loro media sono riluttanti ad ammetterlo. Da parte russa l’idea era abbassare i toni, mentre penso che l’occidente sia riluttante ad ammetterlo per evitare che la popolazione si renda conto che effettivamente trascinano il mondo in una nuova guerra fredda con il rischio della distruzione termonucleare. Fortunatamente, il Primo Ministro russo Medvedev ha riconosciuto opportunamente l’inevitabile nella famosa Conferenza sulla sicurezza di Monaco, “la politica della NATO nei confronti della Russia è ostile e oscura, e parrebbe si sia tornati indietro con la nuova guerra fredda“. La seconda ipotesi è considerare Russia e Cina alleati sulla materia oggetto del presente saggio. Russia e Cina sono le fondatrici economico-militari della Shanghai Cooperation Organization, comunque per nulla un’alleanza tipo NATO con impegni militari congiunti in caso di attacco. I leader dei due Paesi ovviamente sottolineano in pubblico che non c’è alcuna alleanza formale e che la loro cooperazione non è diretta contro un qualsiasi altro Paese. E’ vero che non è diretta contro altri Paesi, nel senso che i due Paesi non preparano una guerra offensiva. Ma sono impegnati a costruire le difese per proteggersi da un nemico molto chiaro, l’espansionismo dell’impero degli Stati Uniti e della loro coalizione di Stati vassalli sotto l’ombrello della NATO. Entrambi i Paesi sanno molto bene che l’obiettivo delle élite occidentali guidate dagli Stati Uniti è l’egemonia mondiale assoluta e perciò devono sottomettere Cina e Russia. Così è chiaro che tale strategia prevede la sottomissione della Russia, in primo luogo mediante un’operazione di cambio di regime, o una guerra aperta o sabotandola con la guerra economica e il terrorismo. Con la Russia sotto controllo, l’occidente poi circonderebbe la Cina con sanzioni e guerre. Alcun altro Paese al mondo potrebbe mantenere una posizione indipendente verso l’occidente se Cina e Russia cedessero. E’ da tali considerazioni che si cumulano le spese per la difesa russa e cinese confrontandole con quelle dell’occidente, e in particolare statunitense.56db7142c461880d138b456aNon è oro tutto ciò che luccica
Torniamo ora ai paradossali dati sulle spese militari. Non vi è dubbio che gli USA spendano nominalmente molto di più di Cina e Russia insieme, ma la questione non è quanto spendano, ma cosa ne ricavino. Va sottolineato che non sappiamo di sicuro quanto questi Paesi in realtà spendano perché, alla fine, i bilanci non sono così trasparenti. Ma supponiamo che gli Stati Uniti spendono 700 miliardi di dollari, la Cina 220 e la Russia 40-50 (è molto difficile affermarlo dato il cambio di valuta volatile del rublo rispetto al dollaro). Così non credo che ci sia molta differenza per la spesa dei vassalli europei degli Stati Uniti. Mi concentrerò qui sulla Russia, ma la maggior parte delle considerazioni si applica anche alla Cina. Con questi dati sembrerebbe che gli Stati Uniti spendano circa tre volte più di Cina e Russia assieme, e circa 15 volte di più della sola Russia. Ma c’è differenza tra spesa e spesa. Soprattutto se si pensa alla capacità di questi Paesi di sviluppare e produrre nuovi armamenti avanzati. In primo luogo, dobbiamo considerare la parità di potere d’acquisto (PPP) tra questi Paesi. In generale, il PPP di un dollaro è 3 volte di più in Russia, il che significa che con un dollaro si ottengono tre volte più cose in Russia che negli Stati Uniti. Con la caduta del cambio del rublo negli ultimi due anni, il PPP potrebbe essere superiore a 3; per di più si stima che il tasso sia ancora nettamente superiore nel settore militare, potendo essere 5 (o anche più). Il coefficiente PPP cinese con gli Stati Uniti d’America va stimato almeno 4. Così solo regolando la spesa militare con il coefficiente PPP vediamo che in realtà gli Stati Uniti non hanno un vantaggio su Cina e Russia; potrebbe ancora essere il contrario. Facendo un esempio concreto, il drone cinese Wing Loong costa solo 1 milione di dollari, mentre l’equivalente statunitense, dalle stesse capacità, il Reaper MQ-9, costa ben 30 milioni di dollari. Può darsi solo che i complessi militari-industriali russo e cinese siano molto più efficienti di quello statunitense, ma è abbastanza strano. Un altro fattore è che una parte enorme (non so quanto esattamente) della spesa militare degli Stati Uniti serve a mantenere le basi militari nel mondo, una mera perdita di risorse che danneggia lo sviluppo della difesa. Secondo alcune stime gli Stati Uniti hanno 800 basi nel mondo, e soprattutto militari e marines in 160 Paesi ed anche sulle costose basi galleggianti della Marina, i 10 gruppi di portaerei. Tutto sommato, ciò significherebbe che mezzo milione di soldati con famiglia è all’estero. Russia e Cina non hanno alcun corrispondente onere nel mantenere una forza imperiale diffusa nel mondo.article-1253068-086E1005000005DC-519_964x886Wall Street incontra War Street
Il più grande peso sul bilancio della difesa degli Stati Uniti deriva dal rapporto simbiotico del complesso militare-industriale con la finanza, Wall Street con War Street. Si tratta della cartolarizzazione del complesso militare-industriale degli Stati Uniti. I principali fornitori sono tutti quotati in borsa e quindi i contratti della difesa hanno enormi margini di profitto per soddisfare le esigenze dell’ideologia del mercato azionario. I contratti non sono aperti a qualsiasi tipo di gara, ma assegnati da macchinazioni nello Stato profondo, dove i congressisti che campano di contributi elettorali fanno i passacarte. Tale meccanismo garantisce che i contratti abbiano i margini di profitto richiesti. Non ho alcuna cifra reale, ma sarebbe enorme. E’ assai probabile che circa il 30% del bilancio militare degli Stati Uniti finisca in tali margini di profitto, poi riversati come dividendi, o peggio, pagamenti dei profitti di giochi azionari. Considerando ciò, il denaro reale rimasto per lo sviluppo militare e la produzione fisica è di gran lunga inferiore a quello che Cina e Russia raccolgono. La sindrome di Wall Street precisa, inoltre, che tutti i contratti di outsourcing presumibilmente garantiscano operazioni più efficienti, ma in realtà drenano ulteriormente il sistema con contratti costosissimi e altri margini di profitto. Un piccolo ma buon esempio fu il contratto per la costruzione di un centro fitness a Camp Lemonier di Gibuti per 25,5 milioni di dollari (2013). La corruzione automatica del sistema consente di decidere qualsiasi margine, potendo sempre motivarlo con i “disagi” all’estero. Poi vi sono le forme più tradizionali di corruzione, anche se spesso travestite da consulenze. Negli Stati Uniti si è liberi di pagare un consulente qualsiasi con tasse esorbitanti. Tuttavia, sempre e comunque anche qui miliardi scompaiono in modi assai tradizionali. Parte interessante e cruciale della corruzione sono i contributi elettorali che scendono dai fornitori della difesa ai membri del Congresso per far continuare il carosello. Ecco un articolo interessante su questo argomento: Come la corruzione sabota i militari statunitensi. Le armi degli Stati Uniti contro le armi russe. Chi vince.

Le prove si accumulano
Vi sono sempre più articoli che rivelano come il sistema in realtà non possa più produrre armi come si deve, come evidenziato ad esempio dal miliardario fiasco del programma dell’aviogetto da combattimento F-35, di cui ci sono sempre più documentazioni. Ma non si tratta solo dell’F-35, si è anche parlato del fallimento della nuova classe di cacciatorpediniere. E i miliardi affondati per lo scudo missilistico che non riesce a proteggere il continente americano. Ecco un articolo che smantella in modo convincente il mito che la Russia sia inferiore agli Stati Uniti nella tecnologia militare. Sembra effettivamente esserci molta verità metaforica nell’aneddoto della “penna spaziale”, secondo cui gli scienziati della NASA vollero ideare una penna che funzionasse nello spazio, spendendo milioni di dollari dei contribuenti per sviluppare una penna che scrivesse in assenza di gravità. La battuta finale è che le controparti sovietiche invece usarono le vecchie matite. (In realtà, però, la società privata Fisher Pen Company, senza alcun finanziamento governativo, sviluppò la vera penna spaziale). Il sistema corrotto e iperbolico della macchina da guerra permanente statunitense favorisce costosi e presuntuosi programmi di ricerca e sviluppo che mirano a una superiorità finale che spesso viene sopraffatta dagli ingegneri russi che lavorano secondo bilanci più rigidi. Un meraviglioso esempio è dato da Saker su come le bombe di ferro “stupide” russe siano quasi altrettanto precise delle bombe intelligenti statunitensi se sganciate da 5000 metri.

La Russia vince per il suo sistema economico e politico più sano
Considerando tutto questo, e molto di più, sembra che gli Stati Uniti non trarranno altra efficienza aumentando i fondi per la difesa. Facendo i calcoli, credo che per ogni 10 miliardi di dollari che Russia e Cina spendono, gli Stati Uniti dovrebbero spenderne 50-100. Tuttavia, vi sono preoccupazioni che il sistema sia così marcio che alcuna quantità di nuovi fondi potrebbe salvarla. Si tratta di somme di denaro che gli Stati Uniti non potrebbero semplicemente tirar fuori trovandosi affrontare a serie sfide per finanziare le fatiscenti infrastrutture nazionali e un sistema finanziario che potrebbe collassare un qualsiasi giorno. Il rischio della crisi finanziaria imminente è profondamente sostenuto dallo studio dell’Awara. Combinando tutte le considerazioni fatte, si vede che Russia e Cina non sono alla testa delle spese militari ma effettivamente sarebbero in vantaggio sostanziale rispetto agli Stati Uniti. La grande ironia è che gli Stati Uniti perdono la nuova corsa agli armamenti per gli stessi motivi per cui l’URSS crollò. Gli Stati Uniti hanno ora, proprio come l’URSS, un sistema economico non competitivo e monopolistico volto a soddisfare le esigenze di una piccola élite corrotta, anziché le esigenze della società. E questo coincide con la crescente consapevolezza della popolazione statunitense, proprio come nell’URSS, che il sistema è insostenibile e va verso il punto di rottura. Il sistema ad economia di mercato della Russia con significativa componente statale, soprattutto nel settore militare, sembra di gran lunga superiore al pervertito capitalismo monopolistico oligarchico dello Stato profondo degli USA di oggi.120531032713-amarc-aircraft-horizontal-large-galleryPS. Sono stato molto aiutato nel formulare le mie idee leggendo il libro di Mike Lofgren, Stato profondo: la caduta della Costituzione e l’ascesa del governo ombra, a cui devo la meravigliosa formulazione di “Wall Street e War Street”. Che gli Stati Uniti abbandonino la democrazia evolvendo in un’oligarchia è dimostrato in modo convincente da uno studio della Princeton University, ampiamente pubblicato, per esempio qui. Anche molto significativamente, l’ex-presidente Jimmy Carter s’è espresso contro tale flagello: Jimmy Carter: gli Stati Uniti sono completamente sovvertiti dagli oligarchi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Mantenere il complesso militare-industriale

Jonathan Marshall, Consortium News, 1 febbraio 2016

Poiché aveva comandato le forze alleate nella seconda guerra mondiale, il presidente Eisenhower capì gli eccessi dell’industria bellica e avvertì gli statunitensi sui pericoli del complesso militare-industriale, una forza che continua a dirottare decine di miliardi di dollari delle tasse, come Jonathan Marshall spiega.1027104732La macchina delle acquisizioni militari statunitense può essere l’unico sistema di trasferimento di ricchezze di maggior successo mai concepito, passa decine di miliardi di dollari ogni anno dai contribuenti ordinari alle tasche dei grandi appaltatori della difesa e dei loro alleati nel Congresso. Ma come fornitore di equipaggiamenti per difendere gli Stati Uniti dalle minacce realistiche, è sempre più disfunzionale ogni anno che passa. I piani dell’attuale amministrazione chiamano a spendere un trilione di dollari nei prossimi 30 anni per “modernizzare” l’arsenale nucleare degli Stati Uniti per combattere una guerra inutile che potrebbe decimare le principali civiltà del mondo. Allo stesso tempo, il Pentagono chiede ancor maggiori somme per ammodernare i sistemi d’arma convenzionali più adatti ai conflitti Est-Ovest degli anni ’50 rispetto alle schermaglie di oggi con gli insorti in Medio Oriente, Asia e Africa. La spesa per i principali programmi di acquisizione militare balzano del 23 per cento, tenuto conto dell’inflazione, dall’anno fiscale 2015 a quello 2022. Peggio ancora, Congresso e amministrazione spendono molto di quel denaro in armi che nemmeno funzionano, come viene pubblicizzato. Uno dei più grandi piloti delle nuove acquisizioni è l’F-35 Joint Strike Fighter. L’aereo è troppo costoso e sofisticato per semplici bombardamenti in Siria o Afghanistan, ma anche storpio nei duelli aerei contro i caccia più avanzati di Russia e Cina. Ma è ideale a un solo scopo: col costo totale del programma che si proietta oltre il trilione di dollari, tale programma non mancherà di tenere a galla Lockheed Martin e subappaltatori in 46 Stati per almeno i prossimi vent’anni. Al programma F-35 sono stati assegnati più di 12 miliardi di dollari da un disegno di legge omnibus passato al Congresso a dicembre per l’anno fiscale 2016. Il denaro dovrebbe comprare 68 aerei, oltre ai 44 acquistati nell’anno fiscale 2015. Con l’intero programma, il Pentagono prevede di acquisire più di 2400 aerei. Il programma F-35 ha subito innumerevoli intoppi dal 2001. Per il New York Times, “Il programma è in ritardo di sette anni, i costi sono saliti alle stelle e le sopracciglia s’inarcano dopo che un prototipo è stato battuto da un vecchio F-16 in un dogfight simulato all’inizio dello scorso anno“. I critici notano che l’aereo è stato messo a terra per problemi di sicurezza, di software o altri, tra cui la tendenza a prendere fuoco sulla pista, 13 volte dal 2007. L’ultimo problema tecnico l’eccesso di peso del casco, costato 400000 dollari, che può causare fatali colpi di frusta ad alcuni piloti. Finché non sarà riprogettato, i piloti di peso inferiore a 65 kg staranno a terra. Lo scorso anno, lo stesso casco non era ancora capace di permettere ai piloti di distinguere aerei amici da quelli nemici, capacità piuttosto cruciale quando appaiono come puntini su uno schermo radar al di là del campo visivo. La stabilità dei motori degli aerei è stata valutata “estremamente scarsa” e altri sistemi chiave erano inaffidabili.
HMDS-F35Nella migliore delle ipotesi… faremo decollare un aereo instabile che non può eseguire molte missioni fondamentali per anni“, ha detto Jackie Speier, congressista democratica della California, la scorsa estate. “Nel peggiore dei casi, farà male alla gente o lo terremo a terra nell’hangar spendendo miliardi per l’aggiornamento“. Un pilota collaudatore che ha pilotato l’F-35 nei combattimenti aerei simulati, nel gennaio 2015, contro un vecchio (e molto più conveniente) F-16D, ha riferito che il maledetto aviogetto era incapace di superare l’F-16 nel dogfight. Cosa vera anche se il test era truccato, appesantendo l’F-16 con dei serbatoi di carburante per rallentarlo. Questo risultato ha confermato una simulazione al computer del 2008 degli analisti della RAND, azienda legata all’Aeronautica, riferendo che in un ipotetico conflitto con forze aeree e navali cinesi, l’F-35 verrebbe rapidamente spazzato via. L’ultimo jet degli USA soffre di “accelerazione inferiore, salita inferiore (rateo), virata sostenuta inferiore“, hanno scritto. “Ha anche minore velocità di puntata. Non può virare, salire, correre“. I costruttori dell’F-35 hanno dimostrato la loro superiorità in potenza di fuoco, politica però. Il Center for Responsive Politics ha riferito che nel 2014 il contraente principale dell’aereo, Lockheed Martin, ha distribuito oltre 4,1 milioni di dollari in contributi elettorali, integrati da 7,6 milioni da tre subappaltatori: Northrop Grumman, United Technologies e BAE. Il denaro è stato versato ai membri di Comitato della Camera Servizi Armati, House Appropriations Committee e commissione sugli Stanziamenti del Senato, così come al leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell del Kentucky.
L’F-35 non è l’unica arma malfunzionante del programma di approvvigionamento che drena denaro oggi. Il suo predecessore, l’F-22, s’è dimostrato costoso e sofferente di difetti cruciali ogni 1,7 ore di volo, in media. Anche se volò la prima volta nel 1997, non andò in combattimento che nel 2014, in una missione sulla Siria. Oppure si prenda la Littoral Combat Ship della Marina. Progettata per le missioni costiere, ha uno scafo di alluminio sperimentale che potrebbe essere vulnerabile a mare mosso e fondersi a temperature elevate (ad esempio causate da un attacco missilistico o una bomba). Nessuno lo saprà di sicuro, almeno fino al 2018, ma nel frattempo 24 navi sono state costruite o sono in costruzione. Il segretario alla Difesa Ashton Carter ha chiesto tagli al programma, ma la Marina è in aperta rivolta. Ma non si applauda la leadership civile del Pentagono che rapidamente risponde alla Marina. Carter vorrebbe utilizzare parte dei risparmi del programma navale per comprare più jet da combattimento F-35.F351

Il Pentagono ha speso 51 miliardi di dollari in progetti inutili
Ridus Fort Russ 1 febbraio 20161311476145772798383Washington ha steso l’elenco dei programmi militari irrealizzati costati enormi perdite finanziarie al ministero della Difesa. Gli Stati Uniti hanno stimato le enormi perdite del bilancio nei programmi militari mai completati. Arricchendo le aziende belliche ma senza essere utili all’esercito per le carenze del sistema del bilancio per le spese sui programmi. “Secondo il rapporto del Centro di studi strategici e internazionali degli Stati Uniti d’America, da inizio millennio Washington ha speso 51,2 miliardi di dollari in 15 programmi tecnologici militari abbandonati col sequestro del budget militare”, riferisce l’edizione statunitense di Business Insider. Come è stato affermato ai giornalisti dall’ex-segretario alla Difesa Robert Gates, una riduzione della spesa militare è attualmente la peggiore minaccia alla difesa statunitense.future-combat-systems18,1 miliardi di dollari furono spesi per i misteriosi “sistemi di combattimento futuri”, tra cui la produzione di nuovi veicoli da combattimento previsti per l’esercito, ma di cui infine le truppe non videro altro che prototipi.fort_sill_tanks_10_by_falln_stockUn tentativo di creare un veicolo di combattimento per il Corpo dei Marines finì male: il programma costò 3,3 miliardi. Lo stesso per l’obice semovente XM2001 Crusader (2,2 miliardi).0521439Al secondo posto nella lista delle spese c’è l’elicottero RAH-66 Comanche. Il suo sviluppo costò 7,9 miliardi di dollari. Come nel primo caso, l’esercito statunitense non ebbe il velivolo multiruolo da ricognizione e attacco promesso.csar-x-combat-rescue-helicopterFinì in un fallimento lo sviluppo dell’elicottero presidenziale VH-71. In questo caso 3,7 miliardi del bilancio furono sprecati. 200 milioni furono sprecati per creare l’elicottero di soccorso e altro mezzo miliardo per sviluppare un elicottero da ricognizione.noaa-18poesIl sistema satellitare nazionale operativo su orbita polare per il monitoraggio ambientale è nella terza posizione. Il suo sviluppo costò 5,8 miliardi di dollari. Un altro mezzo miliardo fu speso per un sistema a raggi infrarossi spaziale, progettato per l’allarme precoce sui lanci di missili balistici.airborne-laserLa creazione di sistemi laser a bordo di aerei al bilancio degli Stati Uniti costò 5,2 miliardi di dollari.765Inoltre, il Pentagono si rifiutò di sviluppare il velivolo multiruolo da controllo e coordinamento E-10 (1,9 miliardi).767 Italian Tanker and B-52 1/23/2007Un altro centinaio di milioni fu speso per creare un bombardiere di prossima generazione.cgxSoldi del bilancio furono sprecati anche dall‘US Navy. Il progetto per lo sviluppo di veicoli subacquei avanzati per le forze speciali fallì. Il progetto costò 0,6 miliardi di dollari. Il piano per creare il futuro incrociatore CG (X) (da 0,2 miliardi di dollari) non fu neanche avviato. Nonostante gli Stati Uniti abbiano sempre tagliato i finanziamenti ai propri programmi militari, Washington ha accettato di spendere 300 milioni di dollari per l’esercito ucraino. Il senatore John McCain, commentando la decisione, ha detto che le forze armate ucraine non hanno nulla per opporsi ai militari delle Repubbliche Popolari del Donbas, quindi Kiev ha necessità di ulteriori finanziamenti.Handout photo of workers on the moving line and forward fuselage assembly areas for the F-35 JSF at Lockheed Martin Corp's factory located in Fort Worth, TexasTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina rompe il monopolio degli Stati Uniti sui velivoli “invisibili”

Valentin Vasilescu, Reseau International 4 gennaio 2016Chengdu-J-10A-PL-11+PL-8-2SI cinesi iniziarono a costruire aerei da combattimento copiando aerei sovietici negli anni ’60-’70. Negli ultimi due decenni, la Cina ha quasi completamente colmato il gap tecnologico con l’occidente, divenendo uno dei costruttori di aeromobili militari più noti. Il velivolo cinese J-10B ha un radar AESA (simile all’F-35) ed ha un rivestimento in materiale radar assorbente per ridurre la superficie riflettente, mettendosi alla pari di F-16 e la Mitsubishi F-2 delle forze aeree statunitense, giapponese e sudcoreana. La Cina prevede di acquisire 300-500 di questi velivoli, anche se nel 2014 la Cina ha completato la costruzione di nuovi impianti di produzione aerospaziale che garantirebbero un tasso di 100-200 caccia all’anno, ha prodotto nel 2015 solo 24-26 velivoli J-10B. La spiegazione risiede nella preparazione della linea di produzione del nuovo velivolo J-20.
Il primo giorno del 2016, la Cina annunciava che quest’anno inizia la produzione in serie degli aerei stealth J-20. A questo proposito, ha pubblicato immagini del prototipo più recente del J-20 della Chengdu Aerospace Corporation, con il numero di registrazione 2101, indicando che entra in una nuova fase di produzione. I primi otto prototipi di prova del programma J-20 sono stati registrati coi numeri seriali 2001-2017. Tale passo spezza la supremazia statunitense quale unico operatore di aerei da combattimento di quinta generazione. La Cina si propone di acquisire 300-400 J-20 per sostituire la flotta di obsoleti bombardieri tattici di JH-7 e Q-5. Per la progettazione e lo sviluppo dell’F-35 che può operare da piste normali e portaerei, o decollare e atterrare verticalmente, gli Stati Uniti hanno impiegato 20 anni spendendo 400 milioni di dollari. Il J-20 è un po’ più modesto, con solo otto anni di progettazione e sperimentazione. Il J-20 è propulso da due motori AL-31F russi da 12500 kg/s che equipaggiano i velivoli Su-30MKK e Shenyang J-11. A differenza degli F-22 degli Stati Uniti, i J-20 non hanno motori vettoriali e sono inferiore a F-22 e F-35 nelle manovre strette per via della relativa spinta/massa delle subunità, ed hanno anche un’avionica inferiore. La Russia fornirà alla Cina 24 velivoli multiruolo Su-35 propulsi di generazione 4++ e con motori Saturn 117S dalla spinta vettoriale di 15800 kg/s, che i cinesi contano di copiare e montare sul J-20 o di comprare in grandi quantità dai russi. Anche se il J-20 non è stato progettato come velivolo multiruolo per combattere gli aerei statunitensi, giapponesi e coreani, ma piuttosto come bombardiere, è scelto dalla Marina cinese dato che a bordo è installato una sistema satellitare per la trasmissione permanente delle coordinate GPS dei bersagli mobili. Questo permette al J-20 di essere usato come aereo “invisibile” specializzato negli attacchi a lungo raggio contro portaerei e altre navi da guerra. Il J-20 pesa 32 t, con un serbatoio interno dalla capacità di 11 tonnellate di kerosene, permettendogli di volare per 4000 km senza rifornimento e raggiungere Mach 2,1. Se invisibile ai radar, il J-20 non è vulnerabile ai missili antiaerei e antibalistici dei cacciatorpediniere lanciamissili AEGIS, mentre il missile anti-portaerei DF-21D ha una gittata di 1450 km [1] [2]. Dato che Corea del Sud e Giappone hanno ordinato 40-50 aerei Stealth F-35 statunitensi, la Cina testa anche un caccia di quinta generazione, il J-31, un’alternativa all’F-35. Entrambi i velivoli hanno la stessa massa e hanno ciascuno due vani carenati per trasportare missili aria-aria a medio raggio o bombe. Dato che il J-31 non è un concorrente della categoria del Su T-50, sembra che i cinesi siano stati aiutati dai russi attraverso il trasferimento di tecnologie, quindi nel 2018 l’aereo potrebbe entrare in produzione in serie [3]. Oltre ai 500 velivoli J-31 richiesti dall’aeronautica cinese, quasi 120 J-31 saranno riservati per le portaerei cinesi e almeno 600 saranno esportati. C’è già un ordine dal Pakistan per 40 velivoli. Con Israele che ha già ordinato 75 F-35, l’Iran cerca di testare le acque e potrebbe essere interessato ad acquistare uno stesso numero di aerei J-31.
1327898777954_867La Cina è diventata la prima economia del mondo, ed ha più soldi per la R&S degli Stati Uniti. Pertanto, la Cina ha sviluppato dei programmi di costruzione di droni (aerei senza pilota) più complessi per prendere il posto statunitense nella supremazia in questo settore. Essa ritiene che, nei prossimi anni, potrà esportare droni per 4,8 miliardi di dollari, in quanto i suoi droni sono buoni quanto il MQ-9 Reaper Stati Uniti e sono 16 volte meno costosi. [4] La flotta militare statunitense in collaborazione con le flotte degli Stati alleati nel sud-est asiatico (Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Singapore, Australia, ecc,) ha una forza superiore a quella della Marina cinese e può bloccare le rotte per gli approvvigionamenti di materie prime per la Cina. Da parte sua, la Cina costruisce navi da guerra sempre più efficienti, ma ci vorranno 10 anni per raggiungere il livello tecnologico navale dell’occidente. [5] La Casa Bianca sa che per mantenere la situazione attuale, favorevole agli Stati Uniti nel Pacifico occidentale, deve continuare ad impedire alla Cina di usare il suo potere economico e di utilizzare la sua forza navale. [6] Pertanto, la nuova dottrina militare della Cina si concentra sulla componente aeronavale per una veloce proiezione militare a lungo raggio con operazioni d’intervento delle truppe aviotrasportate. Dal 2013 la Cina ha testato il prototipo di aereo da trasporto militare pesante Xian Y-20, che ha un carico utile massimo di 66 tonnellate. Il passaggio alla produzione di massa del velivolo Xian Y-20 dipende dalla fornitura dei motori PS-90A21 dalla Russia. Per contrastare gli Stati Uniti, l’esercito cinese ha individuato quattro settori marittimi vitali per la Cina, e costruito in ogni settore nuovi avamposti e basi operative chiamate “perle”. Una perla dispone di una pista di atterraggio/decollo per aerei da caccia (in particolare J-20) e velivoli da trasporto pesante Y-20, impianti navali e presidi della fanteria di marina. Le perle forniscono le infrastrutture necessarie per gli attacchi dell’Aeronautica, e le spedizioni delle forze aviotrasportate e d’invasione dell’esercito cinese. [7]
Il Settore 1 copre l’accesso al Mar Cinese Meridionale dall’Oceano Indiano, gli stretti di Malacca e della Sonda. Una “perla” è l’isola di Hainan, dove i cinesi hanno una base navale sotterranea, sede di una flotta di 20 sottomarini convenzionali e nucleari. Sull’isola di Hainan vi sono anche sei basi aeree. I cinesi hanno costruito un’altra perla su Woody Island nell’arcipelago delle Paracel, 300 km a sud est di Hainan. Oltre a un porto militare, c’è un aeroporto militare da cui ora operano i caccia multiruolo cinesi Su-30MKK. Un altro sito è stato costruito sull’isola di Sittwe in Birmania (Myanmar).
Il Settore 2 copre la via di accesso tra il Mar Cinese Meridionale e l’Oceano Pacifico attraverso il Canale di Babuyan (Filippine). La Cina ha iniziato a modificare Fiery Croce Reef nell’arcipelago delle Spratly creando un’altra perla intorno a una pista di decollo adattata agli aerei J-20.
Il Settore 3 copre la rotta dal Mar Cinese Orientale all’Oceano Pacifico attraverso il canale tra Taiwan e Okinawa (Ryukyu).
Il Settore 4 copre la rotta dal Mar Cinese Orientale all’Oceano Pacifico attraverso il canale tra Giappone e Corea del Sud.j20-9Note
[1]. Portaerei vs missili balistici anti-nave?
[2]. Portaerei vs missili balistici anti-nave?
[3]. J-31 cinese vs F-35 degli Stati Uniti
[4]. La Cina spinge gli statunitensi verso una spirale autodistruttiva
[5]. La Cina potrebbe costruire 415 nuove navi da guerra nei prossimi 15 anni
[6]. La Cina si prepara a un’invasione su larga scala!
[7]. La Cina costruisce una nuova “Collana di Perle” e piattaforme anfibie mobili

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La Cina costruisce la sua seconda portaerei
People DailyReseau International 3 gennaio 2016

La Cina sta costruendo la sua seconda portaerei, a Dalian, provincia di Liaoning (nord-est), annunciava un portavoce del Ministero della Difesa Nazionale. La portaerei dal dislocamento di 50000 tonnellate ospiterà caccia J-15 e altri velivoli, ha detto il portavoce Yang Yujun nella conferenza mensile. I velivoli ad ala fissa della portaerei utilizzeranno una rampa di decollo tipo sci, ha aggiunto. Sviluppo e costruzione della seconda portaerei si basano su esperienza, ricerca e formazione svolte sulla prima portaerei della Cina, la Liaoning, ha detto il portavoce. La Liaoning è una portaerei di costruzione russa modificata e consegnata alla Marina Militare cinese il 25 settembre 2012.001abTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perchè la maggior parte dei sistemi d’arma degli USA è un fallimento

Per due motivi: complessità e troppo denaro
Jacob Dreizin, Russia Insider 12 novembre 2015

In questa analisi affascinante, il nostro collaboratore spiega perché l’esercito statunitense è in guai seri, incapace di competere con la Russia, e difficilmente ciò cambierà in futuro. Ha esperienza in campo militare e civile, di Congresso, lobbies e appalti. Vive presso Washington DC.121114_600Ultimamente s’è vista qualche buona analisi su limiti e vulnerabilità dei militari statunitensi alla luce degli eventi nell’ex-Ucraina e soprattutto la competenza dimostrata dalla Russia in Siria. Così sappiamo il “cosa” del problema, ma non il “perché”? Da veterano dell’esercito statunitense residente da tempo nella Beltway, vivendo da quattro anni e mezzo sulla Crystal Drive di Arlington, Virginia, probabilmente la più alta concentrazione di aziende della “difesa” negli USA, credo di aver capito ciò che è fondamentalmente sbagliato nel complesso militare-industriale (MIC) degli Stati Uniti. In primo luogo, il MIC a lungo poté produrre armi durevoli, efficienti e versatili. Ma non c’è nemmeno bisogno di guardare al F-35 perciò (l’ultimo caccia statunitense s’è trasformato in un fallimento tecnico spettacolare (1500 miliardi spesi!); vedasi l’articolo super-popolare di come tale aereo affronterebbe il confronto con i russi). Basta prendere in considerazione l’elemento base, l’M-16.

Il fucile d’assalto M-16
La mia esperienza sul campo con tale spazzatura è che non funziona in presenza di anche una minima quantità di sabbia. Quando abbastanza sabbia finisce nella camera e si mescola con l’olio lubrificante sul gruppo otturatore, la fuliggine così formata impedisce il caricamento dei colpi ogni secondo.

Il denaro sprecato sfida l’immaginazione
Dio non voglia che dobbiate oliare l’arma nella vostra trincea, sareste fatti fuori. In assenza di supporto aereo o d’artiglieria o senza essere in numero soverchiante, siete morti con chiunque armato di fucile che funziona tra la sabbia. E perché? Perché, come mi è stato detto nel campo di addestramento (vero o meno), questa cosa è stata esattamente costruita per avere una tolleranza agli errori pari a zero. Presumibilmente, quasi ogni componente metallica dell’M-16 è lavorata a macchina e non stampata. Questo contrasta con le armi russe o cinesi che si dice siano costruite per sparare piombo il più possibile e in tutte le condizioni. In altre parole, l’M-16 è così sofisticato che non funziona. E’ ormai noto che l’M-16 con i suoi proiettili da 5,56mm sia sufficientemente letale non oltre un paio di centinaio di metri, il che lo rende inadatto a scontri a lunga distanza su terreno aperto (di nuovo scontri nei deserti o forse tra crinali).

Il carro armato M-1 Abrams
Un altro grande esempio, un vero cagnaccio. Il motore è una turbina a gas, come negli aeromobili, eccetto che viene guidato nei deserti e tra le tempeste, rendendolo estremamente esigente nella manutenzione. (Vuoi far volare un Boeing in una tempesta di sabbia?) Naturalmente, l’Abrams è stato progettato per combattere in Germania, dove la sabbia non è un problema. Ma nell’avventura in Iraq la sabbia lacerò le ventole delle turbine (e qualsiasi altra cosa), tanto che oltre 1000 di tali “centraline” milionarie furono ritirati ed inviati nei depositi degli USA per ampia manutenzione e aggiornamenti. Sì, giusto, sono cose che non possono nemmeno essere decise sul campo. Tutto ciò che si può fare è ritirarli con una gru e rispedirli dai civili con enormi spese. Al culmine dell’avventura irachena, nel 2007, il ritardo accumulato nella manutenzione era tale che anche i media nazionali ne ebbero sentore. Naturalmente, quando si dispone della riserva valutaria del mondo, ci si può permettere tutto questo ed altro, tutto il mondo paga le vostre guerre. Ma spreco e inefficienza sono un fatto.Iraqi FreedomIl problema di base: eccessiva complessità
Penso che il problema qui è che i pianificatori di guerra e logistici statunitensi preferiscano originalità, complessità e spese infernali su versatilità e facilità d’uso e manutenzione. Non sorprende data la ricchezza degli Stati Uniti e il continuo generoso finanziamento delle propri forze armate. Dopo tutto, ogni militare riflette la propria società. Niente da fare per lo zio Sam, quello che ha è un equipaggiamento che può funzionare molto bene in un ambiente, ma non in un altro. Ma ha tanti equipaggiamenti statunitensi di per sé. Parliamo della Crystal Drive (un quartiere alla periferia di Washington, dove molte aziende della difesa hanno gli uffici) e più in generale del MIC.

Il Complesso Militare Industriale (MIC) è un colossale fallimento
E’ chiaro ora che il MIC non costruisce nulla al di sotto del 200 per cento del bilancio preventivato (e qui si è estremamente prudenti). Né ogni cosa che sforna oggi soddisfi tutte le performance o resistenze attese. Oltre all’immane relitto supersonico noto come F-35, abbiamo altri fallimentari sprechi come la Littoral Combat Ship, che a detta di tutti è meno potente e più vulnerabile rispetto alle navi di 20 o 30 anni fa che dovrebbe sostituire. Oppure, risalendo di qualche anno, c’è l’elicottero dell’esercito “Comanche“, sostituto dell’Apache, che aspirò 6,9 miliardi di dollari nel 1983-2004, probabilmente oltre 10 miliardi di oggi, prima che l’intero programma venisse demolito. Proprio così, oltre 10 miliardi di dollari per niente, il Comanche non fu mai consegnato per l’impiego in un’unità operativa dell’esercito! Dov’è finito quel denaro, se in realtà non produsse che un paio di prototipi? Spesero 10 miliardi di dollari per presentazioni in PowerPoint? Non posso nemmeno pensarci. Potete immaginare cosa Russia o Cina avrebbero fatto con 10 miliardi di dollari? Tuttavia, anche questo impallidisce di fronte al programma Future Combat Systems dell’esercito, annullato e che bruciò si stima (non si sa esattamente) 20 miliardi di dollari dal 2003 al 2012-2014 (a seconda di dove l’ultima pietra miliare vada), con quasi nulla da mostrare che un paio di prototipi, molta concept art e un robot giocattolo da 15kg della iRobot, famosa per l’aspirapolvere “Roomba“. In realtà, non mi viene in mente un riuscito grande sistema d’arma degli Stati Uniti negli ultimi 25 anni, a parte forse l’autoblindo Stryker (anche se alcuni hanno da ridire, ma io non ne so abbastanza). Come sottolineato da molti altri osservatori, parte della colpa è del nostro sistema politico, dove le compagnie del MIC comprano i politici e poi ricevono favori sotto forma di contratti, anche insensati. Tuttavia, credo che ciò non sia l’unico problema, e nemmeno il più grave. Fondamentalmente penso che si tratti della sistemica eccessiva complessità conseguente al nulla di fatto continuo, o a nulla di benfatto comunque.nlos_cLe agenzie d’intelligence statunitensi hanno lo stesso problema
Ciò assomiglia alla profonda crisi sistemica delle agenzie d’intelligence dello Zio Sam, dove dall’11 settembre alla primavera araba, alla Crimea e alla conquista del SIIL di Mosul e alla Russia in Siria, la parola è sempre “non ce l’aspettavamo…” In tal caso, abbiamo numerose agenzie, alcuni delle quali che si sovrappongono, che annegano in documenti e dati spazzatura (o in troppi dati) che si sovrappongono e sono quasi del tutto inutili. Come alcuni lettori ricorderanno, fu urtante che nell’aprile 2014 il dipartimento di Stato pubblicasse un collage di foto con l’obiettivo di dimostrare che (tra l’altro) un barbuto comandante di battaglione ceceno dal nome Hamza, apparso in un video della TV russa sulla Guerra Olimpica del 2008, non fosse altri che il barbuto e in sovrappeso miliziano di Slavjansk denominato “Babaj“; cioè, in altre parole, che le forze speciali russe avessero invasero il Donbas. (The New York Times ci si buttò e fu poi vagamente e delicatamente rimproverato dal proprio garante). Tale pessimo scherzo non sarebbe stato possibile evitarlo per l’Ufficio del Direttore della National Intelligence, che dovrebbe promuovere lo scambio delle informazioni tra agenzie e curare centralmente tutte le dichiarazioni e conclusioni, specialmente quelle strombazzate sul sito del dipartimento di Stato o nei suoi briefing? Apparentemente no!

Bolla burocratica
D’altra parte, ciò in cui il complesso privo-d’intelligence degli Stati Uniti è molto bravo, oltre ad assumere formose e civettanti giovani direttamente dai college, prive di conoscenze linguistiche o di qualsiasi esperienza (DIA e NSA hanno direttori ex-militari che amano abbellire i propri uffici), è dare lavoro a decine di migliaia di personale, nonché a decine di migliaia di imprenditori grottescamente strapagati, anche a quelli che costruiscono e gestiscono centri d’intercettazione per miliardi di dollari e che si sono dimostrati incapaci di raccogliere qualcosa di utile, forse perché quando si tenta di ascoltare tutto, si finisce per non sentire nulla. La lezione è che più ci sono uffici ed agenzie, e più responsabili e incaricati politici cercheranno di giustificare e ampliare il loro campo e i loro bilanci spalando più soldi possibili da più contratti possibili il più rapidamente possibile, in molti casi anche pagando gli imprenditori per starsene seduti (a volte a casa) in attesa del prossimo contratto. (L’ho visto molte volte a Washington). Quindi si avrà al massimo gente che si spintona laddove la mano sinistra non sa cosa fa la mano destra.

Il MIC degli Stati Uniti lavorava molto 50 anni fa, perché aveva meno soldi e meno personale
Quindi ecco cosa penso succeda non solo nell’apparato dell’intelligence, ma nel MIC nel complesso. Abbiamo centinaia di migliaia di personale e collaboratori, nonché ufficiali assegnati per mantenere i contatti con ogni sorta di project manager, “cinture nere a sei sigma” e altri codici, giocandosi milioni in PowerPoint sul Potomac e su tutto il Paese, senza poter schierare un elicottero dopo averci speso 10 miliardi di dollari. Davvero? Come ha fatto questo grande Paese a sconfiggere l’Impero giapponese? Si vada al National Air and Space Museum di Washington, si potranno vedere cose, ad esempio, come gli incredibili generatori progettati per operare sulla superficie della Luna, attingendo energia dal plutonio in decadimento, sviluppati quando non c’era Crystal Drive, né Tysons Corner o altro. Poi si vada continuando al museo nei pressi dell’aeroporto Dulles e si veda l’SR-71 Blackbird, l’aereo più veloce e a più alta quota mai costruito (circa 50 anni fa). Come hanno fatto? Anche se ci sono più uomini in divisa di allora, il MIC stesso (o dovrei dire il Complesso militare-industriale-intelligence-insicurezzadellaPatria (MIIHIC)) aveva una frazione della forza lavoro civile di oggi. Fortunatamente, il grosso del “sistema integrato” dei passacarte e dei ranger da PowerPoint non esisteva. I progetti erano redatti con carta e penna. Oggi, lo Zio Sam non può neanche costruire un motore-razzo pesante, per non parlare di un buon elmetto o del seggiolino eiettabile per il suo F-35.Welcome backAlcuna speranza di cambiamento per il futuro
Così appare una civiltà tecnologica che degenera. Certo, vi sono progressi costanti nel campo della microelettronica (i circuiti integrati) e dei programmi che li permettono, ma in termini di grande ingegneria, MIIHIC e altre iniziative del governo, come il programma spaziale, all’avanguardia dalla seconda guerra mondiale, sembra che gli Stati Uniti siano fuori. E sapete una cosa? Gettarvi altri soldi può solo peggiorare la situazione. Le organizzazioni avranno i loro budget ed argomentazioni perfettamente ragionevoli per avere sempre più grandi budget, forza lavoro, amministrazione ed edifici per uffici più lucidi e alti, ma il risultato sarà un sempre più negativo rendimento marginale. John McCain e tutti gli altri falliti, dentro e fuori, del Pentagono diranno che ancora non abbiamo abbastanza fondi per contrastare l’invasione russa di inutili e folli parassiti come la Lituania (attualmente guidata da un ex-comunista) o qualsiasi altro scenario bellico speculativo anni ’90 che in qualche modo spaventi la coscienza pubblica, volgendolo nella peggiore minaccia alla pace mondiale. Naturalmente, finché gli Stati Uniti avranno i soldi per mandare eserciti e armate da gazillioni di dollari contro indigeni analfabeti armati di bastoni appuntiti e noci di cocco, ovviamente l’egemonia non ne sarà minacciata. Quasi tutti i problemi o errori possono essere rattoppati con i dollari, almeno per qualche tempo. Ma alla fine, anche se il rubinetto dei soldi non chiuderà, saremo al punto in cui i militari non potranno essere utilizzati che come facciata o parata delle cannoniere, sperando che nessuno chiami il bluff, perché tale roba semplicemente non funziona come dovrebbe, o è troppo vulnerabile (lo testimonia l’evacuazione della portaerei degli Stati Uniti dal Golfo Persico dopo che lo Zio Sam ha scoperto che la Russia ha missili da crociera con una gittata di almeno 1500 chilometri, o la ridicola regata sulle piccole isole della Cina con il buon senso di violare poco e brevemente le immaginarie acque territoriali di quel Paese), o gli indigeni gli riservavano le proprie contromisure. In realtà, direi che siamo già a quel punto. Per non parlare dell’esercito statunitense e del dipartimento per i Veterani ancora così usurati dopo Iraq e Afghanistan che un’altra grande operazione di terra è impensabile. (A questo punto, Washington è più probabile lanci la bomba su qualcuno piuttosto che rischiare un’altra guerra di terra). Così si anticipano tante strette di mano e molti più soldi verranno gettati. È semplicemente ciò che la macchina fa, non vi è alcuna possibilità di riformarla, né l’egemonia si dissiperà volentieri (anche se ultimamente si dissipa controvoglia alla grande). Ma tutti quei soldi finiranno nello scarico. La soglia è stata attraversata, ed ora è tutto in discesa.

1069276Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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