Working!!! – Matsuge ni Lock

Working!!! Matsuge ni Lock by Jun Fukuyama, Daisuke Ono and Hiroshi Kamiya

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Someone else

Working!! – Someone else

Degenerazione e fondamentalismo dei media occidentali

Andre Vltchek, New Eastern Outlook, 08.04.2018Non c’è nulla di più triste e patetico di un famigerato bugiardo che urla, sputa, insulta persone normali a destra e sinistra, mentre terrorizza chi dice la verità. Ultimamente, l’occidente è diventato chiaramente furioso. Quanto più ha paura di perdere il controllo sul cervello di miliardi di persone in tutti gli angoli del mondo, tanto più aggressivamente urla, tira calci e ridicolizza se stesso. Non nasconde nemmeno più le intenzioni, che sono chiare: distruggere tutti gli avversari, siano Russia, Cina, Iran o qualsiasi altro Stato patriottico e indipendente. Silenziare tutti i media che dicono la verità; non la verità come definita a Londra, Washington, Parigi o Berlino, ma la verità percepita a Mosca, Pechino, Caracas o Teheran; la verità che al servizio della gente, non la falsa pseudo-verità inventata per sostenere la supremazia dell’impero occidentale. Sono stati stanziati enormi fondi per l’assalto mortale della propaganda nata a Londra e Washington. Milioni di sterline e dollari sono stati assegnati e spesi, ufficialmente e apertamente, per “contrastare” le voci di russi, cinesi, arabi, iraniani e latinoamericani; voci che finalmente arrivano agli “Altri”, gli abitanti desolati del “sud globale”, delle colonie e delle neo-colonie; gli schiavi moderni che vivono negli Stati “clienti”. La maschera cade e la faccia cancerosa della propaganda occidentale si svela. È terribile, spaventosa, ma almeno è ciò che è, perché tutti possano vederlo. Niente più suspense, sorprese. All’improvviso è tutto allo scoperto. È spaventoso ma onesto. Questo è il nostro mondo. Questo è come s’è ridotta la nostra umanità. Questo è il cosiddetto ordine mondiale, o più precisamente, neocolonialismo.
L’occidente sa come massacrare milioni di persone e manipolare le masse. La sua propaganda è sempre stata dura (e ripetuta mille volte, non diversamente dalle pubblicità aziendali o dalle campagne d’indottrinamento fascista della Seconda Guerra Mondiale) quando proviene dagli Stati Uniti, o brillantemente machiavellica e letale se proviene dal Regno Unito. Non dimentichiamolo mai: il Regno Unito ha assassinato e ridotto in schiavitù centinaia di milioni di esseri umani inermi e molto più avanzati, per secoli in tutto il mondo. A causa del talento nel lavaggio del cervello e nella manipolazione delle masse, il Regno Unito ha commesso innumerevoli genocidi, rapine riuscendo a convincere il mondo che va rispettato e autorizzato a mantenere mandato morale e seggio al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il regime occidentale sa mentire, spudoratamente ma professionalmente, e soprattutto, sempre. Ci sono migliaia di menzogne accumulatesi, consegnate con perfetti accenti “educati” dalla classe superiore: bugie su Salisbury, comunismo, Russia, Cina, Iran, Venezuela, Cuba, Corea democratica, Siria, Jugoslavia, Ruanda, Sud Africa, Libia, rifugiati. Ci sono bugie su passato, presente e persino futuro. Nessuno ride, vedendo questi teppisti imperialisti come Regno Unito e Francia predicare, nel mondo e con faccia di bronzo, libertà e diritti umani. Non fa ridere, ancora. Ma molti lentamente s’indignano. I popoli di Medio Oriente, Africa, Asia e America Latina cominciano a capire di essere stati ingannati e raggirati; che le cosiddette ‘istruzione’ e ‘informazione’ provenienti dall’occidente non sono altro che spudorato indottrinamento. Per anni ho lavorato in tutti i continenti, compilando storie e testimonianze sui crimini dell’imperialismo e sul risveglio del mondo, “riassunti” nel mio libro di 840 pagine: “Exposing Lies Of The Empire“. Milioni ora possono vedere, per la prima volta, che i media, come BBC, DW, CNN, Voice of America, Radio Free Europe/Radio Liberty, li hanno ingannati sfacciatamente per anni e anni. Reuters, AP, AFP e diverse altre agenzie di stampa occidentali sono riuscite a creare una narrativa uniforme nel pianeta, con giornali locali che in tutto il mondo pubblicano fabbricazioni identiche provenienti da Washington, Londra, Parigi e altre capitali occidentali. Immagini totalmente false su argomenti importanti come Unione Sovietica, Comunismo, Cina, ma anche libertà e democrazia sono state incise in miliardi di cervelli umani. La ragione principale del risveglio dei popoli nel mondo d’essere ancora oppressi dall’imperialismo occidentale, è il lavoro incessante di media come New Eastern Outlook (NEO), RT e Sputnik, in Russia, CGTN, China Radio International e China Daily in Cina, TeleSur in Venezuela, al-Mayadin in Libano e Press TV iraniana. Certo, ci sono molti altri media anti-imperialisti orgogliosi e decisi in varie parti del mondo, ma quelli citati sono i più importanti vettori della contro-propaganda proveniente da Paesi che hanno combattuto per la loro libertà e che hanno semplicemente rifiutato di essere conquistati, colonizzati, prostituiti e soggiogati dall’occidente. Una potente coalizione anti-imperialista di Stati veramente indipendenti si è formata e solidificata. Ora ispira miliardi di esseri umani oppressi ovunque sulla Terra, dandogli speranza, promettendo un futuro migliore, ottimista e giusto. Essere all’avanguardia di molti cambiamenti positivi ed aspettative è il “nuovo media”. E l’occidente guarda, inorridito, disperato e sempre più al vetriolo. È disposto a distruggere, uccidere e schiacciare, solo per fermare quest’ondata di “ottimismo pericoloso” e lottare per vere indipendenza e libertà.
Ora ci sono attacchi continui ai nuovi media del mondo libero. In occidente, RT è minacciata d’espulsione, il brillante e sempre più popolare New Eastern Outlook (NEO), è finito sotto un malvagio attacco informatico da parte, molto probabilmente, hacker occidentali professionisti. TeleSur viene periodicamente paralizzato da sanzioni vergognose scatenate contro il Venezuela, e lo stesso banditismo si rivolge a PressTV iraniano. Vedete, l’occidente sarà responsabile di miliardi di vite in rovina nel mondo, ma non subisce sanzioni ed azioni punitive. Mentre Paesi come Russia, Iran, Cina, Cuba, Corea democratica e Venezuela devono “affrontare le conseguenze” principalmente sotto forma di embargo, sanzioni, propaganda, intimidazione diretta, persino bullismo militare, semplicemente per aver rifiutato di accettare la folle dittatura globale occidentale, e per aver scelto una propria forma del governo e sistema politico oltre che economico. L’occidente semplicemente non sembra capace di tollerare il dissenso. Richiede obbedienza piena e incondizionata, una sottomissione assoluta. Agisce da fondamentalista religioso e teppista globale. E per peggiorare le cose, i suoi cittadini sembrano essere così programmati od indifferenti o entrambi, che non capiscono ciò che i loro Paesi e “cultura” fanno al resto del mondo.
Quando sono intervistato, mi viene spesso chiesto: “il mondo affronta il vero pericolo della Terza Guerra Mondiale?” Rispondo sempre “sì”. È perché sembra che Nord America ed Europa non sappiano smettere di costringere il mondo ad obbedienza e schiavitù di fatto. Sembrano non voler accettare alcun accordo razionale e democratico sul nostro Pianeta. Sacrificherebbero uno, decine o centinaia di milioni di esseri umani solo per mantenere il controllo sull’universo? Sicuramente lo farebbero! L’hanno già fatto in diverse occasioni e senza pensarci due volte, senza rimpianti e senza pietà. La scommessa dei fondamentalisti occidentali è che il resto del mondo sia molto più decente e assai meno brutale da non poter sopportare un’altra guerra, un’altra carneficina, un altro bagno di sangue; che piuttosto si arrenda, rinunci ai propri sogni su un futuro migliore, invece di combattere e difendersi da ciò che appare sempre l’inevitabile aggressione militare occidentale.
Tali calcoli e “speranze” dei fanatici occidentali sono falsi. I Paesi che ora vengono minacciati ed intimiditi sono ben consapevoli di cosa aspettarsi se si arrendono alla pazzia occidentale e agli imperialisti. La gente sa, si ricorda cosa vuol dire essere schiavi. La Russia di Eltsin, crollata, fu saccheggiata dalle multinazionali occidentali, sputata faccia dai governi europeo e nordamericano; ebbe l’aspettativa di vita scesa ai livelli dell’Africa sub-sahariana. La Cina sopravvisse a un’agonia inimmaginabile del “periodo di umiliazione”, saccheggiata e spartita da invasori francesi, inglesi e statunitensi. L’Iran derubato del governo legittimo e socialista, dovette vivere sotto un maniaco sadico, il burattino occidentale scià. L’intera America “latina”, con le sue vene aperte, con la cultura in rovina, la religione occidentale che gli chiudeva la bocca; con letteralmente tutti i governi e leader socialisti e comunisti democraticamente eletti rovesciati o assassinati, o quantomeno manipolati dal potere di Washington e dai suoi lacchè. La Corea democratica, sopravvissuta a un genocidio bestiale contro i propri civili, commesso da Stati Uniti ed alleati nella cosiddetta guerra coreana. Vietnam e Laos, violentati e umiliati dai francesi, e poi bombardati da Stati Uniti e loro alleati. Sud Africa… Timor Est… Cambogia…
Ci sono carceri viventi, relitti in decomposizione, abbandonati dopo gli attacchi mortali occidentali “liberatori”: Libia e Iraq, Afghanistan e Honduras, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo, solo per citarne alcuni. Servono d’avvertimento per chi ha ancora delle illusioni su “buona volontà” e spirito di giustizia occidentali! Siria… Oh, Siria! Guardate cosa ha fatto l’occidente in un Paese orgoglioso e bello che si è rifiutato di piegarsi e leccare i piedi di Washington e Londra. Ma guardate anche quanto è forte, quanto determinato può essere chi ama veramente il proprio Paese. Contro ogni previsione, la Siria si è opposta, combattendo e vincendo i terroristi stranieri circondata e sostenuta dalla grande coalizione internazionalista! L’occidente pensava di scatenare un altro scenario libico, ma invece si scontrò con un pugno di ferro dai nervi d’acciaio, un’altra Stalingrado. Il fascismo fu visto, affrontato e fermato. Ad un costo enorme, ma fermato! Il Medio Oriente guarda. Il mondo guarda. I popoli ora vedono e ricordano. Cominciano a ricordare chiaramente cosa gli è successo. Iniziano a capire. Sono incoraggiati. Comprendono chiaramente che la schiavitù non è l’unico modo di vivere.
La coalizione anti-occidentale o più precisamente anti-imperialista è ora solida come l’acciaio. Perché è una grande coalizione di vittime, di popoli che sanno cos’è lo stupro e il saccheggio, cosa sia la distruzione completa. Sanno esattamente cosa infliggono gli autoproclamati sostenitori della libertà e della democrazia, il fondamentalismo culturale ed economico occidentale. Questa coalizione di nazioni indipendenti e orgogliose è qui per proteggersi, proteggere se stesse così come il resto del mondo. Non arrendersi mai, mai indietreggiare. Perché i popoli hanno parlato e inviano messaggi chiari ai loro leader: “Mai più! Mai capitolare. Non cedere alle intimidazioni occidentali. Combatteremo se attaccati. E resisteremo, orgogliosamente, qualunque cosa, non importa quale forza brutale vada affrontata. Mai piegarsi, compagni! Non cederemo mai di fronte a chi diffonde il terrore!” E i media in questi meravigliosi Paesi che resistono all’imperialismo e al terrore occidentali diffondono innumerevoli messaggi ottimistici e coraggiosi. E la dirigenza occidentale osserva, agitandosi e sporcandosi i pantaloni. Sa che la fine del suo brutale dominio sul mondo si avvicina. Sa che i giorni dell’impunità stanno finendo. Sa che il mondo giudicherà presto l’occidente, per i secoli di crimini che ha commesso contro l’umanità. Sa che la guerra dei media sarà vinta da “noi”, non da “loro”. Il campo di battaglia è in via di definizione. Con alcune brillanti eccezioni, gli occidentali e i loro media serrano le fila, attenendosi ai loro padroni. Come molti altri scrittori, ero stato senza tante cerimonie cacciato da Counterpunch, una delle pubblicazioni sempre più anticomuniste, anti-russe, anti-siriane e anti-cinesi degli Stati Uniti. Dal loro punto di vista, scrivevo per diverse pubblicazioni “sbagliate”. Sono davvero orgoglioso che abbiano smesso di pubblicarmi. Sto bene dove sono: contro loro, e contro altri media occidentali. L’estensione del controllo ideologico occidentale del mondo è degenerata, veramente perversa. I suoi media e sbocchi “istruttivi” sono pienamente al servizio del regime. Ma il mondo si sveglia e affronta tale fondamentalismo culturale e politico mortale. È in corso una grande battaglia ideologica. Questi sono tempi eccitanti e luminosi. Niente potrebbe essere peggio della schiavitù. Le catene si spezzano. D’ora in poi, non ci sarà impunità per chi ha torturato il mondo per secoli. Le loro bugie, così come i loro carri armati, saranno affrontate e fermato!Andre Vltchek è filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È un creatore di Vltchek’s World in Word and Images, autore del romanzo rivoluzionario Aurora e diversi altri libri. Scrive in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Battle of Darkside

Ange Vierge OST 2 – Battle of Darkside

Ange Vierge OST 2 – Yappori todokanai no…?

L’alba della guerra psicografica

Wayne Madsen SCF 26.03.2018Da qualche parte nelle viscere del complesso israeliano di sorveglianza-intelligence-militare, forse in una dozzina o più laboratori informatici altamente protetti a Tel Aviv, Herzliya, Ramat Gan e Petach Tikva, l’idea fu per la prima volta sollevata. Prendendo in prestito gli strumenti psicografici sviluppati dalle società di marketing online e abbinandoli con metodi di propaganda antichissimi e tecniche di guerra psicologica più moderne utilizzate dai servizi militari e d’intelligence, è stato deciso che le elezioni possono essere manipolate, non alle urne, ma influenzando gli elettori. Benvenuti nel mondo della guerra basata sui risultati psicografici o “POW”. Non è più di moda interferire nel conteggio dei voti. Invece, gli esperti di guerra psicografica hanno deciso che è molto più vantaggioso influenzare gli elettori prima di esprimere il voto. Questa forma di guerra informatica apparve nel 2006 dopo lo sviluppo del Megaphone Desktop Tool, un programma software progettato per rispondere a ciò che era considerato contenuto anti-israeliano sul web. Utilizzando feed RSS (Rich Site Summary), Megaphone e un’organizzazione di propaganda ombrello denominata Give Israel Your United Support (GIYUS) poterono sostenere le politiche israeliane votando automaticamente nei sondaggi on-line, rispondendo ai commenti ritenuti negativi nei confronti d’Israele nelle chat room e nei forum online e indirizzando la posta elettronica a varie organizzazioni giornalistiche, tra cui BBC, Independent Television News (ITN) e Reuters. Secondo “The Register” nel Regno Unito, ciò che Megaphone fece fu “un esercizio high-tech sul ballottaggio“. Megaphone fu soprannominato “lobby”. Nel 2007, Megaphone fu riprogrammato per altri usi e una versione riveduta fu commercializzata da Collactive, un’azienda al centro della diffusione di software spamming a rivenditori online senza scrupoli. Il denaro per Collactive fu fornito da Sequoia Capital, una società di capitale di rischio di Menlo Park, in California, attiva nel finanziamento di imprese ad alta tecnologia israeliane. Non è un caso che il quartier generale della Sequoia Capital si trovi a soli 12 km dalla sede centrale di Facebook ad East Palo Alto. Il nesso tra gli sviluppatori di software per lo spamming e le società di datamining sono profonde quanto tra Facebook e Google, quest’ultimo a sole 10 miglia da Sequoia, costituirebbe una seria minaccia per le elezioni in oltre 100 Paesi, regioni e province in tutto il mondo. È ormai noto che Facebook consentiva a Cambridge Analytica, società del Regno Unito, di estrapolare l’onnipresente repository di dati personali dai provider, sviluppare software per il targeting geo-demografico e quindi influenzare gli elettori nel mondo. Lungi dal manomettere le macchine per il voto o di tabulazione dei voti, ciò che Cambridge Analytica ha fatto, insieme alla consociata negli Stati Uniti Cambridge Analytica LLC, era manomettere le menti degli elettori. Ciò fu realizzato utilizzando sofisticati programmi psicografici. Dopo diverse elezioni discutibili negli Stati Uniti, come le elezioni presidenziali del 2000 e 2004, fraudolente in Florida e Ohio, il nuovo metodo di “lancio” delle elezioni risiedeva sulle decisioni degli elettori. Analizzando psicologicamente gli elettori in base ad attività e comportamento, interessi, atteggiamenti, valori sul web, Cambridge Analytica, armata di un software basato sui risultati delle elezioni, poté condurre campagne da guerra psicologica di massa per allontanare gli elettori da determinati candidati, partiti e scelte referendarie popolari. Il fattore determinante nella vittoria elettorale di Trump fu il microtargeting di 230 milioni di elettori statunitensi utilizzando ben 5000 diversi vettori di raccolta dati dai massicci database di Facebook, Twitter, Google e altre applicazioni dei social media. In quasi tutti i casi in cui le elezioni erano influenzate da tali operazioni di manipolazione, i vincitori erano partiti e candidati favorevoli agli interessi israeliani. GIYUS e Megaphone divennero da operazione di propaganda ad operazione d’influenza determinante sull’esito del voto, con un cambiamento comportamentale elettorale in piena regola. Invece di sondaggi on-line che soccombevano ai creatori di tali illeciti, era il voto vero a divenire obiettivo della manipolazione psicologica “Made in Israel“.
La vittoria elettorale di Donald Trump nel 2016 fu favorita da Long Island dal magnate degli hedge fund di New York e scienziato informatico Robert Mercer. Mercer, un prodotto di destra del complesso d’intelligence militare, grazie ai suoi primi lavori sull’intelligenza artificiale per il Laboratorio di armi dell’aeronautica statunitense presso la base militare di Kirtland, nel Nuovo Messico. Mercer poté trasformare l’intelligenza artificiale utilizzata per i sistemi d’arma per prevedere vincitori e perdenti nel mercato azionario. I programmi sviluppati da Mercer l’hanno reso miliardario. La Renaissance Technologies di Mercer era un importante investitore della Cambridge Analytica. Robert Mercer e sua figlia Rebekah Mercer furono anche i principali finanziatori del sito di destra filo-Trump Breitbart News. Cambridge Analytica, lavorando a braccetto con Breitbart e l’unità operativa digitale della campagna presidenziale Trump, impegnata in una campagna da guerra psicologica mai vista nella storia degli Stati Uniti, fu preceduta da operazioni di interferenza elettorale praticamente non dichiarate in Europa, America Latina e Asia. La società madre di Cambridge Analytica, SCL Group di Londra, già Strategic Communication Laboratories (SCL), collegata a Ministero della Difesa inglese, MI-6 e dipartimenti della Difesa e dello Stato degli Stati Uniti, fu fondata nel 1993 da un ex-dirigente della società pubblicitaria Saatchi & Saatchi. Il gigante pubblicitario fu fondato nel 1970 dai fratelli Maurice e Charles Saatchi, che provenivano da una famiglia ebrea molto ricca di Baghdad, in Iraq. I fratelli Saatchi, entrambi ebrei ortodossi, come il genero di Trump Jared Kushner e la figlia Ivanka Trump, sono forti sostenitori di Israele. Le connessioni tra SCL e Cambridge Analytica nelle precedenti operazioni di propaganda sul web sviluppate dall’intelligence israeliana, quindi, non dovrebbero sorprendere. Uno psicologo di Cambridge Analytica, Michal Kosinski, fu coinvolto nella ricerca di un’azienda privata che concluse che gli utenti di Internet che “gradivano” le scarpe Nike e le barrette di cioccolato KitKat erano anche anti-israeliani. Alcuni fondi di Kosinski provenivano dall’Agenzia per la ricerca avanzata di difesa degli Stati Uniti (DARPA), nota operazione di riciclaggio e ricerca di Central Intelligence Agency e National Security Agency.
Né dovrebbe sorprendere che Cambridge Analytica abbia assunto i servizi di due rabbiosi funzionari filo-israeliani nella campagna di Trump e nella prima amministrazione, l’incriminato l’ex-consigliere della sicurezza nazionale di Trump, tenente-generale Michael Flynn, e l’ex-stratega capo di Trump, Steve Bannon. Jared Kushner, il cui ex-detenuto padre Charles Kushner ha stretti legami con l’intelligence israeliana, supervisionò personalmente l’impiego di Cambridge Analytica nella campagna Trump. Infatti, la classica “intelligenza” usata da Cambridge Analytica, sotto la direzione del suo ex-amministratore delegato Alexander Nix, scatenò voci malevoli sull’orientamento sessuale dei candidati politici e su altre abitudini sessuali, oltre a cercare di comprometterli con attraenti prostitute ucraine, tattiche preferite dal Mossad di Israele. Charles Kushner impiegò tattiche d’intrappolamento, con un”honeytrap” omosessuale guidato dall’intelligence israeliano, l’ex governatore democratico del New Jersey Jim McGreevey. Charles Kushner fu anche accusato in tribunale di cercare di usare prostitute per intrappolare il contabile e il cognato, testimoni del governo nel processo federale per corruzione intentatogli contro. Cambridge Analytics aveva almeno 10 dipendenti nelle operazioni digitali della campagna Trump, guidati da Brad Parscale, recentemente nominato capo della campagna elettorale di Trump per il 2020. Ci sono anche collegamenti tra Cambridge Analytica e Palantir, l’azienda fondata con fondi venture capital della CIA e guidata dal caro amico e consigliere economico di Trump Peter Thiel. Con sede a pochi chilometri da Facebook e Google a Palo Alto, Palantir utilizza dati personali e geo-spaziali supportando Pentagono e comunità di intelligence degli Stati Uniti nelle operazioni di guerra psicologica ed “operazioni informative” micro e macro-mirate. Ed è a sole 10 miglia da un’altra azienda che avviata con capitale iniziale della CIA, Oracle, Inc., il nonno dei database relazionali. In un’esposizione su Cambridge Analytica trasmessa da Channel 4, Nix rivelò che l’azienda utilizzava “alcune compagnie israeliane“, che considerava “molto efficaci nella raccolta di informazioni“. Lo sviluppatore dell’applicazione utilizzata da Cambridge Analytica per raccogliere ed estrarre dati personali di 50 milioni di utenti statunitensi di Facebook, per scopi politici e di altro genere, è Aleksandr Kogan, collega di Kosinski. Nato in quella che era la Repubblica socialista sovietica moldava, Kogan e la famiglia erano tra le centinaia di migliaia di ebrei residenti nell’Unione Sovietica che emigrarono negli Stati Uniti negli ultimi anni dell’URSS. In una mossa degna del peggior James Bond, Kogan cambiò nome in Dr. Alexander Spectre. È interessante notare che un programma dannoso che abbatte la sicurezza delle applicazioni informatiche “sicure” è anche noto come “Spectre“. Molti ebrei moldavi fungono da boss in quello che il Federal Bureau of Investigation chiama “mafia euroasiatica”. Il Presidente Vladimir Putin aveva assolutamente ragione quando dichiarò a NBC News che dei russi non sarebbe coinvolti nell’ingerenza delle elezioni statunitensi, ma che potevano essere “ucraini, tartari o ebrei con cittadinanza russa… Forse doppia cittadinanza o visto. O forse gli statunitensi li hanno pagati per questo lavoro“.
Sulla base delle origini di Cambridge Analytica, SCL Group, Renaissance Technologies, Saatchi & Saatchi, Sequoia Capital, Facebook, Google, Palantir, Collactive e Megaphone/GIYUS, non c’è “forse” sul coinvolgimento di ucraini e ebrei ex-sovietici nella psicologia della manipolazione elettorale. Si potrebbe aggiungere alla lista del Presidente Putin, moldavi, israeliani e cittadini inglesi e statunitensi, per non parlare di lettoni, estoni, rumeni, turchi e macedoni. SCL Group ha condotto ricerche classificate per il Ministero della Difesa inglese e la NATO su “Target Audience Analysis” (TAA), sottoinsieme di ciò che le agenzie d’intelligence occidentali chiamano “Population Intelligence“. Piuttosto che avere legami con l’intelligence o il governo russi, Cambridge Analytica e la collegata SCL Group hanno un rapporto diretto con Whitehall, Pentagono, Foggy Bottom, US Defense Intelligence Agency quando era sotto il comando del generale Flynn, quartier generale del partito conservatore del Regno Unito, quartier generale della NATO a Bruxelles e, in particolare, Mossad e ministero della Difesa israeliano a Tel Aviv. L’ex-commissario per la privacy australiano Malcolm Crompton, ha riassunto il modo in cui aziende come Cambridge Analytica e SCL Group interferiscono nelle elezioni. Disse al “Brisbane Times” che i partiti politici, da soli, vanno biasimati. Crompton disse che i partiti usano “macchine molto sofisticate sull’elettorato” che raccolgono informazioni dai contatti cogli elettori. Aggiunse che tali “fonti di informazione potrebbero poi essere combinate con i dati di Facebook per costruire il profilo degli elettori“. La portata delle interferenze elettorali di Cambridge/SCL Group nel mondo è sbalorditiva. Oltre agli Stati Uniti, il conglomerato è stato attivo nelle elezioni in Kenya, India, Trinidad e Tobago, Antigua e Barbuda, Moldova, St. Lucia, Argentina, Repubblica Ceca, Ghana, Lettonia, Italia, Nigeria, St. Kitts-Nevis, Messico, Giamaica, Polonia, Scozia, Lituania, Germania, Francia, Ungheria, Romania, Tailandia, Sud Africa, Brasile, Indonesia, Irlanda del Nord, Kedah, Bihar, Colombia, Dominica, St. Vincent e Grenadine, Islanda, Nepal, Iran, Malesia e nella campagna “Leave” della Brexit nel Regno Unito.
Nel 2015, gli hacker israeliani di Cambridge Analytica, che lavoravano dall’ufficio di Londra, hackerarono le e-mail dell’ex-candidato presidenziale nigeriano Muhammadu Buhari per scovare informazioni personali imbarazzanti sul candidato musulmano. Ciò avrebbe giovato al presidente in carica Goodluck Jonathan, cristiano che sosteneva stretti legami con Israele. Nello stesso anno, gli hacker israeliani hackerarono e-mail e cartelle cliniche del leader dell’opposizione di St. Kitts-Nevis, Timothy Harris, del Partito laburista popolare. Il governo israeliano era noto opporsi ad Harris per la sua politica volta a rafforzare i legami col Venezuela, deciso avversario d’Israele. Harris, contro le probabilità imposte dagli hacker israeliani e da Cambridge, vinse le elezioni. Cambridge Analytica colpì ancora nel 2017, quando sostenne la rielezione del presidente Uhuru Kenyatta in Kenya diffondendo online voci e pettegolezzi sul suo avversario, usando Facebook e l’applicazione Whatsapp. Kenyatta mantenne forti relazioni d’intelligence e militari con Israele. In quasi tutte le elezioni in cui interferirono, Cambridge Analytica e SCL lo fecero per conto di capi e partiti favorevoli allo stretto legame con Israele. Non è una coincidenza. Con tutta l’attenzione sull’integrità elettorale, ora arriva un’azienda che offre tecnologia blockchaining per controllare e autenticare il conteggio dei voti. L’8 marzo 2018, Agora, società di tecnologia blockchain con sede in Svizzera, emise il seguente comunicato stampa, l’8 marzo 2018: “Le elezioni presidenziali della Sierra Leone del 2018, tenutesi il 7 marzo, rappresentano la prima volta nella storia che la tecnologia blockchain viene utilizzata per le elezioni governative. I risultati del West District sono stati registrati sul blockchain ledger di Agora, e il conteggio fu reso disponibile pubblicamente giorni prima del consueto conteggio manuale“. La tecnologia blockchain è al centro delle criptovalute come Bitcoin. Non è un caso, infatti, che dietro l’introduzione della criptovaluta nella Repubblica delle Isole Marshall, stretto alleato diplomatico d’Israele, vi siano le società tecnologiche israeliane. Manipolazione e penetrazione delle elezioni globali a beneficio di Israele non finirà nel prossimo futuro, né i politici, timorosi della Lobby israeliana, accusano i veri colpevoli di violazioni elettorali in oltre 100 Paesi.Traduzione di Alessandro Lattanzio