La produttiva visita in India di Putin

Andrej Volodin Strategic Culture Foundation 15/12/20146th BRICS SummitSecondo l’ipotesi avanzata da Jacques Sapir, noto economista francese, nell’autunno 2012 il governo russo concluse che l’Europa ha esportato in Russia crescita economica lenta e la minaccia della stagnazione. Ritiene che abbia spinto Mosca ad adottare una politica più equilibrata verso occidente e Oriente. In realtà, non c’è nulla di nuovo, è solo il ritorno alla tradizionale diplomazia secolare. Riassumendo l’economista francese fa notare che le sanzioni contro la Russia dell’occidente hanno reso questo cambio politico più tangibile anche per coloro che hanno poco a che fare con la politica. Il Presidente Putin ha appena terminato la visita in India, che i media indiani definiscono “produttivo”. Il viaggio ha ulteriormente diversificato le priorità della politica estera della Russia. L’evento ha confermato il ruolo dell’India come “amico fidato e solido”. I Paesi si appoggiano sempre, in qualsiasi momento per quanto siano difficili. L’India senza ambiguità ha ribadito la contrarietà alle sanzioni anti-russe. È un contributo importante alla creazione di un miglior clima economico. E’ naturale per Nuova Delhi adottare questo approccio mentre l’India è spesso preda dei capricci di Washington. Da parte sua, il Presidente Putin ha assicurato i partner indiani che non ci saranno falle nella fornitura dei sistemi per la difesa dalla Russia. Ha anche promesso di accelerare il trasferimento di tecnologie sensibili all’India. La Russia è interessata a ripristinare il ruolo di fornitrice di materiale militare e ad essere attivamente coinvolta nella politica del ‘Made in India’, spina dorsale della crescita industriale dell’India. Una delle concessioni nella visita del Presidente Putin è stata la decisione di localizzare in India un impianto per la produzione ed esportazione ogni anno di 400 elicotteri medi Mi-17 ed elicotteri leggeri Kamov Ka-226. La crisi mondiale richiede la creazione di un nuovo modello di divisione internazionale del lavoro che soddisfi gli interessi dei due partner. L’India ha un grande mercato interno e ingenti risorse umane qualificate, mentre la Russia può offrire idee innovative e tecnologie necessarie per produrre armi avanzate e sistemi a duplice uso. Tutto sommato, il trasferimento di alcuni elementi della produzione in India è un passo logico per generare profitti.
Gli osservatori hanno sottolineato che la Repubblica di Crimea aveva i suoi rappresentanti tra i membri della delegazione russa. Ambienti economici indiani sono interessati a stabilire una cooperazione con la regione. A mia conoscenza, i piani vanno oltre l’agricoltura comprendendo la costruzione di alberghi (soprattutto in quanto gli investitori turchi sono attivamente presenti in questo settore) e probabilmente in altre aree. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha la reputazione di vero pragmatico. Ragionevolmente ritiene che i solidi legami Russia-India stabilizzino la situazione in Eurasia ed influenzino positivamente il rapporto dell’India con altre grandi potenze, come Stati Uniti e Cina, per esempio. La logica di ciò che i giornalisti chiamano geometria allentata delle relazioni internazionali, guida il processo. La diplomazia economica è un elemento importante della strategia estera dell’India. Oltre agli elicotteri, i produttori indiani produrranno pezzi di ricambio per sistemi d’arma realizzati in Russia e attualmente in servizio nelle forze armate indiane. Questa politica limiterà il ruolo della burocrazia nella cooperazione militare. La Russia prevede d’individuare gli impianti di produzione dei moderni aerei di linea operativi Sukhoj Superjet 100 e dei previsti MS-21, in India, nel processo che presuppone la disponibilità di capitale intellettuale ad alto valore aggiunto. La Russia approfitta della manodopera locale economica ma istruita, uno dei motivi per il trasferimento della produzione in India. Vi è un’altra, non meno rilevante, ragione. La Russia si sforza di ottenere una quota dell’ampio mercato aereo civile indiano, incline ad estensione e innovazione (secondo le stime più moderate, i mercati di Russia e India hanno una capacità di almeno 1600-1800 aerei all’anno ognuno). Va notato che la visita non ha comportato alcun annuncio sui programmi di co-sviluppo, come ad esempio il progetto degli aerei da combattimento di quinta generazione o l’iniziativa sugli aerei da trasporto. Si ritiene che i progressi nell’attuazione di tali progetti aprirà la via a nuove iniziative comuni. Il prosieguo dei negoziati sugli idrocarburi, riflette il vecchio interesse dell’India nello sviluppo di giacimenti di petrolio e gas nella Siberia orientale, mentre la rivoluzione dei trasporti si profila in Eurasia. Questi temi sono all’ordine del giorno degli esperti ad circa 20 anni. Il progresso sarà possibile quando altri Paesi dell’Asia e dell’Europa si uniranno ai tre giganti (India, Russia e Cina) nello sforzo. La produzione di alcuni componenti chiave per centrali nucleari indiane incentiva ulteriori progressi nella cooperazione economica bilaterale. Il portafoglio ordini esteri dell’ente nucleare statale russo Rosatom è già di circa 100 miliardi di dollari. Le esportazioni di alimentari indiani in Russia (come frutta e verdura tropicale) è un tema importante. Gli esperti russi di Rospotrebnadzor sono frequenti visitatori dell’India. Vi sono altre aree promettenti nella cooperazione, per esempio, l’industria dei gioielli. Diventando un riuscito rivale competitivo dell’Italia nella produzione di gioielli, l’India ha superato i leader mondiali degli anni ’90.
Oggi le relazioni economiche inter-regionali sono meno importanti di quelle “tra Stati” e “tra aziende”. Sarebbe un errore rendere le agenzie statali centrali responsabili di tutto. Un modello efficace d’interazione economica richiede la disponibilità di banche dati capienti e con informazioni su funzionalità e potenzialità economiche dei partner. Le sedi regionali dell’Accademia Russa delle Scienze e le università locali sono pronte ad affrontare questo problema. Il rapporto russo-indiano è troppo importante per lasciarlo sfuggire. L’adesione a pieno titolo dell’India nell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai farà dei legami economici con la Russia la prima priorità strategica.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Vladimir-Putin-and-Narend-012Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin ha scelto il Medio Oriente all’Europa

Oriental Review 4 dicembre 2014388399_Putin-Erdogan-AnkaraSouth Stream è divenuto Turk Stream. Mosca ha deciso di non eludere l’Ucraina fornendo gas ai fastidiosi satelliti statunitensi dal sud Europa, volgendo l’attenzione sul progetto in Turchia. Non è terribile avere la possibilità di fornire combustibile a un’economia in rapida crescita, con un PIL da 1200 miliardi di dollari invece che a Paesi come Bulgaria, Italia, Grecia e Slovenia che languono nella depressione economica. Sulla scia del progetto del gasdotto russo-cinese Power of Siberia, l’accordo con la Turchia è l’ennesima dimostrazione della volontà della Russia di riorientarsi commercialmente verso nuovi partner. L’UE ha insultato Ankara fornendole nient’altro che promesse per decenni. Questo Paese forte e autosufficiente si era candidato ad entrare nell’UE dal 2000, ma non ha alcuna speranza di aderirvi. Nonostante le molte differenze culturali, la Turchia è molto più preziosa dei Paesi baltici, dell’Ucraina e dell’ex-Jugoslavia messi insieme, e i turchi non sono un peso, potendo mantenere un esercito pronto e in grado di risolvere i problemi mediorientali senza trascinarvi l’occidente. E nessuno dimentichi che furono merce di scambio nella crisi dei Caraibi. Ma Ankara non si fa illusioni sull’attuale governo degli Stati Uniti o sull’Unione europea. Dato lo status quo, la Turchia ignora le settoriali sanzioni contro la Russia e firma un accordo dalle dimensioni inaudite con Vladimir Putin.
Recentemente, il presidente iraniano Hassan Ruhani ha avuto un incontro simile con il leader russo. La “carta vincente” persiana sarà utile alla Russia in caso di netto confronto con l’occidente. Teheran potrebbe rivelarsi un partner disponibile nel comprare intere serie di prodotti militari e civili in base ad accordi vantaggiosi per Mosca. L’Iran ha una economia con un PIL da 1 miliardo di dollari, ma soffocata dalle sanzioni economiche settoriali, non può svilupparsi pienamente senza accesso alla tecnologia moderna. L’elenco più modesto delle necessità per l’Iran per sentirsi al sicuro nell’ambiente ostile del Medio Oriente, dovrebbe includere 100 jet da combattimento Su-30 per le forze della Difesa aerea, sei divisioni di missili S-400 ed oltre 500 carri armati T-90S. In totale, costerebbero almeno 15 miliardi di dollari. E i due Paesi potrebbero calcolare i pagamenti in rial o rubli, contribuendo ad indebolire l’egemonia di dollaro e euro sui mercati esteri. Teheran aspira a costruire moderne raffinerie di petrolio e impianti per la produzione di gas liquefatto, oltre ad avere nuove centrali nucleari, che già attiva in parte con l’aiuto del Cremlino, ma l’Iran vorrebbe fare molto di più. Tutto questo costerebbe una quantità enorme di denaro, e Mosca potrebbe fornire tutto, ma la Russia continua seguire l'”accordo dei gentleman” per isolare l’Iran. Così come in passato, la Russia evita volontariamente di approfittare di ciò che sarebbe una situazione economicamente redditizia e nonostante il fatto che i recenti incontri bilaterali indichino che Ruhani sia molto più favorevole a stretti contatti con il Cremlino che alla normalizzazione delle relazioni con l’occidente. Il commentatore politico azero Tofiq Abbasov ritiene che Mosca oggi sia la figura dominante nei negoziati sul programma nucleare iraniano e che la Russia ne tragga i massimi benefici.
La posizione russa sarà ancora più monolitica se Siria e Iraq potranno, nella configurazione attuale, resistere all’assalto di 200000 truppe del SIIL. Il governo di Damasco, rappresentato da Bashar al-Assad, si appoggia al Cremlino come ultima speranza. Oltre a Mosca, nessuno è disposto a offrire prestiti al Paese devastato. Anche Baghdad riflette se impegnarsi d’ora in poi con l’occidente, dopo aver ricevuto gli aerei da attacco al suolo dalle riserve strategiche del Ministero della Difesa russo, potendo resistere in attesa dell’invio degli F-16 statunitensi. Né la Siria è necessariamente contraria a volgere l’attenzione verso nord e l’Egitto, come fece 50 anni fa. Il Generale al-Sisi ha sconvolto le carte di Washington rovesciando il debole governo dei Fratelli musulmani. Chissà se esprimerà il desiderio di cercare protezione internazionale da Putin? Così una configurazione ben definita emerge come coalizione mediorientale in cui la Russia aiuta dei Paesi del “terzo mondo” privi di un qualsiasi pregiudizio fortemente filo-occidentale. Ovviamente non vi è alcun motivo per vedere il destino di South Stream come una sorta di “sconfitta diplomatica” della Russia.

i2890c46e006a0865b663c2914fa60c2a_south_streamTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La trappola dell’oro del Gran Maestro Putin

Dmitrij Kalinichenko, Investcafe.ru, 18 novembre 2014 – Fort Russia06f3a6907a11536e3b857e8015ae76f_cbr-rate-december-cut.siLe accuse dell’occidente verso Putin tradizionalmente si basano sul fatto che lavorava nel KGB, e che perciò sia crudele e immorale. Putin è colpevole di tutto, ma nessuno l’ha mai accusato di mancanza d’intelligenza. Tutte le accuse contro quest’uomo ne risaltano solo la capacità di pensiero analitico e come rapidamente prenda decisioni politiche ed economiche chiare ed equilibrate. Spesso i media occidentali confrontano questa capacità con l’abilità di un grande maestro che partecipa a partite di scacchi simultanee. I recenti sviluppi economici di Stati Uniti e occidente in generale, ci permettono di concludere che qui la valutazione dei media occidentali della personalità di Putin è perfetta. Nonostante le numerose segnalazioni dei successi, nello stile di Fox News e CNN, oggi l’economia occidentale, guidata dagli Stati Uniti, è caduta nella trappola di Putin, la cui via d’uscita non viene vista da nessuno in occidente. E quanto più l’occidente cerca di uscire da questa trappola, più sprofonda. Qual è la vera tragica situazione dell’occidente e degli Stati Uniti? E perché tutti i media occidentali e i principali economisti occidentali ne tacciono, come fosse un segreto militare ben custodito? Cerchiamo di capire l’essenza degli eventi economici attuali, nel contesto dell’economia, mettendo da parte moralità, etica e geopolitica. Dopo aver compreso di aver fallito in Ucraina, l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, si proponeva di distruggere l’economia russa con la riduzione del prezzo del petrolio e del gas quali principali proventi dalle esportazioni del bilancio della Russia e della ricostituzione delle riserve auree russe. Va notato che il fallimento principale occidentale in Ucraina non è militare o politico, ma il rifiuto di Putin di finanziare i piani occidentali per l’Ucraina a carico della Federazione Russa. Ciò rende il piano occidentale irrealizzabile nel futuro prossimo.
L’ultima volta, sotto la presidenza Reagan, tali azioni occidentali per abbassare i prezzi del petrolio ebbero ‘successo’ facendo crollare l’URSS. Ma la storia non si ripete sempre. Questa volta le cose sono diverse per l’occidente. La risposta di Putin verso l’occidente assomiglia agli scacchi e al judo, quando la potenza utilizzata dal nemico viene usata contro di esso ma a costi minimi per la forza e le risorse del difensore. La vera politica di Putin non è pubblica. Pertanto, la politica di Putin in gran parte si concentra non sull’effetto, ma sull’efficienza. Pochissimi capiscono cosa fa Putin oggi. E quasi nessuno capisce cosa farà in futuro. Non importa quanto strano possa sembrare, ma oggi Putin vende petrolio e gas russi solo in oro. Putin non lo grida ai quattro venti. E naturalmente accetta ancora il dollaro come mezzo di pagamento, ma cambia immediatamente tutti i dollari ottenuti dalla vendita di petrolio e gas con l’oro fisico! Per capirlo è sufficiente osservare le dinamiche della crescita delle riserve auree della Russia e confrontarle con le entrate in valuta estera della Federazione Russa dovute alla vendita di petrolio e gas nello stesso periodo. Inoltre, nel terzo trimestre gli acquisti da parte della Russia di oro fisico sono i più alti di tutti i tempi, a livelli record. Nel terzo trimestre di quest’anno, la Russia aveva acquistato la quantità incredibile di 55 tonnellate di oro. Più delle banche centrali di tutti i Paesi del mondo messi insieme (secondo i dati ufficiali)! In totale, le banche centrali di tutti i Paesi del mondo hanno acquistato 93 tonnellate del metallo prezioso nel terzo trimestre del 2014. Il 15° trimestre consecutivo di acquisti netti di oro da parte delle banche centrali. Delle 93 tonnellate di oro acquistato dalle banche centrali di tutto il mondo, in questo periodo, l’impressionante volume di 55 tonnellate acquistate appartiene alla Russia. Non molto tempo fa, scienziati inglesi giunsero alla stessa conclusione, secondo l’indagine dell’US Geological di pochi anni fa: l’Europa non potrà sopravvivere senza l’energia dalla Russia. Tradotto dall’inglese in qualsiasi altra lingua, vuol dire: “Il mondo non sopravviverà se petrolio e gas della Russia scompaiono dall’approvvigionamento energetico globale”. Così, il mondo occidentale, basato sull’egemonia dei petrodollari, si trova in una situazione catastrofica non potendo sopravvivere senza petrolio e gas dalla Russia. E la Russia è pronta a vendere petrolio e gas all’occidente solo in cambio dell’oro! La svolta del gioco di Putin è il meccanismo della vendita di energia russa all’occidente solo con l’oro, agendo indipendentemente dal fatto che l’occidente sia d’accordo o meno nel pagare petrolio e gas russi con il suo oro artificialmente a buon mercato. Perché la Russia, con un flusso regolare di dollari dalla vendita di petrolio e gas, in ogni caso potrà convertirli in oro ai prezzi attuali, depressi con ogni mezzo dall’occidente. Cioè al prezzo dell’oro, artificialmente e meticolosamente abbassato varie volte da FED e EFS, contro un dollaro dal potere d’acquisto artificialmente gonfiato dalle manipolazioni nel mercato. Fatto interessante: la compressione dei prezzi dell’oro da parte del reparto speciale del governo degli Stati Uniti, l’ESF (Exchange Stabilization Fund), per stabilizzare il dollaro, è una legge degli Stati Uniti.
Nel mondo finanziario è accettato come un fatto che l’oro sia l’anti-dollaro:
• Nel 1971, il presidente statunitense Richard Nixon chiuse la ‘finestra d’oro’, ponendo fine al libero scambio tra dollari e oro, garantito dagli Stati Uniti nel 1944 a Bretton Woods.
• Nel 2014, il presidente russo Vladimir Putin ha riaperto la ‘finestra d’oro’, senza chiederne il permesso a Washington.
In questo momento l’occidente spende gran parte di sforzi e risorse nel comprimere i prezzi di oro e petrolio. In tal modo, da un lato distorce la realtà economica esistente a favore del dollaro statunitense e d’altra parte vuole distruggere l’economia russa che si rifiuta di svolgere il ruolo di vassallo obbediente dell’occidente. Risorse come oro e petrolio sono proporzionalmente indebolite ed eccessivamente sottovalutate rispetto al dollaro USA; conseguenza dell’enorme sforzo economico occidentale. E ora Putin vende risorse energetiche russe in cambio di quei dollari artificialmente gonfiati dagli sforzi occidentali, e con cui compra oro artificialmente svalutato rispetto al dollaro USA dagli stessi sforzi occidentali! C’è un altro elemento interessante nel gioco di Putin. L’uranio russo. Una di ogni sei lampadine negli USA ne dipende. La Russia lo vende agli Stati Uniti sempre in dollari. Così, in cambio di petrolio, gas e uranio russi, l’occidente paga la Russia in dollari, il cui potere di acquisto è artificialmente gonfiato verso petrolio e oro dagli sforzi occidentali. Ma Putin usa questi dollari solo per ritirare oro fisico dall’occidente dal prezzo denominato in dollari USA e quindi artificialmente abbassato dallo stesso occidente. Questa veramente geniale combinazione economica di Putin mette l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, nella posizione aggressiva e diligente del serpente che divora la propria coda. L’idea di questa trappola economica dell’oro tesa all’occidente, probabilmente non è di Putin molto del consigliere per gli affari economici, dottor Sergej Glazev. In caso contrario, perché il dichiarato burocrate Glazev, insieme a molti uomini d’affari russi, è stato incluso da Washington nella lista dei sanzionati? L’idea dell’economista dottor Glazev è stata brillantemente attuata da Putin, con il pieno appoggio del collega cinese Xi Jinping. Particolarmente interessante in questo contesto sembra la dichiarazione a novembre della Prima Vicepresidentessa della Banca centrale della Russia Ksenia Judaeva, che sottolineava come la BCR può utilizzare l’oro delle sue riserve per pagare le importazioni, se necessario. E’ ovvio che date le sanzioni occidentali, tale dichiarazione sia destinata ai Paesi BRICS, e prima di tutto la Cina. Per la Cina, la volontà della Russia di pagare le merci con l’oro occidentale è molto conveniente. Ed ecco perché: la Cina ha recentemente annunciato che cesserà di aumentare le riserve auree e valutarie denominate in dollari USA. Considerando il crescente deficit commerciale tra Stati Uniti e Cina (la differenza attuale è cinque volte a favore della Cina), questa dichiarazione tradotta dal linguaggio finanziario, dice: “La Cina non vende più i suoi prodotti in cambio dei dollari”. I media mondiali hanno scelto di non far notare questo storico passaggio monetario. Il problema non è che la Cina si rifiuta letteralmente di vendere i propri prodotti in dollari USA. La Cina, ovviamente, continuerà ad accettare i dollari come mezzo di pagamento intermedio per i propri prodotti. Ma appena presi se ne sbarazzerà immediatamente, sostituendoli con qualcosa di diverso nella struttura delle sue riserve auree e valutarie. In caso contrario, la dichiarazione delle autorità monetarie della Cina non ha senso: “Fermiamo l’aumento delle nostre riserve auree e valutarie denominate in dollari USA“. Cioè, la Cina non acquisterà più titoli del Tesoro degli Stati Uniti con i dollari guadagnati dal commercio mondiale, come ha fatto finora. Così, la Cina sostituirà i dollari che riceverà per i suoi prodotti non solo dagli Stati Uniti ma da tutto il mondo, con qualcos’altro per non aumentare le riserve valutarie in oro denominate in dollari USA. E qui si pone una domanda interessante: con cosa la Cina sostituirà i dollari guadagnati con il commercio? Con quale valuta o bene? L’analisi dell’attuale politica monetaria della Cina dimostra che molto probabilmente i dollari commerciali, o una parte sostanziale, la Cina li sostituirà e di fatto li ha già sostituiti, con l’oro fisico. Pertanto, il solitario delle relazioni russo-cinesi è un grande successo di Mosca e Pechino. La Russia acquista merce direttamente dalla Cina con l’oro al prezzo attuale. Mentre la Cina compra risorse energetiche russe con l’oro al prezzo attuale. In questo festival russo-cinese della vita c’è un posto per ogni cosa: merci cinesi, risorse energetiche russe e oro quale mezzo di pagamento reciproco. Solo il dollaro non vi trova posto e non sorprende, perché il dollaro USA non è un prodotto cinese, né una risorsa energetica russa. E’ solo uno strumento finanziario intermedio di liquidazione, un intermediario inutile. Ed è consuetudine escludere gli intermediari inutili dall’interazione di due partner commerciali indipendenti. Va notato che il mercato globale dell’oro fisico è estremamente ristretto rispetto al mercato mondiale del petrolio. E soprattutto il mercato mondiale dell’oro fisico è microscopico rispetto alla totalità dei mercati mondiali di petrolio gas, uranio e merci.
fbig_russian_gold_bullion_coin_revL’enfasi sulla frase “oro fisico” è fatta perché in cambio delle sue risorse energetiche fisiche, non di ‘carta’, la Russia ritira oro dall’occidente, ma solo nella sua forma fisica, non di carta. Così anche la Cina, acquisendo oro fisico occidentale artificialmente svalutato per pagare prodotti reali inviati all’occidente. Le speranze occidentali che Russia e Cina accettino in pagamento per le loro risorse energetiche e beni “shitcoin” o cosiddetto “oro cartaceo” di vario genere, non si sono concretizzate. Russia e Cina sono interessate solo all’oro, metallo fisico, come mezzo di pagamento finale. Per riferimento: il fatturato del mercato dell’oro di carta, i futures sull’oro, è stimato a 360 miliardi di dollari al mese. Ma le transizioni di oro fisico sono pari solo a 280 milioni di dollari al mese. Il che rende il rapporto tra commercio di oro di carta contro oro fisico, pari a 1000 a 1. Utilizzando il meccanismo di recesso attivo dal mercato artificialmente ribassato dall’attività finanziaria occidentale (oro) in cambio di un altro artificialmente gonfiato dall’attività finanziaria occidentale (USD), Putin ha così iniziato il conto alla rovescia della fine dell’egemonia mondiale dei petrodollari. Così, Putin ha messo l’occidente in una situazione di stallo priva di prospettive economiche positive. L’occidente può usare la maggior parte dei suoi sforzi e risorse per aumentare artificialmente il potere d’acquisto del dollaro, ridurre artificialmente i prezzi del petrolio e il potere d’acquisto dell’oro. Il problema dell’occidente è che le scorte di oro fisico in suo possesso non sono illimitate. Pertanto, più l’occidente svaluta petrolio e oro contro dollaro statunitense, più velocemente svaluterà l’oro dalle sue non infinite riserve. In questa combinazione economica brillantemente interpretata da Putin, l’oro fisico dalle riserve occidentali finisce rapidamente in Russia, Cina, Brasile, Kazakhstan e India, Paesi BRICS. Al ritmo attuale di riduzione delle riserve di oro fisico, l’occidente semplicemente non avrà tempo di fare nulla contro la Russia di Putin, fino al crollo dei petrodollari mondiali occidentali. Negli scacchi la situazione in cui Putin ha messo l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, si chiama “tempi bui”. Il mondo occidentale non ha mai affrontato eventi e fenomeni economici come quelli attuali. L’URSS vendette rapidamente oro durante la caduta dei prezzi del petrolio. La Russia acquista rapidamente oro durante la caduta dei prezzi del petrolio. In tal modo, la Russia rappresenta una vera minaccia al modello di dominio mondiale dei petrodollari statunitensi. Il principio fondamentale del modello mondiale dei petrodollari permette che i Paesi occidentali guidati dagli Stati Uniti vivano a spese del lavoro e delle risorse di altri Paesi e popoli grazie al ruolo della moneta statunitense, dominante nel sistema monetario globale (GMS). Il ruolo del dollaro USA nel GMS è essere il mezzo ultimo di pagamento. Ciò significa che la moneta nazionale degli Stati Uniti, nella struttura del GMS, è l’ultimo bene di accumulazione, e scambiarlo con qualsiasi altro bene non avrebbe senso. Ciò che i Paesi BRICS, guidati da Russia e Cina, fanno ora è effettivamente cambiare ruolo e status del dollaro nel sistema monetario globale. Da ultimo mezzo di pagamento e costituzione del patrimonio, la moneta nazionale degli Stati Uniti, nelle azioni congiunte di Mosca e Pechino viene trasformato in un mero mezzo di pagamento intermedio, destinato solo allo scambio con un’altra attività finanziaria ultima, l’oro. Così, il dollaro USA in realtà perde il ruolo di mezzo ultimo di pagamento e costituzione del patrimonio, cedendo entrambi i ruoli a un altro riconosciuto, denazionalizzato e depoliticizzato patrimonio monetario, l’oro.
Tradizionalmente, l’occidente utilizza due metodi per eliminare la minaccia all’egemonia mondiale dei petrodollari e ai conseguenti privilegi eccessivi occidentali. Uno di tali metodi sono le rivoluzioni colorate. Il secondo metodo, di solito applicato dall’occidente se il primo fallisce, sono le aggressioni militari e i bombardamenti. Ma nel caso della Russia entrambi tali metodi sono impossibili o inaccettabili per l’occidente. Perché, in primo luogo, la popolazione della Russia, a differenza dei popoli di molti altri Paesi, non ha intenzione di scambiare la propria libertà e il futuro dei propri figli per salsicce occidentali. Questo è evidente dal supporto record per Putin, regolarmente pubblicato dalle principali agenzie di sondaggi occidentali. L’amicizia personale del protetto di Washington Navalnij con il senatore McCain è negativa per lui e Washington. Dopo aver appreso questo fatto dai media, il 98% della popolazione russa ora vede Navalnij solo come un vassallo di Washington e traditore degli interessi nazionali della Russia. Pertanto i professionisti occidentali, che non hanno ancora perso la testa, non possono sognarsi una qualche rivoluzione colorata in Russia. Sul secondo metodo tradizionale occidentale di aggressione militare diretta, la Russia non è certamente la Jugoslavia, l’Iraq o la Libia. In ogni operazione militare non nucleare contro la Russia, sul territorio della Russia, l’occidente guidato dagli Stati Uniti è destinato alla sconfitta. E i generali del Pentagono che guidano le forze della NATO ne sono consapevoli. Sarebbe egualmente senza speranza una guerra nucleare contro la Russia, con il concetto del cosiddetto “attacco nucleare disarmante preventivo”. La NATO non solo tecnicamente non può infliggere il colpo che disarmerebbe completamente la Russia del potenziale nucleare, in tutte i molteplici aspetti, ma il massiccio attacco di rappresaglia nucleare contro il nemico o gruppo di nemici sarebbe inevitabile. E la sua potenza sarà sufficiente affinché i sopravvissuti invidino i morti. Cioè, una guerra nucleare con un Paese come la Russia non è la soluzione al problema incombente del crollo dei petrodollari mondiali. Nel migliore dei casi, sarebbe la conclusione finale della Storia. Nel peggiore dei casi, l’inverno nucleare e la fine della vita sul pianeta, fatta eccezione per i batteri mutati dalle radiazioni. La struttura economica occidentale può vedere e capire l’essenza della situazione. I principali economisti occidentali sono certamente consapevoli della gravità della situazione e della situazione disperata in cui si trova l’occidente, caduto nella trappola economica dell’oro di Putin. Dopo tutto, dagli accordi di Bretton Woods conosciamo la regola d’oro: “Chi ha l’oro detta le regole”, ma in occidente stanno zitti. Sono silenziosi perché nessuno sa come uscire da tale situazione. Se si spiegano al pubblico occidentale i dettagli del disastro economico incombente, porrà ai sostenitori dei petrodollari mondiali le domande peggiori, come:
– Per quanto l’occidente potrà acquistare petrolio e gas dalla Russia in cambio di oro fisico? E cosa accadrà ai petrodollari degli Stati Uniti quando l’occidente esaurirà l’oro fisico per pagare petrolio, gas e uranio russi e le merci cinesi? Nessuno in occidente oggi può rispondere a queste semplici domande. Ciò si chiama “Scacco matto”, signore e signori. Il gioco è finito.

caviar-supremo-putin-1-690x460Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché la teoria della cospirazione Putin-oligarchi è uno strumento per destabilizzare la Russia

Rostislav Ishenko, Presidente del Centro per l’analisi e la previsione sistemica – Actual Comment10696311Nelle ultime settimane, internet è inondata da contenuti che sviluppano e giustificano la teoria del complotto secondo cui, su pressione degli oligarchi, Putin (vorrei sottolineare Putin piuttosto che il governo russo), ha accettato di eliminare la Novorossija e ora, nel quadro del processo di Minsk, presumibilmente completerà la distruzione delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk. Mentre la situazione peggiora a Kiev dove i media locali e radicali accusano Poroshenko dell’accordo di Minsk, un “tradimento dell’Ucraina”, numerose pubblicazioni russe su internet sono dedite al tema del “tradimento” della Novorossija di Putin.
Lo formula di tale accusa si compone di tre parti:
1. Si segnala che le sanzioni occidentali hanno causato perdite enormi agli oligarchi russi che fanno pressione su Putin per por termine alla politica estera attiva e fare della Russia un dominio statunitense.
2. L’arresto dell’offensiva d’agosto e l’inizio del processo di Minsk, in contrasto con i fatti, sono dettati dalla volontà malvagia di Mosca che trama alle spalle della milizia con l’occidente. Ignorando l’incapacità della milizia di sviluppare una vera offensiva di grande profondità, gli ‘addetti ai lavori’ la pretendono che alcuni miliziani “avrebbero preso Marjupol in due giorni”, sebza spiegare perché non presero l’aeroporto di Donetsk (davvero ben fortificato da Stalin) e le città di Shastje e Stanitsa Luganskaja, e non poterono chiudere definitivamente la sacca di Debaltsevo. Inoltre, in questa parte si accentua il ruolo di Strelkov che a mani quasi nude per molti mesi avrebbe combattuto orde blindati di Kiev. Inoltre, contrariamente ai fatti, si sostiene che una volta rimosso dal Donbas, gli altri comandanti iniziarono a subire sconfitte.
3 Infine, l’ultima parte della tesi è che il governo russo e Putin personalmente hanno tradito e ingannato non solo la Novorossija, ma anche la Russia e i patrioti, e di conseguenza sia naturale un necessario cambio di potere al Cremlino, da Putin a un patriota russo. Il patriota nuovo come viene spesso definito, è Strelkov.
Tale campagna anti-Putin si diffonde sulla rete come un incendio boschivo e inghiotte molti blogger rispettati. E’ evidente che gran parte delle persone interessate (tra cui molto probabilmente Strelkov con i suoi posse e fan) ne sono ignare e sbagliano onestamente, trasmettendo le loro idee sbagliate ad altri. Tuttavia, la campagna per screditare Putin non è iniziata per caso e ha come obiettivo ben definito l’indebolimento (e idealmente il rovesciamento) delle autorità russe. Entro la fine dell’estate è apparso chiaro che gli Stati Uniti hanno subito una pesante sconfitta in Ucraina. Il crollo del regime sotto il peso dei propri crimini e della catastrofe economica è questione di tempo (sempre più vicino). Il riconoscimento della natura nazista delle autorità ucraine, almeno in l’Europa, fermenta. Kiev non può più contare sui mezzi militari per risolvere il problema della Novorossija: i poteri di Kiev si dividono in fazioni in guerra e gli insorti nazisti sono meno inclini ad obbedire ai politici di Majdan. Reclamano il potere e sono pronti ad uccidere i loro alleati liberali. In generale, non ci resta che aspettare e l’Ucraina cadrà dritto nelle mani di Putin come un frutto maturo. L’occidente deve quindi non solo accettare, ma anche benedire un tale risultato. Le sanzioni non hanno avuto alcun impatto serio sull’economia russa. Il calo dei prezzi del petrolio potrebbe non essere troppo profondo e prolungato per devastare le finanze russe, perché con un prezzo inferiore agli 80 dollari al barile, i sauditi e le compagnie petrolifere statunitensi verrebbero espulsi assai più velocemente rispetto al settore petrolifero e gasifero russo.
I liberali non possono con i loro slogan anti-corruzione e “universali” nelle piazze raccogliere granché persone. Sono una folla di bohémien con i loro “Rain” e “Echo” ancora più utile al governo russo, dimostrando ilo volto sgradevole dell’opposizione. Non sono ipnotizzatori, ma dilettanti avidi che pensano che il popolo russo sia bestiame e che odiano perché non li adora. Con il loro ordine del giorno non possono scuotere la situazione politica interna in Russia. Ma in Russia ci sono sempre i patrioti. Il campo patriottico riunisce persone da tutto lo spettro politico e ideologico. Ci sono i comunisti (dai moderni comunisti liberali agli irriducibili stalinisti e leninisti, i fautori del ritorno agli insegnamenti di Marx nella forma originaria, non offuscata dalle opere dei leader della rivoluzione russa). Vi sono gli anarchici di tutte le sfumature possibili, i monarchici (dai costituzionalisti ai sostenitori della restaurazione ai fan della vita politica russa pre-Pietro il Grande). Ci sono gli ortodossi (vocerkovlene e nevocerkovlene, clericali e rinnovatori, centurie nere e vecchi credenti). Ci sono anche i nazisti russi, alcuni dei quali combattono con Kiev, mentre altri sostengono la milizia. Tutto sommato è una società molto colorata, i cui membri in altri momenti erano disposti a combattersi fino all’ultima goccia di sangue, ma che ora sono uniti nella lotta per gli interessi nazionali della Russia. Hanno un problema: vogliono una vittoria immediata. Sono avversari delle manovre politiche e credono che Putin debba semplicemente “calpestarsi i piedi” e respingere gli statunitensi nelle Montagne Rocciose e nelle foreste del Vermont, e la milizia dovrebbe essere rafforzata dall’esercito russo in modo che, entro una settimana o due, prenda Kiev.
Tutto sommato, si tratta delle stesse persone che nell’agosto 1914, in stato di torpore patriottico, saccheggiarono l’ambasciata tedesca esprimendo sostegno all’amato monarca che iniziava la guerra, e che due anni e mezzo dopo, nel febbraio 1917, con non meno furia rovesciarono lo stesso monarca incapaci di accettare relativamente piccole difficoltà e perdite militari. Queste persone sono il bersaglio di una propaganda contro la cauta e misurata politica Estera di Putin, che già da quindici anni ha permesso alla Russia, pur essendo in una posizione debole sulla scena internazionale, di conquistare vittoria dopo vittoria rafforzandone l’autorità a costi minimi. Sono convinti che possiamo vincere presto e subito, che la Russia non ha ancora eliminato la rivolta nazista in Ucraina solo perché la leadership è intimidita ed è incantata da certi oligarchi. Nella sua versione ‘light’ tale campagna dovrebbe indebolire il sostegno pubblico a Putin, e opporlo ai quei patrioti suoi alleati naturali. La variante più greve presume che patrioti armati, combattenti in Novorossija, si gettino contro Putin rafforzati dalle masse patriottiche di Mosca scontente del “debole governo”. Con l’aiuto di esperti combattenti di strada delle organizzazioni patriottiche, e idealmente aiutati dai volontari armati della Novorossija, Putin dovrebbe affrontare tali problemi politici interni, dimenticando l’Ucraina.
La Russia di nuovo deve essere distrutta per mano dei patrioti russi impazienti, precipitando il Paese nel conflitto civile. E il fatto che “i patrioti impazienti vogliono il meglio e più giustizia” non è giustificato. Una volta lessi le memorie di un artigliere che criticò aspramente Stalin per la dura pianificazione e le improprie operazioni strategiche nella seconda guerra mondiale. L’artigliere spiegò che era in prima linea e sapeva meglio del Comandante-in-capo “come combattere correttamente”. I patrioti impazienti appaiono ridicoli come l’artigliere, ma possono fare assai più danni nella loro ingenuità. Mentre spezzano l’unione tra Putin e il pubblico patriottico (e alcuni ripetono lo slogan “Strelkov for President!” senza rendersi conto che spacciano solo fumo, l’immagine mediatica di un eroe e non di una persona reale), i patrioti impazienti aiutano l’ambasciatore Tefft a risolvere l’irrisolvibile paradigma liberale, compito universale per organizzare una rivoluzione colorata a Mosca. I 15 anni di successi di Putin non sono abbastanza convincenti. Preferiscono vivere tra le proprie fobie e i propri complessi infantili, ma è il momento di crescere.

Altra figura dell'estremismo anti-Putin (un rasputiniano), è Edvard Limonov, ovvero Edvard Savenko. Fino al 2013 partegiava per il rovesciamento del governo Putin affiancandosi con elementi neocon come Garry Kasparov, (l'altro personaggio nella foto)

Altra figura dell’estremismo anti-Putin (un rasputiniano) è Edvard Limonov, ovvero Edvard Savenko. Fino al 2013 partegiava per il rovesciamento del governo Putin affiancandosi ad elementi come il neocon Garry Kasparov, (l’altro personaggio nella foto) e diversi figuri comprati dalle ONG statunitensi e dalla CIA per organizzare una rivoluzione colorata a Mosca, nel dicembre 2011-marzo 2012, volta ad impedire l’elezione di Putin.

Strelkov e il blogger el-Murid, ovvero

Strelkov e il noto blogger russo el-Murid, ovvero Anatolij Nesmejanov. El-Murid durante l’aggressione alla Libia, svolse un’efficace informazione sugli eventi a supporto della Resistenza della Jamahiriya, finchè alla vigilia dell’invasione di Tripoli, nell’agosto 20’11, capovolse totalmente posizione indondando disinformazione e vera e propria merda mediatica dal suo blog, arrivando ad irridere e disprezzare ciò che difendeva solo 24 ore prima.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

“La Russia affosserà il dollaro in 2-3 anni”

Vicepremier avverte che i sottomarini nucleari “possono raggiungere qualunque Paese di qualunque continente
Tyler Durden Zerohedge 30/09/2014

OLYMPUS DIGITAL CAMERADue o tre anni basteranno non solo a lanciare (gli accordi in rubli), ma anche a completare questi meccanismi“, dice Andrej Kostin, capo della VTB seconda banca della Russia, notando che la possibilità di ampliare le sanzioni di USA ed UE escludendo la Russia dal sistema di trasferimento globale SWIFT diverrebbe “un punto di non ritorno”, rendendo impossibile ogni ulteriore dialogo. Tuttavia, come il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin spiega in questa intervista, il complesso militar-industriale della Russia risponde alla crescente minaccia degli USA. La Russia (almeno non ancora) non risponde parlando di un qualche pulsante nucleare; ma si prepara a tale eventualità: “stiamo creando una flotta di sottomarini nucleari… capaci di raggiungere qualsiasi Paese in qualsiasi continente, se (gli USA) improvvisamente ci aggredissero e i nostri più in alti interessi nazionali fossero minacciati“, aggiungendo che il colpo di Stato di Obama ha avviato “la scomparsa dello Stato ucraino”.
Come riporta RT, due o tre anni basterebbero alla Russia per passare alle transazioni internazionali in rublo, ha detto Andrej Kostin, capo della seconda banca russa, VTB… I media hanno riferito della possibilità di Stati Uniti e Unione europea di ampliare le sanzioni escludendo la Russia dal sistema globale di trasferimento del denaro SWIFT. Kostin ha detto che la mossa potrebbe essere il “punto di non ritorno“, e che ogni ulteriore dialogo sarebbe impossibile se si venisse esclusi da SWIFT. “Se si guarda all’esperienza dell’Iran, l’esclusione da SWIFT avviene solo quando tutti i rapporti politici, economici, culturali ed anche diplomatici, falliscono“, ha detto il capo di VTB. “Io non so come le banche (occidentali) potrebbero bloccare SWIFT e poi aspettarsi cooperazione nella lotta al terrorismo e sul disarmo nucleare”. Tuttavia, sostituire il SWIFT per la Russia non sarebbe difficile, ha detto Kostin. “Abbiamo un sistema (simile) presso la Banca centrale della Russia e altre. La Banca Centrale ha testato questo sistema e possiamo passarvi in qualsiasi momento“.
Lontano da questi aspetti, il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin spiega i piani militar-industriali della Russia in questa lunga intervista… (via Eric Zuesse).
Il blogger della Florida “Vigna del Saker“, ha postato una traduzione in inglese, il 29 settembre, di un intervento alla televisione russa. Il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, che ha il portafoglio militare della Russia, rivolgendosi al pubblico il 22 settembre su Rossija TV, ha spiegato come il suo Paese risponde alla minaccia degli USA di piazzare missili nucleari al confine della Russia, in Ucraina (come l’URSS fece a Cuba durante la crisi dei missili di Cuba nel 1962). La Russia non risponde con un qualche discorso sul pulsante nucleare; almeno non ancora. C’è ancora abbastanza tempo per evitare una tale urgenza. Ma ci si prepara a tale eventualità. (08:50) “Stiamo creando una flotta di sottomarini nucleari… in grado di raggiungere qualsiasi Paese in qualsiasi continente, se divenissero improvvisamente aggressivi e i nostri maggiori interessi nazionali fossero minacciati“. Obama è chiaramente volto in tale direzione, con il suo colpo di Stato ucraino nel febbraio 2014, installando un governo filo-statunitense e sostituendo il precedente (e democraticamente eletto) governo filo-russo; e la Russia prende sul serio la minaccia di Obama; così, la Russia aggiorna rapidamente i propri arsenali nucleari ed altri, e offre ai progettisti militari tecnologicamente più avanzati di tutto il mondo, condizioni estremamente favorevoli per divenire cittadini russi. Rogozin dice anche che (9:23) “ormai, abbiamo aggiornato l’intera flotta di bombardieri strategici”. Tutte le parti e i prodotti militari che in precedenza venivano fabbricati in Ucraina, passano dalle fabbriche russe, invece. Ora (10:48) “Tutto è prodotto in Russia“. Dice che molti dei migliori progettisti militari ucraini sono già andati in Russia, e che la maggior parte degli altri vuole lasciare l’Ucraina. Commenta (12:31) “Per l’Ucraina è la fine. Si tratta della completa scomparsa dello Stato ucraino come Paese industriale. Nessuno vuole i loro prodotti in occidente, perché obsoleti, e (l’occidente) ha… i suoi produttori. L’Ucraina oggi si suicida… lo dico con grande dispiacere e dico una cosa, avevamo ancora la speranza, alla fine dello scorso anno (prima del colpo di Stato di Obama) che avremmo rimediato alla situazione (cosa che non è accaduta)“. Dice (14:21), “Il 21 febbraio, quando il colpo di Stato è stato attuato, sono dovuto andare a Kiev a nome del Presidente (Putin). Ma mi fermai all’ingresso dell’aeroporto, perché era chiaro che l’Ucraina era finita” come economia manifatturiera. Vede la produzione come base per una sana economia (14:48), “Oggi, l’unica scelta per loro (gli ucraini) è il commercio al dettaglio, ma credo che abbiano anche un’altra scelta: emigrare in Russia“. Quindi, Putin cerca di costruire l’economia russa su base industriale, come la Cina. Rogozin invita ripetutamente i progettisti di armi di tutto il mondo a recarsi in Russia. Forse Putin s’ispira a ciò che accadde all’economia degli Stati Uniti dopo che il nostro Paese, con il presidente Franklin Delano Roosevelt nel 1940, rispose alla minaccia fascista con un massiccio sostegno alla ricerca e produzione militare. Forse Putin spera che la Russia diventi la nuova America, forse che Putin diventi il nuovo FDR. L’intervistatore risponde (15:52) “Che strana storia“, e Rogozin continua: “D’ora in poi, raccoglieremo i migliori esperti del mondo”. Quindi, ciò (come accaduto con FDR e continuato da Truman) è, difatti, nelle loro intenzioni. Chiarendo assolutamente il punto, continua: “Gli statunitensi ‘risucchiano’ i migliori cervelli da tutto il mondo,… ora invertiamo tale processo“.
Parlando della Francia che asseconda Obama fermando la produzione delle navi portaeromobili francesi Mistral per la Marina russa, dice (20:45) “Il denaro (nostro) è stato versato, il che significa che devono restituirlo con gli interessi. E … la Francia perde non solo denaro, ma la reputazione di fornitore affidabile“. Poi, dal 22:32, osserva che quando è entrato al governo (quando Putin divenne presidente la prima volta), ha notato che “le nostre imprese individuali preferivano comprare micro-elettronica occidentale“, e che avevano bisogno “per avviare la produzione in Russia di tutto ciò che è necessario“. Dice, “Abbiamo già dato le istruzioni necessarie” per fare proprio questo. L’azione di Obama in Ucraina sembra aver spinto la Russia a fare, ancora una volta, come gli USA durante la seconda guerra mondiale. Continua subito aggiungendo: “Tuttavia, ciò che non si può, o non si ha il tempo di fare, possiamo averlo da altri Paesi, nostri partner commerciali“, soprattutto BRIC o Paesi in via d’industrializzazione, con i quali Putin ha costruito un blocco commerciale. La discussione passa poi alla creazione della base produttiva della Russia sull’industria delle armi quale idea sana, e Rogozin dice (24:34) che tra consulenti di Putin, “cerchiamo di non discuterne pubblicamente, ma è un tutto ribollire“. Dice che gli alti tassi d’interesse della Russia sono un grave problema per lo sviluppo industriale. Fa un annuncio mozzafiato (24:53): “Loro (gli USA) sono in posizione molto più favorevole, senza sanzioni che gli impediscono di lavorare, la politica bancaria (della Federal Reserve) sostiene l’industria. Non abbiamo nulla di ciò. Non discutiamone ora le ragioni, ma sono fatti. Questo è il motivo per cui il governo decide di compensare il tasso d’interesse (alto) delle imprese del complesso militare-industriale“. Il debito sovrano russo probabilmente salirà. Tuttavia, Putin ha deciso “di sviluppare un programma per il trasferimento di tecnologia dalla difesa a (l’industria) civile“, per ridurre l’onere economico su di essa. La vera difficoltà, a quanto pare, l’avranno i consumatori della Russia. Ma poi, dopo che il settore militar-industriale sarà a ritmo, “dovrebbero essere pronti a produrre simili prodotti ad alta tecnologia per il settore civile” tra cui, “metallurgia, elettronica, materiali compositi e molto altro“. In secondo luogo, (27:06) “Oggi, (i produttori russi) hanno contratti con la difesa, e domani potendo avere meno bisogno di una rete di sicurezza, riforniranno il mercato civile“. Ancora una volta, seguendo il modello di FDR e Harry S. Truman.
Forse la Russia adotta la lezione che gli USA hanno ormai dimenticato. Forse gli USA di Obama stimoleranno la Russia, come Hitler, Tojo e Mussolini spronarono gli USA in un periodo che, evidentemente, gli USA hanno dimenticato, passando stranamente dall’altro lato.

1387408974_k-550Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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