La Russia potenzia la Difesa

I piani militari russi per acquistare 100 aerei e 600 blindati all’anno
Sputnik 10/12/2014

I militari russi hanno ricevuto 38 missili balistici intercontinentali, 250 velivoli, 280 blindati e oltre 5000 autoveicoli nel 2014, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale.179630585Il ministero della Difesa russo ha in programma di acquistare 100 aerei da combattimento, 120 elicotteri, 30 navi da guerra e 600 blindati all’anno nei prossimi cinque anni, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale Valerij Gerasimov. “Entro la fine del programma di riarmo del 2021 la quota di armi moderne nelle Forze Armate sarà del 70-100%“, ha detto Gerasimov a un incontro con gli addetti i militari stranieri assegnati a Mosca. Gerasimov ha detto che l’esercito russo aveva ricevuto 38 missili balistici intercontinentali, 250 velivoli, 280 veicoli blindati e oltre 5000 autoveicoli nel 2014. Il capo dell’esercito ha aggiunto che quattro reggimenti della difesa aerea sono stati riarmati con avanzati sistemi di difesa aerea e due brigate missili con missili balistici Iskander-M. Secondo Gerasimov, la marina russa ha commissionato il sottomarino d’attacco nucleare Jasen della classe Severodvinsk, il sottomarino diesel-elettrico Novorossijsk della classe Varshavjanka, due corvette classe Buyan, così come tre mezzi d’assalto anfibio e una motovedetta.
La Russia attua un ambizioso programma di riarmo da 20 trilioni di rubli (circa 368 miliardi di dollari), che dovrebbe terminare nel 2020. Il programma fa parte della grande riforma militare del 2008, che prevede anche un significativo ridimensionamento delle forze armate, della leva e un aumento dei soldati professionisti.

La Russia potenzia la Difesa
Sputnik 10/12/2014

Stati Uniti, Paesi europei e NATO non sono disposti a garantire che lo scudo missilistico degli Stati Uniti non sarà usato contro la Russia, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale russo.GerasimovI Paesi occidentali cercano di ridurre la potenza della difesa della Russia attraverso la costruzione dello scudo antimissile USA e altre misure, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale russo, Generale Valerij Gerasimov. “Hanno scelto d’espandere lo scudo missilistico globale degli USA come principale contromisura“, ha detto, aggiungendo che il potenziale difensivo di questo sistema “è di molte volte superiore al necessario per contrastare le esistenti e potenziali minacce missilistiche all’Europa“. “Allo stesso tempo, nonostante le nostre numerose proposte, Stati Uniti, Paesi europei e NATO in generale, non sono disposti a garantire che non venga usato contro la Russia“, ha detto Gerasimov. La Russia ha ripetutamente espresso preoccupazione per l’ampliamento dello scudo della difesa antimissile globale degli Stati Uniti, che la NATO sostiene sia volto a contrastare le minacce da Corea democratica e Iran. Le relazioni tra Russia e occidente si sono deteriorate negli ultimi mesi per la crisi ucraina. L’occidente ha accusato Mosca d’interferire negli affari interni ucraini, accusa ripetutamente negata dalla Russia. La NATO, che comprende la maggior parte dei Paesi europei così come Stati Uniti e Canada, ha chiuso ogni collaborazione con la Russia in aprile e potenziato la presenza militare alle frontiere russe. I Paesi occidentali cercano di trasformare l’Ucraina in fonte d’instabilità contro gli interessi geopolitici della Russia e l’integrazione post-sovietica, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale russo. Secondo il Generale Valerij Gerasimov l’occidente “cerca di trasformare l’Ucraina in fonte d’instabilità a lungo termine per danneggiare direttamente gli interessi geopolitici della Russia e l’integrazione dello spazio post-sovietico“. Secondo Gerasimov, l’occidente cerca di dare l’immagine della Russia come “aggressore dell’Ucraina“.
Nel discorso annuale all’Assemblea federale del 4 dicembre, il Presidente Vladimir Putin aveva dichiarato che la Russia ha sempre sostenuto l’Ucraina come “nazione sorella“, e che tale posizione non cambierà.

La NATO giustifica la concentrazione militare presso la Russia con delle ‘favole’
Sputnik 10/12/2014

Il Capo di Stato Maggiore Generale russo ha detto che la NATO inventa “favole” per giustificare le sue attività militari al confine russo.vladimir-putin-valerij-gerasimov-1352500133-228346La NATO inventa “favole” per giustificare le sue attività militari intensificate ai confini russi, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale russo, Generale Valerij Gerasimov. Le “forze aeree, terrestri e navali dell’alleanza hanno intensificato le attività in Polonia, Baltico e Mar Nero“, ha detto. “Le esercitazioni militari giustificate con fiabe sulla ‘minaccia da est’ si sono intensificate“, ha aggiunto. Le relazioni tra Russia e NATO si sono deteriorate con la crisi in Ucraina, mentre l’alleanza accusa Mosca d’ingerenza negli affari interni ucraini, accusa che la Russia ha ripetutamente negato. Dopo la riunificazione della Crimea alla Russia a marzo, la NATO ha rafforzato la presenza militare in Polonia e nelle repubbliche baltiche di Lettonia, Lituania ed Estonia. Ad aprile, l’alleanza ha cessato ogni cooperazione con la Russia, limitando il contatto agli ambasciatori. Mosca ha ripetutamente espresso preoccupazione per l’espansione del blocco in Europa orientale. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha più volte descritto l’espansione della NATO come un errore che mina la stabilità europea. La leadership dei Paesi occidentali è direttamente coinvolta nel rovesciamento dei governi legittimi di numerosi Paesi creando preoccupazione, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale dell’Esercito russo, Generale Valerij Gerasimov. “Quest’anno ci sono stati continui tentativi d’interferenza negli affari interni di numerosi Stati sovrani utilizzando il formato della cosiddetta rivoluzione colorata“, ha detto Gerasimov a un incontro con gli addetti militari di diversi Paesi. Secondo la valutazione del generale russo, “l’interesse pubblico e il coinvolgimento diretto della leadership politica dei principali Paesi occidentali nel rovesciare poteri statali legittimi utilizzando qualsiasi metodo, non può non suscitare una nostra seria preoccupazione“. All’inizio di dicembre, il Presidente Vladimir Putin ha detto nel suo discorso annuale all’Assemblea federale russa che gli Stati Uniti, “direttamente o dietro le quinte” danneggiano sempre le relazioni della Russia con i vicini, aggiungendo che “a volte non è chiaro con cui parlare: alle autorità del Paese o direttamente ai mandanti degli Stati Uniti“.
Il 22 febbraio v’è stato un cambio di governo in Ucraina, la cui legittimità è stata respinta dai residenti delle regioni del sud-est dell’Ucraina. La situazione in Ucraina è esplosa quando Kiev ha lanciato l’operazione militare nel sud-est del Paese. Dall’inizio del conflitto ucraino, gli Stati Uniti hanno sostenuto il nuovo governo di Kiev. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ripetutamente affermato che le autorità statunitensi non contribuiscono a risolvere la crisi ucraina, ma solo ad alimentarla spingendo Kiev verso un ulteriore confronto con le regioni del sud-est.

Ramzan Kadirov: le intelligence occidentali hanno finanziato l’attacco terroristico in Cecenia del 4 dicembre
Fort Russ

2007-9-11-rmamn74111884-copyIl leader della Cecenia Ramzan Kadirov sospetta dei finanziamenti degli organizzatori dell’attacco terroristico a Groznij nel suo post su Instagram: “Io so i nomi di quasi ogni agente di polizia in servizio in Cecenia. Soprattutto dei soldati delle forze speciali. So il loro stato civile. Sono tutti miei fratelli. Pochi giorni fa nel corso della liquidazione di una banda terrorista, 14 miei compagni sono morti. Considero la morte di persone molto vicine, come la morte di miei fratelli. Avevo affermato che le famiglie dovrebbero essere responsabili dei crimini dei loro figli, se non li fermano o non contattano la polizia. Kaljapin protegge i banditi e i loro parenti. In Cecenia sono responsabile dei diritti umani. Né Kaljapin o chiunque altro ha fatto un solo passo per aiutare le famiglie dei soldati morti, mai s’è chiesto quanti bambini sono orfani, se hanno un tetto sulla testa. Le autorità dispongono di informazioni sui finanziamenti delle agenzie d’intelligence occidentali ad Ahmad Umarov e trasferiti ai banditi da un uomo di nome Kaljapin. Si deve sapere se effettivamente costui sia lo stesso Kaljapin. E se confermato, ritenerlo responsabile. Non permetterò a nessuno, con qualsiasi maschera, di sostenere i banditi. Non m’interessa quale passaporto abbia in tasca, e da quale ambasciata sia compensato. Ho la responsabilità di proteggere la sicurezza del popolo e lo farò, a costo di mettere l’intero occidente e i suoi servi a testa in giù!
Il 4 dicembre 2014, un gruppo di sconosciuti su tre veicoli ha attaccato un posto di controllo del traffico a Groznij. I terroristi erano entrati in una tipografia e una scuola. Durante l’operazione d’eliminazione degli estremisti, 14 agenti di sicurezza sono stati uccisi e 28 feriti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Blitzkrieg di al-Qaida: i battaglioni terroristici occidentali puntano alla Russia

Tony Cartalucci Global Research, 1 settembre 2012 – Landdestroyer

La preparazione del terreno per i terroristi di al-Qaida, supportati dall’occidente, nella regione del Caucaso russo. Con gli Stati Uniti che apertamente supportano, armano e letteralmente “tifano” per al-Qaida in Siria, non dovrebbe essere una sorpresa che il loro sostegno alle altre operazioni di al-Qaida si stia ora lentamente svelando. Per decenni, delle brutali campagne terroristiche sono state condotte in Russia dalla fazione di al-Qaida nelle Montagne del Caucaso, che costituisce la spina dorsale dei cosiddetti “ribelli ceceni.”
Mentre un tempo gli Stati Uniti mostravano una finta solidarietà al governo russo, quando combatteva gli affiliati di al-Qaida che effettuavano attacchi attraverso le Montagne del Caucaso, nella regione meridionale della Russia, così come attentati in tutto il paese, tra cui Mosca stessa; la ricerca rivela che gli Stati Uniti hanno sostenuto di nascosto questi terroristi per tutto questo tempo. Proprio come gli Stati Uniti hanno creato, finanziato, armato e diretto al-Qaida nelle montagne dell’Afghanistan, negli anni ’80, ancora oggi finanziano, armano e dirigono al-Qaida dalla Libia alla Siria e alla Russia.

Gli Stati Uniti cercano di minare e sconvolgere l’ordine politico russo
Il Dipartimento di Stato è stato scoperto recentemente interferire pesantemente nella politica russa. Dal finanziamento del cosiddetto osservatorio elettorale “indipendente” Golos, che ha cercato di far cancellare le recenti elezioni, passandole come “truccate”, alle manifestazioni di piazza guidate dai membri dell’opposizione finanziata dagli USA, che sono stati colti letteralmente prendere ordini nell’ambasciata statunitense a Mosca; gli Stati Uniti chiaramente tentano di minare e sequestrare l’attuale ordine politico in Russia. La recente trovata pubblicitaria delle Pussy Riot è stata organizzata dall’opposizione finanziata dagli USA, e pienamente sfruttata da queste organizzazioni, dai loro sponsor stranieri e dai media occidentali. Mentre queste cosiddette opzioni soft-power vengono attuate, un complotto più sinistro è in fase di preparazione, coinvolgendo la rinascita del terrorismo nella regione del Caucaso russo, e che di sicuro filtrerebbe nel resto della Russia. Oggi è stato scoperto che molti dei fronti di propaganda che agiscono come centri di raccolta dei militanti ceceni, erano in realtà sovvenzionati dagli Stati Uniti.

I media aziendali preparano il terreno a un rinnovato terrorismo
Proprio come in Siria, dove i terroristi stranieri sono fallacemente ritratti come locali, giustificati come “combattenti per la libertà e pro-democrazia“, una storia analoga viene stilata per ripulire i terroristi che operano nelle montagne del Caucaso russo. Recentemente Reuters ha pubblicato l’articolo “Brutalità, la rabbia che alimenta la jihad nel Caucaso russo“, dove i lettori vengono bombardati da menzogne riguardo la genesi e la causa di fondo delle violenze nella regione.
Leggendola come una dichiarazione del Dipartimento di Stato USA, ci viene detto che i ceceni sono “afflitti dalla corruzione ufficiale” e vogliono un cambiamento “come quello visto nella rivoluzione egiziana, lo scorso anno.” Reuters non riconosce che “la rivoluzione dello scorso anno” sia divenuta quest’anno la tirannia della Fratellanza musulmana, piegando le libertà civili e imbavagliando le critiche della stampa locale, mentre sostiene le avventure all’estero di Wall Street e Londra.
Come in Siria, dove siamo costantemente rassicurati che la rivoluzione “per lo più” rifiuta l’estremismo settario, che viene giustamente accusato per le violenze, Reuters tenta di affermare che, mentre la violenza in Russia sembra “religiosa”, la maggior parte delle persone rifiutano la Sharia, che verrebbe inevitabilmente imposta da al-Qaida. Allo stesso modo, ci presentano Doku Umarov, che secondo Reutersguida un movimento clandestino per creare un emirato in tutta la regione del Caucaso.” Reuters omette di menzionare che Umarov è indicato dalle Nazioni Unite come affiliato di al-Qaida. Secondo le Nazioni Unite: “Doku Umarov è direttamente coinvolto nell’organizzazione di una serie di gravi atti di terrorismo: la cattura di aree residenziali nei distretti di Vedenski e Urus-Martanovski nella Repubblica cecena della Federazione russa (agosto 2002), il rapimento di personale presso l’Ufficio del Pubblico Ministero della Repubblica Cecena (dicembre 2002), e gli attentati dell’edificio che ospita il Dipartimento del Servizio federale di sicurezza russo della Repubblica di Inguscezia, nella città di Magas, e a due convogli ferroviari a Kislovodsk (settembre 2003). E’ stato uno dei principali organizzatori del raid dei militanti in Inguscezia, il 22 giugno 2004, della sortita di Groznij il 21 agosto 2004, della presa di ostaggi di Beslan dell’1-3 settembre 2004, e degli attentati terroristici alle stazioni della metropolitana a Mosca, il 29 marzo 2010.
Umarov, e i terroristi sotto il suo comando, guidano la cosiddetta Jihad, secondo la Reuters, che tenta di ripulire e sostenere dei terroristi inequivocabilmente legati ad al-Qaida, e che in nessun modo sono “combattenti per la libertà”, e la cui causa e modalità in alcun modo sono giustificabili.

Foto: “Bin Ladin della Russia,” Doku Umarov guida squadroni della morte terroristici in Cecenia dagli anni  ’90 al 2011, quando le Nazioni Unite alla fine lo hanno classificato come terrorista affiliato ad al-Qaida. A un certo punto, anche Umarov si è dichiarato “Emiro del Caucaso del Nord russo.” Il suo centro di propaganda, il Centro Kavkaz, è finanziato dal Dipartimento di Stato USA, così come molti fronti di supporto tra cui il National Endowment for Democracy, che finanzia la Società per l’amicizia russo-cecena. Il primo supporta attualmente gli sforzi degli Stati Uniti per rovesciare il governo siriano. Quest’ultima organizzazione attualmente sostiene il recente  stratagemma propagandistico del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti delle Pussy Riot.

Reuters non ammette che la fede musulmana della Cecenia sia stata deviata dalle pratiche tradizionali dal perverso insegnamento saudita diffuso dalle madrase, sia dall’estero che nelle montagne del Caucaso, nel corso degli ultimi 20 anni. Casualmente, l’Arabia Saudita aveva creato, con uno sforzo congiunto con gli Stati Uniti, al-Qaida, nel corso degli ultimi 30 anni. Si tratta di giovani che passando attraverso queste madrase, imparano tale perversa revisione dell’Islam, alimentando le fila della legione straniera dell’Occidente, al-Qaida.
Reuters sostiene che gli sforzi dell’ex-presidente russo Dmitrij Medvedev per ricostruire la regione e far rilassare le misure messe in atto per frenare l’estremismo settario, sono stati ampiamente lodati.  Le violenze recentemente divampate nella regione del Caucaso, sono spiegate da Reuters come il risultato del ritorno di Vladimir Putin alla presidenza russa, e in particolare dalla “frantumazione di ogni dissenso” al presidente ceceno Ramzan Kadyrov. Tuttavia, questa scusa sulfurea ignora il fatto che Kadyrov sia, in realtà, il presidente messo in carica nel corso del termine “progressista” di Medvedev, e presuppone che i lettori credano semplicisticamente che il presidente Putin, in carica da 4 mesi, abbia avuto abbastanza tempo per mutare così drasticamente il panorama politico della Cecenia, spingendo la gente a prendere le armi e le cinture da kamikaze.
La Reuters tenta di vendere l’idea che i militanti armati si stiano sollevando contro il governo, e l’idea che tenta di lasciare ai lettori è che le persone si rivolgono al terrorismo per l’assenza di un’alternativa migliore. Paradossalmente, scrive Reuters nello stesso articolo, questi terroristi prendono anche di mira le locali sette musulmane, perché, sostiene Reuters, sono “sostenute dallo stato.” In realtà, questa militanza guidata da al-Qaida sta cercando di ritagliarsi l’intera regione del Caucaso, dove indottrinare o uccidere gli abitanti del luogo, in sostanza una forma di imperialismo saudita-statunitense che supporta qualsiasi accusa dei ribelli alla Russia.

L’unione tra Dipartimento di Stato degli USA, l’opposizione finanziata da statunitensi e sauditi, e i terroristi armati
In realtà, l’Occidente si oppone al ritorno in carica del Presidente Putin. L’Occidente è anche contrario a dargli la stabilità per fare uscire la Russia socialmente, economicamente e geopoliticamente fuori dal consenso di Wall Street-Londra. Pertanto, hanno stabilito che elementi stranieri armati e la diretta militanza mercenaria, una spiegazione molto più realistica per l’improvviso aumento delle violenze, saranno utilizzati per garantirsi che il controllo del Presidente Putin sulla nazione sia invece destabilizzata. Lo strumento scelto, come è stato negli anni ’80 in Afghanistan, sono i terroristi finanziati dagli statunitensi e dai sauditi, indottrinati dall’estremismo settario, armati fino ai denti e scatenati a diffondere regressione e distruzione contro tutti i bersagli della politica estera occidentale.
Mentre i gruppi di opposizione appoggiati dagli USA tentano di gettare le basi per demonizzare il Presidente Putin e l’attuale ordine politico russo a Mosca, Washington sta lavorando diligentemente per sollevare la minaccia militante affinché possa sconvolgere l’apparato di sicurezza della Russia, s assai similmente al modo descritto dai responsabili politici statunitensi del Brookings Institution, nella relazione Quale via per la Persia?, riguardante l’Iran. Infliggere alla Russia una considerevole minaccia militante entro i suoi confini, ottunderebbe anche la capacità della Russia di contrastare altrove le campagne egemoniche dell’Occidente, come in Siria, contro l’Iran e in tutta l’Asia centrale. Idealmente, collegando l’insorgenza sostenuta dagli USA ai manifestanti a Mosca, e dipingendola come una unica “rivolta politica”, come ha fatto in Siria, sarebbe l’obiettivo finale, aprendo la porta a più ampie operazioni segrete, da effettuarsi in tutto il territorio nazionale, nonché  motivare sanzioni e altre misure punitive da adottare.
Il trucco dei propagandisti professionisti di Reuters, CNN, BBC e altri, è legare in modo stabile i fantocci del Dipartimento di Stato USA a Mosca con la militanza in Cecenia. Adottandone lo stesso linguaggio e la presunta causa di lotta alla “corruzione” e all'”oppressione”, già i media cercano di intrecciare entrambi i movimenti, anche se essi non sono in alcun modo collegati, tranne che per il loro sostegno straniero.

Aprire la via alle orde: dalla Libia alla montagne del Caucaso
La creazione di un fronte unito contro l’Iran è l’obiettivo immediato della primavera araba. Ha lasciato il mondo arabo in disordine e ha addirittura rovesciato governi nazionalisti, sostituendoli con degli eclettici fantocci occidentali. Tunisia, Libia ed Egitto sono gestiti da diretti delegati della politica estera degli Stati Uniti, mentre la Siria, il Libano e l’Iran combattono terroristi stranieri, aiutati dagli emergenti governi estremisti settari della regione.

Foto: AQIM dal nord del Mali, LIFG dalla Libia, Fratelli Musulmani in Egitto, con il supporto da Arabia Saudita, Israele, Qatar, Turchia e altri, convergono verso la Siria (in nero), e poi l’Iran. Qualora la Siria o l’Iran, o entrambi, cedano alle brigate terroristiche filo-occidentali, e se l’Occidente riuscisse a utilizzare i curdi in Turchia e nel nord dell’Iraq, per creare un percorso (in rosso), verrà aperta la strada tra le montagne del Caucaso verso la recalcitrante Russia e su Mosca stessa. Le nazioni che si trovano sul percorso di questa orda, comprese la Turchia e la Georgia, rischiano di essere colpite o coinvolte in prolungati e costosi conflitti. Altre nazioni che rischiano molto dal terrorismo sostenuto dall’Occidente, includono l’Algeria, il Pakistan e la Cina.

La Libia è diventata un rifugio sicuro per al-Qaida, un accampamento terroristico dalle dimensioni di una nazione, che incanala armi della NATO, contanti e combattenti addestrati verso i confini dei nemici dell’Occidente. La Siria si trova ad affrontare essenzialmente un’invasione militare guidata da terroristi libici, aiutati dalla NATO, in particolare dalla Turchia, e dal Gulf Cooperation Council (GCC), in particolare dall’Arabia Saudita e dal Qatar.
Se la Siria o l’Iran, o entrambi collassano, e l’Occidente riesce a ritagliarsi una regione curda per i militanti armati fedeli alla sua causa, i militanti di tutto il mondo arabo potrebbero essere addestrati dal Mali e dalla Libia, dalla Siria e dal Kurdistan, con armi e materiali da tutto il mondo, tutti controllati e diretti alle montagne del Caucaso e in Russia. La Turchia, naturalmente, sarebbe la grande perdente, venendo privata di una parte del proprio territorio, aggiunto al Kurdistan come parte della via; una mossa azzardata del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, che al tempo stesso è consapevole e maliziosamente indifferente ai presunti vantaggi nel proprio avanzamento nell’élite di Wall Street-Londra, a detrimento collettivo della Turchia e del suo futuro.
Mentre sembra improbabile che una tale mossa possa essere concepita e tanto meno eseguita, va ricordato che la primavera araba e la successiva violenta sovversione della Siria furono progettate fin dal 2007-2008, con la conseguenza indiretta di minare l’Iran, come ultimo obiettivo. Che tutto ciò sia parte di una grandiosa strategia nata dalle macchinazioni del lontano 1991, orchestrata dai responsabili politici degli Stati Uniti, che paragonano la geopolitica e la mappa del mondo ad una “Grande Scacchiera”, è abbastanza facile da comprendere.
Non c’è modo migliore per controllare le vaste risorse, la geografia e le popolazioni dell’Eurasia e oltre, assicurandosi ogni cosa dal Nord Africa, dal Medio Oriente e dall’Eurasia, che utilizzare dei fanatici medievali, ignoranti, indottrinati e guidati da co-cospiratori doppiogiochisti che operano d’accordo con le multinazionali-finanziarie occidentali, mantenendo le proprie popolazioni nella paura e nell’ignoranza, e contemporaneamente diffondendo al-Qaida in tutto il mondo in via di sviluppo, permettendo all’Occidente di imporre drastiche misure repressive interne, soffocando la vera indipendenza politica ed economica e l’auto-determinazione delle proprie popolazioni.
Il risultato è l’egemonia globale incontrastata, sia in patria che all’estero, su una popolazione mondiale sottoposta alle macchinazioni e ai capricci di una dittatura scientifica radicata nell’eugenetica hitleriana e nell’ideologia malthusiana.

Copyright © Tony Cartalucci, Global Research, 2012

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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