L’India promuove un’atmosfera amichevole verso la Cina

La recente politica indiana sul Dalai mostra buona volontà
Yang Sheng, Global Times, 17/4/2018I legami sino-indiani riprendono grazie al prossimo vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) in Cina, secondo gli esperti, che avvertivano che se l’India vuole maggiore collaborazione con la Cina, dovrà mostrare maggiore sincerità nel rafforzare la fiducia reciproca. “L’India ha fatto alcune mosse per riprendere i legami con la Cina, come il divieto dell’attività del Dalai Lama a Nuova Delhi il mese scorso: l’India vuole promuovere un’atmosfera amichevole prima del vertice della SCO“, dichiarava Hu Zhiyong, ricercatore dell’Istituto per le relazioni internazionali dell’Accademia delle scienze sociali. Il vertice SCO di quest’anno si terrà a Qingdao, nella provincia dello Shandong, a giugno. L’India aderì alla SCO l’anno scorso. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Hua Chunying dichiarava: “Quest’anno, sotto la guida dei leader dei due Paesi, le relazioni tra Cina e India hanno avuto uno slancio positivo con scambi ravvicinati e nuova cooperazione a vari livelli”. Yang Jiechi, dell’Ufficio Politico del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) e direttore della Commissione per gli Affari Esteri del Comitato Centrale del PCC, aveva colloqui col Consigliere per la Sicurezza Nazionale Ajit Doval. I due Paesi avevano anche il quinto incontro del Dialogo economico strategico Cina-India a Pechino. Le parti avevano anche riunioni sulla questione del confine e dei meccanismi del traffico fluviale transfrontaliero, affermava Hua. La Ministra degli Esteri indiana Sushma Swaraj visiterà presto la Cina ed avrà colloqui bilaterali con l’omologo cinese Wang Yi. La Ministra della Difesa dell’India Nirmala Sitharaman, visiterà la Cina la prossima settimana incontrando la controparte, secondo l’Hindustan Times.
Il mese scorso New Delhi ordinava ai funzionari indiani di evitare le attività organizzate dal gruppo del Dalai Lama, a cui vietava una manifestazione a New Delhi. L’atteggiamento dell’India su tale problema è molto diverso dall’anno scorso, secondo Lin Minwang, professore del Centro per gli Studi dell’Asia meridionale dell’Università di Fudan. “Questo è il risultato della politica cinese formata sia da dura lotta che da sincera cooperazione con l’India“. Quando Pechino protestò per le attività del Dalai Lama in India, l’anno scorso, New Delhi parlò d'”interferenza negli affari interni dell’India”. Quindi New Delhi apparentemente cambia politica verso la Cina, osservava Lin. “Se i rapporti sino-indiani rimangono tesi o ostili come l’anno scorso, sarà imbarazzante per i loro leader incontrarsi a Qingdao, e l’incontro bilaterale col leader cinese non ci sarà, quindi New Delhi deve riprendere i legami con la Cina e mostrare sincerità“, affermava Hu.

Attendendo
Tuttavia, gli esperti cinesi restano cauti sul miglioramento dei rapporti bilaterali. Secondo Lin: “Non sappiamo se la politica dell’India nei confronti della Cina abbia un cambiamento strategico a lungo termine o sia una mossa tattica temporanea“. Alla quinta riunione del Dialogo economico strategico Cina-India a Pechino, l’India chiese l’aiuto della Cina per accelerare il corridoio ferroviario Bangalore-Chennai, secondo il quotidiano indiano Economic Time. “L’India collabora col Giappone su progetti ferroviari, ma li consideriamo rischiosi, poiché l’India ha imposto richieste eccessive al Giappone, aggiungendo che il costo per aggiornarne il sistema ferroviario è enorme, quindi la Cina rimarrà cauta, e senza ampia fiducia e distensione politica sul confine, è improbabile che ci sia maggiore cooperazione“, affermava Hu.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Il Giappone trova un deposito “semi-infinito” di terre rare, abbastanza da rifornire il mondo per secoli

National Post 13 aprile 2018Il deposito nel fondale marino a quasi 6000 metri di profondità potrebbe essere una volta. Un’isola nell’arcipelago Ogasawara al largo del Giappone, si trova nell’area in cui sono stati trovati i depositi.
Il fondale marino al largo delle coste del Giappone contiene abbastanza metalli da terre rare da rifornire il mondo per secoli, rivela un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports, secondo cui il deposito, nella zona economica esclusiva giapponese, contiene 16 milioni di tonnellate di ossidi di terre rare, sufficienti a soddisfare la domanda di ittrio per 780 anni, europio per 620 anni, terbio per 420 anni e disprosio per 730 anni. Il deposito “può fornire questi metalli quasi per sempre al mondo“, dice lo studio. Gli elementi delle terre rare sono ampiamente utilizzati nella tecnologia per smartphone, auto elettriche e ibride, batterie ricaricabili e display. La scoperta potrebbe essere una svolta per il principale produttore di elettronica giapponese, in balia del maggiore fornitore al mondo della Cina. Nel 2010, la Cina ridusse le quote di esportazione di minerali di terre rare del 40% e i prezzi salirono alle stelle. Le quote furono successivamente ritirate dopo la presentazione di denunce all’Organizzazione mondiale del commercio.
I minerali, trovati a quasi 6000 metri di profondità nel mare vicino la lontana isola di Minamitori, 1800 chilometri a sud-est di Tokyo, non sono facili da raggiungere. Ma il team di scienziati afferma che il costo dell’estrazione può essere ridotto elaborando il fango del fondale marino usando ciò che chiamano idrociclone separatore. “Data l’enorme quantità di risorse, l’alto grado (in particolare Y e HREE) e l’efficacia della semplice separazione granulometrica con l’idrociclone, riteniamo che il fango ricco di REY abbia grande potenziale come deposito dei minerali più cruciali per la società moderna“, scrivono gli autori dello studio. Secondo i ricercatori furono condotti ulteriori studi sullo sviluppo delle risorse e le valutazioni economiche della collaborazione tra industria, mondo accademico e governo giapponese.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Russia e India verso un’importante svolta commerciale

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 15.04.2018Russia ed India sono partner di lunga data con una ricca storia di cooperazione reciprocamente vantaggiosa. I due Paesi hanno un grande potenziale commerciale. Tuttavia, commercio e cooperazione economica russo-indiani non possono ancora essere definiti molto attivi. Questa situazione non è accettabile ed ora Russia ed India lavorano per sviluppare le relazioni economiche. Per molti anni i due Paesi hanno collaborato in settori cruciali come Industria della Difesa, energia nucleare e tecnologie spaziali. Tuttavia, gli scambi sono ancora relativamente piccoli. Inoltre, negli ultimi anni, il volume degli scambi ha iniziato a diminuire, costringendo la leadership di Russia e India a prestare particolare attenzione al problema. Grazie agli sforzi congiunti nel 2017, una crescita costante è finalmente iniziata. Nel periodo gennaio-novembre 2017, il commercio russo-indiano superava gli 8 miliardi di dollari, oltre il 21% in più degli scambi dello stesso periodo del 2016. Anche il 2018 è iniziato con successo: gli scambi nel gennaio 2018 superavano gli indicatori simili del 2017 del 55 percento. Si prevede che la crescita continui e che nel 2018 il commercio russo-indiano superi i 10 miliardi di dollari. Tuttavia, secondo gli esperti russi e indiani, queste cifre potrebbero essere molto più alte se il potenziale commerciale russo-indiano fosse pienamente realizzato. Nel marzo 2018, i media riferivano dell’incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico russo Maksim Oreshkin e il Ministro del Commercio e dell’Industria indiano Suresh Prabhu. Durante i colloqui, i ministri discussero dei vari ostacoli alla cooperazione economica tra Russia e India. Tali ostacoli furono riscontrati nella sfera finanziaria, nella legislazione doganale e in vari altri settori. Di conseguenza, fu adottato un piano per rimuoverli; col successo dell’attuazione del piano, il commercio russo-indiano potrebbe raggiungere i 30 miliardi di dollari entro il 2025.
Un altro passo importante nello sviluppo delle relazioni commerciali tra Russia e India potrebbe essere la creazione di una zona di libero scambio tra India ed Unione economica eurasiatica (UEE), in cui la Russia svolge un ruolo di primo piano. Nel gennaio 2018 si svolsero consultazioni preliminari tra i rappresentanti dell’UEE e la leadership indiana a Nuova Delhi. Si prevede che entro la fine del 2018 le parti procederanno a negoziati a tutti gli effetti. Mentre la cooperazione su vasta scala su vari beni e servizi tra Russia e India va ancora raggiunta, da tempo è ad alto livello in settori come la tecnologia militare. L’India è da tempo un importante acquirente di equipaggiamento militare russo. Il progetto missilistico russo-indiano BrahMos è un successo. Tra le ultime notizie sulla cooperazione tecnico-militare tra i due Paesi, va notato il desiderio dell’India di acquisire sistemi di difesa aerea russi S-400 Triumf. Si prevede che il contratto sarà firmato entro la fine del 2018. L’India è anche interessata alle tecnologie russe per scopi pacifici. Ad esempio, nel febbraio 2018 fu firmato un memorandum per la cooperazione tra United Shipbuilding Corporation (USC, RF) e la più grande società di costruzioni navali indiane, la Cochin Shipyard Limited. Conformemente al documento, le parti intendono progettare e costruire insieme navi moderne per la navigazione interna e costiera. L’elenco delle navi che le compagnie russe e indiane costruiranno congiuntamente comprende petroliere, navi da carico secco, navi passeggeri e hovercraft. Inoltre, l’USC prenderà parte alla costruzione di infrastrutture per le costruzioni e riparazioni navali nello stato indiano dell’Andhra Pradesh. Inoltre, Russia e India considerano molti altri progetti congiunti relativi ad industria petrolifera, aeronautica, elettronica, farmaceutica e informatica. Una task force sui progetti d’investimento prioritari, creata dalla commissione intergovernativa russo-indiana diversi anni fa, ne discute. La riunione programmata del gruppo si tenne nel settembre 2017. Tra le questioni discusse c’era l’imminente apertura del Centro per la formazione di specialisti nei settori dell’energia e dell’ingegneria pesante, che inizierà i lavori in India nel 2018. La creazione del centro è il risultato del lavoro congiunto tra associazione scientifica e produttiva russa TsNIITMASH e società indiana Heavy Engineering Corporation Ltd. Oltre alla task force per i progetti d’investimento, ci sono anche task force russo-indiani per scienza e tecnologia, prodotti farmaceutici, turismo e cultura, energia, promozione dei pagamenti in valute nazionali e così via.
Nonostante il lavoro dei funzionari, il miglioramento della legislazione e l’impegno degli ambienti economici, il principale problema che ostacola il commercio russo-indiano è il fattore geografico. Russia e India non confinano e tra esse si trovano le distese di Cina ed Asia centrale. La maggior parte (oltre l’80%) del traffico tra i due Paesi avviene lungo la rotta marittima da San Pietroburgo che attraversa il Canale di Suez. È una rotta lunga e difficile che difficilmente permetterà il pieno potenziale commerciale russo-indiano, indipendentemente dalle condizioni favorevoli che i due Paesi creano. Pertanto, un importante passo verso la cooperazione commerciale su vasta scala tra India e Russia include l’istituzione di un corridoio per il trasporto internazionale (ITC) chiamato “Nord-Sud”, sul quale operano Federazione Russa, India, Iran e Azerbaigian. Il progetto ITC prevede la creazione di una vasta rete di strade e ferrovie che collega Russia e Iran. Un ramo va dalla Russia all’Iran attraverso l’Azerbaijan; l’altro termina nel Mar Caspio, nel porto di Astrakhan. Lì, il carico passa al trasporto marittimo seguendo le coste iraniane e quindi continuando su ferrovia. Il terzo ramo passa da Kazakistan, Uzbekistan e Turkmenistan. Passando per l’Iran, queste strade dovrebbero finire sulle rive del Golfo Persico, nel porto di Bandar Abbas, da dove possono raggiungere il più grande porto indiano, Mumbai. Pertanto, l’ITC “Nord-Sud” dovrebbe ridurre al minimo il segmento marittimo della rotta tra Russia e India. Il lavoro sul progetto è già al primo decennio; l’interesse per l’ITC si attenuò e poi riapparve. Ma alla fine, negli ultimi anni, i Paesi partecipanti intensificano gli sforzi e il progetto “Nord-Sud” inizia rapidamente ad avvicinarsi alla realizzazione. Va completandosi il ramo più conveniente dell’ITC dal punto di vista logistico, che attraversa l’Azerbaigian. Dopo il completamento dei restanti 180 km di ferrovia tra Iran e Azerbaigian, sarà istituito un servizio ferroviario diretto tra questi Paesi e la Russia. Ciò significa che le comunicazioni tra Russia e India aumenteranno significativamente.
Si può concludere che Russia e India lavorano seriamente sullo sviluppo della cooperazione economica. Dato l’enorme potenziale per entrambi i Paesi, ci si può aspettare che i lavori portino presto risultati molto tangibili.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una potente Marina Militare consolida la Cina

Global Times 13/4/2018Il 12 aprile, il Presidente Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e Presidente della Commissione Militare Centrale, faceva importanti osservazioni durante la parata navale svoltasi nel Mar Cinese Meridionale. L’evento era la più grande parata militare navale nella storia della Repubblica Popolare Cinese, mostrando il progresso della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare col gruppo di battaglia della portaerei Liaoning e i sottomarini nucleari di nuova generazione. La capacità della Cina di difendere la pace mondiale e regionale ha raggiunto un’altra pietra miliare. Durante il discorso, Xi osservava che la missione per costruire una forte Marina non è mai stata più urgente. Questo è cruciale da evidenziare nell’ambiente internazionale di oggi e il tono da un forte senso alla missione. Xi esprimeva in diversi rapporti chiave che la Cina è più vicina che mai a raggiungere la grande modernizzazione della nazione cinese. Tuttavia, la storia ci ricorda che più ci avviciniamo a un obiettivo glorioso, più aumentano pressione e rischio. Costruire una forte Marina, così come la Difesa Nazionale, non è mai stato più significativo per la Cina. Dopo 40 anni di riforma e apertura, la Cina è diventata la seconda economia del mondo. In questo processo, la Cina ha ulteriormente avanzato l’inarrestabile potenziale economico. Tuttavia, lo status della Cina, accompagnato da incredibili progressi, attrae sia atti di amicizia che ostili. Pertanto, il recupero nella Difesa Nazionale è necessario per una crescita equilibrata. Per qualsiasi grande nazione, un forte sviluppo economico senza sforzi equilibrati nella Difesa Nazionale è una combinazione pericolosa. Ciò potrebbe dare ad altre potenze idea e tentazione di sottomettere la Cina con metodi non economici.
La Marina di un Paese è considerata la forza che esercita maggior pressione, pur essendo la più attiva nelle Forze Armate moderne. Tra tutte le forze militari di un Paese, la Marina di solito è in prima linea nei momenti cruciali. La tecnologia delle forze navali è complessa e costosa, rappresentando la forza più evoluta del Paese. Forze Navali forti appartengono solo a un Paese potente, riflettendo la potenza e indicando propri futuro e destino. Lo sviluppo regolare della Marina cinese è costante e forte. Con la parata militare del Mar Cinese Meridionale, i cinesi possono vedere che parte della forza economica della Cina si converte rapidamente in forza militare. Possiamo anche prevedere che la capacità della Cina di convertire i propri punti di forza sarà maggiore in futuro. La logica del mantenimento della pace è diversa tra Paesi grandi, medi e piccoli. La Cina deve oggettivamente comprendere la situazione della sicurezza che affrontiamo e costruire l’Esercito di Liberazione Popolare (PLA) per dimostrare di poter proiettare potenza e concentrasi sul mantenimento della pace. Questo è un compito urgente che richiede una corsa contro il tempo. La Cina deve ignorare il rumore della teoria della “minaccia militare cinese” di certi Paesi occidentali. La teoria è un travisamento del ruolo della Cina come seconda economia del mondo e del suo ruolo nel garantire la pace globale. La teoria è anche una discriminazione contro lo status della Cina grande potenza mondiale.
Per costruire una Flotta di alto livello, la Cina ha una lunga strada da percorrere. Per comprendere le enormi sfide che affronta nella costruzione di una flotta oceanica, va visto come gli altri Paesi controllano porti e centri di rifornimento marittimi dall’estero per la Cina. Inoltre, la Marina cinese deve accumulare una vasta esperienza per divenire strumento efficace di deterrenza della Cina. Ci sono due questioni strategiche fondamentali per la Cina: come mostrare la nostra determinazione nel difendere l’interesse nazionale con la tesi della “crescita pacifica della Cina”? Come comunicare le nostre simultanee dedizione alla pace e risoluzione nel combattere l’aggressione? Molte navi dell’era della Seconda Guerra Mondiale sono ancora in servizio presso altre Marine nel mondo, eppure più della metà delle navi che partecipano a questa parata è entrata in servizio intorno al 18° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese. La Marina cinese si è rapidamente sviluppata e riteniamo che continuerà a farlo fin quando non raggiungerà la maturità. La Cina sarà più sicura e il mondo più pacifico quanto la Marina cinese solcherà gli oceani.

La più grande parata militare marittima della Cina col gruppo di battaglia della portaerei
Liu Xin e Zhang Hui, Global Times, 12/4/2018

La Commissione Militare Centrale cinese svolgeva il 12 aprile la più grande parata militare marittima mai realizzata nel Mar Cinese Meridionale, che per la prima volta vedeva il gruppo d’attacco della portaerei e le armi più avanzate dell’Esercito di liberazione popolare cinese (PLA). Il Presidente Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) e Presidente della Commissione Militare Centrale esaminava le navi da guerra e parlava ai marinai, secondo il quotidiano del PLA. Xi ha detto che la necessità di costruire una forte flotta “non è mai stata più urgente che non oggi” e chiesto sforzi per costruire una flotta di prima classe mondiale, secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua.
48 navi da guerra, 76 aeromobili e oltre 10000 marinai e soldati hanno preso parte alla parata salutata come “la più grande parata militare marittima dalla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949 ed eroica esibizione della Marina del PLA della nuova era“, riferiva il quotidiano del PLA. “Era la prima parata militare marittima tenuta nel Mar Cinese Meridionale aperta al pubblico. La portaerei cinese Liaoning vi partecipava per la prima volta. Tutti i sistemi di combattimento della Marina del PLA e 10 aeromobili aderivano alla parata. Le navi da guerra più avanzate, tra cui Liaoning, cacciatorpediniere Tipo 052D e Tipo 052C, nave d’assalto anfibio Tipo 071 e sottomarino Tipo 093 vi presero parte”, affermava Song Zhongping, esperto militare e commentatore televisivo. La parata mostrava il gruppo della portaerei del PLA e la sua avanzata operatività in alto mare, affermava Song, aggiungendo che una potente Marina per la Cina significa che il PLA non ha paura della guerra e può vincere qualsiasi battaglia. “La forza della Cina nel proteggere i propri interessi marittimi nazionali è cresciuta, la parata sarà anche deterrente all’egemonia marittima, facendo riflettere gli avversari due volte prima di tentare di danneggiare gli interessi nazionali della Cina“, dichiarava Song, aggiungendo che la parata era anche un’istruzione su difesa nazionale e patriottismo. La China Central Television (CCTV) riferiva che i cacciatorpediniere della parata navigavano per lo stretto di Taiwan conducendo esercitazioni. La Fujian Maritime Safety Administration cinese annunciava che le esercitazioni in diretta saranno condotte nello stretto di Taiwan il 18 aprile.Mossa strategica
Svolgere la parata nel Mar Cinese Meridionale era una mossa strategica poiché le acque sono potenziale zona di combattimento, affermava Li Jie, esperto navale di Pechino. Notava che la portaerei statunitense USS Theodore Roosevelt operava nel Mar Cinese Meridionale il 10 aprile. I video su CCTV mostravano soldati e marinai in tenuta da combattimento, il che indicava che la sfilata era anche una vera esercitazione al combattimento, secondo Li. Rafforzare l’operatività della Marina del PLA nel Mar Cinese Meridionale è una strategia importante, affermava un esperto militare. Nonostante gli sforzi congiunti di Cina e Paesi del Sudest asiatico per alleviare i problemi del Mar Cinese Meridionale, certi Paesi occidentali continuano a provocare la sovranità della Cina nell’area, affermava. Certi Paesi, vere minacce alla sicurezza regionale, potrebbero accusare il PLA di “mostrare muscoli” o “militarizzare il Mar Cinese Meridionale”, affermava Song, aggiungendo che non hanno il diritto di fare commenti irresponsabili sugli sforzi della Cina per proteggere i propri interessi nazionali. Un’altra fonte militare affermava che gli Stati Uniti hanno giocato a lungo la carta del Mar Cinese Meridionale, ma presto vi perderanno peso. Nessuno può impedire alla Cina di rivendicare diritti ragionevoli e legali con una crescente forza, dichiarava la fonte.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il governo di guerra russo

John Helmer, Mosca, 9 aprile 2018Padre Politica, come Madre Natura, aborre il vuoto. E così, anche prima che il Tesoro degli Stati Uniti annunciasse le ultime sanzioni contro individui e compagnie russi per “attività malvagie nel mondo”, il Presidente Vladimir Putin preparava un governo secondo il principio dell’organizzazione dello Stato Maggiore per combattere una guerra su tutti i fronti, senza la possibilità di negoziare con il nemico. L’impatto delle sanzioni statunitensi, insieme alla campagna del governo inglese del caso Skripal, e l’azione sul fronte siriano che s’intensifica, rafforzava ciò che era già deciso al Cremlino. Il nuovo governo sarà un gabinetto di guerra. Nel linguaggio russo, Stavka. Per gli stranieri, il nuovo gabinetto di guerra di Putin assomiglierà allo Stavka creato da Josif Stalin in seguito all’invasione tedesca del 22 giugno 1941. In effetti, lo Stavka era un’improvvisazione nel diciannovesimo secolo del comando russo. Fu la risposta dei comandi militari e di sicurezza, e dei servizi d’intelligence, quando il capo di Stato dimostra di sbagliarsi, vacillare o indecisione nel difendersi dall’aggressione straniera che mira a decapitare la leadership russa, liquidarne la difesa e distruggerne l’economia. Per dettagli, cliccare qui.
Le immagini pubblicate dal Cremlino rivelano che Putin ha deciso, insieme a Ministero della Difesa, Stato Maggiore Generale, capi dei servizi di sicurezza e del complesso militare-industriale russo, di cambiare i primi ministri. Ciò significa ricandidatura del sindaco di Mosca Sergej Sobjanin. Putin annuncerà il nuovo governo dopo l’inaugurazione ufficiale, prevista ufficialmente il 7 maggio. Sobjanin, che compirà 60 anni a giugno, fu scelto da Putin come suo capo di gabinetto al Cremlino nel 2005-2008. Quando Putin divenne Primo ministro nel maggio 2008, Sobjanin lo seguì divenendo capo dello staff governativo. Divenne sindaco di Mosca sostituendo il candidato presidenziale Jurij Luzhkov, il 21 ottobre 2010. Sobjanin è l’intermediario di Putin con i comandanti militari e della sicurezza russi che considerano capitolardo Medvedev perdendo fiducia nella capacità del Cremlino di resistere all’escalation dell’aggressione anglostatunitense. Invece di Medvedev, avrebbero preferito Sergej Shojgu, Ministro della Difesa, o Dmitrij Rogozin, Viceprimo Ministro incaricato del complesso militare-industriale. Entrambi si consideravano candidati presidenziali indipendenti, minacciando con la propria supremazia. Sobjanin è un uomo dello staff, reputa Putin, non di più.
Quando il primo pettegolezzo serio cominciò a circolare lo scorso ottobre sulla promozione, Sobjanin disse a un giornalista di Mosca: “Probabilmente sa molto bene che se ci sono tali voci, significa che è probabile quasi al 100% che non accadrà“. Disse a un altro reporter: “Ho lavorato nell’amministrazione presidenziale e nell’ufficio governativo. Penso che sia un lavoro duro e ingrato. Pertanto, se è possibile, la carica di primo ministro non fa per me. Dico sempre a tutti: mi trovo a mio agio lavorando a Mosca. Credo che questa carica di sindaco sia un lavoro da uomo vero. È possibile implementare progetti interessanti“. C’erano abbastanza doverose definizioni in queste osservazioni da sospendere il pettegolezzo senza ridurne la ragione. L’intensificazione della guerra anglo-statunitense dopo le elezioni presidenziali del 18 marzo ne ha rafforzato la ragione; inoltre si riduceva la resistenza di Putin a sostituire Medvedev. “Sì a un’economia di guerra“, dice un veterano del Ministero delle Finanze della Russia. “È il regime in cui il Paese può rivelare il vero potenziale e diventare creativo. Qui, la pace ha significato ristagno. In un’economia di guerra, le persone contano finché svolgono correttamente i propri compiti. Inoltre, non ci dovrebbero essere fazioni nel governo, quindi dev’essere un gruppo di persone che non cerca di danneggiare il prossimo”. La fonte avvertiva che nella situazione attuale della Russia, l’approccio preferito di Putin è impossibile: “la scelta tra le fazioni non produrrebbe il risultato richiesto“. “In particolare, non dovrebbe esserci un primo ministro. C’è chiaramente una squadra presidenziale, quindi un primo ministro è superfluo. Tutti questi giochi per tenere un premier “tecnico” affidandogli un lavoro inefficiente non sono più necessari. O vinciamo la guerra o la perdiamo. Quando il leader ha un alto supporto, è responsabile di tutto“. La fonte prevede che ci saranno meno posti nel nuovo governo, consolidando le funzioni ed ottimizzandone le operazioni. Il nuovo Ministro dell’Economia, secondo la fonte, potrebbe combinare il portafoglio dell’Industria, promuovendo Denis Manturov, la cui carriera iniziò nell’industria aerospaziale militare russa; è Ministro dell’Industria e del Commercio dal 2012. La fonte dice che i candidati per il Ministero delle Finanze e la Banca centrale “potrebbero essere chiunque. Ad esempio Tatijana Golikova. Questi posti avranno meno importanza in ogni caso“. Golikova dirige l’organismo di controllo della spesa statale, la Camera dei conti, dal 2013; prima fu Ministra della Sanità dal 2007 al 2012. È la moglie del Ministro dell’Industria dell’era Eltsin, Victor Khristenko.
L’approccio allo Stavka è sostenuto da diverse fonti, anche se non lo dicono agli amici non russi, e il nome di Sobjanin non viene menzionato. La riconferma di Medvedev, apparso due mesi fa come probabile risultato del rimpasto del governo di Putin, è ora impossibile. L’approccio allo Stavka significa anche rimozione dal personale attivo e da ruoli di comando di coloro che dipendono dal supporto di Medvedev, avendo contribuito alle sue campagne presidenziali e conservato l’opzione della successione al Cremlino a condizioni da negoziare con Washington, Londra, Bruxelles e Berlino. Tra costoro Igor Shuvalov, Viceprimo Ministro; Arkadij Dvorkovich, Viceprimo Ministro; e Aleksej Kudrin, ex-Ministro delle Finanze e aspirante Primo Ministro. Per la storia di Dvorkovich, cliccare qui. Esclusi dalla riconferma ad alti funzionari sono i ministri con residenze a Londra. Shuvalov è il più noto di loro, con due appartamenti adiacenti a Whitehall Court, che afferma di aver venduto a società offshore che controlla sempre lui. Altri due con residenze a Londra venivano identificati dai media inglesi, e potrebbero ora ritirarsi: Mikhail Abyzov, Ministro per il Governo aperto, e Boris Titov, commissario presidenziale per i diritti degli imprenditori. “Nella guerra che USA e NATO impongono ora alla Russia“, dice un banchiere internazionale, “i diritti degli imprenditori sono obsoleti. Gli statunitensi sono riusciti ad sovvertire venticinque anni di privatizzazioni russe che pensavano di aver reso irreversibili“.Traduzione di Alessandro Lattanzio