L’intelligence sudcoreana sotto indagine per l’annuncio dell’esecuzione di Hyon Yong-chol

Kim Oi-hyun, Hani 15 maggio 2015

00531362101_20150515Il Ministro delle Forze Armate popolari della Corea democrtaica, Hyon Yong-chol (cerchiato) è apparso in un documentario trasmesso dalla Korean Central Television l’11 maggio, insieme al leader nordcoreano Kim Jong-un. La NIS ha affermato il 13 maggio che Hyon era stato giustiziato il 30 aprile. Di solito, quando un funzionario viene eliminato nella Corea democratica, ne sono rimosse le immagini da tutti i documenti e media. (KCTV/Yonhap News)

South Korea Koreas Military TalksLa notizia della presunta epurazione del Ministro delle Forze Armate popolari nordcoreane Hyon Yong-chol mettono sotto indagine il National Intelligence Service (NIS) sudcoreano. Molti si chiedono se il NIS può aver messo in discussione la propria credibilità di agenzia d’intelligence avendo incautamente rivelato non solo intelligence non verificata, ma anche le circostanze in cui le informazioni furono raccolte. Molti esperti ora mettono in dubbio la veridicità delle affermazioni che Hyon sia stato giustiziato, notandone la continua comparsa alla televisione nordcoreana, anche dopo la sua presunta epurazione. Per ora, il NIS esprime fiducia nelle sue pretese, portando a speculare che possa basarsi su testimonianze di rifugiati di alto rango o esami di video satellitari. Domande sono sollevate sulle ragioni dell’agenzia per pubblicare informazioni non verificate, in primo luogo. Alcuni pensano che il NIS tentasse di riscattarsi dopo un precedente errore, all’inizio del mese, sui presunti piani del leader nordcoreano Kim Jong-un di assistere alla commemorazione del 70° anniversario della Vittoria nella seconda guerra mondiale in Russia a Mosca. “La data appare con ampio anticipo, sembrando molto probabile che (Kim) sarà in Russia“, aveva detto il direttore del NIS Lee Byung all’Assemblea Nazionale, il 29 aprile. Ma con un colpo umiliante per l’agenzia d’intelligence, la Corea democratica annunciava il giorno dopo che non sarebbe stata presente. Le fonti dicono che Lee attua una politica di condivisione dell’intelligence così decisa sulla Corea democratica, per aumentarne il più possibile la reputazione da quando è divenuto direttore del NIS a marzo. Un altro fattore potrebbe essere il tentativo di bloccare i recenti passi verso una politica più conciliante del Ministero dell’Unificazione e dell’amministrazione. “Il risultato di ciò è che il sensazionalismo dell’annuncio del NIS avrebbe conseguenze negative sulla politica di conciliazione dell’amministrazione di Park Geun-hye verso il Nord, che era appena cominciata“, ha detto un esperto della Corea democratica.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Corea democratica lancia un missile balistico da un “sottomarino”

Análisis Militares 9 maggio 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraImages obtained by Yonhap News Agency show a ballistic missile believed to have been launched on Saturday.Il 9 maggio 2015, oscurata dalla Parata per la Vittoria a Mosca, la Corea democratica ha effettuato il lancio di un missile balistico da un sottomarino, secondo l’agenzia di stampa nordcoreana KCNA. Si ricordi che mesi fa fu riferito che era in preparazione un nuovo sottomarino nordcoreano concepito proprio per lanciare missili balistici, nel cantiere di Sinpo38north

Foto della zona del cantiere di Sinpo:corea del norte sinpoZona Sinpo su Google Maps

Le strutture interessate sono qui:

corea del norte sinpo 2L’area su Google Maps

E in questo molo è possibile trovare il nuovo sottomarino della Corea democratica:

corea del norte sinpo 3Il nuovo sottomarino della Corea democratica su Google Maps

Secondo l’agenzia Yonhap, che di solito ha successo in queste tematiche, il lancio sarebbe stato effettuato dalla zona del cantiere di Sinpo, anche se non ci sono dettagli…

La Corea democratica testa il lancio di un missile balistico sottomarino: KCNA
Yonhap, 9 maggio – La Corea democratica ha effettuato un test di lancio da un sottomarino di un missile balistico, supervisionato dal leader Kim Jong-un, afferma il media statale, una passo per aumentare le capacità missilistiche sottomarine che potrebbe rappresentare una nuova minaccia nella regione. La Korean Central News Agency (KCNA), portavoce dello Stato comunista, ha riferito che Kim ha emesso un ordine per il test di lancio ed osservato il missile balistico sottomarino “salire verso il cielo da sott’acqua”. L’articolo non ha specificato la data esatta e il luogo del test, e ha solo detto che il sito era lontano dalla terraferma. Si suppone che abbia avuto luogo presso il Cantiere Sinpo Sud sulle coste orientali, mentre i media, in una nota separata, riferivano che Kim visitava la zona lo stesso giorno, ispezionando un complesso per la pesca.
Articolo completoSinpoSide940Succede a volte che le innovazioni tecnologiche vengano annunciate e poi taciute. Tutti, o quasi tutti, sono stupiti dalla Corea democratica capace di sviluppare un missile e piazzarlo su un sottomarino, soprattutto perché il Paese non ha grandi siti per ospitare gli enormi missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM). La risposta può forse trovarsi sugli ultimi aggiornamenti satellitari sulle strutture di Sinpo, dove è situato il nuovo sottomarino SSB nordcoreano…

corea del norte submarino sinpoGuardando la foto si vedrà che il sottomarino al centro. Dietro vi è un pattugliatore e poco più avanti la prua una struttura.corea del norte submarino sinpo 2In confronto, la struttura assomiglia ad un pontile dove è installato un “silos”, cioè possiamo vedere una struttura sommergibile progettata per testare il lancio del SLBM nordcoreano KN-11, senza rischiare il nuovo sottomarino, con cui ha avuto luogo lo sviluppo del missile prima di inserirlo nello scafo del sottomarino…

corea del norte sinpo 4L’area su Google Maps

Qualcosa di simile a ciò che si è visto con il nuovo missile da crociera iraniano. Da subito, la Corea democratica ha annunciato il missile balistico lanciato da sottomarino (SLBM), ma nessuna prova è stata fatta senza prima dei preparativi, sembrando rischioso lanciare direttamente da un sottomarino. Dando uno sguardo all’immagine satellitare di Sinpo, si vede una struttura che potrebbe essere il vero protagonista del lancio, con un ragionevole sviluppo del programma dei missili balistici per sottomarino con cui prima svolgere tutti i test e poi, quando pronto, installarlo nella piattaforma operativa per impiegarlo in modo sicuro. Si dovranno aspettare i dettagli per avere certezza se sia da un sottomarino o da un pontile ancorato. Nel frattempo abbiamo le immagini ritoccate della propaganda del regime per stuzzicare l’appetito…

KOREA_BRPL_150509_01Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Geopolitica del Giappone: un nuovo spirito guerriero Benkei è necessario per avvicinarsi a Cina e Russia

Lee Jay Walker Modern Tokyo Times
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurorajapanDal secondo dopoguerra è abbondantemente evidente che gli USA predominano nella politica estera del Giappone. In effetti, il rapporto, pur avendo alcuni alti e bassi, continua a fiorire dato che l’élite di Tokyo si preoccupa di placare Washington, quando possibile. Tale realtà occupa lo spazio geopolitico del Giappone, nonostante alcuni aspetti negativi verso Cina e Federazione russa. Pertanto, le élite politiche a Pechino e Mosca seguono le ambizioni degli USA nel nord-est asiatico che utilizzano l’integrità territoriale del Giappone. Naturalmente, nulla è così chiaro del Giappone che spesso sostiene gli USA grazie ai favorevoli recenti tassi di cambio, contribuendo a preservare la forza del dollaro, sostenere gli USA finanziariamente e militarmente in Afghanistan e Iraq, e in molti altri settori importanti. Allo stesso modo, il Giappone ha un approccio più equilibrato ai problemi mediorientali verso Israele e nazioni circostanti. Pertanto, il Giappone non teme di dire “no” quando voluto, ma nel complesso è evidente che i rapporti tra USA e il Giappone restano estremamente potenti. Tuttavia, l’eredità del secondo dopoguerra dovrebbe ora essere messa da parte perché le sabbie cambiano evidenziando una forte Federazione Russa. Ciò vale in particolare in politica estera, energia, industria degli armamenti, tecnologia spaziale, Nazioni Unite e vari altri campi importanti, per esempio nei rapporti favorevoli con tutte le principali potenze economiche emergenti nell’ambito BRIC e così via. Allo stesso tempo, è chiaro che la Federazione russa potrebbe sostenere ampiamente il Giappone in Asia centrale, nord-est asiatico ed Eurasia. Ciò vale in particolare per le aree connesse all’energia permettendo al Giappone di favorire i rapporti con le nazioni più potenti nello “spazio geopolitico” della Federazione Russa. In effetti, nord del Giappone e zona economica del Mar del Giappone guadagnerebbero notevolmente da un miglioramento delle relazioni economiche, politiche e militari tra Mosca e Tokyo. Pertanto, il Giappone dovrebbe rendersi conto che gli USA non hanno la lealtà del stimato Saito no Musashibo Benkei. Allo stesso modo, la politica di contenimento geopolitico degli USA verso Cina e Federazione russa, trascinerebbe il Giappone in una potente realtà dannosa per gli interessi futuri del Paese del Sol Levante. Dopo tutto, nonostante la Cina affronti pericoli interni in relazione a Partito unico-Stato, Tibet e regioni musulmane della Cina occidentale (migrazione Han che altera la demografia in Tibet e Xinjiang), sembra ancora che la Cina continuerà ad accrescere l’influenza sull’economia globale. Pertanto, Cina e Federazione russa potrebbero facilmente sostenere il Giappone in molti settori vitali e ciò vale anche per la stabilità dell’Asia nordorientale.
Japanese PM Abe waits for U.S. President Obama to arrive for their meeting at the G20 Summit in St. Petersburg In un altro articolo su Benkei di Modern Tokyo Times si diceva: “Nella cultura, storia e arte giapponesi è chiaro che Saito no Musashibo Benkei lasciò un segno durevole che continua ancora oggi nella cultura moderna. Questo leggendario monaco-guerriero appartiene al periodo intrigante del 12° secolo, in Giappone. Nato nel 1155 e morto nel 1189 dopo aver servito il famoso Minamoto no Yoshitsune… Benkei è famoso nel folklore giapponese per la sua forza enorme e la sorprendente fedeltà“. Non sorprende che la grande ammirazione che la classe guerriera ebbe per Benkei per la sua forza, lealtà e saggezza. Eppure, a differenza dell’élite politica del Giappone moderno, le dinamiche di Benkei si applicano alla lealtà interna. Ciò è ben lontano dalla realtà politica interna del Giappone moderno, perché spesso questa nazione placa gli USA anche creando afflizioni geopolitiche per Tokyo. Pertanto, il Giappone dovrebbe essere fedele a se stesso, piuttosto che placare i capricci di Washington. Naturalmente, il Giappone deve mantenere forti relazioni con gli USA, ma queste relazioni non dovrebbero danneggiare Cina e Federazione russa. Allo stesso modo, in Giappone i militari statunitensi non sono puramente negativi, nonostante le grandi tensioni a Okinawa. Ad esempio, gli USA potrebbero essere considerati “potenza protezionistica” con i propri militari nella nazione. Allo stesso modo, nei diversi devastanti terremoti e nella devastazione totale generata da tsunami brutali, appare chiaro che le forze armate statunitensi aiutano il popolo giapponese con coraggio e aiuto genuino. Pertanto, il rapporto geopolitico e militare tra USA e Giappone soddisfa entrambe le nazioni, anche se cambiamenti possono verificarsi in futuro. Tuttavia, il Giappone non dovrebbe mettere tutto nel “paniere statunitense”, quindi crescenti legami con Cina e Federazione russa sono nell’interesse del Paese del Sol Levante.
La Galleria Toshidama dice di Benkei: “… fu allevato dai monaci, che erano sia religiosi che militari. Da giovane si pose a una estremità del ponte Gojo disarmando i viaggiatori armati. Per avere la sua 999.ma spada combatté contro un giovane nobile, Minamoto no Yoshitsune, che lo vinse nella battaglia del ponte e, successivamente, Benkei lo servì come vassallo. Combatterono nelle guerre Gempei tra il clan Taira e il clan Minamoto“. Tuttavia, mentre la lealtà di Benkei è indiscutibile, si può dire lo stesso dealle relazioni contemporanee tra USA e Giappone? Inoltre, mentre il Giappone è leale verso Washington, si può dire lo stesso degli USA a lungo termine? Inoltre, Benkei metterebbe in pericolo “il quadro più ampio” con un rapporto squilibrato con due grandi potenze regionali? Pertanto, mentre USA e Giappone continueranno a consolidare il rapporto attuale, ciò non garantisce la stabilità futura. Dopo tutto, se la Cina continua a crescere economicamente, saranno gli USA ad abbandonare la nave avvicinandosi gradualmente a Pechino, futuro perno essenziale? A prescindere dalla risposta, sembra che il Giappone debba ripensare la propria politica estera basata sulla politica di contenimento statunitense verso Cina e Federazione russa. Invece, il Giappone dovrebbe concentrarsi molto sulla lealtà interna e adottare una politica estera egoistica, pragmatica e tesa a sviluppare legami più stretti con Cina e Federazione russa. Se sarà così, le élite politiche di Pechino e Mosca prenderanno Tokyo sul serio, anche se le potenti relazioni tra USA e Giappone continueranno.hwzeopTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Incontro trilaterale a Seoul

Vladimir Terehov New Eastern Outlook 28/03/2015Wang Yi, Fumio Kishida, Yun Byung-seIl 21-22 marzo, Seoul ha ospitato la riunione dei ministri degli Esteri di Cina, Giappone e Corea del Sud, preparata da tempo e con grande difficoltà, evento strettamente sorvegliato da altri Paesi dell’Asia del nord-est e della regione Asia-Pacifico. Dato che è stato il primo incontro tra i ministri in tre anni, ne è valsa l’attenzione in quanto determina essenzialmente la natura dell’evoluzione della situazione nella regione del nord-est asiatico. Per gli osservatori stranieri, il criterio per il successo di questo incontro è la possibilità d’impostare una data specifica per un vertice tra i leader di Cina, Giappone e Corea del Sud. A tal proposito, hanno dichiarato in un comunicato ministeriale congiunto che intendono lavorare a un vertice a tre “al più presto”, fornendo a ottimisti e pessimisti ampie opportunità d’interpretare l’efficacia del lavoro svolto a Seoul. È chiaro che le dichiarazioni congiunte dei Paesi, partecipanti alla Trans-Pacific Partnership, le cui riunioni annuali negli ultimi cinque anni, sembrano concludersi con la stessa formulazione “gommosa”. La natura incerta dell’esito della riunione di Seul è in linea con il contesto politico molto ambiguo plasmato da una serie di eventi e dichiarazioni dei leader politici della regione. Al centro del conflitto, non favorevole alla creazione di un ambiente adatto a un vertice trilaterale, è l’ultimo alterco cino-giapponese sulle isole Senkaku/Diaoyu. Due eventi hanno portato a tale conflitto:
Il primo è stata la scoperta, il 30 dicembre 2014, di un sito web cinese trilingue (cinese, giapponese e inglese), in cui viene spiegata l’intera questione delle “Isole Diaoyu”, portando ad una protesta del ministero degli Esteri giapponese, respinta dal ministero degli Esteri cinese.
Il secondo evento (visibilmente risultante dal primo) è stata la “scoperta d’archivio” del ministero degli Esteri giapponese di un atlante cinese del 1969 in cui tutte le isole, tra cui quelle principali, sono indicate con i loro nomi giapponesi. I media giapponesi hanno risposto dicendo che la domanda della Cina sulle isole fu posta solo alla fine degli anni ’70 per la sua natura “mercantile”. Presumibilmente Pechino poi ha cominciato a valutare seriamente il rapporto del 1968 delle Nazioni Unite sulle possibili enormi riserve di idrocarburi sul fondo del Mar Cinese Orientale, vicino le isole Senkaku, chiamate Diaoyu dai cinesi. Al reperto storico giapponese seguiva l’attesa reazione negativa della Cina, che ipotizzava che l’atlante sia stato creato durante l’occupazione giapponese di parte del territorio cinese.
A controbilanciare debolmente tali eventi negativi è stata la firma di un accordo Giappone-Cina sulla “costante cooperazione” regionale per minimizzare i danni da disastri naturali. Un indicatore importante dell’ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali sarà la reazione del Giappone alla firma del 24 ottobre 2014, a Pechino, dell’istituzione dell’Infrastructure Asian Investment Bank (AIIB) con un capitale sociale iniziale di 50 miliardi di dollari che, secondo gli esperti, in gran parte cinese. Finora l’AIIB è piuttosto inferiore a Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Banca asiatica di sviluppo controllati da Stati Uniti, Unione europea e Giappone. Ma qui è importante notarne il trend, dato che dalla decisione del giugno 2014 dei Paesi BRICS di creare la nuova Banca di sviluppo, l’AIIB sarà il secondo maggior progetto bancario, essenzialmente attuato sotto l’egida della Cina. Più di 30 Paesi hanno annunciato ufficialmente interesse per l’AIIB tra cui: India, Nuova Zelanda, Singapore, Vietnam, Qatar, Laos, Kazakistan, Uzbekistan. A marzo tutti i principali Paesi europei, Francia, Germania, Italia e Regno Unito, annunciavano l’adesione al progetto. Quest’ultimo sembra particolarmente degno di nota, in quanto i leader del mondo occidentale, gli Stati Uniti, così come i loro alleati regionali più stretti Giappone, Australia e Corea del Sud, sono vistosamente assenti. L’Australia, però, potrebbe seguire l’esempio del Regno Unito e la Repubblica di Corea “considera la possibilità di aderirvi”. Riguardo l’alleato chiave degli USA, il Giappone, ci sono elementi di “debolezza” nella sua posizione sulla questione (ancora una volta e sulla scia della “mancanza di fermezza” nel sostenere le sanzioni alla Russia). Pertanto, la dichiarazione del ministro delle Finanze giapponese Taro Aso sull’AIIB, il 20 marzo, è degna di nota (fu primo ministro nel 2008-2009), quando ha detto che “c’è la possibilità di discuterne… mentre si attiva, una volta soddisfatte alcune condizioni, come richiesto dal Giappone per l’adesione all’AIIB“. Ma tuttavia, un altro ministro chiave (dell’Economia), Akira Amari, ha detto alla conferenza stampa separata che il Giappone lavorerà “con gli Stati Uniti” sull’AIIB. Non sembra casuale che Aso decida di giudicare la domanda d’adesione alla banca in termini di “diplomazia ed economia”, così aggirando i fattori politici e di sicurezza che molto influenzano le relazioni tra i principali Paesi del nord-est asiatico e della regione Asia-Pacifico. La direzione opposta dei vettori politici ed economici nello sviluppo delle relazioni tra i protagonisti della regione Asia-Pacifico, è ciò che oggi spesso si chiama “paradosso asiatico”. In realtà non esiste un così speciale “paradosso asiatico”, come non c’era in Europa all’inizio del 20° secolo, alla vigilia della prima guerra mondiale. Solo che la storia non finisce qui e la “mano invisibile del mercato che risolve tutti gli altri problemi” s’è rivelata essere solo un’altra fiction speculativa.
Nel 70° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, la questione più rilevante nei rapporti tra Giappone, Cina e Corea del Sud rimane la valutazione ufficiale del governo giapponese del ruolo del Paese in tale recente periodo storico. Parlando ad una conferenza stampa il 15 marzo 2015, il primo ministro cinese Li Keqiang ha detto che “In un momento così critico, è un test e un’opportunità dei rapporti Cina-Giappone“. In una dichiarazione sufficientemente precisa, il primo ministro cinese ha chiarito che scopo del test è valutare il comportamento dei “militaristi giapponesi” in Asia che crearono una “tremenda sofferenza”, non solo per le altre nazioni, ma anche al loro popolo. Secondo Li Keqiang, se il primo ministro giapponese supera il test in modo soddisfacente (dal punto di vista cinese) questa estate ci sarà nuovo impulso allo sviluppo delle relazioni bilaterali, anche nel settore imprenditoriale. Così una settimana prima della riunione trilaterale a Seoul, i principali leader della Cina formulavano alcune condizioni per la rianimazione dei rapporti politici con il Giappone, che saranno accettate o rifiutate indirettamente nei prossimi mesi. Data la natura vaga e predeterminata della dichiarazione congiunta della riunione trilaterale a Seoul, un’ulteriore sviluppo delle relazioni “Cina-Giappone-Corea del Sud” sarà determinata in modo significativo dalle parole che il primo ministro giapponese Shinzo Abe pronuncerà alle prossime commemorazioni del 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.map-locating-disputed-southVladimir Terekhov, esperto della regione Asia-Pacifico, per la rivista online “New Eastern Outlook orientale“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Corea del Sud cambia campo?

Andrew Korybko Sputnik 20/03/2015

Le recenti decisioni della Corea del Sud sollevano la questione se la sua leadership sia sempre più pragmatica nei rapporti con Pechino a spese di Washington.

korea-04La Corea del Sud è da tempo alleata degli Stati Uniti, ma il suo sostegno agli Stati Uniti non è più cieco come una volta. I crescenti legami economici con la Cina, attraverso il futuro accordo di libero scambio, rendono la politica estera del Paese più equilibrata, così come l’ambivalenza strategica verso il sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti. Mentre la Corea del Sud non può cambiare completamente posizione, sembra seguire una traiettoria verso neutralità e pragmatismo, di per sé una sconfitta relativa del perno politico in Asia degli Stati Uniti.

Chi vuole cosa?
Diamo un rapido sguardo a ciò che ciascuno dei tre attori principali vuole realizzare, contribuendo a dare un quadro più chiaro del motivo per cui la Corea del Sud ha preso le ultime decisioni economiche e militari.

Stati Uniti:
Idealmente gli Stati Uniti vogliono integrare le 28000 truppe in Corea del Sud nella ‘Coalizione di Contenimento della Cina’ (CCC) che costruiscono nell’Estremo Oriente e nel Sud-Est asiatico. Vorrebbero prolungare la presenza militare nel Paese a tempo indeterminato e, auspicabilmente, far aderire la Corea del Sud ai piani del contenimento con la formalizzazione del rapporto militare tra Seoul, Washington e Tokyo. Gli Stati Uniti non hanno un vero interesse nel vedere le due Coree ricongiungersi, dato che ciò potrebbe probabilmente portare alla fine della presenza cinquantennale delle loro forze di occupazione.

Cina:
Il sogno di Pechino è vedere gli Stati Uniti abbandonare completamente la penisola coreana, ed il CCC abbandonato o neutralizzato. Non vuole alcuna destabilizzazione della penisola coreana, in quanto ciò inevitabilmente affliggerebbe la Cina stessa. Se le due Coree si riunificano, la Cina ne monitorerebbe cautamente gli sviluppi per garantirsi che la Corea unita non sia una minaccia economica o militare che può esserle rivolta contro un giorno. Eppure, Pechino preferirebbe che gli Stati Uniti lascino la penisola oggi e affrontare gli eventuali problemi sulla Corea, un domani unita, che avere il Pentagono provocare continuamente la Corea democratica, nel cortile della Cina.

Corea del Sud:
La cosa più importante per Seoul è la risoluzione dei due problemi della Corea democratica, vale a dire denuclearizzazione di Pyongyang e riunificazione. Idealmente, vorrebbe anche perseguire la sua storica ‘terza via’ tra i colossali vicini cinesi e giapponesi, comportando una politica di neutralità e stabilità. Mentre la Corea del Sud è stata ovviamente sotto l’intensa influenza statunitense dalla fine della seconda guerra mondiale, sembra desiderare una politica multipolare quale via più efficace per perseguire i propri obiettivi.

Decifrare le decisioni di Seoul
Ora è il momento di osservare le ultime quattro decisioni della Corea del Sud, che portano a parlare di potenziale perno (e contro di esso).

Ritardo indefinito dell’OpCon:
Stati Uniti e Corea del Sud hanno accettato lo scorso ottobre di ritardare il trasferimento del controllo delle operazioni in tempo di guerra (‘OpCon’) dagli USA a Seoul a tempo indeterminato, con l’idea che la Corea del Sud non sia attualmente in grado di comandare le proprie forze in caso di guerra. Ciò prolunga il controllo diretto degli USA sugli affari militari della Corea del Sud, il che significa che letteralmente ne controllerà le forze armate in caso di guerra con la Corea democratica o la Cina. Anche se la pace vigesse, le forze statunitensi non lasceranno il Paese ancora per un bel po’ difatti, una chiara vittoria di Washington.

L’accordo di libero scambio Cina-Corea del Sud:
Era naturale che le due parti raggiungessero l’accordo che entrerà in vigore a fine anno, dato che la Cina è il maggior partner commerciale della Corea del Sud e la Corea del Sud è il terzo della Cina. Secondo il South China Morning Post, “gli investimenti cinesi in Corea sono balzati del 374%, a 631 milioni di dollari dell’anno scorso dai 133 nel 2013”, in previsione dell’accordo, chiara dimostrazione del desiderio della Cina di espandere le relazioni commerciali con il Paese. Se le relazioni economiche s’intensificano la Corea del Sud potrebbe potenzialmente entrare nell’Area di libero scambio della Cina nella regione Asia-Pacifico (contraltare del TPP degli Stati Uniti), e anche nell’Investment Bank Infrastructure asiatica (la risposta cinese alla Banca Mondiale a guida occidentale, che ha invitato la Corea del Sud ad unirvisi se molla il THAAD), sarebbe un’enorme ritirata dell’influenza di Washington sulla penisola.

Abbandonare il THAAD:
La Corea del Sud è strategicamente ambivalente sul sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti da schierare sul suo territorio. Seoul capisce acutamente che gli Stati Uniti vogliono semplicemente costruire la versione orientale del loro scudo antimissile, ospitandone le infrastrutture diverrebbe un complice del CCC. La Corea del Sud sembra dubitarne, sapendo che le relazioni con la Cina si deteriorerebbero più rapidamente di quelle della Polonia con la Russia dopo averne accettato la controparte in Europa orientale. Nel caso in cui la Corea del Sud decida di non diventare la ‘Polonia asiatica’, sarebbe un duro colpo al perno in Asia degli Stati Uniti.

…o esservi incastrati dopo?:
Ma gli Stati Uniti hanno un asso nella manica, avendo detto alla Corea del Sud di permetterne lo schieramento nel Paese in caso di vaghe “situazioni di emergenza”, che potrebbero realisticamente essere delle manipolate risposte nordcoreane alle provocazioni inscenate con le manovre USA-Corea del Sud (come di norma). Una volta che il THAAD sarà schierato nel Paese, non è probabile che riduca le tensioni, fornendo così agli Stati Uniti la possibilità di piazzare in segreto il loro scudo antimissile nel Paese.

Rimescolamento regionale
Oltre all’avvicinamento della Corea del Sud al multipolarismo, altre due tendenze non dichiarate trasformano la regione. Il peggioramento delle relazioni della Corea del Sud con il Giappone e l’avvicinamento della Corea democratica alla Russia. Il primo è il frutto del rinnovato nazionalismo e militarismo giapponese, mentre il secondo è dovuto alle manovre occulte tra Pyongyang e Pechino. Se perseguono tali rotte fino alle conclusioni logiche, queste tre tendenze regionali ridefiniranno il futuro quadro geopolitico del Nordest asiatico, comportando tre possibili sviluppi.

Ridimensionamento degli USA:
Anche se la presenza militare statunitense probabilmente rimarrà nel prossimo futuro, Washington non sarà più in grado d’influenzare la Corea del Sud come in precedenza, nel senso che il suo potere diminuirà relativamente.

Reindirizzo giapponese:
Il fallimento del Giappone nel ripristinare rapporti favorevoli con la Corea del Sud potrebbe rendere la CCC inefficace nel Nordest asiatico, e Tokyo quindi reindirizzerebbe la CCC a sud verso Vietnam e Filippine. Tokyo ha già pianificato tali mosse, ma con la Corea del Sud non più alleata vitale, vi concentrerà maggiori sforzi.

Colloqui di pace – parte II:
Con la Corea del Sud che si avvicinar alla Cina e la Corea democratica che fa lo stesso con la Russia, l’intera dinamica politica della penisola potrebbe mutare a un certo momento. Mentre in passato la dualità Corea democratica-Cina e Corea del Sud-Stati Uniti non ha portato la pace in oltre 50 anni, il nuovo accordo potrebbe essere più adatto a compiere progressi.

south-korea-mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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