Le Forze siriane si rafforzano

Ilija Novitskij, Politikus, 08/02/2016 – South Front

12687987La sconfitta definitiva dei terroristi nella Siria nord-occidentale si avvicina inesorabilmente. Il governatore della provincia di Lataqia Ibrahim Salam al-Qudr difficilmente sopravvaluta il contributo della forza aerea russa, il cui efficace supporto aereo ha agevolato alle forze governative significativi successi quando i terroristi avevano un vantaggio numerico considerevole nella maggior parte dei fronti. I successi del governo sono di incoraggiamento e ispirazione per i cittadini siriani che aderiscono alle unità di volontari. Questo è esattamente il contrario di ciò che successe quattro anni fa, quando i combattimenti iniziarono, quando gli attivisti sostenevano l’opposizione. Ma ora nessuno dubita che Assad trionferà. Le operazioni ricordano il 1944, quando gli ex-alleati della Germania nazista dichiararono guerra alla potenza dell’Asse, una dopo l’altro. Unità di volontari sono formati su base territoriale. Proteggeranno le città liberate contro incursioni e sabotaggi, in altre parole saranno forze di polizia e potranno anche formare unità di riserva dell’esercito da utilizzare per sostenere le forze regolari in settori cruciali. I volontari mantengono i loro posti di lavoro e ricevono la metà dello stipendio di un soldato, inoltre le famiglie dei volontari sono regolarmente riforniti di cibo e benefici dal governo della Siria. Questa politica aggiunge incentivo economico al patriottismo e all’odio verso i terroristi, motivando all’adesione alle forze del governo. Dal lato dei terroristi, i flussi di denaro si sono notevolmente indeboliti, pertanto, gli islamisti non possono contare su nuove reclute. Piuttosto il contrario: le formazioni meno radicali perdono i combattenti che hanno scelto di unirsi alle forze del governo, invece. Ad Aleppo, le forze siriane hanno già tagliato le principali vie di rifornimento dal territorio turco.
La provincia di Aleppo ha visto la fine dell’assedio di quattro anni di Nubul e al-Zahra, dove 70mila persone furono bloccate dai terroristi. L’operazione di Aleppo è ormai nella fase decisiva, il cui obiettivo è prendere il controllo di tutto il confine con la Turchia. L’occidente si aspettava che le forze governative siriane s’impantanassero a Lataqia, almeno fino ad aprile, quando il cambiamento meteo imporrebbe un pausa operativa. Questa zona è di vitale importanza per assicurare l’invio di rinforzi e munizioni dalla Turchia, motivo per cui controllarla è questione di vita o di morte per gli islamisti. I combattimenti a Lataqia e Aleppo bloccano significative forze siriane che altrimenti potrebbero essere utilizzate per annientare i terroristi demoralizzati nella provincia di Idlib. Ma ora, a dispetto dell’occidente, i terroristi sono sull’orlo della sconfitta totale nella Siria del nord-ovest. La vittoria libererà forze considerevoli che potrebbero essere utilizzati per la prossima sconfitta dei terroristi nella provincia di Idib, che a sua volta, distruggerà il fronte terrorista lasciando i terroristi senz’altra scelta che fuggire in Turchia. Erdogan senza dubbio suda freddo, sapendo che i suoi polli terroristici vengono a farsi arrostire.

'Civili inermi' fuggono dagli 'indiscriminati' bombardamenti delle forze russe e siriane ad Aleppo.

‘Civili inermi’ fuggono dagli ‘indiscriminati’ bombardamenti delle forze russe e siriane ad Aleppo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Aeronautica siriana bombarda indiscriminatamente i jihadisti che si combattono a vicenda

Layth Fadil, al-Masdar, 09/02/2016
Tribolazioni per i fan di Giulio Regeni e Angela Merkel.1510806Il cosiddetto Stato Islamico dell’Iraq e Levante (SIIL) e i suoi ex-alleati del gruppo siriano di al-Qaida, Jabhat al-Nusra, sono rientrati nell’est del Libano; questa volta scontrandosi nel Jarud Arsal, dove le fazioni dello SIIL hanno occupato diversi punti nelle ultime settimane. L’8 febbraio, di mattina, lo SIIL ha effettuato un potente assalto sulle restanti posizioni di Jabhat al-Nusra nel Jarud Arsal, uccidendo molti terroristi del gruppo islamista, vicino al confine siriano, presso il Jarud Ranqus. Gli scontri si sarebbero rinnovati dopo che le trattative su uno scambio di ostaggi sono fallite. Ciò ha indotto lo SIIL ad effettuare una serie di attacchi contro Jabhat al-Nusra per indebolirne la presenza nel Libano orientale. Anche se tali gruppi jihadisti si combattono a vicenda, la Syrian Arab Air Force (SAAF) s’è incaricata di bombardare indiscriminatamente entrambi i gruppi nel Jarud Qarah e nel Jarud Ranqus sul Jabal al-Qalamun. Oltre a bombardare tali villaggi in Siria, la Syrian Arab Air Force effettuava anche una mezza dozzina di attacchi aerei lungo il confine libanese con la Siria, volando sul Jarud Arsal dove i gruppi jihadisti attualmente si combattono. Recentemente, lo SIIL ha tentato di avanzare su vari fronti nel jabal al-Qalamun; così spingendo la Syrian Arab Air Force ad intensificare gli attacchi aerei su tale catena montuosa tra l’ovest della Siria e l’est del Libano.

Miliziana del movimento autenticamente marxista-leninista Muqawama Suriy (Resistenza Siriana).

Miliziana del movimento autenticamente marxista-leninista Muqawama Suriy (Resistenza Siriana).

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché Washington teme che la Gran Bretagna abbandoni l’UE

Finian Cunningham Strategic Culture Foundation 08/02/2016161861218__762913cIl conto alla rovescia inizia questa settimana sulla questione importante per la Gran Bretagna: uscire dell’Unione europea, il cosiddetto Brexit. Mentre il problema sembra essere principalmente d’interesse nazionale, in agguato v’è la preoccupazione geopolitica cruciale degli Stati Uniti. L’esito del referendum inglese sull’Europa potrebbe gravemente compromettere le ambizioni egemoniche globali di Washington e, in particolare, l’agenda del confronto con la Russia. Il primo ministro inglese David Cameron ha lanciato un’offensiva del fascino diplomatico pochi giorni dopo che il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, rese pubblico il quadro dell’accordo sull’adesione della Gran Bretagna all’UE. Tale accordo provvisorio è il prodotto di mesi di negoziati tra il governo di Londra e l’istituzione dell’UE, volto a dare al Regno Unito più libertà da Bruxelles. Cameron sostiene di aver avuto abbastanza concessioni per sostenere la sovranità inglese, e il capo del governo conservatore ora fa apertamente campagna per la continua adesione all’UE su tale base. Cameron ha bisogno del sostegno di altri capi dell’UE per concludere il pacchetto di riforme che ha negoziato con Tusk. Le prime tappe di questa settimana sono Polonia e Danimarca, dove i governi neo-eletti, euroscettici, sono inclini a simpatizzare per le preoccupazioni inglesi a strappare più libertà nazionali nel blocco. Non è certo se il vertice dei capi dell’UE previsto per il 18-19 febbraio sarà d’accordo con le riforme volute dal premier inglese. Alcuni vedono la Gran Bretagna cercare concessioni per minare il concetto dell’UE di libera circolazione e diritti dei lavoratori. Germania e Francia hanno detto che non sono disposte a mantenere la Gran Bretagna a bordo “a qualsiasi costo”, indicando il limite della tolleranza sulle concessioni agli inglesi. Nel frattempo, molti nel partito conservatore di Cameron sono arrabbiati per non aver assicurato abbastanza la sovranità inglese. C’era ampia costernazione sui media prevalentemente di destra della Gran Bretagna, questa settimana, su un Cameron che vedono “prostrato” agli integrazionisti europei. E fuori dal suo partito Tory, il più nazionalista United Kingdom Independence Party guidato da Nigel Farage biasima come “patetico” l’accordo sulla riforma di Cameron, sostenendo che ha ceduto tutte le promesse precedenti su riforme radicali. L’UKIP ha già conquistato molti elettori tradizionali conservatori e numerosi parlamentari tory disertare per le sue ferventi politiche euroscettiche. C’è la campagna per una rottura decisiva con l’UE. Da più di 40 anni, il partito conservatore inglese si agita sulla questione europea. Da quando la Gran Bretagna aderì al blocco nel 1973, il partito ha sempre minacciato di andare a pezzi sull’adesione all’UE. Non solo Nigel Farage e l’UKIP sostengono la Brexit. Anche alcuni conservatori di rilievo nel gabinetto esecutivo di Cameron spingono ad abbandonare l’Unione europea. Uno di questi gruppi è Conservatori per la Gran Bretagna guidato da Lord Nigel Lawson, ex-Cancelliere dello Scacchiere di Margaret Thatcher negli anni ’80.
Cameron-Vignetta-ita David Cameron cammina sul filo del rasoio. A fare pressione sul leader inglese è Washington. L’establishment politico statunitense, democratico e repubblicano, vuole inequivocabilmente che la Gran Bretagna rimanga nell’UE. Washington non può esprimere questa posizione con troppa forza, altrimenti potrebbe essere visto come indebita ingerenza negli affari interni inglesi. Tuttavia, gli interessi statunitensi inevitabilmente appaiono nel dibattito. Questa settimana, lo stesso giorno in cui Cameron annunciava il suo pacchetto di riforme, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrebbe telefonato al leader inglese per sollecitare una vigorosa campagna per l’adesione all’UE. La Casa Bianca ha detto, Obama “ha riaffermato il costante sostegno degli Stati Uniti a un forte Regno Unito in una forte Unione europea”. In precedenza, Washington ha sparato una straordinaria bordata contro la campagna anti-UE rivelando che, in caso di Brexit, alla Gran Bretagna neo-indipendente non sarà concesso alcun regime speciale commerciale bilaterale. La Casa Bianca di Obama ha detto che fuori dall’adesione all’UE la Gran Bretagna affronterà tariffe commerciali paralizzanti, egualmente a Cina, Brasile e India. Cosa vista come duro colpo al campo pro-indipendenza della Gran Bretagna, che ha sostenuto che gli interessi economici inglesi sarebbero meglio tutelati con l’indipendenza dall’UE. La domanda è: perché Washington è così risoluta sulla Gran Bretagna nell’Unione europea? La risposta è stata in parte rivelata da Lord Lawson, capo dei Conservatori per la Gran Brteagna. In un intervista del mese scorso con la BBC, Lawson ha detto che l’interesse primario degli Stati Uniti “è poter influenzare tutta l’UE avendo il suo più stretto alleato, la Gran Bretagna, nel blocco”. Lawson è stato cauto, ma in realtà ciò che voleva dire è che la Gran Bretagna è un surrogato di Washington nei rapporti col resto d’Europa. Vi sono due questioni strategiche che illustrano il punto. Il primo è il gigantesco patto commerciale che Washington cerca di concludere con l’Unione europea. Il partenariato commerciale e d’investimento transatlantico (TTIP) è visto dare impulso vitale alle esportazioni statunitensi in Europa, la cui popolazione totale è quasi doppia di quella degli Stati Uniti. Per la storicamente stagnante economia degli Stati Uniti sarebbe un accordo molto gradito. Tuttavia, vi è molta resistenza tra i cittadini dell’UE al TTIP, perché visto cedere troppo potere al capitale degli Stati Uniti sui diritti dei lavoratori e le norme alimentari e ambientali europei. La Gran Bretagna di Cameron è una grande fan del TTIP, facendo intenso lobbying sul resto dell’UE a firmare l’accordo. Quindi, se il Regno Unito dovesse uscire dal blocco europeo, c’è il rischio che il TTIP decada. Una grave sconfitta per Washington. In secondo luogo, e ancora più importante, il tanto decantato “rapporto speciale” degli USA con la Gran Bretagna ha garantito a Washington un’influenza alla Svengali sugli Stati europei. Ciò fin dai primi giorni dell’integrazione europea dalla fine della seconda guerra mondiale. La subordinazione inglese agli interessi statunitensi, con governi conservatori e laburisti, ha sempre fatto sì che le politiche dell’UE siano fortemente ponderate fondendosi con le ambizioni geopolitiche di Washington. La politica estera e militare inglese, sempre strettamente allineata a quella degli Stati Uniti, ha effettivamente impresso sull’UE l’identità sinonima dell’alleanza militare guidata dagli statunitensi, la NATO. La Gran Bretagna non è affatto l’unica voce atlantista in Europa, ma si può affermare che senza il surrogato inglese l’influenza di Washington sull’UE sarebbe assai ridotta. Seguendo gli spericolati interventi militari per i cambi di regime di Washington nel mondo, negli ultimi decenni, dall’ex-Jugoslavia ai Balcani, Afghanistan e Iraq, dalla Libia alla Siria e Ucraina. In tali interventi criminali, l’Europa vi è sempre stata coinvolta dal sostegno della Gran Bretagna agli obiettivi di Washington. Sulla Russia è ipotizzabile che il braccio di ferro tra Europa e Mosca non sarebbe così grave se non fosse per la Gran Bretagna, strumentale all’agenda di Washington per imporre sanzioni. È interessante notare che molte voci più sane, in Europa, come il premier dell’Italia Matteo Renzi, il ministro degli Esteri della Germania Frank-Walter Steinmeier e il ministro delle Finanze francese Emmanuel Macron, negli ultimi mesi hanno chiesto un riavvicinamento con la Russia sulla crisi Ucraina. La supposizione ragionevole è che le relazioni tra Europa e Russia sarebbero più compatibili se non fosse per la Gran Bretagna “quinta colonna” di Washington nell’UE. Mentre l’UE ha effettivamente un ruolo sinistro, con Washington, nell’istigare il colpo di Stato in Ucraina nel febbraio 2014, è comunque plausibile che lo scontro pericoloso risultante con Mosca non sarebbe avvenuto nella misura attuale se l’Europa avesse avuto una politica estera più indipendente dagli Stati Uniti. Durante la crisi ucraina, la Gran Bretagna agì da braccio destro di Washington, convincendo gli altri ad adottare una più acuta postura anti-russa, alimentando il processo militare della NATO in Europa e la profonda spaccatura diplomatica con Mosca.
Il referendum in Gran Bretagna sulla Brexit potrebbe aversi minimo a giugno, con il risultato di abbandonare l’UE alla fine del prossimo anno. I sondaggi finora indicano parità, ma l’ultimo indica la campagna per “lasciare l’Europa” con un sostanziale vantaggio di nove punti. Una cosa è certa però. Washington seguirà attentamente il referendum, e altri interventi sono prevedibili dalla Casa Bianca per influenzare l’esercizio democratico a favore dell’adesione della Gran Bretagna nell’UE. Le ambizioni egemoniche di Washington ne dipendono. Per coloro interessati a un’Europa più indipendente, libera dal peso delle macchinazioni geopolitiche di Washington, si potrebbe sostenere che il miglior risultato sarebbe la Gran Bretagna uscire dall’UE. Quindi, lasciate che la barchetta Gran Bretagna salpi verso l’Atlantico sotto l’inno illusorio “Britannia Rules the Waves”. E poi, forse, l’Europa potrà cominciare a vivere rapporti più pacifici con il resto del mondo.brexit-beckons-as-97-of-britons-think-david-cameron-cant-get-a-better-eu-dealTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I legami tra Egitto e Russia si rafforzano a scapito della Turchia

PN Harrister, IHSReseau International 7 febbraio 201654d999e639cc1I legami tra Egitto e Russia continuano a rafforzarsi, dispiacendo i sauditi che continuano a compiere sforzi per la riconciliazione tra Egitto e Turchia. Riconciliazione improbabile essendo incompatibili, per non parlare del sostegno turco ai Fratelli musulmani, con cui l’Egitto combatte con la massima energia. Secondo il quotidiano libanese al-Akhbar, il Ministero degli Esteri egiziano ha informato l’omologo saudita che i colloqui svoltisi con il protagonista turca, nelle ultime settimane, con la mediazione di Riyadh non hanno avuto successo. “Eravamo particolarmente interessati a svolgere questa riconciliazione al più presto possibile, dato che i turchi rispettavano gli impegni promessi in occasione della riunione con la delegazione diplomatica e della sicurezza egiziana in visita ad Ankara la scorsa settimana”, ha detto il ministero. “Senza gli sforzi di Riyadh, non avremmo mai accettato di sederci a un tavolo con la parte turca, sponsor del terrorismo“, ha insistito. Fonti diplomatiche egiziane hanno rivelato che gli ostacoli alla riconciliazione sono dovuti principalmente alla persona del presidente turco Recep Tayyeb Erdogan.
Questo distanziamento tra Cairo e Ankara è compensato dalla crescente vicinanza con Mosca, con cui aumentano gli accordi, a volte a scapito degli interessi della Turchia. Così è stato firmato un memorandum d’intesa tra i due ministri dell’Industria, egiziano e russo, per la consegna di 4 aerei Sukhoj, e l’ordine di altri 6, a una società privata. Per non parlare dei 20 aerei civili che l’Egitto vuole ricevere per promuovere il turismo tra i due Paesi e attrarre circa un milione e mezzo di turisti russi. Proseguendo questi accordi, le aziende turistiche egiziane si pongono l’obiettivo di rompere il monopolio delle società turche sul turismo russo in Egitto, in particolare a Sharm al-Shaiq. Questo dovrebbe aiutare a sospendere il divieto dei voli russi nello spazio aereo egiziano. Oltre l’aspetto economico, l’accordo tra Egitto e Russia è anche molto forte sul piano militare, i colloqui si svolgono, a tutti gli effetti, sulle transazioni negli armamenti.Part-DV-DV2109187-1-1-1

Una posta alta: 50 caccia MiG-29M per l’Egitto
Andrej Petrov Gpolitika South Frontmig29m2_sliac_batajnicaLa MiG Aviation Corporation è in procinto di consegnare oltre 50 velivoli MiG-29M/M2 all’Egitto, secondo il Vicedirettore Generale Aleksej Beskibalov, che ha esplicitamente affermato che la Russia ha già ricevuto il pagamento anticipato dall’Egitto, e il primo velivolo sarà consegnato entro la fine del 2016. “Il contratto sarà il più grande della storia moderna russa. Non è la prima volta che viene citato dai media, fonti aperte ne riferiscono da oltre un anno. L’Egitto, uno dei principali partner tecnico-militari del nostro Paese, viene indicato come acquirente. Il valore del contratto è stimato in oltre 2 miliardi di dollari“, secondo l’esperto militare Mikhail Oparin. Mentre negli anni ’90 le vendite militari russe verso l’Egitto erano poche, la cooperazione s’è accelerata. Oparin aggiunge che negli ultimi tempi quasi ogni contratto tra Egitto e Russia vale non meno di diverse centinaia di dollari. Due anni fa la Russia firmò un contratto con l’Egitto per fornire S-300V, sistemi di artiglieria, munizioni. Ecco perché l’Egitto ha comprato le Mistral destinate a noi, e poi ha acquistato gli elicotteri Ka-52K previsti per i loro gruppi imbarcati. Ma anche in quel contesto il contratto del MiG-29M è molto grande. “L’Aeronautica egiziana utilizza caccia prodotti in quattro Paesi diversi, sicuramente unico del genere. Il nucleo è composto da F-16 statunitensi, Mirage 2000 francesi e MiG-21 sovietici e copie cinesi. L’intento per i “29” è sostituire i velivoli sovietici e cinesi“, ritiene Oparin. I MiG-29M/M2 sono caccia multiruolo di 4+ generazione, un MiG-29 pesantemente modernizzato con una gamma ampliata di armi e autonomia. “L’aereo possiede fly-by-wire e un radar multifunzione Zhuk che consente di rilevare bersagli a 100km. Il nuovo radar segue ed intercetta fino a 10 bersagli, inseguendone 4 simultaneamente usando missili a guida radar attiva. Le nuove armi permettono di correggerne la rotta di tiro a distanza. La Russia ha anche sviluppato la versione per portaerei dell’aereo. Per carenze dei finanziamenti, lo sviluppo è stato fermato, ma poi riavviato pochi anni dopo. Il risultato è il MiG-29K/KUB rivelatosi utile ad un altro partner strategico della Russia, l’India. La MiG Corporation adempie al contratto con la Marina indiana per 29 caccia”, conclude Oparin.046Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Schiacciare i pidocchi dei ratti, prima che diffondano la peste colorata ancora sognata dalla sinistra italiana.

Schiacciare i pidocchi dei ratti, prima che diffondano la peste colorata ancora sognata dalla sinistra italiana.

Guerra “segreta” in Siria

Warfiles 03/02/2016 – South Front2201352La Russia rafforza tutte le attività di intelligence e ricognizione in Medio Oriente accelerando la scomparsa dei terroristi. L’annuncio è stato dato dal portavoce del MoD Maggior-Generale Igor Konashenkov. “Per individuare più rapidamente le coordinate di siti e strutture dei terroristi abbiamo aumentato la portata di tutte le attività di raccolta d’intelligence e ricognizione in Medio Oriente, permettendoci di identificare nuovi obiettivi e colpirli praticamente in tempo reale”. Konashenkov ha anche detto che l’attacco aereo russo riguarda solo siti ben studiati e confermati in anticipo. Le coordinate sono ricevute dal comando delle forze governative siriane e dai distaccamenti dell'”opposizione patriottica”. Il Colonnello Viktor Murakhovskij, del Consiglio di consulenza della Commissione Militare-Industriale del governo russo, afferma che la dichiarazione di Konashenkov probabilmente riassume gli sforzi per migliorare la raccolta delle informazioni iniziata nel novembre 2015.
Il 17 novembre, il Capo dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, Generale Valerij Gerasimov, osservava che la sorveglianza del territorio della Siria è eseguita da 10 satelliti da ricognizione ottica ed elettronica, anche civili, modificando le orbite di alcuni satelliti per garantire la corretta copertura del territorio della Siria. Va anche aggiunto ciò che lo SMG non ha menzionato: è noto che un aereo ricognizione Il-20M opera nella regione, assieme a un aereo-radar di preallarme A-50. Quest’ultimo velivolo permette di rintracciare bersagli aerei a lunghe distanze, considerazione importante date le provocazioni della Turchia e gli attacchi aerei eseguiti dalla coalizione guidata dagli USA. L’Il-20M, d’altra parte, è dotato di sistemi ottici e radar, come un radar ad apertura sintetica utilizzato per rilevare bersagli terrestri. Poi vi sono anche i voli dei droni e le sortite degli aerei di ricognizione siriani. Naturalmente, vi sono dati dell’intelligence dal Centro di coordinamento di Baghdad e da Iran e Iraq. Anche la raccolta di informazioni tramite reti di agenti probabilmente s’è intensificata. Nelle ultime settimane, il MoD riferisce spesso che l'”opposizione patriottica siriana” fornisce alcune informazioni. Naturalmente, tali informazioni non filtrano attraverso la solita catena di comando. E’ chiaro che tale lavoro s’è intensificato negli ultimi due mesi.IL-20-Come i dati raccolti dal Direttorato dei satelliti da ricognizione del GRU vengono integrati con i dati raccolti da altre agenzie?
-Oggi tutto dipende dal Centro di Comando della Difesa Nazionale (NTsUO). C’è un reparto speciale che integra e raccoglie tutti i dati spaziali in un unico sistema, a prescindere che i satelliti appartengano a GRU, Ministero delle Risorse naturali (ad esempio, i satelliti da telerilevamento Resurs-DK) o Società geografica russa.

-La raccolta dell’intelligence s’è intensificata a novembre. Secondo lei, cosa l’ha causato? Era improvvisamente più difficile rilevare le posizioni islamiste o ci sono più attori, alcuni dei quali “potenzialmente pericolosi”?
-Penso che sia dovuto ai molti obiettivi mobili, le colonne di autocisterne e camion di munizioni e di rifornimento per la Siria. Ci sono circa 10000 autocisterne costantemente in movimento. Le azioni della Turchia inoltre causano preoccupazione.

-Il 25 dicembre lo SMG della Russia annunciava che 2000 terroristi si preparavano ad assaltare Dayr al-Zur. Perché gli islamisti possono trasferire forze da una parte del fronte all’altra senza essere colpiti dagli aeromobili?
– Sì, ma poi il 1° febbraio il MoD riportava gli attacchi delle VKS che hanno interdetto l’assalto su Dayr al-Zur e distrutto 23 obiettivi dello SI… Il che significa che i terroristi possono essere seguiti in tempo reale, e quindi essere attaccati. Alcuni degli aeromobili ad Humaymim non sono solo impegnati negli attacchi aerei, ma svolgono anche compiti di “allerta aerea sul campo”. Sappiamo che di solito una coppia di aerei è in modalità di “allerta” volando su una regione specifica. Se necessario, l’aereo d'”allerta” può colpire obiettivi assegnatigli entro 10-20 minuti, mentre l’aereo “di allerta sul campo” può farlo a non meno di 40-50 minuti.CPrDqsPW8AA7UpAIl dottore in Scienze Militari Konstantin Sivkov ritiene che il maggiore miglioramento riguarda le attività degli agenti, dato che alcun altro mezzo può identificare singoli individui, come il comandante di un distaccamento islamista, e abbiamo frequenti rapporti sulla morte di questo o quel capo.
-Rafforzare la raccolta delle informazioni è necessario perché certi ben noti Paesi ancora armano e riforniscono i terroristi, accrescendone la forza. Nonostante il costante bombardamento delle VKS, gli islamisti riescono a lanciare contrattacchi, purtroppo a volte con successo. Inoltre, la Turchia continua a sostenere il proprio ordine del giorno, fornendo ai terroristi fuoco di copertura d’artiglieria dal territorio turco. Pertanto è fondamentale rilevare i terroristi il più velocemente possibile e colpirli per assicurarsi che siano staccati dalla Turchia. I mezzi tecnici della raccolta delle informazioni (spaziali e terrestri) hanno permesso di localizzare le infrastrutture terroristiche come punti di comando, depositi, ecc. Le foto della ricognizione ne determinano configurazione e coordinate, la ricognizione elettronica utilizza le intercettazioni delle comunicazioni per lo stesso scopo. La cyber-ricognizione che segue i canali internet per individuare le fonti d’informazione in modo che possano essere colpite con altri mezzi, è anche molto importante. La ricognizione aerea allo stesso modo può coprire una vasta gamma di missioni. Ma il problema è che i terroristi spesso si travestono da civili. Quindi molto dipende dal lavoro delle reti degli agenti segreti.
2d1bffa7272c997fd1b68606ad2a6e0dGiudicando dalle informazioni disponibili, s’è intensificata ogni sorta di raccolta d’intelligence, compreso l’uso di agenti di cui, naturalmente, nessuno parlerà in pubblico, secondo un veterano del GRU, il Maggiore-Generale Sergej Kanchukov. Le attività da ricognizione tecnica non sono vulnerabili agli attacchi, mentre le reti degli agenti operano naturalmente sul territorio nemico. L’analista militare Vladimir Karjakin ritiene che il centro di coordinamento di Baghdad svolga un ruolo importante nel diffondere le informazioni e i dati d’intelligence raccolti dagli agenti.
-Mentre sappiamo di questo centro solo dal settembre 2015, vi sono indicazioni che sia operativo dall’ottobre 2014. Poche persone hanno prestato attenzione ai media arabi che indicavano che l’hotel Royal Tulip al-Rashid ospitava 60 consiglieri militari russi per istruite i militari iracheni a volare sui Mi-35 e per creare uno staff congiunto per contrastare il Califfato. Naturalmente, agenti dei servizi segreti russi non girano per deserti e montagne della Siria per incontrare le fonti. Per il loro aspetto fisico, i nostri connazionali hanno difficoltà a lavorare in quella regione, e dal collasso dell’URSS abbiamo perso molta efficienza nei servizi segreti. Durante l’era sovietica il “servizio”, cioè il GRU, era uno dei principali centri di analisi sul potenziale militare e la difesa dei probabili nemici. Oggi sembra che il lavoro d’intelligence consista nella cooperazione tra GRU e servizi segreti siriani, tra cui il Shubat al-Muqabarat al-Asqariya, l’ intelligence militare, e l’Idarat al-Aman al-Am, il servizio d’intelligence politico, che utilizzano le proprie reti di agenti nelle zone di guerra. Molto in Medio Oriente può essere risolto con il “Baqshish“; cioè se si è disposti a pagare fior di quattrini si può sapere molto, finché è possibile evitare la disinformazione. Ciò dipende dal livello della fonte. Lo SIIL ha una fazione idealista e una materialista. Quest’ultima include molti ex-ufficiali teoricamente più facili da reclutare. La tecnologia per la raccolta dell’intelligence può individuare posizioni e movimenti degli islamisti, ma senza agenti e fonti sarebbe difficile sapere chi incontrano, se c’è popolazione civile nelle vicinanze, ecc.resurs_p_silo_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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