L’intelligence sudcoreana sotto indagine per l’annuncio dell’esecuzione di Hyon Yong-chol

Kim Oi-hyun, Hani 15 maggio 2015

00531362101_20150515Il Ministro delle Forze Armate popolari della Corea democrtaica, Hyon Yong-chol (cerchiato) è apparso in un documentario trasmesso dalla Korean Central Television l’11 maggio, insieme al leader nordcoreano Kim Jong-un. La NIS ha affermato il 13 maggio che Hyon era stato giustiziato il 30 aprile. Di solito, quando un funzionario viene eliminato nella Corea democratica, ne sono rimosse le immagini da tutti i documenti e media. (KCTV/Yonhap News)

South Korea Koreas Military TalksLa notizia della presunta epurazione del Ministro delle Forze Armate popolari nordcoreane Hyon Yong-chol mettono sotto indagine il National Intelligence Service (NIS) sudcoreano. Molti si chiedono se il NIS può aver messo in discussione la propria credibilità di agenzia d’intelligence avendo incautamente rivelato non solo intelligence non verificata, ma anche le circostanze in cui le informazioni furono raccolte. Molti esperti ora mettono in dubbio la veridicità delle affermazioni che Hyon sia stato giustiziato, notandone la continua comparsa alla televisione nordcoreana, anche dopo la sua presunta epurazione. Per ora, il NIS esprime fiducia nelle sue pretese, portando a speculare che possa basarsi su testimonianze di rifugiati di alto rango o esami di video satellitari. Domande sono sollevate sulle ragioni dell’agenzia per pubblicare informazioni non verificate, in primo luogo. Alcuni pensano che il NIS tentasse di riscattarsi dopo un precedente errore, all’inizio del mese, sui presunti piani del leader nordcoreano Kim Jong-un di assistere alla commemorazione del 70° anniversario della Vittoria nella seconda guerra mondiale in Russia a Mosca. “La data appare con ampio anticipo, sembrando molto probabile che (Kim) sarà in Russia“, aveva detto il direttore del NIS Lee Byung all’Assemblea Nazionale, il 29 aprile. Ma con un colpo umiliante per l’agenzia d’intelligence, la Corea democratica annunciava il giorno dopo che non sarebbe stata presente. Le fonti dicono che Lee attua una politica di condivisione dell’intelligence così decisa sulla Corea democratica, per aumentarne il più possibile la reputazione da quando è divenuto direttore del NIS a marzo. Un altro fattore potrebbe essere il tentativo di bloccare i recenti passi verso una politica più conciliante del Ministero dell’Unificazione e dell’amministrazione. “Il risultato di ciò è che il sensazionalismo dell’annuncio del NIS avrebbe conseguenze negative sulla politica di conciliazione dell’amministrazione di Park Geun-hye verso il Nord, che era appena cominciata“, ha detto un esperto della Corea democratica.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Corea democratica lancia un missile balistico da un “sottomarino”

Análisis Militares 9 maggio 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraImages obtained by Yonhap News Agency show a ballistic missile believed to have been launched on Saturday.Il 9 maggio 2015, oscurata dalla Parata per la Vittoria a Mosca, la Corea democratica ha effettuato il lancio di un missile balistico da un sottomarino, secondo l’agenzia di stampa nordcoreana KCNA. Si ricordi che mesi fa fu riferito che era in preparazione un nuovo sottomarino nordcoreano concepito proprio per lanciare missili balistici, nel cantiere di Sinpo38north

Foto della zona del cantiere di Sinpo:corea del norte sinpoZona Sinpo su Google Maps

Le strutture interessate sono qui:

corea del norte sinpo 2L’area su Google Maps

E in questo molo è possibile trovare il nuovo sottomarino della Corea democratica:

corea del norte sinpo 3Il nuovo sottomarino della Corea democratica su Google Maps

Secondo l’agenzia Yonhap, che di solito ha successo in queste tematiche, il lancio sarebbe stato effettuato dalla zona del cantiere di Sinpo, anche se non ci sono dettagli…

La Corea democratica testa il lancio di un missile balistico sottomarino: KCNA
Yonhap, 9 maggio – La Corea democratica ha effettuato un test di lancio da un sottomarino di un missile balistico, supervisionato dal leader Kim Jong-un, afferma il media statale, una passo per aumentare le capacità missilistiche sottomarine che potrebbe rappresentare una nuova minaccia nella regione. La Korean Central News Agency (KCNA), portavoce dello Stato comunista, ha riferito che Kim ha emesso un ordine per il test di lancio ed osservato il missile balistico sottomarino “salire verso il cielo da sott’acqua”. L’articolo non ha specificato la data esatta e il luogo del test, e ha solo detto che il sito era lontano dalla terraferma. Si suppone che abbia avuto luogo presso il Cantiere Sinpo Sud sulle coste orientali, mentre i media, in una nota separata, riferivano che Kim visitava la zona lo stesso giorno, ispezionando un complesso per la pesca.
Articolo completoSinpoSide940Succede a volte che le innovazioni tecnologiche vengano annunciate e poi taciute. Tutti, o quasi tutti, sono stupiti dalla Corea democratica capace di sviluppare un missile e piazzarlo su un sottomarino, soprattutto perché il Paese non ha grandi siti per ospitare gli enormi missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM). La risposta può forse trovarsi sugli ultimi aggiornamenti satellitari sulle strutture di Sinpo, dove è situato il nuovo sottomarino SSB nordcoreano…

corea del norte submarino sinpoGuardando la foto si vedrà che il sottomarino al centro. Dietro vi è un pattugliatore e poco più avanti la prua una struttura.corea del norte submarino sinpo 2In confronto, la struttura assomiglia ad un pontile dove è installato un “silos”, cioè possiamo vedere una struttura sommergibile progettata per testare il lancio del SLBM nordcoreano KN-11, senza rischiare il nuovo sottomarino, con cui ha avuto luogo lo sviluppo del missile prima di inserirlo nello scafo del sottomarino…

corea del norte sinpo 4L’area su Google Maps

Qualcosa di simile a ciò che si è visto con il nuovo missile da crociera iraniano. Da subito, la Corea democratica ha annunciato il missile balistico lanciato da sottomarino (SLBM), ma nessuna prova è stata fatta senza prima dei preparativi, sembrando rischioso lanciare direttamente da un sottomarino. Dando uno sguardo all’immagine satellitare di Sinpo, si vede una struttura che potrebbe essere il vero protagonista del lancio, con un ragionevole sviluppo del programma dei missili balistici per sottomarino con cui prima svolgere tutti i test e poi, quando pronto, installarlo nella piattaforma operativa per impiegarlo in modo sicuro. Si dovranno aspettare i dettagli per avere certezza se sia da un sottomarino o da un pontile ancorato. Nel frattempo abbiamo le immagini ritoccate della propaganda del regime per stuzzicare l’appetito…

KOREA_BRPL_150509_01Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Corea del Sud cambia campo?

Andrew Korybko Sputnik 20/03/2015

Le recenti decisioni della Corea del Sud sollevano la questione se la sua leadership sia sempre più pragmatica nei rapporti con Pechino a spese di Washington.

korea-04La Corea del Sud è da tempo alleata degli Stati Uniti, ma il suo sostegno agli Stati Uniti non è più cieco come una volta. I crescenti legami economici con la Cina, attraverso il futuro accordo di libero scambio, rendono la politica estera del Paese più equilibrata, così come l’ambivalenza strategica verso il sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti. Mentre la Corea del Sud non può cambiare completamente posizione, sembra seguire una traiettoria verso neutralità e pragmatismo, di per sé una sconfitta relativa del perno politico in Asia degli Stati Uniti.

Chi vuole cosa?
Diamo un rapido sguardo a ciò che ciascuno dei tre attori principali vuole realizzare, contribuendo a dare un quadro più chiaro del motivo per cui la Corea del Sud ha preso le ultime decisioni economiche e militari.

Stati Uniti:
Idealmente gli Stati Uniti vogliono integrare le 28000 truppe in Corea del Sud nella ‘Coalizione di Contenimento della Cina’ (CCC) che costruiscono nell’Estremo Oriente e nel Sud-Est asiatico. Vorrebbero prolungare la presenza militare nel Paese a tempo indeterminato e, auspicabilmente, far aderire la Corea del Sud ai piani del contenimento con la formalizzazione del rapporto militare tra Seoul, Washington e Tokyo. Gli Stati Uniti non hanno un vero interesse nel vedere le due Coree ricongiungersi, dato che ciò potrebbe probabilmente portare alla fine della presenza cinquantennale delle loro forze di occupazione.

Cina:
Il sogno di Pechino è vedere gli Stati Uniti abbandonare completamente la penisola coreana, ed il CCC abbandonato o neutralizzato. Non vuole alcuna destabilizzazione della penisola coreana, in quanto ciò inevitabilmente affliggerebbe la Cina stessa. Se le due Coree si riunificano, la Cina ne monitorerebbe cautamente gli sviluppi per garantirsi che la Corea unita non sia una minaccia economica o militare che può esserle rivolta contro un giorno. Eppure, Pechino preferirebbe che gli Stati Uniti lascino la penisola oggi e affrontare gli eventuali problemi sulla Corea, un domani unita, che avere il Pentagono provocare continuamente la Corea democratica, nel cortile della Cina.

Corea del Sud:
La cosa più importante per Seoul è la risoluzione dei due problemi della Corea democratica, vale a dire denuclearizzazione di Pyongyang e riunificazione. Idealmente, vorrebbe anche perseguire la sua storica ‘terza via’ tra i colossali vicini cinesi e giapponesi, comportando una politica di neutralità e stabilità. Mentre la Corea del Sud è stata ovviamente sotto l’intensa influenza statunitense dalla fine della seconda guerra mondiale, sembra desiderare una politica multipolare quale via più efficace per perseguire i propri obiettivi.

Decifrare le decisioni di Seoul
Ora è il momento di osservare le ultime quattro decisioni della Corea del Sud, che portano a parlare di potenziale perno (e contro di esso).

Ritardo indefinito dell’OpCon:
Stati Uniti e Corea del Sud hanno accettato lo scorso ottobre di ritardare il trasferimento del controllo delle operazioni in tempo di guerra (‘OpCon’) dagli USA a Seoul a tempo indeterminato, con l’idea che la Corea del Sud non sia attualmente in grado di comandare le proprie forze in caso di guerra. Ciò prolunga il controllo diretto degli USA sugli affari militari della Corea del Sud, il che significa che letteralmente ne controllerà le forze armate in caso di guerra con la Corea democratica o la Cina. Anche se la pace vigesse, le forze statunitensi non lasceranno il Paese ancora per un bel po’ difatti, una chiara vittoria di Washington.

L’accordo di libero scambio Cina-Corea del Sud:
Era naturale che le due parti raggiungessero l’accordo che entrerà in vigore a fine anno, dato che la Cina è il maggior partner commerciale della Corea del Sud e la Corea del Sud è il terzo della Cina. Secondo il South China Morning Post, “gli investimenti cinesi in Corea sono balzati del 374%, a 631 milioni di dollari dell’anno scorso dai 133 nel 2013”, in previsione dell’accordo, chiara dimostrazione del desiderio della Cina di espandere le relazioni commerciali con il Paese. Se le relazioni economiche s’intensificano la Corea del Sud potrebbe potenzialmente entrare nell’Area di libero scambio della Cina nella regione Asia-Pacifico (contraltare del TPP degli Stati Uniti), e anche nell’Investment Bank Infrastructure asiatica (la risposta cinese alla Banca Mondiale a guida occidentale, che ha invitato la Corea del Sud ad unirvisi se molla il THAAD), sarebbe un’enorme ritirata dell’influenza di Washington sulla penisola.

Abbandonare il THAAD:
La Corea del Sud è strategicamente ambivalente sul sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti da schierare sul suo territorio. Seoul capisce acutamente che gli Stati Uniti vogliono semplicemente costruire la versione orientale del loro scudo antimissile, ospitandone le infrastrutture diverrebbe un complice del CCC. La Corea del Sud sembra dubitarne, sapendo che le relazioni con la Cina si deteriorerebbero più rapidamente di quelle della Polonia con la Russia dopo averne accettato la controparte in Europa orientale. Nel caso in cui la Corea del Sud decida di non diventare la ‘Polonia asiatica’, sarebbe un duro colpo al perno in Asia degli Stati Uniti.

…o esservi incastrati dopo?:
Ma gli Stati Uniti hanno un asso nella manica, avendo detto alla Corea del Sud di permetterne lo schieramento nel Paese in caso di vaghe “situazioni di emergenza”, che potrebbero realisticamente essere delle manipolate risposte nordcoreane alle provocazioni inscenate con le manovre USA-Corea del Sud (come di norma). Una volta che il THAAD sarà schierato nel Paese, non è probabile che riduca le tensioni, fornendo così agli Stati Uniti la possibilità di piazzare in segreto il loro scudo antimissile nel Paese.

Rimescolamento regionale
Oltre all’avvicinamento della Corea del Sud al multipolarismo, altre due tendenze non dichiarate trasformano la regione. Il peggioramento delle relazioni della Corea del Sud con il Giappone e l’avvicinamento della Corea democratica alla Russia. Il primo è il frutto del rinnovato nazionalismo e militarismo giapponese, mentre il secondo è dovuto alle manovre occulte tra Pyongyang e Pechino. Se perseguono tali rotte fino alle conclusioni logiche, queste tre tendenze regionali ridefiniranno il futuro quadro geopolitico del Nordest asiatico, comportando tre possibili sviluppi.

Ridimensionamento degli USA:
Anche se la presenza militare statunitense probabilmente rimarrà nel prossimo futuro, Washington non sarà più in grado d’influenzare la Corea del Sud come in precedenza, nel senso che il suo potere diminuirà relativamente.

Reindirizzo giapponese:
Il fallimento del Giappone nel ripristinare rapporti favorevoli con la Corea del Sud potrebbe rendere la CCC inefficace nel Nordest asiatico, e Tokyo quindi reindirizzerebbe la CCC a sud verso Vietnam e Filippine. Tokyo ha già pianificato tali mosse, ma con la Corea del Sud non più alleata vitale, vi concentrerà maggiori sforzi.

Colloqui di pace – parte II:
Con la Corea del Sud che si avvicinar alla Cina e la Corea democratica che fa lo stesso con la Russia, l’intera dinamica politica della penisola potrebbe mutare a un certo momento. Mentre in passato la dualità Corea democratica-Cina e Corea del Sud-Stati Uniti non ha portato la pace in oltre 50 anni, il nuovo accordo potrebbe essere più adatto a compiere progressi.

south-korea-mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese

Cosa costruisce la Cina nel Mar Cinese Meridionale?
Tyler Durden Zerohedge 23/02/2015ColeFMapNov11Nel Mar Cinese Meridionale vi sono i territori tra i più contesi del pianeta. Sei Paesi, Cina, Taiwan, Vietnam, Malesia, Filippine e Brunei competono sui diritti nel mare. La disputa si concentra sul contestato arcipelago delle Spratly, un miscuglio di isolotti e scogliere quasi al centro del Mar Cinese Meridionale. Tutti, tranne il Brunei, vi hanno costruito avamposti militari, e tutti questi Paesi, meno la Cina, vi hanno costruito piste di atterraggio. La Cina, arrivata in ritardo nell’occupare le Spratly, ha potuto occupare pienamente otto scogliere. Con così poca terra da utilizzare, la Cina ha iniziato a recuperare da allora. Nell’ultimo anno, gli avamposti della Cina nelle Spratly sono stati sistematicamente sottoposti a un processo di “bonifica”, dove le draghe prelevano sedimenti dal mare scaricandoli sulle scogliere sommerse per farne delle isole. La Cina ha già costruito cinque isole con la bonifica, e almeno due isole sono avviate. La Cina non è la prima a ricorrere alla bonifica, il rilievo Rondine della Malesia e diverse isole vietnamite sono state artificialmente costruite o ampliate, ma la bonifica della Cina avviene su scala più ampia rispetto a qualsiasi progetto precedente. L’isola artificiale costruita sulla scogliera Fiery Cross eclissa l’isola Taiping di Taiwan come maggiore delle Spratly, ed edifici sono in costruzione in diverse altre scogliera cinesi. Mentre i nuovi avamposti militari diventano operativi, è imperativo comprendere cosa la Cina costruisce nel Mar Cinese Meridionale.

Scogliera Fiery Cross
Scogliera Fiery Cross (nota anche come isola Yongshu) era completamente immersa fino ad agosto 2014 quando le draghe cinesi hanno cominciato a scavare il sedimento circostante. Prima della costruzione, la presenza cinese era costituita da un unico bunker di cemento sulla punta sud-ovest del rilievo, ma l’isola da allora è divenuta la più grande delle Spratly, misurando circa 2,3 kmq. La nuova isola è quasi lunga due miglia e sembra essere il futuro sito di un aeroporto.

11Fiery Cross 6 febbraio 2015

21Fiery Cross 14 novembre 2014

Tra novembre 2014 e gennaio 2015, il sud-ovest del rilievo venne bonificato collegando l’aeroporto alla struttura in cemento armato originale e allargando la superficie della barriera corallina. Le attività di dragaggio non sono cessate, e la terra è ancora in espansione. Le fotografie recenti dei media filippini mostrano che le fondamenta di una grande costruzione a nord-est dell’isola.

Scogliera Johnson South
La Scogliera Johnson South ha subito una delle più straordinarie trasformazioni delle Spratly. Le foto pubblicate dal ministero degli Esteri filippino mostrano che la bonifica era iniziata nei primi mesi del 2014, e le nuove foto indicano che la costruzione è ancora in corso.

31Johnson South

All’inizio di settembre 2014 diverse notizie furono diffuse da IHS Janes e BBC sull’avvio di una grande costruzione. Non è chiaro esattamente quando sia iniziata, ma le foto scattate ai primi di dicembre 2014 mostrano chiaramente un edificio considerevole, forse alto più di dieci piani, in costruzione sulla nuova isola.

41Johnson South

Le fotografie scattate e diffuse dall’agenzia vietnamita Thanh Nien News mostrano una serie di cantieri, tra cui ciò che potrebbe essere un centro di controllo del traffico aereo. I media filippini affermano che la Scogliera Johnson South un giorno ospiterà una pista di atterraggio, ma le foto non provano tale affermazione. La barriera corallina è lunga circa 6 kmq, e l’isola circa 0,16 kmq, lasciando ampio spazio per ulteriori bonifiche.

Scogliera Cuarteron
La Scogliera Cuarteron è l’avamposto più occidentale e più meridionale della Cina nelle Spratly. Le bonifiche sulla barriera corallina sembrano essere iniziate nel marzo 2014. Da gennaio 2015 la Cina ha costruito 0,3-0,4 kmq di nuovo territorio. L’isola ospita una diga foranea, un piccolo avamposto militare, un elicottero, un porto artificiale e un molo. Foto satellitari mostrano delle costruzioni in corso, ma non sono abbastanza chiare per capire cosa si stia costruendo.

51Cuarteron

Scogliere Gaven
Le Scogliere Gaven ospitano un progetto di bonifica medio, che realizzato un’isola artificiale di circa 0,08 kmq. Tra giugno e agosto 2014 quest’isola s’è ampliata da piccolo avamposto al bastione di oggi. Le foto mostrano che la nuova isola ospita una caserma per operai e militari, container usati come rifugi temporanei, un porto artificiale e armi antiaeree. Secondo IHS Janes l’isola ospita radar e missili antinave.

6Gaven

Scogliera Hughes
Le bonifiche sulla Scoglier Hughes sembrano iniziate nel marzo 2014. Le foto satellitari suggeriscono che sia in corso sull’isola una nuova costruzione. I rapporti indicano che la nuova isola ospita un faro e di un avamposto militare.

7Hughes

Scogliera Subi
La Scogliera Subi, l’avamposto più settentrionale della Cina nel Mar Cinese Meridionale, è la più recente bonifica. Le foto satellitari dei primi di febbraio 2015 mostrano una significativa presenza di draghe che lavorano in due punti a sud-est e sud-ovest della barriera corallina. Il dragaggio a Subi apparve nelle foto satellitari scattate il 26 gennaio 2015, mostrando due draghe che avevano cominciato a lavorare sulla punta sud-ovest di Subi. Prima dell’inizio della bonifica, Subi ospitava un elicottero e un piccolo avamposto in calcestruzzo utilizzato da truppe di passaggio.

8Subi 8 febbraio 2015

9Subi 26 gennaio 2015

Scogliera Mischief
La Scogliera Mischief è l’avamposto più orientale della Cina nelle Spratly. Foto satellitari di fine gennaio indicano che la bonifica è appena iniziata. Queste foto mostrano la presenza di draghe a sud dell’isola, così come nuove terre separate da una struttura in calcestruzzo. Il rilievo Mischief è a meno di 200 miglia dall’isola filippina di Palawan (meno di 150 miglia in alcuni punti), mettendo così la barriera corallina all’interno della zona economica esclusiva della Filippine. Com’era prevedibile, l’avvio della bonifica nella Scogliera Mischief è stato accolto da ampie proteste delle Filippine.

10Mischief 26 gennaio 2015

111Mischief 26 gennaio 2015

Scogliera Eldad
La Scogliera Eldad ospita un banco di sabbia a forma di lacrima a nord. Dimensioni e forma del banco di sabbia sono coerenti nelle foto scattate tra gennaio 2012 e novembre 2013. Le foto più recenti mostrano un leggero aumento delle dimensioni del banco di sabbia, indicando una possibile bonifica elementare in corso sulla barriera Eldad. Queste foto non riprendono draghe e possono semplicemente mostrare cambiamenti naturali, ma intelligence e media filippini sostengono che Eldad sia in realtà obiettivo della bonifica cinese. La situazione sul Eldad è ambigua, e dovremmo continuare ad osservarla per notare un recupero.

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Sulla base di fotografie satellitari e rapporti d’intelligence è chiaro che la Cina attualmente bonifica almeno sette delle sue otto scogliere; Fiery Cross, Johnson South, Gaven, Hughes, Cuarteron, Subi, e Mishcief, e che una bonifica sarebbe iniziata anche su Eldad. I lavori su Johnson South, Gaven, Hughes e Cuarteron iniziarono nei primi mesi del 2014, la bonifica di Fiery Cross iniziava nell’agosto 2014, su Subi e Mischief a fine gennaio 2015. Bonifiche su Eldad potrebbe esser iniziate nel dicembre 2014. Le foto mostrano grandi costruzioni in corso sulle neo-isole Fiery Cross e Johnson South, mentre meno estese, ma sempre grandi costruzioni sono in corso a Hughes, Gaven e Cuarteron. Data la misura in cui il futuro controllo delle rotte nel Mar Cinese Meridionale influenzerà l’equilibrio di potere globale, la costruzione delle isole cinesi è degna di attenzione.

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La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese
Forse non è una grande idea per gli Stati Uniti mettersi contro la Russia?
Harry J. Kazianis The National Interest 25 febbraio 2015 – Russia Insider

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Ciò che Robert Kaplan ha così elegantemente soprannominato “Calderone dell’Asia”, il Mar Cinese Meridionale, potrebbe ribollire di nuovo. Ma il vero spunto è chi potrebbe accendere con la ‘massima’ fiamma tale caldaia virtuale: nientemeno che il presidente russo Vladimir Putin. Eventi a migliaia di chilometri di distanza, in Ucraina, potrebbero innescare una reazione a catena che potrebbero vedere la Cina dominare incontrastata questo grande specchio d’acqua grazie ad una grande infusione di armi e tecnologia russe, se l’occidente iniziasse ad armare l’Ucraina. Ma prima di arrivare ai succosi dettagli di come la Cina potrebbe diventare il “Master and Commander” del Mar Cinese Meridionale grazie all’assistenza russa, facciamo un doveroso passaggio dell’ultimo dramma in questo tormentato specchio d’acqua. Le tensioni sono aumentate nella regione Asia-Pacifico, la Cina continua a cambiare i fatti sul campo (“sull’acqua” potrebbe essere un termine migliore), continuando a lavorare su diversi enormi progetti di bonifica delle isole che molti analisti ritengono creeranno nelle maggiori isole abitate aeroporti, porti, stazioni radar e forse anche batterie di missili antinave. La motivazione è abbastanza ovvia, Pechino probabilmente dominerà il Mar Cinese Meridionale, se utilizza queste isole rivendicandone la sovranità. Nulla parla di “sovranità indiscutibile” che agendo da sovrano, come pattugliare il territorio rivendicato e farvi rispettare le leggi. Le basi nel Mar Cinese Meridionale, disponendosi su 9 o 10 famigerate linee tratteggiate, più che dei grandi segni su una mappa a Pechino, potrebbero realizzarlo.

Le nuove basi nella Cina meridionale + A2/AD = un incubo per USA ed alleati
Per le capacità militari cinesi molto è stato fatto negli ultimi anni, con la crescente capacità della RPC di negare a un avversario tecnologicamente avanzato (si pensi a Stati Uniti e/o Giappone) la capacità d’intervenire in diversi possibili scenari presso i suoi confini (Taiwan e/o Mar Cinese orientale e meridionale). Nei prossimi anni, tali capacità evolveranno e miglioreranno grazie alle innovazioni tecnologiche. Combinando probabili progressi tecnologici cinesi come missili da crociera più precisi e dalla maggiore autonomia e nuove basi nelle isole bonificate nel Mar Cinese Meridionale, a dir poco saranno l’incubo dei pianificatori di Stati Uniti e alleati, che fanno di tutto per garantirsi l’accesso alle regioni vitali dell’Asia-Pacifico. Denominato A2/AD dalla maggior parte degli specialisti militari occidentali, la Repubblica popolare cinese lentamente crea le condizioni in cui Stati Uniti, Giappone e altre forze alleate soffrirebbero pesanti perdite se un conflitto esplodesse sulla prima catena di isole, e in futuro, anche sulla seconda catena di isole. Attraverso diversi campi d’ingaggio (terra, mare, aria, informatica e spazio), le forze cinesi hanno perseguito un robusto programma di sviluppo di una serie di sistemi d’arma unici che sfruttano le debolezze specifiche delle forze di USA ed alleati. Mentre queste capacità sono già abbastanza robuste, e Washington ed alleati stendono piani per neutralizzare l’impatto di tale strategia (vedasi il il dibattito sul concetto Air-Sea Battle/JAM-GCC), qualcosa di ampiamente ignorato in molte recensioni sul problema è che Pechino già opera per acquisire la prossima generazione di piattaforme per armi A2/AD, oltre a sviluppare tattiche e strategie corrispondenti. La Cina negli ultimi anni ha sviluppato prototipi di caccia di 5° generazione, piattaforme per missili balistici antinave e missili da crociera a lungo raggio sempre più sofisticati. Tali sistemi non sono facili da produrre da una qualsiasi nazione. Se Pechino dovesse trovare un partner disponibile, potrà già avere tale tecnologia, compiendo il salto di qualità necessario per disporre di tali piattaforme avanzate per armi A2/AD anni prima di quando i produttori nazionali possano fare da soli. La Russia, in cerca di vendetta per la crisi in Ucraina, potrebbe fornire tale assistenza.

Come la Russia potrebbe aiutare la Cina: armi e tecnologia
Immaginate questo scenario: l’occidente decide che è il momento di armare l’Ucraina. La Russia decide che deve reagire e non solo in Europa. Il Presidente Putin tira fuori il mappamondo e cerca un luogo dove la potenza russa potrebbe meglio colpire gli Stati Uniti. I suoi occhi si illuminano su una zona che potrebbe non solo rafforzare i legami con un partner potenziale, ma danneggiare seriamente gli sforzi statunitensi per il “perno” su quella parte del mondo: il Mar Cinese Meridionale.

A2/AD vola alto: arriva il Su-35 russo
La Cina cerca di migliorare la sua capacità anti-accesso nel dominio dell’aria, con il tanto vociferato acquisto di Su-35 dalla Russia, acquisizione che potrebbe formalizzarsi se l’occidente arma l’Ucraina. Con un raggio d’azione maggiore rispetto agli attuali Su-27/J-11 della PLAAF, il Su-35 darebbe alla Cina la possibilità di schierare caccia avanzati per maggiori periodi sui Mari Cinesi orientale e meridionale, migliorando l’efficacia dei pattugliamenti nella recente Air Defense Identification Zone (ADIZ) sul Mar Cinese Orientale ed eventualmente aiutare Pechino a creare una ADIZ sul Mar Cinese Meridionale. L’aereo sarebbe probabilmente superiore alla maggior parte dei caccia in Asia (ad eccezione di F-22 e F-35) colmando il vuoto fin quando presumibilmente i velivoli furtivi nazionali di 5.ta generazione saranno operativi. Se la Cina dota gli aerei di armi antinave avanzate e li basa nei nuovi aerodromi sulle barriere Johnson e Fiery, una nuova e potente arma antiaccesso comparirebbe, con solide capacità di respingere le forze alleate in acque più sicure.

1458451A2/AD 2.0 sul mare: sottomarini e sonar
Nell’oceano, grazie ancora alla possibile collaborazione con la Russia, la Cina potrebbe cercare di migliorare le proprie capacità sottomarine con possibili nuovi sottomarini. Ciò si collega ad ulteriori notizie sulla possibile vendita di Su-35 negli ultimi anni. Mentre i rapporti variano sulla serietà dei negoziati, confermati e negati più volte, nuovamente si comprendono le tendenze cinesi nel rafforzare le proprie capacità A2/AD con l’aiuto russo. La nuova  tecnologia sottomarina sarebbe di vitale importanza per la Cina, non solo per la possibilità di schierare sottomarini più potenti, ma anche perché Pechino potrebbe potenzialmente trarre nuove tecnologie da questi mazzi. Ciò potrebbe includere motori AIP, tecnologie furtive e avanzate armi antinave dei russi talvolta venduti con i sottomarini. La PRC sembra interessata a migliorare la tecnologia anti-sottomarini (ASW), un punto debole tradizionale di Pechino. In un articolo per Proceedings dello scorso anno, i collaboratori della TNI Lyle Goldstein e Shannon Knight analizzavano le recenti opere cinesi suggerendo che Pechino “ha schierato nell’oceano reti acustiche fisse al largo delle sue coste, presumibilmente con l’intento di monitorare le attività sottomarine straniere nei mari vicini“. Citando altri saggi di provenienza cinese, la ricerca sembra confermare l’incursione di Pechino in questo importante settore della tecnologia militare. Mentre non vi è stata alcuna menzione specifica di un accordo sui sottomarini tra Russia e Cina, Mosca ha sicuramente l’esperienza per aiutare Pechino in questo senso. Considerando che gli sforzi degli Stati Uniti per mantenere l’accesso agli spazi eventualmente contestati dalla A2/AD cinese dipendono soprattutto dai sottomarini furtivi, una tale collaborazione in questo settore potrebbe rafforzare considerevolmente i piani A2/AD cinesi.

Perché la Russia potrebbe pensarci due volte: l’accordo del Su-27
Mentre la crisi ucraina certamente sarebbe un potente catalizzatore per la collaborazione tecnologica nella difesa sino-russa, per tali trasferimenti in passato Mosca ha pagato un prezzo pesante. La Russia farebbe certamente meglio a rivedere il passato, avendo indizi sul perché una vendita alla Cina potrebbe essere una sfida nel lungo termine. L’ultimo importante accordo aeronautico tra Mosca e Pechino, negli anni ’90, riguardava l’ancora molto ricercato aereo di 4.ta generazione Su-27 Flanker. A quel tempo la Russia non vendeva armamenti tecnologicamente avanzati a Pechino dalla frattura cino-sovietica, quando l’aumento delle tensioni scatenò scontri di confine. Quando l’URSS crollò, alla fine del 1991, l’industria bellica russa lottava per rimanere a galla. La Russia traboccava di armi che avrebbero aiutato i cinesi a un salto di diverse generazioni nella tecnologia militare, quindi una partnership sembrava avere senso. Per la Cina, l’accesso a tecnologia militare avanzata era cruciale e nel 1991 Pechino riteneva tale ricerca rilevante. Gli strateghi cinesi erano attoniti dalla velocità con cui gli Stati Uniti poterono sopraffare le forze armate irachene nella prima guerra del Golfo. I pianificatori militari cinesi si resero conto che gran parte delle loro armi era obsoleta di fronte a munizioni di precisione, bombardieri invisibili e aerei da combattimento guidati da sistemi di comando e controllo avanzati. La tecnologia russa, anche se non così avanzata come quella degli USA, diede la spinta tanto necessaria alla modernizzazione. Nel 1991 Mosca vendette a Pechino un lotto di 24 Su-27 per 1 miliardo di dollari. Nel 1995, la Cina acquistò altri 24 Su-27 dalla Russia, consegnati nel 1996. Nello stesso anno, Cina e Russia approfondirono la partnership quando Pechino comprò per circa 2,5 miliardi di dollari la licenza per la fabbricazione di altri 200 Su-27 presso la Shenyang Aircraft Company. Il contratto imponeva che l’importante versione cinese del Su-27 dotata di avionica, radar e motori russi, non potesse essere esportata. La Russia era preoccupata a che la Cina potesse conoscere abbastanza il Su-27 da poter un giorno venderlo a terzi, facendo perdere alla Russia potenzialmente miliardi di dollari nella vendita del caccia. Purtroppo per la Russia, l’accordo fu quasi un disastro. Dopo aver costruito circa 100 jet, la Cina annullò il contratto nel 2004. Pechino disse che gli aerei non soddisfacevano più le sue specifiche. Tre anni dopo, la Cina rigettò completamente l’accordo quando sviluppò il nuovo caccia J-11. L’aereo sembrava la copia esatta del Su-27. La Cina nega di aver copiato il Su-27, spiegando che l’aereo utilizza parti per lo più locali ed avionica e radar sviluppati nazionalmente.

Riflessioni
Mentre il dibattito si scalda a Washington sui modi per sanzionare la Russia per le sue azioni in Ucraina, Mosca ha più modi di reagire se l’occidente armasse l’Ucraina. Infatti, quanto sopra è solo una delle molte possibilità. Mosca potrebbe seguire l’azione descritta con la Cina, fornendo armi e tecnologia che potrebbero esacerbare la tendenza della Cina verso sud e in altre contese future. Tuttavia, la Russia ha molti altri modi di creare difficoltà all’occidente; per esempio nei colloqui sul nucleare Iran o ingraziarsi altre nazioni in rotta con l’occidente come Corea democratica, Venezuela e varie altre. E la Russia, naturalmente, ha la capacità di alzare drammaticamente la posta in Ucraina fornendo ai separatisti armi più avanzate per contrastare le possibili armi occidentali.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il cyber-attacco preventivo degli USA alla Corea democratica avrà gravi conseguenze

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 23/12/2014USmilitaryOUTGli Stati Uniti hanno utilizzato le più inconsistenti prove per giustificare un attacco massiccio al rudimentale servizio internet della Repubblica democratica popolare di Corea. Con il lancio di ciò che equivale a un attivo cyber-attacco contro la Corea democratica, una potenza nucleare, l’amministrazione Obama ha ancora una volta dimostrato di essere più adatta a usare la forza che la diplomazia, e le spacconate al ragionamento. Quando si tratta di brandire l’arsenale degli USA, che si tratta di armi tradizionali o cyber-armi, Barack Obama non è diverso dal suo predecessore guerrafondaio George W. Bush. Anche gli svolazzi retorici di Obama corrispondono a quelli di Bush. Rispondendo alla presunta pirateria informatica della Corea democratica alla rete dei computer della Sony Pictures, per la prevista proiezione a Natale della commediola “The Interview”, dove un carro armato uccide il leader nordcoreano Kim Jong Un. Obama ha detto che gli Stati Uniti avrebbero risposto “nel luogo, tempo e modi che abbiamo scelto”. A quanto pare, la risposta è venuta sotto forma di attacco dell’US Cyber Command alle poche connessioni Internet che la Corea democratica mantiene con il resto del mondo. La maggior parte della connettività globale della Corea democratica avviene tramite server nella città cinese di Shenyang. La Corea democratica non aveva connettività diretta con Internet fino al 2010. Vi sono tutte le indicazioni che la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti, così come il dipartimento di Stato degli Stati Uniti, abbiano collaborato con i dirigenti della Sony Pictures, produttori di “The Interview” come operazione di “soft power” per minare il governo della Corea democratica. Un certo numero di DVD pirata attraversa il confine Cina-Corea democratica dove i cittadini nordcoreani normalmente sono esclusi dalla visione di film occidentali. La CIA e il suo contraente privato prediletto, la RAND Corporation di Santa Monica, in California, hanno riconosciuto il “soft power” nella cultura popolare degli Stati Uniti integrandone l’impiego nelle operazioni d’intelligence degli Stati Uniti. La diffusione nel 2012 su YouTube del “trailer” del film anti-islamico “The Innocence of Muslims”, aveva tutte le caratteristiche di una provocazione delle intelligence statunitense e israeliana per sfruttare le già tese proteste di piazza dall’Egitto e Libia a Yemen e Pakistan. A seguito delle informazioni raccolte dalle e-mail violate dei vertici della Sony Pictures di Culver City, California, e della Sony Corporation di Tokyo, la responsabilità politica e delle agenzie di intelligence nella produzione e distribuzione programmata di “The Interview” diventa cristallina. E’ anche abbondantemente evidente che i responsabili dell’hacking dei computer Sony avessero informazioni che avrebbero potuto ottenere solo addetti ai lavori della Sony o delle agenzie d’intelligence statunitensi. Le informazioni in possesso degli “hacker” includevano password amministrative e di sicurezza e altre credenziali privilegiate. Ci sono anche scarse prove che il gruppo di hacker che ha rivendicato la fuga di numerosi file della Sony Pictures, “I Guardiani della Pace”, sia legato alla Corea democratica.
Sony Corporation è sotto pressione da parte del governo del Giappone a causa dei negoziati molto sensibili tra Tokyo e Pyongyang sul rimpatrio di cittadini giapponesi, per lo più della città di Niigata, rapiti dalla Corea democratica negli anni ’70. Le delicate trattative tra Tokyo e Pyongyang sono incentrate sul numero di sequestrati che devono essere rimpatriati. Mentre Corea democratica e Giappone concordano sul numero dei rapiti giapponesi, meno di 20, altri rapporti indicano che sarebbero centinaia. Mentre la Corea democratica si preparava per consegnare a Tokyo una lista di 883 rapiti, numero che ha stupito il governo giapponese del primo ministro Shinzo Abe, Sony Pictures ha annunciato la distribuzione di “The Interview” il 25 dicembre. Il film, che ha per stelle i tristi e arroganti sostenitori dell’Israel Defense Force Seth Rogen e James Franco, è carico di stereotipi anti-asiatici e sciovinismo americanista. Quando i dettagli del film sono fuoriusciti, non da parte degli hacker ma dalle pagine di Hollywood Reporter e Variety, Sony e il governo giapponese si sono preoccupati. La scena più raccapricciante del film mostra la testa di Kim fatta a pezzi da un carro armato, spargendo materia cerebrale, pezzi di cranio, capelli e carne carbonizzata. I due personaggi principali, interpretati da Rogen e Franco, sono presumibilmente assunti dalla CIA per uccidere Kim Jong Un, dopo esser stati invitati a intervistare il leader nordcoreano. Secondo le e-mail trapelate della Sony, i dirigenti della sede centrale di Sony tentavano di frenare la libera gestione della divisione di City Culver e modificare il contenuto del film che avrebbe infiammato il governo della Corea democratica. Su pressione del governo Abe a ritirare “The Interview”, i dirigenti della Sony iniziarono a fare presente le loro riserve alla divisione intrattenimento della società a Culver City. I bigotti media aziendali statunitensi, legati a Hollywood tramite i legami aziendali di Fox News, MSNBC, CNN e “Tinsel Town”, si sono lamentari di come gli Stati Uniti siano preda del bullismo del dittatore della Corea del Nord. La CIA è salita sul carro invocando maggiore sorveglianza del cyberspazio. E senza alcuna prova, anche circostanziale, il Federal Bureau of Investigation ha accusato la Corea democratica del cyber-assalto alla Sony. La Corea democratica è il cyber-spauracchio favorito dal complesso militar-spionistico degli Stati Uniti che la classifica con Russia e Cina per creare “cyber-nemici”.
POSTER DEPICTING NORTH KOREAN MILITARY POWER DEFEATING US IS DISPLAYED IN PYONGYANGLe e-mail hackerate della Sony mostrano lo scambio tra l’“esperto” sulla Corea democratica della RAND Corporation Bruce Bennett e il presidente e CEO della Sony Pictures Entertainment Michael Lynton. Bennett ha detto di aver esaminato la scena finale in cui la testa di Kim saltava e credeva che il DVD del film, una volta contrabbandato in Corea democratica, avrebbe avuto un impatto in Corea potendo accelerare l’assassinio del vero Kim e innescare il rovesciamento del governo della Corea democratica. La RAND Corporation era ed è un’importanta aziende della CIA. Bennett è il consulente sulla Corea democratica della RAND i cui consigli sono richiesti dai finanziatori della RAND, CIA, US Cyber-Command (affiliato alla National Security Agency) e Pentagono. Lynton rispose a Bennett dicendo che la scena della morte di Kim era stata approvata da un alto funzionario del dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dall’inviato speciale degli Stati Uniti per i diritti umani in Corea democratica, l’ambasciatore Robert King. Le email diffuse indicano che l’alto funzionario della Sony ha poi contattato Daniel Russel, assistente Segretario di Stato per l’Asia Orientale e il Pacifico. A giugno, la co-presidente di Sony Pictures Entertainment Amy Pascal, il cui razzismo verso il presidente Obama appare nelle e-mail rivelate dagli hacker “I Guardiani della Pace”, inviò una e-mail al vicepresidente della Sony Pictures Jeff Black con un ordine urgente: “dobbiamo far uscire da qui il nome della sonys [sic] al più presto”. Pascal esortava a cancellare la scena della morte orribile di Kim che RAND e dipartimento di Stato volevano rimanesse, e confezionare una versione meno violenta di “The Interview” da distribuire con la sussidiaria della Sony, la Columbia Pictures. Lynton inoltre convenne che la scena della morte dovesse sparire: “Sì, possiamo essere carini qui. Ciò che vogliamo veramente non è il volto che esplode, in realtà non vederlo morire. Uno sguardo d’orrore all’avvicinarsi del fuoco è probabilmente ciò che ci serve”. E’ chiaro che i dirigenti della Sony in Giappone fecero pressione sulla divisione per abbandonare la scena, se non l’intero film. Kaz Hirai, presidente della Sony in Giappone, non voleva la scena della morte di Kim. Le sue preoccupazioni coincidevano con le trattative delicate tra Giappone e Corea democratica sui giapponesi rapiti. Tuttavia, emerge dalle e-mail trapelate che l’arrogante supporter delle IDF, la co-star Rogen, s’era infuriato nell’abbandono della scena della morte. Rogen, un noto sostenitore delle atrocità dell’esercito israeliano a Gaza e altrove, si è anche opposto al piano del capo della Sony, Hirai. Con i cartelloni teatrali che toglievano la prevista premiere di “The Interview” del 25 dicembre, Rogen e Franco hanno istigato i loro “glitterati” amici a condannare la censura. I proprietari del teatro si erano detti preoccupati da non precisate minacce “terroristiche” contro i teatri che proiettavano il film. Utili idioti come George Clooney e Bill Maher si sono mobilitati a difesa del film. Va sottolineato che l’operazione VICE di Maher, della HBO, è penetrata in Corea democratica con la scusa di documentare il viaggio del giocatore di basket Dennis Rodman per incontrare Kim. Non vi è dubbio che VICE, che accede ai campi di battaglia di tutto il mondo, sia un’altra operazione d’intelligence degli Stati Uniti con Hollywood come copertura.
La Corea democratica s’è offerta di condurre un’indagine congiunta con gli Stati Uniti sull’hackeraggio della Sony. Washington l’ha respinta immediatamente. Nessuno dell’amministrazione Obama vuole mostrare le impronte digitali degli Stati Uniti nel film di propaganda “The Interview”, meno di tutti alla RPDC. Lsabota negazione inaudita degli attacchi alle reti dei computer della Corea democratica spacciata da “risposta proporzionale” degli USA all’attacco alla Sony, ha innescato l’hacking dei computer dell’operatore dei reattori nucleari della Corea del Sud, Korean Hydro Nuclear Power Company (KHNP). Proprio come le sanzioni economiche contro la Russia hanno innescato una crisi finanziaria europea e mondiale, l’attivo cyber-attacco di Washington alla Corea democratica avrà conseguenze di vasta portata. L’amministrazione Obama, come il suo predecessore, dimostra al mondo che gli USA non sono affidabili con i loro adorati “giocattoli da guerra”.

Bruce Bennett: 'esperto' della CIA sulla Corea e nullità umana.

Bruce Bennett: ‘esperto’ della CIA sulla Corea e nullità umana.

Robert King: l'inviato speciale statunitense per i diritti umani in Corea democratica, che invoca l'assassinio del leader della Corea democratica e il rovesciamento armato del governo nordcoreano.

Robert King: l’inviato speciale statunitense per i ‘diritti umani in Corea democratica’, che invoca l’assassinio del leader della Corea democratica e il rovesciamento armato del governo nordcoreano.

Bill Maher: ideatore e padrone della serie giornalistica VICE, copertura globale delle operazioni della CIA.

Bill Maher: ideatore e padrone della serie giornalistica VICE, copertura globale delle operazioni della CIA.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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