L’illusione nordcoreana di Trump

Jonathan Marshall, Consortium News 14 ottobre 2017

Lindsay Graham

Il presidente Trump dice in media cinque bugie al giorno. È anche famoso perciò che il repubblicano Michael Gerson definisce “quasi ignoranza completa di politica e storia“. Quindi avrebbe tentato, sbagliando, di scoraggiare un’altra affermazione affascinante che Trump fece su Fox News qualche giorno prima. Sbagliando perché, se Trump crede veramente a ciò dice, indicherebbe la seria volontà di avviare un bagno di sangue con la Corea democratica che farebbe milioni di morti. Dà nuova credibilità al recente avvertimento del senatore Bob Corker che Trump potrebbe mettere gli Stati Uniti “sulla strada della III guerra mondiale”. In un’intervista a Sean Hannity dell’11 ottobre, Trump si vantava che gli intercettori antimissili balistici statunitensi permettono, almeno per ora, una difesa affidabile contro il lancio dei pochi missili nucleari della Corea democratica. “Abbiamo missili che possono colpire un missile in volo nel 97 per cento dei casi, e se ne mandiamo due, sarà abbattuto”, affermava Trump. Nell’assegnre a Trump il rating delle menzogne massimo di “Quattro Pinocchi”, l’autore del Washington Post Glenn Kessler definiva il presidente “totalmente sballato”, ma ammise che l’affermazione di Trump non era farina del suo sacco. Alcuni anni fa, il direttore del programma del Pentagono da 40 miliardi di dollari, chiamato “Ground-Based Midcourse Defense” (GMD), assicurò il Congresso che “la probabilità sarà ben alta, negli anni ’90, del sistema GMD nell’intercettare un missile che non oggi”. Con lo stesso spirito, il capo dell’agenzia della difesa missilistica del Pentagono si vantava, a maggio, che i suoi missili antimissili potrebbero “sventare qualsiasi minaccia” che la Corea democratica “possa lanciarci… entro il 2020 “. Il GMD è attualmente costituito da 36 missili intercettori basati a Fort Greely, Alaska, e nella Vandenberg Air Force Base in California. Con altro in progettazione, rappresenta una grossa mucca per le aziende come Boeing e Raytheon, ma non ha mai dimostrato di funzionare.

‘Fiducia esagerata’
L’ex-repubblicano del Massachusetts John Tierney, che ha guidato una sottocommissione che seguiva il programma GMD, recentemente si lamentava che “alle audizioni, i funzionari del Pentagono esageravano ripetutamente la fiducia nel programma, sottovalutano i limiti tecnici e respingendo le preoccupazioni di fisici e altri esperti. Tale falso senso di sicurezza persiste oggi“. Secondo Kingston Reif, esperto dell’Associazione sul Controllo degli Armamenti, “il record del sistema è 10 su 18, e questi test sono avvenuti in condizioni fabbricate e controllate, il che significa che il realismo dei test è limitato“. “Il sistema fu testato solo una volta contro un obiettivo simile a un ICBM“, aggiunse Reif. “Venti dei 32 intercettatori dispiegati in Alaska sono armati con un vecchio veicolo cinetico che ha sempre fallito i test dal 2008. Il sistema non è mai stato testato contro le “contromisure complesse” che la Corea democratica potrebbe sviluppare per ingannare le difese statunitensi“. Un altro esperto, Joseph Cirincione, dice: “Abbiamo tante possibilità d’intercettare un missile nordcoreano quanto il presidente di fare buca al primo colpo“. Il valutatore degli armamenti del Pentagono ha recentemente avvertito che il GMD al meglio “ha capacità limitata nella difesa della patria statunitense” e l’Ufficio per la responsabilità governativa, lo scorso anno riferì che l’ottimistica performance dell’agenzia della difesa missilistica non è mai stata dimostrata. In un rapporto di quest’anno, il GAO afferma che il sistema del Pentagono “non prevede probabilmente la robusta difesa promessa”.

I pericoli della fiduccia esagerata
Quali sono le conseguenze per il presidente Trump nel credere alle infondate affermazioni del Pentagono sulla capacità della difesa missilistica degli Stati Uniti? Forse potrebbe essere tentato di lanciare un attacco preventivo sulla Corea democratica, opzione militare molto discussa, confidando che la patria statunitense sia protetta contro la rappresaglia. Potrebbe anche essere tentato di lanciare tale attacco prima, piuttosto che dopo, che la Corea democratica possa costruire la propria flotta di missili nucleari capaci di violare le presunte capacità del GMD. Come già detto, i consiglieri di Trump, come il senatore Lindsey Graham, l’hanno sollecitato per mesi a scatenare l’attacco totale prima che la Corea democratica sviluppi capacità missilistiche nucleari. Secondo Graham, le conseguenze “sarebbero terribili ma la guerra sarà là, non qui. Sarebbe un male per la penisola coreana, la Cina, il Giappone, la Corea del Sud. Sarebbe la fine della Corea democratica. Ma non colpirebbe gli USA e l’unico modo con cui potrebbe mai colpire gli USA è con un missile“. Molti concorrenti di Trump sembrano essere d’accordo con la premessa di Graham, anziché riconoscere che l’arsenale nucleare degli USA basta a dissuadere l’attacco nordcoreano. Il consigliere della sicurezza nazionale HR McMaster dichiarava questa estate che “non possiamo più permetterci di procrastinare” mentre la Corea democratica sviluppa le sue forze nucleari, sostenendo che “la teoria della deterrenza classica” non funzionerà con un governo così brutale. Il capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly, aveva detto: “Penso di parlare per conto dell’amministrazione, che la Corea democratica non può semplicemente poter raggiungere gli Stati Uniti“. Trump stesso dichiarò nel suo discorso alle Nazioni Unite di settembre: “È giunto il momento per la Corea democratica rendersi conto che la denuclearizzazione è il suo unico futuro accettabile“. In seguito, indicò che il segretario di Stato Rex Tillerson “perdeva tempo cercando di negoziare con il piccolo Rocket Man“. Come osserva Daniel Larson, analista della politica estera conservatrice, “il pericolo è che Trump definisca inaccettabile tutto tranne la denuclearizzazione nordcoreana e ciò implica che gli Stati Uniti non ne tollerino il possesso di armi nucleari. Ciò suggerisce che Trump contempli una guerra preventiva illegale che degenererebbe probabilmente in uno scambio nucleare che farebbe milioni di morti almeno. Questa è la trappola che la retorica irresponsabile di Trump tende agli Stati Uniti“. Le bugie di Trump sul sistema di difesa missilistica aumentano tale rischio. Come osservava l’esperto Tom Collina a settembre, “Se il presidente Trump crede di poter fermare un attacco missilistico, è più probabile che provochi un conflitto. È così che le nazioni finiscono nelle guerre non volute. Possiamo solo immaginare la conversazione in cui il segretario alla Difesa Jim Mattis tenta di spiegare al presidente Trump perché non può dipendere dal sistema antimissile da 40 miliardi di dollari: “Se ce l’ho, perché non posso usarlo?” Mattis ha il dovere di spiegare a Trump che il Pentagono sostiene quel sistema con l’intento avere altri stanziamenti dal Congresso, non per altro. Ha inoltre il dovere di ricordargli che le conseguenze della guerra con la Corea democratica sarebbero, come una volta affermò, “incredibilmente tragiche”.”

La possibilità della deterrenza
Mattis dovrebbe anche sottolineare che una guerra preventiva sarebbe inutile quanto distruttiva. Nelle riunioni della leadership, Kim Jong Un aveva descritto il piccolo ma crescente arsenale nucleare non come forza offensiva, ma come “potente deterrente che salva con saldezza pace e sicurezza nella penisola coreana e nell’Asia nordorientale” contro le “continue minacce nucleari” di Washington. In un altro scenario, Kim aggiunse: “Il nostro obiettivo è l’equilibrio di potere reale con gli Stati Uniti e impedire ai governi statunitensi osare parlare di opzione militare“. Gli esperti dell’intelligence statunitense credono che Kim indichi di voler acquisire armi nucleari per deterrenza, non per la guerra. “Svegliarsi una mattina e decidere di nuclearizzare” Los Angeles non è cosa che Kim Jong Un vuole, commentavano gli analisti della Corea della CIA. “Vuole governare per molto e morire in pace nel proprio letto“. Così, anche se Trump crede al Pentagono sulle capacità della difesa missilistica, non ha motivo di lanciare una guerra catastrofica per bloccare il programma missilistico nucleare della Corea democratica. Ma per il nostro bene, qualcuno deve far sapere a Trump che non può contare su una patria statunitense indenne se decidesse per la guerra contro un avversario nucleare.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Come Russia e Cina vinceranno la guerra contro gli USA

Attaccando i mezzi spaziali statunitensi
Dave Majumdar National Interest

Russia e Cina ricercano nuove armi e mezzi per contrastare il dominio nello spazio degli USA, secondo una valutazione dell’intelligence degli Stati Uniti. Infatti, entrambe le nazioni studiano lo sviluppo di armi che potrebbero attaccare satelliti e altri mezzi orbitali statunitensi. “Riteniamo che Russia e Cina percepiscano la necessità di compensare qualsiasi vantaggio militare statunitense nei sistemi spaziali militari, civili o commerciali, e sempre più pensano ad attaccarne i sistemi satellitari nell’ambito di future dottrine belliche“, afferma la testimonianza congressuale di Daniel Coats, direttore della National Intelligence, dell’11 maggio. “Continueranno a perseguire la gamma completa di armi anti-satellite (ASAT) per ridurre l’efficienza militare statunitense“. Le due grandi potenze cercano di compensare i vantaggi degli USA nel settore, continuando lo sviluppo di tali capacità, nonostante dichiarazioni pubbliche che farebbero tesoro della corsa agli armamenti nello spazio. “Russia e Cina continuano a sviluppare capacità contro gli avversari nello spazio, specialmente gli Stati Uniti, mentre pubblicamente e diplomaticamente promuovono la non-militarizzazione dello spazio” e il non primo dispiegamento “di armi nello spazio“, secondo Coats. “Tale impegno continua nonostante gli sforzi diplomatici di Stati Uniti e alleati nel dissuadere l’espansione delle minacce all’uso pacifico dello spazio, compresi gli impegni internazionali delle Nazioni Unite“. La maggior parte degli attacchi contro i mezzi spaziali statunitensi probabilmente non sarà cinetica, concentrandosi su guerra elettronica e cibernetica. “Lo sviluppo sarà molto probabilmente focalizzato sulle capacità di disturbare le comunicazioni militari satellitari (SATCOM), i satelliti con radar ad apertura sintetica (SAR), e in capacità migliorate contro i sistemi satellitari di navigazione globale (GNSS), come il sistema di posizionamento globale (GPS)“, secondo tale testimonianza. “La fusione tra guerra elettronica e cyberattacchi probabilmente espanderà la ricerca di mezzi sofisticati per negare e degradare le reti d’informazione. I ricercatori cinesi hanno discusso i metodi per migliorare le capacità di disturbo con nuovi sistemi per bloccare le frequenze più utilizzate. La Russia intende modernizzare le forze da guerra elettronica e adottare armi di nuova generazione entro il 2020“. Tuttavia, se guerra elettronica e cyberarmi non raggiungessero gli obiettivi, russi e cinesi sono pronti ad usare la forza cinetica per distruggere fisicamente i mezzi spaziali statunitensi. “Alcune nuovi ASAT russi e cinesi, compresi sistemi distruttivi, probabilmente saranno completati nei prossimi anni“, dichiarava Coats. “Gli strateghi militari russi probabilmente considerano le armi spaziali nell’ambito del riarmo della difesa aerospaziale, probabilmente perseguendo una diversificata capacità per influenzare i satelliti su tutte le orbite“. Ma non solo i militari russi; i politici di Mosca promuovono anche le armi anti-satellite, secondo la comunità d’intelligence statunitense. “I legislatori russi hanno promosso la ricerca militare sui missili ASAT per colpire i satelliti su basse orbite e la Russia sperimenta tale arma per eventualmente schierarla“, dichiarava Coats. “Un funzionario russo ha anche riconosciuto lo sviluppo di un missile aerolanciato in grado di distruggere i satelliti in orbita bassa”.
Dall’altra parte del mondo, la Cina è sul punto di schierare un’arma anti-satellite operativa. Nel frattempo, entrambe le grandi potenze sviluppano armi ad energia diretta per contrastare i satelliti statunitensi. “Dieci anni dopo che la Cina intercettò un satellite in orbita bassa, i suoi missili ASAT lanciati da terra starebbero entrando in servizio nell’Esercito di liberazione popolare“, dichiarava Coats. “Entrambi i Paesi avanzano nelle tecnologie delle armi ad energia diretta per disporre di sistemi ASAT che potrebbero accecare o danneggiare i sensori dispiegati nello spazio. La Russia sviluppa un’arma laser aeroportata per usarla contro i satelliti statunitensi. Inoltre, entrambe le nazioni sviluppano satelliti che possono maneggiare altri mezzi spaziali o, se necessario, distruggere i satelliti nemici. Russia e Cina continuano a svolgere sofisticate attività orbitali, come operazioni di riunione e prossimità, almeno in parte probabilmente volte a testare tecnologie a duplice uso dalle capacità antispaziali“, dichiarava Coats. “Per esempio, la ricerca nella robotica spaziale per la manutenzione di satelliti e la rimozione di detriti potrebbe essere usata per danneggiare i satelliti. Tali missioni saranno una particolare sfida futura, complicando la capacità degli Stati Uniti di dominare lo spazio, decifrare l’attività spaziale e le capacità di pre-allarme“. Quindi, con il tempo, il Pentagono dovrà investire di più per assicurarsi la superiorità nello spazio.

Militarizzazione dello spazio: l’X-37B degli USA rientra dopo una missione di due anni
Andrej Akulov SCF 20.05.2017Con l’attenzione pubblica incentrata su altro, gli Stati Uniti adottano nuove e più sofisticate armi spaziali. Passo dopo passo, l’orbita della Terra diventa linea del fronte. Il 7 maggio, l’X-37B atterrava presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida dopo una missione di 718 giorni nello spazio. Nel complesso, dal 2010 ci sono state quattro missioni, ciascuna durata più della precedente. Lanciati dai missili Atlas 5, i velivoli atterrano come aerei. I velivoli riutilizzabili, conosciuti anche come programma per velivoli per test orbitali, hanno accumulato 2086 giorni nello spazio. I carichi e le attività sono segreti. Si ritiene ampiamente che gli spazioplani siano usati per scopi militari o siano un’arma. L’X-37B ha trasportato almeno due carichi nell’ultimo volo. I militari avevano rivelato di aver deciso di far trasportare un propulsore elettrico sperimentale da testare in orbita e un pallet per esporre campioni all’ambiente spaziale. L’X-37B è una navetta spaziale senza equipaggio, lunga 9 metri e un’apertura alare di 5 metri, circa un quarto delle dimensioni dello space shuttle della NASA. Il velivolo spaziale riutilizzabile senza pilota decolla in verticale e atterra in orizzontale rientrando nell’atmosfera e atterrando autonomamente. Il robot può anche gestire l’orbita, mutandola invece di seguire l’orbita prevista, una volta in volo. L’autonomia orbitale della navetta è garantita da pannelli solari che l’alimentano dopo il dispiegamento dal vano di carico. Le quote utilizzate per scopi militari ed esplorativi vanno da 0 a 20 km e da 140 km in su. C’è un vuoto tra ciò che è considerato un potenziale teatro di guerra. L’X-37 è chiaramente un mezzo per riempire tale vuoto dall’“alto”, mentre il Boeing X-51 (conosciuto anche come X-51 Wave Rider) lo fa dal “basso” o salendo. L’X-51 è un velivolo scramjet senza pilota per test ipersonici (Mach 6, circa 6400 km/h). Il costo del programma X-37B non è noto perché il bilancio è classificato dato che è stato assegnato alla DARPA. È quasi certamente un aereo spia o, almeno, per testare sistemi di sorveglianza spaziale e una piattaforma di lancio per minisatelliti di spionaggio. Il carico utile del velivolo è sufficiente ad ospitare sistemi spia come telecamere e sensori. Il velivolo non dispone di portello di ancoraggio, quindi non può essere utilizzato per rifornire l’ISS o qualsiasi altra stazione orbitale. Sarebbe anche un modello per testare il futuro “bombardiere spaziale” per distruggere bersagli dall’orbita. Alcuni si chiedono se l’X-37B sia un sistema d’attacco nucleare destinato a rientrare nell’atmosfera con l’autopilota per bombardare un bersaglio nemico.
Dave Webb, presidente della rete globale contro le armi nucleari nello spazio, dichiarava che l’X-37B fa parte dei piani del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire in qualsiasi parte del mondo con una testata convenzionale entro un’ora, nota come Prompt Global Strike. Alcuni pensano che l’X-37B sia un satellite-tracker o satellite-killer, o entrambi. Si ritiene generalmente che finora i sistemi d’arma non siano dispiegati nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate nello spazio dal Trattato sullo Spazio del 1967. Ma il trattato non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non c’è alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio per via dell’obiezione di certi Stati, come gli Stati Uniti, che sostengono che la corsa agli armamenti nello spazio non c’è, e pertanto non è necessario intraprendere alcuna azione. I sistemi di difesa antimissili balistici statunitensi, gli spazioplani X-37B, i laser aerei e il GSSAP (Geosynchronous Space Situational Awareness Programme) potrebbero facilmente divenire armi spaziali. Per anni Russia e Cina hanno richiesto la ratifica di un accordo vincolante con il Trattato delle Nazioni Unite che vieta le armi spaziali, che funzionari ed esperti statunitensi hanno ripetutamente rifiutato come inutilmente disastroso. Gli Stati Uniti non presentano alcuna iniziativa.
SALT I (1972), il primo trattato sovietico-statunitense sulla limitazione delle armi strategiche, includeva l’obbligo a non attaccare mezzi spaziali. Nel 1983 il presidente Ronald Reagan cambiò passo promuovendo l’Iniziativa di difesa strategica che prevedeva l’immissione di armi nello spazio per colpire i missili strategici sovietici in volo. Nel 2002 il presidente Bush Jr. abbandonò il trattato ABM del 1972, che limitava i sistemi di difesa missilistica. La difesa missilistica consente ai Paesi di sviluppare tecnologie offensive con il pretesto della difesa. Ad esempio, gli intercettori ad energia cinetica dispiegati in California e Alaska vengono lanciati nello spazio per distruggere i missili e si presuppone possano anche distruggere i satelliti. Ovviamente, gli Stati Uniti sono pronti a sviluppare sistemi d’attacco spaziale, come ad esempio laser, sistemi cinetici e fasci di particelle. Il primo progetto di trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia o uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT), fu sviluppato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei propri mezzi spaziali, nonostante il trattato affermi esplicitamente il diritto all’autodifesa di uno Stato. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa su “Alcun primo collocamento di armi nello spazio”. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici a rifiutarsi di sostenere l’iniziativa russa. La Russia dichiarò di essere disposta a lavorare nel contesto di altre iniziative e partecipò attivamente e costruttivamente alle attività dell’Unione europea su un progetto di codice internazionale di condotta per lo spazio. Tuttavia, i progressi possono essere raggiunti solo con negoziati a cui partecipano tutti gli Stati interessati secondo un mandato chiaro delle Nazioni Unite. L’attuale amministrazione è volta a raggiungere la supremazia spaziale. Mark Wittington scrive in un articolo su Blasting News, “Uno dei cambiamenti significativi che l’amministrazione Trump contempla nella difesa è lo sviluppo di armi spaziali. Un’idea emersa per decenni è un sistema dai proiettili di tungsteno e con sistema di navigazione. Con un comando, queste “verghe di Dio”, come vengono poeticamente chiamate, rientrerebbero nell’atmosfera per colpire il bersaglio”. I consiglieri del presidente Trump Robert Walker e Peter Navarro chiedono di riavviare il concetto di “Star Wars” e che gli Stati Uniti guidino la via alle tecnologie emergenti che possano rivoluzionare la guerra. Secondo loro, una maggiore dipendenza dall’industria privata sarà la chiave di volta della politica spaziale di Trump. Avvio e gestione dei mezzi spaziali militari sono un’impresa miliardaria che impiega migliaia di persone, spingendo l’innovazione ed applicazioni civili come il GPS, alimentando la crescita economica. Il segretario alla Difesa James Mattis chiede maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Una disposizione per incoraggiare il dipartimento della Difesa ad avviare un programma di ricerca sui sistemi antimissili spaziali è stata inserita nel progetto di legge sulla difesa del 2017.
La militarizzazione dello spazio minerebbe la sicurezza internazionale, distruggendo gli attuali strumenti di controllo delle armi e comportando vari effetti negativi (come i detriti spaziali), potendo scatenare la corsa ad armi devastanti che distrarrebbe risorse dai veri problemi che l’umanità affronta oggi. La stabilità strategica verrebbe distrutta perché le armi spaziali sono globali e capaci di attaccare qualsiasi punto del pianeta in qualsiasi momento. Il dispiegamento di mezzi spaziali comporterà il rifiuto di nuovi trattati per regolamentare le armi nucleari e i loro vettori. Quest’anno il mondo celebra il 50° anniversario del Trattato sullo Spazio, entrato in vigore nell’ottobre 1967, un accordo sul controllo delle armi raggiunto nel pieno della guerra fredda. Era possibile allora, è possibile oggi. La questione di come impedire la militarizzazione dello spazio con un trattato internazionale dovrebbe far parte dell’agenda Russia-USA-Cina. Se questi Stati si accordano, il mondo diventerà un posto migliore.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Turchia dice che avrà gli S-400 dalla Russia. Non è vero

È solo un trucco dei turchi per strappare concessioni occidentali
Russia Insider 2/5/2017

Il ministro degli Esteri turco Cavusoglu dice che Mosca e Turchia hanno “concordato in linea di principio” che Ankara compri i sistemi di difesa aerea russi S-400. Il ministro persino spera che l’accordo sia “finalizzato” alla riunione Putin-Erdogan di Sochi. Usciamo dal limbo dicendo che non esiste alcun trasferimento. Anche se i russi ottenessero garanzie che i turchi non voltino gabbana immediatamente consentendo alla NATO di esercitarsi contro i loro S-400, le relazioni turco-russe (soprattutto aeree) sono meno che ideali. Ricordiamo che nel novembre 2015 i turchi ingannarono e abbatterono un cacciabombardiere russo in Siria, dopo di che i russi rafforzarono le proprie difese antiaeree. Oltre ad essere clienti possibili dell’S-400, i turchi sono tra i più probabili a vederselo puntare. Ciò che si vede non è altro che teatro. Per il momento Turchia e Russia fingono che avvicinarsi sia possibile, ma solo a beneficio di terzi che non ne sanno molto. I russi non temono certo che un membro chiave della NATO sembri interessato alla loro merce. Non ne danneggerà le vendite e metterà gli Stati Uniti a disagio su rapporti russo-turchi apparentemente più stretti, è solo un bonus. La Turchia, nel frattempo, quasi certamente parla dell’accordo sull’S-400 per tentare di ottenere concessioni dall’occidente. Cosa dice ciò? La Turchia fece esattamente così nei precedenti negoziati con la Cina.
Nel 2013, quando la Turchia cominciò a cercare un sistema di difesa aerea a lungo raggio, era più interessata ai missili statunitensi Patriot e ai franco-italiani Aster, ma voleva il trasferimento tecnologico per acquisire effettivamente i missili. In mancanza di ciò, la Turchia annunciò di optare per un’azienda cinese, sostenendo che fosse disposta a condividere tecnologia e missili. Alla fine, si capì che non era così e l’accordo fu cassato nel 2015. All’epoca la Turchia affermò di costruire autonomamente la propria difesa aerea a lungo raggio, ma lo scorso ottobre invitava la Russia a presentare nuovamente un accordo sull’S-400. Le probabilità è che le tre decisioni turche, cercare dai cinesi e dai russi, e via domestica, furono prese solo per ottenere ciò che vogliono veramente: trasferimento tecnologico dagli alleati della NATO.
Per la Russia, quando i turchi l’invitarono a presentare nuovamente l’S-400, Erdogan aveva appena firmato per il gasdotto turco, combatteva finalmente contro lo SIIL in Siria e riduceva la contrarietà all’offensiva siriano-russa ad Aleppo. Quindi sarebbe stata una manovra molto delicata per la Russia declinare. Ma in privato, i russi saranno molto più preoccupati dall’accordo di quando lo proposero la prima volta nel 2013. Hanno anche infiniti modi di far fallire l’accordo senza far apparire Erdogan incapace o indebolito. Vi sono numerosi tecnicismi per poter rifiutarlo ai turchi prima che si arrivi a concluderlo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia sviluppa un sistema antisatellite

Anatolij Zak, RSW, 21/4/2017

All’inizio del 2015, l’esercito russo completava con successo i test iniziali di un drone spaziale di nuova generazione progettato per rilevare e distruggere i satelliti nemici in orbita, secondo fonti affidabili. Un velivolo molto più sofisticato rispetto ai sistemi antisatellite di prima generazione noti anche come ASAT; il nuovo killer satellitare ha dimostrato la capacità di avvicinarsi molto agli obiettivi e d’inviarne le immagini a terra. Tuttavia scopo finale del nuovo velivolo sarebbe la distruzione dei mezzi stranieri, in primo luogo i satelliti militari degli Stati Uniti. Dopo il lancio di 2 satelliti di prova, sotto i nomi di copertura Kosmos-2491 e Kosmos-2499, l’ultimo velivolo spaziale della serie, designato Kosmos-2504, entrò in orbita il 31 marzo 2015 e, dopo una serie di manovre, compì la missione intorno al 16 aprile. Le manovre orbitali continuarono a luglio.

Sistema di nuova generazione
Secondo una fonte, all’inizio del 2015 un satellite antisatellite russo, probabilmente il Kosmos-2499, si era già avvicinato, inviandone le immagini, a un satellite militare statunitense! Finora non c’era stata conferma di tale incontro dal governo degli Stati Uniti. Anche se i parametri orbitali dei satelliti statunitensi non sono ufficiali, i dati amatoriali consentono di escludere praticamente tutti i satelliti non russi noti nelle orbite corrispondenti al Kosmos-2504 e simili, dice Jonathan McDowell, scienziato dell’Harvard-Smithsonian Center of Astrophysics e noto storico. Di conseguenza, non sarebbe possibile una formazione in volo o un appuntamento a bassa velocità tra il satellite russo e qualsiasi altro satellite, come quello osservato tra il Kosmos-2499 e lo stadio Briz-KM. Tuttavia, “un veloce flyby ad alta velocità è certamente possibile, e non posso escluderlo“, scriveva McDowell in una e-mail. Con sufficiente manovrabilità, i nuovi velivoli antisatellite russi potrebbero utilizzare laser o armi cinetiche di piccole dimensioni anziché esplosivi e shrapnel per disattivare i loro obiettivi. Le navette potrebbero quindi manovrare ed attaccare un altro satellite. Tuttavia, date le dimensioni relativamente piccole dei satelliti russi osservati, la loro capacità di manovra è probabilmente limitata. Allo stesso tempo, potrebbero essere solo precursori di velivoli spaziali più grandi e potenti. Le prove segrete dell’ultimo sistema antisatellite russo coincisero con il peggioramento delle relazioni tra occidente e Oriente per la crisi ucraina. Inoltre, anni di sforzi congiunti russi e cinesi nelle Nazioni Unite per introdurre il divieto di diffusione di armi nello spazio non hanno prodotto nulla per l’opposizione degli Stati Uniti a tale trattato, che sarebbe inapplicabile e privo di senso. Ironia della sorte, Cina e Stati Uniti l’hanno dimostrato distruggendo obiettivi orbitali con missili terrestri.

Lancio del Kosmos-2504
Un misile Rockot lanciò tre satelliti Gonets-M 21, 22 e 23 del Blocco 14 della rete Gonets-D1M e un carico utile militare classificato. Secondo i media, il Rockot/Briz-KM venne lanciato il 31 marzo 2015, alle ore 16:47:56 di Mosca dal sito 133 di Plesetsk. Il Ministero della Difesa russo confermò il lancio e la presenza di un quarto carico utile militare a bordo del vettore, che avrebbe ricevuto la designazione ufficiale di Kosmos-2504, e che potrebbe anche avere la designazione 14F153. La sezione del carico venne separata dal secondo stadio del vettore di lancio alle 16:53 e la navetta spaziale avrebbe raggiunto l’orbita alle ore 18:45.Manovre orbitali
I radar occidentali individuarono cinque oggetti (probabilmente quattro satelliti e lo stadio Briz-KM) nell’orbita di 1172 per 1506 chilometri con inclinazione di 82,5 gradi verso l’equatore. Nel catalogo pubblico del Comando Strategico degli Stati Uniti, questi oggetti hanno ricevuto le denominazioni 2015-020A, 2015-020B, 2015-020C e 2015-020D. Poche ore dopo il lancio, il radioamatore olandese Cees Bassa rilevò le trasmissioni radio associate all’Object 2015-020D, identiche ai segnali dei satelliti manovrabili Kosmos-2491 e Kosmos-2499. Sulla base dei parametri orbitali dell’Object D, era chiaro che il Kosmos-2504 si era separato dal Briz-KM dopo che lo stadio aveva manovrato verso l’orbita di “sepoltura”, anziché librarsi insieme ai tre satelliti Gonets, come Kosmos-2491 e Kosmos-2499 avevano già fatto, secondo osservatori del forum online della rivista Novosti Kosmonavtiki. I dati radar occidentali indicano che il 9 aprile 2015, Kosmos-2504 compì una piccola manovra, passando da un’orbita di 1171 per 1505 chilometri ad una di 1173 per 1508 chilometri. Un’altra serie di manovre apparentemente cominciò intorno al 13 aprile, culminando con un appuntamento con lo stadio Briz-KM, che l’aveva messo in orbita. La sera del 15 aprile, i due oggetti sarebbero stati distanti 4,4 km e il 16 aprile solo 1,4 chilometri. Inoltre, intorno al 16 aprile, lo stadio Briz-KM indicava una salita leggera, molto più probabilmente si spinse a un’orbita più alta, deliberatamente o in conseguenza dell’impatto fisico durante l’attracco. Tuttavia, il 17 aprile i due oggetti furono rilevati distanziarsi di nuovo, con il Kosmos-2504 ancora nell’orbita d’appuntamento e il Briz-KM su un’orbita decisamente superiore.

Nuove manovre nel luglio 2015
Tra il 2 e il 3 luglio 2015, il Kosmos-2504 compi una manovra improvvisa scendendo di 53 chilometri, secondo gli osservatori del forum online di Novosti Kosmonavtiki. Il satellite passò dall’orbita di 1181 per 1528 chilometri a una di 1154 per 1476 chilometri. L’inclinazione orbitale era leggermente cambiata da 82,49 a 82,68 gradi. L’8 ottobre 2015, Kosmos-2504 manovrò verso lo stadio Briz-KM che l’aveva messo in orbita e rimase nelle vicinanze per il resto del mese.

Kosmos-2504 si rianima nel 2017
Quasi due anni dopo aver ultimato le prove, il misterioso satellite militare russo Kosmos-2504 riprendeva improvvisamente le manovre. I suoi primi movimenti evidenti dal 2015 furono rilevati il 27 marzo 2017. Il 20 aprile, Kosmos-2504 passò notevolmente vicino, 1183 metri, dall’Object 1999-025DPP; i resti del satellite meteorologico cinese Fengyun-1C distrutto l’11 gennaio 2007 da un test con un missile antisatellite della Cina. Questo relitto spaziale circuita la Terra su un’orbita di 848 per 736 chilometri con un’inclinazione di 98,87 gradi verso l’equatore, secondo il NORAD. È una delle centinaia di frammenti lasciati dall’esplosione e tracciati dai radar. La navetta spaziale russa ha poi condotto un’altra manovra tra il 18 e il 19 aprile 2017. Ancora più sorprendente, il satellite precedente Kosmos-2499 apparve compiere una manovra nello stesso tempo!

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La modernizzazione della triade nucleare della Russia

South Front 13/09/2016yeab7454nfesdy6rpzpyahjshlgzyimfNegli giorni e settimane vi sono state varie notizie sul futuro stato della triade nucleare russa. L’ambito dei piani di ammodernamento suggerisce il ruolo che le Forze nucleari strategiche della Russia giocheranno nella politica della sicurezza della Russia.
Le dimensioni della modernizzazione nucleare strategica russa sono impressionanti. Il Presidente Putin ha recentemente partecipato all’impostazione dell’Aleksandr III, settimo sottomarino lanciamissili della classe Borej dotato di 16 SLBM a testata multipla Bulava. Tre di questi battelli sono già in servizio, e saranno tutti operativi entro il 2020. Fu annunciato, inoltre, che il primo volo del bombardiere pesante PAK-DA avverrà nel 2020, e che sarà operativo entro il 2025. Nel frattempo, l’aviazione a lungo raggio della Russia riceverà diverse squadriglie di bombardieri Tu-160M2, la cui produzione riprenderà nei prossimi anni. Lo sviluppo dell’ICBM pesante Sarmat è stato recentemente dichiarato completato, e il missile inizierà i test di lancio nel 2016 o 2017. Le capacità uniche del missile comprendono la possibilità di colpire qualsiasi bersaglio sul pianeta utilizzando più traiettorie possibili, per esempio colpire il Nord America non solo volando sul Polo Nord, ma anche con una traiettoria alternativa sul Polo Sud, rendendo irrilevanti i sistemi ABM degli Stati Uniti. La costruzione del radar di primo allarme a lungo raggio Voronezh-DM contro gli attacchi dei missili balistici continua. Infine, lo Stato Maggiore russo annunciava lo sviluppo di un sistema che permette ai missili balistici strategici di essere reindirizzati dopo il lancio, cosa finora impossibile, perché una volta scelto il bersaglio prima del lancio non c’era modo di modificare la traiettoria una volta il missile in volo.
La breve descrizione degli sviluppi in corso dimostra che la Russia persegue una sofisticata strategia di deterrenza. I relativamente piccoli ed uniformi arsenali nucleari francese, inglese e cinese possono dissuadere una sola minaccia, vale a dire l’attacco nucleare sul territorio nazionale. La varietà delle capacità della triade della Russia permette alla leadership nazionale una serie di risposte e può usarne le capacità per scoraggiare non solo attacchi nucleari contro il proprio territorio, ma anche attacchi convenzionali contro propri obiettivi militari, anche al di fuori dei confini della Russia. La Siria è un esempio di ciò che queste funzionalità significano per la Russia. Non è un caso che la richiesta di Putin di elevare la prontezza della Forza nucleare strategica al 95% si aveva quando incaricava lo Stato Maggiore Generale di distruggere ogni potenziale minaccia ad aerei o strutture dei russi in Siria. La presenza militare russa in Siria non è grande abbastanza da garantire la sopravvivenza da un attacco concertato della NATO. Cinquanta aerei si trovano in una sola base aerea, anche se protetta da S-400, e sono ancora vulnerabili per via della posizione esposta e l’assenza di profondità strategica. La forze convenzionali russe non potevano facilmente soccorrere Humaymim in caso fosse attaccata dalla NATO. Ciò che mette al sicuro Humaymim dagli attacchi è la deterrenza credibile e flessibile. E ciò che rende la deterrenza credibile e flessibile sono varietà e modernità dei vettori della Russia, che non si limita a dover lanciare un ICBM o SLBM a testata multipla, ma che può penetrare ogni difesa, attuale o prevista. La credibilità del deterrente nucleare della Russia è rafforzata dall’esistenza del potente deterrente convenzionale dei missili da crociera Kalibr e Kh-101. L’impiego di questi missili contro obiettivi dello SIIL era probabilmente motivato dalla dissuasione verso eventuali Paesi ostili alla presenza della Russia in Siria, dimostrando che la Russia potrà usare queste armi per reagire contro qualsiasi attacco su Humaymim. Lo Stato bersaglio dovrebbe quindi scegliere tra riduzione o escalation, rischiando così lo scontro nucleare con la Russia. Se la Russia avesse semplicemente una forza di ICBM e SLBM, Humaymim sarebbe un obiettivo molto più allettante perché il lancio di ICBM sarebbe una risposta sproporzionata all’attacco. I piani di ammodernamento delle Forze strategiche della Russia indicano che la sua leadership prevede gli scenari in Siria e quelli futuri.1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora