La false flag del treno francese

Aanirfan 23 agosto 2015mark-1_3416336bMark Moogalian. Mark Moogalian, un 51enne professore statunitense alla Sorbona, era tra coloro che hanno affrontato il marocchino. Mark Moogalian era sul treno con la moglie Isabelle Risachèr che “attualmente lavora per i Rothschild“.untitled_risultatoIl video sul treno francese è stato ripreso da Ahmad Meguini. Ahmad Meguini
Ahmad Meguini è un agente dei servizi di sicurezza di Stati Uniti e Israele, secondo il ricercatore Michel Dakar. Ahmad Meguini sarebbe un sionista che promuove lo scontro di civiltà (occidente contro i musulmani). L’intérêt de creuser le cas Ahmed Meguini (ou Menghini)

Ahmad Meguin

Ahmad Meguini

Ci sarebbero DUE Ayub al-Qazani, quello descritto come terrorista e quello descritto come un piccolo, malnutrito e semianalfabeta piccolo delinquente che non frequentava la moschea. Bernard Cazeneuve, ministro degli Interni francese, dice che al-Qazani era in bagno quando un cittadino francese, cercando di usarlo, l’incontrò. Attacco sul treno in Francia
Il 28enne banchiere francese Damien A., fu il primo ad affrontare ‘il killer’, secondo Bernard Cazeneuve, il ministro degli Interni francese. Mark Moogalian, 51enne professore statunitense alla Sorbona, ha anche affrontato il marocchino. Mark Moogalian era sul treno con la moglie Isabelle Risachèr che “attualmente lavora per i Rothschild“.
Il passeggero francese che ha cercato di disarmare al-Qazani l’ha descritto come “piccolo, magro, non molto forte”. Attacco sul treno in Francia

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al-Qazani

Al-Qazani dice che non ha sparato tutti i colpi prima di essere disarmato. Quando viveva in Spagna, al-Qazani non frequentava la moschea locale. Il killer del treno
L’avvocatessa di al-Qazani, Sophie David, dice: “Era senza casa da quando i suoi documenti d’identità sono stati rubati a Bruxelles. (E’) molto malato, molto indebolito fisicamente, come se avesse sofferto di malnutrizione, molto, molto magro e molto sparuto“. L’avvocatessa di al-Qazani dice che dormiva in un parco vicino alla stazione ferroviaria Gare du Midi di Bruxelles. Le Parisien riferisce che al-Qazani parlava arabo e sapeva qualche parola di francese, e veniva assistito da un traduttore della polizia. Attacco sul treno in Francia
La famiglia di al-Qazani proviene da Tetuán in Marocco, e vive raccogliendo e vendendo rifiuti. Secondo quanto riferito, al-Qazani negli ultimi sei mesi s’è recato in Spagna, Andorra, Belgio, Austria, Germania e attraversato la Francia. Un funzionario di un’unità antiterrorismo della Spagna ha dichiarato all’Associated Press che al-Qazani è andato in Siria ed era tornato in Francia. Il 10 maggio 2015, i servizi di sicurezza tedeschi l’identificarono su un volo da Berlino a Istanbul. Attacco sul treno in Franciae78d1f70-48ee-11e5-b658-3523061e1328_El-KhazzaniNel 2003, il marocchino Ayub al-Qazani (sopra), si trasferì da Tangeri al porto spagnolo di Algeciras. Era noto ad agenzie di polizia e d’intelligence. Secondo un giornale fu arrestato per traffico di droga e posto sotto sorveglianza. A questo punto potrebbe essere stato reclutato dalla CIA e soci. In un comparto sorprendentemente vuoto (in un treno affollato) Spencer Stone decise di affrontare l’uomo con l’AK 47. “Il bandito uscì fuori da una toilette del treno e sparò, una volta, ferendo un uomo prima che l’arma s’inceppasse, dando all’aspirante vittima la possibilità di balzare“. Daily Mail
Il marocchino riuscì a portare un’arma, un fucile automatico AK-47, coltelli e nove caricatori sul treno.spencer-stone-afp-getty-3Spencer Stone lascia l’ospedale dopo le cure al collo. Il collo di Spencer Stone è stato massacrato. Non è evidente dalla foto? La sparatoria sul treno francese: ci credereste?WPTV-Americans-stopped-massacre-on-European-train_1440334994779_23075627_ver1.0_640_480Alek Skarlatos, Spencer Stone e Anthony Sadler. Si conoscevano tutti prima di finire sul treno? Chi ha scattato la foto?1041851Il ‘bandito’ marocchino Ayub al-Qazani, coinvolto nell’incidente sul treno francese, viene collegato a un gruppo coinvolto nell’incidente di Verviers, in Belgio, nel gennaio 2015. L’incursione anti-terrorismo a Verviers, in Belgio, lascia due morti. CIA e NATO hanno una lunga storia di attacchi terroristici in Belgio. Nel 1984, una squadra di marines statunitensi fu paracadutata in Belgio e incontrò un membro dell’intelligence militare belga. (NATO, Gladio e la strategia della tensione. NATO Stay Behind)
Si nascosero per quindici giorni prima di attaccare la stazione di polizia di Vielsalm. Armi e munizioni furono rubate. Un agente di polizia belga fu assassinato. Nel 1991, un’indagine del Senato belga dimostrò che l’attacco fu opera di militari statunitensi e belgi. Il terrorismo fascista in Europa1041552.jpg_risultatoAl-Qazani avrebbe combattuto per la CIA contro il governo di Assad in Siria. Il giornale francese La Voix du Nord ha detto che le autorità spagnole avevano avvertito i francesi su al-Qazani. È possibile che, al momento dell’incidente sul treno francese, fosse sotto sorveglianza o sotto il controllo, dei servizi di sicurezza.Amsterdam-to-Paris-Thalys-high-speed-train-shootingFoto di Christina Cathleen Coons, ‘assistente sociale’ di New York in viaggio in Francia sul treno. Foto via Liberty Film LLC, Paramus, New Jersey. Liberty Film LLC 18 agosto. Il mio viaggio nel mondo non è finito! Da Amsterdam a Berlino… alla Thailandia

Il 21 agosto 2015, quello che sembra una false flag si svolgeva su un treno in Francia. Le numerose fotografie dell’incidente suggerirebbero che si tratta di una psy-op.
Jean-Hugues-AngladeL’attore francese Jean-Hugues Anglade era sul treno. Si sarebbe ferito a una mano rompendo il vetro dell’allarme di emergenza. La storia ufficiale: “Un ‘eroico’ aviere statunitense e i suoi amici disarmano un ‘terrorista’ marocchino mentre ‘fa fuoco’ con un AK-47 sui passeggeri dei treni in Francia”.2B9053B200000578-3206426-image-a-6_1440216906871Anthony Sadler, di Pittsburg, California, Alek Skarlatos di Roseburg, Oregon, e Chris Norman, inglese residente in Francia.HT_spencer_stone_alek_skarlatos_anthony_sadler_jt_150822_16x9_992La storia ufficiale è: “L’attacco è stato fermato dall’aviere dell’US Air Force Spencer Stone; dal membro della Guardia Nazionale dell’Oregon Alek Skarlatos; dal 22enne Anthony Sadler della California e dal cittadino inglese Chris Norman. Stone ‘fu ferito al collo’ ma non è in pericolo di vita”.
La storia ufficiale è: “Il 26enne marocchino era noto ai servizi di sicurezza, prende il treno Amsterdam – Parigi a Bruxelles”. (Il giornalista belga Marin Buxant su twitter dice che dei marines statunitensi erano in congedo a Bruxelles quando avvistarono l’uomo e lo seguirono sul treno).spencer-stone-air-forceLa storia ufficiale è: “L’aviere statunitense Spencer Stone vide il marocchino agire in modo sospetto e lo vide cercare di armare l’arma nella toilette. Il marocchino Ayub al-Qazani, ‘aveva almeno nove caricatori per quasi 300 colpi’. Stone e i suoi amici atterrarono il marocchino“. (El Pais ha affermato che il marocchino sia stato recentemente in Siria, dove la CIA impiega marocchini per combattere contro Assad.)… Video che mostra il marocchino disteso sul pavimento, con le mani e i piedi legati.

2B90F44C00000578-3206426-image-a-35_1440222483217Il video mostra un AK-47 su un sedile e ‘macchie di sangue’ sulle finestre.

Anthony Sadler, dalla California, dice: “Abbiamo sentito un colpo di fucile, e un vetro rompersi dietro di noi, e abbiamo visto il capotreno fuggire lungo il corridoio”. Sadler dice che un uomo armato entrò nel vagone. “Mentre si stava piegando per sparare, (il membro della Guardia Nazionale dell’Oregon Alek Skarlatosjust) urla: “Spencer, vai“. “Spencer (l’aviere Spencer Stone) ha il primo contatto affrontando il tizio, Alek gli toglie l’arma e l’uomo tira fuori un taglierino e ferisce Spencer un paio di volte. E noi tre lo colpiamo finché non è privo di sensi”. “Il bandito non ha mai detto una parola”. Alek Skarlatos dice: “Spencer era a una decina di metri dal tizio...”gunman_platform_of_the_stationIl marocchino sulla piattaforma della stazione di Arras, nel nord della Francia. Foto di Christina Cathleen Coons, assistente sociale di New York in viaggio in Francia sul treno. Foto via Liberty Film LLC, Paramus, New Jersey. Liberty Film LLC 18 agosto.1280x720-RnPL’incidente sul treno francese è quasi certamente opera dei servizi di sicurezza. Il 30 gennaio 2010, si seppe che i generali della NATO idearono l’Operazione Gabbia (Cage probe deepens with Poyrazköy indictment), che prevedeva di far detonare esplosivi durante gite scolastiche nei musei militari in Turchia. L’intenzione era uccidere molti bambini. Il generale inglese Frank Kitson avrebbe avuto l’idea della ‘pseudo banda’. (General Frank Kitson: Trail Blazing Fake Terrorism)
La pseudo banda lavorava per l’esercito, fingendosi un gruppo di terroristi. L’idea della ‘pseudo banda’ era uccidere civili e poi incolparne coloro che i militari volevano screditare. La pseudo-banda fu utilizzata in Vietnam, Italia, Turchia, Belgio, Filippine, Kenia, Malesia, Irlanda del Nord, Iraq, Londra, Madrid, New York e molti altri luoghi.Brabant_WallonIl ricercatore sul ‘Terrorismo NATO-CIA’ è il Dr. Daniele Ganser, storico svizzero e Primo ricercatore presso il Centro per gli studi sulla sicurezza presso l’Istituto Federale di Tecnologia (ETH) di Zurigo. Ganser è autore di “Gli eserciti segreti della NATO – Operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale”.
Ricordiamo: Nel 1984, una squadra di marines statunitensi fu paracadutata in Belgio ed incontrò un membro dell’intelligence militare belga. Si nascosero per quindici giorni prima di attaccare la stazione di polizia di Vielsalm. Armi e munizioni furono rubate. Un agente di polizia belga fu assassinato. Nel 1991, un’indagine del Senato belga dimostrò che l’attacco fu opera di militari statunitensi e belgi. Altri attacchi ebbero luogo in Belgio. Altre armi e munizioni furono rubate in questi attacchi, e furono consegnate a gruppi fascisti. In quel periodo in Belgio, gli estremisti commisero i massacri della cosiddetta banda del Brabante-Vallone. Il gruppo compì attentati in due anni. Gruppi di uomini armati irruppero in ristoranti e supermercati sparando. Ad esempio, il 9 novembre 1985, armati uomini incappucciati entrarono in un supermercato e aprirono il fuoco. Otto persone furono uccise.Belgian soldiers roasting a boySoldati belgi torturano un ragazzo. L’esercito belga era collegato ai massacri compiuti nei supermercati belgi negli anni ’80.
Un rapporto ufficiale sulle stragi del Brabante pubblicato nel 1990 concluse che gli assassini erano legati a persone del governo. “Secondo il rapporto, gli assassini erano membri o ex-membri delle forze di sicurezza, di estrema di destra, godevano di protezioni di alto livello e preparavano un colpo di Stato di destra”. (Gli eserciti segreti della NATO, p.145) Va notato che “i massacri nei supermercati avvennero quando gli Stati Uniti sostenevano il piano per disporre gli euro-missili (missili cruise a testata nucleare) in diversi Paesi europei… Il Parlamento belga, che indagò sugli incidenti, ritenne che fossero un altro tentativo di seminare confusione e paura tra la popolazione, generando in tal modo richieste pubbliche per un governo di legge-e-ordine favorevole agli euro-missili”. (Gladio)Benoit de BonvoisinIl nobile belga Benoit de Bonvoisin era collegato ai massacri dei supermercati.
(Belgio spiegato/Madeleine McCann e certi fascisti)

logogladioTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia attua il Piano “Settembre di Guerra” mentre 90000 truppe ucraine preparano l’invasione

What Does It Mean

41d45572c4f545fe0bd8Un rapporto veramente apocalittico del Ministero della Difesa (MoD) che circola al Cremlino, afferma che i piani di battaglia strategici vengono attuati da tutte le forze armate e dai comandi speciali in risposta alla prevista invasione delle truppe ucraine guidate dagli USA della regione separatista della Repubblica popolare di Donetsk (RPD) e della Repubblica autonoma di Crimea, in vista di ciò che sarebbe il “colpo tipo Armageddon” per le capitali finanziarie occidentali, il 23 settembre.
Soprannominata “guerra di settembre” dai pianificatori della Difesa della Federazione, la relazione rileva che il 23 settembre l’Ucraina dovrà pagare 500 milioni di dollari in buoni del Tesoro, cosa che non è in grado di fare… causando il default anche sui 3 miliardi di buoni del Tesoro della Russia che dovrebbe pagare subito. Piuttosto che far crollare l’economia ucraina, già a pezzi, rischiando il default dell’Ucraina, il rapporto spiega che le capitali occidentali, guidati dal regime di Obama, “architettano” in questa situazione già pericolosa, una guerra contro la Russia per distogliere l’attenzione della popolazione dalla devastazione delle proprie economie. Nikolaj Patrushev, Segretario del Sicurezza Consiglio ha avvertito l’occidente contro la guerra affermandol’Ucraina e le forze che attualmente guidano il Paese dall’estero devono rendersi conto che la ripresa delle ostilità causerà ulteriore declino dell’economia ucraina, maggiore ostilità, distruzione delle infrastrutture e inciderà negativamente sulla situazione regionale ed internazionale“, e inoltre ha rilevato che le unità di Kiev in Ucraina orientale ammontano oggi a 90000 uomini e ufficiali, 450 carri armati, 203 lanciarazzi e 5 complessi missilistici Tochka-U. Eduard Basurin del Ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk ha cupamente preso atto del “piano” che l’Ucraina userà per lanciare la “guerra di settembre”, affermando: “Abbiamo notizie su piani futuri dell’esercito ucraino da una fonte dello Stato Maggiore Generale ucraino e, per quanto strano possa sembrare, vi sono ancora veri agenti che non vogliono combattere contro il proprio popolo. Kiev prevede di sferrare due colpi convergenti in direzione del villaggio di Uspenka per sconfiggere la RPD e avanzare sul confine con la Russia e successivamente impedire ai civili di raggiungere il territorio russo. Inoltre due gruppi (delle forze di Kiev) devono lanciare un’offensiva in direzione di Donetsk, a nord e a sud, verso Ilovajsk, accerchiando la capitale della repubblica e circondare la città. Inoltre, operazioni offensive saranno lanciate in direzione di Lugansk, con l’obiettivo di avanzare sul confine della Russia“.
Poiché 90000 ucraini guidati dagli USA si preparano ad avviare la terza guerra mondiale per proteggere i “bankster” occidentali contro 40000 combattenti separatisti, continua la relazione del MoD, la NATO ha “comicamente” avvertito la RPD dal conquistare altro terreno, mentre allo stesso tempo, in modo “altrettanto comico”, il segretario della Difesa Ash Carter avvertiva il Pentagono che la Russia è ormai una “minaccia esistenziale” per gli USA. Come la Russia sia una “minaccia esistenziale” per gli Stati Uniti, questa relazione osserva, non viene mai spiegato dal regime di Obama, la cui spesa militare è di quasi 600 miliardi di dollari all’anno (rispetto alle Russia che spende 70-80 miliardi)… e il Presidente Putin avvertiva a giugno: “Pubblicate una mappa e segnatevi tutte le basi statunitensi. Vedrete la differenza tra Stati Uniti e Russia“. Anche il rispettato CounterPunch ha notato la pura follia della guerra che il regime di Obama vuole contro la Russia, nota questo rapporto, con l’articolo intitolato “La stampa occidentale istiga mortalmente la guerra in Ucraina” affermando: “La redazione del (Washington) Post se ne esce con uno stratagemma. Kiev non ha rispettato una singola clausola di Minsk-2 e i sostenitori stranieri del regime, anche nelle redazioni della quasi totalità dei media occidentali, mantengono una cappa di silenzio sull’argomento. Quindi fermiamoci un attimo a riflettere. Il Washington Post (e altri media mainstream) pubblica articoli e racconti fotografici di giornalisti nell’Ucraina orientale controllata da Kiev. Ma i giornalisti del Post non riescono a indicare come “le forze russe continuano a bombardare le posizioni ucraine ogni giorno”. Sicuramente, se la situazione è grave, mancherebbero esempi da illustrare ai lettori? E sicuramente il governo degli Stati Uniti fornirebbe immagini satellitari ai media mainstream dei “9000 soldati russi” in Ucraina orientale, così come altri esempi dell’intervento russo? A meno che… tutto, o quasi, serva a far credere. Nell’Ucraina orientale dei ribelli non mancano esempi dei truci bombardamenti delle forze armate ucraine, appoggiate dalla NATO. Ahimè, e non a caso, tali relazioni mai, mai appaiono sui media occidentali“. E mentre il “truce bombardamento quotidiano” di civili da parte delle forze ucraine a guida USA prosegue, nei media occidentali regna il silenzio; anzi la relazione nota l’ironia del falco di destra statunitense Henry Kissinger e del capo laburista socialista Jeremy Corbyn, unirsi nell’avvertire l’occidente sulla follia nel lanciare la “guerra di settembre”… e Kissinger ha effettivamente dichiarato di cosa si tratta veramente, “Spezzare la Russia è l’obiettivo degli Stati Uniti” .
Anche se non previsto nel presente rapporto del MoD, va notato che anche il sito politico di sinistra statunitense Vox Media avverte su questa “guerra di settembre”, con l’agghiacciante affermazione nell’articolo intitolato “Come la terza guerra mondiale è diventata possibile”: “L’Europa di oggi è inquietantemente simile all’Europa di 100 anni fa, alla vigilia della prima guerra mondiale, con un groviglio di alleanze militari e promesse di difesa, alcune poco chiare e quindi più facili da attivare. I suoi capi danno segnali vaghi su ciò che porterebbe o meno alla guerra. Le tensioni politiche sono diventate escalation militari. Le nazioni sono sull’orlo della destabilizzazione del potere, a stento tenute insieme da un’alleanza della Guerra fredda che non durerà per molto“. Che i popoli statunitense ed europeo si sveglieranno prima che la guerra inizia non c’è traccia alcuna; la stragrande maggioranza di essi è ancora addormentata della propaganda piena di volgari notizie sulle celebrità… ma presto lo farà, senza dubbio, scossa dal rumore davanti casa.1931277214Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin sigla l’Ordine “Settembre di guerra”, autorizzando l’attacco nucleare alla NATO

What Does It Mean

0,,16367673_303,00Il Ministero della Difesa (MoD) riporta oggi che il Presidente Putin ha firmato l’ordine “Settembre di Guerra”, che autorizza l’uso dell’arma atomica nei primi attacchi contro le forze della NATO, per i crescenti i timori del Cremlino che il regime di Obama stia per scatenare un attacco massiccio in Ucraina contro le forze separatiste e la Repubblica Autonoma di Crimea. Il Presidente Putin ha firmato il grave ordine di guerra in Crimea, durante l’incontro sulla sicurezza con i massimi vertici militari della Federazione, secondo il rapporto, prendendo pubblicamente atto delle preoccupazioni del Kremlino affermando: “È evidente che la minaccia di forze estere per destabilizzare in questo o quel modo la penisola rimane: giocando la carta nazionalistica, utilizzando questi o quegli errori ed inefficienze delle autorità, indirizzano le preoccupazioni dei cittadini su un vicolo distruttivo. Alcune capitali parlano apertamente della necessità di condurre attività sovversive; importanti strutture vengono create, e personale per atti di sabotaggio e propaganda radicale viene reclutato e addestrato“.  Al momento della firma del Presidente Putin dell’ordine di guerra, secondo il rapporto, oltre 9000 soldati e 3000 componenti delle batterie dei sistemi missilistici balistici tattici Iskander-M della Federazione iniziavano l’immediato rischieramento di 800 chilometri nell’Oblast di Astrakhan, divenendo operativi nel Distretto Militare Meridionale. Acuendo i timori di guerra al Kremlino, la presente relazione continua che i 65000 militari ucraini disposti sul fronte presso Donetsk, secondo gli esperti del MoD, attaccheranno contemporaneamente a pianificati attentati terroristici occidentali in Crimea, nel “maldestro tentativo” di forzare la Federazione a difendere solo quest’ultima, invece della prima. Gli sbarramenti di artiglieria preparatori delle forze ucraine guidate dagli USA già spaventano l’Unione europea (UE) sull’imminente guerra, nota la relazione, e colloqui sulla crisi tra Germania e Francia sono in programma, a cui il Presidente Putin non parteciperà, anche se potrebbe parteciparvi successivamente. I preparativi della Federazione, tuttavia, afferma la relazione, sono “molto più seri” con almeno 50000 soldati altamente addestrati pronti ad intervenire immediatamente in Ucraina, una volta iniziata la guerra, e il massiccio dispiegamento della 20.ma Armata sul fronte occidentale continua a ritmo accelerato. La relazione del MoD rileva inoltre che l’ordine del Presidente Putin estende al 15 ottobre le grandi esercitazioni della Difesa Aerea in corso ad Ashuluk, 500 chilometri dal confine della Federazione con l’Ucraina orientale, che dovrebbe anch’essa combattere in guerra.
Con decine di migliaia di truppe occidentali in Spagna per l’esercitazione Trident Juncture 2015, che la NATO definisce le “più ambiziose” nella “storia moderna”, gli esperti del MoD dicono nel rapporto che l’ultima settimana di settembre si avvierebbe una provocazione bellica senza precedenti per “scatenare” la guerra in Ucraina. Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito statunitense, Generale Ray Odierno, ha affermato la scorsa settimana che la Russia è la prima minaccia militare agli Stati Uniti, afferma la relazione; sarebbe curioso saperne il perché, dato che gli USA spendono in militarismo e guerre più di tutti gli altri Paesi del mondo combinati. Mentre gli Stati Uniti hanno condotto una serie di esercitazioni militari segrete d’estate, i cui risultati preoccupano i funzionari della difesa e delle forze armate statunitensi sul loro Paese impreparato a una guerra prolungata contro la Russia, gli analisti del MoD in questa relazione notano che il regime di Obama sarebbe pronto ad iniziarla comunque, preparandosi all’apocalisse economica imminente del mese prossimo. E su quanto catastrofica sarà l’apocalisse economica di settembre, il sito dissidente InfoWars ha anche avvertito, questa settimana che il “panico totale” ha sopraffatto coloro che sanno cosa sta arrivando.

COM-Surrogate000Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Volontari e soldati, i poli opposti dell’esercito ucraino

Riesci a vedere la differenza?
Jurasumij PolitRussia 20 agosto 2015 – Fort Russ

Ma sembrano veterani della Seconda Guerra Mondiale...? No, no! Sono i nuovi nostri nazisti... cioè, i nostri eroi!

Ma sembrano veterani della Seconda Guerra Mondiale…? No, no! Sono i nuovi nostri nazisti… cioè, i nostri eroi!

Qual è la differenza tra i battaglioni/reggimenti/corpo dei “volontari” e soldati dell’esercito regolare? Ufficialmente la junta sostiene che siano la stessa cosa. Si tratta presumibilmente di un meccanismo ben oliato che ha un solo scopo, servire la Patria. Ma se si guarda da vicino, le differenze sono drastiche. Inoltre, queste parti non possono esistere nella stessa struttura perché sono letteralmente diversi in tutto: pensieri, prestazioni e attività. Tutto è assolutamente diverso, non solo, ma opposto. Non mi credete? Mettiamoli a confronto.

1. Dimmi chi è il tuo comandante, e ti dirò chi sei
1506400 L’esercito marcisce dalla testa in giù e la disintegrazione dell'”uni-esercito” della junta parte dal comando. L’esercito in cui le unità non obbediscono al comandante supremo o semplicemente ai responsabili, non esiste. La struttura gerarchica di qualsiasi esercito è molto severa e l’insubordinazione è il crimine peggiore punito molto severamente come tradimento. Infatti è tradimento. Il Paese ha autorizzato il comandante in capo a proteggerne la sovranità, e tutti coloro che, essendo nell’esercito non obbediscono a lui ai suoi incaricati, capo di stato maggiore, comandanti di unità e di “settori”, è un traditore (se ha giurato) o un delinquente (se non ha giurato). L’esempio più recente è il ritiro del reggimento “Azov” e del battaglione “Donbass” dalla zona di combattimento di Shirokino, ancora una volta dimostrando che i volontari obbediscono al comando condizionatamente. La ripetuta inosservanza del provvedimento della ritirata, minacce, manifestazioni a sostegno della propria linea… In ogni altro esercito si chiamerebbe sommossa, ma non nell'”Uni-esercito”. Qui è manifestazione di patriottismo… e un esempio da seguire. A proposito, il battaglione “Donbass” era tornato alla zona di guerra citando l’ordine del comandante del settore. In questo caso, i “volontari non richiesero l’ordine scritto. Fecero solo ciò che volevano. Se c’è stato un ordine o no, ancora nessuno lo sa. Tutto questo perché tali unità de facto non obbediscono a un comandante. Intraprendono la loro guerra insieme alle FAU, solo coordinando i loro interventi. L’apoteosi è stato il tentativo di creare uno stato maggiore dei volontari che iniziò a formarsi a Dnepropetrovsk. Ma Kiev, o meglio Washington, non permise di arrivare a tale assurdità. Le FAU sono diverse, però. Qui tutto è chiaro e comprensibile, c’è una chiara catena di comando e la verticale del potere non è contestata. E quando vi sono rivolte, il motivo è assai diverso. I soldati chiedono di tornare a casa, di non essere inviati al fronte. Divertente, ma le rivolte nelle FAU sono completamente l’opposto delle rivolte dei ‘volontari.

2. L’atteggiamento delle autorità
Potete immaginare la situazione in cui i soldati delle FAU girano ubriachi sui SUV con le targhe della “72.ma brigata” a Kiev, Kharkov, Dnepropetrovsk, Lvov o altre città, fregandosene di tutti, membri del Parlamento compresi? In auto hanno armi, anche mitragliatrici pesanti e lanciagranate, e in caso di ‘scontro’ con la polizia locale, l’ufficio del procuratore militare o il SBU non verrebbero arrestati ma nascosti dopo aver commesso crimini contro civili in città tranquille (ad esempio Mukachevo)? Possiamo continuare, ma penso che il lettore capisca cosa intendo. Sì, è impossibile, ma se sostituiamo le FAU con i ‘volontari’, non solo è possibile, ma è ordinario. Se compagnie/battaglioni delle FAU si arrendono o disertano sono “traditori”, condannati dai tribunali militari, ma i volontari che disertano… di solito sono “eroi abbandonati dalla autorità”.

3. Eroi delle retrovie
Una parte significativa del “nemico tra noi” dei “volontari”, il 90%, è impegnato in saccheggi. Non di città nemiche occupate, ma quelle delle loro basi. Il reggimento “Azov“, che ha “interessi” a Kiev, Zaporozhe, Mariupol, non sorprende o infastidisce nessuno. Il reggimento “Dnepr-1” (defilatosi dopo che Kolomojskij è fuggito dall’Ucraina) ha seri interessi a Dnepropetrovsk. Ma “Pravij Sektor” si prende la torta, avendo “interessi” ovunque, e assai meno del 10% dei suoi componenti è in prima linea. Gran parte delle unità paramilitari è impegnata sul fronte interno e… nelle elezioni. Ma, come abbiamo capito, tali interessi non sono quelli dei battaglioni, ma dei “protettori” che li hanno creati e li stipendiano e di cui, di conseguenza, difendono gli interessi. Immaginate la 92.ma Brigata delle forze armate ucraine impegnata in “scontri” a Kharkov o in particolare a Kiev, è difficile. ‘Lustrazione’ e ‘protezione di imprese’ gli sono ignoti.

4. A causa dei combattimenti “brutali e sanguinosi”
Cosa chiedono più spesso i soldati delle FAU? Proprio così, le rotazioni con l’obbligo di portarli a casa. “Azov“, “Ajdar“, DUK (Pravij Sektor) chiedono sempre di restare al fronte, a volte anche resistendo al ritiro con le armi. La spiegazione di tale fenomeno risiede nelle caratteristiche della composizione di queste unità. In che modo reclutano? Gli ufficiali di reclutamento delle FAU, al fine di realizzare il piano di arruolamento, dicono spesso ai futuri soldati: “Non verrai inviato in guerra senza il tuo consenso, non ucciderai e nessuno ti ucciderà. Potrai tranquillamente stare in caserma“. Ma anche questo non aiuta. Ogni nuova ondata porta più rimproveri e sanzioni, tra cui la pena di finire al fronte. Perché è così? Sì, perché ogni nuova battaglia comporta perdite. Nuove bare che riportano gli “eroi” morti a casa, preoccupano e spaventano il futuro di “cyborg” e famigliari. Tornati alla vita civile, sono mentalmente paralizzati, ancora di più spaventati. Tutti capiscono che si tratta di un biglietto di sola andata, e se non si fanno ammazzare o ferire fisicamente, non torneranno mai mentalmente sani di mente. Di ciò la gente ha paura, e le persone normali vogliono starne lontani.
mccain-con-nazis-ucranianos-300x224 Un principio completamente diverso opera per i “volontari”. Andarci da solo, solo per il sangue e solo per starci in mezzo. Il battaglione “Ajdar” era molto popolare nell’estate 2014, come l’unico battaglione d'”assalto” dei “volontari” al fronte. In realtà, fu la prima unità che cominciò ad acquisire rapidamente nuove reclute. “Ajdar” raggiunse rapidamente numeri astronomici. In realtà, era già un reggimento, anche se alla fine dei combattimenti, il battaglione divenne una compagnia. Durante la guerra solo una piccola parte era al fronte, ma 1000 combattenti “combatterono” sul fronte interno. E tutta la feccia volle riconoscimenti dalle mani del suo idolo, Melnichuk. Lo scandalo scoppiato in inverno e soprattutto primavera 2015 prima distrusse la “reputazione” e quindi l’unità. Tutti gli “eroi” si affrettarono ad “arruolarsi” in un’unità più “decente”. E il grande “eroe” fu privato dell’immunità su richiesta del SBU. Il battaglione “Donbass” ha una storia completamente diversa. Fu creato dal truffatore Konstantin Grishin. Un truffatore di talento, potrei aggiungere. Il battaglione non si distinse particolarmente al fronte, a parte le “fughe in massa”, ma era così popolare tra maggio 2014 e primavera 2015 che Kostja reclutò contingente dopo contingente solo per perderli tutti in un’altra “brillante operazione” e di nuovo ritrovarsi con centinaia di idioti morti grazie alle affascinanti storie su Facebook sugli “eroi del Donbass”. Dopo diversi scandali e la rimozione dal comando dello ‘scrittore’ e stratega Semjon Semenchenko (ha ufficialmente cambiato il proprio nome), il “Donbass” cominciò a cadere a pezzi e a sgonfiarsi. Niente unità, niente rifornimento. Ora è una piccola unità che tenta di entrare in una qualche unità. Solo l’oblio, il che significa la morte. Il reggimento “Azov“. Il raid sulla striscia neutrale a febbraio 2015 ha confermato lo status di reggimento dell’Azov, aumentando le reclute della metà (principalmente disertori da altre unità). Le battaglie per Shirokino, insensate e sanguinose, hanno determinato un ulteriore aumento nel reggimento. Non veloce (a causa delle perdite) ma tuttavia i numeri dell'”Azov” erano in costante crescita. E quando si decise di spostare il reggimento a Zaporozhe, Andrej Belitskij… vi vide la volontà del comando delle forze armate ucraine di distruggere l'”unità operativa”, e a ragione. Un paio di mesi nelle retrovie a non fare nulla provocò il caos in tale unità. Tutti i fan dell'”assalto” gradualmente l’abbandonano, non vanno nel Donbas a scavare trincee. Sono venuti per uccidere. Ma la campagna pubblicitaria di maggior successo non è di tali battaglioni e reggimenti “glorificati”, ma del corpo dei volontari dal nulla. “Pravij Sektor” fu creato a Majdan. Promosso dal successo della lustrazione e della soppressione dei frammenti del vecchio regime. Poi fu colto dall’idea di formare unità di combattimento, diventandone il più potente. Ma dopo pochi scandali, s’è rapidamente sgonfiato. Le unità che hanno davvero combattuto al fronte (un battaglione), passano ad altre unità, e il resto si presenta alla società come altra manica di ladri e assassini. Sì, sono stati risparmiati dopo i fatti di Mukachevo, ma è la condanna a morte dell’organizzazione. L’alone di “eroi” è sbiadito e poi scomparso insieme alla presa come ostaggi di bambini. Poroshenko e Jatsenjuk “hanno perdonato” i teppisti, ma la gente no. Il destino del DUK è già deciso, in attesa dell’auto-distruzione e dell’oblio.

5. Guerra e pace: “Minsk”
Da qui l’atteggiamento per ristabilire l’ordine nel Paese e il processo di pace. “I volontari” non vogliono pace e ordine. Se non ci sarà pace e ordine qualcuno sarà ritenuto responsabile dei crimini iniziati con Majdan, prima o poi. Perciò mi chiedo perché mai in tutti i punti caldi sul fronte a Donetsk, i “volontari” sono sempre avanti (provocando il conflitto). Ciò è comprensibile, difatti chi erano prima della guerra civile: perdenti e criminali, truffatori e teppisti, e ora sono “Melnichuk”, “Belitskij”, “Semenchenko”, rispettati e ricchi membri del Parlamento. E i loro subalterni punk da cortile e reietti della società, sono divenuti degli eroi senza gloria. Tuttavia, non tutti (Melnichuk). A causa di questa pace, sono inutili e persino pericolosi per lo Stato.
La maggior parte dei soldati delle FAU, al contrario, desidera la pace e tornare a casa subito, a una vita normale, dove sono attesi. Per loro la guerra è la fonte di tutte le disgrazie. Quindi, vediamo che l'”Uni-esercito” della junta non esiste e non può esistere per principio. Motivazioni e obiettivi dei soldati delle FAU e dei “volontari” sono troppo diversi. Questo è un grosso problema per il regime, che sembra irrisolvibile. Ma… si cercano e provano nuove forme e nuovi compiti per le bande dei “volontari”. Altro su questo nel prossimo articolo.

10177874Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia cerca di annientare una possibile “no fly zone” sulla Siria

Valentin Vasilescu – Reseau International 20 agosto 2015a_melihov_mig-31_76_1200Nel luglio 2015 le forze militari curde nel nord-est della Siria decisero di supportare l’esercito siriano nella lotta ai ribelli islamici, operando con il supporto aereo siriano durante offensive contro i mercenari islamici riforniti dalla Turchia. La Turchia ha risposto immediatamente, ricordandosi improvvisamente l’esistenza del PKK curdo vietato in Turchia, convocando una riunione della NATO, a seguito di presunte minacce alla propria sicurezza, ed avviando inoltre attacchi aerei contro i curdi nel nord-est di Siria e Iraq (gli unici che hanno avuto vittorie concrete sul SIIL, ultimamente). Gli Stati Uniti, che hanno speso 500 milioni l’anno scorso per reclutare, addestrare e armare i ribelli “moderati” in Siria, minacciano l’esercito siriano e i combattenti iracheni e curdi, cioè coloro che realmente combattono il SIIL, di attacchi aerei se il loro “protetti” venissero attaccati. Inoltre, con sfacciata ipocrisia, Ahmet Davutoglu, primo ministro della Turchia, ha esortato le Nazioni Unite ad imporre una no-fly zone nel nord della Siria, “per proteggere i civili curdi nella zona di guerra tra SIIL ed esercito siriano”, cioè coloro presi di mira dai bombardamenti aerei dell’aeronautica turca. Quanto e come Stati Uniti ed alleati combattono il ISIS è stato ampiamente indicato in un precedente articolo. La Russia ha capito completamente il gioco torbido degli Stati Uniti. Con i sistemi missilistici antiaerei assicura la difesa degli Stati che combattono veramente contro il SIIL (Iraq, Siria, Iran). Si tratta dei sistemi S-300 e Pantsir-S1 che pongono problemi reali all’US Air Force e ai suoi satelliti di NATO e Golfo.
In questo contesto di tensioni e falsa lotta al SIIL intesa a creare le condizioni per dei bombardamenti massicci contro le truppe dell’esercito siriano e sostituire Bashar al-Assad al vertice della Siria, la Russia ha compiuto una mossa che ha sorpreso tutti. Il 16 agosto 2015, l’agenzia turca BGN annunciava che la Russia aveva consegnato all’aeronautica siriana 6 MiG-31, già in servizio nella base aerea di Maza, nella periferia sud-occidentale di Damasco. In realtà, si tratta di un contratto del 2007 di oltre 1 miliardo di dollari per 8 MiG-31 e 16 MiG-29M sospesa nel 2009 su pressione d’Israele. Il MiG-31BM ha alcune limitazioni. Non è un velivolo multiruolo capace di manovre di combattimento aereo, ma è un aereo biposto (pilota e operatore) che pattuglia ad altissima quota per oltre due ore. Basta una sola pattuglia di MiG-31 per impedire la penetrazione dello spazio aereo russo per 400 km. La consegna dei MiG-31 della Russia non è diretta contro il SIIL, ma contro i radar a bordo dei Boeing 737 (AEW&C) e E-3 Sentry (AWACS), spina dorsale della no-fly zone. Ma il MiG-31 è efficace anche contro i missili da crociera degli USA. Uno o due AWACS turchi e statunitensi possono coprire tutto lo spazio aereo siriano. Grazie alle apparecchiature SIGINT a bordo, l’AWACS controlla il traffico radio ed intercetta le relazioni radio dei piani di volo degli aerei da combattimento siriani che decollano. Così gli AWACS possono rilevare i bersagli aerei nemici a 350-450 km di distanza. Dirigono l’intercettazione delle formazioni degli aerei da combattimento degli alleati degli Stati Uniti che operano sulla Siria. Tutti gli aerei AWACS possono individuare le colonne corazzate che si muovono in territorio siriano, e dirigervi velivoli armati con missili e bombe per l’attacco al suolo. Abbattere uno o più AWACS modifica significativamente la capacità operativa della “no fly zone”.
Il MiG-31 è propulso da due motori Solovev D-30F6, ognuno da 15500 kg/s di spinta, consentendo un rateo di salita di 208 m/s. Il tempo impiegato per raggiungere la quota di 10000 m dalla pista di decollo è due/tre minuti. In pratica, se il MiG-31 non viene rilevato, entra in regime supersonico, ricevendo da terra le coordinate dell’AWACS ed occupando la posizione migliore per abbatterlo. Il MiG-31 è armato di missili BVR (oltre l’orizzonte) R-33, R-37 e Novator KS-172S-1, con gittata di 300-420 km, appositamente progettati per abbattere gli AWACS. Il profilo di volo di questi missili è stato progettato in modo che salgano a una quota di crociera di 30000 metri, dove accelerano fino a Mach 4. Questo profilo impedisce l’intercettazione durante il volo sul bersaglio, consentendo un rapporto consumo/km dimezzato rispetto al volo a 8-14000 m di quota. L’attacco all’AWACS avviene dall’alto, dov’è il punto cieco dell’antenna radar.

20150820-83-0008-41-1728x800_cChi combatte sul serio lo Stato islamico?
Valentin Vasilescu Reseau International 8 agosto 2015

IRGC-Su-25-IraqGli attacchi aerei della NATO contro l’esercito serbo bosniaco ebbero luogo tra il 30 agosto e il 20 settembre 1995, e furono eseguiti da 400 aerei e missili da crociera Tomahawk, in sostegno dei mercenari musulmani inviati da Stati Uniti, Iran, Arabia Saudita e Turchia a combattere contro i serbi. L’operazione raggiunse l’obiettivo con la distruzione di 338 obiettivi terrestri serbi (carri armati, batterie di artiglieria, colonne di fanteria motorizzata in movimento, ecc..). Il bombardamento NATO della Jugoslavia fu effettuato dal 24 marzo al 10 giugno 1999 e uccise da 5 a 10000 militari e civili jugoslavi, neutralizzò il 40% delle armi dell’esercito jugoslavo e distrusse il 60% della capacità industriale del Paese, centrali termoelettriche che riscaldavano la popolazione, ponti sul Danubio e nodi ferroviari. L’operazione raggiunse l’obiettivo evacuando l’Esercito jugoslavo dal Kosovo ambito dagli statunitensi. Ciò che sorprende è che per più di un anno, Stati Uniti e NATO (Turchia, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania e Paesi Bassi), così come Emirati Arabi Uniti, Bahrayn, Qatar, Giordania e Australia, hanno condotto attacchi aerei contro il SIIL senza esito. Ciò è tanto più sorprendente dato che le forze del SIIL, da 5 a 7000 combattenti, agiscono in aree rigorosamente definite e scoperte (per lo più in zone desertiche), dove sorveglianza e attacchi sono molto più facili che nella ex-Jugoslavia. Il SIIL è organizzato in distaccamenti dalla grande mobilità tattica composti da sub-unità da ricognizione con blindati leggeri (Hummer), subunità blindate con carri armati, IFV e APC, subunità di artiglieria trainata, subunità da trasporto con autocarri (per munizioni, cibo, carburante, ecc), subunità da difesa aerea con cannoni o mitragliatrici montati su autoveicoli, ecc. Alcuni video occidentali mostrano solo bersagli statici, tipo bunker, durante gli attacchi aerei statunitensi. E’ molto strano che non ci siano mai auto, blindati e combattenti del SIIL in prossimità dei bersagli. Potrebbero essere falsi per il semplice motivo che non ci sono più bunker in Iraq. I media occidentali che trasmettono tali video sembrano aver dimenticato che con l’occupazione dell’Iraq da parte dell’esercito degli Stati Uniti, i genieri statunitensi fecero saltare tutti i bunker costruiti da Sadam Husayin. Dove il SIIL trova i bunker indicati nei video? L’occupante statunitense, dal 2003, ha demolito tutti gli aviogetti supersonici o d’attacco al suolo (Su-25) di produzione sovietica dall’esercito iracheno, sostituendoli con velivoli ad elica Cessna 208 Caravan, Cessna 172 e Beechcraft T-6 Texan. La stessa cosa avvenne con gli elicotteri d’attacco iracheni, sostituiti con Bell 206, Bell UH-1, Bell OH-58C, Bell 407, senza blindature ed equipaggiamento per combattere i mezzi corazzati. Gli Stati Uniti hanno ripetutamente rinviato la consegna di 36 F-16 Block 52, pagati dall’Iraq nel 2011. I primi 4 F-16 sono arrivati in Iraq, nella base aerea di Balad, solo a luglio, e gli altri arriveranno nel 2018. Idem per i 36 Apache AH-64E che l’Iraq ha acquistato dagli Stati Uniti e che non sono ancora stati consegnati. Obbligato a combattere il SIIL, l’Iraq aveva cercato aiuto dalla Francia che, seguendo il modulo delle Mistral, s’è rifiutata di fornire l’elicottero d’attacco Tiger per non offendere gli Stati Uniti.
Perché gli Stati Uniti fanno di tutto affinché l’Iraq, in prima linea nella lotta al SIIL, non abbia aerei da combattimento? Semplicemente perché sanno che gli aerei dell’Iraq neutralizzerebbero il SIIL in due mesi, svelando il bluff degli Stati Uniti e dei loro alleati sul SIIL. La Russia ha capito le reali intenzioni degli Stati Uniti ed è stato l’unico Stato a sostenere realmente le forze che lottano contro il SIIL firmando subito un accordo con l’Iraq per la consegna di 56 elicotteri d’attacco Mi-28 e Mi-35NE (24 elicotteri russi sono già operativi). Un video iracheno dimostra come oggi si svolge la vera lotta tra una colonna del SIIL e i Mi-35 iracheni. La Russia ha anche consegnato all’Iraq 12 aerei Su-25 pilotati da iraniani. Inoltre, grazie ad un accordo mediato dalla Russia, 7 altri aerei Su-25 dell’Iran sono ritornati in Iraq per combattere il SIIL, arrivando sulla base aerea di Balad il 13 luglio 2015.19_2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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