Assad: “Libereremo ogni pollice della terra siriana”

Bashar al Assad, Global Research, 10 gennaio 2017 – SANAo-assad-syrie-facebook-1728x800_cIl Presidente Bashar al-Assad ha detto che tutto il mondo cambia idea sulla Siria, a tutti i livelli, locale, regionale e internazionale. In una dichiarazione ai media francesi, il Presidente al-Assad ha aggiunto che la nostra missione, secondo la Costituzione e le leggi, è liberare ogni pollice del territorio siriano. Di seguito è riportato il quadro completo della dichiarazione:

Domanda 1: Signor Presidente, ha appena incontrato una delegazione di parlamentari francesi. Pensa che questa visita influenzerà la posizione francese sulla Siria?
Presidente Assad: Questa è una domanda per i francesi. Speriamo che ogni delegazione che venga qui veda la verità su ciò che accade in Siria negli ultimi anni, dall’inizio della guerra sei anni fa, e il problema ora, riguardo la Francia in particolare, è che non ha un’ambasciata, né alcuna relazione con la Siria, quindi è come… possiamo dire, uno Stato cieco. Come si può forgiare una politica nei confronti di una certa regione se non si può vedere, se si è ciechi? Si deve vedere. L’importanza di queste delegazioni è che rappresentano gli occhi degli Stati, ma dipende dallo Stato; vogliono vedere o continuare la politica dello struzzo e non vogliono la verità, perché ora tutti nel mondo cambiano idea sulla Siria, e a tutti i livelli, locale, regionale e internazionale. Finora, l’amministrazione francese non ha cambiato posizione, parla ancora la vecchia lingua scollegata dalla realtà. Ecco perché speriamo ci sia qualcuno che voglia ascoltare queste delegazioni, i fatti. Non parlo di me, parlo della realtà in Siria. Così, abbiamo speranze.

Domanda 2: Signor Presidente, ha detto che Aleppo è una vittoria importante per la Siria, e una svolta importante nella crisi. Cosa prova quando vede le immagini delle centinaia di civili uccisi nei bombardamenti, e la devastazione della città?
Presidente Assad: Naturalmente, è molto doloroso per noi siriani vedere il nostro Paese distrutto e spargimento di sangue, è evidente, è la parte emotiva, ma per me, presidente o funzionario, la domanda del popolo siriano è: che ho intenzione di fare. Non solo il sentimento; la sensazione è evidente, come ho detto. Come ricostruiremo le nostre città.

Domanda 3: Ma il bombardamento di Aleppo est era l’unica soluzione per riprendere la città, con la morte di civili, suoi concittadini?
Presidente Assad: Dipende da che tipo di guerra si vuole. Volete una guerra silenziosa, senza distruzione? Non conosco, nella storia, guerre buone, ogni guerra è un male. Perché? Perché ogni guerra è distruzione, è uccisione, perciò ogni guerra è un male. Non si può dire “questa è una guerra buona”, anche se è per una buona ragione, per difendere il proprio Paese, per un motivo nobile, ma è un male. Ecco perché non è la soluzione, se si ha qualsiasi altra soluzione. Ma la domanda è: come si possono liberare i civili nelle aree occupate dai terroristi? E’ meglio lasciarglieli, sotto la loro supervisione, la loro oppressione, al destino deciso da terroristi che decapitano, uccidono, fanno di tutto, ma senza avere uno Stato? Questo è il ruolo dello Stato, restare a guardare? Bisogna liberarli, e questo è il prezzo a volte, ma alla fine, il popolo viene liberato dai terroristi. Questa è la domanda ora: vanno liberati o no? Se sì, questo è ciò che dobbiamo fare.

Domanda 4: Signor Presidente, il cessate il fuoco è stato firmato il 30 dicembre, perché l’Esercito Arabo Siriano ancora combatte vicino Damasco, nella regione di Wadi Barada?
Presidente Assad: Prima di tutto, il cessate il fuoco è con diverse parti, quindi quando si dice c’è una tregua possibile, è quando ogni parte smette di combattere e sparare, ma non è così in molte zone in Siria, come è stato indicato dal Centro di osservazione russo sul cessate il fuoco. Ci sono violazioni del cessate il fuoco ogni giorno in Siria, anche a Damasco, soprattutto, perché i terroristi occupano la principale sorgente di Damasco, dove più di cinque milioni di civili sono privati dell’acqua nelle ultime tre settimane, e il ruolo dell’Esercito arabo siriano è liberare quella zona, per evitare che i terroristi usino l’acqua per soffocare la capitale. Ecco perché.

Domanda 5: Signor Presidente, lo SIIL non fa parte del cessate il fuoco …
Presidente Assad: No.

Giornalista: Avete intenzione di riprendere Raqqa, e quando?
Presidente Assad: Lasciatemi continuare la seconda parte della prima domanda. La seconda parte del cessate il fuoco non riguarda al-Nusra e SIIL, e l’area che abbiamo liberato di recente, le sorgenti della capitale Damasco, erano occupate da al-Nusra che ha formalmente annunciato che occupa la zona. Quindi, non fa parte del cessate il fuoco. Su al-Raqqa, naturalmente, è nostra missione, secondo la Costituzione e secondo le leggi, dover liberare ogni pollice del territorio siriano. Non c’è alcun dubbio su questo, non c’è da concordare. Ma si tratta di quando e quali sono le nostre priorità, e questo spetta ai militari, riguarda la pianificazione militare, le priorità militari. Ma a livello nazionale, non c’è alcuna priorità; ogni pollice è un pollice siriano, sarà di competenza del governo.

Domanda 6: Colloqui importanti si svolgeranno ad Astana alla fine del mese, con molte parti siriane, tra cui alcuni gruppi d’opposizione, diciamo. Con quali siete pronti a negoziare direttamente, e con quali siete pronti a negoziare per riportare la pace in Siria.
Presidente Assad: Naturalmente, siamo pronti e abbiamo annunciato che la nostra delegazione alla conferenza è pronta a recarvisi quando avranno deciso… quando decideranno l’ora di quella conferenza. Siamo pronti a negoziare su tutto, se si parla di trattative per porre fine al conflitto in Siria o del futuro della Siria, tutto è aperto, non ci sono limiti ai negoziati. Ma chi ci sarà dall’altra parte? Non lo sappiamo ancora. Ci sarà la vera opposizione siriana, e quando dico “vera” significa siriana, non saudita, francese o inglese; dovrebbe essere l’opposizione siriana a discutere questioni siriane. Così, la vitalità o, diciamo, il successo di tale Conferenza dipenderà da ciò.bashar-al-assadDomanda 7: E’ ancora pronto a discutere la posizione di presidente? È stata contestata.
Presidente Assad: Sì, ma la mia posizione è legata alla costituzione, e la costituzione è molto chiara sul meccanismo per eleggere un presidente o sbarazzarsene. Quindi, se vogliono discutere di questo punto, devono discutere della costituzione, e la costituzione non è di proprietà del governo o del presidente o dell’opposizione; dovrebbe esserlo del popolo siriano, quindi è necessario un referendum. Questo è uno dei punti che potrebbero essere discussi alla riunione, naturalmente, ma non si può dire “dobbiamo che il presidente” o “non dobbiamo che il presidente” perché il presidente è legato alle urne. Se non ne hanno bisogno, si va alle urne. Il popolo siriano dovrà eleggere il presidente, non una sua parte.

Domanda 8: E con questo negoziato, quale sarà il destino di combattenti ribelli?
Presidente Assad: Ciò che abbiamo attutato negli ultimi tre anni, volendo seriamente la pace in Siria, il governo ha offerto l’amnistia ad ogni militante che cede le armi, ed ha funzionato, c’è ancora la stessa opzione se si vuole tornare alla normalità, alla vita normale. Questo è il massimo che si può offrire, l’amnistia.

Domanda 9: Signor Presidente, come sa ci saranno le elezioni presidenziali in Francia, ha un favorito, una preferenza per uno dei candidati?
Presidente Assad: No, perché non abbiamo alcun contatto con loro, e non possiamo contare molto sul bilancio e la retorica elettorale, così abbiamo sempre aspettato e visto quale politica adottavano, dopo l’incarico. Ma abbiamo sempre la speranza che la prossima amministrazione o governo o presidente voglia a che fare con la realtà, scollegarsi dalla politica slegata dalla realtà. Questa è la nostra speranza, poter lavorare nell’interesse del popolo francese, in quanto la questione ora, dopo sei anni, è: come cittadino francese, ti senti più sicuro? Non credo che la risposta sia sì. Il problema dell’immigrazione ha reso la situazione nel vostro Paese migliore? Penso che la risposta sia no, in Francia e in Europa. La domanda ora: qual è la ragione? Questa è la discussione che la prossima amministrazione o governo o presidente dovrà affrontare per far fronte alla realtà, non all’immaginazione come è accaduto negli ultimi sei anni.

Domanda 10: Ma uno dei candidati, François Fillon, non ha la stessa posizione dell’attuale; vorrebbe riaprire il dialogo con la Siria. Si aspetta che la sua elezione, se eletto, possa cambiare la posizione della Francia sulla Siria?
Presidente Assad: La sua retorica sui terroristi, o diciamo, la priorità nel combattere i terroristi e non nell’immischiarsi negli affari di altri Paesi, è benvenuta, ma dobbiamo essere cauti, perché ciò che abbiamo imparato in questa regione negli ultimi anni è che molti dicono qualcosa e fanno il contrario. Non dico che Fillon lo farà. Spero di no. Ma dobbiamo aspettare e vedere, perché non c’è alcun contatto. Finora, quello che ha detto, se adottato, sarà un gran bene.

Domanda 11: Apprezza come politico Francois Fillon?
Presidente Assad: non ho avuto alcun contatto con lui o cooperazione, perciò qualsiasi cosa dica ora non sarà molto credibile, ad essere franco.

Domanda 12: C’è un messaggio che desidera inviare alla Francia?
Presidente Assad: Penso che se voglio inviarlo ai politici, dirò la cosa ovvia; si deve lavorare per l’interesse dei cittadini siriani, e negli ultimi sei anni la situazione va nella direzione opposta, perché la politica francese ha danneggiato gli interessi francesi. Così, al popolo francese direi che i media mainstream occidentali hanno fallito. La narrazione è stata sfatato dalla realtà, e se ci sono i media alternativi, va cercata la verità. La verità è la principale vittima degli eventi in Medio Oriente, anche in Siria. Vorrei chiedere a qualsiasi cittadino francese di cercare la realtà, le informazioni autentiche attraverso i media alternativi. Quando cercano queste informazioni, possono essere più efficaci nell’affrontare il proprio governo, o almeno non permettere a certi politici di ricorrere alla menzogna. Questo è ciò che penso sia la cosa più importante negli ultimi sei anni.

Domanda 13: Signor Presidente, suo padre è stato Presidente permanente della Siria. Ritiene di aver la possibilità di non essere più presidente, un giorno?
Presidente Assad: Sì, dipende da due cose: la prima è la volontà del popolo siriano; chi vuole sia presidente o no. Se voglio essere presidente, mentre il popolo siriano no lo vuole, anche se vinco le elezioni, non ho un forte sostegno, non otterrei nulla, soprattutto in una regione complessa come la Siria. Non si può essere solo eletti presidente, non funziona, è necessario il sostegno popolare. Senza di esso non posso avere successo. Così, in quel momento, non avrà senso essere presidente.
La seconda; se ho la sensazione di voler essere presidente, indicherei me stesso, ma dipende dal primo fattore. Se ritengo che il popolo siriano non mi voglia, naturalmente non lo sarò. Quindi, non si tratta di me, ma soprattutto del popolo siriano; se mi vuole o no. È così che la vedo.

Domanda 14: Ultima domanda; Donald Trump sarà nominato presidente degli Stati Uniti tra due settimane. E’ stato chiaro nel voler migliorare le relazioni con la Russia, una dei suoi principali alleati…
Pesidente Assad: Sì, esattamente.

Giornalista: Ritiene di… aspettarsi che cambi la posizione degli Stati Uniti sulla Siria?
Presidente Assad: Sì, se si vuole parlare in modo realistico, perché il problema siriano non è isolato, non è solo siriano; in realtà è più grande… o diciamo il conflitto siriano è soprattutto regionale e internazionale. La parte più semplice che si può affrontare è quella siriana. La parte regionale e internazionale dipende principalmente dal rapporto tra Stati Uniti e Russia. Ciò che annunciava ieri era molto promettente, se c’è un vero approccio o iniziativa per migliorare la relazione tra Stati Uniti e Russia, influenzerà tutti i problemi del mondo, anche in Siria. Quindi, direi di sì, penso che sia positivo sul conflitto siriano.

Giornalista: Cos’è positivo?
Presidente Assad: mi riferisco alla relazione, al miglioramento del rapporto tra Stati Uniti e Russia che si rifletterà positivamente sul conflitto siriano.

Giornalisti: Grazie mille.15781477Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Decine di generali turchi dimessi dopo le sconfitte in Siria

Teheran (FNA)

243-1024x577Un giornalista turco ha rivelato che almeno una cinquantina di alti ufficiali dell’esercito turco sono stati dimessi per le sconfitte nel corso dell’Operazione Scudo dell’Eufrate a nord di Aleppo. Ahmad Takan, giornalista del Yeni Chaq, ha scritto un articolo sulle pesanti sconfitte dell’esercito turco nell’operazione Scudo dell’Eufrate, nel nord della Siria, che hanno spinto 50 alti ufficiali a dimettersi. Aggiungeva che i 50 ufficiali si sono dimessi dal comando dell’esercito nella regione di al-Bab. Takan citava fonti dell’esercito turco dire che il Free Syrian Army (FSA) sostenuto da Ankara, vende allo Stato islamico le armi e munizioni che riceve dall’esercito turco. Inoltre aggiungeva che l’8 gennaio, un gruppo di militanti turcomanni legati all’esercito turco arrestava un gruppo del FSA presso il villaggio di Aqtari, a sud di al-Bab, mentre inviava due camion di armi e munizioni nelle regioni occupate dello SIIL. Takan affermava che l’operazione Scudo dell’Eufrate è stata sconfitta e le perdite vengono nascoste dai comandanti dell’operazione all’opinione pubblica. Gli ospedali di Dilouk e Kilis sono pieni di soldati turchi feriti, aggiungeva Takan, secondo cui Ankara è stata costretta a consegnare i cadaveri dei terroristi del SIIL al gruppo terroristico, per riprendersi quelli dei suoi soldati caduti.
La Turchia ha anche aumentato la durata del servizio militare obbligatorio, per compensare la perdita di forze con la nuova ondata di dimissioni. La stampa comunicava che decine di soldati turchi sono stati sospesi dopo aver venduto armi ed equipaggiamenti tramite il cosiddetto Free Syrian Army (FSA), durante l’operazione Scudo dell’Eufrate nel nord di Aleppo. Il quotidiano al-Watan riferiva che i social media degli attivisti diffondevano notizie e immagini su “50 militari turchi sospesi e obbligati ad abbandonare le operazioni presso Scudo dell’Eufrate“. Nel frattempo, gli attivisti dissidenti a nord di Aleppo riferivano che “dopo l’operazione Scudo dell’Eufrate, abbiamo visto nuovi armamenti e mezzi nel nord della Siria, e dopo indagini è risultato chiaro che appartenevano alle forze Eufrate dell’operazione Scudo dell’Eufrate”. Fonti dell’opposizione rivelarono a settembre che i terroristi del FSA filo-turco ricevettero vari automezzi militari avanzati a nord di Aleppo. “Il gruppo terroristico al-Hamza, affiliato al FSA e sotto il comando del centro operativo dell’operazione Scudo dell’Eufrate, riceveva numerosi automezzi militari dagli ufficiali dell’esercito degli Stati Uniti schierati a nord di Aleppo“, secondo le fonti. Fonti dell’opposizione pubblicavano anche diverse foto dei veicoli dell’esercito degli Stati Uniti con l’emblema del gruppo terroristico al-Hamza, che precedentemente affermò di essere indipendente e di non lavorare per alcun Paese straniero.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Serbia avverte gli albanesi che ritorna in Kosovo: gli intrighi di Obama contro la Russia

Ramazan Khalidov e Lee Jay Walker, MTT, 15 gennaio 2017tomislav-nikolic1Unione europea (UE) e NATO condividono un tema in Europa, tollerare la pulizia dei cristiani ortodossi da Cipro del Nord e dalla Gerusalemme serba del Kosovo, proprio come non fanno nulla per i cristiani assediati nel Medio Oriente, a parte peggiore la situazione alleandosi con i sunniti sauditi e turchi. Allo stesso modo, le stesse potenze di UE e NATO tollerano che i petrodollari dei sunniti islamisti del Golfo diffondano l’islamizzazione dell’Europa, mentre l’Arabia Saudita non tollera una sola chiesa cristiana. Quindi, per buona misura, sembra che la Serbia finalmente ritrovi la spina dorsale davanti l’intimidazione di massa dei cristiani ortodossi assediati nel Kosovo. In effetti, il doppio standard di UE e NATO tollera le truppe di occupazione della Turchia a Cipro del Nord, decennio dopo decennio, è lo stesso complice che ha illegalmente sancito lo smantellamento della Serbia consegnando il Kosovo agli albanesi musulmani. Non a caso, molti albanesi del Kosovo partecipano all’assassinio di siriani al fianco dei settari islamici sunniti utilizzando le ratlines della NATO e del Golfo in Turchia. Allo stesso modo, i petrodollari provenienti da diversi Paesi del Golfo, come Arabia Saudita e Qatar, diffondono l’islamizzazione sunnita in Kosovo e nei Balcani, mentre UE, ONU e NATO restano a guardare. Nei giorni scorsi, altre tensioni sono emerse in Kosovo per via degli albanesi a Pristina che cercavano d’intimidire e umiliare i serbi ortodossi assediati del Kosovo. Naturalmente, non è un caso che tutto ciò accada negli ultimi giorni della presidenza Obama. Ciò ha una ragione triplice, cercare d’intrappolare la Federazione russa per via dell’aperta russofobia di Obama, costringere il neopresidente Donald Trump a cedere sulla politica estera e mantenere il cuneo tra USA e Federazione russa tramite gli intrighi dell’amministrazione Obama. Dopo tutto, è chiaro che Trump vuole relazioni favorevoli con la Federazione Russa.
Il presidente della Serbia Tomislav Nikolic è deluso dai doppi standard dei soliti attori di Europa e USA. Nonostante ciò, la Serbia sa che la situazione è fragile ed evita di creare altri vuoti coi soliti attori. Tuttavia, la Serbia informa il mondo che non tollererà l’ennesimo provvedimento subdolo degli albanesi a Pristina che minaccia i serbi cristiani ortodossi nel Kosovo settentrionale. La Federazione Russa deve sostenere la Serbia e anche le altre nazioni amiche. Tuttavia, è essenziale che la Federazione Russa attenda che si svolga il passaggio del potere tra l’amministrazione Obama e l’amministrazione Trump. Una volta avvenuto, allora sarà necessaria freddezza perché certi attori cercano di mantenere le divisioni tra USA e Federazione Russa. In altre parole, Balcani, Medio Oriente e altre regioni, come l’Asia del Nord-Est, hanno bisogno di un nuovo approccio tra Washington e Mosca, per portare il mondo a una maggiore stabilità. Dopo tutto, il vecchio ordine, come NATO e mentalità da guerra fredda dell’amministrazione Obama, cerca le divisioni, il divide et impera, la destabilizzazione e altre negatività. Data questa realtà, sono necessari capi saggi nel governo della Federazione russa e nell’amministrazione Trump. Se questo accade, allora del buon senso, si spera, tornerà nelle zone destabilizzate ed anche nella casa comune europea che si estende sul continente, nonostante alcuni scontri storici non pienamente rammendati.
I serbi ortodossi del Kosovo sono stati uccisi per gli espianti dagli albanesi del Kosovo, molte chiese e monasteri ortodossi sono stati distrutti, subendo la pulizia religiosa ed etnica e costringendoli nei ghetti. Ultimamente, la stessa minaccia non accenna a diminuire nel nord del Kosovo, da qui l’avvertimento dalla Serbia. Nikolic ha fatto capire con forza che le Forze Armate della Serbia saranno schierate in Kosovo se i serbi continuano ad essere uccisi. Alla risposta se inviare l’esercito in Kosovo, Nikolic ha detto, “Se i serbi vengono uccisi, sì“. Nikolic ha inoltre dichiarato: “siamo sull’orlo di un conflitto che provocherebbe decine di morti, oggi… Dio lo sa… ieri diversi accordi firmati a Bruxelles sono stati calpestati, l’articolo 1 parla della libertà di movimento, e c’è anche l’articolo che dice che le unità speciali del ROSU non possono recarsi a nord dell’Ibar senza l’approvazione della NATO e della comunità locale. Perché ieri un treno infastidiva la cosiddetta comunità internazionale e Pristina? Forse perché aveva scritto su ‘Kosovo è Serbia’ e ridipinto con nostri affreschi… allora non si dovrebbe consentire a qualsiasi albanese con insegne e documenti del Kosovo di recarsi in Serbia“.
Intimidazioni e minacce provengono dagli albanesi musulmani in Kosovo e come al solito NATO e UE ignorano accordi e assicurazioni. Le potenze occidentali sanno bene che le unità ROSU nel Kosovo settentrionale diffonderanno paura tra i cristiani ortodossi serbi e metteranno in pericolo il fragile equilibrio a Kosovska Mitrovica e altre aree in cui i serbi ancora sopravvivono. Pertanto, è essenziale che Serbia e Federazione Russa attendano la nuova amministrazione Trump per lavorare diplomaticamente, se possibile. Questo è ciò che certi attori vogliono per legare Trump all’accesa isteria russofoba, sfruttando la collusione dei mass media.slicica-1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Udo Ulfkotte, coraggiosa voce del giornalismo europeo, è morto

Dr. Paul Craig Roberts, Global Research, 15 gennaio 2017

Udo UlfkotteIl 13 gennaio, Udo Ulfkotte sarebbe morto d’infarto. Era stato redattore del Frankfurter Allgemeine Zeitzung. Pubblicò un libro coraggioso in cui afferma che la CIA controlla ogni giornalista importante in Europa, permettendo il controllo di Washington sull’opinione pubblica europea, riducendone consapevolezza ed opposizione al proprio controllo sui capi di Stato europei. In sostanza, non ci sono governi europei indipendenti da Washington.
Il coraggio, una volta abbondante in Europa, è oggi difficile da trovare. Charles de Gaulle fu l’ultimo capo di un grande Stato europeo a restare indipendente da Washington. Oggi troviamo l’indipendenza in Marine Le Pen e forse nel premier d’Ungheria. Ma in maggioranza i capi di Stato dell’Europa sono vassalli di Washington impegnati nelle guerre di Washington. Naturalmente compresi la cancelliera della Germania, il presidente della Francia e il primo ministro del Regno Unito. Questi, una volta potenti Paesi d’Europa il cui predominio copre la maggior parte della storia occidentale dalla caduta di Roma alla seconda guerra mondiale, sono oggi Stati fantoccio degli USA.
Sotto Eltsin, la Russia cedette alla supremazia USA, ma con Vladimir Putin la Russia ha riacquistato l’indipendenza ed oggi limita l’unilateralismo di Washington in alcune aree del mondo, come Siria e Crimea. Il vassallo giapponese nell’Estremo Oriente di Washington è ora controllato dall’ascesa della Cina, un Paese come la Russia dalla leadership di prima classe che non si trova da alcuna parte in occidente. Il mondo occidentale si è dimostrato incapace di produrre una vera leadership politica. Tale fallimento dopo secoli di dominio occidentale, ha così danneggiato la politica occidentale che l’occidente è asservito ad un’oligarchia che concentra redditi e ricchezze in poche mani. Questi pochi hanno un enorme potere, come vediamo nello spudorato attacco della CIA al presidente eletto.
Il pericolo che la vita sulla Terra affronta è che Washington pretenda che, basandosi sulla storia dell’occidente, sia normale perpetrare il proprio dominio nel mondo. Tuttavia, Russia e Cina non sono d’accordo. Ognuna può opporsi a Washington, ed insieme soverchiano la potenza militare di Washington. A causa della prepotenza di Washington, i pretesi signori del mondo non si rendono conto che Russia e Cina non sono l’Iraq e la Libia. Se gli idioti che governano a Washington ci portano in guerra con queste potenze, gli Stati Uniti scompariranno dalla storia insieme al resto del mondo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Violenta esplosione nella base aerea di Hatzor, in Israele

Reseau International 15 gennaio 2017170114031806035-01Secondo il sito Dimpenews, facendo riferimento a fonti libanesi (al-Dunya TV), una forte esplosione fu sentita il 14 gennaio nella base aerea di Hatzor nel sud di Israele. Per il momento questa informazione è disponibile solo attraverso i twitter di attivisti israeliani. C’è il black-out dell’esercito, delle autorità e dei media. Alcune spiegazioni suggerite su twitter parlavano di problemi tecnici, danni al deposito di carburante della base. Altri vedono la mano di Hezbollah collegandola al recente attacco israeliano alla base siriana di Mazah. I due eventi sono troppo vicini per non pensarci. Inoltre, il silenzio completo sull’esplosione di Hatzor dimostra che non si tratta di incidente. Vi sono morti, feriti, danni? Cosa è successo? Queste sono di solito le informazioni che i giornalisti cercano, a meno che non venga imposto il segreto militare. Sarebbe così nel caso di una risposta siriana, che rivelerebbe l’impotenza della decantata Iron Dome presso l’opinione pubblica israeliana e mondiale. cf87cf87ceb9cebecf83cf871Numerosi attivisti israeliani annunciano che c’è stata un’esplosione nella base aerea di Hatzor, nel sud, Israele. Gli utenti di Twitter del posto hanno sentito queste esplosioni, sottolineando che un problema tecnico si era prodotto nel deposito di carburante degli aerei. Inoltre, resta aperta la possibilità di una risposta di Hezbollah contro Israele, per via del bombardamento dell’aeroporto di Mazah. La stampa israeliana mantiene il silenzio sull’esplosione”.twitterapi459nm02333gh-300x2251Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora