Il futuro esercito russo potrebbe schierarsi in tutto il mondo in 7 ore

RussiaToday 20 marzo 2015

346546576878In futuro, una flotta di aerei da trasporto pesanti potrebbe trasportare un’unità strategica di 400 carri armati ‘Armata’, con le munizioni, in qualsiasi parte del mondo, e probabilmente a velocità ipersonica, consentendo alla Russia di attuare una risposta militare globale. Secondo una nuova specifica progettuale della Commissione militare-industriale di Mosca, l’aereo da trasporto denominato PAK-TA volerà a velocità supersoniche (2000 km/h), vanterà un impressionante carico utile di 200 tonnellate ed avrà anche un’autonomia di almeno 7000 km. Il programma PAK-TA prevede 80 nuovi aerei cargo da costruire entro il 2024. Ciò significa che in un decennio il Comando Centrale della Russia potrà schierare un’armata corazzata operativa ovunque, riporta Expert online citando una fonte militare che ha partecipato al vertice. Uno dei principali compiti del nuovo PAK-TA è trasportare carri armati Armata e altro equipaggiamento militare su medesima piattaforma come avanzati semoventi d’artiglieria, complessi missilistici antiaerei, lanciamissili tattici, lanciarazzi multipli e veicoli da combattimento anticarro. I cargo PAK-TA saranno multiruolo con sistema di carico automatico e capacità di paracadutare materiale e personale su qualsiasi terreno. Una flotta di diverse decine di aerei cargo PAK-TA potrà trasportare 400 carri armati Armata o 900 veicoli corazzati, come il cacciacarri anfibio Sprut-SD .ES7sXBNmrn7dtI78zCAHNYXXXL4j3HpexhjNOf_P3YmryPKwJ94QGRtDb3Sbc6KYCon lo sviluppo di una rete di basi militari in Medio Oriente, America Latina e Sud-Est asiatico, che verrebbe completata nello stesso periodo (entro il 2024), è ovvio che la Russia si prepari al confronto militare su scala transcontinentale“, dice Expert Online. Una fonte che ha partecipato alla riunione conclusiva della Commissione militare-industriale ha detto di essere “scioccata” dalle esigenze dei militari. Secondo la fonte, il programma PAK-TA è in corso da diversi anni e alla fine soppianterà gli aerei da trasporto attualmente operativi. Ma una simile dichiarazione di missione globale per l’aeronautica da trasporto militare nazionale non è mai stata espressa prima. “Significa che per la prima volta abbiamo come obiettivo creare una capacità operativa per trasportare via aerea una vera e propria armata in qualsiasi luogo del pianeta“, ha detto la fonte. Ciò significa inviare una task force pari all’ex-NATO o alle truppe degli USA in Iraq, in poche ore su ogni continente. “Nel contesto della dottrina militare attuale che sfida ogni comprensione”, secondo la fonte.image2La specifica iniziale del PAK-TA comportava la costruzione di aerei cargo subsonici con una velocità di crociera di 900 km/h e un’autonomia moderata di 4500 chilometri. Il programma prevede la creazione di grandi velivoli con carico che varia da 80 a 200 tonnellate, per sostituire tutti gli attuali aeromobili cargo Iljushin e Antonov. Il solo velivolo operativo con un carico comparabile è l’Antonov An-225 Mrija (250 tonnellate), ma è un aereo specifico creato appositamente per il programma della navetta spaziale sovietica Buran. L’anno scorso fu riferito che i futuri aerei cargo militari saranno sviluppati dal Complesso Iljushin Aviation, con alcuni esperti secondo cui la compagnia si baserebbe sui progetti del velivolo cargo Il-106 (80 tonnellate) che vinse una gara del governo alla fine degli anni ’80, poi abbandonato dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Ora, con specifiche ed obiettivi ambiziosi, il PAK-TA è un vero aereo da trasporto di nuova generazione.

Iljushin Il-106

Iljushin Il-106

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’esercito del futuro. Cosa riceverà l’esercito russo nel 2015?

3ddd8f30-6c10-11e4-a70d-8d3a3319b86c-jpg20141114190859Le grandi esercitazioni del marzo 2015
Il 17 marzo, in conformità con la decisione del Comandante Supremo delle Forze Armate russe, Presidente Vladimir Putin, le flotte del Baltico e del Nord, le unità del Distretto Militare del Sud e le Forze aeroportate venivano poste al massimo stato di prontezza operativa nel quadro di ampie esercitazioni strategiche, “Un certo numero di unità militari e formazioni della flotta del Baltico, del Distretto Militare Meridionale e delle Forze Aeroportate sono poste al massimo stato di prontezza al combattimento ed avviate nei poligoni di terra e di mare”, affermava il Ministero della Difesa russo. “Circa 50 aerei da guerra ed elicotteri saranno ridislocati a distanze di 400-4000 km. Squadre di specialisti dell’aeronautica sono arrivate negli aeroporti designati per esaminare e preparare gli aeroporti per l’atterraggio dei velivoli“, tra cui aerei da combattimento MiG-31, Su-27 e Su-24 dell’Aeronautica e del comando della Difesa Aerea, aerei da trasporto Antonov An-12 e An-26 e velivoli Su-27, Su-24M, Mi-8AMTSh e Mi-24 del distretto militare occidentale. In relazione alle esercitazioni della NATO in Norvegia, la Flotta del Nord russa veniva posta in allerta per le esercitazioni. “Il compito principale dell’esercitazione per la prontezza al combattimento è valutare le capacità della flotta del Nord nell’adempimento dei compiti per garantire la sicurezza della Federazione russa nella regione artica“, ha detto il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu. La Flotta del Nord comprende 38000 militari, 3360 mezzi, 41 navi, 15 sottomarini e 110 aerei ed elicotteri. “Le nuove sfide e minacce alla sicurezza militare richiedono l’ulteriore innalzamento delle capacità delle Forze Armate e particolare attenzione sarà rivolta ai compiti strategici delle nuove forze del Nord“, aggiungeva il Generale Shojgu. Quindi cinque gruppi della Flotta del Nord si schieravano nel Mare di Barents e nella baia di Kola per un’esercitazione antisom congiunta con l’Aeronautica. La forza navale russa era composta da 20 navi suddivise tra un gruppo tattico guidato dall’incrociatore Admiral Nakhimov, due gruppi antisom con le grandi navi antisom Admiral Levchenko e Admiral Ushakov e le navi antisom Brest e Junga, da un gruppo di dragamine e una forza di ricerca e soccorso operanti nel Mare di Barents. Una divisione dell’Aeronautica russa veniva trasferita da Ivanovo all’Artico, nel corso delle esercitazioni, “Aerei da trasporto militari Iljushin Il-76 trasportano materiale militare negli aeroporti dell’Artico, dove le forze aeroportate russe svolgeranno varie esercitazioni” dichiarava il Ministero della Difesa russo. Inoltre, bombardieri strategici a lungo raggio Tu-95MS eseguivano manovre nell’Artico, “Gli equipaggi dell’aviazione a lungo raggio dell’Aeronautica Militare russa conducono esercitazioni nel Circolo Polare Artico per testare la prontezza al combattimento della forza di Difesa aerea in allerta nel nord-ovest della Russia. Un distaccamento di bombardieri strategici Tu-95MS, decollato dalla Base Aerea di Engels, entra nello spazio aereo delle unità della Difesa aerea della penisola di Kola, dove sistemi antiaerei effettueranno lanci contro attacchi simulati da diverse direzioni, quote e velocità“, dichiarava il servizio stampa del Ministero della Difesa russo. 80000 militari partecipavano alle esercitazioni della Flotta del Nord assieme a 65 navi da guerra, 15 sottomarini, 16 navi ausiliarie, oltre 10000 veicoli da combattimento e supporto e 220 velivoli.
Nell’ambito delle esercitazioni del Distretto Militare meridionale, le navi antisom Pitlivij, Suzdalets e Aleksandrovets della Flotta del Mar Nero della Russia, unitamente a velivoli dell’Aeronautica navale russa, svolgevano esercitazioni di ricerca contro dei sottomarini. Il Capitano Vjacheslav Trukhachjov aveva dichiarato che un gruppo tattico della Flotta del Mar Nero compiva esercitazioni contro bombardieri e navi “nemici”. In Crimea la fanteria di Marina avviava le manovre tra Krasnodar e lo Stretto di Kerch e 10 bombardieri strategici Tu-22M3 russi venivano dispiegati nella penisola, “Durante le esercitazioni sulla prontezza operativa delle Forze Armate, i velivoli strategici Tu-22M3 saranno schierati in Crimea“; e sempre presso Krasnodar, nella base aerea di Krymsk, veniva schierato uno squadrone combinato di 10 elicotteri Mi-8 e Mi-24H per eseguire le esercitazioni che coinvolgevano 2000 militari e 500 mezzi; ciò mentre sistemi missilistici tattici Iskander venivano schierati durante l’esercitazione nella regione di Kaliningrad, assieme a 10 caccia multiruolo Sukhoj Su-34 e Su-27, rischierati a Kaliningrad nell’ambito delle esercitazioni della Flotta del Baltico che, a loro volta, coinvolgevano oltre 20 navi tra sottomarini, motovedette lanciamissili, navi antisom, dragamine e navi ausiliarie suddivise tra diversi gruppi tattici antisom e di difesa aerea. “Il rischieramento di caccia e bombardieri dell’Aeronautica è previsto nella regione di Kaliningrad, e il raggruppamento dell’esercito nel Baltico sarà rinforzato con sistemi missilistici Iskander del Distretto Militare occidentale, trasportati dalle grandi navi da assalto anfibio della Flotta del Baltico“. 2000 paracadutisti e 10 velivoli compivano esercitazioni nella regione di Pskov. Il 16 marzo il Distretto Militare orientale russo preparava le esercitazioni sull’isola di Sakhalin e in altre nove regioni; 3000 militari e 1000 tra mezzi e sistemi d’arma, tra cui carri armati T-72B3, veicoli MT-LB e sistemi missilistici superficie-aria Osa-M di unità della Fanteria meccanizzata e delle Truppe corazzate russe, partecipavano alle esercitazioni sull’isola del Pacifico russa, mentre il 12 marzo era iniziata un’esercitazione delle truppe della Difesa aerea della regione estremo orientale, e il 3 marzo 2500 artiglieri partecipavano a una grande esercitazione nell’Estremo Oriente della Russia.

0_c1ac2_bb5b7758_XLL’esercito del futuro. Cosa riceverà l’esercito russo nel 2015?
Mikhail Timoshenko Fort Russ, 18 marzo 2015

2283789Cominciamo con le forze di terra. La loro principale arma d’attacco è il sistema missilistico semovente Iskander-M, che riceve un nuovo missile con gittata di 500km e una precisione di 10 metri. Il missile segue una traiettoria balistica con manovre attive e contromisure elettroniche per perforare le difese antimissile. Le testate disponibili sono cluster, alto esplosivo-frammentazione, perforanti e nucleari. Gli obiettivi del missile sono centri comando e comunicazione, sistemi missilistici e artiglieria a lungo raggio, sistemi di difesa antimissile e antiaerea, basi aeree… le forze di terra riceveranno 2 brigate Iskander nel 2015, da aggiungere alle 5 già in servizio, ed entro il 2018 vi saranno 10 brigate in servizio. Le brigate di Fanteria Motorizzata e Corazzate riceveranno oltre 700 carri armati, BMP e BTR. La maggior parte dei carri armati sarà dell’ultima versione T-90AM. Le caratteristiche distintive comprendono una nuova torretta con un nuovo sistema d’informazione e comando da combattimento, un nuovo autocaricatore e un cannone modernizzato da 125mm. Il pilota avrà una trasmissione automatica ed un volante invece delle vecchie leve. La modernizzazione dei famosi carri armati T-72B al livello T-90 (variante T-72B3) continuerà. La fanteria avrà i modernizzati BMP-3 e BTR-82, che riceveranno il modulo di combattimento Bakhcha. Ma la torretta del BMP-3 include un cannone da 100mm e un cannone automatico da 30mm, mentre il BTR-82 avrà un cannone automatico e una mitragliatrice.
Ora l’Aeronautica avrà 126 velivoli e 88 elicotteri nuovi. Più della metà saranno caccia di 4.ta++ generazione delle serie Su-30 e Su-35, destinati a combattere per la superiorità aerea, avranno una velocità di oltre Mach 2, un raggio operativo di 3000km e un carico bellico di 8 tonnellate. L’aereo d’attacco principale sarà il caccia-bombardiere Su-34 in grado di utilizzare l’intera gamma di munizioni aria-terra di precisione. Con una velocità di quasi Mach 2, raggio operativo di 1100km e un carico bellico di 8 tonnellate su 12 punti d’attacco. Quest’anno 57 Su-34 già in servizio saranno affiancati da 30 nuovi. Le acquisizioni comprenderanno anche 15 bombardieri strategici modernizzati. L’aviazione dell’esercito riceve attivamente i Mi-28 Night Hunter e i Ka-52 Alligator. Più della metà degli elicotteri forniti saranno mezzi d’attacco.
Le Forze della Difesa Aerea riceveranno una brigata di sistemi S-300V4 Vitjaz, mentre 3 su 9 reggimenti saranno riarmati con missili S-400 dalla gittata di 400km capaci di abbattere non solo aerei ma anche missili balistici a quote superiori ai 150km.
La Flotta del Pacifico attende gli SSBN Vladimir Monomakh e Aleksandr Nevskij, ognuno armato con 16 SLBM Bulava e saranno basati a Kamchatskij Viljuchinsk. La Flotta del Mar Nero riceverà 2 SSK classe Varshavjanka, dove sono assolutamente indispensabili: l’unico sottomarino operativo attualmente ha più di 25 anni. Le forze di superficie riceveranno 4 corvette e 1 fregata. Quest’ultima si chiama grande nave antisom. In realtà si tratta di incrociatori leggeri praticamente in grado di operare in qualsiasi punto degli oceani. Tutte le navi menzionate hanno per armamento principale dei missili, mentre i cannoni hanno ruolo di supporto.
Infine, lo scudo nucleare, che è anche una spada. La proporzione dei sistemi nucleari moderni è ora più della metà, e alla fine del 2015 sarà i 2/3 dell’intero arsenale. 4 reggimenti con nuovi sistemi missilistici entreranno in servizi. Il Topol a testata singola sarà sostituito dallo Jars con quattro testate. Complessivamente saranno prodotti 50 ICBM.

UKRAINE-RUSSIA-CRISIS-ARMYCommento di J. Hawk: I nuovi veicoli Armata e Kurganets non sono ancora in cantiere, anche se forse tra un paio di anni entreranno in servizio. Ciò vuol dire che l’esercito russo impiegherà tre diversi tipi di MBT: T-72B3, T-90AM e T-14? In realtà le differenze tra i veicoli sono apparenti. T-72B3 e T-90AM utilizzano stessi motore e armamento. T-90AM e T-14 avranno armamento ed elettronica molto simili, ed ho il forte sospetto che il T-90AM non sia un veicolo di nuova costruzione ma piuttosto il T-90A aggiornato con sottosistemi originariamente sviluppati per il T-14. L’esercito russo non è così ricco da permettersi di sostituire tutti i suoi veicoli più vecchi con quelli più recenti. Tuttavia, gli aggiornamenti degli esistenti T-72B e T-90A aumenteranno la qualità della forza corazzata nel complesso. Inoltre, il T-72B3 è un veicolo perfettamente adeguato verso molti potenziali avversari della Russia, che non possono permettersi gli ultimi MBT, e il loro armamento e controllo del tiro li rende efficaci anche contro le minacce più moderne. La torretta Bakcha probabilmente è la stessa sviluppata per il BMD-4, dotata di un visore termico e di elettronica all’avanguardia, promettendo di migliorare l’efficacia del BMP-3. L’Aeronautica riceve decine di caccia altamente efficienti. La cosa interessante è che la Marina dovrebbe ricevere solo una fregata, anche se 12 sono state ordinate. Ciò può essere dovuto alla difficoltà nel sostituire le turbine a gas che avrebbero dovuto essere prodotte a Nikolaev, in Ucraina, con quelle nazionali.

Riferimenti:
Russia Insider
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TASS
TASS1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Anche l’Europa fa perno, sulla Cina

MK Bhadrakumar Indian Punchline 16 marzo 20156a00d83452a77469e2017c35221aea970b-800wiLa decisione della Gran Bretagna di chiedere l’ammissione all’Infrastructure Asian Investment Bank (AIIB) da membro fondatore apparentemente ha sorpreso Washington. Il portavoce del dipartimento di Stato ha ammesso che non vi fu “virtualmente alcuna consultazione con gli Stati Uniti” e che si tratta di “una decisione sovrana del Regno Unito“. Nelle prossime settimane sarà ancora più difficile per gli Stati Uniti riconciliarsi con l’Australia che segue le orme della Gran Bretagna, da quando il presidente Barack Obama era personalmente intervenuto presso il primo ministro Tony Abbott lo scorso ottobre, affinché non facesse una cosa del genere. Corea del Sud e Francia aderiranno all’AIIB. (The Guardian) La Gran Bretagna sostiene che la decisione è stata presa nell'”interesse nazionale” e per motivi puramente economici. Ma di certo la Gran Bretagna non può che essere consapevole che l’AIIB sia un pugnale volto al cuore del sistema di Bretton Woods. Peggio la Cina mira praticamente per entrare nel sistema di Bretton Woods da divinità dominante. Come chiarisce un commento di Xinhua, “Divenendo la seconda economia del mondo, la Cina sostiene e opera per la revisione dell’attuale sistema internazionale… La Cina non ha intenzione di sconvolgere il quadro, ma piuttosto di contribuire a definire un quadro mondiale più diversificato… la Cina si augura di vedere la propria valuta nel paniere FMI secondo il peso che lo yuan ora esercita sul commercio internazionale di beni e servizi. La Cina accoglie la cooperazione da ogni angolo del mondo pur di raggiungere una prosperità condivisa e di comune interesse, ma andrà avanti comunque quando riterrà di essere nel giusto“.
I Paesi europei capiscono che l’AIIB è òa base essenziale per la strategia della Via della Seta della Cina (noto come iniziativa “Cintura e Via”). L’ex-primo ministro francese Dominique de Villepin ha scritto sul quotidiano economico francese Les Echos che la Via della Seta della Cina offre a Francia e altri Paesi europei l’opportunità di sfruttare accordi redditizi nei trasporti e dei servizi urbani. “E’ un compito che dovrebbe mobilitare l’Unione europea e i suoi Stati membri, ma anche autorità locali, camere di commercio ed imprese, per non parlare di università e centri di studio“, suggeriva de Villepin. Le menti europee non riescono a capire la geopolitica? Naturalmente, la capiscono perfettamente. Citando de Villepin, in termini diplomatici la Via della Seta è “una visione politica che apre la via ai Paesi europei al rinnovato dialogo con i partner del continente asiatico, che potrebbe contribuire a trovare, per esempio, programmi flessibili tra Europa e Russia, in particolare trovando i fondi necessari per la stabilizzazione dell’Ucraina. Il rapporto tra Oriente e occidente deve ancora avviarsi“. Anche la Russia ha colto l’importanza strategica della Via della Seta della Cina. Mosca ha elaborato la strategia decennale per la Shanghai Cooperation Organization che sarà ripresa al prossimo vertice di luglio ad Ufa che, secondo l’attuale segretario generale SCO (diplomatico russo, tra l’altro), “proclamerà una partecipazione più profonda e ampia della SCO negli affari mondiali“, riunendo le strategie economiche nazionali dei Paesi della SCO con il programma della Via della Seta della Cina. A dire il vero, gli alleati europei degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania ritrovano la propria strada per la Cina (e la Russia). Il volume commerciale della Gran Bretagna con la Cina ha toccato i 70 miliardi dollari e gli investimenti cinesi nei passati 3 anni hanno superato l’intero importo investito fino a quel momento. Come de Villepin ha reso eloquente nel suo articolo, ossessionati dalla volatilità dei mercati finanziari e dai problemi economici, e sfidati nella sicurezza, la Francia e i partner europei devono unirsi agli sforzi della Cina per ricostruire la Via della Seta. De Villepin ha riconosciuto che la strategia della Via della Seta in Cina avviene per interesse della Cina, offrendo “un quadro flessibile per far fronte alle grandi sfide del Paese” tra cui globalizzazione dell’economia nazionale della potenza asiatica e rafforzamento del ruolo globale della sua moneta nel commercio mondiale e, a livello nazionale, per riequilibrare lo sviluppo delle province e i consumi delle famiglie. Ciò nonostante, l’Europa non vede ciò in termini a somma zero, in quanto il nuovo approccio allo sviluppo economico e la spinta diplomatica proposta “riempie il vuoto” tra Asia ed Europa creando un collegamento tra infrastrutture, industriali, finanziarie e di comunicazione delle nazioni. “E’ una visione economica che si adatta alla pianificazione cinese della cooperazione economica internazionale. In un mondo finanziario volatile e instabile è necessario adottare il giusto approccio ai progetti a lungo termine utilizzando i nuovi strumenti multilaterali“, ha scritto de Villepin. La Germania vede le cose allo stesso modo di Gran Bretagna e Francia. La cancelliera Angela Merkel ha detto ieri all’inaugurazione della Fiera di Hannover che l’economia tedesca vede la Cina non solo come il maggiore partner commerciale al di fuori dell’Europa, ma anche come partner per lo sviluppo di tecnologie complesse. La Cina è il Paese partner ufficiale del CeBIT 2015. Merkel ha accolto con favore le imprese cinesi giunte al CeBIT 2015, dicendo che incarnano l’innovazione e il ruolo della Cina come partner della fiera è essenziale nella cooperazione per l’innovazione tra Cina e Germania. L’amministrazione Obama ha mancato il punto. Com’è potuto accadere che un presidente intellettuale si sia sperduto in Mesopotamia in una guerra infinita e in Eurasia a caccia di obiettivi che non influenzano direttamente gli interessi vitali degli Stati Uniti, mentre una tale riconfigurazione epocale del dramma asiatico si svolge proprio sotto il suo naso? Pechino ha capovolto la strategia del ‘perno’ degli Stati Uniti per contenerla non solo in termini intellettuali, ma anche in termini politici e diplomatici. Pechino prevede di svelare il piano di attuazione della ‘Cintura e Via’ al Forum Boao 2015 di fine mese. Fonti di Pechino hanno detto a Xinhua che sono stati individuati “centinaia” di progetti infrastrutturali.map-china-rail-mos_112414052931Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come Mercosur e Unione eurasiatica sfidano gli USA e l’egemonia del dollaro

Ariel Noyola Rodríguez* RussiaToday
*Laurea in Economia e Commercio presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico.

lainfo.es-20424-unixn_euroasixticaDi fronte all’offensiva imperiale lanciata da Washington contro la Russia e i governi democratici in America Latina, il partenariato strategico tra Mercosur e l’Unione eurasiatica emerge quale elemento chiave nella difesa della sovranità e della costruzione di un ordine mondiale multipolare sempre più lontano dall’orbita del dollaro e meno incentrato sull’economia degli Stati Uniti. Le strategie di contenimento economico promosse da Washington contro Mosca e Caracas precipitano la riconfigurazione delle alleanze nel sistema globale. Sebbene la Russia si trovi geograficamente nell’emisfero settentrionale, la sua agenda diplomatica prevede stretti legami con le economie emergenti. Lo stesso vale per l’America Latina, regione che secondo il ministro degli Esteri Sergej Lavrov è destinata a divenire pilastro fondamentale nella costruzione dell’ordine mondiale multipolare. Indubbiamente, i legami della Russia con l’America Latina si approfondiscono rapidamente. Secondo la banca dati sul commercio delle Nazioni Unite (ONU Comtrade, nell’acronimo in inglese), gli scambi tra Mosca e America Latina hanno raggiunto la cifra record di 18,832 miliardi di dollari nel 2013, un importo 3 volte superiore rispetto al 2004 (Brasile, Venezuela, Argentina, Messico ed Ecuador sono i 5 partner più importanti dell’orso russo in America Latina). Vi sono fondamentali complementarità economiche. Le esportazioni russe verso l’America Latina si concentrano per oltre il 50% in fertilizzanti, minerali e combustibili. Mosca invece acquista dai Paesi latinoamericani soprattutto prodotti agricoli, salumi e componenti elettronici. Secondo le proiezioni dell’Istituto per l’America Latina dell’Accademia delle Scienze Russa, il commercio bilaterale raggiungerà i 100 miliardi entro il 2030, con un incremento di oltre il 500%. Tuttavia, vi sono molte sfide all’orizzonte. Il contesto recessivo dell’economia globale, la tendenza deflazionistica (prezzi in calo) nel mercato delle materie prime (soprattutto petrolio), il rallentamento in Asia e le sanzioni economiche imposte da Stati Uniti e Unione europea, rivela l’urgente necessità di aumentare i termini delle relazioni diplomatiche tra Russia e Paesi dell’America Latina.
In conseguenza del calo degli scambi tra Russia ed Unione europea, l’America Latina emerge come sorta di mercato sostitutivo ricevendo allo stesso tempo investimenti high-tech. A questo proposito, vi sono i notevoli programmi d’investimento del Consorzio Petrolifero Nazionale (formato da Rosneft, Gazprom Neft, LUKoil, TNK-BP e Surgutneftegas) previsti in Brasile, Argentina, Venezuela, Guyana e Cuba, tra gli altri Paesi. Inoltre, vi è una vasta gamma di possibilità per costruire alleanze scientifico-tecnologiche, da un lato, promuovendo lo sviluppo industriale in America Latina e, dall’altro lato, aiutare a diversificare le esportazioni di Mosca attualmente concentrate sugli idrocarburi. La lunga stagnazione dell’attività economica globale e l’aumento dei conflitti interstatali per garantirsi l’approvvigionamento di materie prime essenziali (petrolio, gas, metalli, minerali, terre rare e così via) per riprodurre il capitale, promuove la costruzione di alleanze strategiche tramite accordi commerciali preferenziali, investimenti congiunti nel settore energetico, trasferimento tecnologico, cooperazione tecnico-militare, ecc. Nella stessa prospettiva, il rapporto strategico bilaterale della Russia con diversi Paesi dell’America Latina (Argentina, Brasile, Cuba, Ecuador, Nicaragua, Venezuela, etc.), cerca d’espandersi nella regione sudamericana attraverso la punta di diamante dell’Unione Eurasiatica (formata da Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan). Mentre il Presidente Vladimir Putin propose nel 2011 (in un articolo pubblicato sul quotidiano ‘Izvestija‘) di convertire l’Unione eurasiatica in un meccanismo di collegamento tra la regione Asia-Pacifico e l’Unione europea, l’assedio imposto alla Federazione Russia dalla NATO ha annullato temporaneamente tale possibilità. Di conseguenza, l’Unione eurasiatica supera i confini continentali creando zone di libero scambio con la Cina in Asia, l’Egitto in Africa del Nord e il Mercato comune del Sud (Mercosur comprendente Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela) in America Latina.
mercosur Negli ultimi anni, la relazione strategica tra Unione eurasiatica e Mercosur rappresenta la maggiore scommessa della Russia nella regione sudamericana sull’integrazione regionale: entrambi i blocchi hanno una superficie di 33 milioni di chilometri quadrati, una popolazione di 450 milioni di abitanti e un PIL combinato di oltre 8,5 miliardi di dollari (11,6% del PIL globale in termini nominali). La relazione strategica ha due grandi obiettivi. In primo luogo, ridurre la presenza di Stati Uniti e Unione europea sui flussi extraregionali del commercio e degli investimenti. In secondo luogo, accelerare il processo di de-dollarizzazione globale attraverso l’uso delle monete nazionali come mezzo di pagamento. La realizzazione di un sistema di pagamenti alternativi alla Società per la telecomunicazione interbancaria e finanziaria internazionale (SWIFT, nell’acronimo in inglese) da parte della Russia (la Cina ha recentemente annunciato il lancio di un sistema di pagamento proprio, che potrebbe essere operativo a settembre), così come l’esperienza dell’America Latina con il sistema unico di compensazione regionale (SUCRE) per attutire gli shock esteri sulla regione, sono la prova del ruolo crescente di entrambe le parti nella creazione di nuovi istituzioni e meccanismi finanziari abbandonando l’orbita del dollaro. Senza dubbio, di fronte all’assalto economico e geopolitico dell’imperialismo USA, le economie emergenti eludono il confronto diretto con la regionalizzazione. In breve, Unione eurasiatica e Mercosur dovrebbero concentrare i loro sforzi su una maggiore cooperazione finanziaria e una parallela articolazione di un fronte comune in difesa della sovranità nazionale e dei principi del diritto internazionale.
In conclusione, la relazione strategica tra Unione eurasiatica e Mercosur ha la grande opportunità di presentare al mondo la risposta positiva di entrambi i blocchi all’aggravarsi della crisi economica attuale e, quindi, contribuire in modo decisivo a minare dalle fondamenta l’egemonia del dollaro.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come l’S-400 russo rottama l’F-35

Rakesh Krishnan Simha RIR 11 marzo 2015

La vendita dei potenti sistemi missilistici terra-aria S-400 alla Cina non solo segna un’altra pietra miliare nelle relazioni Russia-Cina, ma è un notevole esempio di come un’arma relativamente poco costosa può rottamare un programma da miliardi di dollari prima che decolli.full-17362-18351-5p85te2_baz_6402_tel_1sNon capita spesso che un sistema d’arma da difesa aerea relativamente economica possa rottamare un programma per un caccia da miliardi di dollari. Ma il sistema missilistico S-400 da 500 milioni di dollari fa proprio questo al nuovo caccia stealth F-35 degli USA. Nel novembre 2014 Mosca e Pechino firmavano un accordo da 3 miliardi per la fornitura di sei battaglioni del sistema antiaereo/antimissile S-400 che permetteranno di rafforzare in modo significativo la difesa aerea della Cina contro gli Stati Uniti e i loro alleati nel Pacifico occidentale. Con una gittata d’inseguimento di 600 km e la capacità di colpire bersagli a 400 chilometri di distanza ad una velocità di 17000 km/h, più veloce di qualsiasi esistente aereo, l’S-400 è un’arma davvero spaventosa, quando la si affronta. Schierata la prima volata dalla Russia nel 2010, ogni battaglione S-400 ha otto lanciatori, un centro di controllo, radar e 16 missili in riserva. A differenza dell’assai pubblicizzato missile Patriot, che si è rivelato un vero disastro in combattimento, l’S-400 è stato progettato per superare l’Iron Dome. “Data la sua lunghissima gittata e l’efficienza nella guerra elettronica, l’S-400 è un sistema rivoluzionario che sfida le attuali capacità militari operative in guerra“, ha detto a Defense News Paul Giarra, presidente di Global Strategies and Transformation. L’S-400 “muterà un sistema difensivo in un sistema offensivo, ed estenderà l’ombrello A2/AD (area anti-accesso e diniego) della Cina sul territorio degli alleati degli USA e sull’oceano“. Ma prima un po’ di storia. L’S-400 è stato sviluppato per la difesa aerospaziale russa per centinaia di km, anche contro i missili e velivoli di ogni tipo, tra cui stealth. Poiché è un’arma molto potente e precisa che può mutare l’equilibrio di potenza in qualsiasi teatro di guerra, Mosca ha a lungo resistito alla tentazione di esportarne perfino il predecessore, l’S-300, ai tribolati alleati Siria e l’Iran. Un missile di S-300 sparato da, diciamo, Damasco spazzerà via un aereo su Tel Aviv in circa 107 secondi, dando agli israeliani solo il tempo di pregare. Proprio perché i sistemi missilistici della serie S possono sconvolgere così drammaticamente l’equilibrio militare, che Israele fa pressione sulla Russia per non introdurlo nella polveriera del Medio Oriente. Israele ha anche avvertito che avrebbe lanciato sulle batterie di S-300 siriani tutto quello che ha. Tuttavia, il caso della Cina è diverso, perché le probabilità che un altro Paese abbia il coraggio di attaccare i cinesi sono prossimi allo zero. Tale sviluppo è davvero una pessima notizia per l’F-35.
Russia e Stati Uniti hanno tradizionalmente adottato differenti strategie militari. Durante la Guerra Fredda gli Stati Uniti consideravano gli aerei imbarcati per proiettare potenza sul Pacifico occidentale, e la strategia continua ancora oggi. I russi hanno deciso che tali aeroporti galleggianti siano facili bersagli per la loro aviazione a lungo raggio dotata di missili da crociera antinave. In caso di guerra, ondate di bombardieri a lungo raggio, come il Tu-95M Bear, sarebbero decollate da basi sicure nella Russia continentale, avrebbero sparato i loro potenti missili da crociera da distanza di sicurezza e fatto esplodere le portaerei sui mari. I piloti russi sarebbero poi rientrati a guardare i danni sulla CNN! La logica russa era elegantemente semplice. Allora una portaerei a propulsione nucleare costava 1 miliardo di dollari, mentre un missile da crociera antinave 1 milione o meno. Con i soldi che avrebbero speso per un’unica portaerei, i russi capivano di poter costruire un migliaio di missili da crociera. Anche solo una frazione di questi missili sarebbe passata affondando le portaerei statunitensi. I russi erano così sicuri della precisione dei loro missili da crociera che il Backfire trasportava un solo missile a testata nucleare Raduga Kh-22 (nome in codice NATO AS-4 Kitchen). Secondo gli esperti Bill Sweetman e Bill Gunston questi missili potrebbero essere “programmati per entrare per le finestre del Pentagono“. Anche la Cina segue la stessa strada. Ha adottato la strategia russa della guerra fredda per attaccare le portaerei con ondate di bombardieri armati con missili da crociera (imitazioni dei missili russi). Infatti, la completa distruzione di una portaerei non è necessaria; anche un lieve danno può mettere tali grandi navi fuori uso per mesi. E dato che le guerre non durano così a lungo oggi, paralizzandone il braccio armato si costringerà alla capitolazione rapida gli USA, in un conflitto convenzionale. Per contrastare la minaccia missilistica alle loro portaerei, gli statunitensi si affidano al F-35 come killer dei missili da crociera. Più di un miliardo di dollari è già stato speso per tale travagliato progetto. Anche se l’F-35 superasse miracolosamente i suoi difetti, l’S-400 capovolge tale strategia. Lockheed-Martin sostiene che l’F-35 ha una tale elettronica avanzata che può disturbare qualsiasi cosa direttagli contro. Ma l’S-400 non sarà facile da ingannare. “Ha molte caratteristiche specificamente progettate per sconfiggere contromisure e stealth, come un più grande e potente radar assai più resistente alle contromisure. Inoltre in realtà vi sono tre missili dalle varie gittate che garantiscono una difesa a strati sovrapposti“, ha detto a The Diplomat Ivan Oelrich, un analista della difesa indipendente. C’è un altro modo con cui l’S-400 degrada l’efficienza del F-35. Gli aerei di quarta generazione, come Su-30 e MiG-29, hanno cellule in alluminio, ma gli aerei stealth hanno la carlinga di materiale composito con rivestimento speciale radar-assorbente, che richiede diverse ore per essere applicato. Per ogni ora di volo, l’F-35 richiede 9-12 ore-uomo di manutenzione. Ma questo nei voli normali. L’usura aumenta di molto durante le manovre evasive, inevitabili se si cerca di sganciarsi dall’inseguimento del radar dell’S-400 (se l’F-35 ha abbastanza tempo per reagire al missile, intanto). Non solo la pelle furtiva richiede nuove tecniche di riparazione, ma ingenti danni richiederanno riparazioni presso le strutture della Lockheed. Perciò l’Eglin Air Force Base in Florida ha 17 meccanici per ogni F-35 .

187502736L’US Navy s’innervosisce
I sostenitori dell’F-35 dicono che il velivolo può emettere frequenze (jamming) confondendo e disattivando l’S-400. Ma l’acquisizione dall’US Navy di 22 velivoli da guerra elettronica Growler suggerisce che lo jamming del F-35 non sia poi così realmente potente. Secondo Air Force Technology, i dati della Marina e dell’industria degli Stati Uniti dicono che la furtività e le capacità da guerra elettronica dell’F-35 non sono sufficienti. “Gli ufficiali del Pentagono sono in una posizione scomoda. Se il Pentagono investe in altri aerei da guerra elettronica come il Growler, indicherebbe sfiducia nella capacità dell’F-35 di penetrare lo spazio aereo nemico. Allo stesso modo, se non investe in ulteriore capacità di guerra elettronica, la vita dei piloti degli F-35 potrebbe essere a rischio con la proliferazione di altre armi avanzate AD/A2 in Paesi come la Cina“. Le armi che inquietano il Pentagono sono chiaramente gli S-300 e S-400. Secondo Air Power Australia, “La famiglia dei sistemi missilistici superficie-aria S-300P/S-400 è senza dubbio il sistema SAM più efficiente in uso nella regione Asia Pacifico. Mentre la serie S-300P/S-400 viene spesso etichettata ‘Patriot della Russia’, il sistema per molti aspetti chiave è più potente della serie Patriot, e le varianti successive offrono prestazioni di mobilità e, quindi capacità di sopravvivenza, assai miglioro di quelle del Patriot“.

Fiducia crescente
L’accordo sul missile indica crescente fiducia tra le leadership politiche di Mosca e Pechino. L’accordo sull’S-400 segue quello sul caccia-bombardiere Su-35 venduto alla Cina l’anno scorso. I negoziati impantanatasi per anni, perché la parte russa voleva proteggere la proprietà intellettuale, furono conclusi dopo che l’occidente ha imposto le sanzioni. La preoccupazione russa era che i cinesi avrebbero comprato un paio di “esemplari” per smontarli e quindi annullare l’operazione dopo aver deciso che potevano produrne loro versioni. Queste copie poi sarebbe state spacciate a prezzi bassi all’estero. In realtà, i cinesi hanno tradizionalmente compiuto retro-ingegneria sulle armi russe. Il loro jet da combattimento J-15, per esempio, è una copia del russo Sukhoi Su-33. Tuttavia, la complessità dell’S-300 e dei motori aeronautici russi s’è dimostrata il maggiore ostacolo alle imitazioni dell’industria di Pechino. Ciò ha rassicurato Mosca sulla vendita di armi avanzate. Inoltre, nel 2008 e 2012 la Russia ha firmato con la Cina accordi per una forte protezione della proprietà intellettuale. Per ora Pechino riceverà soltanto quattro sistemi, ma anche questo piccolo numero sarà sufficiente per avere un super-Iron Dome nei futuri teatri operativi. Se sei un pilota di F-35, ecco un consiglio: starne alla larga.

S-400-Anti-Aircraft-Missile-Launchers-Photo-by-Vitaly-V_-Kuzmin-425x274Il parere dell’autore non necessariamente riflette la posizione di RIR.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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