I super-rivoluzionari occidentali sbagliano irrimediabilmente sul Nicaragua

Internationalist 360°, 10 maggio 2018

In un articolo inesatto su Socialist Worker, “the Bullet“, riprodotto da Global Research, Trevor Evans ricicla note falsità e interpretazioni distorte della destra del Nicaragua finanziata da nordamericani ed europei. I pochi che conoscono la storia del Nicaragua ne saranno sbalorditi, perché molti nella sinistra radicale ed anarchica del Nicaragua, insieme ai simpatizzanti stranieri, hanno sempre collaborato coi socialdemocratici e l’estrema destra del Nicaragua finanziati dagli Stati Uniti. Nel 1990, ad esempio, il partito MAP-ML della sinistra radicale fece parte dell’opposizione UNO, finanziata dagli Stati Uniti e guidata da Violeta Chamorro che vinse le elezioni presidenziali di quell’anno. Quindi non c’è da sorprendersi, ormai da quasi 30 anni, che i radicali di sinistra come Trevor Evans e i suoi camerati attacchino il governo sandinista del Nicaragua guidato dal Presidente Daniel Ortega. Evans sbaglia su molti fatti e per il resto ricicla le stesse menzogne e mezze verità ben note del centrodestra e dell’estrema destra e del centro socialdemocratico finanziati da nordamericani ed europei. Ad esempio, alla fine dell’articolo, Trevor Evans afferma “Una dimostrazione a Managua di pensionati contro la riduzione delle loro pensioni fu sostenuta dagli studenti delle università pubbliche della città“. Ma come tutti i media di destra del Nicaragua e i loro alleati mediatici ed alternativi occidentali, omette di dire che l’organizzazione nazionale dei pensionati aveva accettato la riduzione perché, in cambio, ebbe la stessa copertura sanitaria completa dei lavoratori attivi. Inoltre, furono gli studenti delle università private del Nicaragua a guidare le proteste. Evans segue il copione dell’opposizione finanziata dagli Stati Uniti allineandosi a figure di destra come Piero Coen, il più ricco affarista del Nicaragua (contrariamente all’errata affermazione di Evans che lo sia Carlos Pellas). Coen si oppone alla riforma della previdenza sociale del governo e sollecita proteste proprio perché essa favorisce i lavoratori. I dimostranti fuorviati furono ingannati promuovendo un’agenda profondamente neoliberista e politicamente di destra. Trevor Evans manca completamente la realtà. Allo stesso modo osserva, “Nei tre giorni successivi, la portata degli scontri di strada aumentò, estendendosi a diverse altre città provocando la morte di oltre 40 persone e molti feriti“. Ma omette di dire che gli “scontri” dal 20 aprile in poi furono tra gruppi di studenti rivali, coinvolgendo gli sforzi della polizia nel ripristinare l’ordine pubblico, e le aggressioni dell’opposizione armata si diffusero di città in città con bande di delinquenti locali e assai meno studenti, provocando deliberatamente distruzione, morte e lesioni. Evans cita acriticamente i dati gonfiati delle ONG dell’opposizione, degli “oltre 40 morti”, senza notare che molti morti e feriti erano poliziotti, attivisti sandinisti, giornalisti o passanti coinvolti negli scontri. Evans prosegue: “Dopo quattro giorni, Daniel Ortega apparve in televisione, affiancato dalla moglie e dai capi della polizia e dell’esercito, denunciando ciò che descrisse come manipolazione di studenti inermi da parte degli oppositori politici per secondi fini“. Infatti, dopo tre giorni di violenze dell’opposizione, il Presidente Ortega apparve in televisione insieme a uno dei sindaci i cui uffici municipali furono attaccati, Julia Mena, che non è sandinista. Era presente anche la Ministra della Famiglia, Marcia Ramirez, e il coordinatore Guiomar Irias dell’Istituto per lo sviluppo municipale del Nicaragua. Quindi l’evento fu lungi dall’essere, come suggerisce Evans, una dimostrazione di solidarietà delle forze di sicurezza del Nicaragua col governo. In questa sessione, nella notte del 22 aprile, il Presidente Ortega insistette sulla necessità del dialogo e della moderazione, accettando l’appello dei privati ai colloqui.
Il 23 aprile, l’opposizione di destra minoritaria del Nicaragua fomentò una giornata di saccheggi e violenze criminali delle bande di delinquenti e attivisti politici completamente estranei alle proteste studentesche, con l’opposizione di migliaia di persone comuni nella capitale del Nicaragua, Managua. Quel pomeriggio, il Presidente Ortega si rivolse di nuovo al popolo del Nicaragua accompagnato dai rappresentanti degli investitori stranieri preoccupati non solo dei loro profitti, ma anche dei loro lavoratori, anche se potrebbe essere, per accademici come Trevor Evans (che insegna all’International Political Economy Institute, “Berlin School of Economics and Law“) difficile da capire. Il Presidente Ortega deplorò “le violenze verificatesi, esprimiamo la nostra solidarietà alle famiglie delle persone morte nelle violenze e chiediamo al popolo del Nicaragua di continuare ad unirsi agli sforzi per porre fine alle violenze“. Il Presidente Ortega aveva anche invitato la gerarchia della Chiesa cattolica a mediare, facendo pressione sui vescovi cattolici di destra che incoraggiarono le violenze, contrariamente ai desideri del loro capo istituzionale e spirituale, il cardinale Leopoldo Brenes. Naturalmente, alcuno di tali dettagli appare nel resoconto di Trevor Evans. Nel suo articolo è troppo occupato a negoziare la linea sottile tra purezza ideologica e opportunismo politico per discernere le sottigliezze morali e la realtà politica in Nicaragua, su cui è così ansioso, e così mal qualificato, di pronunciarsi. In ogni caso, per chiunque sia interessato, ecco alcune note sulle distorsioni più eclatanti che Trevor Evans propone nel suo articolo.

Difendere il diritto del popolo a votare il candidato voluto
Nel 2010, la Corte Suprema dichiarò inapplicabile la riforma costituzionale antidemocratica del 1994, applicata nella legislatura dai socialdemocratici alleati alla destra del Nicaragua, senza consultazioni. La sentenza del 2010 consente ai candidati di candidarsi per la rielezione nelle elezioni presidenziali e comunali.

Marginalizzazione dell’opposizione
Mentre Evans sostiene che le misure governative marginalizzavano l’opposizione di destra del Nicaragua, difatti, l’opposizione perse i voti a causa delle lotte intestine e per le politiche economiche riuscite del governo sandinista

Collaborazione con aziende private
Dal 2007, nell’ambito del piano di sviluppo nazionale del governo, l’economia del Nicaragua godeva di una stabilità senza precedenti grazie al dialogo e al consenso con tutti i settori dell’economia e della società del Nicaragua, compresi settore privato, sindacati, movimento cooperativo, organizzazioni dei lavoratori rurali, chiese evangeliche e gerarchia della Chiesa cattolica, tra gli altri.

Assenza di alternative di sinistra
Alcuna forza politica elettorale vitale è emersa a sinistra del Fronte Sandinista nella politica del Nicaragua, perché non ce n’è . Il socialdemocratico di centrodestra Movimiento Renovador Sandinista da tempo riceve fondi dal governo degli Stati Uniti e dall’Unione Europea tramite le loro ONG, mentre Monica Baltodano e Henry Ruiz e il loro movimento Rescate praticamente non hanno supporto e in pratica collaborano con l’MRS di centrodestra.

Voto elettorale del 2016: 65%
Il Presidente Ortega e l’FSLN vinsero le elezioni presidenziali del 2016 con un’affluenza di 2,49 milioni su 3,8 milioni di elettori, il 65% degli elettori registrati. Persino l’Organizzazione antisandinista degli Stati americani accettò che le elezioni riflettessero un voto libero ed equo.

Le apparizioni pubbliche di Daniel Ortega e il ruolo di Rosario Murillo
Contrariamente alla falsa affermazione di Trevor Evans, il Presidente Daniel Ortega appare regolarmente in occasione di importanti eventi pubblici e la Vicepresidente Rosario Murillo è una dei leader della rappresentanza politica delle donne in America Latina, con cui il Nicaragua figura tra i primi dieci Paesi al mondo con la maggioranza di rappresentanti politici donne.

NICA Act e OSA
L’opposizione socialdemocratica di centrodestra del Nicaragua fece attivamente pressioni per la NICA Act proposta direttamente dalla congressista di estrema destra degli Stati Uniti (all’epoca) Ileana Ros-Lehtinen. Il governo nicaraguense in linea di principio si oppose all’interventismo degli osservatori elettorali favorito dai governi nordamericani ed europei. Per le elezioni comunali del 2017, fu accettata una squadra dell’OSA guidata da Wilfredo Penco, esperto uruguaiano di fiducia e rispettato che aveva partecipato agli eventi elettorali in Nicaragua con la Commissione latinoamericana degli esperti elettorali (CEELA). Dando a Penco una sua perversa approvazione, il sito di centrodestra socialdemocratico del Nicaragua, Confidential, condannò Penco come “turista elettorale” che convalida le frodi elettorali, un’etichetta dell’opposizione nicaraguense che Penco può indossare con orgoglio.

Corruzione
Dal 2007, il Nicaragua ha una reputazione invidiabile tra le istituzioni internazionali per l’uso efficiente ed onesto dei prestiti. In caso di accuse di corruzione come quelle contro Roberto Rivas, il governo assunse misure che riconoscono la gravità delle accuse senza permettere la manipolazione del sistema giudiziario, evidente nei casi di accuse degli USA a figure pubbliche altrove, in America Latina, ultimamente Jesus Santrich in Colombia.

Polizia e esercito
Il capo della polizia del Nicaragua è la commissaria Aminta Granera, universalmente apprezzata in Nicaragua da tutta l’opinione pubblica, così come il capo dell’esercito del Nicaragua, Generale Julio César Avilés Castillo. La leadership della polizia e dell’esercito in Nicaragua sono persone che iniziarono la carriera durante la rivoluzione popolare sandinista negli anni ’80, quindi la maggior parte di loro condivide la forte fedeltà all’ideologia sandinista, e per estensione al governo sandinista, rendendolo impenetrabile all’offuscamento degli Stati Uniti, con gran dispiacere dell’opposizione in Nicaragua.

Media
I principali quotidiani nazionali del Nicaragua, La Prensa e El Nuevo Diario, sono di proprietà privata. La maggior parte delle compagnie telefoniche e delle radio locali è indipendente o allineata all’opposizione. Delle compagnie televisive nazionali, Canals 2, 4, 6, 8 e 13 favoriscono il governo, Canal 9,10, 11 e 12 sono indipendenti o favoriscono l’opposizione.

Crescita economica in declino ed iniqua
Contrariamente a quanto sostenuto da Trevor Evan nel suo articolo, l’ECLAC delle Nazioni Unite predisse la crescita del PIL del Nicaragua nel 2018 e nel 2019 ad oltre il 4% . Inoltre, contrariamente all’argomento di Trevor Evans, la disuguaglianza del Nicaragua misurata dall’indice Gini è la più bassa dell’America centrale. Dal 2008 la povertà complessiva è diminuita da quasi il 40% a circa il 24%, con la povertà estrema quasi dimezzata da circa il 14% a circa il 7% o meno.

Aggiornamento
Per ora, dal 9 maggio, sembra che gli sforzi dell’opposizione finanziata da nordamericani ed europei per affondare il Nicaragua nel caos fallisce. Gli scoppi sporadici di violenze terroristiche si verificano, invariabilmente come espressioni di mero vandalismo. Fuori dalla capitale del Nicaragua, Managua, le manifestazioni contro il governo e dei sostenitori dell’opposizione si svolgono generalmente senza scontri. Oggi a Managua, dopo un’affluenza massicciamente superiore a difesa del governo, gli attivisti dell’opposizione arrivati a Managua si univano alle bande di locali delinquenti, per attaccare violentemente un paio di luoghi. È probabile che questi episodi continuino nelle settimane e nei mesi a venire, mentre l’opposizione in Nicaragua è sempre più frustrata dall’assenza di sostegno popolare. Il dialogo deve ancora iniziare perché l’opposizione non sa scegliere propri rappresentanti. L’opinione nazionale è a stragrande maggioranza a favore della pace sociale, della stabilità economica e del dialogo politico. Quindi su quel punto almeno, Trevor Evans ha ragione. Solo che il governo sandinista del Presidente Daniel Ortega offre al Nicaragua un programma politico fattibile di stabilità economica e pace sociale. Al contrario, l’opposizione, come in Venezuela, non può che litigare su come ottenere quote di potere politico ed istituzionale per le quali non ha alcun mandato legittimo e zero proposte politiche attuabili. “Nel frattempo, le violente bande terroristiche organizzate dalla destra in Nicaragua e dalle forze politiche sostenute da Trevor Evans e dai suoi camerati, assaltano e uccidono lavoratori che tornano a casa dal lavoro, attaccando e bruciando autobus che trasportano cittadini da e per il lavoro, uccidendo e ferendo poliziotti, uccidendo e derubando giornalisti che riferivano sugli eventi. Il tempo ci dirà quanto ci vorrà perché il Nicaragua si riprenda dall’attuale trauma, voluto e pagato dagli Stati Uniti e dai loro alleati governi imperialisti e dai mercenari locali delle ONG in Nicaragua. Qualunque sia il risultato, i lavoratori urbani e rurali del Nicaragua possono ringraziare ancora una volta Trevor Evans e i suoi camerati, proprio come fecero dalla Siria all’Ucraina e al Venezuela e, ora in Nicaragua, sbagliando completamente e disinformando sugli eventi nei Paesi presi di mira dalle élite imperialiste occidentali”.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Il Myanmar porta la Russia nel Golfo del Bengala

Dmitrij Bokarev, New Eastern Outlook 08.05.2018La Repubblica dell’Unione del Myanmar (RUM) è uno dei membri importanti dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN). Questo Paese è importante per la regione Asia-Pacifico, ed attori importanti come India, Cina e Stati Uniti lottano per averne l’attenzione. Va notato che il Myanmar sviluppa le relazioni con la Russia. Il Myanmar ha un economia in rapido sviluppo e vaste risorse naturali. Inoltre, ha una posizione geografica favorevole: il Myanmar confina con la Cina a nord, ed è bagnato dal Golfo del Bengala a sud, confina anche India e Bangladesh. È la “porta” del sud-est asiatico, sia per la Cina che per l’India. Inoltre, la Cina ha accesso al Golfo del Bengala, nell’Oceano Indiano, dal Myanmar. Questo è molto importante per la Cina per diversi motivi: in primo luogo, il più grande porto marittimo del Myanmar è Yangon, una sede della Via della Seta marittima del XXI secolo, il corridoio marittimo che collega Cina e Sud-Est asiatico ad Europa e Africa. Il lavoro su questo corridoio è importante per il progetto infrastrutturale globale cinese “One Belt – One Road” (OBOR). In secondo luogo, il Myanmar è una parte importante del corridoio “Cina-Myanmar-Bangladesh-India”. Non vi è dubbio che la creazione del corridoio che collega Paesi ricchi come Cina ed India avrà una grande importanza per il commercio regionale. Infine, il Myanmar è importante per la sicurezza energetica della Cina. Come è noto, una parte significativa degli idrocarburi consumati dalla Cina proviene da Stati mediorientali via mare, attraverso lo stretto di Malacca, che in teoria può essere bloccato dai nemici della Cina (ad esempio, in caso di acuirsi delle divergenze territoriali nel Mar Cinese Meridionale). Al fine d’impedire tale rischio, la Cina decise di ricevere parte del petrolio e gas con un gasdotto nel Myanmar, che come già detto, ha accesso all’Oceano Indiano. La rotta marittima dal Medio Oriente al Myanmar è più breve ed è più difficile bloccarla. Pertanto, si può riconoscere che il Myanmar ha importanza strategica per la regione, a cui si legano i principali interessi della Russia. Lo sviluppo delle relazioni con Cina, India e ASEAN è notoriamente tra i compiti più importanti della politica estera russa. Non c’è da meravigliarsi se per la Russia è importante l’interazione col Myanmar. I due Paesi hanno una lunga e proficua cooperazione su questioni essenziali come industria energetica e pesante e la sicurezza. Ad esempio, la Russia fornisce assistenza al Myanmar in questioni importanti come lo sviluppo dell’industria petrolifera. Secondo il Ministero dell’Energia del Myanmar, le riserve di petrolio del Paese ammontano a oltre 3 miliardi di barili. Secondo le fonti occidentali, questa cifra è minore ammontando a 50 milioni di barili. Nondimeno, il volume della produzione di petrolio in Myanmar è di circa 20mila barili al giorno, con un consumo di 60 mila barili al giorno secondo i dati disponibili. Il Paese affronta un netto deficit petrolifero e deve importare un volume significativo di “oro nero”. Attualmente il Myanmar cerca di aumentare la produzione di petrolio e altri idrocarburi invitando aziende di altri Paesi, inclusa la Russia, ad esplorare nuovi giacimenti. Nel 2013, la compagnia petrolifera russa Bashneft vinse la gara per esplorare e sviluppare i giacimenti in una grande area del bacino del petrolio centrale del Myanmar. Va notato che gli idrocarburi sono estratti in questa regione da tempo, ed ha un’infrastruttura ben sviluppata necessaria per il trasporto di petrolio e gas. La disponibilità di risorse significative nel lotto ottenuto da Bashneft non solleva dubbi. Ciò dimostra l’elevata fiducia nei partner russi da parte della leadership del Myanmar e il desiderio di sviluppare la cooperazione con la Russia nel petrolio e nel gas.
Nell’agosto 2014 Bashneft International BV (sussidiaria di Bashneft), Myanmar Oil and Gas Company e Sun Apex Holdings Ltd, società del Myanmar, firmarono un accordo di condivisione della produzione. Conformemente all’accordo, le parti sono obbligate a condurre esplorazioni, anche difficili, investendo 38,3 milioni di dollari nel progetto nei prossimi anni. La compagnia russa è l’operatore del progetto e la quota della sua partecipazione è del 90%. Nel settembre 2017, il Viceministro dell’Energia del Myanmar T. Min ha annunciò alla riunione del comitato intergovernativo russo-myanmarese che Bashneft aveva operato molto attivamente e fatto buoni progressi., e anche riferì che altre compagnie russe mostravano interesse per il Myanmar. Il Myanmar valuta molto l’assistenza della Russia sulla sicurezza. Dalla dichiarazione d’indipendenza del Myanmar nel 1948, numerosi gruppi separatisti ed estremisti di vario genere operano sul suo territorio combattendo contro il governo del Paese. Nonostante una significativa riduzione delle tensioni negli ultimi anni, conflitti scoppiano di tanto in tanto e il Myanmar ha sempre bisogno dell’assistenza dei partner nel settore militare. Un numero significativo di equipaggiamenti militari russi opera nelle forze armate del Myanmar: carri armati, elicotteri, caccia, sistemi di difesa aerea, ecc. La Russia fornisce veicoli da combattimento all’esercito del Myanmar e aiuta a mantenerne l’efficienza. Così nell’ottobre 2017 un gruppo di esperti russi della Russian Helicopters Company giunse in Myanmar per riparare diversi elicotteri prodotti in Russia. Nonostante l’attiva cooperazione militare e tecnica con la Cina, il Myanmar continua ad acquistare equipaggiamenti militari dalla Russia. Decise di ottenere sei caccia Su-30. Il contratto corrispondente fu firmato nel gennaio 2018 quando il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu visitò il Myanmar. Un altro importante accordo firmato tra Russia e Myanmar nella stessa occasione fu l’accordo sull’ingresso semplificato delle navi da guerra nei porti di Russia e Myanmar. Prendendo in considerazione la posizione strategica del Myanmar, questo accordo potrebbe comportare un aumento significativo dell’influenza russa nella regione. Ciò particolarmente interessante tra le dichiarazioni sui media sul possibile restauro della base militare russa di Cam Ranh in Vietnam, principale partner della Russia nell’ASEAN.
La crescente presenza militare della Russia nel Sud-Est asiatico, specialmente in una posizione così strategicamente importante come il Golfo del Bengala, dimostra che la Russia è un possibile attore regionale grazie alla cooperazione ampia e coerente con gli Stati locali, continuando a rafforzare le proprie posizioni.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Nicaragua: comunicato dal Fronte Sandinista

Internationalist 360° 26 aprile 2018Riepilogo introduttivo: Il centro della protesta degli ultimi giorni in Nicaragua erano due università religiose, come afferma la dichiarazione del Fronte sandinista: “Va notato che le università più belluine erano: l’Università centroamericana (UCA) dei gesuiti; e l’Università Politecnica (UPOLI), di una chiesa protestante degli Stati Uniti”. Nell’UPOLI, la controrivoluzione vi era concentrata e la “Gran Prensa Internacional” aveva a capo la colombiana ex-capo della CNN en Español Patricia Janiot. Quando lei e i suoi colleghi apparvero all’UNH (Università Autonoma Nazionale dell’Honduras), qui resistevano con l’occupazione 80000 studenti che in diverse occasioni protestavano contro la repressione dell’Esercito e dei Comandos Cobra, la polizia militare che reprime le proteste popolari in Honduras dal colpo di Stato del giugno 2009. In Honduras, circa 40 persone furono uccise, secondo l’opposizione, nelle proteste contro la presunta frode elettorale del 26 novembre 2017. Il dipartimento di Stato, ora preoccupato per il popolo del Nicaragua e il cui portavoce dichiarava che gli Stati Uniti intensificheranno le sanzioni al Nicaragua, fu il primo a riconoscere il risultato elettorale fraudolento. La dichiarazione del Fronte sandinista chiarisce senza alcun dubbio che la lotta che mobilitava i giovani di UPOLI e UCA era a sostegno dei padroni che si rifiutavano di accettare l’accordo su sicurezza sociale e pensione con governo e sindacati. Gli affaristi volevano sostenere la proposta del Fondo Monetario Internazionale ed eliminare completamente il diritto alla pensione. Era questa la domanda degli studenti? Tutto ciò finì, come dettava la sceneggiatura della CIA, chiedendo le dimissioni di Daniel Ortega e del governo popolare.
Dick Emanuelsson

Dichiarazione dell’FSLN sugli avvenimenti accaduti in Nicaragua
Ricevendo il nostro saluto rivoluzionario, vogliamo condividere con voi le informazioni sugli eventi verificatisi nel nostro Paese in questi giorni. Come è noto, abbiamo subito un’offensiva molto violenta che stava per incendiare il Paese in una sorta di guarimba generalizzata, ma a differenza del Venezuela, le violente proteste e altre azioni non erano limitate a certe aree, ma erano ovunque, nello stile delle rivolte in Medio Oriente. È importante sottolineare che, come sapete, i partiti di destra in Nicaragua non hanno nemmeno forza e capacità organizzative per provocare una simile situazione, ma ovviamente una volta creata, ne hanno approfittato. Ma prima di continuare, è importante indicare le cause della questione. La sicurezza sociale in Nicaragua è stata uno degli aspetti in cui abbiamo raggiunto il massimo miglioramento nel tenore di vita. L’ammontare dei benefici agli assicurati e della copertura di tali benefici per la popolazione è aumentato esponenzialmente col ritorno al potere nel 2007 del Sandinismo. Grazie alla situazione economica critica dell’Istituto nicaraguense di sicurezza sociale (INSS), l’istituzione statale responsabile del problema. Di fronte a questa situazione, FMI e compagnie private organizzate nel Consiglio superiore delle imprese private (COSEP), chiesero di applicare le tipiche misure neoliberali in materia: innalzare l’età pensionabile (in Nicaragua è 60 anni) e le settimane necessarie per accedervi (750 per la pensione normale e 250 per chi in età pensionabile non ha raggiunto il primo importo, inesistente prima del ritorno al potere del Sandinismo nel 2007; anche in questo caso l’approccio dei radicali neoliberisti era eliminare completamente la pensione). In risposta, il nostro governo pose un clamoroso rifiuto a FMI e COSEP. Invece, l’opzione scelta era aumentare i contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro e stabilire un contributo per i pensionati, compreso chi riceve una pensione ridotta. Questa decisione doveva essere presa rompendo il consenso con le aziende private per la prima volta, parte del nostro modello di consenso e alleanze tra governo, lavoratori e imprenditori.
Secondo le riforme decise dal nostro governo, l’aumento del contributo dei lavoratori è passato dal 6,25% al 7% (aumento dello 0,75%), dei datori di lavoro dal 19% al 22,5% (aumento del 3,5%) e dei pensionati da 0% al 5%, il problema più controverso, ma contribuendo meno e in cambio sarebbe aumentata la copertura sanitaria e altri benefici per loro. Un’altra misura consisteva nell’eliminare il massimale da pagare per la sicurezza sociale, che in precedenza era fissato a 82953,22 pesos, cioè coloro che guadagnano di più di ciò, non includono la percentuale del loro contributo alla sicurezza sociale alla parte del reddito che va oltre tale importo. Con le riforme, tutti pagherebbero in base al proprio reddito. Ciò è particolarmente sensibile per i datori di lavoro e vantaggioso per i lavoratori, dato che un modo per saccheggiare l’INSS fu per i datori di lavoro nominare i parenti più stretti ai vertici delle loro società, con mega-salari ed ottenendo grandi benefici e pensioni di lusso al raggiungimento dell’età pensionabile. La reazione di chi manifestava contro le riforme fu come se queste fossero le tipiche riforme neoliberali applicate in altri Paesi, e che rifiutavamo di adottare quanto spiegato. Le proteste furono avviate e portate avanti da studenti universitari, in particolare delle università religiose private sovvenzionate dallo Stato. Ad un certo momento acquisirono carattere violento, con barricate sull’autostrada panamericana e altre azioni del genere, e quando si volle ristabilire l’ordine, la polizia fu attaccata con mortai artigianali, molto popolari in Nicaragua dalle lotte contro il neoliberismo condotte dal FSLN. Va notato che le università più belluine erano la Central American University (UCA) dei gesuiti e l’Università Politecnica (UPOLI) di proprietà di una chiesa protestante degli Stati Uniti. In contrasto e di fronte alle violenze, la Gioventù Sandinista fu mobilitata ed organizzata nei quartieri popolari e nelle istituzioni statali, e ci furono altri violenti scontri. L’escalation aumentava e poi, sorprendentemente, i residenti dei quartieri popolari aderirono. Il passo successivo furono le proteste generalizzate in diverse città, accompagnate da assalti e incendi di istituzioni sandiniste e statali, e di case di sandinisti, così come saccheggi di supermercati e magazzini, tra cui uno di pronto soccorso. In tali crimini c’era chi richiamava gente dai quartieri poveri spingendola al saccheggio. I lavoratori statali furono mobilitati per difendere le istituzioni, con ronde notturne, ottenendo risultati eccellenti ed evidenziando il coraggio dei lavoratori dell’INSS, che non permisero ai gruppi di violenti anti-riforma di penetrare nelle strutture. La polizia agiva con prudenza, ma era impossibile evitare la repressione, data la natura delle sommosse e le distruzioni che non potevano essere consentite. Anche al culmine degli eventi, l’esercito fu mobilitato per proteggere le istituzioni. Come risultato degli scontri, soprattutto tra i manifestanti anti-riforma e i dimostranti pro-riforma, ci furono circa 25 morti, tra cui poliziotti, un giornalista di Channel 6 (Sandinista), diversi giovani della Gioventù sandinista e studenti universitari in protesta. Come in altre esperienze (il caso del Venezuela), la destra usa questi morti per esacerbare l’umore contro governo e polizia.
Alcuna organizzazione politica, sociale o sindacale ha rivendicato la responsabilità delle proteste, sebbene siano state sostenute pubblicamente dal COSEP, da certi capi della Chiesa cattolica e dai partiti di destra (gli stessi che negavano ai lavoratori i diritti quando erano al governo). Nonostante l’apparente mancanza di direzione delle proteste, va notato il perfetto coordinamento e le azioni sincronizzate dello stesso tipo ovunque, come se tutto fosse già stato preparato e pronto a scattare nelle condizioni giuste. Ciò ha a che fare con la cultura militare della società nicaraguense, ma indubbiamente fu preparato; nel nostro caso fu particolarmente aggressivo, probabilmente per la solidità e la stabilità che il nostro processo presenta finora, e che ora è stato restaurato. Nella sua prima apparizione, il Presidente Comandante Daniel Ortega annunciava il ripristino dei negoziati tripartiti tra governo, lavoratori e affaristi, per riesaminare le riforme. Nella seconda apparizione, il Comandante annunciava l’abrogazione delle riforme creando condizioni più favorevoli per il dialogo, iniziati oggi con la partecipazione di governo, lavoratori, imprese private e Chiesa cattolica, la cui adesione era pretesa da affaristi e studenti. Era importante che il Presidente Comandante Daniel Ortega venisse accompagnato da imprenditori rappresentanti investitori stranieri, dando così un segnale di forza e stabilità agli investitori nazionali e internazionali. In questo momento la violenza si è arrestata e solo piccoli fuochi vengono mantenuti senza impatto significativo, e le forze sandiniste sono passate all’offensiva. Da parte sua, il popolo, senza distinzioni politiche, si organizzava spontaneamente per affrontare il saccheggio.
Il nostro rapporto finora.
Saluti, compagni;
fraternamente,
Segretariato internazionale, FSLN.Nota: Questa è una lettera inviata da Ana Margarita Vigil*, presidente del MRS (vile e ottuso oppositore al governo sandinista) a Luis Carrion Cruz, anche lui del MRS, chiedendo come infiltrarsi nei movimenti studenteschi, soprattutto per convincere l’UNEN (Unione nazionale degli studenti del Nicaragua). Vigil ha eccellenti relazioni con l’Ambasciata degli Stati Uniti e i partiti democratico e repubblicano. Si alleò cogli ex-contras per boicottare le elezioni del 2016:

Managua Nicaragua
A Luis Carrion Cruz
22 aprile 2018

Don Luis, ti mando questa nota scritta perché pensavo che non fosse comodo inviartela via Telegram. Ho parlato con Luis Alfredo (Blandón, MRS?) e mi ha spiegato che ha parlato con quelli dell’UNEN (Unione studentesca nazionale del Nicaragua). Gli abbiamo dato i punti di cui avevamo parlato in modo che potessero farli propri, ma erano riluttanti e hanno detto che alle 7 di sera si sarebbero incontrati, così ho deciso di non insistere. L’idea di Felix (Madariaga, MRS?) di prendere due di loro è stata grandiosa, ma sono contrari alla belligeranza di Monica e Edipcia, quindi dobbiamo considerare un’altra idea per usarli senza che se ne rendano conto a nostro interesse, per indire lo sciopero nazionale. Il generale Hugo Torres è dell’idea di parlare con mons. Silvio Báez, così che attraverso di lui, senza che i ragazzi dell’UNEN lo sappiano, influenzarli su ciò che c’interessa, sia nei punti sollevati nel documento sia in quello di cui abbiamo parlato ieri. Se necessario, penso che debba offrire denaro e supporto a chiunque tu voglia, Laura avrà i soldi pronti in modo che attraverso Luis Alfredo o Felix tu possa ottenerlo, se necessario. Ci sono alcuni che l’accettano.

*Ana Margarita Vigil, presidente della MRS, dopo due anni di borsa di studio in un’università negli Stati Uniti, incontrava frequentemente Rosa Eliana Lethinen, deputata repubblicana, figlia di un ufficiale dell’esercito dell’ex-dittatore cubano Fulgencio Batista e in seguito impiegato dalla CIA.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Sette coincidenze tra le proteste in Nicaragua e Venezuela

Mision Verdad, 23 aprile 2018Ci sono diverse coincidenze tra le violenze in Nicaragua negli ultimi giorni e quelle antichaviste nel 2014 e 2017. Non si tratta solo di chi finanzia tali operazioni, ma di come sono gestite via social media. Di seguito sono riportati sette confronti che lo confermano.
1. Armamento non convenzionale. L’uso di armi artigianali per affrontare le forze di sicurezza cercando di creare contiguità tra proteste pacifiche e tattiche di sovversione e guerriglia urbana, in modo che i morti vengano attribuiti al governo, nel quadro del dossieraggio “violazione dei diritti umani”. Mitraglia, mortai, razzi, tra gli altri, sono utilizzati dai gruppi d’attacco mercenari in Venezuela causando morti come Adrián Duque, Armando Cañizalez, César Pereira, Diego Arellano, Miguel Castillo, Roberto Durán e Yeison Mora, uccisi con sfere metalliche o mitraglie sempre dal lato dei dimostranti. Anche Andrés Uzcátegui, Nelson Arévalo Avendaño, Neomar Lander e Engelberth Duque Chacón, morirono mentre manipolavano esplosivi artigianali. Durante le violenze in Nicaragua, i gruppi armati d’assalto usavano mezzi simili. Per evitare confusioni a causa della somiglianza delle immagini, la prima foto riguarda il Venezuela e la seconda il Nicaragua.

2. Operazioni di disinformazione. Informazioni non confermate sono spacciate da operatori della guerra psicologica usando i social network come amplificatori per creare ansia e panico nella popolazione. Tra le proteste in Venezuela dello scorso anno, alcuni capi dell’opposizione diffusero voci collegando il governo venezuelano a un presunto uso di armi chimiche, con l’obiettivo di attirare l’attenzione dei media internazionali e terrorizzare l’opinione pubblica. pubblico. Al tempo, dall’altra parte dell’Atlantico, il governo siriano fu accusato di attacchi chimici e in seguito fu confermato che il presunto attacco era una montatura per giustificare i bombardamenti statunitensi del Paese arabo. Cercando di emulare la stessa opportunità, in Nicaragua voci furono diffuse per collegare il governo all’uso di armi chimiche, una bugia che, sebbene screditata, fu utile ad alimentare le violenze via social network.
3. Manipolazione dei morti. Gli uccisi nelle violenze vengono indicati senza spiegazioni o precisazioni così che, come in Venezuela, il governo venisse accusato da media o “gruppi armati”. Con tale tattica nell’uso dei media, fu elaborato il dossier per consentire l’intervento o colpo di Stato, a seconda delle circostanze. I media come ABC diffusero un bilancio delle vittime che i media locali non potevano confermare. Come visto nella precedente “coincidenza”, tali dati furono diffusi da operatori dalla lunga esperienza nella guerra dell’informazione contro il Venezuela. In Nicaragua, i media internazionali riecheggiavano “rapporti” oscuri collocando il numero di morti oltre i 20, incapaci di confermarlo o meno. Applicando la stessa disinformazione, si cercava di nascondere che nel 2017 morirono in Venezuela, ad esempio, 25 passanti presso una manifestazione, ma senza parteciparvi. Casi come quelli di Almelina Carrilo (Caracas) o Paola Ramírez (Táchira), omicidi commessi dai manifestanti dell’opposizione, furono usati dai media per intensificare le violenze, ritenendo il governo responsabile senza che i casi venissero risolti in via giudiziaria.
4. Saccheggi e danni a proprietà pubbliche e private. Gruppi armati in Nicaragua saccheggiavano diversi negozi e persino motociclette, in alcune parti del Nicaragua, causando danni alle strutture statali come ospedali e istituti scolastici. Il profilo delle violenze era professionale e focalizzato non solo sulle infrastrutture dei servizi chiave per la vita quotidiana della popolazione, ma anche su simboli ed istituzioni del potere statale. Nel comune di Chacao, nello stato di Miranda, in Venezuela, accaddero eventi simili quando gruppi d’assalto anti-Chavez incendiarono e attaccarono edifici pubblici come la Direzione esecutiva della magistratura, della Corte suprema di giustizia. Questo fu solo un esempio dell’assalto a trasporti pubblici, biblioteche e ospedali nel 2017.
5. Uso dei cecchini. In Venezuela, omicidi mirati furono commessi da cecchini, mentre il sergente Surnar Sanclemente (Miranda) e il poliziotto di Carabobo Jorge Escandón furono uccisi a colpi di arma da fuoco. Anche Jesus Leonardo Sulbarán e Luis Alberto Márquez, lavoratori del governatorato di Mérida, furono uccisi dal tiro da edifici in quello stato. Il giornalista Ángel Gahona, di un canale televisivo statale, fu assassinato mentre trasmetteva in diretta su Facebook gli eventi presso l’ufficio del sindaco di Bluefields, Nicaragua. Stava camminando dietro le forze di polizia e un colpo gli sfondò la testa di fronte a dozzine di persone. Dall’11 aprile 2001, da Euromaidan al Nicaragua, i cecchini sono una risorsa delle operazioni golpiste degli Stati Uniti.
6. Uso d’influencer del mondo dello spettacolo. Strumentalizzare la sensibilità delle persone legate all’industria dell’intrattenimento è una risorsa propagandistica di successo per avere il supporto alle violenze da strati sempre più ampi dell’opinione pubblica. Tale catalizzatore non smette di essere utile per tali operazioni, nel caso venezuelano c’erano molte celebrità che manifestavano il loro pregiudizio contro Chavez. In Nicaragua, tale risorsa fu usata arruolando figure musicali internazionali come Miss Nicaragua 2018 Adriana Paniagua e altri personaggi dell’industria dell’intrattenimento locale.
7. Simboli e glorificazione della morte. Le liste di defunti scritte col gesso per terra furono stilate in Nicaragua, similmente a quelle scritte in Venezuela nei tumulti del 2017, allo scopo di nascondere le cause di ogni morte e accusarne il governo. Sebbene tra i morti, in Venezuela e in Nicaragua, vi fossero membri delle forze di sicurezza, studenti, lavoratori e attivisti politici, è importante per i media gonfiare le liste false e concedergli un’estetica da “lotta nonviolenta”, per essere riconosciuti a livello internazionale; svuotandone del valore locale, tali morti diventavano prodotti di consumo.

Altro
Altre coincidenze nell’ambito del piano attivato in Nicaragua sono: il sostegno del clero cattolico ai “manifestanti”, le “preoccupazioni” del governo degli Stati Uniti, il reclutamento di delinquenti e la continua giustificazione e sponsorizzazione di ONG, media ed élite aziendali promosse da Washington attraverso il proprio soft power. E per concluderne la coincidenza politica all’origine: alcuna delle due nazioni attaccate è geopoliticamente allineata agli Stati Uniti, grandi promotori globali di tali metodi golpisti.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una potente Marina Militare consolida la Cina

Global Times 13/4/2018Il 12 aprile, il Presidente Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e Presidente della Commissione Militare Centrale, faceva importanti osservazioni durante la parata navale svoltasi nel Mar Cinese Meridionale. L’evento era la più grande parata militare navale nella storia della Repubblica Popolare Cinese, mostrando il progresso della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare col gruppo di battaglia della portaerei Liaoning e i sottomarini nucleari di nuova generazione. La capacità della Cina di difendere la pace mondiale e regionale ha raggiunto un’altra pietra miliare. Durante il discorso, Xi osservava che la missione per costruire una forte Marina non è mai stata più urgente. Questo è cruciale da evidenziare nell’ambiente internazionale di oggi e il tono da un forte senso alla missione. Xi esprimeva in diversi rapporti chiave che la Cina è più vicina che mai a raggiungere la grande modernizzazione della nazione cinese. Tuttavia, la storia ci ricorda che più ci avviciniamo a un obiettivo glorioso, più aumentano pressione e rischio. Costruire una forte Marina, così come la Difesa Nazionale, non è mai stato più significativo per la Cina. Dopo 40 anni di riforma e apertura, la Cina è diventata la seconda economia del mondo. In questo processo, la Cina ha ulteriormente avanzato l’inarrestabile potenziale economico. Tuttavia, lo status della Cina, accompagnato da incredibili progressi, attrae sia atti di amicizia che ostili. Pertanto, il recupero nella Difesa Nazionale è necessario per una crescita equilibrata. Per qualsiasi grande nazione, un forte sviluppo economico senza sforzi equilibrati nella Difesa Nazionale è una combinazione pericolosa. Ciò potrebbe dare ad altre potenze idea e tentazione di sottomettere la Cina con metodi non economici.
La Marina di un Paese è considerata la forza che esercita maggior pressione, pur essendo la più attiva nelle Forze Armate moderne. Tra tutte le forze militari di un Paese, la Marina di solito è in prima linea nei momenti cruciali. La tecnologia delle forze navali è complessa e costosa, rappresentando la forza più evoluta del Paese. Forze Navali forti appartengono solo a un Paese potente, riflettendo la potenza e indicando propri futuro e destino. Lo sviluppo regolare della Marina cinese è costante e forte. Con la parata militare del Mar Cinese Meridionale, i cinesi possono vedere che parte della forza economica della Cina si converte rapidamente in forza militare. Possiamo anche prevedere che la capacità della Cina di convertire i propri punti di forza sarà maggiore in futuro. La logica del mantenimento della pace è diversa tra Paesi grandi, medi e piccoli. La Cina deve oggettivamente comprendere la situazione della sicurezza che affrontiamo e costruire l’Esercito di Liberazione Popolare (PLA) per dimostrare di poter proiettare potenza e concentrasi sul mantenimento della pace. Questo è un compito urgente che richiede una corsa contro il tempo. La Cina deve ignorare il rumore della teoria della “minaccia militare cinese” di certi Paesi occidentali. La teoria è un travisamento del ruolo della Cina come seconda economia del mondo e del suo ruolo nel garantire la pace globale. La teoria è anche una discriminazione contro lo status della Cina grande potenza mondiale.
Per costruire una Flotta di alto livello, la Cina ha una lunga strada da percorrere. Per comprendere le enormi sfide che affronta nella costruzione di una flotta oceanica, va visto come gli altri Paesi controllano porti e centri di rifornimento marittimi dall’estero per la Cina. Inoltre, la Marina cinese deve accumulare una vasta esperienza per divenire strumento efficace di deterrenza della Cina. Ci sono due questioni strategiche fondamentali per la Cina: come mostrare la nostra determinazione nel difendere l’interesse nazionale con la tesi della “crescita pacifica della Cina”? Come comunicare le nostre simultanee dedizione alla pace e risoluzione nel combattere l’aggressione? Molte navi dell’era della Seconda Guerra Mondiale sono ancora in servizio presso altre Marine nel mondo, eppure più della metà delle navi che partecipano a questa parata è entrata in servizio intorno al 18° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese. La Marina cinese si è rapidamente sviluppata e riteniamo che continuerà a farlo fin quando non raggiungerà la maturità. La Cina sarà più sicura e il mondo più pacifico quanto la Marina cinese solcherà gli oceani.

La più grande parata militare marittima della Cina col gruppo di battaglia della portaerei
Liu Xin e Zhang Hui, Global Times, 12/4/2018

La Commissione Militare Centrale cinese svolgeva il 12 aprile la più grande parata militare marittima mai realizzata nel Mar Cinese Meridionale, che per la prima volta vedeva il gruppo d’attacco della portaerei e le armi più avanzate dell’Esercito di liberazione popolare cinese (PLA). Il Presidente Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) e Presidente della Commissione Militare Centrale esaminava le navi da guerra e parlava ai marinai, secondo il quotidiano del PLA. Xi ha detto che la necessità di costruire una forte flotta “non è mai stata più urgente che non oggi” e chiesto sforzi per costruire una flotta di prima classe mondiale, secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua.
48 navi da guerra, 76 aeromobili e oltre 10000 marinai e soldati hanno preso parte alla parata salutata come “la più grande parata militare marittima dalla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949 ed eroica esibizione della Marina del PLA della nuova era“, riferiva il quotidiano del PLA. “Era la prima parata militare marittima tenuta nel Mar Cinese Meridionale aperta al pubblico. La portaerei cinese Liaoning vi partecipava per la prima volta. Tutti i sistemi di combattimento della Marina del PLA e 10 aeromobili aderivano alla parata. Le navi da guerra più avanzate, tra cui Liaoning, cacciatorpediniere Tipo 052D e Tipo 052C, nave d’assalto anfibio Tipo 071 e sottomarino Tipo 093 vi presero parte”, affermava Song Zhongping, esperto militare e commentatore televisivo. La parata mostrava il gruppo della portaerei del PLA e la sua avanzata operatività in alto mare, affermava Song, aggiungendo che una potente Marina per la Cina significa che il PLA non ha paura della guerra e può vincere qualsiasi battaglia. “La forza della Cina nel proteggere i propri interessi marittimi nazionali è cresciuta, la parata sarà anche deterrente all’egemonia marittima, facendo riflettere gli avversari due volte prima di tentare di danneggiare gli interessi nazionali della Cina“, dichiarava Song, aggiungendo che la parata era anche un’istruzione su difesa nazionale e patriottismo. La China Central Television (CCTV) riferiva che i cacciatorpediniere della parata navigavano per lo stretto di Taiwan conducendo esercitazioni. La Fujian Maritime Safety Administration cinese annunciava che le esercitazioni in diretta saranno condotte nello stretto di Taiwan il 18 aprile.Mossa strategica
Svolgere la parata nel Mar Cinese Meridionale era una mossa strategica poiché le acque sono potenziale zona di combattimento, affermava Li Jie, esperto navale di Pechino. Notava che la portaerei statunitense USS Theodore Roosevelt operava nel Mar Cinese Meridionale il 10 aprile. I video su CCTV mostravano soldati e marinai in tenuta da combattimento, il che indicava che la sfilata era anche una vera esercitazione al combattimento, secondo Li. Rafforzare l’operatività della Marina del PLA nel Mar Cinese Meridionale è una strategia importante, affermava un esperto militare. Nonostante gli sforzi congiunti di Cina e Paesi del Sudest asiatico per alleviare i problemi del Mar Cinese Meridionale, certi Paesi occidentali continuano a provocare la sovranità della Cina nell’area, affermava. Certi Paesi, vere minacce alla sicurezza regionale, potrebbero accusare il PLA di “mostrare muscoli” o “militarizzare il Mar Cinese Meridionale”, affermava Song, aggiungendo che non hanno il diritto di fare commenti irresponsabili sugli sforzi della Cina per proteggere i propri interessi nazionali. Un’altra fonte militare affermava che gli Stati Uniti hanno giocato a lungo la carta del Mar Cinese Meridionale, ma presto vi perderanno peso. Nessuno può impedire alla Cina di rivendicare diritti ragionevoli e legali con una crescente forza, dichiarava la fonte.

Traduzione di Alessandro Lattanzio