“Operazione Impensabile” e la minaccia di guerra USA-NATO alla Russia

Oriental Review, 9 maggio 2016Cinque giorni prima della celebrazione del 71° anniversario della capitolazione della Germania nazista alle truppe sovietiche e alleate nella Seconda guerra mondiale, il nuovo comandante supremo della NATO in Europa, Curtis Scaparrotti, annunciò che era venuto per battere i tamburi di guerra. Ignorando fatti storici e legittimi interessi russi, nel primo discorso dopo aver assunto l’incarico condannava il presunto “comportamento aggressivo russo che sfida le norme internazionali” e incitava i membri del blocco a “combattere stasera se la deterrenza fallisce”. Tale dichiarazione era correlata alla strategia militare e mediatica adottata dalla classe dirigente occidentale da decenni. Anche mettendo da parte la ben argomentata tesi secondo cui l’ascesa di Hitler a fuhrer del Terzo Reich nella Germania umiliata del dopoguerra fu un’operazione attentamente pianificata e condotta dall’intelligence militare statunitense, per metterla contro l’Unione Sovietica, l’analisi dei fatti disponibile dimostra che il nucleo del nazismo fu profondamente favorito dai centri ideologici occidentali molto tempo prima della sconfitta nel maggio 1945. Non c’è paradosso qui: la lotta per il dominio globale era (ed è ancora) l’idea fissa di molte élite nella storia dell’umanità, e su tale retrospettiva il fenomeno del nazismo tedesco va considerato come mero strumento dei suoi istigatori per raggiungere tale obiettivo. Nonostante alcune difficoltà tattiche (ad esempio, nel marzo 1939 Hitler improvvisamente fece il proprio gioco, ma fu ricondotto all’obbedienza nel maggio 1941), lo sviluppo generale del conflitto globale a metà del XX secolo fu ammissibile per le élite. Almeno alla Conferenza di Bretton Woods tenutasi nel luglio del 1944, il mese dopo che gli Alleati sbarcarono in Francia per controbilanciare l’offensiva sovietica in Oriente (che a quel punto avrebbe inevitabilmente portato alla sconfitta unilaterale dei nazisti da parte dell’URSS), fissò le regole chiave del monopolio finanziario del dollaro della Federal Reserve. (Secondo l’Atto finale di Bretton Woods, tutti i tassi delle valute internazionali erano legati a un paniere al 96% col dollaro della Federal Reserve e al 4% della sterlina inglese, potendo acquisire l’oro solo attraverso questo tasso; la Nota della Federal Reserve era quindi eguagliata all’oro come misura universale di valore).
La sfida principale che gli autori di Bretton Woods affrontarono all’inizio dei colloqui era l’atteggiamento sovrano della delegazione sovietica. Dovevano attirare l’Unione Sovietica in tale sistema draconiano con qualsiasi mezzo. Mentre Stalin e i suoi inviati non mostravano alcuna intenzione di essere tentati dalla carota, Wall Street dovette prendere il bastone. L’idea era raggiungere una tregua separata con la Wehrmacht sui teatri occidentale e meridionale per rinforzare il fronte orientale tedesco (in particolare, i documenti relativi all’operazione Sunrise nel marzo 1945 non ancora declassificati dagli Stati Uniti). A causa della tempestiva contromisura da parte dell’intelligence sovietica e dopo un duro scambio diplomatico, i tre colloqui per la tregua a Lucerna, in Svizzera, furono sospesi, ma i contatti clandestini nazisti-statunitensi procedettero. Di fatto, dalla fine di marzo 1945, senza alcuna tregua formale le truppe tedesche iniziarono ad arrendersi massicciamente alle forze anglo-statunitensi che avanzarono rapidamente verso Berlino incontrando i sovietici sull’Elba il 25 aprile 1945. Non sorprende che la famigerata rete Odessa (Organizzazione degli ex-membri delle SS) venisse attivata nello stesso momento permettendo a 30mila(!) criminali di guerra nazisti di fuggire dall’Europa attraverso “finestre” nella zona di occupazione anglo-statunitense. Molti furono in seguito legalizzati negli Stati Uniti per servire lealmente i nuovi padroni…
Una volta scomparso il “fattore tedesco”, gli “alleati” si affrettarono ad elaborare segretamente un nuovo piano di guerra per sconfiggere militarmente l’Unione Sovietica, esaurita dalla drammatica campagna durata quattro anni. Il dossier dell’Operazione Impensabile fu declassificata nel 1998. Secondo essa, il 1° luglio 1945 gli “alleati” previdero l’attacco alle forze sovietiche in Europa e alle aree industriali chiave dell’URSS. L’obiettivo era “imporre alla Russia la volontà degli Stati Uniti e dell’Impero inglese”. Così nell’estate 1945 Wall Street pianificò Barbarossa 2.0 per aggredire l’URSS, come quella lanciata dalla loro frenetica creatura Hitler quattro anni prima.Operazione impensabile: URSS: minaccia alla civiltà occidentale“, Gabinetto di guerra inglese, Staff della pianificazione congiunta (Bozze e rapporti finali: 22 maggio, 8 giugno e 11 luglio 1945), Ufficio del registro pubblico, CAB 120/691/109040/002. (declassificato nell’ottobre 2004)

Il motivo per cui il piano non fu mai attuato fu che gli esperti militari occidentali valutarono “l’equilibrio delle forze” in Europa insufficiente per un’efficace rapida sconfitta dei sovietici. Gli Stati Uniti possedevano in esclusiva la bomba atomica e speravano che tale minaccia avrebbe impressionato Stalin tanto da ratificare Bretton Woods. L’episodio di Potsdam tuttavia dimostrò il contrario, così gli Stati Uniti decisero di rendere questa minaccia più vivida. La certezza di 200mila morti giapponesi non significò molto per il presidente Truman nel suo Grande Gioco per l’egemonia della Federal Reserve. La conseguente Guerra Fredda (dopo che Stalin aveva definitivamente rifiutato la ratifica degli accordi di Bretton Woods nel dicembre 1945) va oltre l’ambito del presente articolo. Il fatto comunque è che la grandiosa e continua operazione mediatica per eguagliare Stalin e Hitler e rivedere e distorcere le verità fondamentali della storia moderna presso le persone “istruite” nel mondo, è solo un aspetto dell’agenda globale elitaria per sopprimere la prima potenza che si oppone al loro dominio illimitato sul mondo. Gli strumenti per creare tale dominio sono gli stessi: creazione di un progetto chimerico controllato (al-Qaida o nazismo ucraino) e interpretare il ruolo di “peacekeeper” e “filantropi” nel sanguinoso caotico conflitto.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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L’isterismo neo-maccartista negli Stati Uniti

Andre Damon, World Socialist Web Site, 15 febbraio 2018

Dan Coats

L’audizione del comitato d’intelligence del Senato sulle “minacce globali e la sicurezza nazionale” è stata una dimostrazione d’isteria di destra intesa a promuovere l’affermazione che ogni opposizione sociale negli Stati Uniti sia il prodotto della sovversione straniera. Tale inganno viene avanzato per giustificare censura e repressione dello stato di polizia. Dalla caccia alle streghe maccartista degli anni ’50 il Congresso non vede una denuncia così violenta della presunta sovversione straniera. La Russia, secondo il direttore dell’Intelligence Nazionale Dan Coats, “ha percepito i suoi sforzi passati (nel manipolare le elezioni del 2016) come un successo e considera le elezioni a medio termine degli Stati Uniti del 2018 potenziale obiettivo“. È necessario “informare il popolo americano che ciò è reale”, proclamava Coats, e che “è necessaria resilienza per opporci e dire che non permetteremo ai russi di dirci come votare, come dovremmo gestire il nostro Paese”. Uno dopo l’altro, i senatori hanno spinto i funzionari dell’intelligence su presunti complotti russi e cinesi per “seminare divisioni” nella società statunitense, invitando le agenzie d’intelligence a collaborare con le aziende per censurare Internet e impedire la diffusione di “contenuti divisivi”. Gli studenti cinesi venivano denunciati come potenziali spie e sovversivi e gli statunitensi venivano istruiti a non comprare smartphone da compagnie cinesi. Tali accuse furono fatte senza la minima prova, perché semplicemente false. La pretesa dei bugiardi e truffatori di Capitol Hill è che gli Stati Uniti sarebbero una democrazia pacifica e sana se non fosse per le nefande operazioni di Vladimir Putin e Xi Jinping. L’assurdità di tale affermazione s’è vista ancora una volta quando a Parkland, in Florida, si svolse la 18.ma sparatoria in una scuola nelle sette settimane del 2018. Russia e Cina sono responsabili della decadenza sociale che produce tali atrocità con orribile regolarità?
La preoccupazione della classe dirigente statunitense non è la “sovversione” russa o cinese, ma la crescita dell’opposizione sociale negli Stati Uniti. La narrativa dell'”intromissione russa” viene usata per giustificare una campagna sistematica per censurare Internet e soppressione la libertà di parola. L’esibizione del senatore Mark Warner, democratico del comitato, fu particolarmente oscena. Warner, il cui patrimonio netto è stimato in 257 milioni di dollari, sembrava la migliore imitazione del senatore Joe McCarthy, dichiarando che la sovversione straniera opera ed è indistinguibile dalle “minacce alle nostre istituzioni… qui a casa“. Alludendo alla pubblicazione del cosiddetto memo di Nunes, che documentava il carattere fraudolento dell’indagine condotta dai democratici sulla “collusione” della Casa Bianca con la Russia, Warner osservava, “Ce ne sono alcuni, aiutati da bot e troll russi su Internet, che attaccano l’integrità di FBI e dipartimento di Giustizia“. Rispondendo a Warner, il direttore dell’FBI Christopher Wray elogiava il “maggiore” impegno e la “partnership” delle agenzie d’intelligence degli Stati Uniti con i privati, concludendo, “Non possiamo controllare completamente i social media, quindi dobbiamo collaborare per poterli controllare“. Wray si riferiva alle misure radicali prese dalle compagnie dei social media, collaborando con le agenzie d’intelligence statunitensi per imporre la censura, anche assumendo decine di migliaia di “revisori dei contenuti”, molti dal passato nell’intelligence, per segnalare ed eliminarli.
L’attacco ai diritti democratici è sempre più collegato ai preparativi a una grande guerra, che aggraverà ulteriormente le tensioni sociali negli Stati Uniti. Coats aveva dichiarato che “il rischio di un conflitto tra Stati, anche grandi potenze, è più alto che mai dalla fine della Guerra Fredda“. Durante l’udienza, diverse agenzie riportavano che forse centinaia di contractor russi erano stati uccisi in un attacco aereo statunitense in Siria. Ciò poche settimane dopo la pubblicazione della strategia di difesa nazionale del Pentagono, che dichiara, “La competizione strategica tra Stati, non il terrorismo, è ora la principale preoccupazione per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti“. Tuttavia, le implicazioni di tale conflitto tra grandi potenze non sono solo esterne alla “patria” Stati Uniti. Il documento sostiene che “la patria non è più un santuario” e che “l’America è un bersaglio” della “sovversione politica e informativa delle “potenze revisioniste” Russia e Cina. Poiché “l’esercito statunitense non ha diritto innato alla vittoria sul campo di battaglia“, l’unico modo con cui gli Stati Uniti possono vincere è con la “perfetta integrazione di molteplici elementi del potere nazionale”, tra cui “informazione, economia, finanza, intelligence, forze dell’ordine e militari“. In altre parole, la supremazia statunitense nel nuovo conflitto mondiale tra grandi potenze richiede la subordinazione di ogni aspetto della vita alle esigenze belliche. In tale incubo totalitario, già molto avanzato, polizia, forze armate ed agenzie d’intelligence si uniscono alle aziende mediatiche e tecnologiche per formare un’unica entità, il cui potere deve manipolare l’opinione pubblica e sopprime il dissenso politico. Il carattere dittatoriale delle misure in preparazione appariva dallo scambio tra Wray e il senatore repubblicano Marco Rubio, che chiedeva se gli studenti cinesi fossero spie di Pechino. “Qual è il rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti dagli studenti cinesi, in particolare nei programmi avanzati di scienze e matematica?“, chiedeva Rubio. Wray rispose, “L’uso di fonti non tradizionali, specialmente in ambito accademico, che siano professori, scienziati, studenti, lo vediamo in quasi tutti gli uffici che l’FBI ha nel Paese, non solo nelle grandi città, anche nelle cittadine, in praticamente ogni disciplina”. Tale campagna, dalle sfumature razziste, richiama la difesa ufficiale della “sicurezza nazionale” usata per giustificare l’internamento di circa 120000 persone di origini giapponesi durante la Seconda guerra mondiale.
Nella lettera aperta per la coalizione dei siti socialisti, contro la guerra e progressisti contro la censura di Internet, il World Socialist Web Site notava che “La classe dominante ha identificato Internet come minaccia mortale al proprio monopolio dell’informazione e capacità di promuovere la propaganda bellica e la legittimazione dell’oscena concentrazione di ricchezza e dell’estrema disuguaglianza sociale”. È tale minaccia mortale, e la paura della crescita del conflitto di classe, a motivare bugie ed ipocrisia esibite all’audizione del Comitato sull’Intelligence del Senato.

Christopher Wray

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Fondazione Rockefeller e la guerra psicologica

Triangle, 15 agosto 2015

Nelson Rockefeller

La Fondazione Rockefeller fu la principale fonte di finanziamento della ricerca sull’opinione pubblica e la guerra psicologica tra gli anni ’30 e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Col governo e le grandi corporazioni che non mostravano ancora alcun particolare interesse o supporto agli studi sulla propaganda, la maggior parte dei finanziamenti per la ricerca proveniva da tale potente organizzazione, che comprese l’importanza di valutare e guidare l’opinione pubblica immediatamente prima della guerra. L’interesse filantropico di Rockefeller nell’opinione pubblica era duplice:
Valutare e modificare l’ambiente psicologico degli Stati Uniti in previsione dell’impegno nell’imminente guerra mondiale.
Condurre la guerra psicologica e sopprimere l’opposizione popolare all’estero, specialmente in America Latina.
Dopo aver scoperto che l’amministrazione Roosevelt era politicamente impantanata e la sua capacità di prepararsi alla guerra in termini di propaganda interna ed estera era ridotta, la Fondazione Rockefeller creò programmi ed istituti di ricerca presso l’Università di Princeton e di Stanford e la New School for Social Research, per supervisionare e analizzare le trasmissioni radio a onde corte dall’estero. I “padri fondatori” della ricerca sulle comunicazioni di massa non avrebbero mai potuto creare questo campo di studio senza la generosità dei Rockefeller. Come Harold Laswell, propagandista durante la Prima guerra mondiale ed esperto di scienze politiche all’Università di Chicago; e lo psicologo Hadley Cantril, uno dei maggiori esperti dell’informazione, che consentì all’impero USA e alle società controllate dai Rockefeller di dominare il periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. Durante questo periodo, Cantril fornì al conglomerato Rockefeller importanti informazioni e nuove tecniche per misurare e controllare l’opinione pubblica in Europa, America Latina e Stati Uniti. Cantril, compagno di stanza di Nelson Rockefeller alla facoltà di Dartmouth alla fine degli anni ’20, conseguì il dottorato in psicologia ad Harvard e fu co-autore di The Psychology of Radio nel 1935 con Gordon Allport, il suo supervisore della tesi. Cantril e Allport notarono che “la radio è un mezzo di comunicazione completamente nuovo, uno strumento di controllo sociale e mezzo storico per influenza sul paesaggio mentale dell’umanità“. Lo studio suscitò l’interesse di John Marshall, capo della sezione scienze umane della Fondazione Rockefeller, incaricato di convincere le emittenti private a includere più contenuti educativi nella loro programmazione, sviluppata fino ad allora solo per attirare inserzionisti. Per raggiungere questo obiettivo, Rockefeller finanziò associazioni nelle reti CBS e NBC. Sapendo dei legami tra Rockefeller e Cantril da Dartmouth, Marshall l’esortò a presentare domanda di finanziamento alla fondazione. Cantril ricevette una sovvenzione di 67000 dollari per finanziare il Princeton Radio Project (PRP) per due anni alla Princeton University. Lì, Cantril condusse studi sugli effetti della radio sul pubblico. Nel 1938, Cantril divenne anche uno dei redattori che fondò la rivista finanziata da Rockefeller Public Opinion Quarterly, poi strettamente associata alle operazioni di guerra psicologica del governo degli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Quando l’ente di Princeton fu avviato, il ricercatore della CBS Frank Stanton, altro psicologo vicino a Rockefeller, fu nominato direttore della ricerca del PRP, ma ricoprì un ruolo secondario come direttore associato per la sua posizione nella CBS. Fu in quel momento che Paul Lazarsfeld, emigrato austriaco esperto in scienze sociali, fu reclutato da Cantril. Così Cantril, Stanton e Lazarsfeld furono associati e posti nelle condizioni ideali per intraprendere uno studio su larga scala dell’opinione pubblica e della sua persuasione. L’opportunità di condurre un’analisi del genere venne in occasione della trasmissione della CBS di Orson Welles sull’adattamento della Guerra dei mondi di HG Wells, del 30 ottobre 1938. Lazarsfeld ritenne che fosse un evento particolarmente notevole, e immediatamente chiese a Stanton il finanziamento della CBS per studiare le reazioni a quella che allora fu la più importante persuasione di massa nella storia dell’umanità. Nei mesi successivi, le testimonianze degli ascoltatori della Guerra dei Mondi furono raccolte e inoltrate a Stanton presso la CBS, prima di essere analizzate nello studio di Cantril pubblicato nel 1940: The Invasion From Mars: A Study in the Psicology of Panic. Notando la mancanza di “informazioni di base su formazione ed evoluzione” dell’opinione pubblica, la fondazione cercò di comprendere meglio quest’ultimo nel corso della guerra. Il rapporto della fondazione per il 1939 afferma: “La guerra in Europa ha offerto a questo Paese un’opportunità unica per studiare lo sviluppo dell’opinione pubblica, i cambiamenti che l’influenzano in base al contesto e le motivazioni alla base di questi cambiamenti“.
Dopo aver affidato a Cantril il compito di rivedere i dati di diversi anni di sondaggi e interviste, la direzione della fondazione concluse che il progetto: “fornirebbe fatti essenziali sulla formazione e le tendenze dell’opinione pubblica quando passa dallo stato di pace a quello di guerra, poi da uno stato all’altro sotto l’influenza di guerre successive. Ci aspettiamo che un’ulteriore analisi dei dati dimostri l’influenza di fattori come relazioni familiari, livello di istruzione e di occupazione, origine dei gruppi che mostrano forte interesse o mancanza di interesse su molti argomenti”. Così, con l’entrata degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale ormai imminente, Rockefeller fornì 15000 dollari a Princeton per istituire l’Ufficio della ricerca sull’opinione pubblica (OPOR). Uno degli obiettivi principali di OPOR era esaminare sistematicamente il processo di formazione dell’opinione, i fattori che motivano i sentimenti del pubblico su certi argomenti e, come disse Cantril, “seguire le fluttuazioni dell’opinione pubblica durante la guerra già iniziata in Europa e che sentivo presto avrebbe coinvolto gli Stati Uniti“. Nel 1940, la fondazione portò la dotazione per la ricerca dell’opinione pubblica e le comunicazioni di massa a 65000 dollari, di cui 20000 assegnati all’Opor di Cantril. Inoltre, 25000 furono assegnati alla Princeton School of Public and International Affairs per monitorare e valutare le trasmissioni radio europee a onde corte e 20000 ad Harold Lasswell, esperto di scienze politiche presso l’Università di New Brunswick. Chicago, per creare un istituto presso la Biblioteca del Congresso “per condurre ulteriori studi sulle trasmissioni radio, stampa e altri media”. Una stazione di monitoraggio radio a onde corte fu istituita presso la Stanford University per valutare le comunicazioni dall’Asia. Cantril poté, attraverso metodi di campionamento segreti, prevedere il comportamento degli elettori in importanti referendum in Canada e Stati Uniti. Questi successi ricordarono il giovane psicologo al suo ex-compagno di classe Nelson Rockefeller, stretto collaboratore di Franklin Roosevelt. Rockefeller supervisionò l’ufficio del Coordinatore degli affari inter-americani presso il dipartimento di Stato, un ramo dell’intelligence statunitense la cui attività principale era condurre operazioni di guerra psicologica in America Latina. Data la repulsione degli statunitensi per la propaganda, nomi come quello dato all’agenzia di Rockefeller intendevano oscurare la natura di tali operazioni.
Una delle principali preoccupazioni di Rockefeller era verificare lo stato dell’opinione pubblica in Sud America, al fine di stabilire gli interessi bancari e petroliferi dei Rockefeller nella regione. Secondo lui, il potere non si sarebbe più manifestato col controllo militare sulle colonie, ma piuttosto coll’esercizio del soft power, in cui comprensione e anticipazione delle tendenze dell’opinione pubblica erano al centro dell’attenzione. A tal fine, alla fine degli anni ’40, Rockefeller aiutò Cantril e il consigliere pubblico George Gallup a creare l’American Social Surveys, una cosiddetta organizzazione non-profit che analizzò meticolosamente i cambiamenti nell’opinione pubblica in Sud America. Nel 1942, Cantril pose anche la prima pietra de The Research Council, Inc. col finanziamento del magnate pubblicitario Gerard Lambert. Con sede a Princeton, il Consiglio di ricerca intraprese un sondaggio nazionale per valutare l’opinione pubblica sulla guerra e anticipare lo stato dell’ambiente dopo la fine delle ostilità. Usando Rockefeller come intermediario, Roosevelt studiò attentamente i risultati della ricerca di Cantril per scrivere i suoi discorsi durante la guerra. Il Consiglio di ricerca iniziò ad implementare programmi in Nord Africa per conto del dipartimento di guerra psicologica dell’intelligence militare, del dipartimento di Stato riguardo l’atteggiamento degli statunitensi verso gli affari esteri degli Stati Uniti, e dell’Office of Strategic Services (OSS, precursore della CIA) sullo stato dell’opinione pubblica in Germania. Il Consiglio di ricerca di Cantril continuò le attività a favore degli interessi statunitensi nel dopoguerra, valutando l’opinione pubblica in Francia, Paesi Bassi e Italia per anticipare e reprimere sul nascere i movimenti popolari politici e sociali. In seguito si seppe che, per la maggior parte dell’esistenza, il Consiglio di ricerca fu finanziato dalla CIA attraverso la Rockefeller Foundation, una tecnica utilizzata frequentemente da Rockefeller per supportare vari programmi segreti. Nelson era così contento dell’analisi di Cantril sull’opinione pubblica europea che, mentre era consulente per la guerra psicologica del presidente Eisenhower nel 1955, offrì al ricercatore e al suo socio Lloyd Free un patrocinio a vita da 1 milione di dollari per continuare a fornire tali informazioni. Cantril ricorda che “Nelson fu sempre profondamente convinto che strumenti e concetti forniti dalla psicologia andassero usati per avere una migliore comprensione dei popoli“. Sostenuto da tali enormi risorse, che il New York Times rivelò in seguito provenire dalla CIA usando la Fondazione Rockefeller come schermo, i ricercatori crearono un’organizzazione senza scopo di lucro, l’Istituto per la ricerca sociale internazionale, in cui Rockefeller era uno dei principali amministratori.
L’interesse della Fondazione Rockefeller per l’arte della persuasione negli Stati Uniti crebbe durante la guerra. Ad esempio, tra il 1938 e il 1944, l’organizzazione spese 250000 dollari per la produzione di film documentari ed educativi attraverso l’American Film Center. Alla fine degli anni ’40, i funzionari della fondazione avevano sviluppato un interesse ancora maggiore nel manipolare l’opinione. Come affermato nel rapporto della Fondazione del 1948: “Una buona comprensione dei cambiamenti nella comunicazione e stato generale mentale è importante per il nostro sistema educativo, per i leader di grandi organizzazioni e per gli interessati al comportamento e alle opinioni politiche“. Ad esempio, la Fondazione Rockefeller condusse un finanziamento senza precedenti per la ricerca sulla guerra psicologica. Nel 1954, per esempio, un fondo di 200000 dollari fu assegnato allo psicologo di Yale Carl Hovland per finanziare i suoi studi sulla persuasione e la modificazione dell’umore. Con la Guerra Fredda sullo sfondo, i finanziamenti per tali lavori furono sempre più forniti dalle forze armate statunitensi, che spesso reclutavano scienziati sociali addestrati sotto gli auspici dei Rockefeller. Come notato dallo storico Christopher Simpsons, il finanziamento del governo dal dopoguerra era almeno il 75 per cento del bilancio del Bureau of Applied Social Research di Lazarsfeld, presso la Columbia University, nonché dell’Institute for International Social Research di Cantril a Princeton.
Tradizionalmente, la classe dirigente della famiglia Rockefeller non distingueva tra statunitensi e stranieri, poiché erano obiettivi della propaganda e modificazione comportamentale, il che spiega gli sforzi della Fondazione Rockefeller nelle aree globali dell’istruzione e scienze sociali. Se visti dalla prospettiva che considera i confini nazionali degli ostacoli a programmi di potere e controllo politico-economico, sono anche sottoposti a manovre manipolative e persuasive, così come all’ingegneria del consenso. L’interesse di Rockefeller per la guerra psicologica, tuttavia, è solo un capitolo di una grande saga. Per convincersene, è sufficiente contemplare le conseguenze del sostegno dato ad alcuni approcci filosofici e pedagogici nel sistema educativo statunitense, a partire dall’inizio del XIX secolo, che ha portato al significativo declino della qualità delle strutture educative. Altre attività filantropiche dei Rockefeller possono essere esaminate, tra i tentativi di placare una popolazione scioccata dal massacro di Ludlow o i famosi doni in monete da 10 centesimi di John D. Rockefeller, che furono l’esercizio approfondito della gestione di una stampa meticolosamente orchestrata.James F. Tracy è professore di sociologia dei media presso la Florida Atlantic University.

Riferimenti
– Cantril, Hadley e Gordon Allport. 1935. La psicologia della radio. New York: Harper & Brothers Publishers.
– Cantril, Hadley. 1940. The Invasion from Mars: uno studio nella psicologia del panico. Princeton NJ: Princeton University Press.
– Cantril, Hadley. 1967. La dimensione umana: esperienze nella ricerca politica. New Brunswick, NJ: Rutgers University Press.
– Cramer, Gisela. 2009. “The Rockefeller Foundation and Pan-American Radio“, in Patronizing the Public: la trasformazione della cultura, della comunicazione e degli studi umanistici della filantropia statunitense, pp. 77-99, di William J. Buxton (a cura di). Lanham MD: Lexington Books.
– Engdahl, F. William. 2009. Gods of Money: Wall Street e la morte del secolo americano, Joshua Tree, CA: Progressive Press.
– Gary, Brett. 1999. Ansie di propaganda dalla prima guerra mondiale alla guerra fredda, New York: Columbia University Press.
– Glander, Timothy R. 1999.Origini della ricerca sulla comunicazione di massa durante la guerra fredda: effetti educativi e implicazioni contemporanee. New York: Routledge.
– Lazarsfeld, Paul F. 1969. “Un episodio nella storia della ricerca sociale: una memoria“, in The Intellectual Migration: Europe and America, 1930-1960, pp. 270-337, di Donald Fleming e Bernard Bailyn (a cura di). Cambridge, MA: Harvard University Press.
– Maessen, Jurriaan. 2012. “Rivelati i documenti della Fondazione Rockefeller attivamente impegnati nel Controllo mentale di Massa“, Infowars.com, 4 marzo.
– Pooley, Jefferson. 2008. “La nuova storia della ricerca sulla comunicazione di massa“, nella ricerca sulla storia dei media e della comunicazione: Contested Memories , pp. 43-69, di Jefferson Pooley e David W. Park (a cura di). New York: Peter Lang.
Rapporto annuale della Fondazione Rockefeller – 1939. New York: Fondazione Rockefeller.
Rapporto annuale della Fondazione Rockefeller – 1940. New York: Fondazione Rockefeller.
– Simpson, Christopher. 1993. Science of Coercion: Communication Research and Psychological Warfare, 1945-1960. New York: Oxford University Press.
– Shaplen, Robert e Arthur Bernon Tourtellot (eds.). 1964. Verso il benessere dell’umanità: cinquant’anni della Fondazione Rockefeller. Garden City NY: Doubleday & Company.

Henry Kissinger, Nelson Rockefeller e Gerald Ford

Questo articolo è la traduzione di The Rockefeller Foundation e Early Psychological Warfare Research, pubblicato da John F. Tracy su Memory Hole.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Che cos’è il “Safari Club II” e come può cambiare la dinamica del Medio Oriente

Wayne Madsen SCF 26.01.2018Durante la Guerra Fredda, la Central Intelligence Agency convinse alcuni alleati europei e mediorientali a stabilire un’alleanza d’intelligence informale i cui legami con gli Stati Uniti sarebbero stati “plausibilmente negati” nel tipico linguaggio della CIA. Nel 1976, un gruppo di direttori di agenzie d’intelligence filo-occidentali s’incontrò di nascosto al Mount Kenya Safari Club di Nanyuki, in Kenya, per organizzare un patto informale destinato a limitare l’influenza sovietica in Africa e Medio Oriente. Il gruppo si riunì sotto gli auspici del trafficante di armi e miliardario saudita Adnan Khashoggi, del presidente keniota Jomo Kenyatta e del segretario di Stato degli USA Henry Kissinger. Sebbene Khashoggi fosse presente al primo incontro di ciò che presto divenne noto come “Safari Club“, Kenyatta e Kissinger non erano presenti al raduno inaugurale delle spie. A firmare la carta di origine del Safari Club in Kenya c’erano il conte Alexandre de Marenches, direttore del servizio d’intelligence estero Service de Documentation Extérieure et de Contre-Espionnage (SDECE) francese; Kamal Adham, capo del Muqabarat al-Amah, il servizio d’intelligence saudita; il Direttore del servizio d’intelligence egiziano, generale Qamal Hasan Aly; Ahmad Dlimi, capo del servizio d’intelligence del Marocco e il generale Nematollah Nassiri, a capo dell’agenzia d’intelligence SAVAK iraniana. Ci sono indicazioni, ma nessuna prova effettiva, che il capo del Mossad Yitzhak Hofi avesse preso parte al primo incontro del Safari Club in Kenya. Il Mount Kenya Safari Club, fondato nel 1959, era di comproprietà del magnate del petrolio dell’Indiana Ray Ryan, individuo collegato a CIA e Mafia; di Carl W. Hirschmann Sr., fondatore svizzero della Jet Aviation, società aerea commerciale globale dagli stretti legami con la CIA e venduta alla General Dynamics nel 2008; e l’attore William Holden. Il 18 ottobre 1977, dopo che il Safari Club aveva trasferito il quartier generale operativo al Cairo, Ryan fu ucciso da un’autobomba ad Evansville, nell’Indiana. Holden morì solo nel suo appartamento a Santa Monica, in California, il 12 novembre 1981, dopo che, secondo quanto riferito, era inciampato sul tappeto accanto al letto, colpendo con la testa un comodino ed emorragia successiva. L’omicidio di Ryan rimane un caso aperto, mentre domande continuano a circondare la morte solitaria di Holden.
Nel 1977, Khashoggi approfittò dei problemi fiscali di Ryan col governo degli Stati Uniti e degli stessi problemi finanziari di Hirschmann per acquistare il pieno controllo del Mount Kenya Safari Club poco prima dell’omicidio di Ryan. Grazie alla sua posizione a Cairo, il Safari Club fu un elemento chiave nel reclutamento di irregolari arabi per combattere l’Unione Sovietica in Afghanistan. Khashoggi fu un attore chiave nel finanziamento della “Legione Araba” in Afghanistan, grazie al sostegno della famiglia reale saudita e del sultano Hassanal Bolkiah del Brunei. Il Mount Kenya Safari Club continuò a svolgere un ruolo utile nelle riunioni clandestine del Safari Club, tra cui quello del 13 maggio 1982 tra il ministro della Difesa israeliano Ariel Sharon; il presidente del Sudan Jafar al-Nimayri; del capo dell’intelligence sudanese Umar al-Tayab; del miliardario statunitense-israeliano Adolph “Al” Schwimmer, del fondatore delle Israel Aerospace Industries Yaacov Nimrodi, dell’ex-ufficiale di collegamento del Mossad a Teheran con la SAVAK e vicedirettore del Mossad, David Kimche. Il capo effettivo del Safari Club era, secondo alcuni resoconti di alcuni addetti ai lavori, George “Ted” Shackley che, in qualità di vicedirettore aggiunto per le operazioni della CIA, era il capo delle operazioni clandestine della CIA sotto George HW Bush. Shackley, il cui soprannome era “Blond Ghost“, fu licenziato dal direttore della CIA di Jimmy Carter, ammiraglio Stansfield Turner. Tuttavia, Shackley fu richiamato dal capo della CIA di Ronald Reagan, William Casey. Agendo da agente d’intelligence privato, Shackley fu determinante nel mobilitare la vecchia rete SAVAK del Safari Club in Europa, per creare il famigerato affare Iran-contra. Il Safari Club era responsabile di gran parte delle operazioni clandestine dell’occidente contro l’Unione Sovietica nelle zone di conflitto che si estendevano dall’Afghanistan alla Somalia e dall’Angola al Nicaragua. È ironico che un gruppo di servizi segreti e di guerriglie che supportano gli huthi nello Yemen stiano ora riprendendo il vecchio Safari Club per combattere Stati Uniti, Arabia Saudita, Israele e i loro agenti in Yemen, Corno d’Africa e Medio Oriente.
Il movimento anti-saudita Huthi nello Yemen, i cui membri aderiscono alla setta zaidita dell’Islam, si oppone alle rigide pratiche fondamentaliste del wahhabismo saudita. Gli huthi, vicini religiosamente e politicamente all’Iran sciita, hanno istituito un servizio d’intelligence estero diretto da Abdarab Salah Jarfan. Emulando il Safari Club, l’intelligence huthi ha stipulato accordi informali con il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) o Pasdaran; il Servizio di sicurezza preventiva (PSS) della Palestina; i tre rami dell’intelligence di Hezbollah, come l’Unità 1800, ramo delle operazioni speciali dell’intelligence di Hezbollah, e l’intelligence di Hamas, che ha sede a Gaza ma ha agenti in tutto il Medio Oriente. Ora che il presidente siriano Bashar al-Assad ha sbaragliato la maggior parte degli eserciti jihadisti dal suo Paese, con l’assistenza del personale inviato dagli huthi, la Siria è nella posizione migliore per dare assistenza militare alla coalizione huthi nello Yemen. Insieme, questa alleanza di forze antisioniste e anti-wahhabite, che potrebbe essere chiamata “Safari Club II“, può violare il confine saudita-yemenita e condurre operazioni contro obiettivi militari e governativi sauditi nella provincia di Asir in Arabia Saudita.
Da quando la coalizione guidata dai sauditi, che comprende anche truppe provenienti da Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Egitto, Quwayt, Marocco, Sudan, Giordania e Bahrayn, è intervenuta nella guerra civile yemenita nel 2015 a nome del governo fantoccio filo-saudita, gli huthi hanno portato la guerra presso i sauditi. Le forze huthi sono entrate in tre regioni di confine saudite, Asir, Jizan e Najran. Gli huthi, con il sostegno dell’intelligence dei Pasdaran e di Hezbollah, crearono un gruppo secessionista saudita, l’Ahrar al-Najran, o “I liberi della regione del Najran”. Il Najran, fino al 1934, faceva parte del regno dello Yemen, il regno mutuaqilita governato da un monarca zaidita fino al 1962, quando il regno yemenita fu rovesciato. Gli irredentisti sul versante saudita del confine volevano unirsi allo Yemen. La tribù yemenita Hamdanid, che fornì il nucleo del sostegno all’ex-monarca yemenita zaidita, giurava fedeltà alla coalizione guidata dagli huthi nello Yemen. L’intelligence huthi ha anche condotto ricognizioni sulle basi navali israeliane nel Mar Rosso e in Eritrea, nell’arcipelago Dahlak e nel porto di Massawa. Gli huthi hanno anche sorvegliato le operazioni militari saudite ed emiratine nella città portuale eritrea di Assab. Nel 2016, le forze huthi avrebbero attaccato il quartier generale della Marina eritrea dopo che le forze saudite arrivarono nella città portuale. Gli huthi potrebbero essere stati aiutati da un altro alleato del Safari Club II, il gruppo d’opposizione eritreo Organizzazione Democratica Afar del Mar Rosso (RSADO), sostenuto anche dall’Etiopia. Nel 2016, gli huthi effettuarono con successo un’incursione nell’Asir e catturarono una base militare saudita, insieme a un deposito di armi statunitensi e canadesi. La sponsorizzazione del Safari Club II del movimento secessionista in Arabia Saudita è simile al sostegno dell’originale Safari Club a vari gruppi di insorti, tra cui UNITA in Angola, RENAMO in Mozambico e contras in Nicaragua.
Gli sconvolgimenti politici nello Yemen e in Arabia Saudita hanno portato a nuove alleanze tra la coalizione saudita e i membri del Safari Club II. Il 4 novembre 2017, il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Muhamad bin Salman, consolidava il potere politico arrestando diversi principi della Casa dei Saud, così come importanti ministri, ecclesiastici e uomini d’affari. Un elicottero che trasportava il principe Mansur bin Muqrin, vicegovernatore della provincia di Asir, e altri sette alti funzionari sauditi, si schiantò vicino Abha, nella provincia di Asir, al confine con lo Yemen settentrionale controllato dagli huthi. Ci furono diversi rapporti secondo cui l’elicottero fu abbattuto dai sauditi dopo aver appreso che volava verso lo Yemen controllato dagli huthi, dove il principe e il suo partito avrebbero ricevuto asilo politico. Un principe saudita che si univa agli huthi sarebbe stato un grande colpo del Safari Club II. Allo stesso tempo, gli huthi si schieravano nella confusione all’interno della Casa dei Saud, l’intelligence huthi, aiutata dalle impressionanti capacità nell’intelligence elettronica di Hezbollah, intercettò una serie di messaggi tra l’ex-presidente yemenita Ali Abdullah Salah, ex-alleato degli huthi, e gli Emirati Arabi Uniti e la Giordania, alleati dei sauditi. Si scoprì che Salah stava negoziando un accordo separato con la coalizione saudita-emiratina, un atto visto come tradimento dagli huthi, che assaltarono la residenza di Salah nella capitale yemenita Sana, giustiziandolo sul posto. Va notato, oltre l’ironia, che il Safari Club II combatte contro molti membri del Safari Club originale. Ad eccezione dell’Iran, ora membro del Safari Club II, i vassalli degli Stati Uniti Arabia Saudita, Israele, Francia, Egitto, Marocco e Sudan. Henry Kissinger, patrono del Safari Club originale, ora consiglia il genero di Donald Trump, Jared Kushner, agente presso la Casa Bianca del Mossad, sui frequenti rapporti col principe ereditario saudita ed altri attori regionali nel Medio Oriente, compresi gli israeliani. Il Safari Club II ha qualcosa che mancava al primo Safari Club: il supporto popolare. La convergenza di interessi dei popoli oppressi di Yemen, Libano, Cisgiordania e Gaza, con le preoccupazioni geopolitiche e di sicurezza dell’Iran, e più recentemente, come risultato dei sotterfugi degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, fornisce al Safari Club II un vantaggio nella propaganda. Originariamente membro della coalizione saudita nello Yemen, col boicottaggio economico da parte di Arabia Saudita, Bahrayn, Quwayt ed Emirati contro il Qatar, l’alleanza Safari Club II otteneva un simpatizzante a Doha, capitale del Qatar. La Cina, che collaborò con l’originale Safari Club nelle operazioni in Afghanistan e Angola, ha ricevuto le delegazioni huthi a Pechino. La Cina inoltre arma la coalizione huthi nello Yemen attraverso l’Iran. L’Oman, rimasto neutrale nella guerra civile yemenita, fu scoperto nel 2016 fornire armi agli huthi su camion con targhe omanite. Il governo iracheno guidato da sciiti è anche noto sostenitore degli huthi.
La CIA e i suoi alleati della Guerra Fredda, nel formare l’originale Safari Club, diedero un modello inestimabile alle popolazioni assediate di Yemen, Corno d’Africa e Medio Oriente. Il Safari Club II da a sauditi, israeliani, statunitensi, egiziani, marocchini ed altri, come lo Stato islamico e al-Qaida nello Yemen finanziati dai sauditi, un assaggio della propria amara medicina.Traduzione di Alessandro Lattanzio

L’intreccio d’amore di Hitler col Regno Unito

La “neutralità” fasulla del Regno Unito e l’operazione “Barbarossa” contro l’Unione Sovietica
Nikolaj Starikov, Global Research, 21 giugno 2015

Mai in quel periodo la Gran Bretagna accettò negoziati di pace. Continuò costantemente a bombardare le città tedesche. Mostrò determinazione a combattere fino alla fine. Il Regno Unito poteva essere combattuto e persino sconfitto, ma dopo aver esaminato le sue opzioni, Adolf Hitler si pose due domande. Quale prezzo sarebbe costata questa vittoria? E la cosa più importante, qual era il punto? E poi il 10 maggio 1941, l’alleato più stretto di Hitler, Rudolf Hess, volò nel Regno Unito, apparentemente di sua iniziativa. [1] Fu il tentativo disperato di concludere la pace tra Germania e Regno Unito. Sebbene in senso stretto, l’obiettivo di Hess non era in realtà un segreto: “Hess conosceva ed comprendeva la mente di Hitler, il suo odio per la Russia sovietica, la sua brama nel distruggere il bolscevismo, la sua ammirazione per la Gran Bretagna e il desiderio sincero di essere amico dell’impero inglese…” [2] A poco più di un mese dall’attacco programmato all’URSS. Hitler doveva decidere se lanciare o meno l’operazione Barbarossa. I piani dell’invasione non erano ancora completati. La decisione di attaccare l’Unione Sovietica non era ancora stata presa mentre Hess preparava il suo volo. Hitler non avrebbe mai iniziato una guerra su due fronti. Allora perché fece proprio questo? Perché quando lanciò l’offensiva contro l’Unione Sovietica era convinto che non ci fosse un secondo fronte e mai ci sarebbe stato! Fu il risultato del volo di Hess. È importante capire che il grande segreto dietro la misteriosa fuga in Regno Unito del vice di Hitler non aveva nulla a che fare con l’offerta di Hitler, ma con la risposta inglese!
Gli inglesi garantirono una benevola neutralità sulla futura guerra di Hitler con l’Unione Sovietica. E promisero di accettare la vecchia proposta di pace dalla Germania una volta che l’URSS fosse stata vinta. “Il famigerato Hess fu effettivamente inviato nel Regno Unito dai nazisti per persuadere i politici inglesi ad unirsi alla crociata collettiva contro l’Unione Sovietica. Ma i tedeschi fecero un grave errore di calcolo. Nonostante gli sforzi di Hess, Regno Unito e Stati Uniti… erano, al contrario, nello stesso campo dell’URSS contro la Germania nazista“, dichiarò Stalin dall’assediata Mosca. Quando Hitler decise di attaccare l’Unione Sovietica, significò che il Regno Unito aveva approvato la campagna. È l’unica spiegazione. La Gran Bretagna metodicamente mise la Germania nazista contro l’URSS, e infine gli inglesi riuscirono a spingere il Fuehrer ad attaccarla. Hitler fu ingannato dalla sua ammirazione per l’Inghilterra. Il capo della Germania si comportò scioccamente perché gli inglesi gli promisero la loro neutralità. I bombardamenti aerei tedeschi che infuriavano sul Regno Unito improvvisamente finirono, immediatamente dopo la visita di Hess, per poi riprendere nel gennaio 1943.
Il 17 agosto 1987, Rudolf Hess, l’ultimo dei capi del Terzo Reich, fu trovato impiccato nel carcere di Spandau a 93 anni. Era detenuto da 46 anni. Tutti gli altri condannati alla prigione insieme a lui al processo di Norimberga se ne erano andati da tempo. Dal 1966 era l’unico detenuto della prigione di Spandau. Il diplomatico Konstantin von Neurath scontò otto dei 15 anni di pena prima di essere rilasciato, ufficialmente per problemi di salute. Anche l’ammiraglio Karl Doenitz e il capo della gioventù hitleriana, Baldur von Schirach, furono rilasciati dalla prigione, dopo aver scontato rispettivamente dieci e venti anni. Ma l’incarcerazione di Rudolf Hess continuò. Perché? Perché, dirà il lettore, fu condannato all’ergastolo. Ma… non è corretto. La stessa condanna non impedì all’ammiraglio Raeder di essere liberato dopo soli dieci anni, o a Walter Funk, ministro dell’Economia del Reich, di passarvi 12 anni. Furono rilasciati perché non avevano il terribile segreto di Hess. Solo lui sapeva quali promesse gli inglesi fecero a Hitler e perché il Fuehrer gli credette… Le circostanze della sua morte sono completamente oscure. Gli esami autoptici mostrarono che Hess fu strangolato e fatto passare per suicidio. Ma chi avrebbe commesso un atto così atroce? Il figlio di Hess, Wolf Ruediger, non dubitò mai che suo padre fosse stato assassinato dagli inglesi. Il terribile segreto della diplomazia inglese, che spine Hitler ad attaccare l’Unione Sovietica, non sarà mai rivelato. E la causa involontaria della sua morte fu… Mikhail Gorbaciov. Il fatto è che alcune voci in occidente chiedevano da tempo il rilascio di Hess. Ma l’URSS era sempre stata nettamente contraria, convinta da tempo che i nazisti non dovessero aver alcun posto nel mondo. Ma con la perestrojka al culmine, Gorbaciov disse ai suoi amici occidentali che era pronto a fare un gesto di buona volontà liberando Hess. Così ne firmò la condanna a morte. Gli inglesi dovettero agire rapidamente per zittire questo testimone indesiderabile. Tutte le prove materiali della morte di Rudolf Hess: la serra, il cavo elettrico, i mobili e persino la prigione di Spandau furono distrutti subito dopo la scomparsa. Le cartelle coi documenti sul caso Hess furono classificate dal governo inglese fino al 2017. Scopriremo mai la verità sui negoziati del Regno Unito con Hess nel maggio 1941? Solo il tempo lo dirà.…Quando Hitler attaccò l’Unione Sovietica, fu crudelmente ingannato dagli inglesi dal primo giorno. La sera del 22 giugno Churchill, parlando alla BBC, promise: “Abbiamo deciso di distruggere Hitler e ogni traccia del regime nazista…. quindi, daremo tutto l’aiuto possibile alla Russia e al popolo russo“. [3] Ma è interessante notare che l’Unione Sovietica non ricevette aiuti da Regno Unito o Stati Uniti nel momento in cui erano veramente necessari o nelle quantità necessarie (per maggiori dettagli, si legga la concessione dei prestiti nella seconda guerra mondiale: L’aiuto degli Stati Uniti fu utile?). Gli inglesi prestarono molta attenzione alle cruciali battaglie sul fronte orientale, in attesa della sconfitta dell’URSS e della possibilità d’infliggere il colpo mortale alle truppe esauste di Hitler. Solo quando divenne chiaro nel 1944 che l’Unione Sovietica stava sconfiggendo la Germania nazista senza aiuto, Washington e Londra decisero di aprire un secondo fronte in modo da poter rivendicare gli allori dei “vincitori”. Nel frattempo, la storia dell’ascesa al potere di Adolf Hitler, le fonti del successivo “miracolo” economico della Germania col capo nazista al timone, il suo amore per il Regno Unito e la sua simpatia per i metodi inglesi di dominio delle nazioni soggiogate, indicano chiaramente il vero colpevole della Seconda guerra mondiale. Quel colpevole merita di condividere i vergognosi allori assegnati all’assassino di milioni di persone, proprio a fianco del Terzo Reich, che fu così accuratamente e rapidamente eretto dalle ceneri tedesche della Prima guerra mondiale.Oriental Review ha tradotto la ricerca documentaria di Nikolaj Starikov “Chi spinse Hitler ad attaccare Stalin” (San Pietroburgo, 2008). Starikov è uno storico russo.

Note:
[1] Il momento del volo di Hess fu scelto con cura. Secondo il piano redatto dallo Stato Maggiore tedesco, i preparativi per l’operazione Barbarossa dovevano essere completati entro il 15 maggio 1941.
[2] Winston Churchill. La grande alleanza. Pg. 44.
[3] Christopher Catherwood. La sua ora migliore. Pg. 154.

Traduzione di Alessandro Lattanzio