George Soros e la distruzione dell’Ucraina

Alex Christoforou, The Duran 20/8/2016

Potere e controllo di George Soros sull’Ucraina di Majdan vanno oltre ogni immaginazione.
poroshenkosorosNotammo in un precedente post quanto sia importante l’Ucraina per George Soros, con documenti di DCLeaks che mostrano Soros e la sua ONG Open Society ungere media e politici greci per imporre i vantaggi del loro colpo di Stato in Ucraina alla società greca filo-russa. Ora altri documenti, una tranche di 2500 di quelli trapelati, mostrano l’immenso potere e controllo che Soros aveva sull’Ucraina immediatamente dopo il golpe di Majdan. Soros e i suoi capi delle ONG organizzarono riunioni dettagliati e con quasi tutti gli attori coinvolti nel colpo di Stato… dall’ambasciatore degli USA Geoffrey Pyatt ai ministri di esteri, giustizia, sanità e istruzione dell’Ucraina. L’unica persona ignorata era Victoria Nuland, anche se sicuramente nelle minute delle riunioni apparirà un giorno. I piani per sovvertire e minare influenza e legami culturali russi con l’Ucraina sono al centro di ogni conversazione. Hard power e soft power di USA e UE sono fondamentali per avvicinare l’Ucraina al modello neo-liberale che Soros spaccia e piegare economicamente la Russia. L’ONG di Soros, International Renaissance Foundation (IRF), svolge un ruolo chiave nella formazione della “Nuova Ucraina”… termine che Soros usa quando parla del suo piano per l’Ucraina. In un documento intitolato “Colazione con l’ambasciatore statunitense Geoffrey Pyatt”, George Soros, (GS), discute del futuro dell’Ucraina con: Geoffrey Pyatt (ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina); David Meale (consigliere economico all’ambasciatore); Lenny Benardo (OSF); Evgenij Bistritskij (direttore esecutivo, IRF); Aleksandr Sushko (consigliere, IRF); Ivan Krastev (presidente del Centro di Studi Liberali); Sabine Freizer (OSF); Deff Barton (direttore USAID Ucraina). L’incontro avvenne il 31 marzo 2014, pochi mesi dopo il colpo di Stato di Majdan, e qualche settimana prima che la guerra civile scoppiasse, quando le forze ucraine attaccarono il Donbas. Nel corso della riunione, l’ambasciatore Pyatt delineava l’obiettivo generale della guerra mediatica contro Putin, a cui GS era più che felice di assistere.
soros-poroshencoAmbasciatore: Il problema a breve termine che va affrontato è diffondere il messaggio del governo attraverso strumenti mediatici professionali, soprattutto in considerazione delle campagne diffamatorie professionali di Putin.
GS: Accordo sul problema delle comunicazioni strategiche, aiutare nelle PR professionali il governo ucraino sarebbe molto utile. Dare la supervisione al Crisis Media Center istituito dall’IRF e necessità di ulteriori interviste a Jatsenjuk da indirizzare direttamente a giornalisti e pubblico attualmente critici sulle sue decisioni”.
Pyatt sosteneva di decentrare il potere nella nuova Ucraina, senza volgersi verso la raccomandazione di Lavrov per un’Ucraina federale. GS osservava che il federalismo permetterebbe alla Russia di controllare le regioni orientali dell’Ucraina, a cui si oppone rigorosamente.
Ambasciatore: Lavrov sostiene la riforma costituzionale e il concetto di federalismo in Russia. Il governo degli USA ha ribadito che non negozierà sulla testa degli ucraini sulla riforma costituzionale e che l’Ucraina deve deciderlo da sola. Osservava che ci sono modelli per la devoluzione che possono essere utilizzati in questo contesto, ma che la questione sarà capire come decentrare senza l’immissione dell’agenda russa.
GS: il piano di federalizzazione avanzata da Putin a Merkel e Obama si tradurrebbe nella Russia che aumenta la propria influenza e il controllo de facto sulle regioni orientali. Osservava che Lavrov ha chiare istruzioni da Putin nel sostenere la federalizzazione.
Ambasciatore: il segretario Kerry sarebbe interessato a sentire direttamente le opinioni di GS sulla situazione, al rientro dal suo viaggio.
SF: Non vi è alcun modello positivo di federalismo nella regione, anche i modelli di decentramento sono scarsi perché il concetto non è molto comune. Le istituzioni necessarie per il decentramento non esistono ancora e devono essere costruite.
YB: L’Ucraina dovrebbe perseguire una politica di decentramento sul modello polacco, e IRF ha finanziato lo sviluppo seguendo questo modello e gli interessati sono ora consulenti del governo sul tema. È anche importante incoraggiare il Consiglio costituzionale creato dal governo ad essere più aperto e coinvolgere esperti indipendenti.
Ambasciatore: la questione delle riforme costituzionali è la questione più urgente per l’Ucraina, vi è la necessità di decentrare per portare la democrazia al livello locale e spezzare la corruzione sistemica che deriva dall’autorità di Kiev sui governi locali.
Ambasciatore: la propaganda russa dice ai residenti di Kharkov e Donbas che il governo in Ucraina occidentale cerca di portargli via risorse e diritti col decentramento, alimentando la linea di Lavrov che il governo ucraino sia disfunzionale e fallimentare per lo Stato unitario, rendendo necessaria la federalizzazione”.
I partecipanti non smettevano di fissarsi su Russia e Putin durante l’incontro. Il piano ucraino sembra più volto a aggredire la Russia che a salvare un Paese sull’orlo del baratro. L’ambasciatore degli Stati Uniti Pyatt cedeva il pieno controllo a GS, e all’improvviso gli chiese, “cosa l’USG dovrebbe fare e ciò che fa“. La risposta di GS è stupefacente, “Obama è troppo morbido con Putin“…
original_bigAmbasciatore: chiesto a GS delle critiche alla politica degli Stati Uniti e cosa pensa l’USG debba fare.
GS: Invierà all’ambasciatore Pyatt copie di corrispondenze ad altri e l’articolo per il New York Review of Books “Obama è troppo morbido con Putin”, e vi è la necessità d’imporre potenti sanzioni intelligenti, osservando la necessità di dividere il lavoro tra Stati Uniti ed Unione europea con gli Stati Uniti nel ruolo di poliziotto cattivo. L’USG dovrebbe imporre sanzioni alla Russia per 90 giorni o fin quando il governo russo riconoscerà i risultati delle elezioni presidenziali. Osservava che era più preoccupato dalla giustizia e dalle purghe.
Ambasciatore: L’USG organizzerà conferenze con gli inglesi a fine aprile sui reati finanziari, riunendo funzionari e rappresentanti della comunità internazionale, dai vertici governativi, per discutere dove su dove sia finito il denaro. Sottolineava le sue preoccupazioni sull’implosione completa del Partito delle Regioni e ne parlerà a IRI e NDI per aiutarli a ricostruire il partito dell’era post-Janukovich”.
L’ambasciatore degli Stati Uniti Pyatt decide di togliere Tymoshenko dalla Nuova Ucraina. È stata utile alla scopo come povera e malata prigioniera politica quando Janukovich era al potere, dicendo che “Tymoshenko è legata solo a cose indegne“…
Ambasciatore: Personalmente la prima necessità dell’Ucraina in questo momento è l’unità nazionale. Ciò non accadrà con Tymoshenko perché vista come ritorno del vecchio regime e personalità assai controversa. Parla della rivoluzione come “rivoluzione della dignità” e Tymoshenko è legata a tutto ciò che c’è d’indegno.
GS: la necessità di purificare dal “peccato originale” tutti gli attuali candidati alla presidenza va sottolineata allo scopo di far avanzare l’Ucraina”.
Vengono discusse le preoccupazioni su Pravij Sektor, come disarmare o integrare la forza utilizzata per istigare le violenze a Maidan. Soros avanza il sospetto che Pravij Sekto sia infiltrato e lavori per l’FSB della Russia.
“GS: crede che il Pravij Sektor sia un complotto dell’FSB e finanziato per destabilizzare l’Ucraina
Ambasciatore: D’accordo che ciò sia almeno in parte vero, ma il problema ora è che Pravij Sektor è organico ed ancora armato. Vi è la necessità che il governo sappia come smobilitarlo e disarmarlo.
GS: Come possiamo difenderci dai tentativi di Putin di destabilizzare le elezioni di maggio?
Ambasciatore: La comunità internazionale deve inviare una marea di osservatori dell’OSCE e di altre istituzioni. L’ambasciata degli Stati Uniti attualmente lavora anche con le agenzie d’intelligence locali per monitorare la situazione e hanno già trovato agenti russi. Osservava che un secondo l’ambasciatore, Cliff Bond, arriverà all’ambasciata per concentrarsi su questioni a lungo termine, come decentramento, purghe, e-governance e lotta alla corruzione e si coordinerà coi finanziatori su tali temi. Obama incaricava l’ambasciata di concentrarsi principalmente sul sostegno economico all’Ucraina, evitando quello militare.
GS: auspica che andando avanti ci sia stretta cooperazione tra ambasciata degli Stati Uniti e IRF”.
PDF completa delle minute George Soros del 2014.
Il verbale della riunione rappresenta un chiaro caso di come George Soros e la sua International Renaissance Foundation (IRF) manipolano l’Ucraina spingendola verso l’autodistruzione. In una riunione dal titolo, “Tavola rotonda con la società civile”, i piani della quinta colonna in Crimea venivano presentati quali soluzioni valide dai partecipanti alla discussione.
Screen-Shot-2016-08-20-at-11.57.54-AMAllo stesso modo vediamo come sia coinvolto Soros nel minare un’Ucraina federale ai massimi livelli, influenzando Merkel e Obama affinché respingessero tali iniziative. Col senno di poi appare chiaro come il sole che l’unico modo che l’Ucraina aveva per sopravvivere al colpo di Stato fosse passare a un modello di governo federale. (George Soros) ha osservato che l’Ucraina è in grave pericolo perché Putin sa che non può permettere alla nuova Ucraina di avere successo. Ribadiva i suoi punti sulle conversazioni di Putin con Merkel e Obama sul federalismo e le sue preoccupazioni sugli sviluppi. Osservava che non aveva informazioni dirette, ancora, su tale problema ed era preoccupato dalle informazioni di seconda mano sulle reazioni di Merkel e Obama. Ma ribadiva la necessità che il governo ucraino rispondesse a voce alta e subito”.

Nuland, Pyatt, Poroshenko, Kerry

Nuland, Pyatt, Poroshenko, Kerry

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come Soros manipola le elezioni europee (e italiane)

Alex Christoforou, The Duran 15 agosto 2016
Ecco l’elenco completo delle ONG finanziate da George Soros per manipolare le elezioni in tutti gli Stati dell’UE. Le email di George Soros sono spaventose.
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Il miliardario statunitense e le sue ONG esercitano un potere immenso, e i documenti diffusi da DCLeaks mostrano come Soros fa cadere governi e istiga guerre civili, così da poter realizzare enormi profitti finanziari. Si tratta dell’immensa raccolta di minute, libri bianchi, schede su stanziamenti e piani mediatici che dettagliano come Soros e le sue ONG telecomandano governi e istituzioni finanziarie. È possibile trovare i documenti completi sul sito DCLeaks, che descrivono come Soros e la sua rete di ONG “sfruttano a sangue milioni e milioni di persone solo per arricchirsi ancora di più“. George Soros è un magnate, investitore, filantropo, attivista politico e autore ungaro-statunitense di origine ebraica dalla doppia cittadinanza. Guida oltre 50 programmi e fondazioni, sia globali che regionali. Soros viene definito architetto e sponsor di quasi ogni rivoluzione e colpo di Stato nel mondo degli ultimi 25 anni. Grazie a lui e ai suoi burattini, gli USA sono ritenuti un vampiro, non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi succhiano sangue a milioni e milioni di persone solo per arricchirsi. Soros è un oligarca che sponsorizza partito democratico, Hillary Clinton, centinaia di politici nel mondo. Questo sito è volto a consentire a tutti di osservare i documenti secretati dell’Open Society Foundation di George Soros e delle organizzazioni correlate, come piani di lavoro, strategie, priorità e altre attività. Tali documenti fanno luce su una delle reti più influenti ed attive nel mondo. Ecco la lista completa delle ONG di Soros che manipolano le elezioni in tutti gli Stati membri dell’UE, con obiettivi, referenti e finanziamenti dei piani.

ONG Italiane finanziate da Soros:

Centro Studi ed Iniziative Europeo (CESIE)

Centro Studi ed Iniziative Europeo (CESIE)

Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE)

Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE)

Arcigay e Associazione 21 luglio

Arcigay – Associazione 21 luglio

Associazione Upre Roma - Fondazione Romani Italia

Associazione Upre Roma – Fondazione Romani Italia

Transparency International

Transparency International – United fot Intercultural Action

Stichting Onderzoek Multinationale Ondememingen (SOMO)

Stichting Onderzoek Multinationale Ondememingen (SOMO)

Young European Federalists (JEF)

Young European Federalists (JEF)

Media Diversity Institute - Migrant Policy Group

Media Diversity Institute – Migration Policy Group

Zerohedge riporta che “2576 documenti sono stati resi pubblici da DCLeaks, un sito che sostiene di essere stato “lanciato da hacktivisti statunitensi che rispettano e apprezzano la libertà di espressione, i diritti umani e il governo del popolo“. I documenti provengono da diversi dipartimenti delle organizzazioni di Soros. L’Open Society Foundations di Soros sembra essere il gruppo col maggior numero di documenti resi pubblici, che provengono da sezioni presenti in quasi tutte le regioni geografiche del mondo, dagli Stati Uniti ad Europa, Eurasia, Asia, Latina, America, Africa, dalla Banca Mondiale all”Ufficio del Presidente”, così come da entità sconosciute come il SOUK. Come nota il Daily Caller, vi sono documenti risalenti almeno al 2008-2016. I documenti provengono da studi di ricerca come “Crisi europea: sviluppi chiave delle ultime 48 ore” che studia l’impatto della crisi dei profughi, o da documenti dal titolo “Il dibattito sull’Ucraina in Germania“, agli aggiornamenti sui finanziamenti di specifiche borse di studio. Una e-mail diffusa da Wikileaks mostra che Soros consigliava Hillary Clinton, durante il mandato da segretaria di Stato, su come gestire i disordini in Albania, consigli che ha seguito.Boao Forum for Asia 2013Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’innesco: USAID & egemonia degli Stati Uniti

Tony Cartalucci, LD 8 luglio 2016maniUSAIDUna nazione è le sue istituzioni. Se queste istituzioni sono invase e non esistono più, anche la nazione cessa di esistere. Le istituzioni vanno dal governo all’istruzione, sviluppo agricolo ed economico, gestione delle risorse naturali, infrastrutture energetiche, dei trasporti e della sicurezza. A questo si pensa nel concetto di moderno Stato-nazione. Contrariamente alla credenza popolare, invasione ed occupazione di una particolare nazione non è una mera azione militare. Inoltre, per necessità, comporta distruzione, occupazione o sostituzione delle istituzioni menzionate. L’esempio più estremo fu l’invasione dell’Iraq, dove le istituzioni irachene furono da cima a fondo completamente distrutte, sostituite o occupate dall’Autorità Provvisoria della Coalizione (CPA). La CPA era guidata dallo statunitense Paul Bremer che, lungi dall’essere un militare, proveniva dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti e aveva in passato diretto organi d’amministrazione finanziaria. La CPA si assunse la responsabilità di tutti gli aspetti della vita in Iraq, dalla privatizzazione dell’economia alla “ricostruzione”, riorganizzando la nazione socialmente, politicamente ed economicamente. Lo spettatore medio si ricorderà lo “shock and awe” del presidente degli Stati Uniti George Bush e le battaglie più note dell’invasione e successiva occupazione. Quello che raramente ricorda è il dominio onnicomprensivo degli Stati Uniti della nazione attraverso una CPA meramente sostenuta dai militari degli Stati Uniti. Eppure, nonostante la natura relativamente noiosa del lavoro della CPA rispetto alle operazioni di sicurezza delle forze statunitensi, la CPA essenzialmente “occupò” e infine conquistò l’Iraq.

USAID & Co., invasione ed occupazione a bassa intensità
Iraq e Afghanistan sono esempi estremi dell’egemonia globale degli Stati Uniti, comprendente invasioni spettacolari, con grandi e lunghe occupazioni militari, e “nation-building” di varie organizzazioni utilizzate dagli Stati Uniti per proiettarsi all’estero. Una di tali organizzazioni è l’USAID. Dovrebbe, ma raramente accade, preoccupare le nazioni che l’USAID abbia svolto un ruolo fondamentale nelle invasione, occupazione e conquista di Iraq e Afghanistan, mentre ha anche una presenza capillare nel mondo ovunque vi siano interessi su cui gli USA rivolgono l’attenzione. L’USAID e un esercito virtuale di organizzazioni non governative (ONG) e aziende di facciata che supporta nel mondo, sono impegnati in attività in altre nazioni che vanno dall’istruzione ad energia, risorse naturali, sviluppo economico, trasporti e sicurezza, in altre parole a tutto ciò cui le nazioni dovrebbero badare da sé. L’USAID non cerca di collaborare sinceramente con i governi, ma invece crea reti che operano in modo indipendente e parallelo ad istituzioni e reti nazionali. L’USAID e la crescente rete di sostegno si estendono in ogni nazione, occupando lentamente le responsabilità in tutte le aree che un governo sovrano dovrebbe gestire, emarginando e svuotando i governi esistenti. Quando le reti parallele hanno il peso decisivo, vengono utilizzate per rimuovere i governi e installarvi un regime cliente al suo posto che risponda soprattutto agli interessi speciali che hanno patrocinato e diretto le attività dell’USAID. L’USAID cerca attivamente di cooptare elementi locali, sia gruppi che persone di valore. In genere mirano a iniziative e ONG indipendenti, motivo per cui USAID ed altre organizzazioni non governative finanziate dal governo degli Stati Uniti sono sempre più impegnate nella cooperazione, anche sponsorizzando creazione e gestione di nuovi spazi nel mondo in via di sviluppo, creandosi un vantaggioso terreno di caccia delle risorse locali.

Il gioco del “Go” globale
L’USAID non da a nessuno “aiuti”, ma invade la nazione presa di mira costruendovi reti su quelle autoctone esistenti, mettendo le persone contro la nazione e rendendo le reti preesistenti irrilevanti. Essenzialmente riempie lo spazio geostrategico, informativo, tecnologico e socio-politico con la propria influenza, eliminando tutto il resto. A differenza del gioco degli scacchi, in cui i giocatori cercano di eliminare i pezzi dell’avversario con un logoramento strategico, USAID ed altre organizzazioni similari perseguono una strategia paragonabile al gioco orientale del Go. Nel Go, i giocatori cercano di mettere il maggior numero di pezzi possibile ai bordi, assumendo il controllo di più territorio. In questo contesto, qualsiasi nazione potrebbe rappresentare la scacchiera, con i vari pezzi in settori quali energia, istruzione, sanità e sicurezza. L’USAID cerca di mettere i propri pezzi in questo ambito, in genere sotto forma di beneficenza o aiuti esteri e prosegue ponendo i propri pezzi sulla scacchiera, grazie a risorse inesauribili e al vantaggio che le sue vere intenzioni sono spesso ignote a governi e popoli delle nazioni in cui opera. Gli Stati Uniti, attraverso l’USAID , essenzialmente agiscono contro attori sprovveduti che non sanno nemmeno che il gioco è iniziato. L’USAID può quindi rapidamente e facilmente sopraffare il regime coi suoi “pezzi”, finanziando ONG, cooptando organizzazioni e singoli di valore e creando istituzioni parallele che seguono i vari aspetti della nazione presa di mira proprio sotto il naso del suo governo. In coordinamento con fronti politici ed altre organizzazioni non governative finanziati dal dipartimento di Stato USA, possono quindi iniziare ad eliminare le istituzioni locali e rovesciare i governi in favore di fantocci gestiti da interessi occidentali o da regimi clientelari piegati alla volontà degli Stati Uniti. Le nazioni prese di mira spesso si rendono conto troppo tardi che lo “spazio” sulla scacchiera è dominato da interessi stranieri e che ciò che rimane delle istituzioni e reti locali è trascurato ed atrofizzato, con scarsa possibilità di opporre resistenza.

Le “regole” dell’USAID sono dettate dai manuali controinsurrezionali
61BFB6527 La versione dell’USAID del “Go” ha le sue regole, che si possono scaricare facilmente on-line da uno qualsiasi dei numerosi siti web del governo degli Stati Uniti, sotto forma di manuali di contro-insurrezione. In tali manuali è descritto che per controllare una determinata popolazione vanno controllati gli elementi essenziali da cui la popolazione dipende, dalla produzione di energia ad istruzione, raccolta dei rifiuti e creazione di posti di lavoro. Controllando tali aspetti di ogni popolazione, si controlla la popolazione stessa. E’ la chiave per sconfiggere non solo una “rivolta”, ma anche per scatenare un’insurrezione. L’USAID proiettando la propria influenza in una data nazione, in realtà scatena una sorta d’insurrezione, un tentativo di prendere il controllo di un governo, per quanto graduale e paziente sia la natura di tale rivolta. Le aree indicate nei manuali di controinsurrezione degli Stati Uniti come essenziali da controllare, sono (ma non si limitano a):
– polizia e vigili del fuoco,
– acqua,
– elettricità
– istruzione e formazione,
– trasporto,
– medicina,
– servizi igienico-sanitari,
– banche,
– agricoltura,
– lavoro,
– fabbriche e,
– costruzioni
Alla domanda su quali aspetti sono regolarmente inclusi nei programmi diell’USAID, la risposta è praticamente tutti.

Sconfiggere il gioco dell’USAID
In ogni nazione l’USAID dovrebbe essere dichiarata agenzia estera le cui attività vanno fortemente limitate. Ogni centesimo che amministra, se ha il permesso di operare, dovrebbe andare direttamente ai programmi governativi. I programmi dell’USAID dovrebbero essere subordinati alle istituzioni governative, dirette da istituzioni governative e il suo ruolo nei programmi accreditati subordinato alle istituzioni governative. All’USAID dovrebbe essere severamente vietato avere reti, programmi, corsi, concorsi ed incontri indipendenti al di fuori degli USA. Ma ancora più importante, le nazioni devono capire che la scacchiera del “Go” è il loro territorio e le popolazioni che rappresentano; devono creare e posizionare i propri pezzi su questa scacchiera in quantità e qualità tali che non ci sia spazio per i pezzi dell’USAID. Così una nazione non solo contrasterà l’USAID e la sua cospirazione, ma sconfiggerà sul piano fondamentale tale “gioco”. Una nazione che crea istituzioni e reti forti gestendo e avanzando nelle aree essenziali al progresso della civiltà moderna, sventa la necessità di “aiuti esteri” in primo luogo. Non è solo per orgoglio che una nazione non debba affidarsi ad”aiuti esteri”, ma per sopravvivere, dato che l'”aiuto” non è gratuito e, come nel caso dell’ USAID, è vettore della proiezione egemonica nel cuore di una nazione.

Quando si dice: cooperante delle ONG dell'USAID, s'intende: CIA

Quando si dice: cooperante delle ONG dell’USAID, s’intende: CIA

Tony Cartalucci, ricercatore e scrittore di geopolitica di Bangkok.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Soros, creatore di crisi in Medio Oriente

Phil Butler, NEO, 22/06/201656c34d7dc461887f328b45d1La supposta filantropia di George Soros è in realtà funzionale agli investimenti. In nessun punto ciò è più chiaro che nei tentativi in Medio Oriente del miliardario degli hedge fund. Come ha detto un ricercatore, “i gruppi finanziati da Soros aumentano le tensioni in questa regione tormentata”. Ecco uno sguardo sul modo con cui tale ormai noto istigatore di conflitti e cambi di regime mette in crisi le nazioni che circondano Israele. Non sono il primo analista ad indagare e riferire sulle nefaste macchinazioni di George Soros. Abbiamo tutti sentito parlare dell’oscuro passato della leggenda finanziaria degli hedge fund, il suo sostegno ai nazisti in Ungheria da adolescente, l’assalto alla Banca d’Inghilterra e i miliardi fatti con le crisi finanziarie che impoveriscono le masse. Gli sforzi di Soros di creare crisi nel mondo sono ormai leggende metropolitane. La sua complicità o l’intervento diretto nei cambi di regime e nello sconvolgimento sociale di intere regioni, sembrano oltre la portata di ciò che la maggior parte delle persone può capire. Il potere di Soros, e di quelli dietro di lui, è quasi incredibile, anche per coloro che lo sanno. Per quanto mi riguarda, sono sorpreso dalla quotidiana presenza dell’uomo. Oggi, un articolo del 2013 di Alexander H. Joffe dell’NGO Monitor fa altre rivelazioni. Più in particolare, la vastità della rete degli sforzi filantropici di Soros è straordinaria, ancora più grande di quanto immaginato. I singoli casi di “investimento”, come i 100 milioni di dollari donati per supposta filantropia nel 2010 a Human Eight Watch sono pochi nel quadro completo. Se il lettore avesse a che fare con il termine “influenza inimmaginabile” pensando a Soros, il resto dell’articolo renderà ciò molto più chiaro.

“Cattivo Israele”, buono per gli affari sul conflitto
naf-251x240 Citando Kenneth Roth di Human Rights Watch, l’articolo dell’NGO Monitor su Soros lo bolla con il marchio indelebile di sovversivo. L’uomo incaricato di monitorare i diritti umani nel mondo dice: “Dobbiamo poter plasmare la politica estera di queste potenze emergenti, tanto come abbiamo tradizionalmente fatto con le potenze occidentali“. Quanto più chiare sono possibili le missioni di Soros o di Human Rights Watch confessando di plasmare la politica delle nazioni, con o senza il mandato del popolo? Ma il ruolo di Human Rights Watch, e altre ONG supportate da Soros, è più complesso di quanto si possa immaginare. L’articolo del Dr. Joffe rivela l’ampiezza dei giochi conflittuali di Soros, ma anche la terza dimensione della nuova strategia complessiva mondiale, il ruolo del conflitto globale. Utilizzando Human Rights Watch come strumento chirurgico per creare crisi, Soros e i suoi controllori sono l’ultima crociata per garantire Gerusalemme ancora una volta capitale del grande Israele in terra santa. Ciò può essere illustrato semplicemente. Soros finanzia Human Rights Watch come PR esentasse per rendere il mondo un posto migliore (PR). Poi Human Rights Watch diventa il peggiore critico di Israele al di fuori di Gaza. Il rapporto di NGO Monitor dice: “Negli ultimi anni Human Rights Watch ha scritto molte più condanne di Israele per violazioni del diritto internazionale di qualsiasi altro Paese della regione“. Senza trascinare l’utente sul contorto viale delle organizzazioni sostenute da Soros, basti dire che le Fondazioni Open Society di Soros e altre organizzazioni sono su entrambi i lati della crisi arabo-israeliana. Human Rights Watch fa la parte del leone del fronte palestinese, così come una ventina di ONG di Gaza simpatizzanti palestinesi, che alimentano il malcontento presso i vecchi nemici d’Israele. Una di queste entità, chiamata “Nuovo Fondo d’Israele”, ricevette regalie per più di 200 milioni negli ultimi due decenni. Tale organizzazione promuove anche l’idea di Israele Stato dell’apartheid, finanzia borse di studio e promuove altre attività che danneggiano la reputazione di Israele. Il rapporto Joffe e NGO Watch indicano altre ONG sostenute da Soros come Amnesty International, Media Matter, Institute for American Progress, Rabbini per i Diritti Umani, Centro Palestinese per i Diritti Umani, Mada al-Carmel – Centro arabo per la ricerca sociale, Institute for Policy Studies e molte altre istituzioni pro-palestinesi e critiche verso Israele. E poi il rapporto diventa veramente interessante.

Un nuovo mondo coraggioso
cover_9 Soros crea il conflitto, e con l’aiuto di dipartimento di Stato degli Stati Uniti e agenzie come la CIA, e tramite il supporto delle élite finanziarie, assalta il cuore della crisi in Medio Oriente finanziando anche istituzioni come il Consiglio nazionale iraniano-statunitense e una cosa chiamata “New America Foundation”, come se il nome delle convenzioni non sia più chiaro. Iran e Israele sono acerrimi nemici da sempre. Così il lettore deve chiedersi; “Perché un miliardario ebreo finanzia l’opposizione ad Israele?” La risposta è ovvia, ma risponderemo a breve. Concentriamoci su questa “New America” che Soros vuole. La “New America Foundation” fu creata nel 1999. L’ONG di Washington DC dice che affronta le “sfide delle prossime generazioni” degli Stati Uniti. L’ONG Watch illumina su un esponente della New America Foundation Iran Initiative, l’ex-funzionario della CIA e del dipartimento di Stato Flynt Leverett. Per riassumere, la NAF sostiene Hamas, ed è tutto detto. La lunga coda del sentimento apparentemente anti-israeliano e il denaro vanno molto più in profondità, ma Soros finanzia l’opposizione israeliana proprio con i soldi fatti con le speculazioni valutarie pianificate con le crisi. Senza l’odiato Israele nel Medio Oriente, non c’è guerra, non c’è crisi, e gente come Soros non ne trarrebbe profitto, assieme a roba avviata come l’assalto alla Siria o la Primavera araba in generale. Per capire chi ci sia dietro Soros, si pensi davvero in grande, mentre allo stesso tempo si segue la logica degli hedge fund. Gli dei di Wall Street come Soros, Rockefeller, Goldman Sachs e tutto il resto, amano giocare ai vincitori e vinti. E le crisi finanziarie sono il gioco più vecchio. Leggendo libri come “Golpe: Il secolo del cambio di regime americano, dalle Hawaii all’Iraq”, dell’ex-caporedattore del New York Times di Berlino Stephen Kinzer. In un’intervista del 2010 ad Imagineer Magazine, Kinzer inquadra il mio discorso condannando gli sforzi degli Stati Uniti in America Latina: “Gli effetti dell’intervento degli Stati Uniti in America Latina sono stati nettamente negativi, rafforzando sistemi sociali brutali e ingiusti e schiacciando i popoli che lottano per ciò che si chiamerebbero in realtà ‘valori americani’. In molti casi, se si prendono Cile, Guatemala o Honduras per esempio, i governi rovesciati in realtà avevano principi simili ai nostri, sostituendo quei leader democratici, quasi-democratici o nazionalisti con chi detesta tutto ciò che gli Stati Uniti rappresentano“. In Medio Oriente le attività di Soros coincidono con il suo contributo al disastro ucraino, sconvolgendo la periferia dell’UE e soprattutto con i rifugiati dal Medio Oriente che letteralmente invadono le capitali europee. Sotto gli auspici della decenza e dei diritti umani, Soros e altri neocon giocano un gioco mortale che uccide, distrugge famiglie, sradica società e rimodella la geografia del mondo. La crisi, questo è il dio dell’élite mondiale degli investimenti. Su Israele, Soros ha ancora una volta tradito il giudaismo come fece quando i nazisti occuparono l’Ungheria nella seconda guerra mondiale. Diffondere sempre rabbia e distrazione con la guerra, questo è lo scopo degli sforzi della Fondazione Soros. L’accusa del primo ministro ungherese Viktor Orban (Bloomberg) di Soros quale importante membro di un circolo di “attivisti” che cerca di minare le nazioni europee con i rifugiati quale arma, è tutto ciò che si deve sapere delle Open Society Foundations e di ciò ad esse associato. Infine tali “attivisti” lavorano per fare trarre soldi a Soros dalle crisi. Soros, che ora sostiene la candidata democratica e psicopatica di Bengasi Hillary Clinton, vuole che l’UE spenda 34 miliardi di euro all’anno per aiutare gli stessi rifugiati che fa spedire in Europa. E come i cittadini europei possono permettersi tale impresa? Soros dice: “Quando lasciare la tripla A del credito dell’UE se non nel momento del pericolo di vita? Nella storia, i governi hanno emesso obbligazioni in risposta alle emergenze nazionali. Questo è il caso dell’Europa di oggi”. Debito. Finanziamento. Ecco la risposta al “perché” Soros ha tradito Israele e i palestinesi. Soros non ha orgoglio od identità nazionale, il denaro è la sua nazione e il suo Dio. Non badate a me su tutto questo, fate voi una breve ricerca. L’articolo del Guardian è un buon punto di partenza sulle recenti rivelazioni su come i banchieri manipolano il sistema economico, e come si crea debito a loro profitto. L’articolo di Mother Jones racconta degli affari dell’ex-vicepresidente Dick Cheney con la guerra all’Iraq. Anche Time Magazine ci rivela come funzionano i profitti delle aziende belliche, e gli interessati ad incentivare la costruzione di crisi acute. Infine, ho dovuto dare la caccia letteralmente alla notizia, ma il Jerusalem Post ha riferito che la Casa Bianca offrirà il più grande supporto militare ad Israele nella storia recente. Proprio così, il presidente ed altri politici di Washington che Soros e sostenitori hanno piazzato in carica, sono costretti a difendere un Israele ancora circondato da nemici. Se ai nemici d’Israele mancava il sostegno finanziario, o si riduceva l’attrito tra le nazioni invece dell’escalation, allora non ci sarebbe bisogno di fondi e del debito che li accompagna. Spero che il lettore possa capire perché così tanti criticano George Soros.new-america-foundation-officePhil Butler, è un ricercatore e analista politica, politologo ed esperto di Europa orientale, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

The Camp, il Bilderberg di sinistra in Sicilia

Alessandro Lattanzio, 17/6/2016TheCamp2016Google sponsorizza dal 2014 una conferenza ‘esclusiva’ per élite nel campo da golf Verdura Golf & Spa Resort (1500 euro a notte) di Sciacca, a 30 km da Agrigento, in Sicilia. L’evento si chiama “The Camp”. Tra i partecipanti dell’edizione 2014 vi furono Lloyd C. Blankfein, amministratore delegato di Goldman Sachs, che guidava la conferenza sul “futuro dell’Europa”, a cui partecipavano Anshu Jain, co-amministratore delegato di Deutsche Bank, Ana Patricia Botín, capo del ramo inglese della banca spagnola Santander; Ben Horowitz, co-fondatore della società di venture capital Andreessen Horowitz; John Doerr, venture capitalist della Kleiner Perkins Caufield & Byers; Elon Musk, amministratore delegato di Tesla Motors e SpaceX; Travis Kalanick, amministratore delegato di Uber; Evan Spiegel, capo esecutivo della Snapchat; Brian L. Roberts, amministratore delegato di Comcast; la stilista Tory Burch, gli attori Jared Leto ed Eva Longoria, Alicia Keys e David Beckham. Per tenere lontano gli indiscreti, agenzie della sicurezza private e dello Stato vietavano l’accesso ai non autorizzati fino a 500 metri dal campo, mentre la Capitaneria di Porto vietava ancoraggio, pesca, balneazione, sorvolo (fino a 200 m di quota, oltre non ce la facevano), transito, sosta, navigazione e ogni altra attività di superficie e subacquea entro 500 metri sul tratto di mare antistante il Verdura Golf Resort. Nell’edizione del 2015, dal 25 al 30 luglio, tra una passiata al Tempio di Hera a Selinunte, un’altra al Tempio della Concordia, nella Valle dei Templi di Agrigento, affittato per 100000 euro, e un’ultima passiata a piazza di Borgo Bonsignore di Ribera, affittata alla più modica cifra di 10000 euro, si parlò invece di femminismo e ruolo dello sport nella cultura moderna, con a capo della conferenza il Chief Business Officer di Google Omid Kordestani, a cui partecipavano oltre ai fondatori di Google Sergey Brin e Larry Page, Bill Gates; Giorgio Armani; Arianna Huffington, direttrice dell’Huffington Post, Shane Smith; direttore di Vice; Scott Dadich, direttore di Wired USA; Lionel Barber giornalista del Financial Times; Ari Emanuel della William Morris Endeavor; Mala Gaonkar della Lone Pine Capital; Patrick Whitesell della WME/IMG; Alicia Keys; David Beckham; Kayvon Beykpour; fondatore di Periscope; il Nobel per l’economia Muhammad Yunus, inventore della truffa del microcredito; la regina di Giordania Rania al-Yasin; Barry Diller (proprietario di Expedia e Tripadvisor); l’amministratore di Vodafone Vittorio Colao; l’imprenditore turistico Aldo Melpignano; John Elkann; Lavinia Borromeo; Rocco Forte e, dopo lo lo skater Tony Hawke, più modestamente l’ospite d’obbligo, il prefetto di Agrigento Nicola Diomede. Infine ad “allietare la grama giornata” i cantanti Jovanotti, Andrea Bocelli e John Newman si esibivano di sera. Nel pomeriggio, tra la conferenza e la serata canora, gli ospiti si dedicavano “all’esplorazione e al gioco”: vela, flyboard, quadski, paddleboard, ovviamente golf e pedalata fino a Caltabellotta e al Farm Cultural Park di Favara, un quartiere-laboratorio artistico.
Quest’anno The Camp si svolgerà dal 30 luglio al 3 agosto. Gli invitati sono rigorosamente classificati, anche se si sa che saranno 300 tra attori, affaristi, consiglieri di amministrazione, ecc. e che verranno trasportati a bordo di un elicottero dall’aeroporto di Punta Raisi a Sciacca. Come detto, nei precedenti campi estivi si era discusso, oltre che degli argomenti delle conferenze principali, di vari altri argomenti su scienza, tecnologia, affari, arti e cultura, dall’allungamento della vita umana alla pianificazione urbana del futuro.

Arianna Fuffington

Arianna Fuffington

Fonti:
Bergamo Post
Business Insider
Buzzfeed
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Formiche
Grandangolo Agrigento
Independent
NYTimes
PCProfessionale
Wired

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