Je ne suis pas Charlie

10934027Siamo tutti Charlie” proclama Libération,
Ma non io.
Non ho fatto campagna per il trattato di Maastricht, non sono Charlie.
Non ho mai confuso PCF e FN, non sono Charlie.
Non ho sostenuto i bombardamenti NATO sulla Jugoslavia, non sono Charlie.
Non ho fatto campagna per votare sì al referendum sulla Costituzione europea nel 2005, non sono Charlie.
Non ho provato a screditare Denis Robert e difeso Clearstream, non sono Charlie.
Non ho mai pensato che Cuba sia una dittatura, non sono Charlie.
Non ho mai pensato che Chavez fosse un dittatore, non sono Charlie.
Non ho approvato il bombardamento della Libia, non sono Charlie.
Non ho salutato l’assassinio di Gheddafi, non sono Charlie.
Ho deprecato, nel 2006, l’attacco israeliano al Libano, non sono Charlie.
Non sono sistematicamente dalla parte d’Israele contro i palestinesi, non sono Charlie.
Non chiudo gli occhi sul nazismo in Ucraina, non sono Charlie.
Penso che le Femen siano un movimento vicino all’estrema destra ucraina, non sono Charlie.
Non credo che la Russia sia un Paese pericoloso per la pace nel mondo, non sono Charlie.
Non credo che la Russia sia responsabile della situazione in Ucraina, a differenza di UE e NATO, non sono Charlie.
Non ho invocato l’intervento in Siria, non sono Charlie.
Non ho mai definito l’opposizione siriana eroica, ho sempre pensato che siano fanatici islamici più o meno manipolati, non sono Charlie.
I giornalisti di Charlie, come gli agenti di polizia e l’addetto alla manutenzione sono ovviamente innocenti e il loro omicidio è ingiustificabile, ma non sono eroi…
Rendere omaggio alle vittime, certo, ma non è intorno a Charlie e ai suoi ‘valori’ che vorrei vedere raccogliersi il popolo francese… rifiuto questa Unione nazionale che maschera il vero intento dei terroristi e le schiaccianti responsabilità dei capi francesi per l’odio generato dal nostro Paese…
Sono d’accordo al cento per cento con questo testo; rispondo a qualcuno che ha voluto chiedermi di firmare una petizione per Charlie: ciò che succede con l’omicidio dei giornalisti è imperdonabile, quindi non sono Charlie, non mi piaceva tale giornale che non amava noi comunisti e spesso disprezzava il popolo. La stampa è in difficoltà e la libertà di opinione è seriamente messa in discussione da anni, e da questo punto di vista il gruppo Lagardère, come pure altri mercanti di armi, ha gravi responsabilità per ciò che succede. Pertanto trovo ipocrita che il gruppo Lagardère, che fornisce armi a tutti i regimi reazionari nel mondo arabo, guidi la campagna per la stampa della rivista. Il CNR aveva una visione ben chiara della libertà di stampa, in particolare contro i monopoli e le grandi concentrazioni nella stampa. Si applichi la legge e si ritorni ai principi dell’ordine del 45.

Gilbert Rémond, Le PCF

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Non sono d’accordo con ciò che dite, ma mi batterò fino alla fine affinché possiate dirlo… Ma ragazzi, dite cose sensate?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Libia, guerra ‘civile’ petrolifera

Alessandro Lattanzio 7/1/20156391178467_e323e94fc7_bL’inviato speciale del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Emrullah Isler, incontrava il 25 ottobre il presidente del Parlamento Ayla Salah Isa, a Tobruq, ma poi si recava a Misurata, sede della fazione islamista Fajr al-Libya (Alba Libica) e a Tripoli ad incontrare il primo ministro islamista Umar al-Hasi. Emrullah Isler era il primo rappresentante di un Stato estero ad incontrare ufficialmente il capo del governo islamista libico, opposto al governo ufficiale di Abdallah al-Thani. Nel corso della visita Isler annunciava il ristabilimento dei collegamenti aerei regolari tra Istanbul e Misurata. Nel frattempo, 2 aerei da trasporto turchi erano atterrati a Misurata, il 24 e 25 ottobre, carichi di armi e munizioni per le milizie islamiste in lotta contro le forze del governo di Tobruq. Il 13 novembre 2014 venivano fatte esplodere due autobombe davanti le ambasciate di Egitto e EAU a Tripoli. In Libia, da metà giugno 2014, si sono avuti oltre 500 omicidi, tra cui quello del colonnello Aqila Ibrahim, capo dei servizi segreti, nominato nel marzo 2012 dal Consiglio nazionale di transizione. Aqila Ibrahim aveva deciso di rivelare una cospirazione islamista che coinvolgeva milizie, militari, poliziotti e servizi segreti turchi e qatarioti per trasformare la Libia in una base per i terroristi islamisti dell'”Esercito libero di Egitto”. In effetti, Sayfallah bin Hasin (Abu Iyadh), capo di Ansar al-Sharia, assieme ad altri cinque terroristi, tra cui l’iracheno Abu Nabil al-Ambari rappresentante del SIIL a Derna, sarebbe fuggito su una nave maltese diretta a Creta, dove un aereo qatariota li avrebbe poi trasportati a Mosul. Da oltre due settimane lo “Stato islamico” di Derna subiva gli attacchi da parte delle truppe di Qalifa Haftar. Nonostante l’arrivo a Derna di una nave carica di armi noleggiata dal Qatar, i jihadisti di Fajr al-Libya e circa 1000 terroristi del SIIL, hanno subitno gravi perdite nelle operazioni condotte dall’esercito di Haftar. A Sabrata gli islamisti subivano ancora diverse perdite da parte delle truppe di Haftar, come anche gli islamisti tunisini radunatisi in Libia, a Ben Gardan e a Madinin, al comando di Muqhtar Belmuqtar. Sayfallah bin Hasin, alias Abu Iyadh, ex-membro del partito islamico tunisino al-Nahda, stava scontando una condanna di 43 anni per omicidio. Nel marzo 2011 fu liberato da Farhat Rajhi, ministro degli Interni tunisino, su pressione delle ONG teleguidate da Washington. Quindi Sayfallah bin Hasin creò l’organizzazione jihadista Ansar al-Sharia con il supporto di al-Nahda. Nell’ottobre 2014, il fratello di Sayfallah, Hafadh bin Hasin, fu arrestato assieme a una dozzina di altri terroristi, per aver pianificato un attentato con un’autobomba.
Dal 4 al 6 dicembre le forze di Qalifa Haftar bombardarono i terroristi del Fajr al-Libya e, appoggiate dalle forze speciali algerine, scacciarono i terroristi dalle loro basi a Ras Jadir, Buqamash, Tuyrat al-Ghazala, Zuara, Bir al-Ghanam, Bengasi, Derna e Sabrata. Il 4 dicembre 2014 la rivista Maghreb Confidential riferiva di un incontro segreto ad Algeri tra due capi libici, Ali Salabi, capo spirituale della coalizione islamista Fajr al-Libiya, e Mahmud Jibril, leader della cosiddetta Alleanza delle forze nazionali (NFA) che supporta il governo di Tobruq. Mahmud Jibril è anche uno dei capi dei warfala, uno dei più grandi e influenti gruppi tribali della Tripolitania, ancora neutrali nel confronto armato in Libia. L’Algeria cercava di prendere l’iniziativa nel risolvere la crisi in Libia, mentre Cairo vedeva nella riunione ad Algeri il tentativo di neutralizzare l’operazione al-Qarama, guidata da Haftar, volta ad eliminare i terroristi in Libia. Gli egiziani, quindi, si dichiaravano pronti a permettere ad Ahmad Gheddafi al-Dam, il leader dei gheddafiani, a condurre negoziati con gli islamisti. Il 7 dicembre 2014, il giornale Asharq al-Awsat affermava che il governo di Tobruq intendeva nominare Qalifa Belqasim Haftar comandante delle forze armate libiche. A quanto pare era la risposta di Cairo alla riunione segreta di Algeri.
Il 27 dicembre, a Sidra venivano incendiati 5 serbatoi di petrolio, colpiti dalle milizie islamiste di Fajr al-Libiya, secondo un tecnico della al-Waha Oil Company. Sidra si trova sulla costa libica, a 180 chilometri ad est di Sirte. Il tecnico affermava che ognuno dei 19 serbatoi presenti a Sidra aveva una capacità di oltre 326000 barili. Difatti, i pozzi di petrolio tra Bengasi e Sirte erano il nuovo teatro degli scontri tra l’esercito di Haftar e gli islamisti di Fajir al-Libiya. Entrambe le fazioni vogliono prendere il controllo dei giacimenti, anche a costo di distruggerne gli impianti. Secondo il quotidiano al-Akhbar diplomatici statunitensi e inglesi avrebbero detto esplicitamente alle parti in conflitto che chi controlla i pozzi di petrolio e i terminali avrà il riconoscimento internazionale come governo libico. Mentre l’occidente sosterrà chi gli dimostrerà maggiore fedeltà, sarebbe iniziata la spartizione delle risorse petrolifere libiche, con la ricomparsa della Francia. Negli ultimi mesi sono esplosi i combattimenti tra le tribù tabu al confine con il Ciad, e i tuareg o amazigh che abitano nel sud della Libia, Algeria, Niger e Mali. La Francia aveva inviato rinforzi in Niger e Ciad, dove ha ristrutturato la vecchia base militare di Madama, a 100 km dalla Libia, e spinge il presidente ciadiano ad inviare forze in Libia per combattere assieme ai tabu contro i tuareg. Il ministro della Difesa francese Le Drian aveva visitato Niger e Ciad, invocando l’intervento internazionale contro il terrorismo in Libia. Difatti, la regione Ubari, patria dei tuareg, galleggia su un mare di petrolio. La regione ha molti pozzi di petrolio che il regime di Gheddafi chiuse preservandoli per le generazioni future, oltre anche ad enormi giacimenti di petrolio inesplorati; mentre i monti del Tibesti, terra dei tabu, al confine tra Libia e Ciad, ospitano migliaia di tonnellate di oro e uranio. Se la Francia intervenisse nel sud della Libia, aizzerebbe ancora la disputa Libia-Ciad sulla striscia di Aozou, ricca di uranio, permettendole d’insediarvisi ancora una volta. Riguardo l’Italia, con il precedente regime e grazie alle cordiali relazioni tra il primo ministro Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi, il gigante petrolifero ENI gestiva oltre il 35 per cento della produzione di petrolio libico, ricavandovi circa il 32 per cento del fabbisogno nazionale italiano. “L’Italia accetta di lasciare una zona in cui ha avuto una notevole influenza storica?
A fine dicembre 2014, la banca centrale libica avvertiva che stava esaurendo le riserve in valuta estera. A giugno 2014, aveva riserve per 109 miliardi di dollari. Nel frattempo, il portavoce del parlamento islamista di Tripoli, Umar Humaydan, dichiarava, “Ci sarà il rigoroso perseguimento di politiche di austerità. Chiediamo ai libici di essere pazienti e di sopportare le circostanze attuali“. Va ricordato che la metà delle attività estere della banca centrale libica è costituita da partecipazioni in banche italiane o del Bahrayn, obbligazioni e depositi in franchi CFA, la moneta coloniale francese dell’Africa occidentale. In Libia i servizi di base e i ministeri non funzionano più, come ad esempio l’operatore pubblico della telefonia cellulare al-Madar, mentre i black-out sono regolari per mancanza di manutenzione o carenza di pezzi di ricambio per riparare le strutture danneggiate nei combattimenti. Negli ospedali di Bengasi i pazienti devono portarsi i farmaci o farsi visitare in laboratori privati. “C’è grave carenza di farmaci. Non abbiamo un budget dal ministero della salute“, aveva detto il portavoce del più grande ospedale di Bengasi. Anche la benzina scarseggia e le persone fanno la coda per il pane. Le importazioni sono ferme da due mesi. Non vi è neanche il denaro per ricostruire infrastrutture come aeroporti e impianti petroliferi, che costerebbe 38 miliardi di dollari. Inoltre, secondo l’analista di IHS Richard Cochrane, “L’occidente è distratto da Siria e Iraq, ma probabilmente la Libia è la maggiore minaccia. I jihadisti, dello stesso stampo dello Stato islamico, si consolidano e avanzano. Non c’è nulla che fermi i combattenti che usano la Libia come via per arrivare in Europa. Si tratta di un campo di addestramento proprio sulla porta d’ingresso dell’Europa“. I diplomatici occidentali fanno freneticamente la spola tra il governo di Tobruq e gli islamisti a Tripoli, finora invano. Paesi confinanti come Niger e Ciad, anche su istigazione di Parigi, avevano chiesto l’intervento militare per arginare l’avanzata dei jihadisti, ma la NATO ha esaurito le risorse, “Un’operazione NATO? Non è che un sogno”, dichiarava una fonte del governo francese, smentendo così il ministro Le Drian, “Non abbiamo intenzione di ricominciare con l’idea che si possa far cadere alcune bombe per portare democrazia e unità nazionale“. Infatti, una forza d’intervento dovrebbe essere massiccia per avere un qualche effetto sul caos in Libia. “Qualsiasi forza di pace senza una piena potenza sarebbe molto vulnerabile“, afferma Cochrane. “Sarebbe bloccata nei compound e ripetutamente colpita da IED (dispositivi esplosivi improvvisati) fiaccandone il morale“. Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti si oppongono le milizie islamiste, braccio militare dei Fratelli musulmani che cercano di sradicare nei loro Paesi, mentre Qatar e Turchia li sostengono. “Le potenze regionali istigano, piuttosto che mediare, rifornendoli di armi“. Secondo Geoff Porter, responsabile della North Africa Risk Consultancy,Ci sono due possibili scenari per una soluzione politica. Uno è che i libici accettino una sorta di federalismo, condivisione di potere e risorse. Ma l’altro è un nuovo uomo forte che s’imponga sulle varie tribù e fazioni in guerra, che governi più o meno come Gheddafi“.
Nel frattempo, il governo di Tobruq, vieta l’ingresso di palestinesi, sudanesi e siriani in Libia perché ne sospetta l’appartenenza a gruppi terroristici attivi in quei Paesi. Umar al-Sanqi, ministro degli interni della Libia, basa tale decisione sull’esame accurato di tali cittadini. Inoltre, il ministero avrebbe richiesto ai cittadini maltesi di ricevere il nulla osta di sicurezza prima di entrare in Libia, perché si sospetta che alcuni di loro aiutino le milizie islamiste in Libia. Va ricordato, infatti, che in Siria, sarebbero presenti, secondo fonti del controterrorismo, 1200 terroristi provenienti dalla Francia, 550 dalla Germania, 500 dal Regno Unito, 440 dalla Georgia, 210 dal Belgio, 164 dall’Austria, 123 dall’Olanda, 90 dall’Albania, 90 dalla Svezia, 70 dalla Spagna, 53 dall’Italia; 28 dalla Norvegia, 27 dalla Svizzera e 6 dal Portogallo. In Spagna, ad esempio, nell’operazione Javer, del maggio 2014, polizia e Guardia Civil dissolsero una cellula dedita al reclutamento e addestramento di jihadisti da inviare in Mali, tra cui 6 militari e un poliziotto spagnoli. Secondo le forze di polizia europee, sarebbero rientrati in Europa circa 500 jihadisti. “L’influenza che questi rimpatriati esercitano nelle rispettive comunità può accelerare radicalizzazione e reclutamento di alcuni membri, aumentando in modo esponenziale il rischio di attentati”.

democraciaenlibiaFonti:
al-Akhbar
el Pais
Haaretz
New Eastern Outlook
Marianne
Modern Tokyo Times
Relief
Reuters
Sputnik
Tunisie Secret
Tunisie Secret
VIP

Borotba, Batman e certe convergenze in Ucraina

Alessandro Lattanzio, 2/1/2015

Aleksandr Aleksandrovich Bednov (Batman)

Aleksandr Aleksandrovich Bednov (Batman)

Secondo il comandante dell’unità “Rusich“, il giornalista Marat Musin, il 1° gennaio presso Lugansk il Capo di Stato Maggiore della IV Brigata di Lugansk Aleksandr Bednov (“Batman”), sarebbe stato ucciso in un agguato a Lutugino. Secondo altre fonti a Georgievka Bednov, la moglie, i miliziani Fobos, Maniac e Omega sarebbero stati arrestati e 6 altre guardie di Batman uccise, tra cui Avorio, Gatto, Razor, Oro e Vitjaz. 2 autoveicoli (un blindato Volkswagen Transporter T-4 e una Toyota) sarebbero stati distrutti con tiri ravvicinati da lanciagranate, secondo Musin. Secondo altre informazioni Bednov sarebbe stato invece arrestato a Lutugino e il comando della milizia a Lugansk sarebbe stato circondato da unità della RPL, disarmando i miliziani dell’unità di Bednov. Secondo dei residenti di Lugansk, due esplosioni e dei tiri avevano colpito il piccolo convoglio dell’unità di Bednov, la Rusich, per opera di un gruppo di majdanisti che opererebbero dietro le linee della RPL. La milizia aveva rastrellato la zona dell’attacco arrestando un commando ucraino. Secondo un comunicato del servizio stampa del Procuratore Generale della Repubblica Popolare di Lugansk: “Agenti del KGB della Repubblica Popolare di Lugansk, in un’incursione eliminavano il capo della banda dal nome in codice ‘Batman’ e ne arrestavano i complici sospettati di crimini particolarmente gravi. A proposito di ciò, il Lugansk Inform Tsentr riferiva che il 30 dicembre  2014 l’Ufficio del Procuratore Generale della RPL avviava un procedimento penale contro i membri del battaglione RRT “Batman” dal nome in codice “Maniac”, “Omega”, “Anatra”, “Ceceno”, “Batman”, “Luis”, “Fobos”, “Janek”, “Crest”, “Sabato”, “Zema”, “Tablet” per fatti di privazione illegale della libertà di due o più persone, tortura, uso di armi, omicidio, rapimento, sequestro, estorsione e rapina”. Secondo l’Ufficio del Procuratore generale, tra giugno e ottobre 2014 il battaglione ha illegalmente detenuto e torturato 13 residenti locali. Come risultato delle loro azioni illegali, uno di loro è morto. Secondo i dati gli operativi coinvolti nelle torture erano gli elementi armati denominati “Maniac”, “Omega”, “Anatra”, “Ceceno”, “Batman”, “Luis”, “Fobos”, “Janek”, “Crest”, “Sabato”, “Terr”, “Tablet” e altri. Le forze di sicurezza il 30 dicembre 2014 ricevevano dall’Ufficio del Procuratore generale l’ordine di arrestare i membri del battaglione e tradurli presso l’ufficio del Procuratore generale per un interrogatorio. Durante l’arresto, il 1 gennaio 2015, il capo del battaglione “Batman” A. A. Bednov si rifiutava di rispettare le legittime richieste delle forze speciali di disarmare e opponeva una fiera resistenza armata. Nella sparatoria, è stato ucciso. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati oltre 100 armi da fuoco, munizioni, denaro e beni illegalmente sequestrati a civili, e quattro abitazioni private espropriate. L’indagine continua”. (Pravda) L’operazione sarebbe stata condotta dal Colonnello Evgenij Vladimirovich Wagner, vicecomandante del Raggruppamento Congiunto delle forze per le operazioni antiterrorismo nel Caucaso del nord della Federazione russa, comandante delle truppe del Ministero degli Interni della Federazione (Repubblica del Daghestan) ed ex-comandante delle unità per operazioni speciali Vitjaz e Peresvet delle VV MVD della Russia. (Cassad)
Nell’unità di Bednov opererebbe anche Jurij Beljaev, leader del Partito della Libertà (Svoboda) russo, vietato in Russia. Beljaev l’8 febbraio 1996 fu condannato a un anno dal tribunale di St. Pietroburgo per “incitamento all’odio religioso, ma fu rilasciato con l’amnistia del maggio 1995 in onore del 50° anniversario della vittoria sulla Germania nazista. Il 29 agosto 2006 il tribunale di San Pietroburgo lo condannava a un anno e mezzo di libertà vigilata, per avere istigato aggressioni contro cittadini di Paesi di Asia e Africa (“Ogni nazionalista russo deve capirlo: il nostro obiettivo è il potere russo in ogni casa, strada, città, regione, nel Paese. Il lerciume africano e asiatico deve essere polverizzato prima che l’est ci asservi, dobbiamo sprangargli cranio, ossa e gambe“. Il 23 marzo 2004, il Partito della Libertà fu dichiarato illegale e l’11 marzo 2007 Beljaev diffuse in rete l’articolo “uccidete il negro che ha ingravidato la cagna!”. L’articolo era sul processo per omicidio allo studente congolese Roland Epossaka pubblicato sul sito del partito “Svoboda“. Il 10 ottobre 2008 la Corte del distretto di Krasnoselskij di San Pietroburgo lo condannava a sei mesi. Durante il primo congresso di unificazione dell’opposizione russa, a Kiev, il 2 ottobre 2009, Beljaev fu eletto co-presidente del Consiglio di coordinamento per la salvezza nazionale (gli altri due erano A. Khomjakov e S. Terekhov). Il congresso di Kiev, nella Casa degli Scrittori d’Ucraina, riunì oltre 20 delegati rappresentanti delle organizzazioni russe anti-Cremlino ed approvava il programma dell’ideologo Andrej Saveliev, che non poté partecipare al congresso per ordine del FSB. L’evento ebbe notevole attenzione dai media ucraini. Al congresso parteciparono i rappresentanti delle organizzazioni nazionaliste ucraine, sottolineando la necessità di distinguere tra nazionalismo e sciovinismo del Cremlino, sostenendo il programma del congresso che creava il Consiglio di coordinamento per la salvezza nazionale. “Fu elaborata una strategia comune a tutti i partiti, gruppi, organizzazioni comunitarie, media informali, risorse internet, strutture così come alcuni personaggi pubblici noti quali veri oppositori agli attuali capi anti-popolari e anti-russi al potere nella Federazione russa, e che sono d’accordo con la tesi dell’imminente collasso (già nel 2009!) della Federazione russa a causa della politica del Cremlino negli ultimi decenni”. Nel dicembre 2011, Beljaev fu arrestato a Mosca presso l’appartamento della fidanzata, la sacerdotessa neopagana dell'”Ordine di Veles” Irina Volkova (alias Krada Velez o Jasmin Volkhov). Un individuo come Beljaev non avrà di certo il ruolo di semplice soldato, nel gruppo Rusich.
appeal-to-donetsk-officials Sull’assassinio di Bednov (Batman), si ricordi dell’arresto di quattro dirigenti di Borotba, avvenuto nella RP di Donetsk per spionaggio. Si ricordi ancora che Borotba è legata alla sinistra sorosiana russa di Udaltsov e Sakhnin. Sakhnin ha un mandato d’arresto in Russia e si è rifugiato in Svezia (guarda caso), Paese che tanto ha investito nel caos ucraino. Sakhnin organizza, anche in Italia, kermesse con gli ‘antifascisti’ italiani sulla situazione in Ucraina e Novorossija con esponenti di Borotba, che anche tra gli ucraini antigolpisti in Italia hanno suscitato più di un dubbio. Il sito atlantista Mediapart dedica un reportage propagandistico all’organizzazione Borotba, ignorando le altre organizzazioni della sinistra ucraina, e suscitando la reazione di vari militanti anti-majdanisti. “La bugia più pericolosa, come sappiamo, si ottiene mescolando menzogne e verità. … In primo luogo, Borotba è sempre stato criticato dal resto della sinistra ucraina. Borotba è sempre stata ostile alle azioni comuni: e quando hanno avuto luogo, se ne attribuiva sempre i meriti esclusivi. Ecco perché non gradiamo Borotba. Albu (Aleksandr Albu, capo di Borotba) infatti è amico di persone più che dubbie della sinistra nazionalista ucraina. Shapinov (fondatore di Borotba) ha lavorato proficuamente nei partiti borghesi. Borotba … aveva molti finanziamenti di origine oscura. In passato Borotba ebbe lo scopo di sottrarre i militanti del PCU insoddisfatti dalla linea di Simonenko….Borotba e agenti ad esso vicini, denunciano l’“imperialismo russo”.
Per rilevare e riconoscere il livello d’intossicazione profuso dalla frangia ‘antifascista’ e ‘rivoluzionaria’ dei golpisti majdanisti, si legga l’articolo di tale Pjotr Mikhajlenko, pubblicato sul sito Liva (sinistra, in ucraino), sito finanziato da enti dell’UE e dalla Fondazione Rosa Luxemburg, un’emanazione del ministero degli Esteri tedesco gestita da ex-agenti della STASI passati al BND, il servizio segreto tedesco, e quindi alla NATO.
Anche se il movimento anti-majdan è composto da rappresentanti della classe operaia, non ha una direzione rivoluzionaria che abbia portato ad una rivoluzione sociale. Ciò, in particolare, si riflette nel fatto che il movimento ha numerose persone confuse, avventurieri e nazionalisti russi. Durante la guerra, di solito l’esperienza militare prevale sulle idee politiche, questo si riflette nella salita al potere di certe persone, collegate a certi gruppi paramilitari, dai nazionalisti russi di estrema destra come Gubarjov al reazionario monarchico Tsarjov. Dall’altra parte, vi sono funzionari, attivisti e cittadini che, in generale, possono essere descritti come “pro-sovietici” e in una certa misura pro-comunisti e anti-oligarchici, per esempio i comandanti Mozgovoj e Dremov, il Vicepremier della Repubblica Popolare di Donetsk Aleksandr Smekalin e il leader del Partito Comunista di Lugansk B. Litvinov, che sostengono la creazione dello stato sociale e la nazionalizzazione delle principali imprese. La presenza del passato si riflette soprattutto nel nome delle repubbliche popolari, il loro orientamento filo-sovietico, come ad esempio l’emblema della Repubblica Popolare di Lugansk, basata sullo stemma sovietico. La storia dell’Unione Sovietica, naturalmente, comprende diversi periodi: dal primo periodo della democrazia operaia allo stalinismo in cui l’economia pianificata nonostante tutti i suoi successi, combinata alla dittatura della burocrazia e all’ideologia dalle idee reazionarie provenienti dal nazionalismo grande russo (compreso l’antisemitismo). Tuttavia, la nostalgia per l’Unione Sovietica nel Donbas non ha nulla a che fare con i processi farsa, il gulag, la fame o il patto Molotov-Ribbentrop”. … “Nonostante la relativamente alta affluenza alle urne, si mostrano certe tendenze anti-democratiche. … Sembra che tutto è stato fatto in modo che i leader (vincitori delle elezioni) vincessero senza una seria opposizione e nel parlamento arrivasse il minor numero di esponenti dell’opposizione di sinistra e di destra. Molti di coloro che potrebbero divenire deputati (e molti elettori) erano al fronte e quindi non poterono partecipare alle elezioni. Il Partito Comunista fu il primo partito nazionale di Donetsk (8 ottobre). Tuttavia, con il pretesto di “imprecisioni nei documenti presentati” non ebbe il permesso di partecipare alle elezioni. Di conseguenza, non c’era altra scelta che sostenere Zakharchenko. Così, l’elezione di Aleksandr Zakharchenko non ebbe l’opposizione di politici dall’ampia simpatia politica. Il leader comunista B. Litvinov espresse profonda preoccupazione per la situazione in cui il suo partito si trovava. A giudicare dall’esperienza delle ultime elezioni, è chiaro che il partito comunista gode di un forte sostegno nella regione e che potrebbe diventare un contrappeso agli attuali leader di RPD e RPL. Neanche il nazionalista Gubarjov, che può essere considerato l’espressione della destra reazionaria dello spettro politico locale, non ha potuto partecipare alle elezioni. Alcuni credono che la sua popolarità non sia inferiore a quella Zaharchenko e che non sia controllato dal Cremlino e dalle élite locali. Quindi, poco prima delle elezioni, ha anche subito un attentato.
Mosca sembra preferire che la repubblica rimanga un “zona cuscinetto” contro l’espansione della NATO e una pedina di scambio nei negoziati con l’Ucraina e la NATO. Il Cremlino perde una quantità significativa di aiuti umanitari e munizioni nel Paese. Queste forniture sociali e militari sono un fattore importante per la sopravvivenza delle repubbliche. … i rifornimenti di cibo e medicine, sono cruciali, nonostante il fatto che la loro distribuzione (così come quella delle armi) sia controllata dai più fedeli a Mosca, aggravando i problemi, mentre coloro che gestiscono gli aiuti hanno un potere politico notevole. Secondo il socialista russo Boris Kagarlitskiij in effetti, la sola priorità è il desiderio di Mosca di salvare il regime ucraino. Poroshenko e i suoi oligarchi sono prevedibili per il Cremlino. Ciò è particolarmente evidente con Mosca pronta a negoziare con il governo di Kiev il riconoscimento della legittimità del nuovo regime ucraino e l’elezione del 2014. Si è anche detto che i russi costrinsero i ribelli del Donbas a fermarsi a pochi chilometri da Marjupol (il più grande porto della regione) durante l’offensiva di agosto, perché il controllo sul porto darebbe ai ribelli l’indipendenza economica dalla Russia”. Secondo Mikhajlenko Mozgovoj, il comandante della brigata federalista “Pryzrak” di Alchevsk, ai primi di novembre avrebbe negoziato con “elementi anti-oligarchici a Kiev”. É vero, o è solo intossicazione? Anche Mikhajlenko, come Borotba, parla di un presunto tradimento di Putin contro la Novorossija; “il Cremlino e gli oligarchi russi perseguono i propri interessi e cercano d’impedire qualsiasi azione (come la nazionalizzazione) che sia di esempio alla classe operaia russa e che quindi ne minacci gli interessi. La proclamazione delle repubbliche popolari si basavano sull’illusione che dopo l’annessione della Crimea, bastasse un referendum per dichiarare la repubblica e vedere la Russia correre in soccorso. Tuttavia, nel modo più duro il popolo del Donbas s’è convinto che la Russia non è interessata a prendersi Donetsk e Lugansk e, nel migliore dei casi, semplicemente usi le Repubbliche popolari per i propri interessi egoistici”, ecc. ecc.
russianDeprimere la popolazione del Donbas e deprimerne i sostenitori all’estero, accusando Mosca e gli esponenti della Novorossija di presunti intrallazzi alle spalle della popolazione e dei combattenti di Donetsk e Lugansk, appare essere un’operazione di guerra psicologica, volta a sabotare il consolidamento dell’Unione delle Repubbliche Popolari di Novorossija, e magari a preparare il terreno a un’eventuale nuova aggressione della junta naziatlantista di Kiev. Rientrano in tale scenario da guerra psicologica le continue accuse a Mosca di non voler sostenere Donetsk e Lugansk, per colpire la resistenza antimajdanista in Ucraina, o quella della perenne preparazione di una golpe atlantista a Mosca, nel tentativo di denigrare l’operato di Mosca e degradare l’immagine della leadership russa; operazioni a cui allegramente s’immergono sia ultranazionalisti russi, anti-eurasiatici e inneggianti anche ai golpisti ucraini, che massimalisti di sinistra, ucraini, russi ed occidentali, che trovano spazio con la loro propaganda putinofoba, e inneggiante all’anarchismo pseudorivoluzionario ed eterodiretto di Majdan. Ecco, quindi, la funzione di Borotba e Liva, organismi finanziati dalla Germania, che tramite la Fondazione Rosa Luxemburg, ha finanziato altri soggetti ‘rivoluzionari’ in apparenza, ma strumentali agli obiettivi perseguiti dalla NATO e dall’asse UE-USA, come i movimenti di protesta in Brasile, contro il governo Rousseff, o i tour promozionali in Europa di cosiddetti dissidenti di sinistra siriani, per raccogliere il sostegno delle sinistre occidentali alla guerra d’aggressione contro la Siria. Difatti, al forum sociale europeo di Malmo, nel 2008, Borotba stabilì i contatti con la sinistra svedese e il Forum della sinistra internazionale, collegata alla Fondazione Rosa Luxemburg, come affermano qui gli anarco-nazionalisti russofobi ucraini, a libro paga di Soros e di Gladio (CIA/Mossad).
Non è un caso, quindi, che parallelamente, l’estrema sinistra nazionalista ucraina, rappresentata da Borotba, e l’estrema destra russa putinofoba, anticomunista e antieurasiatica, convergano e concordino nell’opera di denigrazione svolta contro Mosca, la presidenza e il governo russi. Il risultato perseguito da tali forze, apparentemente irreconciliabili, coincide, anche se utilizzano fraseologie diverse, adattate al pubblico di riferimento: il complotto giudaico dell”ebreo’ Plotniskij (presidente della Repubblica Popolare di Lugansk), dell”ebreo’ Sergej Lavrov (ministro degli Esteri della Federazione Russa) e del ‘venduto’ agli ebrei Vladimir Putin, per i razzisti russi; il complotto oligarchico dei capitalisti di Mosca, dell’oligarchia del Cremlino, di Aleksandr Zakharchenko, premier della Repubblica di Donetsk, ‘agente degli oligarchi’ russi, e di Vladimir Putin ‘venduto’ agli oligarchi, per i massimalisti nazionalisti di Borotba. Come già notato, la destra razzista russa è strettamente collegata all’estrema destra ucraina, strumento del golpe a Kiev organizzato dalle intelligence della NATO e da Gladio; strutture terroristico-spionistiche a cui aderisce, tramite il BND tedesco, anche il circo delle ONG occidentali, tra cui spicca, nel caso specifico, la già citata Rosa Luxemburg Stieftung, ONG e fondazione ‘marxista’ (o meglio social-comunista) che, come già riferito, finanziava e organizzava la dissidenza e le rivolte di ‘sinistra’ contro il governo del Partito dei Lavoratori di Dilma Rousseff, in Brasile, o che in Europa, tramite una rete antimperialista, nota anche in Italia, promuoveva personaggi ambigui della ‘primavera’ islamo-atlantista in Siria.
Il caso dell’Ucraina e il confronto armato ideologico-strategico sulla Novorossija, si dimostrano sempre più complessi, ma anche sempre più cruciali, nella costruzione di un Mondo Multipolare che riesca, infine, a sbarazzarsi dell’arcobaleno di relitti di un passato che non passa, solo perché fattosi strumento dell’imperialismo degli USA e dei loro vassalli-alleati di NATO e UE.

Le convergenze tra estremismi non si fermano alla sola Ucraina: Vera Zarughina, ancella del banderismo ucraino

Le convergenze tra estremismi non si fermano alla sola Ucraina: Vera Zarughina, ancella del banderismo ucraino mostra i trofei saccheggiati al Partico Comunista Ucraino.

Irina Osipova, che piace spacciarsi da 'rappresentante dei russi' in Italia, si compiace della devastazione culturale e storica del proprio Paese. Degna accompagnatrice dei fascisti di Casapound e dei maneggioni della Lega.

Irina Osipova, che piace spacciarsi da ‘rappresentante dei russi’ in Italia, si compiace della devastazione culturale e storica del proprio Paese. Degna accompagnatrice dei fascisti di Casapound e dei maneggioni della Lega.

Osipova a Mosca con Matteo Salvini segretario della Lega Nord, il presidente dell'associazione culturale Lombardia Russia Gianluca Savoini e Claudio D'Amico.

Irina Osipova, che come la banderista ucraina Vera Zarughina si beffa dell’eredità sovietica, a Mosca con Matteo Salvini segretario della Lega Nord, il presidente dell’associazione culturale Lombardia Russia Gianluca Savoini e Claudio D’Amico.

Appendice
Die Linke con i contras siriani
Geheim Magazin 27 maggio 2013

RLS-Logo.PNGL’intervento straniero contro la Siria non solo continua, ma s’intensifica. Un cambiamento di regime filo-occidentale a Damasco deve essere attuato con tutti i mezzi. Geheim ne riferisce regolarmente offrendo analisi essenziali dello sfondo. L’intervento straniero ha molte sfaccettature, e anche sotto la “bandiera della sinistra”. Facce diverse appaiono all’osservatore interessato sui media mainstream facendo sembrare forze “moderate e democratiche” anche i contras siriani, come i “cannibali di Homs”.
In questo contesto, la rivista Geheim ha più volte presentato in Germania le tracce dei contras siriani (“Esercito libero siriano” – ELS) . Il fatto è che anche queste portano alla “sinistra”. Così, ad esempio, su Geheim 3/12 si parla di tale Michel Kilo così: “è uno dei vecchi combattenti in ascesa dell’opposizione siriana e infiltrato dai circoli della CIA nel cosiddetto Partito Comunista Siriano (Ufficio Politico/PCSUP) (…) il suo obiettivo dichiarato è il rovesciamento di al-Assad e sostiene l’ELS, dalla cui parte si pone in modo chiaro e che considerava come futuro faro democratico della Siria.(…)” Tale Kilo non è estranea ai circuiti delle correnti di “sinistra” in Germania (e non solo). Appare anche in conferenze pubblicizzati dai capi politici del Partito della Sinistra; è co-autore di un progetto editoriale della casa editrice di Colonia PapyRossa (Wolfgang Gehrke/Christiane Reymann, Hg: “Syrien. Wie man einen säkularen Staat zerstört und eine Gesellschaft islamisiert”) viene intervistato regolarmente su “Junge Welt” da Karin Leukefeld. Nelle conferenze pubbliche o anche ripensamenti, non vi sono stati ripensamenti da parte di tali forze nonostante le precedenti rivelazioni sull’ELS-Contras in Germania da parte di Geheim. Ma anzi, a causa di esso, si viene criticati, come attualmente su “Weltnetz.TV“, che su internet si pubblicizza come “piattaforma di sinistra e indipendente del video-giornalismo“, ancora una volta interessato alla Siria: “L’intervista di Karin Leukefeld al giornalista siriano Michel Kilo, Dove è l’opposizione siriana oggi“. In un’intervista su Network World quest’ultima integra la propria posizione nota con le bugie di Kilo. Tre esempi dalla trascrizione dell’intervista: “C’è una terza opposizione, che ora sempre più gioca un ruolo più importante, sostanzialmente l’esercito libero siriano, che rappresenta l’opinione politica ed ora è molto vicino alle nostre posizioni“. Ammette in tutta chiarezza, di essere politicamente dalla parte dell’ELS. L’intervistatrice, controllata fino a questo punto, non può nascondere nel complesso, il carattere terrorista dei contras siriani. Kilo fa anche propaganda aperta per l’ELS, facendo dichiarazioni nette sostenendo, contrariamente agli sviluppi in Siria: “Adesso ci siamo noi, il regime non può sconfiggere il popolo. Le persone possono sconfiggere il regime? Lo credo se avranno le armi. Ma non ci sono armi. Ecco perché diciamo non ci sono abbastanza armi, voglio dire“. Leukefeld resta silenziosa, mentre Kilo si esibisce dicendo che “negoziare con Bashar al-Assad, che uccide e bombarda le persone perché hanno chiesto le riforme, non serve a niente“. Parla da guerrafondaio e conduce i suoi co-autori di Papyrossa all’assurdo di “rifiutare la violenza come mezzo per risolvere il conflitto in Siria“, secondo la prefazione.
Posizioni assai vicine furono esposte nella conferenza del 13 e 14 aprile dal titolo una “soluzione politica possibile in Siria” svoltasi a Dusseldorf , freneticamente promossa da “Initiative eV” e “Campo Antimperialista”, (vedasi, Geheim 1/2013, pag 4). In sostanza, tale conferenza aveva per tema il “cambio di regime da sinistra” a Damasco. In tale gioco pro-imperialista, l’intervistato e il suo interlocutore, anche se non ebbero i ruoli principali, sono parte importante del gruppo internazionale che si propone quale forza “di sinistra”. Ma l’intenzione era, infatti, evitare di avere una resistenza coerente alla strategia della destabilizzazione occidentale in Siria. Così facendo, rendono affascinate l’impopolare strategia della NATO contro questo Stato, come argomentato nell’edizione di Gaheim del 1/2013. Data la disinformazione sulla Siria, la rivista pubblica i suoi articoli su internet. L’articolo può essere riprodotto. L’editoriale di Geheim in futuro si dedicherà ad informarvi. Sul sito di Geheim sarà postato un’analisi sul bombardamento sionista della Siria nel maggio 2013 dal sito nordamericano Global Research. La traduzione è curata dall’iniziativa “Friedenspolitische Mitteilungen aus der US-Militärregion Kaiserslautern/Ramstein” (LP 062/13 – 12.05.13).
La rivista Geheim si propone di diffondere informazioni difficili da trovare nei “media di sinistra” della RFT.

Editoriale Geheim, maggio 2013

Weltkarte-mit-RLS-Standorten-engl-11.4.14-websiteFonti
Anna-news
Anticompromat
Bratstvo
Colonel Cassad
Histoire et Societé
News.pn
News Front
Rusvesna
URA
Gbr Bat Lnr
Strelkov
Voenoboz

Casagladio, dalla Siria all’Ucraina

Il ratto perde il pelo, ma non il vizio, neanche in Crimea
Alessandro Lattanzio, 26/10/2014

10644888Il presidente russo Vladimir Putin ritiene estremamente importante combattere qualsiasi tentativo di far rivivere l’ideologia fascista e di falsificare la storia di Russia e Ucraina, afferma nel messaggio di congratulazioni inviato ai veterani della Grande Guerra Patriottica e al popolo ucraino, in occasione del 70.mo anniversario della Liberazione dagli invasori fascisti. “Negli anni della Grande Guerra Patriottica, il potere dello spirito e dell’unità della nostra Patria multinazionale, il valore e la potenza dei combattenti-liberatori, dei partigiani e combattenti del movimento di resistenza e dei lavoratori delle retrovie si illustrarono in tutto il loro splendore durante le gravi e sanguinose battaglie per l’Ucraina. I nostri nonni e padri, insieme nei ranghi, combatterono con coraggio e disinteresse per la libertà e l’indipendenza della Patria, sconfiggendo il nemico e avvicinando la tanta attesa vittoria. Dobbiamo preservare con cura le grandi tradizioni dell’amicizia fraterna e del mutuo aiuto che ci hanno lasciato. È estremamente importante far crescere le nuove generazioni negli alti valori patriottici, contrastare attivamente ogni tentativo di far rivivere l’ideologia fascista, e che istighi conflitti inter-etnici e la falsificazione della nostra comune Storia. Auguro ai veterani ucraini della Grande Guerra Patriottica buona salute, benessere, spirito forte, e pace e prosperità a tutti i popoli fratelli dell’Ucraina“. TASS

Il vero pensiero di Casapound, aldilà dei vari sofismi sullo steccato da superare e un europeismo antimperialista, è esplicato da tale manifesto, affisso sul vero sito di CPI.

Il Generale Patton, ispiratore dei fascisti ‘antiamericani’ di casapound-zentropa, afferma che i nazisti non dovevano essere annientati per far posto ai mongoli, i sovietici. Tale è il pensiero autentico di Casapound, aldilà dei vari sofismi sullo ‘steccato da superare’ e un ‘europeismo antimperialista’, esplicato efficacemente da tale manifesto, affisso sul vero sito di CPI.

Negli ultimi mesi non pochi sodali di Casapaound (CasaGladio), si sono agitati per riferire che no, i ragazzotti di Iannone, Distefano e Fontana non appoggiano il golpe della NATO a Kiev, e i massacri a Odessa e nel Donetsk. Anzi, ci dicono che costoro, tramite l’onlus Sold.Id (Solidarité Identité), associata ai neonazisti versione ‘Himmler in Tibet’ de L’Uomo Libero onlus, hanno perfino aperto una ‘missione’ in Crimea. Qualche ‘dottor gonzo’ ci cascherebbe con tutte le scarpette, poiché tale missione è stata sì aperta, ma nel 2012, con lo scopo preciso di suscitare tensioni etniche nella penisola a maggioranza russa, inventandosi una nuova minoranza, quella ‘italiana’, da usare come leva contro i sentimenti russofili della popolazione locale:
mp231sm “Da Bolzano a Kerch. Viaggio di Solidarietà in Crimea, per incontrare la Comunità italiana locale nel 70° anniversario della sua deportazione nei gulag sovietici. Queste foto sono state pubblicate con la speranza di poter diffondere una storia che riguarda dei nostri connazionali e tristemente mai raccontata dalla storiografia ufficiale italiana. Mi auguro inoltre che queste umili foto possano invitarvi a visitare i paesaggi e la comunità italiana di quelle terre tanto lontane dal suolo natio, ma tanto vicine a un Amor patrio che oggi come oggi è sempre più raro a casa nostra”.
L’Uomo Libero onlus – Solidarité Identité onlus.
Un buon esempio di linguaggio ‘antimperialista’ ed ‘oltre lo steccato’ profuso da tali ambienti di fiancheggiatori dei servizi segreti della NATO e di servizio alla propaganda atlantista. A proposito di antimperialismo, è tale pezzo dell’associazione ‘culturale’ Zenit, fiancheggiatrice di Casapound e già nota per le ‘simpatie’ pro-Siria, ma assai meno per le simpatie pro-Golpe di Gladio in Ucraina (qui convergendo con i presunti ‘antifa’):
“Per quanto la Federazione Russa possa essere definita da certa stampa nostrana “un impero” e una riproposizione in chiave liberista dell’U.r.s.s. e Putin il nuovo “Zar”, ricordiamo che chi rivestiva questa carica i dissidenti li faceva squartare pubblicamente e non concedeva amnistie e che, se ci fosse stata oggi l’Unione Sovietica, per la tensione generata dalle rivolte di Kiev sulla popolazione crimeana, gli uomini e le donne di Kiev sarebbero finiti sotto i cingolati dell’Armata Rossa” Associazione culturale Zenit
Difatti, sono i loro ‘eroici camerati anticomunisti’ a bombardare le case delle popolazioni di Donetsk e Lugansk. Ma le bombe fasciste, come quelle atlantiste, sono buone, non ammazzano mica come le brutte bombe sovietiche. E difatti, qualche miserabile ‘fascista post-fascista’ ha tentato si spacciare tale porcherie russofobe come dimostrazione dell’allineamento pro-Novorossija dei neonazisti di CasaGladio. Non ci si faccia ingannare, come dimostra tale ‘raffinata analisi‘ del blocco studentesceo, ramo ‘giovanile’ di Casapound, dove si perorano la causa dei razzisti russi, sostenitori ed alleati dei neonazisti al servizio dei golpisti di Gladio a Kiev:
“Tenendo conto della questione Ucraina, quali credi siano le prospettive possibili per la Russia?
La situazione nell’ Ucraina dell’est si è bloccata da entrambi i lati. Si pensa che durerà molto tempo, visto che nessuna delle due parti ha interesse a far finire questa guerra che dura ormai da un anno. Il governo russo ha usato uno schema simile già altre volte per le vicine Georgia (Abkhazia e Ossezia del Sud) e Moldova (Transnistria). Questa tattica viene messa in campo per non permettere al paese confinante di condurre una politica indipendente. D’altro canto poi, il nuovo governo ucraino borghese non vuole il ritorno dei nazionalisti volontari a Kiev, per cui, meglio se questi ultimi sono occupati di una guerra infinita con i separatisti. A proposito, è il caso di sottolineare che la guerra non è tra gli ucraini ed i russi, dato che ci sono combattenti russi da entrambe le parti della “barricata”. Piuttosto la guerra è tra i sostenitori dell’Ucraina indipendente ed i revanscisti neo-sovietici della milizia.
Ho sentito che sei stato a Kiev l’anno scorso. Cosa ti ha spinto a sostenere la rivoluzione Ucraina?
Ho sempre avuto dei buoni rapporti con i nazionalisti ucraini ed ho sempre avuto rispetto per la loro lotta per la libertà e l’indipendenza. Sono stato al loro fianco per sostenerli non solo nelle idee ma per dare aiuto concreto. Ho preso questa decisione per poter guardare con i miei occhi la grandezza di quello che stava succedendo”.
Chi, come Irina Osipova, presenta Casapound e galassia annessa quale organizzazione anti-atlantista e filo-russa, fa disinformazione e diffonde propaganda atlantista. Imsomma, collabora od opera per conto della NATO tramite Gladio.

Casapound in Ucraina

Casapound è con Pravij Sektor (Gladio in Ucraina)

I nazisti ucraini, sostenuti a Voerzio, frequentati da Fontana, elogiati da Cazzulani, Casapound e italofascistume vario, protetti da Mogherini e dai servizi segreti italiani, abbracciati dall’ANPI, assassinano, di notte come si conviene ai farabutti, dei civili sequestrati nel Donbas. Di certo, i giornalisti di servizio italiani, dipendenti della CIA, diranno che sia un falso, o che si tratta dei russi che sterminano dei pacifici nazisti.

i neonazisti di Gladio di Casapound affermano una loro vicinanza alla Siria baathista, ma il loro ambiente e i loro sodali, sono pesantemente infiltrati dal Mossad e dalle altre agenzie spionistiche israeliane.

I neonazisti di Gladio di Casapound affermano una loro vicinanza alla Siria baathista, ma il loro ambiente e i loro sodali sono pesantemente infiltrati dal Mossad e dalle altre agenzie spionistiche israeliane. Non è un mistero per nessuno che Israele destabilizzi sia la Siria che l’Ucraina. E non è un caso che Casapound-Zentropa sia presente in entrambi i teatri di guerra.

In realtà, lo spazio dove Casapound esprime il suo pensiero autentico è questo sito Zentropaville. Qui si esplicita al vero e s’illustra l’autentico volto di Casapound e della sua Onlus Solid.Id (Solidarité Identité). Tale sito pseudo-francese non fa altro che elogiare i mercenari della legione straniera, la repressione contro i partigiani algerini, vietnamiti, africani, quando non passa il tempo a celebrare i sicari ucrofascisti di Soros e della NATO, il cui nesso francese è guarda caso un altro mercenario, Gaston Besson, che recluta terroristi nazisti per massacrare la popolazione di Novorossija. I veri ispiratori ideologici di Casapound sono OAS, Aginterpress ed ‘intellettuali’ bianco-africani e sudafricani, come l’ennesimo mercenario Ruben Rosiers, tutti allievi di Jacques Soustelle, un noto golpista anti-DeGaulle e animatore dell’OAS, l’organizzazione terroristica francese finanziata dalla CIA per uccidere DeGaulle. In Italia si camuffano dietro il ‘superamento degli steccati’, trabocchetto cui può cascare qualche giovin filosofo dalla lingerie marca Vattimo. Sono sempre e comunque integralisti anti-comunisti, russofobi, sinofobi e indianofobi.

tumblr_nba1dhDdc21rnng97o1_1280tumblr_nc42zphuV91rnng97o1_500“Io non so chi ha ragione e chi ha torto, chi è il nemico e quali sono gli interessi dei rispettivi progetti, alla fine vince il più abile e più machiavellico nel grande gioco geopolitico, quali disastri o reati portano questi giorni di tumulto… Ma quello che so è che questo faccia da bambino imbrattato di fuliggine, arroccato su una barricata un cocktail molotov in mano, non ha ricevuto un assegno dalla CIA, che non aspira a un televisore gigante schermo piatto o una vacanza al Club Med di San Domingo… è lì per un’idea, una speranza, un soffio, un sogno (Quale? Le fosse comuni nel Donbas)… E questo ragazzo, proprio come i suoi fratelli, non posso che ammirare e onore. Al di sopra di ogni altra considerazione. Poiché si tratta di sangue e linfa, quando tanti altri non sono altro che carta e inchiostro. Perché lui è in piedi quando tanti altri sono proni. Perché lui è coraggioso e folle, quando tanti altri sono sciolti e ragionevoli. Forse è romanticismo. Ma il romanticismo è il contrario di tutti i surrogati lezioso e sciropposo…, onore ai figli di Kiev così a quelli di Praga, Budapest e di Tiananmen” Zentropaville. Puro nazismo di servizio all’Atlantismo, causa vera per cui combattono questi lerci mercenari, non quella fumosa spacciata da Casapound, ma quella attenta e precisa studiata al Pentagono, attuata da Gladio e Mossad e comprata dai mafiosi Soros e Kolomojskij. Altro che disinteresse e puro spirito di ribellione. Infatti, si tratta soltanto di nemici di qualsiasi progetto alternativo all’imperialismo di Washington, nonostante una fraseologia alla ‘Europa-nazione’ volta a soggiogare i soliti “dottor gonzo”. Ma è appunto un inganno degno del livello culturale dei servizi segreti italiani, che non è di certo pari a quello degli ufficiali francesi della cosiddetta ‘guerra rivoluzionaria’ o dei creatori dell’organizzazione CATENA. Ovviamente, gli strapponi di CasaGaldio poi straparlano delle ‘marocchinate’, dimenticando che furono opera proprio della Legion Etranger di cui sono le sfegatate croupies. Ma da tali personaggi ci si deve attendere solo malafede e cervelli bacati. Gli schemi ideocratici qui utilizzati, sono gli stessi, identici, utilizzati dai servizi segreti sionisti e atlantisti per recuperare e intruppare le centinaia di migliaia di terroristi e mercenari islamisti scagliati contro la Siria. Gladio, e quindi CasaGladio e il restante fecciume naziatlantista, svolge un compito, assegnatogli dalle centrali della guerra sovversiva della NATO. Il resto è soltanto fumo come il lirismo su riportato illustra.

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tumblr_ndp4jiVTdz1rnng97o2_1280Quindi, non si ci faccia ingannare dall’operazione simpatia di CasaGladio verso la Siria. Si tratta solo di un’operazione d’infiltrazione negli ambienti che esprimono simpatia per la causa del governo baathista siriano, un modo per monitorare tale area area oltre che per infiltrarsi direttamente in territorio siriano.
Di seguito i passi salienti di un reportage elogiativo (ma anche esplicativo), svolto dai soliti giornalisti a libro paga della CIA, e volto a suscitare simpatia e supporto mediatico ai terroristi nazi-atlantisti di Gladio che operano in Ucraina. Il figuro in questione è un militare svedese inviato dall’intelligence di Stoccolma a partecipare al golpe nazisorosiano a Kiev e alla repressione della popolazione russofona. Non è un caso che la Svezia si sia inventata una nuova sindrome, quella del ‘sottomarino russo fantasma’, al solo scopo di mobilitare l’opinione pubblica interna per sostenere i crimini nazisti ed atlantisti commessi in Ucraina.E-solidarity-for-syria “Mike Skillt, svedese, 47enne, di professione cecchino. Dice di aver ucciso almeno 150 persone… è un mercenario, … c’incontriamo a bere il tè in un bar a piazza Majdan a Kiev… tutto allo scoperto,… Mike dice di essere in Ucraina perché votato a una causa superiore “non è la mia guerra ma questa è la mia Europa e sono per un’Europa unita contro l’Imperialismo” (ovviamente quello russo), tanto che al momento ha rimandato a data da destinarsi il prossimo campo di battaglia, la Siria, perché prima deve finire il suo lavoro nell’Est (“ho qualche altro russo da uccidere”). In Svezia era un soldato, poi ha iniziato a viaggiare per prestare il suo sniper a guerre straniere. Il governo svedese ha smentito la sua presenza in Ucraina: “Siamo interessati solo ai nostri concittadini che partecipano alle attività legate al terrorismo, come ad esempio nei gruppi di al-Qaeda ispirati in Siria”, aveva spiegato a febbraio. Ma la faccia e il nome di Mike non sono così difficili da trovare in rete. (La Svezia, nell’ambito di Gladio, ha supportato e supporta il golpe naziatlantista a Kiev e la guerra di propaganda contro la Russia).tumblr_n1o6c8JDyd1rnng97o1_500
“Alle spalle di Majdan in un vecchio palazzo sorvegliato come una fortezza, il Battaglione Azov ha aperto una delle sue sedi amministrative. Qui avvengono i reclutamenti e nelle stanze dormono i ragazzi che devono affrontare due settimane di addestramento. Si presentano solo con lo zaino in spalla, devono imparare presto a eseguire ordini militari e soprattutto a combattere prima di essere inviati nel Donbass. Mike, nel quartiere generale di Kiev, è uno degli insegnanti, ma sul campo di battaglia è parte di una squadra speciale di poche decine di uomini che vengono mandati in prossimità della prima linea per “ripulire la zona” dopo l’intervento dell’artiglieria pesante (leggasi l’assassinio di civili nel Donbas). Il comandate dell’Azov Andrej Biletskij, leader politico del gruppo nazionalista, ha pubblicato su Internet i due principi fondamentali a cui devono ispirarsi i soldati. Principi che porterà anche in Parlamento se verrà eletto il 26 ottobre: “Preparare l’Ucraina per la liberazione dell’intera razza bianca dalla dominazione del capitalismo e punire le moltissime perversioni sessuali e ogni contatto interrazziale che porta all’estinzione dell’uomo bianco”. Mike è stato attirato anche da questo. Racconta che l’esperienza ucraina è diversa dalle altre guerre a cui ha partecipato. “Qui combatto per qualcosa in cui credo, per questo accetto di essere pagato 2000 grivnie al mese (circa 110 euro), lo stipendio di un normale soldato ucraino”. (Anche i ratti nazisti e nazipiddini Voerzio, Fontana e Cazzulani esprimono un’identica ideologia).
“I contractor italiani al fianco degli ucraini: Con i commilitoni (“camerati”) il saluto è una stretta di avambraccio (è il saluto dell’OAS, setta culto presso Casapound e altre associazioni legate a Gladio), l’uniforme è nera, il braccio spesso si tende verso il cielo durante i raduni o nel cortile delle esercitazioni. L’impronta di estrema destra ha attirato tanti uomini soprattutto dall’Europa occidentale che hanno deciso di arruolarsi come Mike. “Con me ci sono anche alcuni italiani che fanno ancora parte dell’esercito in Italia”, racconta Skillt. Con uno in particolare lavora spesso insieme, ha una quarantina d’anni e viene dall’Italia settentrionale. Un uomo “coraggioso, incredibile”. … I contractors lavorano su indicazione di “sponsor”, come li definisce lo svedese, che in accordo con i gruppi militari o paramilitari nelle zone di crisi si muovono e chiamano i soldati indicando anche la tariffa.” Corriere

sudafrica-solidMilitari italiani, quindi, partecipano al massacro nel Donbas sotto le bandiere del nazismo. Perciò si capisce ancora meglio come mai i nazisti Voerzio e Cazzulani, e il mercenario assassino Fontana, possano muoversi liberamente in Italia; sono protetti dall’AISE e dall’AISI, le agenzie d’intelligence-zerbino della CIA.
E ad integrazione di quanto riportato: “Se è vero che estremisti di destra sono presenti in Siria, servizi segreti e altri hanno motivo di preoccuparsi. La scoperta accidentale di un possibile gruppo estremista di destra in Germania getta luce su tale potenziale: Nel marzo 2012 un uomo fu trovato morto in un albergo nel villaggio Herzberg, circa 60 km a nord ovest di Berlino. L’uomo, identificato come Joerg Lange, era morto d’infarto. Tuttavia, nella sua stanza, la polizia trovò uno zaino militare contenente tre armi, tra cui un fucile mitragliatore modificato di fabbricazione statunitense, e 300 cartucce. Le indagini hanno dimostrato che stava creando un centro di addestramento (per la Siria o per l’Ucraina?). Il necrologio in una pubblicazione estremista notava che Lange aveva combattuto come volontario nelle guerre jugoslave, dalla parte croata (ovvio) e che la morte fu una grave battuta d’arresto “organizzativa e politica” per il progettato centro di addestramento”. Hate-speech
SNIPERSNon si tratta di denunciare il fascistucolo che ancora piange la salma trafugata di Mussolini, o di dare la caccia all”om salvadeg‘ rossobruno, che quando esiste, è coccoloso ospite di PD e ANPI. Si tratta di esporre l’inganno ideologico avanzato da tali arnesi di Gladio, strumenti della NATO per condurre una guerra contro la Storia, e non a caso, l’atlantismo non può che ricorrere ai cadaveri che la Storia ha seppellito nel 1945, ma che il Pentagono e la CIA hanno riesumato e che conservano nel freddo obitorio ideologico politico chiamato Atlantismo.

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La democrazia spontanea di Iannone, Voerzio, Cazzulani-in-Pittella e Federica -manoamica- Mogherini

L''anitmperialismo' di Gladio

L”antimperialismo’ di Gladio

Ciò non dimeno, non va dimenticato che ampi settori del cosiddetto antagonismo anarcoide, legato agli autonomen e agli antideutsches tedeschi, finanziati da Soros e diretti dalle intelligence atlantiste BND e Mossad, si siano schierati al fianco dei nazisti ucraini, non solo diffondendo propaganda atlantista spacciandola come analisi ‘marxiste’, che in realtà sono solo puro schematismo ideologico, settario e ultrasettario, delle varie frange ‘fringe’ dell’ultra-sinistrismo occidentalista, hollywoodiano, che ha come padri fondatori ideologi settari accolti nelle istituzioni accademiche statunitensi, come Mattick, Goldner, Korsch ed altri epifenomeni del ‘marxismo’ quale ideologia statunitense, filo-imperialista e ultracapitalista. La matrice settaria filo-statunitense traspare da tale ‘letteratura’ sottoforma di denigrazione dell’esperienza sovietica, e do vere e proprie espressioni di razzismo verso i russi, cinesi, vietnamiti, latinoamericani. Tali settari, che per vendere meglio la loro mercanzia scaduta e fradicia, smentita dai fatti fin dal ….1848, si camuffano di volta in volta in trotskisti, maoisti, guevaristi, anarchici (cosa che sono in realtà), partigianisti, antifa, antideustche, ecc. Ma il loro segno distintivo, il marchio della bestia, e la sempre indefessa azione di supporto alle aggressioni imperialiste della NATO, denigrando i governi presi di mira dal Pentagono e da Soros (che finanzia le attività di tale feccia rossa e rosso-nera), avanzando la pretesa che siano sempre ‘borghesia nazionalisti’, ‘comunisti nazionali’, ‘nazionalisti capitalisti’, ‘capitalisti di Stato’, ‘centralisti’, e quant’altro. La loro azione si riflette nell’azioni di coloro che appaiono loro ‘avevrsari’, ma che in realtà sono complementari, come Casapound, anarco-nazisti, animalisti specisti e altro pattume umano-politico.
mossad_mottoQuindi non è un caso che tale circo delle pulci rosse, critiche-critiche, antagoniste, anarchiche o autonome, di fatto sostengano sempre e comunque le operazioni della NATO e di Gladio. Come insegna la summa ideologico-organizzativa di tale cloaca, l’OAKKE greca. I santoni di tale sottile strato di melma ideologico-settaria, dedita a disinformazione e sabotaggio, sono i cheerleders dell’UCK Andrea Ferrario e Ilairo Salucci, e i cheerleaders di al-Qaida Antonio Moscato, Valerio Evangelisti e Francesco Ricci, ecc. ecc., tutti proni alla propaganda atlantista, a supporto delle azioni della NATO, dalla Jugoslavia all’Ucraina, con analisi contorte, speciose, confusionarie, contenenti dosi abbondanti di falsità e menzogne, (specialità di gente come Ferrario e Moscato), e cosparse di polverina magica ‘marxiana’ giusto per esaltare e dare allegria ai “dottor gonzi” pronti a cedere all’orgasmo dell’analisi ‘finalmente marxistica’. Poveri fessi, mentre costoro abboccano, i kameraden antifa e antideustche, su ordine del BND e del Mossad che li gestiscono, raggiungono le file dei banderisti-atlantisti a Kiev, per massacrare i ‘subumani russofoni della Novorossija’, che i sunnominati scarafaggi ‘marxistici’ dipingono quale realtà neofascista; come hanno fatto con la Jugoslavia di Miloshevich, la Libia di Gheddafi, la Siria di Assad e il Venezuela di Chavez.

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Antifa supporter degli ucrofascisti

Antifa supporter degli ucrofascisti

Una volta superato il loro chiacchierume sugli ‘steccati da superare’, sul cercare il ‘vero nemico’, sul superamento di ‘vecchie e stantie dicotomie’ (preteso dagli altri, però), i ratti fognaroli dimostrano sempre e comunque di provenire dalle fogne della Storia e dell’umanità:

PS 1. Le minacce dalla fogna
Marco Bolis Lattanzio è in malafede totale ed avrebbe bisogno di una legnata lui come tanti altri sa che il fatto Fascismo è stato altra cosa ma a lui sta bene così deve dimostrare ai suoi lettori che i fasci stanno col capitalismo fanno schifo lui e tutti gli altri che riferendosi agli ucraini parlano di nazisti!

Perché non metti una tua foto?  Gli eroi vanno riconosciuti quando li si incontrano

Perché non metti una tua foto? Gli eroi vanno riconosciuti quando li si incontrano

Carlo M. Breschi ci vorrebbe molto tempo e molta pazienza per rispondere a certi deliri….e forse un par di legnate ben assestate ridonerebbero umiltà….ma anche i “migliori” hanno fatto finta di non capire….meglio lasciare sfumare sta questione…

Ps 2. L’infiltrata
Irina Osipova Dire che Lattanzio è in malafede è non dire nulla. Per lui io sono Kretina Osipova vlassoviana che lavora per la CIA e esegue gli ordini di CasaPound (esatto). Ragazzi? Lattanzio è il più squallido personaggio autore di articoli sul tema Ucraina che io abbia mai conosciuto. Per lui una qualsiasi persona con la sfumatura “nera” è agente CIA. Su CPI ne ha scritti altri di articoli mettendoci delle menzogne. L’unica cosa vera della faccenda è che in CPI ci sono ucraini, siam membri, sia simpatizzantt CPI che gestiscono Zentropa, la loro pagina su VK fino poco tempo fa a loro insaputa e fanno quotidianamente il lavaggio di cervello ad alcuni militanti. Ma si tratta di amicizie nate da tempo, prima che accdesse tutto. infatti alcuni di CPI simpatizzano l’idea della terza posizione in Ucr, altri no per niente. Infatti la linea ufficiale di CPI si può leggere nelle interviste a Iannone e Di Stefano alla vigilia della manifestazione del 18 con la Lega e postumi. Lattanzio ha offeso a me, perché non sono comunista, trozkista e mai sarò. Quindi, vedete, pure i russi pro-russi, ma non rossi sono i suoi nemici. Figuriamoci CPI.

Irina Osipova, che piace spacciarsi da 'rappresentante dei russi' in Italia, si compiace della devastazione culturale e storica del proprio Paese. Degna accompagnatrice dei fascisti di Casapound e dei maneggioni della Lega.

Lo squallore dei guitti. Irina Osipova, che piace spacciarsi da ‘rappresentante dei russi’ in Italia, irride alla devastazione culturale e storica del proprio Paese. Degna accompagnatrice dei fascisti di Casapound e dei maneggioni della Lega. Notare il nullismo umano del vecchio viceguru, gli anni di galera per omicidio non l’hanno reso meno spiritoso.

Irina Osipova Lattanzio che prende la foto dal film dove uno tiene con i denti un pezzo di braccio staccato scrivendo la replica – CPI sostiene questi nazisti è ridicolo. Capisco se fossero storie e critiche vere ma qui questo, come è stato detto fa di tutta l’erba un fascio collegando cose assurde.

1901152_595200723898659_803169362_nEcco le ‘cose assurde‘. Ovviamente Osipova si guarda bene dall’esprime qualcosa sulle foto delle vittime a Odessa e Donetsk dei suoi amici nazitalantisti.

Il servizio esclusivo di Irina Osipova per il sito neofascista Il Primato Nazionale:

Lo stesso giorno, sempre il Primato Nazionale metteva on line quest’altro suo video ‘esclusivo’ realizzato in Ucraina:

Cosa sponsorizza Irina Osipova, e chi rappresenta in realtà? Non i russi, questo è sicuro.


Il primo ministro della Repubblica Popolare di Donetsk, Aleksandr Zakharchenko, riferiva che dall’inizio del conflitto “quasi 400 donne di età tra i 18 e i 25 anni sono scomparse a Krasnoarmejsk, dov’era presente il battaglione Dnepr-1“, RIA Novosti

Ps 3. L’infiltratissimo
Luca Mad Mai detto, che Cpi è filo-Nato. Ho solo detto che certe posizioni “terzaposizioniste” tendono ad avvallare posizioni di quel tipo: insomma , avendo navigato a vista o essendosi fermati alle “sovrastrutture” (simboli, ecc.) hanno avvallato una posizione che senz’altro non avvantaggia il fronte anti-Nato. Motivo? Sono ragazzi, forse! Ma potrei dirti che frange consistenti del trockijsmo italico (PCL, LCT, PAC, ecc.) ha sostenuto le rivolte in nord Africa pensando che il popolo se scende in piazza ha sempre ragione! E cannavano tutto, perdendo di credibilità! Idem Cpi, che ha senz’altro dentro ragazzi per bene. Infatti so riconoscere che in Cpi c’è dentro di tutto, così come nei centri sociali di sinistra e nei vari partiti. Non sono come Lattanzio che fa dossier ma poi s’incazza se io scrivo articoli vs Stato e impotenza o se Saverio Ferrari, Claudia Cernigoi e Valerio Evangelisti gli rompono i maroni perchè scrive su “Eurasia”! Loro fanno dell’antifà, una caricatura dell’antifascismo dei padri, un mezzo per distrare le masse e fare la guerra come fra cowboy e indiani. Mr lattanzio, che scrive che sono al soldo della Cia e del Mossad (Patetico!) (sarebbe patetico se fosse vero, ma luca andriola si sopravvaluta un tantino se pensa che io sopravvaluti lui a tal punto. Patetico sì) usi un pò di coerenza, usi epiteti diversi contro l’avversario (se fossi Iannone ecc. lo querelerei per l’uso del termine CasaGladio, che non è una semplice critica come faccio io, ma insulto puro. Io da marxista – diverso dai coglionazzi radical chic che vietano pure i concerti metal [vedi il psot sul sito di Ugo Maria Tassinarie la vaccata fatta dall’Anpi] – contesto Cpi e a sua ideologia come ho avuto le palle di contestare certe tue riflessioni che non condividevo davanti a te, seduto a due passi dalla tua scrivania, in casa dell’interlocutore, cioè con la dialettica, senza mancare di rispetto, darmi – come ha fatto con me – della “scimmia ammaestrata che mangia la merda!” (lo ribadisco) e alte cose per cui si va davanti ad un tribunale. Lattanzio è identico ai dossieristi pennivendoli che lui e i suoi amici ibridi denunciano da anni! Sono – scusa lo sfogo – segaioli!

PS 4. Il viceguru sugli specchi
Maurizio Murelli Lattanzio l’ha fatta fuori dal vaso e di brutto…. ma di brutto proprio. Fa il paio con quelli che pensando alla Germania credono li ci sia Hitler. Lui pensa che la Russia di Putin sia quella di Baffone. Roba propria dei comunisti. Siccome non sono settario, posso dire che qualche volta nei suoi scritti ci coglie. Più spesso è accecato da risentimento ideologico e vede l’atlantismo anche sotto i tappi della Coca-cola. (Al contrario di tale poveraccio, si guardi pure sotto quei tappi).

Maurizio Murelli  Mi pare di sognare: Questo sarebbe un comunicato filoatlantista e anti russo?
E’ il documento che citi te, Luca Mad.
«Roma, 22 Febbraio – “Lo sforzo eroico del popolo ucraino, soprattutto dell’opposizione nazionalista, protagonista indiscussa della piazza negli ultimi giorni per riconquistare la propria sovranità, non può che far esultare chiunque abbia a cuore la causa dei popoli e delle nazioni”. Lo afferma CasaPound Italia in una nota a proposito di quanto sta avvenendo in questo ore a Kiev. “Ora però – continua Cpi – noi che conosciamo fin troppo bene le politiche oligarchiche e antinazionali dell’Unione europea auspichiamo che gli ucraini lottino per avere uno stato sovrano, con una banca nazionale pubblica e una propria moneta, che faccia accordi commerciali con chicchessia ma nell’esclusivo interesse dell’Ucraina. Per far questo, tuttavia, sarà necessario un eguale sforzo della componente nazionalista contro i tentativi eterodiretti di trasformare la rivolta ucraina in una ‘rivoluzione arancione’ che abbatta una oligarchia per insediarne un’altra. Le sirene della Nato, della Ue, dei vari professionisti della destabilizzazione come George Soros o Bernard-Henri Lévy sono per ogni popolo, Ucraina compresa, più pericolosi di ogni governo corrotto».

unitamarinomortoMaurizio Murelli come Jacques de Molay che sul rogo lanciava ordini di assassinio ai suoi seguaci, strepita: “Ora mettiamo le cose in chiaro. Tra i miei “amici” su facebook molti hanno come amico questo scorfano che viaggia sotto il nome di Alessandro Lattanzio il quale ha da tempo passato il limite. Come ogni agente provocatore che lavora nel virtuale si guarda bene dal far circolare sue fotografie (è un lascito del metodo operativo degli agenti infiltrati di vecchia scuola) ma costruisce provocazioni, diffama, costruisce menzogne secondo una trama classica. L’obiettivo è facilmente desumibile. Il punto è che anche un avatar può essere ricondotto alla dimensione fisica e come dice la saggezza popolare solo le montagne non s’incontrano (che poi non è vero neppure questo). Quindi, Lattanzio a parte forse è il caso che i suoi amici virtuali e reali si guardino bene dall’agente molto speciale Alessandro Lattanzio e riflettano bene sul suo modo di operare. Chiunque è qui sulla mia bacheca può ben valutare il contenuto di questo stamp e solo un infame o un complice può prendere per buono quanto qui riportato. Uomini (e donne) avvisati mezzi salvati. Chiaro?”
Quindi che vuole tale vecchio depravato omicida? Far tirare un’altra bomba a mano nel mucchio? Sperando che lo faccia qualche giovane idiota che lo veneri come un santone, come lui da pischelletto venerava il barone burlone palermitano Andrea detto Julius Evola?

In Ucraina ci sono solo 'nazisti non veri' e 'partigiani diversamente antifascisti'.

In Ucraina ci sono solo ‘nazisti non veri’ e ‘partigiani diversamente antifascisti’.

“Questo sarebbe un comunicato filoatlantista e anti russo”, si domanda il vecchio arnese. Abituato a minacciare e a spacciare fumo, Murelli evita di citare i documenti successivi al 22 febbraio, data che celebrerà assieme al 28 ottobre e al 30 gennaio.
“L’altra cosa da cui vorrei un risposta da Washington è sulla visita segreta del coordinatore di Pravij Sektor, Andrej Artjomenko, a Washington per presunti incontri con Victoria Nuland. Vogliamo risposte perché è assai grave manipolare gli eventi in Europa dall’Atlantico. Non è un telecomando. E’ molto grave per noi” (MID)

Jarosh non nasconde il fatto che il suo movimento è guidato dalle idee di Bandera, quindi diamone un’occhiata:
• “Compito generale è la pulizia del territorio dell’Ucraina dal massimo numero di ‘moskali’ ostili (soprannome dispregiativo per i russi e gli ucraini russofoni), al fine di non distrarre significative forze nella custodia dei prigionieri di guerra o persone internate nel corso della difficile lotta”.
• “La gente ucraina sa: Mosca, Polonia, Ungheria ed ebrei sono i tuoi nemici. Uccidili!”. Cherson and Molschky Cherson and Molschky

L’assistente del segretario di Stato per gli affari europei ed euroasiatici, Victoria Nuland, aveva  incontri il gruppo neofascista ucraino Pravij Sektor a Washington DC. I capi di Pravij Sektor, tra cui il coordinatore di Pravij Sektor Andrej Artjomenko, a fine aprile 2014 si erano recati negli Stati Uniti con l’aiuto dell’ambasciatore statunitense a Kiev Jeffrey Payet, per colloqui con i rappresentanti del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, per negoziare con Victoria Nuland. Gli statunitensi hanno dato assistenza finanziaria e informativa ad Artjomenko per creare il partito Pravij Sektor. I funzionari del dipartimento di Stato USA avrebbero “investito” nella costruzione del partito neonazista ucraino 5/10 milioni di dollari. Tale finanziamenti non soddisfacevano il ducetto di Pravij Sektor Dmitrij Jarosh. Per lui la cifra offerta da Washington era insufficiente. Real War in Ukraine

mossad_mottoIl 26 febbraio 2014 l’ambasciatore d’Israele in Ucraina, Reuven El Din, si è incontrato con la dirigenza del movimento “Pravij Sektor“, compresa il suo capo Dmitrij Jarosh. I capi del movimento hanno informato l’ambasciatore sulla loro posizione sul futuro dell’Ucraina, e sottolineato che seguono una politica di tolleranza sulle questioni nazionali. Dmitrij Jarosh ha anche sottolineato che ogni retorica odiosa, in particolare l’antisemitismo, non solo è condannata dal “Pravij Sektor“, ma che l’avrebbero combattuta con tutti i mezzi giuridici legittimi. L’obiettivo del movimento è costruire un’Ucraina democratica, avere  trasparenza nel governo, combattere la corruzione e garantire pari opportunità per tutte le nazioni e dei popoli; intendono unire il popolo e costruire uno stato governato dal popolo. Le parti hanno convenuto d’istituire un numero verde per evitare provocazioni e problemi di coordinamento che si presentano. I capi del movimento hanno sottolineato che qualsiasi manifestazione di sciovinismo e xenofobia sarebbe stata punita. EmbassiesHeritage FL

CPi, affiliati ed altri arnesi di Gladio, tentano di affermare che in Ucraina non ci sono nazisti e fascisti, ma fantomatici ‘nazisti non veri’, qualsiasi cosa ciò significhi. Intanto, il figlio del vicecapo dei kollabos nazisti uraini, inaugura il ‘nuovo parlamento’ di Kiev. I kollabos dei nazisti, nel Walalla del neofascistume non entrano, essendo dei nazisti non sufficientemente ‘veri’.

544e139203655_38377La prima sessione del nuovo parlamento ucraino sarà aperta da Jurij Shukhevich, figlio del braccio destro di Stepan Bandera, duce dell’UNA-UNSO, il vecchio partito nazista ucraino. Shukhevch è stato eletto nel partito del terrorista neonazista pedofilo Oleg Ljashko. Novorossia

reinhard_gehlen_1945La verginità anale dei neofascisti: “I veri fascisti non stanno con gli americani”, come no! I generali e i comandanti delle SS non erano ‘veri nazisti’, secondo la psicolabilità del nullismo neofascista italiano:
L’ex-assistente di Adolf Eichmann, Otto von Bolschwing, fu reclutato dai servizi segreti statunitensi, proprio perché sapevano della sua carriera di criminale di guerra nelle SS, per contrastare la diffusione del comunismo e l’influenza del blocco sovietico. Uno spauracchio tutt’ora agitato dai ‘saltatori di steccati ideologici’ di Casapound. Otto von Bolschwing, braccio destro di Eichmann durante lo sterminio degli ebrei, a quanto pare per Murelli e camerateria avariata di contorno non era un ‘vero nazista’. Rivendicare la ‘non-nazistità’ dei comandanti e dei generali delle SS la si può definire paraculismo? Romanamente e autarchicamente, sì. “Nel 1980 l’FBI protesse dalle indagini del ministero della Giustizia 16 nazisti che vivevano negli USA che lavoravano per l’agenzia. Nel dopoguerra gli USA reclutarono 1000 nazisti secondo il New York Times (molti di più, in realtà), utilizzandoli nella lotta contro l’URSS. Il capo dell’FBI Edgar Hoover e quello della CIA Allen Dulles decisero di importare tali nazisti da usare contro Mosca proteggendoli dalle indagini sui crimini commessi negli anni ’30 e ’40. Hoover in persona approvò il reclutamento delle ex-SS, sostenendo che la meticolosità e l’anticomunismo viscerale di tali “nazisti moderati” fossero preziose per gli USA. Eccoli qua i ‘nazisti non veri’, i ‘nazisti moderati’ di Hoover. Sono costoro i numi tutelari dell’odierno paraculismo naziatlantista di CPI e cameratti? “Il New York Times racconta che quando il ministero della Giustizia si preparava a processare Aleksandras Lileikis, capo della Gestapo responsabile del massacro di 60mila ebrei lituani, la CIA cercò di difendere la spia, reclutata nel 1952… I giudici tennero duro e alla fine si giunse ad un compromesso: la magistratura avrebbe rinunciato a condannare Lileikis solo se nel processo fossero venute fuori questioni tali da mettere in pericolo la sicurezza nazionale USA. Non successe e il criminale nazista finì in galera.” Corriere

Edgar Hoover, santo patrono dei nazisti in America

Edgar Hoover, santo patrono dei nazisti in America

Uno spauracchio tutt'ora agitato dai 'saltatori di steccati ideologici' di Casapound.

Lo spauracchio tutt’ora agitato dai ‘saltatori di steccati ideologici’ di Casapound.

Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna

Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna

ANPI, la Gladio dei neocon dall’Iran all’Ucraina

Nazipiddini in rotta confessano: “tutta colpa di Aurora
Alessandro Lattanzio, 15/10/2014

La verità sarà rivelata un giorno. La verità non muore mai. Non m’interessa quello che succede. Ho avuto tre infarti e non ho figli, quindi se vogliono mandarmi in tribunale o in prigione, ne vale la pena per la verità“.
Udo Ulfkotte

Campagna promozionale dell'ANPI a Kharkov a sostegno dei camerat...  compagni diversamente antifascisti in Ucraina.

Campagna promozionale dell’ANPI a Kharkov a sostegno dei camerat… compagni diversamente antifascisti in Ucraina.

voerzio3L’ANPI di Vittorio Veneto infine ripiega dal proposito di indire un’inziativa in sostegno ai golpisti naziatlantisti a Kiev, probabilmente un rigurgito di nostalgismo per le operazioni combinate anti-jugoslave tra X MAS, brigata partigiana anticomunista Osoppo, cosacchi del generale ex-sovietico traditore Vlassov, unità di CIC, SOE, Abwehr e Brandenburg, indicendo per il 18 ottobre tale “iniziativa”, in linea con la kermesse naziatlantisa tenutasi il 14 settembre a Buscate (Milano), sotto il patrocinio del PD-PdL-Lega, dove si raccoglievano sia fondi per finanziare le bande neonaziste ucraine, sia le appassionate testimonianze del mercenario neo-fascista Fontana, preso dall’entusiasmo che provava nel bruciare vive persone ad Odessa e ad uccidere donne e anziani a Donetsk. Fontana viaggia tranquillamente tra “fronte interno” italiano e “prima linea” ucraina con il beneplacito dei servizi segreti italiani (legatissimi al PD, che ne ha nominato i vertici), tramite la rete Gladio, cui aderiscono non solo i nazisti Voerzio, Prevedello e Di Pasquale ma anche “giornalisti freelance” come Attanasio e soprattutto l’agente d’influenza statunitense Cazzulani, giovane promessa del PD, “esperto” di Europa orientale, Ucraina, Polonia, ecc. oltre che “pasionario” portavoce in Italia della “pasionaria” Julija Timoshenko, oligarca mafiosa, mandante di omicidi e una delle principali responsabili del disastro socio-economico ucraino; ma non per questo lo “spirito di solidarietà democratico” del PD viene meno, e il legalismo può anche andare all’inferno se si tratta di seguire gli ordini della CIA e della sua agente nel governo italiano Federica Mogherini.
Matteo Cazzulani, in partenza per gli Stati Uniti, destinazione Filadelfia, dove svolgerà attività di collaborazione con istituzioni democratiche italo-americane, è stato negli anni scorsi un giovane giornalista attento osservatore dei fatti di Polonia e Ucraina. Ha scritto sulla rivoluzione arancione, ha seguito come corrispondente da Kyiv il processo contro la Tymoshenko. In questo libro offre una chiave interpretativa fondamentale per capire la crisi dell’Ucraina di oggi, cerniera energetica tra Europa e Russia”. Le perle si saggezza dell’agente della sovversione statunitense Matteo Cazzulani, come questa, “La mentalità sovietica e l’anti americanismo culturale sono i più solidi alleati della propaganda di Putin”, ricordano abbastanza caninamente le perle di saggezza dell’agente della CIA Mogherini: “E sì, certamente la Russia di Putin ha rivitalizzato un atteggiamento di egemonia regionale che accentua la competizione con “l’Occidente”, senza dubbio alcuno”.

Matteo Cazzulani, 'esperto' di Ucraina e braccio destro di Gainni Pittalla

Matteo Cazzulani, ‘esperto’ di Ucraina e braccio molto destro dell’eurodeputato PD Gianni Pittella

A proposito di giornalisti e free-lance, ecco cosa ne dice il giornalista tedesco, con 25 anni di carriera, Udo Ulfkotte sulle menzogne diffuse dai mass media. Afferma che lui stesso fu convinto a mentire, ed oggi denuncia la propaganda di guerra dei media contro la Russia. “Stanco delle menzogne ​e di vivere in una repubblica delle banane senza una vera stampa indipendente. Alcuni suoi colleghi fanno parte di organizzazioni atlantiche che sostengono la propaganda degli Stati Uniti. Molti giornalisti sono “agente sotto copertura non ufficiali“. Udo Ulfkotte infatti ha lavorato sia per la Frankfurter Allgemeine Zeitung che per la CIA. Il suo compito era diffondere la propaganda filo-USA e filo-UE. (Ricorda un certo Cazzulani e un certo Attanasio?) “Organizzazioni atlantiste invitano i giornalisti, corteggiandoli pagandogli i viaggi e quindi corrompendoli, divenendo progressivamente “agenti sotto copertura non ufficiali” di cui la CIA può negare qualsiasi legame, se necessario. Ciò é particolarmente vero per i giornalisti tedeschi, inglesi, israeliani, australiani, neozelandesi e naturalmente francesi” (e italiani). Peggio, il giornalista dice che gli venne recapitato un articolo già scritto su Gheddafi e gli chiesero di firmarlo per pubblicarlo sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung. (Cazzulani ha un ‘negro’ alla casa Bianca?) L’articolo era stato scritto dall’intelligence tedesca BND. “La verità sarà rivelata un giorno. La verità non muore mai. Non m’interessa quello che succede. Ho avuto tre infarti e non ho figli, quindi se vogliono mandarmi in tribunale o in prigione, ne vale la pena per la verità“. Tanto di cappello Signor Ulfkotte. Fawkes

Ma ovviamente il “partigiano” Antonini, che dovrebbe quindi avere circa novant’anni, ci tiene ad indicare che il nemico sono i ‘rosso-bruni’, come insegna il famoso bardo dell’“antifascismo” targato Mondadori, (della nota famiglia rossa dei Berlusconi), Valerio Evangelisti.

Il counicato del compagno 'diversamente' antifascista Di Pasquale.

Il comunicato del compagno ‘diversamente’ antifascista Di Pasquale.

Annullato il Convegno di Vittorio Veneto sulla crisi ucraina
Il Convegno intitolato Ucraina: terra di confine? previsto per sabato prossimo e organizzato dalla sez. Anpi di Vittorio Veneto, con la partecipazione di giornalisti e opinionisti vicini alla causa del nazionalismo ucraino, senza contrappesi e contraddittori, è stato annullato. Le motivazioni sono state addotte nel comunicato stampa diramato l’11 u. s. dal Direttivo della sezione stessa. La notizia aveva comprensibilmente suscitato clamore e proteste: per una volta ancora, a seguito del Convegno di Cadoneghe del 17 febbraio su Foibe e Confine orientale, invece tenutosi, articolazioni locali della nostra Associazione esprimevano il proposito di legittimare personaggi e sodalizi da sempre ostili all’Antifascismo, danneggiando seriamente l’immagine dell’Anpi. All’esterno non è contemplabile che si tratti di iniziative locali, ragion per cui, specialmente oggi con i social, ove tutto diviene fonte autorevole, si è immediatamente passati a trarre delle conclusioni generali sull’Associazione. Ne sono sortiti lettere e interventi, non tutti, va da sé, disinteressati. Se in molti sostengono giustamente che l’Anpi non debba in alcun modo supportare un nazionalismo come quello ucraino, coi suoi diretti, e fattivi, riferimenti al collaborazionismo filonazista nella Seconda guerra mondiale (si pensi alle famigerate SS ucraine che hanno seminato terrore e morte in tutta Europa, Italia compresa); altri, cui l’Antifascismo non può interessare di meno, hanno colto l’occasione per intorbidire le acque e infangare. È il caso del provocatore e calunniatore Alessandro Lattanzio, il cui post sul suo blog rossobruno “Aurora”, intitolato Anche l’Anpi al fianco dei nazisti ucraini, è stato il più condiviso e divulgato nella rete. (Bingo!)
Non bisogna dar pretesti a questi diffamatori. L’annullamento di questo Convegno è un passo avanti. È bene che l’Anpi promuova una seria riflessione sull’argomento in oggetto e, in linea con le sue prerogative e il suo Statuto, sostenga la causa delle organizzazioni antifasciste che si stanno battendo contro la giunta golpista di Kiev, nel ricordo dell’immenso tributo di sangue dato dalle popolazioni sovietiche per la sconfitta del nazifascismo.

Silvio Antonini
Presidente Cp Anpi Viterbo

Antifa supporter degli ucrofascisti

Antifa supporter degli ucrofascisti

Sì, perché se non fosse stato per il sito Aurora del “calunniatore e provocatore” Alessandro Lattanzio, il convegno di supporto ai nazisti attivi in Ucraina si sarebbe tenuto tranquillamente, con Antonini (e quelli come lui) che sempre tranquillamente avrebbe applaudito all’espressione di democrazia dell’ANPI in supporto della propaganda di coloro che in Ucraina uccidono e perseguitano antifascisti e comunisti, abbattono statue di Lenin, distruggono monumenti all’Amata Rossa e ai Partigiani che, al contrario del “partigiano” Antonini e dei suoi camerati della miniburocrazia nazipiddina, combatterono (e combattono) realmente il fascismo invasore in Ucraina. Ma non è la prima volta che l’ANPI, che Antonini dipinge come baluardo della democrazia e della resistenza, agisce da cinghia di trasmissione della sovversione atlantista, fiancheggiandone le reti terroristiche come Gladio. Tralasciando lo squallidissimo spettacolo dell’ANPI che supporta esplicitamente sionismo e azioni belliche d’Israele, qui e qui. E tralasciando le infinite kermesse dell’ANPI a supporto della sovversione atlantista-sionista in Medio Oriente e delle guerre civili scatenate dagli islamisti eterodiretti dalle intelligence della NATO, qui.
Maryam20Rajavi203 L’ANPI s’é scagliata anche contro l’Iran. Difatti va ricordato che l’ANPI, che blatera in continuazione di resistenza e lotta per la democrazia, seguendo sempre gli ordini del Mossad e della CIA trasmessi via PD, presenziò e sostenne la campagna propagandistica in Italia dell’organizzazione terroristica dei Mujahidin e-Kalq. I Mujahidin e-Kalq è un’organizzazione dedita al terrorismo stragista in Iran dove, su ordine del Mossad e delle intelligence statunitensi, compie agguati contro le forze dell’ordine locali, assassina ricercatori e scienziati iraniani ed iracheni, piazza bombe ed autobombe in località pubbliche, per terrorizzare la popolazione iraniana che supporta la propria Patria. La provincia di Cuneo, con il supporto dell’ANPI, infatti, organizzò un evento ospitando degli esponenti del MeK, “Rahimi ha risposto alle numerose domande dei presenti, tratteggiando il volto della Resistenza, che vede in prima linea proprio le donne, non a caso alla guida del Consiglio nazionale della Resistenza con Maryam Rajavi, di stanza a Parigi. Un’istanza immediatamente accolta dall’assessora provinciale alle Pari opportunità, Anna Mantini, moderatrice dell’incontro, che ha promesso la presentazione a breve di un apposito ordine del giorno provinciale per invocare il rispetto dei diritti universali in Iran (qui)”. Maryam Rajavi, così elogiata dai miserabili burocratelli nazipiddini dell’ANPI/PD, è il capo di tale l’organizzazione terroristico-stragista, una setta di estremisti armati e appoggiati dai vari nemici dell’Iran, da Sadam Husayn ai neocon statunitensi e al Mossad (qui).
All’inizio del 2013 il MeK aveva aperto un ufficio a Washington, registrandosi sotto lo pseudonimo di Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), come lobby. È interessante notare che la registrazione include la dichiarazione che non riceve soldi da governi stranieri, sollevando la domanda se il MeK prenda denaro negli Stati Uniti”. (qui)

La compagna 'partigiana' iraniana dell'ANPI  Maryam Rajavi con Ileana Ros-Lehtinen, deputata neocon statunitense, è a capo della fazione anti-iraniana estremista del Congresso USA.

La compagna ‘partigiana’ iraniana dell’ANPI Maryam Rajavi con Ileana Ros-Lehtinen, deputata neocon statunitense, a capo della fazione anti-iraniana estremista del Congresso USA.

Maryam Rajavi e il rabbino Daniel Zucker, a capo del gruppo Americans for Democracy in the Middle East, accanito supporter sionista del the MEK

Maryam Rajavi e il rabbino Daniel Zucker, a capo del gruppo Americans for Democracy in the Middle East, accanito supporter sionista del MeK

Quindi è comprensibile l’irritazione di Antonini e degli altri mercenari burocratici nazipiddini per le “calunnie” del sottoscritto “rosso-bruno” contro l’ANPI, ente che pretende di onorare la Resistenza organizzando convegni per legittimare e supportare i vari arnesi della sovversione atlantista: gladiatori italiani, islamisti mediorientali, nazisti ucraini e terroristi sionisti. Insomma la feccia della Storia con cui Antonini, Cazzulani e camerati del PD si accompagnano, supportandone e legittimandone di fatto i crimini, in coerenza con la linea geopolitica dettata da CIA e Mossad.

MKO-US-SupportOltre a fornire ai terroristi del MeK due basi militari in Iraq, quali santuari, gli Stati Uniti cospirarono per anni per armare, finanziare e guidare il MeK in una guerra per procura contro l’Iran.  Il sostegno occulto statunitense al gruppo terrorista dei Mujaheddin e-Khalq (MeK) è in corso almeno dal 2008, con l’amministrazione Bush, quando Seymour Hersh scrisse nel 2008 per il New Yorker l’articolo “Preparare il campo di battaglia”, riferendo che non solo il MeK era considerato  come possibile fantoccio, ma che gli Stati Uniti avevano già cominciato ad armarli e finanziarli per la guerra all’Iran: “Il MeK era sulla lista dei terroristi del dipartimento di Stato per più di un decennio, ma negli ultimi anni il gruppo ha ricevuto armi ed intelligence, direttamente o indirettamente, dagli Stati Uniti. Alcuni dei fondi segreti di nuova autorizzazione, mi ha detto il consulente del Pentagono, potrebbero finire nelle casse del MeK. “La nuova task force lavorerà con il MeK. L’amministrazione è alla disperata ricerca di risultati”, aggiungendo: “Il MeK non segue il CPA per la revisione dei libri, e i suoi capi si riempirebbero le tasche da anni. Se solo la gente sapesse ciò che il MEK è sempre stato, e quanto incassa nei suoi conti bancari, tuttavia è quasi inutile date le intenzioni dell’amministrazione”. Più di recente, il Daily Mail ha pubblicato una splendida ammissione dai “funzionari degli Stati Uniti secondo cui Israele attualmente finanzia addestra, arma e collabora direttamente con il MeK. Il Daily Mail afferma: Seymore Hersh in un’intervista ad NPR sostiene anche che membri scelti del MeK hanno già ricevuto addestramento specifico negli Stati Uniti”. I funzionari degli Stati Uniti hanno confermato oggi che Israele finanzia e addestra i dissidenti iraniani per assassinare gli scienziati nucleari coinvolti nel programma nucleare iraniano. Addetti ai lavori di Washington hanno confermato la stretta relazione tra Mossad e MeK.
Nel 2009, un vasto complotto fu tramato dal think-tank Brookings Institution. Il documento “Quale percorso per la Persia?”, propone armamento, addestramento e direzione del MeK verso una campagna terroristica contro il popolo iraniano. Nella relazione, cospira apertamente per usare l’organizzazione terroristica quale “ascaro degli Stati Uniti”: “Forse il più importante (e sicuramente il più controverso) gruppo di opposizione che attirato attenzione quale potenziale ascaro degli Stati Uniti è il CNRI (Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana), movimento politico creato dai MeK (Mujahedin-e Khalq). I critici ritengono che il gruppo sia antidemocratico e impopolare, e difatti anti-americano. Al contrario, i campioni del gruppo sostengono che la lunga opposizione del movimento al regime iraniano e la serie di attacchi riusciti nelle operazioni d’intelligence contro il regime, lo rendono meritevole di sostegno degli Stati Uniti. Sostengono anche che il gruppo non sia più anti-americano e mettono in discussione il merito delle accuse precedenti. Raymond Tanter, uno dei sostenitori del gruppo negli Stati Uniti, sostiene che MeK e CNRI siano gli alleati per il cambio di regime a Teheran e che agiscano da utili emanazioni per l’intelligence. Un grande colpo d’intelligence del MeK fu la raccolta di informazioni nel 2002 che portarono alla scoperta di un sito segreto in Iran per l’arricchimento dell’uranio. Nonostante le affermazioni dei suoi difensori, il MeK rimane sulla lista del governo degli Stati Uniti delle organizzazioni terroristiche straniere. Negli anni ’70, il gruppo uccise tre ufficiali e tre civili statunitensi in Iran. Durante la crisi degli ostaggi del 1979-1980, il gruppo elogiò la decisione di prendere ostaggi statunitensi ed Elaine Sciolino riferì che mentre i capi condannarono pubblicamente gli attacchi dell’11 settembre, le celebrazioni nel gruppo furono ampie. Innegabilmente, il gruppo ha condotto attentati terroristici, spesso giustificati dai sostenitori del MeK perché diretti contro il governo iraniano. Ad esempio, nel 1981 il gruppo bombardò il quartier generale dell’Islamic Republic Party, allora principale organizzazione politica della leadership clericale, uccidendo circa 70 alti funzionari. Più di recente, il gruppo ha rivendicato oltre una dozzina di attentati, omicidi ed altri attacchi contro obiettivi iraniani civili e militari, tra il 1998 e il 2001. Per lavorare più a stretto contatto con il gruppo (in modo palese), Washington dovrebbe rimuoverlo dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere”.
Oltre al generale dell’US Army Hugh Shelton, altri politici di primo piano degli Stati Uniti hanno letteralmente celebrato la banda di furiosi terroristi del MeK e i loro sostenitori, come l’ex-sindaco di New York Rudy Giuliani, Howard Dean, Tom Ridge, John Lewis, Ed Rendell, l’ex-ambasciatore John Bolton, l’ex-direttore dell’FBI Louis Freeh, l’ex-generale Wesley Clark, Lee Hamilton, l’ex-comandante dell’US Marine Corps generale James Jones e Alan Dershowitz (Tutti neocon furiosi. NdT). La congressista degli Stati Uniti Nancy Pelosi ha anche “salutato” i terroristi del MeK per il nuovo anno iraniano.
Fonte: US war on Iran takes bizarre turn

L'ANPI ha supportato l'aggressione alla Jamahiriya Libica, in linea con i dettami del Mossad, sponsor dell'associazione dei 'partigiani'.

L’ANPI ha supportato l’aggressione alla Jamahiriya Libica, in linea con i dettami del Mossad, sponsor dell’associazione dei ‘partigiani’.

L'ANPI denigra e supporta anche il rovesciamento dei governi antimperialisti Latinoamericani.

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L'ANPI nella realtà.

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