I terroristi belgi nel contesto: oligarchia e mercenari

Gearóid Ó Colmáin, AHTribune 24 marzo 2016arabie-14Gli attacchi terroristici in Belgio del 22 marzo hanno dimostrato che la ‘guerra al terrore’ non finirà presto. Sembra che alcuna sicurezza o sorveglianza possa ‘proteggerci’ da criminali psicopatici intenti ad uccidere inermi per ‘portarci via le nostre libertà’. L’ondata di attentati in Belgio avviene pochi giorni dopo che i media francesi annunciavano la ‘buona notizia’ che un progresso era stato finalmente compiuto portando alcuni di questi terroristi in tribunale. L’Europa comincia a sperimentare ciò che i siriani negli ultimi cinque anni e gli iracheni da oltre un decennio hanno sofferto: le stragi indiscriminate di civili. Ma quando i “ribelli” commettono tali crimini in Siria al soldo degli alleati occidentali per la geopolitica della NATO, non è terrorismo. Quando i camerati dei terroristi belgi uccidevano uomini, donne e bambini in Siria nel 2013, il magistrato antiterrorismo francese Marc Trevidic disse: “Ci sono molti giovani jihadisti recatisi al confine turco per entrare in Siria e combattere il regime di Bashar, ma l’unica differenza è che la Francia non è il nemico. Quindi non li vediamo allo stesso modo. I giovani che vediamo oggi lottare contro Bashar al-Assad saranno forse pericolosi in futuro, ma per il momento combattono Bashar al-Assad e la Francia è dalla loro parte. Non ci attaccheranno”. Ma ora i terroristi sono di nuovo ”pericolosi”. Vale a dire pericolosi per la gente. Tali delinquenti, tuttavia, non sono un pericolo per il potere politico élitario. L’arresto di Salah Abdasalam a Bruxelles il 21 marzo fu salutato come una vittoria importante dai governi belga e francese nella ‘guerra al terrorismo’ in Europa. In effetti, è raro vedere terroristi taqfiri/salafiti/wahhabiti arrestati e processati. Il modello usuale è essere uccisi nelle sparatorie con la polizia. Allora, cos’è cambiato? Nulla è cambiato nella politica estera francese dai due attentati dello scorso anno. La Francia continua a vendere armi a regimi che sostengono il terrorismo wahabita come l’Arabia Saudita. La Francia continua a sostenere i cosiddetti “ribelli moderati” in Siria, nonostante che non esistano ribelli moderati. Così, ora abbiamo l’arresto del ‘principale sospettato’ degli attentati del 13 novembre, che viene considerato una svolta dai servizi europei. Prima o poi le autorità europee dovevano arrestare qualcuno legato al terrorismo. Il modello da ‘liquidazione’ cominciava ad apparire assai sospetto, minando la credibilità delle ‘democrazie occidentali che vogliono sostenere lo Stato di diritto’. Dalla presunta uccisione di Bin Ladin nel 2011 a quella di Muhamad Marah nel 2012; di Michael Zehaf Bibeau a Ottawa nel 2014; dei fratelli Quachi e di Qulibaly nel 2015; ad Abdalhamid al-Baud a Parigi nel novembre 2015 e all’esecuzione di Sayad Rizuan Faruq e Tashfi Maliq a San Bernardino sempre nel 2015, sembrava che le forze di sicurezza occidentali volessero i ‘terroristi’ morti piuttosto che vivi. Tali “liquidazioni” di presunti criminali eliminavano anche testimoni chiave dei crimini in questione. Le prove quindi sparivano insieme all’apparato di prove, esami incrociati, argomentazioni e parti civili. Così il pubblico resta all’oscuro se o meno presunti assassini fossero veramente colpevoli, agissero da soli o avessero ricevuto l’aiuto di agenzie d’intelligence per tali violenze.
Ci possono essere stati buoni motivi per cui la polizia francese voleva morti i fratelli Quachi. Presumibilmente avrebbero combattuto in Siria e stretti legami con i servizi segreti francesi. Muhamad Marah era informatore dell’intelligence francese e aveva prestato servizio in Afghanistan. Il capo del Front National, Marine Le Pen, notava alla TV francese che Marah aveva avuto stretti legami con la DCRI (Direction Centrale du Renseignement Intérieur) l’agenzia di spionaggio nazionale francese, e osservò che la familiarità con tali funzionari era fonte di grave preoccupazione. Il 21 luglio 2014 Le Monde riferì che la maggior parte dei casi di terrorismo ‘islamista’ negli Stati Uniti, dal 2001, erano azioni sotto falsa bandiera orchestrate dall’FBI. Mentre sono pronti ad ammettere che sia così negli Stati Uniti, i media francesi sono profondamente riluttanti ad affrontare la possibilità della collusione dello Stato nell’orchestrare il terrorismo ‘islamista’ in Europa. Sui sospetti terroristi ‘liquidati’ dai grandi e buoni, possiamo citare il caso del capo del terrorismo stesso, Usama bin Ladin. Il terrorista saudita fu ampiamente indicato gravemente malato quando venne apparentemente visitato da agenti della CIA pochi mesi prima degli attentati del settembre 2001 a New York, Pennsylvania e Washington, secondo un articolo del quotidiano Le Figaro. Molti credono sia morto molto prima dello spettacolare assassinio per mano del commando statunitense, il 2 maggio 2011. In realtà, l’ex-prima ministra del Pakistan Benazir Bhutto aveva già sostenuto su al-Jazeera, nel 2008, che fu ucciso da shayq Ahmad Umar Said. Alcuna prova fu mai prodotta della sua morte per mano dei commando statunitensi.
12688277 Il ruolo esatto di Salah Abdasalam negli attacchi terroristici del 13 novembre rimane sconosciuto. Si dice che sia stato un ‘fixer‘, affittasse le auto, e che avesse espresso il desiderio di suicidarsi allo Stade de France, ma gran parte di tale storia è poco chiara. Nessuno può spiegare come Abdasalam sia riuscito a nascondersi in Belgio per tutto questo tempo. Può davvero essere tutto causa della totale incompetenza della polizia belga, come alcuni hanno sostenuto? Ciò che è chiaro è che ci sarà un processo di fronte a una ‘corte d’assise speciale’, una seduta speciale di magistrati francesi senza una giuria e il pubblico non potrà mai scoprirne le relazioni con l’intelligence belga o francese,di certo esistente direttamente o indirettamente, dato che lo Stato francese ha stretti legami con i terroristi taqfiri in Medio Oriente e Africa e i loro capri espiatori in Europa. Mentre articoli abbondano di dettagli sull’arresto e la vita turbolenta del terrorista, alcun media ‘rispettabile’ ha osato dire l’indicibile: che lo Stato francese, lungi dal promuovere ‘democrazia’ e ‘diritti umani’, s’è infognato col terrorismo taqfirita, decorando i dittatori wahabiti che promuovono il culto della morte, mentre demonizza le democrazie laiche e religiose che combattono il terrorismo taqfrita come Federazione russa, Repubblica araba siriana e Repubblica islamica dell’Iran. Senza la copertura militare e la propaganda costante del complesso militare-industriale-mediatico-spionistico francese, i terroristi taqrifi in Siria sarebbero stati sconfitti dall’Esercito arabo siriano nel 2011 e la ‘guerra al terrorismo’ sarebbe finita. Nonostante France Inter, la radio di stato del Paese, abbia trasmesso un’inchiesta nel dicembre 2015, dal titolo ‘SIIL, Autopsia di un mostro’, rivelando che gli Stati Uniti ne siano i creatori, il pubblico francese fu completamente ingannato sulla guerra alla Siria, e la grande menzogna riemerge immancabilmente su tutti i media francesi ogni volta che c’è un attacco terroristico o quando un fantoccio terrorista viene ufficialmente arrestato o ‘liquidato’. Mentre scrivo, arriva la notizia di un altro attentato in Belgio. Un aeroporto e una stazione della metropolitana venivano attaccati, 30 persone uccise e 230 ferite. Tali attentati stressano ancor più i civili che viaggiano per lavorare. Ci saranno sensori all’ingresso alle stazioni della metropolitana, con lunghe code. Ci saranno perquisizioni da parte delle guardie di sicurezza, più telecamere di sicurezza, ulteriori restrizioni alle libertà civili in nome della ‘sicurezza’. Nel frattempo, altri interventi all’estero saranno chiesti per combattere il nemico fantasma. Uno dei video utilizzati dal giornale belga Dernière Heure era una videoregistrazione degli attacchi terroristici all’aeroporto di Mosca a Domededovo, del 24 gennaio 2011. Perché il media decise di mostrare un falso video sugli attacchi belgi è una domanda che possiamo, forse, porci. I musulmani soffriranno, in particolare, a seguito di tali attentati, divenendo i capri espiatori della ricerca del sionismo del dominio globale e, siamo chiari, il sionismo è la forma d’imperialismo che ha prodotto una ‘guerra al terrore’ profondamente menzognera. La maggior parte dei capi neo-conservatori degli Stati Uniti che spingono per la ‘guerra globale al terrorismo’ e che pregano per avere il pretesto di scatenare la guerra, sono titolari del doppio passaporto statunitense/israeliano o sono per ‘Prima Israele’. E il ruolo d’Israele negli attacchi terroristici dell’11 settembre è ampiamente dimostrato. Esplorare il ruolo d’Israele nel fabbricare attentati fuori della Palestina è, naturalmente, un indiscutibile tabù. Il giornalista investigativo francese Hisham Hamza, che scrisse un libro dettagliato sul ruolo d’Israele negli attacchi 911, è stato recentemente arrestato per aver denunciato l’origine israeliana delle foto del massacro al teatro Bataclan di Parigi, negli attentati del 13 novembre 2015. Hamza potrebbe affrontare un condanna per ‘violazione del segreto istruttorio’, un’affermazione assurda da una magistratura che chiaramente opera per conto di una potente lobby. Ofir Akunis, Ministro della Scienza, Tecnologia e Spazio d’Israele, ha detto che gli attacchi terroristici dello SIIL erano dovuti all’UE che passa più tempo ad etichettare i prodotti dei territori occupati dagli israeliani che a proteggere i propri cittadini dal terrorismo ‘islamico’, sollevando sospetti sui social media sul ruolo nefasto dello Stato ebraico nel terrorismo e nell’accusarne gli arabi. Tale nuova ondata di attacchi terroristici in Belgio ricorderà ai cittadini le precedenti campagne terroristiche. Anche se il Parlamento europeo ne ha condannato pubblicamente l’esistenza, nel 1990, l’Operazione Gladio, vasta rete europea del terrorismo della CIA, non è mai stata completamente studiata dai tribunali europei. Il 26 febbraio del 2013, un breve articolo apparve su Le Monde sui procedimenti giudiziari in Lussemburgo relativi alla rete terroristica della CIA. Ma l’articolo era solo di un paio di righe e fu sepolto nelle ultime pagine. Nel gennaio 2016 un articolo sull’Operazione Gladio fu pubblicato ancora su Le Monde dal titolo ‘Il peso del piombo’. sulla campagna terroristica in Italia, ammettendo che i servizi segreti e altre agenzie statali erano colluse con i terroristi di destra per screditare l’avanzare dell’opposizione di sinistra all’ordine capitalistico, commettendo atti terroristici contro i civili per incolparne i gruppi di sinistra. Gli attacchi terroristici di questo tipo sono comunemente noti come terrorismo sotto falsa bandiera. Non ci fu alcuna discussione nei mass media sulla possibilità, difatti forte probabilità, che le stesse forze siano in gioco oggi nell’attuale ‘guerra al terrore’. Gli attacchi terroristici di Gladio facevano parte della ‘strategia della tensione’ della CIA volta a spingere i cittadini europei a volere la protezione dallo Stato, neutralizzando così il malcontento popolare per le politiche antisociali, pur mantenendo la massima ostilità verso l’Unione Sovietica.
12715500Prima degli attentati belgi di questa settimana, lo SIIL emise un video che minacciava altro terrorismo in Francia. Ma molti di tali video si dimostrarono in passato dei falsi. Il 29 novembre 2002, la BBC pubblicò l’analisi sul video di bin Ladin dell’Istituto Dalle Molle Institute for Perceptual Artificial Intelligence. I ricercatori confermarono che molti dei video di bin Ladin, diffusi dopo il 2001, erano falsi. Eppure anonimi esperti statunitensi sostennero il contrario. Le loro analisi le riterreste più credibili? Nel 2007, il New York Times riferì che il capo di al-Qaida in Iraq, Abdullah Rashid al-Baghdadi, era un personaggio di fantasia inventato dai militari degli Stati Uniti. L’articolo è tra i primi a parlare dell’ormai famigerato ‘Stato islamico’. “Lo stratagemma era inventare Baghdadi, un personaggio il cui nome ne stabilisce il pedigree iracheno, farne il capo di un’organizzazione di facciata chiamata Stato Islamico dell’Iraq… Ayman al-Zawahiri, il vice di Usama bin Ladin, cercò di rafforzare l’inganno facendo riferimento ad al-Baghdadi nelle sue affermazioni video e internet”. La spiegazione ufficiale dello stratagemma dei militari degli Stati Uniti era che volevano screditare al-Qaida in Iraq mettendovi uno straniero a capo. Ma tale argomento non ha senso dato che al-Qaida è sempre stata una rete internazionale di fanatici, non un’organizzazione nazionalista. Infatti, l’esistenza di al-Qaida in Iraq servì a criminalizzare l’opposizione patriottica e nazionalista all’occupazione militare degli Stati Uniti. Le prove della collusione USA/NATO/Israele con al-Qaida e SIIL sono troppe per essere trattate tutte qui. Potremmo parlare delle foto dell’incontro del senatore statunitense John McCain con lo SIIL in Siria; la sua conferenza stampa in cui disse ”Conosco lo SIIL intimamente, gli ho incontrati e gli ho parlato sempre”. I numerosi invii di armi dai militari inglesi e statunitensi allo SIIL in Iraq; le dichiarazioni di ambasciatori e ufficiali israeliani che preferirebbero lo SIIL all’Iran in Siria. Ed in tale contesto si potrebbe sostenere che il presidente Obama commise un lapsus linguae imbarazzante quando ammise che il Pentagono “addestrò le forze dello SIIL, tra cui le tribù sunnite della provincia di Anbar”. La prova che lo SIIL/Stato islamico sia uno strumento della politica estera della NATO, una risorsa chiave segreta militare e strategica nell’incessante guerra imperialista di conquista all’estero. e pretesto per imporre lo Stato di polizia all’interno, è incontrovertibile. Gli ultimi arresti ed attentati sono nuovi e tragici episodi dell’infinita guerra dell’oligarchia alla libertà. La guerra al terrorismo è ed è sempre stata una guerra di classe. Quando la CIA armò, addestrò e finanziò i mujahidin nell’Afghanistan democratico nel 1979, sosteneva i suoi alleati di classe, i padroni che usavano il fanatismo religioso per mantenere il dominio di classe feudale sui contadini poveri. Oggi gli alleati chiave delle élite politiche occidentali/sioniste sono i Fratelli musulmani che hanno gli stessi interessi di classe delle controparti occidentali. Non sorprende quindi trovare che il presidente Erdogan della Turchia, che Le Monde del 12 febbraio 2014 ammetteva sostenere lo SIIL in Siria, abbia predetto il terrorismo a Bruxelles il 19 marzo 2016, pochi giorni prima degli attentati.
E’ uno sporco gioco, questa guerra al terrorismo. Ma quando abbastanza persone ne conoscono le sue regole, il potere élitario responsabile cadrà nella propria trappola.

I nostri padri fondatori

I nostri padri fondatori

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Bruxelles: le False Flag di CIA, Mossad e Gladio

Aanirfan

aIl 22 marzo 2016, il ministro degli Esteri palestinese Riyad al-Malqi doveva comparire dinanzi alla commissione affari esteri di Bruxelles per discutere come riavviare il processo di pace in Medio Oriente. EP. Così, il 22 marzo era il giorno giusto per il Mossad per colpire Bruxelles? Gli attacchi terroristici a Bruxelles saranno utilizzati per giustificare un’invasione della Siria? I presunti attentatori di Bruxelles del 22 marzo 2016, i fratelli Qalid e Ibrahim al-Baqrawi, e Najim Lashrawi, vanno considerati agenti dei servizi di sicurezza. Qalid e Ibrahim al-Baqrawi sarebbero stati reclutati dai servizi di sicurezza qualche tempo fa mentre erano in carcere per reati comuni. Qalid e Ibrahim al-Baqrawi furono nuovamente arrestati pochi giorni prima dell’attentato del 22 marzo 2016, secondo il Centro per la politica della sicurezza. Najm Lashrawi avrebbe lavorato per la CIA e alleati in Siria. I media hanno presentato un video della sorveglianza come video dell’attacco terroristico del 22 marzo 2016 a Bruxelles. Il video invece era sull’attacco terroristico all’aeroporto Domodedovo di Mosca del 24 gennaio 2011. Il Video che pretende di dimostrare l’esplosione di Zaventem fu ripreso nel 2011. Falso video utilizzato per informare sugli attentati di Bruxelles.Screen-Shot-2016-03-22-at-14.57.44-1024x797Negli anni ’80 i servizi di sicurezza (operativi di Gladio della CIA) effettuarono i massacri nel Brabante in Belgio. “Secondo l’ex-agente del Mossad Victor Ostrovsky nel suo secondo libro ‘L’altro lato dell’inganno’ le stragi del Brabante furono effettuate da elementi degli eserciti segreti di Gladio, blanditi e manipolati dai servizi segreti israeliani, che spiegò la necessità di fare capire alla gente la necessità della ‘sicurezza’“. “Ostrovosky ha affermato che gli stragisti del Brabante trovarono rifugio in Israele, quando le autorità belghe erano sotto pressione per arrestarli”. Esplosioni all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles.51KBQ568MWL._SY344_BO1,204,203,200_In Belgio, il parlamentare Laurent Louis pubblicò un elenco di nomi che il gruppo ‘Anonymous‘ trasmise a tutti i parlamentari del Belgio. L’elenco riguarda le persone coinvolte nel caso Dutroux. Tra i nomi elencati: il generale degli USA Michael Aquino (che ebbe un ruolo importante nella guerra psicologica e fu coinvolto nell’operazione di lavaggio del cervello Monarch; consigliere dello Stato Maggiore per l’Europa occidentale), Paul Bonacci, vittima di Monarch, Willy Claes segretario generale della NATO nel 1994-95, Elio di Rupo attuale primo ministro belga, André Cools, ministro belga assassinato… I vertici del Belgio sono ricattati. Gli eurocrati e Marc Dutroux I/Un giudice, un re, uno psicopatico e la sua amante/Segni Satanici

Michael Aquino

Michael Aquino

AntonLaVey

Michael Aquino è anche il fondatore della chiesa satanista ‘Tempio di Set’.

Israele vuole distruggere il Belgio. Il Parlamento belga ha chiesto il riconoscimento della Palestina.MostwantedmanintheworldL’uomo in bianco è indagato dalla polizia. Il 22 marzo 2016, almeno 30 persone sono state uccise negli attacchi in stile Gladio nell’aeroporto di Bruxelles e in una stazione della metropolitana, nelle ore di punta, a Bruxelles. Lo SIIL ha rivendicato gli attentati. Lo SIIL sarebbe gestito da CIA, Mossad e amici. Chi c’è realmente dietro lo SIIL_88903881_88903880Il 18 marzo 2016, il presidente turco previde un possibile attentato a Bruxelles. Erdogan disse, ‘non vi è alcun motivo per cui la bomba esplosa ad Ankara non possa esplodere a Bruxelles‘. La strategia della tensione aiuta Trump.fs_III_2La CIA ed amici attaccarono il Belgio molte volte in passato. “Nel 1984, una squadra di marines statunitensi fu paracadutata in Belgio, e incontrò un membro dell’intelligence militare belga (NATO, Gladio e la strategia della tensione. Stay Behind della NATO). Si nascosero per due settimane prima di attaccare la stazione di polizia a Vielsalm. Armi e munizioni furono rubate. Un agente di polizia belga fu assassinato. Nel 1991, un’indagine del Senato belga dimostrò che l’attacco fu opera di militari statunitensi e belgi. Ulteriori attacchi ebbero luogo in Belgio. Altre armi e munizioni furono rubate in tali attacchi… In quel periodo in Belgio, gli “estremisti” guidavano i cosiddetti Massacri del Brabante. Si trattava di una serie di attacchi in due anni. Gruppi di uomini armati irruppero in ristoranti e supermercati e iniziavano a sparare“. Gladio e la creazione del caos geopolitico.
Il generale sir Anthony Farrar-Hockley, ex-comandante in capo delle forze NATO in Europa settentrionale, disse… che un servizio d’intelligence segreto fu istituito in Italia con l’aiuto di agenti inglesi e della CIA, ed anche in parte finanziati da essa. La filiale italiana della rete era nota come Operazione Gladio“. Richard Norton Taylor, Guardian, 15/11/90
Aangirfan ha descritto l’operazione asimmetrica di controintelligence, originariamente concepita come difesa ‘oltre le linee’ di un Paese, poi mutata scatenando il terrore in ‘Patria’ (Europa, America del Nord) per manipolare risultati politici, sociali, militari e la spesa per la difesa, all’interno. “Non è una teoria della cospirazione, è un fatto storico”. “Il 30 gennaio 2010, si apprese che i generali della NATO idearono l’Operazione Gabbia (Le indagini su Gabbia si approfondiscono con Poyrazkory rinviato a giudizio) compresa l’idea di far detonare esplosivi durante le gite di scolari nei musei militari in Turchia. L’intenzione era uccidere molti bambini“. Il generale inglese Frank Kitson avrebbe sviluppato l’idea della ‘pseudo banda’”. (Il generale Frank Kitson: sviluppò il falso terrorismo).
BrusselsLo SIIL è un’operazione di Gladio della CIA che interessa terrorismo e controllo mentale. Il Parlamento italiano dichiarò: “Quei massacri, quelle bombe, quelle azioni militari furono organizzate o promosse o sostenute da uomini delle istituzioni dello Stato italiano e, come è stato scoperto ultimamente, da uomini legati alle strutture dell’intelligence degli Stati Uniti”. Il professor Daniel Ganser scrive: “Questa è una citazione molto rivelatrice (e tanto per essere chiari, gli attentati in Italia, le stragi, come si chiamano in Italia, come Bologna, Piazza Fontana e Peteano, furono fatti indiscussi e consolidati della Guerra fredda). Così, qui abbiamo il Senato italiano che, una quindicina di anni fa, ammise che uomini delle istituzioni italiane, come ad esempio le unità del Ministero della Difesa italiana e dell’intelligence militare (i servizi segreti), erano collegati a tali attentati. Inoltre, personale dei servizi segreti statunitensi, come la CIA e forse la DIA (Defence Intelligence Agency), era anche collegato a tali atti di terrorismo“. Gli eserciti segreti della NATO. Operazione Gladio e la strategia della tensione.
Nel 1963 Kennedy fu assassinato e cinque mesi più tardi i socialisti italiani furono estromessi dal governo con un colpo di Stato di destra orchestrato dalle unità di CIA e Gladio. (Operazione Gladio)
Felice Casson è il magistrato italiano che rivelò l’esistenza dell’Operazione Gladio, l’operazione terroristica gestita da CIA e NATO dagli anni ’50. Gladio viene utilizzata per rimuovere presidenti e primi ministri. Felice Casson
Le indagini su Gladio di Casson iniziarono nel 1984, e ben presto portarono all’arresto di oltre 600 persone, agenti di polizia, militari, imprenditori, giornalisti, giuristi, politici e mafiosi. Casson parla contro la pressione politica su… Maggiori informazioni possono essere trovate sul giudice Felice Casson e l’Operazione Gladio da WikiSpooks.
Casson scoprì che una serie di attentati terroristici in Italia, imputati alle Brigate Rosse, fu opera del servizio segreto militare italiano. Il peggiore fu alla stazione di Bologna nel 1980, che uccise 85 persone. Vincenzo Vinciguerra fu uno degli arrestati. Durante il processo, Vinciguerra rivelò che Gladio mirava a terrorizzare la gente in modo che si volgesse al governo per avere protezione. Ciò è noto come ‘strategia della tensione’. Vincenzo Vinciguerra sostenne durante il processo: “Dovevi attaccare i civili, la gente, donne, bambini, innocenti, sconosciuti molto lontani da qualsiasi gioco politico. La ragione era molto semplice. Dovevano costringere le persone, il pubblico italiano, a volgersi verso lo Stato per chiedere maggiore sicurezza”. In un documentario della BBC su Gladio, descrisse lo scopo di “destabilizzare per stabilizzare’… ‘creare tensione nel Paese per promuovere le tendenze sociali e politiche conservatrici e reazionarie”. Nel 1990 il giudice Casson ebbe il permesso dal primo ministro italiano Giulio Andreotti di cercare tra gli archivi del Servizio Informazioni e Sicurezza Militare Italiano (SISMI) dove trovò la prova dell’esistenza della rete Gladio, e dei collegamenti con NATO e Stati Uniti. A seguito di questo, il 3 agosto 1990, il primo ministro Andreotti confermò al Parlamento l’esistenza delle reti Gladio. Andreotti ammise il collegamento di Gladio con la NATO. L’esercito segreto di Gladio, come rivelato da Andreotti, era ben armato. Le apparecchiature fornite dalla CIA furono sepolte in 139 nascondigli, nelle foreste, prati e perfino sotto chiese e cimiteri di tutto il Paese. Nel 2000, in Italia, una commissione parlamentare d’inchiesta su Gladio concluse: “Quei massacri, quelle bombe, quelle azioni militari furono organizzate o promosse o supportate da uomini delle istituzioni dello Stato italiano e, come è stato scoperto ultimamente, da uomini legati alle strutture d’intelligence degli Stati Uniti”.26740-giulio-andreottiIl primo ministro greco Andreas Papandreou confermò l’esistenza di Gladio in Grecia. In Germania, un programma televisivo scosse la nazione, rivelando come ex-membri delle SS, le forze speciali di Hitler, fecero parte della ‘rete stay-behind‘ tedesca, operando per Gladio. Il Parlamento belga nominò una commissione speciale per indagare l’esistenza, confermata dal ministro della Difesa, della rete Gladio belga. I parlamentari belgi scoprirono che l’esercito segreto della NATO era ancora attivo. Scoprirono che una riunione segreta dei generali che dirigevano l’esercito segreto stay-behind in numerosi Paesi dell’Europa occidentale si era tenuta nel comando segreto di Gladio della NATO il 23 – 24 ottobre 1990. La riunione del Comitato Clandestino Alleato ebbe luogo a Bruxelles sotto la presidenza del generale Raymond Van Calster, capo del servizio segreto militare belga SGR (Service General de Renseignement). Andreotti affermò che i francesi parteciparono alla riunione a Bruxelles.

Raymond Van Calster, al centro

Raymond Van Calster, al centro

In Portogallo, un generale in pensione confermò tale rete in Portogallo. In Spagna, l’ex-ministro della Difesa Alberto Oliart affermò che “qui Gladio era il governo”. In Turchia l’ex-primo ministro Bulent Ecevit ammise che un esercito segreto fu coinvolto in torture, massacri, omicidi e colpi di Stato. Ciò indusse il ministro della Difesa Giray a ribattere “Ecevit era meglio tenere la bocca chiusa, cazzo!” In tutto, 12 Paesi dell’UE e la CIA, furono colpiti il 22 novembre 1990 dal Parlamento europeo che discusse la questione. Il tono fu dettato dal deputato greco Ephremidis: “Signor Presidente, il sistema Gladio esiste da quattro decenni sotto vari nomi operando clandestinamente, e abbiamo il diritto di attribuirvi la destabilizzazione, le provocazioni e il terrorismo verificatisi nei nostri Paesi per questi quattro decenni, e direi che, attivamente o passivamente, ne sia stato coinvolto”. Ephremidis criticò fortemente l’intera rete stay-behind di Gladio: “Il fatto che sia stato istituito da CIA e NATO, con la pretesa di difendere la democrazia, in realtà era volto a minarla utilizzandolo per i propri scopi nefasti”.

L'eurodeputato comunista greco Vassilis Ephremidis

L’eurodeputato comunista greco Vassilis Ephremidis

Il parlamento dell’UE dichiarò che “Protestava vigorosamente il sequestro, da parte di alcuni militari statunitensi presso lo SHAPE della NATO, del diritto d’incoraggiare la creazione in Europa una rete d’intelligence ed operazioni clandestine”. Solo Belgio, Italia e Svizzera hanno indagato sugli eserciti segreti con una commissione parlamentare, producendo relazioni pubbliche lunghe e dettagliata. Secondo la stampa portoghese, il segretario generale della NATO Manfred Woerner confermò che il comando militare dello SHAPE coordinava le attività della rete Gladio. Confermò anche che Gladio fu istituita dai servizi segreti di vari Paesi della NATO, attraverso un comitato creato nel 1952. La stampa tedesca confermò che i cosiddetti eserciti segreti erano coordinati da una speciale ala protetto del Comando Generale della NATO. L’accesso avveniva attraverso una porta da caveau blindato e le carte venivano diffuse con il timbro ‘Solo per la visione a statunitensi’. Le rivelazioni cominciarono ad aumentare e apparve una foto del Comitato di Pianificazione Clandestino della NATO (CPC), responsabile degli eserciti Gladio e dei protocolli che attivamente proteggevano gli estremisti di destra dalle indagini, in quanto utili nelle attività anticomuniste. Il CPC era diretto dagli Stati Uniti con Regno Unito e Francia partner minori, e i membri della CIA presenti alle riunioni. I Paesi con propri eserciti stay-behind erano Italia, Belgio, Francia, Olanda, Spagna, Grecia, Turchia,…

Il Quartier Generale Supremo delle potenze alleate in Europa. SHAPE, che controlla Gladio.

Il Quartier Generale Supremo delle potenze alleate in Europa. SHAPE, che controlla Gladio.

Il barone belga De Bonvoisin sarebbe stato in collegamento con i gruppi fascisti dell’Operazione Gladio di CIA-NATO e i massacri del Brabante (Nijvel Gang), che uccisero 28 persone in Belgio. Nel caso dell’infanticida Dutroux, una delle persone nominata dai testimoni era il barone Benoit de Bonvoisin. (I lati oscuri della vita di Dutroux)

Benoit De Bonvoisin

Benoit De Bonvoisin

Due ex-ufficiali dei Royal Marine ammisero di aver trascorso del tempo a Fort Monckton, vicino Portsmouth, dove membri di MI6 e SAS addestravano i gladiatori stranieri. La stampa inglese osservò che “è ormai chiaro che il reggimento d’élite Special Air Service (SAS) era coinvolto a pieno nei piani della NATO, ed operò, con l’MI6, nell’addestramento nella guerriglia e sabotaggio”. In particolare la stampa inglese confermò che “un’unità stay-behind italiana fu addestrata in Gran Bretagna. L’evidenza suggerisce che ciò durò fino agli anni ’80”, aggiungendo che “fu dimostrato che le SAS costruirono i nascondigli per le armi stoccate nel settore inglese della Germania Ovest”. Gli inglesi sapevano di più sull’esercito segreto svizzero del governo svizzero. “Attività, codici e nome del capo del gruppo del P26, Efrem Cattelan, erano noti ai servizi segreti inglesi, ma il governo svizzero ne fu tenuto all’oscuro, secondo il rapporto”.

Efrem Cattelan

Efrem Cattelan

Alcuni dei migliori dati sulla presenza segreta inglese provengono dall’indagine parlamentare svizzera sull’esercito segreto stay-behind svizzero P26. I “servizi segreti inglesi collaborarono strettamente con un’organizzazione armata clandestina svizzera (P26) attraverso una serie di accordi segreti nell’ambito della rete europea occidentale dei gruppi di “resistenza””, informò un pubblico stordito la stampa nella neutrale Svizzera. Il giudice svizzero Cornu ebbe il compito di esaminare la questione e nel suo rapporto “descrive la collaborazione del gruppo (P26) con i servizi segreti inglesi come “intensi”, con la Gran Bretagna che forniva prezioso know-how. I quadri del P26 parteciparono regolarmente ad esercitazioni in Gran Bretagna, dice il rapporto. Consiglieri inglesi, forse delle SAS, visitarono gli istituti di addestramento segreti in Svizzera”. Il membro di Gladio Alois Hurlimann, uno svizzero, riferì che nel maggio 1984 prese parte a corsi di addestramento segreti nel Regno Unito, inclusi anche veri assalti a un deposito di armi dell’IRA, in cui Hurlimann, completamente vestito con la mimetica, partecipò ed in cui almeno un attivista dell’IRA fu ucciso.

De Lorenzo

Giovanni De Lorenzo

La CIA utilizza Gladio per mantenere le persone “giuste” al potere. Nel 1963 Kennedy fu assassinato e cinque mesi dopo i socialisti italiani furono estromessi dal governo con un colpo di Stato di destra orchestrato dalle unità della CIA e di Gladio. Dal nome in codice ‘Piano Solo‘, il colpo di Stato era diretto dal generale Giovanni De Lorenzo. In stretta collaborazione con l’esperto di guerra occulta della CIA Vernon Walters, il capo della stazione CIA di Roma William Harvey e Renzo Rocca, direttore delle unità Gladio nel servizio segreto militare SID, De Lorenzo intensificò la guerra segreta. Rocca in precedenza usò il suo esercito segreto di Gladio per bombardare gli uffici della DC e di alcuni quotidiani e, successivamente, ne accusò la sinistra per screditare comunisti e socialisti… I gladiatori ricevettero le liste di proscrizione con centinaia di persone con l’ordine esplicito di rintracciare socialisti e comunisti segnalati, arrestarli e deportarli in Sardegna, dove il centro segreto di Gladio avrebbe funto da prigione. Poi, il 14 giugno 1964, De Lorenzo diede il via libera e le sue truppe entrarono a Roma con carri armati, blindati, jeep e lanciagranate, mentre le forze della NATO inscenarono una grande manovra militare nella zona per intimidire il governo italiano. Un secondo colpo di Stato di destra appoggiato dalla CIA, nome in codice Tora-Tora era previsto per dicembre 1970, ma fu fermato all’ultimo minuto. Secondo quanto riferito, la telefonata che l’interruppe era dello stesso presidente Nixon. Di conseguenza, la sinistra continuò ad avanzare in Italia. Il ministro degli Esteri Aldo Moro, insieme al presidente Giovanni Leone, volò negli Stati Uniti, ma Kissinger gli disse che in alcun caso la sinistra doveva andare al governo. La moglie di Aldo Moro, Eleonora, testimoniò che le parole rivolte al marito furono: “Dovete abbandonare la politica di voler far collaborare direttamente tutte le forze politiche del Paese. O lo fate o la pagherete cara’“. Successivamente Moro fu rapito ed ucciso. La commissione del Senato che investigava su Gladio e gli attentati terroristici, sospettò che CIA e servizio segreto militare italiano avessero organizzato il rapimento e l’assassinio di Moro. I senatori italiani conclusero nel giugno 2000 che “quelle stragi, quelle bombe, quelle azioni militari furono organizzate o promosse o supportate da uomini delle istituzioni italiane e, come fu scoperto dopo, da uomini legati alle strutture d’intelligence degli Stati Uniti”.

Reagan e Vernon Walters

Reagan e Vernon Walters

La 15enne Emanuela Orlandi scomparve a Roma. Qual è il segreto sinistro del Vaticano dietro l’adolescente Emanuela. Secondo una telefonata a un programma TV (Chi l’ha Visto? NdT): Emanuela fu rapita per fare un favore al cardinale Ugo Poletti. Il boss Enrico De Pedis avrebbe fornito ragazzi a cardinali per fare sesso. De Pedis sarebbe stato coinvolto nell’Operazione Gladio della CIA, effettuando atti di terrorismo in Italia. Enrico De Pedis fu sepolto in una tomba tempestata di diamanti nella Basilica centrale di Roma di Sant’Apollinare, accanto all’Università della Santa Croce dell’Opus Dei. Alcuni credono che il boss mafioso De Pedis fosse il figlio del cardinale Poletti, Vicario di Roma, molto vicino all’ex-primo ministro italiano Giulio Andreotti. Quel “benefattore” di Enrico De Pedis, detto “Renatino”.Emanuela-OrlandiIn Italia, la loggia massonica P2 legava i peggiori appartenenti allo Stato profondo. Lo Stato profondo “è un governo segreto parallelo, organizzato dall’apparato d’intelligence e sicurezza, finanziato dal narcotraffico e impegnato nelle violenze criminali per proteggere lo Stato e gli interessi dei militari…” (Il legame tra guerra e grande finanza)
Nel marzo 1981 la polizia italiana trovò l’elenco di 962 membri della P2, che conteneva i nomi di 3 ministri del governo e 43 membri del parlamento, 43 generali e ammiragli, 8 capi dei servizi segreti e comandanti di polizia, alti burocrati e diplomatici, industriali, finanzieri, giornalisti e personaggi televisivi. L’ex-agente del Mossad Victor Ostrovsky ha scritto che Licio Gelli, Gran Maestro della P2, era alleato del Mossad e coinvolto nell’Operazione Gladio. (Abbasso la Omicidi SpA / Israele, Mossad, Iran e un attacco nucleare false flag)Licio-Gelli-630x418L’Operazione Gladio di CIA-NATO commise atti di terrorismo, come la strage di Bologna del 1980. I vertici che avrebbero avuto contatti con la P-2 includevano: Henry Kissinger, Edmond de Rothschild e David Rockefeller. Gladio, il pugnale della NATO nel cuore dell’Europa. L’asse Pentagono-nazisti-mafia-terrorismo
In questo saggio a corollario della trilogia del Millennio di Larsson, le operazioni bagnate e sotto falsa bandiera mantengono l’Europa a colonia degli Stati Uniti. I capi vengono assassinati, i movimenti sovvertiti. Sotto la superficie, l’impero domina con gli squadroni della morte, come ha sempre fatto nel sud. L’attacco alla Libia ha svelato il pugno di ferro sotto il guanto di velluto dello slogan “intervento umanitario”. Come la distruzione della Jugoslavia e lo stupro dell’Afghanistan, la riduzione della Libia a virtuale colonia di schiavi fu eseguita sotto le bandiere della NATO. E cos’è esattamente la NATO? Richard Cottrell racconta la storia di caos e omicidi dietro l'”Alleanza per la pace”, e prevede che l’emergente colosso militare combatterà per prendere il controllo di risorse strategiche come petrolio, gas, minerali e acqua ovunque sul pianeta. Mascherate da retroguardia contro gli invasori sovietici, le forze segrete della NATO si sono lanciate nel terrorismo psicologico e fisico. Erano gli anni di piombo, in cui a centinaia morirono nella guerra sintetica per le strade d’Europa.

Lyman Lemnitzer

Lyman Lemnitzer

Il comandante della NATO Generale Lyman Lemnitzer ordinò vari attentati al presidente francese Charles de Gaulle. Dimesso dal Pentagono da John F. Kennedy per insubordinazione, trovò esilio in Europa da dove Lemnitzer si vendicò a Dallas. Gli eserciti segreti forgiarono legami con la criminalità organizzata e i neofascisti. Colpi di Stato della NATO abbatterono i governi di Grecia e Turchia; lo Stato-isola di Cipro fu diviso con un aspro genocidio. La guerriglia urbana delle Brigate Rosse e della Baader-Meinhof fu abilmente manipolata. L’Italia ebbe un governo dello Stato profondo, della loggia ultra-segreta pseudo-massonica P2, fondata da ex-camicie nere. Il premier svedese Olof Palme e il premier italiano Aldo Moro furono assassinati. Papa Giovanni Paolo II fu ferito da gangster turchi che lavoravano come killer di Gladio. Nel 2009, un’operazione ripresa da Gladio dal nome in codice Ergenekon emerse in Turchia. Gli spari in Norvegia nel luglio 2011, e in Belgio, Francia e Italia nel 2012, riportano alla serie di classiche operazioni false flag di Gladio.germany-belgium-attacksNato’s Secret Armies – Operation Gladio and Terrorism in Western Europe
Strategy of Tension: The Case of Italy di Claudio Celani dall’Executive Intelligence Review
CIA – di Daniele Ganser
Operation Gladio di David Guyatt
1980 Massacro a Bologna di Thierry Meyssan
Operation Gladio – Wikipedia
$100,000,000 to Crack A Lone Nut? – intervista radio a Daniele Ganser sull’Operazione Gladio.0ksowHkLTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria e Belgio, l’attacco terroristico e i parlamentari belgi in Siria

Murad Makhmudov e Lee Jay Walker Modern Tokyo Times, 22 marzo 2016brussels-facebook-2Il popolo della Siria affronta una brutale guerra di civiltà in cui le forze taqfirite minacciano l’Islam della nazione e le varie comunità cristiane che vi risiedono. Se il governo siriano cadesse, i drusi si troveranno ad affrontare la stessa realtà che ha colpito cristiani, shabaq e yazidi in Iraq. Allo stesso modo, alawiti e sciiti in Siria affrontano la barbarie di Stato islamico, al-Nusra e una pletora di brutali forze settarie taqfire. Pertanto, è essenziale che il governo siriano del Presidente Bashar al-Assad rimanga intatto. Dopo tutto, se le forze settarie e terroristiche vincessero, un incubo sommergerebbe la Siria per decenni. Soprattutto innumerevoli basi dei terroristi taqfiri verranno destinate a diffondere la carneficina nella regione e in Europa. Non solo, la fine del governo della Siria significherebbe la distruzione dell’archeologia e l’eliminazione di storia e conoscenze per sempre. Le donne diverrebbero ombre passive, come in Afghanistan e in Arabia Saudita. Allo stesso tempo, le minoranze religiose scomparirebbero con la brutale versione taqfirita del Golfo dell’Islam che li sradicherebbe tagliando ancora teste. Inoltre, per cementare la guerra di civiltà il sunnismo verrebbe schiacciato e sostituito dall’arretrato salafismo del Golfo dalla mentalità polpottista.

La delegazione parlamentare del Belgio che visitò la Siria nel 2015 e l’attentato di Bruxelles
Jean Aziz, con l’assistenza di Julian Pecquet, su al-Monitor riferì che una delegazione dal Belgio si recò in Siria nel 2015. L’articolo sottolinea “La delegazione comprendeva il senatore Anke Van Dermeersch del Parlamento fiammingo, il parlamentare federale Jen Penris, il presidente di Democratie Nationale Marco Santi e il parlamentare federale Filip Dewinter. Van Dermeersch, Penris e Dewinter sono membri del partito di estrema destra Vlaams Belang (Interesse fiammingo), che concorda con Democratie Nationale che impedire la cosiddetta islamizzazione dell’Europa quale priorità fondamentale“. La delegazione politica dal Belgio nel 2015 evidenziava la follia anti-Siria che comincia a svegliare alcuni politici sulla vuota retorica dei capi di USA, Francia, Turchia e Regno Unito nella NATO. Dopo tutto, la realtà di Afghanistan, Iraq, Libia e aree al di fuori del controllo del governo della Siria, è quella in cui le minoranze vengono massacrate, le donne incatenate, gli apostati straziati (i taqfiri ritengono gli altri musulmani apostati), l’archeologia distrutta, il terrorismo diffuso e col risultato finale di Stati falliti, povertà e arretratezza assoluta. Secondo l’articolo di al-Monitor i parlamentari del Belgio osservarono: “La Siria costituisce la prima linea della difesa dall’estremismo e dal terrorismo. E’ l’unico Paese che combatte il terrorismo sul campo. Se questa linea viene sconfitta, il terrorismo raggiungerà i Paesi europei. Questo è il motivo per cui dobbiamo sostenere la Siria in questa guerra“. Purtroppo, i recenti attacchi terroristici a Bruxelles e Parigi confermano questi parlamentari coraggiosi del Belgio. Tuttavia, la Turchia della NATO ancora causa caos in Siria. Inoltre, mentre le potenze alleate di Golfo e NATO sfoggiano miopia con “Assad deve andarsene”, è chiaro che Bruxelles e Parigi sono ora in prima linea per l’ingerenza estera europea. Soprattutto la cancelliera della Germania Merkel minaccia l’UE con politiche d’immigrazione estremamente ingenue. Infatti, è chiaro che le ratlines terroristiche taqfire sfruttano la follia di Merkel e altri capi politicamente corretti dell’Europa. France 24 riferisce sugli attacchi terroristici a Bruxelles “il 22 marzo circa 35 persone vengono uccise e 200 ferite quando due esplosioni colpiscono il check-in nel principale aeroporto di Bruxelles e una terza colpisce un treno alla stazione della metropolitana di Maalbeek, vicino al quartier generale dell’Unione europea“. Purtroppo, nessuno è sconvolto dagli attacchi terroristici che hanno scosso Bruxelles. In effetti, il Progetto Investigativo sul Terrorismo (IPT) evidenzia questa realtà e lo stesso vale per i capi di questa nazione. L’IPT riferisce che “i musulmani belgi che hanno lasciato l’Europa per unirsi allo Stato islamico sono relativamente più numerosi di qualsiasi altro Paese. E’ così pervasivo, riporta Buzzfeed, che le forze dell’ordine belghe ammettono di essere sopraffatte dal volume delle indagini sul terrorismo“. Il primo ministro del Belgio, Charles Michel, aveva solennemente dichiarato: “Temevamo attacchi terroristici, ed ora sono successi“.

Libano, Siria e Hezbollah
syed_hasan_nasrollah_hizbollah_by_islamicwallpers Sua Eminenza Sayad Hasan Nasrallah, che rappresenta il potente movimento Hezbollah, ha detto: “Voglio chiedere ai cristiani prima che ai musulmani: capite cosa avviene in Siria. Non suscito evocazioni settarie. Non si dica che Sayad fa così. Nient’affatto! Dove sono le vostre chiese? I vostri patriarchi? Le vostre suore? Le vostre croci? Le vostre statue di Maria (pace su di Lei)? I vostri santi? Dove sono? Cos’ha fatto il mondo per loro? Cosa aveva fatto il mondo per loro in Iraq? Non sono questi gruppi che causano tutto ciò in tutta la regione?” Naturalmente, esistono chiese cristiane in Libano, proprio come in Siria nelle zone sotto il controllo del governo siriano. L’eliminazione delle croci in Siria avviene nelle aree controllate da chi è sponsorizzato e sostenuto dalle grandi potenze della NATO e del Golfo. Pertanto, Nasrallah ha ragione nel dire ai cristiani “Dove sono le vostre chiese?Modern Tokyo Times aveva indicato in un articolo precedente “E’ ironico che Hezbollah del Libano di Sua Eminenza Sayad Hasan Nasrallah sia più preoccupato della situazione dei cristiani e delle altre minoranze religiose, che il cosiddetto occidente democratico. Infatti, è evidente che USA, Francia e Regno Unito sono assolutamente dietro la cacciata dei cristiani dal Medio Oriente dati gli stretti legami con le monarchie feudali del Golfo e gli intrighi della Turchia. Pertanto, mentre l’Arabia Saudita vieta apertamente la fede cristiana, è altrettanto chiaro che l’ingerenza occidentale in Iraq, Libia e Siria infligge una catastrofe alle popolazioni cristiane di queste nazioni. In effetti, è anche difficile parlare di Iraq e Libia, perché la destabilizzazione del Golfo e occidentale ha creato questi Stati falliti. La Siria, per fortuna, combatte tenacemente per preservare il mosaico religioso ed evitare un altro Stato fallito”. E’ chiaro ad alcuni politici in Belgio che il governo e le forze armate della Siria sono in prima linea nella brutale guerra civiltà. Le élite occidentali per troppo tempo si sono fatte in quattro per accontentare le monarchie feudali del Golfo e la Turchia di Erdogan, che a loro volta finanziano terrorismo ed indottrinamento salafita secondo la sinistra mentalità dei taqfiri. Data tale realtà, le forze di sicurezza e polizia di molte nazioni europee si concentrano sui pro-Assadisti o sulle reti taqfirite islamiste e salafite che sostengono odio e terrorismo? Allo stesso modo, le chiese e le minoranze cristiane sono protette dal governo siriano, o dalle varie forze settarie, terroristiche e mercenarie supportate da NATO e monarchie feudali del Golfo?
Ovviamente, è evidente che il mosaico nel Levante è minacciato da nazioni come Qatar, Turchia e Arabia Saudita. Allo stesso modo, USA, Francia e Regno Unito si sono intromessi al fianco delle forze sinistre. Pertanto, è giunto il momento di svegliarsi prima che sia troppo tardi perché la Siria è in prima linea, dove le sue forze armate combattono il terrorismo brutale e il settarismo dei taqfiri. Se le politiche non cambiano, Bruxelles e Parigi saranno raggiunte da altre città europee dagli attentati dei terroristi taqfiri. Allo stesso modo, lo stesso vale per l’ingenuità di Merkel, parte del problema, perché è noto che molti taqfiri si avvantaggiano dal caos che si scatena. Il risultato saranno stragi e morte, quindi è il momento di concentrarsi sulla soluzione della crisi siriana basata sull’azione dell’attuale governo. Allo stesso modo, è il momento di puntellare le parti del mondo destabilizzate da diverse nazioni del Golfo, potenze della NATO e Pakistan, e di smettere che i petrodollari del Golfo diffondano l’odio taqfirita.afp--archiveTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Erdogan menzionò possibili attentati pochi giorni prima dell’attacco a Bruxelles

Sputnik 22/03/20161036733344Meno di una settimana prima degli attacchi terroristici a Bruxelles, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan avvertiva di possibili attentati in città europee, tra cui Bruxelles. “Non vi è alcun motivo per cui la bomba esplosa ad Ankara non possa esplodere a Bruxelles, o qualsiasi altra città europea“. Aveva dichiarato Erdogan nella cerimonia di commemorazione del 101.mo anniversario della battaglia di Gallipoli, nella città costiera di Canakkale, il 18 marzo. Va notato che la dichiarazione di Erdogan seguiva l’attentato mortale del 13 marzo, quando un’autobomba esplose a una fermata degli autobus presso piazza Kizilay al centro di Ankara, provocando 37 morti e oltre 120 feriti. Il capo di Stato turco accusava i radicali curdi dell’attacco e rimproverava i capi europei del rifiuto di riconoscere certe organizzazioni curde come gruppi terroristici. “I serpenti dormienti possono mordervi in qualsiasi momento“, aggiunse Erdogan.
Il 22 marzo, Bruxelles, capitale del Belgio e centro amministrativo di NATO e UE, veniva colpita da una serie di esplosioni, tra cui due esplosioni nell’aeroporto di Zaventem, causando 13 morti e oltre 35 feriti. Altre 15 persone furono uccise in un’esplosione presso la stazione della metropolitana di Maalbeek, nel centro di Bruxelles, secondo i media locali.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Quali sarebbero le ragioni per la riduzione delle forze russe in Siria?

Nasser Kandil, 15/03/2016, Top News Nasser Kandil
Articolo tradotto dall’arabo da Mouna Alno-Nakhal per Mondialisation

1036290433Una volta dimostrato che SIIL e Fronte al-Nusra avevano divorato ampie aree geografiche apparentemente controllate dalla cosiddetta opposizione siriana, e che alti dirigenti occidentali sapevano del pericolo che ciò rappresentava per la sicurezza, incolpando i capi di Arabia Saudita e Turchia per aver acutizzato la crisi siriana fino a tal punto, ma senza mostrare di voler fermare tale devastazione per convenienza o interesse politico, Putin decideva l’intervento militare in Siria (30 settembre 2015). In tal modo, dimostrava determinazione e capacità nel mutare l’equilibrio: l’Esercito arabo siriano riprendeva l’iniziativa; il confine turco-siriano è stato quasi chiuso; forze curde ed oppositori armati hanno colto l’occasione per occupare parte di questi confini; l’occidente è costretto a mettere Fronte al-Nusra tra le organizzazioni terroristiche, nonostante l’opposizione di Arabia Saudita, Turchia, Israele e certi simpatizzanti negli Stati Uniti; SIIL e Fronte al-Nusra sono stati costretti a passare alla difensiva, mentre gli altri gruppi armati potevano scegliere solo tra soluzione politica col cessate il fuoco e collaborazione con le istituzioni dello Stato siriano nella guerra al terrorismo, sotto la copertura della comunità internazionale, o finire sotto la protezione di SIIL o Fronte al-Nusra con le conseguenze che ciò comporta.
L’occidente, guidato dagli Stati Uniti, ha impiegato tre mesi per capire variabili e serietà dell’operazione russa, senza assolutamente smettere di manovrare immaginando ogni sorta di ricatto verso la Russia che giustificava l’intervento in Siria. Quindi l’ha lasciata impegnarsi da sola nella guerra al terrorismo, condividendone i benefici senza costi, finché la pressione russa minacciava il cambio della situazione, costringendolo ad operazioni militari di facciata in Siria. Di qui la reazione tardiva materializzatasi col processo di Vienna (30 ottobre 2015 e 14 novembre 2015) e poi dal Consiglio di Sicurezza (Risoluzione 2254/2015) dando priorità a una soluzione politica e mettendo da parte il destino della presidenza siriana, lasciata ai siriani alle urne; silurando da sé il piano occidentale all’origine della guerra contro la Siria. Ma non importa, le manovre occidentali non si sono arrestate finora; in primo luogo, ritardano la classifica dei gruppi armati riconosciuti come terroristi nella lista corrispondente, nella segreta speranza di riciclare il Fronte al-Nusra quale partner nella soluzione politica; in secondo luogo (supponendo di negoziare o meglio “dialogare” con la delegazione del governo legittimo siriano), riservando a Riyadh la formazione della delegazione dell’opposizione nella speranza di escludere le forze d’opposizione nazionale, la cui presenza a Ginevra potrebbe accelerare la soluzione politica. Perciò l’occidente ha conferito al “Gruppo di Riyadh” diritto di veto sulle altre opposizioni, dietro cui nascondersi formulando i requisiti mascherati dallo slogan “governo di transizione” per insabbiare la soluzione politica. Ma, ancora su pressione russa, seguivano l’incontro di Monaco (11 e 12 febbraio 2016), la cacciata di al-Nusra, il riconoscimento di altri gruppi armati come terroristici, la tregua (Risoluzione 2268/2016) e poi ancora l’incontro a Ginevra (14 marzo 2016), dove negoziati e soluzione politica sembravano condannati a un punto morto, come in precedenza.
La Russia ha probabilmente concluso che ciò derivava dall’equivoco che sembrasse in difficoltà e che, pertanto, avesse bisogno di alcuni successi politici per giustificare il continuo intervento militare in Siria; doveva scontare la concessione sul “gruppo di Riyadh”, e quindi all’Arabia Saudita, mentre l’occidente non è obbligato data la collaborazione concordata; rinunciare alla partecipazione dei curdi ai negoziati; e infine fare pressione sull’alleato Bashar Assad affinchè cedesse le prerogative sul governo di transizione nei prossimi negoziati a Ginevra. Ma qui Vladimir Putin colpisce per la seconda volta (14 marzo 2016) indicando ai capi occidentali ciò che può essere riassunti così: la Russia non è in difficoltà; non deve seguire il ruolo assegnatole in Siria; le sue basi nel Paese sono legali e rimarranno; l’alleato siriano è forte e competente; il ritardo della soluzione politica della guerra al terrorismo e le perdite conseguenti ricadranno su tutti, ma saranno peggiori per l’occidente; chi pensa alla propria sicurezza dovrà farsene carico; se si tratta di accontentare l’Arabia Saudita, causa e origine del terrorismo come dichiara il presidente Obama, l’occidente la pagherà, avendo in piena consapevolezza e con cognizione di causa, impedito gli sforzi volti a sradicarlo; e lo farà a proprie spese, non della Russia. Il Presidente Putin ha disposto il ritiro di gran parte del contingente militare russo in Siria, in consultazione con il governo siriano, perché gli obiettivi delle Forze Armate russe sono stati generalmente raggiunti, accelerando la lotta al terrorismo internazionale e avviando il processo di pace a cui la Russia prenderà parte attiva [*].

Cosa si comprende da questo annuncio inaspettato?
Capiamo che il signor Putin dice: “Dato che una tregua seria, anche se parziale, è stata ottenuta per la prima volta dall’inizio della guerra e che la nostra base navale a Tartus, come la nostra base aerea di Humaymim, rimangono operative, baderemo alla loro sicurezza mentre badiamo alla nostra. Tuttavia, poiché la nostra missione è quasi completata e il suo esito non dipende da noi, ma attende una decisione seria da altri, non c’è ragione di rimanere prigionieri di tale aspettativa. Pertanto, rientriamo la maggior parte delle nostre forze, fermando i raid intensi, condotti contro lo SIIL in particolare; il che significa che accelerare la guerra allo SIIL richiede un’accelerazione politica e il radunarsi delle volontà internazionali per collaborare a una soluzione con il governo unito siriano. Ora sembra che non si sia ancora pronti, poiché s’inventano varie scuse per rallentare il processo. Bene! Ci allontaniamo un po’, aspettandovi, ma sarete voi a sopportare tale attesa“. Infine, mentre Putin sorprese tutti prendendo rapidamente la decisione d’intervenire direttamente in Siria, ancora una volta sorprende decidendo così rapidamente il ritiro delle forze russe. Ora spetta agli occidentali calcolare con precisione dove siano i propri interessi, dovendo scegliere tra i capricci di Riyadh, il gruppo di Riyadh, le conseguenze dei propri calcoli politici sbagliati, i propri conti bancari segreti, e la sicurezza dei propri Paesi e il futuro dei propri governi.001BAL_3107[*] Putin ha ordinato l’inizio del rientro delle forze russe dalla Siria, perché “gli obiettivi sono stati raggiunti”

Nasser Kandil ex-vicedirettore di Top News Nasser-Kandil, e redattore del quotidiano libanese al-Bina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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