George Soros contro la Siria

Vanessa Beeley, The Wall Will Fall, 21 gennaio 2016sorosI media sono professionisti dell’intrattenimento, la confezione aziendale è volta alla massima diffusione e a fare i soldoni. Lo scopo non è informare, ma un quantificabile e chiaro business plan. Il successo si basa su una formula semplice: restare entro parametri “comprensibili” al pubblico che divora frasi ad effetto e storie note ad ogni ora di ogni giorno. Come foche ammaestrate in cui ogni desiderio, istinto e modello di acquisto è misurato dal marketing dei media aziendali ad uso e consumo degli inserzionisti; il pubblico vuole essere accontentato e i media occidentali provvedono“, Sharmine Narwani

LA BBC traffica
aleppo-siege-265x160Le carabattole del circo mediatico su Madaya ignorano la valanga di chiare anomalie e l’inganno totale della narrazione prevalente. Sorde a opinione pubblica e indagini, istituzioni come la BBC si considerano al di sopra della responsabilità verso chi paga per mantenerle, il pubblico inglese. Ritengono perfettamente accettabile diffondere video di Yarmuq del 2014 dicendo che si tratta di Madaya nel 2016, e quando richiesto di rimuovere il video incriminato, non spiegano, né si assumono la responsabilità delle loro tattiche di confusione e disinformazione. Fortunatamente, Robert Stuart, ardente attivista contro la continua propaganda offensiva ed ostile alla Siria della BBC, ha posto un reclamo ufficiale e chiesto perché alla BBC, da troppo tempo, è stato permesso di non rispondere. Le TV al-Mayadin, al-Manar, al-Masirah e molte altre, che rappresentano le voci degli oppressi in Medio Oriente, vengono sistematicamente escluse dai canali satellitari finanziati dall’Arabia Saudita e dai social media filo-israeliani. Press TV di Teheran ha avuto la licenza revocata dall’Ofcom nel 2012. RT è stati oggetto di attacchi implacabili della BBC da quando il “Cremlino ha lanciato la sua operazione mediatica internazionale“. Il lessico della BBC non manca mai di mantenere e celebrare la terminologia da “guerra fredda” o la paura dell'”indottrinamento” russo della mente della gente. “Ma (RT) finirà sotto un maggiore controllo per mancanza di equilibrio editoriale e per l’accusa che disinforma deliberatamente per contrastare e dividere l’occidente“, tratto da Le operazioni mediatiche globali della Russia sotto i riflettori.
Tale sorprendente dimostrazione di proiezione di se va abbinata alla capacità dei sionisti di trasformare i propri crimini contro l’umanità in accuse ben confezionate a chi opprimono, i palestinesi, sulle cui rovine Israele ha costruito i propri insediamenti, facendone i colpevoli e per cui Israele è esente dal giudizio sui crimini commessi per “autodifesa”. La BBC abbellisce tale “auto-difesa”, o è creativa sulla verità difendendo la spaventosa politica estera neocolonialista del nostro governo, volto a fomentare la divisione settaria in Medio Oriente per facilitare i desiderati “cambio di regime” in Siria e massacro dei civili nello Yemen, bombardato da missili e armi di distruzione di massa made in UK. Questi sono solo due esempi della collusione della BBC con la destabilizzazione globale e la riduzione di nazioni sovrane in “stati falliti” in perenne conflitto, maturi per l’invasione e l’occupazione strisciante del complesso economico e pseudo “umanitario” delle ONG, naturalmente, aumentando i redditi del complesso militare industriale.

La BBC è sorosizzata
syria-campaign-break-the-sieges La seguente dichiarazione straordinaria è tratta da un documento del Wilson Center. Nella sezione intitolata “Il ruolo delle ONG nella costruzione della società civile”, “In alcuni Paesi, ONG locali vengono finanziate per istigare “campagne per il potere al popolo”. Come nelle recenti “rivoluzioni colorate”, tali campagne hanno lo scopo di aprire i regimi politici ai partiti di opposizione e spodestare i leader che hanno preso il potere con metodi irregolari. In generale, i programmi che supportano e rafforzano le attività delle ONG sono visti come modi per favorire l’emergere della società civile, integrando lo Stato nel provvedere ai bisogni pubblici e rendere i governi sensibili alla popolazione“. Sembrano essersi tolti i guanti. Qui, il Centro Wilson espone allegramente la politica del cavallo di Troia delle ONG quali agenti di propaganda dell’imperialismo in qualsiasi nazione dalle risorse da depredare o strategicamente importante. Si spiega perfettamente il finanziamento del “potere popolare”, la tempistica delle campagne per il cambio eseguiti in sincronia con le fratture regionali o nazionali, attuate da movimenti di opposizione importati o favoriti sul posto per spingere i movimenti filo-imperialisti al cambio di regime. Naturalmente non c’è mai alcuna intenzione da parte dei burattinai di permettere alla gente di avere il potere preteso. L’obiettivo è il vuoto di potere, notoriamente da riempire con un governo filo-imperialista che garantisca totalmente il potere alle ostili aziende imperialiste. Ci si può chiedere perché ciò sia rilevante nella distorsione della verità della BBC. Per spiegarlo, si noti l’inclusione del BEEB sul sito dell’Open Democracy. Si dia un’occhiata all’impressionante lista dei finanziatori di Open Democracy. Non sorprenderà che George Soros sia su tale lista. In realtà, l’unico magnate “filantropico” assente è la Fondazione Bill e Melinda Gates. Si consideri chi tenga i cordoni della borsa della maggioranza degli agenti della propaganda e delle ONG che attuano il cambio di regime in Siria. La strada lastricata di mattoni gialli delle ambizioni neocon e dell’impossibile missione imperialista in Siria porta dritto alla stratega del caos globale, che George Soros spaccia furiosamente da dietro lo scudo delle ONG umanitarie. In primo luogo un richiamo a un articolo sulla mitica ONG che spaccia articoli fasulli sulla Siria, Avaaz, l’arte di vendere odio per conto dell’Impero. “Non è una coincidenza che, allo stesso tempo, una lucida, sofisticato e ben finanziata “campagna Salva la Siria” venisse creata negli uffici dei tizi di Harvard preferiti dall’impero. Qualora, stando dietto l’organizzazione Avaaz, il pubblico non accettasse comunque l’attacco aereo alla Siria, la società di pubbliche relazioni di New York Purpose Inc. interverrebbe“, (la cui collaborazione con l’Open Society Foundation di Soros è evidenziata nell’articolo).dr-al-jaafariL’ultima campagna sulla Siria: spezzare l’assedio
Tale campagna fu lanciata in concomitanza con la tempesta propagandistica #OperationMadaya, in perfetta coincidenza con la criminale e brutale esecuzione del principale attivista per la democrazia, l’unità e la libertà dal governo dispotico dei Saud in Arabia Saudita, Shayq Nimr al-Nimr. Con vero stile aziendale di Manhattan, tale costosa campagna pubblicitaria si diffuse per le strade, proprio al culmine dell’indignazione del pubblico e dei media occidentali ispirati da al-Jazeera dei governanti del Qatar, che spacciava a ripetizione foto false. Il noto ritornello “Assad è la radice di ogni male” fungeva da sfondo drammatico della dilagante campagna pubblicitaria. La si poteva anche perdonarlo pensando fosse stata preparata in precedenza. Il Dr. al-Jafari, rappresentante permanente della Siria alle Nazioni Unite, ha ricondotto tale sfruttamento del dramma alla verità succinta dei piccoli istrionismi, con grande dignità nonostante l’ostilità dei media contro il governo siriano. Questa chiara calma è ora una nota componente del rifiuto siriano, iraniano e russo dell’isteria occidentale. “Rientrano nella Campagna sulla Siria, Free Syrian Voices, March Campaign#WithSyria e Medics Under Fire, tutte creazioni di Purpose.inc”. La società di pubbliche relazioni di New York Purpose ha creato almeno quattro ONG e campagne anti-Assad: Caschi bianchi, Voci libere siriane, Campagna per la Siria e Campagna marcia per la Siria.

Rami ed Erdogan

Rami Jarrah ed Erdogan

Avaaz
Ancora un’altra petizione spudoratamente di parte di Avaaz dallo scarso rispetto per la realtà a Madaya. Clicca qui per Ciò che i Media non dicono su Madaya, di SyriaGirl. “Avaaz , assieme a Rockefeller, George Soros, Bill Gates e altri potenti, plasma meticolosamente la società globale utilizzando e sviluppando strategie di marketing psicologico, soft power e social media, per conformare il consenso pubblico…Cory Morningstar.

Ancora Rami Jarrah con Erdogan

Ancora Rami Jarrah con Erdogan

Rami Jarrah – ANA Press
140216281-64b26e1f-509e-422d-83f8-a87eefe29d53 Ah, ora qui c’è un affascinante vaso di Pandora, che sarà studiato approfonditamente nel prossimo articolo, suscitando un paio di scossoni ai suoi supporter. Tuttavia, per ora, una breve panoramica su Rami Jarrah. Già noto come Alexander Page negli inebrianti giorni in cui BBC, CNN e al-Jazeera lo sponsorizzavano da “cittadino giornalista” di Avaaz che si spacciava da corrispondente estero onnipresente sul fronte del cambio di regime in Siria, assieme a Danny Abdul Dayem, noto attore da bombe e razzi in Studio della CNN, suo compare sul carro di Avaaz Democracy. Naturalmente ANA Press spaccia le solite lodevoli affermazioni; “Siamo un’organizzazione indipendente e priva di qualsiasi appartenenza politica, in quanto ciò potrebbe influenzare le nostre neutralità ed onestà. Non abbiamo e non accettiamo fondi da gruppi politici”. Rami Jarrah
È interessante notare che dando una sbirciatina dietro tale velo d’integrità troviamo che tali affermazioni sono compromesse dalle agenzie governative e aziende che investono in questi gruppi di raccolta fondi ed influenza, ascari dei neocon. Con poco sforzo rintracciamo presso ANA Press HIVOS, SIDA e naturalmente Soros. SIDA: agenzia di aiuti allo sviluppo affiliata a governo svedese, Unione europea, Nazioni Unite e Banca Mondiale. George Soros è la figura prominente del portafoglio dell’ennesimo programma per il cambio di regime, “Dare conto a tutte le voci“. “Dare conto a tutte le voci è l’unico ente di ricerche e studi che lavora per capire meglio ciò che funziona, e non, dei programmi che utilizzano la tecnologia per promuovere trasparenza e governance responsabile”. Il fondo è finanziato congiuntamente da SIDA, USAID, DFID, Fondazione Open Society e Omidyar Network.Hivos collabora con Open Society Foundations (OSF), un’iniziativa del filantropo George Soros, dal 2005. L’OSF costruisce democrazie vivaci e tolleranti i cui governi sono responsabili nei confronti dei cittadini. Questa missione è perfetta con la politica di HIVOS“, Hivos Jarrah. “La missione di Jarrah è garantire che le voci dei siriani siano ascoltate in tutto il mondo, incarnando non solo lo spirito della libertà di stampa del Premio Internazionale della CJFE, ma anche quella dell’Alternative&Independent Media del programma dell’Hivos ‘Expression&Engagement’.” Democrazie vivaci e tolleranti… Muoviamoci, o dovremmo dire MoveOn? “Avaaz fu creato anche da MoveOn, comitato d’azione politico (PAC) del Partito Democratico, formatosi in risposta all’impeachment del presidente Clinton. Avaaz e MoveOn sono finanziati dal già condannato finanziere miliardario George Soros”, Siria: Avaaz, l’arte di vendere odio per conto dell’Impero.

Wissam Tarif, manager di Avaaz
436x328_57196_230775Wissam Tarif è un altro dei tizi di facciata all’origine del marketing a favore del cambio di regime in Siria, lanciato quasi esclusivamente dal sovvertitore dell’opinione pubblica Avaaz nel 2011, con un piccolo aiuto degli amici CNN, BBC e al-Jazeera. Anche questo sarà esaminato con maggior dettagli in un articolo successivo. Tarif fu uno dei primi a parlare di democratizzazione della Siria presso l’Oxford Research Group nel 2011. Wissam Tarif da allora fu promosso responsabile delle campagne di alto profilo di Avaaz, un pervicace sostenitore della democrazia globale e della democratizzazione della Siria per mano di NATO, Stati Uniti, GCC ed Israele. “WT: “Finché la gente di Madaya e altre città assediate in Siria avrà la libertà, così come il cibo, i bambini continueranno a morire di fame. Le Nazioni Unite hanno già mediato accordi per togliere l’assedio e ora Ban Ki Moon deve urgentemente garantire la salvezza di migliaia di vite e costruire la fiducia in Siria in vista dei negoziati di pace a fine mese“. Operazione Madaya, appello di Avaaz.
Wissam Tarif, nei primi giorni della guerra alla Siria, era un membro della quinta colonna di Avaaz, con Rami Jarrah/Alexander Page e Danny Abdul Dayem, tra migliaia di altri, finanziati dai 1,2 milioni di dollari raccolti dalle petizioni di Avaaz. Nel 2011 Tarif fu descritto eufemisticamente come manager delle campagne di Avaaz, ma era anche associato a una ONG spagnola chiamata INSAN, umano in arabo. Curiosamente, quando approfondii i suoi contatti ebbi difficoltà a trovare INSAN, che sarebbe in Spagna, ma dove non esiste alcuna ONG del genere. Alla fine, nella pagina dei contatti di Wassim notavo l’indirizzo e-mail di Insan international: Wissamtarif@insanintl.com. Il sito era indicato come Insanassociation.org. Al momento della prima indagine, INSAN elencava i partner sul sito. Per fortuna feci uno screenshot, perché quando vi ritornai per avere i link, il collegamento portava al messaggio errore 404. Inoltre, casualmente, INSAN ha ora la nuova pagina web InsanIntl.com, che sempre casualmente non mostra più le informazioni sui suoi finanziatori. Tuttavia, George Soros e la  Open Society Foundation ovviamente fanno parte del quadro, ancora una volta.insanI caschi bianchi
I caschi bianchi hanno forse la più diversificata gamma di sostenitori e donatori. La maggior parte dei quali sono già stati trattati in precedenti indagini approfondite, e sono CIA, Foreign Office, fazioni dell’opposizione siriana e agenzie di reclutamento di mercenari e killer, ma naturalmente sempre seguendo la strada lastricata di mattoni gialli, si arriva a Soros. Per un’analisi completa del finanziamento dei caschi bianchi, Caschi bianchi siriani: La guerra attraverso l’inganno.

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Gennaio 2016, i caschi bianchi chiedono di bombardare Qafraya e Fuah, presso Idlib

Soccorritori imparziali e neutrali di tutti i siriani, indipendentemente dalle alleanze“, così si presentano i caschi bianchi. Nella foto, i caschi bianchi mostrano striscioni che chiedono di bombardare e distruggere Qafraya e Fuah, due villaggi sciiti presso Idlib assediati da Ahrar al-Sham e Jabhat al-Nusra dal 2011. Una dimostrazione “imparziale” del nudo settarismo wahhabita degli eroi umanitari, idolatrati da governi, media e pubblico occidentali. Per ulteriori indicazioni sul terrificante assedio di Qafraya e Fuah si legga la serie di Eva Bartlett su Counterpunch: Indicibili sofferenze a Qafraya e Fuah.

Perriello, fondatore di Human Right Warch, con il generale ed ex-capo della CIA Petraeus

Perriello, fondatore di Human Right Watch, con il generale ed ex-capo della CIA Petraeus

SN4HR
Il sito SN4HR non da informazioni su chi lo finanzia e le informazioni sulla proprietà del sito sono occultate, ma è dimostrato che è ospitato negli Stati Uniti. L’organizzazione si identifica come nata dalla “rivoluzione in Siria” (chiaramente un’organizzazione partigiana, vedasi in fondo all’home page) che afferma di essere ‘fonte attendibile’ sul conflitto in Siria per le principali organizzazioni dirittumanitarie, enti di beneficenza e governi, tra cui Nazioni Unite, Human Rights Watch, Amnesty International e anche dipartimento di Stato degli Stati Uniti. “Database e archivi di rete sono considerati fonti affidabili e cruciali da media internazionali e locali, organizzazioni e agenzie internazionali che operano nel campo dei diritti umani”. Tratto da “Madaya, altra truffa umanitaria occidentale sulla Siria”. Century Wire 21… e nello stesso articolo seguiamo il percorso che ancora una volta porta a Soros, “non c’è nessun posto come casa“.

Human Rights Watch
Human Rights Watch finanziata da Soros ha svolto un ruolo importante nel ritrarre falsamente attentati e altre atrocità di SIIL e al-Qaida come opera del regime di Assad, per supportare l’azione militare di Stati Uniti e Unione europea“, William Engdahl, “La Siria è su entrambi i lati della crisi dei rifugiati”. hrw-timInfografica del Professor Tim Anderson

Physicians for Human Rights
Salve Soros2015physicianshumanrightsgalasolli1oxn6klIl Dr. Denis Mukwege e George Soros dedicano la vita agli altri affrontando abilmente le questioni più difficili, supportare le donne del Congo e migliorare la vita e far progredire i diritti umani dei popoli oppressi nel mondo“, aveva detto Donna McKay, direttrice esecutiva di PHR. “I loro instancabili sforzi e leadership ispirano i difensori dei diritti umani nel mondo consolidando la vitale resistenza a chi viola i diritti umani“. Soros, la cui leadership e dedizione filantropica alla causa dei diritti umani fu onorata nel 2015 dal Premio alla carriera dei Physicians for Human Rights, è un loro sostenitore dal 1985. “George Soros capì, dall’inizio, che i medici svolgono un ruolo fondamentale nel preservare la dignità umana, principio fondamentale dei diritti umani“, aveva detto McKay. “La sua fede nella nostra causa ha spianato la strada ad altri sostenitori e ha contribuito a garantire che gli operatori sanitari avessero l’opportunità di utilizzare le proprie competenze come mezzo per la giustizia“. Conferenza dei PHR.

Medici senza frontiere e Medici del Mondo
kouchner-es-soros-foto-tury-gyorgy-hvghuMSF hanno fatto sforzi concertati per prendere le distanze dal suo avvocato interventista, il co-fondatore Bernard Kouchner, ma con scarsi risultati, dato che Kouchner viene ancora invitato a commentare il bombardamento statunitense dell’ospedale di MSF a Kunduz, in Afghanistan, nel 2015. Ancora una volta l’unico scopo di tale articolo è dimostrare come le organizzazioni non governative dal grande impatto in Siria, e nei nostri media, siano legate a George Soros (tra una miriade di innegabilmente faziose agenzie governative occidentali).
La Coalizione per la Corte penale internazionale (CICC) è un’organizzazione internazionale non governativa (ONG) a cui aderiscono oltre 2500 organizzazioni nel mondo per sostenere una fiera, efficace e indipendente Corte penale internazionale Il CICC è un progetto del Movimento Federalista Mondiale – Istituto per la Politica Globale (WFM-IGP) e ha segreterie a New York, nei pressi delle Nazioni Unite (ONU), e all’Aia, Paesi Bassi. (Tratto da Wikipedia). Il comitato direttivo del CICC comprende Human Rights Watch e Amnesty International. Il Movimento federalista mondiale è finanziato da George Soros. Medici senza Frontiere e Medici del Mondo sono membri della CCIC, di certo in Francia.

ONG partner
Un’altra forma di collaborazione di enorme importanza per le fondazioni di Soros, sono i rapporti coi beneficiari che negli anni sono divenute alleanze nel perseguire parti cruciali dell’agenda della società aperta. Tali partner sono, ma non solo: Medici Senza Frontiere, Fondazione AIDS Est-Ovest, Medici del Mondo e Partner nella Salute, per vai dei loro sforzi nell’affrontare cruciali emergenze sanitarie spesso collegate a violazioni dei diritti umani“. Tratto da Open Society Foundationsoros-amnestyAmnesty International
Un’altra ONG finanziata da Soros ed attiva nel demonizzare il governo di Assad come causa delle atrocità in Siria, costruendo il sostegno pubblico a una guerra contro la Siria di Stati Uniti e Unione europea, è Amnesty International. Suzanne Nossel, fino al 2013 direttrice esecutiva di Amnesty International USA, lavorava al dipartimento di Stato degli Stati Uniti dov’era viceassistente della segretaria di Stato, non proprio un organismo imparziale verso la Siria“. William Engdahl per New Eastern Outlook

Siria: La rivoluzione dei miliardaribillionaires-revolutionInfografica del Professor Tim Anderson, nel libro “La guerra sporca alla Siria”.

La BBC cammina sulla strada lastricata di giallo?
La BBC collabora con Open Democracy di Soros? Certo, quando osserviamo la pagina web è difficile non vedere che vi sia almeno una certa collaborazione. “Finanziata al 95% degli inglesi con il canone, la BBC appartiene al popolo, non al governo. OurBeeb è indipendente, non di parte e mira a garantire che la discussione sul futuro della British Broadcasting Corporation sia nelle mani del popolo inglese“. OurBeebopen-democracyForse i cittadini inglesi hanno voce in capitolo nella scelta di Soros come mentore e manager della campagna sulla maggiore rete multimediale pubblica il cui potere di alterare la percezione del pubblico è leggendario. “Come garantirsi che la BBC sia sentita ‘nostra’ dal pubblico che la finanzia e le cui molte voci dice di rappresentare? In un momento di tagli delle entrate pubbliche e rapidi cambiamenti tecnologici, il ruolo della BBC supera il tradizionale primo notiziario sui partiti politici. E’ tempo di rimodellare il dibattito sul futuro della più importante istituzione culturale del Regno Unito”. Poi vediamo le conseguenze dell’operazione Madaya. Su Open Democracy si legge… “Come i giornalisti cittadini mutano la redazione della BBC? I contenuti generati dagli utenti offrono nuovi modi di coprire le storie ‘occultate’, come il conflitto siriano. Ma come i giornalisti rappresentano ciò che vi accade?” Come in effetti? Segue poi una serie di scuse sui giornalisti della BBC, come Lyse Doucet, incapaci di essere in Siria. Si tirano fuori varie pretese. La morte di Marie Colvin del Sunday Times a Homs, nel 2012. Nessuna menzione che Colvin si fosse infiltrata senza l’autorizzazione del governo siriano, assieme a Rami Jarrah. La decapitazione della sospetta quinta colonna James Foley. Per non parlare del pericolo di attacchi aerei “stranieri” e dello Stato islamico. E perché, potreste chiedere, la BBC non trova le voci che in Siria che denunciano l’intervento estero o sostengono il governo legittimo? Stranamente, non sono “disposte a parlare”. Niente a che vedere col fatto che la BBC fa notoriamente propaganda antisiriana, per cui quelle persone temono non dica la verità sul punto di vista del popolo siriano. Sharmine Narwani ha ferocemente sfidato lo status di osservatore neutrale dei media occidentali nell’articolo: Giornalista occidentale, visto negato, “Perché in questo momento sinceramente non riesco a pensare a un gruppo di persone meno capaci di verificare le cose in Siria dei giornalisti occidentali. E non perché non sono fisicamente lì o non sanno mettere insieme più di due parole in arabo. Ma perché danno credito alle storie dei propri governi su tutto. I giornalisti occidentali s’inebriano al lascivo senso di giustizia degli ossimorici “valori occidentali” che ci rinfacciano. Gli stessi valori occidentali che chiedono “responsabilità” e “trasparenza” a tutte le nazioni, coprendo i governi occidentali mentre si fanno strada tra i corpi di musulmani e arabi nelle infinite guerre per la “sicurezza nazionale”.” Col senno del poi, potremmo essere considerati cospirazionisti, pensando che forse navigando tra tali eventi siamo a questo punto dell’assoluto silenzio stampa, utile agli obiettivi globalisti del governo? Vediamo la ciliegia sulla torta del cambio di regime? Soros ha apparentemente ufficializzato la cooptazione della BBC nella sua rete propagandistica sulla Siria, incanalandone le operazioni d’informazione nella sua perfetta molteplice rete di bugie anti-Assad.
La strada lastrica di mattoni gialli porta a Soros e la BBC non vede il Mago. Come se fosse alla ricerca di cuore, coraggio e cervello.14502933Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Ministero della Difesa della Russia risponde alle minacce degli USA

Rossijskaja Gazeta, South Frontigor_konashenkovIl Ministero della Difesa della Federazione Russa non poteva non rispondere alle dichiarazioni scioccanti del portavoce del dipartimento di Stato degli USA John Kirby. Nel corso di un briefing aveva chiaramente detto che le città russe saranno attaccate dai terroristi. Secondo il funzionario statunitense, se la guerra in Siria continua i terroristi attaccheranno le città russe e la Russia riceverà i soldati nei “sacchi di plastica, continuando a perdere mezzi, possibilmente aeromobili”.
Il Ministero della Difesa della Federazione Russa interpreta tali dichiarazioni come ammissione degli USA che la presunta “opposizione” che conduce la “guerra civile” in Siria sia solo terrorismo “internazionale” telecomandato dagli statunitensi. Ciò che è particolarmente scioccante dell’ammissione di Kirby, secondo il rappresentante del Ministero della Difesa della Federazione Russa Maggior-Generale Igor Konashenkov, è che l’influenza diretta degli Stati Uniti sui terroristi è globale e punta alla Russia, tra l’altro. “Sulla minaccia di Kirby per la possibile perdita di aerei russi e il ritorno di soldati russi ‘in sacchi di plastica’, va detto che sappiamo bene dove in Siria, anche nella Provincia di Aleppo, ed esattamente come molti specialisti “non dichiarati” operano coordinando e comandando i terroristi“, ha aggiunto Konashenkov: “Naturalmente, possono continuare a dirci come ostinatamente ma vanamente cerchino di distinguere Jabhat al-Nusra dall”opposizione’. Tuttavia, se proveranno ad attuare tali minacce, non è affatto scontato che potranno salvare la pelle“.
Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha suggerito a John Kirby di non dimenticare il suo onore di ufficiale, avendo scambiato la divisa da contrammiraglio con la giacchetta di rappresentante del dipartimento di Stato. Inoltre, i militari russi ancora una volta hanno dichiarato di essere pronti a continuare il dialogo con gli Stati Uniti nelle operazioni comuni contro i terroristi in Siria. “Ma il dialogo non deve contenere anche minacce ai nostri soldati e cittadini. Quando si tratta di garantire la sicurezza dei cittadini russi, non importa dove, non tratteremo. Questa è la nostra priorità principale ed incondizionata“, concludeva il Generale Konashenkov.8350ed9b71341f55d61daad633d30Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Al-Qaida: Gli statunitensi sono con noi

Battaglie in tutta la Siria, la svolta è vicina
Ziad Fadil e Canthama, SyrPer, 28 settembre 2016cti6eyxwcae5yt0I molteplici campi di battaglia in Siria sono in fiamme con numerose avanzate dell’EAS e degli alleati.

Lataqia
I combattimenti sono ripresi con ulteriori avanzate sulle colline intorno ai villaggi sul Jabal Aqrad e Jabal Qurdi. Si tratta di un’avanzata lenta su numerose colline, ma EAS ed alleati hanno il controllo del tiro già oltre il confine turco. I più recenti progressi pongono le forze siriane ed alleate vicino alle città di Bidama e al-Najiyah, che si affacciano su Jisr al-Shughur. Nessuna notizia di avanzate su Qabani, finora.

Qunaytra
Schermaglie e alcuna offensiva da entrambe le parti. Movimenti per migliorare il perimetro di protezione nella città drusa di Hadhir.

Ghuta orientale
Come già detto più volte negli ultimi 6 mesi, gli ultimi terroristi nel Ghuta orientale non hanno possibilità di una qualche offensiva seria, avendo “bruciato entrambe le estremità della candela” e ora sono sulla difensiva. Possono difendersi se hanno risorse e armi sufficienti nelle molte gallerie nel territorio (centinaia, se non migliaia di chilometri). Anche se la guerra di logoramento è lenta, i risultati nel Ghuta orientale dimostrano che i terroristi perdono dappertutto. La cruciale battaglia in corso è volta a chiudere il collo di bottiglia di 1 km del calderone tra Tal Qurdi e al-Rayhan. EAS ed alleati sono vicini all’obiettivo. Come negli ultimi 12 mesi di battaglie nel Ghuta orientale hanno dimostrato, è atteso al più presto il passaggio ad un’altra area. Questa tattica ha grande successo, liberando vaste aree nell’ultimo anno.igdpgmkTadmur
Dopo una lunga guerra difensiva, l’EAS avanza. Si combatte preso il giacimento di gas e il villaggio di Araq. Non sono sicuro se sia un diversivo per attirare lo SIIL assottigliandone le forze. Va seguito da vicino, però.

Homs: jabal al-Shair
Gli scontri sono ripresi il 27 settembre sera presso i vitali Jabal Suanat, Quota 901 e 904. Il giacimento al-Mahr è stato liberato il 28 settembre mattina. EAS ed alleati scacciano lo SIIL dai giacimenti di gas. Buone notizie a breve.

Homs
Il quartiere di al-Wair è un’altra grande vittoria diplomatica del governo siriano. Riconciliazione e estirpazione dei terroristi hanno avuto un grande successo. La maggior parte dei terroristi disposti a morire è finita a Talbisa e molti, (circa un migliaio), cede le armi per avere l’amnistia. I civili sono stati inviati in luoghi sicuri sotto il controllo del governo o a Talbisa coi terroristi, se l’hanno scelto. Homs sarà la prima grande città siriana ad essere priva di terroristi entro pochi giorni.

Hama Nord
La situazione continua ad essere complessa. Il momento è ancora dei terroristi, anche se alcune controffensive di EAS e forze alleate si sono svolte di recente. In ogni caso, non hanno compiuto notevoli avanzate. Le linee difensive a nord di Hama sono così solide che i terroristi dovranno impiegare nuove tattiche per attaccare i villaggi sul perimetro. Ci sono abbastanza forze per effettuare una controffensiva di successo, e questo è ciò che avviene oggi. Diverse battaglie si svolgono sulle prime linee. La controffensiva attesa è iniziata. A presto le notizie.

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Aleppo
Molte avanzate solide ad Aleppo su 3 assi.
Asse Nordest: il campo Handarat è un campo di battaglia, anche se Liwa al-Quds ed EAS non lo controllano. Ma nemmeno i terroristi. Tutto il campo è preda della battaglia e quindi è una sconfitta netta per i terroristi. Vi sono azioni nel quartiere Hananu ma non è chiaro se sia un diversivo o meno.
Asse Centrale: con la liberazione di Farafara, quartiere vicino alla cittadella, EAS ed alleati avanzano sui quartieri Bayada e Qastal Musht, un’area chiave delle linee difensive dei terroristi che dipendeva da Farafara, quindi cadrà in qualsiasi momento. Non appena la parte settentrionale e orientale della Cittadella è sicura, EAS e forze alleate assalteranno il lato meridionale con incredibile forza e velocità, allo scopo di spingere i terroristi verso la tangenziale ed isolare una vasta area della città di Aleppo respingendo i terroristi sul fianco orientale.
Asse Sudest: il 20-30% di Shayq Said è ormai libero, per la prima volta dopo 4 anni. Inoltre, anche al-Amriyah è vicina alla liberazione totale. Vi sono forti indicazioni che EAS e forze alleate avviino una nuova operazione da al-Aziza per assaltare Shayq al-Lutfi, costringendo i terroristi a scegliere se rimanere a Shayq Said e morire, o riorganizzarsi sul fianco orientale della città. Una rapida occhiata alla mappa mostrerà che quando questa strategia riuscirà, EAS e forze alleate saranno molto vicine al cimitero e la distanza dalla Cittadella sarà esigua. I due assi offensivi s’incontreranno e i terroristi avranno perso, a quel punto, la metà del territorio occupato in città, un colpo fatale.ctyoq5wwgaah3sw-jpg-large

Dayr al-Zur
Le linee difensive reggono. Diversi attacchi dello SIIL sono stati respinti, nuovi rinforzi inviati nella base aerea e un contrattacco è in corso per liberare tutto il Jabal al-Thardah.

Alcuni link all’importante intervista di Juergen Todenhoefer a un capo di al-Qaida ad Aleppo occidentale. Dice che ricevono armi direttamente dalla “Coalizione” e che militari di Stati Uniti, Israele, Turchia e Arabia Saudita li addestrano. Questo per chi dubitava dell’articolo di Ziad sui missili da crociera russi Kalibr che hanno colpito i coordinatori dei terroristi della coalizione, confermati essere militari di Stati Uniti, Regno Unito, Israele, Turchia, Qatar e Arabia Saudita.
(Vedasi sotto)

Aleppo: E ‘accaduto. Elementi combinati della 4.ta Divisione Meccanizzata-Corazzata (parte della Prima Armata di Damasco) sostenuti da 4 unità Alfa delle Forze Speciali siriane di Qatana effettuavano uno dei colpi più letali della guerra, il 27 settembre 2016, alle 14:00, avanzando su 4 assi da nord a sud direttamente nei quartieri orientali dove i cittadini hanno cominciato a sostenerli immediatamente. Mentre le forze aeree siriane e russe bombardavano le aree spopolate dagli avvertimenti dell’Esercito ai cittadini di lasciare i luoghi in cui i ratti sono posizionati; le forze di terra hanno l’autorizzazione a distruggere le inutili fortificazioni tirate su dai puzzolenti scimmioni sauditi. L’Esercito arabo siriano ha anche completamente liberato il quartiere al-Farafara, adiacente alla Cittadella, simbolo di questa grande città industriale. Tutti gli IED e le mine sono stati disinnescati e gli esplosivi saranno inviati in un deposito speciale a Damasco, per impiegarlo nella produzione di bombe che la Siria utilizzerà per sterminare ogni wahabita saudita che strisci sulla faccia della terra.
Le forze aeree siriane e russe hanno cominciato ad ammorbidire le fortificazioni dei terroristi a Darat Iza (già zona designata dalla NATO per fornire sostegno logistico ai terroristi), Qubatan al-Jabal, Qafr Hamra, Anadan e Hayan. Nel quartiere Salahudin, l’EAS ha polverizzato un centro di comando di Jabhat al-Nusra/al-Qaida utilizzato per le riunioni dei capi. Alcun dettaglio ancora sulle perdite. I ratti diffondo deliberatamente propaganda sull’acquisizione di razzi Grad e lanciarazzi avanzati. Il donatore è l’Arabia Saudita che cerca di salvare i molestatori di bambini del Jaysh al-Fatah. Mi è stato detto che tali razzi sono arrivati nella zona di Aleppo e che non sono particolarmente utili ai terroristi, comunque SAAF e RVVS li troveranno e li distruggeranno.ctnipjewaaexbmi-jpg-large

Al-Qaida: “Gli statunitensi sono con noi
Questa intervista di Juergen Todenhoefer è stato pubblicata il 26 settembre 2016 dal Koelner Stadtanzeiger, principale quotidiano della regione di Colonia
Moon of Alabama

Intervista al capo di al-Nusra, “Gli statunitensi sono dalla nostra parte
Juergen Todenhoefercsq-8i9waaidlc3Fu il settimo viaggio mio e di mio figlio Frederich nella Siria in guerra. Vi siamo stati 13 giorni. Le parole possono a malapena descrivere danni e sofferenze di entrambe le parti. Abbiamo intervistato dieci giorni fa un capo del ramo di al-Qaida, Jabhat al-Nusra. Abu al-Iz ha riferito apertamente dei finanziatori di Arabia Saudita, Qatar e Quwayt. Conosciamo l’identità dell’uomo e sappiamo praticamente tutto di lui.

Intervista nella cava di pietra ad Aleppo
L’intervista è stata organizzata da un ribelle di Aleppo. Ho avuto contatti coi ribelli siriani per anni. L’ho fatta presso Aleppo in una cava in vista, e a tiro, da Jabhat al-Nusra e poté essere raggiunta in modo sicuro dai soli membri di al-Nusra. I suoi combattenti erano in parte mascherati, cioè facilmente identificabili. Parte delle dichiarazioni furono confermate poco dopo da un mufti di Aleppo. Altre affermazioni sul disinteresse dei ribelli a un cessate il fuoco e ai convogli di aiuti internazionali per farli uscire. Proprio come le previsioni sulle azioni militari programmate in diverse città della Siria. Abu al-Iz, capo di Jabhat al-Nusra (al-Qaida) dice: “Facciamo parte di al-Qaida I nostri principi sono: combattere il vizio, purezza e sicurezza dei nostri affari, e il nostro atteggiamento verso Israele è cambiato. Per esempio, Israele ora ci sostiene perché è in guerra con la Siria ed Hezbollah. Gli USA hanno cambiato opinione su di noi. In origine lo “SI” e noi eravamo messi insieme. Ma lo “SI” viene utilizzato nell’interesse di grandi Stati come gli USA per motivi politici, andando lontano dai nostri principi. E’ chiaro che la maggior parte dei loro capi lavora coi servizi segreti. Noi, Jabhat al-Nusra, abbiamo la nostra via. In passato erano con noi, ci sostenevano. Il nostro obiettivo è la caduta del regime dittatoriale, regime tirannico, regime apostata. Il nostro obiettivo è la conquista, come quelle (del grande generale arabo) Qalid ibn al-Walid. Prima nel mondo arabo e poi in Europa“.

Juergen Todenhoefer: Com’è il rapporto tra voi e gli Stati Uniti? Gli Stati Uniti sostengono i ribelli?
Abu al-Iz: Sì, gli Stati Uniti sostengono l’opposizione, ma non direttamente. Sostengono i Paesi che ci sostengono. Ma non ne siamo ancora soddisfatti, dovrebbero sostenerci con armi avanzate. Abbiamo vinto battaglie grazie ai missili “TOW”. Abbiamo raggiunto un equilibrio con il regime con tali missili. Abbiamo ricevuto i carri armati dalla Libia attraverso la Turchia. Anche i “BMS”, lanciarazzi multipli. Il regime ci soverchia solo con aerei da combattimento, missili e lanciamissili. Abbiamo catturato parte dei lanciamissili ma la gran parte proviene dall’estero. Ma è con i “TOW” statunitensi che abbiamo la situazione sotto controllo in alcune regioni.

A chi diedero quei missili gli USA prima che ve li portassero? All’Esercito libero siriano e poi a voi?
No, i missili ce li hanno dati direttamente. Sono stati consegnati a un certo gruppo. Quando la “strada” è stata chiusa e noi assediati, c’erano ufficiali di Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Israele e Stati Uniti.

Che fanno?
Sono esperti! Esperti nell’uso di satelliti, missili, ricognizione, videocamere di sorveglianza termiche…

C’erano anche esperti statunitensi?
Sì, esperti provenienti da diversi Paesi.

Tra cui statunitensi?
Sì. Gli statunitensi sono dalla nostra parte, ma non come dovrebbero. Per esempio ci hanno detto: Dobbiamo catturare e conquistare il “Battaglione 47”. L’Arabia Saudita ci ha dato 500 milioni di lire siriane. Per prendere la scuola di fanteria “al-Muslimiya” ricevemmo dal Quwayt 1,5 milioni di dinari e dall’Arabia Saudita 5 milioni di dollari.

Da governi o da privati?
Dai governi.

La lotta è dura, il regime è forte e ha il sostegno della Russia…?
Lotteremo fino alla caduta del regime. Combatteremo la Russia e l’occidente perché non è dalla nostra parte. L’occidente ci manda solo mujahidin, invia questi combattenti. Perché l’occidente non ci sostiene nel modo giusto? Abbiamo molti combattenti provenienti da Germania, Francia, Gran Bretagna, USA, da tutti i Paesi occidentali.

Ci sono molti combattenti provenienti dall’Europa ad Aleppo, nel Jabhat al-Nusra?
Molti, molti, molti!

Quanti?
Molti.

Cosa ne pensa del cessate il fuoco?
Non lo riconosciamo. Riposizioniamo i nostri gruppi e intraprenderemo nei prossimi giorni un attacco schiacciante al regime. Abbiamo riordinato tutte le nostre forze in tutte le province, ad Homs, Aleppo, Idlib e Hama.

Non v’interessano i 40 camion di rifornimenti per la parte orientale di Aleppo?
Abbiamo richieste. Mentre il regime si posiziona lungo la strada al-Qastal, ad al-Malah e nelle aree settentrionali, non lasceremo che quei camion passino. Il regime deve ritirarsi da tutte le aree in modo che ci facciano arrivare quei camion. Se un camion arriva nonostante ciò, arresteremo il conducente.

Perché alcuni dei vostri gruppi si ritirano di un km/mezzo km dalla strada di al-Qastal?
Il regime usa armi avanzate. Abbiamo subito una controffensiva. Perciò ci siamo ritirati in silenzio, per recuperare e attaccare di nuovo il regime. Ma questo attacco deve portare alla caduta del regime.

Così era un trucco, una tattica militare?
Sì, tattica militare.

L’obiettivo di tale tattica era ricevere cibo o ricollocare i combattenti?
Non eravamo d’accordo col cessate il fuoco.

È un’idea solo di Jabhat al-Nusra o di tutti gruppi, gli altri alleati?
Di tutti i nostri gruppi integrati, nostri alleati.

Fronte islamico, esercito islamico?
Sono tutti con noi. Siamo tutti di Jabhat al-Nusra. Un gruppo si chiama “Esercito islamico”, o “Fatah al-Sham“. Ogni gruppo ha un proprio nome, ma si ritengono omogenei. Il nome generico è al-Nusra. Si hanno, per esempio, 2000 combattenti. Poi si crea da questi un nuovo gruppo e lo si chiama “Ahrar al-Sham“. Siamo fratelli, i cui credo, pensieri e obiettivi sono identici a quelli di al-Nusra.

Qual è il suo parere o anche dei capi?
Questa è l’opinione generale. Ma se qualcuno vi dipinge ‘combattente moderato’ e vi propone di mangiare e bere, accettate o no?

450000 persone sono state uccise in questa guerra. Sono stato a Aleppo e Homs. Molte parti sono distrutte. Se la guerra continua sarà distrutto tutto il Paese. Milioni di persone moriranno… In Germania abbiamo avuto una volta la ‘guerra dei trent’anni’…
Ora siamo a soli 5 anni, relativamente breve!

Accettereste qualcuno del regime di Assad nel governo di transizione?
Nessuno del regime di Assad o dell’esercito libero siriano, che si definisce moderato. Il nostro obiettivo è la caduta del regime e la fondazione di uno Stato islamico basato sulla sharia islamica.

La gente di al-Lush, recatasi a Ginevra per i negoziati, ha accettato il governo di transizione.
Ci sono mercenari siriani. al-Lush combatteva con al-Nusra. I gruppi dalla Turchia con cui è stato creato l’esercito libero siriano, erano con al-Nusra. Costoro sono deboli, hanno ricevuto molti soldi e si sono venduti. Devono seguire gli ordini dei loro sponsor.

L’esercito islamico e gli “islamici interni” negoziano a Ginevra
Perché i loro capi sono stati creati dall’occidente. Sono consigliati e pagati dai servizi segreti occidentali e degli Stati del Golfo per i loro obiettivi. Siamo nel punto di osservazione più avanzato della zona di Shayq Said, sotto il nostro controllo. Dietro quelle case ad al-Majbal vi sono i soldati del regime. Le nostre forze sono a 200 metri da qui.

È possibile leggere la versione originale sul Koelner Stadtanzeiger.proxy

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Damasco ha l’audio dei colloqui tra Stato islamico e militari USA prima dell’attacco alle forze siriane

Sputnik 26/09/2016hadiyeh-khalaf-abbas-1-1L’intelligence siriana possiede la registrazione audio della conversazione tra terroristi dello Stato islamico e militari degli Stati Uniti prima degli attacchi aerei della coalizione di Washington contro le truppe governative presso Dayr al-Zur, il 17 settembre, dichiara la Presidentessa del Consiglio del Popolo della Siria. “L’esercito siriano ha intercettato una conversazione tra statunitensi e Stato islamico prima del raid aereo su Dayr al-Zur“, ha detto Hadiya Qalaf Abas citata dall’emittente al-Mayadin. Gli aerei da guerra degli Stati Uniti avevano colpito le truppe governative siriane nei pressi della città di Dayr al-Zur il 17 settembre, uccidendo 62 militari e ferendone un centinaio. Il Pentagono disse inizialmente che l’attacco aereo fu un errore mirando ai terroristi dello SIIL. La presidentessa del parlamento siriano aggiungeva, durante la visita in Iran, che dopo gli attacchi aerei della coalizione sulle truppe governative, gli USA guidarono l’attacco dei terroristi contro l’Esercito arabo siriano.
L’attacco alle posizioni del governo mise alla prova l’accordo USA-Russia sul cessate il fuoco nazionale, avviato all’inizio della settimana. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov aveva dichiarato che era necessario separare i terroristi dello SIIL dalle forze dell’opposizione “moderata” per salvare la tregua. Gran Bretagna, Australia e Danimarca confermavano la partecipazione delle loro forze aerei nei mortali attacchi aerei. La politica notava che i dati saranno resi pubblici.syria-ethnity-map-detail-4Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia smaschera gli Stati Uniti sulla Siria, Washington infuriata

Alexander Mercouris, The Duran 26/9/2016vitalychurkinCon l’accordo Lavrov – Kerry crollato e l’esercito statunitense che esclude l’imposizione di una no-fly zone, gli Stati Uniti possono solo arrabbiarsi mente l’Esercito arabo siriano con l’appoggio russo accerchia i jihadisti ad Aleppo orientale.
La scorsa settimana, in seguito al crollo dell’accordo Lavrov-Kerry e del cessate il fuoco, con l’Esercito arabo siriano che accerchiava i jihadisti intrappolati ad Aleppo orientale, la realtà della sconfitta ad Aleppo ha finalmente colpito le potenze occidentali. Il risultato è una frenetica attività diplomatica e mediatica per cercare d’imbarazzare i russi costringendoli a fermare l’offensiva dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo. La ragione di tale attività è l’avanzata dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo dalla fine del cessate il fuoco. Dopo aver sconfitto e respinto l’offensiva jihadista di Jabhat al-Nusra a sud-ovest di Aleppo, nella prima settimana di settembre, l’Esercito arabo siriano, dopo la fine del cessate il fuoco, consolidava il controllo della strada al-Qastal liberando l’area ora deserta del campo profughi palestinese di Handarat. A seguito degli intensi bombardamenti di artiglieria e aerei, avanzava dalla zona della cittadella di Aleppo e dal quartiere Ramusyah alle aree jihadiste di Aleppo orientale, chiaramente per consolidare il controllo dei sobborghi sud-occidentali di Aleppo e, forse, tagliare in due Aleppo est controllata dai jihadisti. I rapporti da Aleppo parlano dell’Esercito arabo siriano e dei suoi alleati che concentrano forze presso o nella città per l’offensiva. I marines russi sono sulla strada di al-Qastal, e vi sono rapporti su 8000 miliziani iracheni arrivati in città. La forza d’attacco principale rimane comunque l’Esercito arabo siriano. Sembra che la forza d’attacco aerea russa della base di Humaymim sia stata rinforzata. Un video del 24 settembre 2016 di Ruptly TV mostra truppe siriane avanzare contro i jihadisti nella provincia di Lataqia dopo la fine del cessate il fuoco. Il video mostra aereo da supporto al suolo Su-25. La Russia schierò aerei Su-25 nella base aerea di Humaymim nel settembre dello scorso anno. Tuttavia furono ritirati a marzo. Ora sembra che siano ritornati. Il punto da capire, e che spiega la retorica furiosa degli ultimi giorni, è che le potenze occidentali non possono fermare l’offensiva siriana contro i jihadisti intrappolati ad Aleppo. Nel corso dell’audizione al Senato degli Stati Uniti del 22 settembre 2016, il Generale Dunford, presidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti, ne spiegava il perché. Pressato dal senatore repubblicano del Mississippi Roger Wicker a dire se gli Stati Uniti potevano adottare “azioni decisive” imponendo una no-fly zone, cosa che Wicker aveva detto di aver discusso con i democratici e che poteva avere il sostegno bipartisan, Dunford rispose, “Per ora, per controllare lo spazio aereo della Siria dovremmo entrare in guerra con la Siria e la Russia. Questa è una decisione fondamentale che certamente non ho intenzione di prendere“. L’osservazione di Dunford ha provocato l’intervento del senatore repubblicano John McCain, un bellicista ed interventista cronico che chiede sempre l’azione militare degli Stati Uniti in qualsiasi occasione, soprattutto nei conflitti con la Russia. McCain voleva che Dunford dicesse che la no-fly zone non è la stessa cosa “del controllo totale dello spazio aereo siriano” che porterebbe alla guerra con Russia e Siria.
La realtà, come sanno McCain e Dunford, è che gli Stati Uniti non hanno mai imposto una no-fly zone su un Paese che non avesse “il controllo totale dello spazio aereo”. E’ inconcepibile che gli Stati Uniti impongano una no-fly zone sulla Siria se non avessero “il controllo totale dello spazio aereo”. L’ammissione di Dunford che “il controllo totale dello spazio aereo” non può essere ottenuto in Siria senza entrare in guerra con la Russia, a tutti gli effetti esclude l’idea di una no-fly zone sulla Siria. Incapaci d’imporla, non c’è nulla che gli Stati Uniti possono fare per cambiare il corso dei combattimenti ad Aleppo. Questa consapevolezza degli Stati Uniti della propria impotenza, mentre i protetti jihadisti ad Aleppo subiscono la sconfitta totale, spiega la retorica arrabbiata e l’ondata di storie atroci della scorsa settimana, culminate nelle solite furiose denunce alla Russia dell’ambasciatrice degli Stati Uniti Samantha Power, il 25 settembre 2016, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nel corso del quale ha effettivamente accusato la Russia di “barbarie”. Il ministro degli Esteri inglesi Boris Johnson, in un commento avventato per cui probabilmente è già stato richiamato all’ordine, svelava la verità in una intervista televisiva del 25 settembre 2016, “Se mi dice che l’occidente è impotente, sarei d’accordo. Sarei d’accordo che, dato che abbiamo preso tali decisioni nel 2013, quando quelle linee rosse furono superate, senza alcuna risposta militare effettiva, o qualsiasi risposta a ciò che succedeva. Non credo che ci sia alcuna voglia di roba del genere“. Johnson poi continuava dicendo che l’unica cosa che l’occidente potrebbe fare in questa situazione è cercare d’imbarazzare i russi chiedendo di fermarsi, e spiegava che “l’unica cosa a cui i russi rispondono è un’opinione pubblica globale negativa“. Ciò spiega le attuali chiacchiere sui crimini di guerra, come l’accusa (infondata) che i russi abbiano attaccato il convoglio dei soccorsi, le lamentele per la deliberata interruzione dell’approvvigionamento di acqua di Aleppo, l’accusa di bombardamento indiscriminato di aree civili ad Aleppo, le pretese sull’uso di bombe incendiarie, ecc. Tutte cose che accadono in Siria da sempre, da quando è cominciata la guerra, ma di cui ora si parla come crimini di guerra. Nella stessa intervista Johnson si esprime così, “Loro (i russi) sono sul banco degli imputati del tribunale dell’opinione internazionale. Sono colpevoli di una guerra molto lunga e orrenda e sì, quando bombardano obiettivi civili, dovremmo cercare… di vedere se era intenzionale colpire obiettivi civili del tutto innocenti, (perché) è un crimine di guerra“. Per lo sgomento occidentale, i russi non mostrano alcun segno di cedimento.
Il punto chiave degli eventi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite della settimana scorsa era che il Ministro degli Esteri russo Lavrov, pur sotto la forte pressione concertata di Stati Uniti e alleati, ha categoricamente escluso qualsiasi cessate il fuoco unilaterale dell’Esercito arabo siriano. Invece ha chiarito che un cessate il fuoco potrebbe aversi solo se i combattenti dell’opposizione siriana vi aderivano sul serio separandosi da Jabhat al-Nusra, come gli Stati Uniti promisero a febbraio e nell’ultimo accordo Lavrov-Kerry. Nella riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 25 settembre 2016, l’Ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vitalij Churkin ha detto la stessa cosa, “gli statunitensi, di fatto, hanno affermato di non poter influenzare i gruppi che sponsorizzano e di far rispettare l’accordo, come promesso. Prima di tutto, separare i gruppi di terroristi e contrassegnarne le posizioni sul terreno. Il cessate il fuoco può essere salvato solo ora collettivamente. Non siamo noi a dover dimostrare qualcosa a qualcuno in modo unilaterale. Dobbiamo vedere la prova che ci sia l’autentico desiderio di separare i gruppi ribelli alleati degli USA da Jabhat al-Nusra, per poi distruggerlo e far entrare l’opposizione nel processo politico. In caso contrario, i nostri sospetti che questo abbia il solo scopo di proteggere Jabhat al-Nusra verrebbe solo rafforzato“. Due settimane prima dissi che la probabile motivazione dei realisti di Washington, che sostenevano l’accordo di Lavrov-Kerry, fosse salvare i jihadisti di Aleppo e conservarli come forza evacuandoli dalla città dove erano intrappolati e dove la loro posizione era insostenibile. Ecco perché, come speculavo sulla forza di alcune osservazioni dei militari russi, è emerso che l’accordo Lavrov-Kerry ne prevedeva il ritiro da Aleppo attraverso la strada di al-Qastal. Si è scoperto che l’accordo Lavrov-Kerry effettivamente serviva a questo, in ciò confermato dal testo della parte dell’accordo che gli Stati Uniti hanno rivelato (attraverso la bizzarria di una fuga di notizie presso l’Associated Press). Questa è la disposizione specifica nel testo, “Qualsiasi siriano può lasciare Aleppo via strada di Qastal, comprese le forze dell’opposizione armata con le armi, con la consapevolezza che alcun danno gli sarà arrecato e potendo scegliere la destinazione. Le forze di opposizione che lasciano Aleppo con le armi devono coordinarsi con i rappresentanti delle Nazioni Unite, al momento di passare per la strada di al-Qastal, indicando numero di armai, armi e attrezzature militari in partenza“. Il documento che gli Stati Uniti hanno pubblicato è uno dei cinque che compongono l’accordo Lavrov-Kerry. Gli altri documenti senza dubbio daranno maggiori dettagli sulla separazione dei combattenti filo-USA da Jabhat al-Nusra. E’ probabile che tali documenti indichino quali combattenti lasciavano Aleppo attraverso la strada di al-Qastal, e cosa sarebbe successo a chi rimaneva. Qui, le intenzioni dei realisti venivano sconfitte, perché i sostenitori della linea dura a Washington e i jihadisti in Siria respingevano l’accordo Lavrov-Kerry. Il risultato è stato che invece di separarsi da Jabhat al-Nusra, come l’accordo chiedeva, i jihadisti sono rimasti con Jabhat al-Nusra, cercando di sfruttare il cessate il fuoco effettuando ulteriori attacchi all’Esercito arabo siriano.
Dopo il crollo del cessate il fuoco e con l’imposizione forzata di una no-fly zone del tutto esclusa, gli Stati Uniti si ritrovano con nient’altro la proposta assurda del segretario di Stato degli USA Kerry secondo cui Russia e Siria dovrebbero autoimporsi la no-fly zone. Nel momento in cui i russi respinsero tale proposta, come era dovuto, il bluff degli Stati Uniti è stato effettivamente esposto. Tale consapevolezza degli Stati Uniti, sul bluff smascherato e sull’esibizione d’impotenza militare nel mutare il corso della battaglia di Aleppo, è alla base delle denunce furiose di Stati Uniti ed alleati, mentre si affanno disperatamente a cercare che i russi fermino la battaglia di Aleppo, in modo da salvare i loro protetti jihadisti dalla sconfitta totale, e sé stessi dall’umiliazione dell’aperto fallimento della loro strategia.Russian President Vladimir Putin other members of the delegation attend the 70th session of the United Nations General Assembly in New YorkTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora