Una potente Marina Militare consolida la Cina

Global Times 13/4/2018Il 12 aprile, il Presidente Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e Presidente della Commissione Militare Centrale, faceva importanti osservazioni durante la parata navale svoltasi nel Mar Cinese Meridionale. L’evento era la più grande parata militare navale nella storia della Repubblica Popolare Cinese, mostrando il progresso della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare col gruppo di battaglia della portaerei Liaoning e i sottomarini nucleari di nuova generazione. La capacità della Cina di difendere la pace mondiale e regionale ha raggiunto un’altra pietra miliare. Durante il discorso, Xi osservava che la missione per costruire una forte Marina non è mai stata più urgente. Questo è cruciale da evidenziare nell’ambiente internazionale di oggi e il tono da un forte senso alla missione. Xi esprimeva in diversi rapporti chiave che la Cina è più vicina che mai a raggiungere la grande modernizzazione della nazione cinese. Tuttavia, la storia ci ricorda che più ci avviciniamo a un obiettivo glorioso, più aumentano pressione e rischio. Costruire una forte Marina, così come la Difesa Nazionale, non è mai stato più significativo per la Cina. Dopo 40 anni di riforma e apertura, la Cina è diventata la seconda economia del mondo. In questo processo, la Cina ha ulteriormente avanzato l’inarrestabile potenziale economico. Tuttavia, lo status della Cina, accompagnato da incredibili progressi, attrae sia atti di amicizia che ostili. Pertanto, il recupero nella Difesa Nazionale è necessario per una crescita equilibrata. Per qualsiasi grande nazione, un forte sviluppo economico senza sforzi equilibrati nella Difesa Nazionale è una combinazione pericolosa. Ciò potrebbe dare ad altre potenze idea e tentazione di sottomettere la Cina con metodi non economici.
La Marina di un Paese è considerata la forza che esercita maggior pressione, pur essendo la più attiva nelle Forze Armate moderne. Tra tutte le forze militari di un Paese, la Marina di solito è in prima linea nei momenti cruciali. La tecnologia delle forze navali è complessa e costosa, rappresentando la forza più evoluta del Paese. Forze Navali forti appartengono solo a un Paese potente, riflettendo la potenza e indicando propri futuro e destino. Lo sviluppo regolare della Marina cinese è costante e forte. Con la parata militare del Mar Cinese Meridionale, i cinesi possono vedere che parte della forza economica della Cina si converte rapidamente in forza militare. Possiamo anche prevedere che la capacità della Cina di convertire i propri punti di forza sarà maggiore in futuro. La logica del mantenimento della pace è diversa tra Paesi grandi, medi e piccoli. La Cina deve oggettivamente comprendere la situazione della sicurezza che affrontiamo e costruire l’Esercito di Liberazione Popolare (PLA) per dimostrare di poter proiettare potenza e concentrasi sul mantenimento della pace. Questo è un compito urgente che richiede una corsa contro il tempo. La Cina deve ignorare il rumore della teoria della “minaccia militare cinese” di certi Paesi occidentali. La teoria è un travisamento del ruolo della Cina come seconda economia del mondo e del suo ruolo nel garantire la pace globale. La teoria è anche una discriminazione contro lo status della Cina grande potenza mondiale.
Per costruire una Flotta di alto livello, la Cina ha una lunga strada da percorrere. Per comprendere le enormi sfide che affronta nella costruzione di una flotta oceanica, va visto come gli altri Paesi controllano porti e centri di rifornimento marittimi dall’estero per la Cina. Inoltre, la Marina cinese deve accumulare una vasta esperienza per divenire strumento efficace di deterrenza della Cina. Ci sono due questioni strategiche fondamentali per la Cina: come mostrare la nostra determinazione nel difendere l’interesse nazionale con la tesi della “crescita pacifica della Cina”? Come comunicare le nostre simultanee dedizione alla pace e risoluzione nel combattere l’aggressione? Molte navi dell’era della Seconda Guerra Mondiale sono ancora in servizio presso altre Marine nel mondo, eppure più della metà delle navi che partecipano a questa parata è entrata in servizio intorno al 18° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese. La Marina cinese si è rapidamente sviluppata e riteniamo che continuerà a farlo fin quando non raggiungerà la maturità. La Cina sarà più sicura e il mondo più pacifico quanto la Marina cinese solcherà gli oceani.

La più grande parata militare marittima della Cina col gruppo di battaglia della portaerei
Liu Xin e Zhang Hui, Global Times, 12/4/2018

La Commissione Militare Centrale cinese svolgeva il 12 aprile la più grande parata militare marittima mai realizzata nel Mar Cinese Meridionale, che per la prima volta vedeva il gruppo d’attacco della portaerei e le armi più avanzate dell’Esercito di liberazione popolare cinese (PLA). Il Presidente Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) e Presidente della Commissione Militare Centrale esaminava le navi da guerra e parlava ai marinai, secondo il quotidiano del PLA. Xi ha detto che la necessità di costruire una forte flotta “non è mai stata più urgente che non oggi” e chiesto sforzi per costruire una flotta di prima classe mondiale, secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua.
48 navi da guerra, 76 aeromobili e oltre 10000 marinai e soldati hanno preso parte alla parata salutata come “la più grande parata militare marittima dalla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949 ed eroica esibizione della Marina del PLA della nuova era“, riferiva il quotidiano del PLA. “Era la prima parata militare marittima tenuta nel Mar Cinese Meridionale aperta al pubblico. La portaerei cinese Liaoning vi partecipava per la prima volta. Tutti i sistemi di combattimento della Marina del PLA e 10 aeromobili aderivano alla parata. Le navi da guerra più avanzate, tra cui Liaoning, cacciatorpediniere Tipo 052D e Tipo 052C, nave d’assalto anfibio Tipo 071 e sottomarino Tipo 093 vi presero parte”, affermava Song Zhongping, esperto militare e commentatore televisivo. La parata mostrava il gruppo della portaerei del PLA e la sua avanzata operatività in alto mare, affermava Song, aggiungendo che una potente Marina per la Cina significa che il PLA non ha paura della guerra e può vincere qualsiasi battaglia. “La forza della Cina nel proteggere i propri interessi marittimi nazionali è cresciuta, la parata sarà anche deterrente all’egemonia marittima, facendo riflettere gli avversari due volte prima di tentare di danneggiare gli interessi nazionali della Cina“, dichiarava Song, aggiungendo che la parata era anche un’istruzione su difesa nazionale e patriottismo. La China Central Television (CCTV) riferiva che i cacciatorpediniere della parata navigavano per lo stretto di Taiwan conducendo esercitazioni. La Fujian Maritime Safety Administration cinese annunciava che le esercitazioni in diretta saranno condotte nello stretto di Taiwan il 18 aprile.Mossa strategica
Svolgere la parata nel Mar Cinese Meridionale era una mossa strategica poiché le acque sono potenziale zona di combattimento, affermava Li Jie, esperto navale di Pechino. Notava che la portaerei statunitense USS Theodore Roosevelt operava nel Mar Cinese Meridionale il 10 aprile. I video su CCTV mostravano soldati e marinai in tenuta da combattimento, il che indicava che la sfilata era anche una vera esercitazione al combattimento, secondo Li. Rafforzare l’operatività della Marina del PLA nel Mar Cinese Meridionale è una strategia importante, affermava un esperto militare. Nonostante gli sforzi congiunti di Cina e Paesi del Sudest asiatico per alleviare i problemi del Mar Cinese Meridionale, certi Paesi occidentali continuano a provocare la sovranità della Cina nell’area, affermava. Certi Paesi, vere minacce alla sicurezza regionale, potrebbero accusare il PLA di “mostrare muscoli” o “militarizzare il Mar Cinese Meridionale”, affermava Song, aggiungendo che non hanno il diritto di fare commenti irresponsabili sugli sforzi della Cina per proteggere i propri interessi nazionali. Un’altra fonte militare affermava che gli Stati Uniti hanno giocato a lungo la carta del Mar Cinese Meridionale, ma presto vi perderanno peso. Nessuno può impedire alla Cina di rivendicare diritti ragionevoli e legali con una crescente forza, dichiarava la fonte.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Le basi militari che gli USA vorrebbero mantenere segrete

Sputnik 02.02.2018Le basi militari segrete degli Stati Uniti sono circondate da miti. Quali scopi hanno, quante sono e in quali Paesi sono piazzate? Le immagini satellitari di alcuni siti che potrebbero essere tali basi che suscitano continua curiosità. Alcune di esse sono già state aperte al pubblico, altre sono ancora soggette a supposizioni. Tuttavia, anche se le autorità ne hanno svelate alcune, la loro posizione geografica e missione rimarrebbero sconosciute. Eccone alcune.

Area 6
Nel 2016, il Las Vegas Review-Journal pubblicò le istantanee di una base militare statunitense, l’Area 6. Secondo il giornale, il sito si troverebbe a circa 130 km a nord-ovest di Las Vegas, nel deposito di scorie radioattive di Yucca Mountain, nel Nevada, e sarebbe utilizzata per testare droni e piccoli aerei militari. In precedenza, secondo i media, il terreno sarebbe stato teatro di test nucleari sotterranei ultrasegreti. Il giornale notava che la base avrebbe una pista di atterraggio di circa 1500 metri, un grande hangar e molti edifici. Secondo la fonte, il nome ufficiale del sito non è noto, tuttavia molti turisti che viaggiano in Nevada in autobus o auto sostengono di aver visto la recinzione dell’Area 6, la cui costruzione costò alle autorità 9,6 milioni di dollari negli anni ’50. Tuttavia, la sua esistenza fu formalizzata dal governo degli Stati Uniti solo nel 2013.

Area 51
Le missioni della base militare statunitense nota come Area 51 non sono state rese pubbliche. Questo sito si trova nel deserto del Nevada ed è collegato alla Edwards Air Force in California. La base fu fondata nel 1955 e menzionata per la prima volta nei documenti ufficiali declassificati degli Stati Uniti nel 2013 che descrivono i test segreti del velivolo Lockheed U-2. Molti ufologi continuano a sostenere che la base sia utilizzata per stabilire relazioni segrete tra militari statunitensi e alieni.

Una base per droni in Arabia Saudita
Nel 2011, gli Stati Uniti costruirono una base militare in Arabia Saudita per condurre raid coi droni nella regione, il Washington Post l’annunciò nel 2013. Secondo quanto riferito dal quotidiano, uno degli attacchi da tale struttura avrebbe ucciso uno dei capi di al-Qaida nella penisola arabica (AQAP), Anwar al-Ulaqi, nel 2011.

Harvey Point
L’impianto Harvey Point Defense Testing, situato nella Carolina del Nord, è considerato una struttura della CIA. È in questa base che, secondo alcune fonti, le forze speciali della Marina degli Stati Uniti (Navy SEALs) si addestrarono per uccidere Usama bin Ladin. Il sito Cryptome ha pubblicato le immagini dell’installazione che, secondo i media, assomiglierebbe molto al luogo di residenza di Usama bin Ladin in Pakistan. L’installazione in questione fu costruita nel 1961.

Fort Detrick
Fort Detrick è un centro medico militare del Comando medico dell’esercito degli Stati Uniti, a nord della città di Frederick, nel Maryland. Fino al 1969, questa base era dedita alla realizzazione del programma di armi biologiche. Secondo Jakob Segal, biologo tedesco, l’HIV/AIDS fu creato a Fort Detrick. Inoltre, secondo uno studio pubblicato dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (JHSPH) nel Maryland, molti casi di cancro furono registrati sul posto, correlabili alla base.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

60 ammiragli statunitensi indagati per corruzione

RussiaToday, 7 novembre 2017

L’indagine del dipartimento della Giustizia sulla corruzione riguardo un’azienda della difesa asiatica si amplia indagando su 60 ammiragli e centinaia di ufficiali della VII Flotta della Marina degli Stati Uniti, sconvolta dopo le collisioni mortali di sue navi. L’US Navy confermava di aver esaminato la condotta di 440 militari attivi e in pensione per eventuali violazioni delle leggi o delle norme federali sull’etica nel caso di Leonard Glenn Francis, magnate marittimo di Singapore noto come “Fat Leonard”. Sono indagati 60 ammiragli secondo il Washington Post. Il dipartimento della Giustizia studiava i casi di certi individui “che non hanno violato la soglia del processo civile, ma possono aver commesso reati nell’ambito del sistema giudiziario militare”. È doppio del numero degli ammiragli che l’US Navy aveva dichiarato oggetto di indagini lo scorso anno. Ci sono circa 210 ammiragli attualmente in servizio. Più della metà degli indagati, 230 persone, non sono considerati colpevoli di cattiva condotta, e alcuni avrebbero avuto pochi o alcun contatto con Francis, afferma l’US Navy, che ha detto che i nomi degli indagati sono tenuti segreti per evitare di comprometterne la carriera. “Il rilascio di tali informazioni… probabilmente rivelerebbe dettagli cruciali su ampiezza e portata delle indagini e dei casi in sospeso“, dichiarava il comandante Mike Kafka, portavoce dell’US Navy, Finora l’US Navy ha accusato cinque persone di reati della legge militare, e nessuno ammiraglio. La maggior parte degli ufficiali sono sospettati di partecipare a feste nei migliori ristoranti asiatici pagati da Francis, che ha fatto fortuna rifornendo le navi statunitensi nei porti del Pacifico da Brisbane, in Australia, a Vladivostok, in Russia. Francis era noto ospitare feste dopo cena, spesso con prostitute, che a volte duravano giorni, secondo i documenti dei federali. I procuratori federali affermano che in cambio gli ufficiali fornivano a Francis informazioni classificate o interne che permisero alla sua ditta, Glenn Defence Marine Asia (GDMA), di estorcere 35 milioni di dollari all’US Navy. I dati includono i movimenti delle navi ed informazioni contrattuali riservate. In alcuni casi, i comandanti portarono le navi nei porti dove GDMA imponeva tariffe e tasse false, secondo i procuratori. I casi sono stati descritti come la peggiore corruzione nella storia dell’US Navy dalla Seconda Guerra Mondiale. Gli incidenti risalgono dal 1992 al 2004.
Il peculato di Francis ai danni dell’US Navy fu un segreto noto da anni. In risposta a una denuncia per frode, il Servizio di Ricerca Criminale Navale (NCIS) ha aperto più di due dozzine di indagini sulla Glenn Defence nel 2006, secondo i documenti del tribunale. Il dipartimento della Giustizia accusava 28 persone, tra cui 2 ammiragli, da quando Francis è stato arrestato con un’operazione internazionale nel settembre 2013. A marzo, 8 ufficiali dell’US Navy furono accusati di aver accettato “viaggi di lusso, cene sontuose e servizi di prostitute” da Francis. Tra costoro vi è il contrammiraglio Bruce Loveless, recentemente mandato in pensione dal Pentagono, così come 4 capitani e un tenente di vascello dell’US Navy in pensione. Sono stati arrestati dal dipartimento della Giustizia in cinque Stati e sono accusati di corruzione, cospirazione per commettere corruzione, frode, ostruzione alla giustizia e dichiarazioni false agli investigatori federali. Francis, 53 anni, si è dichiarato colpevole nel 2015 della corruzione di decine di ufficiali dell’US Navy e di aver sottratto al governo oltre 35 milioni di dollari. È in custodia in un carcere di San Diego e aspetta la sentenza.
Le ultime rivelazioni nello scandalo “Fat Leonard” si hanno mentre la VII Flotta subisce le conseguenze di due collisioni mortali in mare. 2 cacciatorpediniere lanciamissili, USS John S. McCain e USS Fitzgerald, sono stati speronati da mercantili nel Pacifico questa estate. Nei due incidenti sono morti 17 marinai. Il comandante della flotta, Viceammiraglio Joseph Aucoin, è stato dimesso il mese prima che andasse in pensione. L’Ammiraglio Scott Swift, comandante della Flotta del Pacifico statunitense, si dimise a settembre dopo essere stato informato che non sarebbe stato promosso al Comando del Pacifico degli Stati Uniti. Annunciava il pensionamento a sorpresa su Facebook. La VII Flotta schiera 70 navi, 20000 marinai e 140 aeromobili.

“La prossima volta non sarà una crociera“, la Russia avverte gli Stati Uniti contro i volo sulle sue basi in Siria
Fort Russ , 9 novembre 2017

Il Centro di coordinamento russo di Humaymim confermava che un aereo di ricognizione P-8A Poseidon statunitense, in grado di rilevare sottomarini, era decollato dalla stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, per volare vicino alle basi russe sulle coste siriana, veniva rilevata dai radar russi. Poche ore dopo, i radar russi rilevavano un altro velivolo statunitense, un velivolo strategico e di lungo raggio che volava a bassa quota, a pochi chilometri dalla base aerea russa di Humaymim, nella provincia di Latqaqia, nel nord-ovest della Siria. “Tali provocazioni non sono le prime e riflettono la codardia degli statunitensi“, dichiarava Aleksandr Ivanov, portavoce della base aerea di Humaymim, in un avvertimento alle forze statunitensi.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Attacchi sonici all’Avana: specialità della CIA

Wayne Madsen SCF 21.10.2017L’Agenzia Centrale d’Intelligence, ora sotto la direzione di un repubblicano di estrema destra, l’ex-congressista del Kansas Mike Pompeo, insiste sulla storia del governo cubano responsabile dei presunti attacchi con armi soniche ai diplomatici statunitensi all’Avana. La CIA, che ha scritto il libro degli attacchi sotto falsa bandiera in Europa e nel mondo durante la guerra fredda e l’era del terrorismo, non ha avuto problemi a convincere l’amministrazione Trump a ridurre le relazioni diplomatiche con Cuba. Gli Stati Uniti hanno ritirato più di metà del personale diplomatico a Cuba ed espulso 15 diplomatici cubani da Washington. La rottura delle relazioni con Cuba è in linea con le altre azioni di Trump intese a sovvertire tutte le azioni intraprese negli 8 anni di Barack Obama, compresa la normalizzazione delle relazioni con Cuba. Trump ha definito la normalizzazione dei rapporti con l’Avana “accordo completamente unilaterale”. Ironia della sorte, è noto che le imprese di Trump avevano precedentemente violato le sanzioni statunitensi a Cuba per creare hotel e resort di proprietà di Trump sull’isola. L’amministrazione Trump ha affermato di non sapere cosa causi gli attacchi sonici che dichiara aver danneggiato la salute e causato sordità non solo dei diplomatici statunitensi ma anche canadesi all’Avana. Il governo cubano ha anche invitato l’FBI a Cuba per partecipare alle indagini sugli attacchi sonori. L’amministrazione Trump ha rifiutato l’invito dei cubani. Tuttavia, senza prove, i portavoce di Trump accusano il governo cubano per l’interferenza sonora. Trump ha accusato direttamente il governo cubano per gli attacchi sonici nella conferenza stampa alla Casa Bianca del 16 ottobre. Il dipartimento di Stato è stato costretto a contraddire immediatamente Trump con un cablo a tutti i diplomatici statunitensi affermando che il dipartimento “non incolpa il governo di Cuba” degli attacchi. La differenza tra Casa Bianca e dipartimento di Stato su chi sia dietro gli attacchi sonori è tanto forte quanto inquietante. I media aziendali ignorano l’unica fonte possibile degli attacchi sonori, responsabile dell’unico attacco sonoro noto a una missione diplomatica, la CIA. Non solo la CIA è guidata da un sicofante di Trump senza un passato nell’intelligence, ma la CIA incolpa altri Paesi di operazioni svolte dai propri agenti. Nel caso di Cuba, la CIA può contare su una rete di agenti cubano-statunitensi e latino-americani integrati nelle istituzioni governative e commerciali cubane dopo aver viaggiato sull’isola da Paesi terzi come Messico, Nicaragua, Costa Rica, Panama e Venezuela. L’amministrazione Trump inoltre avverte i turisti di evitare Cuba, sostenendo che le armi soniche potrebbero essere rivolte sui loro hotel. Non c’è ragione plausibile per cui Cuba danneggi l’industria turistica, tuttavia vi sono diverse ragioni per cui la CIA guidata da Pompeo, in collusione con la rete cubana di destra del senatore Marco Rubio di Miami, suggerisca che i cubani colpiscano gli hotel con armi soniche. L’intera operazione dell'”arma sonica” sembra un grande attacco sotto falsa bandiera volto a colpire l’economia cubana e bloccare le relazioni tra Washington e L’Avana. Gli attacchi sonici segnalati ai diplomatici canadesi sono ovviamente mirati contro il governo del primo ministro Justin Trudeau. La famiglia Trudeau, tra cui il Primo ministro Pierre Trudeau, padre dell’attuale primo ministro, sono amici stretti del Presidente Raul Castro, fratello del Presidente Fidel Castro. Tutto ciò che potrebbe essere utilizzato per sminuire i legami canadesi-cubani sarebbe attuato dalla CIA sotto la direzione di Pompeo, un cristiano fondamentalista “creazionista” che respinge le conclusioni della scienza moderna, tra cui l’evoluzione e l’età della Terra. Le impronte digitali della CIA sono state trovate su almeno un attacco sonoro contro una missione straniera in America Latina. Nel 1990, dopo che il leader panamense Manuel Noriega cercò rifugio dalle truppe d’invasione statunitensi presso ial Nunzio Apostolico del Vaticano a Panama City; le forze statunitensi, usando metodi da guerra psicologica elaborati dalla CIA, diressero musica heavy metal sulla missione vaticana con grandi altoparlanti sulla strada. L’uso dell’arma sonica, componente del pacchetto Operation Nifty, era volto a scacciare Noriega dalla legazione. Non era solo una violazione dell’extraterritorialità diplomatica della missione vaticana, ma anche della politica del santuario della Chiesa cattolica romana. Noriega alla fine si arrese. Tali attacchi alle ambasciate costituiscono una violazione della Convenzione di Vienna, di cui gli Stati Uniti sono firmatari.
Dopo che il Presidente hondurano Manuel Zelaya fu rovesciato da un colpo di Stato voluto dalla segretaria di Stato Hillary Clinton e dalla CIA, il leader dell’Honduran, dall’esilio s’infiltrò nel Paese trasferendosi nell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, capitale dell’Honduras. Dopo che la giunta militare honduregna della CIA tolse energia elettrica, acqua e forniture alimentari all’ambasciata, iniziò ad usare armi tipo sonico assai migliorate rispetto quelle utilizzate contro la missione vaticana a Panama City venti anni prima. Zelaya affermò che i mercenari israeliani che lavoravano sotto la direzione della giunta e della CIA puntarono armi ad alta frequenza sull’ambasciata brasiliana. A quanto pare, gli israeliani usarono un sistema di blocco dei cellulari per colpire Zelaya e altri nell’ambasciata. Sul tetto dell’edificio accanto all’ambasciata brasiliana fu trovato un soppressore C-Guard, prodotto dalla NetLine di Tel Aviv. C’erano prove a Tegucigalpa che i dispositivi acustici a lunga distanza (LRAD) fabbricati dall’American Technology Corporation, furono utilizzati contro l’ambasciata brasiliana. Testimoni oculari fuori l’ambasciata brasiliana affermarono che il personale della giunta usò un “dispositivo sonoro ad alta frequenza” sull’ambasciata. Una relazione sui diritti umani successivamente concluse che l’ambasciata fu sottoposta all’uso di sofisticate apparecchiature sonore ed elettromagnetiche che crearono diarrea, vomito, emorragie nasali e problemi gastrointestinali sia nell’ambasciata che nelle aree circostanti. Furono recentemente utilizzate armi soniche da forze di polizia e militari contro i manifestanti al vertice del G-20 del 2009 a Pittsburgh. Più recentemente, le armi acustiche sono state utilizzate contro i dimostranti anti-Dakota Access Pipeline nel North Dakota. Gli archivi della CIA mostrano che l’agenzia è interessata ai dispositivi ad ultrasuoni, tra cui “artiglieria acustica” e “sirene statiche” fino dal 1952. Nel 1999 la NATO introdusse un’arma sonora ad alti decibel nel suo arsenale. L’US Navy attualmente impiega LRAD sull’USS Blue Ridge e si crede che sia anche presente su altre navi della Marina.
Nel 2011, Alan Gross, contractor presso l”Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale (USAID) della Development Alternatives Inc. di Bethesda, Maryland, fu arrestato a Cuba e successivamente condannato per spionaggio. Gross installava linee Internet per la piccola comunità ebraica di Cuba, cosa che i rabbini della comunità negarono. Quando fu arrestato dalla polizia cubana, da Gross furono trovati dispositivi di telefonia cellulare e satellitare. La questione se altri agenti d’intelligence stranieri, oltre a Gross, abbiano contrabbandato armi sonore mascherate da apparecchiature per telecomunicazioni a Cuba, è estremamente utile per rispondere alla domanda di chi sia dietro gli attacchi sonori alle ambasciate statunitense e canadese all’Avana.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Russia e Cina uniscono le forze per l’esplorazione spaziale

Peter Korzun SCF 29.08.2017Cina e Russia hanno intenzione di firmare un accordo storico ad ottobre sull’esplorazione spaziale nel 2018-2022, inviando per la prima volta missioni sulla Luna. L’accordo bilaterale coprirà cinque settori, tra cui esplorazione lunare e cosmica, sviluppo di materiali speciali, collaborazione nei sistemi satellitari, telerilevamento terrestre e ricerca di detriti spaziali. Questo è il primo accordo bilaterale per una partnership di cinque anni. Dovrebbe essere firmato sullo sfondo della gara spaziale che gli Stati Uniti cercano di vincere, per cui i due partner hanno deciso di unire gli sforzi. A febbraio, l’amministrazione Trump chiese alla NASA di esaminare la possibilità di presumere una missione con un vettore pesante da lanciare nel 2018, impostando la prima fase per il ritorno sulla Luna. L’operatore spaziale Glavkosmos lavora con i partner cinesi su esperimenti congiunti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La Cina era interessata all’acquisto dei potenti motori a razzo RD costruiti da Energomash, mentre Russian Space Systems ha mostrato interesse per la tecnologia elettronica cinese. Il primo modulo della stazione spaziale cinese dovrebbe essere lanciato nel 2018. Il progetto dovrebbe essere completato nel 2022. Secondo i piani, una missione cinese verrà inviata su Marte nel 2020 per farvi sbarcare un veicolo robotizzato per la ricerca scientifica. L’anno scorso, Pechino attivava il più grande radio telescopio al mondo da mezzo chilometro di diametro. Nel 2014, la Cina raggiunse la Russia avendo lanciato lo stesso numero di satelliti, 117 (più 72% nel 2011-14). La Russia 118 (aumentando del 20% nello stesso periodo).
La Cina prevede d’inviare astronauti sulla Luna prima del 2036. A marzo annunciava piani per lanciare una sonda spaziale per riportare i campioni dalla Luna, prima della fine dell’anno, che i media indicavano concorrenziali con le ambizioni del presidente Donald Trump per rivitalizzare l’esplorazione spaziale degli USA. La sonda Chang’e-5 è in fase di prova finale e dovrebbe attendere il lancio, che coinvolgerà nuove sfide per la Cina nella raccolta dei campioni, scendendo sulla Luna e rientrando ad alta velocità nell’atmosfera terrestre, rendendola “una delle missioni spaziali più complicate e difficili della Cina”, secondo Hu Hao, funzionario del Programma di Esplorazione Lunare. Il Presidente Xi Jinping ha chiesto alla Cina di diventare una potenza dell’esplorazione spaziale. “Non molto tempo fa l’amministrazione Trump rivelava l’ambizione di ritornare sulla Luna. Il nostro Paese ha anche annunciato una serie di piani di esplorazione spaziale“, dichiarava il quotidiano ufficiale della scienza e tecnologia. Le sonde lunari cinesi Chang’e 4, Chang’e 5 e Chang’e 6 hanno molto in comune con le russe Luna 26, Luna 27 e Luna 28. Riunire i progetti faciliterà notevolmente il progresso. La Russia ha grande esperienza e tecnologia all’avanguardia da condividere. La Cina ha proprie tecnologie e risorse finanziarie enormi. È difficile esplorare lo spazio da soli, per cui unire gli sforzi è naturale. Entrambi hanno molto da offrire. Negli anni ’90, il progetto della Stazione Spaziale Internazionale era impensabile senza la Russia, così gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali l’accolsero. La Russia collabora con l’occidente nell’esplorazione spaziale negli ultimi 25 anni, ma le sanzioni e il generale deterioramento delle relazioni portano a un’altra direzione. Per Mosca, Pechino è un partner di fiducia. Visitando il forum OBOR di Pechino (14-15 maggio), il Presidente Putin dichiarava: “Collaboriamo con successo nello spazio e ci sono tutte le possibilità che avanzeremo in questa cooperazione. La fornitura dei nostri motori a razzo alla Cina è all’ordine del giorno. Un motore ad alto potenziale è all’ordine del giorno e questo ci offre l’opportunità di implementare l’idea del nostro velivolo a lungo raggio con i partner cinesi. Ci sono tutte le possibilità per farlo”. Russia e Cina collaborano nel formato BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) per creare un sistema unificato di telerilevamento terrestre. Anche Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Iran e altri Paesi sono candidati all’adesione alla ricerca spaziale internazionale.
Non si tratta solo di ricerca spaziale civile. È in corso la corsa agli armamenti spaziali con armi in fase di sviluppo o negli arsenali di Cina, Russia e USA, dotate di jammer satellitari, cannoni laser e a microonde ad alta potenza. I piani statunitensi per l’armamento spaziale e la difesa missilistica globale (BMD) sono ben noti. La Cina ha testato il missile antisatellite DN-3 a fine luglio. Il test fallì ma il programma continua. La Russia ha l’S-500 Prometej, l’arma più efficace del mondo, l’unica in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e spaziali, missili ipersonici da crociera e aeroplani che volano ad oltre Mach 5. Russia e Cina collaborano per impedire la militarizzazione dello spazio, ma gli Stati Uniti li hanno sempre ostacolati. Il primo progetto di Trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia od uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT) fu ideato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei loro mezzi spaziali, nonostante il trattato affermasse esplicitamente il diritto all’autodifesa. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa “Alcun primo collocamento di armi nello spazio“. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici Paesi che rifiutarono di sostenere l’iniziativa russa. Per anni, Russia e Cina hanno sostenuto la ratifica di un trattato statunitense vincolante che vietasse le armi spaziali, che i funzionari ed esperti degli Stati Uniti hanno ripetutamente rifiutato come interessato impedimento. Gli Stati Uniti non presentarono alcuna iniziativa propria. Piazzare armi nello spazio per avere la supremazia globale è al vertice dell’agenda dell’amministrazione attuale. Si ritiene generalmente che finora sistemi d’arma non siano presenti nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate col Trattato Spaziale del 1967. Ma non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non è stato raggiunto alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio, a causa dell’obiezione di certi Stati guidati dagli Stati Uniti. Con tutte le piroette in politica estera, il presidente Trump ha una politica spaziale dettagliata e ambiziosa. I sistemi BMD basati a terra, la navetta spaziale X-37B e le piattaforme del Geosynchronous Space Situational Awareness Programme (GSSAP) potrebbero divenire strumenti bellici nello spazio. Il segretario alla Difesa degli USA James Mattis ha chiesto maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Riferendosi alle armi antisatellite e antimissile nello spazio, il congressista Doug Lamborn dichiarava: “Alcune questioni tecniche su questi concetti vanno concluse, ma ci sono molte opzioni interessanti”. Il progetto di autorizzazione per la difesa nazionale del bilancio 2018 prevede maggiore enfasi sui sistemi di difesa missilistica e l’intensificazione degli sforzi nell’esplorazione spaziale. La militarizzazione dello spazio interferirà con gli strumenti del controllo degli armamenti esistenti. Può scatenare una cosa agli armamenti devastante. Quest’anno è il 50° anniversario del Trattato Spaziale del 1967. E’ piuttosto simbolico che entrasse in vigore in ottobre, il mese in cui l’accordo d’esplorazione spaziale russo-cinese dovrebbe essere firmato. Sarebbe giusto che le nazioni lancino dei colloqui sulla prevenzione della militarizzazione spaziale. È qui che Russia, Cina e Stati Uniti devono collaborare, mettendo da parte le differenze. Questo sarebbe un contributo cruciale nel prevenire l’erosione del controllo degli armamenti attuale. Nel frattempo, Russia e Cina entrano in una nuova fase della cooperazione reciprocamente vantaggiosa, in ciò che un giorno potrebbe diventare l’azione internazionale spaziale guidata da queste due nazioni che si scambiano alta tecnologia ottenendo risultati tangibili.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora