Il dispositivo della CIA catturato dai sovietici

Analisis Militares 11 giugno 2017Alla fine degli anni ’70 USA e URSS erano impegnati nella guerra fredda. Un braccio di ferro che ha lasciato molte storie sconosciute ma che anche dopo molti anni sono ancora molto interessanti. Una di queste storie fu l’incidente del contenitore Cocoon avvenuto nel Mare di Okhotsk nel 1981. Alla fine degli anni ’70 gli Stati Uniti avviarono l’operazione ‘Ivy Bells’ per cercare di ascoltare le comunicazioni sottomarine tra il territorio continentale dell’URSS e le basi nella Kamchatka. L’operazione della CIA doveva intercettare i cavi sottomarini posti nel mare di Okhotsk, in particolare nella baia di Shelekhov.A tal fine la società ‘Bell‘ sviluppò un sistema per i cavi non invasivo in modo che i sovietici non scoprissero il dispositivo posto sul fondo del mare. Uno dei protagonisti di queste missioni fu il sottomarino per missioni speciali dell’US Navy HalibutI tecnici statunitensi svilupparono un sistema non-invasivo di ascolto collegato al rivestimento esterno del cavo sottomarino per le comunicazioni sovietico.A sua volta, tale sistema inviava le informazioni a un sofisticato contenitore subacqueo chiamato ‘Cocoon‘ che registrava le comunicazioni sovietiche su nastro magnetico.Il contenitore di 5,5 m di lunghezza e 1,2 di diametro pesava 7 tonnellate ed ospitava diverse avanzate apparecchiature elettroniche. Aveva un alimentatore al plutonio che secondo il Contrammiraglio Shtyrov era in un altro contenitore e poteva funzionare per 10 anni. 32 registratori funzionavano contemporaneamente e ciascuno poteva registrare per 150 ore, per un totale di 3000 ore. Altre fonti parlano di 60 registratori (!). Una volta al mese il sottomarino statunitense dispiegava i subacquei avvicinandoli al contenitore Cocoon per recuperare le registrazioni. Tutto andò bene finché al momento di recuperarlo, il sistema non era dove doveva essere, chiaramente i sovietici l’avevano scoperto.L’idea ufficiale
Nell’agosto 1981, il Quartier Generale della Marina sovietica in Kamchatka subì problemi alla linea di comunicazione Petropavlovsk-Magadan, facendo concludere che vi era un guasto al cavo sottomarino nel Golfo di Shelekhov, nel Mare di Okhotsk. Si pensò che un peschereccio avesse danneggiato il cavo. Durante il lavoro di rilevazione del guasto, uno dei sommozzatori scoprì l’oggetto attaccato al cavo che, a sua volta, aveva un cavo che si allontanava. Seguendolo fu scoperto il contenitore Cocoon, che era caldo al tatto, così si pensò che fosse un manufatto militare e fu lasciato in attesa di ordini da Mosca. Infine si decise di studiarlo nella capitale dopo l’attuazione del protocollo di smantellamento sicuro.

Contrammiraglio A. T. Shtyrov, a sinistra.

Cosa in realtà successe
In realtà non ci fu un guasto, ma uno stratagemma per coprire un’operazione di controspionaggio sovietico. L’URSS scoprì il contenitore Cocoon e il sistema di ascolto nel Mare di Okhotsk non per caso, ma tramite un infiltrato nella National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti. Nel gennaio 1980, l’agente della NSA Ronald Pelton contattò l’Ambasciata Sovietica per offrirgli informazioni in cambio di denaro. Per invogliare gli agenti del KGB Pelton raccontò dell’ascolto statunitense dei colloqui tra il territorio russo e la Kamchatka. attirando l’interesse sovietico. Nell’agosto 1981, quando i satelliti da ricognizione degli Stati Uniti scoprirono l’insolita attività navale sovietica nella baia di Shelekhov, e subito dopo, cercando di recuperare le registrazione, si scoprì che il sistema Cocoon era scomparso… la CIA non tardò a concludere che vi fu una perdita che permise ai sovietici di distruggere una delle sue operazioni d’intelligence più audaci. Pelton diede tutto il necessario sull’operazione Ivy Bells e le coordinate in cui il cavo sottomarino sovietico era stato intercettato. In cambio di questo ed altri servizi, ricevette 600000 dollari, che negli anni ’80 erano un bel po’ di soldi. Successivamente fu arrestato e condannato a tre ergastoli più 10 anni.Ciò che narra il Contrammiraglio Shtyrov
A 32 miglia dalla costa occidentale della penisola di Kamchatka, nella baia di Shelekhov, ad una profondità di 65 m, una nave sovietica issò la stazione di ascolto subacquea composta da 2 cilindri di 250 litri di capacità ciascuno. I cilindri furono inviati al controspionaggio. In uno di questi cilindri furono trovati 32 registratori. L’altro era un reattore nucleare in miniatura che forniva l’energia necessaria. Il reattore nucleare in miniatura fu immediatamente inviato a Semipalatinsk in Kazakhstan, presso l’Area del programma dei test nucleari sovietici. Fu tenuto in un tunnel dove 2 volontari (uno scienziato nucleare e un ufficiale dei servizi segreti) si offrirono per gestirlo in un luogo isolato, nel caso fosse esplodeva durante l’esame. Riuscirono nel compito e furono successivamente decorati per tale operazione. Originariamente si pensò di renderlo pubblico, similmente a quanto fatto dopo l’abbattimento dell’U-2 di Gary Powers, ma c’era la distensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica e si decise di non versare benzina sul fuoco.
Questo è più o meno quanto si sa dell’incidente. A mio parere, uno dei più esotici della guerra fredda. Inutile dire che ciò permise, ancora una volta, l’accesso dei sovietici alla più recente tecnologia degli Stati Uniti. Sicuramente non fu l’ultimo caso. Se ne ebbe uno recente simile, nel 2014, con sfumature ulteriori, con un oggetto recuperato nella Chukotka, nell’estremo oriente della Federazione Russa.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come Russia e Cina vinceranno la guerra contro gli USA

Attaccando i mezzi spaziali statunitensi
Dave Majumdar National Interest

Russia e Cina ricercano nuove armi e mezzi per contrastare il dominio nello spazio degli USA, secondo una valutazione dell’intelligence degli Stati Uniti. Infatti, entrambe le nazioni studiano lo sviluppo di armi che potrebbero attaccare satelliti e altri mezzi orbitali statunitensi. “Riteniamo che Russia e Cina percepiscano la necessità di compensare qualsiasi vantaggio militare statunitense nei sistemi spaziali militari, civili o commerciali, e sempre più pensano ad attaccarne i sistemi satellitari nell’ambito di future dottrine belliche“, afferma la testimonianza congressuale di Daniel Coats, direttore della National Intelligence, dell’11 maggio. “Continueranno a perseguire la gamma completa di armi anti-satellite (ASAT) per ridurre l’efficienza militare statunitense“. Le due grandi potenze cercano di compensare i vantaggi degli USA nel settore, continuando lo sviluppo di tali capacità, nonostante dichiarazioni pubbliche che farebbero tesoro della corsa agli armamenti nello spazio. “Russia e Cina continuano a sviluppare capacità contro gli avversari nello spazio, specialmente gli Stati Uniti, mentre pubblicamente e diplomaticamente promuovono la non-militarizzazione dello spazio” e il non primo dispiegamento “di armi nello spazio“, secondo Coats. “Tale impegno continua nonostante gli sforzi diplomatici di Stati Uniti e alleati nel dissuadere l’espansione delle minacce all’uso pacifico dello spazio, compresi gli impegni internazionali delle Nazioni Unite“. La maggior parte degli attacchi contro i mezzi spaziali statunitensi probabilmente non sarà cinetica, concentrandosi su guerra elettronica e cibernetica. “Lo sviluppo sarà molto probabilmente focalizzato sulle capacità di disturbare le comunicazioni militari satellitari (SATCOM), i satelliti con radar ad apertura sintetica (SAR), e in capacità migliorate contro i sistemi satellitari di navigazione globale (GNSS), come il sistema di posizionamento globale (GPS)“, secondo tale testimonianza. “La fusione tra guerra elettronica e cyberattacchi probabilmente espanderà la ricerca di mezzi sofisticati per negare e degradare le reti d’informazione. I ricercatori cinesi hanno discusso i metodi per migliorare le capacità di disturbo con nuovi sistemi per bloccare le frequenze più utilizzate. La Russia intende modernizzare le forze da guerra elettronica e adottare armi di nuova generazione entro il 2020“. Tuttavia, se guerra elettronica e cyberarmi non raggiungessero gli obiettivi, russi e cinesi sono pronti ad usare la forza cinetica per distruggere fisicamente i mezzi spaziali statunitensi. “Alcune nuovi ASAT russi e cinesi, compresi sistemi distruttivi, probabilmente saranno completati nei prossimi anni“, dichiarava Coats. “Gli strateghi militari russi probabilmente considerano le armi spaziali nell’ambito del riarmo della difesa aerospaziale, probabilmente perseguendo una diversificata capacità per influenzare i satelliti su tutte le orbite“. Ma non solo i militari russi; i politici di Mosca promuovono anche le armi anti-satellite, secondo la comunità d’intelligence statunitense. “I legislatori russi hanno promosso la ricerca militare sui missili ASAT per colpire i satelliti su basse orbite e la Russia sperimenta tale arma per eventualmente schierarla“, dichiarava Coats. “Un funzionario russo ha anche riconosciuto lo sviluppo di un missile aerolanciato in grado di distruggere i satelliti in orbita bassa”.
Dall’altra parte del mondo, la Cina è sul punto di schierare un’arma anti-satellite operativa. Nel frattempo, entrambe le grandi potenze sviluppano armi ad energia diretta per contrastare i satelliti statunitensi. “Dieci anni dopo che la Cina intercettò un satellite in orbita bassa, i suoi missili ASAT lanciati da terra starebbero entrando in servizio nell’Esercito di liberazione popolare“, dichiarava Coats. “Entrambi i Paesi avanzano nelle tecnologie delle armi ad energia diretta per disporre di sistemi ASAT che potrebbero accecare o danneggiare i sensori dispiegati nello spazio. La Russia sviluppa un’arma laser aeroportata per usarla contro i satelliti statunitensi. Inoltre, entrambe le nazioni sviluppano satelliti che possono maneggiare altri mezzi spaziali o, se necessario, distruggere i satelliti nemici. Russia e Cina continuano a svolgere sofisticate attività orbitali, come operazioni di riunione e prossimità, almeno in parte probabilmente volte a testare tecnologie a duplice uso dalle capacità antispaziali“, dichiarava Coats. “Per esempio, la ricerca nella robotica spaziale per la manutenzione di satelliti e la rimozione di detriti potrebbe essere usata per danneggiare i satelliti. Tali missioni saranno una particolare sfida futura, complicando la capacità degli Stati Uniti di dominare lo spazio, decifrare l’attività spaziale e le capacità di pre-allarme“. Quindi, con il tempo, il Pentagono dovrà investire di più per assicurarsi la superiorità nello spazio.

Militarizzazione dello spazio: l’X-37B degli USA rientra dopo una missione di due anni
Andrej Akulov SCF 20.05.2017Con l’attenzione pubblica incentrata su altro, gli Stati Uniti adottano nuove e più sofisticate armi spaziali. Passo dopo passo, l’orbita della Terra diventa linea del fronte. Il 7 maggio, l’X-37B atterrava presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida dopo una missione di 718 giorni nello spazio. Nel complesso, dal 2010 ci sono state quattro missioni, ciascuna durata più della precedente. Lanciati dai missili Atlas 5, i velivoli atterrano come aerei. I velivoli riutilizzabili, conosciuti anche come programma per velivoli per test orbitali, hanno accumulato 2086 giorni nello spazio. I carichi e le attività sono segreti. Si ritiene ampiamente che gli spazioplani siano usati per scopi militari o siano un’arma. L’X-37B ha trasportato almeno due carichi nell’ultimo volo. I militari avevano rivelato di aver deciso di far trasportare un propulsore elettrico sperimentale da testare in orbita e un pallet per esporre campioni all’ambiente spaziale. L’X-37B è una navetta spaziale senza equipaggio, lunga 9 metri e un’apertura alare di 5 metri, circa un quarto delle dimensioni dello space shuttle della NASA. Il velivolo spaziale riutilizzabile senza pilota decolla in verticale e atterra in orizzontale rientrando nell’atmosfera e atterrando autonomamente. Il robot può anche gestire l’orbita, mutandola invece di seguire l’orbita prevista, una volta in volo. L’autonomia orbitale della navetta è garantita da pannelli solari che l’alimentano dopo il dispiegamento dal vano di carico. Le quote utilizzate per scopi militari ed esplorativi vanno da 0 a 20 km e da 140 km in su. C’è un vuoto tra ciò che è considerato un potenziale teatro di guerra. L’X-37 è chiaramente un mezzo per riempire tale vuoto dall’“alto”, mentre il Boeing X-51 (conosciuto anche come X-51 Wave Rider) lo fa dal “basso” o salendo. L’X-51 è un velivolo scramjet senza pilota per test ipersonici (Mach 6, circa 6400 km/h). Il costo del programma X-37B non è noto perché il bilancio è classificato dato che è stato assegnato alla DARPA. È quasi certamente un aereo spia o, almeno, per testare sistemi di sorveglianza spaziale e una piattaforma di lancio per minisatelliti di spionaggio. Il carico utile del velivolo è sufficiente ad ospitare sistemi spia come telecamere e sensori. Il velivolo non dispone di portello di ancoraggio, quindi non può essere utilizzato per rifornire l’ISS o qualsiasi altra stazione orbitale. Sarebbe anche un modello per testare il futuro “bombardiere spaziale” per distruggere bersagli dall’orbita. Alcuni si chiedono se l’X-37B sia un sistema d’attacco nucleare destinato a rientrare nell’atmosfera con l’autopilota per bombardare un bersaglio nemico.
Dave Webb, presidente della rete globale contro le armi nucleari nello spazio, dichiarava che l’X-37B fa parte dei piani del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire in qualsiasi parte del mondo con una testata convenzionale entro un’ora, nota come Prompt Global Strike. Alcuni pensano che l’X-37B sia un satellite-tracker o satellite-killer, o entrambi. Si ritiene generalmente che finora i sistemi d’arma non siano dispiegati nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate nello spazio dal Trattato sullo Spazio del 1967. Ma il trattato non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non c’è alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio per via dell’obiezione di certi Stati, come gli Stati Uniti, che sostengono che la corsa agli armamenti nello spazio non c’è, e pertanto non è necessario intraprendere alcuna azione. I sistemi di difesa antimissili balistici statunitensi, gli spazioplani X-37B, i laser aerei e il GSSAP (Geosynchronous Space Situational Awareness Programme) potrebbero facilmente divenire armi spaziali. Per anni Russia e Cina hanno richiesto la ratifica di un accordo vincolante con il Trattato delle Nazioni Unite che vieta le armi spaziali, che funzionari ed esperti statunitensi hanno ripetutamente rifiutato come inutilmente disastroso. Gli Stati Uniti non presentano alcuna iniziativa.
SALT I (1972), il primo trattato sovietico-statunitense sulla limitazione delle armi strategiche, includeva l’obbligo a non attaccare mezzi spaziali. Nel 1983 il presidente Ronald Reagan cambiò passo promuovendo l’Iniziativa di difesa strategica che prevedeva l’immissione di armi nello spazio per colpire i missili strategici sovietici in volo. Nel 2002 il presidente Bush Jr. abbandonò il trattato ABM del 1972, che limitava i sistemi di difesa missilistica. La difesa missilistica consente ai Paesi di sviluppare tecnologie offensive con il pretesto della difesa. Ad esempio, gli intercettori ad energia cinetica dispiegati in California e Alaska vengono lanciati nello spazio per distruggere i missili e si presuppone possano anche distruggere i satelliti. Ovviamente, gli Stati Uniti sono pronti a sviluppare sistemi d’attacco spaziale, come ad esempio laser, sistemi cinetici e fasci di particelle. Il primo progetto di trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia o uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT), fu sviluppato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei propri mezzi spaziali, nonostante il trattato affermi esplicitamente il diritto all’autodifesa di uno Stato. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa su “Alcun primo collocamento di armi nello spazio”. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici a rifiutarsi di sostenere l’iniziativa russa. La Russia dichiarò di essere disposta a lavorare nel contesto di altre iniziative e partecipò attivamente e costruttivamente alle attività dell’Unione europea su un progetto di codice internazionale di condotta per lo spazio. Tuttavia, i progressi possono essere raggiunti solo con negoziati a cui partecipano tutti gli Stati interessati secondo un mandato chiaro delle Nazioni Unite. L’attuale amministrazione è volta a raggiungere la supremazia spaziale. Mark Wittington scrive in un articolo su Blasting News, “Uno dei cambiamenti significativi che l’amministrazione Trump contempla nella difesa è lo sviluppo di armi spaziali. Un’idea emersa per decenni è un sistema dai proiettili di tungsteno e con sistema di navigazione. Con un comando, queste “verghe di Dio”, come vengono poeticamente chiamate, rientrerebbero nell’atmosfera per colpire il bersaglio”. I consiglieri del presidente Trump Robert Walker e Peter Navarro chiedono di riavviare il concetto di “Star Wars” e che gli Stati Uniti guidino la via alle tecnologie emergenti che possano rivoluzionare la guerra. Secondo loro, una maggiore dipendenza dall’industria privata sarà la chiave di volta della politica spaziale di Trump. Avvio e gestione dei mezzi spaziali militari sono un’impresa miliardaria che impiega migliaia di persone, spingendo l’innovazione ed applicazioni civili come il GPS, alimentando la crescita economica. Il segretario alla Difesa James Mattis chiede maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Una disposizione per incoraggiare il dipartimento della Difesa ad avviare un programma di ricerca sui sistemi antimissili spaziali è stata inserita nel progetto di legge sulla difesa del 2017.
La militarizzazione dello spazio minerebbe la sicurezza internazionale, distruggendo gli attuali strumenti di controllo delle armi e comportando vari effetti negativi (come i detriti spaziali), potendo scatenare la corsa ad armi devastanti che distrarrebbe risorse dai veri problemi che l’umanità affronta oggi. La stabilità strategica verrebbe distrutta perché le armi spaziali sono globali e capaci di attaccare qualsiasi punto del pianeta in qualsiasi momento. Il dispiegamento di mezzi spaziali comporterà il rifiuto di nuovi trattati per regolamentare le armi nucleari e i loro vettori. Quest’anno il mondo celebra il 50° anniversario del Trattato sullo Spazio, entrato in vigore nell’ottobre 1967, un accordo sul controllo delle armi raggiunto nel pieno della guerra fredda. Era possibile allora, è possibile oggi. La questione di come impedire la militarizzazione dello spazio con un trattato internazionale dovrebbe far parte dell’agenda Russia-USA-Cina. Se questi Stati si accordano, il mondo diventerà un posto migliore.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia può annullare le forze militari degli USA

Dopo l’attacco missilistico statunitense sulla Siria, la Russia fornisce informazioni dettagliate sui sistemi di guerra elettronica in grado di bloccare i sistemi statunitensi
Alexander Mercouris, The Duran 19/4/2017A seguito di voci, mai confermate e forse false, sui sistemi di guerra elettronici russi che inceppavano i sistemi di guida dei 59 missili da crociera Tomahawk lanciati dagli USA sulla Siria il 6 aprile 2017, presumibilmente abbattendone 36, i russi hanno fornito in modo insolito informazioni sui loro sistemi di guerra elettronica (EW) di solito molto segreti. La ragione esatta di ciò è che la Russia ha celebrato la giornata degli operatori della Guerra Elettronica il 15 aprile 2017. Tuttavia, non spiega perché i russi diffondessero queste informazioni quattro giorni dopo. Come per la recente pubblicazione dei dettagli del test del nuovo missile antinave ipersonico Tzirkon, è difficile evitare l’impressione che queste informazioni sui sistemi EW della Russia siano un avvertimento agli Stati Uniti. In particolare, i russi gli avvertono a non provare lo stesso attacco missilistico siriano contro la Russia. Presumibilmente il ritardo nella pubblicazione dei dettagli dei sistemi era dovuto alla necessità di avere il permesso di declassificare alcuni dettagli dei sistemi, pur continuando a nasconderne altri. Data la natura altamente classificata del materiale è probabile che ci fosse bisogno dell’approvazione ad alto livello dal governo russo, presumibilmente dal Presidente Putin. I russi hanno anche confermato che i loro sistemi EW sono presenti in Siria e sono operativi. Ciò non dovrebbe essere considerato una mera conferma dell’impiego per bloccare i missili Tomahawk che gli Stati Uniti lanciarono contro la base aerea al-Shayrat. La conferma che i sistemi russi EW sono operativi in Siria si ebbe il 17 marzo 2017, molto prima dell’attacco missilistico su al-Sharyat, da parte di Igor Nasenkov, Viceamministratore delegato del Gruppo tecnologico radio-elettronico russo (KRET), affiliato della società statale Rostec. “L’apparecchiatura fu testata. Non dirò cosa e come. Si è dimostrata pronta a combattere secondo i parametri tattici e tecnici previsti. Abbiamo visto che tutti i termini di riferimento ricevuti dal Ministero della Difesa sono stati rispettati, innanzitutto sui mezzi di guerra radio-elettronici”. Si sa che la Russia ha schierato l’assai avanzato sistema EW Krasukha-S4 in Siria e presumibilmente i commenti di Nasenkov si riferivano a questo sistema. Come per i dettagli del test del Tzirkon, i dettagli degli attuali sistemi EW russi sono forniti da un lungo articolo della TASS, agenzia di stampa ufficiale del governo russo. TASS forniva un vero e proprio panorama sui vari sistemi EW russi, anche se la vera estensione delle loro capacità rimane naturalmente classificata.

Sistemi aerei
1) Sistema Vitebsk, imbarcato su aerei d’attacco al suolo Su-25, elicotteri Mi-28 e Ka-52 ed elicotteri pesanti Mi-26, è destinato a proteggere gli aerei dai missili superficie-aria. Questo sistema è notoriamente usato abitualmente dai velivoli operanti in Siria.
2) Rychag-AV, nuovo sistema impiegato su una versione EW specializzata dell’elicottero d’assalto Mi-8. TASS dice a questo proposito, “Rychag-AV è capace di “accecare” completamente il nemico entro un raggio di parecchie centinaia di chilometri e di sopprimere diversi obiettivi contemporaneamente. Il sistema priva i sistemi missilistici di difesa aerea e gli intercettatori della possibilità di individuare eventuali bersagli e di puntargli i missili, mentre sopravvivenza ed efficienza dei velivoli amici viene aumentata notevolmente”.
3) Khibinij, imbarcato sui bombardieri Su-24 e Su-30, operativo dal 2013. Questo è il sistema utilizzato per bloccare i sistemi radar del cacciatorpediniere statunitense Donald Cooke nel noto caso avvenuto al culmine della crisi crimeana del 2014. TASS fornì il primo resoconto semi-ufficiale di ciò che successe, “I dati che appaiono sui radar della nave da guerra misero in allarme l’equipaggio: l’aereo sarebbe scomparso dagli schermi radar o cambiò improvvisamente posizione e velocità o creò cloni elettronici mentre i sistemi di combattimento del cacciatorpediniere furono disattivati”.
4) Himalaj, versione avanzata del Khibinij sviluppata per il nuovo caccia di quinta generazione Su-T50.Sistemi terrestri
1) Krasukha-S4 è un sistema di cui è noto lo schieramento in Siria. TASS ne descrive le capacità, “Il Krasukha-4 è stato progettato per proteggere posti di comando, gruppi di forze, mezzi di difesa aerea, strutture industriali dalla ricognizione radar e dalle armi di precisione. La stazione di blocco attivo a banda larga del sistema può contrastare efficacemente tutti i radar utilizzati dai vari aeromobili, nonché missili da crociera e velivoli senza pilota”. Alla luce dell’attacco missilistico su al-Shayrat del 6 aprile 2017, il riferimento ai missili da crociera in questo paragrafo non è probabilmente casuale. Tuttavia il paragrafo non va considerato una conferma che i russi hanno utilizzato il sistema Krasukha-S4 per bloccare i sistemi di guida dei missili Tomahawk lanciati dagli Stati Uniti su al-Shayrat. Per prima cosa il missile da crociera di Tomahawk ha una serie di sistemi di guida e non è chiaro quale fu usato nell’attacco.
2) Krasukha-20, è un sistema appositamente progettato per disturbare gli AWACS degli USA.
3) La descrizione del sistema Moskva-1 della TASS, suggerisce che è volto a sostenere i sistemi radar dei sistemi antiaerei come l’S-400. Entrò in servizio l’anno scorso e dalla descrizione della TASS sembra molto avanzato, “Il sistema è progettato per ricognizione radar (radiolocalizzazione passiva), interazione e scambio d’informazioni con i comandi delle truppe missilistiche della difesa aerea e delle forze radio-tecniche, i centri di direzione aerea, di acquisizione dati del bersaglio e controllo delle unità di disturbo e i singoli mezzi di soppressione elettronica. Il Moskva-1 comprende un modulo d’intelligence e un posto di controllo delle unità di disturbo (stazioni). Il sistema può:
– Condurre intelligence elettromagnetica fino a una distanza massima di 400 km;
– Classificare tutte le emittenti secondo il grado di minaccia;
– Fornire supporto in corso;
– Assegnare obiettivi e distribuire tutte le informazioni;
– Assicurare un’efficace controllo sull’efficienza operativa delle unità EW e dei singoli mezzi che gestiscono.
I sistemi Moskva apparvero nelle esercitazioni tattiche congiunte delle forze di difesa aerea ed aeree nella regione di Astrakhan, nel sud della Russia, nel marzo 2016”.
4) Infauna, sembra un sistema destinato a proteggere le truppe terrestri da determinati tipi di armi anticarro ravvicinate, come i missili Javelin e TOW. “Il sistema, sviluppato dalla United Instrument-Making Corporation, fornisce intelligence elettronica e soppressione radio, protezione di soldati, corazzati e autoveicoli contro tiro mirato di armi d’accompagnamento e lanciagranate, ed anche contro mine radio-controllate. L’apparecchiatura radiofonica a banda larga aumenta notevolmente il raggio di protezione dei sistemi mobili dalle mine radio-controllate. La possibilità di creare schermi aerosol aiuta a proteggere i mezzi militari dalle armi di precisione con sistemi di guida video e laser. Attualmente questi sistemi EW sono montati sui telai ruotati unificati K1Sh1 (basati sul blindato BTR-80) prodotti in serie e forniti alle varie unità dell’esercito russo”.
5) Borisoglebsk-2, sembra anche questo un sistema destinato a fornire supporto alle truppe terrestri, in questo caso bloccando i sistemi di comunicazione dei nemici. È in qualche modo il più tradizionale dei sistemi indicati dalla TASS e può essere il sistema EW più comunemente utilizzato dalle truppe russe.

Sistemi navali
Prima di discutere questi sistemi, va detto che uno dei maggiori problemi che i progettisti di sistemi d’arma moderni per le navi da guerra affrontano è garantirsi che i sistemi elettronici delle varie armi di una nave da guerra si completino a vicenda e non interferiscano. Dato che i sistemi sono sempre più complessi e più potenti, ciò diventa una sfida crescente data la vicinanza dei vari sistemi elettronici e d’arma su una nave da guerra. Quasi certamente il problema d’assicurare la compatibilità dei vari sistemi elettronici e d’arma ha ritardato l’entrata in servizio della nuova fregata Admiral Gorshkov. Ciò che si sa delle navi da guerra di superficie russe suggerisce che abbiano vari sistemi EW estesi e completi. L’articolo della TASS tuttavia fornisce poche informazioni, limitandosi a soli due sistemi, suggerendo che il livello di classificazione dei sistemi navali EW russi è molto elevato.
1) TK-25E, destinato alle grandi navi da guerra, secondo la TASS, “Il TK-25E genera interferenze a impulsi utilizzando copie digitali di segnali delle navi da guerra di tutte le classi. Il sistema può analizzare simultaneamente 256 obiettivi e fornire protezione efficace alla nave da guerra”.
2) MP-40E, sembra il sistema equivalente per le navi da guerra più piccole. La descrizione della TASS suggerisce che operi in modo diverso e più limitato, “È in grado d’individuare, analizzare e classificare le emissioni di mezzi radio-elettronici e del loro vettore per grado di minaccia e sopprimere elettronicamente tutti i sistemi di ricognizione e d’arma moderni e avanzati del nemico”.
Negli anni ’80, un ufficiale dell’esercito inglese mi disse che i sistemi EW sovietici potevano ridurre le comunicazioni nei campi di battaglia moderni al livello della guerra del 1914-1918 e che la NATO era completamente impreparata su questa minaccia. Presunsi che esagerasse, ma i russi senza dubbio prendono seriamente la guerra elettronica e sembra esserci consenso generale sul fatto che abbiano un largo vantaggio sull’occidente in questo settore. Infatti l’articolo della TASS dice, “Secondo il comandante della forza da guerra elettronica della Russia, Maggiore-Generale Jurij Lastochkin, la tecnologia militare moderna russa supera quella dei rivali occidentali su varie caratteristiche, tra cui il raggio operativo. Ciò grazie all’uso di trasmettitori più potenti e antenne più efficaci”. Ovviamente, in un momento di tensione internazionale acuta, con gli USA che attaccano con missili la Siria e minacciano la Corea democratica, qualcuno a Mosca ha deciso che è giunto il momento di far ricordare agli Stati Uniti questo fatto.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Triangolo d’Oro tra Albania e Kosovo

Dean Henderson, Left Hook, 12/01/2014

Secondo il Wall Street Journal, gli investigatori sui diritti umani in Europa indagano sui membri dell’Esercito di liberazione del Kosovo, sostenuto da Stati Uniti e NATO, per aver ucciso prigionieri di guerra serbi nei centri di detenzione segreti in Albania per venderne gli organi. L’accusa emerse in un libro del 2008 scritto dall’ex-procuratrice Carla Del Ponte. In un’indagine seguita dal Consiglio d’Europa, il procuratore svizzero Dick Marty sostiene che il primo ministro del Kosovo Hashim Thaci abbia collegamenti con la criminalità organizzata.
(Tratto dal capitolo 15: Big Oil e i suoi banchieri)President Slobodan Milosevictalking to reporters at the Sava centre, Belgrade, Dec 1993Il Kosovo fu separato dall’ex-Jugoslavia alla fine degli anni ’90. La Jugoslavia, come l’Iraq, aveva a lungo sfidato i bankster Illuminati. La sua economia, come quella dell’Iraq, tendeva al socialismo da quando il Maresciallo Tito sconfisse gli ustascia nella seconda guerra mondiale. La Jugoslavia successe all’India alla presidenza del Movimento dei Paesi Non Allineati (NAM), un grande gruppo di nazioni tradizionalmente guidate dall’India che scelsero di non allinearsi con Stati Uniti o Unione Sovietica durante la guerra fredda. La Jugoslavia fu l’unica nazione europea orientale che non fu mai nel Patto di Varsavia. Divenne un leader rispettato del gruppo G-77, i Paesi in via di sviluppo che cercavano di deviare i proventi del petrolio dell’OPEC dal cartello dei banchieri internazionali dei Quattro Cavalieri allo sviluppo del Terzo Mondo. La Jugoslavia era un importante fornitore di macchine poco costose per le fabbriche e le aziende contadine del Terzo Mondo. Dove una volta questi Paesi erano costretti ad acquistare costose attrezzature dall’occidente, utilizzando valuta forte e affondando nel debito, ora si rivolgevano alla Jugoslavia, dalla recente industrializzazione, spesso disposta a scambiare macchine con materie prime.
I bankster internazionali disprezzavano il NAM perché i suoi membri sono nazionalisti di sinistra che proteggono le risorse da Big Oil e gli altri tentacoli del Potere Monetario. Il NAM fu una spina nel fianco della banda CFR/Bilderberg, che interpretava le lotte rivoluzionarie nel Terzo Mondo contro la sua egemonia finanziaria come una minaccia comunista filosovietica, giocando la carta “del pericolo rosso” per giustificare sanguinarie guerre di sterminio. Altri Paesi del Terzo Mondo presero atto dall’esempio della Jugoslava, nonostante la propaganda degli Illuminati secondo cui “il socialismo è morto”. Come il Presidente jugoslavo Slobodan Milosevic, demonizzato presso la folla globalizzazione, osservò, “...l’ultimo governo socialista che minaccia il dominio capitalistico dell’Europa è la prova vivente che la storia non è finita, che più di un sistema economico è possibile“. Le risorse naturali della Jugoslavia erano vaste. I Quattro Cavalieri scoprirono enormi giacimenti di petrolio nell’Adriatico. Gli addetti dell’industria petrolifera ritengono che possano competere con quelli dell’Arabia Saudita. La Jugoslavia ha diciassette miliardi di tonnellate di carbone e ampie risorse in minerali, come l’enorme miniera di Stari Trg, la prima struttura che il Reich nazista di Hitler sequestrò quando invase la Jugoslavia nel 1941. Hitler estrasse il piombo a Stari Trg per le batterie dei suoi U-Boot. Ma Stari Trg contiene anche oro, argento, cadmio, zinco e platino per almeno 5 miliardi di dollari. Il territorio jugoslavo appare nella rotta dell’oleodotto che collega i campi petroliferi dei Quattro Cavalieri dal Mar Caspio all’Europa continentale, ed è a cavallo di una grande autostrada che collega l’Europa all’Asia centrale e del fiume strategico Danubio, che attraversa la nazione. Agli occhi dell’oligarchia internazionale, la Jugoslavia era matura per il raccolto.
bnd Le agenzie d’intelligence occidentali, con i combattenti fondamentalisti islamici, prima divisero Bosnia e Croazia. Ma la Jugoslavia ancora controllava Stari Trg, i giacimenti di carbone e gli ambiti giacimenti dell’Adriatico. Per arraffarli era necessario spezzare ancor più il territorio dell’indisciplinato governo centrale di Belgrado. Nel 1996 il servizio informazioni tedesco (BND) iniziò ad addestrare l’esercito di liberazione del Kosovo (UCK). Il Bundesnachrichtendienst fu creato nel 1956 per sostituire l’organizzazione del nazista Gehlen. L’idea di una Grande Albania fu opera dei nazisti che durante la seconda guerra mondiale occupavano la Jugoslavia. Tale idea venne condivisa dalla NATO. Il BND era guidato da Hans Jorg Geiger, che creò un’enorme stazione regionale del BND a Tirana, in Albania, nel 1995. La CIA avviò una grande operazione a Tirana l’anno prima. Il presidente Sali Berisha guidava l’Albania dai primi anni ’90. Cocco del Fondo monetario internazionale, aprì l’economia dell’Albania a multinazionali e banche occidentali e fu ricompensato con un enorme prestito dal FMI. Nel 1994, lo stesso anno in cui la CIA giunse a Tirana, la banca a schema piramidale presieduta da Berisha, ultimo barboncino del FMI, crollò improvvisamente cancellando i risparmi di una vita di migliaia di albanesi. Lo schema rientrava nel modello coordinato da FMI/BCCI per spezzare i Paesi debitori del Terzo Mondo. Berisha venne estromesso da Tirana, e fuggì nel nord dell’Albania dove prese il controllo di una regione sempre più senza legge, divenuta importante via del narcotraffico e del contrabbando di armi della Mezzaluna d’Oro. Con l’aiuto della polizia segreta albanese (SHIK), CIA e BND reclutarono i combattenti dell’UCK tra questi contrabbandieri, a molti dei quali la CIA concesse di trafficare a Peshawar, in Pakistan, un decennio prima. I Kommandos Spezialkräfte (KSK) tedeschi, indossando uniformi nere, addestrarono l’UCK dotandolo di armi tedesco-orientali. Nel vicino Kosovo vi furono molti casi di uomini con uniformi nere che terrorizzavano i contadini kosovari. Mentre gli Stati Uniti affermavano che si trattava delle forze speciali jugoslave, erano probabilmente membri delle KSK tedesche che guidavano i raid dell’UCK in Kosovo. L’UCK indossava divise della Bundeshehr con insegne tedesche. La Germania fu il primo Paese a riconoscere la Croazia nel 1990, prima ancora che i separatisti croati iniziassero la rivolta contro Belgrado. I tedeschi guidarono la campagna che incoraggiò la Croazia a secedere dalla Jugoslavia. Quando il nuovo governo fu creato a Zagabria, adottò bandiera e inno nazionale dei fantocci di Hitler, gli ustascia. Nel 1998 l’UCK era una piccola cellula terroristica di solo 300 membri. Dopo un anno di invii di armi e addestramento ad opera di Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania, l’UCK divenne un esercito di 30000 guerriglieri. Il luogotenente di Usama bin Ladin, Ayman al-Zawahiri, fu un comandante dell’UCK.
Le provocazioni dell’UCK furono il pretesto per l’aggressione della NATO alla Jugoslavia, per spartirsi le ricchezze minerarie e petrolifere del Kosovo. Le forze di sicurezza jugoslave combatterono il terrorismo dell’UCK, ma repressero anche episodi di eccessiva ritorsione serba, arrestando più di 500 serbi per crimini contro civili albanesi. Il Presidente Milosevic aveva sempre sostenuto l’uguaglianza etnica e l’armonia. La sua delegazione ai colloqui di pace di Rambouillet, in Francia, era costituita da persone di ogni gruppo etnica, tra cui albanesi. I serbi erano in realtà una minoranza nella delegazione. Un discorso del 1992 è tipico del pensiero di Milosevic sulle tensioni etniche in Kosovo, che le agenzie d’intelligence occidentali sfruttavano. Dichiarò: “Sappiamo che molti albanesi del Kosovo non approvano la politica separatista dei loro capi nazionalisti. Sono sotto pressione, intimiditi e ricattati. Ma non risponderemo allo stesso modo. Dobbiamo rispondere porgendo la nostra mano, convivere in uguaglianza e non permettere che un solo bambino albanese, donna o uomo sia discriminato in Kosovo in alcun modo. Dobbiamo… insistere su una politica di fratellanza, unità e uguaglianza etnica in Kosovo. Persisteremo su questa politica“. Quando Milosevic, abile avvocato, iniziò a vincere nel processo per crimini di guerra a L’Aia, la copertura mediatica cessò e subito dopo morì. I suoi sostenitori dicono che fu avvelenato.
uck02 Alla fine dei bombardamenti contro la Jugoslavia, la NATO inviò in Kosovo una forza d’occupazione nell’ambito della KFOR. La NATO continuò ad ignorare e negare che bande dell’UCK attaccassero i civili serbi sotto la supervisione della KFOR, favorendo l’UCK che tentava di strappare un pezzo di Macedonia a favore della causa dei banchieri internazionali. Gli Stati Uniti costruirono in Kosovo la più grande base militare dai tempi del Vietnam. Nel frattempo l’Albania divenne un campo di addestramento della CIA per terroristi, centro di produzione dell’eroina e supermercato delle armi. Un articolo del 6 marzo 1995 dell’Athens News Agency citava il ministro dell’Ordine Pubblico greco Sifis Valyrakis dire che credeva che il governo albanese fosse coinvolto nella produzione e nel traffico di stupefacenti a Skopje, in Macedonia, dove truppe USA e NATO si ammassarono durante la guerra in Kosovo. Valyrakis disse che l’oppio veniva coltivato nella Chimarra, nel sud dell’Albania, dove laboratori di eroina erano sorti nel triangolo delle città di Gevgeli, Prilep e Pristina, in Albania, Macedonia e Kosovo secessionista. Citò il coinvolgimento nel narcotraffico delle forze armate macedoni, alleate degli Stati Uniti, e della mafia dei lupi grigi turchi, vecchi alleati della CIA. Osservò che un fiorente commercio di armi si sviluppava in Macedonia e Kosovo e disse che i separatisti albanesi in Jugoslavia erano al centro del traffico di eroina ed armi, di stanza a Pristina, dove è ospitata la forza per il “mantenimento della pace” in Kosovo della NATO, KFOR. Secondo lo storico Alfred McCoy, “esuli albanesi usarono i profitti della droga per spedire armi svizzere e ceche in Kosovo, per i separatisti dell’UCK. Nel 1997-1998, questi sindacati della droga kosovari armarono l’UCK per la rivolta contro l’esercito di Belgrado… Anche dopo l’accordo di Kumanovo nel 1999, per concludere il conflitto in Kosovo, l’amministrazione delle Nazioni Unite della provincia… permise il fiorente traffico di eroina… e i capi dell’UCK… continuarono a dominare il traffico dai Balcani“. Un rapporto per la Reuters del 16 giugno 1995 di Benet Koleka, da Tirana, accusava il governo albanese di aver segretamente inviato tonnellate di armi in Ruanda, prima che il genocidio esplodesse nel Paese dell’Africa centrale. Il maggiore quotidiano dell’Albania, Koha Jone, riferì che diversi aerei-cargo Antonov decollarono dalla base aerea di Gjadri, in Albania, carichi di armi e diretti in Ruanda. Amnesty International intervistò quattro piloti che sostennero di lavorare per una società inglese. Dissero che trasportavano le armi nella Repubblica democratica del Congo, scaricandone nell’aeroporto di Goma, vicino al confine ruandese. Dissero anche che portarono carichi di armi a Goma da Israele e che vi erano agenti del Mossad israeliano che lavoravano nella base aerea di Gjadri, supervisionando l’operazione albanese. Nello stesso anno un contractor della difesa degli Stati Uniti, noto come RONCO, era in Ruanda con il pretesto dello sminamento. RONCO invece importava materiale militare del Pentagono passandolo alle forze ruandesi poco prima che iniziasse il genocidio.
Il Washington Times riferì nel 1999 che “l’UCK, che l’amministrazione Clinton ha abbracciato e che alcuni membri del Congresso vogliono armare nell’ambito dei bombardamenti della NATO, è un’organizzazione terroristica che si finanzia con i proventi della vendita dell’eroina“. Nel 1999 una denuncia del Times di Londra rilevò che l’UCK era il principale spacciatore mondiale di eroina, ereditando tale posizione dagli ultimi surrogati della CIA, i mujahidin afgani. Europol raggiunse i governi di Svezia, Svizzera e Germania nelle indagini sui legami dell’UCK col traffico di eroina. Walter Kege, capo dell’unità antidroga dell’intelligence della polizia svedese dichiarò: “Abbiamo l’intelligence che ci porta a credere che ci sia una connessione tra narcodollari ed Esercito di liberazione del Kosovo“. Il Berliner Zeitung citò un rapporto dell’intelligence occidentale secondo cui 900 milioni di marchi tedeschi erano finiti in Kosovo da quando l’UCK aggredì il governo jugoslavo, nel 1997. La metà erano proventi della droga. La polizia tedesca osservò il parallelo tra ascesa dell’UCK e aumento del traffico di eroina tra l’etnia albanese in Germania, Svizzera e Scandinavia. La polizia ceca rintracciò un albanese fuggito da una prigione norvegese, dove scontava 12 anni per traffico di eroina. Nel suo appartamento trovarono documenti che lo collegavano a diversi acquisti di armi effettuati per conto dell’UCK. L’agenzia criminale federale della Germania concluse, “gli albanesi sono ora il gruppo più importante nella distribuzione dell’eroina nei Paesi consumatori occidentali“. Europol presentò una relazione dettagliata sul traffico di eroina albanese/UCK alla Corte Penale dell’Aia.
Molti combattenti dell’UCK erano stati addestrati negli stessi campi costruiti da Usama bin Ladin, nel Pakistan infestato dall’eroina da cui emersero i taliban. Nel 1997 i signori della guerra ceceni, addestrati in quegli stessi campi, cominciarono ad acquistare grandi immobili in Kosovo. Il capo dei ribelli ceceni, l’emiro saudita al-Qatab, creò campi in Cecenia per addestrare le truppe dell’UCK. I tentativi furono sempre finanziati da vendita di eroina, prostituzione, contrabbando di armi e contraffazione. Dopo che l’UCK tolse il Kosovo da ciò che rimaneva della Jugoslavia, la macchina propagandistica degli Illuminati ancora una volta aumentò la pressione e accusò la maggioranza serba di condurre un’altra “pulizia etnica”, questa volta contro la narcomafia albanese del Kosovo. Anche in questo caso i media ripresero a pappagallo la campagna della CIA per demonizzare i serbi. Hitler fece la stessa cosa quando invase la Jugoslavia, definendo i serbi untermenschen (subumani). Il 24 marzo 1999 gli statunitensi bombardarono Belgrado. Milosevic fu inseguito da killer armeni assunti dalla CIA. Scuole, fabbriche, ospedali, centrali elettriche, autobus, treni e carri di fieno carichi di civili furono bombardati. L’infrastruttura economica della Jugoslavia venne decimata. In un momento d’ironia storica, la NATO bombardò lo stessa ponte sul Danubio, a Novi Sad, dove migliaia di serbi morirono combattendo l’invasione nazista del 1941. I manifestanti a Belgrado chiamarono la NATO organizzazione terroristica nazista degli statunitensi. 2000 civili jugoslavi furono uccisi dai bombardamenti della NATO e 10000 feriti. Altre migliaia persero la casa, deliberatamente bombardate dalla NATO, nel tentativo di convincere il popolo jugoslavo a supplicare “zio Sam”. A Stari Trg il direttore Novak Bjelic, che lavorava per l’azienda statale jugoslava Trepca, disse, quando iniziarono i bombardamenti degli Stati Uniti, che “La guerra in Kosovo è solo questione di miniere, nient’altro. Inoltre, il Kosovo ha diciassette miliardi di tonnellate di riserve di carbone“.
bw_barettabzeichen_ksk Uno dei “massacri” più pubblicizzati e presunta opera dell’esercito jugoslavo contro gli albanesi del Kosovo, si verificò a Racak. Un gruppo chiamato osservatori internazionali del Kosovo guidò la propaganda. Il suo capo era William Walker, che aiutò Oliver North ad armare i contras. Mentre Walker vomitò la sua versione dei fatti su Racak a un ansioso media degli Stati Uniti, molti media europei, tra cui BBC, Die Welt, Radio France International e Le Figaro, misero in discussione la storia di Walker, che naturalmente accusava i serbi. Una troupe televisiva francese era Racak quando si verificò il presunto massacro, ed affermò che il “massacro” in realtà fu uno scontro a fuoco nell’imboscata dell’esercito jugoslavo all’UCK. Poi uomini in divisa nera giunsero sulla scena e travisarono i morti dell’UCK con abiti civili. Gli esperti forensi jugoslavi convennero che il massacro di Racak fosse una bufala. Aveva somiglianze notevoli con il massacro per il pane in Bosnia, dove si scoprì che i combattenti islamici commisero il massacro a beneficio dei media occidentali. L’incidente portò alle sanzioni delle Nazioni Unite contro la Jugoslavia. Il quotidiano Le Monde riferì da Pristina, il 21 gennaio 1999, che due giornalisti dell’AP smentirono il racconto di Walker sugli eventi a Racak, dicendo che c’erano alcune cartucce di fucile vuote sul sito e quasi alcuna traccia di sangue sui corpi. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa inviò una squadra di patologi finlandesi, su richiesta del governo jugoslavo, che invitò una seconda squadra dalla Bielorussia. Entrambe le squadre confermarono i sospetti jugoslavi che le vittime fossero state uccise a distanza, e poi ferite con tiri a corta distanza e di coltello, inflitte ai cadaveri. Inoltre scoprirono che i fori sui corpi non corrispondevano a quelli sugli abiti, indicando che i vestiti erano stati cambiati dagli uomini in uniforme nera, probabilmente delle forze speciali tedesche KSK che addestravano l’UCK. Nulla fu mai pubblicato dai media statunitensi. L’incidente fu una reminiscenza della manovra che Adolf Hitler attuò nel 1939 per giustificare l’invasione della Polonia. Hitler vestì i cadaveri di alcuni prigionieri con l’uniforme dell’esercito polacco e li lasciò vicino a una stazione radio di confine, che Hitler poi disse essere stata attaccata dall’esercito polacco. Entro una settimana 1,5 milioni di truppe naziste entrarono in Polonia.
La BBC News riferì nel dicembre 2004 che un oleodotto da 1,2 miliardi di dollari, a sud della massiccia base dell’US Army in Kosovo, fu approvato dai governi di Albania, Bulgaria e Macedonia. A quanto pare, turbato dalle raccapriccianti accuse di traffico di organi della mafia dell’UCK, creata dagli Illuminati, un diplomatico occidentale a Pristina disse al Wall Street Journal, “Ciò danneggerebbe l’immagine del Kosovo tra le parti internazionali interessate“.

Hans Jorg Geiger, il creatore dell'UCK

Hans Jorg Geiger, il creatore dell’UCK

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’uomo che sabotò l’industria aeronautica sovietica, e l’USAF

L’uomo che sabotò l’industria aeronautica sovietica
Tom Cooper, War Is Boring

wx1082Nel marzo 1986, i piloti dell’US Navy sopraffecero la Libyan Arab Air Force così nettamente che i libici smisero di far volare i loro intercettori sul Golfo della Sirte. Di conseguenza, Tripoli dovette rinunciare alle pretesa su questa parte del Mediterraneo. Altrettanto letale, l’assenza di copertura aerea permise agli statunitensi di attaccare con relativa impunità. Si crederebbe al successo statunitense dovuto ad addestramento e tattica superiori. Ma non va respinto un altro fattore importante, lo spionaggio. A metà degli anni ’80 l’esercito statunitense ebbe diverse informazioni vitali sulle armi di fabbricazione sovietica, in particolare aerei e sistemi correlati, da Adolf Georgievich Tolkaciov, uno scontento ingegnere sovietico. Tolkaciov senza dubbio danneggiò l’industria aeronautica sovietica. Molto di ciò che segue si trova nel libro di David Hoffman, The Billion Dollar Spy.
Si consideri la sonora sconfitta statunitense delle forze libiche. Il 24 marzo 1986, dopo aver già ripulito lo spazio aereo sul Golfo della Sirte, gli aerei della Marina statunitense eliminarono facilmente un sito di missili terra-aria SA-5 Gammon libici a Sidra ed affondarono varie imbarcazioni lanciamissili della Marina libica. Solo un mese dopo, gli F-111F dell’US Air Force bombardarono 3 obiettivi accuratamente selezionati a Tripoli, mentre gli A-6E Intruders dell’US Navy colpirono 2 obiettivi a Bengasi. Nonostante la fiera resistenza da difese aeree libiche, gli statunitensi persero solo uno dei loro cacciabombardieri. Aggiungendo al danno la beffa, nel gennaio 1989 un paio di F-14A Tomcat dell’US Navy abbatterono 2 intercettori MiG-23MF dell’Aeronautica libica. Le vittorie degli Stati Uniti continuarono. Nel 1991, le forze aeree degli Stati Uniti travolsero l’Aeronautica irachena in tre giorni. Dopo aver compiuto poche missioni difensive, l’Aeronautica irachena, ben equipaggiata ed addestrata da otto anni di aspra guerra con l’Iran, rimase a terra per poi evacuare gli aerei più preziosi in Iran. Tranne che in una manciata di casi, dovuti alle difese aeree irachene a terra pazientemente sviluppate a caro prezzo per quasi 20 anni, non si dimostrarono di ostacolo alle forze statunitensi. Questi sono solo quattro di una decina di esempi in cui le forze aeree degli Stati Uniti travolsero gli avversari negli ultimi 30 anni. Ora, si potrebbe sostenere che gli avversari in questione non potevano competere con gli statunitensi, essendo male addestrati, mal diretti, inesperti e dotati di modelli di esportazione degradati di aerei ed armamenti di fabbricazione sovietica. In altre parole, lungi dalle grida sulla minaccia sovietica, e poi russa, che si presentavano. Fonti irachene e libiche ben informate contrastano tale impressione, insistendo sul fatto che le loro forze aeree possedevano equipaggiamenti moderni gestiti da ufficiali e piloti ben addestrati e qualificati. Alcuni arrivano a dire che Aeronautica e Difesa aerea serbe se la cavarono assai meglio quando affrontarono la forza aerea della NATO a guida USA, nel 1995 e nel 1999. Altri sottolineano che, dalla fine degli anni ’90, le difese aeree irachene erano così usurate e vincolate da ordini assurdi dei leader politici, che rappresentavano un pericolo maggiore per se stesse che per i nemici. Tuttavia, lasciando da parte i dettagli relativi ad aerei, equipaggiamenti, addestramento, tattiche, strategia, politica e altri rumori di fondo, una cosa è comune in tutte queste operazioni, l’incredibile conoscenza delle forze statunitensi dei sistemi d’arma sovietici e russi utilizzati da libici, iracheni e serbi. Ad esempio, i piloti degli A-7E Corsair II dell’US Navy che attaccarono il sito dei SAM SA-5 Gammon libici presso Sidra, la sera del 24 marzo 1986, conoscevano le esatte prestazioni del sistema che affrontavano. Lo stesso per gli equipaggi dei 2 F-14A Tomcat che abbatterono un paio di MiG-23MF libici, sapevano dell’intricato rollio dei MiG-23. I piloti dei caccia F-15 dell’US Air Force, sull’Iraq nel 1991-2002, sapevano esattamente ciò che aerei, avionica ed armamento dei loro avversari potevano fare.
1-8rcypjhowfwyfz_tow6fxw Le prove indicano che l’intelligence fu la chiave dei successi militari statunitensi. Si consideri che i manuali tattici che l’US Air Force Fighter Weapons School emise alla fine degli anni ’80 erano già ben informati anche sui più moderni mezzi sovietici, come MiG-29, Su-27, SA-10 Grumble, SA-11 Gadlfy e molti altri. Tolkaciov fornì gran parte dell’intelligence più utile. Negli anni ’70 e ’80 era un ingegnere elettronico presso l’Istituto di Ricerca Scientifica sui Radar dell’Unione Sovietica, meglio conosciuto come Design Bureau Fazotron, sviluppatore principale di radar militari ed avionica dell’URSS. Motivato dalla persecuzione dei genitori della moglie sotto Stalin e deluso dal governo comunista, Tolkaciov allacciò legami con la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti a Mosca e, dal 1979, inviava enormi volumi di dati altamente classificati ed estremamente sensibili sui più importanti sistemi di avionica, radar e d’arma a bordo degli aerei da combattimento di fabbricazione sovietica. La quantità di materiale che “Donald”, come Tolkaciov era noto alla CIA, era tale che i traduttori degli Stati Uniti non potevano tenerne il passo. Rimasero occupati a tradurre e studiare le informazioni di Tolkaciov fino agli anni ’90. Già nel dicembre 1979, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti aveva completamente riconfigurato l’elettronica dei suoi ultimi aerei da caccia, sulla base delle informazioni di Tolkaciov. Una valutazione interna della CIA del marzo 1980 elogiava le informazioni di Tolkaciov sull’ultima generazione di sistemi missilistici terra-aria sovietici. “Non ottenemmo mai prima tali dettagli e comprensione di questi sistemi, se non anni dopo essere stati effettivamente dispiegati“, sottolineava la CIA. Nell’aprile 1980, un altro memorandum interno della CIA definiva le informazioni di Tolkaciov sui test di impermeabilizzazione dei sistemi radar degli aerei da caccia sovietici “unico”. Ovviamente, Tolkaciov fornì dati a cui nessun altro agente della CIA aveva accesso. Solo pochi mesi dopo, Tolkaciov venne accreditato “fornire informazioni uniche su un nuovo aereo da caccia sovietico, e documenti su diversi nuovi modelli di sistemi missilistici aerei”. Allo stesso modo, un memorandum del dipartimento della Difesa dal settembre 1980 elogiava l’impatto delle note di Tolkaciov come “senza limiti migliorando l’efficacia dei sistemi militari degli Stati Uniti”. Le fughe di Tolkaciov potevano “salvare vite umane e attrezzature” e furono “fondamentali nel plasmare la spesa di miliardi di dollari nella ricerca e sviluppo degli Stati Uniti”.
L’entità del danno arrecato da Tolkaciov ai sovietici è difficile da riassumere in poche frasi. Quel poco che la CIA ha detto sulla cooperazione di Tolkaciov indica che avrebbe inflitto un danno irreparabile alle industrie aeronautiche militari e della difesa aerea sovietiche. Certamente permise agli statunitensi di conoscere a pieno i moderni aerei di fabbricazione sovietica, come MiG-29, MiG-31 e Su-27 e i loro missili aria-aria, permettendo a scienziati e ingegneri di sviluppare rapidamente contromisure elettroniche contro questi sistemi. Forse ancora più grave, la vicenda di Tolkaciov colpì l’Unione Sovietica nel periodo d’instabilità. Una spia sovietica negli Stati Uniti svelò lo spionaggio di Tolkaciov nei primi mesi del 1985. Il governo sovietico lo giustiziò nel 1986.
Tuttavia, l’Unione Sovietica collassò e si dissolse nel 1991. Negli anni ’90, ciò che restava delle industrie aeronautiche e della difesa aerea russe languirono per la generale assenza di fondi. I principali aggiornamenti dei più nuovi aerei da combattimento e sistemi di difesa aerea, urgenti a causa del tradimento di Tolkaciov, richiesero decenni. Secondo un ingegnere della Sukhoj, “ci vollero oltre 10000 aggiornamenti in oltre 20 anni”, semplicemente per migliorare l’originale Su-27 nello standard Su-27SM, “riparando ad alcuni dei danni” causati da Tolkaciov. Se tutti i dettagli su cosa esattamente Tolkaciov abbia rivelato alla CIA è improbabile diventino pubblici per anni, certamente erano molti. Gli effetti del suo tradimento, soprattutto un’intera generazione di aerei da combattimento, missili aria-aria e superficie-aria nuova di zecca fu compromessa e resa obsoleta non appena entrata in servizio, si fanno ancora sentire oggi in Russia.

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La spia che guadagnava più del presidente degli Stati Uniti
Evgenij Chjornikh, KP, 15/8/2015

L’intelligence degli Stati Uniti ha declassificato un migliaio di pagine di documenti sul suo agente “Sfera”. Su ciò, il vincitore del premio Pulitzer David Hoffman ha pubblicato un bestseller, “La spia da un miliardo di dollari. Una vera storia di spionaggio e tradimento durante la guerra fredda”. Sui rapporti declassificati dell’intelligence ho parlato con lo storico Gennadij Evgenievich Sokolov.d75202f038d2Dissidente del cuore
– Gennadij Evgenievich, da tempo la principale spia occidentale in Unione Sovietica era considerato Penkovskij coinvolto, tra le altre cose, nei missili strategici sovietici. Ma all’estero hanno cominciato a rivalutarlo?
In effetti, l’agente “Sfera” (alias di Tolkaciov) nella classifica della CIA ha improvvisamente cominciato a guadagnare punti. Giusto per il 30° anniversario della morte. E l’agente “Hero” (pseudonimo di Penkovskij) sembra perdere il primato. Soprattutto col libro di Hoffman basato sulle 944 pagine di materiale d’archivio della CIA declassificate(!): la corrispondenza di Tolkaciov con la stazione della CIA a Mosca, i dati del Centro, i materiali delle analisi, ecc. Inoltre, l’autore ha avuto accesso ai dipendenti dell'”ufficio” che lavorarono con “Sfera” a Mosca. Vi è un nuovo approccio sul caso. La stampa statunitense si è sperticata in elogi. Tolkaciov è nominato la spia più efficace degli statunitensi, avendo portato ai suoi padroni miliardi di dollari. Suscitare l’interesse svanito sulla spia di una passata “vittoria”, non è privo di senso per la CIA. Soprattutto se si fa un paragone con la Russia. Dopo tutto, per gli Stati Uniti siamo ancora il nemico numero uno.

– Allora, chi era, “una spia da un miliardo?”
Al contrario dei suoi concorrenti al titolo di principale traditore della guerra fredda Penkovskij, Gordievskij e Poljakov, Adolf Georgievich Tolkaciov non era dei servizi segreti sovietici, KGB o GRU, ma uno scienziato mediocre, ingegnere elettronico. Brutto, piccolo di statura, con una faccia da boxer (naso rotto su una pista di hockey), spalle curve, non del tutto in salute. Iperteso. A quarant’anni sembrava molto più vecchio. Scontroso, gli piaceva sciare e fare jogging. Disprezzava teatro e cinema sovietici, considerati conformisti. In segreto onorava Sakharov. Non era iscritto al Partito Comunista. Questo naturalmente interferì con la carriera. Al potere sovietico, disse, “si opponeva internamente”, ma non apertamente. Sapeva delle disastrose conseguenze di tale passo. Concedetevi ai “dissidenti del cuore”, così descriveva le sue idee politiche al suo curatore della CIA. Si considerava un talento sottovalutato. Sognava una carriera di successo e una vita confortevole. Piena di banconote. Segretamente sperava di andare in occidente con la famiglia. La moglie lo sosteneva. Incontrò Natalia Tolkaciov sul posto di lavoro, dove lavorava come ingegnere progettista. Sua madre fu arrestata nel 38 e suo padre mandato in un campo. Rilasciato solo nel 55, morì. Natalia aveva del rancore verso il regime sovietico, e Tolkaciov approvava tale risentimento. Apparentemente la vendetta per la moglie fu la causa del tradimento. Per via dei “campi” disse. Ebbero un figlio, Oleg, che dicevano sarebbe divenuto un buon architetto. La famiglia al completo amava esibire i nuovi “kopechi” in giro. Tra l’altro, comprò una Zhiguli con il denaro degli statunitensi. La moglie sapeva dello spionaggio, ma non i dettagli. Tuttavia, per decisione del tribunale, Natalia fu condannata come complice. Come dice il proverbio, “il tradimento è comprensibile, ma non va perdonato”.f117wreckage– La questione principale è, da dove venivano i segreti che tale “vendicatore” vendette per miliardi di dollari agli Stati Uniti?
Nell’Istituto di ricerca di Radioelettronica “Fazotron“, dove lavorava dal 1954. Questo istituto si occupava di radar ed apparecchiature per aerei da combattimento. Tra l’altro, uno specialista di primo piano vi guadagnava abbastanza decentemente, 350 rubli al mese.

– Un sacco di soldi in ‘Unione Sovietica!
E con la moglie raddoppiava il reddito mensile della famiglia. Tolkaciov viveva nel famoso grattacielo di Stalin in un appartamento con due camere da letto al 9° piano. A soli duecento metri dall’ambasciata degli Stati Uniti, semplificando i contatti. Il consenso all’incontro con l’agente avveniva, ad esempio, con una finestra aperta a una certa ora. E la comunicazione radio ad alta velocità, a quella distanza, era facile. I tecnici di Langley diedero alla spia il dispositivo in miniatura “Discus”, che trasmetteva e riceveva informazioni in una frazione di secondo.

Celebrato dal Pentagono
– Gennadij E. cosa si apprende di nuovo dal rapporto declassificato della CIA su Tolkaciov?
Forse il mistero principale, il reclutamento. Tolkaciov fu un cosiddetto “Initsiativniki“. Per più di un anno seguì i movimenti dei diplomatici statunitensi a Mosca, e per cinque volte (!) gli diede nelle stazioni di servizio e nei negozi lettere con le coordinate per comunicare, illustrando opportunità e servizi offerti. In risposta, silenzio!

– Perché la CIA per tanto tempo trascurò tale agente di valore? Disattenzione o cautela?
Fino a poco tempo fa gli storici hanno nascosto la lentezza dell'”ufficio” della CIA per via delle rigorose istruzioni dall’alto. Il capo del controspionaggio della CIA James Angleton soffriva di spiamania. Il poveretto era convinto che gli agenti del Cremlino fossero ovunque. Non si fidava di nessuno. 20 anni di tale paranoia, Angleton fu a capo del controspionaggio nel 1954-1975, non furono vani. Anche dopo le dimissioni del combattente contro la “minaccia rossa”, le sue idee influenzarono il lavoro della CIA. Il capostazione di Mosca era molto riluttante a contattare un “Initsiativniki”, quasi sempre visti come agenti del KGB. L’indecisione dell'”ufficio”… spinse il Pentagono. Nel 1978, il dipartimento della Difesa statunitense inviò una richiesta formale alla CIA per intelligence sugli ultimi sviluppi scientifici e tecnici nella aeronautica e missilistica sovietiche. Era urgente per via della fame di dati militari su un argomento così importante. L’intelligence subito cancellò i divieti precedenti.

Edward Lee Howard

Edward Lee Howard

“Pompa” e “Stazione di pompaggio”
– Ed ecco Tolkaciov?
Sì, finalmente ebbe una risposta dal residente della CIA a Mosca. Dal ’79 all’85 ai suoi padroni diede migliaia di documenti classificati: disegni, schemi, specifiche dei sistemi di combattimento tattici, documentazione dei progetti di parti di aerei e missili.

– E come ci riusciva?
La CIA fabbricò per “Sfera” copie esatte di documenti e moduli ufficiali per la libreria della “Fazotron“. Ciò gli permise di lasciare liberamente l’istituto durante il giorno, così come di “modificare” la lista della documentazione tecnica segreta che Tolkaciov prendeva. L'”Office” diede all’agente una macchina fotografica in miniatura. In ognuno dei venti incontri con gli agenti statunitensi, passò 250 film sulle copie degli ultimi sviluppi del nostro complesso militare-industriale, tra cui dati sul funzionamento del sistema “amico o nemico” dei radar della difesa aerea, dei sistemi di difesa missilistica del Paese, dei più avanzati progetti di aerei militari, sistemi d’arma, missili da crociera e degli sviluppi promettenti in molti settori pertinenti. La CIA lo definì “pompa” o “stazione di pompaggio”. Apparentemente per il volume di informazioni classificate pompate dallo specialista dal suo istituto di ricerca. Fotografava nel cesso, al lavoro. E nel pomeriggio portava mucchi di documenti segreti a casa, dove li fotografava. Un lavoro di qualità per cui gli statunitensi erano molto soddisfatti.

– E quanto spese la CIA per il suo agente?
Molto. Tolkaciov fu la spia più pagata dagli statunitensi. Nel 1980 gli dissero che Langley gli concesse uno stipendio da presidente. Questo per tutelare “Sfera”, e fin quando la questione dei soldi non fu sollevata, ripeteva il mantra del “vendicatore ideologico”. Ma ciò non corrispondeva alle dimensioni del “compenso”. L’avidità di tale spia non era poca. Secondo la CIA, Tolkaciov raccolse 2 milioni di dollari nel suo conto in banca negli Stati Uniti e più di 1 milione di rubli sovietici in contanti.

– Mentre il dollaro, a quel tempo, mi ricordo, valeva 67 copechi.
Calcolando, tali “denari” furono pari a circa 6 milioni e mezzo di “verdoni”. Tolkaciov ebbe mediamente più di un milione di dollari all’anno. E di tanto in tanto, tali pagamenti superarono di gran lunga lo stipendio dei presidenti degli Stati Uniti (oggi 33000 dollari al mese). Parlando di soldi, va ricordato un episodio divertente. Il “giorno più nero” per Tolkaciov. Spaventato a morte dalle indagini e possibile arresto, occultò le prove nella sua dacia, presso Mosca, quando bruciò nel forno più di 300000 rubli. Poveretto. Vivere doveva essere terribile…

– Davvero tale traditore causò danni all’URSS per un miliardo di dollari?
Negli ultimi 30 anni, gli analisti ancora non sono d’accordo. Hanno determinato la quantità di danni al momento, pari a 2 miliardi, cioè 4 miliardi di “dollari” attuali. L’importo massimo del tradimento sarebbe di 20 miliardi di “verdoni”. A mio parere, è troppo. Ma come minimo, su concorda sul fatto che fu impressionante. Quindi la ragione per mettere su un piedistallo Tolkaciov come il più redditizio della CIA è più che sufficiente. Tuttavia, la spia, a quanto pare, danneggiò non solo il nostro Paese, ma anche i suoi padroni statunitensi.

– Interessante.
Negli ultimi 8 mesi, prima dell’arresto nel giugno 1985, Tolkaciov lavorò in realtà per noi. Il KGB seppe della sua collaborazione con la CIA e decise di utilizzare il traditore per i propri scopi. Nella libreria speciale della “Fazotron“, dove prendeva i documenti, la controintelligence piazzò i piani di sviluppo del nostro super-segreto “aereo stealth”. Fu una disinformazione abilmente architettata, con lo scopo di mettere il nemico in un vicolo cieco. Il trucco funzionò. E gli USA furono s’immersero nello sviluppo e produzione di “aerei stealth”, spendendovi miliardi di dollari. Tuttavia, il bombardiere strategico B-2 e il caccia F-117A si sono rivelati un’illusione “invisibile”. Ad esempio, il nostro sistema S-300 può rilevare il caccia “invisibile” F-117A, prodotto con tecnologia “stealth”, a una distanza di 50-60 km. Inoltre, il nostro sistema di difesa aerea a corto raggio è dotato di strumentazione televisivo-ottica che generalmente rileva l’obiettivo visivamente, un “aereo invisibile” si vede come qualsiasi altro oggetto.

– Mi ricordo che nel 1999, al culmine della guerra degli Stati Uniti contro la Jugoslavia, i serbi abbatterono l’F-117 “invisibile” con un vecchio complesso missilistico antiaereo P-125 “Pechora“. Il primo missile strappò un’ala, il secondo colpì la fusoliera. Il pilota si eiettò e fu evacuato dalle forze speciali degli Stati Uniti.
Inoltre, l’eccessiva passione per invisibilità radar ha portato gli statunitensi a ridurre la stabilità dei loro velivoli, perdendo velocità, manovrabilità e sicurezza in volo. Tutto questo, difatti, dando retta a Tolkaciov, o meglio, al nostro controspionaggio. Non c’è da stupirsi che la saggezza popolare dica: “Senza l’intelligence sei cieco, e senza la contro-intelligence, indifeso”.

Aldrich Ames

Aldrich Ames

Il traditore soccorso da Reagan
– Come cadde l’agente “Sfera”?
C’è un detto nell’intelligence: “Per ogni traditore, trova un traditore”. Lo trovarono per Tolkaciov. Anzi, due. Il primo, nell’ottobre 1984, fu Edward Lee Howard. Questo agente della CIA si preparava a recarsi a Mosca come corriere per l'”area”. Ma prima di partire non superò la macchina per la verità. Era tossicodipendente. La CIA lo licenziò e si ritirò a Vienna, dove si rivolse al personale dell’Ambasciata sovietica (da un funzionario del KGB) e per 150mila dollari vendette “Sfera” con le frattaglie (Howard poi si stabilì in URSS, dove morì nel 2001). All’inizio dell’85, queste informazioni furono confermate dalla nuova “talpa” del KGB a Langley, Aldrich Ames, a capo del dipartimento sul controspionaggio estero sovietico della CIA (gli yankees l’arrestarono nel ’94 dandogli l’ergastolo). I nostri ragazzi del 2.do Direttorato (Direzione del controspionaggio del KGB) “si misero alla coda” del traditore, effettuando una ricerca segreta nell’appartamento, trovando un nascondiglio e spiandone il gioco con gli statunitensi. Era necessario identificare le comunicazioni di Tolkaciov presso l’Ambasciata degli Stati Uniti. Quando ciò fu fatto, il gruppo “Alfa” ebbe l’ordine di arrestarlo. Sotto il peso di prove inconfutabili Tolkaciov confessò immediatamente ed iniziò a collaborare. Di conseguenza, a Mosca furono presi i suoi contatti con la CIA. Le indagini durarono circa un anno, nel 1986 fu condannato a morte.

– Dicono che del traditore si occupò il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan?
Così fu, Reagan, durante una visita ufficiale a Mosca nell’ottobre 1986, chiese a Mikhail Gorbaciov la cessione di Tolkaciov alla giurisdizione degli Stati Uniti: “Dopo tutto, lo spionaggio è una guerra senza cadaveri, non è vero signor Gorbaciov?” Il segretario generale deluse il presidente: “Troppo tardi… E’ stato giustiziato…” In effetti, la sentenza fu eseguita il 24 settembre. A un incontro del Politburo di fine settembre, a Gorbaciov lo disse il Presidente del KGB dell’URSS Viktor Chebrikov. Così Reagan arrivò troppo tardi…

Gennadij E. Sokolov

Gennadij E. Sokolov

Gennadij E. Sokolov, laureatosi presso l’MGIMO. Ha lavorato nel Regno Unito, Danimarca, Svizzera. Incaricato d’affari in oltre 30 Paesi, ed autore di libri sulla storia del confronto tra le intelligence russe e inglesi, pubblicati anche all’estero: “La spia nuda”, “Bomba per il primo ministro. Una spia russa a Londra”, “Linea della morte. Il fallimento dell’operazione Claret”, “Shock dai Windsor. A caccia del porno reale”, “L’ennesima spia”. Co-autore di documentari sulla storia dello spionaggio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora