La farsa mediatica sulla Corea democratica

Le truppe russe che si schierano al confine della Corea democratica sono reali quanto la bacchetta magica di Harry Potter. La “crisi” nordcoreana è una bufala
Russia Insider, 22/4/2017

Continuiamo ad avvertirvi ma non ascoltate mai, vero? “L’escalation” con la Corea democratica non esiste. È una distrazione. Gli stessi media che dicevano che una potente armata statunitense era ancorata al largo della Penisola coreana, affermano che la Russia ammassa truppe al confine della Corea democratica e caccia cinesi sono in allerta compiendo “manovre inusuali”. Panzane spettacolari ed esilaranti. La “crisi” della Corea democratica è talmente falsa da rimbambire. Cominceremo con l’affermazione che i russi preparano qualcosa di grande al confine con la Corea democratica. Citando video sgranati, twitter, tabloid ed altri prestigiosi media, si sostiene che le truppe russe si preparano agli sconvolgimenti nella Corea democratica. Un esempio:
Bene. In realtà, Interfax citava Aleksandr Gordeev, portavoce del Distretto Militare dell’Estremo Oriente, che affermava che il movimento di armi pesanti, descritto dai social media, faceva parte di “esercitazioni assolutamente programmate”. Gordeev aveva detto che il materiale militare rientrava dalle esercitazioni e negava ogni connessione con le tensioni sul programma nucleare della Corea democratica. Secondo l’Associated Press, il Vicepresidente del comitato di difesa del Consiglio Federale Frants Klintsevich aveva detto a RIA Novosti che il movimento era programmato e respinse le notizie che suggerivano che la Russia si preparava a un possibile attacco statunitense sulla Corea democratica. Proprio come sull’invasione dell’Ucraina, se la Russia inviasse l’esercito al confine con la Corea democratica, fidatevi, lo sapreste.
I bombardieri cinesi in allerta che compiono “manovre insolite”? Probabile allo 0%. Il solito sospetto, un anonimo ufficiale statunitense, aveva detto ai media che la Cina ha temporaneamente messo i bombardieri lanciamissili in “stato di allerta”.Poco dopo, Donald Trump annunciava che la Cina si preparava a qualcosa di grande e che “aveva fatto alcune mosse assai insolite nelle ultime due-tre ore“. Sono passate più di tre ore da quando l’ha detto e fidatevi, non c’è alcuna guerra con la Corea democratica. Come ha riferito un corrispondente dell’ABC: “Perché ha parlato di tali nuove mosse nelle ultime due o tre ore? L’abbiamo chiesto allo staff della Casa Bianca, al Pentagono, al dipartimento di Stato. Nessuno ha potuto dircelo”. Sono forse stronzate? Permetteteci di segnalarvi questo, però:Ecco uno scambio interessante da un briefing per la stampa del Ministero degli Esteri cinese:
D: Ieri, il presidente Trump ha elogiato la Cina per le mosse insolite sulla questione nucleare nella penisola. Potreste dirci quali sono? I funzionari del ministero della Difesa degli Stati Uniti hanno dichiarato che numerosi bombardieri cinesi avevano compiuto manovre insolite. Sapete cosa significa?
R: Risponderò per primo alla seconda domanda. Non ne ho sentito parlare, e v’invito a chiedere al Ministero della Difesa. Sulla prima domanda, i presidenti cinese e statunitense hanno avuto una discussione approfondita sulla questione nucleare nella penisola coreana, durante la riunione a Mar-a-Lago in Florida. Vi abbiamo anche informato sulla situazione pertinente. Vorrei ancora ribadire che sulla questione nucleare nella penisola la Cina è impegnata nella denuclearizzazione, preservando pace e stabilità della penisola e risolvendo correttamente la questione con il dialogo e la consultazione. La comunità internazionale riconosce gli sforzi per la pace che la Cina ha compiuto dall’inizio della questione per una buona sistemazione. Abbiamo scoperto che dopo una comunicazione approfondita tra le parti a vari livelli, anche ai vertici, gli Stati Uniti hanno ora una comprensione più completa e accurata delle politiche e posizioni della Cina, nonché una migliore comprensione degli sforzi compiuti dalla Cina. A proposito, il Ministero della Difesa cinese ha negato qualsiasi “manovra insolita”.
Ci permettiamo di ripetere ciò che Pechino ha detto 10000 volte: non esiste un'”opzione militare” nel “trattare” con la Corea democratica. Ci ripetiamo come un registratore. Un pensiero finale su tale farsa. Alcuni giorni prima i media spacciarono la storia delle navi russe e cinesi che seguivano la potente armata statunitense in viaggio verso la Corea. Possiamo ora dire con nettezza che tale storia non è per nulla vera, considerando che la flotta statunitense è solo a 6500 km di distanza. Tale storia, di aria fritta, fu spacciata per prima dal Japan Times per poi diffondersi come un incendio. Finitela di ascoltare i media occidentali sulle disposizioni militari russa e cinese. Sono merda.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Trump perde pezzi davanti Pyongyang

Covert Geopolitics 22 aprile 2017Eravamo sconvolti sentendo Mike Pence minacciare la Corea democratica, recandosi sul confine più militarizzato sul pianeta, sapendo che una guerra nucleare con quest’ultima sicuramente coinvolgerebbe Cina, Russia ed Asia orientale. Certamente, non tutti gli statunitensi ne sono interessati considerando che, prima che le guerre venissero combattute al di fuori degli Stati Uniti, una guerra con la Corea democratica sarebbe solo tra coreani e forse la carne da cannone statunitense nelle retrovie. Ma Paul Craig Roberts, che nel 1981 fu Assistente del segretario al Tesoro per la politica economica del presidente Reagan, vede la follia della guerra in tutte le sue forme, in ogni luogo in cui si è avuta.
La scomparsa del presidente Trump
Paul Craig Roberts, 20 aprile 2017
Nella mia lunga esperienza a Washington, i vicepresidenti non fanno importanti annunci di politica estera o minacciano di guerra altri Paesi. Neanche Dick Cheney derubò di questo ruolo lo scadente presidente George W. Bush. Ma ieri il mondo ha visto il vice Pence minacciare la Corea democratica di guerra. «La spada è pronta» diceva Pence come se fosse il comandante in capo. E forse lo è. Dov’è Trump? Per quanto possa dire dalle numerose e-mail ricevute da lui, lavora per vendere la sua presidenza. Una volta vinte le elezioni, Trump, ho iniziato a ricevere offerte infinite per acquistare da Trump berretti da baseball, magliette, braccialetti, tazze da caffè e donare 3 dollari per iscrivermi a una lotteria per vincere dei pezzi da collezione. L’ultima offerta è l’occasione di vincere una delle “cinque incredibili fotografie firmate della nostra storica e massiccia inaugurazione”. Per Trump, la presidenza serve a raccogliere fondi. Se i suoi vicepresidente, consigliere per la sicurezza nazionale, ministro della difesa, ambasciatrice alle Nazioni Unite, direttore della CIA, chiunque voglia la guerra ovunque, sono solo altri pezzi da collezione su cui puntare donando 3 dollari. Come conseguenza del fallimento di Trump nel governare il proprio governo, c’è Pence che racconta a Russia e Cina che potrebbe esserci uno scontro nucleare alle loro frontiere tra Stati Uniti e Corea democratica. Anche se Pence non è abbastanza intelligente da saperlo, non è cosa che Russia e Cina accetteranno. Washington si preoccupa delle armi nucleari della Corea democratica, ma il mondo teme le armi nucleari di Washington. E tanto. Sondaggi mondiali mostrano che la maggioranza della popolazione mondiale è molto più preoccupata dalla minaccia alla pace posta da Washington e Israele che da Iran, Corea democratica, Russia e Cina. Pence ha preceduto la frase “la spada è pronta” con “gli Stati Uniti d’America cercheranno sempre la pace”, che dopo Serbia, Somalia, Afghanistan, Iraq, Libia, Yemen, Pakistan e Siria è la più falsa delle dichiarazioni possibili da fare. Per Washington, le sue vittime sono “sconsiderate e provocatricii”, mai Washington. Gli Stati Uniti sono la guerra. Se il mondo viene guidato all’Armageddon, sarà Washington, non Corea democratica, Iran, Russia o Cina, che metterà fine alla vita sulla terra“.
Perché gli Stati Uniti continuano a provocare i nordcoreani quando la penisola coreana starebbe meglio se lasciata da sola a risolvere le differenze, come prima che gli Stati Uniti applicassero ogni sorta di pressione politica contro l’amministrazione pro-USA di Park? La Corea del Sud compie un passo enorme verso la riunificazione con il Nord. Come abbiamo detto giorni fa, il recente test missilistico fallito dei nordcoreani potrebbe essere stato causato da un’arma elettronica a bordo di una nave da ricognizione russa che avrebbe ombreggiato, insieme a una controparte cinese, l’USS Carl Vinson, il giorno del test. Ogni nave da ricognizione è dotata di potenti radar che potrebbero essere utilizzati per emettere frequenze radio che disattiverebbero i comandi di qualsiasi missile o aereo. In risposta a quest’ultima provocazione statunitense, la Cina ha condotto un’esercitazione di tiro reale con varie armi da un nuovo cacciatorpediniere nel Mar Giallo, al confine occidentale della Corea democratica. Incidentalmente, un pilota statunitense dell’USS Carl Vinson si eiettava dal suo F-18 nel sud del Mar di Celebes, Filippine. Il sistema radar della Cina sulle Spratly ha sabotato i controlli dell’F-18 questa volta? È questo il motivo per cui Trump non si mostra, per evitare l’umiliazione, come suggerisce il cammino erratico dell’USS Carl Vinson? Dove va? L’USS Carl Vinson rintracciata vicino l’Indonesia, non la penisola coreana. (Sputnik) L’USS Carl Vinson doveva dirigersi verso la penisola coreana la settimana scorsa, per proiettare la potenza del Pentagono, ma invece è apparsa a migliaia di chilometri di distanza. (Sputnik).
La superportaerei statunitense dispiegata dal presidente Donald Trump per dissuadere la Corea democratica non ha raggiunto il Mar del Giappone perché i funzionari della Casa Bianca e del dipartimento della Difesa non comunicano efficacemente, secondo i media. (Sputnik). Veramente? Con un potente mix di pessima comunicazione e confusione generale sull’USS Carl Vinson, il comandante del gruppo affermava su facebook che la nave estenderà lo schieramento a “una presenza persistente” nella penisola coreana. (Sputnik) Ciò significa che il Pentagono si agita per una migliore PR da dare ai media mentre in realtà perde il controllo dei pedoni imperiali nell’Asia orientale. Le due Coree vogliono legami migliori; i colloqui di pace tra Russia e Giappone sono intempestivi, dichiarano gli Stati UnitiLa Corea del Sud rifiuta la provocazione del Pentagono contro la Cina.
La Corea del Sud sta per eleggere un nuovo presidente che sarà amichevole verso il Nord. Indagata l’imprevedibile fantoccio degli USA Park Chung-hee, avanza il progressista vicino alla Corea democratica Moon Jae-in.

Moon Jae In

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Fake News contro l’alternativa russo-cinese

Ruslan Ostashko, 20 aprile 2017 – Fort Russ

Vladimir Putin e Zhang Dejiang

Subito dopo che l’amministrazione di Donald Trump attaccava la Siria, numerosi commenti sono comparsi sui social media dicendoci che Trump aveva raggiunto un accordo su tutto ciò con la Cina, che Xi Jinping aveva tradito Putin, che statunitensi e cinesi avevano già concordato tutto sulla Corea democratica, che tutto va male, è orribile e che peggiorerà soltanto. In generale, la tesi che statunitensi o rettiliani si siano comprati tutti, che siamo circondati solo da nemici e che la fine è finalmente arrivata, è molto popolare tra alcuni utenti della rete, ma questa volta gli isterici hanno preso una piega piuttosto catastrofista. Quando Trump spostava un gruppo di portaerei verso la Corea democratica accompagnandosi a dichiarazioni bellicose, coloro che credevano a qualche tradimento totale andarono fuori i limiti della ragione. È interessante notare che le dichiarazioni ufficiali della dirigenza cinese sono state completamente ignorate, in quanto contrastano con l’isteria alimentata da certi media e pseudo-esperti per cui gesti e attenzione sono più importanti della verità. Ad esempio, il Ministero degli Esteri cinese definisce chiaramente Assad legittimo presidente della Siria e sottolinea la necessità di risolvere politicamente il conflitto, ma gli pseudo-esperti continuano a sostenere che la Cina abbia tradito Putin in Siria. I media e i funzionari cinesi negano il falso che la Cina abbia inviato 150000 soldati al confine con la Corea democratica, ma questo non ha deviato l’attenzione del media, perché tale notizia non spaventa lettori e spettatori. È molto più interessante e porta più clic parlare della Cina e degli USA dilaniare i nordcoreani. In tali circostanze, è anche scomodo parlare di ciò che realmente accade, perché la realtà diventa noiosa tra gli orrori nei media russi. Infatti, anche i media occidentali filtrano la loro visione del mondo, ma almeno sanno di farlo secondo gli interessi concreti delle élite, mentre nel caso del giornalismo russo c’è la sensazione che il problema sia dovuto a terribili pigrizia e incompetenza. A volte c’è anche il sospetto di assistere al continuo sabotaggio ideologico. Chi trae vantaggio da un pubblico federale sempre preda del panico è una domanda aperta e molto interessante.
Il conflitto tra USA e Repubblica popolare cinese è inevitabile. Entrambi si dicono impegnati in una cooperazione costruttiva e di non volere una guerra commerciale, ma non è probabile che il compromesso duri a lungo. Entrambi hanno interessi molto diversi e talvolta incompatibili. Donald Trump cerca di forzare anche i suoi alleati più stretti ad eliminare quei settori economici che competono con le società statunitensi. Ad esempio, Trump chiede ora che il Canada elimini le sovvenzioni ai produttori di latte e quindi ne distrugga la produzione, liberando il mercato alle aziende agricole statunitensi. Inoltre cerca d’imporre un tributo da 330 miliardi di dollari all’anno per mantenere il complesso militare-industriale degli USA. Nel caso della Cina, Trump non ucciderebbe un settore, come nel caso del Canada, ma l’intera economia del Paese. In tali circostanze è molto difficile credere che i negoziati cino-statunitensi su un accordo economico globale portino a risultati positivi. Con la Cina, Trump deve agire con estrema prudenza in quanto le economie statunitense e cinese sono strettamente legate e qualsiasi mossa brusca è dannosa. Quanto ai colloqui tra Trump e Xi, i giornalisti del Financial Times avevano ragione a dire che Xi “ha gettato un osso” a Trump e nient’altro. Fortunatamente i nostri vicini cinesi hanno capito a lungo che qualcosa va fatto verso l’attuale globalizzazione, perché non è favorevole ai Paesi in via di sviluppo e se certi Trump iniziano a cambiarla secondo le proprie idee, allora non ci sarà una globalizzazione ma un “colonialismo 2.0”. Se qualcun altro non vi lavora, allora è necessario costruire il proprio piano e Pechino non nasconde che la Nuova Via della Seta sostituisce la globalizzazione statunitense di cui non solo Pechino, ma anche Mosca e alcuni politici europei ne hanno avuto abbastanza, come coloro che recentemente hanno interrotto i negoziati sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti con gli Stati Uniti. La Nuova Via della Seta è un progetto per costruire un unico spazio economico ed infrastrutturale da Lisbona a Shanghai, necessariamente con la partecipazione di Mosca. La speranza cinese è che anche alcuni Paesi africani accedano al progetto. Nel complesso, i cinesi devono eliminare la dipendenza della loro economia dalle rotte marittime facilmente coperte dalla marina statunitense. Non è difficile prevedere che se si crea un blocco economico-commerciale, gli Stati Uniti forse non saranno proprio superflui, ma sarà chiaro a tutti che saranno emarginati da questa configurazione. Alcuna amministrazione degli USA ama questa prospettiva. Quindi, la creazione di instabilità in Asia centrale, Iran e Cina è una priorità per Washington nell’ostacolare questo grande progetto che minaccia di creare un modello alternativo di globalizzazione. La Cina lo sa e cerca di contrastarlo con l’aiuto degli alleati, il più importante dei quali è la Russia.
Con palese piacere, l’agenzia statale cinese Xinhua pubblicava un’intervista al Presidente della Duma Vjacheslav Volodin, che aveva parlato ai giornalisti cinesi assieme al Presidente del Comitato permanente del Congresso Nazionale del Popolo Zhang Dejiang, in visita in Russia. La tesi principale dell’intervista era: “Le relazioni tra Russia e Cina non dipendono dalla situazione internazionale“. I redattori di Xinhua notarono anche che il relatore della Duma di Stato apprezzava positivamente il progetto Nuova Via della Seta quale contrappeso alla frammentazione economica del mondo. Tradotto dal linguaggio diplomatico, questo significa approfittare del contrappeso cinese ai tentativi statunitensi di piegare l’intero pianeta ai propri fini. La visita a Mosca del capo del parlamento cinese era necessaria a coordinare l’arduo lavoro legislativo dei due Paesi sulla globalizzazione russa, cioè l’Unione economica eurasiatica, e la Nuova Via della Seta cinese. Putin e Xi hanno accettato di collegarli e ora il lavoro in questa direzione va svolto dai governi e parlamenti dei nostri Paesi. È fantastico che questo lavoro si svolga indipendentemente dai tentativi di Washington di minare la fragile pace nel pianeta e sedurre Mosca e Pechino con alcune carote diplomatiche e promesse a cui nessuno crede. E questo lavoro regolare sulla creazione di una corretta e giusta globalizzazione russo-cinese si svolge proprio davanti ai nostri occhi. Ma per qualche motivo se i media cinesi ne sono interessati, i media russi non lo sono. Questa situazione va corretta, altrimenti continueremo a vivere in uno spazio informativo deciso dai falsi sul web e dai redattori della CNN. E dopo tutto, vogliamo un futuro molto diverso.

Vladimir Putin e Vjacheslav Volodin

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’oro dei BRICS spinge lo Stato profondo degli USA alla disperazione

Covert Geopolitics 13 aprile 2017Sembra che il vero motivo per cui Trump ha capitolato allo Stato Profondo così in fretta è la decisione della leadership dei BRICS d’avviare il dumping del dollaro nel mutuo commercio e nella cooperazione economica tra i Paesi BRICS. Questa misura mette in serio pericolo l’ambiziosa promessa elettorale di Donald Trump di “rendere l’America ancora grande” con la ripresa economica e l’aggiornamento militare, mentre l’Alleanza BRICS inizia a chiedere al governo degli Stati Uniti di pagarne le risorse solo in valute concrete, le loro. Recentemente, Russia e Cina acceleravano la creazione di centri di cambio reciproci a Mosca e Pechino.
La Cina apre a Mosca una Banca di cambio per le transazioni in yuan
La creazione del centro di cambio permette ai due Paesi d’aumentare ulteriormente il commercio e gli investimenti bilaterali riducendo la dipendenza dal dollaro USA, creando un pool di liquidità in yuan in Russia e consentendo alle operazioni finanziarie e commerciali di agire senza problemi. Espandendo l’uso delle monete nazionali nelle transazioni, si potrebbe anche ridurre la volatilità dei tassi di cambio di yuan e rublo. Il centro di cambio è uno delle misure che Banca popolare cinese e Banca centrale russa guardano per approfondire la loro cooperazione”. (Sputnik)
Questo altamente coordinato rigetto del dollaro fu inaugurato 10 anni fa, nel 2007, dando il tempo sufficiente agli occidentali di adeguarsi alla nuova realtà, in cui l’Oriente non può restare a guardare mentre la controparte continua la propria politica estera regressiva, ricorrendo a una massiccia dimostrazione di forza culturale volta a correggere le false affermazioni tecnologiche occidentali, durante le Olimpiadi di Pechino dell’anno dopo. Tra l’altro, ciò che doveva essere un passaggio graduale dalla valute fiat a quelle basate sull’oro provocò il crollo finanziario occidentale del 2008, con massicce dimissioni di dirigenti bancari nel 2012 (qui), Libor e altre interessanti indagini sull’aggiotaggio e, infine, le inedite dimissioni di Papa Benedetto XVI nel 2013. Considerando la vastità delle economie BRICS, la decisione di scacciare il dollaro dovrebbe mettere la mafia khazara dove dovrebbe stare, nella pattumiera dell’irrilevanza.
Il bene dell’oro: perché Russia e Cina sono occupate ad acquistarlo
“Gli osservatori del mercato ritengono che le quantità di oro nei caveau delle banche centrali della Cina sono politicamente ampiamente sottostimate per non allarmare troppo Washington e Londra”, osservava Engdahl…“Le valute di Russia, Cina e altri Paesi eurasiatici diventano ‘buone come l’oro’, secondo il termine applicato al dollaro USA circa sei decenni fa. Il fatto che la Russia abbia anche un rapporto estremamente basso debito-PIL del circa 18% rispetto al 103% degli Stati Uniti, al 94% dei Paesi dell’eurozona e all’oltre 200% per il Giappone; dato di fatto che le agenzie di rating occidentali, impegnate nella guerra finanziaria del Tesoro degli Stati Uniti contro la Federazione russa, comodamente ignorano”, conclude Engdahl, sottolineando che la Russia è attualmente più sana dei Paesi occidentali sviluppati. (Sputnik)
L’invidiabile cooperazione Cina-Russia si estende ad agricoltura, commercio e finanza, militari ed energia. Il primo progetto energetico da 400 miliardi tra Cina e Russia ha reso irrilevanti tutti i meccanismi di controllo e le sanzioni economiche occidentali (qui).
Quindi, non sorprende che Vlad abbia coraggiosamente proclamato di scaricare il dollaro nel 2015. Al contrario, l’oligarchia occidentale, con la sua decadente influenza globale, deve sopravvivere con una ricchezza immaginaria esistente solo come bit per computer e bigliettoni di fantasia, massimizzando l’uso della potenza di fuoco militare, come avviene ora in Siria, Yemen, Afghanistan e Africa centrale, per sostenersi. Nello Yemen, mentre la Casa dei Saud collaborerebbe con il piano dei khazari d’indebolire l’influenza iraniana, re Salman è anche occupato a diversificare il portafoglio del suo regno, investendo nei Paesi dell’Asia orientale, con pochi acquirenti. Questo è un disperato seguito della riuscita “opzione sansone” del massiccio aumento della produzione di petrolio per far cadere la concorrenza di Russia, Iran, Venezuela e Stati Uniti, più di un anno fa. Ciò significa che la Casa dei Saud è pronta a passare dall’altra parte in qualsiasi momento. Ma la Russia, come la Cina, può dare ai sauditi un impegno calcolato più o meno similmente a quello con la Turchia. Dopo tutto, la Russia s’è già assicurata la sopravvivenza economica nell’alleanza BRICS e il maggiore impegno con i vicini orientali, soprattutto la comunità dell’ASEAN. Questa mossa tanto attesa del commercio esclusivamente in valute sovrane ha lo scopo di prendere per la gola il pericoloso serpente della controparte, ponendo fine a tutte le sue guerre di aggressione e all’esproprio di tutte le risorse del pianeta. Ciò cozza con i desideri del Lato Oscuro dell’umanità di eliminare se stessa. Tutte le guerre devono continuare, signor Trump. Ricordiamo che l’allontanamento dall’economia reale è opera dell’occidente, concepito per imporre l’indipendenza economica occidentale dalle risorse dell’Asia, dopo aver depredato una quantità considerevole di ricchezza sovrana all’Asia durante l’era di John F. Kennedy.
Da quando il presidente degli Stati Uniti Nixon abrogò unilateralmente il Trattato di Bretton Woods nel 1971, il dollaro USA non si basa più sull’oro; tuttavia, l’oro rimane la riserva di valore con cui la carta moneta non può competere. “In tempi di crisi finanziaria mondiale come nel 1930, l’oro è preferito dalle banche centrali e dai cittadini comuni come riserva di valore quando la carta moneta perde valore. Ci stiamo avvicinando a un altro di quei momenti in cui la carta del debito accumulata dal sistema del dollaro degrada il valore dei dollari di carta. Ciò che è molto significativo sotto tale luce è vedere come le banche centrali comprino tutto l’oro che possono”, afferma il ricercatore, autore e consulente di rischio strategico F. William Engdahl nel suo articolo per New Esatern Outlook. Qualsiasi tentativo delle economie controllate dagli Stati Uniti di ritornare alle proprie valute sovrane attraverso il rimpatrio oro dalla Federal Reserve, viene colpito da sicari economici, assassini veri e propri e rivoluzioni colorate. C’è la crescente preoccupazione che la Federal Reserve, che rifiuta i controlli dal 1953, in realtà non abbia lingotti d’oro sovrani in suo possesso. Anche l’occidente, che ha rinnegato il solenne patto concordato tra le parti più di cento anni fa, secondo cui quest’ultimo utilizzerà la competenza tecnologica per il progresso collettivo dell’umanità con le risorse minerarie e umane dell’Oriente. Hanno esagerato con la loro carta. Invece di usare le innovazioni tecnologiche per il bene di tutti, s’impegnano continuamente in conflitti regionali esteri che le loro agenzie istigano anni prima. L’uso continuato della potenza di fuoco militare degli Stati Uniti ha anche lo scopo di distruggere la propria reputazione nel mondo, mentre allo stesso tempo aggiungono la forza finanziaria al complesso militare industriale di proprietà degli stessi vampiri di sempre, senza eccezione. L’America protestante va distrutta, anche insieme agli altri governi rinnegati, a tutti i costi, per la gloria del vampiro del Vaticano e della piramide dei cartelli khazari. Il rivestimento d’argento di tutto ciò sono le persone che ora hanno dati sufficienti per valutare da sé quale sistema sia meglio, quali altri concetti geoeconomici vanno adottati e quale fazione geopolitica probabilmente risponderà a loro desideri ed aspirazioni. Non che l’intesa multimediale non faccia di tutto per sovvertire il Grande Risveglio.
Il gigante Google ha messo a punto una nuova funzionalità che possa presumibilmente discernere notizie false dai fatti… il dr. Robert Epstein dall’American Institute for Behavioral Research and Technology su questa funzione e le implicazioni pericolose delle imprese dal potere di definire la realtà. Epstein ha spiegato che Google da tempo sperimenta diversi modi con cui è possibile manipolare i risultati delle ricerche, anche prima che il concetto di notizie false divenisse popolare nell’ultima elezione”. (Sputnik) Si può sempre provare, ma il gatto è già fuori dal sacco. Ma chi sa se possa ancora avere successo, considerando la quantità di attenzione che la teoria della terra piatta ottiene. Sì, i media mainstream hanno svoltato di 180 gradi sulla loro stupida storia sul complottismo, ad esempio, “Nuova rivendicazione della sinistra: gli attacchi di Trump e Putin orchestrati in Siria sono una distrazione”… più o meno allo stesso modo con cui la macchina finanziaria occidentale ha fatto un’inversione a U dal proprio frutto noto popolarmente come capitalismo. Nell’ultimo vertice di Davos, non meno che il Presidente cinese Xi Jinping ha fatto ciò che equivale a un discorso della vittoria professando le virtù del capitalismo, mente l’occidente muove verso un socialismo pilotato dai progetti della “società senza contanti” e dal reddito di base universale (UBI), mentre la Cina continua a rimuovere i resti della politica protezionistica. In breve, la Cina di oggi è molto più capitalista dell’occidente, notano gli esperti finanziari. Ciò significa che l’oligarchia occidentale è stata sconfitta nel suo stesso gioco, ma deve rimanere al potere con l’uso della ricchezza privata immaginaria di cui i suoi cittadini non sanno nulla, almeno la maggioranza. Il passaggio alle monete immaginarie digitalizzate si presta perfettamente alla dittatura prevista applicando tecnologie invasive che, tra l’altro, la Cina contribuisce a realizzare.
All Systems Go: la Cina punta di diamante della nuova AI dal chip che simula il cervello umano
I ricercatori cinesi sviluppano un avanzato processore per l’intelligenza artificiale che dovrebbe aiutare la Cina a lanciarsi nel mercato globale dei chip; 1,4 milioni di dollari sono già stati stanziati a tale scopo dall’Accademia delle Scienze cinese, secondo Xinhua… Il nuovo processore IA prende il nome dal periodo geologico del Cambriano, che vide la vita sulla Terra divenire infinitamente più diversificata e sofisticata. Ciò a causa dell’enorme aiuto nella simulazione del funzionamento delle cellule nervose umane. Xinhua citava l’Accademia delle Scienze cinese secondo cui il chip Cambriano “sarà il primo processore al mondo a simulare le cellule nervose umane e le sinapsi per avere un apprendimento profondo”. (Sputnik) Ci sono molti modi con cui i cinesi potrebbero usare questa funzione. Oltre ai guadagni finanziari che otterrebbero vendendolo all’occidente che da troppo tempo vuole transumanizzare la propria popolazione, a un prezzo competitivo, si può anche usare per migliorare realmente le capacità fisica e mentale del popolo cinese ottenendo un notevole vantaggio sulle controparti occidentali. Nessuno dovrebbe sottovalutare le reali intenzioni dei veri maestri dell’arte della guerra. Per estensione, naturalmente, la Cina potrebbe anche avere la possibilità di un controllo più efficace sul comportamento di 1387 milioni di cinesi. (Addio democrazia, ciao tecnocrazia)
Ciò che è lampante è che mentre l’occidente volutamente deprime i propri cittadini, la Cina e il resto dell’Asia no. Secondo un esame PISA condotto in tutto il mondo nel 2015 su 540000 studenti, gli Stati Uniti hanno visto un calo di 11 punti nel punteggio medio in matematica (scesi da 28.mi a 35.mi), pur rimanendo relativamente piatti nella letteratura e nelle scienze. Quale Paese è in cima? Singapore, seguito da Hong Kong, Macao, Taiwan, Giappone, Cina, Corea, Svizzera, Estonia e Canada, completando i primi 10 posti in matematica (qui). Oltre a questi fatti, sull’alfabetizzazione globale, i BRICS hanno aumentato gli investimenti nella ricerca, “I Paesi BRICS Cina, India e Brasile rappresentano gran parte del drammatico aumento degli investimenti nella ricerca scientifica e delle pubblicazioni scientifiche. Dal 2002, la spesa globale per la ricerca scientifica è aumentata del 45 per cento, con più di 1000 miliardi di dollari. Dal 2002 al 2007, Cina, India e Brasile hanno più che raddoppiato la spesa per la ricerca scientifica, aumentando la quota collettiva di spesa nella ricerca globale dal 17 al 24 per cento. La pianificazione dello sviluppo della Cina ha preso di mira un certo numero di campi scientifici ed industrie connesse, come energia pulita, trasporto verde e terre rare. Dal 1999, la spesa della Cina per la ricerca scientifica è cresciuta del 20 per cento ogni anno fino a più di 100 miliardi di dollari. Entro il 2020, la Cina prevede di investire il 2,5 per cento del PIL nella ricerca scientifica…” e questo 10 anni fa.
Ciò dovrebbe sfatare l’idea che la Cina faccia parte del detto “problema-reazione-soluzione” praticato dai governanti occidentali. Allo stesso modo, il programma economico “One Road One Belt” guidato dalla Cina non ha lo scopo di realizzare e ampliare le proprie ambizioni imperiali, ma fornire una via alternativa all’umanità, dove tutti traggano vantaggio dai nostri lavori collettivi, risultati scientifici e risorse planetarie. La politica cinese ‘Fascia e Via’ è aperta a tutti i popoli.
Alla fine, saranno le nostre intenzione collettiva e forza di volontà che in ultima analisi decideranno dove questo pianeta vada realmente. E tocca solo a noi decidere se agire insieme o affermare la sovranità dell’individuo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come 39 commando sovietici sconfissero centinaia di mujahidin afghani

Nikola Budanovic, War History 22 giugno 2016L’assedio di Khost
La città di Khost fu parzialmente assediata per otto anni dai mujahidin. Nel 1980, la guarnigione sovietica era nella città e la pista di atterraggio fu utilizzata ampiamente per 8 anni. La città era circondata dai mujahidin coordinati dai servizi segreti pakistani (ISI) che addestrarono i ribelli in complesse tattiche di guerriglia per affrontare un nemico tecnologicamente superiore. Negli ultimi mesi del 1987, l’assedio divenne insopportabile, con i sovietici nella città completamente separati dal resto dell’esercito.

Operazione Magistrale
L’Operazione Magistrale fu il riuscito tentativo di togliere l’assedio di Khost. Quando le linee erano troppo sottili, il comando sovietico organizzò un’operazione per evacuare gli uomini bloccati nella città. Tutte le strade che collegavano Khost alle aree sovietiche erano bloccate e la città dipendeva dai rifornimenti via elicottero. I mujahidin erano sulle colline che circondavano la città, in agguato, assediandola. L’autostrada tra Gardez e Khost divenne un mito, i suoi difensori furono spesso indicati come “fantasmi” per la tattiche mordi-e-fuggi. Fu un assedio invisibile, i mujahidin erano ben nascosti nelle montagne circostanti e sempre pronti a tendere un agguato usando le alture come posizione d’attacco ideale. Uno dei principali vantaggi fu l’ampio uso di missili Stinger, forniti dalla CIA e dotati di sistema di puntamento agli infrarossi. Ciò permise ai mujahidin di minacciare gli elicotteri che proteggevano i convogli, lasciando così le truppe di terra impotenti in caso d’imboscata.

La tattica dei manichini
Al fine di attrarne il loro, i sovietici ingannarono i mujahidin effettuando un’operazione di aviosbarco fasulla, inviando un aereo da trasporto che sembrava trasportasse paracadutisti. Ma il velivolo, volando non molto alto, era un aereo da ricognizione che fotografava la zona. I sovietici gettarono una squadra di manichini che, in un primo momento, sembravano paracadutisti. Gli afghani immediatamente aprirono il fuoco, cercando di ucciderne il maggior numero prima di raggiungere il suolo. L’aereo ricognitore inviò le coordinate delle posizioni dei mujahidin e l’artiglieria sovietica aprì un tiro di sbarramento devastante. Fu il primo passo per rompere l’assedio di Khost e la prima fase dell’Operazione Magistrale. L’Alto Comando sovietico aveva subito un’umiliazione con le campagne non riuscite in Afghanistan; l’Operazione Magistrale era destinata a riscriverle.

La presa di Quota 3234
Se la guerra sovietico-afghana era il Vietnam dell’Unione Sovietica, la battaglia per Quota 3234 fu la Ripcord del FSB. La collina chiamata per l’altitudine di 3234 metri divenne uno dei più gloriosi simboli della guerra sovietica. Il successo difensivo di un piccolo distaccamento di paracadutisti contro un nemico numericamente superiore fu utilizzato nella propaganda del dopoguerra per presentare il conflitto come una vittoria dell’Unione Sovietica nella liberazione democratica delle tribù arretrate dell’Afghanistan. La collina si dimostrò uno dei punti più vitali per controllare l’“autostrada della morte”. Il 7 gennaio 1988, 39 membri della 9.na Compagnia del 345.mo Reggimento aeroportato della Guardia furono eliportati sulla collina. Il 7 gennaio è il natale ortodosso, aggiungendo simbolismo alla battaglia. La missione era proteggere il perimetro, trincerarsi e tenere la collina da cui potevano osservare e controllare gran parte della strada che si estendeva sotto verso la città assediata. Questi 39 soldati sbarcarono nel mezzo del territorio controllato dal famigerato Hezb-i Islami di Jalaludin Haqani, le cui truppe erano note per la crudeltà. Jalaludin Haqani era il principale collegamento con i servizi segreti pakistani.

Inizia la battaglia
Avuto il tempo di stabilire un perimetro difensivo, i mujahidin attaccarono. Il distaccamento sovietico era composto da veterani che ben conoscevano le tattiche usate dai mujahidin e dai loro consiglieri pakistani. Anche se i paracadutisti sovietici non avevano armi pesanti, ebbero un significativo sostegno dall’artiglieria, gli afghani impiegarono contro la collina tutto il loro arsenale, mortai, cannoni senza rinculo, Stinger, RPG e mitragliatrici pesanti DShK. Il fuoco scese sui 39 difensori, ma non mollarono la presa. Mentre l’artiglieria terminò il tiro di sbarramento, apparve evidente che i mujahidin stavano per lanciare un assalto della fanteria, per sopraffare con il numero la collina. Attaccarono da due direzioni con una forza di circa 200-250 guerriglieri. L’attacco coordinato indicò che non erano abitanti dei villaggi locali armatisi per difendere le case, ma una forza organizzata dai forti addestramento e comando. Era ovvio che combattevano Jalaludin Haqani e i mujahidin addestrati dai pakistani. Durante la battaglia, l’unità sovietica era in costante comunicazione con il comando e ricevette tutto ciò che il comando della 40.ma Armata aveva da offrire come supporto di artiglieria, munizioni, rinforzi ed elicotteri per evacuare i feriti. I commando sovietici respinsero 12 attacchi mantenendo la collina. La lotta finì all’alba del giorno dopo, quando i mujahidin esausti decisero di ritirarsi. Dopo la battaglia, molti mujahidin morti furono trovati indossare uniformi con rettangoli a strisce nero-giallo-rosse, che indicavano che le forze speciali pakistane furono direttamente coinvolte nell’attacco.

Conseguenze
Date le circostanze, le perdite sovietiche furono basse, solo sei dei 39 uomini morirono nello scontro. D’altra parte, 28 dei rimanenti 33 uomini furono feriti. Due dei soldati uccisi furono insigniti della Stella d’Oro di Eroe dell’Unione Sovietica, la massima onorificenza militare dell’Unione Sovietica. Tutti gli uomini della compagnia ricevettero l’Ordine della Bandiera Rossa e l’Ordine della Medaglia Stella Rossa. Le perdite dei mujahidin, secondo fonti sovietiche, furono circa 200 morti e feriti. Dopo che i cadaveri furono studiati si ebbe la prova del coinvolgimento del Pakistan nel conflitto; l’Unione Sovietica si appellò alle Nazioni Unite, ma l’accusa passò inosservata. Le relazioni tra i due Paesi si deteriorarono durante la guerra, raggiungendo il livello più basso dopo la battaglia per Quota 3234.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora