Ulteriori dati sull’attacco dei droni in Siria

Alessandro Lattanzio, 11/1/2018Il capo del Comitato del Consiglio della Federazione su Difesa e Sicurezza, l’ex-comandante dell’Aeronautica Militare russa Viktor Bondarev, dichiarava che solo gli Stati Uniti avrebbero potuto fornire i velivoli senza pilota che avevano attaccato le basi militari russe in Siria, il 6 gennaio. “Chi sia dietro i terroristi, penso, è chiaro a tutti. Chi ha fornito i droni che hanno bombardato le nostre basi non poteva che essere uno Stato tecnologicamente forte, concedendo ao terroristi la tecnologia per navigazione satellitare, sensori barometrici e telecontrollo del lancio di ordigni esplosivi, assemblati professionalmente, sulle coordinate assegnate. Gli Stati Uniti, prima col pretesto di combattere un regime totalitario e di sostenere le forze di opposizione che presumibilmente difendevano gli interessi della democrazia, invasero senza mandato ONU un Paese sovrano, iniziando ad alimentare la guerra civile, armando, finanziando e addestrando organizzazioni terroristiche e poi, dopo esser stati sconfitti i principali gruppi di banditi, risparmiando i sopravvissuti. Ora, insieme ai Paesi subordinati, forniscono ai terroristi UAV ad alta tecnologia“, e concludeva che gli attacchi terroristici alle basi militari russe in Siria erano un tentativo di destabilizzare il Paese.
Il Ministero della Difesa russo affermava che l’attacco dei droni era stato lanciato da un’area controllata dai turchi nella “zona di descalation” della provincia d’Idlib, “È stato stabilito che i droni sono stati lanciati dall’area di Muazara, nel sud-ovest dell’area di descalation d’Idlib, controllata da cosiddette unità dell'”opposizione moderata”. Pertanto, il Ministero della Difesa russo ha inviato lettere al capo di Stato Maggiore turco generale Hulusi Akar e al capo della National Intelligence Organization turco Hakan Fidan. Tali documenti hanno dichiarato la necessità dell’attuazione da parte di Ankara dell’impegno a garantire il cessate il fuoco delle unità armate e di potenziare lo schieramento dei posti di osservazione nell’area di de-escalation d’Idlib, allo scopo d’impedire simili attacchi a qualsiasi struttura”.
Secondo Krasnaja Zvezda i droni utilizzati dai terroristi erano dotati di sensori barometrici e servosistemi per il controllo del volo. Inoltre, i congegni esplosivi improvvisati agganciati ai droni dei terroristi avevano spolette di fabbricazione estera. I droni usavano moderni sistemi di guida basati su GPS, di un tipo mai usato da alcuna organizzazione terroristica. Se la sala operativa che guidò l’attacco non si trovava nella stessa area del sito di lancio dell’attacco, ciò indicherebbe la complessità dell’operazione e che i terroristi presenti nell’area di lancio sapevano che l’esercito turco non li avrebbe disturbati. In precedenza, la base aerea di Humaymim, il 3 gennaio 2018, era stata attaccata con dei mortai che uccisero due soldati russi e danneggiarono un velivolo russo. L’attacco effettuato da un gruppo terroristico infiltratosi dalla vicina zona di descalation, indicando ampie pianificazione ed intelligence sulla situazione presso la base.
I russi conclusero che l’attacco nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2018 avesse carattere insolito; i 13 droni avevano un’apertura alare di poco più di 2 metri e ciascuno portava 10 granate di circa 400 grammi di esplosivo e biglie capaci di sporgersi per un raggio di 50 metri. L’esplosivo usato era unico e potente, e non poteva essere prodotto che da Paesi avanzati. La società ucraina ShZhR veniva indicata tra i produttori di tale esplosivo. Uno dei droni aveva un sistema video per monitorare l’attacco e correggere la rotta se necessario.

Il presidente Erdogan continua le ostilità contro il governo siriana e a mantenere l’alleanza coi gruppi jihadisti, come al-Qaida, che occupano la provincia d’Idlib e certamente diretti responsabili di tali attacchi. “Il fatto che al-Qaida indisturbata lanci attacchi coi droni dalla zona di de-escalation controllata dalle forze turche, dimostra che i legami tra governo Erdogan ed al-Qaida non si sono rotti e che i militari turchi ne coprono le attività”. Sempre presupponendo che l’intelligence turca non avesse avuto un ruolo diretto negli attacchi. Difatti, non sarebbe una sorpresa se l’attacco dei droni fosse stato coordinato tra turchi e statunitensi, irritati dalla presenza delle basi russe in Siria.
Quest’ultima azione era stata preceduta dal misero fallimento del tentato cambio di regime in Iran, dal riavvio del dialogo tre le due Coree e dal viaggio del presidente francese Macron in Cina, dove invitava il Presidente Xi ad esportare in Europa il “miracolo economico” cinese. La Cina rispondeva al clima di minacce a Russia e Iran, costruendo una base militare nella provincia afghana del Badakhshan, nell’ambito della cooperazione su sicurezza e antiterrorismo tra Afghanistan e Cina, e con una serie di test del missile DF-16, dalla gittata di oltre 1000 km, estremamente accurato e schierato su autoveicoli in tutto il territorio cinese e sul Mar Cinese Meridionale. “In passato, avevamo solo lo spirito d’acciaio. Ora abbiamo molti sistemi, quindi abbiamo bisogno di uno spirito ancora più ferreo e deciso nell’impiegarli“, aveva dichiarato Xi ai soldati dell’ELP.
Nel frattempo il test del sistema antibalistico Arrow-3, progettato congiuntamente da Israeli Missile Defense Organization e US Missile Defense Agency, veniva rinviato per la seconda volta a causa di problemi nel collegamento dati tra il missile intercettore e i sistemi a terra. Il test non era tecnicamente un “fallimento” dato che il missile non è mai decollato, osservava il Jerusalem Post. A dicembre, il missile bersaglio che l’Arrow avrebbe dovuto intercettare “non era conforme ai parametri di sicurezza“. “Nel caso odierno, è stato deciso d’interrompere il processo ancor prima che l’intercettore e tutti i suoi sistemi di supporto fossero attivati“. L’Arrow-3 compì il primo test riuscito nel 2013, secondo l’agenzia della difesa missilistica degli Stati Uniti. Il missile antibalistico deve integrare i sistemi di difesa missilistica israeliana Arrow-2, Fionda di Davide e Iron Dome. L’Arrow-3 dovrebbe neutralizzare i missili balistici nemici fuori dall’atmosfera terrestre.Fonti:
Covert Geopolitics
Interfax
Sputnik
Sputnik
The Duran

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Massicci attacchi aerei alla Siria

Alessandro Lattanzio, 9/1/2018Nella notte tra 5 e 6 gennaio, dichiarava il Ministero della Difesa russo, i terroristi lanciavano un attacco contro la base aerea di Humaymim e verso Tartus impiegando 13 droni: 10 contro Humaymim e 3 contro Tartus. Tutti i droni venivano intercettati: 7 venivano abbattuti dai sistemi di difesa aerea Pantsir e 6 dai sistemi di guerra elettronica. 3 droni venivano catturati ed esaminati. I droni sarebbero stati lanciati da circa 50 km di distanza, navigando via GPS. Dei 6 bersagli aerei colpiti dalle difese elettroniche dell’unità antiaerea russa, 3 venivano fatti precipitare nell’area di controllo della base e gli altri 3 venivano fatti atterrare al suolo. I 7 droni distrutti furono obiettivo dei sistemi di difesa aerea di punto Pantsir-S delle unità da difesa aerea russa. Non ci furono vittime o danni alle installazioni militari russe. Il Ministero della Difesa russo dichiarava, “Le strutture militari russe non hanno riportato né vittime né danni: la base aerea russa di Humaymim e il centro logistico di Tartus continuano ad operare come previsto. Durante le ore notturne, le strutture della difesa aerea russa hanno rilevato 13 obiettivi aerei di piccole dimensioni che si avvicinavano ai mezzi militari russi: dieci UAV da combattimento si avvicinavano alla base aerea russa di Humaymim e altri 3 al centro logistico di Tartus“.Le competenze tecniche dei terroristi per poter attaccare le strutture russe in Siria possono essere state fornite solo da Paesi dotati di elevate capacità tecnologiche, che hanno fornito sistemi di navigazione via satellite e di controllo a distanza per lo sgancio sulle coordinate designate degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), contenenti esplosivi di fabbricazione straniera, di cui erano dotati i droni. Tutti i droni erano anche dotati di sensori ad infrarossi e sistemi di controllo in volo. “Le soluzioni ingegneristiche utilizzate dai terroristi per attaccare le strutture russe in Siria possono essere state fornite solo da un Paese con un alto potenziale tecnologico, fornendo navigazione satellitare e controllo a distanza per il lancio degli ordigni autoassemblati sui bersagli designati“.
Un velivolo Boeing P-8 Poseidon dell’US Navy era in missione di spionaggio nell’area tra la base aerea russa di Humaymim e la base navale di Tartus in Siria quando i militanti tentarono di attaccare le strutture con i 13 droni, “…Questo ci costringe a dare una nuova occhiata alla strana coincidenza che, durante l’attacco dei droni dei terroristi alle strutture militari russe in Siria, un aereo da ricognizione dell’US Navy Poseidon pattugliasse sul Mar Mediterraneo da più di 4 ore ad una quota di 7mila metri, tra Tartus e Humaymim“, dichiarava il Ministero della Difesa russo. Il Pentagono si precipitava a dichiarare che tali droni sarebbero stati acquistati sul “mercato aperto”, dimostrando di sapere di che tipo di modelli si trattasse. “Quali sono le tecnologie di cui parla?“, domandava un portavoce del Ministero della Difesa russo al Pentagono, chiedendogli di rivelare dove tale mercato si “localizzasse e quale servizio speciale vendesse dati della ricognizione spaziale” ai terroristi.Il 9 gennaio, tra le 2:40 e le 4:15, le forze israeliane effettuavano 3 attacchi missilistici contro Qatifah, presso Damasco: da velivoli che volavano sullo spazio aereo libanese, con 2 missili superficie-superficie dal Golan, e con 4 missili superficie-superficie dalla zona di Tiberiade, in Israele. Le difese aeree siriane distruggevano 3 missili e abbattevano 1 velivolo israeliano.Fonti:
Anàlisis Militares
Anàlisis Militares
MoD Gov. Syria
MoD Mil. Russia
Sputnik
TASS

Forze Armate russe: nel 2017 salto qualitativo nella capacità d’attacco ad alta precisione

Alex Gorka SCF 02.01.2018Un’ampia panoramica della capacità militare della Russia nel 2017 mostra che le Forze Armate riorganizzate e riarmate sono radicalmente diverse rispetto a prima. Lezioni sono state apprese rendendole molto più efficiente della forza che difese l’Ossezia del Sud e le forze di pace russe dall’aggressione della Georgia nel 2008. Le Forze Armate attraversano un periodo di passaggio ad armi ad alta precisione e altamente sofisticate. Rivolgendosi al Consiglio del Ministero della Difesa, il Presidente Vladimir Putin affermava che il nuovo programma di Armamento di Stato 2018-2027 pone l’accento soprattutto sull’equipaggiamento delle Forze con armi ad alta precisione aeree, terrestri e navali. Il 2017 è stato l’anno in cui le Forze Armate russe hanno utilizzato i missili Kalibr, lanciati dal mare, Kh-101 dall’aria e Iskander dalla superficie, in Siria. La riunione del consiglio del dicembre 2017 per la prima volta ammetteva pubblicamente l’uso dell’Iskander in Siria.
Nel 2017, il sistema entrò in servizio con la 152.ma Brigata della Guardia di stanza nella regione di Kaliningrad in risposta ai rinforzi della NATO al confine con la Russia. In Siria, Iskander era solito centrare obiettivi prioritari. Accuratezza, gittata ed affidabilità gli consentono di operare in alternativa alle forze aeree sottoposte alle contromisure attive del nemico, come caccia le difese aeree. L‘Iskander-M ha una gittata di 500 km e ha un errore circolare probabile (CEP) di 5-7 metri. Il missile balistico viaggia alla velocità ipersonica di 2100-2600 m/s (Mach 6-7) ad una quota di 50 km e può essere reindirizzato in volo in caso di bersagli mobili. Occorrono solo 10 minuti per prendere posizione e sparare. La gittata del sistema è sufficiente a coprire quasi l’intero territorio della Siria. Può lanciare missili da crociera per colpire obiettivi fissi e missili balistici per abbattere risorse di alto valore del nemico su un campo di battaglia. Iskander può colpire molto prima di un aereo, che deve decollare, coprire le distanze e prendere posizione per lanciare le armi. Nel 2017 fu annunciato che gli Iskander sostituiranno i vecchi sistemi missilistici balistici Tochka-U entro il 2020, nell’ambito del piano di ristrutturazione e miglioramento in corso. L’anno scorso i militari russi iniziarono a formare ed addestrare unità speciali di osservatori che fornivano le coordinate ai missili Iskander lanciati e in volo verso il bersaglio. In Siria, gli osservatori operano al tergo del nemico.
Il missile aria-superficie stealth Kh-101 lanciato dai bombardieri strategici Tu-95MS e Tu-160 fu collaudato nel 2017, utilizzato per imporre uno schiacciante “scuoti e spaventa” ai nemici in Siria. L’esperienza dimostra che è molto affidabile. La gittata è di 5000 km. Le prove video fornite dai droni confermano che tutti gli obiettivi furono centrati. Il missile fu testato nel 2015 e 2016 per l’impiego nell’ambito dei piani operativi del 2017. Nel 2017, i missili Kh-101 distrussero le infrastrutture del nemico a Dayr al-Zur. A luglio, i missili distrussero tre grandi depositi di armi e munizioni e un centro di comando dei terroristi vicino Uqayribat, nella provincia di Hama. L’attacco avvenne con un raggio di circa 1000 chilometri. L’esperienza siriana viene utilizzata per sviluppare un nuovo missile da crociera aria-superficie. La società Tactical Missiles Corporation lavora sull'”Articolo 715″ o 9A2362. Il missile è in realtà una versione ridotta del Kh-101 destinata ai bombardieri a lungo raggio Tu-22?3 e ai velivoli tattici Su-34, Su-30, Su-35 e Su-57.
I missili navali Kalibr sono impiegati dal 2015. La loro gittata supera i 1500 km, inferiore a quella del Kh-101. Il punto forte: il missile può essere installato su quasi tutti i tipi di navi. I marinai russi chiamano “calibrazione” la capacità di adattarsi ai vari tipi di navi di superficie e sottomarini. Nel 2017 fu annunciato che i missili Kalibr verranno installati sulle nuove corvette classe Steregushij (Proekt 20380). Al momento, le navi di questa classe sono armate con missili antinave Kh-35U. Il processo di “calibrazione” comprende i Leader, nuovo rompighiaccio destinato a spezzare lastre di ghiaccio di 4,5 metri di spessore e mantenere aperte le rotte del Mare del Nord e dell’Artico tutto l’anno. È insolito, qualcosa che nessun altro ha fatto. Il Leader non è una nave da guerra ma trasporta contenitori speciali con sistemi d’arma, compresi i missili antinave Kh-35 e Kalibr. Come si nota, il Kalibr consente di avere una flotta ben armata a costi relativamente bassi in grado di colpire bersagli di superficie e terrestri da varie piattaforme e a migliaia di chilometri di distanza.
Il 3M22 Tzirkon, missile da crociera ipersonico, effettuava i test nel 2017, quindi potrebbe entrare in produzione quest’anno, come previsto. Ha una velocità di Mach 5-6 (7400 chilometri all’ora). Alla quota di crociera di 30000 m, la sua energia cinetica all’impatto è 50 volte quella degli esistenti missili antinave. Il proiettile può coprire 155 miglia in 2,5 minuti, più veloce di un proiettile da fucile di precisione. Il nemico non avrà il tempo di spaventarsi, per non parlare di reagire. Dovrebbe entrare in produzione quest’anno.
Il 2017 sarà ricordato dalle Forze Armate russe come l’anno in cui si sono compiuti grandi passi verso l’armamento con armi convenzionali a lunga gittata ed alta precisione. È un salto qualitativo che rende i militari russi secondi a nessuno.Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

Sette ragioni per respingere la tesi dei missili “iraniani” agli yemeniti

Filip Vuković, Balkans Post 15 dicembreNikki Haley, l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, mostrava “prove concrete” che l’Iran viola le risoluzioni delle Nazioni Unite fornendo armi alle forze di Ansarullah, gruppo ribelle nello Yemen. “In questo magazzino ci sono prove concrete della proliferazione illegale di armi iraniane, raccolte dagli attacchi diretti ai partner della regione“, ha detto di fronte ai resti di un missile balistico delle dimensioni di un’automobile, durante la conferenza stampa presso la Base Anacostia-Bolling di Washington, DC. Gesticolando col missile dietro, invocava sanzioni internazionali maggiori contro l’Iran. Prima di Haley, i funzionari sauditi avevano mostrato i resti del missile in TV, nel tentativo di convincere gli spettatori che fosse stato effettivamente abbattuto. “Questi sono i pezzi recuperati di un missile sparato dai miliziani huthi dallo Yemen all’Arabia Saudita“, aveva detto Haley. “L’obiettivo dal missile era un aeroporto civile di Riyadh dove transitano ogni giorno decine di migliaia di passeggeri: immaginate se questo missile fosse stato lanciato sull’aeroporto Dulles o JFK o di Parigi, Londra o Berlino. La lotta all’aggressione iraniana è la lotta del mondo“, aggiungeva. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno dato al Pentagono le parti recuperate dei missili. Un frammento includerebbe il marchio del Gruppo Industriale Shahid Bagheri (SBIG), produttore di missili iraniani. “Questi sono iraniani, sono stati inviati e consegnati dagli iraniani“, aveva detto. L’Esercito yemenita, appoggiato da Ansarullah, il 5 novembre dichiarava che un missile balistico a medio raggio Burqan-2 (Vulcano-2) aveva centrato l’aeroporto internazionale Re Qalid, 35 chilometri a nord della capitale saudita Riyadh. I funzionari sauditi inizialmente negarono che il missile avesse colpito l’aeroporto, sostenendo che fu abbattuto dai sistemi missilistici Patriot di fabbricazione statunitense e progettati per contrastare le minacce missilistiche. Tuttavia, una squadra di esperti statunitensi utilizzando immagini satellitari, foto e spiegazioni scientifiche, dimostrava che il missile era effettivamente caduto vicino a una delle piste dell’aeroporto.

Risposte internazionali
Smentendo le dichiarazioni degli Stati Uniti secondo cui l’Iran invia missili balistici, il movimento huthi dello Yemen sostiene che le accuse servono a distrarre dal riconoscimento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di Gerusalemme capitale d’Israele. Abdalmaliq al-Ajri, alto funzionario huthi, dichiarava che lo Yemen lancia missili in Arabia Saudita contro l’aggressione del regno allo Yemen iniziata nel 2015. “Dopo tre anni di guerra, gli USA trovano improvvisamente prove che l’Iran sostiene gli huthi“, scriveva su twitter. “Gli USA non hanno trovato alcuna prova nei missili sparati dallo Yemen finora. La storia è chiara: vogliono dare ai sauditi una storia per distogliere l’attenzione da Gerusalemme, invece di arrabbiarsi con Israele, sventolano lo spauracchio iraniano“, aggiungeva. La missione dell’Iran alle Nazioni Unite respinse categoricamente l’affermazione di Nikki Haley secondo cui il missile sparato in Arabia Saudita dallo Yemen sarebbe stato fornito dall’Iran, descrivendone le affermazioni come infondate. In una dichiarazione rilasciata lo stesso giorno, la missione denunciava le accuse statunitensi come “irresponsabili, provocatorie e distruttive“, affermando che “tale presunta prova… è fabbricata tanto quanto quelle presentate in altre occasioni“. Nella dichiarazione, i diplomatici iraniani rispondono che “tali accuse cercano anche di coprire i crimini di guerra sauditi nello Yemen, con la complicità statunitense, e distolgono l’attenzione internazionale e regionale dalla guerra d’aggressione agli yemeniti in stallo che finora ha ucciso otre 10000 civili, creato tre milioni di sfollati, paralizzato le infrastrutture e il sistema sanitario dello Yemen e spinto il Paese sull’orlo della peggiore carestia che il mondo abbia visto in decenni, come l’ONU avvertiva“. “Mentre l’Iran non ha fornito missili allo Yemen, tali iperboli servono le altre agende statunitensi in Medio Oriente, come coprire l’avventurismo nella regione e il supporto sfrenato al regime israeliano“, si legge nella dichiarazione, che sottolineava inoltre “il diritto degli yemeniti all’autodifesa” e ribadiva che il conflitto nel Paese non aveva una soluzione militare. Anche Gholam-Ali Khoshrou, l’ambasciatore iraniano all’ONU, ha respinto le affermazioni dell’omologa statunitense e affermava che lo “show” di Haley era semplicemente volto a coprire le armi di Washington al regime saudita, che hanno ucciso donne e bambini yemeniti. Mohammad Javad Zarif, ministro degli Esteri iraniano, ha anche confrontato le accuse di Haley all’Iran a quelle di Colin Powell che nel 2003 sostenne che l’Iraq nascondesse armi di distruzione di massa per giustificarne l’attacco. Farhan Haq, viceportavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, aveva messo in dubbio le affermazioni di Arabia Saudita e Stati Uniti, affermando che persino l’ONU non poteva confermare l’origine dei missili.

Le affermazioni del Pentagono
Il Pentagono ha mostrato rottami di ciò che i funzionari definivano missili balistici Qiam iraniani lanciati dallo Yemen, il 22 luglio e il 4 novembre, sull’aeroporto internazionale Re Qalid vicino Riyadh. I funzionari spiegavano perché il Pentagono credeva che provenissero dall’Iran, indicando la “sigla dello SBIG” e “disegni unici” delle armi iraniane. “Il punto di tale dimostrazione è che solo l’Iran realizza questo missile, ma non l’ha ceduto a nessun altro“, dichiarava Laura Seal, portavoce del Pentagono. Seal aveva detto che gli USA non sapevano quando il missile fu esportato dall’Iran, aumentando la possibilità che fosse stato trasferito agli huthi prima della risoluzione ONU del 2015 che sanciva l’accordo nucleare tra Iran e potenze mondiali, come gli Stati Uniti. Un allegato alla risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite invita tutti i Paesi ad impedire “fornitura, vendita o trasferimento di armi o materiale connesso dall’Iran con navi o aeromobili di bandiera e indipendentemente che provenissero o meno dall’Iran“, fino al 2020. Ciò ha esteso l’attuale divieto di esportazione di armi in vigore dal 2007.

Analisi
Il missile in questione non è un Qiam o altro missile iraniano per i seguenti motivi:

1. Missile balistico Qiam
Il Qiam è un missile balistico a corto raggio (SRBM) iraniano originariamente testato nell’agosto 2010. È una versione modernizzata dell’iraniano Shahab-2, copia del nordcoreano Hwasong-6, derivato dal missile sovietico Scud-C. Un missile a due stadi, progettato per ridurre notevolmente i tempi di preparazione al lancio rispetto ai modelli precedenti con propellenti liquidi, e senza pinne alla base del primo stadio. Il Qiam ha una gittata di 750 km, una lunghezza di 11,5 metri, un diametro di 0,855 metri e un peso di 6155 chilogrammi. Le dimensioni del Shahab-2 sono quasi identiche. Ora, perché il Pentagono afferma di aver mostrato un Qiam, non uno Shahab-2? La risoluzione 1747 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, approvata il 24 marzo 2007, impose l’embargo sulle armi all’Iran. Considerando che il Qiam è entrato in servizio nel 2010, ciò implicherebbe che la presunta esportazione nello Yemen violasse la risoluzione ONU (periodo post-2007), dato che lo Shahab-2 è entrato in servizio nei primi anni ’90, sarebbe difficile dimostrare che l’Iran non l’avesse esportarlo tra il 1990 e il 2007.

2. Prova numerica
Un elemento cilindrico dei resti mostra i segni numerici (4-9) attorno ai piccoli fori del serbatoio del carburante e dell’ossidante (con i tubi del carburante e sfiati ossidanti), e se si confrontano con quelli del Qiam visualizzati nella base missilistica sotterranea iraniana nel 2015, sembrano adattarsi perfettamente. Tuttavia, si adattani perfettamente anche alla maggior parte dei modelli derivati dallo Scud perché la parte centrale è identica. Le testate e le pinne variano in dimensioni e forma, ma non sopravvivono al volo.3. Design iraniano “unico”
Come già accennato, il Qiam si basa fondamentalmente sul missile Scud sovietico, gli altri derivati sono gli iraniani Shahab-1 e Shahab-2, i nordcoreani Hwasong-5, Hwasong-6 e Hwasong-9, gli iracheni al-Husayn, al-Hijarah e al-Abas e infine gli yemeniti Burqan (Vulcano). Hanno tutti qualcosa in comune: un diametro di 0,855 metri e una disposizione dei fori (numerati). Qiam infatti ha un design unico per la testata a quattro coni e un corpo senza pinne, ma il Pentagono non ha mostrato alcuna di tali caratteristiche uniche, solo un serbatoio tipico della famiglia di missili.

4. Sigla “Shahid Bagheri
Secondo tutti i rapporti disponibili riguardanti il programma missilistico iraniano pubblicati negli ultimi venti anni da IISS, CSIS, FAS e Jane, lo Shahid Bagheri Industrial Group (SBIG) è responsabile solo della produzione di missili a propellente solido, a partire dagli Oghab e Fajr-3 di metà anni ’80. D’altra parte, i progetti di missili a combustibili liquidi iraniani sono responsabilità di un’altra società, lo Shahid Hemmat Industrial Group (SHIG). Dato che il Qiam è senza dubbio un missile con primo stadio a propellente liquido (presumibilmente noto al Pentagono), sicuramente non ha nulla a che fare col gruppo Shahid Bagheri.

5. Trasferimento in “piccoli pezzi”
Questa affermazione è di Adil al-Jubayr secondo cui “il missile era stato contrabbandato nello Yemen in parti e assemblato dagli agenti iraniani“. Il ministro degli Esteri saudita ritiene quindi che i missili balistici siano dei giocattoli Lego, che possono essere facilmente smontati in centinaia di piccoli pezzi e poi assemblati con un buon manuale in persiano. Nella realtà, la costruzione del corpo del missile è estremamente sensibile e come prodotto finito viene trasferito lentmente. Lo stadio più grande del Qiam (o Shahab-2) ha una lunghezza di nove metri e un peso di qualche tonnellata, quindi contrabbandarlo in un Paese sotto blocco navale e aereo appare una fantasia. Prima che l’Iran costruisse il principale centro spaziale con un grande edificio per l’assemblaggio orizzontale, in precedenza radunava i missili a Teheran e li portava a 200 km, nella Provincia di Semnan, per il lancio. Lo Yemen non ha tali strutture, generalmente grandi, esposte e vulnerabili, specialmente agli attacchi aerei. Questo è il tipico trasferimento di Scud:Il primo stadio di uno Scud portato in Russia

6. Vera origine dei missili yemeniti
Sia i funzionari iraniani che quelli yemeniti smentivano il trasferimento del Qiam o di qualsiasi altro missile balistico iraniano nello Yemen, e prima di qualche giorno fa, non c’era un solo rapporto sul trasferimento di Qiam o Shahab-2 nello Yemen. Inoltre, l’Esercito yemenita pubblica le foto dei suoi missili balistici a corto raggio (in deposito e al lancio), ed è chiaro che hanno le pinne (cioè non sono Qiam). I Burqan non sono missili yemeniti, ma furono importati e rinominati, ma non dall’Iran o dall’Iraq. I primi missili Scud giunsero nello Yemen direttamente dall’Unione Sovietica nel 1979, che in seguito ne ricevette anche dalla Corea democratica. Nel 2002, i marines spagnoli salirono a bordo della nave coreana “So San” nel Mar Arabico, che trasportava 15 missili Scud (Hwasong-5) per lo Yemen. Il sensazionale assalto delle unità navali spagnole fu inizialmente celebrato dai media occidentali, dato che Washington pensava fosse destinato all’Iraq, ma presto divenne un imbarazzante incidente politico. Il ministro degli Esteri yemenita inviò una lettera molto dura all’ambasciatore statunitense, spiegando che i missili erano destinati all’esercito yemenita e dovevano essere immediatamente inviati nello Yemen perché la vendita dei missili Scud non era proibita dal diritto internazionale. Lo Yemen era autorizzato a riceverli e non fu accusato della transazione.

7. Affermazioni saudite simili
Prima degli Stati Uniti, i sauditi fecero molte affermazioni ugualmente incoerenti e illogiche sui missili yemeniti e “iraniani”. Nell’ottobre 2016 affermarono che “gli huthi presero di mira la Mecca“, un misero tentativo di avere il sostegno dei musulmani da tutto il mondo, e anche di demonizzare due Paesi a maggioranza sciita. In questo caso specifico, affermarono anche che la difesa aerea saudita aveva intercettato il missile “iraniano”, e come prova ne mostrarono il primo stadio (nemmeno colpito); semplicemente lo prelevarono nel deserto. Tuttavia, i video degli esperti statunitensi confermavano che il missile aveva colpito la pista dell’aeroporto. Tali affermazioni possono alzare il morale della popolazione saudita analfabeta, ma gli esperti possono solo riderne. Le accuse ufficiali statunitensi non ne sono lontane.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Nuovi dati suggeriscono che la Corea democratica avrebbe la bomba H

L’ottava conferenza dell’industria delle munizioni è stata chiusa il 12 dicembre
DPRK TodayI relatori della conferenza hanno parlato della devozione e degli instancabili sforzi compiuti dal rispettato leader supremo Kim Jong Un che ha guidato l’iniziativa per il completamento della forza nucleare di Stato. Hanno parlato dei successi e delle esperienze acquisite nel corso dello sviluppo e della produzione di potenti armi e bombe secondo lo stile coreano del Juche, e espresso risoluzione nel dimostrare dignità e spirito forte del Juche della Corea. Kim Jong Un ha concluso la conferenza. Ha detto che l’ottava edizione dell’Industria delle munizioni si è svolta col massimo splendore tra profonda attenzione e attesa dell’intero Partito e di tutto il popolo e le calorose congratulazioni da tutto il Paese per gli ammirevoli eroi del Juche della Corea che hanno portato a termine con successo la grande causa del completamento della forza nucleare statale. Si è congratulato caldamente con i partecipanti alla conferenza sui loro devoti sforzi per lo sviluppo dell’industria della Difesa basata sul Juche a nome del Comitato Centrale del Partito dei lavoratori della Corea e di tutto il popolo del Paese. Ha esteso il saluto di congratulazioni ai soldati della scienza della Difesa, apprezzando molto le grandi imprese in cui hanno partecipato, presso la conferenza su invito speciale del Comitato Centrale del Partito, dopo il successo del lancio di prova dell’ICBM Hwasong-15, grande vittoria appositamente registrata nella storia del Paese. Ha inoltre espresso le più sentite congratulazioni e ringraziamenti a tutti gli operatori nell’industria della Difesa, compresi tutti gli scienziati, i tecnici, i lavoratori e il personale di industrie, istituti e università, funzionari e altri lavoratori che si occupano della produzione e fornitura di munizioni che difendono in modo affidabile l’arsenale della rivoluzione del Juche con illimitata lealtà al Partito e alla rivoluzione e al più nobile patriottismo.
Ricordando caldamente la devozione di tutta la vita e gli instancabili sforzi del Presidente Kim Il Sung e del Leader Kim Jong Il che hanno creato da zero un’industria della Difesa autosufficiente, ha molto apprezzato i rivoluzionari precursori nell’industria delle munizioni immancabilmente fedeli all’ordine del Partito e ai leader nel corso della dura lotta per ottenere la grande vittoria di oggi. Ha detto che la nostra industria della Difesa dalla lunga storia e tradizioni orgogliose si è sviluppata nell’industria della Difesa moderna e autosufficiente in grado di fabbricare qualsiasi arma coi propri sforzi. Ha dichiarato solennemente che lo sviluppo di nuovi sistemi d’arma strategici, tra cui bomba atomica, bomba H e ICBM Hwasong-15 con gli sforzi e la tecnologia nazionali e la realizzazione della grande causa del completamento delle forze nucleari di Stato, rappresentano una grande vittoria storica del nostro Partito e del popolo del Paese raggiunto nella lotta mortale alle sfide con un costo elevato. Notando che rafforzamento delle capacità di difesa come maggiore affare di Stato e avanzata degli sforzi principali nello sviluppo dell’industria della Difesa sono la linea strategica costantemente rispettata dal Partito, affermava che la maggiore impresa di Kim Il Sung e Kim Jong Il per il Paese e la rivoluzione era avanzare l’idea e la linea di costruzione dell’industria della Difesa orientata al Juche, costruendo una robusta industria della Difesa in grado di difendere con fermezza la sovranità del Paese, la sicurezza del popolo e le conquiste della rivoluzione contro l’aggressione degli imperialisti”, attraverso i loro devoti sforzi. Ha detto che il Partito dei Lavoratori della Corea ha stabilito la linea per avanzare contemporaneamente la costruzione economica e la costruzione della forza nucleare come richiesto dalla situazione vigente e dalla rivoluzione in via di sviluppo, ed ha correttamente guidato la lotta per far avanzare la linea.
La posizione strategica del Paese è stata lanciata su un nuovo livello elevato grazie alla potente industria della Difesa basata su Juche, osservava, notando con orgoglio che una realtà così grande dimostra chiaramente la validità della decisione e dell’opzione del Partito nell’avanzare ed attuare la linea. Dicendo che la nostra potente industria della Difesa basata su Juche è la preziosa consuista dell’indomabile spirito rivoluzionario di scienziati, tecnici, operai e funzionari nel campo dell’industria delle munizioni che hanno fedelmente sostenuto il Partito col sangue e il sudore e con spirito combattivo, attuando devotamente la politica del Partito, li elogiava come rispettabile corpo che sfidava la morte a nome del Partito, mostrando in pratica con quale atteggiamento e posizione si dovrebbero sostenere e attuare l’idea e la linea del Partito. Ancora una volta estendeva un profondo grazie agli scienziati, ai tecnici, ai lavoratori e ai funzionari dell’industria delle munizioni che hanno lottato eroicamente per attuare la linea di sviluppo simultaneo sui due fronti completando la costruzione della forza nucleare di Stato, condividendo il destino con il Partito e tutti coloro che hanno sostenuto in modo assoluto la politica del Partito di attribuire importanza all’industria della Difesa e hanno aiutato materialmente e moralmente l’industria della difesa mentre stringevano la cinghia. Indicando l’orientamento all”ulteriore glorificazione del Paese come potenza nucleare e militare più forte del mondo, definiva gli obiettivi a lungo termine, obiettivi primari, compiti strategici e compiti importanti da svolgere per sviluppare l’industria della Difesa del paese nell’ultra moderna industria della Difesa nel XXI secolo, fedele alla linea del Juche, e chiariva le vie da seguire. Ha detto che l’importante missione della nostra industria della Difesa è consolidare una difesa nazionale solida come una roccia e difendere così il Partito e la rivoluzione, il Paese e il suo popolo, garantire il successo della causa rivoluzionaria del Juche e guidare e accelerare la costruzione di una potente nazione socialista.
L’industria della Difesa nazionale basata su Juche continuerà a svilupparsi e vinceremo nella resa dei conti con gli imperialisti e gli Stati Uniti e certamente raggiungendo la causa del socialismo e la causa rivoluzionaria del Juche grazie alla bandiera della linea di sviluppo simultaneo dei due i fronti avanzati dal PLC; con gli eroici lavoratori nel campo delle munizioni e scienziati e tecnici di talento nell’industria della difesa nazionale fedeli al Partito, ha detto. Esprimeva la convinzione che gli scienziati dell’industria della Difesa nazionale e gli operai delle munizioni rafforzeranno la forza nucleare per qualità e quantità, fabbricando armi e equipaggiamenti avanzati in stile coreano e adempiendo così agli onorevoli missione e dovere nel mostrare pienamente la dignità e la forza della potenza militare socialista e affrettando la vittoria finale della rivoluzione del Juche. Grazie alla grande guida del PLC, la nostra industria della Difesa e Difesa autosufficiente saranno rapidamente rafforzate e la Corea democratica avanzerà vittoriosamente e divenendo la più forte potenza nucleare e militare del mondo, affermava, chiedendo di lavorare dinamicamente per il Partito e la rivoluzione e lo sviluppo dell’industria della Difesa basata sul Juche con unità di pensiero.
Al termine del discorso, i partecipanti hanno salutato con entusiasmo.

Nuovi dati suggeriscono che la Corea democratica avrebbe la bomba H
Sputnik 14.12.2017Un video di 30 minuti che mostra la conferenza del 12 dicembre nella capitale nordcoreana Pyongyang potrebbe svelare più del previsto l’entità della potenza militare della Corea democratica. Il video mostra, appesa sul muro delle realizzazioni nordcoreane nella produzione di armi, una foto del compianto Kim Jong-il che studia una sfera o un cilindro di grandi dimensioni. Mentre il video è troppo sfocato per stabilire se Kim Jong-il in realtà ispezionasse un’arma nucleare, ciò non impediva agli utenti dei social media dal fare speculazioni. “Questa è una bomba atomica o (cosa)?” si chiedeva un utente. Per quel che vale, l’arma nella foto somiglia alla bomba all’idrogeno con cui Kim Jong-un avrebbe posato quest’anno. Ma secondo la BBC non ci sono immagini disponibili del compianto Kim accanto a un’arma nucleare. Secondo l’agenzia di stampa centrale della Corea, la conferenza esaminava “risultati e conquiste nel lavoro per attuare la politica del partito sull’industria delle munizioni” e lo scopo di dare “piena forza all’invincibile potere della Corea socialista”. “Kim Jong-il effettuò i primi due test del regime, quindi durante il suo periodo avevano sicuramente armi atomiche e probabilmente erano di queste dimensioni“, affermava Shea Cotton del Centro James Martin per gli studi sulla non proliferazione. “Non credo che sia stato accidentalmente diffuso per errore, ma nemmeno che sia intenzionale. Penso che in molti modi, il regime non si preoccupi se gli USA sappiano che hanno queste armi“, affermava Cotton.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito