La Russia sviluppa un sistema antisatellite

Anatolij Zak, RSW, 21/4/2017

All’inizio del 2015, l’esercito russo completava con successo i test iniziali di un drone spaziale di nuova generazione progettato per rilevare e distruggere i satelliti nemici in orbita, secondo fonti affidabili. Un velivolo molto più sofisticato rispetto ai sistemi antisatellite di prima generazione noti anche come ASAT; il nuovo killer satellitare ha dimostrato la capacità di avvicinarsi molto agli obiettivi e d’inviarne le immagini a terra. Tuttavia scopo finale del nuovo velivolo sarebbe la distruzione dei mezzi stranieri, in primo luogo i satelliti militari degli Stati Uniti. Dopo il lancio di 2 satelliti di prova, sotto i nomi di copertura Kosmos-2491 e Kosmos-2499, l’ultimo velivolo spaziale della serie, designato Kosmos-2504, entrò in orbita il 31 marzo 2015 e, dopo una serie di manovre, compì la missione intorno al 16 aprile. Le manovre orbitali continuarono a luglio.

Sistema di nuova generazione
Secondo una fonte, all’inizio del 2015 un satellite antisatellite russo, probabilmente il Kosmos-2499, si era già avvicinato, inviandone le immagini, a un satellite militare statunitense! Finora non c’era stata conferma di tale incontro dal governo degli Stati Uniti. Anche se i parametri orbitali dei satelliti statunitensi non sono ufficiali, i dati amatoriali consentono di escludere praticamente tutti i satelliti non russi noti nelle orbite corrispondenti al Kosmos-2504 e simili, dice Jonathan McDowell, scienziato dell’Harvard-Smithsonian Center of Astrophysics e noto storico. Di conseguenza, non sarebbe possibile una formazione in volo o un appuntamento a bassa velocità tra il satellite russo e qualsiasi altro satellite, come quello osservato tra il Kosmos-2499 e lo stadio Briz-KM. Tuttavia, “un veloce flyby ad alta velocità è certamente possibile, e non posso escluderlo“, scriveva McDowell in una e-mail. Con sufficiente manovrabilità, i nuovi velivoli antisatellite russi potrebbero utilizzare laser o armi cinetiche di piccole dimensioni anziché esplosivi e shrapnel per disattivare i loro obiettivi. Le navette potrebbero quindi manovrare ed attaccare un altro satellite. Tuttavia, date le dimensioni relativamente piccole dei satelliti russi osservati, la loro capacità di manovra è probabilmente limitata. Allo stesso tempo, potrebbero essere solo precursori di velivoli spaziali più grandi e potenti. Le prove segrete dell’ultimo sistema antisatellite russo coincisero con il peggioramento delle relazioni tra occidente e Oriente per la crisi ucraina. Inoltre, anni di sforzi congiunti russi e cinesi nelle Nazioni Unite per introdurre il divieto di diffusione di armi nello spazio non hanno prodotto nulla per l’opposizione degli Stati Uniti a tale trattato, che sarebbe inapplicabile e privo di senso. Ironia della sorte, Cina e Stati Uniti l’hanno dimostrato distruggendo obiettivi orbitali con missili terrestri.

Lancio del Kosmos-2504
Un misile Rockot lanciò tre satelliti Gonets-M 21, 22 e 23 del Blocco 14 della rete Gonets-D1M e un carico utile militare classificato. Secondo i media, il Rockot/Briz-KM venne lanciato il 31 marzo 2015, alle ore 16:47:56 di Mosca dal sito 133 di Plesetsk. Il Ministero della Difesa russo confermò il lancio e la presenza di un quarto carico utile militare a bordo del vettore, che avrebbe ricevuto la designazione ufficiale di Kosmos-2504, e che potrebbe anche avere la designazione 14F153. La sezione del carico venne separata dal secondo stadio del vettore di lancio alle 16:53 e la navetta spaziale avrebbe raggiunto l’orbita alle ore 18:45.Manovre orbitali
I radar occidentali individuarono cinque oggetti (probabilmente quattro satelliti e lo stadio Briz-KM) nell’orbita di 1172 per 1506 chilometri con inclinazione di 82,5 gradi verso l’equatore. Nel catalogo pubblico del Comando Strategico degli Stati Uniti, questi oggetti hanno ricevuto le denominazioni 2015-020A, 2015-020B, 2015-020C e 2015-020D. Poche ore dopo il lancio, il radioamatore olandese Cees Bassa rilevò le trasmissioni radio associate all’Object 2015-020D, identiche ai segnali dei satelliti manovrabili Kosmos-2491 e Kosmos-2499. Sulla base dei parametri orbitali dell’Object D, era chiaro che il Kosmos-2504 si era separato dal Briz-KM dopo che lo stadio aveva manovrato verso l’orbita di “sepoltura”, anziché librarsi insieme ai tre satelliti Gonets, come Kosmos-2491 e Kosmos-2499 avevano già fatto, secondo osservatori del forum online della rivista Novosti Kosmonavtiki. I dati radar occidentali indicano che il 9 aprile 2015, Kosmos-2504 compì una piccola manovra, passando da un’orbita di 1171 per 1505 chilometri ad una di 1173 per 1508 chilometri. Un’altra serie di manovre apparentemente cominciò intorno al 13 aprile, culminando con un appuntamento con lo stadio Briz-KM, che l’aveva messo in orbita. La sera del 15 aprile, i due oggetti sarebbero stati distanti 4,4 km e il 16 aprile solo 1,4 chilometri. Inoltre, intorno al 16 aprile, lo stadio Briz-KM indicava una salita leggera, molto più probabilmente si spinse a un’orbita più alta, deliberatamente o in conseguenza dell’impatto fisico durante l’attracco. Tuttavia, il 17 aprile i due oggetti furono rilevati distanziarsi di nuovo, con il Kosmos-2504 ancora nell’orbita d’appuntamento e il Briz-KM su un’orbita decisamente superiore.

Nuove manovre nel luglio 2015
Tra il 2 e il 3 luglio 2015, il Kosmos-2504 compi una manovra improvvisa scendendo di 53 chilometri, secondo gli osservatori del forum online di Novosti Kosmonavtiki. Il satellite passò dall’orbita di 1181 per 1528 chilometri a una di 1154 per 1476 chilometri. L’inclinazione orbitale era leggermente cambiata da 82,49 a 82,68 gradi. L’8 ottobre 2015, Kosmos-2504 manovrò verso lo stadio Briz-KM che l’aveva messo in orbita e rimase nelle vicinanze per il resto del mese.

Kosmos-2504 si rianima nel 2017
Quasi due anni dopo aver ultimato le prove, il misterioso satellite militare russo Kosmos-2504 riprendeva improvvisamente le manovre. I suoi primi movimenti evidenti dal 2015 furono rilevati il 27 marzo 2017. Il 20 aprile, Kosmos-2504 passò notevolmente vicino, 1183 metri, dall’Object 1999-025DPP; i resti del satellite meteorologico cinese Fengyun-1C distrutto l’11 gennaio 2007 da un test con un missile antisatellite della Cina. Questo relitto spaziale circuita la Terra su un’orbita di 848 per 736 chilometri con un’inclinazione di 98,87 gradi verso l’equatore, secondo il NORAD. È una delle centinaia di frammenti lasciati dall’esplosione e tracciati dai radar. La navetta spaziale russa ha poi condotto un’altra manovra tra il 18 e il 19 aprile 2017. Ancora più sorprendente, il satellite precedente Kosmos-2499 apparve compiere una manovra nello stesso tempo!

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Object 2014-28E, detrito spaziale o arma anti-satellite russa?

Sam Jones, FT, 17 novembre 2014
141118-orbit_87E’ un racconto che potrebbe provenire dalla guerra fredda. Un oggetto misterioso lanciato dall’esercito russo viene monitorato dalle agenzie spaziali occidentali, alimentando timori sul rilancio del defunto piano del Cremlino per distruggere satelliti. Nelle ultime settimane, gli astronomi amatoriali e i cacciatori di satelliti russi e occidentali seguono le insolite manovre di Object 2014-28E, vedendolo dirigersi verso altri oggetti spaziali russi. Le attività sembravano culminare lo scorso fine settimana con l’incontro con i resti del missile che l’aveva lanciato. L’oggetto era stato inizialmente classificato come detrito spaziale finito in orbita come parte di un missile russo lanciato a maggio per porre in orbita tre satelliti per telecomunicazioni Rodnik di una costellazione militare. L’esercito statunitense lo traccia sotto la denominazione Norad 39.765. Il suo scopo è sconosciuto e potrebbe essere civile: un progetto per aspirare spazzatura spaziale, per esempio. O un veicolo per riparare o rifornire altri satelliti. Ma l’interesse è suscitato dal fatto che la Russia non ne ha dichiarato il lancio, e dai movimenti particolari dell’oggetto, molto attivi e precisi nei cieli. La Russia aveva abbandonato ufficialmente il programma di armi anti-satellite Istrebitel Sputnikov o caccia anti-satelliti, dopo la caduta della cortina di ferro anche se le competenze non sono scomparse. Infatti, gli ufficiali hanno pubblicamente affermato in passato che avrebbero riavviato la ricerca in caso di deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti sui trattati di difesa antimissile. Nel 2010, Oleg Ostapenko, Comandante delle forze spaziali russe, e ora a capo dell’agenzia spaziale, ha detto che la Russia sviluppa ancora satelliti da “ricognizione” e “attacco”. Il ministero della Difesa di Mosca non ha risposto immediatamente alle richieste di commenti.
poletdh2Qualunque cosa sia, (Object 2014-28E) sembra sperimentale“, ha detto Patricia Lewis, research director del think-tank Chatham House ed esperta in sicurezza dello spazio. “Potrebbe avere numerose funzioni, civili e militari. C’è la possibilità che sia una sorta di raccoglitore o che possa sparare proiettili cinetici contro un altro satellite, o forse condurre un attacco o disturbo informatico anti-satellite“. Questa settimana, mentre la sonda dell’Agenzia spaziale europea Rosetta atterrava su una cometa, le peregrinazioni di 2014-28E potrebbero sembrare insignificanti, ma evidenzia la crescente, anche se finora poco pubblicizzata, preoccupazione degli strateghi della difesa: la militarizzazione dello spazio. Avere la capacità di distruggere o degradare le comunicazioni via satellite dell’avversario è considerata una capacità militare potente da quando la corsa allo spazio è iniziata, ma dopo il crollo della cortina di ferro, molti programmi di ricerca segreti su cui sovietici e statunitensi stavano lavorando furono accantonati. Negli ultimi anni, tuttavia, l’interesse per le armi spaziali rivive. “Sarebbe strano se lo spazio dovesse rimanere quella zona su cui (i militari) non mettano le mani“, dice Lewis. Attacchi informatici ai satelliti sono già una realtà, nota: la scorsa settimana, hacker legati al governo cinese hanno infiltrato i satelliti meteorologici degli USA. La Russia in passato era in prima linea negli sforzi per avere un trattato internazionale per evitare che armi siano dispiegate nello spazio, ma furono inutili. Tra i rapidi progressi delle altre potenze straniere e il recente deterioramento delle relazioni tra Mosca e l’occidente, intende rilanciare il programma IS strategico, ha detto un esperto militare russo. Già nel 2007 i cinesi dimostrarono di avere la capacità di abbattere satelliti con missili e nel 2008 negli Stati Uniti dimostrarono la stessa capacità. Ultimamente, a maggio, il satellite cinese Shijian 15 mostrava una propulsione insolita e alla fine intercettava un altro satellite cinese, Shijian 7. “L’esperimento era legato al possibile uso di un braccio di acquisizione remota e per operazioni ravvicinate“, ha detto Max White, del gruppo astronomico Kettering che s’illustrò negli anni ’60 individuando la posizione dei satelliti spia sovietici. “Possono avere caratteristiche civili e militari, come rifornimenti spaziali e disattivare il carico di una nazione estera, possibilmente senza causare detriti. Se i russi sentano il bisogno di dimostrare tale capacità, è una questione da dibattere”, ha aggiunto White, che segue le attività dell’Object 2014-28E.
Come segnale della sensibilità internazionale sulla prospettiva di tecnologie anti-satellite in rapido sviluppo, un test missilistico cinese quest’anno ha suscitato la risposta particolarmente infuocata del Pentagono. Le autorità statunitensi hanno detto di esser “assai convinti” che il lancio di luglio sia stato un test per un’arma anti-satellite, accusando i cinesi di “azioni destabilizzanti”. Il test della Cina fu poi condannato anche dall’Unione europea.1293109607_1252326726_005spiral22Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Abbandonare l’ISS: la Russia creerà la sua stazione spaziale?

RTHistoire et Societé 18 novembre 2014

Come dobbiamo interpretare la notizia che non solo indica un programma autonomo, ma che parte dal nord della Russia, cioè vicino la Cina? Il cosmodromo sovietico di Bajkonur in Kazakistan sarà utilizzato fino al termine del programma internazionale, ma altre opzioni sono esplorate.

389450main_image_1479_1024-768L’Agenzia Spaziale Russa valuta la costruzione di una stazione spaziale nel 2017. Ciò significa che Mosca si libererà dell’ISS dal 2020, quando i suoi obblighi nell’ambito del programma saranno assolti. Il Kommersant ha riferito che il programma della stazione spaziale con equipaggio fino al 2050 prevede l’installazione di una nuova stazione spaziale scientifica, citando fonti dell’Istituto Centrale di Ricerca per l’Ingegneria e la Tecnologia dell’Agenzia Spaziale Roskosmos, istituto di ricerca scientifica spaziale. La differenza principale con la Stazione Spaziale Internazionale attualmente operativa è l’orbita alta della nuova stazione russa, con un’inclinazione di 64,8 gradi, rendendo il 90 per cento del territorio russo visibile da bordo, compresi i mari artici. Dall’ISS, che ha un’inclinazione orbitale di 51,6 gradi, non più del 5 per cento del territorio russo è attualmente visibile. Inoltre, la nuova stazione sarà meglio posizionata per i voli spaziali dalle strutture russe di Bajkonur e Vostokhnij, che vedrà il primo lancio alla fine del 2015. Un volo con equipaggio per l’ISS da Vostokhnij, se accadesse oggi, comporterebbe qualche rischio in caso d’improvvisa cancellazione della missione. In questo caso la rotta vedrebbe il modulo scendere in mare, mentre dalla nuova stazione scenderebbe a terra, riferisce Kommersant. Il cosmodromo militare di Plesetsk, nel nord della Russia sarà usata per inviare carichi alla nuova stazione spaziale. L’uso del cosmodromo ex-sovietico di Bajkonur in Kazakistan continuerà come al solito. “La configurazione iniziale sarà composta da un modulo nodale accoppiato a un laboratorio multiuso di ricerca spaziale OKA-T”, citava Kommersant una fonte dell’Istituto Centrale di Ricerca per l’Ingegneria e la Tecnologia. La nuova stazione sarà rifornita con vettori in fase di sviluppo: il Progres-MS (primo lancio nella seconda metà del 2015) e Sojuz-MS (primo lancio maggio 2016). Una volta attivata la stazione, Roskosmos intende iniziare a testare motori e moduli per il futuro programma lunare. “In realtà si tratta di creare una testa di ponte: prima l’equipaggiamento spaziale sarà inviato alla stazione e poi sulla Luna“, ha detto la fonte.
815f15eecd496ea5b2686d78cd81e6e71-446x257 Il nuovo programma di esplorazione spaziale con equipaggio viene affinato dagli istituti scientifici guidati da Roskosmos. L’Istituto Centrale di Ricerca per l’Ingegneria e la Tecnologia, ha rifiutato di commentare su RT la costruzione della nuova stazione spaziale. Roskosmos valuta diverse opzioni per la nuova stazione spaziale nazionale in sostituzione dell’ISS, ha confermato Denis Lyskov, segretario dell’Agenzia Spaziale Federale, all’agenzia stampa ITAR-TASS. “Esaminiamo una serie di opzioni” ha detto. Senza entrare nei dettagli, Lyskov ha criticato le notizie sulla stazione in circolazione sui media. “Le opzioni premature non dovrebbero essere pubblicate sui media“, ha sottolineato. Il Viceprimo Ministro Dmitrij Rogozin aveva annunciato a maggio che Roskosmos riceve scarso vantaggio commercialmente interessante dalla Stazione Spaziale Internazionale, nonostante la spesa del 30 per cento del suo bilancio annuale sul progetto. “Il nostro profitto è molto basso, quindi non abbiamo alcun interesse commerciale in essa (nell’ISS)”, ha detto Rogozin, aggiungendo che la Russia è disposta ad adempiere ai suoi obblighi internazionali verso l’ISS. “Ci sono voci che la Russia abbandonerà il progetto ISS. Non è vero, il programma è impostato per operare fino al 2020 e ci atterremo ai nostri obblighi internazionali. Sull’estensione fino al 2024 vi sono fondati dubbi”, ha detto Rogozin. La scorsa settimana il capo di Roskosmos Oleg Ostapenko aveva detto all’amministratore della NASA Charles Bolden, all’Airshow della Cina (Zhuhai 2014 NdT), che la decisione sul futuro dell’ISS, dopo il 2020, si avrà alla fine dell’anno.
L’industria spaziale degli Stati Uniti, che utilizza le russe Sojuz per inviare i suoi astronauti sull’ISS, enfatizza l’uso dell’ISS almeno fino al 2024. Gli altri partecipanti al progetto, come il Giappone, hanno espresso interesse a mantenere l’operatività della stazione per un periodo più lungo. Nel 2013 gli Stati Uniti spesero 3 miliardi di dollari per l’ISS, sei volte più della Roskosmos, mentre la Russia ha diritto di formarne metà dell’equipaggio. Il progetto ISS è iniziato nel 1998 con la Russia che fornì i primi moduli necessari per la costruzione. Prima dell’ISS, Roskosmos aveva la propria stazione sovietica Mir, operativa per 15 anni dal 1986 al 2001, prima che abbandonasse l’orbita affondando nell’Oceano Pacifico.

cosmodrome-vostochny-construction-site-russia-3Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia nell’odissea nello spazio dell’India

Debidatta Aurobinda Mahapatra, RIR, 27 settembre 2014

1420Il successo della Mars Orbiter Mission ha messo l’India sulla scena mondiale come potenza spaziale. E’ l’unico Paese asiatico che ha effettuato con successo una missione su Marte, e l’unico Paese al mondo che riesce in tale missione nel primo tentativo. Il successo dello sviluppo della tecnologia nazionale e il suo uso nell’esplorazione spaziale, negli ultimi anni, sono davvero sorprendenti. Quest’anno è anche il trentesimo anniversario del volo dell’unico astronauta indiano, Rakesh Sharma, sulla stazione spaziale sovietica Saljut-7 dal cosmodromo di Bajkonur. La storia della cooperazione spaziale indo-russa (sovietica) effettivamente iniziò molto prima. L’Unione Sovietica fu il primo Paese non solo ad inviare un astronauta indiano nello spazio, ma anche a lanciarne i satelliti, come Aryabhatta nel 1970. Il crollo dell’Unione Sovietica incise sulle relazioni bilaterali, anche nella cooperazione spaziale. La controversia sulla tecnologia criogenica ne fu una questione. Tuttavia, la cooperazione spaziale fu ripresa gradualmente. Nel 2004, entrambi i Paesi firmarono un accordo per l’esplorazione pacifica dello spazio e un altro per lo sviluppo del sistema di navigazione satellitare GLONASS e il lancio di veicoli spaziali russi con missili indiani. Vi furono anche discussioni sullo sviluppo congiunto di apparecchiature per le sonde solari, la costruzione dell’osservatorio spaziale solare per studiare la radiazione a raggi X, e la ricerca sui motori elettrici per veicoli spaziali. Nel 2005 fu firmato un accordo sulla tecnologia di sicurezza, e uno per l’attuazione della cooperazione a lungo termine sullo sviluppo congiunto, operatività ed uso del sistema GLONASS. Tale accordo prevede il lancio di satelliti GLONASS usando il vettore indiano GSLV, e a sua volta la Russia fornisce l’accesso al sistema GLONASS agli indiani. E’ inoltre previsto lo sviluppo congiunto di apparecchiature per lo sfruttamento dei segnali per scopi commerciali. L’accordo apre la strada all’attuazione di un accordo del 2004 sulla progettazione congiunta e il lancio dei satelliti per comunicazione GLONASS, utilizzabili da entrambi i Paesi per scopi civili e militari. Fu firmato un accordo di cooperazione nel campo della fisica solare e le relazioni terrestri-solari nell’ambito del progetto Coronas-Photon, del 2005. Il progetto era volto alla ricerca nel campo della fisica solare e delle relazioni terrestri solari. L’accordo inoltre permise l’integrazione dei carichi indiani RT-2 sulla sonda Coronas-Photon e l’esperimento spaziale congiunto utilizzando le attrezzature RT-2. L’accordo fece rivivere il progetto sovietico Coronas-Photon con cui sei strumenti fabbricati presso l’Istituto Tata di ricerca fondamentale dell’India, furono installati sul satellite russo Photon. Nel 2007, l’agenzia spaziale dell’India ISRO e l’agenzia spaziale russa Roscosmos firmarono un accordo per lo sviluppo congiunto della missione indiana Chandrayana-2. Il veicolo spaziale venne lanciato nel 2013. Nel 2008, entrambi i Paesi firmarono un memorandum d’intesa sul programma di volo spaziale umano. La lista è infatti lunga, indicando il desiderio di entrambi i Paesi di voler sviluppare congiuntamente programmi spaziali con reciproco vantaggio.

2014: anno promettente
00-glo-3russia-india-flag-glonass.3 Quest’anno s’è dimostrato promettente per la cooperazione spaziale bilaterale. Nel febbraio 2014, il viceprimo ministro della Russia, e anche co-presidente della Commissione inter-governativa russo-indiana per la cooperazione culturale commerciale, economica, scientifica e tecnica, Dmitrij Rogozin, durante la sua visita in India ha ricordato la passata cooperazione spaziale ed ha sostenuto che v’è un ‘enorme potenziale’ per la cooperazione bilaterale spaziale, rivelando anche un nuovo accordo: “Abbiamo concordato una serie di consultazioni tra le nostre agenzie spaziali per coinvolgere i nostri partner indiani nei piani e progetti intrapresi dall’United Rocket and Space Corporation“. Nell’aprile 2014, il capo dell’agenzia spaziale russa Oleg Ostapenko ha ribadito l’interesse della Russia a sviluppare la cooperazione spaziale con India e Cina. Recentemente, la Russia ha annunciato una serie di programmi spaziali da miliardi di dollari. L’India può essere interessata a partecipare ad alcuni di questi programmi. Ciò rafforzerà la cooperazione bilaterale, fornendo all’India la tecnologia spaziale necessaria e alla Russia il capitale, rafforzandone la cooperazione spaziale. Oltre alla cooperazione tra governi, è anche fondamentale promuovere la cooperazione pubblico-privato e tra privati nel settore spaziale. Già vi sono esempi come la Sistema Shyam Teleservices Ltd. Anche se alcuni problemi sono emersi a causa di una truffa in India, i funzionari di entrambi i Paesi li maneggiano con destrezza. A luglio la società indiana Aniara ha firmato un accordo per la progettazione e produzione di satelliti per telecomunicazioni con la società russa Dauria Aerospace. Il progetto vale 210 milioni di dollari. Insieme a un’altra società, Dauria attuerà il progetto, responsabile per l’analisi del volo e controllo a terra della missione. La cooperazione congiunta si allargherà alla commercializzazione di Aniara, consentendole di entrare nei mercati della radiotelediffusione e comunicazione via satellite di altri Paesi. E’ necessario che i partenariati pubblici e privati siano incoraggiati. I milionari in India aumentano, e i nuovi ricchi indiani possono svolgere un ruolo chiave nel dare impulso alla cooperazione spaziale bilaterale.

Andare avanti
Le agenzie spaziali indiane e russe, tuttavia, devono risolvere le differenze in modo reciprocamente vantaggioso. Le differenze su progetti come Chandrayana-2 o il programma di volo spaziale umano avrebbero potuto essere meglio affrontate. Lo scorso ottobre, il capo dell’agenzia spaziale indiana ha espresso insoddisfazione per la lentezza degli sviluppi del programma e dichiarato l’intenzione dell’India di continuare da sola. Forse i problemi riguardanti il programma avrebbero potuto essere meglio gestiti se i funzionari che si occupano del programma avessero resistito alla tentazione di rendere pubbliche i dettagli delle differenze, tentando di risolverle nei forum bilaterali. Potrebbe essere possibile che il programma sia sviluppato congiuntamente e lanciato entro il 2016 o 2017, con la Russia che fornisce il lander e l’India che costruisce rover e orbiter. L’Odissea nello spazio dell’India non sarebbe stata possibile senza la cooperazione russa (sovietica). Sebbene i rapidi progressi spaziali dell’India non sarebbero stati possibili senza la cooperazione russa, non è utile aver nostalgia del passato, ignorando il presente. Entrambi i Paesi devono sinergizzarsi tenendo presenti le dinamiche mutevoli. E’ possibile che il prossimo Forum dell’Innovazione a Mosca, ad ottobre, sia testimone di alcuni sviluppi positivi nella cooperazione spaziale bilaterale.

sat6-IRNSSTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Prompt Global Strike: un altro passo ambizioso

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 13/02/2014

ahw_1260Lo scorso febbraio Zachary Keck, noto esperto, associate editor di The Diplomat e giornalista di The National Interest, ha pubblicato un brillante pezzo che dice che la Marina degli Stati Uniti esplora la fattibilità di missili ipersonici sub-lanciati nell’ambito del programma del Sistema d’Attacco Globale (CPGS). Si riferisce ad un rapporto della Difesa che afferma che l’ufficio Programmi Sistemi Strategici della Marina sollecita proposte per “studi biennali industriali per rimpolpare le opzioni tecnologiche e l’architettura di un sistema d’arma d’attacco globale a medio raggio convenzionale”. Il rapporto afferma che la gara rientra nel “piano del dipartimento della Difesa per l’anno fiscale 2014, per studiare lanciatore, missile e testata di un’arma dal potenziale rivoluzionario”. L’ufficio ha annunciato la gara ed è pronto ad aggiudicare contratti “per valutare le opzioni tecnologiche e confrontare le considerazioni su costi, prestazioni e tecnologia di tali opzioni”. Oltre un decennio fa, nel tentativo di mantenere la superiorità militare e un potente deterrente, gli Stati Uniti individuarono la necessità di una nuova funzionalità. Ciò portò l’esercito statunitense a creare il concetto controverso di capacità di attacco globale ad alta precisione. Il programma è attualmente in fase di ricerca e sviluppo e punta principalmente allo sviluppo di armi convenzionali a lungo raggio ed alta precisione che possano raggiungere il bersaglio in qualsiasi parte del mondo entro un’ora. L’amministrazione Obama ha indicato che intende prendere una decisione di acquisizione entro la scadenza dei termini.
Il programma Prompt Global Strike (PGS) comprende numerose tecnologie. I componenti potenziali sono missili balistici intercontinentali dotati di testate non-nucleari ad alta precisione, missili da crociera strategici ipersonici o missili da crociera ipersonici aerolanciati, come il Boeing X-51 o l’Advanced Hypersonic Weapon, e armi cinetiche ancora allo studio. L’Air Force e la DARPA sviluppano un aliante ipersonico che potrebbe essere schierato su una versione modificata del missile balistico Peacekeeper, noto come Sistema missilistico d’attacco convenzionale (CSM). Il Congresso può rivedere le altre opzioni per le armi della missione PGS. Queste includono non solo  missili balistici e sistemi plananti, ma anche bombardieri e missili da crociera, possibilmente con scramjets o altre tecnologie avanzate. Inoltre, una volta che l’amministrazione Obama avvia la gara  di acquisizione, l’industria può anche presentare ulteriori idee. Gli Stati Uniti mirano a combinare il PGS con le tecnologie spaziali e antimissile per formare un sistema di difesa integrato che potrebbe rendere le armi strategiche degli altri Paesi, anche nucleari, quasi inutili. Vi sono alcuni risultati tangibili. Il 1 maggio 2013 un velivolo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force ha volato a più di cinque volte la velocità del suono, in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’X-51A dell’Air Force, un passo avanti nella tecnologia scramjet. L’aereo ha raggiunto la velocità di Mach 5,1 (4828 km/h) a 18288 metri, rendendosi ipersonico. Ha percorso 230 miglia in poco più di sei minuti. Il velivolo s’è tuffato nell’oceano, come previsto. Il velivolo X-51A è noto come Wave Rider (Surfista), perché vola, in parte, per la portanza generata dalle onde d’urto generate dal volo. Una volta sganciato da un bombardiere B-52, un booster a propellente solido viene utilizzato nella fase iniziale del volo dell’aereo accelerando alla velocità che consente al motore di attivarsi, risucchiando l’aria mentre il velivolo accelera. Raggiungere un volo scramjet è tecnicamente molto impegnativo per via delle alte velocità e temperature generate.
Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere una velocità di Mach 6 o superiore, sei volte la velocità del suono e abbastanza veloce per attraversare l’Oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. L’US Air Force continuerà la ricerca ipersonica e i successi del X-51A daranno un contributo al programma dell’Arma d’Attacco ad Alta Velocità attualmente in sviluppo.  X-51 non è un concorrente del Trident convenzionale, che avrà una gittata di soli 600 miglia nautiche. Viene aerolanciato da un velivolo, quindi spinto con un razzo a propellente solido prima che il motore ipersonico venga attivato. È la prima arma a non essere un missile balistico a volare a velocità ipersonica.
Nel suo recente libro, Silver Bullet? Asking The Right Questions about Prompt Global Strike, James Acton, senior associate nel Programma di Politica Nucleare della Carnegie Endowment for International Peace, sostiene la necessità di un più ampio dibattito sui meriti e demeriti del sistema. Vi sono diversi fattori destabilizzanti inerenti al programma, come la sua dipendenza dallo sviluppo di missili a lungo raggio con esplosivi convenzionali al posto delle testate nucleari, che potrebbe facilmente spingere uno Stato a scambiare un’arma CPGS per una testata nucleare, la cui potenziale ambiguità costituisce una notevole minaccia alla stabilità strategica. C’è un altro aspetto del problema. I velivoli aerolanciati a lunga gittata con testate convenzionali di precisione e armi non nucleari plananti non sono coperti da accordi. La questione non è inclusa nel programma di sicurezza e controllo degli armamenti, innescando una nuova corsa agli armamenti. Altri Paesi non hanno alcuna via d’uscita se non affrontare tale sfida, e lo fanno. Le preoccupazioni sono molto reali, tali fatti dimostrano che tentativi sono già in corso. Ci potranno essere profonde implicazioni per la sicurezza internazionale, se la questione non viene affrontata in tempo. Il dibattito negli Stati Uniti su come usare le armi CPGS per colpire duramente obiettivi in profondità, inevitabilmente sollevano le preoccupazioni della Russia sulla possibilità di sopravvivenza dei missili balistici intercontinentali nei silos. Funzionari russi hanno espresso aspre critiche verso i piani degli Stati Uniti per l’iniziativa del PGS.
Il 19 giugno 2013, poche ore prima che il presidente Barack Obama chiedesse ulteriori riduzioni nucleari a Berlino, il Presidente Vladimir Putin avvertiva confutandolo e precisando che, “vediamo che si lavora in tutto il mondo allo sviluppo di sistemi d’arma convenzionali ad alta precisione con  capacità d’attacco che si avvicinano a quelle delle armi nucleari strategiche. I Paesi con tali armi aumentano notevolmente la loro capacità offensiva”. A seguito del vertice del collegio del ministero della Difesa russo a Mosca, il 10 dicembre 2013, il ministro della Difesa, Generale Sergej Shojgu, e il Capo di Stato Maggiore Generale, Generale Valerij Gerasimov, istruirono i vertici sulle priorità militari. I comandanti hanno detto che lo sviluppo del Prompt Global Strike è una delle principali minacce che affronta il Piano della Difesa. Un piano è stato redatto per schierare missili nucleari su rotaie in possibile risposta al Prompt Global Strike. Il 18 dicembre 2013, il Tenente-Generale Sergej Karakaev ha detto, “Un rapporto del ministero della Difesa è stata presentato al presidente ed è stato dato l’ordine di sviluppare una progetto preliminare di sistema missilistico su rotaie”. Karakaev ha aggiunto che un’analisi approfondita del sistema d’arma statunitense ha portato alla conclusione che “vi sia la necessità di riconsiderare la questione del sistema missilistico su rotaie, data la sua maggiore capacità di sopravvivenza e la portata della nostra rete ferroviaria”. “Se parliamo dei vettori balistici convenzionali esistenti, chiaramente si percorre la via dell’escalation del conflitto dalle estreme conseguenze apocalittiche”, ha detto il Viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov. Il Viceprimo ministro russo Dmitrij Rogozin ha detto, lo scorso dicembre, che Mosca si riserva il diritto di usare le armi nucleari in risposta ad un attacco convenzionale, vedendolo come “grande stabilizzatore” che riduce la probabilità di un’aggressione… Rogozin ha detto che coloro che “sperimentano armi strategiche non-nucleari” dovrebbero ricordarsi che “se saremo attaccati senza dubbio useremo le armi nucleari, in certe situazioni, per difendere il nostro territorio e gli interessi dello Stato”.
I leader di Stati Uniti e Russia sanno essere saggi e perspicaci. Hanno firmato dal 1972 i trattati ABM, INCSEA, SORT e START e gli esperimenti anti-satellite sono stati abbandonati. Non è tempo di far rivivere quel passato? Altri Stati come la Cina potrebbero essere inclusi nel processo di controllo degli armamenti, un’alternativa migliore alla corsa agli armamenti incontrollata.

La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora