La Russia ha un nuovo gigantesco missile antibalistico (e funziona)

Lukas Andriukaitis Medium 14 dicembre 2017

Gli Stati Uniti ci spendono tonnellate di denaro, ma sembra in realtà che la Russia, con la sua vasta esperienza nella costruzione di grandi difese aeree, sia avanti. Anche se non c’illudiamo, questa tecnologia è ancora agli inizi e non si può averne sicurezza.Il 24 novembre, un missile intercettore russo di recente introduzione colpiva con successo un bersaglio. DFRLab aveva riferito che la Russia mostra le sue capacità nucleari offensive, questa volta i miglioramenti sono difensivi. Il missile intercettore PRS-1M è l’ultimo aggiornamento del sistema missilistico antibalistico A-135 (nome in codice NATO: ABM-3) a guardia di Mosca. @DFRLab da uno sguardo approfondito al nuovo missile russo e alle sue capacità. Il Ministero della Difesa russo riferiva del test del nuovo missile il 24 novembre dal sito ufficiale. Il post includeva video del test missilistico, dando uno sguardo ai poligoni in cui si svolgono questi test. Il post del Ministero della Difesa russo menzionava il test effettuato presso il poligono di Sary-Shagan nella Repubblica del Kazakistan. Il video del MoD conferma le affermazioni. Sary-Shagan è uno dei pochi siti militari (Sary-Shagan, poligono Emba e il 929.mo Centro Test di Volo) che il Kazakistan affitta alla Russia. Il sito di Sary-Shagan fu creato nel 1956 per testare i sistemi missilistici antibalistici (ABM) sparati dal sito di Kapustin Jar.
Il veicolo che trasporta il missile appare presso l’aeroporto militare della base di Sary-Shagan, manovrando verso ovest, all’interno del poligono.
Il video ufficiale non fornisce informazioni che confermino l’esatta posizione del lancio. Tuttavia, la struttura del sito di lancio a nord-ovest dal luogo in cui il veicolo manovra, è probabilmente quello che si vede nel video.Possibile sito di lancio.
Il lancio del missile intercettore PRS-1M
Ecco le località individuate sulla mappa.
Il Vicecomandante dell’unità delle Forze Aerospaziali, Colonnello Andrej Prihodko, dichiarava: “Il missile antibalistico ha seguito il piano di volo e ha colpito con successo il bersaglio”. Il nuovo missile è una variante modernizzata del 53T6/PRS-1 (nome in codice NATO Gazelle) e può essere schierato in un silo missilistico rinforzato o su un lanciatore mobile. Il missile intercettore aggiornato ha un nuovo fuso con scudo termico in materiale composito e motore più potente. Secondo quanto riferito, l’intercettore PRS-1M può distruggere bersagli a una distanza di 350 chilometri e ad una quota, secondo varie stime, tra 40000 e 50000 metri. I missili a lungo raggio presumibilmente saranno equipaggiati con testate nucleari. La versione precedente 53T6/PRS-1 poteva distruggere bersagli solo entro 80-100 chilometri e ad una quota di 30000 metri. Il sistema A135 è il complesso dispiegato intorno a Mosca per contrastare i missili nemici diretti sulla città e le aree circostanti. È operativo dal 1995 ed è considerato un sistema unico nel suo genere, difendendo Mosca con missili a testata nucleare. L’introduzione dei missili intercettori PRS-1M amplierà la zona protetta attorno Mosca, probabilmente anche da minacce nucleari.Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

Annunci

Russia e Cina uniscono le forze per l’esplorazione spaziale

Peter Korzun SCF 29.08.2017Cina e Russia hanno intenzione di firmare un accordo storico ad ottobre sull’esplorazione spaziale nel 2018-2022, inviando per la prima volta missioni sulla Luna. L’accordo bilaterale coprirà cinque settori, tra cui esplorazione lunare e cosmica, sviluppo di materiali speciali, collaborazione nei sistemi satellitari, telerilevamento terrestre e ricerca di detriti spaziali. Questo è il primo accordo bilaterale per una partnership di cinque anni. Dovrebbe essere firmato sullo sfondo della gara spaziale che gli Stati Uniti cercano di vincere, per cui i due partner hanno deciso di unire gli sforzi. A febbraio, l’amministrazione Trump chiese alla NASA di esaminare la possibilità di presumere una missione con un vettore pesante da lanciare nel 2018, impostando la prima fase per il ritorno sulla Luna. L’operatore spaziale Glavkosmos lavora con i partner cinesi su esperimenti congiunti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La Cina era interessata all’acquisto dei potenti motori a razzo RD costruiti da Energomash, mentre Russian Space Systems ha mostrato interesse per la tecnologia elettronica cinese. Il primo modulo della stazione spaziale cinese dovrebbe essere lanciato nel 2018. Il progetto dovrebbe essere completato nel 2022. Secondo i piani, una missione cinese verrà inviata su Marte nel 2020 per farvi sbarcare un veicolo robotizzato per la ricerca scientifica. L’anno scorso, Pechino attivava il più grande radio telescopio al mondo da mezzo chilometro di diametro. Nel 2014, la Cina raggiunse la Russia avendo lanciato lo stesso numero di satelliti, 117 (più 72% nel 2011-14). La Russia 118 (aumentando del 20% nello stesso periodo).
La Cina prevede d’inviare astronauti sulla Luna prima del 2036. A marzo annunciava piani per lanciare una sonda spaziale per riportare i campioni dalla Luna, prima della fine dell’anno, che i media indicavano concorrenziali con le ambizioni del presidente Donald Trump per rivitalizzare l’esplorazione spaziale degli USA. La sonda Chang’e-5 è in fase di prova finale e dovrebbe attendere il lancio, che coinvolgerà nuove sfide per la Cina nella raccolta dei campioni, scendendo sulla Luna e rientrando ad alta velocità nell’atmosfera terrestre, rendendola “una delle missioni spaziali più complicate e difficili della Cina”, secondo Hu Hao, funzionario del Programma di Esplorazione Lunare. Il Presidente Xi Jinping ha chiesto alla Cina di diventare una potenza dell’esplorazione spaziale. “Non molto tempo fa l’amministrazione Trump rivelava l’ambizione di ritornare sulla Luna. Il nostro Paese ha anche annunciato una serie di piani di esplorazione spaziale“, dichiarava il quotidiano ufficiale della scienza e tecnologia. Le sonde lunari cinesi Chang’e 4, Chang’e 5 e Chang’e 6 hanno molto in comune con le russe Luna 26, Luna 27 e Luna 28. Riunire i progetti faciliterà notevolmente il progresso. La Russia ha grande esperienza e tecnologia all’avanguardia da condividere. La Cina ha proprie tecnologie e risorse finanziarie enormi. È difficile esplorare lo spazio da soli, per cui unire gli sforzi è naturale. Entrambi hanno molto da offrire. Negli anni ’90, il progetto della Stazione Spaziale Internazionale era impensabile senza la Russia, così gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali l’accolsero. La Russia collabora con l’occidente nell’esplorazione spaziale negli ultimi 25 anni, ma le sanzioni e il generale deterioramento delle relazioni portano a un’altra direzione. Per Mosca, Pechino è un partner di fiducia. Visitando il forum OBOR di Pechino (14-15 maggio), il Presidente Putin dichiarava: “Collaboriamo con successo nello spazio e ci sono tutte le possibilità che avanzeremo in questa cooperazione. La fornitura dei nostri motori a razzo alla Cina è all’ordine del giorno. Un motore ad alto potenziale è all’ordine del giorno e questo ci offre l’opportunità di implementare l’idea del nostro velivolo a lungo raggio con i partner cinesi. Ci sono tutte le possibilità per farlo”. Russia e Cina collaborano nel formato BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) per creare un sistema unificato di telerilevamento terrestre. Anche Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Iran e altri Paesi sono candidati all’adesione alla ricerca spaziale internazionale.
Non si tratta solo di ricerca spaziale civile. È in corso la corsa agli armamenti spaziali con armi in fase di sviluppo o negli arsenali di Cina, Russia e USA, dotate di jammer satellitari, cannoni laser e a microonde ad alta potenza. I piani statunitensi per l’armamento spaziale e la difesa missilistica globale (BMD) sono ben noti. La Cina ha testato il missile antisatellite DN-3 a fine luglio. Il test fallì ma il programma continua. La Russia ha l’S-500 Prometej, l’arma più efficace del mondo, l’unica in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e spaziali, missili ipersonici da crociera e aeroplani che volano ad oltre Mach 5. Russia e Cina collaborano per impedire la militarizzazione dello spazio, ma gli Stati Uniti li hanno sempre ostacolati. Il primo progetto di Trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia od uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT) fu ideato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei loro mezzi spaziali, nonostante il trattato affermasse esplicitamente il diritto all’autodifesa. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa “Alcun primo collocamento di armi nello spazio“. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici Paesi che rifiutarono di sostenere l’iniziativa russa. Per anni, Russia e Cina hanno sostenuto la ratifica di un trattato statunitense vincolante che vietasse le armi spaziali, che i funzionari ed esperti degli Stati Uniti hanno ripetutamente rifiutato come interessato impedimento. Gli Stati Uniti non presentarono alcuna iniziativa propria. Piazzare armi nello spazio per avere la supremazia globale è al vertice dell’agenda dell’amministrazione attuale. Si ritiene generalmente che finora sistemi d’arma non siano presenti nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate col Trattato Spaziale del 1967. Ma non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non è stato raggiunto alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio, a causa dell’obiezione di certi Stati guidati dagli Stati Uniti. Con tutte le piroette in politica estera, il presidente Trump ha una politica spaziale dettagliata e ambiziosa. I sistemi BMD basati a terra, la navetta spaziale X-37B e le piattaforme del Geosynchronous Space Situational Awareness Programme (GSSAP) potrebbero divenire strumenti bellici nello spazio. Il segretario alla Difesa degli USA James Mattis ha chiesto maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Riferendosi alle armi antisatellite e antimissile nello spazio, il congressista Doug Lamborn dichiarava: “Alcune questioni tecniche su questi concetti vanno concluse, ma ci sono molte opzioni interessanti”. Il progetto di autorizzazione per la difesa nazionale del bilancio 2018 prevede maggiore enfasi sui sistemi di difesa missilistica e l’intensificazione degli sforzi nell’esplorazione spaziale. La militarizzazione dello spazio interferirà con gli strumenti del controllo degli armamenti esistenti. Può scatenare una cosa agli armamenti devastante. Quest’anno è il 50° anniversario del Trattato Spaziale del 1967. E’ piuttosto simbolico che entrasse in vigore in ottobre, il mese in cui l’accordo d’esplorazione spaziale russo-cinese dovrebbe essere firmato. Sarebbe giusto che le nazioni lancino dei colloqui sulla prevenzione della militarizzazione spaziale. È qui che Russia, Cina e Stati Uniti devono collaborare, mettendo da parte le differenze. Questo sarebbe un contributo cruciale nel prevenire l’erosione del controllo degli armamenti attuale. Nel frattempo, Russia e Cina entrano in una nuova fase della cooperazione reciprocamente vantaggiosa, in ciò che un giorno potrebbe diventare l’azione internazionale spaziale guidata da queste due nazioni che si scambiano alta tecnologia ottenendo risultati tangibili.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia sviluppa un sistema antisatellite

Anatolij Zak, RSW, 21/4/2017

All’inizio del 2015, l’esercito russo completava con successo i test iniziali di un drone spaziale di nuova generazione progettato per rilevare e distruggere i satelliti nemici in orbita, secondo fonti affidabili. Un velivolo molto più sofisticato rispetto ai sistemi antisatellite di prima generazione noti anche come ASAT; il nuovo killer satellitare ha dimostrato la capacità di avvicinarsi molto agli obiettivi e d’inviarne le immagini a terra. Tuttavia scopo finale del nuovo velivolo sarebbe la distruzione dei mezzi stranieri, in primo luogo i satelliti militari degli Stati Uniti. Dopo il lancio di 2 satelliti di prova, sotto i nomi di copertura Kosmos-2491 e Kosmos-2499, l’ultimo velivolo spaziale della serie, designato Kosmos-2504, entrò in orbita il 31 marzo 2015 e, dopo una serie di manovre, compì la missione intorno al 16 aprile. Le manovre orbitali continuarono a luglio.

Sistema di nuova generazione
Secondo una fonte, all’inizio del 2015 un satellite antisatellite russo, probabilmente il Kosmos-2499, si era già avvicinato, inviandone le immagini, a un satellite militare statunitense! Finora non c’era stata conferma di tale incontro dal governo degli Stati Uniti. Anche se i parametri orbitali dei satelliti statunitensi non sono ufficiali, i dati amatoriali consentono di escludere praticamente tutti i satelliti non russi noti nelle orbite corrispondenti al Kosmos-2504 e simili, dice Jonathan McDowell, scienziato dell’Harvard-Smithsonian Center of Astrophysics e noto storico. Di conseguenza, non sarebbe possibile una formazione in volo o un appuntamento a bassa velocità tra il satellite russo e qualsiasi altro satellite, come quello osservato tra il Kosmos-2499 e lo stadio Briz-KM. Tuttavia, “un veloce flyby ad alta velocità è certamente possibile, e non posso escluderlo“, scriveva McDowell in una e-mail. Con sufficiente manovrabilità, i nuovi velivoli antisatellite russi potrebbero utilizzare laser o armi cinetiche di piccole dimensioni anziché esplosivi e shrapnel per disattivare i loro obiettivi. Le navette potrebbero quindi manovrare ed attaccare un altro satellite. Tuttavia, date le dimensioni relativamente piccole dei satelliti russi osservati, la loro capacità di manovra è probabilmente limitata. Allo stesso tempo, potrebbero essere solo precursori di velivoli spaziali più grandi e potenti. Le prove segrete dell’ultimo sistema antisatellite russo coincisero con il peggioramento delle relazioni tra occidente e Oriente per la crisi ucraina. Inoltre, anni di sforzi congiunti russi e cinesi nelle Nazioni Unite per introdurre il divieto di diffusione di armi nello spazio non hanno prodotto nulla per l’opposizione degli Stati Uniti a tale trattato, che sarebbe inapplicabile e privo di senso. Ironia della sorte, Cina e Stati Uniti l’hanno dimostrato distruggendo obiettivi orbitali con missili terrestri.

Lancio del Kosmos-2504
Un misile Rockot lanciò tre satelliti Gonets-M 21, 22 e 23 del Blocco 14 della rete Gonets-D1M e un carico utile militare classificato. Secondo i media, il Rockot/Briz-KM venne lanciato il 31 marzo 2015, alle ore 16:47:56 di Mosca dal sito 133 di Plesetsk. Il Ministero della Difesa russo confermò il lancio e la presenza di un quarto carico utile militare a bordo del vettore, che avrebbe ricevuto la designazione ufficiale di Kosmos-2504, e che potrebbe anche avere la designazione 14F153. La sezione del carico venne separata dal secondo stadio del vettore di lancio alle 16:53 e la navetta spaziale avrebbe raggiunto l’orbita alle ore 18:45.Manovre orbitali
I radar occidentali individuarono cinque oggetti (probabilmente quattro satelliti e lo stadio Briz-KM) nell’orbita di 1172 per 1506 chilometri con inclinazione di 82,5 gradi verso l’equatore. Nel catalogo pubblico del Comando Strategico degli Stati Uniti, questi oggetti hanno ricevuto le denominazioni 2015-020A, 2015-020B, 2015-020C e 2015-020D. Poche ore dopo il lancio, il radioamatore olandese Cees Bassa rilevò le trasmissioni radio associate all’Object 2015-020D, identiche ai segnali dei satelliti manovrabili Kosmos-2491 e Kosmos-2499. Sulla base dei parametri orbitali dell’Object D, era chiaro che il Kosmos-2504 si era separato dal Briz-KM dopo che lo stadio aveva manovrato verso l’orbita di “sepoltura”, anziché librarsi insieme ai tre satelliti Gonets, come Kosmos-2491 e Kosmos-2499 avevano già fatto, secondo osservatori del forum online della rivista Novosti Kosmonavtiki. I dati radar occidentali indicano che il 9 aprile 2015, Kosmos-2504 compì una piccola manovra, passando da un’orbita di 1171 per 1505 chilometri ad una di 1173 per 1508 chilometri. Un’altra serie di manovre apparentemente cominciò intorno al 13 aprile, culminando con un appuntamento con lo stadio Briz-KM, che l’aveva messo in orbita. La sera del 15 aprile, i due oggetti sarebbero stati distanti 4,4 km e il 16 aprile solo 1,4 chilometri. Inoltre, intorno al 16 aprile, lo stadio Briz-KM indicava una salita leggera, molto più probabilmente si spinse a un’orbita più alta, deliberatamente o in conseguenza dell’impatto fisico durante l’attracco. Tuttavia, il 17 aprile i due oggetti furono rilevati distanziarsi di nuovo, con il Kosmos-2504 ancora nell’orbita d’appuntamento e il Briz-KM su un’orbita decisamente superiore.

Nuove manovre nel luglio 2015
Tra il 2 e il 3 luglio 2015, il Kosmos-2504 compi una manovra improvvisa scendendo di 53 chilometri, secondo gli osservatori del forum online di Novosti Kosmonavtiki. Il satellite passò dall’orbita di 1181 per 1528 chilometri a una di 1154 per 1476 chilometri. L’inclinazione orbitale era leggermente cambiata da 82,49 a 82,68 gradi. L’8 ottobre 2015, Kosmos-2504 manovrò verso lo stadio Briz-KM che l’aveva messo in orbita e rimase nelle vicinanze per il resto del mese.

Kosmos-2504 si rianima nel 2017
Quasi due anni dopo aver ultimato le prove, il misterioso satellite militare russo Kosmos-2504 riprendeva improvvisamente le manovre. I suoi primi movimenti evidenti dal 2015 furono rilevati il 27 marzo 2017. Il 20 aprile, Kosmos-2504 passò notevolmente vicino, 1183 metri, dall’Object 1999-025DPP; i resti del satellite meteorologico cinese Fengyun-1C distrutto l’11 gennaio 2007 da un test con un missile antisatellite della Cina. Questo relitto spaziale circuita la Terra su un’orbita di 848 per 736 chilometri con un’inclinazione di 98,87 gradi verso l’equatore, secondo il NORAD. È una delle centinaia di frammenti lasciati dall’esplosione e tracciati dai radar. La navetta spaziale russa ha poi condotto un’altra manovra tra il 18 e il 19 aprile 2017. Ancora più sorprendente, il satellite precedente Kosmos-2499 apparve compiere una manovra nello stesso tempo!

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Object 2014-28E, detrito spaziale o arma anti-satellite russa?

Sam Jones, FT, 17 novembre 2014
141118-orbit_87E’ un racconto che potrebbe provenire dalla guerra fredda. Un oggetto misterioso lanciato dall’esercito russo viene monitorato dalle agenzie spaziali occidentali, alimentando timori sul rilancio del defunto piano del Cremlino per distruggere satelliti. Nelle ultime settimane, gli astronomi amatoriali e i cacciatori di satelliti russi e occidentali seguono le insolite manovre di Object 2014-28E, vedendolo dirigersi verso altri oggetti spaziali russi. Le attività sembravano culminare lo scorso fine settimana con l’incontro con i resti del missile che l’aveva lanciato. L’oggetto era stato inizialmente classificato come detrito spaziale finito in orbita come parte di un missile russo lanciato a maggio per porre in orbita tre satelliti per telecomunicazioni Rodnik di una costellazione militare. L’esercito statunitense lo traccia sotto la denominazione Norad 39.765. Il suo scopo è sconosciuto e potrebbe essere civile: un progetto per aspirare spazzatura spaziale, per esempio. O un veicolo per riparare o rifornire altri satelliti. Ma l’interesse è suscitato dal fatto che la Russia non ne ha dichiarato il lancio, e dai movimenti particolari dell’oggetto, molto attivi e precisi nei cieli. La Russia aveva abbandonato ufficialmente il programma di armi anti-satellite Istrebitel Sputnikov o caccia anti-satelliti, dopo la caduta della cortina di ferro anche se le competenze non sono scomparse. Infatti, gli ufficiali hanno pubblicamente affermato in passato che avrebbero riavviato la ricerca in caso di deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti sui trattati di difesa antimissile. Nel 2010, Oleg Ostapenko, Comandante delle forze spaziali russe, e ora a capo dell’agenzia spaziale, ha detto che la Russia sviluppa ancora satelliti da “ricognizione” e “attacco”. Il ministero della Difesa di Mosca non ha risposto immediatamente alle richieste di commenti.
poletdh2Qualunque cosa sia, (Object 2014-28E) sembra sperimentale“, ha detto Patricia Lewis, research director del think-tank Chatham House ed esperta in sicurezza dello spazio. “Potrebbe avere numerose funzioni, civili e militari. C’è la possibilità che sia una sorta di raccoglitore o che possa sparare proiettili cinetici contro un altro satellite, o forse condurre un attacco o disturbo informatico anti-satellite“. Questa settimana, mentre la sonda dell’Agenzia spaziale europea Rosetta atterrava su una cometa, le peregrinazioni di 2014-28E potrebbero sembrare insignificanti, ma evidenzia la crescente, anche se finora poco pubblicizzata, preoccupazione degli strateghi della difesa: la militarizzazione dello spazio. Avere la capacità di distruggere o degradare le comunicazioni via satellite dell’avversario è considerata una capacità militare potente da quando la corsa allo spazio è iniziata, ma dopo il crollo della cortina di ferro, molti programmi di ricerca segreti su cui sovietici e statunitensi stavano lavorando furono accantonati. Negli ultimi anni, tuttavia, l’interesse per le armi spaziali rivive. “Sarebbe strano se lo spazio dovesse rimanere quella zona su cui (i militari) non mettano le mani“, dice Lewis. Attacchi informatici ai satelliti sono già una realtà, nota: la scorsa settimana, hacker legati al governo cinese hanno infiltrato i satelliti meteorologici degli USA. La Russia in passato era in prima linea negli sforzi per avere un trattato internazionale per evitare che armi siano dispiegate nello spazio, ma furono inutili. Tra i rapidi progressi delle altre potenze straniere e il recente deterioramento delle relazioni tra Mosca e l’occidente, intende rilanciare il programma IS strategico, ha detto un esperto militare russo. Già nel 2007 i cinesi dimostrarono di avere la capacità di abbattere satelliti con missili e nel 2008 negli Stati Uniti dimostrarono la stessa capacità. Ultimamente, a maggio, il satellite cinese Shijian 15 mostrava una propulsione insolita e alla fine intercettava un altro satellite cinese, Shijian 7. “L’esperimento era legato al possibile uso di un braccio di acquisizione remota e per operazioni ravvicinate“, ha detto Max White, del gruppo astronomico Kettering che s’illustrò negli anni ’60 individuando la posizione dei satelliti spia sovietici. “Possono avere caratteristiche civili e militari, come rifornimenti spaziali e disattivare il carico di una nazione estera, possibilmente senza causare detriti. Se i russi sentano il bisogno di dimostrare tale capacità, è una questione da dibattere”, ha aggiunto White, che segue le attività dell’Object 2014-28E.
Come segnale della sensibilità internazionale sulla prospettiva di tecnologie anti-satellite in rapido sviluppo, un test missilistico cinese quest’anno ha suscitato la risposta particolarmente infuocata del Pentagono. Le autorità statunitensi hanno detto di esser “assai convinti” che il lancio di luglio sia stato un test per un’arma anti-satellite, accusando i cinesi di “azioni destabilizzanti”. Il test della Cina fu poi condannato anche dall’Unione europea.1293109607_1252326726_005spiral22Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Abbandonare l’ISS: la Russia creerà la sua stazione spaziale?

RTHistoire et Societé 18 novembre 2014

Come dobbiamo interpretare la notizia che non solo indica un programma autonomo, ma che parte dal nord della Russia, cioè vicino la Cina? Il cosmodromo sovietico di Bajkonur in Kazakistan sarà utilizzato fino al termine del programma internazionale, ma altre opzioni sono esplorate.

389450main_image_1479_1024-768L’Agenzia Spaziale Russa valuta la costruzione di una stazione spaziale nel 2017. Ciò significa che Mosca si libererà dell’ISS dal 2020, quando i suoi obblighi nell’ambito del programma saranno assolti. Il Kommersant ha riferito che il programma della stazione spaziale con equipaggio fino al 2050 prevede l’installazione di una nuova stazione spaziale scientifica, citando fonti dell’Istituto Centrale di Ricerca per l’Ingegneria e la Tecnologia dell’Agenzia Spaziale Roskosmos, istituto di ricerca scientifica spaziale. La differenza principale con la Stazione Spaziale Internazionale attualmente operativa è l’orbita alta della nuova stazione russa, con un’inclinazione di 64,8 gradi, rendendo il 90 per cento del territorio russo visibile da bordo, compresi i mari artici. Dall’ISS, che ha un’inclinazione orbitale di 51,6 gradi, non più del 5 per cento del territorio russo è attualmente visibile. Inoltre, la nuova stazione sarà meglio posizionata per i voli spaziali dalle strutture russe di Bajkonur e Vostokhnij, che vedrà il primo lancio alla fine del 2015. Un volo con equipaggio per l’ISS da Vostokhnij, se accadesse oggi, comporterebbe qualche rischio in caso d’improvvisa cancellazione della missione. In questo caso la rotta vedrebbe il modulo scendere in mare, mentre dalla nuova stazione scenderebbe a terra, riferisce Kommersant. Il cosmodromo militare di Plesetsk, nel nord della Russia sarà usata per inviare carichi alla nuova stazione spaziale. L’uso del cosmodromo ex-sovietico di Bajkonur in Kazakistan continuerà come al solito. “La configurazione iniziale sarà composta da un modulo nodale accoppiato a un laboratorio multiuso di ricerca spaziale OKA-T”, citava Kommersant una fonte dell’Istituto Centrale di Ricerca per l’Ingegneria e la Tecnologia. La nuova stazione sarà rifornita con vettori in fase di sviluppo: il Progres-MS (primo lancio nella seconda metà del 2015) e Sojuz-MS (primo lancio maggio 2016). Una volta attivata la stazione, Roskosmos intende iniziare a testare motori e moduli per il futuro programma lunare. “In realtà si tratta di creare una testa di ponte: prima l’equipaggiamento spaziale sarà inviato alla stazione e poi sulla Luna“, ha detto la fonte.
815f15eecd496ea5b2686d78cd81e6e71-446x257 Il nuovo programma di esplorazione spaziale con equipaggio viene affinato dagli istituti scientifici guidati da Roskosmos. L’Istituto Centrale di Ricerca per l’Ingegneria e la Tecnologia, ha rifiutato di commentare su RT la costruzione della nuova stazione spaziale. Roskosmos valuta diverse opzioni per la nuova stazione spaziale nazionale in sostituzione dell’ISS, ha confermato Denis Lyskov, segretario dell’Agenzia Spaziale Federale, all’agenzia stampa ITAR-TASS. “Esaminiamo una serie di opzioni” ha detto. Senza entrare nei dettagli, Lyskov ha criticato le notizie sulla stazione in circolazione sui media. “Le opzioni premature non dovrebbero essere pubblicate sui media“, ha sottolineato. Il Viceprimo Ministro Dmitrij Rogozin aveva annunciato a maggio che Roskosmos riceve scarso vantaggio commercialmente interessante dalla Stazione Spaziale Internazionale, nonostante la spesa del 30 per cento del suo bilancio annuale sul progetto. “Il nostro profitto è molto basso, quindi non abbiamo alcun interesse commerciale in essa (nell’ISS)”, ha detto Rogozin, aggiungendo che la Russia è disposta ad adempiere ai suoi obblighi internazionali verso l’ISS. “Ci sono voci che la Russia abbandonerà il progetto ISS. Non è vero, il programma è impostato per operare fino al 2020 e ci atterremo ai nostri obblighi internazionali. Sull’estensione fino al 2024 vi sono fondati dubbi”, ha detto Rogozin. La scorsa settimana il capo di Roskosmos Oleg Ostapenko aveva detto all’amministratore della NASA Charles Bolden, all’Airshow della Cina (Zhuhai 2014 NdT), che la decisione sul futuro dell’ISS, dopo il 2020, si avrà alla fine dell’anno.
L’industria spaziale degli Stati Uniti, che utilizza le russe Sojuz per inviare i suoi astronauti sull’ISS, enfatizza l’uso dell’ISS almeno fino al 2024. Gli altri partecipanti al progetto, come il Giappone, hanno espresso interesse a mantenere l’operatività della stazione per un periodo più lungo. Nel 2013 gli Stati Uniti spesero 3 miliardi di dollari per l’ISS, sei volte più della Roskosmos, mentre la Russia ha diritto di formarne metà dell’equipaggio. Il progetto ISS è iniziato nel 1998 con la Russia che fornì i primi moduli necessari per la costruzione. Prima dell’ISS, Roskosmos aveva la propria stazione sovietica Mir, operativa per 15 anni dal 1986 al 2001, prima che abbandonasse l’orbita affondando nell’Oceano Pacifico.

cosmodrome-vostochny-construction-site-russia-3Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora