Lo scudo missilistico della NATO assicura l’attacco preventivo russo

Rostislav Ishenko RIA Novosti Russia Insider

L’autore è un famoso analista politico ed ex-diplomatico ucraino costretto ad migrare in Russia dopo il colpo di Stato di Majdan. E’ editorialista dell’Agenzia di Informazioni Internazionale “Rossija Segodnja”.599732Gli Stati Uniti hanno attivato le prime stazioni della difesa missilistica il 12 maggio, presso la base aerea rumena di Deveselu, nell’ambito dello scudo di difesa missilistica in Europa, ed iniziato la costruzione del secondo elemento il 13 maggio presso la base aerea polacca di Redzikowo. Il Presidente Vladimir Putin ha dichiarato in una riunione sulle esercitazioni che gli Stati Uniti non potranno ingannare la Russia sostenendo che il loro sistema sia puramente difensivo, e che in effetti trasferiscono parte della loro potenza nucleare nei Paesi dell’Europa orientale. Il presidente ha promesso che la Russia risponderà adeguatamente alle nuove minacce alla propria sicurezza. Subito dopo la dichiarazione di Vladimir Putin, Stati Uniti e NATO erano isterici per la cosiddetta risposta inappropriata della Russia alle loro azioni “innocue”. Le nuove basi statunitensi sono così pericolose?

Risposta adeguata e non adeguata
L’esperienza di molti anni dimostra che il Presidente della Russia si concede del tempo prima di fare commenti duri, e questi lo erano senza precedenti. Parlando della necessità di ‘ridurre le minacce alla sicurezza della Federazione russa’, Putin ha fatto capire nel modo più chiaro possibile che i governi degli Stati dell’Europa orientale mutano i loro Paesi in possibili obiettivi degli attacchi russi consentendo di ospitare lo scudo antimissile degli USA. Va notato che l’11 maggio, il giorno prima dell’apertura della base romena, il Ministero degli Esteri della Russia aveva fatto una dichiarazione. Il direttore del Consiglio per la non proliferazione e il controllo delle armi, Mikhail Uljanov, definiva le azioni degli Stati Uniti, violazioni del trattato sulle Forze nucleari a raggio intermedio (INF) del 1987.

Controllo dei fatti
Cosa preoccupa la Russia e perché il riferimento di Mosca a “ridurre le minacce” provoca crisi isteriche nella NATO? I complessi terrestri del sistema da combattimento Aegis, base della Difesa Nazionale Anti-missile degli USA in Europa, sono una doppia minaccia per la Russia. Dopo aver concluso il trattato sulla limitazione delle armi strategiche offensive, Stati Uniti e Russia hanno ridotto le armi nucleari da diverse decine di migliaia a 6-7000 per ognuno. Ufficialmente, la Russia oggi ha 7300 testate nucleari. Tuttavia, ogni arma va lanciata sul bersaglio. Al momento, le Forze Armate russe hanno 526 vettori nucleari dotati di 1735 armi. Considerando le unità di riserva, il totale dei vettori sarebbe 877 con 3200 armi. Altri vettori per armi nucleari dispiegati sono gli aerei strategici e i sottomarini nucleari. Tuttavia, se si tentasse un attacco a sorpresa, non tutti gli aerei avrebbero il tempo di decollare, non tutti i missili riuscirebbero a raggiungere la zona di lancio e non tutti i sottomarini raggiungerebbero la zona di combattimento. E l’US Navy cercherebbe in ogni modo di distruggere quelli già attivi, molto prima dell’inizio dei combattimenti. Oggi la Russia ha solo dieci sottomarini lanciamissili balistici, e non sarebbe difficile per gli Stati Uniti neutralizzarli.

A cosa punta il sistema di difesa missilistica statunitense
Solo i lanciatori terrestri di missili balistici intercontinentali assicurano la distruzione del territorio degli Stati Uniti, e sono a questi che il sistema di difesa missilistica statunitense mira. La collocazione ai confini russi dovrebbe consentire l’intercettazione dei vettori intercontinentali nel momento in cui sono più vulnerabili, nella fase di decollo. Finora, la Russia ha circa 300 vettori nucleari intercontinentali. Sicuramente, i 24 missili antibalistici in Romania non bastano a salvare gli Stati Uniti da un attacco di rappresaglia, ma non hanno intenzione di limitarsi a una sola base di missili intercettori. Inoltre, dopo che il sistema viene accelerato, è facile aumentare il numero dei lanciamissili. Abbiamo prestato attenzione alla dichiarazione del Ministero degli Esteri russo sulla violazione dell’INF. Il punto è che il sistema di combattimento Aegis è universale e può controllare il lancio di missili antibalistici e di missili da crociera Tomahawk. I Tomahawk (insieme ai Pershing, tolti dall’arsenale) furono schierati negli anni ’80 in Europa occidentale, e il loro tempo di volo su obiettivi nella parte europea dell’ex-URSS (Ucraina, Bielorussia, Stati baltici e Russia fino al Urali) era di 5-8 minuti. E’ facile calcolare che il tempo di volo sarà ridotto con i Tomahawk in Romania e Polonia (1000-1500 km più vicini). In queste circostanze, non c’è tempo di valutare la situazione e le intenzioni. Tutto ciò che può apparire come minaccia di attacco nucleare contro la Russia determinerà il lancio immediato dei missili intercontinentali. In caso contrario, vi è l’alta probabilità che sarebbero distrutti nei siti. La limitata (dopo la riduzione secondo l’INF) quantità di vettori e testate non lascia speranza che ci siano abbastanza missili per una risposta adeguata dopo il primo attacco. Ciò aumenta il rischio del confronto nucleare ai livelli degli anni ’80, al culmine della storia delle relazioni URSS – USA, fatta eccezione delle due settimane critiche della crisi missilistica di Cuba, 15-28 ottobre 1962. (Crisi, tra l’altro, provocata dall’insediamento dei missili balistici a medio raggio Jupiter in Turchia).

La tensione cresce
L’attuale situazione internazionale è molto più esplosiva. Gli Stati Uniti non vogliono ancora accettare il fatto che la loro egemonia è finita, e al fine di salvarla puntano tutto sulla forza militare. I conflitti che si accendono potrebbero tradursi in un confronto diretto con la Russia, con entrambe le parti che usano le forze armate per far rispettare gli sforzi diplomatici. La disponibilità dimostrata dalla Russia nel proteggere la Siria con l’ombrello del sistema di difesa missilistica ha fermato l’invasione pianificata dall’occidente, secondo lo scenario libico. Non è un segreto che i consiglieri militari di Stati Uniti e Russia si consultano con Kiev e Donbas nella guerra civile in Ucraina. L’attacco contro l’aereo russo in Siria fu compiuto dalla Turchia, membro della NATO, dopo che Ankara aveva minacciato l’invasione della Siria per due mesi, con conseguente inevitabile confronto tra forze aeree russe e turche. In generale, il mondo vive quello che è probabilmente una crescente minaccia militare. Nel frattempo, quando la possibilità di creare una zona di lancio per il sistema missilistico di difesa statunitense in Europa era ancora in discussione, l’esercito russo dichiarò che l’unico modo affidabile per impedirne la minaccia era l’attacco preventivo dei sistemi Iskander se i leader politici concordano sul fatto che le azioni militari sono inevitabili. La distruzione del sistema di difesa missilistica con armi di precisione convenzionali non sarà la necessaria causa della guerra nucleare con gli Stati Uniti (anche se sicuramente porterebbe al confronto militare con i Paesi presi di mira). Ma l’avvicinarsi di decine di vettori con un tempo minimo di volo ai confini russi può essere considerato da Mosca minaccia esistenziale allo Stato russo. In questo caso, l’attuale dottrina militare della Russia prevede il primo impiego delle armi nucleari. Si dice che la dottrina si attui in caso d’aggressione contro la Russia. Tuttavia, la definizione di aggressione e minaccia esistenziale allo Stato sono attualmente piuttosto elastici. Negli ultimi due decenni abbiamo visto così tanti Stati quasi annientati senza una dichiarazione di guerra, che è praticamente impossibile identificare la linea sottile che separa la guerra dalla pace. Anche gli esperti si domandano come identificare lo stato attuale delle relazioni internazionali (situazione pre-bellica, terza guerra mondiale prolungata o inizio della quarta). In tali circostanze, più si avvicina la prima linea delle forze strategiche contrapposte, meno tempo resta ai leader politici per decidere, e il pericolo di schieramento automatico delle forze è molto più alto rispetto a quando i militari semplicemente seguivano le istruzioni prestabilite ‘nel caso’. Ogni Stato Maggiore si basa sul fatto che, se le intenzioni del nemico non sono chiare, vanno interpretate come aggressive (in caso contrario, sarebbe tardi per rispondere). Lasciando l’esercito da solo nel circolo vizioso delle decisioni inevitabili. Ecco perché Stati Uniti e NATO sono in crisi isterica per la dichiarazione di Putin, pensando che l’avrebbero costretto a ritirarsi ponendolo davanti alla minaccia militare, implicita ma innegabile. Ha accettato la loro proposta di alzare la posta in gioco al massimo, e ora è Washington che deve decidere se vale la pena rischiare una guerra nucleare non controllata o ritirarsi di fronte al mondo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I propagandisti occidentali non sanno come trattare il Sarmat

Politrussia, Fort Russ, 15 maggio 2016

f084c656d83a894dedbf95db7da170af_articleIl lavoro della propaganda occidentale è duro. Alti funzionari dichiarano che l’economia della Russia è “a brandelli”, la stampa riprende le loro parole con cattiveria, ma la nostra economia è ancora viva. Gli specialisti della propaganda di Washington diffondo un falso dopo l’altro, venendo subito smentiti dai fatti. Succede che i media occidentali insieme alle loro agenzie ufficiali sabotano i propagandisti locali. Ad esempio, un anno fa “Radio Liberty” attaccò il complesso militare-industriale russo. Presumibilmente, la frequenza della comparsa di nuovi prodotti dell’industria militare nazionale non è significativa, perché se scoppiasse improvvisamente la guerra, la Russia andrebbe a combattere con della spazzatura e nuovi mezzi mediocri: il carro armato “Armata” in stallo, mentre gli altri promettenti prodotti sono esemplari di “carta” e prototipi. Ma in occidente, la pillola sedativa dei giornalisti non funziona. Disintegrando gli argomenti di “Radio Liberty” sullo stato corrotto dell’industria militare russa, Pentagono e media sono andati ripetutamente nel panico discutendo dei nuovi programmi russi. Ad esempio, modellando la battaglia tra il bloccato e per nulla preoccupante “Armata” e lo statunitense “Abrams“, il Pentagono è giunto alla conclusione che il carro russo è un avversario estremamente pericoloso per i mezzi, una seria minaccia per la fanteria ed è quasi invulnerabile agli aerei degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti temono anche altre notizie dai nostri ministeri della Difesa e dell’Industria. Ad esempio, recentemente i militari degli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per lo sviluppo delle tecnologie spaziali russe, che nel lungo termine minacciano i satelliti militari del Pentagono. Lo sviluppo di un drone sottomarino non è sfuggito all’attenzione delle forze armate statunitensi. Ecco un altro esempio. Meno di un mese fa, il vicecapo del CyberCommand delle Forze Armate degli Stati Uniti, Ronald Pontius, ha riconosciuto che il suo Paese non può tenere il passo con lo sviluppo del nostro equipaggiamento militare, in particolare, a suo parere, gli aerei da ricognizione russi a cui gli Stati Uniti non hanno nulla da opporre. Inoltre, secondo il dipartimento della Difesa statunitense, non hanno nulla per contrastare il nostro successo nei moderni sistemi di guerra elettronica. Tuttavia, il pericolo nei cieli non proviene solo dagli aerei, ma anche dalle armi strategiche della Russia.
Il sistema di difesa antimissile statunitense non garantisce protezione assoluta, anche nell’attuale equilibrio di potere, per non parlare dei terribili nuovi prodotti dell’industria militare della Russia. Secondo il comandante delle Forze Strategiche Missilistiche russe Colonnello-Generale Sergej Karakaev, lo sviluppo del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti “attualmente non riduce le capacità operative delle truppe missilistiche strategiche russe“. Inoltre, la Russia considera lo sviluppo della difesa missilistica degli Stati Uniti nella progettazione delle nuove armi. “La realizzazione dei nostri piani implica l’uso di fondamentalmente nuovi ed efficaci mezzi e modi di battere qualsiasi difesa missilistica“, afferma Sergej Karakaev. Uno di questi progetti è il missile balistico intercontinentale “Sarmat“, su cui ha già pubblicato il sito “PolitiRussia“. “Per le sue caratteristiche di peso e dimensioni è simile al predecessore (SS-18 “Satan”). Ma inoltre avremo un nuovo mezzo bellico che promette di violare le difese missilistiche. Cosa più importante, il complesso è sviluppato e sarà prodotto presso le aziende della cooperazione russa“, ha detto Sergej Karakaev descrivendo il missile. Violare le difese nemiche è uno dei principali punti salienti della novità. “Il requisito principale del nuovo missile è la risposta flessibile allo sviluppo del sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti fino al 2030. Inoltre, la sua potenza consentirà al missile di colpire obiettivi non solo in tutto il Nord, ma anche in tutto l’emisfero Sud“, spiega l’ex-Capo di Stato Maggiore delle Forze Missilistiche Strategiche Viktor Esin. “Il nuovo missile potrà resistere alle armi d’attacco spaziali Echelon, e può essere lanciato da quasi tutte le aree e in tutte le direzioni“, ha detto il Viceministro della Difesa Juri Borisov, descrivendo le capacità del missile. Attacchi inaspettati, per esempio dal Polo Sud, preoccuperanno il sistema di difesa missilistico degli USA. Ma molti altri pericoli rappresenta il velivolo da combattimento ipersonico del missile. Un anno fa, il Washington Times scrisse che gli USA non possono difendersi da tali sistemi. Inoltre, se questi missili saranno impiegati dal villaggio Dombarovskij, come previsto, secondo il quotidiano, gli Stati Uniti non potranno abbatterli in volo e neanche distruggerli a terra. La comparsa di questi missili, secondo il Janes Information Group, sarà l’asso nella manica della Russia nei negoziati sulla limitazione delle armi nucleari strategiche. Il test del missile “Sarmat” era previsto per la primavera di quest’anno, ma è già la seconda volta che viene spostato. Il primo lancio non ebbe luogo per l’impreparazione di un impianto di lancio. Ora i problemi sono sorti nel missile stesso “E’ un prodotto completamente nuovo. E’ chiaro che la sperimentazione di nuovi equipaggiamenti può andare storta. E qui, credo, non dovremmo cercare un qualche dolo o conseguenze serie. Naturalmente, è meglio identificare i problemi prima che dopo…“, ha detto il capo redattore della rivista Arms Export Andrej Frolov. “Questi sono i rischi, l’atteso. E non servirebbe dire che tutto va male come dicono. Non andiamo male. Il fatto che abbiamo identificato prima il problema è un bene. Molto meglio di un missile che cade in testa a qualcuno“, ha detto l’esperto della associazione degli scienziati politici militari e professore associato di scienze politiche e sociologia della REU Plekhanov, Aleksandr Perendzhev. E nonostante la riformulazione del test, per la stampa occidentale è estremamente difficile gongolare dato il panico mediatico sullo sviluppo del “Sarmat” negli ultimi anni. Per esempio, il giorno prima della notizia sul ritardo, diverse agenzie inglesi pubblicavano tremendi articoli sul missile russo. Daily Mirror, Daily Express, Daily Star e Daily Record pubblicavano articoli terrorizzanti diffusi in occidente dalla rete.
E’ un’arma da giorno del giudizio così potente che in pochi secondi può cancellare un vasto territorio dalla faccia della Terra. L’occidente non ha nulla per contrastarlo, potendo facilmente aggirare tutti i sistemi di difesa missilistica“, dicevano i giornali citando esperti inglesi. “Una zona enorme” paragonabile, per esempio, a Texas o Francia. Il missile a lungo raggio spaventa anche gli inglesi. Il “Sarmat” può colpire le coste orientali e occidentali degli Stati Uniti o il centro di Londra, scrivevano. Tuttavia, non solo gli inglesi erano allarmati, anche la stampa statunitense ha scritto sul “Sarmat” con cautela, anche se più contenuta, rispetto alle controparti inglesi. National Interest ha risposto con pubblicazioni sul promettente missile. “Gli Stati Uniti sono notevolmente indietro rispetto alla Russia sullo sviluppo dei missili balistici intercontinentali… il programma della comunità di difesa missilistica europea e del sistema di difesa antimissile terrestre (complesso di difesa missilistica progettato per intercettare le testate in arrivo) nel prossimo futuro non sarà efficace contro i missili russi“, concludeva delusa la pubblicazione. Qualunque missile sostituisca l’attuale “Minuteman-III” degli Stati Uniti, è improbabile che sarà impressionante quanto quello russo, riassume l’autore di The National Interest. Inoltre, mentre sarà completato lo sviluppo del nuovo ICBM, il sistema di difesa missilistico russo non rimarrà fermo. “Lavoriamo alla modernizzazione del “Minuteman”, ma il comando aereo degli Stati Uniti ha detto al Congresso che questo sistema obsoleto difficilmente garantirà una barriera difensiva sicura rispetto al miglioramento delle difese missilistiche“, secondo la pubblicazione.
Forse piacerebbe credere alla propaganda occidentale che descrive accuratamente il declino delle Forze Armate russe. Ma come farlo quando la reazione diretta della stampa estera sul prossimo test di uno solo dei nostri missili è così eloquente?1023623195Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

RS-28 Sarmat, arma formidabile contro i piani degli USA

Andrej Akulov Foundation Strategic Culture 13/05/2016

xPGxUIl comandante delle Forze Missilistiche Strategiche della Russia Sergej Karakaev ha detto il 10 maggio che la Russia sviluppa nuovi missili balistici intercontinentali (ICBM), con particolare attenzione alla capacità di penetrare le difese antimissile balistico (BMD) degli USA. Ha detto che la decisione di accelerarne l’attuazione è stata provocata dallo schieramento del BMD degli Stati Uniti in Europa. Il generale ha sottolineato che i missili russi voleranno su traiettorie ottimali colpendo con le testate su più direzioni, “costringendo la controparte a proteggere il perimetro della difesa missilistica”. Secondo lui, la Russia avrà in egual numero lanciatori di ICBM fissi e mobili entro il 2021. L’arma prevede di testare 16 missili balistici intercontinentali nel 2016. Su un totale di 16 lanci di prova, 14 saranno condotti nell’ambito dello sviluppo di nuovi missili e testate. Nel complesso, le Forze Missilistiche Strategiche russe pianificano di testare circa 160 nuovi sistemi d’arma nel 2016, il doppio rispetto al 2015. Alcuni test riguarderebbero il nuovo velivolo ipersonico (HGV) Ju-71, che verrebbe montato sull’ultimo missile balistico intercontinentale (ICBM) pesante a propellente liquido russo RS-28 Sarmat (SS-X-30). Lo sviluppo del sistema missilistico pesante basato su silo Sarmat è in fase di ultimazione. La Russia schiererà i nuovi missili balistici intercontinentali pesanti a propellente liquido RS-28 Sarmat in Siberia e negli Urali meridionali, quando la nuova arma sarà operativa nel 2018. Il sistema sostituirà gradualmente l’obsoleto ICBM Voevoda R-36M2 Satan (SS-18). Il Sarmat utilizzerà gli stessi silos che ospitano il Satan, ma i due missili hanno caratteristiche molto diverse. I silos saranno ricostruiti per i nuovi missili e dotati di intercettori per proteggerli da un attacco preventivo. I primi prototipi del missili sono già stati costruiti. I primi lanci di prova sono in programma per la fine dell’anno presso Plesetsk, dopo un breve periodo di prove preliminari. Secondo una fonte dell’industria della difesa, il missile viene espulso dal silo fino ad un’altitudine di 30-40 metri grazie a un generatore a gas appena testato. A quella quota si avvia il motore da crociera del primo stadio per il lancio ‘regolare’. Con una gittata di almeno 11000 km, l’ICBM più grande mai costruito, l’RS-28 Sarmat, trasporterà 10-15 testate termonucleari a puntamento indipendente: 10 testate pesanti o 15 leggere a seconda della missione. Il missile peserà almeno 100 tonnellate e trasporterà un carico utile di 10 tonnellate. Utilizzerà una combinazione di esche, vari sistemi di contromisure e velocità progettata specificamente per superare le difese antimissile balistico e sarà dotato di testate manovranti per complicarne l’intercettazione. Il previsto schieramento dell’RS-28 è una delle misure adottate dalla Russia in risposta al Rapido Attacco Globale (PGS) e ai piani sulla difesa antimissile balistico degli USA.
Il PGS è lo sviluppo di un sistema capace di un attacco aereo di precisione convenzionale in tutto il mondo entro un’ora. Il programma comprende numerose tecnologie presenti ed emergenti, tra cui missili ipersonici convenzionali aerolanciati o lanciati da superficie o sottomarini. La difesa antimissile balistico è stata creata per contrastare un contrattacco in caso di guerra. Gli Stati Uniti si sforzano di creare un sistema di difesa antimissile globale efficace costituito da vari missili intercettori integrati con sistemi cinetici o laser schierati in tutti gli ambienti, anche nello spazio. Si ritiene che tale difesa a più livelli possa colpire missili in volo e testate nello spazio. Nel 2002 gli USA si ritirarono unilateralmente dal trattato ABM. La mossa fu molto distruttiva per il regime di controllo degli armamenti e fu percepita dalla Russia come tentativo d’immunizzare gli Stati Uniti da un attacco di rappresaglia. Ora, il sistema di difesa antimissile balistico Aegis Ashore è già attivo in Romania. Secondo i piani, nel 2018 la versione aggiornata sarà stanziata in Polonia. Navi della difesa antimissile degli USA sono di stanza a Rota, in Spagna. Questi sono solo alcuni esempi dello sforzo degli USA sul BMD globale. Mosca ha dichiarato in molte occasioni che se gli Stati Uniti continuano sulla questione, la Russia troverà mezzi asimmetrici per rispondere al sistema di difesa missilistica. I piani di sviluppo a lungo termine delle Forze Missilistiche Strategiche della Russia sono stati corretti, di conseguenza. L’arma prevede di introdurre nuovi ed efficaci mezzi e tecniche per penetrare qualsiasi sistema di difesa missilistica e in grado d’ingaggiare bersagli in qualsiasi parte del mondo. L’RS-28 è un esempio che testimonia il fatto che l’abbandono del Trattato ABM e l’attuazione dei programmi per ottenere la superiorità sulla Russia non rendono gli USA più sicuri. Al contrario, il controllo degli armamenti è il modo migliore per evitare la minaccia. Speriamo che la prossima amministrazione statunitense adotti un approccio più realistico ai problemi della sicurezza nucleare.1443718349_rs-18-baykonur-14122014-1La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Foundation Strategic Culture.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina testa con successo il nuovo ICBM DF-41 sul Mar Cinese Meridionale

La Cina invia un avvertimento a Washington?
Brian Kalman, Southfront
Brian Kalman è un professionista del trasporto marittimo. Ex-ufficiale della Marina degli Stati Uniti per undici anni, attualmente risiede e lavora nei Caraibi.Dong Feng 41 DF-41 intercontinental ballistic missile (ICBM) Chinese Nuclear Second Artillery Corps (SAC) 2nd  multiple independently targetable re-entry vehicle (MIRV) (2)La Cina ha condotto un test di lancio del nuovo ICBM DF-41, il 12 aprile. Il missile è stato lanciato da un autoveicolo di lancio. Due veicoli di rientro a puntamento indipendente (MIRV) dal lancio furono monitorati dai satelliti statunitensi. Alcune fonti sostengono che i MIRV disarmati si tuffarono nel Mar Cinese Meridionale, ma né i funzionari cinesi né quelli statunitensi l’hanno confermato. In risposta alle domande riguardanti la posizione dell’impatto delle testate fittizie, il Ministero della Difesa cinese aveva risposto cripticamente che, “E’ normale per la Cina compiere esperimenti scientifici nel proprio territorio, e questi esperimenti non sono destinati contro un Paese specifico”, ammettendo solo che il missile è stato lanciato “presso il Mar cinese meridionale il 12 aprile”. La Cina aveva condotto un test di espulsione dal contenitore del DF-41 da un veicolo di lancio su rotaia, il 5 dicembre 2015. Il DF-41 è progettato per essere lanciato da veicoli di lancio su rotaia o strada, invece che dai silo fissi, in modo da massimizzare la difficoltà di rilevamento della posizione e migliorarne le possibilità di sopravvivenza a un primo attacco. Il DF-41, o Dong Feng (Vento dell’Est) 41, ha una gittata effettiva compresa tra 14000 e 20000 km, permettendogli di colpire qualsiasi punto degli Stati Uniti continentali entro 30 minuti dal lancio. L’ICBM può anche trasportare 10 MIRV. Il test più recente ha dimostrato la capacità del DF-41 di trasportare almeno 2 MIRV. La Cina molto probabilmente non ha testato il missile con il massimo carico di MIRV, mantenendo i servizi d’intelligence esteri nel dubbio sull’esatta capacità del DF-41. La Cina si propone di schierare i DF-41 sia su veicoli stradali che su veicoli su rotaia entro il 2020, e sembra che l’ICBM sia in avanzata fase di sviluppo. La Cina ha compiuto notevoli progressi negli ultimi dieci anni nello sviluppo di avanzati ICBM a testata MIRV per la neodenominata Forza Missilistica dell’Esercito di Liberazione Popolare, e per la flotta di sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare. I cinesi sviluppano anche i veicoli di rientro manovrabile (MARV) per i missili balistici intercontinentali. Questi MARV rendono le testate molto più difficili da intercettare una volta separatesi dall’ICBM, durante il rientro. Il DF-41 molto probabilmente avrà testate MARV nell’eventuale schieramento nella Forza Missilistica dell’ELP nei prossimi anni.
Nel momento in cui i capi di Congresso, gruppi di pressione ed analisti militari mettono in discussione età e sostenibilità del deterrente nucleare degli Stati Uniti, Cina e Russia potenziano quantitativamente e qualitativamente la propria deterrenza nucleare. La Cina ha almeno 4 SSBN Tipo 094 classe Jin in servizio di pattugliamento di deterrenza, con quattro ulteriori battelli previsti dal 2020. Il Tipo 094 trasporta 12 SLBM JL-2 dotati di 2-3 MIRV ciascuno e hanno una gittata efficace di circa 7000 km. La Russia ha similmente fatto progressi negli ultimi anni aggiornando la flotta sottomarina del deterrente nucleare varando 3 degli 8 previsti SSBN classe Dolgorukij (denominazione NATO Borej), altrimenti noti come Proekt 955. SSBN di 4.ta generazione dallo scafo che ospita 16 pozzi di lancio per gli SLBM RSM-56 Bulava. Il Bulava ha una gittata effettiva di 10000 km e può trasportare 6-10 MIRV. I 5 sottomarini da completare sono stati ridisegnati per accogliere 20 SLBM Bulava. L’ICBM di quinta generazione russo RS-24 Jars è in servizio dal 2010 con 63 unità stradali e 10 unità su silo operativi a gennaio di quest’anno. Lo Jars ha una gittata effettiva di 12000 km e può trasportare 10 MIRV. Ogni testata è dotata di avanzate contromisure anti-ABM, rendendo molto difficile ai sistemi missilistici antibalistici distruggerla. La Russia prevede di sostituire tutti i vecchi missili balistici intercontinentali con lo RS-24 Jars e il Topol-M. Il più avanzato ICBM RS-28 Sarmat è in avanzata fase di sviluppo e dovrebbe sostituire l’SS-18 Satan nell’arsenale deterrente nucleare russo. L’RS-28 Sarmat dovrebbe avviare la fase dei test avanzati questa estate, per essere operativo dal 2018. La Russia attualmente sviluppa veicoli di rientro ipersonici per le 10 testate che l’RS-28 dovrà trasportare. I MARV ipersonici non sono solo in grado di cambiare rotta, ma viaggiano anche a una velocità tale che sarà virtualmente impossibile intercettarli.
Se l’ultimo lancio di prova dell’ICBM cinese DF-41 aveva lo scopo d’inviare vari avvertimenti a Washington o meno, va interpretato. Se viene confermato che le testate fittizie sono finite nel Mar Cinese Meridionale pochi giorni dopo che il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Ashton Carter aveva visitato il CSG dell’USS John C. Stennis nella regione, il 16 aprile, il messaggio per gli Stati Uniti sarà abbastanza chiaro. La Cina avverte che non solo può ed è disposta a combattere gli Stati Uniti nel proprio cortile, ma che rapidamente avrà la capacità di colpirli nel loro cortile.1326285393_57421Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Riuscito test della testata ipersonica russa Ju-71

Sdelanounas, 21 aprile 2016 – Fort Rus92e53d46b07d89e3208d848834a47858All’inizio della settimana, la Russia ha condotto un test riuscito del nuovo equipaggiamento aerobalistico ipersonico per il promettente missile balistico intercontinentale (ICBM) Sarmat, che presto sostituirà il potente ICBM russo RS-20 Voevoda (classificazione NATO SS-18 Satan). Ufficialmente il test non è stato segnalato, ma secondo “MK” (Moskovskij Komsomolets), dopo questo fantastico successo, secondo i progettisti, se ne avranno altri nel prossimo futuro. Il lancio di prova, secondo i nostri interlocutori, fu effettuato dal poligono Dombarovskij nell’Orenburg Oblast. Il velivolo ipersonico testato si chiama Ju-71 ed è stato lanciato con un ICBM UR-100 (SS-19 Stiletto). Gli analisti occidentali hanno scritto che il primo test di lancio dello Ju-71 avvenne nel dicembre 2011, il secondo nel settembre 2013, il terzo nel 2014. Queste informazioni si basano su dati satellitari. Gli autori della pubblicazione “Jane’s Intelligence Review” hanno affermato che i lavori su questo velivolo sperimentale iniziarono nel 2009 nel quadro del programma top-secret denominato 4202. Lo Ju-71 può trasportare una testata nucleare come una convenzionale (cioè testata non nucleare, consentita da diverse convenzioni internazionali). Gli analisti occidentali potrebbero avere ragione, ma va ricordato che nel 2004 l’ex-Capo di Stato Maggiore Generale russo Jurij Baluevskij, in uno dei suoi discorsi parlò del test della testata manovrabile per i missili balistici intercontinentali che dovrebbe aumentare radicalmente la potenza delle Forze Strategiche Missilistiche russe divenendo la risposta adeguata al dispiegamento di qualsiasi sistema di difesa missilistica. Tuttavia, il programma Sarmat fu approvato alla fine del 2011. A metà 2015 fu riferito che i test di volo del missile inizieranno nei primi mesi del 2017. Ora, dopo il test riuscito della testata, le prove di volo dei missili probabilmente avverranno presto. Si prevede che il primo ICBM Sarmat entrerà in servizio nelle unità militari di stanza nella regione di Krasnojarsk e dell’Orenburg Oblast.f9ba06967002d2c8d3ef84b9108785baPAK-DA: il bombardiere invisibile che sostituirà il Tu-160
Vjacheslav Shpakovskij, Pravda, 20/4/2016

21875358Nel 1999, la Russia annunciava i lavori per la creazione di un nuovo bombardiere strategico in sostituzione dei bombardieri Tu-95MS e Tu-160 (White Swan, Black Jack per la NATO). Il nuovo aereo doveva essere pronto nel 2010, ma i piani non si concretizzarono a causa del mancato sviluppo dei motori. Poi fu detto che la Russia si sarebbe permessa cinque bombardieri strategici Tu-160 nel 1992-2027 a 100 milioni l’uno. Il costo per lo sviluppo di un velivolo simile fu valutato 35 miliardi. Il peso massimo al decollo del nuovo bombardiere strategico, definito PAK-DA, sarebbe di non più 125 tonnellate. L’aereo avrebbe dovuto decollare per il primo volo tra il 2015 e il 2021. Per completare il programma per costruire 100 bombardieri entro il 2027, si doveva produrre un bombardiere al mese. Dal 2009, il comando dell’aviazione a lungo raggio dell’Aeronautica russa disse che l’aereo d’attacco PAK-DA avrebbe sostituito i bombardieri strategici a lungo raggio lanciamissili Tu-160, Tu-95MS e Tu-22M3. Fu affermato, inoltre, che il nuovo bombardiere sarebbe entrato in servizio nel 2025-2030 e che avrebbe sostituito i Tu-22M3, suggerendo che il nuovo bombardiere sarà un velivolo strategico supersonico, qualcosa tra Tu-22M3 e Tu-160. Nel novembre 2013, i media russi riferirono che il coordinamento del progetto del Ministero della Difesa fu completato nel settembre 2013. I lavori per la costruzione del velivolo PAK-DA sarebbero iniziate nel 2014. Il nuovo velivolo continuerà l’idea del Tu-160 e non sarà simile al bombardiere stealth B-2 degli Stati Uniti. Il PAK-DA potrà decollare da diversi tipi di basi aeree, anche da brevi piste in terra battuta trasportando armi convenzionali e speciali ad alta precisione (missili e bombe), per violare qualsiasi sistema di difesa aerea e operare in qualsiasi teatro di operazioni, in ogni tempo e condizioni meteo. La tecnologia stealth sarà utilizzata per la produzione del nuovo velivolo riducendone efficacemente la superficie riflettente. L’aereo avrà la forma di ala volante, con due potenti motori nella cellula riducendo la firma agli infrarosse delle emissioni dei motori. Nel 2014 si disse che i bombardieri PAK-DA avrebbero trasportato missili da crociera convenzionali Kh-101, così come la versione nucleare Kh-102. Un missile Kh-101 pesa 2200-2400 kg e la testata 400 kg. Il missile ha una gittata di 5000-5500 km, con profilo di volo variabile da 30-70 m a 6000 m, velocità di crociera di 190-200 m/s ed una massima di 250-270 m/s. Il missile è dotato di sistema di correzione della traiettoria optoelettronico e di un sistema di guida speciale che garantisce la precisione sul bersaglio di 12-20 metri. Secondo gli esperti inglesi, l’aereo d’interdizione dell’aviazione a lungo raggio russa sarà inoltre dotato di una nuova versione della bomba guidata KAB-1500 del peso di 1500 kg. Il sistema d’arma ne ospiterà massimo cinque. Il comandante dell’Aeronautica russa dichiarava che i nuovi aerei opererebbero per più di 50 anni, dato che la capacità operativa del nuovo velivolo sarà notevolmente migliorata con l’ammodernamento.PAK-DA-2013

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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