La Russia testa il nuovo sistema strategico mobile

Il presidente Trump può impedire una nuova corsa agli armamenti
Peter Korzun, Strategic Culture Foundation 24 /11/2016

bjrk_301214-tGli Stati Uniti rimuginano una profonda revisione della triade nucleare. L’Air Force lavora ad una nuova versione del missile intercontinentale balistico (ICBM) e al programma Long Range Strike-Bomber (LRS-B). La Navy studia i piani per sostituire i sottomarini classe Ohio. Secondo il Centro di valutazioni e bilancio strategici, i piani per aggiornare la triade nucleare costeranno più di 700 miliardi di dollari nei prossimi 25 anni. L’ex-segretario alla Difesa William Perry ha avvertito che gli Stati Uniti sono “sull’orlo” di una nuova corsa agli armamenti nucleari, elevando il rischio di un’apocalisse nucleare come nella Guerra Fredda. Mosca non ha altra scelta che rispondere. La Russia ha condotto con successo il primo test del missile balistico intercontinentale (ICBM) progettato per il futuro sistema strategico nucleare offensivo ferroviario Barguzin. Si trattava dell’“eiezione” del missile dal contenitore di lancio. Le prove sono state effettuate presso il cosmodromo di Plesetsk, due settimane fa, aprendo la via ad ulteriori prove da effettuare nel 2017. Il Colonnello-Generale Sergej Karakaev, comandante delle Forze missilistiche strategiche della Russia, ha detto ai giornalisti che il nuovo sistema missilistico ferroviario sarò pronto nei primi mesi del 2017. In precedenza, Jurij Solomonov, capo-progettista dell’Istituto di Tecnologia Termica di Mosca (MITT), promise che il primo test di espulsione si sarebbe avuto “all’inizio del quarto trimestre del 2016”. I primi cinque sistemi ferroviari Barguzin diverrebbero operativi entro il 2020, rimanendo in servizio fino al 2040. Mosca ha intenzione di schierare cinque treni Barguzin nel 2019. Ogni treno Barguzin trasporterà sei ICBM RS-24 Jars pronti a lancio in pochi minuti. La gittata dei missili è di 11000 km, con almeno 4 testate MIRV da 150-250 kiloton. La velocità è superiore a Mach 20 (24500 km/h o 6806 m/s). Il sistema di guida è inerziale e via GLONASS. La precisione è di 150-200 m. Camuffata da treno merci, la piattaforma mobile non può essere individuata da satellite o sorveglianza elettronica. Va ricordato che le ferrovie russe sono le seconde più lunghe del mondo. In generale, il sistema di combattimento può percorrere 1000 chilometri al giorno, ed è estremamente difficile individuarlo. Con i relativamente leggeri missili Jars a bordo, non ci saranno le firme rivelatrici delle locomotive dei vecchi sistemi ferroviari, dismessi nel 2005. Il sistema è stato creato in risposta alla difesa antimissile balistico della NATO (BMD), che può lanciare missili da crociera a lungo raggio Tomahawk, oltre a missili intercettori. Il dispiegamento del sistema è anche la risposta al concetto Prompt Global Strike (PGS) degli USA, che prevede la capacità di attacco convenzionale di precisione su qualsiasi obiettivo nel mondo entro un’ora, usando armi ipersoniche. BMD e PGS sono considerati destabilizzanti dalla Russia. Il Barguzin è una risposta che non viola le disposizioni del nuovo trattato START del 2010. Vi è un altro importante rafforzamento del deterrente strategico nucleare russo. L’ottavo sottomarino a propulsione nucleare Knjaz Pozharskij, della classe Borej, sarà impostato nel cantiere Sevmash nella città di Severodvinsk, il 23 dicembre. Il Knjaz Pozharskij sarà l’ultimo degli otto sottomarini classe Borej e il quinto della versione avanzata Borej-A. Il sottomarino trasporta 16 missili balistici intercontinentali Bulava. Un missile MIRVizzato con 6 veicoli di rientro dalla potenza di 150 kiloton ciascuno e dalla gittata di 8300 km. Questi sviluppi ricordano che Russia e Stati Uniti, le due nazioni che rappresentano oltre il 90% della potenza nucleare strategico mondiale, devono prendere una decisione molto importante sul futuro del controllo degli armamenti. Il nuovo Trattato START scade nel 2021 senza prospettive per un nuovo accordo. Il Presidente Putin e il Presidente Trump devono correggere la situazione. Vi sono molte cose che complicano un problema già complesso: il futuro del Trattato INF, la superiorità d’attacco convenzionale degli USA, le armi tattiche della NATO (B61-12) in grado di colpire il territorio russo come le armi strategiche, il rifiuto degli altri Stati nucleari ad aderire al processo di controllo degli armamenti, sono noti.
Da quando gli Stati Uniti si ritirarono dal Trattato ABM, la difesa antimissile balistico è diventata il principale ostacolo a un accordo. La capacità BMD renderebbe il deterrente russo meno credibile, perché gli Stati Uniti potrebbero degradare la capacità di rappresaglia del secondo colpo russo. Il nuovo START menziona l’interazione tra armi offensive e difesa, ma non contiene limitazioni. Senza dubbio, la Russia solleverà la questione quale prerequisito a qualsiasi discussione sul controllo degli armamenti. Il nuovo presidente degli Stati Uniti dovrà pensare a lungo e molto se procedere con tale sistema altamente destabilizzante, che può rovinare i futuri sforzi per accordarsi. Gli Stati Uniti hanno una riserva di testate inattive da poter rendere operative entro 6-24 mesi. Le testate da aggiornare possono essere attivate da 24 a 60 mesi. E conserva parte di tale funzionalità per i propri vettori strategici. Questo è un problema che il nuovo START non affronta. Nel 2002 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM creando un precedente, essendo la prima volta che una superpotenza si ritirava da un accordo sul controllo degli armamenti. E se gli Stati Uniti decidono di ritirarsi dal nuovo START o da qualsiasi altro trattato con la Russia? Se accadesse potranno riattivare sui missili le testate depositate (capacità di riarmo), e costruirsi un potenziale strategico da diverse migliaia di testate in qualche mese. Le apprensioni della Russia sono giustificate. La nuova amministrazione degli Stati Uniti considererà le preoccupazioni dell’altra parte? Secondo le disposizioni, il nuovo trattato START può essere esteso per 5 anni, ma dal punto di vista della Russia ci sono preoccupazioni che dovrebbero essere prese in considerazione prima che il problema arrivi all’agenda del controllo degli armamenti. Con i militari russi e statunitensi che non hanno contatti regolari, vi è il pericolo di incidenti, un altro problema che le due nazioni affrontano.
Entrando in carica il 20 gennaio, Donald Trump erediterà la crisi nelle relazioni Russia-Stati Uniti e le crescenti tensioni nucleari e il futuro incerto sul controllo degli armamenti. Trump ha detto molte cose positive e vi è motivo di sperare nel progresso su questioni come la Siria, per esempio. E’ logico aspettarsi che l’attuale flessione del rapporto bilaterale s’inverta. Ma finora nulla è stato detto da Donald Trump e dalla sua squadra sul rilancio della cooperazione nucleare. Forse gli accordi vincolanti sui sistemi BMD o le limitazioni esistenti ed emergenti sulle armi offensive convenzionali a lungo raggio e la riduzione delle armi nucleari di teatro, potranno contribuire a compiere progressi graduali. “Il rischio di un conflitto nucleare sarebbe superiore oggi rispetto agli anni 1980”, avverte Andrew Kuchins, esperto di Russia presso la Georgetown University di Washington ed ex-capo del Carnegie Moscow Center, in una prossima relazione sui rapporti USA-Russia. “Purtroppo, società ed istituzioni politiche… sembrano inconsapevoli che tale minaccia esistenziale possa veramente ritornare”. Ci sarà cooperazione in alcuni settori di reciproco interesse, ma alcuna inversione da una crisi pericolosa senza progressi sul controllo degli armamenti. Con la nuova amministrazione statunitense sarebbe opportuno per gli esperti prendere il toro per le corna ed iniziare le discussioni. Con la vittoria di Trump c’è una possibilità che non va persa.f1406c28eda1d71a2da51894bd344d2eLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La Russia ha testato il suo primo missile ipersonico

Pravda 29 ottobre 2016

59134Il 25 ottobre il velivolo ipersonico chiamato “dispositivo 4202” o “15U71” superava il test di lancio nel distretto Dombar (regione di Orenburg) centrando il poligono di Kura in Kamchatka. Equipaggiamento, avionica e sistema di controllo del volo del velivolo erano di fabbricazione russa. Secondo il periodico Izvestija, quando l’unità raggiunse la tangenza massima, la velocità passava a 15 Mach, cioè a 7 km/sec. L’arma è destinata ai nuovi missili balistici intercontinentali, sostituendo le testate convenzionali. Il “4202” entra in regime operativo a una quota di 100 km, sganciandosi dal missile vettore per volare a una velocità di 5-7 km/sec. Prima di entrare nell’atmosfera e puntare sul bersaglio, il missile ipersonico esegue una manovra complessa per contrastare la difesa antimissile.
Si noti che il progetto “Albatros” nacque negli anni ’80, durante l’era sovietica, per contrastare il nuovo concetto delle Star Wars. Tuttavia, il programma fu chiuso per difficoltà tecniche. Negli anni ’90, l’unità di ricerca e produzione dei macchinari e degli utensili riprese i lavori, modificando il nome in codice in “4202”. Secondo le fonti, di Roscosmos, i recenti successi furono preceduti da un lungo e costoso programma di sostituzione delle parti importate organizzandone la produzione nazionale. Si è abbandonato il sistema di guida prodotto a Kharkov (Ucraina) e certe componenti. Il successo ottenuto autorizza l’avvio del programma dei test. Secondo Dmitrij Kornev, redattore capo della pagina web MilitaryRussia, fin dall’origine il “4202” aveva poche componenti importate. Ma il sistema di guida, pietra angolare di qualsiasi avionica responsabile delle manovre ipersoniche e del puntamento, era di produzione ucraina. Nel 2014 l’unità di ricerca e produzione delle macchine utensili avviò la produzione del nuovo sistema per sostituire quello importato. E’ probabile che le prime prove risalgano al 2015, ma furono senza successo. Tuttavia, il 25 ottobre è stato raggiunto il successo. Recentemente, Pravda ha scritto sulle armi ipersoniche da sviluppare entro il 2020 e dello sviluppo dei sistemi di difesa aerea per abbattere ogni possibile bersaglio, aereo o drone, a qualsiasi quota. Quindi l’unico metodo è creare mezzi più veloci dei missili intercettori. Ecco perché i Paesi più avanzati tecnicamente, Russia, Stati Uniti e Cina, hanno iniziato a testare velivoli ipersonici di diverse tipologie e specializzazioni. La gara tra “scudo e la spada” iniziava.
La Cina, già il 9 gennaio 2015 testava l’aliante ipersonico WU-14 lanciato nello spazio con un missile balistico intercontinentale. L’aliante si sganciava dal vettore e raggiungeva una velocità di Mach 10, vale a dire 12,3 chilometri all’ora, puntando sul bersaglio. I moderni sistemi di sorveglianza e difesa aerea non possono fermare un missile di questo tipo. Così la Cina è diventata il terzo Paese dopo Russia e Stati Uniti a controllare la tecnologia ipersonica. In altre parole, i cinesi hanno creato una testata con ali a freccia che può effettuare manovre rimanendo invulnerabile. Ma il velivolo cinese non ha propulsori, classificandosi automaticamente “arma dei poveri”. La Russia lavora su velivoli ipersonici con propulsori “ramjet” da lanciare da piattaforme fisse, mobili, navali e aeree.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo scudo antimissile non può salvare gli Stati Uniti

Ma può permetterne il primo colpo nucleare
Tsargrad TV 13 ottobre 2016 – Russia Insiderrussia-missileI tamburi della terza guerra mondiale battono più forte. Al forum di sicurezza di Pechino, i rappresentanti degli Stati Maggiori di Russia e Cina, Viktor Poznikhir e Cai Yingting, dichiaravano che i piani statunitensi per creare il sistema di difesa missilistica minacciano la sicurezza di entrambi i Paesi, riferendosi allo sviluppo del sistema ABM che può creare l’illusione della “sicurezza” e incoraggiare i falchi statunitensi ad atti di aggressione. Prima, la mutua distruzione assicurata scoraggiava le due superpotenze dalla guerra nucleare. Ora il falso senso di sicurezza può giocare un brutto tiro ai capi degli Stati Uniti. In realtà, il sistema ABM statunitense non può proteggere il Paese da un attacco nucleare russo, e nuovi vettori lo renderanno presto completamente inutile. La seconda questione è se tutti gli elementi del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti siano difensivi.

Accecare il nemico
L’ultima generazione di missili balistici intercontinentali russi è dotato di sistemi “anti-scudo” di terza generazione. Ad esempio, il sistema Terek può lanciare falsi bersagli per i sensori infrarossi dei missili antibalistici, che riproduce la “firma” delle testate nucleari indipendenti che rientrano nell’atmosfera. Il sistema Terek è programmato per rispondere quando un missile balistico raggiunge il raggio dei missili antibalistici del nemico. Per accecare gli intercettori via infrarossi e radar del nemico quando si trovano in orbita, i missili balistici russi hanno anche trasmettitori a microonde ad alta potenza. Naturalmente, lo scudo antimissile degli USA potrà intercettare alcuni missili. Tuttavia, Poznikhir ha lasciato intendere che la Russia risponderà alla modernizzazione dell’antimissile degli Stati Uniti.

Il Tallone d’Achille degli Stati Uniti
Il punto chiave dello scudo antimissile degli Stati Uniti è poter colpire il bersaglio manovrando nella mesosfera (35000-80000 m) in volo ipersonico, cioè ad una velocità di oltre Mach 5. Un altro punto chiave è che, di regola, i missili balistici suborbitali a propellente solido non sono progettati per distruggere bersagli mobili. Il nemico utilizzerebbe tre tipi di missili nei sistemi ABM: SM-3 Block-1b (gittata di 150-500 km), THAAD (80-150 km) e SR19 (100-300 km), progettati per distruggere i missili balistici nemici in diverse fasi di approccio. Inoltre, il missile più pesante, l’SM-3 Block-1b vola alla velocità più bassa, ma i missili balistici che volano a quote inferiori ai 35000 m entrano nel raggio del MIM-104 Patriot.

Ipersonico contro ABM
Lo sviluppo di armi ipersoniche da parte della Russia, rende lo scudo antimissile degli Stati Uniti inutile. Il missile da crociera ipersonico 3M22 Tzirkon può accelerare fino a 6500 chilometri orari, divenendo indistruttibile. Questi sistemi sono volti a distruggere portaerei e il sistema Aegis degli USA. Inoltre, la Russia ha testato l’aliante ipersonico Ju-71, che può volare a 11200-12500 km/h a quote orbitali. La manovrabilità del velivolo non lascia ai sistemi di difesa antimissile degli Stati Uniti alcuna possibilità. Si prevede che entro il 2020 la sperimentazione delle nuove armi sarà completata. A sua volta, la Cina sviluppa velivoli ipersonici, soprattutto il velivolo ipersonico DF-ZF, testato dal 2014 e dalle caratteristiche simili al Falcon Project della DARPA statunitense e ai similari russi. Portando la corsa agli armamenti al livello ipersonico, e sviluppando questo tipo di armi, si rendono i sistemi di difesa antimissile convenzionali inutili.

ABM come segnale di una grande guerra
Ci sono ancora più irregolarità nello schieramento dei nuovi scudi antimissile. Nessuno crede che siano volti contro Iran e Corea democratica. E lo schieramento dei sistemi di difesa antimissile degli Stati Uniti in Polonia e Romania contraddice l’idea del probabile attacco nucleare. La traiettoria più breve di un missile balistico lanciato dal territorio russo verso gli Stati Uniti è di 9000 km, sul Polo Nord. Ciò significa che se la Russia colpisse gli Stati Uniti, lo scudo antimissile in Polonia e Romania non ne salverebbe la popolazione. Naturalmente, l’occidente direbbe che protegge l’Europa dai “russi cattivi”, ma pianificava tali sistemi molto prima dell’attuale aggravarsi delle relazioni russo-europee. Nel 2006 ciò riguardava la protezione degli Stati Uniti. Ho l’impressione che allora oltre Atlantico iniziassero a prepararsi ad una guerra europea. Anche se si dice che gli elementi dello scudo antimissile statunitense in Corea del Sud siano diretti contro la Repubblica democratica popolare di Corea, in realtà punterebbero a Russia e Cina.

Tomahawk sotto il pretesto dell’ABM
E’ strano che i missili SM-3 Block-1b, che dovrebbero essere schierati nella prima base ABM degli USA in Europa, a Deveselu, abbiano dimensioni simili ai BGM-109G Tomahawk con testata nucleare. Si confronti: SM-3 Block-1b: peso – 1500 kg, lunghezza – 6,6 m, diametro – 34 cm. BGM-109G Tomahawk: peso – 1500 kg, lunghezza – 6,6 m, diametro – 34 cm. Ogni missile viene consegnato in una scatola metallica inserita in cellule di lancio sigillate. I contenitori Mk-14 dei missili da crociera Tomahawk hanno le stesse dimensioni dei Mk-21 dei missili anti-balistici. Tenendo conto che i funzionari rumeni non sono ammessi nella base, il dispiegamento di missili da crociera Tomahawk con testate nucleari, con il pretesto dei missili antimissile, sembra assai probabile. Confermando le informazioni sulle testate nucleari della base aerea di Incirlik spostate a Deveselu dopo il fallito colpo di Stato in Turchia. Si ricordi che armi nucleari degli Stati Uniti come la B61, vi erano conservate. I missili BGM-109G Tomahawk possono essere equipaggiati con testate nucleari W84, una versione della testata W85 installata sulle bombe B-61, già presenti ad Incirlik. Le due testate hanno dimensioni simili, il che significa che le testate “turche” possono essere installate sui missili in Romania puntati su Mosca.yars

Tre missili balistici lanciati in un giorno
Russian Forces

158148510Ottobre è il momento in cui le forze russe conducono le maggiori esercitazioni annuali e quasi sempre con molteplici lanci di missili balistici. L’anno scorso l’esercitazione ebbe luogo il 30 ottobre. Quest’anno non c’è stato alcun annuncio ufficiale dell’esercitazione, però. Il primo lancio fu quello di un missile R-29R (SS-N-18) dal sottomarino Svjatoj Georgij Pobedonosets della classe Proekt 667BDR (Delta III). Il sottomarino era nel Mare di Okhotsk, quindi le testate giunsero nel poligono di Chizha nella Penisola di Kanin. Il Svjatoj Georgij Pobedonosets era molto attivo in quei giorni, nonostante l’età è ancora attivo nel pattugliamento armato ed ha condotto una serie di lanci negli ultimi anni, l’ultimo nel 2013. Nel 2014 e 2015 un altro sottomarino Proekt 667BDR, il Podolsk, veniva utilizzato nelle esercitazioni. Un altro SLBM, la versione Sineva dell’R-29RM, veniva lanciato dal sottomarino Proekt 667BDRM Novomoskovsk, nel Mare di Barents, e la testata raggiunse l’obiettivo nel poligono di Kura. Il Novomoskovsk è tornato in servizio dopo una revisione nel 2012 e non aveva lanciato ancora un missile. Infine il lancio dell’ICBM Topol (SS-25) da Plesetsk. Il missile è stato lanciato verso il poligono di Kura. Era il secondo lancio di un Topol in due mesi, il precedente avvenne a settembre. Ufficialmente, il lancio fu effettuato “per confermare l’estensione operativa del missile”. Se è così, era uno dei due lanci per prorogarne l’operatività promessi da Karakaev nel 2016. Nel 2014 l’operatività del Topol fu estesa a 26 anni.

I piani di guerra della Russia in caso di conflitto totale
In caso di guerra, il potere sarà consegnato ai comandanti delle regioni militari
Colonel CassadRussia Insider

—електорное совещание ћинобороны –‘ в ћосквеIn tempo di guerra, governatori, governi regionali, repubbliche autonome e città importanti, uffici regionali degli affari interni, Ministero delle Situazioni di Emergenza e Servizio di Sicurezza Federale, nonché unità della Guardia russa saranno controllati dai comandanti militari regionali del Ministero della Difesa russo. I nuovi sistemi di amministrazione militare sono stati ispezionati nel corso delle esercitazioni nel Caucaso, affermano le Izvestija. “Durante le esercitazioni strategiche dello Stato Maggiore delle Forze armate russe Caucaso-2016, il Ministero della Difesa ha testato l’efficacia dei comandi regionali militari“, secondo una fonte del Ministero della Difesa. “La cooperazione con i governi locali era uno dei principali elementi delle manovre, che nel complesso hanno avuto successo“. Attualmente si studiano modifiche legislative per consentire un regime di emergenza militare, la mobilitazione di cittadini, imprese e fabbriche, e la difesa (protezione di impianti industriali, militari e sociali da ostilità e prevenzione del disordine sociale). In precedenza, in caso di guerra, ogni reparto locale e governo regionale era responsabile soltanto dei propri compiti in collaborazione con il Ministero della Difesa. Ora tutto il potere sarà esercitato dai militari che organizzeranno e dirigeranno le autorità locali e le forze dell’ordine. Secondo le Izvestija, il Ministero della Difesa russo era soddisfatto dalle esercitazioni di comando dei governi e governatori delle regioni di Stavropol, Inguscezia, Crimea e Sebastopoli.
In tempo di guerra, ciascuna delle cinque regioni militari sarà divisa tra Comando Operazioni e Strategico, e Comando Militare in tempo di guerra. Il primo sovrintende a reggimenti, divisioni, brigate ed armate e condurrà le operazioni militari. Il Comando militare in tempo di guerra dirigerà l’emergenza militare ed organizzerà mobilitazione e difesa del territorio. Ogni regione militare dirige anche il personale della difesa, compresi i governi locali, ordinando le mansioni del personale, controllandone l’operato e rispondendo a situazioni impreviste. La nuova struttura militare si basa sul “Piano di difesa della Federazione Russa 2016-2020” del novembre 2015, in cui il Presidente Putin ordinava a ministeri e dipartimenti di preparare i documenti necessari. Come molti alti funzionari hanno detto alle Izvestija, il Ministero della Difesa si occuperà dei diciannove compiti previsti dall’articolo 7 della Costituzione federale sulle emergenze militari, volti a respingere o impedire qualsiasi aggressione alla Federazione Russa. Oltre a mobilitazione e richiamo, queste attività includono mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza, speciali procedure operative per l’industria e i trasporti, sequestro di beni di organizzazioni e cittadini per la difesa nazionale, sospensione delle attività politiche, propaganda ed informazione. “In precedenza, questi diciannove compiti erano suddivisi tra governi federale e locali”, afferma l’esperto militare Vladislav Shulga alle Izvestija. “Ma non c’era coordinamento in generale in tempo di pace o di guerra. Ora il comando militare regionale pianifica il regime in caso di guerra sotto la propria direzione”.
Commento: Questi cambiamenti sono logici, tenendo conto della necessità delle grandi esercitazioni militari e della protezione civile e dell’inventario dei rifugi. A quanto pare, le autorità non escludono una guerra con la Russia. Finora, ispezioni e preparativi erano destinati a un ipotetico confronto militare con Stati Uniti e NATO, nel qual caso la Russia dichiarerà l’emergenza militare completa. Vista la storia, si prenderanno in prestito alcune cose dall’esperienza sovietica, adattandole alla realtà di oggi (sicurezza informatica, dell’informazione, controllo della rete, ecc). La situazione attuale dimostra la validità di un esercito puramente volontario. Tuttavia, in caso di conflitto con la NATO, si dovrà istituire un piano. L’esercito professionale basta in tempo di pace, ma va aumentato con la mobilitazione se scoppiasse la guerra (i governatori saranno personalmente responsabili della mobilitazione quando i leader militari regionali dichiareranno lo stato di emergenza). Nel complesso, vi è una seria preparazione in corso. Che ciò si attivi dipende dal corso della guerra in Siria e in Ucraina.russian-nuclear-silo

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo ICBM russo ‘Sarmat’ sarà il “figlio di Satan”

Dettagli sulla nuova arma e perché la Russia la vuole
Viktor Litovkin, RIR, 21 settembre 2016
53t6Il test di lancio del primo stadio del ‘Sarmat‘, nuovo missile balistico intercontinentale (ICBM), che entrerà in servizio nei primi anni 2020, è appena finito. Le caratteristiche tecniche dell’arma sono classificate “top secret”. Abbiamo ottenuto informazioni dai produttori e da conversazioni con gli esperti militari. Va sottolineato che attualmente si lavora su progettazione e sviluppo del missile, e quando sarà adottato, sarà oggetto di varie modifiche.

Cos’è il “Sarmat
E’ un missile intercontinentale pesante a propellente liquido dal nome in codice MS-28. Il peso totale è di 100 tonnellate e quello della testata di 10 tonnellate. Dovrebbe entrare in servizio nelle Forze Strategiche Missilistiche russe dal 2020 sostituendo l’R-32M2 “Voevoda“, il più formidabile missile strategico del mondo (SS-18 ‘Satan’ secondo la classificazione NATO), che pesa 211 tonnellate e ha una testata da 8,8 tonnellate. Ciò che differenzia il ‘Sarmat‘ dal predecessore non è solo il peso molto più leggero, ma anche un’autonomia di volo maggiore. Se il “Satan” ha una gittata di 11000 km, il “Sarmat” ne avrà una di 17000 km. I progettisti prevedono che volerà sul bersaglio anche dal Polo Sud, dove nessuno se l’aspetta e non c’è uno scudo antimissile in costruzione. Inoltre, il “Sarmat” avrà almeno 15 testate nucleari MIRV invece che 10, seguendo il principio della “gragnuola di colpi”, ciascuno dalla potenza di 150-300 chilotoni, che si distacca da questa “gragnuola” quando raggiunge l’obiettivo programmato, volando sul bersaglio a velocità ipersonica (superiore a Mach 5), cambiando rotta e quota in modo da non essere intercettato da qualsiasi sistema di difesa missilistica, attuale o futuro, anche se basato su satelliti. “Al Sarmat“, dicono i progettisti, “non importa se vi è un sistema di difesa missilistico o meno. Non se ne accorgerà“.

Quanti “Sarmat” ci saranno
Rimarranno almeno 154 silo dei “Voevoda” (altri 154 verranno fatti esplodere su richiesta dello START-1). Non tutti avranno un nuovo missile, ma il numero dovrebbe rientrare nei parametri del Trattato START-3 che prevede che Russia e Stati Uniti abbiano 700 vettori e 1550 testate nucleari ognuno entro il 5 febbraio 2018. Ricordiamo che ogni “Sarmat” dovrebbe avere 15 testate e ad oggi, secondo i dati disponibili, la Russia ha 521 vettori con 1735 testate. Gli Stati Uniti 741 e 1481 rispettivamente. Il Trattato START-3 può essere esteso dopo il termine del 2021, con il consenso delle parti, per altri cinque anni. Se ciò accadesse, è ovvio che in un primo momento ci sarà probabilmente un minor numero di missili classe “Sarmat” rispetto ai “Voevoda“. A parte il “Sarmat” abbiamo altri vettori, come missili terrestri e navali e bombardieri strategici.

Perché abbiamo bisogno del “Sarmat
Da un lato, la risposta è ovvia: per contenere un probabile o potenziale aggressore, nonché per sostituire i “Voevoda“, che alla fine dello START-3 avranno terminato l’operatività. Dall’altra parte, secondo il Generale-Maggiore Vladimir Dvorkin, dottore in scienze tecniche e ricercatore presso l’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali (IMEMO) dell’Accademia delle Scienze Russa, “per risolvere questo problema i complessi missilistici strategici mobili a propellente solido come Topol-M, Jars, Rubezh e futuro sistema missilistico ferroviario Barguzin saranno sufficienti. Il “Sarmat” nei silos dei “Voevoda” è un buon obiettivo del primo colpo del nemico. Non saremo mai i primi a colpire con un missile nucleare“, dice Dvorkin, “anche se questa possibilità viene registrata dalla nostra dottrina militare“. Il Colonnello-Generale Viktor Esin è d’accordo con il collega, ma non del tutto: “No, non saremo i primi a colpire con un missile nucleare. Tuttavia il “Sarmat” non è destinato a ciò, ma all’attacco di rappresaglia. Possiamo farlo fintanto che i missili del nemico volano verso di noi. Un probabile o potenziale nemico lo sa, per questo il “Sarmat”, così come altri sistemi di difesa, garantiranno la nostra sicurezza”.4d42027279217abb71caf08b62c93385

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La modernizzazione della triade nucleare della Russia

South Front 13/09/2016yeab7454nfesdy6rpzpyahjshlgzyimfNegli giorni e settimane vi sono state varie notizie sul futuro stato della triade nucleare russa. L’ambito dei piani di ammodernamento suggerisce il ruolo che le Forze nucleari strategiche della Russia giocheranno nella politica della sicurezza della Russia.
Le dimensioni della modernizzazione nucleare strategica russa sono impressionanti. Il Presidente Putin ha recentemente partecipato all’impostazione dell’Aleksandr III, settimo sottomarino lanciamissili della classe Borej dotato di 16 SLBM a testata multipla Bulava. Tre di questi battelli sono già in servizio, e saranno tutti operativi entro il 2020. Fu annunciato, inoltre, che il primo volo del bombardiere pesante PAK-DA avverrà nel 2020, e che sarà operativo entro il 2025. Nel frattempo, l’aviazione a lungo raggio della Russia riceverà diverse squadriglie di bombardieri Tu-160M2, la cui produzione riprenderà nei prossimi anni. Lo sviluppo dell’ICBM pesante Sarmat è stato recentemente dichiarato completato, e il missile inizierà i test di lancio nel 2016 o 2017. Le capacità uniche del missile comprendono la possibilità di colpire qualsiasi bersaglio sul pianeta utilizzando più traiettorie possibili, per esempio colpire il Nord America non solo volando sul Polo Nord, ma anche con una traiettoria alternativa sul Polo Sud, rendendo irrilevanti i sistemi ABM degli Stati Uniti. La costruzione del radar di primo allarme a lungo raggio Voronezh-DM contro gli attacchi dei missili balistici continua. Infine, lo Stato Maggiore russo annunciava lo sviluppo di un sistema che permette ai missili balistici strategici di essere reindirizzati dopo il lancio, cosa finora impossibile, perché una volta scelto il bersaglio prima del lancio non c’era modo di modificare la traiettoria una volta il missile in volo.
La breve descrizione degli sviluppi in corso dimostra che la Russia persegue una sofisticata strategia di deterrenza. I relativamente piccoli ed uniformi arsenali nucleari francese, inglese e cinese possono dissuadere una sola minaccia, vale a dire l’attacco nucleare sul territorio nazionale. La varietà delle capacità della triade della Russia permette alla leadership nazionale una serie di risposte e può usarne le capacità per scoraggiare non solo attacchi nucleari contro il proprio territorio, ma anche attacchi convenzionali contro propri obiettivi militari, anche al di fuori dei confini della Russia. La Siria è un esempio di ciò che queste funzionalità significano per la Russia. Non è un caso che la richiesta di Putin di elevare la prontezza della Forza nucleare strategica al 95% si aveva quando incaricava lo Stato Maggiore Generale di distruggere ogni potenziale minaccia ad aerei o strutture dei russi in Siria. La presenza militare russa in Siria non è grande abbastanza da garantire la sopravvivenza da un attacco concertato della NATO. Cinquanta aerei si trovano in una sola base aerea, anche se protetta da S-400, e sono ancora vulnerabili per via della posizione esposta e l’assenza di profondità strategica. La forze convenzionali russe non potevano facilmente soccorrere Humaymim in caso fosse attaccata dalla NATO. Ciò che mette al sicuro Humaymim dagli attacchi è la deterrenza credibile e flessibile. E ciò che rende la deterrenza credibile e flessibile sono varietà e modernità dei vettori della Russia, che non si limita a dover lanciare un ICBM o SLBM a testata multipla, ma che può penetrare ogni difesa, attuale o prevista. La credibilità del deterrente nucleare della Russia è rafforzata dall’esistenza del potente deterrente convenzionale dei missili da crociera Kalibr e Kh-101. L’impiego di questi missili contro obiettivi dello SIIL era probabilmente motivato dalla dissuasione verso eventuali Paesi ostili alla presenza della Russia in Siria, dimostrando che la Russia potrà usare queste armi per reagire contro qualsiasi attacco su Humaymim. Lo Stato bersaglio dovrebbe quindi scegliere tra riduzione o escalation, rischiando così lo scontro nucleare con la Russia. Se la Russia avesse semplicemente una forza di ICBM e SLBM, Humaymim sarebbe un obiettivo molto più allettante perché il lancio di ICBM sarebbe una risposta sproporzionata all’attacco. I piani di ammodernamento delle Forze strategiche della Russia indicano che la sua leadership prevede gli scenari in Siria e quelli futuri.1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora