Il nuovo velivolo ipersonico segreto russo violerà qualsiasi difesa antimissile

Sputnik 28/06/2015zmmIAL’estremamente maneggevole, ultra-veloce e sfuggente velivolo ipersonico Ju-71 può violare qualsiasi sistema di difesa missilistica, secondo gli esperti militari. La Russia ha già effettuato quattro test. La Russia testa il nuovo aereo ipersonico d’attacco capace di trasportare testate nucleari e di penetrare i sistemi di difesa missilistica, secondo i media statunitensi che citano un rapporto del Jane’s Information Group. Lo sviluppo del velivolo Ju-71 avviene da diversi anni e la Russia avrebbe condotto l’ultimo volo di prova il 26 febbraio, con un missile SS-19 che l’ha posto in orbita. Il nuovo aereo ipersonico rientra nei piani di Mosca per modernizzare le Forze strategiche missilistiche. Lo Ju-71 è un programma segreto missilistico dal nome in codice Proekt 4202, che probabilmente vola a 11200 km/h ed è estremamente maneggevole, rendendolo un’arma incredibilmente pericolosa e sfuggente. Grazie a velocità e traiettoria imprevedibile lo Ju-71 può eludere i sistemi di difesa missilistica del nemico. “Questo darà alla Russia la capacità di attaccare con sicurezza un bersaglio determinato. Assieme alla capacità di penetrare le difese missilistiche, Mosca conserverebbe anche la possibilità di lanciare un riuscito attacco con un solo missile“. Gli autori del rapporto danno per scontato che la Russia metta in servizio 24 aerei nucleari capacità tra 2020 e 2025. Inoltre, a quel punto la Russia avrà sviluppato il Sarmat, il nuovo ICBM che trasporterà il nuovo velivolo ipersonico. Il rapporto ha anche detto che la prossima generazione di bombardieri strategici stealth PAK-DA della Russia trasporterà missili da crociera ipersonici.
Anche la Cina ha testato il suo velivolo ipersonico d’attacco Wu-14 almeno quattro volte da gennaio 2014, allarmando seriamente il Pentagono, mentre il velivolo potrebbe neutralizzare lo scudo antimissile statunitense. Gli Stati Uniti programmano il sistema similare AHW (Advanced Hypersonic Weapon), nel programma di Prompt Global Strike non coperto dal nuovo Trattato START 2010 con la Russia. Gli esperti di Jane prevedono che Mosca possa utilizzare il nuovo aereo ipersonico come asso nella manica nei colloqui sul controllo degli armamenti con Washington.19127

Gli USA incapaci di sconfiggere le difese di Russia, Cina e Iran
Sputnik 28/06/2015

51T6_in front of DON 2P_photoshop DON-2N retouchedL’esercito statunitense ha sovra-investito in armi impiegabili per attaccare Paesi come Iraq, Afghanistan e Siria, ma sono del tutto inefficaci con Paesi come Russia e Cina, riferisce Flight Global. L’esercito statunitense ha sovra-investito nell’acquisto di armi a corto raggio e sotto-investito in quelle a lungo raggio, stealth e di precisione. Perciò gli Stati Uniti non possono sconfiggere le difese di Paesi come Russia, Cina e Iran. Questa è la conclusione degli esperti del Centro per le valutazioni strategiche e di bilancio, secondo Flight Global. La relazione sottolinea che nel 2001-2014 il dipartimento della Difesa statunitense ha acquistato 304750 armi d’azione diretta con un raggio inferiore a 80,47 km, rappresentando il 96% di tutte le armi acquistate. Nello stesso periodo furono acquistate solo 7109 armi a lungo raggio, con un raggio fino a 643,74 km. Gli esperti hanno concluso che le armi a corto raggio sono efficaci solo quando l’aeromobile può avvicinarsi al bersaglio, ma è impossibile effettuare grandi operazioni contro un nemico dotato di armi ad alta precisione. La relazione, infatti, conferma ciò che i generali degli USA hanno detto negli ultimi anni, secondo cui l’investimento militare degli Stati Uniti era volto a sostenere le operazioni in Paesi come Iraq, Afghanistan e ora Siria, dove “gli aerei possono volare e bombardare senza conseguenze“, scrive Flight Global. Nello stesso tempo, tali armi sono inefficaci per ipotetiche operazioni contro Russia, Cina e Iran.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina aggiorna rapidamente l’arsenale nucleare con missili MIRVizzati

RussiaToday 17 maggio 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroranuclear-arsenal-1La Cina ristruttura rapidamente l’arsenale di missili balistici a lunga gittata nei silos per trasportare testate multiple a puntamento indipendente, secondo gli esperti della difesa. La mossa arriva dopo decenni in cui Pechino ha acquisito tale tecnologia, indicando un cambio di strategia. Si è speculato per anni sull’esercito cinese che aggiorna alcuni missili balistici intercontinentali con la tecnologia dei veicoli di rientro multipli a puntamento indipendente (MIRV), consentendo a un singolo missile di trasportare diverse testate e di colpire in tutto il mondo diversi obiettivi. La valutazione approvata dal governo degli Stati Uniti dell’ultimo rapporto del Pentagono sulle forze armate cinesi, segnala che i missili Dongfeng-5, i più grandi a propellente liquido della Cina in grado di raggiungere gli Stati Uniti, sono dotati di MIRV. Secondo il rapporto i Dongfeng-41, ICBM più piccoli a propellente solido e mobili, “probabilmente trasportano MIRV“. Secondo il New York Times, almeno la metà dei 20 missili DF-5 della Cina potrebbe essere stata aggiornata. Secondo una stima minima ogni missile avrebbe tre testate individuali, aumentando il numero di testate che Pechino può sparare a 40, da 20, secondo il giornale che cita vari esperti della difesa. “La piccola forza della Cina lentamente diventa più grande, e le sue capacità limitate migliorano lentamente“, ha detto Hans M. Kristensen, direttore del Nuclear Information Project della Federazione degli scienziati americani. In un precedente rapporto, Kristensen ha detto che la Cina probabilmente aggiorna l’arsenale in risposta alla creazione del sistema di difesa antimissilistica globale degli Stati Uniti. Washington dice che ne ha bisogno per proteggere se e stessa e gli alleati da un attacco da nazioni come Iran e Corea democratica. Ma gli strateghi di Mosca e Pechino vi vedono una minaccia alla loro sicurezza nazionale. “Se è così, è ironico che il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, destinato a ridurre la minaccia agli Stati Uniti, invece ne aumenti le minacce innescando lo sviluppo di missili balistici MIRV cinesi che potrebbero distruggere più città negli Stati Uniti, in una possibile guerra“, ha detto Kristensen. Il rapporto del Pentagono dice che la Cina sviluppa una serie di tecnologie per penetrare gli scudi antimissile. “La Cina lavora su una serie di tecnologie per tentare di contrastare i sistemi di difesa antimissile di Stati Uniti e altri Paesi, tra cui veicoli di rientro manovrato (MARV), MIRV, inganni, disturbo e schermatura termica“, ha detto. La Cina da decenni avrebbe la tecnologia necessaria per miniaturizzare testate nucleari abbastanza per disporle sui missili, ma scelse di non aggiornare l’arsenale. La strategia della deterrenza nucleare di Pechino è avere abbastanza armi per sopravvivere a un attacco nucleare e infliggere danni monumentali all’aggressore. “Ovviamente rientra nei preparativi della concorrenza a lungo termine con gli Stati Uniti“, ha detto Ashley J. Tellis del Carnegie Endowment for International Peace ex-alto funzionario della sicurezza nazionale nell’amministrazione Bush. “I cinesi hanno sempre temuto il vantaggio nucleare statunitense“. Il potenziamento del piccolo ma incisivo arsenale nucleare della Cina può innescare iniziative analoghe dalle altre potenze nucleari regionali, India e Pakistan. Finora solo Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia dispongono di ICBM MIRVizzati.

Gli USA rottamano la riduzione nucleare
Mosca ha indicato che la dimensione dell’arsenale nucleare dipende dalla politica estera degli Stati Uniti. L’avvertimento è di Mikhail Uljanov, capo del Dipartimento sulla non proliferazione nel Ministero degli Esteri russo, che partecipa a una conferenza delle Nazioni Unite sul Trattato di non proliferazione nucleare. Il diplomatico russo parlava del trattato di riduzione nucleare New START firmato da Stati Uniti e Russia nel 2010, dicendo che Mosca intende mantenere i propri impegni, ma non andrà oltre per via del comportamento degli Stati Uniti. “Ciò che gli statunitensi fanno oggettivamente ostacola, se non elimina completamente, qualsiasi prospettiva di un ulteriore disarmo nucleare”, ha detto Uljanov. “Oggi non ci sono fattori che rendono la nostra adesione al trattato (New START) contraria agli interessi della Russia, ma ipoteticamente può verificarsi una situazione del genere con le azioni degli USA, a cui non vorremmo assistere“, ha aggiunto. Stati Uniti e Russia hanno la parità nucleare, ma gli USA hanno molte più forze convenzionali. Con la Russia che si basa sul suo arsenale nucleare per salvaguardarsi da un massiccio attacco degli Stati Uniti, lo sviluppo del sistema antimissile degli Stati Uniti è visto come pericolosa minaccia alla sicurezza nazionale a Mosca.

tvwJ6Contrastare la minaccia missilistica strategica russa è troppo difficile e costosa per gli Stati Uniti
Sputnik 19/05/2015

Contrastare la minaccia di missili balistici intercontinentali russi è troppo difficile e costosa per gli Stati Uniti, dichiara il Vicepresidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti, ammiraglio James Winnefeld.

CZ 2C integrationLa maggiore minaccia alla sopravvivenza degli Stati Uniti è “un attacco nucleare massiccio dalla Russia, o di qualche altro potente avversario o potenziale avversario come la Cina“, ha osservato Winnefeld. “Abbiamo detto che la difesa missilistica contro tali potenti minacce è troppo difficile e costosa, ed è anche strategicamente destabilizzante provarci“, ha detto Winnefeld sulla minaccia di un attacco nucleare russo o cinese, in un discorso presso il Center for Strategic International Studies. La leadership civile e militare sostiene che i sistemi di difesa antimissile di Stati Uniti ed Europa ha lo scopo di contrastare le minacce missilistiche a lungo raggio di Corea democratica e Iran. Il deterrente statunitense primario contro la Russia, ha aggiunto Winnefeld, è la triade nucleare. “Useremo l’imposizione dei costi per dissuadere la Russia, mantenendo forti le tre gambe del nostro deterrente nucleare e il nostro sistema di comando e controllo nucleare“. Entro la fine del 2015 gli Stati Uniti installeranno il sistema Aegis Ashore Ballistic Missile Defense (BMD) in Romania, completando la fase 2 dell’European Phased Adaptive Approach, affermava Winnefeld. Mosca si è opposta ripetutamente alla proliferazione dei sistemi di difesa missilistici degli USA presso i suoi confini, affermando che rappresentano una minaccia al deterrente nucleare strategico della Russia. I sistemi BMD erano precedentemente limitati dal Trattato antimissili balistici (ABM) tra Stati Uniti e Russia, per evitare lo squilibrio strategico. Gli Stati Uniti uscirono dal trattato nel 2001.

Un nuovo video mostra l’ICBM Jars trasportato su un traghetto
Sputnik 20/05/2015

Il Ministero della Difesa della Russia ha pubblicato un video che mostra i sistemi missilistici mobili Topol-M e Jars attraversare un fiume su un traghetto. Il video è stato caricato su un social media del ministero. Il ministero non ha fornito alcun dettaglio. L’RS-24 Jars è un missile balistico intercontinentale a propellente solido dotato di almeno quattro veicoli di rientro a puntamento indipendente nucleari. Fu testato il 29 maggio 2007 ed introdotto in servizio nel luglio 2010, poco dopo aver completato i test finali. L’RS-24 Jars, progettato per eludere i sistemi di difesa missilistica a una distanza di 14000 km, è la versione aggiornata del missile balistico Topol-M che può essere sparato da lanciatori mobili e da silo. Il Ministero della Difesa russo ha detto che i missili balistici RS-24 Jars e Topol-M saranno i pilastri della componente terrestre della triade nucleare russa e rappresenteranno almeno l’80% dell’arsenale delle forze missilistiche strategiche, entro il 2016.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO

L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013
(Nuova edizione)

Alessandro Lattanzio, 2015, p. 241, € 20,00
Anteo Edizioni

ilpraggio3Descrizione: Il testo ricostruisce la genesi e lo sviluppo dell’arsenale strategico sovietico e russo, tracciando per sommi capi la storia dell’Unione Sovietica e della Federazione Russa quale superpotenza mondiale, descrivendo gli strumenti e la strategia che permisero a Mosca di svolgere il ruolo di primo concorrente ed avversario degli Stati Uniti d’America nella seconda metà del XX° secolo e all’inizio del XXI° secolo. È poco nota, infatti, la storia del programma atomico sovietico, solo recentemente resa pubblica in Italia anche dalla pubblicazione del lavoro dello storico russo Roy Medvedev.
L’URSS, benché devastata dall’aggressione nazista del 22 giugno 1941, nell’arco di quattro anni riuscì a colmare il gap tecnologico-nucleare con gli USA. Difatti, nell’agosto 1949 venne fatto esplodere il primo ordigno atomico sovietico, mentre nel 1954 esplodeva la prima bomba termonucleare, battendo gli USA nella corsa alla superbomba ad idrogeno. In seguito, Mosca puntò sui missili balistici intercontinentali quali vettori strategici principali del proprio arsenale strategico, al contrario di Washington, che invece puntò sui bombardieri strategici. Infine, neanche il gap tecnologico tra USA e URSS nel settore dei sottomarini lanciamissili balistici, potè perdurare oltre un lustro.
L’arsenale strategico-nucleare della Federazione Russa, oggi, è la principale eredità dell’era sovietica di Mosca, ed è grazie a questa eredità che la Russia di Putin riconquista il suo ruolo di potenza mondiale.

La Russia si prepara alle “Guerre Stellari”

Aleksandr Korolkov, RIR, 15 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il confronto tra Russia e Stati Uniti prende slancio e può, letteralmente, assumere scala cosmica, in riferimento alle tecnologie sviluppate dagli Stati Uniti che, nel prossimo futuro, possono influenzare l’equilibrio di potere globale e minacciare di ridurre il ruolo delle forze nucleari strategiche della Russia.

10153688Un po’ di storia
Una volta che i missili furono inventati per viaggiare nello spazio, i loro creatori decisero altri usi, anche sganciare le armi più potenti esistenti: quelle nucleari. Il Trattato sullo Spazio del 1967 vieta il posizionamento di armi nucleari nello spazio, tuttavia questa condizione non si applica alle armi convenzionali. Quindi, se non è possibile “bombardare” il nemico con missili nucleari dallo spazio, è possibile intercettarli. Tale lacuna fu affrontata nei negoziati che culminarono nella firma del trattato 1972 sulla limitazione della Difesa Missilistica.

Impunità assicurata
Nel 2001 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM e ora posizionano in diversi luoghi del mondo sistemi marini e terrestri Aegis in grado di abbattere missili dalla gittata di 5500 km. Inoltre, hanno intercettori GBI nei silo e creano un intero sistema radar (compreso il SBX flottante) e posizionano gli ultimi complessi THAAD in Corea del Sud per coprire i “vuoti” del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti verso Siberia ed Estremo Oriente russo, dove l’iniziale e più vulnerabile zona di volo dei missili balistici intercontinentali russi è fuori dalla portata dei radar statunitensi. Il 12 aprile 2015 le truppe EKO russe avvistarono un gruppo di satelliti da ricognizione elettronica in orbita. “Questa costellazione di satelliti fu sviluppata per sorvegliare le comunicazioni militari nel territorio della Federazione russa” ha detto Oleg Majdanovich, comandante delle truppe del Comando Spaziale delle Forze di Difesa Aerospaziale. Il Ministero della Difesa non ha indicato la nazionalità dei satelliti spia, ma gli analisti indicano gli Stati Uniti. “Ovviamente parliamo degli Stati Uniti, che possiedono i satelliti da ricognizione elettronici, in particolare della serie ‘Ferret-D’ che operano nel campo superiore dello spettro radio, in cui i sistemi di guida, scoperta e difesa missilistica operano” ha detto alla TASS Igor Korotchenko, caporedattore della rivista ‘Difesa Nazionale’.

Come risponderà la Russia?
La capacità della Russia di rispondere alle minacce esistenti in questo momento sono limitate, non solo dalla geopolitica ma anche dal punto di vista finanziario. Nella situazione attuale, qualsiasi risposta può essere solo asimmetrica. Date tali circostanze, i russi puntano a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali, a creare sistemi di difesa aerea universali con gli S-400 e S-500, e a modernizzare la difesa missilistica di Mosca. I test sono in corso su un nuovo missile del sistema S-400, dalla portata di 400 km, da utilizzare contro bersagli aerodinamici come gli aerei. Distanza e quota esatta in cui i missili possono abbattere (area di sconfitta) non sono specificate, ma sarebbero in grado di distruggere i missili nello spazio orbitale. Allo stesso tempo, si lavora sul sistema di difesa aerea di nuova generazione S-500 e sul nuovo sistema ABM di Mosca A-235, con cui coopererà. L’operatività è prevista per il 2017. Nel frattempo, l’industria della Difesa russa aumenta la produzione di missili per la difesa aerea e antimissile di tre volte rispetto al 2014. In Russia si lavora per garantire l’intelligence costante sui bersagli. Secondo Anatolij Savin, direttore scientifico della JSC Almaz-Antej, un “sistema originale d’intelligence spaziale” è stato creato permettendo d’individuare e tracciare i movimenti negli oceani delle portaerei nonché dei sottomarini strategici della NATO. “Abbiamo cominciato a sorvegliare costantemente praticamente tutti gli oceani del mondo” ha aggiunto. Inoltre, nel prossimo futuro, è previsto l’ampliamento della rete radar autonoma (RLS) nella regione artica.
Lo sforzo di tutta l’umanità è impedire una grande guerra nello spazio. Oggi, gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare, spiegando l’assenza del Paese nel sostenere il progetto di trattato globale per impedire il dispiegamento di armi nello spazio, che Russia e Cina preparano dal 2007. In tale situazione, gli Stati Uniti richiedono un grande sforzo per convincersi che l’accordo soddisfa i loro interessi, ciò sarebbe possibile solo con la costruzione delle misure molto asimmetriche in corso in Russia e in Cina. A tal fine, la Cina ha già acquistato il sistema russo S-400.

1057761La Russia modernizza la flotta di caccia-intercettori MiG-31
Il primo lotto di 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM entra in servizio
Russia Insider 15 aprile 2015

d_pichugin_mig_31bm_10_1400I primi 24 caccia modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati alle forze armate russe. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov ha detto che 10 aerei saranno consegnati alle truppe ogni anno. “Dopo aver completato l’ammodernamento del MiG-31, ci aspettiamo che le forze militari abbiano a disposizione oltre 130 aerei aggiornati dagli eccezionali cruciali parametri tecnici“, ha detto Jurij Borisov, secondo cui circa 12-13 velivoli saranno modernizzati ogni anno. Il viceministro ha sottolineato che l’impianto aeronautico Sokol di Nizhnij Novgorod, dove avviene l’ammodernamento degli aerei, si adatta al programma di sostituzione delle importazioni. Le imprese Rostec producono i vari componenti dell’aeromobile. Ad esempio, i caccia aggiornati ricevono il nuovo sistema di controllo e radar Zaslon-M, sviluppato dal V. Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design (NIIP) del KRET. Mentre l’aereo era precedentemente classificato solo come intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato ora può distruggere bersagli aerei e terrestri. Con l’avionica modernizzata, l’efficienza del MiG-31BM è 2,6 volte maggiore rispetto al MiG-31. Il Zaslon-M differisce dal radar originale Zaslon per l’antenna di 1,4 m di diametro. Il raggio di scoperta dei bersagli aerei aumenta a 320 km, e quello d’inseguimento a 280 km. Il sistema radar del MiG-31BM può seguire contemporaneamente 10 bersagli aerei. Il MiG-31 è un caccia-intercettore a lungo raggio biposto supersonico ognitempo progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth ed altri obiettivi di ogni tipo e ad ogni quota, di giorno, di notte e in condizioni meteo avverse. Un gruppo di quattro aeromobili può controllare 800-900km di spazio aereo anteriore.
La produzione in serie dei MiG-31 iniziò nel 1979. All’inizio del 1992, le forze di difesa aerea dei Paesi della CSI avevano oltre 200 caccia-intercettori MiG-31. Il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato o ascendente, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può essere supersonico a quote medie e alte senza usare i postbruciatori.
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I missili cinesi YJ-18 una ‘grave minaccia’ per l’US Navy

Sputnik 15/04/2015
La Cina allestisce nuovi cacciatorpediniere armati di potenti nuovi missili antinave, ponendo una seria sfida alle difese navali statunitensi.052D-Missile-Destroyer-Kunming-172Un recente rapporto dell’Office of Naval Intelligence (ONI) ha confermato le affermazioni del governo cinese che “l’ultima classe di cacciatorpediniere Luyang III è equipaggiata con il nuovo ASCM (missile da crociera antinave) a lancio verticale YJ-18“. Le rivelazioni sul YJ-18, SMC supersonico di ultima generazione, sono uno dei principali aspetti della panoramica dell’ONI sugli sviluppi della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN). Finora vi è un solo cacciatorpediniere Luyang III (noto anche come 052D) con il sistema di lancio verticale (VLS) per lo YJ-18, ma la Cina prevede di averne più di 10 operativi entro il 2017. “Questo missile, e il suo cugino aerolanciato YJ-12, sono le principali minacce per l’US Navy“, ha detto al New York Times Lyle J. Goldstein, professore associato nell’Istituto di Studi Marittimi sulla Cina presso l’US Naval War College.Il maggiore aumento della velocità rende il missile molto più difficile da intercettare“. Il rapporto dell’ONI dice anche che il missile viene schierato su tre classi di sottomarini: Song, Yuan e Shang. Il missile avrebbe “una gittata di 180 chilometri a Mach 0,8 e una spinta di 40 km a Mach 2,5-3. Tutti coloro che comprendono seriamente le capacità militari cinesi devono conoscere questo missile”, scrive Andrew Erickson, professore associato presso l’US Naval War College di Rhode Island. Le maggiori velocità e portata del missile, aggiunge Erickson, “insieme ad un profilo di volo a pelo d’acqua e probabilmente un comando via collegamento dati basato su foto da Internet, potrebbero rendere lo YJ-18 estremamente difficile da contrastare“. I timori sulla minaccia rappresentata dallo YJ-18 aumentarono a fine 2014, quando un video apparve sulla CCTV che avrebbe mostrato un test di lancio del missile. In precedenza, la Cina ricorreva alla Russia per i missili, e lo YJ-18 è descritto come una versione locale del 3M54E Klub russo.

La Marina cinese si modernizza ed espande significativamente
Il rapporto dell’ONI, la prima valutazione non classificata sulla Cina dal 2009, dipinge un quadro del piano di miglioramento più qualitativo che quantitativo, ma anche così alcuni numeri, in particolare della Guardia Costiera, sono degni di nota. La PLAN attualmente dispone di 300 navi da combattimento di superficie, sottomarini, navi anfibie e motovedette lanciamissili. Nel 2014, 60 nuove navi hanno raggiunto la flotta, e un numero simile è previsto per il 2015. I cantieri navali cinesi hanno prodotto più navi di qualsiasi altro Paese nel 2013 e 2014. La Guardia Costiera cinese,  denominata “Seconda Marina” della Cina, aumenterà del 25% tra il 2012 e la fine del 2015, più velocemente di qualsiasi altra guardia costiera al mondo, secondo il rapporto. “I principali miglioramenti qualitativi riguardano l’aeronautica navale e la forza sottomarina, sempre più capaci di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dal continente cinese“, dice il rapporto concludendo che nel complesso “emerge una forza ben equipaggiata e competente“.

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Tre sottomarini cinesi puntano i loro missili sugli USA
Pravda 10/04/2015S3NKhL’ammiraglio William Gortney, comandante del Comando Settentrionale degli Stati Uniti, ha detto che la Cina ha schierato tre sottomarini lanciamissili balistici. I sottomarini, secondo il comandante, possono colpire gli Stati Uniti con missili nucleari. Secondo Gortney, i sottomarini potranno colpire gli Stati Uniti quando saranno completamente dotati di missili e testate. Le riserve cinesi sono dispiegati nel Mar Cinese Meridionale in una base sull’isola di Hainan. “Non hanno caricato i  missili o avviato pattugliamenti strategici“, ha detto l’ammiraglio William Gortney, “Ma crediamo che possano iniziare quest’anno“, ha aggiunto. Inoltre, Gortney ha detto riferendosi alle agenzie d’intelligence statunitensi che la Corea democratica può montare una piccola testata nucleare sui nuovi missili intercontinentali autocarrati KN-08. Gortney ha detto che ogni volta che una nazione possiede armi e vettori nucleari che possono raggiungere gli Stati Uniti, “è mia preoccupazione“. E’ la prima volta che un alto ufficiale degli Stati Uniti esprime preoccupazioni sui sottomarini lanciamissili nucleari cinesi.

OSIMINT-DG-May-2011-Sanya-Jin-Class-SSBNTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia ci avverte

Rachel Douglas e Nancy Spannaus Executive Intelligence Review 6 marzo 2015RS-24 YarsIl 1° marzo, il Generale-Maggiore Andrej Burbin, capo del Comando Centrale delle Forze Strategiche Missilistiche della Russia (RVSN), ha fatto un insolito intervento sulla disponibilità della Russia ad utilizzare le armi nucleari strategiche in caso di attacco al Paese, compreso il tanto sbandierato piano Prompt Global Strike degli Stati Uniti, un tentativo convenzionale di distruggere la capacità di rappresaglia russa. Il messaggio dell’ufficiale russo è che gli “utopici” piani militari per “la guerra nucleare limitata” o la distruzione della “controforza” nucleare della Russia sono illusori: falliranno e il risultato sarà una rappresaglia contro gli Stati Uniti con i missili balistici intercontinentali delle RVSN della Russia. L’intervista su Radio RSN di Burbin dall’analista militare Igor Korotchenko, direttore della rivista Natsjonalnaja Oborona (Difesa Nazionale), era un messaggio di alto profilo che non va ignorato. Citata dai principali media russi, compreso il quotidiano governativo Rossijskaja Gazeta, viene evidenziata sui media in inglese Sputnik, RT e altri indicando la decisione dei vertici, con questa dichiarazione al mondo, sulla postura militare della Russia. Prima e dopo la dichiarazione di Burbin, il suo messaggio è stato amplificato da dichiarazioni e commenti del Ministro degli Esteri Sergej Lavrov, della Difesa Sergej Shojgu e dall’ambasciatore russo presso la NATO Aleksandr Grushko. I russi ribadiscono una politica che le principali potenze occidentali sono decise ad ignorare. Comprendere questo messaggio è essenziale per salvare la vita, dei nostri discendenti e di tutta l’umanità.

L’allarme di LaRouche
La dichiarazione di Burbin arriva pochi giorni dopo che Lyndon LaRouche ha avvertito in modo netto sulla minaccia di una guerra nucleare. Quello che osserviamo, ha detto LaRouche, è una minaccia, l’intento “divino” di una fazione dell’élite inglese che crede di poter “abbattere l’umanità” lanciando una sorta di guerra nucleare limitata contro le nazioni dell’Eurasia. L’assunto di base di tali utopisti, che pensano di poter avviare una guerra nucleare limitata all’Eurasia, è che un governo, come quello del presidente russo Putin, sarebbe disposto a rispondere in modo limitato ad un attacco nucleare “limitato”. È un errore e una fantasia, ha detto LaRouche. Tali forze onnipotenti devono capire che: “Non c’è modo di sopravvivere agli effetti del proprio genocidio“.

Il messaggio di Burbin
La prima metà dell’intervista del Generale Burbin riguardava la formazione scientifica e psicologica degli ufficiali delle RVSN, e i “componenti della forza più attiva della triade nucleare strategica“, cioè gli ICBM. Questa forza “può svolgere la propria missione in pochi minuti”. Ha anche analizzato le operazioni di comando e controllo, come le comunicazioni multi-canale tra il Presidente Putin, Comandante Supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, e le RVSN. Korotchenko poi ha chiesto della conclusione del mese di manovre della RVSN. Burbin ha detto che la missione principale è “sottrarre le nostre unità missilistiche mobili a un attacco”, in modo che la possibilità di lanciare l’attacco di rappresaglia sia preservata: “Abbiamo lavorato modificando ed estendendo le aree di posizionamento e manovra delle unità, aumentandone le possibilità di sopravvivenza e rendendo il compito del nostro probabile avversario ancor più difficile“.
Korotchenko: “Quindi, il potenziale della rappresaglia sarà assicurato in ogni circostanza? Non è un segreto il concetto attuale di Prompt Global Strike, che significa ampio uso di armi non nucleari ad alta precisione per un primo attacco disarmante in situazione critica, mettendo fuori uso le nostre forze nucleari strategiche“.
Burbin: “Questo problema è stato risolto. Nella situazione in via di sviluppo o evoluzione, abbiamo già lavorato a tale sfida e possiamo affrontarla. Il punto è che, comunque, le RVSN possono svolgere la loro missione. In particolare, in tempo di pace, la nostra missione strategica è la deterrenza. Ma se è necessario effettuare il lancio di un missile nucleare, sarà fatto nel periodo di tempo prescritto con certezza assoluta. Le nostre unità sono distribuite geograficamente in modo tale che nessun attacco globale può smantellare le RVSN”.
A una domanda successiva, Burbin ha risposto che ciò si applica “assolutamente” anche nel caso di un attacco nucleare alla Russia. La discussione ha toccato anche la capacità delle RVSN di operare “in condizioni di guerra reali, tra interferenze e dispiegamento di squadre di sabotaggio“. L’ufficiale ha detto che le RVSN contrastano anche le nuove tecnologie, un’allusione all’intensificarsi della guerra elettronica o informatica. Sui programmi per i missili strategici Topol-M e Jars, Burbin ha rilevato che entro il 2020 il 98% delle RVSN avrà nuovi missili.
Riassumendo, Burbin ha detto, “Le forze missilistiche, sempre pronte al combattimento, sono la deterrenza strategica in tempo di pace. Grazie alle RVSN, non abbiamo la guerra oggi“. Korotchenko replicava,“La conclusione per tutti noi, per il nostro Paese e per il mondo, è che lo scudo nucleare russo è affidabile e che gli ordini saranno eseguiti in qualsiasi situazione“. Nella parte delle telefonate, dopo che il generale aveva lasciato lo studio, Korotchenko proseguiva la discussione con gli ascoltatori sottolineando l’inversione di tendenza dei militari russi degli ultimi due anni, con il Generale Shojgu nominato Ministro della Difesa e l’emergere di una nuova, generazione altamente competente di ufficiali russi. Ha commentato, “Questo è molto importante, quando Obama ci minaccia di sanzioni e punizione divina, e le mani prudono nel premere il pulsante. Così gli statunitensi sapranno che schiacciando il tasto, saranno schiacciati dalla risposta. Questo è l’equilibrio strategico, mettendoci in condizioni di parità con gli statunitensi. Forse siamo deboli in alcuni aspetti, i liberali dicono che le cose vanno male qui, e che le sanzioni ci soffocano, ma un grande Paese con uno scudo nucleare non può essere soffocato dalle sanzioni”.

yars_011Politica lungimirante
La dichiarazione politica del Generale Burbin è una reiterazione della politica russa più volte dichiarata da Presidente Vladimir Putin, Primo ministro Dmitrij Medvedev e vertici militari. EIR ha evidenziato questa politica nell’edizione speciale “Il collasso dell’impero globale inglese, e come superarla“, della primavera 2012, riportando successivamente i dettagliati avvertimenti russi sulla minaccia che il dispiegamento della Difesa Anti-Missile di NATO/USA in Europa e l’allargamento ad est della NATO, rappresentano per l’equilibrio strategico. (Helga Zepp-LaRouche ha commentato tali piani utopici folli questa settimana). Molti di questi avvertimenti affermano esplicitamente che il dispiegamento “occidentale” potrebbe potenzialmente scatenare una guerra nucleare. In un discorso pubblico del 29 febbraio 2012, il Presidente Putin ha sottolineato la determinazione della Russia ad affrontare l’attacco. Riferendosi alla mancanza di preparazione dell’Unione Sovietica, al momento dell’aggressione di Hitler nel luglio 1941, Putin ha detto, “Non possiamo permetterci un replay della tragedia del 1941, quando pagammo per l’impreparazione dello Stato e dell’esercito con perdite enormi“. In un articolo di due esperti militari russi su Military Thought, l’edizione in inglese della rivista del del Ministero della Difesa russo Voennaa Mysl (No. 4, 2012), veniva elaborato il pensiero della dirigenza militare russa sulla strategia militare occidentale contro la Russia, tra cui i presupposti che l’occidente possa usare armi di nuova generazione per “raggiungere gli obiettivi della guerra senza gravi perdite di vite umane o di beni“. Come la Russia affronta ciò?: “In queste condizioni, la Russia risolve suoi problemi nelle relazioni tra Stati utilizzando ogni tipo di deterrenza, con la forza o pacificamente e con azioni non-militari indirette (asimmetriche). Eventuali forme e metodi dovranno scoraggiare l’aggressore con la forza, come ad esempio di fronte la minaccia diretta di attacchi, schieramento dimostrativo di una potente task force di difesa nella zona in cui si prevede che l’aggressore attacchi; un ultimatum che avverta che la Russia (in caso di guerra) utilizzerà immediatamente le armi nucleari e senza esercitare alcun ritegno impiegando armi ad alta precisione per distruggere obiettivi strategicamente vitali sul territorio dell’aggressore; pianificazione e attuazione di una campagna d’informazione per ingannare l’avversario sulla disponibilità della Russia a respingere l’aggressione“.

Una duplice politica
Gli avvertimenti dei militari russi sono stati più che sovrastati dalle offerte del governo di cooperare con l’Unione europea e gli Stati Uniti su obiettivi comuni, come lotta al terrorismo, alla droga, costruzione di infrastrutture come il tunnel sotto lo stretto di Bering, e anche collaborazione nella ricerca spaziale per difendere il pianeta dagli asteroidi (Difesa Strategica della Terra proposta nell’ottobre 2011). Ma queste offerte furono ignorate a favore degli sforzi sempre più palesi per degradare la sovranità della Russia, se non per smembrarla quale potenziale rivale. (Vedasi EIR, 19 dicembre 2014, “Chi c’è dietro la corsa a smembrare la Russia?“) L’indirizzo del Ministro degli Esteri Lavrov all’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri del 27 febbraio fornisce una guida su come la leadership russa pensi, e quindi sul contesto degli avvertimenti militari. Lavrov ha lamentato le “sistematiche violazioni” dei principi della Carta delle Nazioni Unite da parte di USA e altri. In particolare ha sottolineato la mancanza di sicurezza e stabilità nella regione euro-atlantica, attribuita alla tendenza dell’occidente “a occupare spazio geopolitico e a spingersi verso est, attraverso l’espansione della NATO e attuando il partenariato orientale dell’Unione europea“, ha detto Lavrov, “Gli interessi russi non sono considerati e le nostre numerose iniziative, tra cui l’elaborazione del Trattato di sicurezza europea, sono ignorate o escluse. Tale politica ha raggiunto l’apice quando il golpe incostituzionale e l’occupazione armata del potere sostenuti da Washington-Bruxelles hanno avuto luogo in Ucraina nel febbraio dello scorso anno”. Lavrov ha denunciato l’ultimo documento sulla Strategia per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Obama, affermando “Lotta per il dominio globale e disponibilità ad utilizzare unilateralmente la forza armata… Tale documento di 30 pagine afferma più di cento volte il diritto esclusivo degli Stati Uniti ad attuare la famigerata ‘leadership americana’… La Casa Bianca sembra aver dimenticato le conseguenze dei tentativi di avere l’egemonia a scapito degli interessi degli altri membri della comunità mondiale“. “Gli sforzi concertati” delle nazioni, constata Lavrov, sono l’unico modo per affrontare i difficili problemi internazionali, soffermandosi sull'”integrazione eurasiatica, la nostra priorità assoluta“, a partire dall’Unione economica eurasiatica quale “ponte tra le strutture per l’integrazione dell’Europa e della regione Asia-Pacifico”. L’attuale presidenza russa della Shanghai Cooperation Organization e dei BRICS, ha aggiunto Lavrov, è guidata dalla “filosofia degli sforzi collettivi” esemplificata dai “progetti per una nuova banca di sviluppo e una riserva monetaria dei BRICS, coordinando la strategia di partenariato economico e la via alla cooperazione sugli investimenti, “aprendo” nuove prospettive di cooperazione”. Lavrov ha sottolineato l’impegno del Presidente Putin a rafforzare la cooperazione verso l’Europa, dicendo che la svolta della Russia verso Oriente va accompagnata a un parallelo miglioramento delle relazioni con l’Occidente. Ma ha avvertito che ciò sarà impossibile, “senza riaffermare i principi di non ingerenza negli affari interni degli Stati sovrani, e senza abbandonare sanzioni e tentativi d’inscenare le cosiddette rivoluzioni colorate, o incoraggiando le forze estremiste“, ha detto, “Non abbiamo piani per auto-isolarci o entrare in conflitto. Allo stesso tempo, la pressione estera non ci porterà a rivedere i nostri principi politici…. Washington non è riuscita a creare una coalizione anti-russa globale“.

ed6c92cd7f39Altre avvertimenti
Il 2 marzo, tre alti funzionari russi esprimevano lo stesso messaggio di quello più drammatico del Generale Burbin del giorno prima: la Russia è pronta a rispondere con la piena forza strategica a qualsiasi minaccia esistenziale. E’ probabile che tutti conoscano l’aspetto più recente di tale minaccia. Lo stesso giorno, il comandante della 173.ma Brigata aeroportata degli Stati Uniti, colonnello Michael Foster, annunciava presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington che “entro questa settimana”, gli Stati Uniti dispiegheranno sei compagnie in Ucraina per il programma di addestramento semestrale della notoriamente nazistofila Guardia Nazionale ucraina. La scorsa settimana, il primo ministro inglese David Cameron annunciava che il Regno Unito inviava forze speciali ad addestrare le forze ucraine. Ciò anche se l’ambasciatore della Russia presso la NATO Grushko dichiarava in un’intervista alla TV Rossija 24 che “Mosca prenderà tutte le “misure necessarie”, militari, tecniche e politiche per neutralizzare la possibile minaccia della presenza della NATO in Europa orientale”, secondo RT, precisando che le azioni della NATO “compromettono significativamente la sicurezza regionale ed europea, e pongono rischi alla nostra sicurezza“, citando l’intensificarsi delle esercitazioni militari della NATO in Europa orientale, con circa 200 esercitazioni presso gli Stati membri orientali, soprattutto nel Mar Baltico, Mar Nero, Polonia e Stati baltici. “L’invio di istruttori e l’assistenza tecnica militare aiutano il partito della guerra di Kiev e convincono certe figure a Kiev di ritenere la crisi risolvibile con mezzi militari“, ha detto.
Allo stesso tempo, il Ministro della Difesa Shojgu e il Comandante della Marina Ammiraglio Viktor Chirkov discutevano della modernizzazione dell’esercito russo, comprese le forze strategiche, con osservazioni pubbliche, il 2 marzo. Shojgu riferiva che la Marina russa riceverà due sottomarini lanciamissili balistici classe Borej quest’anno, il Vladimir Monomakh, che ha iniziato le prove in mare nel giugno 2014, e l’Aleksandr Nevskij, in attesa dei missili balistici Bulava prima del trasferimento nel Pacifico insieme a due sottomarini multiruolo e cinque navi da guerra. Ha anche detto che l’Aeronautica riceverà 13 bombardieri strategici modernizzati quest’anno, e che entro il 2020 la flotta dei bombardieri strategici sarà per il 70% modernizzata, aggiungendo che i pattugliamenti dei bombardieri saranno estesi a nuove aree. “E ‘importante notare che tali voli sono regolari e non saranno abbandonati“, ha sottolineato. La Marina riceverà 50 navi di varie classi quest’anno, ha detto Chirkov secondo l’agenzia stampa Interfax. Le navi fanno parte del programma di riarmo iniziato dal Presidente Putin che mira a fornire la Russia di una flotta oceanica, perduta dopo il crollo dell’Unione Sovietica, entro il 2050. “Il periodo di stagnazione della nostra potenza è da tempo passato“, avrebbe detto Chirkov, annunciando inoltre che le aziende di ricerca già progettano la nuova portaerei da costruire. Interfax ha aggiunto: “L’espansione della potenza navale avviene mentre la Russia affronta l’occidente in Ucraina“.

russia-submarineTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Arihant solca l’oceano

Rakesh Krishnan Simha RIR 20 dicembre 2014

Il primo sottomarino a propulsione nucleare permetterà all’India una credibile opzione del secondo colpo e di tenere alla larga gli avventurieri dai suoi mari.

SSGN Arihant 2011Nel giugno 2012 un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare della Marina russa entrava nel Golfo del Messico. Armato di missili da crociera nucleari, il battello classe Akula operò inosservato per diverse settimane e i suoi movimenti nelle acque strategiche degli Stati Uniti furono confermati solo dopo aver lasciato l’area. Il silenzioso Akula lasciò una scia di grande imbarazzo negli ambienti della difesa statunitensi. Nel novembre 2013 la Russia varava il suo avanzato sottomarino convenzionale stealth Novorossijsk. Il sottomarino Progetto 636 sarebbe virtualmente invisibile in immersione. “I nostri potenziali oppositori lo chiamano ‘Black Hole’ a causa dell’emissione acustica e della visibilità molto basse del sottomarino”, ha detto Konstantin Tabachnij, capitano del Novorossijsk. “Non essere rilevabile è la qualità principale per un sottomarino. E il progetto adempie davvero il suo scopo“. Considerando che gli scienziati e gli esperti russi dietro questi sottomarini furtivi hanno un ruolo chiave nello sviluppo dell’Arihant, primo SSBN dell’India (sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare) promette di essere un potente battello.
Dopo decenni di sviluppo, l’Arihant da 120 metri, 10 autobus in fila, è stato finalmente varato il 15 dicembre. Indica quanto gelosamente l’India custodisca il suo sottomarino strategico che, quando la slanciata bellezza nera è stata varato dal cantiere navale di Visakhapatnam, la Marina e l’Aeronautica indiane schierassero i loro jet da combattimento MiG-29K e Su-30 MKI intorno al porto, mentre gli aerei da sorveglianza e attacco marittimi P-8I Poseidon della vicina base navale di Arakkonam sorvegliavano la zona contro qualsiasi attività subacquea ostile. Inoltre, le navi da guerra del Comando strategico orientale dell’India fornivano protezione. L’emozione della dirigenza della difesa dell’India è comprensibile. Come i BrahMos, l’Arihant è un raro esempio di arma strategica riuscita da zero del Paese. Il sottomarino da 6000 tonnellate porterà l’India tra l’elite. Secondo Richard Sharpe del Jane’s Fighting Ships, il sottomarino nucleare darà all’India un “vantaggio colossale” sui vicini. “Affrontare un sottomarino nucleare è un incubo; ha resistenza e mobilità illimitate e non c’è modo per una nave di superficie da cui possa nascondersi”, scrive. Finora l’India è andata beatamente avanti senza un’opzione credibile di secondo colpo. Ciò significa che se la Cina, o qualsiasi altro Paese, lanciava un primo colpo a sorpresa ed eliminava i missili nucleari terrestri e gli aerei nucleari del Paese, l’India aveva poco altro se non gettare la spugna. Avere un SSBN cambia le carte. Garantisce che un primo attacco nucleare non distrugga la capacità dell’India di reagire. In agguato sul fondo degli oceani e in continuo movimento, anche una manciata di SSBN può seminare il dubbio nel nemico che missili strategici navali dell’India verrebbero lanciati per rappresaglia. La prevista flotta di cinque SSBN classe Arihant completerà la triade strategica dell’India, dando ai militari del Paese l’opzione del seconda colpo. Il primo sottomarino classe Arihant avrà 12 missili balistici nucleari K-15 che possono essere lanciati anche da sotto le calotte di ghiaccio. Testato nel 2008, il K-15 sarà armato con una testata nucleare che può essere lanciata a una distanza di 750 chilometri. La corta gittata indica che il sottomarino dovrà avventurarsi presso le acque nemiche prima del lancio. Tuttavia, un missile da 3500 chilometri di gittata è già in fase di sviluppo.
image La ricerca dell’India della parità strategica con le principali potenze nucleari iniziò negli anni ’50. Come notato da Eric Arnett, ricercatore dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, “La storia e le implicazioni dei (sottomarini a propulsione nucleare) nella strategia marittima indiana, suggerisce che la presenza degli Stati Uniti nell’Oceano Indiano è una motivazione forte del programma“. L’approvazione della costruzione di un SSBN risale al 1970 ma, come al solito con i programmi della difesa indiana, niente ne uscì. Il programma fu ripreso nel 1985 e nel 1989 la DRDO chiese assistenza nella progettazione a ingegneri e lavoratori della Difesa dell’ex-Unione Sovietica. Molti ingegneri navali russi sono stati in India dal 1991. Nel 1996, quando l’India aveva speso 285,7 milioni di dollari sul sottomarino nucleare, il lavoro sul progetto rallentò a causa delle pressioni dagli Stati Uniti. La Federation of American Scientists afferma che l’ASEAN voleva che l’India smettesse di lavorare sull’ATV come condizione per l’ingresso nell’ASEAN e perché l’India venisse invitata ai futuri vertici Asia-Europa. L’Unione europea era dietro le richieste poste dall’ASEAN. I russi presto capirono il piano degli Stati Uniti. Impedendo a Mosca di vendere tecnologie chiave all’India, gli statunitensi avrebbero sottratto all’industria russa i fondi necessari e allo stesso tempo ostacolato notevolmente la capacità dell’India di sviluppare armi strategiche. Questo non solo averebbe avuto l’effetto di creare una spaccatura tra Russia e India, ma anche permesso agli statunitensi di entrare nel mercato della difesa dell’India. Tuttavia, con l’uscita degli elementi filo-statunitensi dal Cremlino, i russi tornarono con piena forza. Mentre i progettisti russi aiutavano a costruire il battello, basato sulla sottomarino anti-sottomarini classe Akula, il suo reattore nucleare ad acqua pressurizzata da 80MW è stato sviluppato dal Centro Ricerche Atomiche Bhabha con l’assistenza di un team di progettazione della Rubin, l’ufficio progettazioni dei sottomarini russo. Anche se il reattore è stato “progettato, fabbricato e realizzato in India” dall’industria indiana e sotto la direzione di scienziati indiani, il presidente della Commissione per l’energia atomica dell’India, dottor Anil Kakodkar, ha detto nel 2009: “Vorrei anche ringraziare i nostri colleghi russi. Hanno giocato un ruolo molto importante quali consulenti, con molta esperienza, così la loro consulenza è stata di così grande aiuto che dovremmo riconoscerlo“. In realtà, il contributo della Russia è stato riconosciuto dal governo in diverse occasioni, tra cui nel 2009 dall’ex-Primo ministro Manmohan Singh. I russi hanno anche aiutato nella costruzione della base navale di Visakhapatnam, in cui una sezione della mensa ufficiali si chiama Cremlino. La Russia ha aiutato su un altro aspetto significativo, la formazione degli equipaggi. Anche se lo sviluppo dell’Arihant arrancava, l’India si preparava alle operazioni con l’SSBN con il Chakra, un sottomarino a propulsione nucleare della classe Charlie, in leasing dalla Russia dal gennaio 1988. Tuttavia, inchinandosi alle pressioni degli Stati Uniti, Mosca rifiutò di prolungare il contratto e il sottomarino rientrò a Vladivostok nel gennaio 1991. L’equipaggio dell’Arihant è stato addestrato nel nuovo sottomarino da 12000 tonnellate classe Akula-II prestato dalla Russia per 10 anni nel 2011, anche questo sottomarino si chiama Chakra.
Nella guerra tra India e Pakistan del 1971, quando l’esercito indiano avanzava sulla strada per Lahore, le flotte inglese e statunitense accerchiarono minacciosamente l’India. Mentre la Settima Flotta degli Stati Uniti navigò dal da sud-est asiatico verso Calcutta, una flottiglia inglese salpò dal Madagascar verso l’India occidentale. L’Indian Air Force fu in allerta dopo aver ricevuto intelligence su aerei da guerra statunitensi che potevano attaccare le comunicazioni dell’esercito indiano ad ovest. Tuttavia, la Flotta del Pacifico sovietica giunse nell’Oceano Indiano e stese un cordone intorno l’India, costringendo le navi da guerra statunitensi e inglesi a ritirarsi. Una volta che una flotta di sottomarini Arihant pattuglierà le acque indiane, l’India potrà impedire che una qualsiasi marina estera possa minacciarla di nuovo.

BWVODTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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