La Corea del Sud cambia campo?

Andrew Korybko Sputnik 20/03/2015

Le recenti decisioni della Corea del Sud sollevano la questione se la sua leadership sia sempre più pragmatica nei rapporti con Pechino a spese di Washington.

korea-04La Corea del Sud è da tempo alleata degli Stati Uniti, ma il suo sostegno agli Stati Uniti non è più cieco come una volta. I crescenti legami economici con la Cina, attraverso il futuro accordo di libero scambio, rendono la politica estera del Paese più equilibrata, così come l’ambivalenza strategica verso il sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti. Mentre la Corea del Sud non può cambiare completamente posizione, sembra seguire una traiettoria verso neutralità e pragmatismo, di per sé una sconfitta relativa del perno politico in Asia degli Stati Uniti.

Chi vuole cosa?
Diamo un rapido sguardo a ciò che ciascuno dei tre attori principali vuole realizzare, contribuendo a dare un quadro più chiaro del motivo per cui la Corea del Sud ha preso le ultime decisioni economiche e militari.

Stati Uniti:
Idealmente gli Stati Uniti vogliono integrare le 28000 truppe in Corea del Sud nella ‘Coalizione di Contenimento della Cina’ (CCC) che costruiscono nell’Estremo Oriente e nel Sud-Est asiatico. Vorrebbero prolungare la presenza militare nel Paese a tempo indeterminato e, auspicabilmente, far aderire la Corea del Sud ai piani del contenimento con la formalizzazione del rapporto militare tra Seoul, Washington e Tokyo. Gli Stati Uniti non hanno un vero interesse nel vedere le due Coree ricongiungersi, dato che ciò potrebbe probabilmente portare alla fine della presenza cinquantennale delle loro forze di occupazione.

Cina:
Il sogno di Pechino è vedere gli Stati Uniti abbandonare completamente la penisola coreana, ed il CCC abbandonato o neutralizzato. Non vuole alcuna destabilizzazione della penisola coreana, in quanto ciò inevitabilmente affliggerebbe la Cina stessa. Se le due Coree si riunificano, la Cina ne monitorerebbe cautamente gli sviluppi per garantirsi che la Corea unita non sia una minaccia economica o militare che può esserle rivolta contro un giorno. Eppure, Pechino preferirebbe che gli Stati Uniti lascino la penisola oggi e affrontare gli eventuali problemi sulla Corea, un domani unita, che avere il Pentagono provocare continuamente la Corea democratica, nel cortile della Cina.

Corea del Sud:
La cosa più importante per Seoul è la risoluzione dei due problemi della Corea democratica, vale a dire denuclearizzazione di Pyongyang e riunificazione. Idealmente, vorrebbe anche perseguire la sua storica ‘terza via’ tra i colossali vicini cinesi e giapponesi, comportando una politica di neutralità e stabilità. Mentre la Corea del Sud è stata ovviamente sotto l’intensa influenza statunitense dalla fine della seconda guerra mondiale, sembra desiderare una politica multipolare quale via più efficace per perseguire i propri obiettivi.

Decifrare le decisioni di Seoul
Ora è il momento di osservare le ultime quattro decisioni della Corea del Sud, che portano a parlare di potenziale perno (e contro di esso).

Ritardo indefinito dell’OpCon:
Stati Uniti e Corea del Sud hanno accettato lo scorso ottobre di ritardare il trasferimento del controllo delle operazioni in tempo di guerra (‘OpCon’) dagli USA a Seoul a tempo indeterminato, con l’idea che la Corea del Sud non sia attualmente in grado di comandare le proprie forze in caso di guerra. Ciò prolunga il controllo diretto degli USA sugli affari militari della Corea del Sud, il che significa che letteralmente ne controllerà le forze armate in caso di guerra con la Corea democratica o la Cina. Anche se la pace vigesse, le forze statunitensi non lasceranno il Paese ancora per un bel po’ difatti, una chiara vittoria di Washington.

L’accordo di libero scambio Cina-Corea del Sud:
Era naturale che le due parti raggiungessero l’accordo che entrerà in vigore a fine anno, dato che la Cina è il maggior partner commerciale della Corea del Sud e la Corea del Sud è il terzo della Cina. Secondo il South China Morning Post, “gli investimenti cinesi in Corea sono balzati del 374%, a 631 milioni di dollari dell’anno scorso dai 133 nel 2013”, in previsione dell’accordo, chiara dimostrazione del desiderio della Cina di espandere le relazioni commerciali con il Paese. Se le relazioni economiche s’intensificano la Corea del Sud potrebbe potenzialmente entrare nell’Area di libero scambio della Cina nella regione Asia-Pacifico (contraltare del TPP degli Stati Uniti), e anche nell’Investment Bank Infrastructure asiatica (la risposta cinese alla Banca Mondiale a guida occidentale, che ha invitato la Corea del Sud ad unirvisi se molla il THAAD), sarebbe un’enorme ritirata dell’influenza di Washington sulla penisola.

Abbandonare il THAAD:
La Corea del Sud è strategicamente ambivalente sul sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti da schierare sul suo territorio. Seoul capisce acutamente che gli Stati Uniti vogliono semplicemente costruire la versione orientale del loro scudo antimissile, ospitandone le infrastrutture diverrebbe un complice del CCC. La Corea del Sud sembra dubitarne, sapendo che le relazioni con la Cina si deteriorerebbero più rapidamente di quelle della Polonia con la Russia dopo averne accettato la controparte in Europa orientale. Nel caso in cui la Corea del Sud decida di non diventare la ‘Polonia asiatica’, sarebbe un duro colpo al perno in Asia degli Stati Uniti.

…o esservi incastrati dopo?:
Ma gli Stati Uniti hanno un asso nella manica, avendo detto alla Corea del Sud di permetterne lo schieramento nel Paese in caso di vaghe “situazioni di emergenza”, che potrebbero realisticamente essere delle manipolate risposte nordcoreane alle provocazioni inscenate con le manovre USA-Corea del Sud (come di norma). Una volta che il THAAD sarà schierato nel Paese, non è probabile che riduca le tensioni, fornendo così agli Stati Uniti la possibilità di piazzare in segreto il loro scudo antimissile nel Paese.

Rimescolamento regionale
Oltre all’avvicinamento della Corea del Sud al multipolarismo, altre due tendenze non dichiarate trasformano la regione. Il peggioramento delle relazioni della Corea del Sud con il Giappone e l’avvicinamento della Corea democratica alla Russia. Il primo è il frutto del rinnovato nazionalismo e militarismo giapponese, mentre il secondo è dovuto alle manovre occulte tra Pyongyang e Pechino. Se perseguono tali rotte fino alle conclusioni logiche, queste tre tendenze regionali ridefiniranno il futuro quadro geopolitico del Nordest asiatico, comportando tre possibili sviluppi.

Ridimensionamento degli USA:
Anche se la presenza militare statunitense probabilmente rimarrà nel prossimo futuro, Washington non sarà più in grado d’influenzare la Corea del Sud come in precedenza, nel senso che il suo potere diminuirà relativamente.

Reindirizzo giapponese:
Il fallimento del Giappone nel ripristinare rapporti favorevoli con la Corea del Sud potrebbe rendere la CCC inefficace nel Nordest asiatico, e Tokyo quindi reindirizzerebbe la CCC a sud verso Vietnam e Filippine. Tokyo ha già pianificato tali mosse, ma con la Corea del Sud non più alleata vitale, vi concentrerà maggiori sforzi.

Colloqui di pace – parte II:
Con la Corea del Sud che si avvicinar alla Cina e la Corea democratica che fa lo stesso con la Russia, l’intera dinamica politica della penisola potrebbe mutare a un certo momento. Mentre in passato la dualità Corea democratica-Cina e Corea del Sud-Stati Uniti non ha portato la pace in oltre 50 anni, il nuovo accordo potrebbe essere più adatto a compiere progressi.

south-korea-mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese

Cosa costruisce la Cina nel Mar Cinese Meridionale?
Tyler Durden Zerohedge 23/02/2015ColeFMapNov11Nel Mar Cinese Meridionale vi sono i territori tra i più contesi del pianeta. Sei Paesi, Cina, Taiwan, Vietnam, Malesia, Filippine e Brunei competono sui diritti nel mare. La disputa si concentra sul contestato arcipelago delle Spratly, un miscuglio di isolotti e scogliere quasi al centro del Mar Cinese Meridionale. Tutti, tranne il Brunei, vi hanno costruito avamposti militari, e tutti questi Paesi, meno la Cina, vi hanno costruito piste di atterraggio. La Cina, arrivata in ritardo nell’occupare le Spratly, ha potuto occupare pienamente otto scogliere. Con così poca terra da utilizzare, la Cina ha iniziato a recuperare da allora. Nell’ultimo anno, gli avamposti della Cina nelle Spratly sono stati sistematicamente sottoposti a un processo di “bonifica”, dove le draghe prelevano sedimenti dal mare scaricandoli sulle scogliere sommerse per farne delle isole. La Cina ha già costruito cinque isole con la bonifica, e almeno due isole sono avviate. La Cina non è la prima a ricorrere alla bonifica, il rilievo Rondine della Malesia e diverse isole vietnamite sono state artificialmente costruite o ampliate, ma la bonifica della Cina avviene su scala più ampia rispetto a qualsiasi progetto precedente. L’isola artificiale costruita sulla scogliera Fiery Cross eclissa l’isola Taiping di Taiwan come maggiore delle Spratly, ed edifici sono in costruzione in diverse altre scogliera cinesi. Mentre i nuovi avamposti militari diventano operativi, è imperativo comprendere cosa la Cina costruisce nel Mar Cinese Meridionale.

Scogliera Fiery Cross
Scogliera Fiery Cross (nota anche come isola Yongshu) era completamente immersa fino ad agosto 2014 quando le draghe cinesi hanno cominciato a scavare il sedimento circostante. Prima della costruzione, la presenza cinese era costituita da un unico bunker di cemento sulla punta sud-ovest del rilievo, ma l’isola da allora è divenuta la più grande delle Spratly, misurando circa 2,3 kmq. La nuova isola è quasi lunga due miglia e sembra essere il futuro sito di un aeroporto.

11Fiery Cross 6 febbraio 2015

21Fiery Cross 14 novembre 2014

Tra novembre 2014 e gennaio 2015, il sud-ovest del rilievo venne bonificato collegando l’aeroporto alla struttura in cemento armato originale e allargando la superficie della barriera corallina. Le attività di dragaggio non sono cessate, e la terra è ancora in espansione. Le fotografie recenti dei media filippini mostrano che le fondamenta di una grande costruzione a nord-est dell’isola.

Scogliera Johnson South
La Scogliera Johnson South ha subito una delle più straordinarie trasformazioni delle Spratly. Le foto pubblicate dal ministero degli Esteri filippino mostrano che la bonifica era iniziata nei primi mesi del 2014, e le nuove foto indicano che la costruzione è ancora in corso.

31Johnson South

All’inizio di settembre 2014 diverse notizie furono diffuse da IHS Janes e BBC sull’avvio di una grande costruzione. Non è chiaro esattamente quando sia iniziata, ma le foto scattate ai primi di dicembre 2014 mostrano chiaramente un edificio considerevole, forse alto più di dieci piani, in costruzione sulla nuova isola.

41Johnson South

Le fotografie scattate e diffuse dall’agenzia vietnamita Thanh Nien News mostrano una serie di cantieri, tra cui ciò che potrebbe essere un centro di controllo del traffico aereo. I media filippini affermano che la Scogliera Johnson South un giorno ospiterà una pista di atterraggio, ma le foto non provano tale affermazione. La barriera corallina è lunga circa 6 kmq, e l’isola circa 0,16 kmq, lasciando ampio spazio per ulteriori bonifiche.

Scogliera Cuarteron
La Scogliera Cuarteron è l’avamposto più occidentale e più meridionale della Cina nelle Spratly. Le bonifiche sulla barriera corallina sembrano essere iniziate nel marzo 2014. Da gennaio 2015 la Cina ha costruito 0,3-0,4 kmq di nuovo territorio. L’isola ospita una diga foranea, un piccolo avamposto militare, un elicottero, un porto artificiale e un molo. Foto satellitari mostrano delle costruzioni in corso, ma non sono abbastanza chiare per capire cosa si stia costruendo.

51Cuarteron

Scogliere Gaven
Le Scogliere Gaven ospitano un progetto di bonifica medio, che realizzato un’isola artificiale di circa 0,08 kmq. Tra giugno e agosto 2014 quest’isola s’è ampliata da piccolo avamposto al bastione di oggi. Le foto mostrano che la nuova isola ospita una caserma per operai e militari, container usati come rifugi temporanei, un porto artificiale e armi antiaeree. Secondo IHS Janes l’isola ospita radar e missili antinave.

6Gaven

Scogliera Hughes
Le bonifiche sulla Scoglier Hughes sembrano iniziate nel marzo 2014. Le foto satellitari suggeriscono che sia in corso sull’isola una nuova costruzione. I rapporti indicano che la nuova isola ospita un faro e di un avamposto militare.

7Hughes

Scogliera Subi
La Scogliera Subi, l’avamposto più settentrionale della Cina nel Mar Cinese Meridionale, è la più recente bonifica. Le foto satellitari dei primi di febbraio 2015 mostrano una significativa presenza di draghe che lavorano in due punti a sud-est e sud-ovest della barriera corallina. Il dragaggio a Subi apparve nelle foto satellitari scattate il 26 gennaio 2015, mostrando due draghe che avevano cominciato a lavorare sulla punta sud-ovest di Subi. Prima dell’inizio della bonifica, Subi ospitava un elicottero e un piccolo avamposto in calcestruzzo utilizzato da truppe di passaggio.

8Subi 8 febbraio 2015

9Subi 26 gennaio 2015

Scogliera Mischief
La Scogliera Mischief è l’avamposto più orientale della Cina nelle Spratly. Foto satellitari di fine gennaio indicano che la bonifica è appena iniziata. Queste foto mostrano la presenza di draghe a sud dell’isola, così come nuove terre separate da una struttura in calcestruzzo. Il rilievo Mischief è a meno di 200 miglia dall’isola filippina di Palawan (meno di 150 miglia in alcuni punti), mettendo così la barriera corallina all’interno della zona economica esclusiva della Filippine. Com’era prevedibile, l’avvio della bonifica nella Scogliera Mischief è stato accolto da ampie proteste delle Filippine.

10Mischief 26 gennaio 2015

111Mischief 26 gennaio 2015

Scogliera Eldad
La Scogliera Eldad ospita un banco di sabbia a forma di lacrima a nord. Dimensioni e forma del banco di sabbia sono coerenti nelle foto scattate tra gennaio 2012 e novembre 2013. Le foto più recenti mostrano un leggero aumento delle dimensioni del banco di sabbia, indicando una possibile bonifica elementare in corso sulla barriera Eldad. Queste foto non riprendono draghe e possono semplicemente mostrare cambiamenti naturali, ma intelligence e media filippini sostengono che Eldad sia in realtà obiettivo della bonifica cinese. La situazione sul Eldad è ambigua, e dovremmo continuare ad osservarla per notare un recupero.

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Sulla base di fotografie satellitari e rapporti d’intelligence è chiaro che la Cina attualmente bonifica almeno sette delle sue otto scogliere; Fiery Cross, Johnson South, Gaven, Hughes, Cuarteron, Subi, e Mishcief, e che una bonifica sarebbe iniziata anche su Eldad. I lavori su Johnson South, Gaven, Hughes e Cuarteron iniziarono nei primi mesi del 2014, la bonifica di Fiery Cross iniziava nell’agosto 2014, su Subi e Mischief a fine gennaio 2015. Bonifiche su Eldad potrebbe esser iniziate nel dicembre 2014. Le foto mostrano grandi costruzioni in corso sulle neo-isole Fiery Cross e Johnson South, mentre meno estese, ma sempre grandi costruzioni sono in corso a Hughes, Gaven e Cuarteron. Data la misura in cui il futuro controllo delle rotte nel Mar Cinese Meridionale influenzerà l’equilibrio di potere globale, la costruzione delle isole cinesi è degna di attenzione.

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La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese
Forse non è una grande idea per gli Stati Uniti mettersi contro la Russia?
Harry J. Kazianis The National Interest 25 febbraio 2015 – Russia Insider

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Ciò che Robert Kaplan ha così elegantemente soprannominato “Calderone dell’Asia”, il Mar Cinese Meridionale, potrebbe ribollire di nuovo. Ma il vero spunto è chi potrebbe accendere con la ‘massima’ fiamma tale caldaia virtuale: nientemeno che il presidente russo Vladimir Putin. Eventi a migliaia di chilometri di distanza, in Ucraina, potrebbero innescare una reazione a catena che potrebbero vedere la Cina dominare incontrastata questo grande specchio d’acqua grazie ad una grande infusione di armi e tecnologia russe, se l’occidente iniziasse ad armare l’Ucraina. Ma prima di arrivare ai succosi dettagli di come la Cina potrebbe diventare il “Master and Commander” del Mar Cinese Meridionale grazie all’assistenza russa, facciamo un doveroso passaggio dell’ultimo dramma in questo tormentato specchio d’acqua. Le tensioni sono aumentate nella regione Asia-Pacifico, la Cina continua a cambiare i fatti sul campo (“sull’acqua” potrebbe essere un termine migliore), continuando a lavorare su diversi enormi progetti di bonifica delle isole che molti analisti ritengono creeranno nelle maggiori isole abitate aeroporti, porti, stazioni radar e forse anche batterie di missili antinave. La motivazione è abbastanza ovvia, Pechino probabilmente dominerà il Mar Cinese Meridionale, se utilizza queste isole rivendicandone la sovranità. Nulla parla di “sovranità indiscutibile” che agendo da sovrano, come pattugliare il territorio rivendicato e farvi rispettare le leggi. Le basi nel Mar Cinese Meridionale, disponendosi su 9 o 10 famigerate linee tratteggiate, più che dei grandi segni su una mappa a Pechino, potrebbero realizzarlo.

Le nuove basi nella Cina meridionale + A2/AD = un incubo per USA ed alleati
Per le capacità militari cinesi molto è stato fatto negli ultimi anni, con la crescente capacità della RPC di negare a un avversario tecnologicamente avanzato (si pensi a Stati Uniti e/o Giappone) la capacità d’intervenire in diversi possibili scenari presso i suoi confini (Taiwan e/o Mar Cinese orientale e meridionale). Nei prossimi anni, tali capacità evolveranno e miglioreranno grazie alle innovazioni tecnologiche. Combinando probabili progressi tecnologici cinesi come missili da crociera più precisi e dalla maggiore autonomia e nuove basi nelle isole bonificate nel Mar Cinese Meridionale, a dir poco saranno l’incubo dei pianificatori di Stati Uniti e alleati, che fanno di tutto per garantirsi l’accesso alle regioni vitali dell’Asia-Pacifico. Denominato A2/AD dalla maggior parte degli specialisti militari occidentali, la Repubblica popolare cinese lentamente crea le condizioni in cui Stati Uniti, Giappone e altre forze alleate soffrirebbero pesanti perdite se un conflitto esplodesse sulla prima catena di isole, e in futuro, anche sulla seconda catena di isole. Attraverso diversi campi d’ingaggio (terra, mare, aria, informatica e spazio), le forze cinesi hanno perseguito un robusto programma di sviluppo di una serie di sistemi d’arma unici che sfruttano le debolezze specifiche delle forze di USA ed alleati. Mentre queste capacità sono già abbastanza robuste, e Washington ed alleati stendono piani per neutralizzare l’impatto di tale strategia (vedasi il il dibattito sul concetto Air-Sea Battle/JAM-GCC), qualcosa di ampiamente ignorato in molte recensioni sul problema è che Pechino già opera per acquisire la prossima generazione di piattaforme per armi A2/AD, oltre a sviluppare tattiche e strategie corrispondenti. La Cina negli ultimi anni ha sviluppato prototipi di caccia di 5° generazione, piattaforme per missili balistici antinave e missili da crociera a lungo raggio sempre più sofisticati. Tali sistemi non sono facili da produrre da una qualsiasi nazione. Se Pechino dovesse trovare un partner disponibile, potrà già avere tale tecnologia, compiendo il salto di qualità necessario per disporre di tali piattaforme avanzate per armi A2/AD anni prima di quando i produttori nazionali possano fare da soli. La Russia, in cerca di vendetta per la crisi in Ucraina, potrebbe fornire tale assistenza.

Come la Russia potrebbe aiutare la Cina: armi e tecnologia
Immaginate questo scenario: l’occidente decide che è il momento di armare l’Ucraina. La Russia decide che deve reagire e non solo in Europa. Il Presidente Putin tira fuori il mappamondo e cerca un luogo dove la potenza russa potrebbe meglio colpire gli Stati Uniti. I suoi occhi si illuminano su una zona che potrebbe non solo rafforzare i legami con un partner potenziale, ma danneggiare seriamente gli sforzi statunitensi per il “perno” su quella parte del mondo: il Mar Cinese Meridionale.

A2/AD vola alto: arriva il Su-35 russo
La Cina cerca di migliorare la sua capacità anti-accesso nel dominio dell’aria, con il tanto vociferato acquisto di Su-35 dalla Russia, acquisizione che potrebbe formalizzarsi se l’occidente arma l’Ucraina. Con un raggio d’azione maggiore rispetto agli attuali Su-27/J-11 della PLAAF, il Su-35 darebbe alla Cina la possibilità di schierare caccia avanzati per maggiori periodi sui Mari Cinesi orientale e meridionale, migliorando l’efficacia dei pattugliamenti nella recente Air Defense Identification Zone (ADIZ) sul Mar Cinese Orientale ed eventualmente aiutare Pechino a creare una ADIZ sul Mar Cinese Meridionale. L’aereo sarebbe probabilmente superiore alla maggior parte dei caccia in Asia (ad eccezione di F-22 e F-35) colmando il vuoto fin quando presumibilmente i velivoli furtivi nazionali di 5.ta generazione saranno operativi. Se la Cina dota gli aerei di armi antinave avanzate e li basa nei nuovi aerodromi sulle barriere Johnson e Fiery, una nuova e potente arma antiaccesso comparirebbe, con solide capacità di respingere le forze alleate in acque più sicure.

1458451A2/AD 2.0 sul mare: sottomarini e sonar
Nell’oceano, grazie ancora alla possibile collaborazione con la Russia, la Cina potrebbe cercare di migliorare le proprie capacità sottomarine con possibili nuovi sottomarini. Ciò si collega ad ulteriori notizie sulla possibile vendita di Su-35 negli ultimi anni. Mentre i rapporti variano sulla serietà dei negoziati, confermati e negati più volte, nuovamente si comprendono le tendenze cinesi nel rafforzare le proprie capacità A2/AD con l’aiuto russo. La nuova  tecnologia sottomarina sarebbe di vitale importanza per la Cina, non solo per la possibilità di schierare sottomarini più potenti, ma anche perché Pechino potrebbe potenzialmente trarre nuove tecnologie da questi mazzi. Ciò potrebbe includere motori AIP, tecnologie furtive e avanzate armi antinave dei russi talvolta venduti con i sottomarini. La PRC sembra interessata a migliorare la tecnologia anti-sottomarini (ASW), un punto debole tradizionale di Pechino. In un articolo per Proceedings dello scorso anno, i collaboratori della TNI Lyle Goldstein e Shannon Knight analizzavano le recenti opere cinesi suggerendo che Pechino “ha schierato nell’oceano reti acustiche fisse al largo delle sue coste, presumibilmente con l’intento di monitorare le attività sottomarine straniere nei mari vicini“. Citando altri saggi di provenienza cinese, la ricerca sembra confermare l’incursione di Pechino in questo importante settore della tecnologia militare. Mentre non vi è stata alcuna menzione specifica di un accordo sui sottomarini tra Russia e Cina, Mosca ha sicuramente l’esperienza per aiutare Pechino in questo senso. Considerando che gli sforzi degli Stati Uniti per mantenere l’accesso agli spazi eventualmente contestati dalla A2/AD cinese dipendono soprattutto dai sottomarini furtivi, una tale collaborazione in questo settore potrebbe rafforzare considerevolmente i piani A2/AD cinesi.

Perché la Russia potrebbe pensarci due volte: l’accordo del Su-27
Mentre la crisi ucraina certamente sarebbe un potente catalizzatore per la collaborazione tecnologica nella difesa sino-russa, per tali trasferimenti in passato Mosca ha pagato un prezzo pesante. La Russia farebbe certamente meglio a rivedere il passato, avendo indizi sul perché una vendita alla Cina potrebbe essere una sfida nel lungo termine. L’ultimo importante accordo aeronautico tra Mosca e Pechino, negli anni ’90, riguardava l’ancora molto ricercato aereo di 4.ta generazione Su-27 Flanker. A quel tempo la Russia non vendeva armamenti tecnologicamente avanzati a Pechino dalla frattura cino-sovietica, quando l’aumento delle tensioni scatenò scontri di confine. Quando l’URSS crollò, alla fine del 1991, l’industria bellica russa lottava per rimanere a galla. La Russia traboccava di armi che avrebbero aiutato i cinesi a un salto di diverse generazioni nella tecnologia militare, quindi una partnership sembrava avere senso. Per la Cina, l’accesso a tecnologia militare avanzata era cruciale e nel 1991 Pechino riteneva tale ricerca rilevante. Gli strateghi cinesi erano attoniti dalla velocità con cui gli Stati Uniti poterono sopraffare le forze armate irachene nella prima guerra del Golfo. I pianificatori militari cinesi si resero conto che gran parte delle loro armi era obsoleta di fronte a munizioni di precisione, bombardieri invisibili e aerei da combattimento guidati da sistemi di comando e controllo avanzati. La tecnologia russa, anche se non così avanzata come quella degli USA, diede la spinta tanto necessaria alla modernizzazione. Nel 1991 Mosca vendette a Pechino un lotto di 24 Su-27 per 1 miliardo di dollari. Nel 1995, la Cina acquistò altri 24 Su-27 dalla Russia, consegnati nel 1996. Nello stesso anno, Cina e Russia approfondirono la partnership quando Pechino comprò per circa 2,5 miliardi di dollari la licenza per la fabbricazione di altri 200 Su-27 presso la Shenyang Aircraft Company. Il contratto imponeva che l’importante versione cinese del Su-27 dotata di avionica, radar e motori russi, non potesse essere esportata. La Russia era preoccupata a che la Cina potesse conoscere abbastanza il Su-27 da poter un giorno venderlo a terzi, facendo perdere alla Russia potenzialmente miliardi di dollari nella vendita del caccia. Purtroppo per la Russia, l’accordo fu quasi un disastro. Dopo aver costruito circa 100 jet, la Cina annullò il contratto nel 2004. Pechino disse che gli aerei non soddisfacevano più le sue specifiche. Tre anni dopo, la Cina rigettò completamente l’accordo quando sviluppò il nuovo caccia J-11. L’aereo sembrava la copia esatta del Su-27. La Cina nega di aver copiato il Su-27, spiegando che l’aereo utilizza parti per lo più locali ed avionica e radar sviluppati nazionalmente.

Riflessioni
Mentre il dibattito si scalda a Washington sui modi per sanzionare la Russia per le sue azioni in Ucraina, Mosca ha più modi di reagire se l’occidente armasse l’Ucraina. Infatti, quanto sopra è solo una delle molte possibilità. Mosca potrebbe seguire l’azione descritta con la Cina, fornendo armi e tecnologia che potrebbero esacerbare la tendenza della Cina verso sud e in altre contese future. Tuttavia, la Russia ha molti altri modi di creare difficoltà all’occidente; per esempio nei colloqui sul nucleare Iran o ingraziarsi altre nazioni in rotta con l’occidente come Corea democratica, Venezuela e varie altre. E la Russia, naturalmente, ha la capacità di alzare drammaticamente la posta in Ucraina fornendo ai separatisti armi più avanzate per contrastare le possibili armi occidentali.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’esecuzione di Jang Song-Taek, la pace nella penisola coreana e la Sovranità Nazionale della Corea democratica

Christof Lehmann, Nsnbc, 14 dicembre 2013

La vita ha preso una piega definitiva e drammatica per Jang Song-Taek, fino a poco prima da molti visto come il secondo leader più potente della Corea democratica. Cosa l’epurazione, la condanna per la cattiva gestione della sua agenda dell’apertura economica e l’esecuzione hanno a che fare con la sicurezza nazionale della Repubblica democratica popolare di Corea e con la prospettiva di pace nella penisola coreana?

602744-north-korea-kim-uncle-jang-song-thaekUna “svolta finale e drammatica” non significa solo la definitività della morte, ma anche e soprattutto che la manovra politica su Jang Song-Taek fornisce un quadro della leadership politica, militare e, non ultimo, del sistema giudiziario della democratica popolare del Repubblica di Corea.

Ascesa e caduta di Jang Song-Taek
CC09N0013H_N71_copy2Jang Song-Taek era lo zio acquisito del leader della Corea democratica Kim Jong-Un e marito di Kim Kyung-Hee, zia di Kim Jong-Un e sorella minore di Kim Jong-Il, che conobbe e corteggiò quando erano studenti presso la Kim Jong-Il University, nei primi anni ’70. Lo stretto rapporto con la famiglia Kim senza dubbio aprì le porte a Jang Song-Taek. Porte che usò e anche abusò. Nel 1986 divenne membro dell’Assemblea Popolare Suprema. Nel 1992 divenne membro del Comitato centrale del partito, e nel 1995 fu eletto Primo Vice-direttore del Dipartimento organizzazione e orientamento del partito. Il titolo di “vice”-direttore però, non si abbinava esattamente al suo carattere chiaramente assai ambizioso che l’ha portato alla caduta. In effetti non fu la prima volta che Jang Song-Taek finì nei guai; nel tentativo di accrescere il proprio potere venne espulso nel 2004, e poi reintegrato nel 2005, quando fu incaricato della supervisione dell’intelligence interna, della polizia e delle istituzioni giudiziarie della Corea democratica. Il suo lavoro gli portò la promozione, nell’aprile 2009, a un incarico importante nella Commissione della Difesa Nazionale della Corea democratica. Contemporaneamente, Jang Song-Taek fu scelto per diventare uno dei consiglieri più stretti di Kim Jong-Un, che doveva diventare il capo di Stato della RPDC dopo la morte di Kin Jong-Il, nel dicembre 2011.
Dopo la morte di Kim Jong-Il, Jang Song-Taek fu nominato tra i principali alti dirigenti e consulenti di Kim Jong-Un. Una posizione indispensabile per assicurare una transizione graduale del potere al nuovo capo di Stato, una posizione particolarmente sensibile perché la Corea è ancora in stato di guerra de facto, regolarmente minacciata di aggressione militare da USA e Corea del Sud, e ancora  più dipendente dai membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Cina e la Russia, di quanto prevede il diritto internazionale. Infine, la sua posizione era anche particolarmente sensibile, perché Kim Jong-Un ha intenzione di trasformare l’economia della Corea democratica senza minacciarne il sistema politico, la stabilità, la continuità del governo e la sicurezza nazionale. Le macchinazioni di Jang Song-Taek si riferivano a quest’ultima e molto delicata questione, cosa che molto probabilmente l’ha portato al tradimento e infine alla caduta ed esecuzione il 13 dicembre 2013. Il 13 novembre, i suoi stretti sostituti Ri Ryong Ha e Chang Su Kil sarebbero stati giustiziati e Jang Song-Taek posto agli arresti domiciliari. E’ stato formalmente arrestato durante la riunione del Comitato dell’Ufficio Politico dell’8 dicembre 2013, come riporta l’agenzia di stampa nordcoreana KCNA, il 9 dicembre 2013. (1)
Il 12 dicembre 2013, la KCNA riferiva che Jang Song-Taek era stato condannato per i crimini di cui era stato accusato da uno speciale tribunale militare del ministero della Sicurezza dello Stato e condannato a morte. La condanna a morte è stata eseguita subito. Le accuse contro di lui includevano grave cattiva gestione del suo assai sensibile portafoglio, accusa equivalente a cospirazione contro il Paese e grave corruzione. (2) Le esatte macchinazioni di Jang Song-Taek, che hanno portato al suo arresto, condanna a morte ed esecuzione il 13 dicembre, sono ancora poco chiare, e alcuni aspetti potrebbero non essere divulgati per ragioni di sicurezza nazionale. Detto questo, il suo arresto e processo sono stati seguiti ampiamente dai media della RPDC, inviando il segnale che Kim Jong-Un non solo consolida il governo di transizione, ma che la leadership coreana è saldamente con Kim Jong-Un, senza tollerare coloro che occupando gli uffici più affidabili nel Paese cospirano contro il corso seguito dalla Corea democratica stabilito dal governo.

Due modelli per la trasformazione dell’economia della Corea democratica e loro importanza per la visione della pace di Kim Jong-Un
Non solo Kim Jong-Un annunciò, nel suo discorso di Capodanno 2013, che voleva riformare l’economia della Repubblica democratica popolare di Corea, ma annunciò di volere trasformare la Corea democratica in una potenza economica regionale. (3) L’annuncio, fatto la sera di Capodanno del 2013 però, andava ben oltre lo sviluppo economico del Paese. In realtà, si trattava di un forte messaggio di pace. Un messaggio basato sull’acuta e chiara comprensione che la riunificazione pacifica della Corea potrà essere raggiunta se le economie del Nord e del Sud del Paese diviso saranno compatibili. Come sottolineato in un precedente articolo, Kim Jong-Un aveva lavorato a stretto contatto con dei consulenti tedeschi per avere l’esperienza sulla riunificazione tedesca, in parte amara, e che avevano collaborato con esperti coreani, in modo da adattarla alla situazione coreana. (4)
Kim Jong-Un, uomo con una visione di pace? Sembra quasi incredibile, se si giudica basandosi su BBC, CNN e altri media aziendal-finanziari occidentali. Inoltre, questa immagine della visione della pace di Kim Jong-Un non traspare nemmeno sui media cinesi o statali russi, “dalla politica editoriale indipendente” come Russia Today (RT). I dettagli dell’articolo di sopra neanche, perché Russia e Cina hanno consapevolmente sostenuto le sanzioni delle Nazioni Unite contro la Corea democratica, dopo che aveva messo in orbita il suo primo satellite e, di nuovo, dopo che la leadership della Corea democratica rispose alle sanzioni illegali, volte a sabotare il suo sviluppo economico di “nazione sovrana”, effettuando un test nucleare “legittimo”. (5) (6)
Le accuse formali contro Jang Song-Taek, e soprattutto il fatto di essere stato accusato di cattiva gestione del portafoglio per l’apertura economica, come riporta KCNA, suggeriscono fortemente che Jang Song-Taek non solo aveva problemi nel riconciliarsi con i piani per lo sviluppo dell’economia della Corea democratica, fissati da Kim Jong-Un, ma molto probabilmente lavorava attivamente contro di essi, qualcosa di paragonabile al sabotaggio economico dello sviluppo economico del Paese. (7)
Alla luce dello sviluppo a lungo termine del Paese e della politica verso una riunificazione pacifica, qualsiasi sabotaggio equivarrebbe a una grave minaccia contro la sicurezza nazionale e l’obiettivo a lungo termine di una autodeterminata pace coreana. Dopo diversi anni di strette consultazioni con esperti internazionali, tra cui i maggiori esperti tedeschi, da cui attingere l’esperienza sulla riunificazione della Germania, la leadership della Corea democratica e Kim Jong-Un decisero di utilizzare il modello vietnamita per la trasformazione economica della Corea democratica, sviluppandolo nel modello nordcoreano basato sulla migliore tradizione del Juche. (8) Jang Song-Taek era un noto forte sostenitore di Deng Xiao Ping e del suo modello di trasformazione economica cinese. Il modello ha diversi seri svantaggi per la Corea democratica, in particolare riguardo la stabilità politica e la continuità del governo nel periodo di transizione e dopo. Una delle principali differenze tra la Cina e la Corea democratica, è che quest’ultima è di gran lunga più vulnerabile ai tentativi di sovversione estera e all’aggressione militare che non la Cina. Inoltre, anche se né la Cina né la Russia sono egemonie aggressive come gli Stati Uniti, che ha ancora il comando bellico delle forze militari della Corea del Sud, Cina e Russia hanno i loro interessi e una propria politica estera, che non sempre mette al centro la Corea democratica. Si ricordi solo il fatto che Cina e Russia votarono in concomitanza, alla fine del 2012 e all’inizio 2013, le sanzioni illegali contro la Corea democratica al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Un abuso del loro privilegio di membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che deriva dal loro status di potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale.
Infine, se si ricorda il discorso di Capodanno di Kim Jong-Un dell’1 gennaio 2013, si comprende che Kim Jong-Un e la Corea democratica non hanno l’ambizione di essere esclusivamente fornitori di manodopera a basso costo e di minerali e risorse naturali a basso prezzo della Cina. Kim Jong-Un e il suo governo aspirano a relazioni di buon vicinato tra partner uguali e alla ricerca e sviluppo, nonché produzione, di alta tecnologia. E’ all’interno di questo contesto, che la “cattiva gestione del portafoglio dell’apertura economica di Jang Song-Taek” può essere intesa come seria minaccia alla sovranità nazionale e sicurezza nazionale della Corea democratica, non solo giustificandone l’epurazione, ma anche la sua esecuzione in quanto, molto probabilmente, colpevole di ciò che equivale ad alto tradimento. E’ anche in tale contesto si comprendono gli epiteti piuttosto emotivi come “quel cane” e altri attribuiti a Jang Song-Taek.
Personalmente sono contro la pena di morte, se non nelle più estreme circostanze, ma ciò è un altro discorso. Non a caso, le condanne più esplicite all’esecuzione di Jang Song-Taek provengono da Paesi la cui leadership è responsabile dell’esecuzione di Saddam Hussein e dell’omicidio di Muammar Gheddafi.

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Note:
1. Relazione sulla riunione allargata dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC, KCNA, 9 dicembre 2013.
2. No Room for Factionists to Live in: News Analyst, KCNA, 12 dicembre 2013.
3. Discorso di Capodanno di Kim Jong-Un, KCNA, 1° gennaio 2013.
4. Korea Crisis and Sanctions Designed to Sabotage Transformation of DPRK Economy, Christof Lehmann, nsnbc internazionale, 20 aprile 2013.
5. US Financial Sanctions Against DPRK as the Godfather of Nuclear Tests on Korea, Ronda Hauben, 5 aprile 2013, 4° Media, e Nsnbc International.
6. North Korea Nuclear Test: Diplomatic Tensions and Hypocrisy, Christof Lehmann, 12 febbraio 2013, Nsnbc International.
7. Relazione sulla riunione allargata dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC, KCNA, 9 dicembre 2013.
8. Korea Crisis and Sanctions Designed to Sabotage Transformation of DPRK Economy, Christof Lehmann, nsnbc internazionale, 20 aprile 2013.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

SONGUN – Antimperialismo e identità nazionale nella Corea socialista

Corea democratica e Iran: un’alleanza spirituale

Issa Ardakani Réseau International 23 novembre 2013 – Asia Times

myriam20130804072846707Alcuni mesi fa, durante la parata a Pyongyang per il 60° anniversario dell’armistizio che pose fine alla guerra civile in Corea, abbiamo avuto una dimostrazione significativa del rapporto tra i membri fondatori dell'”Asse del Male”, la Repubblica islamica dell’Iran (RII) e la Repubblica democratica popolare di Corea (RPDC). Durante la parata, due soli uomini separavano il leader nordcoreano Kim Jong-Un e un generale iraniano. C’era solo un altro dignitario straniero a fianco di Jong-Un e del suo staff, il vicepresidente cinese Li Yuanchao. Il generale iraniano era l’unico addetto militare. Non è sorprendente che alla Cina sia concessa un tale onore per la parata. Cina e Corea hanno legami storici profondamente radicati, sono confinanti e lo Stato Maggiore Generale dell’Esercito Popolare di Corea (KPA) era composto in gran parte da ex partigiani che combatterono a fianco dei cinesi in Manciuria contro l’occupazione giapponese, negli anni ’30; i cinesi hanno versato molto sangue nella lotta a fianco dei nordcoreani, nella guerra civile in Corea, e la Cina è il principale partner commerciale della Corea democratica. E’ quindi del tutto normale che la Cina abbia questo status speciale. Ma perché l’Iran? Gli scambi commerciali tra l’Iran e la Corea democratica non sono elevati. In realtà, l’Iran ha un maggiore volume di scambio annuale con la Corea del Sud che non con la Corea democratica. E l’importanza della cooperazione nella difesa Corea democratica-Iran è diminuita drasticamente dopo che l’Iran ha eclissato la RPDC nella missilistica. Allora perché i nordcoreani assegnano al generale iraniano lo stesso rispetto per Yuanchao? E non solo nella parata, vi sono molti esempi in cui i due Paesi compiono grandi sforzi per sottolineare l’importanza del loro rapporto.
I rapporti Iran-Corea democratica si ampliarono dopo la rivoluzione islamica in Iran, ma la loro partnership raggiunse il culmine dopo lo scoppio della guerra Iran-Iraq (1980-1988). Durante questo conflitto, la Corea democratica fu la principale fonte di armi per l’Iran, rappresentando il 40% di tutte le importazioni di armamenti dall’Iran. Così, durante questo periodo, circa un terzo delle valuta estera della Corea democratica proveniva dalla vendita di armi all’Iran. Mohsen Rafighdoost, l’incaricato d’affari per i contratti sugli armamenti, ha detto che durante una visita a Pyongyang, negli anni ’80, Kim Il-Sung gli avrebbe detto: “Fin quando acquisterete armi da noi? Fabbricatevele!” Quando Rafighdoost disse che l’Iran era infatti riuscito ad avviare la produzione di alcune di queste armi, tra cui lanciarazzi multipli da 70 km di gittata, Kim si alzò prese Rafighdoost dalla sedia e l’abbracciò. Hung Son-Muk, ex ambasciatore della Corea democratica a Teheran, disse un giorno: “Crediamo molto ai progressi e alle realizzazioni della nazione rivoluzionaria iraniana, con lo slogan dell’indipendenza, della libertà e della Repubblica islamica, come la nostra.” Poi, il presidente iraniano (e attuale leader supremo Sayyid Ali Khamenei) riprese questi sentimenti: “I due governi e i due popoli di Iran e Corea democratica hanno molti tratti e ideali comuni. Questo  rapporto ha rafforzato le relazioni e la cooperazione tra i nostri due Paesi“. Recentemente, un coro dell’EPC (Esercito Popolare Coreano) ha eseguito un’interpretazione mozzafiato della canzone rivoluzionaria iraniana Ey Shahid! (O Martiri!), e queste immagini sono state orgogliosamente mostrate alla televisione di Stato iraniana. I due Paesi indicono la “settimana dell’amicizia” ogni anno, e spesso coordinano le loro azioni politiche, e la Corea democratica cerca di sfruttare il possibile riavvicinamento Iran-USA come trampolino di lancio per un suo riavvicinamento diplomatico. E’ risaputo che la Repubblica islamica non ha rapporti mitigati con gli altri Paesi islamici, in particolare i suoi vicini mediorientali. Le ragioni sono abbastanza evidenti: la maggior parte dei cosiddetti Paesi islamici del Medio Oriente sono agenti degli Stati Uniti, e da subito si opposero violentemente alla rivoluzione islamica in Iran. Alcuni, come l’Arabia Saudita e Qatar, sono anche sostenitori ideologici del salafismo, un’ideologia a cui la Repubblica islamica si oppone mortalmente. Così, dopo la rivoluzione, l’Iran si volse verso i Paesi socialisti laici: Siria, Libia, Nicaragua, Cuba, ecc., alleati ideologicamente più compatibili che non i Paesi musulmani, la cui base sociale e la politica internazionale si avvicinavano maggiormente a quelle dell’Iran dello Shah che a quelle della Repubblica islamica. La più convincente di queste relazioni fu il rapporto con la Corea democratica. Inaspettatamente, per via delle differenze geografiche e culturali (presunte) tra i due Paesi, si svilupparono stretti legami. Ma se si osserva da vicino, si nota che il rapporto Corea democratica-Iran è più profondo della semplice alleanza di convenienza, nata dalla comune opposizione all’imperialismo e all’egemonia statunitensi. In sostanza, l’Iran e la Corea democratica stranamente condividono un retroterra storico e la visione del mondo. Così, la ragione di questo straordinario organico partenariato politico è ideologica e culturale, piuttosto che materiale.
La Repubblica Islamica Iraniana (RII), con la sua retorica e le sue azioni, ha dimostrato la propria fede nell’autodeterminazione delle nazioni (in particolare le più povere, che i loro governi resero dipendenti dalle potenze straniere) e un modello di governo globale multipolare. Tuttavia, la Corea democratica era già in prima linea: è fedele alla sua opposizione all’occidente, mentre si distingueva dal resto del blocco socialista. Sebbene entrambi i Paesi siano giunti a tenere in conto la realtà delle riforme economiche, abbandonando su vari livelli la pianificazione economica autarchica che caratterizzava entrambi i sistemi, la privatizzazione è stata avviata a malincuore e solo per necessità. I due Paesi sembrano anche condividere certi valori morali. Negli anni ’70, nel tentativo di mantenere il proprio vantaggio economico rispetto al Sud, la Corea democratica si concentrò sullo sviluppo del commercio estero. Questo portò molti turisti stranieri, molti dai Paesi non socialisti. Questi osservatori videro che la società della Corea democratica era una società assai puritana,  qualcosa di inimmaginabile per i giovani di oggi, con il divieto di tenersi per mano, e anche di avere rapporti sessuali prima del matrimonio. L’abbigliamento impudico non è ammesso. (La donna indossa il tradizionale abito coreano, l’hanbok, un chador a capo scoperto). Erik Cornell, il primo ambasciatore svedese a Pyongyang veniva visto di traverso quando andava in pubblico mano nella mano con la moglie. Le scuole sono separate per sesso, tra cui la scuola dove l’ex leader Kim Jong-Il aveva studiato da bambino. Infatti, la prima critica culturale della Corea democratica nei confronti del Sud è la decadenza morale. Il Nodong Sinmun, il quotidiano del Partito dei Lavoratori della Corea, una volta propagandava (tra l’altro) che la Corea democratica non ha “tossicodipendenti, alcolisti e degenerati dai desideri anormali.” Questa avversione alla sessualizzazione della vita pubblica è evidente anche nell’arte. Le canzoni pop hanno titoli nordcoreani come “Andiamo!” e “Le donne sono fiori” (cantata da un gruppo tutto al femminile, comunque). I film della Corea democratica sono di una purezza impeccabile, anche rispetto a quelli di altri Paesi del blocco socialista, senza mostrare alcun contatto fisico tra i due sessi e sempre incentrati sulla famiglia. Tale puritanesimo è molto familiare in una società religiosa come quella dell’Iran.
Queste caratteristiche comuni hanno un’unica origine. Al centro di questa partnership culturale vi è un principio ideologico: le rivoluzioni della Corea democratica e dell’Iran si riflettono a vicenda e segnano la completa trasformazione delle loro società, pur affermando e confermando certe vecchie tradizioni e credenze. Per esempio, prendiamo la riforma agraria della Corea democratica che ebbe inizio dopo la divisione della Corea nel 1945, e proseguita con maggior vigore dopo la fine della guerra di Corea nel 1953. Si sarebbe potuto supporre che la costruzione dell’agricoltura socialista in Corea democratica avrebbe riprodotto la spinta sovietica alla collettivizzazione dell’agricoltura degli anni ’20 e ’30, che richiesero severe misure punitive da parte del governo sovietico, con almeno centinaia di migliaia di vittime. Ma in questo caso non fu così. Si potrebbe quasi dire che la riforma agraria della Corea democratica violasse la norma dei sistemi socialisti dell’epoca. Lo specialista della Corea democratica, il ricercatore Bruce Cumings, traccia un quadro lucido della riforma agraria nordcoreana relativamente incruenta, ma molto efficace. La terra non fu sequestrata con la forza, i contadini “poveri” e i contadini “ricchi” non furono spinti gli uni contro gli altri. Invece, ogni famiglia (compresi gli ex proprietari, che nella società sovietica erano considerati “nemici di classe”) ricevettero quote uguali di terra appartenenti ad una “cooperativa agricola”. Queste cooperative non erano parte di una struttura di comando, ma piuttosto erano semi-autonome. Il governo forniva i macchinari in cambio di una tassa in natura (che variava a seconda della fertilità della terra). Inoltre, le tenute della famiglia venivano ereditate. La riforma agraria nordcoreana annullò un secolare sistema di schiavitù e sofferenze pur conservando le antiche tradizioni coreane. Non è un caso che questo sistema delle cooperative agricole ha anche una sorprendente somiglianza con quello descritto dallo studioso islamico Ayatollah Sayad Muhammad Baqir as-Sadr, le cui teorie influenzarono i principi economici della costituzione della RII (prima delle modifiche del 2004).
Lo Stato difende costantemente l’importanza della famiglia come unità fondamentale della società, e l’importanza della pietà filiale. Gli anziani vengono supportati da figli e nipoti. E fuori dalla singola famiglia, c’è la famiglia nazionale, lo Stato-famiglia che ha al vertice il padre del popolo. Nei media occidentali, la Corea democratica è spesso definita il “regno eremita”, le origini del termine sono in realtà coreane, risalenti alla dinastia Chosun (1392-1897) che adottò dure politiche isolazioniste in risposta all’aggressione dei vicini Paesi Cina e Giappone. Questa constatazione è ancora più straordinariamente astuta avendo i media occidentali sbagliato sulla Corea democratica. I programmi sociali e politici della Corea democratica, oltre che in modo puramente simbolico, provengono dalle tradizioni coreane permeate di valori confuciani. L’intellettuale sudcoreano Mun Woong Lee disse (nel 1976): “Ciò che è successo in Corea democratica nell’ultimo quarto di secolo può essere riassunto nella trasformazione nella nuova società-famiglia o Stato confuciana ben integrato dall’estensione della pietà filiale, espressa dalla forte lealtà verso il proprio leader. In una certa misura, allora possiamo dire che la società comunista che Chu Hsi aveva sognato, si materializzò nella Corea democratica.”
Riguardo l’Iran, fu lo zelo religioso che ha ispirato la rivoluzione iraniana, ma perché dopo 500 anni di Islam sciita gli iraniani finalmente si accorsero del potenziale rivoluzionario della loro religione? Ciò è dovuto al nuovo pensiero radicale emerso, al momento, soprattutto grazie agli scritti e ai discorsi di Khomeini. La rivoluzione ha segnato la fine di 2500 anni di monarchia nel Paese. Pertanto, fu un elemento importante delle correnti anti-reazionarie. In una lettera aperta del 1967 all’allora primo ministro Amir Abbas Hoveyda, Ayatollah Khomeini disse che il regime Pahlavi era “medievale”. Respinse il principio della monarchia come forma di governo retrograda, dichiarando: “… L’Islam è giunto per distruggere il palazzo della tirannia. La monarchia è la manifestazione reazionaria più vergognosa e oltraggiosa” e disse anche “la monarchia è un tradimento completo, anche i buoni re sono cattivi“. Nel gennaio 1989, Khomeini scrisse: “Dovete dimostrare che nella rivoluzione il nostro popolo si è ribellato contro l’oppressione e la reazione… Il popolo insorse contro l’oppressione e la reazione, per garantire che il puro, vero Islam fosse vittorioso sull’Islam capitalista, monarchico ed eclettico, in altre parole: (vittorioso) sull’Islam americano.” Khomeini vide la Rivoluzione islamica in realtà come una sorta di rivoluzione anti-islamica, in quanto rappresentava la grave sconfitta della forma di Islam che era prevalsa per secoli in Iran e altrove. Khomeini respinse l’apparato clericale islamico e la struttura politica dell’Iran (cioè la monarchia), legittimata dallo stesso clero. Più volte si mostrò sprezzante verso coloro che chiamava “i mullah della Corte (reale)“. Nonostante queste convinzioni radicali, Khomeini non era anti-tradizionalista e non rifiutò gli insegnamenti islamici dei secoli precedenti. Infatti, nella sua storica lettera a Mikhail Gorbaciov, raccomandò le opere di Mulla Sadra (1571-1636) e Ibn Arabi (1165-1240). E non voleva neanche che gli iraniani si distaccassero dal loro passato. E in effetti, uno dei motivi del suo appello al potere fu perché era profondamente iraniano laddove Mohammad Reza Shah non lo era. Tuttavia, la rivoluzione ha certamente suscitato una nuova visione della religione. Così, il legame iraniano-nordcoreano è un matrimonio tra la conservazione del retaggio tradizionale e la necessaria avanguardia nella creazione di nuove idee, accompagnati da un forte spirito collettivista: “[…] purtroppo, invece di unità e armonia tra di noi, ognuno mantiene la propria opinione individuale e, naturalmente, se 100 milioni di persone hanno 100 milioni di opinioni diverse, non potranno realizzare qualcosa, poiché la mano di Dio è nel gruppo. La solidarietà e l’unità sono essenziali. […] Gli individui isolati non possono realizzare nulla.”
Tale connessione spirituale indica non solo che l’alleanza tra i due Paesi è probabilmente destinata a durare per molti anni, ma che la RII e i suoi alleati non musulmani hanno una solidissima base per cooperare di quanto probabilmente immaginino i governi occidentali. Questa alleanza multipolare sarà il principale ostacolo alla costruzione di un impero nel prossimo futuro.

IRAN-NORTH KOREAIssa Ardakani è un analista politico e storico di Detroit, scrive principalmente di argomenti sull’Iran, da cui è originario.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un attacco EMP nordcoreano sarebbe ‘inarrestabile’

Un’arma satellitare potrebbe violare le difese degli Stati Uniti e detonare sul Nebraska
F. Michael Maloof WND 15 aprile 2013
F. Michael Maloof, scrive per WND e G2Bulletin, è un ex analista della politica di sicurezza presso l’ex segretario della difesa.

rCADI228ESe la Corea democratica dovesse lanciare un attacco nucleare preventivo contro gli Stati Uniti, potrebbe usare un missile a lungo raggio per mettere in orbita un satellite sopra il Polo Sud, permettendogli di sorvolare Omaha, nel Nebraska, ed esplodere a 300 miglia di altitudine dove i sistemi dei missili antibalistici Aegis statunitensi non possono raggiungerlo, hanno detto delle fonti a WND. Inoltre, queste fonti dicono che non vi è alcun modo per determinare se un missile sia dotato di una testata nucleare fittizia o reale, obbligando ad abbattere ogni missile che venga lanciato dalla Corea democratica, dato l’avvertimento pubblico da Pyongyang che intende lanciare un attacco nucleare preventivo contro gli USA.
Gli Stati Uniti hanno posizionato navi Aegis vicino la Corea democratica e il Giappone, ma a quanto pare è stata presa la decisione politica di non tentare di abbattere i missili, se sorvolano il mare aperto. Fonti dicono, però, che un missile lanciato verso gli Stati Uniti adotterebbe una traiettoria di sorvolo del Polo Sud, ed è lecito chiedersi se gli Stati Uniti abbiano sistemi Aegis per affrontare un missile che seguisse una traiettoria meridionale del genere. Inoltre, il missile dovrebbe essere abbattuto quasi dopo il decollo, dato che il missile metterebbe in orbita il satellite in modo relativamente rapido, a un quota di 300 miglia, l’altitudine raggiunta nel lancio del satellite del dicembre scorso. La Corea democratica, nel frattempo, ha annunciato in un comunicato che ha tratto le “frecce” per “attacchi spietati di ritorsione” al continente americano, alle basi militari statunitensi nel Pacifico e “a tutte le altre basi in cui stazionano le forze dell’aggressione imperialista degli USA. I potenti mezzi d’attacco delle forze armate rivoluzionarie della RPDC [Repubblica democratica popolare di Corea] sono pronti e le coordinate degli obiettivi inseriti nelle testate“, ha detto un comunicato della Corea democratica. “Sarà sufficiente solo premere un pulsante per gettare le roccaforti dei nemici in un mare di fuoco.”
La Corea democratica, a dicembre ha messo in orbita un satellite pesante 100 kg, in modo da poter attaccare gli Stati Uniti, o qualsiasi nazione sulla Terra, con una piccola testata nucleare“, ha detto il dottor Peter Vincent Pry, ex direttore responsabile di in una commissione che ha esaminato gli effetti degli impulsi elettromagnetici, o EMP, sul sistema della rete elettrica nazionale e di altre infrastrutture critiche degli Stati Uniti. Ecco come un evento EMP potrebbe mettere in ginocchio l’ultima superpotenza rimasta. Si veda “A Nation Forsaken”.
Un’arma nucleare progettata specificamente per generare un potente impulso elettromagnetico o EMP, una sola testata ‘super-EMP’ sarebbe in grado di annichilire la rete elettrica e altre infrastrutture critiche degli Stati Uniti, infliggendo conseguenze catastrofiche a tutta la nazione, sarebbe probabilmente impiegabile dalla Corea democratica tramite un cosiddetto ‘vettore spaziale’ contro gli Stati Uniti“, ha detto Pry, che ha lavorato anche per la Central Intelligence Agency. “La Corea democratica ha messo in orbita il suo satellite su una traiettoria e ad una altitudine ideali per un attacco EMP agli Stati Uniti“. Pry ha sottolineato che l’intelligence militare della Corea del Sud ha messo in guardia non solo il suo governo, ma anche gli Stati Uniti, che la Corea democratica starebbe sviluppando testate super-EMP con l’aiuto russo. Nel 2011, Pry ha sottolineato che un commentatore militare della Repubblica popolare cinese ha dichiarato che la Corea democratica ha testate super-EMP. I dati dei test nucleari della Corea democratica, ha detto, sono coerenti con una testata super-EMP. I commenti di Pry riprendono quelli dell’ex ambasciatore statunitense Henry Cooper, che ha detto che la Corea democratica potrebbe lanciare un ordigno nucleare satellitare, simile ai satelliti che la Corea democratica ha già lanciato verso il Polo Sud. “Dopo tutto“, ha detto Cooper in un’intervista a WND, “i loro precedenti satelliti sono stati collocati, con successo, in orbite ottimali per l’esecuzione di un attacco con impulso elettromagnetico o EMP, contro l’intero continente americano, e con una singola esplosione nucleare.”
Cooper, presidente del Consiglio High Frontier, dedicato alla salvaguardia degli Stati Uniti da un attacco missilistico, aveva sviluppato il quadro di riferimento dell’Iniziativa per la Difesa Strategica del presidente Ronald Reagan. Ha anche proposto un sistema di difesa missilistico efficiente per gli Stati Uniti e più tardi è diventato direttore della Strategic Defense Initiative Organization, sotto il presidente George W. Bush. Cooper ha sottolineato che un satellite dotato di una testata nucleare, potrebbe essere fatto esplodere ad una altitudine di 300 miglia. Con una detonazione su Omaha, ha detto, verrebbero coperti gli interi Stati Uniti continentali dagli effetti EMP, le cui conseguenze  potrebbero, entro un anno, “portare alla morte di centinaia di milioni di americani e por termine al nostro modo di vita“.
Altre fonti hanno indicato che il satellite da 100kg sarebbe in grado di trasportare una bomba nucleare da 300 kiloton, simile al peso delle testate dei missili statunitensi, e sarebbe sufficiente a creare un effetto EMP da costa a costa, se esplodesse a 300 miglia sopra Omaha. “La Corea democratica, l’Iran e chiunque altro capisce questi punti, o certamente dovrebbero, se sono svegli“, ha detto Cooper. “Ma hanno collegato i puntini?” Cooper ha detto che se un satellite con una testata nucleare dovesse provenire dal Polo Sud, le informazioni dell’avvistamento e dell’inseguimento  potrebbero essere insufficienti per supportare un tentativo d’intercettazione prima che la Corea democratica faccia esplodere il suo ordigno nucleare su Omaha. Ha detto che la Corea democratica potrebbe lanciare un ordigno nucleare satellitare, simile ai satelliti che ha già lanciato verso il Polo Sud. “Dopo tutto, i loro satelliti precedenti sono stati collocati con successo in orbite ottimali per l’esecuzione di un attacco a impulsi elettromagnetici su tutto il continente americano, con una singola esplosione nucleare“, ha detto Cooper. “La nostra difesa attuale si concentra su un attacco da nord, ma se l’attacco provenisse da un orbita meridionale, potrebbe non essere in grado di intercettare il satellite prima che la Corea democratica faccia esplodere l’ordigno“. “Inoltre”, ha aggiunto, “Si dibatte che se la Corea democratica lanciasse missili balistici su una normale traiettoria balistica, questi abbiano autonomia sufficiente per raggiungere la terraferma degli Stati Uniti, ma non vi è alcuna controversia sul fatto che un ordigno nucleare satellitare possa essere fatto esplodere su orbita al di sopra degli Stati Uniti, o in qualsiasi altro luogo sulla superficie della Terra“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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