Kim Jong-Un: le armi nucleari, non le discussioni, hanno posto fine alla crisi

al-Ahed Reseau International 29 agosto 2015

Il recente episodio tra le due Coree è un chiaro segno che la Corea (tutta la penisola), un’arma creata dagli Stati Uniti per gestire il territorio, è stata recuperata dalla Cina contro il suo creatore. La cancellazione delle esercitazioni congiunte tra eserciti di Stati Uniti e Corea del Sud è un evento eccezionale che non viene discusso, e per una buona ragione. Gli Stati Uniti hanno davvero paura, dato il contesto esplosivo (in senso letterale e figurato) con la Cina. Proprio come il Vietnam che avevano diviso in due si è riunito, la Corea diventerà un solo Paese, firmando la fine di uno dei principali pilastri della politica degli Stati Uniti nella regione da oltre 60 anni.Korea%20NukeIl leader nordcoreano Kim Jong-Un il 28 agosto ha assicurato che le armi nucleari, piuttosto che i negoziati, hanno permesso di concludere un accordo “storico” con Seoul ponendo fine al teso confronto militare. Il giovane leader, che ha presieduto la riunione della Commissione militare centrale, ha detto che grazie al Nord tale accordo è stato raggiunto, mettendo i due Stati rivali sulla via della “riconciliazione e fiducia”, ha riferito l’agenzia stampa ufficiale KCNA. L’accordo negoziato nel villaggio di confine di Panmunjom, dove fu firmato il cessate il fuoco della guerra 1950-1953, ha permesso la de-escalation mentre i due Paesi sembravano sull’orlo dello scontro. Seoul ha spento gli altoparlanti che trasmettevano a tutto volume propaganda al confine. Pyongyang ha espresso rammarico per l’esplosione di una mina antiuomo che ha mutilato due soldati sudcoreani ai primi di agosto. Il testo impegna inoltre i due Paesi al dialogo. Ma Kim Jong-Un ha sottolineato che ciò non significa che il suo Paese avrebbe discusso la chiusura del proprio programma di armamento nucleare che, ha detto, è comunque un fattore essenziale per la pace. L’accordo di Panmunjom “non è stato raggiunto dal tavolo dei negoziati, ma grazie alla (nostra) gigantesca forza militare, e (dalla nostra) deterrenza nucleare difensiva“, ha detto. La “priorità numero uno” è continuare gli sforzi per rafforzare le capacità militari della Corea democratica, ha proseguito Kim Jong-Un. Tuttavia, ritiene che l’accordo di compromesso rappresenti “un’occasione storica decisiva” che potrebbe inaugurare una nuova era nelle relazioni bilaterali. Tecnicamente, le due Coree sono in conflitto da 65 anni, dato che la fine della guerra con un semplice cessate il fuoco non è mai stata formalizzata con un trattato di pace nella debita forma.30236_125325_562046Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La flotta segreta artica della Russia

Alessandro Lattanzio, 14/8/2015Russian-Arctic-Military-Map-final-version-smallLa Marina russa possiede numerosi sottomarini top secret progettati per svolgere compiti specifici altamente qualificati, posti sotto la Direzione Generale della Ricerca Sottomarina (CDDR) del Ministero della Difesa, comprendente sottomarini che fungono da stazioni base (BS) e da stazioni atomiche per le profondità marine (ADS).1803009720922fd744e83fd49b3Proekt 1910 Kashalot
I sottomarini Proekt 1910 sono la prima generazione di minisottomarini da ricerca atomici progettati per operate a grandi profondità. I sottomarini sono equipaggiati con tecnologie robotiche, bracci manipolatori e altri mezzi, e sono utilizzati per ricognizione, ricerca scientifica e trasporto di mezzi subacquei da combattimento.

wJ6XOProekt 1851 Paltus
Il Proekt 1851 è l’ulteriore sviluppo del Proekt 1910 per operazioni speciali da ricognizione, disturbo delle attività sulle rotte di pattugliamento dei sottomarini della Marina russa, recupero di oggetti dal fondo del mare e di navi affondate, attività scientifica e tecnica. Per le piccole dimensioni, possono essere usati nelle operazioni di sabotaggio navali.

b6YkGProekt 10831 Losharik
Il Proekt 10831 è un ulteriore sviluppo dei Proekt 1851 e 1910. Solo un sottomarino (AS-12) è stato costruito ed è considerato uno dei più singolari e segreti della Marina russa. Lo scafo è in titanio, come le zampe del personaggio dei cartoni animati sovietico Losharik, da cui il sottomarino prende il nome. Caratteristiche e capacità del Losharik sono segrete, ma trasporta attrezzature speciali per operare a grandi profondità e per “penetrare” le telecomunicazioni di acque profonde, recidendo i cavi sottomarini e può recuperare equipaggiamenti segreti dalle profondità di mari e oceani. Nell’autunno 2012, appoggiandosi al battello a propulsione nucleare Orenburg, l’AS-12 partecipò alla spedizione nell’Artico del 2012, perforando un pozzo profondo 2500-3500 metri.

ZOBw35GProekt 09786 BS-136 Orenburg
Il BS-136 Orenburg è un sottomarino a propulsione nucleare progettato per trasportare minisottomarini nelle zone operative. Il minisottomarino “salpa” da questo sottomarino una volta giunto nella zona delle operazioni speciali. Il battello si basa su un ex-SSBN Proekt 667BDR, trasformato nel 2002 nell’ambito del Proekt 09786. Durante la conversione, il vano missili fu sostituito dal vano per il trasporto dei minisottomarini. Nel 2012, l’Orenburg fu la base galleggiante per le operazioni del Proekt 10831 nella spedizione scientifica artica del 2012.09774-line1Inoltre, nel 2016 la Marina russa sostituirà i suoi veicoli telecomandati di origine inglese Tiger, utilizzati per operazioni di ricerca e soccorso, con 5 robot subacquei Marlin-350 russi, prodotti dalla Tetis Pro. “Abbiamo in programma di consegnare cinque veicoli nel 2016. Mezzi simili sono già previsti dal programma statale per il 2017“, affermava il Direttore Generale di Tetis Pro Aleksej Kajfazhjan. Kajfazhjan aveva detto che un altro micro-sottomarino, il primo veicolo autonomo di ricerca russo Concept-M che può compiere immersioni fino a 1000 metri, entrerà in produzione. Il Concept-M sostituirà i microsottomarini Islandic Gavia utilizzati dal Ministero della Difesa russo per il rilevamento in acque profonde. Il Marlin-350 è un Veicolo Tele-Comandato (ROV) progettato per monitorare aree protette, per la ricerca di intrusi nelle zone controllata e per impedire l’infiltrazione in strutture protette. Il Marlin-350 ha quattro motori orizzontali vettoriali e due motori verticali. E’ dotato di un sistema di guida e stabilizzazione in profondità, un braccio meccanico, due telecamere analogiche e due fari LED. Il modulo di superficie comprende l’unità di controllo con tre monitor per visualizzare le informazioni video e idro-acustice, un alimentatore per il veicolo, una unità di registrazione digitale e un computer integrato, e può operare fino a 350 metri di profondità. 1025666989_risultatoLa Marina russa riceverà 17 navi da guerra, oltre a 52 navi di supporto, nel 2015, tra cui la nave da ricognizione Admiral Jurij Ivanov, che può tracciare e localizzare il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, in particolare il sistema AEGIS. La nave infatti, può “inseguire” le navi da guerra statunitensi equipaggiate con il sistema da combattimento AEGIS creato per intercettare i missili balistici. La nave, che ha un’autonomia di 8000 miglia, è stata consegnata alla Marina russa il 26 luglio durante le celebrazioni del Giorno della Marina. La Jurij Ivanov si occupa delle telecomunicazioni della flotta, della guerra elettronica e dell’intelligence radio-elettronica. La seconda nave della classe, l’Ivan Khurs, è in costruzione dal 2013 e sarà pronta nel 2016. In totale, la Marina russa disporrà di 4 navi Classe Jurij Ivanov entro il 2020.Yury Ivanov-class intelligence ship (Project 18280) begins sea trials 1_risultatoSecondo la nuova dottrina marittima della Russia, “Vedendo negli ultimi anni i molti nuovi sviluppi sull’Antartide, essa è diventata una regione molto importante per la Russia“, dichiarava il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin. “Per quanto riguarda l’Artico, è diventato più importante per diverse ragioni, dovute alla crescente importanza della rotta del Mare del Nord… Inoltre, l’Artico ci offre libero accesso ad Atlantico e Pacifico, che nulla può bloccare. Poi c’è l’assai ricco piattaforma continentale, che richiede particolare attenzione quando si parla di sviluppo. Negli ultimi 10-15 anni la cantieristica nel nostro Paese, che comprende quella militare, è cresciuta ed e ora può soddisfare le esigenze del Paese ad un livello paragonabile al periodo sovietico. La Federazione russa, agendo sulla base della dottrina nazionale marittima, è decisa a rafforzare coerentemente e fermamente la propria posizione sugli oceani del Mondo“. La piattaforma artica è uno dei motivi per cui gli Stati Uniti tentano di destabilizzare la Russia. L’Artico ha il 30 per cento del petrolio e del gas del mondo e con l’avanzate delle tecnologie, gli idrocarburi sono sempre più alla portata delle trivelle. L’Artico presenta anche nuove rotte commerciali tra Asia, America ed Europa. Perciò Washington militarizza la regione artica a danno della Russia, che controlla 6200km di coste artiche per una profondità di 500 chilometri dal confine; cioè 3100000 kmq di territorio estremamente inospitale da proteggere. Nel 2014, il Comando Strategico interforze dell’Artico “Nord” veniva istituito includendovi la Flotta del Nord e unità dei Distretti militari occidentale, centrale e orientale di stanza nelle zone circumpolari, ed ha ai suoi ordini 80000 truppe, 220 aerei, 69 navi e 44 sottomarini. La Russia ha anche costruito 10 basi aeree, tra cui la base di Tiksi, che ospiteranno intercettori a lungo raggio come il MiG-31BM, aerei da ricerca e soccorso, anti-sottomarina, di primo allarme ed elicotteri, e una rete di 13 stazioni radar per la difesa aerea nelle isole Novoribirskij, Franz Josef, Novaja Zemlja e Artico russo. Le forze di terra comprendono 2 brigate di fanteria motorizzata dotate di sistemi di difesa aerea Pantsir-S1; il Gruppo Indipendente delle Forze Aerospaziali nella regione artica, attivato il 3 agosto 2015, fondendo unità delle forze aeree russe (VVS) e delle Forze della Difesa Aerospaziale (VKO), responsabili della Difesa aerea della Russia contro forze convenzionali e nucleari; del supporto aereo alle altre forze armate; della difesa antimissili balistici; del primo allarme e dei satelliti da ricognizione militari, e della difesa della Russia dalle minacce spaziali.
Infine, la Flotta del Nord dispone di 1 Portaerei, 4 incrociatori, 9 fregate, 10 pattugliatori, 11 cacciamine, 4 navi d’assalto anfibio, 4 mezzi da assalto anfibio, 10 SSBN (sottomarini a propulsione nucleare lanciamissili balistici), 4 SSGN (sottomarini a propulsione nucleare lanciamissili da crociera), 14 SSN (sottomarini a propulsione nucleare d’attacco), 7 AGS (minisottomarini a propulsione nucleare per operazioni a grande profondità), 8 SSK (sottomarini d’attacco a propulsione diesel-elettrica), 1 sottomarino sperimentale, 13 navi-officine, 7 navi cisterna, 3 da ricerca scientifica e 3 navi da ricognizione.
Nel 2014 ridiventava operativo il rompighiaccio a propulsione nucleare Sovetskij Sojuz, della classe Arktika, dotato di due reattori nucleari e di un elicottero. Il rompighiaccio Sovetskij Sojuz, lungo 150 metri e con un equipaggio di 138 persone, entrò in servizio nel 1989, terza nave della classe. Il Sovetskij Sojuz sarà utilizzato sulle rotte artiche, che negli ultimi anni ha visto aumentare di 40 volte il traffico merci (da 100000 tonnellate nel 2010 a 4 milioni di tonnellate nel 2015), operando nel Mare di Kara e nel Golfo di Ob, nell’ambito del megaprogetto Jamal LNG accompagnando le navi cisterne che trasporteranno il gas condensato. Così dei 6 rompighiaccio classe Arktika, 3 sono in servizio: Jamal, 50 Let Pobedij e Sovetskij Sojuz. Queste navi rompighiaccio sono dotate di radar per il controllo del tiro e sezioni per l’installazione di armamenti. Infine, la Russia sta costruisce 14 nuovi rompighiaccio, tra cui le 3 navi rompighiaccio a propulsione nucleare LK-60 che i Baltijskij Zavod di San Pietroburgo completeranno nel 2020.icebreakersovetskysoyuz-rosatomflotFonti:
Global Research
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Lo sviluppo navale cinese

Alessandro Lattanzio, 12/8/2015pix3_082214La Cina è il più grande cantiere navale del mondo, superando Giappone e Corea del Sud. I cantieri navali del gruppo Cosco, i più grandi della Cina, hanno aumentato la capacità di produzione. A Dalian è stato costruito il più grande bacino di carenaggio del mondo, per le Large Crude Carriers (VLCC), le superpetroliere. Sempre nel 2005, il Ministero dei Trasporti della Cina dichiarava che il Paese aveva bisogno di una flotta di VLCC per trasportare oltre il 50% del fabbisogno energetico nazionale, comportando il raddoppio della flotta di VLCC cinesi entro la metà di questo decennio. La Marina dell’EPL dispone di 876 imbarcazioni di cui 78 grandi navi di superficie, 55 navi d’assalto anfibio e 71 sottomarini. La modernizzazione navale prevede la costruzione di piattaforme, sistemi d’arma, infrastrutture e dei software per gestirli. Dalla metà degli anni ’90, la Marina cinese ha acquisito 12 sottomarini d’attacco SSK Proekt 877E classe Kilo dalla Russia, oltre ad aver costruito 23 sottomarini delle classi Song e Yuan tra il 1995 e il 2007. Negli ultimi dieci anni sono stati acquisiti 4 cacciatorpediniere russi della classe Sovremennij, cinque classi di cacciatorpediniere e quattro di fregate nazionali, oltre a grandi navi d’assalto anfibio e a rifornitori di squadra, e sviluppato le capacità C4ISR (comando, controllo, comunicazioni, computer, intelligence, sorveglianza e ricognizione) della Marina. Secondo il Contrammiraglio dell’US Navy Michael McDevitt, entro il 2020 la Marina dell’EPL disporrà di 2 portaerei, 20-22 cacciatorpediniere AEGIS e 6-7 sottomarini d’attacco nucleari. Sebbene a Cina sia ancora notevolmente indietro rispetto l’US Navy, le sue capacità comincia ad avere conseguenze significative per gli Stati Uniti, sempre secondo McDevitt. Entro il 2020, la presenza di navi da guerra cinese nell’oceano indiano e nel Mediterraneo sarà sistematica, e gli Stati Uniti divenire sempre più nervosi. Tanto più che che entrava in servizio il nuovo aereo anti-sommergibile cinese Y-8Q, dotato del rilevatore di anomalie magnetiche (MAD) più grande del mondo, facendone un temibile cacciatore di sottomarini. L’aereo anti-som Y-8Q è un quadriturbina equipaggiato con missili antinave aerolanciati, mine, siluri e boe sonora. L’aereo ha un’autonomia di 5000 km e può trasportare oltre dieci tonnellate di armamenti. L’aereo potrebbe servire come centro di comando per i sottomarini senza equipaggio (UUV), come il robot sottomarino Haiyan che può immergersi fino a 1500 metri di profondità ed operare fino a 1000 chilometri di distanza, ma la caratteristica distintiva dell’Y-8Q è il rilevatore di anomalie magnetiche (MAD) di sette metri di lunghezza, che rileva la firma magnetica degli scafi metallici dei sottomarini nemici; forse il più grande del suo genere. Con tale velivolo la Marina dell’EPL ha un’arma assai efficace contro i sottomarini nemici. Ed inoltre, la Cina assemblava l’AG600 Jiaolong, l’aereo anfibio più grande del mondo, presso Zhuhai, nella provincia del Guangdong. Il velivolo è quadriturbina dotato di motori WJ-6, dal peso al decollo di 60 tonnellate, capace di trasportare 50 persone e con un’autonomia di 5500 km. L’AG600 verrebbe utilizzato per operare sulle nuove isole artificiali che i cinesi costruiscono nel Mar cinese meridionale. Queste isole sarebbero le basi per i pattugliamenti marittimi dell’AG600 sui territori reclamati.
1356952284_64112 La Cina crea la sua Blue Water Navy per operare oltre la “prima catena di isole”, ovvero Curili, Giappone, Ryukyu, Taiwan, Filippine e Indonesia. La “seconda catena di isole” va dalle Aleutine a Bonin, Marianne, Caroline ed Indonesia. Le due linee si estendono a 1800 miglia nautiche dalle coste della Cina. Liberare dal dominio statunitense queste aree è l’obiettivo ultimo della strategia marittima cinese. Una strategia che emula quella dell’URSS delle linee difensive marittime parallele, situate a varie distanze dalle coste e volte a negare l’accesso marittimo agli Stati Uniti. La prima linea è costituita da navi, aerei e satelliti di sorveglianza, la seconda dai bombardieri a lungo raggio e la terza dai sottomarini. L’ammiraglio cinese Liu propose l’approccio “delle tre catene di isole” nel 1988, secondo cui la Cina doveva stabilire una presenza permanente sulla prima “catena di isole”, compreso il Mare Cinese Meridionale. Per il 2025 dovrebbe stabilire una presenza simile sulla seconda “catena di isole”, dalle Aleutine alle isole Marianne, Papua Nuova Guinea e sullo Stretto di Malacca, dove passa oltre il 75 per cento del petrolio che riceve. Entro il 2050 la portata si estenderebbe sulla terza “catena di isole”, dalle Aleutine all’Antartide. E nel quadro di questa strategia, i cinesi si preparavano a schierare sottomarini lanciamissili balistici (SSBN) classe Jin nel nord dell’Oceano Pacifico. Gli SSBN Tipo 094 Classe Jin sono dotati di missili balistici intercontinentali JL-2 dalla gittata di 14000 km e dotati di una o più testate nucleari. “Con il missile balistico sublanciato (SLBM) JL-2, i Jin possono colpire Hawaii, Alaska, Guam e le regioni occidentali degli USA dalle acque dell’Asia orientale“, affermava l’ufficiale dell’Office of Naval Intelligence Jesse Karotkin. I sottomarini a propulsione nucleare Tipo 094 Classe Jin dislocano 11000 tonnellate ed attualmente ce ne sono 3 in servizio nella Marina dell’EPL. Secondo Karotkin, “All’alba del 21.mo secolo, la Marina dell’EPL era una forza litoranea. Sebbene gli interessi marittimi della Cina siano rapidamente cambiati, la stragrande maggioranza delle piattaforme navali hanno molto limitate capacità e resistenza, soprattutto negli oceani. Negli ultimi 15 anni la Marina cinese realizza un ambizioso piano di modernizzazione per una forza tecnologicamente più avanzata e flessibile. Questa trasformazione è evidente non solo con la presenza della Marina cinese nel golfo di Aden per combattere la pirateria, giunta ala sesta missione, ma anche nelle operazioni regionali più avanzate e nelle esercitazioni della Marina. In contrasto alla ristretta potenza di fuoco di una decina di anni fa, la Marina cinese evolve per soddisfare un’ampia gamma di missioni tra cui il conflitto con Taiwan, rafforzamento delle pretese marittime, tutela degli interessi economici, e missioni anti-pirateria e umanitarie“.
Chinese_Kilo_in_service_1 Il “passaggio della Cina sugli oceani è ostacolato da due catene di isole. La postura geostrategica marittima della Cina è stretta in una condizione di semi-chiusura. Da una prospettiva geostrategica, il cuore della Cina si affaccia sul mare, i benefici dello sviluppo economico sono sempre più dipendenti dal mare, da cui proviene anche la sicurezza“. La soluzione è sviluppare la potenza navale oceanica “rafforzando la difesa strategica oceanica e sviluppando le capacità di operazioni d’attacco sulle linee esterne“. Quindi, la Cina si volge a proteggere le rotte commerciali e le comunicazioni marittime lungo le proprie coste, come il Mar Cinese Meridionale. La Cina dichiarò la volontà di usare la forza per sostenere i propri interessi marittimi e nel 1976 le sue forze navali occuparono le isole Paracel, e nel 1988 si scontrarono con i vietnamiti per le isole Spratly. Nel 1995 presero Mischief Reef e la fortificarono nel 1998. La Cina quindi segue le teorie dell’ammiraglio A. T. Mahan, stabilendo basi avanzate, estendendo il perimetro difensivo marittimo esterno e rafforzando il controllo su rotte commerciali e Stretto di Malacca. Per la Cina, i Mari cinesi Orientale e Meridionale sono d’importanza strategica, vedendoli contigui agli oceani. Per dominarli, la Marina cinese deve operarvi liberamente. Così la Cina vi dedica risorse. Ciò impone alla Cina l’obbligo di concentrarsi sul contesto regionale, dato che le rotte passano relativamente vicine a Vietnam, Giappone, Taiwan, Filippine, per lo Stretto di Malacca e presso Taiwan, la cui posizione geografica permette di contrastare la proiezione di potenza marittima della Madrepatria. L’analista cinese Lin Zhibo riassunse nel 1996 la situazione: “Militarmente, Taiwan è una risorsa che gli Stati Uniti potrebbero utilizzare nel Pacifico occidentale. L’uso di Taiwan potrebbe consentire un controllo efficace delle linee marittime tra Asia nord-orientale e sud-orientale e Medio Oriente…. Così gli USA vedono in Taiwan “una portaerei inaffondabile”, dandogli il massimo controllo sui Mari Cinesi Orientale e Meridionale”. Per superare tale stallo, la Cina deve avere una flotta oceanica, spiegandone il massiccio programma navale. Inoltre, Pechino rivolgere l’attenzione all’Oceano Indiano, poiché vi transitano le principali rotte energetiche e commerciali per la Cina.
La costruzione della base per le portaerei della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione della Cina sull’isola di Hainan, che non a caso si affaccia sul cruciale Mar Cinese Meridionale, è stata completata nel novembre 2014. La base può ospitare due portaerei, essendo larga 120 metri e lunga 700 metri. La base dell’US Navy a Yokosuka in Giappone, è lunga solo 400 metri. La costruzione della base iniziò nel 2011, ed è contigua con la base di Yulin che ospita i sottomarini a propulsione nucleare cinesi. Assieme le due basi costituiscono il più grande centro multiruolo della Marina dell’EPL. Nell’ottobre 2012, il Terzo Direttorato dello Stato Maggiore dell’EPL, responsabile per la scienza, la tecnologia e l’intelligence, costruì tre cupole blu di una stazione di sorveglianza elettronica sulla collina che domina la base. Ad ovest della collina, a circa 8 km dalla base, vi sono altre due grandi cupole azzurre per la sorveglianza elettronica. Nell’ottobre 2013 iniziò la costruzione del molo per le due portaerei. Un altro molo, per far attraccare altre due portaerei, è in costruzione da metà 2014. Al centro del molo per le portaerei vi è un edificio con 6 antenne, probabilmente per coordinare i movimenti delle navi. La prima portaerei di costruzione nazionale della Cina è stata impostata nel cantiere navale di Dalian due anni fa. Quando la base sarà completata, disporrà anche di una rete da difesa aerea regionale. Secondo Konstantin Sivkov, analista della difesa russo, la Cina ha integrato a bordo della portaerei Liaoning, prima portaerei cinese, sistemi nazionali come il radar di ricerca Tipo 382 A Sea Eagle S/C che permette d’inseguire 10 bersagli aerei simultaneamente fino a 400km di distanza. Inoltre la nave è dotata di quattro radar a scansione elettronica attiva dalla portata di 500-600 km, che conferiscono alla Liaoning una capacità di difesa aerea simile a quella dei caccia AEGIS statunitensi classe Arleigh Burke. Le difese antiaeree attive della nave comprendono quattro sistemi d’arma Tipo 1130 e quattro sistemi antiaerei FL-3000N (4 lanciatori a 18 cellule in grado di sparare 72 missili). Il sistema di guida dei missili di questi ultimi combina puntamento a radiofrequenza e ad infrarossi passivo (IMIR) del tipo lancia e dimentica. La portaerei può seguire bersagli subacquei fino a 80 km. La portaerei cinese può trasportare 40 caccia J-15 Flying Shark (versione cinese del Sukhoj Su-33) e 20 elicotteri Ka-27/28. Può far decollare 16 velivoli in sequenza. Il 1.mo gruppo portaerei della Cina è dotato di 4/5 cacciatorpediniere Tpo 051C, Tipo 052D o Classe Sovremennij, e di diverse fregate Tipo 054A. I sistemi d’arma della Liaoning comprendono anche il missile antinave YJ-83K. La seconda portaerei, che sarà completata nel 2018, è in costruzione nei cantieri di Dalian, dove sono stati costruiti anche 2 avanzati cacciatorpediniere Tipo 052D. La Cina dovrebbe costruire quattro portaerei entro il 2030. Nel frattempo la Marina cinese riceve le nuove corvette Tipo 056 Classe Jiangdao, costruite presso il cantiere navale di Hudong a Shanghai. Le corvette Tipo 056 sono navi stealth dotate di sensori e sistemi d’arma moderni, tra cui un cannone da 76mm, 6 tubi lanciasiluri e 4 lanciamissili antinave. La nave è anche dotata di un hangar per le operazioni antisom con un elicottero Z-9C. Progettate e costruite dalla China State Shipbuilding Corporation (CSSC), le corvette Tipo 056 saranno la spina dorsale della Marina dell’EPL, con una classe composta da oltre 30 esemplari.
Type 052D Luyang IIIUn nuovo veicolo Transporter Erector Launcher (TEL) cinese, il più grande veicolo cinese per il trasporto e il lancio di missili superficie-aria, da crociera e balistici, è stato recentemente avvistato. Il veicolo appare simile ai TEL precedenti tranne che è “molto, molto più grande”, secondo Popular Science. “C’è una sezione estesa dal primo al secondo asse che probabilmente contiene mezzi supplementari per lancio e correzioni in volo di missili. Inoltre, ha una cupola di comunicazioni via satellite suggerendo una maggiore larghezza di banda per i collegamenti dati necessari per guidare il missile“. Mentre il veicolo standard trasporta tre missili, il nuovo TEL ne trasporta solo due, suggerendo un missile molto più grande e lungo. Il nuovo TEL trasporterebbe il missile antinave YJ-18, versione cinese del missile da crociera russo Klub, dalla gittata di 540 km e che raggiunge una velocità di Mach 3 negli ultimi 50 chilometri di volo, oppure il nuovo missile superficie-aria antibalistico HQ-26 o ancora un altro grande missile da crociera supersonico. Il nuovo missile supersonico cinese YJ-18 fa parte dei missili di nuova generazione cinesi. Il YJ-18 può essere lanciato verticalmente da navi di superficie o da sottomarini. Un altro missile da crociera supersonico, YJ-12, compare nell’arsenale della Cina. Il dipartimento della Difesa USA definisce il YJ-18 un “passo significativo” e “miglioramento drammatico” dell’attuale arsenale della Cina, dato che la gittata del YJ-18, come detto di 540km, quadruplica la gittata dei missili a bordo di navi e sottomarini della Marina dell’EPL. La Cina ebbe accesso immediato al sistema missilistico russo Klub quanto importò i sottomarini convenzionali (SSK) Proekt 636 Classe Kilo un decennio fa. Il Klub vola alla velocità subsonica di 0,8 Mach per circa 180 km, ma a 20 km dal bersaglio passa alla velocità supersonica di Mach 2,5 o Mach 3. La “doppia velocità” permette al sistema d’arma di avere sia la gittata dei missili da crociera subsonica, relativamente lunga, e un peso ridotto, ma anche il vantaggio di comprimere drasticamente i tempi di reazione del nemico, passando in modalità supersonica. Il YJ-18 quindi è la versione “digitalizzata, automatizzata e con avanzati sistemi di controllo del volo e di navigazione” del missile Klub. I missili YJ-18, sostituendo i precedenti missili YJ-82 presso la flotta della Marina dell’EPL e congiuntamente allo sviluppo dei missili antinave ed antiaerei delle navi di superficie, e di quelli aerolanciati, contribuirà a “creare un sistema di attacco completo e di maggiore potenza”. Per la Cina, il missile YJ-18 può svolgere un ruolo simile a quello che simili armi russe svolgono imponendo la netta superiorità militare russa sul Mar Nero. La Cina lavora, inoltre, sul missile subsonico da crociera a lungo raggio YJ-100 e su quello supersonico Chaoxun-1 (CX-1). Il missile supersonico YJ-12 raggiunge la velocità di Mach 3 ed ha una gittata di 300 km. Il missile subsonico YJ-100 invece ha una gittata di 800 km. Infine, il CX-1 è un missile a due stadi dalla gittata di 280 chilometri e con una testata di 260 kg. Il missile ha anche una probabilità di errore circolare di 20 metri e una velocità di Mach 2,8/Mach 3. Saranno prodotte due varianti: il CX-1A navale e il CX-1B lanciato da autoveicoli a terra.
I cantieri navali cinesi hanno completato almeno 6 sottomarini a propulsione nucleare dotati di missili antinave a lancio verticale. Si tratta dei sottomarini Type 093G, progettati per lanciare il missile YJ-18. Un nuovo sottomarino Tipo 095 è attualmente in fase di sviluppo. Il viceammiraglio dell’US Navy Joseph Mulloy aveva detto che la Cina aveva superato gli Stati Uniti per numero di sottomarini. “Non sono dello stesso livello, ma le loro forze sottomarine crescono ad un ritmo tremendo. Ora hanno più sottomarini d’attacco diesel e nucleari di noi. Producono sottomarini abbastanza sorprendenti che impiegano operativamente“. Gli USA sono preoccupati dalla “Cina che persegue progettazione e produzione congiunta di 4-6 sottomarini d’attacco diesel-elettrici avanzati dotati delle più recenti tecnologie sonar, propulsione e silenziosità russe. L’accordo dovrebbe migliorare le capacità della Marina dell’EPL e sostenerne lo sviluppo di sottomarini silenziosi, complicando i futuri sforzi degli Stati Uniti per monitorare e contrastare i sottomarini della Marina dell’EPL“. Inoltre, la capacità di attacco aeronavale della Cina è aumentata negli ultimi anni di dieci volte, “La costruzione della forza d’attacco aerea marittima di seconda generazione permetterà alla Cina di controllare efficacemente le vicine zone marittime e le rotte commerciali…” Inoltre, la Seconda Artiglieria cinese acquisisce sempre più la capacità di distruggere le basi aeree statunitensi, come Kadena in Giappone, con un’ondata di missili di teatro nella prima fase del conflitto, e ciò lascerebbe alle forze aeree della Cina mano libera nell’imporre la superiorità aerea regionale, potendo eliminare dalle zone marittime prossime i gruppi di portaerei degli Stati Uniti e altri gruppi navali di superficie nemici.

r-20100518-2Fonti:
Defencyclopedia
National Interest
National Interest
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RussiaToday
RussiaToday
SCMP
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Want China Times
Want China Times
Want China Times

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Le Forze armate russe: mappa del 22 luglio – 2 agosto 2015

The Saker

La serie “Russian Military Map” descrive gli sviluppi militari in Russia, mostrando la posizione approssimativa di gruppi ed esercitazioni militari russi. Quest’anno la NATO ha aumentato le esercitazioni ai confini russi da 90-95 a 150 e la ricognizione aerea è aumentata di 9 volte rispetto allo scorso anno. Il “Problema nucleare” iraniano è stato risolto, ma gli Stati Uniti continuano a sviluppare il sistema di difesa missilistica in Europa volto quasi esclusivamente contro la Russia. La Federazione russa prende misure tecniche militari in risposta al sistema di “difesa” missilistico statunitense in Europa, l’attività militare della NATO e altre minacce alla sicurezza nel cortile della Russia.

Selection_004Sviluppi:
1. 27 luglio, la Russia non ha intenzione di schierare i bombardieri Tu-22M3 in Crimea. Il comandante dell’Aeronautica russa Colonnello-Generale Viktor Bondarev ha dichiarato che Russia ha abbastanza aerei da guerra in Crimea per “assicurarci il cielo azzurro sopra di noi“. Secondo rapporti precedenti, dieci bombardieri Tu-22M3 erano stati temporaneamente dispiegati in Crimea durante un’esercitazione di prontezza al combattimento in primavera.
2. 29 luglio, i sistemi missilistici antiaerei della Russia di nuova generazione S-400 (nome in codice NATO SA-21 Growler) sono stati dispiegati nella Kamchatka nell’Estremo Oriente russo. L’equipaggiamento è operativo nei pressi della città portuale di Petropavlovsk-Kamchatskij, principale base della Flotta del Pacifico, di Elizovo, che ospita la base aerea della flotta, e di Viljuchinsk, che ospita la base dei sottomarini della Flotta. Il sistema missilistico S-400 può distruggere bersagli aerei a 400 km di distanza e fino a una quota di 30 km, creando una difesa in profondità. I missili sono operativi nelle Forze armate russe da quest’anno.
3. 30 luglio, le forze aviotrasportate russe costituiscono le divisioni d’assalto aviotrasportate integrando un terzo reggimento. Viene creata la forza di reazione rapida basata su truppe aeroportate. Secondo una fonte dello Stato Maggiore Generale, la forza dei paracadutisti “crescerà da 45000 a 60000 effettivi”. La fonte ha anche citato i piani per ripristinare la 104.ta Divisione d’assalto aereo e la creazione di una nuova brigata d’assalto aereo.
4. 29 luglio, il Ministero della Difesa russo prevederebbe 2 nuove armate corazzate: la 1.ma Corazzata della Guardia e la 20.ma Combinata della Guardia, nel Distretto militare occidentale, entro il 1° dicembre, e un’altra armata combinata sarà creata ex-novo. Le nuove armate corazzate saranno le prime a ricevere i nuovi carri armati Armata e veicoli da combattimento della fanteria Kurganets. Armata è una piattaforma unificata pesante base per un carro armato e un veicolo da combattimento della fanteria. I nuovi carri armati hanno torrette automatiche a controllo digitale e capsule sigillate e blindate per l’equipaggio. La nuova elettronica inserirà i carri armati in una rete che comprende droni, sistemi di contromisure elettroniche e dispositivi di puntamento. Secondo gli ideatori ci vorrà meno di un minuto dal rilevamento del bersaglio per trasferirne le coordinate esatte agli addetti alle armi. L’armamento chiave di Armata è il cannone da 125mm, ma l’uso di un cannone da 152mm non è escluso in futuro. La produzione in serie dei carri armati dovrebbe iniziare nel 2017-2018.
5. 31 luglio, l’operatività dei velivoli delle forze aeree russe sarà pari all’80% per la prima volta, a fine anno, ha riferito un portavoce del ministero della Difesa russo. Obiettivo già fissato per l’aviazione a lungo raggio e poi per tutte le forze aeree. Nel frattempo, una serie di incidenti, tra cui guasti tecnici, si sono verificati ad aerei militari russi. Il Ministro della Difesa Sergej Shojgu ha detto che tale incidenza nell’aeronautica militare continua ad essere un grave problema.
6. Un reggimento di sistemi di difesa aerea missilistici S-400 Trjumf sarà formato per il Comando artico appena creato e schierato sull’arcipelago Novaja Zemlja quest’anno. Lo scorso anno un gruppo della difesa aerea nella Penisola di Kola ha ricevuto sistemi S-400 e Pantsir-S1, schierati nelle isole di Novosibirsk. Il nuovo Comando strategico congiunto dell’Artico è operativo presso la Flotta del Nord dal 1.mo dicembre. L’area di responsabilità del Comando Strategico Artico comprende i territori russi nell’Artico, tra cui l’arcipelago Novaja Zemlja. Il nuovo comando militare si basa sulla Flotta del Nord e dovrebbe controllare diverse unità, navi e formazioni, in precedenza parte dei distretti militari occidentale, centrale e del sud.
7. Droni Orlan-10 sono stati consegnati alla base operativa permanente dell’aerodromo Anadyr-Ugolnij, del Distretto Militare Orientale di Chukotka. Si prevede di organizzare un’unità di prova operativa dei droni per monitorare il terreno, addestramento al combattimento nelle esercitazioni nella zona marittima vicina e voli dalle basi delle unità del Distretto militare artico sull’isola Wrangel e a capo Otto Schmidt. I droni dovranno garantire la sicurezza della navigazione costiera e condurre la ricognizione aerea sulle acque territoriali russe. I primi voli di prova dei droni in condizioni di bassa temperatura furono condotti nei primi mesi del 2015. L’Orlan-10 è un drone aereo prodotto per il governo russo dal Centro speciale tecnologico di San Pietroburgo.
8. La fregata capoclasse Proekt 11356 Admiral Grigorovich entrerà in servizio nella Flotta del Mar Nero raggiungendo Sebastopoli, in Crimea, entro l’anno. La Flotta del Mar Nero russa ha già completato l’addestramento degli equipaggi per le fregate Proekt 11356 Admiral Grigorovich, Admiral Essen e Admiral Makarov. Gli equipaggi delle motomissilisiche Serpukhov e Zelenij Dol costruite per la Flotta del Mar Nero, nella Repubblica del Tatarstan, sul Volga, hanno iniziato l’addestramento.14SAVX3766-1Manovre:
9. 22 luglio, il comando delle Truppe Strategiche Missilistiche della Russia attuava un’esercitazione di prontezza dell’unità missilistica di Irkutsk. Due reggimenti dotati dei missili balistici intercontinentali mobili Topol partecipavano alle manovre. I missili Topol possono colpire obiettivi strategici da lunghe distanze. La maggior parte dell’attenzione è focalizzata su schieramento dei reggimenti e lancio dei missili.
10. 24-29 luglio, una brigata missilistica del Distretto Militare Centrale veniva allertata nell’esercitazione di prontezza al combattimento del 24 luglio e inviata nel poligono di Totskij. La brigata effettuava lanci con i sistemi missilistici tattici Iskander-M. Più di 500 militari e 50 mezzi presero parte alle esercitazioni.
11. 27 luglio, una grande formazione di fucilieri motorizzati effettuava esercitazioni nel poligono di Totskij. Circa un migliaio di militari ha distrutto una grande base dei terroristi con l’appoggio dell’aviazione dell’esercito e dell’artiglieria.
12. 29 luglio, esercitazioni che coinvolgevano intercettori Mikojan MiG-31 (nome in codice NATO: Foxhound) ed elicotteri Kamov Ka-27 (Helix) presso la base aerea Elizovo nell’Estremo Oriente, Kamchatka. Durante i voli di addestramento, i piloti compivano varie missioni nell’ambito dei voli di coppie e squadroni di caccia impiegando radar, elicotteri e armamenti aviotrasportati. Gli equipaggi potevano anche svolgere operazioni di lancio e atterraggio.
13. 29 luglio, la Brigata missilistica della Guardia delle truppe costiere della Flotta del Baltico della Regione di Kaliningrad compiva esercitazioni con lanci simulati multipli e singoli di missili. Le unità della brigata si esercitavano a distruggere gruppi di sabotaggio e squadre da ricognizione nemici, agendo sotto un raid aereo, su terreni contaminati con vari ostacoli e barriere naturali, e sotto tiro. Le unità missilistiche erano supportate da elicotteri d’attacco Mil Mi-24 (nome in codice NATO: Hind) e bombardieri Sukhoj Su-24 (Fencer) dell’aviazione navale della Flotta del Baltico. Il Mil Mi-24 è un grande elicottero da combattimento e d’attacco con la capacità di trasportare otto truppe. Il Sukhoj Su-24 è un velivolo supersonico d’attacco ognitempo o d’interdizione sviluppato dall’Unione Sovietica. Questo velivolo a geometria variabile, bimotore e biposto fu il primo ad avere un sistema di navigazione/d’attacco digitale integrato dell’URSS. I modelli contemporanei del Su-24M hanno avuto un programma di aggiornamento con GLONASS, nuovo display multifunzione (MFD), HUD, mappe mobili digitali, visore montato sul casco Shel e predisposizione per le più recenti armi guidate come i missili aria-aria R-73 (AA-11 Archer) .
14. 29 luglio, il cacciatorpediniere russo Admiral Ushakov compiva tiri nel Mare di Barents contro obiettivi costieri.
15. 31 luglio, unità di fucilieri motorizzati e di artiglieria del Distretto militare centrale della Russia terminavano le esercitazioni nel poligono di Totskij, vicino Orenburg negli Urali meridionali, secondo l’ufficio stampa del distretto. Le esercitazioni coinvolsero oltre 3000 effettivi e più di 400 mezzi, secondo l’ufficio stampa.
16. 20-28 agosto, secondo l’accordo tra Cina e Russia, i due Paesi condurranno un’esercitazione navale congiunta nel Golfo di Pietro il Grande e nel Mar del Giappone. I compiti saranno: organizzare difesa comune ed operazioni congiunte contro forze di superficie nemiche. Inoltre, le parti condurranno un’operazione anfibia congiunta. Obiettivo fondamentale delle esercitazioni è migliorare ulteriormente le capacità di affrontare congiuntamente le minacce alla sicurezza marittima.
17. Settembre, sistemi di difesa aerea S-300 Favorit e S-400 Trjumf, così come sistemi d’ama combinati missili-artiglieria antiaerei a medio raggio Pantsir, saranno utilizzati nelle esercitazioni della CSI Commonwealth-2015, nel poligono Ashuluk, nei pressi di Astrakhan, a settembre.1157643Produzione:
18. 7 aziende russe sono tra le prime 100 maggiori compagnie militari del 2015 per reddito:11 – Almaz-Antej; 14 – United Aircraft Corp; 23 – Elicotteri russi; 26 – United Engine-Building; 31 – Missili Tattici; 52 – Uralvagonzavod; 69 – RTI.
19. La Systemprom di Russia (filiale della United Instrument Manufacturing Corporation) sviluppa una piattaforma robotica universale che può trasformarsi in robot da combattimento, veicolo o sistema di guerra elettronica. Il collaudo del veicolo inizierà alla fine dell’anno. Installando un modulo di combattimento sulla piattaforma sarà possibile creare un veicolo da ricognizione, e l’installazione di sistemi di guerra elettronica ne farà un veicolo da guerra elettronica. Un relè per comunicazioni o un sistema sminamento possono esservi montati. La piattaforma robotica può anche utilizzare moduli militari con armi di piccolo calibro, da guerra elettronica e da ricognizione con componenti aerei. A seconda del tipo di progetto e blindatura il peso può raggiungere le 7 tonnellate, il veicolo può trasportare 2 tonnellate di carico utile. “La lunghezza del veicolo è circa 3,5 metri, e la larghezza inferiore a 2 metri. Progettato per essere trasportato da un camion militare o aerolanciato”.
20. Settembre, il nuovo carro armato della Russia su piattaforma Armata sarà illustrato nel secondo giorno del Russia Arms Expo – 2015 (RAE-2015) che si terrà a Nizhnij Tagil nella regione degli Urali.
21. Vladimir Kozhin, assistente del presidente russo Vladimir Putin per la cooperazione tecnico-militare, ha dichiarato che la Russia produce una versione avanzata del sistema di difesa aereo missilistico S-300 da consegnare all’Iran nel 2016. Inoltre, Mosca ammoderna alcune parti del sistema e modifica termini contrattuali come il prezzo. Ad aprile, il Ministro della Difesa iraniano, Generale di Brigata Hossein Dehqan aveva detto che l’Iran riceverà il sistemi di difesa aerea russo S-300 nel 2015. Le parti firmeranno il contratto per la fornitura dei sistemi S-300 in occasione della prossima visita dei funzionari iraniani a Mosca, quest’anno.
La Federazione russa incrementa l’efficienza delle forze armate, la sicurezza delle frontiere e rafforza i gruppi nei punti chiave e nelle direzioni di proprio interesse, come Mar Nero e regioni artiche. Il continuo successo della riforma militare russo ha già provocato le preoccupazioni del quartier generale USA/NATO che militarizza attivamente l’Europa e si esercita in maniera aggressiva ai confini russi. Lo sviluppo della cooperazione militare Russia-Cina nella regione Indo-Pacifica aumenterà ulteriormente tali preoccupazioni, nonostante l’espansione brutale di Stati Uniti/NATO nelle aree d’influenza di Russia e Cina sia causa prima della situazione attuale. Obiettivo della Russia è mostrare la capacità di risolvere con successo i problemi nella propria zona operativa con forze militari, in caso la NATO optasse per l’escalation militare. Così guadagnando terreno per le soluzioni diplomatiche delle crisi, mostra ai falchi della NATO che la pressione militare non è una strategia vincente contro la Russia.thumb-4Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La nuova politica navale della Russia

Alessandro Lattanzio, 30/7/20151025067312Il 26 luglio 2015, nel giorno della Marina, il Presidente Vladimir Putin ha tenuto una riunione sulla nuova Dottrina Navale della Federazione Russa a Baltijsk, la principale base della Flotta del Baltico (regione di Kaliningrad), a bordo della nuovissima fregata Admiral Gorshkov. Tra i partecipanti vi erano il Viceprimo ministro Rogozin, il Ministro della Difesa Shojgu, il Capo di Stato Maggiore della Marina Viktor Chirkov e il comandante del Distretto militare occidentale Generale Anatolij Sidorov. Rogozin aveva osservato che il documento precisa le quattro funzioni e i sei aspetti regionali delle attività navali della Russia. “I quattro aspetti funzionali sono operazioni navali, trasporti marittimi, scienza marittima e sfruttamento delle risorse naturali sotto il fondale oceanico“, mentre i sei aspetti regionali sono Oceano Atlantico, Artico, Pacifico, Indiano, Antartico e Mar Caspio. “L’Atlantico riflette la nostra attenzione sull’espansione ad est della NATO e la creazione di sue infrastrutture presso i nostri confini“. Il documento afferma che fattore determinante nelle relazioni della Russia con la NATO è l’inaccettabilità dei piani per avvicinarne le infrastrutture militare ai confini della Russia. Determinando la politica nazionale sull’Atlantico, la dottrina discute le “condizioni esistenti in questa regione comprendendo la centralità della NATO e l’insufficiente quadro giuridico sulla protezione internazionale“. Rogozin osservava che le modifiche erano motivate dalla riunificazione di Crimea e Sebastopoli alla Russia e dalla necessità di integrarle nell’economia nazionale al più presto, e dal ristabilimento della presenza russa nel Mediterraneo. Le priorità del documento includono “perfezionare composizione e struttura della Flotta del Mar Nero, espansione delle infrastrutture navali in Crimea e sulle coste della Krasnodar Kraj, realizzazione dei collegamenti marittimi con la Crimea e sviluppo dei collegamenti marittimi tra la Krasnodar Kraj e Crimea“. L’Artico ha ricevuto particolare attenzione con la crescita dell’importanza delle rotte nel Mare settentrionale, richiedendo che la Russia ricostruisca la flotta di rompighiaccio nucleari. “Il presidente è stato informato sui progressi nella costruzione dei rompighiaccio nucleari Arktika, Sibir e Ural la cui entrata in servizio è prevista per il 2017, 2019 e 2020”. Secondo Vladimir Anokhin, Vicepresidente dell’Accademia dei Problemi Geopolitici, gli aspetti più importanti della nuova dottrina navale riguardano, “l’approccio sistemico per eliminare le minacce al nostro Paese da diverse direzioni. Questo è un aspetto. L’altro è l’elevata importanza dell’Artico. La situazione marittima della Russia non è cambiata da Pietro il Grande e non cambierà. Abbiamo sempre dovuto affrontare minacce e sempre le abbiamo respinte, non c’è niente di nuovo. Le nostre politiche attuali continuano una politica russa secolare. Questo è il primo fattore, il secondo è che non si tratta di una dottrina aggressiva, ma comunica l’intento di rafforzare le nostre posizioni. Inoltre, nessuno parlava dell’Artico durante l’era sovietica perché tutti presupponevano che fosse territorio sovietico. Eltsin aveva altre cose di cui preoccuparsi, doveva evitare che i pantaloni gli calassero. Ma ora la Russia ha superato le trasformazioni liberal-democratiche. Data la portata della guerra contemporanea, l’Atlantico è il potenziale campo di battaglia dove lo scontro può decidere l’esito della guerra navale. Né Mar Nero, né Mediterraneo sono oggi teatro di operazioni della nostra Marina. Con Bosforo e Dardanelli che bloccano la flotta, si può presupporre che l’Atlantico sia la zona neutra che separa i belligeranti. Quindi è fondamentalmente importante controllarlo, per far avanzare le nostre forze e stabilire le condizioni per il successo militare. Già controlliamo il Pacifico dove abbiamo alleati e basi. L’Atlantico, naturalmente, non ci è nuovo ma siamo meno presenti. Pertanto dobbiamo dare ai nostri marinai l’opportunità di sentirsi a casa nell’Atlantico come nel Mar Nero. … Il problema è che abbiamo perso basi e formazione tecnica. Il nostro tallone d’Achille. Non abbiamo personale tecnico sufficiente. Abbiamo buoni comandanti, ma non abbastanza equipaggi. Abbiamo solo iniziato e ci vorrà molto tempo. Ma oggi non abbiamo un sistema di formazione tecnica, né il livello d’istruzione che avevamo durante il periodo sovietico. Dovremo ripristinare gran parte di ciò che è stato distrutto, e ci vorrà tempo. … Le nuove dottrine sono una risposta alle nuove minacce di gravi cambiamenti globali. Il tempo dirà come si evolvono. È un processo assai dinamico e la cosa più importante oggi è che i nostri politici non dormano con l’emergere di nuove minacce”.2137ce31-23d9-4449-b7d6-3cbbf25c416e-2060x1236In effetti, la Russia amplia compiti e dimensioni della Flotta del Nord assegnandole nuove forze aeree, di difesa aerea e di sorveglianza. La decisione di assegnare queste forze alla Flotta del Nord fu annunciata dal Capo di Stato Maggiore russo Generale Valerij Gerasimov, a fine 2014. “Abbiamo iniziato lo sviluppo della forza aerea e delle forze di difesa aerea della Flotta del Nord“, dichiarava l’Ammiraglio Vladimir Koroljov, aggiungendo che una divisione della difesa aerea e un reggimento aereo composito avevano già aderito alla Flotta del Nord, e descriveva la costruzione di infrastrutture nella regione artica come prioritaria per la Russia. La flotta rafforza anche le truppe della difesa costiera e migliora il comando. Infine, Koroljov concludeva che la Flotta del Nord sviluppa “un sistema di tracciamento avanzato” aeronavale già parzialmente in funzione. Alla fine del 2014 la Russia riattivava 12 basi aeree artiche per ospitare intercettori e bombardieri strategici, ne costruiva una nuova sulle isole della Nuova Siberia e costituiva una rete di 10 stazioni radar per la difesa aerea strategica. Infine, organizzava il comando strategico congiunto della Flotta del Nord, con il compito di tutelare gli interessi nazionali della Russia nell’Artico, dove nel 2015 si terranno esercitazioni congiunte con forze d’assalto anfibio, la 200.ma Brigata di fanteria motorizzata, truppe aviotrasportate e forze speciali, mentre presso Norilsk e sulle Isole della Nuova Siberia si svolgeranno esercitazioni di sbarco anfibio con grandi navi d’assalto. Inoltre, per le operazioni nel Mar Bianco della Guardia di Frontiera, il cantiere Zelenodolsk varava, nel maggio 2014, il pattugliatore artico da 2700 tonnellate Proekt 22100 Poljarnaja Zvezda. Per le operazioni sotto la calotta polare, i sovietici completarono il 16 luglio 1990 il mini-sottomarino Proekt 10831 Kalitka, in grado di operare a 6000 metri di profondità. Il 26 agosto 1995 fu varato il nuovo mini-sottomarino nucleare in lega di titanio AS-12 Losharik che nel 1997 entrò a far parte della Flotta del Nord della Federazione Russa. Il Losharik ha una lunghezza di 50 metri, una larghezza di 3,8 metri, un’altezza di 4,2 metri e un dislocamento di 730 tonnellate. Propulso da un reattore nucleare da 15000 kW raggiunge la velocità di 45 nodi in immersione. Il suo equipaggio è composto da 14-16 marinai. È dotato di radar millimetrico, sonar, proiettori, bracci articolati, sistemi di sollevamento per lavorare sul fondo del mare, e droni. Può operare in immersione per 50 giorni. Nell’agosto 2003 il Losharik riprese le missioni di addestramento e successivamente fu utilizzato per l’installazione di oleodotti e piattaforme off-shore al largo della Siberia. Nell’ottobre 2012 partecipò alla più grande spedizione di ricerca scientifica sui fondali dell’Artico, sulla cresta Mendeleev, operando sul fondo dell’Oceano Artico per 20 giorni e raccogliendo 500 kg di rocce da analizzare. La Russia starebbe costruendo 3 nuovi mini-sottomarini classe Kalitka. Il 30 settembre 2008 l’SSBN Rjazan avrebbe trascorso 30 giorni immerso sotto la calotta artica, viaggiando dalla Penisola di Kola alla penisola della Kamchatka.Delta+Stretch+Orenburg_20120927_2_North+Pole La Russia reintroduce in servizio anche l’elicottero antisom Mil Mi-14 presso le Flotte del Mar Nero e del Mar Baltico dov’è possibile utilizzarlo da terra, senza la necessità di piattaforme navali. Il Mi-14 è un elicottero anfibio dotato di sonar, boe idroacustiche e radar, ed è armato con 1 siluro o 12 cariche di profondità da 64 kg o 8 da 120 kg. Inoltre, il Mi-14 può essere armato con una bomba atomica subacquea da 1 kT, capace di neutralizzare tutti i bersagli immersi fino a 800 metri di profondità. Il Mi-14 ha un’autonomia di 5 ore e un raggio di azione di 1135 km. I 150 Mi-14 furono ritirati dalla Marina russa nel 1996, su pressione di Washington. La reintroduzione dei primi 60 elicotteri Mi-14 richiederà un paio di anni. Nel 2015 la Marina russa riceverà 8 navi da guerra e 2 sottomarini, oltre a 45 impianti a terra e a 20 nuovi cacciabombardieri navalizzati MiG-29K, in conformità con il piano di approvvigionamento degli armamenti dello Stato, affermava il Ministro della Difesa Sergej Shojgu. I 2 sottomarini convenzionali Proekt 636 Novorossijsk e Rostov si uniranno alla Flotta del Mar Nero, che riceve anche 10 tra aviogetti da combattimento Sukhoj Su-34 e Sukhoj Su-30M2, ed elicotteri da guerra elettronica Mil Mi-8MTPR. Il Novorossijsk e il Rostov raggiungono i primi 2 nuovi sottomarini della Flotta del Mar Nero, lo Starij Oskol e il Krasnodar, divenuti operativi alla fine del 2014. Nel 2016 anche i sottomarini Kolpino e Velikij Novgorod entreranno in servizio nella Flotta del Mar Nero. Tra le 8 nuove navi vi sono la corvetta Sovershennij e la fregata Admiral Sergej Gorshkov. La Sovershennij, varata il 22 maggio 2015, è la prima nave ad entrare nella Flotta del Pacifico nel XXI secolo. Si tratta di una nave multiruolo per operazioni antinave ed antisom e di supporto alle operazioni della Fanteria di marina. La nave è armata con 1 complesso di missili antinave Uran, 1 sistema di difesa aerea Redoubt, 3 cannoni, 8 lanciasiluri e 1 elicottero Ka-27. La fregata Admiral Gorshkov è stata varata nel 2010 ed entrerà in servizio nella Flotta del Nord. La nave è armata con 1 cannone A-192 da 130mm, 16 missili antinave Oniks/Kalibr, 1 sistema di difesa aerea Redoubt, 2 sistemi di difesa aerea Palash e 1 elicottero Ka-27. Il 22 luglio, mentre il comandante della Marina russa, Ammiraglio Viktor Chirkov, annunciava che la Marina russa riceverà 18 nuove navi lanciamissili Proekt 22800, veniva impostata nel cantiere Amur di Komsomolsk-na-Amur la corvetta Geroj Russijskoj Federatsij Aldar Tsydenzhapov, della classe Proekt 20380 Steregushij. Di queste unità, delle classi Proekt 20380/20380M/20385, ne sono in servizio 4 e altre 7 sono in costruzione, proseguendo la ricostruzione della Marina militare russa (VMF).DSC_0826Secondo il direttore generale del cantiere navale Sevmash, Mikhail Budnichenko, l’aggiornamento dell’incrociatore da battaglia lanciamissili nucleare Proekt 1144 Admiral Nakhimov si concluderà nel 2018, un anno prima del previsto, “Stiamo testando e rimuovendo parti dello scafo, abbiamo completato le riparazioni nel primo e nel secondo compartimento. Stiamo anche lavorando per ottimizzare il tempo assegnato ai lavori elettrici. Il nostro compito nel prossimo anno è costruire le principali strutture dello scafo, chiglia, paratie, installare apparecchiature di grandi dimensioni e il sistema elettrico”. Una volta ultimati i lavori, l’incrociatore Admiral Nakhimov sarà dotato dei più recenti sistemi d’arma navali come 80 missili superficie-superficie Klub/Kalibr e antinave Oniks/Jakhont, missili antiaerei della versione navale dell’S-500, oltre ai sistemi di difesa aerea a corto raggio e antisom. L’Admiral Nakhimov, ex-Kalinin, è il terzo incrociatore della classe Kirov, entrata in servizio dal 1980. Solo uno dei 4 incrociatori della classe, il Pjotr Velikij, è operativo, ma la Russia prevede di riattivarli tutti: Admiral Nakhimov, Admiral Lazarev e Admiral Ushakov. Sevmash si prepara anche a costruire la futura portaerei russa, dopo la modernizzazione del cantiere. Si tratta della superportaerei Proekt 23000E Shtorm, proposta dal Nevskoe Design Bureau per “condurre operazioni in aree remote e oceaniche, ingaggiare bersagli terrestri e marittimi, garantire la stabilità operativa delle forze navali, proteggere le truppe d’assalto anfibio e provvedere alla difesa aerea“. La portaerei a propulsione convenzionale avrà un dislocamento di 100000 tonnellate, sarà lunga 330 metri, larga 40 metri (80 metri al ponte di volo), avrà un pescaggio di 11 metri e imbarcherà 80-90 velivoli, tra cui il PAKFA T-50 e velivoli di allarme immediato. Il progetto si basa sull’esperienza della portaerei Admiral Kuznestov e sul concetto inglese del double deck. Il design dello scafo è progettato in modo tale da ridurre la resistenza del 20 per cento, permettendo di navigare a 32 nodi riducendo i consumi e aumentando l’autonomia a 120 giorni. Il ponte di volo della portaerei avrà un ponte angolato e quattro postazioni di decollo: due rampe di lancio (Sky jump) e due catapulte elettromagnetiche. La difesa sarà fornita da quattro sistemi missilistici antiaerei e da una suite anti-siluri. Il complesso elettronico di bordo comprenderà sensori integrati, un radar multifunzione a scansione digitale, sistemi di guerra elettronica e di telecomunicazioni. La portaerei verrebbe costruita dal 2025 e completata non prima del 2030. Il programma rientra nella previsione per l’ammodernamento della VMF per il 2050. La superportaerei sarà scortata da unità della nuova classe Proekt 23560E Shkval, cacciatorpediniere da 18000 tonnellate di dislocamento, lunghi 200 metri, larghi 23 metri, con un pescaggio di 6,6 metri, una velocità di 32 nodi e autonomia di 90 giorni. Saranno armati con 64 missili da crociera, 16 missili ABM, 224 missili antiaerei, 24 missili antisom, 3 CIWS Palma, 1 cannone da 130 mm e 2 elicotteri. Il cacciatorpediniere sarà propulso da turbine a gas e avrà un sistema di combattimento integrato tattico e operativo-tattico ACSS, radar multifunzione phased array, sistemi da guerra elettronica, di comunicazione e ricognizione subacquea. Secondo il vicedirettore del Centro di Ricerca di Stato Krylov (KSRC) Valerij Poljakov, “Il cacciatorpediniere Proekt 23560E condurrà operazioni off-shore e oceaniche per distruggere obiettivi terrestri e navali, dare supporto in combattimento alle forze navali, difesa areale antiaerea e antimissile, e adempiere in tempo di pace ad attività in tutti gli oceani del mondo“.
admiral_makhimov_cruiser_sevmashLa Marina russa attualmente dispone di 60 sottomarini, di cui 12 SSBN e 30 multiruolo nucleari, ma prevede di espandere la flotta sottomarina con 2 nuovi tipi di sottomarini di quinta generazione, noti come “distruttore di portaerei” e “intercettatore subacqueo”. Il “killer delle portaerei” sarà equipaggiato con missili da crociera da utilizzare contro obiettivi costieri o di superficie, come le portaerei, mentre l’“intercettatore subacqueo” dovrà proteggere i sottomarini dotati di missili balistici (SSBN) e cacciare i sottomarini nemici. Il programma è gestito dal Malakhit Marine Engineering Design Bureau, nell’ambito dell’ammodernamento militare della Russia da completarsi entro il 2020. La loro costruzione dovrebbe iniziare presso il cantiere Sevmash una volta che l’ammodernamento del cantiere sarà completato. “Questo processo fornirà una piattaforma per la futura costruzione di navi di nuova generazione“, dichiarava Budnichenko, in “linea con il programma federale per la modernizzazione” che, secondo il comandante della Marina russa Ammiraglio Chirkov, prevede piattaforme con moduli unificati ed armi robotizzate integrate. Il Cantiere navale Sevmash, il più grande complesso per le costruzioni navali della Russia, si trova nella città di Severodvinsk, sul Mar Bianco. Sevmash provvede alla sostituzione di attrezzature e materiali importati da “potenziali aggressori” con prodotti nazionali russi. La “sostituzione delle importazioni non è un problema per Sevmash. Penso sia inutile dire quanto sia rischioso nell’epoca delle capacità quasi illimitate delle tecnologie IT equipaggiare i sottomarini con materiali e sistemi prodotti da ‘potenziali aggressori‘”. A seguito delle sanzioni occidentali, nel dicembre 2014 la Russia ha iniziato un programma di sostituzione delle importazioni di attrezzature e armi, volto ad eliminare la dipendenza della Russia da prodotti della difesa esteri. Infine, la Flotta del Nord della Marina russa testava un nuovo sonar capace di rilevare i sottomarini nucleari di 4.ta generazione in agguato negli abissi. L’unità trasmittente/ricevente del sonar Batareja può immergersi fino a 300 metri e a 30 chilometri dalle coste per rilevare i sottomarini e trasmetterne i dati tramite un cavo in fibra ottica. Sergej Tsygankov, progettista del nuovo sonar, afferma “Abbiamo adottato questo metodo di trasmissione dei dati perché non c’è un solo Paese occidentale che oggi saprebbe rilevare le informazioni che viaggiano attraverso fibre ottiche subacquee“. A sua volta, Shamil Alev, capoprogettista della Dagdiesel nel Daghestan, annunciava che l’azienda lavora su “armi subacquee ad alta precisione“; un nuovo siluro assai silenzioso, dotato d’intelligenza artificiale e sistema di controllo digitale. L’arma, svolgerà compiti di ricognizione, osservazione e inganno, oltre che distruggere i bersagli. Inoltre l’azienda lavora alla modernizzazione del siluro VA-111 Shkval e su un nuovo siluro furtivo da 305mm. Lo Shkval è un siluro in grado di raggiungere la velocità di circa 300km/h per ‘cavitazione’.
1634522_-_mainNel 2011, Francia e Russia firmarono un accordo da 1,5 miliardi di dollari per la costruzione di 2 navi da assalto anfibio classe Mistral per la Russia. Ma quando le navi già pronte dovevano essere consegnate nel novembre 2014, la Francia s’è rifiutata a causa della crisi ucraina. Da allora la Russia segue una propria via per sostituire le Mistral. Nel novembre 2014, il Contrammiraglio Victor Bursuk, Vicecomandante della Marina russa, aveva dichiarato: “Non dipendiamo dalla Francia per nulla, era solo uno contratto di cooperazione tecnico-militare e nulla più. Il programma prevede la costruzione di navi da guerra di questo tipo, e sarà certamente implementato“, poi a luglio, a San Pietroburgo, Vladimir Pepeljaev, a capo della divisione cantieristica navale del Centro di Ricerca di Stato Krylov, dichiarava che un progetto russo “si adatta alla tattica delle nostre forze, alla nostra mentalità e al nostro approccio alle operazioni anfibie. Le Mistral e altre navi straniere simili… seguono una ‘mentalità atlantica’. Il compito delle nostre navi è appoggiare le truppe in prima linea nella difesa dei confini, in altre parole, sbarcando gruppi d’assalto nelle retrovie delle forze nemiche. Naturalmente, sono progettate in modo diverso“. Pepeljaev affermava quindi che la sua azienda aveva presentato dei progetti alla Marina russa, “Il concetto proposto alla Marina Militare è all’esame. Attendiamo che la Marina si esprima“. La dottrina militare del 2014 mette l’accento sulle operazioni fuori dai confini dello Stato. L’articolo 32 parla di “dispiegamento avanzato di truppe nei settori strategici potenzialmente pericolosi” e, come già visto, di “tutelare gli interessi nazionali della Russia nella regione artica“. Quindi la VMF prevede una forza anfibia da inviare rapidamente nelle aree di conflitto. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la VMF fino al 2008 aveva solo le navi d’assalto anfibio Proekt 1171 Tapir, Proekt 1174 Nosorog wwnd6t13e Proekt 775 di epoca sovietica. Per migliorare la flotta d’assalto anfibio, fu ordinata la nave da appoggio assalto anfibio Proekt 11711BDK Ivan Gren, varata il 18 maggio 2012, mentre l’11 giugno 2015 veniva impostata la gemella Pjotr Morgunov presso i cantieri Jantar di Kaliningrad, dove sarà completata nel 2017. In totale verranno costruite 6 navi Proekt 11711BDK. Le navi classe Ivan Gren possono trasportare 13 carri armati o 36 BTR o 300 truppe da sbarco a 3500 miglia nautiche di distanza, e possono svolgere funzioni di centro comando nei teatri operativi assegnati. Sempre l’11 giugno 2015, V. Trjapinchikov, a capo del Direttorato delle costruzioni navali della VMF, dichiarava che navi di gran lunga superiori alle Ivan Gren saranno costruite nei prossimi 5 anni. Si tratta della nave d’assalto anfibio Priboj, che secondo Trjapinchikov, “E’ la nostra risposta alle Mistral. Questa nave è ancora un modellino, ma le sue specifiche ci permettono di calcolare che le navi UDK Priboj riusciranno a rispondere con successo alle sfide su carico, trasporto e sbarco delle truppe anfibie“. Le UDK Priboj dislocheranno 14000 tonnellate, avranno una velocità di 20 nodi e trasporteranno 60 mezzi a 6000 miglia. Avranno un’autonomia di 60 giorni. L’UDK Priboj trasporterà 8 elicotteri antisom Ka-27 e d’attacco Ka-52K, 4 mezzi da sbarco Proekt 11770M o 2 Proekt 12061M. La Marina russa dovrebbe acquisire 4 unità UDK Priboj, che saranno costruite da imprese nazionali per evitare il ripetersi della farsa delle Mistral. In tale ambito, quindi, la Marina russa ha intenzione di riprendere la produzione di due tipi di hovecraft d’assalto anfibio (LCAC), dotati di nuovi motori e sistemi d’arma. “Siamo pronti a presentare il progetto dei nuovi LCAC: ne abbiamo già progettato i sistemi d’arma e i propulsori“, dichiarava il capo dell’Almaz Central Marine Design Bureau. Si tratta dei Proekt 12322 Zubr e Proekt 12061 Murena. Il Zubr può trasportare 3 carri armati o 10 BTR o 500 soldati. Il Murena può trasportare 2 BTR o 1 carro armato o 130 soldati. Inoltre, sempre in ambito di operazioni anfibie, il Centro di Ricerca di Stato Krylov (KSRC) presentava il progetto del sostituto delle Mistral, la nave d’assalto anfibio Lavina da 24000 tonnellate, lunga 200 metri, larga 34 metri e un pescaggio di 7,5 metri. La nave trasporterà 50 carri armati e BTR, 500 soldati, 6 mezzi da sbarco e 16 elicotteri antinave e d’assalto. La Lavina sarà anche più veloce delle Mistral, con una velocità di 22 nodi, rispetto ai 19 nodi delle Mistral. La nave del tipo semi-trimarano avrà un’autonomia di 5000 miglia a 18 nodi. In sostituzione temporanea delle Mistral, sarebbe allo studio l’aggiornamento e la riattivazione delle 2 grandi navi d’assalto anfibio Proekt 1174 Ivan Rogov e Mitrofan Moskalenko, capaci di trasportare 4/5 elicotteri Kamov Ka-52K sviluppati per le Mistral russe. Infine, la nuovissima corvetta stealth trimarano Rusich-1 è in fase di sviluppo in Russia, capace di combattere anche in condizioni meteo Forza 6, “Una cosa che alcuna altra nave può fare”. Intanto, nel Cantiere Severnij di San Pietroburgo veniva impostata la prima corvetta di nuova generazione Proekt 20386, destinata alla Marina Russa.
wwnd6t12Infine, il 22 luglio Russia e Guinea Equatoriale firmavano un accordo per facilitare l’ingresso di navi da guerra russe nel porto di Malabo della Guinea Equatoriale. La Guinea equatoriale è il terzo Paese con cui la Russia raggiunge un accordo per l’ingresso delle sue navi da guerra, dopo Vietnam e Nicaragua. Nel marzo 2015 dalla base vietnamita di Cam Rahn i bombardieri a lungo raggio russi Tupolev Tu-95MS e Tu-160 svolgevano i primi voli presso la base militare statunitense di Guam, assistiti dalle aerocisterne Iljushin Il-78. Il ministro della Difesa russo Shojgu aveva detto nel febbraio 2014 che la Russia pianifica l’espansione della propria presenza aerea e navale all’estero.d0b0d180d0bcd0b8d18f-118Fonti:
Anàlisis Militares
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Defense News
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