Le isole avamposti militari della Cina

Tyler Durden Zerohedge 17/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraMAP_1_Paracel_and_Spratly_island_chains_slideshowLa scorsa settimana, abbiamo notato l’ironia esilarante del presidente Obama secondo cui la Cina “usava grandezza e forza per subordinare gli altri Paesi“. Naturalmente, un quadro perfetto della politica estera USA e quindi la dichiarazione del presidente è effettivamente un atto d’accusa delle azioni di Washington. Le osservazioni di Obama riguardavano le “attività” della Cina nel Mar Cinese Meridionale; le azioni di Pechino nelle acque contestate da Filippine, Vietnam, Malesia, Brunei e Taiwan. In sostanza, la Cina costruisce isole in cima al rilievo Fiery Cross nell’arcipelago delle Spratly, che secondo alcuni saranno utilizzate per scopi militari. Il NY Times riassume: “La costruzione sul Fiery Cross Reef è parte di un ampio progetto di bonifica cinese che coinvolge decine di draghe in almeno cinque isole nel Mar Cinese Meridionale. La Cina converte piccoli scogli, poco visibili sull’acqua, in isole abbastanza grandi per ospitare materiale e personale militare e strutture ricreative per i lavoratori. Le immagini satellitari delle bonifiche appaino costantemente negli ultimi mesi, dove i Paesi più piccoli con pretese sulle isole della zona hanno espresso preoccupazione per le costruzioni della Cina, mentre gli Stati Uniti intensificano le critiche… La Cina reclama l’80 per cento del Mar Cinese Meridionale, sostenendo che la “linea dei nove trattini“, tracciata sullo specchio d’acqua alla fine degli anni ’40, è conforme al diritto. Nessun altro Paese riconosce la validità della linea e molti temono che le attività di bonifica della Cina rientrano in un piano per creare il fatto compiuto della sovranità cinese. Ora, una serie di immagini satellitari conferma la costruzione di una pista di 3000 metri sulla barriera corallina, suggerendo che la Cina programmi di farvi atterrare aerei militari, come dei caccia, sulle isole bonificate. Qui, le immagini ad alta risoluzione accompagnate da didascalie dell’Asia Maritime Transparency Initiative (ennesima iniziativa di Soros. NdT):

FieryCross1Fotografia satellitare che individua tre cementifici operanti sull’isola.

FieryReef2La Cina ha già costruito oltre 60 edifici semi-permanenti o permanenti.

FieryReef3Almeno 20 strutture sono visibili sul lato meridionale dell’isola (compreso un eliporto).

FieryReef4La Cina costruisce una pista di atterraggio sull’isola, probabilmente abbastanza grande per farvi atterrare quasi qualsiasi aeromobile cinese.

FieryReef5Le immagini scattate l’11 aprile mostrano la pista per più di un terzo completata.

FieryReef6Pechino installa anche impianti portuali a cui possono attraccare navi cisterna militari.

FieryReef7Il rapporto interattivo dell’AMTI completo è disponibile qui.

Ecco altre note del NY Times su ciò che può significare dal punto di vista militare e geopolitico: “La pista, che dovrebbe essere di circa 3000 metri, abbastanza per ospitare aerei da combattimento, è una svolta nella competizione tra Stati Uniti e Cina sul Mar Cinese Meridionale, ha detto Peter Dutton, docente di studi strategici presso il Naval War College di Rhode Island. “E’ un grande passo strategico“, ha detto. “Per controllare il mare è necessario controllare l’aria...” Col tempo, secondo Dutton, la Cina installerà radar e missili che potrebbero intimidire Paesi come le Filippine, alleato degli USA, e il Vietnam, che reclamano le Spratly, dove riforniscono modesti presidi militari. Più in generale, la capacità della Cina di usare il rilievo Fiery Cross come pista per aerei da caccia e sorveglianza espanderà di molto la competizione con gli Stati Uniti nel Mar Cinese meridionale… “Pensiamo che sia assolutamente per gli aerei militari, ma naturalmente, una pista di atterraggio è una pista di atterraggio, vi può atterrare di tutto se è abbastanza lunga”, ha detto James Hardy, redattore per l’Asia-Pacifico del Jane’s Defense Weekly… La questione principale è cos’altro vi atterrerebbe?“. “A meno che non prevedano di trasformarli in resort, cosa improbabile vista anche la dichiarazione del Ministero degli Esteri della scorsa settimana. Poi aerei militari sono gli unici che dovrebbero atterrarvi“. Altro anche dalla Reuters: “Il senatore John McCain, presidente della Commissione Forze Armate del Senato USA, definisce le mosse cinesi “aggressive” e ha detto che è emersa la necessità, per l’amministrazione Obama, di agire sui piani per spostare altre risorse militari nell’economicamente importante regione asiatica e rafforzare la cooperazione con i Paesi preoccupati dalla Cina. McCain si riferisce a una valutazione dell’intelligence degli Stati Uniti di febbraio secondo cui la modernizzazione militare della Cina è volta a contrastare le forze armate USA, e ha detto che Washington deve lavorare molto per mantenere il vantaggio militare nella regione Asia-Pacifico. Quando una nazione riempie 600 ettari di terreno e vi costruisce piste, e molto probabilmente adotta altre capacità militari in ciò che sono acque internazionali, chiaramente minaccia l’economia mondiale, ieri, oggi e nel prossimo futuro”, ha detto in una conferenza al Congresso. Un portavoce del dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha detto che le dimensioni di bonifica e costruzioni cinesi alimentano le preoccupazioni regionali sulla Cina che intenderebbe militarizzare i propri avamposti, e sottolineava l’importanza della libertà di navigazione. “Gli Stati Uniti hanno forte interesse nel conservare pace e sicurezza nel Mare cinese meridionale. Non credo che le grandi bonifiche per militarizzare gli avamposti su territori contesi sia coerente con il desiderio di pace e stabilità nella regione“.
Ciò avviene in un momento interessante per le relazioni tra Pechino e Washington. La recente mossa della Cina per evacuare cittadini stranieri dall’assediata città portuale yemenita di Aden segna la prima volta in cui la nascente superpotenza partecipa al soccorso internazionale. La stessa settimana, la televisione di Stato ha indicato che il Paese inizierà la prima missione dei propri sottomarini nucleari entro la fine dell’anno. Nel frattempo, la Banca asiatica degli investimenti infrastrutturali della Cina segna il cambio economico dal dopoguerra, con l’istituzione multilaterale che cercherà di tappare i buchi lasciati dal FMI dominato dagli Stati Uniti e dall’ADB influenzata dal Giappone, mentre posiziona lo yuan per fargli svolgere un ruolo più importante in quello che diventa rapidamente il nuovo ordine economico mondiale caratterizzato dal dominio del renminbi e dal declino dei sistemi tradizionali che hanno sostenuto l’egemonia del dollaro quale petrovaluta mercantile. Se non è chiaro esattamente quanto l’ambiziosa Pechino speri di trasformare le Spratly in avamposto militare, gli sforzi dello sviluppo della Cina evidenziano quanto il Paese non sia timido nel sostenere i propri interessi di fronte alle minacce occidentali.YEMEN-ADEN HARBOR-CHINESE CITIZENS-WITHDRAW
Pechino sciocca gli USA con l’incredibile progresso dell’aeroporto nel Mar Cinese Meridionale
Sputnik, 17/04/2015

Nuovo immagini satellitari mostrano l’estensione della costruzione di isole artificiali cinesi nel Mar Cinese Meridionale. Fiery Cross Reef potrebbe presto essere una pista militare nell’oceano. E nonostante la presenza militare nella regione, gli Stati Uniti sono in preda al panico.

1021028956Dragando sabbia dal fondo marino, il governo cinese continua la costruzione di isole artificiali in cima alle scogliere sommerse dell’arcipelago delle Spratly. In parte, le isole saranno utilizzate per rafforzare gli interventi di emergenza nella regione. Ma secondo Pechino le isole saranno utilizzate come avamposti della difesa, preoccupando Washington, che lo é di già per la crescente influenza cinese. Le immagini di IHS Jane’s Defense Weekly avute dall’Airbus Difesa e Spazio mostrano quanto sia rapida la crescita dell’isola. Avviata la costruzione solo l’anno scorso, Fiery Crosse Reef è ora sede della prima pista di atterraggio cinese nel Mar Cinese Meridionale. Con 503 metri già pavimentati, la pista potrebbe essere lunga più di 3000 metri, una volta completata, abbastanza da ospitare aerei da trasporto pesanti e aerei da combattimento, secondo il Centro degli studi strategici e internazionali di Washington. La pista dell’Aeronautica dell’Esercito di Liberazione Popolare cinese sarebbe lunga da 2700 a 4000 metri. Le immagini satellitari mostrano anche che una seconda pista di atterraggio 3000 metri potrebbe essere in costruzione sul Subu Reef, un’altra isola artificiale dell’arcipelago. Fiery Cross ospiterà anche un grande porto sull’estremità sud-ovest dell’isola. Immagini mostrano una gru galleggiante che consolida dighe con il cemento. Negli Stati Uniti, già preoccupati dalla costruzione dell’isola, l’esistenza di piste rinvigoriscono le paure. “Gli Stati Uniti hanno forte interesse a conservare pace e sicurezza nel Mar Cinese Meridionale“, ha detto un portavoce del dipartimento di Stato secondo la Reuters. “Non crediamo che la grande bonifica con l’intento di militarizzare avamposti su territori contesi sia coerente con il desiderio di pace e stabilità nella regione“. Nonostante tale presunto interesse per la “pace”, l’esercito statunitense ha costantemente aumentato la propria presenza nella regione. A febbraio, l’US Navy ha inviato il suo aereo spia più avanzato, P-8A Poseidon, nelle Filippine per monitorare la regione. Washington ha anche organizzato una serie di esercitazioni con gli alleati nel Mar Cinese Meridionale. All’inizio di aprile, Stati Uniti e Indonesia hanno partecipato alle esercitazioni militari congiunte, mossa vista da alcuni quale avvertimento all’espansione cinese. Un’altra serie di esercitazioni di Stati Uniti e Filippine inizierà la prossima settimana, conosciute come Balikatan, è “volta ad aumentare la nostra capacità di difendere il Paese da aggressioni esterne“, come ha detto alla Reuters il portavoce militare, tenente-colonnello Harold Cabunoc.
Mentre denuncia pubblicamente la costruzione delle isole cinesi come “aggressiva”, il senatore statunitense John McCain, presidente della Commissione Forze Armate del Senato, ha invitato l’amministrazione Obama ad inviate altre risorse militari nel Pacifico. Parlando a un seminario a Washington, Cui Tiankai, ambasciatore cinese negli Stati Uniti, ha difeso il diritto di Pechino d’installare difese sul proprio territorio dicendo che “sarebbe illusorio che qualcuno possa imporre alla Cina lo status quo unilaterale” o “violare impunemente e ripetutamente la sovranità della Cina“. Ha anche osservato che la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, vieta agli Stati Uniti di condurre “ricognizione intensiva e ravvicinata sulla zona economica esclusiva di altri Paesi“. Il Mar Cinese Meridionale è un specchio d’acqua molto contestato attraverso cui 5000 miliardi di dollari di merci passano ogni anno. Mentre la Cina reclama la maggior parte della zona quale proprio territorio, Filippine, Malesia, Vietnam, Taiwan e Brunei vi avanzano propri reclami.

SpratlyMap2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La spartizione delle sfere d’influenza: NATO in Nord Europa, Russia nel bacino del Mar Nero

Valentin Vasilescu ACS-RSS, 17 gennaio 2015 – Global Researche4d0787d86Nei primi mesi del 2014, la vittoria di Euromaidan accese l’immaginazione degli strateghi della NATO che speravano che l’Ucraina divenisse membro dell’alleanza nei prossimi anni. Alla fine dello stesso anno, mentre l’interesse per l’Ucraina scompare per la NATO a causa della perdita di due punti chiave presi di mira in questo territorio, con la Crimea riunitasi alla Russia e la sorprendente sconfitta dell’esercito ucraino nella guerra secessionista nel Donbas. Pertanto, nei primi mesi del 2015 sembra che i giochi strategici in Europa siano mutati. Gli Stati Uniti concentrano la loro attenzione sulla fortificazione militare di ciò che hanno sotto controllo, vale a dire i Paesi baltici, inviandovi carri armati, blindati e obici semoventi. Sembra quindi che tra le due grandi potenze mondiali vi sia una sorta di tacito consenso ed equilibrio di potere. Soprattutto perché la Russia ha ora mano libera facendo avanzare ulteriormente la preparazione per la supremazia assoluta aeronavale nel bacino del Mar Nero, per il 2016. Nella cerimonia svoltasi il 31 dicembre 2014, il sottomarino d’attacco Rostov-na-Donu entrava in servizio nella 4.ta Brigata indipendente di Novorossijsk, appartenente alla 30.ma Divisione navale (Flotta del Mar Nero). È il secondo sottomarino diesel-elettrico della classe Varshavjanka (Projekt 636.3), ad entrare nella Flotta del Mar Nero, nel 2014, dopo il Novorossijsk. Il terzo sottomarino, Starij Oskol, vi entrerà nel 2015. Nel 2016, la Flotta del Mar Nero avrà sei sottomarini della classe Varshavjanka, due fregate furtive classe Admiral Gorshkov (Projekt 22350) e due fregate polivalenti della nuova classe Steregushij.1505506Il sottomarino Rostov-na-Donu è armato con siluri e missili da crociera K-560 Kalibr da 1800- 2500 km di gittata (come gli RGM/UGM-109E Tomahawk dei sottomarini d’attacco nucleari statunitensi) o missili anti-nave P-800 Oniks (meno di 300 km). Il sottomarino Rostov-na-Donu è il più silenzioso del mondo e può operare senza essere individuato nelle acque costiere, sbarcando o recuperando di nascosto gruppi di commando della fanteria di marina russa, appositamente attrezzati con la nuova armatura galleggiante Corsar MP. Sempre nel 2016, quando i sei sottomarini classe Varshavjanka opereranno nella Flotta russa nel Mar Nero, si concluderanno le operazioni di consolidamento e prolungamento della pista e la costruzione dei rifugi di cemento e di altre opere infrastrutturali della base aerea di Belbek in Crimea. L’aeroporto sarà la base operativa di un reggimento di 36 bombardieri supersonici a geometria variabile e a lungo raggio Tu-22M3. Il velivolo ha un raggio d’azione di 4000 km e trasporta 24 tonnellate di bombe o missili. Il Tu-22M3 può essere armato con 10 missili da crociera: 6 tipo Kh-15 (velocità Mach 5, e gittata di 250 km) nel lanciatore rotante carenato nella fusoliera, e 4 tipo Kh-22/27 (velocità Mach 4, gittata di 500 km) o Kh-55 (2000 chilometri) sotto la fusoliera o sui piloni alari. Il sistema di difesa russa in Crimea dal 2015 includerà i missili Iskander-M (gittata di 500 km).

Tupolev-Tu-22M-BackfireACS-RSS – Giornale manifesto per capire il mondo russo, pubblicato dall’Associazione per la cooperazione strategica, diplomatica, economica, culturale ed educativa con la Russia e lo spazio slavo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Arihant solca l’oceano

Rakesh Krishnan Simha RIR 20 dicembre 2014

Il primo sottomarino a propulsione nucleare permetterà all’India una credibile opzione del secondo colpo e di tenere alla larga gli avventurieri dai suoi mari.

SSGN Arihant 2011Nel giugno 2012 un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare della Marina russa entrava nel Golfo del Messico. Armato di missili da crociera nucleari, il battello classe Akula operò inosservato per diverse settimane e i suoi movimenti nelle acque strategiche degli Stati Uniti furono confermati solo dopo aver lasciato l’area. Il silenzioso Akula lasciò una scia di grande imbarazzo negli ambienti della difesa statunitensi. Nel novembre 2013 la Russia varava il suo avanzato sottomarino convenzionale stealth Novorossijsk. Il sottomarino Progetto 636 sarebbe virtualmente invisibile in immersione. “I nostri potenziali oppositori lo chiamano ‘Black Hole’ a causa dell’emissione acustica e della visibilità molto basse del sottomarino”, ha detto Konstantin Tabachnij, capitano del Novorossijsk. “Non essere rilevabile è la qualità principale per un sottomarino. E il progetto adempie davvero il suo scopo“. Considerando che gli scienziati e gli esperti russi dietro questi sottomarini furtivi hanno un ruolo chiave nello sviluppo dell’Arihant, primo SSBN dell’India (sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare) promette di essere un potente battello.
Dopo decenni di sviluppo, l’Arihant da 120 metri, 10 autobus in fila, è stato finalmente varato il 15 dicembre. Indica quanto gelosamente l’India custodisca il suo sottomarino strategico che, quando la slanciata bellezza nera è stata varato dal cantiere navale di Visakhapatnam, la Marina e l’Aeronautica indiane schierassero i loro jet da combattimento MiG-29K e Su-30 MKI intorno al porto, mentre gli aerei da sorveglianza e attacco marittimi P-8I Poseidon della vicina base navale di Arakkonam sorvegliavano la zona contro qualsiasi attività subacquea ostile. Inoltre, le navi da guerra del Comando strategico orientale dell’India fornivano protezione. L’emozione della dirigenza della difesa dell’India è comprensibile. Come i BrahMos, l’Arihant è un raro esempio di arma strategica riuscita da zero del Paese. Il sottomarino da 6000 tonnellate porterà l’India tra l’elite. Secondo Richard Sharpe del Jane’s Fighting Ships, il sottomarino nucleare darà all’India un “vantaggio colossale” sui vicini. “Affrontare un sottomarino nucleare è un incubo; ha resistenza e mobilità illimitate e non c’è modo per una nave di superficie da cui possa nascondersi”, scrive. Finora l’India è andata beatamente avanti senza un’opzione credibile di secondo colpo. Ciò significa che se la Cina, o qualsiasi altro Paese, lanciava un primo colpo a sorpresa ed eliminava i missili nucleari terrestri e gli aerei nucleari del Paese, l’India aveva poco altro se non gettare la spugna. Avere un SSBN cambia le carte. Garantisce che un primo attacco nucleare non distrugga la capacità dell’India di reagire. In agguato sul fondo degli oceani e in continuo movimento, anche una manciata di SSBN può seminare il dubbio nel nemico che missili strategici navali dell’India verrebbero lanciati per rappresaglia. La prevista flotta di cinque SSBN classe Arihant completerà la triade strategica dell’India, dando ai militari del Paese l’opzione del seconda colpo. Il primo sottomarino classe Arihant avrà 12 missili balistici nucleari K-15 che possono essere lanciati anche da sotto le calotte di ghiaccio. Testato nel 2008, il K-15 sarà armato con una testata nucleare che può essere lanciata a una distanza di 750 chilometri. La corta gittata indica che il sottomarino dovrà avventurarsi presso le acque nemiche prima del lancio. Tuttavia, un missile da 3500 chilometri di gittata è già in fase di sviluppo.
image La ricerca dell’India della parità strategica con le principali potenze nucleari iniziò negli anni ’50. Come notato da Eric Arnett, ricercatore dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, “La storia e le implicazioni dei (sottomarini a propulsione nucleare) nella strategia marittima indiana, suggerisce che la presenza degli Stati Uniti nell’Oceano Indiano è una motivazione forte del programma“. L’approvazione della costruzione di un SSBN risale al 1970 ma, come al solito con i programmi della difesa indiana, niente ne uscì. Il programma fu ripreso nel 1985 e nel 1989 la DRDO chiese assistenza nella progettazione a ingegneri e lavoratori della Difesa dell’ex-Unione Sovietica. Molti ingegneri navali russi sono stati in India dal 1991. Nel 1996, quando l’India aveva speso 285,7 milioni di dollari sul sottomarino nucleare, il lavoro sul progetto rallentò a causa delle pressioni dagli Stati Uniti. La Federation of American Scientists afferma che l’ASEAN voleva che l’India smettesse di lavorare sull’ATV come condizione per l’ingresso nell’ASEAN e perché l’India venisse invitata ai futuri vertici Asia-Europa. L’Unione europea era dietro le richieste poste dall’ASEAN. I russi presto capirono il piano degli Stati Uniti. Impedendo a Mosca di vendere tecnologie chiave all’India, gli statunitensi avrebbero sottratto all’industria russa i fondi necessari e allo stesso tempo ostacolato notevolmente la capacità dell’India di sviluppare armi strategiche. Questo non solo averebbe avuto l’effetto di creare una spaccatura tra Russia e India, ma anche permesso agli statunitensi di entrare nel mercato della difesa dell’India. Tuttavia, con l’uscita degli elementi filo-statunitensi dal Cremlino, i russi tornarono con piena forza. Mentre i progettisti russi aiutavano a costruire il battello, basato sulla sottomarino anti-sottomarini classe Akula, il suo reattore nucleare ad acqua pressurizzata da 80MW è stato sviluppato dal Centro Ricerche Atomiche Bhabha con l’assistenza di un team di progettazione della Rubin, l’ufficio progettazioni dei sottomarini russo. Anche se il reattore è stato “progettato, fabbricato e realizzato in India” dall’industria indiana e sotto la direzione di scienziati indiani, il presidente della Commissione per l’energia atomica dell’India, dottor Anil Kakodkar, ha detto nel 2009: “Vorrei anche ringraziare i nostri colleghi russi. Hanno giocato un ruolo molto importante quali consulenti, con molta esperienza, così la loro consulenza è stata di così grande aiuto che dovremmo riconoscerlo“. In realtà, il contributo della Russia è stato riconosciuto dal governo in diverse occasioni, tra cui nel 2009 dall’ex-Primo ministro Manmohan Singh. I russi hanno anche aiutato nella costruzione della base navale di Visakhapatnam, in cui una sezione della mensa ufficiali si chiama Cremlino. La Russia ha aiutato su un altro aspetto significativo, la formazione degli equipaggi. Anche se lo sviluppo dell’Arihant arrancava, l’India si preparava alle operazioni con l’SSBN con il Chakra, un sottomarino a propulsione nucleare della classe Charlie, in leasing dalla Russia dal gennaio 1988. Tuttavia, inchinandosi alle pressioni degli Stati Uniti, Mosca rifiutò di prolungare il contratto e il sottomarino rientrò a Vladivostok nel gennaio 1991. L’equipaggio dell’Arihant è stato addestrato nel nuovo sottomarino da 12000 tonnellate classe Akula-II prestato dalla Russia per 10 anni nel 2011, anche questo sottomarino si chiama Chakra.
Nella guerra tra India e Pakistan del 1971, quando l’esercito indiano avanzava sulla strada per Lahore, le flotte inglese e statunitense accerchiarono minacciosamente l’India. Mentre la Settima Flotta degli Stati Uniti navigò dal da sud-est asiatico verso Calcutta, una flottiglia inglese salpò dal Madagascar verso l’India occidentale. L’Indian Air Force fu in allerta dopo aver ricevuto intelligence su aerei da guerra statunitensi che potevano attaccare le comunicazioni dell’esercito indiano ad ovest. Tuttavia, la Flotta del Pacifico sovietica giunse nell’Oceano Indiano e stese un cordone intorno l’India, costringendo le navi da guerra statunitensi e inglesi a ritirarsi. Una volta che una flotta di sottomarini Arihant pattuglierà le acque indiane, l’India potrà impedire che una qualsiasi marina estera possa minacciarla di nuovo.

BWVODTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli obiettivi di Putin nella visita in India

Valentin Vasilescu, Reseau International 7 dicembre 2014kilo-scorpene1L’India fu scioccata il 13 ottobre 2014, quando la Russia ha firmato il contratto con la Cina per 11 sottomarini d’attacco classe Amur (Project 1650), nonostante la riluttanza indiana. La Russia deve garantire il trasferimento tecnologico per la costruzione in Cina di questo tipo di sottomarini, considerati i sottomarini diesel-elettrici più avanzati al mondo. I sottomarini d’attacco convenzionali francesi Scorpene sono la versione migliorata della precedente classe Agosta 90B. Tre sottomarini Agosta 90B furono consegnati dalla marina francese al Pakistan. L’ultimo di essi, l’Hamza (S139), fu consegnato nel 2006 con il sistema anaerobico API (Air Independent Propulsion) che permette di navigare senza risalire in superficie per sette giorni. Ciò spinse l’India ad avviare i negoziati, otto anni fa, con i cantieri DCN (che producono la portaelicotteri Mistral) per l’acquisto di sei sottomarini Scorpene, a spese della Russia, con la possibilità di produrne sei in India. L’India sperava, in quel momento, di ricevere il primo sottomarino nel 2015. Nel frattempo, l’India ha appreso che il Pakistan negozia l’acquisizione di tre sottomarini tedeschi Tipo 214, superiori alla classe Scorpene, e dotati del sistema PLC con cui rimanere in immersione per tre settimane. Inoltre, a causa della stretta relazione tra Cina e Pakistan, una volta realizzato il trasferimento di tecnologia in Cina, i sottomarini d’attacco classe Amur potrebbero subito ritrovarsi nella marina pachistana.
Il 10 dicembre 2014, il Presidente Putin visiterà New Delhi, la prima dalla nomina del primo ministro Narendra Modi alla guida dell’India. Lo scopo dichiarato della visita è l’intensificazione degli scambi russo-indiani. La reazione della Casa Bianca all’annuncio della visita era estremamente dura. “Abbiamo già detto che non è il momento giusto per fare accordi con la Russia. Naturalmente, abbiamo inviato tale messaggio a tutti i nostri alleati e partner internazionali“, ha avvertito la portavoce del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Marie Harf. La dichiarazione degli Stati Uniti esce dopo che la Francia s’è rifiutata di consegnare le portaelicotteri Mistral comprata dalla Russia, rifiuto interamente dovuto a Washington. Stati Uniti e Parigi finiranno sulla lista nera dei venditori disonesti, scoraggiando chi intende acquistare navi e attrezzature militari prodotte dal cantiere francese DCN. Putin convincerà il Primo ministro Modi ad abbandonare il contratto con la Francia per i sottomarini francesi Scorpéne a vantaggio dei sottomarini Amur? Altri contratti prioritari con la Francia saranno cancellati dall’India?
I meglio informati sulle intenzioni di India sono i servizi segreti del Regno Unito. Un mese prima della visita di Putin, il ministro della Difesa inglese Michael Fallon diede un’intervista al quotidiano “Times of India“, offrendosi di fornire velivoli Eurofighter Typhoon, prodotti dal consorzio anglo-tedesco-italiano, se l’India rinuncia al contratto MMRCA (aerei da combattimento multi-ruolo medio) da 20 miliardi di dollari per l’acquisto di 126 aerei da combattimento Rafale.

m02011110400003Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Corea democratica ha testato un missile balistico lanciato da un sottomarino?

Valentin Vasilescu, Reseau International 21 novembre 201410649775Citando fonti anonime del governo della Corea del Sud, i media occidentali hanno riferito che il Paese comunista della Corea democratica ha adattato un sottomarino sovietico classe Golf in grado di lanciare missili balistici (possibilmente con testate nucleari).
L’articolo indica che il regime comunista nord-coreano avrebbe circa 70 sottomarini che potrebbero essere armati con missili balistici minacciando Corea del Sud, Giappone e le forze statunitensi di stanza nella regione. Dovrebbe essere chiaro che i sottomarini classe Golf II di cui si riferisce, furono modificati dai sovietici nel 1960-1961 (Progetto 629B) per essere equipaggiati con missili balistici R-21 (con testata nucleare da 2-3 MT), lanciabili in immersione e con una gittata massima di 1400 km. La marina della Corea democratica ha in realtà 10 sottomarini tascabili classe Yono e 6 classe Yugo, dal dislocamento di 110-130 t e un equipaggio di cinque marinai. Sono stati tutti realizzati nel 1965. Ha anche 30-40 mini-sommergibili da ricognizione più recenti, da 370 tonnellate della Classe Sang-O, costruita nel 1991. Questi sottomarini possono trasportare 1-2 siluri e quindi non possono lanciare un missile balistico. La marina della Corea democratica dispone di 10/20 sottomarini classe Romeo, i cui moduli furono forniti dalle Cina e assemblati in Corea nel 1976. I sottomarini classe Romeo hanno otto tubi lanciasiluri e possono essere modificati per lanciare missili balistici. Hanno un dislocamento di 1500 tonnellate e sono propulsi da motori diesel-elettrici da 4000 CV. Fino al 2011, la marina della Corea democratica aveva 4 sottomarini classe Whiskey da 1350 t, prima che li rottamasse. I sottomarini classe Whiskey e Romeo furono realizzati dai sovietici subito dopo la seconda guerra mondiale, copiando i progetti dei sottomarini tipo XXI dei nazisti, sequestrati con l’occupazione dei cantieri navali di Danzica. Erano propulsi da motori diesel da 4000 CV. In confronto, i sottomarini statunitensi classe Ohio trasportano 24 missili nucleari balistici Trident (ognuno da 59 tonnellate) e hanno un dislocamento di 18700 tonnellate. Per spostare una tale massa sott’acqua, i sottomarini Ohio sono propulsi da un reattore nucleare di 2750 tonnellate che sviluppa una potenza di 60000 CV.north-korean-submarineLa Corea democratica opera quindi con diversi sottomarini della generazione della seconda guerra mondiale. Tuttavia, i sottomarini della classe Golf II di cui parlano i media occidentali, hanno un dislocamento di 3500 tonnellate e furono costruiti dai sovietici nel 1958 e radiati negli anni ’90. Nel gennaio 1994 il quotidiano Tokyo Shimbun attribuì a un inesistente alto ufficiale della Flotta del Pacifico russa informazioni secondo cui la Russia aveva venduto alla Corea democratica 10 sottomarini dismessi della classe Golf II. Allo stesso tempo, giornalisti occidentali specializzati negli affari militari accreditati a Mosca dissero che la vendita di questi sottomarini fu fatta perché potessero essere modificati per lanciare il missile balistico nordcoreano Rodong-1 dalla gittata di 1500 chilometri. Dopo di ché i funzionari di Mosca convocarono una conferenza stampa per mostrargli i 10 sottomarini Golf II smantellati e pronti per la rottamazione; l’argomento fu sepolto. Si tratta della minestra riscaldata e servita, nel 2014, da vent’anni. Tali notizie riemergono alla vigilia delle più importanti esercitazioni aeronavali di quest’anno: “Keen Sword” (9-18 novembre 2014) che riguardavano oltre 10000 soldati statunitensi, un gruppo d’attacco navale composto da 20 navi e sottomarini, tra cui la portaerei George Washington. I giapponesi impegnarono 30000 soldati, 250 aerei, 40 navi e sottomarini, tra cui una portaelicotteri e tre cacciatorpediniere classe Kongo (JS Kongo, JS Chokai, JS Myoko), dotati di 29 missili balistici Tipo RIM-161 (SM-3). L’area delle esercitazioni si estendeva dalle isole meridionali del Giappone alla coste occidentali della Corea del Sud.
NKOREA-POLITICS-KIMCome nel caso della strage del volo MH 17 per mano degli inesistenti missili aria-superficie dei separatisti filo-russi e le innumerevoli voci sull’invasione russa dell’Ucraina, i media occidentali continuano a disinformare il pubblico, utilizzando i metodi della guerra psicologica progettati per creare paura, indignazione e isteria di massa. Tale disinformazione è usata per giustificare ulteriormente l’aggressione militare degli Stati Uniti e dei loro satelliti, e il clamore mediatico serve a coprire ciò che è evidente da qualche tempo, la serie di sconfitte degli Stati Uniti su tutta la linea.

04bcc09eabba965feb2e065295d37978Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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