La Russia può annullare le forze militari degli USA

Dopo l’attacco missilistico statunitense sulla Siria, la Russia fornisce informazioni dettagliate sui sistemi di guerra elettronica in grado di bloccare i sistemi statunitensi
Alexander Mercouris, The Duran 19/4/2017A seguito di voci, mai confermate e forse false, sui sistemi di guerra elettronici russi che inceppavano i sistemi di guida dei 59 missili da crociera Tomahawk lanciati dagli USA sulla Siria il 6 aprile 2017, presumibilmente abbattendone 36, i russi hanno fornito in modo insolito informazioni sui loro sistemi di guerra elettronica (EW) di solito molto segreti. La ragione esatta di ciò è che la Russia ha celebrato la giornata degli operatori della Guerra Elettronica il 15 aprile 2017. Tuttavia, non spiega perché i russi diffondessero queste informazioni quattro giorni dopo. Come per la recente pubblicazione dei dettagli del test del nuovo missile antinave ipersonico Tzirkon, è difficile evitare l’impressione che queste informazioni sui sistemi EW della Russia siano un avvertimento agli Stati Uniti. In particolare, i russi gli avvertono a non provare lo stesso attacco missilistico siriano contro la Russia. Presumibilmente il ritardo nella pubblicazione dei dettagli dei sistemi era dovuto alla necessità di avere il permesso di declassificare alcuni dettagli dei sistemi, pur continuando a nasconderne altri. Data la natura altamente classificata del materiale è probabile che ci fosse bisogno dell’approvazione ad alto livello dal governo russo, presumibilmente dal Presidente Putin. I russi hanno anche confermato che i loro sistemi EW sono presenti in Siria e sono operativi. Ciò non dovrebbe essere considerato una mera conferma dell’impiego per bloccare i missili Tomahawk che gli Stati Uniti lanciarono contro la base aerea al-Shayrat. La conferma che i sistemi russi EW sono operativi in Siria si ebbe il 17 marzo 2017, molto prima dell’attacco missilistico su al-Sharyat, da parte di Igor Nasenkov, Viceamministratore delegato del Gruppo tecnologico radio-elettronico russo (KRET), affiliato della società statale Rostec. “L’apparecchiatura fu testata. Non dirò cosa e come. Si è dimostrata pronta a combattere secondo i parametri tattici e tecnici previsti. Abbiamo visto che tutti i termini di riferimento ricevuti dal Ministero della Difesa sono stati rispettati, innanzitutto sui mezzi di guerra radio-elettronici”. Si sa che la Russia ha schierato l’assai avanzato sistema EW Krasukha-S4 in Siria e presumibilmente i commenti di Nasenkov si riferivano a questo sistema. Come per i dettagli del test del Tzirkon, i dettagli degli attuali sistemi EW russi sono forniti da un lungo articolo della TASS, agenzia di stampa ufficiale del governo russo. TASS forniva un vero e proprio panorama sui vari sistemi EW russi, anche se la vera estensione delle loro capacità rimane naturalmente classificata.

Sistemi aerei
1) Sistema Vitebsk, imbarcato su aerei d’attacco al suolo Su-25, elicotteri Mi-28 e Ka-52 ed elicotteri pesanti Mi-26, è destinato a proteggere gli aerei dai missili superficie-aria. Questo sistema è notoriamente usato abitualmente dai velivoli operanti in Siria.
2) Rychag-AV, nuovo sistema impiegato su una versione EW specializzata dell’elicottero d’assalto Mi-8. TASS dice a questo proposito, “Rychag-AV è capace di “accecare” completamente il nemico entro un raggio di parecchie centinaia di chilometri e di sopprimere diversi obiettivi contemporaneamente. Il sistema priva i sistemi missilistici di difesa aerea e gli intercettatori della possibilità di individuare eventuali bersagli e di puntargli i missili, mentre sopravvivenza ed efficienza dei velivoli amici viene aumentata notevolmente”.
3) Khibinij, imbarcato sui bombardieri Su-24 e Su-30, operativo dal 2013. Questo è il sistema utilizzato per bloccare i sistemi radar del cacciatorpediniere statunitense Donald Cooke nel noto caso avvenuto al culmine della crisi crimeana del 2014. TASS fornì il primo resoconto semi-ufficiale di ciò che successe, “I dati che appaiono sui radar della nave da guerra misero in allarme l’equipaggio: l’aereo sarebbe scomparso dagli schermi radar o cambiò improvvisamente posizione e velocità o creò cloni elettronici mentre i sistemi di combattimento del cacciatorpediniere furono disattivati”.
4) Himalaj, versione avanzata del Khibinij sviluppata per il nuovo caccia di quinta generazione Su-T50.Sistemi terrestri
1) Krasukha-S4 è un sistema di cui è noto lo schieramento in Siria. TASS ne descrive le capacità, “Il Krasukha-4 è stato progettato per proteggere posti di comando, gruppi di forze, mezzi di difesa aerea, strutture industriali dalla ricognizione radar e dalle armi di precisione. La stazione di blocco attivo a banda larga del sistema può contrastare efficacemente tutti i radar utilizzati dai vari aeromobili, nonché missili da crociera e velivoli senza pilota”. Alla luce dell’attacco missilistico su al-Shayrat del 6 aprile 2017, il riferimento ai missili da crociera in questo paragrafo non è probabilmente casuale. Tuttavia il paragrafo non va considerato una conferma che i russi hanno utilizzato il sistema Krasukha-S4 per bloccare i sistemi di guida dei missili Tomahawk lanciati dagli Stati Uniti su al-Shayrat. Per prima cosa il missile da crociera di Tomahawk ha una serie di sistemi di guida e non è chiaro quale fu usato nell’attacco.
2) Krasukha-20, è un sistema appositamente progettato per disturbare gli AWACS degli USA.
3) La descrizione del sistema Moskva-1 della TASS, suggerisce che è volto a sostenere i sistemi radar dei sistemi antiaerei come l’S-400. Entrò in servizio l’anno scorso e dalla descrizione della TASS sembra molto avanzato, “Il sistema è progettato per ricognizione radar (radiolocalizzazione passiva), interazione e scambio d’informazioni con i comandi delle truppe missilistiche della difesa aerea e delle forze radio-tecniche, i centri di direzione aerea, di acquisizione dati del bersaglio e controllo delle unità di disturbo e i singoli mezzi di soppressione elettronica. Il Moskva-1 comprende un modulo d’intelligence e un posto di controllo delle unità di disturbo (stazioni). Il sistema può:
– Condurre intelligence elettromagnetica fino a una distanza massima di 400 km;
– Classificare tutte le emittenti secondo il grado di minaccia;
– Fornire supporto in corso;
– Assegnare obiettivi e distribuire tutte le informazioni;
– Assicurare un’efficace controllo sull’efficienza operativa delle unità EW e dei singoli mezzi che gestiscono.
I sistemi Moskva apparvero nelle esercitazioni tattiche congiunte delle forze di difesa aerea ed aeree nella regione di Astrakhan, nel sud della Russia, nel marzo 2016”.
4) Infauna, sembra un sistema destinato a proteggere le truppe terrestri da determinati tipi di armi anticarro ravvicinate, come i missili Javelin e TOW. “Il sistema, sviluppato dalla United Instrument-Making Corporation, fornisce intelligence elettronica e soppressione radio, protezione di soldati, corazzati e autoveicoli contro tiro mirato di armi d’accompagnamento e lanciagranate, ed anche contro mine radio-controllate. L’apparecchiatura radiofonica a banda larga aumenta notevolmente il raggio di protezione dei sistemi mobili dalle mine radio-controllate. La possibilità di creare schermi aerosol aiuta a proteggere i mezzi militari dalle armi di precisione con sistemi di guida video e laser. Attualmente questi sistemi EW sono montati sui telai ruotati unificati K1Sh1 (basati sul blindato BTR-80) prodotti in serie e forniti alle varie unità dell’esercito russo”.
5) Borisoglebsk-2, sembra anche questo un sistema destinato a fornire supporto alle truppe terrestri, in questo caso bloccando i sistemi di comunicazione dei nemici. È in qualche modo il più tradizionale dei sistemi indicati dalla TASS e può essere il sistema EW più comunemente utilizzato dalle truppe russe.

Sistemi navali
Prima di discutere questi sistemi, va detto che uno dei maggiori problemi che i progettisti di sistemi d’arma moderni per le navi da guerra affrontano è garantirsi che i sistemi elettronici delle varie armi di una nave da guerra si completino a vicenda e non interferiscano. Dato che i sistemi sono sempre più complessi e più potenti, ciò diventa una sfida crescente data la vicinanza dei vari sistemi elettronici e d’arma su una nave da guerra. Quasi certamente il problema d’assicurare la compatibilità dei vari sistemi elettronici e d’arma ha ritardato l’entrata in servizio della nuova fregata Admiral Gorshkov. Ciò che si sa delle navi da guerra di superficie russe suggerisce che abbiano vari sistemi EW estesi e completi. L’articolo della TASS tuttavia fornisce poche informazioni, limitandosi a soli due sistemi, suggerendo che il livello di classificazione dei sistemi navali EW russi è molto elevato.
1) TK-25E, destinato alle grandi navi da guerra, secondo la TASS, “Il TK-25E genera interferenze a impulsi utilizzando copie digitali di segnali delle navi da guerra di tutte le classi. Il sistema può analizzare simultaneamente 256 obiettivi e fornire protezione efficace alla nave da guerra”.
2) MP-40E, sembra il sistema equivalente per le navi da guerra più piccole. La descrizione della TASS suggerisce che operi in modo diverso e più limitato, “È in grado d’individuare, analizzare e classificare le emissioni di mezzi radio-elettronici e del loro vettore per grado di minaccia e sopprimere elettronicamente tutti i sistemi di ricognizione e d’arma moderni e avanzati del nemico”.
Negli anni ’80, un ufficiale dell’esercito inglese mi disse che i sistemi EW sovietici potevano ridurre le comunicazioni nei campi di battaglia moderni al livello della guerra del 1914-1918 e che la NATO era completamente impreparata su questa minaccia. Presunsi che esagerasse, ma i russi senza dubbio prendono seriamente la guerra elettronica e sembra esserci consenso generale sul fatto che abbiano un largo vantaggio sull’occidente in questo settore. Infatti l’articolo della TASS dice, “Secondo il comandante della forza da guerra elettronica della Russia, Maggiore-Generale Jurij Lastochkin, la tecnologia militare moderna russa supera quella dei rivali occidentali su varie caratteristiche, tra cui il raggio operativo. Ciò grazie all’uso di trasmettitori più potenti e antenne più efficaci”. Ovviamente, in un momento di tensione internazionale acuta, con gli USA che attaccano con missili la Siria e minacciano la Corea democratica, qualcuno a Mosca ha deciso che è giunto il momento di far ricordare agli Stati Uniti questo fatto.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA proposero un piano per attacchi chimici contro la Siria e accusarne Assad

Louise Boyle, Daily Mail 29 gennaio 2013

Le email trapelate dimostrerebbero che la Casa Bianca diede il via libera ad un attacco con armi chimiche in Siria da poter attribuire al regime di Assad e istigare l’azione militare internazionale nel Paese devastato. Un rapporto contiene lo scambio di email tra i due alti funzionari e un imprenditore in Gran Bretagna, la Britam defense, delineando un piano ‘approvato da Washington’ e spiegando che il Qatar avrebbe finanziato l’acquisto di armi chimiche da parte dei terroristi in Siria. Barack Obama chiariva al Presidente siriano Bashar al-Assad il mese precedente che gli Stati Uniti non avrebbero tollerato che la Siria usasse armi chimiche contro il proprio popolo. Secondo Infowars.com, l’e-mail del 25 dicembre fu inviata dal Business Development Director della Britam David Goulding al fondatore dell’azienda Philip Doughty. Si legge:
Phil… Abbiamo una nuova offerta. Si tratta ancora della Siria. Il Qatar propone un accordo attraente e giura che l’idea è stata approvata da Washington. Dovremo fornire una CW (arma chimica NdT) a Homs, una g-shell di origine sovietica della Libia, simile a quelle che Assad dovrebbe avere. Ci vogliono far schierare nostro personale ucraino che dovrebbe parlare russo e girarvi un video. Francamente, non credo che sia una buona idea, ma gli importi proposti sono enormi. La tua opinione?
Cordiali saluti, David
Britam Defense non rispose a una richiesta di commento del MailOnline. Le e-mail furono diffuse da un hacker malese che ottenne anche i curricula e le copie dei passaporti dei dirigenti tramite un server aziendale non protetto, secondo Cyber War News. Il profilo Linkedin di Dave Goulding l’annovera come Business Development Director della Britam Defense Ltd., nella Sicurezza e Investigazioni. Un profilo della rete di business indica Phil Doughty Chief Operating Officer della Britam, Emirati Arabi Uniti, nella Sicurezza e Investigazioni. Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti non rispose a una richiesta di commento sui presunti messaggi di posta elettronica del MailOnline. Tuttavia l’uso di armi chimiche fu sollevato a una conferenza stampa a Washington il 28 gennaio. Un portavoce disse che gli Stati Uniti aderiscono alla Comunità internazionale nell’“impostare linee rosse comuni sulle conseguenze dell’utilizzo di armi chimiche”. Un cablo del governo degli Stati Uniti rivelava che fosse probabile che l’Esercito siriano avesse usato armi chimiche nell’attacco ad Homs nel dicembre (2012). Il documento, rivelato da The Cable, indicava i risultati di un’indagine di Scott Frederic Kilner, console generale degli Stati Uniti a Istanbul, sulle accuse secondo cui l’esercito siriano avrebbe usato armi chimiche nell’attacco del 23 dicembre. Un funzionario dell’amministrazione Obama che ebbe accesso al documento avrebbe detto: “Non possiamo sicuramente dirlo al 100 per cento, ma i contatti siriani (i terroristi? NdT) sono convincenti sull’uso dell’Agente-15 ad Homs il 23 dicembre”. L’indagine di Kilner includeva interviste con civili, medici e terroristi presenti all’attacco, così come all’ex-capo generale del programma ADM siriano Mustafa al-Shayq. Il Dr. Nashuan Abu Abdu, un neurologo a Homs, disse che furono utilizzate alcune armi chimiche. Aveva detto a The Cable: “Era un’arma chimica, ne siamo sicuri perché il gas lacrimogeno non può causare la morte di persone”. Testimonianze rivelavano che un carro armato avrebbe lanciato armi chimiche e causato nelle persone esposte nausea, vomito, dolori addominali, delirio, convulsioni e difficoltà respiratorie. I sintomi indicano che il composto Agente-15 ne fosse responsabile. La Siria negava l’uso di armi chimiche e affermava che non l’avrebbe mai usate contro i propri cittadini.
Parlando ai giornalisti del Pentagono, il segretario alla Difesa Leon Panetta aveva detto che la sua maggiore preoccupazione era come Stati Uniti ed alleati potevano rendere sicuri i siti di armi chimiche e biologiche in Siria e garantirsi che i componenti non finissero nelle mani sbagliate se il regime cadesse, soprattutto in condizioni violente. Forze governative e ribelli venivano accusati da gruppi per i diritti umani di attuare una guerra brutale in 22 mesi di conflitto, causando più di 60000 morti.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’imbecille Trump annuncia il supporto ai terroristi

Ziad al-Fadil, Syrian Perspective, 7/4/2017

Solo una persona vile come Hillary Clinton chiederebbe ulteriori bombardamenti della Siria nell’ambito di un piano per sostituire un governo popolare, laico e progressista con quello degli scarafaggi sauditi. E tuttavia, questo è esattamente ciò che Trump ha ora intrapreso. Che siamo sempre più vicini alla Terza Guerra Mondiale non preoccupa il fesso di Washington. Che Trump abbia scavalcato il Congresso nella dichiarazione di guerra alla Siria non dovrebbe spaventare nessuno. Ha dimostrato più e più volte che non è disposto a giocare secondo le regole dei padri fondatori di questo Paese, decise in qualcosa di umile come la Costituzione americana. Ha violato il diritto internazionale colpendo una base militare di un Paese sovrano. Non ha cercato alcun permesso dalle Nazioni Unite. La sua azione ora sottolineerà ulteriormente l’ipocrisia pura con cui le nazioni occidentali operano, riaccendendo l’ira anti-americana dei popoli arabi dall’Iraq al Marocco. Ma cerchiamo di spiegare ciò che è successo nella base aerea al-Shayrat, 30 miglia a sud-est di Homs. Gli Stati Uniti, non volendo perdere eventuali piloti con i missili antiaerei siriani, i capi del Pentagono, che non vincono una guerra dall’invasione dell’isoletta caraibica di Grenada dell’imbecille Reagan, decisero di utilizzare 59 missili Tomahawk sparati dal Golfo Persico. Ora, a credere alle sciocchezze di Washington, dovremmo pensare che i missili furono sparati dopo aver preavvisato i russi del piano. Facendo anche credere che i missili furono sparati contro aree in cui non si trovava personale. Inoltre, diventa necessario ingoiare la menzogna secondo cui la base contenesse bombe di gas Sarin (semmai quello “esilarante”), e che i missili furono programmati per non colpire gli impianti della base che contenessero le bombe, evitando che i gas velenosi raggiungessero i centri popolati! Pura comicità.
Lo stupido Trump proprio non capisce. Come San Paolo, ha recentemente avuto una rivelazione in sogno sulla via di Damasco. Ha improvvisamente cambiato idea sul Dr. Assad. Oh, veramente? Vedete, il piano idiota di stoccare gas di cloro e Sarin prodotto dai turchi ad est di Qan Shayqun, in un deposito di armi e munizioni bersaglio degli aerei siriani, aveva per scopo uccidere il maggior numero di civili possibile, così Trump avrebbe usato la violenza per correggere un’ingiustizia subito dopo l’evento fabbricato, senza basarsi su indagini, dimostrando soltanto che gli Stati Uniti sono dietro l’operazione. Trump ha sacrificato 70 siriani inermi per attuare il suo ridicolo piano per trascinare gli Stati Uniti in un’altra guerra, e questo dopo aver fatto numerose promesse al popolo che non l’avrebbe fatto. È un bugiardo ed anche un criminale di guerra. La mancata sostituzione dell’Obamacare l’ha trasformato in un mostro rabbioso capace di qualsiasi atrocità od oscenità. Sente il bisogno di distogliere l’attenzione dai suoi fallimenti facendo ciò che tutti i tiranni diabolici fanno: inventarsi una guerra per distogliere l’attenzione. Il suo piano per erigere un muro tra Stati Uniti e Messico, pagato dal governo messicano, è stato ridicolizzato e insultato da entrambi i popoli, e sembra che i messicani cerchino nuovi partner commerciali. Trump, la cui base elettorale nel Midwest ha iniziato a contrarsi nervosamente al pensiero di perdere miliardi in vendite nel Messico, ora va distraendola con una nuova guerra ideata da Trump braghetta e dai suoi nuovi criminali amici della CIA e talpe sioniste neo-con, tutti orgogliosamente promossi dai relitti New York Times e Washington Post. Ma qualcosa di buono ne verrà fuori dall’attacco ad al-Shayrat:
In primo luogo, sembra che la Russia sia il bersaglio di tale assalto ingiustificato alla sovranità della Siria, Stato membro delle Nazioni Unite. Da Putin ci si può aspettare la fine di tutti i protocolli e le intese con gli Stati Uniti su “cooperazione e coordinamento” in Siria. L’idea era inutile fin dall’inizio. Gli Stati Uniti hanno sempre sostenuto i terroristi. Come poteva Putin credere di potersi fidare degli Stati Uniti in qualsiasi modo? Ora, il gatto è fuori dal sacco e lo si vede, proprio come nell’attacco dello SIIL al monte al-Tharda dopo l’assurdo attacco aereo alle truppe dell’Esercito arabo siriano da parte delle cosiddette forze della “coalizione”; l’attacco alla nostra base aerea è stato seguito dall’assalto dello SIIL per riprendersi il proficuo giacimento di gas della zona del monte al-Shair. Che coincidenza!! E per rendere le cose più interessanti, tale attacco, a differenza dell’assalto sul monte Thardah, era assolutamente intenzionale creando una situazione in cui il governo siriano ha il pieno diritto di dichiarare guerra agli Stati Uniti.
In secondo luogo, ci aspettiamo qualche grave violenza anti-americana come risultato di tale attacco. Prevediamo enormi manifestazioni in Libano e Iraq, in cui verrà messa in discussione la presenza degli USA. Il presidente del Libano Michel Aoun non ha condannato l’attacco, ancora, ma sarà sotto un’immensa pressione dagli alleati politici di Hezbollah. In Iraq, il primo ministro al-Abadi sarà sotto pressione ancora maggiore affinché rompa con gli Stati Uniti dopo tale attacco ingiustificato alla Siria. Sarà spinto ad avere rapporti più forti con Mosca, in attesa con malcelato interesse alla prospettiva di far attraccare le sue navi da guerra nel Golfo Persico e accedere direttamente nell’Oceano Indiano.
In terzo luogo, ora l’Iran o avanza o sta zitto. In molte aree del Golfo, l’Iran potrebbe iniziare a smuovere le acque. Bahrayn e coste orientali dell’Arabia Saudita sono gli obiettivi principali. Meglio ancora, un maggiore approccio nell’aiutare gli yemeniti a schiacciare il tentativo saudita di sconfiggere il legittimo movimento di lotta Ansarullah con la fame e un barbaro genocidio supportato dagli USA. Il gatto è fuori dal sacco. Ogni volta che arabi muoiono di fame e sono uccisi senza pietà, appare Washington DC al comando, in Yemen, Libia, Siria e Iraq di Saddam. Gli Stati Uniti hanno ucciso oltre 2 milioni di arabi, per lo più musulmani, e tuttavia troviamo le artigliate di Stati Uniti, Gran Bretagna e loro alleati in ogni fessura in cui c’è un progresso arabo.
In quarto luogo, in Siria molti nell’opposizione riconsidereranno i benefici del sostegno statunitense. Lo si vedrà nelle strade delle principali città della Siria, dove Washington sarà insultata e l’effigie di Trump crocifissa più e più volte. Solo i terroristi wahabiti, sostenuti dalla cupidigia inglese, dai puzzolenti francesi, dai sauditi pre-cambriani, dagli asini turchi, dai pedofili del Qatar e dal loro harem di catamiti allieteranno il Miles Gloriosus di Washington, facendo il tifo per Trump deciso a sostenere il terrorismo, dando così al terrorismo in Siria il tanto necessario sostegno nel continuare lo stupro di un Paese liberatosi con successo dal debito e sulla sua via d’uscita dal Terzo mondo. Trump s’è fatto il letto e dovrà dormirci. Ma nel letto vi saranno ospiti indesiderati come topi sionisti, famelici produttori di armi e barbuti sodomiti wahabiti. Tutte le promesse elettorali saranno come le settantadue belle urie che attendono il martire jihadista, uno sguardo fugace nel vuoto, nell’abisso, un vuoto dagli occhi bui, solo bugie.
Quinto, l’ancora maggiore l’impegno della Russia in Siria. Era già abbastanza brutto quando la disonestà combinata di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti portò all’importante risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizzò la forza contro la Libia di Gheddafi con il pretesto che il leader libico commettesse atrocità contro il popolo, portando all’estromissione barbara di un leader che i russi vedevano come amico e socio. Tale bugia propalata da una cabala di selvaggi occidentali ha convinto Vladimir Putin che gli euro-americani campano solo di guerra e conquista e non vanno mai considerati attendibili. In ogni caso, Putin s’è dedicato alla guerra in Siria quale rifiuto russo al piano occidentale di dominio della Terra; ha dato l’aiuto sufficiente al nostro esercito nella guerra al terrorismo d’ispirazione turco-saudita, ribaltando la situazione i cui cattivi assassini si oppongono al secolarismo e al progresso. Ora, con tale insulto in piena vigore, la Russia prevede di triplicare l’impegno con le Forze Armate siriane. Se le larve terroristiche pensano che l’attacco a Shayrat gli sia vantaggioso, vedranno l’inizio dello sterminio ad Idlib.
Trump ha dimostrato ancora una volta di essere un maestro del disastro. Se gli statunitensi davvero credono che la base aerea di Shayrat fosse un deposito di bombe di gas, avrebbero dovuto sapere dove il gas fosse stoccato. Se hanno usato 59 missili Tomahawk contro la base, ciascuno con un carico bellico 500 kg di esplosivi, allora come potevano essere certi che non avrebbero fatto esplodere il Sarin depositato nella base? Si potrebbe supporre che avrebbero attaccato una base senza gas pericolosi e letali, che persone razionali avrebbero conosciuto. Salvo che volessero far esplodere il Sarin, per farla pagare all’Esercito arabo siriano per l’impiego a Qan Shayqun. E adesso che alcun gas è stato rilevato, si dimostra soltanto che il gas, cloro o Sarin, non era nella base e che Trump dovrà coprirsi il capo di cenere. Questi missili sono considerati “intelligenti”, ma in verità sono molto stupidi. Non distinguono tra aerei, hangar e contenitori di gas nervino e non risparmiano vite umane. Il governo siriano ha annunciato la morte di 7 esseri umani grazie all’assassino Trump. L’avevo voto perché l’alternativa era così malvagia da non poterla sopportare. Sapevo che era una scelta obbligata. Era una scelta tra scemo e più scemo. Ma riflettendo sulla mia decisione, mi rendo conto che nel mondo panglossiano, Trump era meglio di tutti i possibili degenerati.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA attaccano la base aerea siriana di al-Shayrat

Cassad, 7 aprile 2017

Nella notte i cacciatorpediniere degli USA Porter e Ross hanno lanciato 59 missili Tomahawk sulla base aerea al-Shayrat in Siria. La votazione dell’attacco al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla Siria non aveva portato a nulla, ed era stata rinviata a tempo indeterminato. Secondo il Pentagono, la Russia è stata avvertita dell’attacco sul territorio della base aerea siriana, su cui di primo mattino ha lanciato 59 missili Tomahawk, affinché i russi la sgombrassero, se c’erano. La base aerea dal 2015 veniva usata come base di supporto per le VKS russe. Secondo i dati preliminari sono state danneggiate le piste e le infrastrutture e secondo i siriani 4 persone sono state uccise. La maggior parte del personale era stato evacuati prima dell’attacco, indicando la ricezione dell’avvertimento.
La Bolivia in questa occasione ha chiesto di convocare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere l’aggressione degli Stati Uniti. L’Iran ha condannato l’attacco. L’Arabia Saudita li sostiene. Washington ha detto che la base aerea Shayrat veniva utilizzato dall’Aeronautica della Siria per l'”attacco chimico” (non è difficile notare, nei fatti in questo caso, che ciò non significa niente). Il califfato dopo l’attacco missilistico lanciava un’offensiva a Homs est. Mosca ha reagito con dichiarazioni di delusione, a seguito di questo passo, e dovrebbe essere previsto un importante cambio dei rapporti USA-Russia. Alla luce di ciò, la probabilità di accordi innovativi ai colloqui Lavrov-Tillerson del 12 aprile sono al lumicino. Secondo fonti siriane, l’attacco alla base aerea di Shayrat rientra nelle operazioni dell’EAS contro il califfato nella liberazione di Homs e Palmyra. Secondo altri, i morti sono 5 e i feriti 7.
IL Cremlino descrive l’attacco su Shayrat come tentativo di distogliere l’attenzione dalle numerose vittime degli attacchi aerei statunitensi in Iraq (nell’assalto a Mosul) e affliggeranno le relazioni USA-Russia. Il Presidente russo Vladimir Putin dice che l’aggressione degli Stati Uniti alla Siria, nazione sovrana, viola il diritto internazionale con falsi pretesti. Su questo, come riporta RIA Novosti,il segretario stampa Dmitrij Peskov ha detto che “l’esercito siriano non possiede scorte di armi chimiche“. “La distruzione di tutte le scorte di armi chimiche da parte delle Forze Armate siriane è stata confermata dalla OPCW e dall’Otfiksirovan, le agenzie specializzate delle Nazioni Unite“, ha ricordato. “Allo stesso tempo, secondo Putin, il completo disprezzo dell’uso di armi chimiche da parte dei terroristi peggiora significativamente la situazione“, ha detto Peskov. Inoltre, il capo dello Stato vede la Siria colpita nel tentativo degli Stati Uniti di distogliere l’attenzione del mondo dalle numerose vittime tra la popolazione civile in Iraq. Il presidente russo ritiene che questo passo di Washington pregiudichi sensibilmente i rapporti USA-Russia, già in condizioni deplorevoli. “E soprattutto, secondo Putin, questo passo non ci avvicina alla meta finale della lotta al terrorismo internazionale, ma piuttosto crea un serio ostacolo alla creazione di una coalizione internazionale contro di esso, e nella risposta efficace a questo male mondiale che, tra l’altro, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò come uno dei compiti principali durante la sua campagna elettorale“, ha detto Peskov.
La Federazione Russa ha richiesto la ri-convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla Siria. Israele e il Regno Unito hanno sostenuto gli attacchi degli Stati Uniti su Shayrat.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria, la farsa chimica continua

Alessandro Lattanzio, 5/4/2017Faras Qaram, giornalista della rete Orient TV affiliato al gruppo terroristico Jabhat al-Nusra, aveva annunciato un “attacco chimico” su Qan Shayqun 15 ore prima che accadesse. “Faras Qaram ha scritto nel suo messaggio, pubblicato alle 03:06 di lunedì mattina, prima dell’attacco chimico, che ‘una campagna mediatica prenderà il via domani per coprire l’attacco aereo con gas di cloro sui civili nella campagna di Hama’”. Come faceva Faras a sapere non solo dell’attacco diverse ore prima, ma anche a conoscere il tipo di arma chimica che sarebbe stata utilizzata nell’attacco?
Se la propaganda islamista accusava il governo siriano dell’attacco chimico a Qan Shayqun che avrebbe causato 58 morti, l’unica organizzazione a disporre di armi chimiche in Siria è Jabhat al-Nusra (noto anche come Jabhat Fatah al-Sham). “L’Esercito arabo siriano non ha utilizzato alcun gas chimico contro i cittadini di Idlib e non è logico che l’Esercito uccida gli abitanti di una città che cerca di liberare“. Il Comando Generale dell’Esercito arabo siriano e delle Forze Armate smentiva le accuse dei terroristi e dei loro sodali, “I gruppi terroristici armati sono soliti accusare l’Esercito arabo siriano di usare gas tossici contro di loro o contro i civili quando non riescono ad attuare gli obiettivi dei loro mandati e operatori, o quando non possono trarre alcun vantaggio sul campo, nel tentativo disperato di giustificare il fallimento e far continuare il sostegno dai loro padroni”. Il parlamentare siriano Sharif Shahada, indicava che il deposito di armi chimiche dei terroristi, creato nella zona, sarebbe esploso per un incidente, ed accusava la Turchia di aver fornito ai terroristi le armi chimiche. Il Ministero della Difesa della Russia aveva già rinvenuto cloro velenoso e fosforo bianco in nove campioni provenienti da Aleppo sud, nel novembre 2016. Il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov e il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov avevano dichiarato che l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) delle Nazioni Unite, non vollee inviare i propri esperti ad Aleppo a controllare le sostanze chimiche utilizzate dai terroristi, e tale rifiuto era “apparentemente dovuto alla pressione imposta dai nostri colleghi occidentali. Gli specialisti russi hanno scoperto che i terroristi ad Aleppo est utilizzavano munizioni con sostanze velenose per bombardare Aleppo ovest. I campioni raccolti non lasciano dubbi sul fatto che si tratti di un agente tossico”. Nel maggio 2013, Carla del Ponte, membro della Commissione indipendente internazionale d’inchiesta sulla Siria delle Nazioni Unite, dichiarò che v’erano “forti sospetti concreti” che i terroristi che cercavano di spodestare il governo siriano avessero usato gas nervino. “I nostri ricercatori sono stati in Paesi vicini intervistando vittime, medici ed ospedali da campo. Secondo il loro rapporto, che ho visto, ci sono forti sospetti, ma non ancora la prova incontrovertibile, dell’uso di gas Sarin, dal modo in cui sono state curate le vittime”.

Faras Qaram, giornalista della rete Orient TV affiliato al gruppo terroristico Jabhat al-Nusra, aveva annunciato un “attacco chimico” su Qan Shayqun 15 ore prima che accadesse.

Nell’estate 2012, l’Arabia Saudita creava in Giordania una base comprendente una pista di atterraggio e depositi per armi. Zahran al-Lush, all’ora capo del gruppo terroristico Liwa al-Islam, aveva stretti rapporti con i servizi segreti sauditi guidati dal principe Bandar bin Sultan. Al-Lush era un esperto di razzi e comprò 500 chili Sarin e gas cianidrico, assieme a un ufficiale del servizio segreto turco, da un Paese dell’Europa orientale. Trasferì le sostanze chimiche attraverso in Siria. I funzionari sauditi finanziarono l’operazione attraverso le ambasciate dell’Arabia Saudita. I gas giunsero in Turchia e Libano e furono trasferiti in Siria come “prodotti petrolchimici” inviati come aiuti dall’Arabia Saudita. Nel dicembre 2012, la CNN riferì che l’esercito statunitense addestrava i terroristi nella gestione delle armi chimiche. E il battaglione chimico “Vento distruttivo” dei terroristi minacciò l’uso di gas nervino diffondendo un video sui test sui conigli.
Il 19 marzo 2013 si ebbero attacchi chimici su Qan al-Asal, ad ovest di Aleppo, e il sobborgo di Damasco di al-Atabah, uccidendo 31 civili, dopo che a Qan al-Asal le forze siriane avevano respinto l’assalto dei terroristi. Il 20 marzo, il governo siriano chiese alle Nazioni Unite di condurre un’indagine sull’attacco a Qan al-Asal, e il 21 il Presidente Bashar al-Assad presentò una lettera alle Nazioni Unite chiedendo un’indagine indipendente sull’attacco chimico, e nel maggio 2013, Carla del Ponte, commissaria delle Nazioni Unite per la Siria, concluse che furono i terroristi ad esserne i responsabili. Il 30 maggio 2013, il governo turco dichiarò di aver trovato gas Sarin a casa di un terrorista di Jabhat al-Nusra. Il 22 luglio i terroristi attaccarono Qan al-Asal uccidendo i testimoni del precedente attacco chimico. Il 4 agosto 2013: i terroristi entravano nel villaggio di Baluta, nei pressi di Lataqia, uccidendo 220 civili e rapendo 100 bambini, trattenendoli in un seminterrato a Salma per nove mesi, finché 44 furono rilasciati il 7 maggio 2014. Degli altri non si seppe più nulla. Il 18 agosto 2013, a Damasco arrivavano gli esperti di armi chimiche delle Nazioni Unite per iniziare le indagini a Qan al-Asal e il 17 e 19 agosto, secondo il quotidiano francese Le Figaro, 2 brigate di terroristi addestrati da sauditi e giordani s’infiltrarono in Siria dalla Giordania. Il 21 agosto, video e articoli denunciarono il presunto attacco chimico presso Damasco. I quattro video furono postati su YouTube dall’utente Hammoriaforever. Immediatamente, i genitori e i parenti di alcuni dei 100 bambini rapiti a Baluta riconobbero i figli in questi video sul presunto attacco nel Ghuta orientale. I terroristi affermarono che vi erano stato un attacco di armi chimiche nella regione. Il 26 agosto, il convoglio della squadra investigativa delle Nazioni Unite fu attaccato, e il 29 agosto, il reporter Yahya Ababnah raccolse le testimonianze secondo cui i terroristi avevano ricevuto armi chimiche dall’intelligence saudita per eseguire l’attacco. Il giornalista Dale Gavlak riferì che una combattente ribelle gli disse che. “Quando il principe saudita Bandar dà tali armi, li da a coloro che sanno come gestirle e usarle”. Abdal Munaym disse che suo figlio e altri 12 terroristi furono eliminati in un tunnel usato per immagazzinare armi fornite dal saudita Abu Ayasha, che guidava un battaglione di terroristi. Abdal Munaym disse che alcune armi avevano una struttura tubolare, mentre altre assomigliavano a bombole di gas enormi. “Eravamo incuriositi da queste armi. E purtroppo, alcuni dei combattenti le gestirono in modo improprio facendole esplodere”, disse un capo dei terroristi nel Ghuta orientale. Il 16 settembre 2013, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon presentò una relazione sulle indagini delle Nazioni Unite sull’uso di armi chimiche in Siria, concludendo che furono utilizzate il 21 agosto, ma senza indicare chi le avesse usate.
L’11 aprile 2014, fu segnalato un attacco con bombe al cloro su Qafr Zita, nel nord-ovest della Siria. Il 17 giugno 2014, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) concluse che fu utilizzato gas in Siria, ma senza indicarne gli autori.
Il 25 agosto 2016, l’Arabia Saudita impiegava armi chimiche contro i civili a Sana, nello Yemen, uccidendo numerose persone. Il Maggiore-Generale Abdalsatar al-Sadah dichiarò: “diversi yemeniti sono stati uccisi a seguito d’inalazione di gas velenosi in un attacco chimico”. L’11 novembre, il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov dichiarò che gli esperti avevano trovato ordigni inesplosi e frammenti di munizioni contenenti cloro e fosforo bianco nella periferia sud-ovest di Aleppo, dimostrando che terroristi usavano armi chimiche, e il 6 dicembre 2016, il giornalista della CNN Fred Pleitgen, presso Aleppo est, osservò e filmò sostanze chimiche in mano ai terroristi. Un impianto per produrre armi chimiche fu creato nell’ex-scuola elementare Sana Mahaydali, a Masaqan Hananu, zona controllata dai terroristi. L’11 gennaio 2017, l’Esercito arabo siriana scopriva agenti per armi chimiche di produzione saudita, abbandonati dai terroristi che avevano lasciato Aleppo est. Zolfo, cloro e materie prime utilizzate per i granuli plastici erano tra le sostanze saudite scoperte ad Aleppo vecchia, ed utilizzate per bombardare i quartieri di Aleppo ovest, tra cui scuole, ospedali e case. I sacchi delle sostanze chimiche recavano l’etichetta della società saudita “Sachlo” di Riyadh.

Shajul Islam, presunto medico di Idlib, è invece un cittadino inglese militante di al-Qaida poi passato allo SIIL. Sospettato di aver decapitato il giornalista James Foley. Costui disse in un’intervista di aver ricevuto le maschere antigas dagli inglesi il giorno prima dell’attacco.

La notizia dell’attacco chimico su Qan Shayqun, nella provincia di Idlib, in un’area sotto il completo controllo dei gruppi terroristici, fu diffusa per prima dai caschi bianchi e dal cosiddetto Osservatorio siriano per i diritti umani, ONG di facciata dei gruppi terroristici. Nel frattempo, il governo turco chiudeva il valico di frontiera di Bab al-Hama, rifiutando l’accesso alle ambulanze provenienti da Qan Shayqun. Tali voci apparivano mentre l’Esercito arabo siriano spazzava via l’assalto dei terroristi di Jabhat al-Nusra a nord di Hama. Infatti, i gruppi terroristici erano stati sconfitti nei pressi di Qan Shayqun, a nord di Hama, dove il 22 marzo avevano lanciato un grande attacco; ma furono respinti dall’Esercito arabo siriano che liberava i villaggi occupati eliminando 2500 terroristi e distruggendo 230 blindati e 300 autoveicoli di Jabhat al-Nusra (al-Qaida in Siria, ora ridenominatosi Hayat Tahrir al-Sham). E il 4 aprile 2017, tra le 11.30 e le 12.30, un aereo dell’Aeronautica siriana distruggeva, alla periferia orientale di Qan Shayqun, un centro per la produzione e lo stoccaggio di proiettili a carica chimica dei terroristi. L’arsenale di armi chimiche era stato inviato dai terroristi dello SIIL in Iraq.
Il Ministero degli Esteri della Siria dichiarava che le accuse contro Damasco erano state “fabbricate” e che il Viceministro degli Esteri Faysal Miqdad dichiarava che il governo siriano aveva messo in guardia sulla possibilità di un attacco chimico già diverse settimane prima. La dichiarazione del Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate siriane, a sua volta affermava che, “i gruppi terroristici armati hanno sempre accusato l’Esercito arabo siriano di usare gas velenoso contro i membri di tali gruppi o contro i civili. Ogni volta che non riescono a realizzare gli obiettivi dei loro mandanti ed operatori o non riescono a ottenere tutti i vantaggi sul campo, tentano disperatamente di giustificare il loro fallimento e far continuare il sostegno dai loro finanziatori. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate smentisce categoricamente l’uso di sostanze chimiche o tossiche nella città di Qan Shayqun, villaggio di Idlib, oggi, né il loro uso in qualsiasi luogo o tempo, in passato e neanche in futuro. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate conferma che l’Esercito Arabo Siriano non si abbassa a compiere i crimini efferati che i gruppi terroristici effettuano, e li accusa di essere responsabili dell’uso di sostanze tossiche e chimiche in disprezzo della vita dei cittadini inermi, per raggiungere i loro obiettivi e scopi spregevoli”.
Va notato che la nuova amministrazione degli Stati Uniti aveva appena dichiarato di non essere interessata al rovesciamento del governo siriano, riflettendo un cambiamento importante nella politica degli Stati Uniti, danneggiando i nemici del governo siriano; inoltre la stessa tesi del coinvolgimento delle forze siriane nell’attacco ne svela invece l’attribuzione ai gruppi terroristici, di concerto con i mandati regionali e internazionali, come fu nel caso del Ghuta orientale nel 2013.

Foto scattata più di un mese prima, quando i caschi bianchi terroristi furono addestrati su come affrontare attacchi chimici nella stessa località!

Notare l’assenza di qualsiasi equipaggimaneto per la guerra NBC. Neanche i guanti gli servono per affrontare agenti chimici vescicanti.

Note:
AHTribune
al-Manar
al-Watan
FARS
Fort Russ
RussiaToday
TASS
Topeteglz
Washington Times