Arihant solca l’oceano

Rakesh Krishnan Simha RIR 20 dicembre 2014

Il primo sottomarino a propulsione nucleare permetterà all’India una credibile opzione del secondo colpo e di tenere alla larga gli avventurieri dai suoi mari.

SSGN Arihant 2011Nel giugno 2012 un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare della Marina russa entrava nel Golfo del Messico. Armato di missili da crociera nucleari, il battello classe Akula operò inosservato per diverse settimane e i suoi movimenti nelle acque strategiche degli Stati Uniti furono confermati solo dopo aver lasciato l’area. Il silenzioso Akula lasciò una scia di grande imbarazzo negli ambienti della difesa statunitensi. Nel novembre 2013 la Russia varava il suo avanzato sottomarino convenzionale stealth Novorossijsk. Il sottomarino Progetto 636 sarebbe virtualmente invisibile in immersione. “I nostri potenziali oppositori lo chiamano ‘Black Hole’ a causa dell’emissione acustica e della visibilità molto basse del sottomarino”, ha detto Konstantin Tabachnij, capitano del Novorossijsk. “Non essere rilevabile è la qualità principale per un sottomarino. E il progetto adempie davvero il suo scopo“. Considerando che gli scienziati e gli esperti russi dietro questi sottomarini furtivi hanno un ruolo chiave nello sviluppo dell’Arihant, primo SSBN dell’India (sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare) promette di essere un potente battello.
Dopo decenni di sviluppo, l’Arihant da 120 metri, 10 autobus in fila, è stato finalmente varato il 15 dicembre. Indica quanto gelosamente l’India custodisca il suo sottomarino strategico che, quando la slanciata bellezza nera è stata varato dal cantiere navale di Visakhapatnam, la Marina e l’Aeronautica indiane schierassero i loro jet da combattimento MiG-29K e Su-30 MKI intorno al porto, mentre gli aerei da sorveglianza e attacco marittimi P-8I Poseidon della vicina base navale di Arakkonam sorvegliavano la zona contro qualsiasi attività subacquea ostile. Inoltre, le navi da guerra del Comando strategico orientale dell’India fornivano protezione. L’emozione della dirigenza della difesa dell’India è comprensibile. Come i BrahMos, l’Arihant è un raro esempio di arma strategica riuscita da zero del Paese. Il sottomarino da 6000 tonnellate porterà l’India tra l’elite. Secondo Richard Sharpe del Jane’s Fighting Ships, il sottomarino nucleare darà all’India un “vantaggio colossale” sui vicini. “Affrontare un sottomarino nucleare è un incubo; ha resistenza e mobilità illimitate e non c’è modo per una nave di superficie da cui possa nascondersi”, scrive. Finora l’India è andata beatamente avanti senza un’opzione credibile di secondo colpo. Ciò significa che se la Cina, o qualsiasi altro Paese, lanciava un primo colpo a sorpresa ed eliminava i missili nucleari terrestri e gli aerei nucleari del Paese, l’India aveva poco altro se non gettare la spugna. Avere un SSBN cambia le carte. Garantisce che un primo attacco nucleare non distrugga la capacità dell’India di reagire. In agguato sul fondo degli oceani e in continuo movimento, anche una manciata di SSBN può seminare il dubbio nel nemico che missili strategici navali dell’India verrebbero lanciati per rappresaglia. La prevista flotta di cinque SSBN classe Arihant completerà la triade strategica dell’India, dando ai militari del Paese l’opzione del seconda colpo. Il primo sottomarino classe Arihant avrà 12 missili balistici nucleari K-15 che possono essere lanciati anche da sotto le calotte di ghiaccio. Testato nel 2008, il K-15 sarà armato con una testata nucleare che può essere lanciata a una distanza di 750 chilometri. La corta gittata indica che il sottomarino dovrà avventurarsi presso le acque nemiche prima del lancio. Tuttavia, un missile da 3500 chilometri di gittata è già in fase di sviluppo.
image La ricerca dell’India della parità strategica con le principali potenze nucleari iniziò negli anni ’50. Come notato da Eric Arnett, ricercatore dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, “La storia e le implicazioni dei (sottomarini a propulsione nucleare) nella strategia marittima indiana, suggerisce che la presenza degli Stati Uniti nell’Oceano Indiano è una motivazione forte del programma“. L’approvazione della costruzione di un SSBN risale al 1970 ma, come al solito con i programmi della difesa indiana, niente ne uscì. Il programma fu ripreso nel 1985 e nel 1989 la DRDO chiese assistenza nella progettazione a ingegneri e lavoratori della Difesa dell’ex-Unione Sovietica. Molti ingegneri navali russi sono stati in India dal 1991. Nel 1996, quando l’India aveva speso 285,7 milioni di dollari sul sottomarino nucleare, il lavoro sul progetto rallentò a causa delle pressioni dagli Stati Uniti. La Federation of American Scientists afferma che l’ASEAN voleva che l’India smettesse di lavorare sull’ATV come condizione per l’ingresso nell’ASEAN e perché l’India venisse invitata ai futuri vertici Asia-Europa. L’Unione europea era dietro le richieste poste dall’ASEAN. I russi presto capirono il piano degli Stati Uniti. Impedendo a Mosca di vendere tecnologie chiave all’India, gli statunitensi avrebbero sottratto all’industria russa i fondi necessari e allo stesso tempo ostacolato notevolmente la capacità dell’India di sviluppare armi strategiche. Questo non solo averebbe avuto l’effetto di creare una spaccatura tra Russia e India, ma anche permesso agli statunitensi di entrare nel mercato della difesa dell’India. Tuttavia, con l’uscita degli elementi filo-statunitensi dal Cremlino, i russi tornarono con piena forza. Mentre i progettisti russi aiutavano a costruire il battello, basato sulla sottomarino anti-sottomarini classe Akula, il suo reattore nucleare ad acqua pressurizzata da 80MW è stato sviluppato dal Centro Ricerche Atomiche Bhabha con l’assistenza di un team di progettazione della Rubin, l’ufficio progettazioni dei sottomarini russo. Anche se il reattore è stato “progettato, fabbricato e realizzato in India” dall’industria indiana e sotto la direzione di scienziati indiani, il presidente della Commissione per l’energia atomica dell’India, dottor Anil Kakodkar, ha detto nel 2009: “Vorrei anche ringraziare i nostri colleghi russi. Hanno giocato un ruolo molto importante quali consulenti, con molta esperienza, così la loro consulenza è stata di così grande aiuto che dovremmo riconoscerlo“. In realtà, il contributo della Russia è stato riconosciuto dal governo in diverse occasioni, tra cui nel 2009 dall’ex-Primo ministro Manmohan Singh. I russi hanno anche aiutato nella costruzione della base navale di Visakhapatnam, in cui una sezione della mensa ufficiali si chiama Cremlino. La Russia ha aiutato su un altro aspetto significativo, la formazione degli equipaggi. Anche se lo sviluppo dell’Arihant arrancava, l’India si preparava alle operazioni con l’SSBN con il Chakra, un sottomarino a propulsione nucleare della classe Charlie, in leasing dalla Russia dal gennaio 1988. Tuttavia, inchinandosi alle pressioni degli Stati Uniti, Mosca rifiutò di prolungare il contratto e il sottomarino rientrò a Vladivostok nel gennaio 1991. L’equipaggio dell’Arihant è stato addestrato nel nuovo sottomarino da 12000 tonnellate classe Akula-II prestato dalla Russia per 10 anni nel 2011, anche questo sottomarino si chiama Chakra.
Nella guerra tra India e Pakistan del 1971, quando l’esercito indiano avanzava sulla strada per Lahore, le flotte inglese e statunitense accerchiarono minacciosamente l’India. Mentre la Settima Flotta degli Stati Uniti navigò dal da sud-est asiatico verso Calcutta, una flottiglia inglese salpò dal Madagascar verso l’India occidentale. L’Indian Air Force fu in allerta dopo aver ricevuto intelligence su aerei da guerra statunitensi che potevano attaccare le comunicazioni dell’esercito indiano ad ovest. Tuttavia, la Flotta del Pacifico sovietica giunse nell’Oceano Indiano e stese un cordone intorno l’India, costringendo le navi da guerra statunitensi e inglesi a ritirarsi. Una volta che una flotta di sottomarini Arihant pattuglierà le acque indiane, l’India potrà impedire che una qualsiasi marina estera possa minacciarla di nuovo.

BWVODTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il potenziale nucleare strategico della Russia sarà aggiornato entro il 2020

Dmitrij Litovkin, RIR, 6 ottobre 2014

In reazione all’espansione della NATO, la Russia crea nuovi missili balistici, perfeziona l’aviazione strategica, costruisce sottomarini e aggiorna il sistema di controllo spaziale.1385714Mosca accelera il rinnovamento della propria deterrenza nucleare, con il rinnovo completo delle forze entro il 2020, secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, responsabile del complesso militare-industriale della Russia. Oggi vi sono ragioni sostanziali per la Russia di preoccuparsi della difesa, dice Viktor Esin ex-comandante delle forze missilistiche strategiche. “Gli USA costruiscono il loro sistema di difesa missilistico in Polonia, Romania e infine Paesi baltici minacciando direttamente la sicurezza della Russia. La comparsa dei sistemi antimissile in questi Paesi aiuterà gli Stati Uniti a realizzare il cosiddetto piano del ‘colpo di fulmine'”, spiega Esin. “In sostanza posizionare i sistemi antimissile il più vicino possibile alle basi di lancio dei missili balistici del potenziale nemico e impedirne il lancio”.

Rafforzare lo scudo nucleare
Fa notare che mentre il missile Pershing II potrebbe arrivare a Mosca in 7-10 minuti da un sito di lancio in Germania, i missili dei nuovi sistemi antimissile nei Paesi baltici dovrebbero coprire tale distanza in metà tempo. “Con tale intervallo il sistema di difesa missilistico russo sarebbe impotente“, chiarendo che ciò è uno dei motivi per cui Mosca modernizza il suo ‘scudo nucleare’ al più presto possibile. Nell’ambito del piano per lo sviluppo strategico nucleare, un passo importante è stato compiuto verso la creazione di nuovi missili balistici, per esempio lo RS-26 Jars, che dispone di diverse testate nucleari ipersoniche manovrabili. Ognuna ha un proprio sistema di guida e può superare qualsiasi sistema di difesa missilistica. Il piano è sostituire con questi missili i complessi mobili e fissi missilistici Topol e Topol-M, in totale 186 missili.

La nuova dottrina militare
Inoltre si sviluppano le componenti navali della capacità di deterrenza nucleare strategica. La Russia ha iniziato la costruzione in serie dei battelli di nuova generazione 955 Borej, che saranno la principale componente della triade nucleare navale della Russia. Secondo il programma di difesa dello Stato, entro il 2020 la marina riceverà otto sottomarini nucleari serie 955 dotati di missili balistici. Ciascuno dei vascelli subacquei avrà 16 missili balistici Bulava. Nel frattempo, l’aviazione strategica della Russia assiste alla continua modernizzazione degli equipaggiamenti di bordo dei suoi vettori missilistici Tu-160 e Tu-95. Ciascuno dei 66 bombardieri pesanti riceverà nuovi sistemi di comando, navigazione e puntamento, permettendo ai bombardieri d’essere utilizzati non solo per la deterrenza nucleare, ma anche per il lancio di missili e bombe convenzionali. “La nuova dottrina della sicurezza nazionale in via preparazione per la pubblicazione, oggi, in relazione alle nuove sfide alla sicurezza russa, non includerà il paragrafo sull’attacco nucleare preventivo nel caso di minaccia alla sicurezza del nostro Paese“, dice Jurij Baluevskij, ex-capo di stato maggiore dell’esercito russo. “Ciò nonostante, Mosca si riserva il diritto di possedere e, in caso di emergenza, usare armi nucleari“.

1001731Reazione difensiva
Per fare questo nelle attuali condizioni, non basta avere solo missili balistici, sottomarini e bombardieri. È inoltre necessario disporre di un affidabile sistema di sorveglianza spaziale, per l’allarme sui lanci di missili e il controllo delle proprie armi nucleari. Nell’ambito del programma di Difesa dello Stato 2020, la Russia ha già stabilito lungo i confini una rete di stazioni radar tipo Voronezh per l’allerta sul lancio di missili. La prima di queste stazioni è stata istituita presso San Pietroburgo. Di conseguenza i militari possono “vedere” tutto ciò che accade nell’aria e nello spazio dal Marocco alle Spitsbergen, fino alla costa orientale degli Stati Uniti. Una seconda stazione è stata costruita nei pressi di Armavir, nel territorio di Krasnodar, e controlla ciò che accade tra Nord Africa e India. I sistemi radar controllano lo spazio fino ad oltre 2500 chilometri. La costruzione di un centro nella regione di Kaliningrad ha chiuso il fronte occidentale, e nel prossimo futuro una stazione sarà creata nella regione di Irkutsk, ‘penetrando’ dallo spazio cinese fino alle coste occidentali degli Stati Uniti.
Secondo il Generale Sergej Karakaev, comandante delle forze missilistiche strategiche russe, le forze sotto la sua supervisione sono passate a un nuovo sistema di comando completamente digitale. Ciò aumenta la stabilità del sistema nel caso di conflitto nucleare. “Tale dimostrazione di forza è più una reazione difensiva piuttosto che il desiderio di spaventare qualcuno“, afferma Vadim Kozjulin, docente presso l’Accademia delle Scienze Militari, che sostiene che Mosca e Washington conoscono perfettamente la responsabilità di possedere e il pericolo di usare, armi nucleari. “In caso contrario, le parti non si sarebbero sedute negoziando la preservazione dell’accordo sui missili a media e lunga gittata. Nel campo delle armi strategiche, credo che entrambe le parti manterranno la prudenza“.

borei_class_l2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Come la potenza militare russa erode l’alleanza occidentale

Rakesh Krishnan Simha RIR 3 ottobre 2014

Sostenuta da un potenza militare risorgente, la potente politica estera della Russia espone i limiti dell’avventurismo statunitense indebolendo l’alleanza occidentale.

321494La Russia è ancora l’unico Paese con la possibilità di cancellare gli USA dalla faccia della Terra. Con 8500 testate nucleari (e almeno 30000 in riserva) le forze strategiche russe sono le più temibili del mondo. Contro tale massiccia potenza di fuoco, gli Stati Uniti hanno 7500 testate nucleari, più altre 20000 in deposito. La differenza non può essere ampia, ma le forze strategiche russe hanno un arsenale molto più potente di quello degli Stati Uniti. Gli statunitensi sanno che in una guerra tra le due potenze, i missili balistici intercontinentali (ICBM) russi, disposti nei silos super-temprati all’incredibile pressione di 6000 psi contro i 300 psi di quelli dei missili statunitensi, sono decisivi. Questa forza da fine del mondo è temprata per sopravvivere non solo a un primo attacco nucleare, ma per penetrare facilmente le difese antimissile esistenti. Gli Stati Uniti non hanno alcuna protezione contro una salva di missili balistici intercontinentali russi. Mosca ha anche un’altra forza da Armageddon. Si tratta dei missili da crociera nucleari lanciati dai suoi potenti bombardieri strategici, i Tu-160 Blackjack, Tu-95 Bear e T-22M Backfire. Blackjack e Bear possono decollare dalle basi nella Russia occidentale e meridionale, sorvolare il Polo Nord e, a distanza di sicurezza, lanciare centinaia di missili da crociera nucleari contro gli Stati Uniti. Contemporaneamente, i Backfire dal raggio d’azione relativamente breve nell’oriente russo possono lanciare missili da crociera nucleari sulle coste occidentali degli Stati Uniti. Già nel 1980, i russi erano così sicuri dell’esattezza dei loro missili che i Backfire trasportavano solo un missile a testata nucleare Raduga Kh-22 (nome in codice NATO AS-4 Kitchen). Secondo gli esperti Bill Sweetman e Bill Gunston questi missili potrebbero essere “programmati per entrare dalle finestre del Pentagono“. Infatti, proprio la forza dei 195 bombardieri strategici russi, contro i 171 statunitensi, può far sparire la vita umana negli Stati Uniti continentali in un’ora.

1625679Confezionare un nuovo pugno
Mosca ha una serie di nuove armi che escono dalle linee di montaggio per integrare questi guerrieri freddi. I potenti bombardieri strategici saranno accompagnati dal super-maneggevole Sukhoj Su-27 Flanker e il più recente membro della famiglia Flanker, il Su-35 Super-Flanker, in grado di trasportare un’enorme varietà e numero di carichi bellici. Una delle armi più potenti del Su-35 è la versione propulsa da un ramjet del missile aria-aria K-77 e il missile da crociera Kh-59. Entrambi i velivoli sono quasi invisibili ai radar durante il volo super-maneggevole. La costruzione dei sottomarini nucleari ha un posto di rilievo nella Russia post-sovietica. I nuovi sottomarini d’attacco nucleari della classe Jasen, ne saranno costruiti 10, saranno l’ombra dei sottomarini nucleari dell’US Navy, i “boomers” che si nascondono silenziosamente nelle profondità dell’oceano. Nel 2012, un vecchio sottomarino Akula poté infiltrarsi nel Golfo del Messico e pattugliare le acque degli Stati Uniti per oltre un mese senza essere rilevato dall’US Navy. La forza dei sottomarini strategici è stata rinnovata con i battelli della classe Borej, lunghi 170 metri e armati con 20 nuovi missili balistici Bulava dalle capacità difensive avanzate progettate per penetrare i sistemi di difesa missilistica degli USA. Inoltre, dalla guerra dei cinque giorni in Georgia, nell’agosto 2008, l’esercito russo è diventato più agile, meglio collegato ed armato. Con 300000 soldati e 2500 carri armati (tra cui l’avanzato ‘carro armato volante’ T-90), e con i missili antiaerei e antimissili S-400 e S-500, l’esercito russo ha una potenza di fuoco senza eguali in Europa. La Russia ha circa 845000 truppe da combattimento pronte e quasi 2,5 milioni di riservisti. Gli Stati Uniti hanno 1,4 milioni di soldati in servizio attivo e 850000 riservisti. Ma mentre quasi tutte le truppe russe sono disponibili in Russia, le forze statunitensi sono sparse su 598 basi in tutto il mondo. Come la lenta risposta dei militari statunitensi in Crimea e la continua crisi ucraina dimostrano, affrontare l’esercito russo non è compito per deboli di cuore. Inoltre, dopo anni di lotta incessante e perdite imbarazzanti in Iraq e Afghanistan, le truppe statunitensi sono stanche e demoralizzate, se non ancora mentalmente sconfitte. Le forze armate degli USA sono, quindi, contrarie a un altro impegno militare, soprattutto contro un Paese che ha sconfitto e rovinato Napoleone e Hitler. In ogni caso, l’esercito statunitense, nonostante la spesa per la difesa sette volte superiore a quella della Russia, fornisce poca potenza al dollaro. Il ‘successo’ delle armi statunitensi è dovuta in gran parte alla CNN piuttosto che al campo di battaglia, e anche contro le piccole forze di Iraq, Serbia e Libia. In tale contesto, la rinascita dell’esercito russo ha spazzato via anche la pretesa di un’azione militare contro Mosca. E’ questa scarsa reattività ha costretto gli Stati Uniti e il suo Venerdì, Regno Unito, a scegliere le sanzioni.
Le sanzioni hanno portato a ulteriori sanzioni e controsanzioni, portando alla prospettiva di una guerra commerciale, ma ciò che non hanno compiuto è un cambio politico al Cremlino. Al contrario, la diplomazia calibrata del Presidente Vladimir Putin ha assicurato che la Russia rispondesse all’intero blocco occidentale. Mosca ha anche ricevuto l’ampio sostegno dei BRICS. La forza delle armi russe, al passo con una diplomazia soave ben esemplificata dall’arguzia di Vitalij Churkin alle Nazioni Unite, ha di fatto neutralizzato l’occidente. Tedeschi e francesi non sono minimamente interessati a una guerra con la Russia. I sentimenti filo-russi sono forti in Grecia, altro membro della NATO, come anche in Italia, Spagna e piccoli Paesi dell’Europa meridionale, che non vedono alcuna ragione per cui debbano intromettersi nel battibecco tra Russia e Ucraina. Ironia della sorte, è la NATO che ha contribuito a rendere rachitiche le forze militari di quasi tutti i Paesi europei. Compiaciuta dall’ombrello dell’Alleanza, l’Europa ha permesso che la spesa per la difesa precipitasse, ben sapendo che gli Stati Uniti s’impegnano a proteggerla. Alcuni Paesi, come Grecia e Bulgaria, filo-russi, sono nella NATO solo perché hanno paura della Turchia. Le guerre in Iraq e Afghanistan, in cui circa 22 Paesi hanno combattuto a fianco degli Stati Uniti, hanno ucciso l’appetito per altre guerre in quei Paesi. Il parlamento del Regno Unito, sapendo che poteva finire nella terza guerra mondiale, ha rifiutato di appoggiare l’attacco alla Siria. Ma ora che gli Stati Uniti si vedono incapaci di fare altro che lanciare stanche minacce di sanzioni, gli europei si chiedono che cosa diamine facciano le truppe statunitensi in Europa, se non possono combattere. Si tratta di un nuovo corso geopolitico, e la presenza statunitense in Europa potrebbe essere spazzata via dalla sua forza.
A giugno, mentre Putin partecipava alle celebrazioni del D-Day in Francia, un vecchio generale cinese disse in una conferenza sulla sicurezza regionale in Asia, che l’inazione degli Stati Uniti in Ucraina è sintomo inequivocabile della “disfunzione erettile” strategica degli USA. Peggio ancora, le sanzioni iniziando a mordere di nuovo. Le mele per i mercati russi marciscono in Polonia, danneggiando i piccoli agricoltori polacchi. I produttori di latte nei Paesi Bassi sono seduti su mucchi di formaggio marcio. Sono centinaia le storie del genere in ogni Paese europeo involontariamente trascinato nelle sanzioni. I più colpiti sono gli europei continentali che avevano fiorenti attività con la Russia. D’altra parte, il meno colpito sembra essere il Regno Unito, che continua a beneficiare del suo orgoglioso status di portiere dei miliardari russi. Ma nel complesso, l’Europa è malmessa in quanto non del tutto uscita dalla recessione economica. La povertà trasforma le relazioni, in peggio. Mentre l’angoscia economica aumenta, lo sfilacciamento dei legami nell’alleanza occidentale è quasi certo. A differenza delle generazioni precedenti, oggi gli europei, meglio informati grazie ai social media, vogliono risposte dalla loro leadership politica. Se l’alleanza da 1 trilione di dollari (bilancio militare annuale delle nazioni occidentali) non può nemmeno badare alla Russia, allora a che serve la NATO? Se gli Stati Uniti appoggiano i neonazisti ucraini, provocando una guerra in Europa, allora come contribuiscono alla sicurezza dell’Europa? Per Sun Tsu e Chanakya Aver la vittoria ideale è quella che si ottiene senza spargimento di sangue, con la diplomazia e i sotterfugi. La grande potenza militare di Putin potrebbe essere sul punto di dargli una vittoria senza sparare un colpo all’occidente.

borei_classTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Il principio di Newton russo: Mosca si prepara alla chiamata alla guerra occidentale

VestiReseau International 12 settembre 2014

7999e60b815e24bffbdc478aa7923fb9La Russia deve essere pronta a qualsiasi provocazione bellica. S’è parlato al Cremlino delle nuove armi per l’esercito nel prossimo futuro. Vladimir Putin ha avuto una riunione sul programma degli armamenti del governo entro il 2025, mentre l’infrastruttura militare della NATO si avvicina ai confini della Russia. Mosca non ha intenzione di rimanere inerte, come negli anni ’90. Il presidente ora dirigerà personalmente i lavori del complesso militare-industriale.
Spettacolo affascinante: il missile balistico da 30 tonnellate Bulava, decollava da sotto il mare e scompariva all’orizzonte. Questo è il primo lancio dal sottomarino “Vladimir Monomakh” nelle manovre militari nel Mar Bianco. E il primo lancio riuscito, come annunciato dallo Stato Maggiore Generale, dopo pochi minuti le testate del missile raggiungevano il loro obiettivo in Kamchatka. “Nell’ambito dei test del sottomarino lanciamissili strategico ‘Vladimir Monomakh’ è stato lanciato con successo un missile strategico dal Mar Bianco“, annunciava con orgoglio il comandante della Marina militare Victor Tshirkov. Ciò è servito a introdurre il grande incontro al Cremlino sul nuovo programma degli armamenti del governo.
Al fine di valutare il numero di missili, sottomarini, carri armati e armi varie necessari alla Russia, Putin ha riunito i vertici militari e finanziari, iniziando con questa notizia: “È stato firmato il decreto sulla creazione della nuova Commissione militare-industriale della Federazione Russa. Questo comitato riferisce al Presidente. Abbiamo discusso la questione con il governo e il capo del governo. Abbiamo convenuto che in questo modo il lavoro sarà più efficace, considerando che la commissione supervisionerà una parte significativa della sostituzione delle importazioni. Su tale punto devono concordare non solo il governo ma anche le varie strutture direttamente sotto l’autorità del presidente“, ha spiegato il presidente ai partecipanti alla riunione. Il Vicepresidente del Comitato sarà il vicepremier Dmitrij Rogozin, che supervisionerà i lavori del complesso militare-industriale. La sua prima preoccupazione sarà il nuovo programma degli armamenti del governo per il periodo 2016-2025. Questo programma ha una base finanziaria solida; l’esercito ha ricevuto 2500 miliardi di rubli nel 2000 e sarà di oltre 20 miliardi di dollari entro il 2020, assieme a 3 miliardi di dollari assegnati separatamente alle industrie militari. Il presidente ha sottolineato che si tratta di enormi spese necessarie. “Questa concentrazione di risorse si spiega con il fatto che dobbiamo ri-equipaggiare l’Esercito e la Marina Militare e modernizzare l’industria della Difesa. Non è collegata ad alcuna corsa agli armamenti. Questo perché il nostro armamento principale, il nostro sistema difensivo e i nostri sistemi offensivi sono in esaurimento o obsoleti, sostituendoli con equipaggiamenti avanzati e moderni, dall’affidabilità solida. Dobbiamo recuperare il tempo perduto, quando la nuova tecnologia passò a una produzione ridotta e le fabbriche hanno perso le loro capacità e i loro dirigenti“, ha proseguito il presidente russo.
Il Capo di Stato Maggiore fornisce dati sulla situazione di agosto. L’esercito ha ricevuto 3600 armamenti di base e 241000 pezzi. Quali esattamente, non l’ha specificato. I dettagli probabilmente furono riportati nella riunione a porte chiuse. Vladimir Putin ha impostato la nuova missione del Consiglio del complesso militare-industriale e i punti cui prestare attenzione: “Bisogna misurare in modo affidabile e completo le potenziali minacce alla sicurezza militare del nostro Paese. Ciascuna di tali minacce deve essere definita adeguatamente come un’efficace risposta. Come sappiamo, da un paio di anni gli Stati Uniti hanno violato unilateralmente il trattato ABM, attivando il loro sistema di difesa antimissile. I colloqui al riguardo non funzionano, tanto che il sistema viene sviluppato in Europa e Alaska, presso i nostri confini”, ha avvertito il capo dello Stato. “L’espansione della NATO a Est è una seria preoccupazione. Le promesse su ciò di Stati Uniti e loro alleati sono dimenticate. Sapete che è stato deciso recentemente di aumentare la presenza della NATO in Europa orientale. La Crisi ucraina, causata e creata dai nostri partner occidentali, viene ora utilizzata per rilanciare il blocco militare della NATO. Tutto ciò deve essere preso in considerazione e considerato nel processo decisionale per garantire la sicurezza del nostro Paese. Faremo tutto ciò che è necessario affinché la sicurezza sia affidabile e completamente garantita. abbiamo già annunciato e ripetuto che, se saremo costretti, dico costretti, adotteremo misure adeguate per garantire la nostra sicurezza. L’abbiamo detto più e più volte, e vedremo che ne conseguiranno reazioni isteriche quando saranno adottate definitivamente tali decisioni ed agiremo. Voglio sottolineare che tutto ciò che facciamo è una risposta“, ha ripetuto il presidente. “Un’ulteriore minaccia alla Russia è il rapido colpo globale (Prompt Global Strike), studiato e attivamente sviluppato dagli Stati Uniti, e che dovrebbe annientare tutti i centri di comando delle forze strategiche. La Russia non rimarrà semplice spettatrice“. Come annunciato dal viceministro della Difesa e dal segretario del nuovo comitato, la Russia svilupperà la propria risposta. “Possiamo, se saremo costretti dal materializzarsi della minaccia, prima di tutto sviluppare la risposta a tale nuova arma“, è stata la risposta ai giornalisti del viceministro della Difesa russo Jurij Borisov. “I finanziamenti per questi programmi si baseranno sull’economia russa e non sarnno a scapito dello sviluppo“.
Alcuni vorrebbero riprendere la corsa agli armamenti, ovviamente non rientrano in tale quadro, è assolutamente escluso. Agiremo secondo le reali prospettive di sviluppo economico“, ha detto Vladimir Putin. “Se il programma del governo precedente era basato sulla modernizzazione delle armi esistenti, il nuovo programma sarà anticipare“, afferma Dmitrij Rogozin. “La posta in gioco sono le armi intelligenti ad alta tecnologia“. “Questo programma degli armamenti deve garantire la piena possibilità difensiva del nostro grande Paese, con l’uso di armi ‘intelligenti’ che, dice, trasformeranno il soldato e l’ufficiale in operatori degli armamenti; queste armi saranno attivate a distanza dagli operatori militari, lontano dalle zona di combattimento. De facto, dobbiamo vedere il nemico prima che lui ci veda, sentirlo prima che ci senta, rilevarlo, seguirlo e distruggerlo“, ha detto Dmitrij Rogozin sulle nuove armi intelligenti. Un altro compito attuale è la sostituzione delle importazioni in risposta alle possibili sanzioni economiche degli occidentali. “Non abbiamo intenzione di disturbare indebitamente la cooperazione con i nostri partner stranieri, ma dobbiamo comprendere i rischi esistenti, la nostra industria deve essere pronta a fornire attrezzature e materiali critici necessari e disporne la produzione, come di conseguenza tecnologie, sviluppo e base tecnica”, questo è il compito specificato da Vladimir Putin ai dirigenti del complesso militare-industriale. Oltre all’indipendenza, ciò sarà uno stimolo per l’industria degli armamenti. Tali ordini erano attesi da tempo nel settore.
Il secondo incontro s’è svolto a porte chiuse, costituendo la prima riunione della nuova commissione militare-industriale guidata da Vladimir Putin. Qui il Cremlino ha finalmente approvato il nuovo principio delle Forze Armate russe, il principio della non-aggressione, del non intervento e dell’autosufficienza militare.

BulavaMonomakhTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Tre nuove acquisizioni delle forze armate russe nel 2013

Dmitrij Litovkin, RIR, 17 febbraio 2014

Le forze armate del Paese hanno ricevuto un notevole impulso lo scorso anno con l’acquisizione di bombardieri Su-34, missili Iskander-M e del sottomarino Severodvinsk

942856E’ necessario accelerare l’adozione nelle forze armate russe di armamenti ed equipaggiamenti  militari moderni, ha commentato il Capo di Stato Maggiore Generale Valerij Gerasimov in riferimento al piano di riarmo delle forze armate per il 2020. L’aspetto positivo principale è che le truppe hanno iniziato a ricevere non solo singoli equipaggiamenti, come in passato, ma abbastanza per intere divisioni e reggimenti. Perciò, nel solo 2013, la quota di armi moderne nelle forze nucleari strategiche ha raggiunto il 45 per cento, nel settore della difesa aerospaziale, il 62 per cento, nella forza aerea il 42 per cento, in marina il 52 per cento e nelle forze di terra, il 21 per cento. Allora, quali sono le acquisizioni militari russe?

179795Due in uno: Su-34
Il simbolo più importante della modernizzazione della forza aerea russa nel 2013 è stata la prima consegna di 32 nuovi bombardieri Sukhoj Su-34. Questo velivolo è considerato uno degli aggiornamenti più singolari dell’arsenale effettuato dall’aeronautica militare russa negli ultimi tempi. Il Su-34 è un cacciabombardiere con peso al decollo di quasi 50 tonnellate, può eseguire acrobazie, operare come caccia-intercettore ed effettuare bombardamenti di precisione contro bersagli di piccole dimensioni, sempre con facilità. I primi due bombardieri costarono all’aviazione 1,8 miliardi di rubli (51,7 milioni dollari). In confronto, nello stesso tempo, le Forze Strategiche Missilistiche spesero 5 miliardi di rubli (143.600.000 di dollari) per sei moderni missili balistici intercontinentali Topol-M. Il bombardiere può trasportare 8 tonnellate di bombe e missili di precisione. Può operare in tutte le condizioni meteo indipendentemente dal momento della giornata.  La protezione rinforzata della cabina e delle componenti vitali del velivolo permette al Su-34 di resistere ai danni più gravi che altri velivoli della sua categoria non possono sopportare. Il fatto che il velivolo sia stato costruito per essere facilmente aggiornato, garantisce una vita operativa di 30-35 anni. In totale, i militari prevedono di acquisire almeno 120 di questi aerei nel prossimo futuro.

12386Il conquistatore del mondo: Iskander-M
Nel 2013, l’esercito russo ha ricevuto le prime due brigate del sistema missilistico tattico Iskander-M. Prima di ciò, solo divisioni separate del sistema tattico furono introdotte in servizio operativo. Inoltre, il ministero della Difesa russo ha riferito con malcelato orgoglio di aver adottato le misure necessarie per contrastare le minacce del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti dispiegato in Europa orientale, schierando infatti l’Iskander nella regione di Kaliningrad. I missili sono occultati in un autocarro a quattro assi, e hanno una gittata di oltre 500 km e una velocità di 2000 metri al secondo. Ognuno dei missili può contenere una testata nucleare, convenzionale o cluster. Dal profondo vano posteriore, gli Iskander possono distruggere missili, artiglieria a lungo raggio, sistemi missilistici di difesa aerea, aeromobili negli aeroporti, posti di comando e comunicazione, anche sotterranei, e altri importanti obiettivi di punto e di area, tutti con eguale efficacia. Per aumentarne la potenza contro obiettivi pesantemente corazzati, il sistema ha soluzioni tecniche complesse che permettono ai missili di superare facilmente i sistemi di difesa aerea e missilistica  del nemico, quasi uguali a quelle del Topol-M. I sistemi di puntamento dei missili russi sono così sensibili che possono colpire con successo tutti gli obiettivi (sotterranei, di piccole dimensioni, di area o mobili) anche nelle notti senza luna, quando non c’è luce naturale, con una precisione di circa 4 metri.

Nuclear-Powered-Cruise-Missile-Submarine-SSGN-Severodvinsk-Starts-State-Acceptance-TrialsProfondità strategica: il sottomarino Severodvinsk
L’anno scorso, la Marina russa ha acquisito tre sottomarini nucleari di nuova generazione in una volta. Due sono sottomarini lanciamissili balistici Projekt 955 classe Borej equipaggiati con missili strategici Bulava (Jurij Dolgorukij e Aleksandr Nevskij). Il terzo è il Severodvinsk, un sottomarino Projekt 885 classe Yasen. Questo sottomarino sostituirà le diverse attuali classi di sottomarini della flotta. Gli esperti considerano i sottomarini classe Yasen una vera innovazione nella costruzione navale sottomarina. La loro traccia acustica è inferiore non solo ai sottomarini classe Akula, ma anche rispetto agli ultimi sottomarini nucleari statunitensi della classe Seawolf. I sottomarini nucleari di terza generazione Projekt 971 Akula sono praticamente impercettibili nelle profondità oceaniche. Statunitensi e inglesi sono ben consapevoli di quanto siano pericolosi questi sottomarini. Furono avvistati più volte nelle acque costiere di Regno Unito, Stati Uniti e Canada, ma non poterono essere rintracciati o seguiti. Il Severodvinsk è dotato diversi tipi di missili da crociera e siluri. Uno di questi è il missile cruise supersonico Jakhont, base del missile ipersonico Zircon in corso di produzione. La sua gittata consente al sottomarino sia di attaccare le portaerei nemiche che condurre massicci attacchi missilistici contro obiettivi costieri con la stessa facilità.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

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