Majdan e la storia infinita di una frode ucraina

TeoCubanos KomePD 31/03/2014Mbmgq0C70LENell’estate 2003, una dichiarazione dalla League for the Revolutionary Party – Communist Organization for the Fourth International (LRP-COFI), denunciava una frode dell’organizzazione ucraina “Revolutionary Workers Organization” (RWO) appena accettata come organizzazione membro a pieno titolo del COFI. “In realtà non era mai esistito come vera e propria organizzazione. I suoi “membri” e “leader”, alcuni dei quali avevamo incontrato più di una volta, erano parte di una truffa globale“. La dichiarazione prosegue: “la prova incontrovertibile fu scoperta dimostrando che un gruppo di presunti ‘rivoluzionari’ in Ucraina aveva frodato almeno dieci organizzazioni internazionali di estrema sinistra, e probabilmente molte altre. Tali elementi sinistri si travisarono da membri di gruppi politici ucraini, affermando di essere d’accordo con una grande varietà di differenti ed opposte tendenze di sinistra. Gli stessi individui si spacciavano membri e dirigenti di diverse organizzazioni. Per convincere le organizzazioni internazionali delle loro identità ed affiliazioni politiche false pubblicarono volantini e periodici fasulli che pretendevano esprimere le loro opinioni e critiche a varie organizzazioni internazionali e altri gruppi ucraini inesistenti. Riferivano di attività presumibilmente condotte in relazione alle loro presunte opinioni e partecipazioni ad ampie discussioni politiche con i loro affiliati internazionali…. Per mezzo della presente dichiarazione vogliamo mettere in guardia il movimento dei lavoratori e le organizzazioni di estrema sinistra che tale frode criminale di elementi sinistri in Ucraina viene perpetrata contro la classe operaia e il movimento socialista mondiale. La truffa fu svelata quando il Partito Socialista di Gran Bretagna (World Socialist Movement WSM) denunciò di essere tra le organizzazioni ingannate”. La dichiarazione è disponibile su internet (vedasi punto 4.) … Una ragione evidente di tale bizzarra cospirazione era avere denaro dall’estero, incassandolo con la scusa della povertà della classe lavoratrice ucraina. Date le somme in gioco, è probabile che il furto non fosse l’unica ragione della truffa. Non sappiamo a questo punto se fu organizzata dalla polizia segreta ucraina o da agenzie di altri governi. Né sappiamo ancora se gli autori fossero semplici ladruncoli“. La dichiarazione denunciava Oleg Vernik, membro di spicco della sezione ucraina del Committee for a Workers International (CWI), “individuato come uno degli autori principali della truffa. Ai primi di agosto (2003) il CWI sospese la leadership della sua sezione ucraina e annunciava un’indagine completa se tale o meno gruppo di sinistra fosse dietro l’operazione“. (Dichiarazione di CWI è nell’appendice di quanto sopra linkato dall’SPGB)
Come dimostrato dalla relazione del SPGB, la frode fu rivelata quando alcuni russi avvertirono che l’organizzazione “sorella” del SPGB, presumibilmente fondata nel 2000, era in realtà inesistente. Il SPGB identificò dalle foto Vernik quale stessa persona presentatasi come Semjon Shevchenko, che prese parte ad un incontro internazionale del WSM (l’alleanza internazionale del SPGB) in Gran Bretagna, nel 2002, come capo dell’organizzazione fantasma Partito Socialista Mondiale di Ucraina (WSP). L’identificazione fu confermata da un membro del CWI belga e portò ad un’indagine interna del CWI. E poi il groviglio cominciò a svelarsi… Varie, quasi tutte, organizzazioni inglesi e statunitensi, e le loro piccole “internazionali” iniziarono ad indagare, solo per scoprire che le loro presunte organizzazioni sorelle in Ucraina erano una… truffa! A parte LRP-COFI e SPGB-WSM, Workers Power – League for the Fifth International (WP-L5I), Alliance for Workers’ Liberty (AWL), Workers Revolutionary Party, Marxist-humanists of USA (News and Letters Committees-NLC), International Bolshevik Tendency (IBT), International Trotskyist Opposition (ITO), Socialist Labor Party of America (SLP), Internationalist Group – League for the Fourth International (IG-LFI), New Union Party (NUP), International Bureau for the Revolutionary Party (IBRP) (oggi Internationalist Communist Tendency (ICT)) e forse anche altre, scoprirono che le loro organizzazioni “sorelle” (con diversi nomi fittizi, YRM/RKO/RWO/RV/UTO/UWG/RKU, ecc.) erano in realtà “facciate” inscenate dalle stesse persone che si presentavano con nomi diversi e come loro capi! I report dettagliati delle specifiche “tecniche” della frode furono dati da IG-LFI, LRP-COFI e SPGB e IBT. Dichiarazioni che denunciavano la truffa furono emesse da Workers Power, AWL, BIPR  e SLP. Riferimenti identici furono fatti anche da ICL-FI, Partito comunista di Gran Bretagna (CPGB), Red&Black Notes rivista libertaria canadese, e dalla rivista Russia di Sinistra. Fu confermato che Oleg Vernik, esponente di spicco del WR/CWI ucraino, anche membro del Comitato Esecutivo Internazionale (IEC) del CWI, fosse anche contemporaneamente Semjon Shevchenko del WSP/WSM, Jakov del RWO/COFI, Vitalij di YRM/IBT, Mikhail della RCO/IG-LFI e Viktor dell’UWG/NLC!!!

Oleg Vernik

Oleg Vernik

Boris Pastukh di WR/CWI era anche Vasilij Dmitrulin della RCO/IG-LFI, Aleksandr Sherbakov di YRM/IBT, Vasilij di RC/IG-LFI, Igor Pugachov dell’UGW/NCL e Ivan di WSP/WSM.

Boris Pastukh

Boris Pastukh

Aleksandr Zvorskij era Viktor Voronov della RWO/COFI, Sergej Novikov di WSP/WSM e Vadim Evtushok dell’UWG/NCC.

Zvorskij

Aleksandr Zvorskij

Zakhar Popovich di WR/CWI era Aleksandr della RCO/IG-LFI e dell’UWG/NLC.

Zakhar Popovich

Zakhar Popovich

vernikLjosha, Oleksij e Marsha furono identificati come… personalità multiple, e anche altri.

Ilija Budraitskis

Ilija Budraitskis

Oltre agli ucraini che condussero le loro… imprese internazionalisti attraverso un… “Dipartimento Internazionale” che avevano istituito presso i WR/CWI ucraini, fu smascherato anche un truffatore russo, Ilija Budraitskis, a quel tempo membro del Comitato esecutivo della “sezione CSI” del CWI (ovvero la sezione del CWI che includeva la Comunità di Stati Indipendenti, la CSI, esclusa l’Ucraina) e il Comitato nazionale russo del CWI. Era lo stesso uomo che, nello stesso periodo, partecipava alle riunioni a Kiev con una delegazione del IG-LFI come… il compagno russo Dmitrij, con una delegazione della IBT come il compagno ucraino… Ivan, e aveva anche partecipato a una conferenza internazionale del COFI a Varsavia come… il compagno russo Igor! Budraitskis cambiava nazionalità con i nomi!
Il CWI* nella sua dichiarazione iniziale, promettendo un’indagine approfondita, disse che la leadership della il CIS-CWI e della sua internazionale non sapevano quanto accadesse in Ucraina. Il 29 agosto 2003 il Segretariato internazionale della CWI annunciava che le accuse riguardanti la loro sezione ucraina erano effettivamente fondate e ordinò l’immediata sospensione di Oleg Vernik, Boris Pastukh, Zakhar Popovich, Aleksandr Zvorskiij, Jurij Baranov, Jaroslav Ganzenko, Aleksej Arjabinskij e la riorganizzazione dei WR/CWI ucraini. Le organizzazioni ingannate insisterono su Ilija Budraitskis. Il CEI di CWI il 24 novembre 2003 dichiarava che Budraitskis ammise che “fu trascinato a partecipare agli incontri organizzati dal cosiddetto “Dipartimento Internazionale” di Kiev. Ilija affermava che il suo coinvolgimento fu un grave errore e si rammaricava profondamente delle sue azioni e dei danni causati alla CWI, nella CSI, e nell’internazionale… Il SI condanna fermamente le azioni di Ilija, tuttavia riconosce, sulla base della nostra indagine e delle dichiarazioni di Ilija, che non era l’organizzatore della frode del “Dipartimento Internazionale”. Sebbene Ilija avesse completamente sbagliato a prendere parte alle attività del ‘Dipartimento Internazionale’, non fu suo istigatore… Prendendo in considerazione questi fattori, il SI propone le seguenti azioni disciplinari: Ilija viene rimosso dal comitato russo della CIS per almeno sei mesi. Trascorso questo periodo verrà ridiscussa la questione. Ilija non rappresenta l’internazionale della CWI in alcun modo fino a decisione contraria. Nel suo lavoro nell’organizzazione di Mosca Ilija è disciplinato dal Comitato di Mosca ed altri organismi dirigenti della sezione“. Le organizzazioni ingannate reagirono a tale decisione. Il 3 agosto 2004 l’IBT scrisse: “Budraitskis è un bugiardo comprovato e un ladro. Se i capi del CWI siano solo ingenui, piuttosto che cinici senza principi, l’avrebbero automaticamente espulso quando il suo coinvolgimento venne alla luce. Avrebbero inoltre preparato un resoconto dettagliato, fatto i nomi e tentato di “seguire il denaro”. Invece di cercare di andare a fondo su tale bufala criminale, il CWI ha dato solo vaghe spiegazioni, auto-amnistiandosi. La clemenza verso Budraitskis, il rifiuto d’indagare seriamente sullo scandalo coinvolge i dirigenti del CWI nell’ostruzionismo e mancata cooperazione nelle indagini di altre organizzazioni, costituendo un modello per cui non ci può essere assoluzione“. IBT (e altri) hanno supposto che CWI, nel migliore dei casi avrebbe coperto Budraitskis in modo da coprire anche Rob Jones, capo del CIS-CWI. Il CWI ha sostenuto che non fosse il dirigente in Ucraina. In Russia, invece, c’era (e c’è ancora) Rob Jones, con cui Budraitskis è cameratescamente associato.

Budraitskisconfgroup(Budraitskis a sinistra e Rob Jones a destra).

Nella lettera del 9 settembre 2003 indirizzata al CWI, IBT si chiede: “Potete informare su fino a che punto tale cospirazione arrivi? Certamente è più ampia di quanto la vostra dichiarazione ammetta, e non era affatto limitata alla sezione di Kiev della vostra organizzazione. E’ chiaro che Ilija Budraitskis, forse il più importante rappresentante a Mosca della vostra tendenza, fosse parte integrante della truffa. Ha compiuto numerosi viaggi a Kiev partecipando alla truffa. Cosa facevano gli altri capi del CWI a Mosca in queste visite? Come credevano fossero finanziati i viaggi? Non insospettirono il rappresentante Robert Jones? Cosa pensavano facesse Ilija Budraitskis a Kiev così frequentemente? Come pensavano che Ilija Budraitskis potesse permettersi quei viaggi? Il compagno Jones ha visitato Kiev negli ultimi quattro anni? E quante volte? Non notò nulla di sconveniente?” La lettera fu presentata due volte. Il CWI non rispose, né disse nulla su tali questioni nella dichiarazione su Budraitskis.

Ukraine-socialist-union

Logo dell’Opposizione di Sinistra ucraina

Ucraina 2013-2014: l’acqua è passata! Viva Majdan e dimenticate il passato!
24nov-vertical Nel 2005 ci fu una scissione dell’organizzazione russa di CWI, e alcuni membri crearono una nuova organizzazione chiamata Vperjod. Nel febbraio 2008, Vperjod ebbe lo status di “osservatore permanente” dal Segretariato Unificato della 4.ta Internazionale (USEC)* e nel febbraio 2010 divenne la sezione ufficiale dell’USEC in Russia. L’organizzazione russa di CWI si divise nel 2009 sulla questione dell’Ossezia del Sud. Una parte mantenne il nome dell’organizzazione, Resistenza dei Lavoratori, e l’altra rimase fedele al CWI è si ricostituì come “Sezione russa del CWI”. Nel 2011 Vperjod e Resistenza dei lavoratori si fusero formando il Movimento socialista russo (RSM), divenendo la nuova sezione russa della Quarta Internazionale. La carriera politica di Ilija Budraitskis apparentemente non fu disturbata dallo ‘sfortunato’ incidente della sua partecipazione in una truffa palese e dalla sanzione inflittagli dal CWI. Tuttavia non rimase a lungo con il CWI, probabilmente se ne andò con la scissione del 2005. Non possiamo verificarlo di sicuro. I “beagle” occidentali “pro-Majdan… alisti” che l’intervistano spesso, potevano chiedergli di chiarire tale dettaglio. Tuttavia nel 2006 apparve quale membro di Vperjod in una “conferenza sul futuro della sinistra ucraina”, e da allora è sicuramente uno dei capi di Vperjod, come l’USEC fa sapere. E’ sugli articoli di Ilija Butraitskis che l’USEC basa la propria analisi sulla … “rivolta delle masse” in Ucraina, a Majdan, battendosi per una società migliore, con il “Settore di Sinistra” da costruire nel movimento di Majdan e il pericolo mortale dell’intervento russo. Il capo, ovviamente, e gli altri collaboratori… della linea anticapitalista dell’International Socialist Tendency** (IST), non riescono a non usarlo come fonte a conferma della loro analisi (chiunque controllando internet potrebbe facilmente trovare molti riferimenti a Budraitskis in varie sezioni dell’IST). Ma in ogni caso, non dobbiamo essere così rigorosi. Forse il “compagno” Ilija è sinceramente pentito per le sue azioni. O forse i compagni del CWI, così indulgenti, sapevano qualcosa. Questo è ciò che abbiamo prima pensato e deciso di mantenere per noi. Ma poi “navigando” sulla pagina facebook di Budraitskis abbiamo sorprendentemente scoperto che la sua vasta gamma di “amici” include: Zakhar Popovich, Aleksandr Zvorskij, Aleksej Arjabinskij, Boris Pastukh, Oleg Vernik! Non giureremmo su Arjabinskij e Zvorskij, perché non abbiamo trovato nessuna foto disponibile nel 2003 sui rispettivi tizi. Può essere una coincidenza. Gli altri tre invece sono coloro che “trascinarono” Ilija nella frode. E’ una cosa strana mantenere l’amicizia con i truffatori che l'”avevano trascinato” in una frode, no?! Più sorprendente di tutti, però, è il fatto che tali truffatori ancora si presentino come militanti, sindacalisti e capi di organizzazioni rivoluzionarie! Ci occupiamo soltanto del caso di Popovich, perché il più evidente. La verità è che nella relazione di marxist.com si afferma che alla “conferenza sul futuro della sinistra ucraina” c’era un Zakhar Popovich che fece un intervento. Ma forse, ancora una volta, si tratta di una coincidenza diabolica. Ma lo Zakhar Popovich che ha parlato alla Camera dei Comuni a Londra, il 10 marzo, di cui un video viene presentato dalla TSI, non è un omonimo, è il truffatore del 2003 Zakhar Popovich, oggi “esponente di spicco” dell’organizzazione Opposizione di Sinistra ucraina, che finora ha contribuito notevolmente… come fonte di informazioni… della sinistra e autonomia “pro-Majdan”, alla “rivoluzione sociale” avvenuta in Ucraina. Questa è l’organizzazione che agli occhi della SEK (sezione greca di IST) rappresenta la sinistra anticapitalista ucraina. E’ la stessa organizzazione le cui tesi sono avanzate dall’USEC. È il tizio che ci ha detto di essere andato di persona con la bandiera rossa a Majdan e che anche se i fascisti avevano una certa forza lì, anche… “la sinistra si rafforzava! Tale rivoluzione è molto diversa dalla rivoluzione arancione del 2004. Questa rivoluzione è forte!”. È la stessa persona intervistata, sotto il titolo eloquente “sollevazione di massa per la democrazia”, dall’NPA francese, un’intervista orgogliosamente spacciata dall’USEC. E’ vero che chiunque avrebbe cercato di saperne di più sulla sinistra ucraina e russa probabilmente avrebbe avuto il sospetto che non fossero personaggi cristallini e politici chiari. Almeno, questo è ciò che abbiamo notato con una piccola ricerca. Ma nel caso di Budraitskis e Popovich non si tratta di sospetti, essendo chiaro come il Sole. Quindi dovrebbero pensarci due volte coloro pronti a gridare alle “teorie della cospirazione”. Quei tizi del CWI, che tanto pietosamente avevano ‘assolto’ Budraitskis non sono consapevoli del fatto che il capo dell’opposizione di sinistra è Zakhar Popovich, l’uomo che espulsero dalla loro organizzazione come “vergognoso truffatore”? I tizi dell’USEC non conoscono il passato del loro capo russo? I tizi del’IST, non sanno del passato della loro ospite d’onore?
Il problema non è tecnico o personale, è politico. Riguarda l’essenza delle loro dichiarazioni, ma anche facilità e sicurezza con cui la sinistra europea ha preso posizione sulla questione ucraina, anche accusando chiunque osasse avere una posizione diversa di essere “esagerato”, ingenuo o anche portavoce di Putin. In effetti, non è più il momento dell’ingenuità…

Antifa supporter degli ucrofascisti

Antifa supporter degli ucrofascisti

Note:
*In Italia, il CWI è rappresentato da Controcorrente, una microfazione del PRC.
**In Italia, International Socialist Tendency è rappresentato dalla microfazione Comunismo dal basso, a sua volta una corrente del defunto partitino liberal-anarchico Sinistra Critica.
***L’USEC in Italia è rappresentato da Sinistra Anticapitalista, ex-Sinistra Critica.

Foto: Bolshevik

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La balcanizzazione dell’Ucraina

Miroslav Lazanski, Rete Voltaire Internazionale, Belgrado (Serbia) 25 febbraio 2015

La guerra che devasta l’Ucraina s’internazionalizza. Le divisioni che compaiono nei Balcani non sono nuove, c’erano durante la disgregazione della Jugoslavia e in precedenza durante la Seconda Guerra Mondiale. Per Miroslav Lazanski, una vecchia divisione si riproduce.

Nikolaj Vasilevich Ogarkov

Nikolaj Vasilevich Ogarkov

Lav Tolstoj scrisse in Guerra e Pace, che “alla vigilia del 1812 c’era una concentrazione di potere in Europa occidentale, dall’ovest all’est, ai confini della Russia“. Non so cosa questo grande scrittore e pensatore direbbe oggi se vedesse i primi anni del 21° secolo. E’ come se avesse già previsto l’attuale accerchiamento NATO della Russia e la pressione politica e psicologica sugli Stati neutrali per aderire all’alleanza, avviate in Europa nel 1999, con i bombardamenti della Repubblica Federale di Jugoslavia, e che prosegue oggi con la tragedia ucraina. Le immagini di edifici e ponti distrutti sono incredibili; case bruciate, cadaveri per le strade. Tutto nel 21° secolo! e non è un film, ma la cruda realtà. L’Europa politica rimase in silenzio sulle stesse immagini in Jugoslavia nel 1999, e oggi è indifferente alla sofferenza umana in Ucraina. L’Europa politica ha imposto al popolo ucraino una scelta e quindi la guerra. Dopo gli accordi Minsk 2 [1], certuni ancora pensano, in Europa e anche negli Stati Uniti, che inviare aiuti militari a Kiev potrebbe cambiare la situazione militare. Ma i missili anticarro occidentali non cambieranno l’equilibrio di potere, perché i soldati di Kiev non sono stati addestrati ad usarli e avrebbero bisogno di almeno sei mesi di addestramento. I sistemi di artiglieria della NATO non sono compatibili con quelli dell’esercito ucraino. L’occidente può fornire all’Ucraina semplici blindati per il trasporto di fanteria, ciò che gli inglesi hanno fatto, elettronica per le comunicazioni radio e radar per l’artiglieria, già consegnati a Kiev. Tuttavia, se la NATO consegna a Kiev altri tipi di armi, o se invia propri specialisti per l’addestramento militare, potremmo vedere nel Donbas carri armati T-80 e T-90 invece che T -72. Vedremo poi se i missili sarebbero efficaci con essi. L’ingresso di unità della NATO in Ucraina potrebbe causare l’ingresso dell’esercito russo nel teatro delle operazioni. In un conflitto convenzionale in questo campo, nessun esercito occidentale, neppure quello degli Stati Uniti, potrebbe sconfiggere l’esercito russo, poiché i generali occidentali dimenticano ovviamente la dottrina del Maresciallo Ogarkov, sempre attuale nell’esercito russo: la sconfitta nella prima fase di un conflitto convenzionale con la distruzione degli obiettivi chiave in profondità del territorio nemico, nei primi momenti della guerra, e conquistare rapidamente territorio nemico facendo avanzare l’esercito. La vittoria totale nella prima fase della guerra, senza l’uso di armi nucleari tattiche. La strategia offensiva, con l’obiettivo di una profonda penetrazione nel territorio nemico senza usare armi nucleari, era l’essenza della visione sovietica della guerra in Europa. Gli statunitensi cercarono di fare di meglio con la dottrina della “Battaglia aero-terrestre 2000″.
Questo è precisamente il motivo per cui né Stati Uniti né NATO inviano forze in Ucraina, perché non hanno alcuna possibilità di vincere una guerra convenzionale. Infatti, se le truppe NATO o degli Stati Uniti subissero la sconfitta affrontando l’esercito russo in Ucraina, Bruxelles e Washington dovrebbero ammettere la sconfitta con tutte le conseguenze politiche e militari, o utilizzare armi nucleari tattiche. In tale situazione, sapendo che i Tomahawk possono raggiungere gli obiettivi russi in cinque o sei minuti, il Cremlino avrebbe poco tempo per decidere ed eseguire una diretta risposta nucleare, che avverrebbe in tre minuti al massimo, altrimenti non potrebbe lanciare controffensive se i missili statunitensi colpissero gli obiettivi russi. In altre parole, il confine tra uso tattico e strategico delle armi nucleari è pericoloso. Il rischio di conflagrazione è spaventoso, le parti potrebbero interpretare l’uso di armi nucleari tattiche come introduzione all’uso delle armi nucleari strategiche. In questo caso, solo Dio potrebbe salvare il pianeta. Secondo il parere del professor Lowell Wood del Livermore National Laboratory (USA), nel 1982, tra 500 milioni e 1,5 miliardi di persone morirebbero. Ed essendo la tecnologia nucleare progredita nel frattempo, il numero dei morti sarebbe molto più alto. Chi vorrebbe internazionalizzare il conflitto ucraino, ci pensa?
L’opinione pubblica in Russia in questi giorni non è sorpresa dall’arrivo di cittadini croati in rinforzo all’esercito di Kiev, Pravij Sektor e Guardia nazionale ucraina. Solo coloro che non conoscono la storia ne sono sorpresi. I soldati dello Stato indipendente di Croazia combatterono durante la seconda guerra mondiale a fianco di Hitler a Stalingrado, mentre sul fronte orientale non c’erano serbi. Lo Stato indipendente di Croazia inviò la sua aviazione sul fronte orientale. Il generale Franjo Dzal fu uno dei piloti che abbatté aerei russi. Nell’ex-Jugoslavia, la Croazia ha ottimi rapporti con l’Ucraina e la Serbia con la Russia. In che misura la religione ha influenzato ciò (in Ucraina ci sono cattolici e uniate) è una lunga storia. In ogni caso, i croati fiancheggiano l’Ucraina, e i serbi, seguendo i volontari, sostengono il Donbas. Balcanizzando l’Ucraina, si continua la guerra sospesa nel 1945…

6[1] “Pacchetto di misure per l’attuazione degli accordi di Minsk”, Rete Voltaire, 12 febbraio 2015.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Operazione Gladio, Fethullah Gülen e governo mondiale

William Engdahl BFP 10 febbraio 2015cemaat-cia-isbirligi-h14045Ciò che segue è la traduzione di un colloquio tra William Engdahl e il giornalista Deniz Ulkutekin di Cumhuriyet:
1. Come ho letto hai iniziato la ricerca sul Cemat di Gulen quando sei venuto in Turchia per una conferenza. Qual è stata la cosa che ha attirato l’interesse su Gulen e i suoi seguaci?
WE: sono un ricercatore geopolitico e autore ormai da più di trent’anni. Il mio interesse principale è la geopolitica o come il potere è organizzato nel nostro mondo e a cosa punta. Quando fui invitato in Turchia per delle conferenze su uno dei miei libri, un giornalista turco, da allora mio amico fidato, mi suggerì che se volevo capire cosa succede in Turchia, un Paese della NATO che da tempo considero avere una ruolo assai positivo, dovevo studiare la Cemat di Gülen. Iniziando un lungo processo, iniziai a capire il vero scopo dietro la facciata del progetto Rumi di Gulen e seguaci.

2. Sappiamo innanzitutto che Gulen ha combattuto il comunismo tramite una fondazione (un programma della NATO in effetti). Quindi potremmo dire che il rapporto tra Gulen e la CIA iniziò molto tempo fa?
WE: Sì, tutte le prove suggeriscono che le reti turche di Gladio della NATO scelsero Gulen quale possibile agente anni fa. Dato che gli scopi sono cambiati con il crollo dell’Unione Sovietica, il ruolo di Gulen cambiò, aprendoglisi le porte per giocare tale ruolo. Quindi, in un certo senso si può dire che la Cemat di Gulen non è altro che la proiezione di un’idea dal quartier generale della CIA di Langley in Virginia, da parte di persone essenzialmente stupide che credono di poter usare ed abusare della religione quale copertura per avanzare il loro piano di dominio globale, che David Rockefeller chiama Governo Mondiale. A differenza dei jihadisti della CIA come Hekmatyar in Afghanistan o Naser Oric in Bosnia, la CIA decise di dare a Fethullah Gulen un’immagine radicalmente diversa. Non un agghiacciante, tagliagola jihadista cannibale. No, Fethullah Gulen fu presentato quale uomo di “pace, amore e fratellanza”, riuscendo anche a farsi fotografare con papa Giovanni Paolo II, foto che Gulen espone sul suo sito. L’organizzazione di Gulen negli Stati Uniti assunse uno dei più costosi esperti d’immagine di Washington, l’ex-direttrice della campagna di George W. Bush, Karen Hughes, per trasmettere la sua immagine di Islam “moderato”. Idee e manipolazioni della CIA e del dipartimento di Stato crollano ovunque oggi, ma sono accecati dall’arroganza. Basta guardare il casino assurdo creato con i neo-nazisti in Ucraina.

3. Essendo argomento molto conflittuale, come fai ad esser certo che Gulen e CIA collaborino?
WE: Non è solo una mia idea, ma di molti analisti turchi e persino dell’ex-capo del MIT turco Osman Nuri Gundes, dell’ex-traduttrice dell’FBI turco-statunitense Sibel Edmonds ed altri che hanno documentato i suoi profondi legami con i vertici della CIA, come Graham Fuller. Quando Gulen fuggì dalla Turchia per evitare il processo per tradimento nel 1998, scelse di non andare in uno qualsiasi dei Paesi islamici che gli avrebbero potuto offrire asilo. Scelse invece gli Stati Uniti, con l’aiuto della CIA. Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti cercò di bloccare un particolare “visto scelto per uno straniero di straordinaria capacità nell’istruzione“, un visto permanente per Gulen, sostenendo che fosse fondamentalmente una frode, dato che aveva la licenza elementare e alcuna particolare conoscenza dell’Islam. Nonostante le obiezioni dell’FBI, del dipartimento di Stato degli Stati Uniti e del dipartimento dell’Homeland Security, tre ex-agenti della CIA intervennero e riuscirono ad ottenere una carta verde e la residenza permanente negli Stati Uniti per Gulen. Intervennero tre agenti, in servizio o “ex”, della CIA, George Fidas, ex-ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia ed ex-vicedirettore della CIA; Morton Abramowitz, descritto come “informale” della CIA e l’agente della CIA che aveva vissuto in Turchia Graham E. Fuller. Diedero a Gulen asilo a Saylorsburg, Pennsylvania. Ciò suggerisce certamente un forte legame, per lo meno.

4. Il rapporto tra Gulen e CIA ha avvantaggiato entrambi? Se sì, quali? Come la CIA ha aiutato Gulen nel sviluppare la sua fondazione?
WE: Sì, chiaramente. La Cemat Gülen ebbe il permesso di creare un vasto impero commerciale, ottenendo sempre più influenza ponendo i suoi segaci nella polizia, nei tribunali e nel ministero dell’Istruzione. Poté istituire le sue scuole di reclutamento in tutta l’Asia centrale con il supporto della CIA. Negli Stati Uniti e in Europa, i media influenzati dalla CIA come la CNN gli fecero molta pubblicità gratuita per abbattere l’opposizione all’apertura delle sue scuole negli USA. Per la CIA era uno strumento in più per distruggere non solo l’indipendente e laica Turchia kemalista, ma per ampliare il narcotraffico afghano nel mondo e utilizzare la gente di Gulen per destabilizzare i regimi avversari di cui la rete della CIA a Washington, lo “Stato profondo”, voleva sbarazzarsi. Sibel Edmonds, ex-traduttrice turca dell’FBI e “whistleblower”, indicò Abramowitz, insieme a Graham E. Fuller, come elementi di una cabala nel governo degli Stati Uniti che scoprì usare le reti in Turchia per promuovere i piani criminali dello “Stato profondo” nel mondo turcofono, da Istanbul alla Cina. Documentò come la rete rientrasse significativamente nel traffico di eroina dall’Afghanistan. Ritiratosi dal dipartimento di Stato, Abramowitz fece parte del consiglio del National Endowment for Democracy (NED), finanziato dal Congresso degli Stati Uniti, e fu co-fondatore con George Soros dell’Internetional Crisis Group. Sia NED che ICG sono implicati nelle “rivoluzioni colorate” sostenute dal governo degli USA fin dal crollo dell’Unione Sovietica nel 1990, da Otpor in Serbia alla rivoluzione arancione nel 2004 e al colpo di Stato del 2013-14 in Ucraina, alla rivoluzione verde in Iran nel 2009, alla rivoluzione del loto del 2011 in piazza Tahrir, Egitto. Graham E. Fuller partecipava alle attività della CIA per dirigere mujahidin e altre organizzazioni islamiche politiche dagli anni ’80. Per 20 anni è stato agente della CIA in Turchia, Libano, Arabia Saudita, Yemen e Afghanistan, era uno dei primi sostenitori nella CIA dell’uso di Fratelli musulmani e organizzazioni islamiste simili, come la Cemat di Gülen, per sostenere la politica estera statunitense.

5. Come la CIA usa le scuole di Gulen in Asia centrale?
WE: In primo luogo va osservato che la Russia rapidamente vietò le scuole di Gülen quando la CIA iniziò il terrore in Cecenia negli anni ’90. Negli anni ’80, quando lo scandalo Iran-Contra esplose a Washington (uno schema ideato da Fuller per la CIA), andò “in pensione” per lavorare al think-tank RAND finanziato da CIA e Pentagono. Lì, sotto la copertura della RAND, Fuller fu determinante nel sviluppare la strategia della CIA per la costruzione del movimento Gulen quale forza geopolitica per penetrare l’Asia centrale ex-sovietica. Tra le carte della RAND, Fuller scrisse studi sul fondamentalismo islamico in Turchia, Sudan, Afghanistan, Pakistan e Algeria. I suoi libri lodano generosamente Gulen. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, i quadri di Fetullah Gulen furono inviati ad istituire scuole di Gulen e madrase negli Stati dell’ex Unione Sovietica, da poco indipendenti in Asia centrale. Fu un’occasione d’oro per la CIA, con la copertura delle scuole religiose di Gulen, per inviare centinaia di agenti della CIA nell’Asia centrale per la prima volta. Nel 1999 Fuller sostenne, “La politica per guidare l’evoluzione dell’Islam e aiutarlo contro i nostri avversari ha funzionato meravigliosamente bene in Afghanistan contro i russi. Le stesse dottrine possono ancora essere utilizzate per destabilizzare ciò che resta della potenza russa, e soprattutto contrastare l’influenza cinese in Asia centrale“. Gulen fu descritto da una ex-fonte autorevole dell’FBI come “una delle figure principali delle operazioni della CIA in Asia centrale e nel Caucaso“. Negli anni ’90 le scuole di Gulen si diffusero in tutta l’Eurasia, fornendo a centinaia di agenti della CIA la copertura da “insegnanti di madrelingua inglese”. Osman Nuri Gundes rivelò che il movimento Gulen “riparò 130 agenti della CIA” presso le sue scuole in Kirghizistan e Uzbekistan solo nel 1990.

6. Gulen emigrò dalla Turchia agli Stati Uniti d’America nel 1999, 3 giorni dopo che il capo terrorista curdo Abdullah Ocalan venisse rapito e portato in Turchia. Cosa significa? Gulen avrebbe cooperato meglio con la CIA una volta trasferitosi negli USA?
WE: Penso che la CIA temesse che Gulen finisse in prigione e che potesse essere molto più utile in un santuario negli USA, dove potevano migliorarne l’immagine migliore e pomparne l’aura. Ora chiaramente Gulen teme di tornare in Turchia, anche se legalmente. Questo la dice lunga.

7. Quali vantaggi la fondazione di Gulen porta alla CIA in Turchia e Medio-Oriente?
WE: Richiederebbe una discussione molto più lunga. Ciò che trovo interessante è come sia emersa in Turchia una profonda e aspra frattura tra il Cemat di Gulen e il presidente Recep Tayyip Erdogan. Credo che Erdogan abbia cominciato a perseguire la propria agenda, scontrandosi con quella del dipartimento di Stato e della CIA, sul ruolo della Turchia nel mondo.

8. Il governo turco dell’AKP attua una vasta operazione di polizia contro i membri dell’organizzazione di Gulen nella giustizia e nella polizia, d’altra parte, il pubblico è scettico su ciò dato che AKP e Gulen erano alleati prima dello scandalo sulla corruzione del 17 novembre. Quindi potremmo dire che AKP, Tayyip Erdogan e CIA erano alleati una volta?
WE: La Turchia è un membro della NATO, così ad alcun governo turco era consentito essere troppo indipendente dalla NATO, cioè da Washington, come sapete. Quando Erdogan iniziò a seguire la propria strada, le reti degli Stati Uniti cominciarono a demonizzarlo nei media di tutto il mondo, e i media di Gulen l’hanno attaccato ferocemente. Credo che la frattura tra Erdogan e Gülen sia nata molto prima degli scandali del 17 novembre. Chi c’era dietro la diffusione di tali accuse? Cosa fece l’ambasciatore statunitense Francis Ricciardone in proposito? Domande interessanti per qualcuno.

9. Tu dici che la CIA è al fianco di Gulen nella lotta all’AKP. Come potrebbero fermare Erdogan e AKP?
WE: La mia opinione è che gli scandali servivano ad impedire l’elezione di Erdogan a presidente, ma fallirono. Si ricordi che lo “scandalo” era su Erdogan che avrebbe violato le sanzioni petrolifere degli USA all’Iran, così gli scandali erano destinati a spezzarne i legami commerciali, un obiettivo di Washington.

10. Qualcosa da aggiungere…
WE: Credo che la Turchia oggi può svolgere un ruolo molto positivo nel mondo nuovo che emerge sostituendo il mondo di guerre, terrore e caos della CIA. La Turchia è un crocevia geopolitico che può svolgere un ruolo molto positivo nel sistema eurasiatico emergente di Cina e Russia, Paesi dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, e nel realizzare le emergenti infrastrutture ferroviarie ed energetiche. Da sola, la Turchia sarà isolata e spezzata, come l’Ucraina, dalle stesse persone. Con un’alleanza economica e politica con Russia e Cina, può svolgere un ruolo cardine nella costruzione di un nuovo mondo libero dal debito del sistema del dollaro al collasso, che comprende anche un’Europa stagnante. La Turchia ha l’opportunità di collaborare con la Russia e di cambiare l’equilibrio del potere mondiale. Ciò richiede molta volontà. Ma se fatto apertamente, la Turchia potrà godere di una prosperità come mai prima ed essere un vero e proprio “buon vicino”.

Graham E. Fuller

Graham E. Fuller

William Engdahl è autore di A Century of War: Anglo-American Oil Politics in the New World Order, scrive per BFP e può essere contattato tramite il suo sito Engdahl dove questo articolo è stato originariamente pubblicato.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Si rafforza la cooperazione tecnico-militare russo-indiana

Alessandro Lattanzio, 21/2/20151447585Sebbene il caccia francese Rafale avesse vinto il concorso per un nuovo caccia per l’IAF, vi è la possibilità di eventuale abbandono del contratto d’acquisto del Rafale, “Al momento, la situazione non si sviluppa nel migliore dei modi per l’aeronautica militare indiana“, afferma Konstantin Makienko, vicedirettore del Centro per l’analisi delle strategie e tecnologie (CAST), “Anche se il contratto per la fornitura del Rafale viene infine concluso, rischia di comportare costi enormi per l’India, circa 20 miliardi di dollari e forse più, mentre la flotta potrebbe rivelarsi obsoleta al momento della consegna. Nel 2015, la scelta di una piattaforma di quarta generazione può essere visto solo come una soluzione temporanea. L’obiettivo a lungo termine deve essere una piattaforma di quinta generazione“, su cui lavora il programma congiunto russo-indiano del caccia di quinta generazione (FGFA).
Nel 2012, il Ministero della Difesa indiano scelse il Rafale della Dassault per il programma Medium Multi-Role Combat Aircraft (MMRCA), ma l’accordo andava subito in stallo sulla questione della produzione su licenza presso l’Hindustan Aeronautics Limited (HAL), una richiesta di Delhi che Dassault si rifiutava di accettare. La Russia propone una soluzione migliore, Jurij Sljusar, Direttore dell’United Aircraft Corporation, il 19 febbraio a Bangalore dichiarava “Quali aeromobili sarebbero più adatti alle esigenze del cliente? Il nostro evidente vantaggio competitivo è che l’India già produce questi aerei proprio qui, in questo momento. Le fabbriche sono state costruite, la tecnologia fornita, i documenti trasmessi, piloti, ingegneri e tecnici addestrati“. Il direttore della RSK MiG Sergej Korotkov annunciava l’intenzione di proporre la versione aggiornata del MiG-35, se l’India rigetta il Rafale. “Abbiamo tutte le possibilità di competere per il contratto. Non abbiamo perso la speranza che una futura gara sia annunciata“. Esternamente, il MiG-35 non è diverso dal MiG-29, ma la cabina di pilotaggio è dotato di sistemi digitali e pannelli LCD che visualizzano tutti i dati di volo e combattimento. E’ il prototipo del cockpit del caccia di quinta generazione, afferma Givi Janjgava a capo dello Technocomplex, la società che sviluppa avionica russa. Il secondo aggiornamento è il nuovo motore RD-33OVT del Klimov DB. L’ugello può ruotare in qualsiasi direzione sia durante il volo di crociera che in postcombustione. Questa caratteristica rende il MiG-35 assai maneggevole e controllabile in tutte le modalità, dall’alta velocità allo stallo. Il MiG-35 è in grado di ingaggiare bersagli aerei, terrestri e marittimi essendo dotato del radar Zhuk-ME con modalità di mappatura del terreno. La gittata dell’armamento aria-aria è stata largamente ampliata. Il caccia può trasportare 6 tonnellate di carico bellico invece delle 4 delle versioni precedenti. Infine il MiG-35 può essere utilizzato non solo dagli aeroporti ma anche dalle portaerei.
1_o_2 Ruslan Pukhov, direttore del Centro per l’Analisi delle strategie e tecnologie di Mosca, affermava, “La Russia ha fatto del suo meglio per spiegare all’India, come riguardo all’Eurofighter, che è completamente senza senso acquistare una piattaforma progettata negli anni ’80 per una tale enorme somma di denaro, soprattutto perché la flotta completa sarà pienamente operativa, diciamo, tra 10 anni“. Con tale denaro l’India invece di comprare i Rafale, potrebbe acquistare un prodotto che già sa gestire, e le cui capacità operative sono superiori a quella di qualsiasi altro velivolo dell‘Indian Air Force. Inoltre, Dmitrij Shugaev, Vicedirettore per gli affari internazionali presso la Rostec, indicava i problemi del Rafale anche nella riluttanza di Francia a consegnare le navi Mistral, le cui motivazioni sarebbero fonte di preoccupazione per l’India riguardo l’accordo. Shugaev affermava, “Oggi, vendere un prodotto particolare all’India è piuttosto problematico, dato che il Paese vuole anche costituire joint venture e laboratori congiunti. Tutti vogliono armi moderne, armi di nuova generazione, nuove tecnologie, essendo una tendenza globale“. Il prezzo elevato, e in qualche misura, il rifiuto di trasferire le tecnologie di produzione, così come la reputazione minata dalla Francia per il suo accordo mancato con la Russia per la fornitura delle navi Mistral, motiverebbero l’India ad abbandonare il contratto per l’acquisto dei caccia Rafale, a favore dei russi Su-30MKI. Infatti, secondo l’esperto Victor Murakhovskij, “Prima di tutto questo jet da combattimento è davvero troppo caro. In secondo luogo, i francesi non sarebbero d’accordo a trasferire alcune tecnologie che consentano l’assemblaggio parziale e poi la produzione di componenti presso società indiane. Mosca ha proposto una versione modernizzata del Su-30MKI, in cui una percentuale significativa di componenti sarebbe prodotta in India, e in futuro, l’assemblaggio organizzato presso le compagnie indiane. Questo interessa il nuovo governo, e il nuovo ministro della Difesa“. Secondo l’esperto la Dassault Aviation Company, è una “società francese è molto inflessibile e anche, forse, un partner arrogante, cosa che ha già creato molti problemi all’azienda“, mentre “gli indiani sono negoziatori molto difficili, spingendo il venditore a ridurre i prezzi, ma Dassault, da parte sua, non è incline a cedere, e col passare del tempo, i prezzi continuano a salire“. Per Makienko, l’IAF dovrebbe abolire la gara per l’acquisizione del MMRCA dopo di che, acquistare di 60-70 Su-30MK, e ulteriori MiG-29 nella nuova configurazione UPG, degli aerei di nuova costruzione, e anche acquisire alcuni Mirage-2000 di seconda mano dagli Emirati Arabi Uniti. Ciò permetterebbe all’India di risolvere i suoi problemi spendendo circa 10 miliardi di dollari.
Gli istituti di ricerca e le industrie indiane saranno coinvolti nel programma di modernizzazione del Su-30MKI, rafforzandone le capacità di combattimento. I progettisti lavorano per armare il Su-30MKI con il missile supersonico da crociera russo-indiano BrahMos, che ne migliorerà significativamente le capacità di combattimento, ciò in stretta collaborazione con la Corporation Irkut OJSC, dell’United Aircraft Corporation. Gli aviogetti Su-30MKI costituiscono la spina dorsale della forza da combattimento dell’Indian Air Force. Le Hindustan Aeronautics Ltd (HAL) assemblano oltre l’80% dei caccia Su-30MKI in servizio presso l’Indian Air Force, mentre la successiva fase della produzione su licenza prevede il ciclo di produzione completo del velivolo. Per garantire tale programma l’Irkut OJSC ha trasferito alle HAL tutta la tecnologie necessarie e l’esperienza nella produzione in serie dei Su-30MK. Il programma di produzione coinvolge oltre 150 imprese industriali indiane e i prodotti high-tech locali vengono installati sugli aerei da combattimento indiani. Secondo il rappresentante dell’Irkut, HAL ora revisiona completamente i cacciabombardieri Su-30MKI, il primo dei quali è stato consegnato all’IAF a gennaio. Infatti, finora l’Irkut aveva consegnato alle HAL 41 cacciabombardieri Su-30MKI, previsti dal nuovo contratto, di cui 14 già operativi presso l’IAF. “L’Irkutsk Aviation Plant ha iniziato la collaborazione con l’India più di 30 anni fa, con la produzione su licenza dei caccia-bombardieri MiG-27. Collaborando abbiamo raggiunto ottimi risultati nel programma del Su-30MKI“, dichiarava Oleg Demchenko, presidente dell’Irkut Corporation, che ha anche espresso fiducia sulla cooperazione nei nuovi programmi, come l’aereo di linea MS-21.
Secondo Sergej Goreslavskij, capo della delegazione della Rosoboronexport all’AeroIndia 2015, nel caso l’India, invece dei caccia francesi Rafale, acquistasse dalla Russia altri cacciabombardieri Su-30MKI, la Russia sarebbe pronta a lavorare a tale accordo, inoltre riguardo al programma congiunto russo-indiano del caccia di quinta generazione (FGFA), di cui è stata completata la prima fase che prevede lo sviluppo di modelli concettuali e tecnici, passando alla fase di progettazione, costruzione dei prototipi e relativi prove e certificazioni. Anche riguardo la progettazione dell’aereo da trasporto multiruolo MTA, UAC-TA OJSC e HAL sono entrati nella seconda fase progettuale, passando dalla progettazione preliminare per identificare i requisiti chiave dei sistemi, al loro sviluppo. Il Multirole Transport Aircraft, è un aereo da trasporto leggero biturbina con un peso massimo al decollo di 65 tonnellate, destinato a sostituire il BAe 748 e l’Antonov An-26, attualmente in servizio in India. L’attuale programma di cooperazione tecnico-militare tra Russia e India prevede la realizzazione di 200 progetti. Secondo il vicedirettore del Servizio federale russo per la cooperazione tecnico-militare, Anatolij Punchuk, “La Russia ha fornito all’India armi e attrezzature militari del valore di 4,7 miliardi di dollari nel 2014“. Secondo l’ambasciatore russo in India, Aleksandr Kadakin, l’80 per cento degli equipaggiamenti della Marina indiana e il 70 per cento di quello dell’aeronautica indiana sono russi. Anche il ministro degli Esterni indiano V K Singh aveva notato l’attrattiva di prezzi e affidabilità dei caccia multiruolo russi Su-30 prodotti su licenza in India, rispetto al Rafale francese. Il Ministro degli Esterni indiano VK Singh aveva notato l’attrattiva di prezzi e affidabilità dei caccia multiruolo russi Su-30 prodotti su licenza in India, rispetto al Rafale francese.

fgfa_wip_by_parijatgaur-d3e4fgrFonti:
RBTH
RBTH
RBTH
Russia Insider
Sputnik

Sputnik

Mostra di rottami a Kiev e psico-sconfitta di Poroshenko

Oriental Review 24 febbraio 2015

Questa settimana un deposito di rottami è esposto nel centro di Kiev. Così l’amministrazione ucraina cerca di dimostrare “i fatti dell’aggressione russa in Ucraina”. Ma in realtà sono riusciti solo a dimostrare ignoranza e mancanza di qualsiasi conoscenza militare. Risultato di tale moderno illusionismo non è altro che la piena indifferenza dagli spettatori attoniti. Il pubblico ha già visitato la mostra, cui hanno presenziato i vertici di Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Bulgaria, Spagna, Georgia e altri Paesi europei invitati a commemorare il primo anniversario dell’euro-golpe, che si pretende “rivoluzione della dignità”.10411167I media internazionali e facebook traboccano delle eroiche foto su “questi maledetti russi colti in flagrante”. Nel frattempo ogni osservatore imparziale e informato porrebbe domande agli organizzatori di tale esposizione di rottami. Visitiamo piazza San Michele di Kiev.

Articolo 1. Carro armato sovietico T-64BV

10930159_582212468579816_3258878509390584994_nFoto per gentile concessione del presidente Poroshenko

16600406422_f862d3806b_b16600406442_3c95a4f16f_b15978854044_a533c2e7cc_b16413995680_87f7708d42_bFoto per gentile concessione di Aleksandr Gritsaj

Beh, il T-64BV è una versione della prima generazione del famoso carro armato sovietico T-64, equipaggiato con blindature esplosive reattive Contakt-1. Questa modifica fu ideata e prodotta nel 1985-1987 dall’ufficio costruzioni metalmeccaniche di Kharkov (Ucraina, ancora). L’ultimo T-64S attivo fu ritirato dall’impiego operativo dell’esercito russo nel 2011 (sostituito dai T-72 nei primi anni ’90), mentre secondo The Military Balance 2013 dell’IISS, 1750 T-64S modificati sono ancora in servizio nell’esercito ucraino. Ecco un fiero reportage video ucraino del 2010:

Vi è anche una serie di T-64VL prodotta dall’impianto Malyshev ucraino come T-64BM Bulat dal 2005. Diversi T-64BV dell’esercito ucraino furono catturati dagli insorti di Lugansk nella campagna estiva 2014:

Questo fu perso dall’esercito ucraino il 17 giugno 2014 nei pressi della città di Metallist. Si può vedere il contrassegno bianco delle FAU sulla parte anteriore della torretta del carro.

1403669041_1262338_900L’immagine di un altro carro armato catturato dai ribelli la scorsa estate. Qui potete vedere il simbolo della 24.ma Brigata “corazzata” delle FAU sulla torretta. Quindi, anche nel caso in cui il carro armato sia stato catturato dalle FAU agli insorti, assolutamente non significa abbia origine russa. Molto probabilmente è un comune mezzo ucraino fuori servizio e prelevato da un deposito per la revisione nei pressi di Kharkov. Completando il quadro, ecco un video che illustra il moderno T-92 in servizio nell’esercito russo:

Articolo 2. BM-21 Grad di fabbricazione sovietica

11021226_582212625246467_5930927619551057784_nFoto per gentile concessione del presidente Poroshenko

16601021135_bdc765ff14_b16413995500_01d0a7e54f_b16393730937_2bb62448b4_bFoto per gentile concessione di Aleksandr Gritsaj

Il BM-21 Grad è il leggendario lanciarazzi multipli autocarrato da 122mm sovietico, sviluppato nei primi anni ’60. Fu prodotto fino al 1988 e nel 1995 ve ne erano più di 2000 in servizio attivo in oltre 50 Paesi, tra cui l’Ucraina (315 unità nel 2012). I Grad ucraini sono utilizzati contro la popolazione civile del Donbas dalla scorsa estate:

I Grad ucraini bombardarono Snezhnoe (regione di Donetsk) il 15 luglio 2014 provocando almeno 10 vittime tra i civili. Video delle distruzioni qui. Molte di tali unità furono successivamente catturate dagli insorti e usate contro le forze ucraine nella zona ATO:

Video ripreso presso Ambrovievka (regione di Donetsk) il 1 settembre 2014, dopo che le truppe ucraine fuggirono dalla zona. I trofei recuperati sono la principale fonte di materiale militare degli insorti.

Ecco oggi cos’è in servizio nell’esercito russo:

TYaZhELAYa-OGNEMETNAYa-SISTEMA-TOS1A-SOLNCEPEKTOS-1A Solntsepjok (Scottatura), moderno lanciarazzi multiplo termobarico montato su telaio del carro armato T-72.

Articolo 3. BTR-80 di fabbricazione sovietica

10996927_582212398579823_4903640055816289543_nFoto per gentile concessione presidente Poroshenko

16600405842_f7c6eddf29_b15981244323_b2ecb59454_b16413994850_7330d7124c_bFoto per gentile concessione di Aleksandr Gritsaj

BTR-80, trasporto truppe corazzato ruotato (APC) anfibio progettato in URSS e adottato nel 1988. L’APC ha decine di versioni, alcune sviluppate in Ucraina nel periodo post-sovietico (BTR-3) e anche in Ungheria (conforme agli standard della NATO). Attualmente in servizio negli eserciti di 40 Paesi, tra cui gli Stati Uniti d’America (2 APC BTR-80 furono importati dall’Ucraina nel 2011). Prima del conflitto civile in Ucraina, vi erano circa 400 APC BTR-80 in servizio nelle FAU. Tale rottame fu ripreso dai militari ucraini vicino Peski (Donetsk), dove l’offensiva degli insorti non sfondò a metà gennaio 2015. All’epoca MIGNEWS pubblicò un reportage fotografico sullo stesso APC:

4687305-ukrainskie-voennye-zakhvatili-v-peskakhCome si vede, in quel momento l’APC aveva le ruote, ecc., ma alla mostra di Kiev era completamente smantellato. Così sembra che tali 8 ruote fossero esattamente ciò che impedirono alle FAU la totale peremoga (vittoria).

Articolo 4. Comando mobile su ZIL-131 tipo KUNG

15978853064_2a1c281f56_b15978852934_cac4c59b00_bFoto per gentile concessione di Aleksandr Gritsaj

Si prega di prendere nota del marchio di qualità sovietico a bordo, il che significa che il veicolo fu prodotto nell’URSS. Gli autocarri militari ZIL-131 furono introdotti nel 1966 ed utilizzati dall’esercito sovietico in varie versioni. L’esemplare è una cosiddetta Unità di Comando Mobile. C’erano sicuramente molti di tali veicoli in Ucraina dopo il crollo dell’URSS. L’esercito russo utilizza attualmente un tipo di autocarro un po’ diverso, che dovrebbe essere simile a questo:

63099Moderno autocarro militare russo Ural 63.099

Articolo 5. Daewoo Nexia

16575043856_0e1ceb0ece_b116413814818_9b498b0de8_b16393729137_d9ed71dd84_bFoto per gentile concessione di Aleksandr Gritsaj. La benzina nel serbatoio è sicuramente russa.

Ebbene, è l’elemento più sorprendente. Un’auto bruciata Daewoo Nexia assemblata in Uzbekistan. Non una sola auto di questo modello è o è mai stato in servizio nell’esercito russo. Molto probabilmente è una delle vetture civili spietatamente distrutte dai militari ucraini mentre viaggiavano per la Russia nella scorsa estate:

Ai primi di agosto 2014 le truppe ucraine sparavano ad ogni auto che usciva da Donetsk per la Russia. Una delle vittime fu il giornalista russo Andrej Stenin.

Una famiglia di tre rifugiati uccisi nella loro auto dalle FAU presso Gorlovka, regione di Donetsk.

Un’altra auto delle vittime.

Articolo 6. UAV Granat-4

1799065_582212341913162_2704395473578576359_oFoto per gentile concessione del presidente Poroshenko

16413994060_0b626be22e_b16413815368_7df33cf5e4_bFoto per gentile concessione di Aleksandr Gritsaj

Bene, questa è un’arma davvero seria. Il “nuovo” drone Granat-4 è in realtà in servizio nell’esercito russo, normalmente utilizzato per la ricognizione tattica entro 100 km. Il mezzo presentato a Kiev è stato prodotto nel 2009 e abbattuto dalle FAU il 29 novembre 2014 nei pressi di Shastie (regione di Lugansk), a 30 km dalla frontiera russa. Francamente non vediamo alcun problema nei militari russi seguire con attenzione un conflitto in prossimità dei loro confini. In ogni caso, la gittata di questo drone permette ai russi di operare dal loro territorio.

Articolo 7. SVD Dragunov

1957633_582212168579846_4829462632466858310_oFoto per gentile concessione del presidente Poroshenko

Ora, un altro vecchio esemplare: il fucile per tiratori scelti Dragunov (SVD), ideato in Unione Sovietica nel 1963, è un fucile semi-automatico calibro 7,62×54 mm. Il fucile è ancora in servizio in Russia e oltre 30 altri Paesi, tra cui tutti gli Stati post-sovietici, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Bulgaria, Turchia, India, Cina, ecc. Ecco la foto di un marine ucraino con l’SVD in mano durante l’esercitazione del 2003 sulle coste occidentali della Scozia.

Ukrainian_Navy_1st_Company_MarineArticolo 8. Oggetti personali

11001678_582212538579809_2625452927691045264_oFoto per gentile concessione del presidente Poroshenko

Cosa vediamo qui? Una manciata di galloni cosacchi (dei distretti cosacchi del Don e Lugansk, unità paramilitari non ufficiali in Russia e Ucraina), facilmente disponibili in tutti i mercati della Russia meridionale. Credenziali cosacche (tali documenti non sono riconosciuti validi in Russia). Una copertina di passaporto (in vendita in ogni stazione della metropolitana di Mosca). Inoltre, i militari russi non si portano il passaporto. 1 certificato di servizio militare (qualsiasi cittadino russo mobilitabile ha tale documento, a prescindere dall’età). 1 patente di guida rilasciata a Mosca nel 2010, il nome occultato (qualsiasi ucraino con permesso di lavoro in Russia potrebbe ottenerla). E infine il gioiello, la prova inoppugnabile, un distintivo della Polizia Tributaria Federale della Federazione Russa. Naturalmente ciò significa che ogni ex-agente di tale servizio, sciolto nel 2003, viene inviato a combattere l’esercito ucraino con tali anticaglie nelle tasche!

16413992710_750401c229_bFoto per gentile concessione di Aleksandr Gritsaj

Bene, la conclusione di tale mostra grottesca a Kiev è semplice: le autorità ucraine non hanno una sola prova che dimostri le proprie affermazioni isteriche su “l’aggressione russa all’Ucraina”. La sua politica interna ed estera è falsa e menzognera, deliberatamente basata su inganni. Incapace di mollare la propria retorica bellicosa, il regime del presidente Poroshenko scivola rapidamente verso il collasso totale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 466 follower